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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA POLO UNIVERSITARIO DI RAVENNA

APPUNTI DI LEZIONE :

CORSO DI ECONOMIA DELLEDILIZIA


Parte 1 : Economia dellImpresa Valutazione e scelta degli investimenti I Costi

Anno Accademico 2012 2013

Prof. ing. Claudio Comani

Cap. 1 - LECONOMIA COME SCIENZA DELLE SCELTE


1. DEFINIZIONE DELLECONOMIA E I PRINCIPI ECONOMICI Leconomia ha per oggetto generale i fenomeni che regolano le azioni che gli

uomini, singoli e la collettivit, compiono per procurarsi ci da cui traggono soddisfazione per i propri bisogni e desideri in presenza di scarsit di risorse, ovvero per ottenere beni e servizi utili e disponibili e quindi accessibili.
I beni sono oggetti materiali. I servizi sono attivit delluomo, che una parte pu scambiare con unaltra, di natura essenzialmente intangibile o che non implicano propriet di beni. La loro produzione pu essere legata o meno a un bene. I beni e i servizi si definiscono beni economici quando si realizzano le seguenti condizioni: I beni e servizi sono utili , ovvero soddisfano uno o pi bisogni; Esistono i bisogni e quindi la domanda del bene esiste ; I beni e servizi possono essere prodotti o svolti e quindi c una offerta. Domanda e offerta costituiscono il mercato e lesistenza del mercato il presupposto delle leggi delleconomia. Di conseguenza, i caratteri comuni a tutti i beni economici sono: Scarsit Utilit Disponibilit Le risorse sono in natura o frutto della produzione e sono limitate, mentre i bisogni umani sono illimitati: soddisfatto un bisogno, ne nasce un altro. La scarsit delle risorse pone il problema economico, ovvero il problema della allocazione ( disposizione ) delle risorse. Sotto laspetto economico il concetto di scarsit relativo, in quanto misurato rispetto al livello del bisogno: qualcosa che non richiesto abbondante, anche se si presenta in disponibilit limitate. Il principio economico dice come deve essere fatta lallocazione: fra i modi

alternativi di impiego dei veri beni per soddisfare i nostri bisogni , la quantit di risorse usate deve essere minima e in modo inverso il principio pu essere letto data una disponibilit di risorse bisogna ottimizzare lutilit, ovvero la soddisfazione del bisogno. Da cui discende la relazione fra lutilit che rappresenta la soddisfazione dei bisogni e la quantit dei beni utilizzati per raggiungere la soddisfazione dei bisogni . Leconomia, dal punto di vista dellingegneria, pu quindi essere definita come quella scienza che studia i criteri e i metodi coi quali gli uomini singoli e la collettivit scelgono limpiego di fattori scarsi per la produzione di beni e servizi, in vista della soddisfazione dei propri bisogni collettivi e coi quali si risolvono i tre problemi fondamentali che sono: cosa produrre; come produrre; per chi produrre.
Laspetto economico di un bene lutilit ( economica ) che offre a un soggetto. Lutilit totale dei beni economici funzione della loro quantit ( dimensione o numero di esemplari ) U = f ( x,y, .. z ) dove. U la utilit x,y, z sono le quantit dei vari beni economici. ( 1.1 )
Definizione di economia

L'utilit totale che si ricava dal consumo di un bene non sempre uguale e costante qualunque sia la quantit del bene di cui si dispone; landamento della utilit totale rapportata alla quantit del bene, che inizialmente si pu indicare come lineare, tende a crescente meno linearmente o addirittura a decrescere a partire da una data quantit, come conseguenza della saturazione del bisogno. Lutilit marginale la derivata parziale di U rispetto alla quantit di un bene xi e in termini non formali rappresenta l'utilit apportata dall'ultima unit o dose consumata di un bene. U/xi ( 1.2 ) La legge del utilit marginale decrescente afferma che all'aumentare del consumo assoluto di un bene, l'utilit marginale di quel bene diminuisce, ovvero che U/xi < 0 ( 1.3. )

Utilit totale e marginale

Solitamente si assume anche che: lim U/xi = xi

lim U/xi = 0 xi 0

Utilit Totale

Utilit Marginale

QUANTITA DEL BENE

Fig. 1 Andamento delle curve di utilit

2. VALORE DEI BENI ECONOMICI , SAGGI DI PREFERENZA NEL TEMPO, TASSI DINTERESSE E TASSO DI SCONTO. I beni economici, in quanto utili e capaci di soddisfare i bisogni e desideri di chi li possiede, hanno per esso un valore duso. I beni economici , in quanto adatti a soddisfare bisogni e desideri di altri, possono essere scambiati e richiesti con altri beni e hanno un valore di scambio, che non necessariamente uguale al valore duso. La ricchezza linsieme dei beni economici che hanno un valore di scambio e quindi che producono ricchezza. Utilit, valore, ricchezza sono tutte grandezze che, pur con significato concettuale diverso, hanno in comune lunit di misura : la moneta.

La moneta il bene riconosciuto ed accettato da tutti come utile a soddisfare tutti i


bisogni e i desideri per il suo valore di scambio.

Ogni bene ha un suo valore di scambio che viene misurato con una unit unica che la moneta; ogni bene possiede un valore economico che viene definito come il prezzo che si disposti a pagare per averlo. Sulla base del principio economico che si riassume nel conseguimento della massima utilit ( valore o ricchezza ) con il minimo consumo di risorse e, quindi, con il minor costo per produrlo , la differenza fra il suo valore( prezzo,
ricavo ) e il costo delle risorse consumate per produrlo detto profitto: Vi Ci = Profitto ( 1.4 ) Il profitto la misura della convenienza economica di una operazione. I beni economici hanno un prezzo positivo , mentre i beni non economici, detti anche beni liberi, sono quelli che hanno un prezzo pari a zero. In questa problematica del valore, il costo non ha alcuna influenza, anche se un bene con un costo superiore al prezzo non sar pi prodotto fino a che, scarseggiando, il prezzo si adeguer al costo.

Definizione di profitto

Beni economici

La classificazione dei beni economici eseguita sulla base di diversi fattori consente di
definire alcune tipologie: beni economici privati, che hanno costo marginale positivo e un uso esclusivo individuale. beni economici pubblici , che hanno un costo marginale pari a zero, in quanto una volta prodotti per un bacino di utenza, aggiungere un utente non costa nulla. beni durevoli, che possono essere utilizzati ripetutamente. Essi sono definiti in ambito aziendale anche come capitale o immobilizzazioni fisse. beni non durevoli, che si consumano con un solo uso. beni finali, che per luso non necessitano di ulteriori trasformazioni. beni non finali, che per luso hanno bisogno di trasformazioni. beni strumentali, che servono per realizzare la produzione beni di consumo, che vengono utilizzati dagli individui per il loro sostentamento

Lutilit di un bene, il suo valore economico, ovvero il prezzo, dipendono dalla sua utilit marginale e quindi dalla sua quantit: ad esempio il petrolio, essendo
presente in minore quantit dellacqua, ha un prezzo maggiore dellacqua stessa che si presenta copiosa in natura. (1) Lutilit marginale del petrolio diminuisce in presenza di forme alternative di energia.
Lingegnere deve sempre distinguere fra lutilit vera procurata da un bene a un individuo o alla collettivit ( utilit che in questo caso ha come contrario la nocivit ) con lutilit economica, ovvero che si misura in moneta e che equivale al prezzo, e che stata da alcuni economisti definita come ofemilit . Ci sono beni che sono nocivi alla salute degli individui e che pur tuttavia sono beni ofemelici per i quali si disposti a pagare un prezzo.
(1)

Il principio vale per tutti i beni, tuttavia il meccanismo pi complesso a seconda che si tratti di beni durevoli e non durevoli. I beni durevoli presuppongono limpegno di risorse economiche nel tempo.

Il valore economico di un bene non durevole legato alla utilit marginale delle quantit fisiche del bene, a parit di bisogni; ci significa che maggiore la quantit dei beni, pi la utilit marginale si riduce e viceversa . Il valore economico di un bene durevole invece legato alla quantit dei servizi che il bene offre nel tempo. Tali servizi ( affitto, noleggio, ecc. ) avranno un prezzo sulla base dellutilit marginale di questi servizi, che vengono resi in pi di una unit temporale ( periodi di tempo). Ad esempio, il canone di affitto di una casa o limporto del noleggio di una macchina variano in funzione della loro appetibilit nei diversi periodi di tempo. Il problema relativo alla determinazione del valore di un bene economico durevole coincide con la possibilit di calcolare, alla data della stima, il valore dei servizi resi dal bene nelle molteplici unit temporali ( mesi, anni ) ovvero il Valore Attuale .
Per esprimere il concetto di valore attuale occorre introdurre preliminarmente il concetto di preferenza economica nel tempo definita come :
Valore attuale beni economici

La percentuale del bene disponibile dopo una unit temporale, ad esempio un anno, che si disposti a rinunciare per averlo disponibile subito.
Allo stesso modo che un bisogno o desiderio futuro sentito con minore intensit di uno attuale, cos un bene economico disponibile nel futuro ha meno utilit di quanto ne abbia se disponibile immediatamente: un bene ha un valore attuale tanto minore quanto pi lontana nel tempo la sua disponibilit. La percentuale del bene, disponibile fra un anno, alla quale si disposti a rinunciare pur di averlo subito si definisce saggio di preferenza nel tempo . In termini monetari, tenuto conto che il prezzo lunit di misura del valore di un bene, il saggio di preferenza equivale al differenziale di prezzo al quale si disposti a rinunciare pur di avere subito il bene o il servizio. Il principio che:

Una somma di denaro oggi vale di pi di quella disponibile domani perch detta somma pu essere investita nel mercato dei capitali e dare frutti immediatamente .
Da quanto sopra detto si desume il principio di equivalenza finanziaria: Se sono disponibile a rinunciare a x euro per avere subito il capitale di importo pari a y euro, che ottenibile fra due anni, significa che finanziariamente y-x euro di oggi sono equivalenti a y euro fra due anni, anche se da un punto di vista economico loperazione vantaggiosa se il rendimento del capitale y-x almeno pari a x in due anni. Detto differenziale di prezzo detto sconto o interesse. Lo sconto si pu definire: il differenziale di valore fra quello riferito a un ricavo futuro e quello a oggi; la remunerazione dovuta a qualcuno che anticipa al presente un valore futuro. Lo sconto si applica per conoscere il valore attuale di un investimento o di un rendimento futuro . Lattualizzazione il procedimento che consente di definire il valore attuale di un ricavo futuro.
Tasso Sconto Tasso Interesse

Esempio :
Voglio valutare il valore attuale di un investimento che d redditi distribuiti in un certo periodo di tempo.
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La Banca dItalia anticipa alle banche, che presentano limporto di cambiali scadenti in tempi successivi, un importo inferiore dello sconto, detto Tasso ufficiale di sconto.

Linteresse la remunerazione riconosciuta a qualcuno che rinuncia ad un valore presente ( lo investe o finanzia ) per averlo in futuro.
Per il Concessionario, linteresse il prezzo ( la rendita ) richiesto per la rinuncia della liquidit monetaria conseguente a un finanziamento concesso per comprare lequivalente valore del bene; Per il Beneficiario, linteresse : il costo dellimmobilizzo degli investimenti dei capitali durevoli nel tempo ( ad esempio una macchina o un immobile strumentale ) effettuati attraverso luso di capitali altrui o il prezzo pagato per luso di capitale altrui

La capitalizzazione il procedimento che consente di definire il valore futuro di un


investimento iniziale. In valore assoluto lo sconto e linteresse sono uguali, ma sono diversi il tasso di sconto

Capitalizzazione

e quello dinteresse perch si applicano a valori diversi.


Dato: Co = capitale presente Cn = capitale al tempo n d = tasso di sconto i = tasso di interesse Per n=1 d = Cn Co/ Cn i = Cn Co/ Co dove: i*Co = d*Cn ( 1.5 ) Inoltre: Secondo il principio della equivalenza finanziaria , il capitale Co dopo n anni al tasso dinteresse pari a i equivalente a un Cn, se : Cn = Co (1 + i) n Co = Cn / (1 + i) n Dove: (1 + i) = r fattore annuo di attualizzazione di

Mentre , dato un capitale futuro Cn al tasso di sconto d , esso equivale a un capitale attuale pari a: Co = Cn (1 d )n ( 1.6 ) da cui: d = 1- 1/ 1+ i ( 1.7 ) dove: 1-d = 1/ 1+ i d = 1- 1/ 1+ i

3. DETERMINAZIONE DEL COSTO DEI CAPITALI - TASSO DI INTERESSE VALORI REALI E VALORI MONETARI Qualsiasi operatore economico definisce il costo dei capitali secondo le sue finalit: per gli investitori, azionisti o creditori il costo del capitale il tasso di ritorno richiesto per mettere capitali a rischio. Pi altro il rischio, pi alto il tasso di ritorno richiesto; per la direzione aziendale, il costo dei capitali quello si ha per lottenimento di nuovi fondi sul mercato, secondo una combinazione di capitale di rischio, finanziamenti a breve, medio e lungo termine; per il mercato il tasso di rendimento per investimenti finanziari ampiamente disponibili e ragionevolmente sicuri ( titoli di stato, obbligazioni ecc. ) ; per limprenditore il costo dei capitali coincide con il tasso di ritorno per investimenti alternativi fattibili nellambito della propria attivit consolidata ( redditivit prestabilita ). Lentit dei tassi dinteresse dipende dalla domanda e offerta del denaro e quindi condizionata dalle leggi di mercato. In ogni caso concorrono a influenzare i tassi dinteresse molteplici fattori, che di I fattori dei tassi dinteresse seguito si riassumono: il valore dei tassi imposti . I tassi imposti sono i tassi di riferimento del mercato stabiliti dalle banche sulla base delle indicazioni fornite dallandamento del mercato dei capitali. Si dividono in: tassi correnti per prestiti ordinari. tassi per prestiti a lungo termine per investimenti ad elevata esposizione finanziaria e restituzione nel lungo periodo. il rendimento di investimenti alternativi a parit di rischio. Il costo opportunit di un investimento, adottato per valutare il costo del capitale da parte degli enti pubblici, esprimono il mancato guadagno derivante da un investimento alternativo a cui si rinuncia. Esistono tre principali metodi per calcolare il tasso di sconto con riferimento al costo opportunit dellinvestimento: il primo approccio prevede che il tasso di sconto sia rappresentato da un costo opportunit minimo, definito come il tasso di interesse garantito da titoli di stato; a lungo periodo o da un prestito commerciale a lungo periodo, nel caso in cui il progetto sia finanziato con capitali privati (come nel caso del project finance); il secondo approccio esprime il livello massimo di costo opportunit facendo riferimento al miglior investimento alternativo. In questo caso si utilizza il rendimento atteso da un portafoglio di titoli quotato sul mercato internazionale, con un rischio minimo e a lunga scadenza; il terzo approccio non considera un investimento alternativo, ma considera il tasso di interesse offerto da un grande emittente internazionale, come potrebbe essere la BEI per il mercato europeo, al quale si applica un moltiplicatore. Per esempio un tasso di sconto del 6% molto vicino al doppio del tasso dei bond a lungo periodo emessi dalla BEI. il rischio di insolvenza del prestito. Un prestito per il quale il rischio di mancato rimborso alla scadenza del capitale sia elevato presenta un tasso dinteresse maggiore. Gli investitori scelgono sempre investimenti in cui il rischio minore. Se il rischio zero, normalmente i tassi dinteresse si allineano agli interessi imposti . Il tasso di remunerazione dei rischi finanziari dipende da: il tasso di remunerazione del capitale inteso a coprire il rischio dinsolvenza generalizzata del sistema dinvestimento;
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il tasso di remunerazione del rischio dinsolvenza del particolare debitore; il tasso di remunerazione dei rischi impropri; il tasso di remunerazione dei rischi derivanti dalleconomia in generale.

la durata del prestito. E il tempo entro il quale il prestito deve essere rimborsato. Maggiore la durata minore il livello di liquidit del risparmiatore-finanziatore, minore la possibilit di far fronte ai propri bisogni correnti e maggiore lincertezza nella situazione futura. A una durata maggiore corrisponde un maggiore tasso dinteresse. Esempi

I titoli di stato a 10 anni pagano un interesse superiore di pi di quelli a 5 anni; Gli investimenti in immobili, classicamente investimenti a lungo termine, offrono una resa annuale limitata rispetto ad altri investimenti, ma, almeno nella storia moderna, hanno compensato la modesta resa attraverso la rivalutazione del loro valore.
il costo fiscale sul capitale e/o sugli interessi equivale alla tassazione prevista sugli investimenti. Esempi:

Il costo fiscale relativo al rendimento di un investimento finanziario pari al 20%, mentre quello relativo a un investimento immobiliare molto pi alto rientrando nella sommatoria dellimponibile fiscale .
il costo delle operazioni amministrative per ottenere il prestito e per il rimborso di esso. Incidono sul costo del finanziamento i costi di espletamento dellistruttoria, i costi delle garanzie che vengono richieste per la concessione del finanziamento ( personali, attraverso iscrizione di ipoteca sui beni etc ). landamento del tasso dinflazione Valore reale e Valore monetario. In tempi moderni il potere di acquisto della moneta cambia con il tempo e tende a ridursi. Laumento prolungato e generalizzato dei prezzi viene definito inflazione Esso un fenomeno tipico dei paesi industrializzati, nei quali la dinamica delleconomia e quindi dei prezzi elevata. Linflazione riduce il potere di acquisto della moneta, in quanto con la stessa quantit di moneta, nel tempo si ottiene sempre minore merce. Quando si fanno delle valutazioni economiche occorre definire subito se si ragiona in termini di potere dacquisto costante della moneta, valori reali dei beni , oppure se si fanno dei confronti in termini puramente nominalistici, valori monetari. Esempio

Valori reali e monetari

Se si valutano gli investimenti realizzati in anni diversi nel settore delle costruzioni e pi precisamente nel comparto delledilizia residenziale, a valori di investimenti annuali uguali non corrispondono quantit di produzione, numero di vani o di abitazioni, uguali. I valori monetari si trasformano in valori reali attraverso i numeri indici pubblicati dallIstituto Nazionale di Statistica , indici medi, che sono numerosi:
- dei prezzi allingrosso; - dei prezzi al consumo; - della retribuzione e della durata del lavoro, - della produzione industriale, - del commercio internazionale, - delle vendite del commercio al minuto di 626 merci; - del fatturato e degli ordinativi; - del costo di costruzione di un fabbricato residenziale; - dei corsi delle azioni e delle obbligazioni. Ognuno di detti indici viene utilizzato per risolvere problemi diversi.

Lindice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale misura la variazione


nel tempo dei costi delledilizia residenziale, riferiti ad una specifica tipologia di manufatto e, in particolare, dei costi diretti attribuiti alla realizzazione dellopera. La struttura del calcolo dellindice del fabbricato residenziale comprende le componenti di costo relative a tre categorie di risorse: manodopera, materiali e trasporti e noli e riferita, dopo la revisione avvenuta nellanno 2005, ad un fabbricato residenziale a quattro piani fuori terra, oltre a un piano interrato, provvisto di 11 unit abitative. Lincidenza relativa delle singole categorie di risorse sono: manodopera 54,5%, materiali 39% e trasporti e noli il 6,5%. La dinamica del costo della manodopera misurata considerando tre categorie professionali: operaio specializzato, qualificato e comune, mentre quella del costo dei materiali definita considerando 13 categorie di lavorazioni. Lindice si ottiene si ottiene dal rapporto fra la somma dei costi al tempo tn rispetto al tempo t n-1 : ci (tn) * Qi / ci (tn-1) * Qi ( 1.8 ) dove: ci (tn) sono i costi delle componenti tecnologiche i al tempo (tn) ci (tn-1) sono i costi delle componenti tecnologiche i al tempo (tn-1) Qi sono le quantit delle componenti che rimangono uguali convenzionalmente . Detto rapporto espresso in percentuale, ovvero moltiplicato per 100 viene confrontato con la spesa nellanno di base, posta uguale a 100. Gli indici sono quindi pubblicati a base fissa e sono superiori a 100.

Esempio: Si vuole conoscere laumento percentuale reale del reddito di un immobile che dava nel 2005 un reddito equivalente di 60.000 euro e nel 2012 un reddito di 80.000 euro. Laumento nominale pari a : ( 80.000 - 60.000 ) / 60.000 = ( 80.000/60.000) 1 = 33% Se lindice generale dei prezzi al consumo, determinato sui prezzi di un paniere convenzionale di merci, nellanno 2005 pari a 115, detto 100 lindice base del 215, laumento reale del reddito si ottiene confrontando il reddito del 2005 rivalutato del 1,15 con quello del 2005: [80.000 - ( 60.000*1,15 )] / 60.000*1,15 = ( 80.000/69.000) 1 = 16%
Si possono quindi utilizzare il tasso dinteresse monetario e il tasso dinteresse reale. Il tasso dinteresse monetario espresso in moneta corrente. Il tasso dinteresse reale espresso in moneta costante, che pari a quello in moneta corrente meno il tasso dinflazione.

4. I BENI DUREVOLI E GLI INVESTIMENTI Il patrimonio di qualsiasi soggetto economico (impresa) necessario per sviluppare la sua attivit una combinazione dei: - fattori economici, - fattori finanziari, - fattori di produzione. La produzione imprenditoriale si attua attraverso la combinazione dei fattori della produzione, che come gi precedentemente indicato sono: a. fattori ( beni ) durevoli o a fecondit ripetuta o a lungo ciclo di utilizzo b. fattori ( beni ) non durevoli o a fecondit ripetuta a. fattori ( beni ) durevoli o a fecondit ripetuta o a lungo ciclo di utilizzo I caratteri comuni dei fattori durevoli sono: partecipano a pi processi produttivi che si sviluppano nel tempo. si utilizzano pi volte. si attuano in pi periodi amministrativi (anni). richiedono investimenti durevoli di mezzi finanziari che devono essere reintegrati attraverso i ricavi che si ottengono nei vari periodi del loro utile impiego. I fattori durevoli fanno parte del pi ampio gruppo delle immobilizzazioni delle imprese, che si possono cos classificare: immobilizzazioni tecniche, rappresentate dalle: immobilizzazioni materiali - costruzioni edilizie, macchine operatrici, mezzi di trasporto, mobili, arredi, impianti stampi, imballaggi durevoli ecc ; immobilizzazioni immateriali rappresentate da: brevetti, licenze, spese di ricerca e sviluppo, marchi di fabbrica, pubblicit ecc. ; immobilizzazioni economiche, rappresentate dagli investimenti durevoli in beni materiali non durevoli rappresentati dalle scorte di materiali; immobilizzazioni finanziarie, rappresentate da investimenti durevoli corrispondenti ai crediti minimi concessi alla clientela, e alle interessenze in altre aziende ( partecipazioni e crediti verso societ collegate e controllate ) . La partecipazione alla produzione di questi fattori produttivi stimata attraverso un particolare procedimento che si definisce ammortamento, che consiste nella suddivisione del costo pluriennale fra i processi produttivi effettuati con lintervento del fattore considerato. Limporto dellimmobilizzo dei beni durevoli pu venire gradualmente recuperato informa liquida mediante la costituzione di un fondo di ammortamento2, di cui si parler di seguito, o alla fine del processo. Il costo degli investimenti il tasso dinteresse.
Beni non durevoli b. fattori ( beni ) non durevoli o a fecondit ripetuta Sono i beni che: permangono nell'azienda per un breve arco di tempo, in quanto, destinati ad un rapido impiego produttivo; si esauriscono con un solo uso e precisamente nel momento in cui vengono trasformati. Beni durevoli

Si anticipa che lammortamento finanziario, che sar trattato successivamente, quel processo che consente a un debitore di pagare il suo debito o a una impresa di ricostituire il capitale iniziale relativo a un bene strumentale ( macchina operatrice ) attraverso quote annuali che vengono definite quote di ammortamento. 10

Detti beni coincidono con: le materie prime, i materiali, i componenti edilizi, le opere in fase di costruzione, i prodotti finiti, lenergia, le lavorazioni presso terzi, i crediti e una parte finanziaria comprendente titoli, assegni, disponibilit liquide ecc. Mentre i beni di capitale fisso sono beni che nella produzione attuano una trasformazione e che comportano un immobilizzo di denaro per tutto il tempo della vita utile dei beni, i beni non durevoli sono loggetto della trasformazione. Essi rappresentano il capitale circolante o capitale operativo dellazienda. Mentre i capitali fissi sono beni che nella produzione attuano una trasformazione e che comportano un immobilizzo di denaro per tutto il tempo della vita utile dei beni, il capitale circolante loggetto della trasformazione. Esistono diverse definizioni del termine investimento. In modo semplice, un investimento pu essere definito come limpiego di

Investimenti

una somma di denaro iniziale per ottenerne profitto, ovvero un utile, o anche uno scambio nel tempo tra le spese immediate e gli utili futuri derivanti dallutilizzazione dei beni.
Gli investimenti, attuati da privati, da societ immobiliari o da fondi comuni dinvestimento immobiliari, finalizzati allacquisto di immobili hanno come utile lottenimento di un

reddito. Esempio: E il caso dellesborso economico di un proprietario edilizio nellacquisto di un edificio per lottenimento di un tasso di reddito o dellinvestimento in una macchina operatrice di una impresa edilizia per garantirsi la capacit di produzione che consente lutile.
Una definizione tecnicamente pi precisa di investimento:

limmobilizzo di

parte del patrimonio di una azienda in capitale fisso, cio la destinazione


permanente di risorse per lunghi periodi di tempo, i cui benefici ritorneranno allazienda in tempi altrettanto lunghi non sempre definibile a priori. In questa sede si considerano solo gli investimenti relativi allimmobilizzo di parte del capitale aziendale in capitale fisso. Di conseguenza, detti investimenti vanno visti come incrementi dei beni capitali dellazienda a fronte della spesa e, cio anche, come destinazioni permanenti di risorse per lunghi periodi di tempo, i cui benefici ritorneranno allazienda in tempi altrettanto lunghi non sempre definibile a priori. Unaltra definizione di investimento, detta operativa, che linvestimento una

trasformazione di mezzi finanziari in beni atti a costituire la struttura produttiva dellazienda.


Lultima definizione quella matematica . Secondo questa definizione linvestimento una operazione di trasferimento nel

tempo caratterizzata dal prevalere di uscite monetarie nette nella prima fase, e di entrate monetarie nette in una fase successiva, con laspettativa che le entrate remunerino adeguatamente le uscite. Linvestimento, secondo questa ottica, pu essere visto come una serie di esborsi e di introiti , di entrate e di uscite. Nel caso pi generale, gli esborsi e gli introiti avvengono in tempi diversi cos che il loro confronto richiede calcoli finanziari per renderli omogenei.
Le uscite nella fase iniziale sono prevalenti e sono conseguenti al costo dellinvestimento e dei costi di attivazione. Le entrate e le uscite nelle fasi successive, quando linvestimento comincia a produrre i propri effetti, sono determinate dallattivo di gestione e dal passivo conseguente al costo desercizio .

La serie temporale degli esborsi e degli introiti si definisce flussi di cassa generati dallinvestimento. Si distinguono:
Il flusso di cassa netto che la somma algebrica delle entrate e delle uscite che si manifestano in un generico istante di tempo;
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Flussi di cassa

Il flusso di cassa netto complessivo che linsieme dei flussi di cassa netti generati da un investimento nellintero periodo di vita di un investimento. Il flusso di cassa netto complessivo di un investimento pu essere comodamente descritto tramite un diagramma crono-finanziario come riportato di seguito: In pratica, si rappresentano, con riferimento a un asse temporale in cui linizio il momento da cui parte linvestimento, tutti i flussi di cassa FC , rappresentati con una freccia verso lalto quando corrisponde a una entrata e ha una freccia verso il basso quando corrisponde a una uscita.

Fig. 2 Schema di un flusso di cassa netto complessivo

Secondo landamento dei flussi di cassa, gli investimenti si distinguono nelle seguenti categorie: Point input point output : linvestimento comporta semplicemente un esborso iniziale e una entrata finale. E il caso dellacquisto e rivendita di immobili, quali i terreni fabbricabili; Point input continuous output : a fronte di un esborso iniziale, linvestimento produce entrate nella fase successiva, come succede per una macchina operatrice di una impresa edile; Continuous input - point output : linvestimento comporta una serie di uscite nel tempo e una sola entrata nella fase finale . E il caso della costruzione di un immobile e la sua successiva vendita in blocco a un acquirente; Continuous input - continuous output : investimento conseguente alla gestione di un impianto produttivo.

Linvestimento una operazione a rischio, in quanto il recupero delle somme investite e il profitto non sempre garantito, ma dipende dalla capacit imprenditoriale e dallandamento del mercato. Lorizzonte economico di un investimento rappresenta larco di tempo entro il quale linvestitore ritiene di poter formulare previsioni sufficientemente attendibili e larco economico di vita del bene utilizzato. Gli investimenti nel settore delle costruzioni hanno oggetto e procedure diverse che
dipendono dalle finalit dei molteplici operatori del settore.
Tipologia degli investimenti immobiliari

Oggetto degli investimenti sono terreni edificabili, immobili residenziali, immobili


industriali, immobili per il terziario-direzionali, immobili commerciali, immobili ricettivi e ristorativi, servizi ricreativi, servizi sociali e di interesse generale, immobili agricoli. Gli investimenti immobiliari sono rappresentati dallimpegno di capitali per lacquisizione di beni edilizi finalizzato allottenimento di un utile o di una finalit sociale. Secondo le finalit dellinvestitore, lutile pu derivare: dalla gestione dei beni, i cui flussi finanziari positivi sono rappresentati dai canoni di affitto e/o dalluso dei beni per lo svolgimento di attivit al servizio di utenti ; dallacquisto dei beni e dalla vendita successiva degli stessi anche in forma frazionata;
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dallattivit complessa di promozione, progettazione, costruzione dei beni per una successiva vendita; dalla strumentalit dei beni allo svolgimento di una attivit imprenditoriale: il caso delle imprese industriali che investono in edifici sedi delle loro attivit economiche; A questi investimenti economici si associano quelli che hanno finalit prettamente o prevalentemente sociali, eseguiti da Enti e Amministrazioni Pubbliche attraverso luso di capitali pubblici o privati. 4.1 Lammortamento degli investimenti e modalit di ripartizione delle quote annuali .
Ammortamento degli investimenti

Al di l dei beni finanziari e di alcuni beni naturali come i terreni che sono considerati non logorabili, tutti gli altri beni a capitale fisso perdono nel tempo la loro utilit, sostanzialmente per quattro cause: si consumano, come avviene per le macchine e attrezzature e quindi perdono il loro valore come conseguenza del loro logorio; divengono tecnologicamente obsoleti, quando sono superate da capitali pi funzionali: di costruzione pi recente; capacit produttiva pi elevata; di maggiore economia dimpiego o di manutenzione; di migliore apparenza estetica; divengono economicamente obsoleti quando i beni prodotti sono superati da altri ( per funzionalit, affidabilit, complessit, efficienza ecc ); divengono inadeguati quando non corrispondono pi ai bisogni, che sono aumentati o cambiati. Lutilizzazione della procedura dellammortamento a livello economico-finanziario comporta la rateizzazione su un periodo di tempo superiore allanno di un importo economico che pu riguardare un investimento in beni durevoli o un finanziamento. Le finalit del calcolo delle rate di ammortamento possono essere diverse: a. ripartire limporto dellinvestimento dei beni durevoli in pi esercizi aziendali ( normalmente annuali ) in funzione della durata economica dei beni stessi o del periodo di utilizzazione, al fine della determinazione del reddito desercizio di bilancio ; ( aspetto economico )
Calcolo delle rate di ammortamento

ripartire limporto dellinvestimento per determinare il costo dei prodotti eseguiti, con la finalit di ricostituire, attraverso una quota dei ricavi, i mezzi finanziari impiegati nellacquisizione delle immobilizzazioni; ( aspetto finanziario ) c. ripartire limporto dellinvestimento con la finalit di determinare indirettamente il valore delle immobilizzazioni, ossia il valore residuo da ammortizzare; ( aspetto patrimoniale )

b.

al fine della determinazione del reddito desercizio , l'ammortamento di un a. investimento un procedimento economico-contabile avente per oggetto i beni a fecondit ripetuta, ossia quei beni strumentali che cedono la loro utilit economica in pi esercizi. Attraverso l'ammortamento, il costo pluriennale di tali beni viene ripartito in pi esercizi in funzione della loro durata economica nei bilanci aziendali . Tale procedura coerente con il principio della competenza economica e temporale, prevista sia ai fini civilistici sia a quelli fiscali; in base a detto principio lestensore del bilancio deve tenere conto tanto dei proventi quanto degli oneri di competenza dell'esercizio per la determinazione dell'utile civilistico e del reddito imponibile. Sono oggetto dellammortamento le immobilizzazioni materiali che sono utilizzati come strumenti di produzione, mentre non rientrano i beni destinati alla vendita e alla
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trasformazione per lottenimento di beni destinati alla vendita ( immobili, macchine, mobili ) che appartengono ad una apposita voce dellattivo circolante. Lammortamento dei beni materiali una delle voci fondamentali del bilancio. Con riferimento agli ammortamenti, lart 2426, comma 1, n.2, del Codice civile stabilisce che vengano indicati nella Nota Integrativa, strumento che fa parte dei documenti di bilancio, come si vedr nel paragrafo 2.1: Il metodo di ammortamento utilizzato I coefficienti di ammortamento applicati Le eventuali ragioni di una modifica al piano di ammortamento Le regole generali a livello civilistico per la formazione del bilancio sono definite dal Codice Civile. Per rendere confrontabili fra loro i bilanci delle aziende e quindi evitare applicazioni soggettive delle tecniche di ammortamento, sono stati creati e codificati standard per la predisposizione dei piani dammortamento, ovvero criteri civilistici che disciplinano a livello nazionale e internazionale le scritture contabili. Tali standard trovano espressione attuale nei principi contabili OIC (dallOrganismo Italiano di Contabilit ) e IAS (International Account Standars). La disciplina fiscale degli ammortamenti, che ha come principale obiettivo quello di evitare comportamenti elusivi attraverso la redazione del bilancio e quindi alla determinazione dellutile, dopo le tasse, non corrisponde esattamente a detti standard. Secondo lart. 2424 bis, 1 comma, del Codice Civile le immobilizzazioni materiali sono rappresentate da: 1) Terreni e fabbricati; 2) Impianti e macchinari; 3) Attrezzature industriali e commerciali 4) Altri beni: arredi, macchine di ufficio, automezzi ecc. 5) Immobilizzazioni in corso e acconti: immobilizzazioni materiali in corso di realizzazione e anticipi a fornitori per lacquisizione. Il costo di iscrizione nel bilancio, secondo lart. 2426 del C.C., delle immobilizzazioni quello di acquisto o di produzione, costo storico, che incorpora tutti i costi relativi allacquisizione del cespite nel luogo e nelle condizioni di utilit, al fine di costituire un bene duraturo per limpresa. I costi rivolti allampliamento , ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di unimmobilizzazione, incluse, quindi, le modifiche e le ristrutturazioni effettuate in modo da aumentarne la rispondenza alle esigenze che ne hanno motivato lacquisizione, sono capitalizzabili se essi si traducono in un aumento significativo e misurabile di capacit o di produttivit o di sicurezza o di vita utile. La rivalutazione monetaria delle immobilizzazioni, intesa come adeguamento nel tempo del valore, pu avvenire solo sulla base di indici monetari definiti dalle disposizioni previste da leggi speciali; in questo caso si parla di costo storico

rivalutato.
La rivalutazione non pu modificare la residua vita utile della immobilizzazione, che prescinde dal valore economico del bene. Sempre secondo lart. 2426 del C.C., il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione limitata nel tempo e quindi inferiore alla loro vita economica, deve essere ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilit di utilizzazione. Il valore residuo dellimmobilizzazione al termine del periodo di vita utile deve essere aggiornato periodicamente dopo essere stato stimato al momento della preparazione del piano di ammortamento, in base ai prezzi realizzabili sul mercato.
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In questo caso si parla si svalutazione del bene . Le cause delle svalutazioni devono avere un carattere di straordinariet e gravit, e non essere, quindi, fatti di cui tenere conto nel periodico riesame dei piani dammortamento. La durata del periodo di ammortamento nel tempo legata alla durata economica del bene , definita come il tempo di utilizzazione del bene o vita utile del bene e che inferiore a quella tecnica a causa dei fenomeni di obsolescenza tecnica e economica che interessano tutti cespiti. La vita utile di ciascun bene deve essere periodicamente rivista e le quote di ammortamento devono essere rettificate per lesercizio corrente e per quelli futuri se le aspettative differiscono significativamente dalle stime precedenti. Leffetto del cambiamento deve essere imputato al Conto economico dellesercizio nel quale esso avvenuto.

Il costo degli investimenti deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio secondo un piano di ammortamento prestabilito e preferibilmente con aliquote costanti.
qa= Vs/n ( 1.09 ) dove n uguale al numero di anni dellammortamento. Tuttavia, considerato che i criteri di ammortamento devono assicurare una razionale e sistematica imputazione del valore dellimmobilizzazione durante la vita utile della stessa, anche se le quote di ammortamento costanti sono da preferirsi, secondo lOic16 ammissibile il calcolo di quote di ammortamento decrescenti, metodo americano. Il criterio si giustifica sulla base di alcune considerazioni : il capitale iniziale ha solo un valore storico e non corrisponde ai valori del mercato nel momento della determinazione dellammortamento; il deprezzamento della macchina superiore nel primo periodo di vita, per il fatto di essere considerata usata; leventuale valore residuo non entra nel conteggio perch pu essere assorbito da aumenti di costo intervenuti nel frattempo e dallobsolescenza tecnologica. la durata del periodo di ammortamento quella economica e i criteri di calcolo sono legati a elementi tecnici. Con questo metodo le rate si ottengono con la formula qax = Vs * ( n-xi ) / dei periodi di ammortamento dove: qax = rata allxesimo anno Vs = valore storico del bene x variabile da 1 a n = anno del calcolo della rata Periodi di ammortamento residui ( n-x1 + n-x2 + ..n-xn ) dei periodi di ammortamento = x1 + x2 +.xn E sempre possibile apportare modifiche ai criteri di ammortamento e ai coefficienti applicati, in presenza di esigenze aziendali, motivando le modifiche nella nota integrativa e quantificandone gli effetti sul risultato dellesercizio e sul patrimoni netto aziendale. I principi di ammortamento civilistico non coincidono con quelli dellammortamento ai fini fiscali, il quale si applica in sede di determinazione della base imponibile ai fini della liquidazione delle imposte. Lart. 102 del T.U.I.R. (D.P.R. n. 917/1986) dispone, tra laltro, che : le quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali per lesercizio dellimpresa sono deducibili a partire dallesercizio di entrata in funzione del bene La deduzione ammessa in misura non superiore a quella risultante dallapplicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze pubblicato nella Gazzetta
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( 1.10 )

Ufficiale al costo dei beni; questi coefficienti sono ridotti alla met per il primo esercizio. Essi indicano la quota massima deducibile ai fini della determinazione del reddito d'impresa fiscalmente imponibile. I coefficienti sono stabiliti per categorie di beni omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi.

sotto laspetto finanziario , lammortamento la modalit di ricostituzione, attraverso una quota dei ricavi, dei mezzi finanziari impiegati nellacquisizione delle immobilizzazioni . Lammortamento consente di ripartire sui singoli prodotti i costi dei beni durevoli cos detti indiretti, ovvero di quei beni il cui consumo non direttamente connesso con
b. il costo unitario dei singoli prodotti . Il principio sul quale si basa che i beni durevoli influiscono sul costo del prodotto in quanto si consumano e quindi perdono una parte della loro utilit che entra nella formazione del prodotto. Il costo delluso dei beni durevoli sui prodotti viene determinato attraverso lammortamento annuo e la sua ripartizione in ore di funzionamento. Lo stesso avviene per i costi di manutenzione, e gli oneri finanziari. Esempio : Il costo di una gru, di propriet dellimpresa, sul costo unitario di un metro

cubo di muratura.
Le modalit di esecuzione dellammortamento presentano ai fini finanziari alcune specificit: il valore da ammortizzare a discrezione dellimpresa e pu corrispondere al valore storico, al costo di riproduzione o addirittura al costo di rimpiazzo. la ripartizione nel tempo dellammortamento normalmente effettuata sulla base di criteri rigidi, oggettivi, tendenti a adeguarsi al contributo che le immobilizzazioni tecniche danno alle produzioni che con esse saranno attuate ( criterio funzionale o causale ) . I criteri, con i quali procedere alla ripartizione del costo ammortizzabile e quindi alla determinazione delle quote di ammortamento, sono pi flessibili rispetto a quelli adottati ai fini della determinazione del reddito e sono distinguibili in: quote di ammortamento annue costanti calcolate sul valore storico . qa= Vs / n quote di ammortamento annue, costanti, con linteresse composto . ( 1.11 )

calcolate sul valore storico rivalutato

qa= Vs { (1 + i) n x i } / { (1+i ) n - 1}

( 1.12 )

dove: i il tasso di interesse medio del periodo n la vita utile espressa in numero di anni Vs valore storico del bene
quote di ammortamento decrescenti, cos detto allamericana.

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5. I FINANZIAMENTI 5.1 Aspetti generali Mentre per un imprenditore gli investimenti sono degli esborsi iniziali che consentono degli introiti futuri, i finanziamenti devono intendersi come prestiti, operazioni costituite da introiti iniziali, che comportano esborsi successivi. Lonere del finanziatore remunerato con un interesse applicato al capitale finanziato, che dovrebbe essere quello minimo remunerativo ( tasso desiderato ) per limprenditore e quello massimo per il finanziatore. Nel caso di un prestito bancario, per il banchiere il prestito un investimento che produce un tasso di reddito, mentre per limprenditore un finanziamento che comporta il pagamento di un tasso di interesse. Loperazione vantaggiosa per il banchiere quando il reddito superiore al reddito minimo remunerativo, ovvero quello che compensa tutte le spese. Loperazione vantaggiosa per limpresa quando il tasso di interesse pagato inferiore al massimo tasso dinteresse ammissibile per un finanziamento. Linsieme delle rate dinteresse o pi in generale linsieme degli importi da riscuotere o da pagare ad epoche/scadenze differenti viene definito come resa. La restituzione dei capitali investiti deve avvenire a seguito di termini precisi concordati all'atto del finanziamento, solitamente con cadenze prestabilite. Proprio per quanto sopra detto, i finanziamenti non presentano il rischio di recupero del montante ( capitale investito e rendita ) prestato, tipico degli investimenti, se il beneficiario del finanziamento solvibile. 5.2. La tipologia di finanziamenti al settore delle costruzioni Le diverse forme di finanziamento e di conseguenza i contratti di finanziamento si distinguono in relazione a diversi parametri: modalit di erogazione; valuta di denominazione; struttura del finanziamento; garanzie a supporto del finanziamento richieste allinvestitore ; modalit di remunerazione del finanziamento; modalit di utilizzazione dei fondi. Le tipologie di finanziamento del capitale proprio e a lungo termine delle imprese del settore delle costruzioni, ovvero le modalit con le quali si finanzia una impresa edilizia sono diverse e si possono classificare in base alle garanzie richieste dal finanziatore e alle modalit di erogazione dei finanziamenti.

Tasso di reddito Tasso interesse

Tipologia dei finanziamenti

Riguardo alle garanzie richieste dallinvestitore si possono avere:


il finanziamento tradizionale, prevalentemente fondato su garanzie semplici o ipotecarie; il finanziamento di impresa che ha per oggetto la valutazione dellequilibrio economico-finanziario dellimpresa; il finanziamento di progetto che ha per oggetto sia la valutazione dellequilibrio economico-finanziario di uno specifico progetto imprenditoriale, capace di generare ricavi ( project financing ), sia il miglioramento della qualit o linnovazione del prodotto realizzato.

Relativamente alle modalit di erogazione le imprese possono accedere ai finanziamenti :


attraverso laccesso al capitale di rischio per costituire il capitale proprio dellimpresa; b. attraverso laccesso al capitale di credito dellimpresa con lindebitamento
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a.

b.1 con lemissione di obbligazioni o con lottenimento di prestiti restituibili senza scadenza; b.2 .il credito bancario: a breve e a lungo termine; b.3 il leasing; b.4 lautofinanziamento; b.5 il credito agevolato; La remunerazione del capitale di credito dellimpresa un costo di esercizio. a. finanziamento attraverso laccesso al capitale di rischio.
Finanziamento con capitale di rischio

E la forma di finanziamento che rappresenta il capitale proprio dellimpresa, la cui remunerazione dipende dal profitto.
E la forma di finanziamento alle imprese di soggetti economici che conferiscono un capitale proprio, acquisendo una quota di propriet delle imprese e il diritto di partecipare alle fortune della stessa in proporzione al capitale totale. Questo tipo di finanziamento non comporta alcuna promessa di restituzione di tale importo ad una data, n la promessa di pagamento di qualche interesse, ma unicamente il diritto del dividendo, se esiste, che corrisponde allutile di bilancio al netto di imposte e tasse . Limporto del dividendo pu, comunque, essere variabile a parit di utile, in quanto lutile pu essere distribuito ai proprietari dellimpresa, oppure una parte, pu essere accantonata come riserva e diviene capitale proprio dellimpresa, secondo le decisioni della societ in funzione della politica aziendale. La riserva pu essere vista come una forma di autofinanziamento . Attraverso la partecipazione alla propriet dellimpresa, i soggetti che apportano capitale proprio partecipano alla vita dellazienda.

Per le imprese individuali, le societ di persona e quelle a responsabilit limitata il capitale proprio dellimpresa costituito:
con i conferimenti personali degli imprenditori e dei soci; con gli utili di gestione non distribuiti ai finanziatori e con il loro accantonamento come riserve. Le societ per azioni costituiscono il capitale proprio con le sottoscrizioni del pubblico e con la emissione delle quote azionarie. Lazione rappresenta la quota minima in cui diviso il capitale della societ e d diritto ai possessori di partecipare agli utili della societ e alle fortune dellimpresa in proporzione al capitale totale - percependo i dividendi che lazienda decide di pagare di importo variabile annualmente in relazione allandamento della societ - e allopzione di sottoscrivere aumenti di capitale e, infine, di aderire allOfferta Pubblica di Acquisto (O.P.A.). Le azioni possono essere di diversa tipologia: ordinarie, privilegiate, di risparmio. Le azioni ordinarie sono nominative danno diritto ai soci di partecipare alle assemblee e di votare. Le azioni privilegiate sono anchesse nominative, e conferiscono il diritto di voto nelle sole assemblee straordinarie, ovvero in quelle destinate ad approvare modifiche statutarie. A fronte di questa limitazione c il vantaggio che a dette azioni spetta un dividendo maggiorato rispetto alle ordinarie nella misura definita nello statuto. Le azioni di risparmio, sono titoli emessi al portatore e non danno diritto di voto e non sono oggetto di O.P.A. obbligatoria. Esse danno diritto a alcuni diritti patrimoniali migliorativi rispetto a quelle ordinarie: percepire un dividendo, che pari a una percentuale minima del valore nominale, naturalmente nel caso di chiusura del bilancio in utile, secondo le clausole dello statuto della societ; essere privilegiate nel rimborso del capitale alla chiusura della societ per lintero valore nominale.
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Il diritto di opzione ad acquisire nuove azioni conseguente allaumento del capitale deciso dalla societ, un diritto sancito dalla legge a vantaggio degli azionisti che pu essere esercitato o venduto ad altri e consentire un incremento del dividendo nel caso in cui il diritto sia riferito ad una societ in buona salute. Lazione ha, pertanto, un valore nominale che rappresenta limporto effettivamente versato allorigine. Per limpresa, il costo del finanziamento tramite azioni o comunque con capitale proprio dato dalla somma dei costi iniziali di emissione e dallammontare del dividendo che la societ paga agli azionisti. In linea teorica il costo del capitale di rischio potrebbe essere ridotto a zero non pagando i dividendi e accantonando gli utili come riserve, anche se, in pratica, difficile pensare che detta scelta imprenditoriale possa essere accettata dagli investitori. Per lazionista, la remunerazione del capitale investito non solo il dividendo, ma il guadagno di capitale ( capital gain ) ottenuto vendendo lazione per un importo superiore allacquisto e la vendita dei diritti di opzione ad acquisire nuove imprese. Salvo quanto si dir di seguito, laumento della quota dellazione, in teoria conseguente: allaumento del capitale sociale dellazienda, determinato dalla quantit di riserve accantonate. Ci sono societ che tendono ad aumentare il capitale con le riserve e quindi il valore futuro dellazienda, altre che preferiscono distribuire tutto lutile, mantenendo costante il valore della societ. allattualizzazione dei dividendi futuri, ovvero al valore scontato al momento della vendita dellammontare dei dividendi futuri; In pratica per spiegare il valore delle azioni occorre tenere conto delle leggi della domanda e dellofferta e in particolare considerare che la vendita del capitale corrispondente a una azione svolge anche la funzione del realizzo di redditi futuri, quella di fornire liquidit. In un mercato dove c abbondanza di liquidit, il detentore delle azioni pu reperire facilmente a tassi dinteresse abbastanza bassi la liquidit necessaria e quindi pretendere di vendere sulla base del valore dellazione calcolato sullattualizzazione dei dividendi futuri. In caso contrario, in carenza di liquidit il proprietario delle azioni costretto a vendere anche a prezzi inferiori a quelli di attualizzazione dei dividendi. b. indebitamento attraverso il capitale di credito dellimpresa.
Finanziamento con capitale di credito Finanziamento Obbligazionario

b.1 finanziamento per indebitamento con lemissione di obbligazioni o con prestiti restituibili senza scadenza. Nelle piccole imprese del settore i prestiti sono di solito forniti dai soci stretti o da una ristretta cerchia di essi senza formalit oltre alle prescritte autorizzazioni. Oltre al capitale sociale che rappresenta per le imprese in forma societaria il finanziamento di rischio, la maggioranza delle grandi societ ricorre per acquisire capitali di finanziamento a investitori che preferiscono al rischio, la sicurezza di un reddito fisso o variabile secondo diversi meccanismi di adeguamento, e la garanzia del rimborso del capitale investito. Le obbligazioni finanziarie sono titoli di credito emessi dalle societ per azioni, dagli istituti di credito speciale, lo Stato, altri Enti pubblici abilitati e danno diritto, come gi indicato sopra, agli interessi e alla restituzione del capitale. A differenza del debito, lobbligazione finanziaria particolare, avendo una sua regolamentazione riguardo alla forma e alle garanzie di legge. Lemissione da parte di una impresa di obbligazioni presuppone lautorizzazione del Ministero del Tesoro che valuta limpatto sul mercato finanziario delle obbligazioni specifiche.
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Lammontare della emissione non pu superare il valore del capitale sociale, al fine di garantire la solvibilit ne confronti dei creditori, ovvero la restituzione del credito. Il limite superabile solo con garanzie accessorie, ad esempio con ipoteca su immobili. Il pagamento degli interessi un obbligo legale dellimpresa e in caso di inadempienza della stessa gli obbligazionisti possono chiedere il fallimento con il diritto alla ripartizione del capitale, prima di qualsiasi azionista. La restituzione del capitale pu avvenire alla scadenza dellobbligazione o adottando un rimborso graduale nel tempo, oppure anticipatamente rispetto alla durata, se la societ si riservata a suo insindacabile giudizio il diritto. Le obbligazioni possono, inoltre, essere emesse alla pari nel caso in cui lesborso dellinvestitore sia pari al rimborso o sotto la pari nel caso in cui lesborso iniziale sia inferiore al rimborso . A parit dinteresse riconosciuto, le obbligazioni sotto la pari offrono un premio ai finanziatori rispetto a quelle emesse alla pari che compensa lonere del reimpiego dellinvestimento al momento del rimborso dellobbligazione. Il costo delle obbligazioni per limpresa pari al costo della emissione delle obbligazioni, che avviene attraverso istituti di credito, e dellinteresse pagato, il cui ammontare detraibile fiscalmente. Il tasso dinteresse il pi variabile e connesso con gli interesse pagati sul mercato da altri investimenti e con il tasso di rischio delloperazione finanziaria: naturalmente allaumentare del rischio di insolvenza della impresa cresce il tasso di interesse pagato dalla stessa. Il tasso dinteresse pu rivalutarsi secondo un particolare indice previsto nel regolamento del prestito, cos come il valore nominale dellobbligazione ; in questo caso si parla di obbligazioni indicizzate. Lobbligazione ordinaria non fornisce alcuna garanzia di restituzione del capitale; si ricorda che lammontare massimo della restituzione del capitale prestato fornito dallimporto del capitale sociale. Lobbligazione ipotecaria una obbligazione garantita da una ipoteca su propriet immobiliari dellimpresa e quindi fornisce una maggiore garanzia riguardo alla restituzione del capitale investito, naturalmente fino alla concorrenza del valore degli immobili sul mercato. Le obbligazioni sono negoziabili e quindi vendibili E la forma di indebitamento, ad esempio, adottata molto spesso dalle imprese che realizzano opere edilizie e infrastrutturali che hanno la capacit di generare un reddito di gestione che consente di remunerare i finanziatori e di restituire il capitale prestato. E il caso delle operazioni di finanziamento di progetto, dette anche project finance , di cui si parler diffusamente nei capitoli successivi. b.2. finanziamento per indebitamento attraverso il credito Sebbene il credito sia collocato da societ finanziarie e istituti di credito bancario, questi ultimi sono i pi importanti e sono quelli che consentono di applicare interessi a costi inferiori. Gli istituti di credito bancario si dividono in : banche ordinarie che svolgono le normali operazioni bancarie: aperture di conti correnti, finanziamenti, compravendita di titoli, fideiussioni ecc. banche specializzate che si occupano esclusivamente dellerogazione di finanziamenti; istituti e sezioni autonome di credito fondiario che hanno come finalit il finanziamento a medio e lungo termine del settore immobiliare. Il problema delle garanzie del corretto adempimento del pagamento degli interessi e della restituzione della somma prestata da parte del beneficiario del credito cruciale e distingue le varie forme di credito. Laltra distinzione delle forme di credito riguarda la durata, come gi rilevato anche precedentemente: credito a breve termine o credito a medio o lungo termine .
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Credito bancario

b.2.1 Il credito bancario a breve termine erogato dal sistema bancario attraverso aperture di credito, sulla base dei requisiti morali e finanziari delle imprese e/o in funzione del tipo di progetto al quale stanno lavorando e/o di specifiche garanzie . Il credito viene concesso sulla base dell caratteristiche soggettive ( moralit, rispetto degli impegni economici nel tempo ecc. ) e oggettive ( reddito, valore del capitale investito ecc. ) del debitore. b.2.2 Il credito bancario a medio o lungo termine ottenibile dalle imprese Crediti a lungo attraverso, sia lattivazione di mutui garantiti da ipoteche sul capitale delle aziende sia termine da prestito di cose fungibili garantito . Il mutuo un contratto in forma scritta con il quale una parte ( mutuatario ) concede Il mutuo allaltra ( mutuante ) la disponibilit di una determinata quantit di denaro per un tempo definito a fronte di una garanzia e laltra si obbliga al pagamento degli interessi e alla restituzione del capitale. La somma del capitale e degli interessi maturati viene detta montante. Il problema del contratto di mutuo la garanzia richiesta per il rispetto delle clausole contrattuale. Le garanzie possono essere diverse: la garanzia offerta da un terzo solvibile; il pegno di valori reali che comporta la consegna in custodia di beni mobili al creditore o a un terzo concordato fra le parti a garanzia dei finanziamenti; lipoteca sui beni, immobilizzazioni materiali, delle imprese; detta forma di garanzia appare la pi efficace per il creditore. Lipoteca un diritto, una garanzia reale, con il quale il mutuatario ha il potere di espropriare il mutuante insolvente, per non avere pagato gli interessi e/o non avere restituito il capitale, del bene ipotecato, al fine di recuperare il suo credito attraverso la vendita. Lipoteca non influisce sullutilizzo del bene da parte del mutuante, ma sulla sua commerciabilit, infatti lipoteca vincolante anche nei riguardi di eventuali acquirenti. Il vincolo dellipoteca viene reso pubblico attraverso latto notarile e liscrizione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari del luogo in cui si trova limmobile per un importo decisamente superiore alla somma prestata in quanto normalmente coincide con limporto del capitale prestato e lammontare degli interessi. Su un bene possono essere iscritte pi ipoteche che presentano comunque una gerarchia di garanzia inferiore passando da quella iniziale, detta di primo grado, alle altre. I prestiti con contratto di mutuo sono richiesti da imprese e privati e hanno diverse finalit di finanziamento: la costruzione di immobili ( mutuo edilizio ); la ristrutturazione di immobili ; la liquidit ( mutuo di liquidit ); mutuo per lacquisto della abitazione a privati cittadini. La durata dei mutui la pi varia e si misura in anni. Limporto finanziabile rapportato al valore dellimmobile sul quale posta lipoteca e variabile: in periodi di sviluppo economico limporto finanziato percentualmente pi alto rispetto a quello applicato in periodi di crisi. Attualmente raggiunge una percentuale pari al 50-60% del valore stimato dellimmobile soggetto ad ipoteca. Nei mutui di ristrutturazione, il valore dellimmobile stimato sulla base dellimmobile ristrutturato, ottenuta producendo il computo metrico e la stima dellintervento da realizzare. Leconomicit del contratto di mutuo per il mutuatario e quindi del finanziamento dipende da diverse voci di costo, le principali delle quali sono: il tasso dinteresse applicato; le spese accessorie fra le quali si annoverano quelle di istruttoria, le spese di perizia del bene da ipotecare, del pagamento delle rate; le spese notarili, le polizze assicurative contro lincendio e scoppio; le imposte che vanno da quelle di registrazione del contratto di mutuo a quelle ipotecarie, di bollo ecc.
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Il costo del tasso dinteresse certamente quello maggiore. Il tasso dinteresse applicato al capitale preso a prestito pu essere per la durata del mutuo fisso o variabile. Si parla di mutuo a tasso fisso quando il tasso rimane invariato per tutta la durata del contratto, indipendentemente dal variare del costo del denaro. Il mutuo a tasso variabile caratterizzato dal fatto che linteresse applicato annualmente varia in funzione dellandamento di un indicatore che rappresenta il costo del denaro sul mercato. Chiaramente il mutuo a tasso fisso ha un interesse iniziale superiore a quello variabile in quanto sconta il rischio dellincremento del costo del denaro e pi esattamente la volatilit dei tassi durante la durata del mutuo. Il valore del tasso variabile complessivo applicato la somma dellindice di riferimento ( EURIBOR, tasso BCE ) e del differenziale, margine di guadagno della banca. Lindice di riferimento per i mutui a tasso fisso lIrs ( Interest rate swap ) che legato alla quotazione del Bund decennale tedesco e che rappresenta lindice delle quotazioni dei contratti che le banche negoziano per trasformare un flusso finanziario a tassi variabili in tassi fissi. I contratti di mutuo a tassi variabili possono avere un tetto massimo , detto cap. Il cap si configura come una forma assicurativa per il mutuante per la quale il tasso dinteresse contenuto entro un tetto massimo anche se il costo del denaro sul mercato dovesse superarlo. Il capitale di un mutuo viene rimborsato nel tempo attraverso un piano detto di ammortamento del debito che riporta il procedimento della graduale restituzione del capitale preso a prestito e degli interessi pagati, attraverso il versamento di somme periodiche di denaro dette rate ( mensili, trimestrali, semestrali, annuali ). L'equazione di equivalenza tra la prestazione del mutuante e la prestazione del mutuatario la seguente (equazione di chiusura finanziaria): S = qax / (1 + i) x dove: S qax ( 1.13 )

Ammontare del finanziamento Rata relativa anno x, composta da quota rimborso capitale e interessi maturati nellanno

Le modalit di definizione dei piani di ammortamento e quindi delle rate utilizzate sono le seguenti: metodo italiano Gli importi delle rate sono decrescenti: la quota di capitale rimane costante mentre la quota degli interessi, calcolata sul valore residuo, si riduce con il tempo; entrambe sono posticipate. Per costruire il piano di ammortamento si divide limporto del capitale per la durata del finanziamento: quota capitale = capitale iniziale/numero rate e si calcola: * il capitale residuo= capitale residuo ( periodo precedente) quota capitale; * la quota interessi = capitale residuo ( periodo precedente ) x tasso dinteresse del periodo * rata = rata interessi + rata capitale Trattandosi di quota di capitale costante, il rimborso dellimporto finanziato veloce e quindi limporto complessivo degli interessi basso, rispetto ad altre forme di ammortamento che presentano rate costanti come quelle francesi. metodo francese La rata costante, con la quota capitale crescente e quella degli interessi decrescente ; entrambe sono posticipate. Per costruire il piano di ammortamento necessario calcolare: * la quota interessi = capitale residuo ( periodo precedente ) x tasso dinteresse del periodo;
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* la quota capitale = rata costante quota interessi * capitale residuo = capitale residuo ( periodo precedente la quota capitale Siccome nella parte iniziale del mutuo il debito residuo alto, la quota interessi elevata e superiore alla quota di capitale. Il rientro del capitale pi lento rispetto al metodo italiano e quindi gli interessi sono maggiori. La soluzione pericolosa in regime di dinamica inflazionistica elevata, nei primi anni in particolare. Le estinzioni anticipate, sia parziali che totali, sono quindi pi convenienti nei primi anni di mutuo, dove prevalente la quota interessi. metodo tedesco Nel caso di ammortamento con quote di capitale costante, ma gli interessi sono anticipati. La prima rata costituita da soli interessi e viene pagata anticipatamente rispetto allinizio dellammortamento, mentre lultima composta solo dalla quota capitale. Il totale degli interessi da pagare sar pi basso rispetto a metodo francese, ma leggermente pi alto rispetto a quello italiano. Il preammortamento detto finanziario una opzione possibile del contratto di mutuo. Il preammortamento prevede che per un certo periodo di tempo si paghino solo interessi senza il rimborso della quota di capitale. E la soluzione, ad esempio, adottata dalle imprese di costruzione che concordano con le banche dei mutui ipotecari per gli acquirenti degli alloggi da costruire e ottengono il preammortamento per il periodo di costruzione. Il problema sta nel fatto che dopo il periodo di preammortamento le rate divengono pi pesanti in quanto il rimborso dellintero capitale avviene su un periodo inferiore rispetto alla durata del mutuo. Il mutuo un contratto fra privati e quindi le condizioni del contratto possono essere concordate con particolari riferimento a: rinegoziabilit dei tassi; il diritto di recesso; le penali in caso di recesso ecc. b.2.3. I crediti per cassa Mentre le forme pi classiche di credito per cassa da parte degli Istituti di Credito consentivano il processo di accumulazione delle risorse , propedeutico alla realizzazione di unopera del settore delle costruzioni, in base alla solvibilit e allaffidabilit del richiedente, la finanza strutturata mette oggi a disposizione il capitale necessario allesecuzione di progetti senza ulteriore garanzia che quella della validit del progetto e della capacit dello stesso di provvedere in fase di gestione al rimborso e alla remunerazione del capitale. I crediti per cassa concessi dagli Istituti di credito sono diversi: il servizio dellapertura di credito in conto corrente; il credito cantiere. Ha lo scopo di fornire allimpresa i mezzi finanziari necessari alle spese di impianto del cantiere in assenza di anticipi sulle rate di acconto del Committente. Il valore del credito non supera di norma il 25% dellimporto globale dei lavori contrattuali.
Crediti per cassa

gli anticipi sugli Stati di Avanzamento dei Lavori ( SAL ) Gli anticipi sui S.A.L. costituiscono una forma di smobilizzo dei crediti, in quanto con tale operazione lIstituto di Credito concede un finanziamento allimpresa pari ad una percentuale ( 60-70% ) dellimporto dei S.A.L. al momento della loro presentazione alla Committenza. LIstituto di credito ottiene il rimborso, prelevando direttamente dai pagamenti le somme anticipate. Questa forma di credito ha un carattere rotativo, poich viene rinnovata automaticamente con la presentazione dei S.A.L. successivi. Le somme finanziate vengono rimborsate agli
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Istituti di Credito in misura graduale a valere sugli Stati di Avanzamento dei Lavori ( S.A.L. ) presentati al Committente. il finanziamento dei progetti ( project financing ) , di cui si parler diffusamente in seguito .

Le tre ultime forme di finanziamento, credito di cantiere, anticipi sui S.A.L. e finanziamento dei progetti, necessarie per garantire il costo degli investimenti della commessa o del progetto, sono tipiche del settore delle costruzioni e si basano sul concetto che il finanziamento pu essere garantito dallautofinanziamento generato dal

progetto stesso, mediante i pagamenti che vengono eseguiti dal Committente del contratto di appalto, in base allavanzamento dei lavori o attraverso i proventi generati
dalla gestione dellopera una volta realizzata. . b.2.4 Le concessioni di garanzie fideiussorie. Nellambito dei contratti di appalto, i servizi finanziari offerti dagli istituti di credito o da agenzie assicurative alle imprese del settore si estendono alla concessione di garanzie di carattere fideiussorio per lintero ciclo della commessa, dalla partecipazione alla gara di appalto, fino al collaudo dellopera. La fideiussione lo strumento con il quale, un soggetto assicura personalmente un'obbligazione altrui, impegnandosi nei confronti del creditore del rapporto obbligatorio. Questo tema accolto dal codice civile italiano all'art. 1936, ai sensi del quale deve intendersi come fideiussiore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce (promessa unilaterale) l'adempimento di un'obbligazione altrui. I caratteri peculiari della fideiussione sono la solidariet e laccessoriet. Il fideiussore obbligato al pagamento del debito in solido con il debitore principale ai sensi dellart. 1994 del C.C. e quindi il creditore pu rivolgersi indifferentemente per il pagamento al debitore e al fideiussore ( principio di solidariet ). Il carattere dellaccessoriet rispetto a una obbligazione assunta da altri comporta che il fideiussore pu opporre al creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale ( ex art 1945 C.C. ). Per rafforzare le garanzie del creditore, il quale dovrebbe per ottenere il pagamento dal fideiussore operare a livello legale come verso il debitore principale, esiste la fideiussione con clausola di pagamento a prima richiesta. Con questo strumento il fideiussore non pu opporre al debitore le eccezione tipiche del debitore principale. Questa fideiussione viene a configurarsi come un contratto autonomo di garanzia che non presenta il carattere della accessoriet .

Concessioni di garanzie fideiussorie

Le principali garanzie fideiussorie rilasciate dagli Istituti di Credito e dalle Assicurazioni riguardano: la garanzia di partecipazione alla gara di appalto. Essa sostituisce la cauzione provvisoria richiesta dal Committente al momento della presentazione della offerta a tutela della mancata sottoscrizione del contratto per fatto dellimpresa aggiudicataria. Secondo la legislazione sui lavori pubblici vigente, la cauzione pari al 2% dellimporto dei lavori di appalto e svincolata al momento della sottoscrizione del contratto. Alle imprese non aggiudicatarie la cauzione restituita entro trenta giorni dallufficializzazione dei risultati della gara di appalto.

La garanzia della buona esecuzione dellopera e del mancato e inesatto adempimento.

Detta cauzione rilasciata al momento della aggiudicazione della gara e sostituisce la

cauzione definitiva richiesta e viene restituita, di norma negli appalti privati, dopo
lapprovazione del certificato di collaudo. Nellambito dei contratti di appalto di lavori pubblici la garanzia fideiussoria pari al 10% dellimporto dei lavori e viene aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli
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eccedenti il 10% in caso di aggiudicazione con ribasso dasta superiore al 10% e di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore al 20%. La cauzione definitiva svincolata progressivamente a decorrere dal raggiungimento di un importo dei lavori pari al 50% dellimporto contrattuale, fino al 75% dellimporto stesso; il rimanente 25% svincolato dopo lapprovazione del certificato di collaudo. La garanzia sulle somme anticipate allimpresa allinizio dei lavori. Essa rappresenta la garanzia rilasciata al Committente a fronte del pagamento anticipato ( anticipazione ) di questo ultimo di una somma finalizzata a ridurre lesposizione finanziaria dellimpresa, massima nelle prime fasi dei lavori. Lanticipo gradualmente recuperato dal Committente attraverso la liquidazione dei S.A.L. b.2.5 I prefinanziamenti sui mutui finalizzati al sostegno dellattivit Prefinanziamenti sui mutui produttiva. I prefinanziamenti sui mutui fanno parte delle modalit di finanziamento da parte degli Istituti di Credito del fabbisogno di capitale circolante delle imprese che producono in proprio e commercializzano i beni prodotti secondo le esigenze del mercato potenziale della domanda. Sono i pre-finanziamenti finalizzati al sostegno dellattivit produttiva, in attesa dellerogazione dei mutui edilizi agli acquirenti delledilizia privata o di quella che oggetto di finanziamenti pubblici in conto interessi. Il prefinanziamento, concesso dopo la stipula del contratto di mutuo condizionato, concesso allImpresa pari a circa il 60-70% dellimporto dello stesso e lerogazione viene frazionata sulla base dellavanzamento della costruzione dellopera e normalmente con le stesse percentuali previste per il mutuo edilizio. Listituto di credito, che ha incassato delle quote parziali di mutuo per conto dellImpresa, trattiene la quota che ha anticipato alla stessa e accredita il residuo allacquirente. b.3. Il leasing Il leasing formalmente un affitto, anche se in pratica una operazione di finanziamento a medio termine, cinque-dieci anni, praticabile per tutte le imprese, comprese quelle medio-piccole, regolamentata da un contratto di leasing. L' operazione di locazione finanziaria, pur nella variet delle tipologie contrattuali presenti nella prassi, si caratterizza per il fatto che: lUtilizzatore del bene si obbliga (con il contratto di locazione finanziaria) verso il Concedente a pagare corrispettivi periodici a fronte della disponibilit di un bene, di cui il Concedente ha acquistato la propriet (con il contratto di compravendita), o che ha fatto costruire (con il contratto di appalto), su scelta e indicazione dell'Utilizzatore medesimo. Al termine del rapporto l' Utilizzatore ha facolt di esercitare l'opzione di acquisto del bene locato previo pagamento di un prezzo prestabilito. Gli obiettivi delloperazione di locazione finanziaria sono: l'Utilizzatore dispone del bene come se fosse proprietario - venendo a gravare su di esso i rischi e le responsabilit connessi alla gestione e alla disponibilit del bene stesso ed alle vicende (compreso il deperimento del bene) che lo possono riguardare; l'Utilizzatore rinvia al momento della scadenza del contratto la scelta se diventare proprietario a tutti gli effetti. La rata di leasing, relativa ad una singola entit temporale, in pratica la sommatoria di una percentuale del capitale sborsato per lesecuzione del bene o per lacquisto del bene e degli interessi maturati nel periodo, ed molto simile alla rata di rimborso di un prestito. Si distinguono due tipi di locazione finanziaria immobiliare : il leasing cosiddetto "di godimento" o tradizionale, caratterizzato dalla locazione di beni non idonei a mantenere un apprezzabile valore commerciale alla scadenza del contratto non prevede il riscatto finale.
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Leasing

La causa tipica del contratto il finanziamento a scopo di godimento, mentre il pagamento dei canoni si configura come corrispettivo delluso del bene. La durata del contratto commisurata alla prevedibile vita economica del bene locato. il leasing traslativo si caratterizza per il fatto che il bene locato idoneo a conservare alla fine del contratto un apprezzabile valore commerciale, superiore a quello pattuito per lopzione di acquisto nel contratto, e ha una durata inferiore a quella della vita economica del bene e proprio per questo contiene lopzione di acquisto. E il tipo di leasing adottato per i beni immobiliari. Considerato il fatto che il bene immobile per periodi medio-lunghi destinato ad aumentare il proprio valore, alla scadenza del contratto di locazione finanziaria si evidenzier lo scarto tra tale valore economico e il prezzo pattuito per l'opzione di acquisto. I canoni gi pagati dallUtilizzatore e gi riscossi dal Concedente costituiscono il corrispettivo anticipato di parte del prezzo. La causa del contratto il finanziamento a scopo di trasferimento del bene, mentre il pagamento dei canoni si configura come il corrispettivo delluso del bene e di pagamento del bene sulla base del prezzo di opzione. Lutilizzatore riceve il bene in godimento dietro la corresponsione di canoni che coprono quota parte del prezzo di acquisto o di costruzione, gli oneri finanziari, le spese di gestione e lutile del finanziatore. Allinterno del leasing traslativo si colloca il leasing immobiliare in costruendo. Esso rappresenta la forma di finanziamento privato delle opere pubbliche con la quale un soggetto finanziatore anticipa i fondi necessari per eseguire lopera pubblica e, al termine dellesecuzione, viene ristorato dall A.P. tramite la corresponsione di canoni periodici. Nellalveo di una unitaria procedura ad evidenza pubblica, i soggetti coinvolti nelloperazione di leasing immobiliare in costruendo sono: a. la A.P. che svolge il ruolo di committente e di alta sorveglianza, esegue la progettazione (almeno preliminare) dellopera da porre a base di gara, sceglie gli altri due soggetti (societ di leasing e costruttore), controlla lesecuzione dellopera e ne verifica la regolare esecuzione; b. la societ di leasing, che partecipa alla gara con il costruttore appaltatore, assume tutti i rischi di realizzazione dellinvestimento, mentre trasferisce al costruttore tutti i rischi non finanziari; c. il costruttore, che realizza lopera e provvede, eventualmente, alla sua manutenzione. Lapplicazione del leasing alla costruzione delle opere pubbliche stata riconosciuta dal nostro ordinamento legislativo dal 2006. Lart. 160-bis del D.Lgs. 163/2006, come introdotto dal secondo decreto correttivo, dal titolo Locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilit, accoglie le norme sul leasing immobiliare contenute nei commi 907 e seguenti della legge finanziaria per il 2007. Il primo comma dellarticolo dispone che: .per la realizzazione, lacquisizione e il

completamento di opere pubbliche o di pubblica utilit i committenti tenuti allapplicazione del presente codice possono avvalersi anche del contratto di locazione finanziaria .
Il terzo decreto correttivo, con lart. 2, comma 1, lett. nn) risolve il problema della qualificazione giuridica del leasing immobiliare in costruendo, introducendo, nellart. 160-bis del Codice, la definizione del contratto di locazione finanziaria quale ..appalto pubblico di lavori, salvo che questi ultimi abbiano un carattere meramente accessorio rispetto alloggetto principale del contratto medesimo . Il D.Lgs. 152/2008 ha confermato la precedente disciplina della procedura ad evidenza pubblica per laggiudicazione del contratto, in cui si prevede che la A.P, nel bando di gara: - determina i requisiti di partecipazione di carattere soggettivo, economico, funzionale, tecnico ed organizzativo dei partecipanti;
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- specifica le caratteristiche tecniche ed estetiche dellopera, i costi, i tempi e le garanzie delloperazione; - esplicita i parametri di valutazione delle offerte secondo il criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa; - si riserva il controllo sulla realizzazione e gestione dellopera, secondo le modalit contrattualmente previste. Lo strumento del leasing pu essere applicato anche nella realizzazione delle cosiddette opere fredde, finalizzate ad erogare servizi di pubblica utilit senza tariffazione sullutenza, ovvero con un livello di tariffazione limitata che non consente di remunerare il capitale impiegato (ospedali, carceri, uffici pubblici, scuole caserme, ecc.). Ai fini fiscali: il leasing di beni mobili pu avere una durata non inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento fiscale definito per ogni cespite; Per i beni immobili, la durata minima del leasing varia in relazione al coefficiente di ammortamento previsto per il bene immobile, con le seguenti regole: * Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile minore del 3,7%, la durata minima fissata a 18 anni; *Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile compreso tra il 3,7% e il 6%, la durata minima fissata ai 2/3 del periodo di ammortamento; * Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile maggiore del 6%, la durata minima fissata a 11 anni. Il fatto che la durata del leasing possa essere inferiore del periodo di ammortamento fiscale dei beni in propriet, si traduce in beneficio fiscale analogo a quello conseguito con lammortamento anticipato; in questo modo si portano in detrazione del reddito annuale maggiori importi derivanti dal pagamento delle rate di mutuo e quindi si riduce il reddito imponibile. La convenienza del leasing comunque valutata sulla base dei tassi dinteresse applicati e allammontare delle spese accessorie applicate dal Concedente. Il confronto col il mutuo regge per durate di restituzioni minime. Lo strumento del leasing pu essere applicato anche nella realizzazione delle cosiddette opere fredde, finalizzate ad erogare servizi di pubblica utilit senza tariffazione sullutenza, ovvero con un livello di tariffazione limitata che non consente di remunerare il capitale impiegato (ospedali, carceri, uffici pubblici, scuole caserme, ecc.). L'attivit di locazione finanziaria pu essere esercitata soltanto dalle banche iscritte all'albo di cui all'art. 13 del testo unico bancario, dai soggetti appartenenti ai gruppi bancari iscritti all'albo di cui all'art. 64 del testo unico bancario, dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale di cui all' art. 106 o nell'apposita sezione speciale prevista dall'art. 113 del testo unico bancario, ovvero nell'elenco speciale di cui all'art. 107 del testo unico bancario. b.4. Lautofinanziamento. Lautofinanziamento, ovvero lutilizzazione delle disponibilit proprie dellazienda derivanti dagli utili di gestione non distribuite, dalle riserve o dal capitale proprio dellimprenditore ( se persona fisica ) , una pratica largamente utilizzata dalle imprese singole e in forma di societ, sia per ridurre lentit dei costi di finanziamento, sia per contenere le massime esposizioni finanziarie in particolari programmi dintervento. Lautofinanziamento ha un costo che proporzionato al mancato reddito che si sarebbe potuto ottenere con un investimento alternativo e che viene definito costo opportunit. Fra le forme di autofinanziamento delle imprese delle costruzioni rientrano: gli acconti sul pagamento degli immobili compravenduti. Sono versati dagli acquirenti durante la costruzione alle imprese che producono in proprio e commercializzano i beni prodotti, specie quelli destinati alla residenza.
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Autofinanziamento

Questa forma di autofinanziamento viene normalmente attuata a garanzia del rispetto degli accordi contrattuali da parte dellacquirente durante la fase di costruzione e regolamentata dalle condizioni dei contratti di promessa di vendita stipulati fra le imprese e gli acquirente. La forma di versamento parziale del prezzo della compravendita durante lesecuzione dei lavori di costruzione applicata, in particolare, quando il potere contrattuale dellimpresa rispetto allacquirente conseguente in particolare al livello di appetibilit dei beni offerti, elevata. il credito dei fornitori. Il credito dei fornitori una ulteriore forma di finanziamento che ha rilevanza notevole sul complesso dei finanziamenti delle imprese e pu essere ottenuto attraverso il consensuale ritardo nei pagamenti dei fornitori con i quali limpresa intrattiene rapporti di continuit commerciale. Fra il credito dei fornitori relativo alle imprese che producono in proprio e commercializzano i beni prodotti, compresa la cessione di una parte degli stessi alle imprese subappaltatrici, che svolgono lavori di costruzione, o a quelle fornitrici di materiali e componenti, a scomputo ( in permuta ) delle forniture appaltate.
Credito agevolato

b.5. Il credito agevolato. I finanziamenti ottenuti dalle imprese attraverso il credito agevolato sono di tipo straordinario, sono normalmente a lungo termine e sono erogati in conto capitale e/o in conto interessi dagli Istituti di credito, finanziati totalmente o parzialmente da denaro pubblico. Detti finanziamenti sono previsti da leggi nazionali, subordinate o europee, o regionali e hanno come oggetto: lo sviluppo dellinnovazione tecnologica presso le imprese industriali, fra le quali quelle del settore delle costruzioni. Lacquisizione della tecnologia dallesterno costituisce infatti una delle vie principali attraverso cui le imprese si appropriano delle innovazioni introdotte in altri settori. il sostegno diretto alla ricerca applicata finalizzata allinnovazione tecnologica dei prodotti e dei processi delle imprese. il sostegno al mantenimento o allo sviluppo della localizzazione di imprese industriali in aree depresse economicamente e socialmente per realizzare il riequilibrio economico del territorio. lincentivazione di forme di associazione di alcune categorie di imprese quali quelle medio-piccole o quelle artigiane. Lincentivo allo sviluppo di particolari settori industriali. 3 lapplicazione di particolari accorgimenti e/o tecnologie finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi di piani nazionali, quale, ad esempio, il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro n. 81 del 9.04.2008.
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Le leggi di agevolazioni finanziarie si sono succedute nel nostro ordinamento dal dopo guerra emanate dallo Stato, dalle Regioni, dalla UE e fra queste, a puro titolo di esempio: L. 227/77 che istituisce speciali crediti per lArtigianato; L. 46/82 - FIT "aree depresse del centro-nord" relativo a innovazione tecnologica; L. 181/89 che riguarda la reindustrializzazione e rilancio delle aree industriali colpite da crisi di settore; L. 142/90 art. 17 che interessa i progetti di sviluppo di are urbane degradate; L.317/91 che d agevolazioni fiscali alle piccole e medie imprese; L. 488/92 che agevola i programmi di investimento industriale, turistico e commerciale per la costruzione di nuovi impianti produttivi, e di ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione, riconversione, trasferimento di quelli esistenti; L. 237/93 che riguarda i progetti di ristrutturazione del settore dellindustria bellica, soprattutto aeronautica; Legge 29 marzo 1995, n. 95 (ex legge 44/86), riguardante interventi per lo sviluppo dellimprenditorialit giovanile; L.662/96 che istituisce un fondo pubblico di garanzia per i finanziamenti concessi dal Mediocredito Centrale spa; L.R 1/07 che sostengo dell'innovazione e dell'imprenditorialit nel settore dei servizi nella R. Lombardia; Decreto Legge 25.6.2008, n.112 relativo a finanziamento agevolato a favore delle piccole e medie imprese - PMI esportatrici per il miglioramento e la salvaguardia della loro solidit patrimoniale al fine di accrescerne la competitivit sui mercati esteri (nei limiti ed alle condizioni previste dal Regolamento CE n.1998/2006). 28

I finanziamenti in conto capitale comportano il pagamento da parte dellEnte Pubblico di una porzione dellinvestimento previsto dalle imprese, mentre per i finanziamenti in conto interessi il contributo finalizzato alla riduzione dei tassi dinteresse sui finanziamenti che vengono richiesti dalle imprese agli istituti di credito per eseguire i loro investimenti. La complessit dei procedimenti a carico delle imprese per lottenimento dei finanziamenti agevolati e lonerosit per lo Stato della concessione dei finanziamenti ( in particolare quelli in conto interessi ), ha lentamente fatto spostare la politica delle incentivazioni verso le agevolazioni fiscali, ottenute con la detrazione dal reddito di esercizio di una percentuale degli importi degli investimenti che rientrano fra quelli previsti da piani strategici nazionali o europei. Esempio tipico legge 78/2009, che prevede lesclusione dallimposizione sul reddito dimpresa del valore pari al 50% degli investimenti in macchinari e apparecchiature nuovi appartenenti alla tabella ATECO 28, rappresentato dalle agevolazioni fiscali consentite alle imprese che attuano investimenti finalizzati agli obiettivi del Piano Energetico Nazionale. b.6 Il credito diretto fra imprese Si sviluppa attraverso luso di strumenti che si possono riassumere come di seguito: Cambiale La cambiale un titolo di credito contenente la promessa di pagare ( pagher cambiario ) o di far pagare ( tratta ) una somma di denaro in favore di qualcuno in un dato luogo e data. La firma del debitore pu essere accompagnata da unaltra firma a garanzia del pagamento al beneficiario ovvero di avvallo degli impegni assunti dal primo debitore. La cambiale ha valore di titolo esecutivo, ovvero non necessaria una sentenza di condanna del debitore per iniziare lazione esecutiva dellobbligo di pagamento. Factoring E la forma di finanziamento con la quale un Factor si sostituisce al creditore nella sua posizione verso i debitori, anticipando una somma proporzionale allimporto del credito. Come indicato precedentemente i mezzi finanziari dellimpresa sono costituiti da capitale proprio, la cui remunerazione dipende dal profitto e da capitale di credito, la cui remunerazione un costo di esercizio. Il rapporto fra lammontare del finanziamento di debito, remunerato con un tasso pre-definito, e quello del finanziamento da capitale proprio viene indicato come indice di indebitamento o leva finanziaria e certamente un indicatore dello stato finanziario dellimpresa. Ii = Fi / Fcp ( 1.14 ) Se appare chiaro che il capitale di credito comporta oneri finanziari e quindi condiziona il reddito di esercizio dellimpresa, altrettanto vero che esso pu esercitare un ruolo moltiplicatore della redditivit fino a quando il tasso marginale di reddito degli investimenti, inteso come incremento di reddito per unit del capitale di terzi investito, si mantiene superiore al tasso pagato sui finanziamenti. Ci significa sinteticamente che lindebitamento conviene fino a che la redditivit dellimpresa superiore al costo del finanziamento. La grande maggioranza delle operazioni economiche classificabile nelle due categorie investimenti e finanziamenti e, di conseguenza, il loro valore attualizzato si annulla per un tasso dattualizzazione interno, unico, che ha il significato di tasso di reddito per gli investimenti e tasso di interesse per i finanziamenti. Secondo questa precisazione : linvestimento si pu considerare come il flusso finanziario che inizia con un esborso, che ammette un unico tasso di reddito proprio e che per tale tasso mantiene il carattere di operazione debitrice; .
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Credito diretto fra imprese

Indice di indebitamento

il finanziamento si pu considerare come il flusso che inizia con un introito, che ammette un tasso dinteresse proprio e che per tale tasso si mantiene operazione creditrice. 4

Salvo trattare in modo pi dettagliato le tematiche relative alle modalit con le quali limpresa esegue la produzione, si anticipa che i fattori che consentono di realizzare la produzione sono cinque: la terra e il capitale, il lavoro, il capitale monetario e finanziario liquido; i servizi pubblici strumentali e le infrastrutture pubbliche; limprenditoria. Ci significa che il finanziamento, inteso come anticipazione di capitale monetario e finanziario liquido, uno strumento del quale si avvale limpresa per investire in capitali fisici e, pertanto, esiste una netta differenziazione di strategie e di comportamenti fra impresa e finanziatori. 30

6. METODOLOGIA DELLA FINANZIAMENTI

VALUTAZIONE

DEGLI

INVESTIMENTI

DEI

Metodologia della valutazione

6.1. Premesse Tutti gli operatori del processo edilizio sono chiamati a prendere decisioni ed eseguire scelte che interessano leconomia delledilizia. I proprietari investono in operazioni che hanno il minimo costo e/o che offrono il maggiore profitto e, per ottenere questo, gli edifici devono essere progettati, costruiti e gestiti per ottenere la massima efficienza economica. I progettisti durante le loro scelte tecnologiche continuamente utilizzano il costo di costruzione o il costo globale per valutare le alternative delle scelte costruttive. Gli imprenditori, sulla base dei capitolati speciali di appalto, selezionano i prodotti e i materiali che a parit di prestazioni offrono la massima economia ovvero il massimo rapporto qualit-costo. Gli operatori che si interessano della gestione degli edifici utilizzano i costi dintervento per scegliere le strategie di manutenzione e per decidere quando operare nei processi di recupero edilizio. Ci significa che ogni operatore edilizio, che esegue scelte durante lo svolgimento delle fasi del processo, prende decisioni economicamente efficienti se la massimizzazione del profitto il risultato della decisione. 5 Massimizzazione del profitto che pu ridursi in alcuni casi alla minimizzazione dei costi, quando i ricavi sono da considerarsi costanti. Esempio

Le scelte economiche di una impresa edilizia nellambito di un contratto di appalto ove i ricavi sono definiti forfettariamente dal contratto Ne discende che con il termine di ottimizzazione economica si deve intendere
quel processo con il quale si applica lanalisi economica per individuare quella pi efficiente economicamente fra le soluzioni alternative. 6 Linsieme delle operazioni necessarie per quantificare e confrontare i parametri di redditivit o del costo detta Engineering economy. Le circostanze nelle quali lingegnere deve fare uso di considerazioni di natura economica sono classificabili nelle seguenti: valutazione della convenienza economica di una determinata operazione

tecnica; valutazione del confronto della convenienza economica relativa a due o pi operazioni simili nella destinazione, ma diverse nelle caratteristiche.

Affinch questo problema abbia senso, si richiede il verificarsi delle seguenti condizioni: * tutte le operazioni tecniche da confrontare garantiscono gli stessi requisiti; * le diversit tecniche possono essere valutate su una base comune, prevalentemente monetaria.

Luso del termine efficienza economica usata in ingegneria economica in modo pi restrittivo rispetto a come usato nella teoria economica, dove il termine si riferisce al massimo miglioramento del benessere sociale con la distribuzione del reddito prevalente. Secondo questa teoria luso delle risorse detto essere economicamente efficiente quando la ripartizione tra usi concorrenti distribuisce il massimo del beneficio totale fra i membri della societ. Per lingegneria economica il termine efficienza economica sta a significare che le risorse disponibili a un operatore sono usate in modo da garantire il massimo risultato a quelloperatore. 6 Il termine ottimizzazione qualche volta usato per descrivere il processo di definizione della scelta pi desiderata quando nella funzione obiettivo sono presenti benefici e costi non economici e/o non quantificabili. Questo tipo di ottimizzazione richiede la valutazione del livello di molteplici fattori per definire il progetto migliore o i tipo di edificio sulla base di criteri spesso soggettivi : metodo di valutazione multi-criteria . Nel caso di questa trattazione tutti i nostri esempi riguardano costi e benefici che sono misurabili in termini monetari. 31

Se linvestimento, come abbiamo gi indicato nel Cap.4, pu essere visto come la trasformazione di mezzi finanziari in beni durevoli, che in futuro sono in grado di dare un servizio ovvero una un reddito, significa che la fattibilit dellinvestimento, oltre che dal livello di reddito che produce in rapporto ad altre opportunit o alla soddisfazione di un bisogno , dipende dalla disponibilit finanziaria e dal suo costo. A parit del tipo scelta degli investimenti di capitale e della disponibilit finanziaria, possiamo in generale affermare che il criterio di decisione sugli investimenti possibili si fonda sulla valutazione della loro redditivit comparata ( profitto / utile ) o del loro costo comparato. Lobiettivo del confronto di pi investimenti quindi quello di valutare inizialmente, in termini matematici, quindi quantitativi, alcuni indicatori che rappresentano la convenienza economica, il profitto ovvero la redditivit di ciascun progetto di investimento , allo scopo di arrivare a una loro gerarchizzazione. Come abbiamo pi volte indicato in precedenza Per un bene non durevole (i.) il profitto ovvero lutile dato da Vi Ci = Ui ( 1.15. ) Dove: Vi = valore, ricavo ottenuto dallutilizzazione o dalla vendita del bene i . C i = sommatoria dei costi necessari per la realizzazione del bene i . U i = Utile/ profitto Trattandosi di una operazione che viene realizzata in una unica unit temporale o comunque in un periodo molto breve, essa non condizionata dal tempo. Per un bene durevole, per il quale i flussi finanziari dei ricavi e dei costi sono distribuiti in pi unit temporali ( normalmente si fa riferimento agli anni ) , affinch le grandezze che rappresentano detti flussi siano rese omogenee e sommate algebricamente devono essere ricollocate in una unit temporale ( anno ) che coincide con quello iniziale.

Linvestimento , quindi , una operazione bidimensionale che presuppone limpiego di risorse in un dato tempo.
Il confronto di due o pi investimenti non omogeneo se essi non appartengono alle stesse unit temporali; se il momento del confronto non comune, occorre prima risolvere il problema della riduzione allo stesso tempo, ovvero riportare le varie grandezze alla stessa unit temporale. Per confrontare la redditivit degli investimenti, per ottenere la rappresentazione del profilo finanziario o per studiare le modalit di finanziamento pi idonee allattuazione di un investimento si deve innanzitutto definire la dinamica dei flussi di cassa per ogni unit temporale del periodo dellinvestimento, normalmente lanno. Larticolazione dei flussi di cassa connessa con la loro complessit: possiamo parlare di : Flusso netto circolante della gestione caratteristica; Flusso di cassa operativo; Flusso di cassa disponibile o degli azionisti. Al fine della valutazione degli investimenti, il flusso di cassa che interessa flusso di cassa operativo. il

Il flusso di cassa operativo relativo a ogni periodo di gestione quello generato dallinvestimento, ovvero rappresenta la potenzialit economica dellinvestimento, indipendentemente dal tipo e dallonerosit delle risorse finanziarie, ovvero al lordo dellincidenza della struttura finanziaria.
a. b. c. Esso si ottiene confrontando fra loro le seguenti variabili: i flussi della realizzazione dellinvestimento; i flussi derivanti dalla operativit dellinvestimento, ovvero dalla gestione ; la variazione del capitale circolante indotte dalloperativit dellinvestimento relativa al periodo.
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d.

gli investimenti

Gli investimenti (Ii) comprendono: * capitalizzazioni intese come esborsi relativi a tutti i costi degli investimenti, a saldo del valore originario degli stessi; * altri esborsi, assimilabili a quelli non compresi nel valore originario, dovuti a garanzie: es: depositi cauzionali, polizze assicurative, commissioni riconosciute a consulenti, capo coordinatore del progetto; * recuperi corrispondenti agli incassi dovuti allo smobilizzo di cespiti dismessi o sostituiti a seguito dellinvestimento. La gestione connessa alloperativit dellinvestimento comprende: * ricavi dovuti alla gestione (Ri); * costi generati dalloperativit dellinvestimento ovvero dalla gestione ( Cgi); Il flusso netto circolante della gestione caratteristica (Fgc) si ottiene detraendo ai ricavi della gestione ( Ri ) i costi generati dalla gestione, relativi a acquisto materie prime, manutenzioni e riparazioni, consumi, costi assicurativi ecc. , ( Cgi) e le Imposte ( T ) : Fgc = Ri Cgi - T ( 1.16. ) La variazione del capitale circolante (Cc) corrisponde al maggiore o minore fabbisogno finanziario per alimentare la operativit dellinvestimento, ovvero per finanziare la gestione , nel periodo . Per capitale circolante sintende il capitale di funzionamento: liquidit, magazzino, valore delle opere in esecuzione, crediti ai clienti alla somma dei quali vanno sottratti i debiti ai fornitori . Il flusso di cassa operativo (Fco ) si ottiene detraendo a Fgc la variazione del capitale circolante (Cc) e gli investimenti in immobilizzazioni del periodo (Ii ) Fco = Fgc - Cc - Ii ( 1.17. )
Flusso di cassa della gestione caratteristica

Il flusso di cassa operativo annuale la differenza fra gli esborsi per linvestimento relativo a quellanno, es. rata di restituzione del debito contratto con linvestimento, e la disponibilit dovuta alla gestione; esso rappresenta la liquidit conseguente alla gestione di un investimento. Dal flusso di cassa operativo si pu determinare il flusso di cassa disponibile detto anche degli azionisti (Fca); esso il flusso di cassa operativo al quale vengono tolti i costi dei finanziamenti, ovvero i costi di gestione al servizio del debito rappresentata dalla rata, somma della quota capitale da restituire e della quota interessi (Ra) , e eventualmente gli accantonamenti ( Acc ) , le riserve accantonate a garanzia . Esso coincide, al netto delle imposte e tasse, con il dividendo degli investitori e pari a: Fca = Fco Ra - Acc ( 1.18. ) Nei progetti di costruzione e gestione tipici del settore delle costruzioni, caratterizzati dalla costruzione di un bene del settore delle costruzioni e dalla gestione dello stesso, la curva della dinamica dei flussi finanziari quella riportata nella figura 3. La prima parte delliniziativa riferita al periodo di costruzione caratterizzata da fabbisogni finanziari sempre crescenti, conseguenti a investimenti in capitalizzazioni e alle spese di progettazione e consulenze necessarie per avviare il progetto. La copertura del fabbisogno in questa fase avviene, sia attraverso capitale proprio sia capitale di debito.
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Flusso di cassa degli azionisti

Fig. 3 : Andamento dei flussi operativi relativi a un investimento di costruzione e gestione di una opera del settore delle costruzioni

Durante la fase di gestione la struttura dei flussi finanziari cambiano, in quanto i flussi positivi relativi alla gestione corrente superano quelli negativi, che sono conseguenti ai costi di gestione, al servizio del debito ( quota capitale da restituire + interessi passivi ) e alla remunerazione del capitale di rischio degli investitori e al versamento in un conto corrente di riserva ( accantonamento ) da utilizzare in caso di necessit o fatto appositamente per garantirsi la disponibilit economica per manutenzioni straordinarie. Larea sottesa dalla curva rispetto allascissa rappresenta lammontare dei flussi positivi e negativi. Da quanto sopra emerge che a parit di flusso operativo di un investimento, leffettiva Indici di valutazione redditivit per gli investitori dipende dal costo di gestione del servizio del debito, quindi investimenti dalla distribuzione dei flussi positivi e negativi nel tempo e dallentit del debito, ovvero dal mix di finanziamento del capitale proprio e di capitale di credito. Daltro canto, solo a determinate condizioni legate alle caratteristiche dei flussi di cassa operativi i finanziatori sono disponibili a mettere a disposizione i capitale per consentire agli investitori di operare. Per valutare la redditivit complessiva dellinvestimento, i flussi di cassa operativi devono essere resi omogenei, ovvero devono essere attualizzati al momento della valutazione, e sommati.

34

6.2. Matematica finanziaria: formule per calcolare il valore dei flussi finanziari distribuiti nel tempo riferito a una unica unit temporale. 6.2.1 I principi di matematica finanziaria Nella pratica delle questioni di cui si occupa la matematica finanziaria, si adottano le seguenti convenzioni: la valutazione di un bene al tempo t si calcoli in modo discontinuo, al termine di una unit di tempo che pu coincidere con un anno, un mese o un giorno; mantenere costante il valore nellintervallo tra due unit di tempo. Dati : Co = capitale presente Cn = capitale dopo lintervallo di unit di tempo n d = tasso di sconto i = tasso di interesse n = numero delle unit di tempo a. La legge di capitalizzazione La legge consente di definire il valore futuro di un bene disponibile oggi, ovvero permette di determinare quanto rende in futuro un investimento eseguito attualmente. a.1 La legge di capitalizzazione semplice. Vale nel caso in cui periodicamente si ritirino gli interessi maturati: C1 = Co * ( 1 + i ) = C2 = Co + i *Co + i *Co = Co + 2Co * i = Co * (1 + 2i) Cn = Co * (1 + ni) ( 1.19 ) a.2 Secondo la legge di capitalizzazione composta Vale nel caso in cui gli interessi vengano reinvestiti nelle unit temporali nelle quali si conteggiano gli interessi C1 = Co * (1 + i) C2 = C1 * (1 + i) = Co * (1 + i) * (1 + i) Cn = Co * (1 + i) n ( 1.20 ) b. La legge di attualizzazione La legge con la quale si calcola il valore attuale ( anticipato ) di un investimento futuro oppure che ci consente di valutare quanto devo investire oggi per attuare un determinato investimento futuro. I metodi di determinazione dl valore attuale pu essere di tipo normale o composto. b.1 La legge di attualizzazione semplice. Co = Cn / (1 + nd) b.2 Secondo la legge di attualizzazione composta Co = Cn / (1 + d) n ( 1.22 ) ( 1.21 )

6.2.2 Formule per calcolare il valore dei flussi finanziari nel tempo Lattualizzazione dei flussi finanziari la base per la valutazione di investimenti che prevedono la distribuzione dei flussi in un periodo di tempo misurata in anni.

35

In pratica, vi una gamma di modi per strutturare un problema di attualizzazione in quanto la maggior parte degli investimenti comporta molteplici flussi finanziari caratterizzati da differenti modelli dinsorgenza. Vi sono diverse formule per calcolare il valore attuale, il valore annuale o il futuro valore di un flusso finanziario, la cui scelta dipende dalla caratteristica dei flussi. In codesta trattazione, la descrizione delle singole formule sar associata ad esempi di valutazioni di operazioni economiche al fine di connotarne il loro tipo di applicazione e il loro livello di utilizzazione. Classificazione degli indici utilizzati: Co = capitale presente ; Cn = capitale al tempo n ; Ci = importo periodico annuale; d = tasso di sconto ; i = tasso di interesse ; n = numero delle unit di tempo coincidente con il numero di anni a. Calcolo del futuro valore di un importo monetario presente Lo schema successivo esemplifica il concetto.

Valore

Cn C0

Tempo

La formula ci consente di calcolare lammontare di un investimento attraverso lapplicazione di un tasso dinteresse espresso in percentuale minimo accettabile pari a i: Cn = Co (1 + i) n ( 1.23 )

La formula usata: nellanalisi degli investimenti di capitale per prendere decisioni fra un investimento attuale e futuro. Esempio:

Un investitore il cui tasso dinteresse atteso pari al 9% deve investire . 100,00 e vuole conoscere il suo utile dopo la durata di 10 anni. Cn = 100 (1 + 9%) 10 = . 236,74 Detta somma equivalente a 10 anni il massimale sotto il quale possibili investimenti non sono convenienti. Per valutare il rapporto costo/benefici per la scelta di componentistica edilizia.
Esempio:

Se il costo del componente ad oggi .100,00 e il tasso medio annuo di variazione del prezzo stimato pari al 5%, il suo prezzo dopo 15 anni : Cn = 100 (1 + 5%) 15 = . 207,90
b. Calcolo del valore attuale di un importo monetario futuro Lo schema successivo esemplifica il concetto.
36

Valore

Cn C0
Tempo

La formula ci consente di calcolare lammontare attuale di una somma da versarsi fra n anni, fissato un tasso di sconto pari a d. Co = Cn / (1 + d) n ( 1.24 )

La formula usata: Per stimare il prezzo di vendita di un bene basato sul suo futuro valore Esempio

Un progettista deve decidere se sia conveniente pagare un costo addizionale di . 300,00 per lacquisto di un componente edilizio al fine di evitare un costo di sostituzione fra 4 anni di . 600,00; Il proprietario ha un tasso di sconto dell8%. Co = . 600,00 / (1 + 8%) 4 = . 441,00 Essendo superiore limporto attualizzato della sostituzione rispetto al costo addizionale, la scelta di migliorare la qualit consente di abbattere i costi futuri. Per stimare il prezzo di vendita attuale di un bene sulla base del suo futuro valore.
Esempio:

Un operatore economico destinatario di un titolo di credito ( cambiale ) del valore di . 200,00 pagabile fra 7 anni. Lintenzione delloperatore quella di cedere ( scontare ) detta cambiale e vuole conoscere se il prezzo di . 150,00 che ha stimato realistico o meno, supponendo un tasso di sconto medio normale sul mercato del 6,5%. Co = . 200,00 / (1 + 6,5%) 7 = . 128,70 Il prezzo richiesto di . 150 troppo alto.
c. Calcolo del valore attuale di una serie uniforme di importi monetari futuri Lo schema successivo esemplifica il concetto.

Valore

C0 Ci Ci Ci
Tempo 37

La formula consente di calcolare lammontare attuale di una serie di importi uguali e con periodicit annuale. Co = Ci { [ (1 + d) n -1 ] / [ d * (1 + d) n ] } = Ci [ 1- 1/(1 + d)] n /d ( 1.25 )

Dalla formula si desume che al diminuire del tasso di sconto, aumenta limporto attualizzato, mentre al diminuire del numero degli anni limporto diminuisce. La formula usata: Per assumere decisioni di investimenti di capitali. Esempio:

Un progettista valuta lutilizzazione di un materiale di rivestimento dellinvolucro verticale esterno di un edifico aventi elevate qualit riguardo al requisito di durabilit che consente durante la vita utile delledificio stimata in 20 anni di risparmiare i costi di tinteggiatura considerati pari a . 2.000 annui. Il tasso di sconto dellinvestitore pari al 11% . Co = . 2.000,00 { [ (1 + 11%) 20 -1 ] / [ 11%* (1 + 11%) 20 ] } = . 2.000 * 7,9633 = . 15.927,00 Se il costo del nuovo prodotto inferiore a circa . 16.000,00, conveniente. la sostituzione

Se il tasso di sconto fosse stato dell8% il costo attualizzato del prodotto sarebbe . 19.640,00

Per assumere decisioni relativamente alle modalit di pagamento di un investimento .

Esempio

Un Ente pubblico deve costruire un immobile da destinare a abitazioni con finalit sociali per un importo di . 350.000,00 e deve decidere se pagare la totalit dellimporto dei lavori alla ultimazione degli stessi o dilazionare detto importo in 5 rate annuali di . 100.000. Limporto dei lavori investito in Buoni del Tesoro Poliennali che rendono il 4,5% annuo. Co = . 100.000 { [ (1 + 4%) 5 -1 ] / [ 4%* (1 + 4%) 5 ] } = . 100.000 * 4,4512 = . 445.120,00 ,00 Il valore attualizzato superiore a quello pari allimporto dei lavori e pertanto pi conveniente pagare in unica soluzione la somma evitando le rateizzazioni.
d. Calcolo del valore attuale di una serie di importi periodici futuri che aumentano di una percentuale annuale costante.

E la formula che viene comunemente utilizzata per attualizzare importi futuri che sono soggetti a un tasso di inflazione previsto costante. La serie a cui si fa riferimento la serie geometrica.

Valore

C0 Ca Ca 1 Ca 2 Ca n
38 Tempo

Il tasso dincremento espresso in percentuale indicato con e, mentre il primo importo indicato con Ca. Lo schema successivo esemplifica il concetto. Quando d diverso da e. Co = Ca { 1 - [ (1 + e) / ( 1+ d ) ] n } * [ (1 + e) / ( d e ) ] Quando d = e Co = Ca * n La formula usata: Per assumere decisioni di investimenti di capitali quando gli importi futuri ( 1.26 )

sono soggetti a un incremento dovuto al tasso dinflazione o ad una riduzione della disponibilit di alcuni beni o servizi.
Esempio:

Un progettista deve decidere se utilizzare una tecnologia di riduzione dei consumi energetici dal costo di . 8.000,00, avente una durata di 15 anni. Il risparmio di energia, ovvero la riduzione di costo dei consumi stimato per il primo anno di . 1.000,00 e stimato che detto importo si incrementi del 4% per effetto dellaumento del costo dellenergia. Il tasso di sconto previsto dallinvestitore pari al 12%. Co = . 1.000 { 1 - [ (1 + 0,04) / ( 1+ 0,12 ) ] 15 } * [ (1 + 0.04) / ( 0,12 0,04 ) ] = 1.000 * 8,7227 = . 8.722,7 Il valore attualizzato della serie geometrica dei risparmi dei consumi energetici della durata di 15 anni, avente come inizio . 1.000,00 pari a . 8.722,7 e, quindi, linvestimento di . 8.000,00 conveniente in quanto consente di risparmiare . 8772,27 che si aggiungono al tasso di sconto, ovvero di ritorno dellinvestimento del 12%. Va da s che la riduzione del tasso di ritorno dellinvestimento e/o laumento del tasso di incremento nel tempo dellenergia aumentano il vantaggio economico dellinvestimento, che comunque si giustifica per un numero di anni elevato. Il rischio dellinvestimento sta nella incertezza delle previsioni relative allincremento futuro del costo dellenergia .
e. Calcolo del valore attuale di una serie di importi periodici futuri che iniziano dopo un intervallo di tempo .

Detto x lintervallo di tempo dal quale iniziano gli importi periodici pari a n, Co = Ci [ 1/(1 + d) x ] * { [(1 + d) n -1] /[d * (1 + d)] n } Lo schema successivo esemplifica il concetto.
Valore

( 1.27 )

C0 Ci Ci Ci
Tempo 39

. . . .

Esempio:

La formula utilizzata da una impresa per valutare in fase di progettazione la convenienza di un investimento che consente la riduzione dei consumi energetici che si quantifica in un risparmio annuo di Ci , ma solo dopo lapprovazione del progetto e i tempi di costruzione..
f. calcolo della riconversione di un capitale iniziale in una serie di n rate future ( Valore annuale equivalente ) . Lo schema successivo esemplifica il concetto.
Valore

C0 Ci Ci Ci

Tempo

La formula si desume dal paragrafo b. Ci = Co [d * (1 + d)] n /[(1 + d) n -1] Esempio:

( 1.28 )

Un progettista deve decidere se utilizzare materiali a basso tasso di manutenzione che comportano un costo di costruzione pari a . 10.000,00 e un risparmio annuo sui costi di manutenzione pari a . 500,00 per 25 anni. Si tratta di individuare il costo equivalente annuale di un investimento. Il proprietario, il cui tasso di sconto pari al 7%, vuole conoscere la convenienza della iniziativa. Ci = 10.000 [7% * (1 + 7%)] 25 /[(1 +7%) 25 -1] = . 10.000 * 0,0858 = . 858,00 Il costo iniziale stimato equivale a un costo annuale equivalente di . 858,00 che abbondantemente superiore al risparmio annuo di 550,00. Linvestimento non economico o il costo iniziale non remunerativo.
Esempio

Il compratore di un edificio vuole conoscere limporto della rata annuale costante di rimborso che deve pagare per un prestito di . 500.000,00, della durata di 15 anni al tasso dinteresse del 4%. Ci = 500.000 [4% * (1 + 4%)] 15 /[(1 +4%)125 -1] = . 500.000 * 0,0584 = . 19.200,00

40

6.3

Indicatori di convenienza economica e di equilibrio finanziario

6.3.1 Indicatori di convenienza economica 6.3.1.1 Valore attuale netto ( VAN ) e Indice di profittabilit (IRA ) Come gi visto anche in precedenza parlando di utilit di beni durevoli, il profitto espresso dal VALORE ATTUALE NETTO ( VAN )7, detto anche pi semplicemente valore presente.
VALORE ATTUALE NETTO VAN

Il modello di riferimento del VAN il flusso finanziario operativo ovvero linsieme


delle entrate e delle uscite in moneta di un investimento che si sviluppa nellintero arco temporale dellinvestimento. Esempio:

Larco temporale pu coincidere con: la durata della concessione di costruzione e gestione nellambito di una operazione di Project Financing; la durata della vita di funzionamento di una macchina; la durata del periodo di propriet di un capitale prima della sua vendita .
Il processo di definizione del VAN passa attraverso le seguenti fasi: a. confronto del ricavo con i costi in ognuna delle unit temporali in cui suddiviso il periodo ( normalmente un anno ) di durata dellinvestimento . Su questa base viene individuato il Ricavo totale e il Costo Totale variabile ottimale per ognuna delle unit temporali; b. Attualizzazione dei Ricavi totali e dei Costi totali variabili sopra indicati ad un

determinato costo medio ponderale del capitale o prezzo per la rinuncia della liquidit, scelto in base al livello di rischio, alla probabilit, allincertezza
dellinvestimento, alla durata dello stesso. c. Sommatoria dei suddetti valori attualizzati con linvestimento iniziale (impianti e attrezzature). d. Confronto della somma algebrica che ne deriva , ovvero del saldo degli esborsi e dei ricavi pari al VAN dellinvestimento analizzato, con progetti alternativi per la scelta del pi conveniente. Il VAN il valore attuale dei profitti annuali. VAN= [ 1 / (1 + i) + 2 / (1 + i) 2 + i / (1 + i) n ] - o dove : i = Sommatoria da 1 a n dei flussi finanziari futuri attualizzati i= costo medio ponderale del capitale o tasso di sconto o = esborso iniziale Se il flusso di cassa legato allesborso iniziale viene inserito allinterno della sommatoria, la formula pu essere cos riscritta: VAN= [i / (1 + i) i ] ( 1.29 )
i 1-n

Il VAN positivo di un investimento, testimonia la capacit di un progetto di liberare flussi di cassa di dimensione sufficiente per: ripagare lesborso o gli esborsi iniziali, remunerare i capitali impiegati nelloperazione
In Economia politica i costi e i ricavi sono espressi in termini statici; invece nella Engineering Economy i costi e i ricavi sono espressi in termini dinamici 41
7

lasciare ancora risorse residue per ulteriori destinazioni.

La determinazione del tasso di sconto per il calcolo del VAN rapportato ai tassi dinteresse e pertanto vale quanto espresso nel paragrafo 3 del presente capitolo riguardo ai fattori che influenzano i livelli del tasso dinteresse. Il VAN varia con il variare del tasso di sconto. La funzione che esprime la variazione del VAN rispetto al tasso di sconto, riportata qualitativamente nella figura 4. Il VAN una funzione monotona decrescente del tasso di attualizzazione e presuppone una ipotesi implicita, ovvero che i flussi generati dal progetto siano reinvestiti allo stesso tasso espresso dal costo del capitale.

VAN

K*

* k
Fig. 4 : Curva del VAN al variare del tasso di sconto

Pi il costo del capitale ( tasso dinteresse basso ) , o pi il tasso di rendimento atteso di un investitore ( tasso di sconto ) basso maggiore lutile attualizzato. Sotto il tasso k* , che rappresenta quel tasso che rende il VAN uguale a zero, il VAN positivo.

Per il gestore di un investimento, se le risorse che permettono di finanziare un


progetto sono costituite da un mix di : Capitale di debito D apportato dai finanziatori con il costo medio unitario di Cd ( tasso passivo ); Capitale di rischio E apportato dagli investitori con un rendimento unitario atteso dallinvestitore pari a Ce = tasso senza rischio + un premio per rischio il tasso di sconto si avvicina al costo medio ponderato del capitale investito, indicato con WACC. WACC si ottiene con la formula: (D+E ) * WACC = Cd * ( 1 t )* D + ( Ce * E ) WACC = Cd * ( 1 t )* [ D/(D+E ) ] + Ce * E/ (D+E ) dove 1-t il beneficio fiscale derivante dalla deducibilit degli oneri finanziari. ( 1.30 )

Nellottica di un investitore invece il tasso di sconto rapportato al rendimento atteso


dallinvestitore.

42

I problemi del metodo basato sul VAN sono legati alla difficolt di determinare il costo medio ponderale del capitale investito e al fatto che nel confronto fra investimenti alternativi risultano inevitabilmente pi convenienti gli investimenti di maggiore dimensione in quanto i flussi di cassa sono di valore superiore. Per evitare la distorsione dimensionale del VAN si pu fare riferimento allindice di profittabilit ( IRA ) che uguale a: IRA = VAN / Importo dellinvestimento ( 1.31 )
IRA - Indice di profittabilit

LIRA esprime il valore di ogni unit monetaria investita e permette di misurare lefficienza delle risorse investite.
Un progetto tanto pi efficiente, quanto maggiore, a parit di importo investito, la sua capacit di generare flussi di cassa positivi (ricchezza). Un investimento risulta vantaggioso se lIRA superiore allunit. IL VALORE ATTUALE LORDO la somma dei valori attualizzati dei ricavi e delle spese correnti conseguiti dallinvestimento, senza quindi la detrazione della spesa iniziale. Esso si pu vedere come il valore di mercato dellinvestimento, o pi genericamente il valore dellazienda creata con un dato investimento. Esempi :
Valore Attuale Lordo

Confrontare due investimenti aventi la durata di quattro anni, dellimporto rispettivamente di . 150.000 e . 180.000 che offrono un rendimento lordo di . 40.000 e . 60.000 allanno, con tassi dinteresse di mercato, per la durata e la tipologia del rischio, pari al 10% . ( fig. 4 ) Applicando (1.16 )
VAN 1 = - 150 + 40 * [ 1- 1/(1 + 0,10)] 4 /0,10 = -150 + 40 * 3,17 = - 23, 2

VAN 2 = - 180 + 60 * [ 1- 1/(1 + 0,10)] 4 /0,10 = - 180 + 60 * 3,04 = 2,4 Da cui si desume che il secondo investimento da un utile . Se lo stesso investimento invece pi lungo, pari a 8 anni con un rendimento di . 40.000, considerato un tasso dinteresse di mercato pi alto, in quanto linvestimento pi lungo, pari al 12% Il VAN = - 180 + 40 * 4,97 = 18,8
A parit di VAN ( a parit di investimento e di reddito ) , un altro elemento da prendere in considerazione nella scelta di un investimento il tempo di recupero del capitale investito, in quanto incide sul rischio potenziale dellinvestimento stesso. Fra due investimenti di uguale VAN e di uguale periodo vanno preferiti quegli investimenti che hanno un tempo di recupero del capitale investito anticipato e quindi che consentono di anticipare ulteriori investimenti con le somme recuperate e che riducono il rischio. Esempio:

Se si considerano i due investimenti riportati di seguito, che presentano con un tasso di rendimento pari al 15% e un VAN di 174, va certamente preferito il primo, che consente di anticipare il recupero del capitale. ( fig. 1.23 )
400 100 100 ( 1.32 ) 250 250
43

445

Nel caso in cui i due VAN siano differenti, la scelta fra un VAN maggiore e eventualmente un maggior rischio. Nel caso dei due investimenti di cui alla fig. 1.24 , caratterizzati da un rendimento del 15% e da due VAN differenti rispettivamente uguali a 224 e 341 , certamente da preferire il secondo in quanto pi rischioso ma promette molto di pi.
400 100 100 ( 1.33 ) 200 6.3.1.2 200 Il tasso interno di rendimento medio TIR
Tasso Interno Lordo - TIR

600

Il tasso che rende il VAN uguale a zero, il TASSO INTERNO DI RENDIMENTO MEDIO TIR . Esso un ulteriore parametro per valutare la redditivit degli investimenti . 0= [i / (1 + TIR) i ] ( 1.34 )

Noti i, il TIR si calcola dalla formula precedente. Il TIR permette di annullare il VAN che rappresenta gli esborsi e gli introiti relativi allinvestimento stesso , durante tutte le unit temporali dellinvestimento stesso.

Esso esprime: Il costo massimo della raccolta di capitali ovvero quel costo del capitale ( tasso di rendita e ) per il quale i benefici in termini di flussi di cassa futuri e generati dallinvestimento sono completamente assorbiti dallesborso iniziale e dalle uscite successive. quel particolare tasso di attualizzazione che rende identici i valori dei flussi positivi e negativi di un progetto. il massimo costo che gli investitori sono disponibili a sostenere per realizzare una opera che sia conveniente economicamente.
Se il TIR superiore al costo del capitale ovvero al tasso dinteresse, il rendimento del progetto superiore al costo dei finanziamenti e linvestimento fornisce un utile e quindi di conseguenza il VAN positivo. Nella scelta fra investimenti alternativi si sceglie il progetto che ha il TIR superiore e quello che ha il TIR superiore al tasso di interesse. Questo vero nei progetti tradizionali che prevedono un investimento iniziale e flussi successivi positivi , in quanto per questi progetti esiste solamente un TIR Infatti esiste la possibilit che il progetto oggetto di valutazione presenti molteplici TIR in base al numero di cambiamento dei segni dei flussi: la soluzione dellequazione VAN=0 conduce a pi soluzioni. Esempio

Dato un capitale Co, che produce un tasso di rendimento pari a e, dopo un anno diviene il rendimento lordo o montante che pari a R = Co *(1 + e), da cui e si ottiene annullando lequazione di definizione del rendimento lordo 0 = - Co + R*1 / (1 + e) . Se il capitale Co viene impiegato per pi unit temporali e rimane costante per tutta la durata dellinvestimento e la restituzione di Co avviene lultimo anno, il tasso di rendimento che consente di annullare il flusso finanziario che rappresenta gli esborsi e gli introiti relativi allinvestimento si ottiene dalla seguente equazione: 0 = - Co + R1*1 / (1 + e) + R2*[1 / (1 + e)] 2 + .Rn*[1 / (1 + e)] n
44

0 = - Co + R*[1 - (1 + e)] n/e + Co *[1 / (1 + e)] n 0 = - Co + R*[1 - (1 + e)] n/e + Co *[1 / (1 + e)] n 0 = - Co + R* 1/e + Co
6.3.1.3. Il Periodo medio di recupero PBP

PBP Periodo medio di recupero

Questo indicatore misura il numero di periodi necessari affinch i flussi di cassa negativi eguaglino quelli positivi.
La valutazione del risultato deve essere confrontata con il tempo massimo che linvestitore disposto ad attendere prima che le entrate derivanti da un progetto coprano le uscite sostenute per realizzarlo. Si esprime con la seguente formula : [ i / (1 + k) i ) ] - o = 0 ( 1.36 ) Dove: i varia da 0 a x. E un indicatore utile, ma complementare, per la scelta fra diverse alternative di investimento.

Fig. 5 Espressione grafica di PBP

45

6.3.2 Indicatori di fattibilit finanziaria - Coefficienti di copertura (Cover ratio) Il tasso di rendimento medio, TIR, indica il massimo finanziamento, o meglio il mix capitale/ debito, al di sotto del quale non si pu andare per non compromettere leconomicit dellinvestimento. Ma il TIR pu avere valori uguali con diverse combinazioni dei flussi di cassa destinati al servizio del debito, ovvero, come gi detto, destinati a rimborsare il capitale monetario e il suo costo, ovvero gli interessi. Si vuol dire che ci possono essere due modalit di eseguire un investimento: privilegiando di destinare gli utili annuali ai dividendi per gli investitori; mantenendo costante lammontare del debito, o viceversa destinare gli utili alla riduzione del debito e posticipare gli utili agli investitori. Un progetto pu essere estremamente redditizio, ovvero avere un TIR alto, ma pu non essere finanziato se la distribuzione temporale dei flussi di cassa non coerente con le esigenze di rientro dei finanziatori. I coefficienti di copertura consentono di apprezzare la sostenibilit di una struttura

finanziaria e rappresentano indici capaci di trasmettere il livello di coerenza dei flussi industriali delliniziativa con i flussi relativi alla dinamica delle sue componenti finanziarie. Questi indici vengono utilizzati per valutare la bancabilit degli investimenti, ovvero la possibilit di un investimento di essere finanziato da una certa struttura finanziaria in base alla natura e allallocazione dei rischi eventualmente presenti.
Le analisi effettuate da parte dei soggetti erogatori (banche, assicurazioni, fondi di venture capital, etc.) hanno lo scopo di mettere in correlazione gli utili attesi dalloperazione di investimento con i vari rischi derivanti dalla mancata restituzione del capitale erogato, pi il mancato guadagno in termini di interessi e proventi non riscossi, a seguito dellinsolvenza del soggetto finanziato. 6.3.2.1 Indicatore di copertura del debito - DEBIT SERVICE RATIO ( DSCR ) Il DSCR fornisce indicazioni circa la capacit dei flussi di cassa operativo di un progetto di soddisfare gli interessi dei portatori di capitale di debito. Il DSCR espresso come rapporto tra il flusso di cassa operativo del progetto e il
DSCR Indicatore Copertura debito

servizio del debito (quota capitale, C, e quota interessi, I), acceso per finanziare il progetto, per ogni periodo in esame che normalmente coincide con lanno.
Il significato di tale indice immediato: in uno qualsiasi degli esercizi di fase operativa, le risorse finanziarie generate dal progetto devono essere in grado di coprire il servizio del debito nei confronti dei finanziatori. Il limite minimo che il coefficiente pu assumere teoricamente, pari a 1: in questo caso lintero flusso di cassa operativo disponibile girato al servizio del debito a svantaggio dei portatori del capitale di rischio, che non ricevono i dividendi. Se lindicatore superiore allunit, i flussi generati sono in grado di ripagare i finanziatori e distribuire i dividendi; nel caso in cui risulti inferiore allunit, i flussi del progetto non consentono di sopportare il servizio del debito. Il DSCR, per ogni anno del piano di ammortamento del prestito, calcolato secondo questa formula: DSCR = i / ( Ii + Ci ) dove: i = flusso di cassa annuo iesimo Ii = interessi da pagarsi nellesercizio iesimo Ci = quota capitale da rimborsare nellanno iesimo
46

( 1.37 )

Una sequenza di DSCR pari a 1 significherebbe che linvestimento improponibile per gli investitori che un periodo pluriennale non percepiscono gli utili, riservando la loro distribuzione verso la fine dellinvestimento. Ma la situzione poco incoraggiante anche per i finanziatori in conseguenza del fatto che la redditivit dellinvestimento troppo soggetta in un perido di tempo alle previsioni che potrebbero non essere realistiche. Il DSCR varia naturalmente in funzione della rischiosit del progetto percepita dai finanziatori e quindi dalla certezza dei flussi di cassa stimati. Progetti di settori quali quelli delle telecomunicazioni per i quali non possibile stimare la domanda reale raggiungono DSCR fra il 2 e il 2,25 , mentre progetti quali la fornitura dacqua, per i quali la domanda e quindi i ricavi sono facilmente ipotizzabili in quanto trattasi di consumo di un bene primario, scontano DSCR del 1,20-1,30. Non essendo il DSCR un indicatore sintetico, in quanto riferisce a ogni singolo periodo di valutazione, spesso se ne calcola anche una media, chiamata ADSCR ( Average Debt Service Cover Ratio ) ADSCR = DSCRi /n ( 1.38 )

Dove: n = numero degli anni sui quali si sviluppa il piano di ammortamento del prestito. Un progetto che abbia un coefficiente di servizio del debito medio vicino al minimo da scartare. 6.3.2.2 Indicatore di copertura del progetto ( PCR )
PCR Indicatore Copertura progetto

Il PCR si ottiene dal rapporto fra il valore attuale netto VAN dei flussi di cassa relativi allintero periodo del progetto e lammontare del debito contratto ( D ) . PCR = VAN/ D= [i / (1 + i) i ]/ D Non coincidendo spesso il periodo del previsto rimborso con la durata del progetto, il PCR permette di valutare la capacit di servizio del debito anche dopo il periodo del previsto rimborso. Se superiore a 1, la ricchezza creata dal progetto superiore a quella necessaria per ripagare il debito contratto. Anche se, lindice non garantisce i finanziatori, in quanto la sua positivit potrebbe derivare da flussi monetari negativi che si sono sviluppati dopo il rimborso del debito. 6.3.2.3 Indicatore di copertura del debito durante la vita del prestito LOAN LIFE COVER RATIO ( LLCR ) Per meglio valutare la capacit del progetto di soddisfare il servizio del debito, si calcola il LLCR. Esso rappresenta il quoziente fra la somma dei flussi operativi compresi fra listante di

LLCR Indicatore di Copertura debito durante la vita del prestito

valutazione (s) e lultimo anno nel quale previsto il rimborso del debito ( s+n ), al quale viene aggiunta la eventuale riserva di indebitamento disponibile - Debt Reserve
( DR ) e il debito residuo allo stesso istante di valutazione, Ds. LLCR = { [i / (1 + i) i ] + DR } / Ds dove: i compreso fra s e s+n Un LLCR positivo garantisce che i flussi di cassa successivi alla data della valutazione sommata con laccantonamento per un eventuale indebitamento sono capaci di coprire il debito successivo.
47

( 1.39 )

Se si considera che Ds, il debito residuo allistante s , non altro che lattualizzazione allistante s delle rate ancora dovute al finanziatore : Ds = Rt / ( 1+i ) t dove: t varia da s a s+n Rt = rata dovuta al tempo t i = tasso applicato al prestito del finanziatore si pu intuire che un LLCR positivo garantisce che, al momento della valutazione, gli investitore hanno a disposizione di un surplus di cassa che consentirebbe loro di liquidare liniziativa, rimborsando completamente il debito residuo con le entrate nette generate durante il periodo residuo di ammortamento del finanziamento. Esempio ( 1.40 )

Valutazione di un investimento relativo alla installazione di un impianto foto-voltaico sulla copertura di un edificio industriale di una societ che procede alla vendita dellenergia prodotta, senza utilizzazione diretta. La societ a responsabilit limitata vuole valutare la redditivit dellinvestimento e lipotesi di finanziamento pi conveniente rispetto ai suoi obiettivi. Secondo la legislazione nazionale del Quarto Conto Energia gli impianti fotovoltaici godono di incentivi che sono definiti sulla base della potenza prodotta e del tipo di impianto. Con riferimento agli impianti su edifici da realizzarsi entro il secondo semestre 2012 di potenza superiore a 20 kWp lincentivo per ogni kWp pari a . 0,214 al quale si aggiunge la tariffa per la vendita di energia pari a . 0,088. La legge consente inoltre di sfruttare un altro incentivo nel caso di smaltimento del manto di eternit e sostituzione dello stesso con altro tipo di copertura. Il contributo pari a . 0,05 per kWp. In totale ogni kWp che viene immesso in rete viene pagato . 0,352. Limpianto progettato del tipo policristallino con 234 pannelli che producono circa 85 kWh/anno. I costi sono i seguenti: Costo dellimpianto stimato pari a . 139.000,00; Costo dello smaltimento eternit e nuova copertura di lamiera di acciaio isolata . 40.000,00; Costo della manutenzione e assicurazione . 4.934,00. LIVA non un costo perch viene recuperata dalla societ. Il tasso di attualizzazione rapportato al costo opportunit trattandosi di un investitore e quindi considerando un tasso dinteresse medio per i venti anni di durata dellimpianto del 6%. Interessante puntualizzare, attraverso i dati delle tabella 6 alcuni aspetti caratterizzanti linvestimento: linvestimento capace di generare un importo fatturato pari a . 596.110, dovuto a vendita di energia e incentivi, ovvero pari a 3,3 volte linvestimento iniziale. Il flusso di cassa operativo complessivo al netto dellimporto dellinvestimento, ma al lordo delle imposte, pari a . 297.311,00 e i flussi di cassa annuali sono sempre positivi. Il VAN NETTO ovvero la sommatoria dei flussi di cassa operativi, che esprime la capacit del progetto di dare utili senza tenere conto delle modalit e dei costi del finanziamento, calcolato con un tasso di sconto medio, da intendersi come tasso opportunit dellinvestiotore, del 6 % pari a . 95.632. Il TIR medio, ovvero quel tasso dellinvestimento che annulla gli utili, pari a 12,06 %, ben superiore al 6%;
48

LIRA indice di profittabilit, che mi definisce la capacit di fare utile dellinvestimento ovvero lefficienza delle somme investite pari a 1,53 . Le Tabella 7 e 8 consentono di calcolare il flusso di cassa disponibile ai soci complessivo, attualizzato, al netto quindi dei costi finanziari e delle imposte nelle due condizioni: 1. Finanziamento con apporto di capitale da parte dei soci infruttifero, ovvero senza il pagamento di interessi, con la restituzione in dieci anni; 2. Finanziamento bancario alla societ con un interesse del 4%. Al fine del calcolo delle imposte si fa lipotesi che lammortamento dellinvestimento dellimpianto sia del 9% annuo, come prescrive la legge sugli investimenti energetici , e con quello dello smaltimento e della sostituzione della copertura della durata di 20 anni. Nel caso di finanziamento con capitale proprio, il flusso di cassa complessivo attualizzato pari a . 91.000,00, pari a circa met dellinvestimento eseguito; esso equivalente allutile netto attualizzato. Nel caso di finanziamento con credito bancario il flusso di cassa complessivo attualizzato pari a . 70.448 Nelle due soluzioni di finanziamento il Debit Service Ratio sempre superiore allunit e quindi linvestimento capace da solo di restituire la rata di debito, capitale e interessi.

49

Costo intervento Perdita efficienza lungo periodo Incentivo Energia + Amianto 2 semestre 2012 Costo Energia Inflazione Attualizzazione
Prod. Energia kW/h a 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

178.915,00
0,4% 0,264 0,08800 2% 6%
Costi T.I.R. VAN VAN L
12,0592%

Ricavi
Incentivo /kWh b Vendita /kWh c Totale ricavi d=a*(b+c)

N Anno

Flussi di Cassa Manutenzi Assicurazi one one Operat.


e f g=d-e-f

2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031

83.040 82.708 82.377 82.048 81.719 81.392 81.067 80.743 80.420 80.098 79.778 79.458 79.141 78.824 78.509 78.195 77.882 77.570 77.260 76.951

21.923 21.835 21.748 21.661 21.574 21.488 21.402 21.316 21.231 21.146 21.061 20.977 20.893 20.810 20.726 20.643 20.561 20.479 20.397 20.315

7.454 7.572 7.693 7.815 7.940 8.066 8.195 8.325 8.458 8.592 8.729 8.868 9.009 9.153 9.298 9.446 9.597 9.749 9.905 10.062

29.376 29.407 29.440 29.476 29.514 29.554 29.596 29.641 29.688 29.738 29.790 29.845 29.902 29.962 30.025 30.090 30.158 30.228 30.301 30.377

-3.416 -3.484 -3.554 -3.625 -3.698 -3.772 -3.847 -3.924 -4.002 -4.082 -4.164 -4.247 -4.332 -4.419 -4.507 -4.597 -4.689 -4.783 -4.879 -4.976
-83.000

-1.518 -1.548 -1.579 -1.611 -1.643 -1.676 -1.710 -1.744 -1.779 -1.814 -1.850 -1.887 -1.925 -1.964 -2.003 -2.043 -2.084 -2.126 -2.168 -2.211
-36.883

-178.915 -178.915 24.442 23.059 24.375 21.693 24.307 20.409 24.240 19.200 24.173 18.063 24.106 16.994 24.040 15.988 23.973 15.041 23.907 14.151 23.841 13.313 23.776 12.525 23.710 11.783 23.645 11.086 23.579 10.429 23.514 9.812 23.449 9.231 23.384 8.684 23.319 8.170 23.254 7.686 23.190 7.231
297.311 95.632

23.059 21.693 20.409 19.200 18.063 16.994 15.988 15.041 14.151 13.313 12.525 11.783 11.086 10.429 9.812 9.231 8.684 8.170 7.686 7.231
274.547

-178.915 21.812 19.411 17.274 15.372 13.680 12.174 10.834 9.642 8.580 7.636 6.795 6.047 5.382 4.789 4.262 3.793 3.375 3.004 2.673 2.379
0

1.599.179 422.183 173.926 596.110

Fig. 6 Flussi di cassa operativi al lordo delle imposte

50

Costo intervento
Perdita efficienza lungo periodo Incentivo Energia + Amianto2 semestre 2012 Costo Energia Inflazione Attualizzazione Irpef/Ires Irap Aliquota oneri deducibili
Prod. Energia kW/h a 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

178.915,00
0,4% 0,264 0,08800 2% 6% 30% 4% 19% Capitale finanziato Anni finanziamento capitale Tasso di interesse annuale Importo in Ammortamento Bonifica e opere edili Numero anni ammortamento max 5% anno Importo in Ammortamento Fotovoltaico Numero anni ammortamento max 9% anno Finanziamenti e ammortamento VAN
f Rata Finanzia mento g Capitale h Interessi i Ammort Bonifica l Ammort Fotovoltai co m

178.915,00 10 0% 40.000,00 20 138.915,00 11 Saldo Attualizz Effett. azione Annuale


w=n-s-t z

N Anno

Ricavi
b

Spese
c

Ricavi netti
d=b-c

Flusso Cassa Operat.


e

Imposte Flusso Cassa Imponibile Imponibile IRPEF IRPEF IRAP Netto


n=d-h-i q=d-i-l-m r=d-l-m s

IRAP t

2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031

83.040 82.708 82.377 82.048 81.719 81.392 81.067 80.743 80.420 80.098 79.778 79.458 79.141 78.824 78.509 78.195 77.882 77.570 77.260 76.951

29.376 29.407 29.440 29.476 29.514 29.554 29.596 29.641 29.688 29.738 29.790 29.845 29.902 29.962 30.025 30.090 30.158 30.228 30.301 30.377

-4.934 -5.033 -5.133 -5.236 -5.341 -5.448 -5.556 -5.668 -5.781 -5.897 -6.015 -6.135 -6.258 -6.383 -6.510 -6.641 -6.773 -6.909 -7.047 -7.188

24.442 24.375 24.307 24.240 24.173 24.106 24.040 23.973 23.907 23.841 23.776 23.710 23.645 23.579 23.514 23.449 23.384 23.319 23.254 23.190

-178.915 -178.915 24.442 23.059 -17.892 -17.892 24.375 21.693 -17.892 -17.892 24.307 20.409 -17.892 -17.892 24.240 19.200 -17.892 -17.892 24.173 18.063 -17.892 -17.892 24.106 16.994 -17.892 -17.892 24.040 15.988 -17.892 -17.892 23.973 15.041 -17.892 -17.892 23.907 14.151 -17.892 -17.892 23.841 13.313 -17.892 -17.892 23.776 12.525 23.710 11.783 23.645 11.086 23.579 10.429 23.514 9.812 23.449 9.231 23.384 8.684 23.319 8.170 23.254 7.686 23.190 7.231
297.311 95.632
-178.915 -178.915

0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

-2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000
-40.000

-12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629

6.551 6.483 6.416 6.348 6.281 6.215 6.148 6.082 6.016 5.950 23.776 23.710 23.645 23.579 23.514 23.449 23.384 23.319 23.254 23.190

9.814 9.746 9.678 9.611 9.544 9.478 9.411 9.345 9.279 9.213 9.147 21.710 21.645 21.579 21.514 21.449 21.384 21.319 21.254 21.190
297.311

9.814 9.746 9.678 9.611 9.544 9.478 9.411 9.345 9.279 9.213 9.147 21.710 21.645 21.579 21.514 21.449 21.384 21.319 21.254 21.190
297.311

-2.944 -2.924 -2.904 -2.883 -2.863 -2.843 -2.823 -2.803 -2.784 -2.764 -2.744 -6.513 -6.493 -6.474 -6.454 -6.435 -6.415 -6.396 -6.376 -6.357
-89.193

1.599.179 596.110

-119.883 476.226

-138.915 297.311

3.214 3.169 3.125 3.081 3.036 2.992 2.948 2.905 2.861 2.818 20.666 16.329 16.286 16.242 16.199 16.156 16.114 16.071 16.028 15.985 -11.892 196.225 -393 -390 -387 -384 -382 -379 -376 -374 -371 -369 -366 -868 -866 -863 -861 -858 -855 -853 -850 -848

3.032 2.821 2.624 2.440 2.269 2.109 1.961 1.822 1.693 1.573 10.886 8.115 7.635 7.184 6.759 6.360 5.984 5.630 5.297 4.984 91.182

Fig. 7 Soluzione con finanziamento soci infruttifero - Flusso di cassa disponibile complessivo

51

Costo intervento
Perdita efficienza lungo periodo Incentivo Energia + Amianto2 semestre 2012 Costo Energia Inflazione Attualizzazione Irpef/Ires Irap Aliquota oneri deducibili
Prod. Energia kW/h a 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

178.915,00
0,4% 0,264 0,08800 2% 6% 30% 4% 19% Capitale finanziato Anni finanziamento capitale Tasso di interesse annuale Importo in Ammortamento Bonifica e opere edili Numero anni ammortamento max 5% anno Importo in Ammortamento Fotovoltaico Numero anni ammortamento max 9% anno Finanziamenti e ammortamento VAN
f Rata Finanzia mento g Capitale h Interessi i Ammort Bonifica l Ammort Fotovoltai co m

178.915,00 10 4% 40.000,00 20 138.915,00 11 Saldo Attualizz Effett. azione Annuale


w=n-s-t z

N Anno

Ricavi
b

Spese
c

Ricavi netti
d=b-c

Flusso Cassa Operat.


e

Imposte Flusso Cassa Imponibile Imponibile IRPEF IRPEF IRAP Netto


n=d-h-i q=d-i-l-m r=d-l-m s

IRAP t

2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031

83.040 82.708 82.377 82.048 81.719 81.392 81.067 80.743 80.420 80.098 79.778 79.458 79.141 78.824 78.509 78.195 77.882 77.570 77.260 76.951

29.376 29.407 29.440 29.476 29.514 29.554 29.596 29.641 29.688 29.738 29.790 29.845 29.902 29.962 30.025 30.090 30.158 30.228 30.301 30.377

-4.934 -5.033 -5.133 -5.236 -5.341 -5.448 -5.556 -5.668 -5.781 -5.897 -6.015 -6.135 -6.258 -6.383 -6.510 -6.641 -6.773 -6.909 -7.047 -7.188

24.442 24.375 24.307 24.240 24.173 24.106 24.040 23.973 23.907 23.841 23.776 23.710 23.645 23.579 23.514 23.449 23.384 23.319 23.254 23.190

-178.915 -178.915 24.442 23.059 -22.059 -14.902 24.375 21.693 -22.059 -15.498 20.409 -22.059 -16.118 24.307 24.240 19.200 -22.059 -16.763 24.173 18.063 -22.059 -17.433 24.106 16.994 -22.059 -18.131 15.988 -22.059 -18.856 24.040 23.973 15.041 -22.059 -19.610 23.907 14.151 -22.059 -20.394 23.841 13.313 -22.059 -21.210 12.525 23.776 23.710 11.783 23.645 11.086 23.579 10.429 9.812 23.514 23.449 9.231 23.384 8.684 23.319 8.170 7.686 23.254 23.190 7.231
297.311 95.632 -220.586 -178.915

-7.157 -6.561 -5.941 -5.296 -4.625 -3.928 -3.203 -2.449 -1.664 -848

-2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000 -2.000
-40.000

-12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629 -12.629

2.384 2.316 2.248 2.181 2.114 2.048 1.981 1.915 1.849 1.783 23.776 23.710 23.645 23.579 23.514 23.449 23.384 23.319 23.254 23.190

2.657 3.185 3.738 4.315 4.919 5.550 6.208 6.896 7.615 8.364 9.147 21.710 21.645 21.579 21.514 21.449 21.384 21.319 21.254 21.190
255.640

9.814 9.746 9.678 9.611 9.544 9.478 9.411 9.345 9.279 9.213 9.147 21.710 21.645 21.579 21.514 21.449 21.384 21.319 21.254 21.190
297.311

-797 -956 -1.121 -1.295 -1.476 -1.665 -1.862 -2.069 -2.284 -2.509 -2.744 -6.513 -6.493 -6.474 -6.454 -6.435 -6.415 -6.396 -6.376 -6.357
-76.692

1.599.179 596.110

-119.883 476.226

-41.671

-138.915 255.640

1.194 970 740 502 257 4 -258 -528 -807 -1.095 20.666 16.329 16.286 16.242 16.199 16.156 16.114 16.071 16.028 15.985 -11.892 167.056 -393 -390 -387 -384 -382 -379 -376 -374 -371 -369 -366 -868 -866 -863 -861 -858 -855 -853 -850 -848

1.126 864 621 398 192 3 -171 -331 -477 -611 10.886 8.115 7.635 7.184 6.759 6.360 5.984 5.630 5.297 4.984 70.448

Fig. 8 Soluzione con capitale credito ( indebitamento ) al tasso dinteresse del 4% - Flusso di cassa disponibile complessivo

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Cap. 2 GLI STRUMENTI DEL SISTEMA DI INFORMAZIONE ECONOMICA IN AMBITO AZIENDALE.


Limpresa una entit fisica ( persona o societ di persone ) o entit giuridica ( societ di capitali ) che: esercita professionalmente una attivit economica finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e di servizi, utilizza un insieme di fattori della produzione ( risorse, capitali ) e li coordina in vista della produzione. viene remunerata in base al risultato del lavoro svolto. Le componenti dellimpresa sono di tipo materiale e immateriale.
La componente materiale comprende: - il patrimonio di produzione: i beni che caratterizzano il profilo tecnologico dellimpresa. - gli immobili di sede . - gli impianti, i macchinari e le attrezzature . - i materiali e i semilavorati. La componente immateriale coincide con : - le capacit manageriali e organizzative. - la qualit delle maestranze. - le esperienze maturate nello svolgimento dellattivit. - la immagine dellazienda sul mercato. - i diritti e i brevetti. - quantaltro capace di distinguere limpresa.

Limpresa, sotto il profilo giuridico, un'attivit economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Ci quanto si desume dalla definizione di "imprenditore" di cui agli articoli 2082 e 2083 del Codice civile.

L'azienda, nell'economia aziendale, un'organizzazione di uomini e mezzi finalizzata alla soddisfazione di bisogni umani attraverso la produzione, la distribuzione o il consumo di beni economici.
La complessa attivit svolta nellambito dellazienda per realizzare il fine della stessa, mediante luso di mezzi scarsi aventi impiego alternativo, prende il nome di amministrazione economica. Lamministrazione deve essere economica perch deve adeguare i limitati mezzi a disposizione per il soddisfacimento dei propri bisogni umani, qualunque sia lazienda, loggetto, il fine e lente giuridico che detiene la propriet e il controllo. Nellambito dellattivit dellazienda possono distinguersi in astratto tre momenti tipici: a. Lorganizzazione. Individua i fattori della produzione ( i mezzi ) strettamente necessari alla gestione per raggiungere gli obiettivi. Lorganizzazione, pur riguardando tutti i fattori della produzione, interessa in particolare le persone che operano nellazienda delle quali fissa: lordinamento; le funzioni; le loro relazioni in base alle esigenze operative aziendali. b. La gestione. La gestione si configura come linsieme delle scelte aziendali decisioni e operazioni che determina lo sviluppo, lefficienza e il risultato dellazienda in base:
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agli obiettivi ai limiti determinati dalla organizzazione prevista alla definizione di un preciso programma delle azioni degli operatori.

c. La rilevazione o contabilit. E il sistema di informazioni, di elaborazione dei dati e di sintesi che consente di esaminare le conoscenze che interessano la vita dellazienda o di una specifica commessa in modo da fornire informazioni antecedenti, concomitanti o successive per la soluzione dei problemi organizzativi, ottenibili mediante gli strumenti della rilevazione quantitativa, contabile o statistica, dei fatti aziendali. La rilevazione il sistema informativo dellazienda . Daltro canto la tenuta della contabilit generale dellazienda e la sua pubblicizzazione sono un obbligo per le aziende sotto forma societaria, quali: S.p.a., S.r.l, S.a.p.a; Societ Cooperative; Mutue Assicurazioni; Consorzi; Soc. Consortili. Esse sono obbligate, ai sensi degli artt. 2423 - 2435 bis del Codice Civile, cos come modificati dalla recente riforma del diritto societario avvenuta con Decreto Legislativo del 17 gennaio 2003, n 6, a redigere il bilancio di esercizio la cui copia, corredata dalla relazione del Collegio sindacale e dal verbale di approvazione dellassemblea, deve essere, a cura degli amministratori, depositata presso lufficio del registro delle imprese della Camera di Commercio competente territorialmente. Gli amministratori devono redigere il Bilancio di esercizio, costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico e dalla Nota Integrativa. I principali strumenti di informazione sono:

2.1 la contabilit generale o finanziaria; 2.2 le contabilit speciali, fra le quali, per la sua importanza spicca la contabilit analitica o dei costi; 2.3 il piano a medio o lungo periodo e la sua articolazione nel budget annuale.

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2.1 La contabilit generale o finanziaria. La contabilit generale si riferisce alla gestione globale dellimpresa e i suoi obiettivi sono limitati alla determinazione del reddito e del connesso capitale di funzionamento e al controllo dei movimenti finanziari . La contabilit generale anche detta bilancio di esercizio, latto amministrativo con il quale lazienda verifica landamento della sua redditivit e la consistenza del suo patrimonio. Il bilancio la carta didentit dellazienda : descrive un esercizio registrando i flussi dei costi e dei ricavi e identificando il margine positivo o negativo del periodo e riporta il capitale netto al termine dellesercizio . La contabilit generale pubblica. I risultati della contabilit generale sono destinati ai proprietari dellazienda e prevalentemente ai terzi, ossia alle economie che, pur estranee allazienda, sono interessate alla sua gestione al fine di consentire loro di giudicare, anche se sul bilancio possono essere eseguite elaborazioni con luso della tecnica dei quozienti di bilancio e quella dei flussi finanziari capaci di fornire indicazioni sullandamento generale dellazienda. I risultati della contabilit servono: ai terzi creditori dellimpresa per garantire la tutela dei loro diritti, ad esempio controllando che non siano distribuiti sotto forma di utile ci che potrebbe essere considerato capitale; al fisco per conoscere una base oggettiva per limposizione dellimposta sul reddito, oppure gli obblighi ai fini dellimposta sul valore aggiunto; ai finanziatori con vincolo di credito affinch possano valutare la consistenza del patrimonio e della sua redditivit. Il bilancio il pilastro della comunicazione finanziaria delle imprese che si proiettano sul mercato finanziario; alle authority indipendenti che monitorano direttamente i bilanci di particolari segmenti di imprese: La Consob vigila sui bilanci di tutte le societ quotate e degli intermediari di borsa; la Banca di Italia vigila sui conti delle aziende creditrici e delle compagnie di assicurazione. Tuttavia le informazioni contenute nella contabilit servono anche agli azionisti , ai soci o al titolare dellazienda per avere informazioni sullandamento della gestione e possano trarre indicazioni per il loro comportamento futuro e agli organi preposti alla programmazione dellazienda, agli organi sindacali di trarre indicazioni precise per le loro politiche sullandamento della produzione, sui risultati conseguiti, sullindebitamento e sui costi. Il bilancio pu essere oggetto di procedura giudiziaria sia in campo civile che penale. La contabilit generale si limita a rilevare i dati in via consuntiva, con sintesi al termine di ogni periodo annuale, al fine di evidenziare il risultato complessivo della gestione passata in termini di flusso di valori ( reddito di esercizio ) e di fondo di valori ( capitale di funzionamento ).

Contabilit generale o finanziaria

Proprio per quanto detto sopra riguardo alla loro importanza, i documenti del bilancio sono da tempo oggetto di definite discipline di formazione definite da leggi
nazionali e internazionali. La matrice storica del bilancio quella del Codice Civile italiano , che in 111 voci dellart.2424 e 2425 , e vale per tutte le societ di diritto italiano. Sono obbligati a redigere il bilancio secondo gli schemi previsti dagli articoli 2424 e seguenti del Codice Civile (Bilancio UE): - Le societ per azioni (2423 C.C.) - Le societ in accomandita (2454 C.C.) - Le societ a responsabilit limitata (2478 bis C. C.) - Le societ estere con sede secondaria in Italia (2508 e 2509 C.C.) - Le societ cooperative (2519, C.C.)
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- Le mutue assicuratrici, in quanto compatibili con le disposizioni speciali per il settore (2547 C.C.) - I consorzi e le societ consortili con attivit esterna (2615 bis e 2615 ter, C.C.) Il bilancio un insieme articolato di documenti informativi i principali dei quali sono: 2.1.1 Il libro giornale. Esso un registro nel quale sono indicate le voci introiti e gli esborsi e ove giornalmente sono annotati tutti i movimenti, corredati da un documento di riconoscimento ( fatture ) , secondo il principio di compilazione di tipo cronologico. 2.1.2 Il libro inventari . Esso redatto allinizio dellesercizio dellimpresa e successivamente ogni anno; questultimo deve contenere lindicazione e la valutazione relative allimpresa (le immobilizzazioni, le partecipazioni, le rimanenze, i crediti e i debiti), nonch delle attivit e delle passivit dellimprenditore estranee alla medesima. Linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite, il quale deve dimostrare con evidenza e verit gli utili conseguiti o le perdite subite. Il libro giornale e il libro inventari sono i documenti con i quali si compilano i due documenti fondamentali che sono : 2.1.3 lo Stato patrimoniale. 2.1.4 il Conto Economico o Rendiconto desercizio. I bilanci possono essere integrati con altri documenti per meglio facilitare la lettura da parte degli analisti della situazione patrimoniale, economica, monetaria e finanziaria di aziende; fra questi: Rendimento finanziario, le relazioni degli amministratori, del collegio sindacale, dei revisori dei conti e possono assumere specifiche configurazioni in rapporto al settore economico al quale appartengono le aziende.

Libro giornale

Libro inventari

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2.1.3. Lo Stato Patrimoniale Lo stato patrimoniale rappresenta la fotografia di tutti gli investimenti e finanziamenti dellazienda alla data considerata, ovvero il documento nel quale sono registrati tutti i beni dellimpresa, gli impieghi, e le loro fonti di finanziamento. Esso riporta la struttura del patrimonio dellazienda che costituita: dagli impieghi, detto anche attivo, dalle fonti, dette anche capitale o passivo . Siccome lattivo limpiego del passivo, i totali delle due colonne devono coincidere.

Stato patrimoniale

2.1.3.1

Gli impieghi, detti anche attivo. Essi rappresentano ci che lazienda possiede e corrispondono allammontare degli investimenti in essere e allattivo circolante, cos detto in quanto disponibile immediatamente o in tempi brevi. Le principali categorie dellattivo sono: crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti . immobilizzazioni, che sono gli investimenti in beni che devono rimanere durevolmente a disposizione dellazienda e hanno tempi lunghi per trasformarsi in liquidit : immobilizzazioni materiali: fabbricati, macchinari, attrezzature, terreni, automezzi, arredi ecc; immobilizzazioni immateriali: ricerche e sviluppo, brevetti, diritti, marchi, avviamento ecc.; immobilizzazioni finanziarie: azioni proprie, partecipazioni in altre imprese - che si dimostrano attraverso lindicazione delle societ cui si riferiscono - e titoli vari. attivo circolante o operativo, che rappresenta le disponibilit liquide e il complesso degli investimenti che permangono nell'azienda per un breve arco di tempo, in quanto destinati ad un rapido e unico impiego produttivo o in quanto hanno tempi brevi per trasformarsi in liquidit; questi ultimi
coincidono con l ammontare del magazzino di materiali, semilavorati e prodotti non ancora venduti. Pi in particolare le sotto categorie dellattivo circolante si distinguono in : liquidit immediate , disponibilit liquide in cassa o equivalenti che coincidono con gli impieghi liquidi d'esercizio. liquidit differite che sono impieghi non liquidi d'esercizio in attesa di realizzo. Comprendono i crediti ( verso clienti, tributari, verso imprese controllate o collegate , imposte anticipate ) , e le attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni ovvero titoli acquisiti per temporaneo investimento di eccedenze di mezzi monetari anche nellambito di partecipazioni in imprese , che presumibilmente saranno trasformate in contante entro breve tempo. Gli strumenti del credito sono diversi: cambiali commerciali, prestiti di prima riscossione ecc. La trasformazione in contanti pu avvenire in diversi modi: a scadenza; mediante la vendita; mediante ricorso ad operazioni di sconto presso il sistema bancario. Esempi: crediti verso clienti a breve termine, premi assicurativi, titoli a breve termine o BOT, anticipi ai fornitori. rimanenze che rappresentano gli impieghi di esercizio in attesa di utilizzo o di realizzo derivanti dal magazzino: lammontare delle materie prime, dei materiali e dei prodotti in corso di lavorazione e finiti, degli investimenti che saranno venduti o consumati durante il normale ciclo economico-produttivo (o operativo) dell'azienda, di solito pari all'anno. Lattivo netto la somma dellattivo immobilizzato e dellattivo circolante.

Attivo

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2.1.3.2 Il capitale, detto anche fonti o passivo. Il capitale delle imprese rappresenta le risorse finanziarie necessarie per gli impieghi, ovvero le fonti di finanziamento per lattivo.

Passivo

E detto passivo in quanto le risorse finanziarie dellazienda, compreso lutile di esercizio, devono essere restituite o ai soci o ai finanziatori o al personale (fondo di quiescenza ). Le fonti indicano da chi (proprietario o terzi) e in che misura stato fornito il capitale necessario per finanziare lattivo. Si divide in: patrimonio netto Patrimonio netto Esso rappresentato dalle seguenti voci: capitale proprio . E rappresentato dai conferimenti, in denaro o in natura, eseguiti dal proprietario e/o dai soci al momento della costituzione dell'azienda e/o in epoche successive, definito capitale sociale.

accantonamento a riserva del risultato economico dellesercizio.


E un accantonamento volontario, facoltativo - positivo o negativo in relazione alla presenza di utili o perdite- degli utili conseguiti e non distribuiti ai soci sotto forma di dividendi. Gli utili di bilancio conseguiti e reinvestiti nell'impresa concorrono alla determinazione dei finanziamenti aziendali, allautofinanziamento in senso stretto. Dette riserve possono essere distribuite, ad esempio con un maxidividendo ai soci secondo le decisioni assunte dalla maggioranza dei soci.

riserve obbligatorie: le riserve legali e statutarie. La riserva legale obbligatoria ai sensi del Codice Civile per le societ di capitali.
Secondo la norma, dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi, per costituire una riserva, fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale. La percentuale della riserva annuale cambia per le societ cooperative. Lo scopo di tale norma quello di creare una posta del patrimonio che, in aggiunta al capitale sociale, vada a costituire una garanzia per i creditori sociali. In quanto garanzia per i creditori sociali, essa disponibile per la copertura delle perdite dopo che, a tale scopo, sono state utilizzate tutte le altre riserve disponibili e distribuibili e prima di intaccare il capitale sociale. Le riserve statutaria invece un obbligo di statuto. Il Codice Civile ha legato il perfezionamento di determinate operazioni rilevanti per la vita societaria alla sussistenza delle riserve disponibili e nella misura richiesta per tali determinate operazioni. Se una societ deve deliberare lemissione di un prestito obbligazionario, i limiti legali di tale prestito sono determinati dalla somma del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili, moltiplicata per due. Se una societ deve deliberare lacquisto di azioni proprie, tale delibera deve presupporre lesistenza di riserve disponibili e di utili distribuibili. Se una societ deve deliberare lacquisto di azioni della societ controllante, una delle condizioni la sussistenza di riserve disponibili e di utili distribuibili.

fondi per ammortamenti, rischi e oneri

Fondi ammortamento

Il loro importo non sono stabilito dal Codice Civile, il quale detta solo le regole rischi e oneri alle quali gli amministratori si devono ispirare per l'eventuale stanziamento di accantonamenti.

fondi per ammortamenti delle immobilizzazioni tecniche.


Sono delle poste che rettificano le voci dellattivo rappresentanti le immobilizzazioni materiali e immateriali; per ognuna di queste immobilizzazioni (ad eccezione dei terreni) esiste il relativo fondo ammortamento: fondo ammortamento impianti, fondo ammortamento automezzi, ecc. , che rappresenta quanto del costo pluriennale stato ammortizzato( la somma delle quote di ammortamento gi utilizzate in bilancio) e utilizzato e va sempre letto insieme al conto cui si riferisce: infatti la differenza fra limmobilizzazione ed il relativo fondo di ammortamento
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rappresenta il valore contabile del bene, ovvero il valore residuo ancora da ammortizzare.
Si vuole dire che questi fondi , che hanno natura economica, sono poste rettificative che in bilancio non compaiono come voce autonoma, ma vengono portati in diminuzione delle immobilizzazioni cui si referiscono. In questo modo, nel bilancio le immobilizzazioni vengono iscritte al loro valore contabile: costo storico fondo di ammortamento. fondi per rischi le cui voci principali sono: i fondi pensione dei lavoratori dipendenti in aggiunta a quelli previsti dal trattamento previdenziale ordinaria, fondi pensioni integrativi che derivano da accordi aziendali, fondi indennit per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, fondi per la cessazione di rapporti d'agenzia, fondi per l'indennit di clientela; il fondo imposte che rappresentato dai debiti tributari derivanti da accertamenti fiscali in corso o da probabili accertamenti; il fondo per imposte differite: trattamento contabile delle imposte sui redditi. fondi per oneri che sono riferibili a passivit di natura certa di competenza del periodo oggetto della chiusura del bilancio: questi stanziamenti devono essere fatti secondo stime realistiche tenendo in considerazioni tutte le informazioni utili alla loro valutazione. Fra le voci pi rappresentative: fondo garanzia prodotti che riguarda gli eventuali oneri che l'azienda dovr sostenere al fine di sostituire prodotti in garanzia, prodotti difettosi e riparazione di eventuali guasti; fondo manutenzione ciclica, costi stanziati a fronte di interventi di manutenzione particolare gi programmati in precedenza; fondo buoni sconti e concorsi a premio, eventuali costi che l'azienda dovr affrontare per elargire premi o sconti ai consumatori; fondo manutenzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili e beni aziendali ricevuti in affitto, accantonamento di costi utili al ripristino dei beni in oggetto; fondo recupero ambientale. trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. Il TFR riporta le somme relative all'indennit di anzianit dei dipendenti e rappresenta linsieme del debito che l'impresa contrae con gli stessi dipendenti.
Capitale di debito capitale di terzi, capitale di debito o passivit. Esso corrisponde ai debiti contratti dall'azienda con i terzi finanziatori e, perci, rappresenta i diritti che questi ultimi vantano nei confronti dell'azienda. Il capitale di terzi coincide con il capitale altrui e soggetto a retribuzione e restituzione e ottenibile, come risulta dal paragrafo 5.2 del Cap.1 con: lemissione di obbligazioni o con lottenimento di prestiti restituibili senza scadenza; il credito bancario: a breve e a lungo termine; il leasing; lautofinanziamento; il credito agevolato. Come le attivit, anche le passivit sono distinte in base alla loro scadenza, in:

passivit a breve termine; passivit a medio-lungo termine. Le passivit a breve scadenza sorgono come conseguenza dei prestiti che l'azienda ottiene per finanziare gli investimenti dell'attivo circolante e rappresentano impegni da soddisfare in un periodo inferiore ad un anno e sono rappresentate dai debiti verso banche e fornitori, dalle quote a breve termine di crediti a medio lungo termine; dalle imposte a breve termine; dalle cambiali passive commerciali. Le passivit a media-lunga scadenza soddisfano il fabbisogno collegato agli investimenti in immobilizzazioni ed implicano un impegno al rimborso ed alla remunerazione del capitale mutuato per un periodo di tempo protratto, superiore all'anno.
Dal punto di vista contabile lo Stato patrimoniale si compone a sezioni contrapposte, a sinistra vi l'attivo e a destra il passivo.
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Una volta che le fonti sono state utilizzate, la realt rappresentata solo dallattivo. Si vuol dire che le voci del passivo esistono se esiste il corrispondente impiego, ovvero attivo. Ad esempio, se lattivo di 100.000 euro su un totale di 125.000 euro rovinasse a causa ad esempio di un incendio, il corrispondente passivo diventerebbe 25.000 euro. La differenza fra le attivit e le passivit derivanti da capitale di debito, finanziamenti da terzi, fornisce, al netto degli ammortamenti, il capitale proprio. Ogni stato patrimoniale annuale la variazione di quello precedente. Esempio

Una impresa ha un capitale proprio di 80.000 euro, finanziamenti bancari di 30.000 euro e fornitori di 15.000 euro . Il totale del passivo o fonti 125.000 euro. Le fonti vengono cos impegnate: acquisto di macchine e attrezzature 100.000 euro, acquisto materie prime ( magazzino ) 10.000 euro e una cassa, capitale circolante, di 15.000 euro per un totale di 125.000 euro.

Impieghi Attivo
Immobilizzazioni Materiali Immobilizzazioni Immateriali Immobilizzazioni Finanziarie

Fondi Passivo

Investimenti permanenti

Capitale netto Capitale permanente Debiti a breve

Capitale di credito a lungo termine

Capitale Circolante attivo

Riserve Liquidit immediata Liquidit differita Banche

Liquidit

Fornitori

Fig. 1 - Aspetto patrimoniale dei valori

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Attivo -Impieghi
A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte gi richiamata B. Immobilizzazioni I. Immobilizzazioni immateriali: 1. costi di impianto e di ampliamento; 2. costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicit; 3. diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno; 4. concessioni, licenze, marchi e diritti simili; 5. avviamento; 6. immobilizzazioni in corso e acconti; 7. altre. TOTALE (I) II. Immobilizzazioni materiali: 1. terreni e fabbricati; 2. impianti e macchinari; 3. attrezzature industriali e commerciali; 4. altri beni; 5. immobilizzazioni in corso e acconti. TOTALE (II) III. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo: 1. Partecipazioni in: a. imprese controllate b. imprese collegate c. imprese controllanti d altre imprese 2. Crediti: a. verso imprese controllate b. verso imprese collegate c. verso imprese controllanti d. verso altri 3. Altri titoli; 4. Azioni proprie, con indicazione del valore nominale complessivo. TOTALE (III) TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (B) C. Attivo circolante I. Rimanenze 1. materie prime, sussidiarie e di consumo; 2. prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 3. lavori in corso su ordinazione; 4. prodotti finiti e merci; 5. acconti. TOTALE (I) II. Crediti, con separata indicazione per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 1. verso clienti; 2. verso imprese controllate; 3. verso imprese collegate; 4. verso controllanti; 4 bis. crediti tributari; 4 ter. imposte anticipate; 5. verso altri. TOTALE (II) III. Attivit finanziarie che non sono immobilizzazioni 1. partecipazioni in imprese controllate; 2. partecipazioni in imprese collegate; 3. partecipazioni in imprese controllanti; 4. altre partecipazioni; 5. azioni proprie ;, 6. altri titoli. TOTALE (III) IV. Disponibilit liquide: 1. depositi bancari e postali; 2. assegni; 3. denaro e valori in cassa; TOTALE TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (C) D. Ratei e risconti TOTALE ATTIVO = A + B + C + D

Passivo Fonti
A. Patrimonio netto Capitale proprio: 1. Capitale sociale. 2. Riserva da sovrapprezzo delle azioni. 3. Riserve di rivalutazione. 4. Riserva legale. 5. Riserve statutarie. 6. Riserva per azioni proprie in portafoglio. 7. Altre riserve, distintamente indicate. 8. Utili (perdite) portati a nuovo. 9. Utile (perdita) dell'esercizio. TOTALE PATRIMONIO NETTO (A) B. Fondi per ammortamenti, rischi e oneri 1. fondo ammortamenti: macchine, attrezzature, immobili, beni immateriali 2 trattamento di quiescenza e obblighi simili; 3. imposte, anche differite; TOTALE FONDI PER AMMORTAMENTI, RISCHI E ONERI (B) C. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato D. Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 1. obbligazioni; 2. obbligazioni convertibili; 3. debiti verso soci per finanziamenti; 4. debiti verso banche; 5. debiti verso altri finanziatori; 6. acconti; 7. debiti verso fornitori; 8. debiti rappresentati da titoli di credito; 9. debiti verso imprese controllate; 10. debiti verso imprese collegate; 11. debiti verso controllanti; 12. debiti tributari; 13. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale; 14. altri debiti. TOTALE DEBITI (D) E. Ratei e risconti * TOTALE PASSIVO = A + B + C + D + E

* I Ratei sono quote di reddito o di costo maturate ma non monetizzate: interessi maturati ma non ancora incassati; fitti e interessi maturati ma pagati successivamente. * I Riscontri sono quella parte di costi incassati o di ricavi gi incassati nellesercizio corrente, ma non maturati ovvero da inserire nellesercizio successivo.

Fig. 2 - Schema di Stato patrimoniale art. 424 C.C. 61

2.1.4. Il Conto Economico o Rendiconto di Esercizio.


Conto economico

Il Conto Economico il documento che riporta i costi e i ricavi relativi al periodo di esercizio preso in esame e attraverso il loro confronto definisce il risultato economico della gestione che si esplicita come utile o perdita; conseguentemente misura lincremento o decremento del capitale proprio (patrimonio netto) aziendale, dovuto alla gestione aziendale. In particolare, il conto economico: individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestionale e costituisce la verifica di come hanno contribuito al risultato d'esercizio le voci dello Stato patrimoniale; permette d'individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui pu essere scomposta l'attivit dell'impresa; permette di individuare, in via di prima approssimazione, le responsabilit di ciascun dirigente (responsabili di funzione).

I Ricavi rappresentano le componenti positive del reddito e sono il valore delle entrate finanziarie che derivano dalla vendite dei prodotti/serviz, i conseguenti alla gestione caratteristica dellimpresa 7, dalle entrate finanziarie conseguenti alla partecipazioni in altre societ o da un credito conseguente allemissione di fatture non ancora saldate, dalle plus valenze conseguenti alla gestione straordinaria della impresa . I ricavi possono essere: i rimborsi effettuati dalla Committenza nellambito di lavori in appalto; la vendita di immobili costruiti o strumentali ; la variazione del valore delle rimanenze di magazzino; le variazioni dell'importo delle lavorazioni in fase di costruzione; le entrate finanziarie conseguenti alla partecipazioni in altre societ o dovute a un credito conseguente allemissione di fatture non ancora saldate. I Costi rappresentano le componenti negative del reddito per lacquisto dei fattori della produzione per cassa oppure realizzando un debito. Si distinguono in: costi in conto capitale; costi in corso esercizio I costi delle immobilizzazioni tecniche ( definite nel paragrafo 3.a come quelle materiali e immateriali ) - sono costi in conto capitale in quanto concorrono alla determinazione del reddito dei vari esercizi e quindi rientrano nel conto economico attraverso la loro quota di ammortamento, di cui si parler diffusamente nel paragrafo successivo. Secondo il Codice civile (art. 2426 n.2) : il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilit di utilizzazione.
La gestione caratteristica l'insieme di operazione di gestione conseguenti alla funzione economica tipica dellimpresa e che suscitano la maggior parte dei costi e dei ricavi. Le operazioni delle gestioni caratteristiche dell'impresa sono le classiche operazioni di acquisto, di produzione e di vendita che essa svolge quotidianamente. La gestione caratteristica varia per i singoli settori economici e per le singole aziende. Relativamente a una impresa industriale, la gestione caratteristica include tutti i ricavi e tutti i costi per realizzare il processo produttivo: i ricavi riferibili alle vendite dei beni e dei servizi prodotti, i costi riferibili allutilizzazione dei fattori produttivi costituiti dalle materie prime e merci, dai macchinari, dal personale, dai servizi. La gestione straordinaria riassume tutte le operazioni che determinano proventi o costi che non sono riferibili n alla gestione caratteristica n a quella finanziaria: per esempio le plusvalenze e minusvalenze di natura eccezionale ( vendita di immobili ) e non ripetitiva, sopravvenienze passive derivanti da furti, calamit, incendi, sopravvenienze attive derivanti da provvedimenti normativi. 62
7

I costi in conto esercizio sono invece quei costi relativi ai costi di gestione e
finanziari che sono di pertinenza specifica di un esercizio e sono: costi relativi alla manodopera, materiali, componenti, utilizzazione di beni altrui, manutenzione ordinaria, oneri finanziari .

Per le imprese edili che operano per terzi, attraverso contratti di appalto, la metodologia di contabilizzazione nel conto economico dei costi e dei ricavi, relativi alle singole commesse di ogni esercizio ( anno ), non univoca e comunque complessa. Ci determinato da diverse condizioni specifiche del settore delle costruzioni: la durata dei contratti di appalto interessa diversi esercizi; il valore annuale della produzione e i costi relativi non sono sempre stimabili in rapporto ai valori complessivi di appalto ; limporto complessivo dellappalto pu modificarsi in corso dopera per volont delle parti o per il contenzioso che ne consegue; i contratti hanno diversi tipi di contabilizzazione, a forfait, a misura, in economia .
Il problema quindi quello di definire le modalit di imputazione dei costi e dei ricavi sui vari esercizi nel corso della durata del contratto. I due metodi usati generalmente dagli appaltatori internazionale, per i contratti sono: il metodo della percentuale di completamento; il metodo del contratto completo. e riconosciuti anche a livello

Secondo il metodo della percentuale di completamento i ricavi sono riconosciuti man mano che lattivit di costruzione procede e cos i costi sostenuti sono quelli relativi alle lavorazioni eseguite, di cui ai ricavi. E un metodo vantaggioso in quanto tiene conto dei ricavi nellesercizio durante il quale stata svolta lattivit per conseguire tali ricavi, permette di distribuire lutile su pi anni, ma di difficile applicazione per il margine di discrezionalit che caratterizza la determinazione dei costi e dei ricavi relativi a un esercizio. In particolare, gli acconti e gli anticipi ricevuti dai Committenti non riflettono necessariamente lo stato di completamento dei lavori e pertanto non possono essere considerati come equivalenti ai ricavi conseguiti, cos come le fatture dei materiali, dei componenti, delle lavorazioni eseguite dai subappaltatori, possono non corrispondere allimporto delle risorse effettivamente utilizzate. La utilizzazione pu ingenerare errori che si ripercuotono sulla redditivit del conto economico e costringere a successive rettifiche. Secondo il metodo del contratto completo i ricavi e i costi e i margini di commessa sono riconosciuti contabilmente solo quando il contratto completato interamente o in via di ultimazione e quindi c certezza dei ricavi e dei costi. E questo il vantaggio vero. Ci comporta il differimento degli importi fatturati fino al completamento della commessa. I costi e gli acconti ricevute nel corso dei lavori vengono accumulati nel corso del contratto, ma il ricavo non contabilizzato fino a che lattivit contrattuale non sostanzialmente completata. Il principale svantaggio del metodo invece determinato dal fatto che esiste un continuo sfasamento fra il momento in cui il lavoro viene svolto e quello in cui il relativo ricavo viene contabilizzato, determinando irregolarit nel reddito relativo alle diverse annualit e non riflettendo lattivit svolta dallazienda .
2.1.5 La Nota integrativa E il documento che illustra le decisioni prese dagli amministratori dellimpresa nel redigere il bilancio, in modo da favorirne lintelligibilit, spiegando
63
Nota integrativa

dettagliatamente le voci inserite nello SP (Stato Patrimoniale) e nel CE (Conto Economico). La Nota integrativa ha diverse funzioni: descrittiva di voci iscritte nei documenti contabili del bilancio; esplicativa delle decisioni assunte in sede di valutazioni; informativa e integrativa per quei dati che per la loro natura qualitativa o extracontabile non fanno parte dello stato patrimoniale e del Conto economico.

64

A. VALORE DELLA PRODUZIONE


1. Ricavi delle vendite e delle prestazioni; 2. Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; 3. Variazione dei lavori in corso su ordinazione; 4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; 5. Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio; TOTALE (A)

B. COSTI DELLA PRODUZIONE


1. Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 2. Per servizi 3. Per godimento di beni di terzi 4. Per il personale: a)salari e stipendi;b)oneri sociali;c)trattamento di fine rapporto;d)trattamento di quiescenza e simili;e)altri costi; 5. Ammortamenti e svalutazioni: a. ammortamento delle immobilizzazioni immateriali; b. ammortamento delle immobilizzazioni materiali; c. altre svalutazioni delle immobilizzazioni; d. svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilit liquide; 6. Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci; 7. Accantonamenti per rischi; 8. Altri accantonamenti; 9. Oneri diversi di gestione; TOTALE (B)

DIFFERENZA TRA VALORI E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B) C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI
1. proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate; 2. altri proventi finanziari: a. da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti; b. da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni; c. da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni; d. proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti; 3. interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti; 4. utili e perdite su cambi; TOTALE (C)

D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE


1. Rivalutazioni 1. di partecipazioni 2. di immobilizzazioni finanziarie che non 3. di titoli iscritti nell'attivo circolante che 2. Svalutazioni 1. di partecipazioni 2. di immobilizzazioni finanziarie che non 3. di titoli iscritti nell'attivo circolante che TOTALE (D) costituiscono partecipazioni non costituiscono partecipazioni

costituiscono partecipazioni non costituiscono partecipazioni

E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI


1. Proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni 2. Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni e delle imposte relative a esercizi Precedenti TOTALE (E)

F. RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+/-C+/-D+/-E)


1. Imposte sul reddito di esercizio

G. RISULTATO DELL'ESERCIZIO Fig. 3 Schema di conto economico di esercizio Art. 2425 C.C.

65

2.2. Lanalisi del bilancio. Lanalisi dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico consentono di capire la

Valutazione del Bilancio

formazione della redditivit e lequilibrio finanziario dellazienda.


Relativamente allo Stato Patrimoniale, la lettura degli schemi tradizionali di bilancio, consente di valutare lentit delle riserve e del fondo di ammortamento, che sono elementi essenziali per dare continuit allazienda. Infatti, le riserve realizzano la condizione per il ripiano di eventuali perdite in condizioni di congiuntura economica o di settore sfavorevole, mentre gli ammortamenti realizzano la condizione per il rinnovo degli impianti e delle macchine. Riguardo al Conto Economico, una prima valutazione pu derivare dallanalisi della consistenza effettiva del reddito: se lo stesso ottenuto dallattivit produttiva dellimpresa, attivit caratteristica o da altre fonti, ovvero da plusvalenze, fenomeni eccezionali, o da rendite finanziarie. Se ci sono sopravvenienze attive eccezionali o anomale rispetto allattivit prevalente dellazienda, la redditivit del conto economico pu non essere dimostrazione di una gestione efficiente. Se ci sono sopravvenienze passive riferite a un anno, il reddito effettivo potrebbe essere sottovalutato. Una seconda valutazione pu conseguire dal confronto dellandamento del reddito negli anni in ordine allesistenza di condizioni oggettive di mercato e alla capacit e affidabilit della gestione. Al fine di consentire la migliore interpretazione e comprensione delle condizioni fondamentali di gestione che spesso non sono evidenti negli schemi tradizionali di bilancio, si procede alla riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico e alla loro analisi attraverso indici e quozienti. 2.2.1 La riclassificazione dello Stato Patrimoniale Consente la migliore interpretazione e comprensione delle condizioni fondamentali di gestione che spesso non sono evidenti negli schemi tradizionali di bilancio. 2.2.1.1 La riclassificazione secondo il criterio finanziario Lo Stato Patrimoniale viene riclassificato sulla base del tempo necessario affinch le poste dellattivo e del passivo divengano liquide. Larco temporale che distingue una voce patrimoniale di lungo o breve termine rappresentato dai 12 mesi, ovvero dal tempo dellesercizio annuale. Le voci allattivo vengono classificate secondo il principio della liquidit crescente, ovvero del tempo necessario per trasformarle in moneta liquida. Le voci del passivo vengono classificate secondo il principio della esigibilit crescente, ovvero del periodo intercorrente alla restituzione. Detta attivit consente di valutare la solidit dellequilibrio finanziario aziendale. Se pacifico che produrre reddito il fondamento primario dellazienda anche vero che il verificarsi di sfasamenti fra i tempi di pagamento e i tempi degli incassi pu compromettere la possibilit dellimpresa di produrre reddito. La riclassificazione ha come obiettivi: la valutazione della solvibilit dellazienda attraverso il confronto del passivo e dellattivo a breve e lungo termine, ovvero
Riclassificazione dello Stato Patrimoniale

la capacit dellimpresa di fare fronte agli impegni finanziari correnti, attingendo alle fonti di finanziamento.
Lo schema della riclassificazione finanziaria dello Stato Patrimoniale riportato nella figura 8.
66

Le definizioni delle voci sono le seguenti: Attivo circolante netto la liquidit immediata e differita. LAttivo a breve termine ( ABT) o Attivo Circolante ( CCA ) o Attivo corrente costituito dalla somma delle attivit correnti Liquidit immediata o differita
e magazzino e scorte .

Il Passivo a breve termine (PBT) o Passivo corrente comprende i debiti verso le banche, i debiti verso i fornitori, le quote dei mutui in scadenza, gli interessi non ancora pagati, lutile dellesercizio corrente. Il Passivo consolidato comprende gli importi dei mutui a lunga scadenza, le obbligazioni, il fondo anzianit e quiescenza personale. Il Capitale proprio la somma del capitale sociale e delle riserve e degli utili desercizio accantonati. LAttivo immobilizzato o Attivo a lungo termine ( AI ) pari allimporto delle immobilizzazioni al quale sono stati tolte le quote di ammortamento gi eseguite che nello schema di bilancio tradizionale sono riportate fra le passivit. LAttivo immobilizzato e il Passivo consolidato riguardano situazioni che matureranno in futuro e che non possono incidere sullequilibrio finanziario attuale; in condizioni pessimistiche di azienda, limpresa provveder a decelerare il ritmo delle immobilizzazioni. Lattivo e il passivo corrente ci indicano lequilibrio finanziario dellazienda relativo al bilancio annuale.
La somma dellAttivo Circolante e dellAttivo Immobilizzato d il Capitale Investito o Attivo netto.

ATTIVO NETTO O CAPITALE INVESTITO ( CI )


A. Attivo

PASSIVO NETTO

circolante Netto / Liquidit immediata e differita


: Cassa, Crediti Bancari Crediti verso clienti effetti attivi, titoli a breve, partecipazioni azionarie ecc B. Rimanenze/Magazzino Magazzino materie prime Semi lavorati, Prodotti finiti

A. Passivit a breve termine

(PBT) o Passivit correnti


debiti banche, fornitori, quote mutui in scadenza, interessi non ancora pagati, utile di esercizio attuale

B. Passivit consolidate (PC) Mutuai a lunga scadenza, obbligazioni societarie , TFR C. Capitale proprio/Capitale

C= B + C = Capitale Circolante Attivo (CCA) o Attivo a Breve Termine ( ABT )

netto (CN)

D. Attivo Immobilizzato (AI) al

D = B + C = DEBITI ( D )

netto quote ammortamento


Fig. 4 Riclassificazione dello Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario

67

2.2.2

La riclassificazione del conto economico

Ha come obiettivi: comprendere la formazione del risultato economico e il contributo delle diverse aree gestionali (caratteristica - operativa, finanziaria, accessoria, straordinaria). fornire elementi per analisi di efficienza/efficacia, e per la valutazione degli effetti potenziali di decisioni strategiche. Le modalit di compilazione sono quelle a valore aggiunto secondo le indicazioni del codice civile. E il criterio di tipo economico che fornisce informazioni sulla ricchezza prodotta dalle diverse aree della gestione aziendale; esso pu essere impostato a partire dal solo bilancio civilistico (informazioni pubbliche) e non richiede informazioni interne gestionali. Con questo criterio, al valore del fatturato netto dellesercizio ( RN) , ovvero allimporto di tutto ci che stato prodotto in azienda, si detraggono innanzitutto i costi di acquisto dei beni destinati alla commercializzazione come le variazioni di rimanenze dei prodotti finali e semilavorati ai quali il processo di produzione non ha aggiunto alcun valore, per giungere alla produzione di esercizio . Sottraendo alla stessa i costi dei materiali, prodotti e dei servizi utilizzati e dei costi di acquisto effettuati da esterni allazienda ( consulenze, utenze ecc ) si giunge al valore aggiunto, che rappresenta la produzione aziendale imputabile allattivit svolta internamente. Un valore aggiunto basso comporta che lazienda utilizza prevalentemente beni materiali e servizi di terzi per lo svolgimento della propria attivit o che non aggiunge valore rispetto a quanto compra dallesterno alla sua produzione. Sottraendo al valore aggiunto il costo del personale ( costo interno ) si ottiene il Margine

Operativo Lordo ( MOL ).


Il Risultato Operativo ( RO) della Gestione Caratteristica si ottiene sottraendo accantonamenti, ammortamenti materiali e immateriali e le svalutazioni. Rispetto al MOL , il RO rappresenta il reddito complessivo della gestione operativa che include, oltre i ricavi e i costi monetari ( compresi nel MOL ) anche quelli non monetari ( ammortamenti) e quindi la prestazione contabile della gestione caratteristica. Il MOL invece pu essere visto come la prestazione finanziaria della gestione caratteristica. Interessante sottolineare che il risultato operativo lordo e netto non tengono conto dei costi finanziari, ovvero delle modalit con cui lazienda si finanzia. Sottraendo detti costi finanziari al Risultato operativo netto si ottiene il Risultato Corrente, dal quale, sottraendo i risultati della gestione straordinaria, si ottiene il Risultato al Lordo delle Imposte e successivamente, togliendo queste ultime, il

Reddito di Esercizio (RE).


Lo schema della riclassificazione del Conto Economico riportato nella fig. 9.

68

FATTURATO NETTO / RICAVI NETTI (RN)


meno variazioni di rimanenze dei prodotti finali e semi lavorati ai quali il processo di produzione non ha aggiunto alcun valore

uguale meno

costi dei materiali, prodotti e dei servizi utilizzati e dei costi di acquisto effettuati da esterni allazienda ( consulenze, utenze ecc )

uguale

VALORE AGGIUNTO
Costo della manodopera

meno uguale meno

MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL)


Accantonamento dei rischi, ammortamenti materiali e immateriali, svalutazioni

uguale

RISULTATO OPERATIVO LORDO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA (RO)


Saldo proventi e oneri diversi e proventi finanziari

meno GESTIONE ACCESSORIA GESTIONE FINANZIARIA GESTIONE FISCALE GESTIONE STRAORDIN. 69

uguale

RISULTATO OPERATIVO

NETTO

meno

Oneri finanziari sul debito ( OF ) e altri oneri finanziari

uguale

RISULTATO CORRENTE
Saldo da alienazione di tipo immobiliare, svalutazioni nette, saldo altre partite

meno

uguale meno uguale

RISULTATO AL LORDO DELLE IMPOSTE


Imposte

RISULTATO DI NETTO ( RE )

ESERCIZIO

UTILE

fig. 5 - Riclassificazione del conto economico a valore aggiunto

GESTIONE

CARATTERISTICA

PRODUZIONE DI ESERCIZIO

2.2.3 Gli indici Gli indici e quozienti consentono di esaminare e confrontare in modo sistematico le grandezze del bilancio . Questa necessit nasce dalla consapevolezza che le cifre assolute del bilancio per una azienda non interessano molto e che ci che d maggiori indicazioni rappresentato da grandezze relative. Il fatturato di una azienda elevato o meno confrontandolo con quello delle aziende del settore o di specifici mercati ( estero, interno, di distretto ecc. ) . Gli ammortamenti sono adeguati o meno se rapportati al totale delle immobilizzazioni , mentre lutile di esercizio accettabile o meno se confrontato con linvestimento degli azionisti. Gli indici consentono di effettuare confronti almeno di tre tipi: a. fra diverse epoche e periodi; landamento di alcuni indici nel tempo consente di valutare come va la salute dellazienda. b. fra risultati ottenuti a consuntivo e quelli di preventivo, ovvero stimati. c. fra imprese dello stesso settore. Le modalit di riclassificazione sono attuate dagli analisti e variano in funzione delle finalit dellanalisi e del settore al quale ci si riferisce. 2.2.3.1 Gli indici di solidit finanziaria e di liquidit Gli indici finanziari sono riassunti nella fig. 10. Gli indici pi rappresentativi sono i seguenti: Lindice di autonomia finanziaria = Capitale proprio - Capitale investito (CN/CI)

Esso dimostra la solidit finanziaria dellazienda. Mette a confronto il capitale proprio, rappresentato dal capitale sociale e dalle riserve, che disponibile e che non costa, con gli impieghi. Se uguale a 1 lazienda si finanzia con il proprio capitale, cosa difficilmente riscontrabile . Una azienda dagli analisti considerata avere una struttura finanziaria equilibrata quando lindice non inferiore allo 0,50, ovvero si finanzia per met con il capitale proprio . Lindice di indebitamento leverage = Totale impieghi /Capitale proprio (CI/CN ) il reciproco dellindice di autonomia finanziaria e dato dal rapporto tra il capitale investito e il capitale proprio. Le rimanenze rispetto al totale del capitale investito

Esso dimostra il livello di investimento a breve, ovvero di parte dellattivo circolante che, per le aziende edili, decisamente elevato rispetto alle immobilizzazioni , diversamente da quanto succede per le aziende manifatturiere, dove le immobilizzazioni in attrezzature finalizzate alla produzione sono elevate. A una disponibilit di capitale investito elevata di una azienda del settore delle costruzioni corrisponde, in generale, un PBT ( passivo corrente ) elevato, ovvero un ricorso al credito a breve molto forte e quindi oneri finanziari elevati, a meno che limpiego a breve utilizzi il capitale proprio ovvero limpresa faccia ricorso allautofinanziamento.

70

Liquidit Disponibilit Analisi Impieghi Immobilizzo capitale

Liquidit / CI Rimanenze / CI AI / CI

Autonomia finanziaria Analisi Fonti Finanziamento esterno

Capitale proprio / CI PBT + PC/ CI

Current ratio Margine di tesoreria Analisi Solvibilit Indice di disponibilit

ABT / PBT Liquidit - PBT / PBT

Margine di struttura

Capitale proprio - AI

Analisi Garanzia

Indice Immobilizzazioni

AI/ PC

fig. 6 - Gli indici finanziari derivati dallo Stato Patrimoniale

Current ratio o indice di disponibilit a breve termine - ABT/ PBT

E il rapporto fra lattivo corrente e le passivit correnti. Esso misura la liquidit dellazienda; ovvero la capacit dellimpresa di fare

fronte alle passivit correnti, rappresentate dal debito attraverso attivit rapidamente liquidabili .
E chiaro che a parit di valore dellindice, se lobiettivo dellanalisi verificare la liquidit importante sapere se prevalgono i crediti verso le banche o le rimanenze di magazzino e se questi sono prodotti finiti o semilavorati. Bisogna poi valutare i rischi che comportano i crediti in particolare verso altre aziende. Per una sana gestione, ABT deve essere maggiore di PBT e gli analisti ritengono che dovrebbe comunque essere superiore a 1,5, con una preferenza per 2. Al di l del valore dellindice comunque importante conoscere quali siano le fonti di finanziamento a breve e la loro effettiva esigibilit, cos come conoscere la esigibilit dei crediti verso i clienti . Capitale circolante netto (CCN) = ABT PBT Indice chiaramente legato al current ratio. Un valore positivo indica la capacit dellazienda di far fronte attraverso mezzi generati dalla gestione agli impegni finanziari correnti , mentre un valore negativo significa che le passivit correnti coprono impieghi durevoli, ovvero le immobilizzazioni, e questo comporta costi elevati di finanziamento.

Da ci discende che per un equilibrio finanziario, una parte del capitale circolante deve trovare copertura con il capitale proprio.
Indice di liquidit - Liquidit correnti e differite/ PBT Rispetto al current ratio, non considerare il magazzino semplifica il giudizio sulla liquidit.
71

Il margine di tesoreria - Liquidit correnti e differite PBT

Il margine di tesoreria, come lindice di liquidit tende a controllare le tensioni finanziarie a breve termine: un valore negativo del margine potrebbe trovare una soluzione parziale o totale intervenendo sia sulle fonti che sugli impieghi, facendo ricorso allo smobilizzo delle rimanenze o consolidando lindebitamento a breve. Il margine di struttura - CN AI

Confrontando il capitale netto o proprio dellazienda con le immobilizzazioni, lindice di struttura misura la solidit dellazienda, ovvero a saggiare le tensioni finanziarie di lungo termine, strutturali ; se maggiore di 0 significa che gli impieghi a lunga scadenza sono finanziati da fonti a lunga scadenza e che parte dellattivo circolante finanziato da passivit a lungo termine. Un valore negativo del margine di struttura connesso con una sottocapitalizzazione dellazienda che pu essere modificata attraverso la dismissione di parte delle immobilizzazioni e/o con aumenti di capitale, ovvero con lapporto da parte dei soci. La leva finanziaria - ( passivit correnti + passivit consolidate ) / capitale proprio - ( PBT + PC ) / CN. Permette di definire quante volte il capitale di debito superiore ai mezzi propri. Attraverso questo indice possibile valutare quanto lazienda esposta al rischio connesso al costo del debito e al richiamo di rientro del capitale prestato da parte dei finanziatori, che avviene spesso in momenti di crisi economiche generali o di settore. Pi lazienda indebitata e pi esposta al rischio di default , in particolare se la redditivit del capitale investito inferiore al tasso dinteresse del capitale di debito. E chiaro che se il tasso dinteresse del debito basso rispetto alla redditivit degli investimenti, lindebitamento pu divenire un elemento che consente lespansione dellazienda. Lindice di dipendenza finanziaria (passivit correnti consolidate /capitale investito totale - ( PBT + PC ) / CI. + passivit

Confronta i debiti con il valore degli investimenti. E anche detto indice di solvibilit, in quanto misura la capacit degli investimenti di ripagare i debiti. Pi basso il rapporto, maggiori sono le garanzie per i creditori; il problema che si pone spesso che, talvolta i valori a bilancio delle immobilizzazioni o delle rimanenze non sono quelli di mercato e quindi di liquidazione o perch sono stati comperati a prezzi troppo alti o in quanto il mercato ha una offerta superiore alla domanda. E una situazione tipica delle aziende del settore delle costruzioni edilizie che sono soggette a profonde modifiche dei valori di mercato degli immobili costruiti o in costruzione. 2.2.3.2 Gli indici di redditivit e diversi I principali indici di redditivit sono: Redditivit del capitale proprio ROE - utile netto RE/capitale netto CN Misura la redditivit del capitale proprio investito dai soci, che va naturalmente confrontato con il rendimento di impieghi alternativi relativi allo stesso settore o a quelli di mercato, a parit di rischi. Si tenga conto che nellutile netto sono compresi anche i costi finanziari.

Riclassificazione del conto economico

72

Per valutare il ROE bisogna ricordare che lutile netto comprende il reddito che deriva non solo dalla gestione caratteristica, ma anche dalla gestione straordinaria, quindi per fare confronti con la redditivit di altre aziende bisognerebbe decurtare i fattori straordinari. Redditivit del capitale investito ROI - reddito operativo RO/CI Detto indice il rapporto fra il reddito operativo lordo RO, derivante unicamente dalla gestione caratteristica e lattivo totale CI, che la somma delle immobilizzazioni pi il capitale circolante attivo ( CCA ). Lindice indipendente dalla struttura finanziaria e dalle condizioni fiscali e pu essere visto come il parametro che indica se esistono le basi per la produzione del reddito, ovvero se lattivit economica redditizia, e che dimostra lefficienza della gestione del capitale investito. Sebbene il ROI possa differire anche pesantemente dalla redditivit del capitale investito dagli azionisti in quanto manca, ad esempio, lonere della gestione finanziaria, in teoria pi elevato il ROI, meglio si possono fronteggiare gli oneri fiscali e finanziari. Indice di redditivit delle vendite ROS Reddito operativo R / fatturato RN Indica il livello di efficienza della gestione commerciale Incidenza della gestione non caratteristica TIGEX - utile netto / reddito operativo netto - RE/RO Indirettamente misura limpatto degli oneri finanziari, della gestione straordinaria e delle imposte sul risultato desercizio. Return on debt ROD - ( Oneri finanziari sui debiti OF / debiti a breve e a lungo termine D ) Misura il costo medio dei debiti.

73

Cap. 3 - I COSTI
In economia per costo sintende il valore attribuito al consumo dei beni disponibili,
ovvero dei fattori coinvolti nel processo. COSTO = f (x,y, .. z ) dove. x,y, z sono le quantit dei vari fattori. ( 3.01 )

In estimo, il valore di costo fa riferimento allaspetto economico del carattere di ci che


producibile ovvero della producibilit . COSTO = Cfpi dove: Cfpi la sommatoria del costo degli n fattori della produzione ( 3.02 )

Ogni operatore economico ha i suoi costi, la cui stratificazione e complessit diversa . Non esiste un costo vero, reale, unico , ma tante figure di costo quanti sono gli scopi e le ipotesi che ne ispirano la determinazione. Il costo si presta a essere composto e ricomposto in configurazioni varie che si giudicano rispondenti a dati scopi operativi.

Secondo gli scopi conoscitivi e operativi possono variare:


gli elementi considerati, le quantit che esprimono la perdita dei beni, i prezzi delle risorse che vengono assunti, i momenti di riferimento per le quantit economiche e, quindi, i risultati.

Nella produzione edilizia la struttura dei costi assume forme diverse in funzione dei
diversi operatori del processo edilizio: I committenti promotori fanno riferimento ai costi complessivi del bene, costo di produzione, al quale concorre il costo di costruzione, e/o costo globale.

I progettisti si interessano di stimare limporto dei lavori, somma del costruzione e dellutile di impresa;

costo di

Le imprese di costruzione fanno riferimento ai costi di costruzione che comprendono oltre i costi del consumo delle risorse per la produzione, i coti indiretti di cantiere i costi relativi al funzionamento dimpresa, compresi i costi di finanziamento. I gestori dei beni edilizi fanno riferimento al costo globale : costi di garanzia per il
funzionamento, manutenzione. 3.1 La imputazione dei costi
Imputazione dei costi

Loggetto al quale riferire i costi della rilevazione o quelli consuntivi sono diversi, in funzione delle finalit : a. prodotti o partizioni di lavoro.

Il rilevamento dei costi di prodotti o partizioni di lavoro, definito come imputazione dei costi ad uno specifico prodotto viene eseguito sia in fase di preventivo di offerta sia in fase di consuntivo, per diversi motivi: calcolare i costi per raffrontare pi prodotti ( procedimenti ) lincidenza che sui costi hanno le risorse impiegate; valutare lincidenza tecnico-economica di certe lavorazioni; o per interpretare

74

giungere alla proposizione dei prezzi dei procedimenti nellelaborazione di un elenco di prezzi unitari in preparazione dellofferta di una gara di appalto. centri di responsabilit economica : centri di costo e/o di profitto

b.

Quando si vuole definire la redditivit dellazienda o di una commessa, quando si eseguono le analisi di efficienza e di controllo dei costi dei centri operativi dellazienda, si procede alla rilevazione dei costi e/o dei ricavi per centri di responsabilit economica.

b.1 I centri di costo si possono definire come quelle minime unit operative, che presentano le seguenti caratteristiche: raggruppano attivit, risorse e finalit omogenee; accumulano dei costi; hanno capacit e autorit decisionale riguardo alla spesa e sono minime unit contabili di raggruppamento dei costi. b.2 I centri di responsabilit economica sono quelli che realizzano opere che
generano ricavi interni oltre ad avere costi propri o trasferiti da altri centri,. Detti centri possono essere: * permanenti, in quanto la loro presenza nello schema organizzativo dellazienda duraturo; * temporanei , in quanto la loro costituzione legata a un preciso arco di tempo. La tipologia dei centri di responsabilit economica in una azienda dellindustria delle costruzioni pu essere abbastanza complessa e la presenza di alcuni centri avviene solo nelle grandi industrie . centro di costo tecnico . Esso coincide con il cantiere, lunit locale dove si svolge la produzione. centri comuni di servizio alla produzione. Sono centri operativi dellazienda a disposizione di pi cantieri dove si accumulano i costi che, se centri di costo, non possono essere imputati ad un singolo cantiere, altrimenti sono centri di profitto. Un tipico esempio il magazzino delle macchine e degli impianti che assicura, nei momenti di non utilizzazione, il deposito, la guardiania, la manutenzione straordinaria programmata o a guasto avvenuto; il noleggio dei mezzi . I centri comuni sono presenti nelle imprese di grande dimensione e/o che svolgono lavorazioni che comportano luso intensivo di macchine , per esempio, le imprese del settore civile. centri ausiliari di produzione. Sono i centri nei quali si sviluppano processi di trasformazione delle materie prime che sono utilizzate in pi cantieri sparsi sul territorio; essi corrispondono alle postazioni di produzione dei componenti e semilavorati. Sono presenti nei cantieri delle opere infrastrutture, le opere a rete, quando servono pi centri di costo tecnici. la commessa Nel settore delle costruzioni la commessa si configura come:

a livello di risultato
la realizzazione di una opera civile o di una sua parte tecnologicamente e fisicamente definita, avente specifiche caratteristiche morfologico-dimensionali, localizzative,
75

tecnologiche e qualitative sulla base di un progetto sviluppato dalla committenza o di requisiti indicati dalla stessa e di un contratto .

a livello di processo
il complesso di azioni che limpresa deve svolgere e di risorse da apprestare per realizzare un progetto complesso. Lacquisizione dellordine della commessa avviene solo dopo laccettazione dellofferta formulata durante la partecipazione alla gara di appalto. La commessa si configura come un centro di profitto. 3.2 lazienda La classificazione dei costi
Classificazione dei costi

La classificazione dei costi si rende necessaria per consentire agli operatori diversi scopi conoscitivi. Essa si attua attraverso luso di molteplici fattori che hanno un preciso significato nellassumere delle decisioni. 3.2.1 Classificazione secondo la complessit della stratificazione Si possono avere diverse figure di costo che vengono utilizzate per valutazioni strategiche e operative. a. COSTO GLOBALE ( C. G. )
Costo globale

Detta configurazione di costo ha come riferimento del processo gli operatori economici che sono interessati al costo oltre che della produzione del bene , anche di quello di gestione: linvestitore in beni immobiliari che valuta il costo relativo alla durata dellinvestimento o a quella corrispondente alla vita utile dei beni; il costo globale assunto come indicatore di convenienza di progetti alternativi; il progetto che comporta un costo globale inferiore sar preferito; il promotore di iniziative di project finance o il braccio operativo rappresentato dalla societ di progetto che valuta la convenienza del progetto imprenditoriale sulla base del costo di costruzione e di gestione per la durata della concessione di costruzione e gestione; il costo globale viene assunto come strumento per la costruzione del

business plan di un investimento ;


i progettisti e le imprese di costruzione eseguono scelte tecniche sulla base della vita utile e dei costi di manutenzione e di sostituzione della componentistica del progetto; il costo globale assunto come criterio di scelta tra diverse soluzioni costruttive: il sistema o componente costruttivo che comporta un costo globale inferiore sar preferito.

Il costo globale il costo totale del bene edilizio relativo alla sua vita utile, intesa come periodo nel quale lopera mantiene le sue prerogative duso. Detto costo comprende il costo complessivo o costo di produzione e i costi della gestione.
I costi della gestione comprendono: i costi della gestione corrente delle opere, stimabili con una certa correttezza, che coincidono con i costi della pulizia, dei consumi energetici, delle utenze dei fluidi ;

i costi della manutenzione ordinaria, intesa come quella manutenzione che


consente di conservare il livello prestazionale minimo per garantire il funzionamento dei sotto-sistemi di componenti. I costi di manutenzione ordinaria si producono in tempi lunghi, ma con annuali costi modesti .
76

Dai consuntivi relativi a diversi tipi di edifici, i costi di manutenzione assommano a circa il 1,5-2% del costo di costruzione allanno . Daltro canto, le modalit di manutenzione nel tempo influiscono sulla vita utile dei beni edilizi. Possono assumere importi notevolmente diversi secondo il variare di molteplici fattori, fra i quali i pi rappresentativi sono: qualit esecutiva iniziale; complessit tecnologica; destinazione duso e gruppo di utenza; vetust delledificio; condizioni ambientali esterne;tipo di strategia manutentiva . La strategia manutentiva si distingue in: a. manutenzione a guasto avvenuto; a. manutenzione programmata: manutenzione periodica, che si attua a periodi fissi indipendentemente dal monitoraggio delle condizioni di manutenibilit dei beni edilizi; manutenzione predittiva che si sviluppa con interventi programmati sulla base del monitoraggio del sistema edilizio e la cui programmazione legata a criteri di opportunit; manutenzione di opportunit che riguarda quegli interventi che cogliendo loccasione determinata da eventi diversi vengono eseguiti con criteri economici per ottimizzare il costo globale.

i costi di recupero edilizio . Sono i costi necessari per eliminare il livello del
degrado dei componenti e ripristinare il livello minimo prestazionale, per garantire il funzionamento dei sotto-sistemi di componenti, compresi gli interventi di: manutenzione straordinaria, di adeguamento tecnologico o igienico funzionale, di restauro scientifico e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia.

i costi sociali , legati alla qualit dellopera in rapporto al contesto sociale, alla cultura e alle tradizioni. Riguardano, ad esempio, il livello di qualit formale e funzionale; il livello delle prestazioni di sicurezza sociale e della bioecologia; i livelli di accessibilit agli immobili rapportati alla normativa dei portatori di handicap.

I costi della gestione sono costi calcolati a periodicit annuale posticipata. I fattori di manutenibilit, i livelli di affidabilit del sistema e delle sue parti, la durata di vita presunta del bene o dei componenti costituiscono oggetto di decisioni progettuali e incidono nella stima del costo globale o meglio nella simulazione preventiva dei costi economici del suo ciclo di vita. I metodi di calcolo del costo globale sono sostanzialmente due: 1. conversione di tutti i costi, incluso il costo iniziale, nei costi medi annui durante la prevista durata di vita delledificio; ( metodo del costo totale annuo ). 2. . ( metodo del valore totale scontato ) Detti metodi presentano diversi elementi dincertezza legati alla dimensione dei tassi dinteresse futuri, alla frequenza e ai costi degli interventi di manutenzione, alla durata di vita dellintero edificio o dei componenti tecnologici. 1. metodo del costo totale annuo

1.1 Se la scelta quella della semplice sostituzione del componente dopo n anni, corrispondenti al periodo dinvecchiamento naturale in assenza di precedenti interventi di manutenzione periodica, il costo della manutenzione annuale coincide con il calcolo dellammortamento del valore di sostituzione del componente. Il costo annuo di manutenzione desumibile dalla formula dellaccumulazione finale delle annualit costanti posticipate. Limporto dopo n anni del versamento annuale di rate costanti posticipate si calcola con la formula
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Cs = Ca *[(1+r ) n -1 ] / r Ca= Cs * r / [ (1+r ) n -1]

( 3.03 ) ( 3.04 )

dove nel nostro caso: r tasso interesse Cs costo di sostituzione del componente Ca rata annuale costante di ammortamento, equivalente al costo di manutenzione n vita utile del componente espressa in anni 1.2 Se la scelta quella di eseguire la manutenzione periodica, il costo annuo di manutenzione dato dal costo annuale della sostituzione del componente alla fine della vita utile e del costo annuo legato agli interventi di manutenzione. La rata annuale : Ca= Cs*r/[(1+r) n1]+[ k= (n/f-1) Cmi*r*k*f/(1+r ) k*f -1)] /n-f ( 3.05 )

Dove: Cmi , costo annuo iesimo di manutenzione con frequenza f , espressa in anni ; n , vita utile stimata del componente prolungata per effetto della manutenzione periodica. K variabile da 1 a ( n/f 1 ) 2. metodo del valore totale scontato

La formula con la quale stimare il costo globale attualizzato la seguente: C.G.=Cc + ( Cgci+ Cmoi )/[1-1/(1 + d) i ]/d + Cr/(1 + d ) n dove: Cc Cgci Cmoi Cr 1+d costo complessivo costo di produzione costo di gestione corrente annuale costo di manutenzione ordinaria annuale costo di recupero edilizio tasso di sconto e n tempo di vita utile ( 3.06 )

Fig.8

Limmagine mostra linfluenza positiva che la manutenzione ordinaria ha nel l prolungare la vita utile di un bene edilizio o di una sua componente tecnica fino allintervento di recupero e alla sua sostituzione. 78

b.

IL COSTO DI PRODUZIONE

E il costo che deve affrontare la Committenza fino al momento della utilizzazione dellopera. Oltre allimporto dei lavori di appalto, ovvero del prezzo concordato nel contratto, nel costo di produzione sono compresi tutta una serie di costi che sono preventivi o concomitanti a quelli di costruzione. Dette voci di costo sono state analiticamente definite nellambito degli appalti di opere pubbliche l dallart. 16 del regolamento di attuazione della L. 109/94 sotto la voce : Somme a disposizione della stazione appaltante .

Ogni progetto dotato di un quadro economico che composto dalle seguenti


voci: Importo dei lavori Importo dei lavori a base dasta e dellonere per la sicurezza. Somme a disposizione i costi dei lavori in economia previsti in progetto e esclusi dallappalto dei lavori. i costi delle analisi preventive eseguite sul sito e sullambiente: costi delle rilevazioni, accertamenti tecnici e indagini preventive, quelli di progettazione e di controllo della stessa . i costi degli allacciamenti alle reti dei servizi tecnologici.

gli imprevisti. Gli imprevisti sono somme stimate conseguenti dalle incertezze sulla determinazione dei costi per mancanza di dati o per mancanza di analisi specifiche. La quota di imprevisto da considerare quindi strettamente connessa a fattori interni e esterni, quali : il tipo di appalto; la definizione e completezza del progetto; la affidabilit dei contenuti del contratto; lincertezza delle valutazioni eseguite in fase di preparazione della gara di appalto. Il livello della percentuale di imprevisto sul costo indica il grado di mancanza e imprecisione subita o voluta e dimostra che la pi puntuale definizione rimandata a un momento successivo. il costo di acquisizione degli immobili sui quali intervenire . Sono i costi tipici di una Committenza o di una Impresa immobiliare che si sviluppano a valle delle scelte della fattibilit strategica. le spese per lacquisizione dei certificati di conformit del progetto alle normative esterne al processo ( autorizzazioni, permesso di costruire, dichiarazione di inizio di attivit ); il pagamento al Comune degli oneri di urbanizzazione e della tassa di concessione, conseguenti al tipo dintervento. la revisione dei prezzi sulla base dellaccantonamento delle somme da pagare allimpresa . le spese tecniche che sono connesse a specifiche categorie di opere: progettazione, direzione dei lavori, assistenza giornaliera e contabilit, coordinamento della sicurezza, verifiche tecniche previste nel capitolato speciale; collaudi. le spese per le attivit di consulenza e di supporto.
79

Nelle opere pubbliche sono normalmente quelle relative alla consulenza richiesta dal responsabile di procedimento nellambito dello svolgimento delle sue attivit. i costi delle pubblici. commissioni aggiudicatrici nellambito dellassegnazione dei lavori

i costi della pubblicit imposti dalla legislazione sui lavori pubblici per garantire la concorrenza imprenditoriale e la trasparenza amministrativa; equivalenti alle spese di pubblicit sono le spese di intermediazione della vendita di immobili per una impresa edile che costruisce in proprio per vendere. le spese per le analisi di laboratorio. lIVA e eventuali altre imposte. Le aliquote IVA previste per legge sono diverse in relazione al tipo dintervento e relativamente al fatto che siano riferite a prestazione di servizi o di lavori. Esempio: sono pari al 10% sugli interventi di ristrutturazione e del 20% sullimporto delle competenze professionali.

c. IL COSTO DI COSTRUZIONE E LUTILE DIMPRESA Il prezzo espresso nellofferta dallimpresa e concordato con la Committenza nel contratto di appalto la somma dei seguenti fattori : costo di costruzione e utile di impresa . Px = Cxi + U Px Cx U ( 3.07 )

prezzo unitario di un componente o di una partizione di lavoro; sommatoria dei costi relativi alla costruzione di un componente o di una partizione dei lavori; utile dimpresa, o margine lordo di redditivit della commessa.

Mentre i costi si determinano a preventivo e a consuntivo, lutile viene fissato dallimpresa sulla base di decisioni interne tenuto conto delle condizioni di mercato.
Sulla base delle indicazioni dellart. 34 del Regolamento di Attuazione della legge sulle opere pubbliche, i prezzi del Ministero dei LL.PP. comprendono una percentuale dei costi fissi aziendali e dellutile dimpresa pari al 15% e al 10% rispetto ai costi industriali, corrispondente al 26,5% complessivo. Il costo di costruzione la somma dei seguenti costi:

c.1. Costo primo o costo diretto o speciale ( C.P ).


E la forma pi elementare del costo e rappresenta la sommatoria dei costi dei fattori produttivi, il cui consumo ha un rapporto diretto e biunivoco con il costo

unitario del prodotto . Il costo primo il costo delle risorse utilizzate dallimpresa ( materie prime, materiali, noli di macchine e attrezzature per il trasporto e la produzione ), e delle lavorazioni eseguite direttamente da terzi ( forniture e subappalti ), associabili a una specifica unit di prodotto.
Sono compresi: i costi delle attrezzature e delle macchine che vengono utilizzate solo per una partizione di lavoro o per un cantiere e che non vengono riutilizzate per il degrado o perch vengono cedute alla fine dei lavori di una commessa: casserature a perdere, macchine per lavorazioni specifiche, strutture provvisorie costruite su misura.
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lammortamento di attrezzature e di macchine che vengono utilizzate per pi partizioni di lavoro o per un cantiere . ( costo di acquisto e di gestione ) i costi di trasporto e manutenzione che sono sostenuti e rilevabili solo per un cantiere. E una configurazione di costi che ha come riferimento il centro di costo tecnico , il cantiere, e che presenta una elevata oggettivit nella sua determinazione e la maggiore rilevanza fra i costi di una commessa, variando fra il 80-95% del totale dei costi industriali. Si deve tenere conto che ad influenzare Pi precisamente, rientrano nella tipologia delle risorse impiegate nelle lavorazioni tipiche del settore delle costruzioni:

c.1.1

le materie prime e i materiali.

Le materie prime entrano intimamente nel definire le prestazioni e le caratteristiche fisiche dei prodotti realizzati, mentre i materiali hanno una funzione sussidiaria alla produzione, ad esempio: lolio di lubrificazione e i ricambi di macchina operatrice . Il preventivo del costo delle materie prime impiegate per ogni partizione di lavoro dipende:

dal prezzo di acquisto della risorsa : prezzo della risorsa nel luogo di produzione; costo del trasporto fino al cantiere e delle assicurazioni contro i furti; costi accessori relativi alla gestione del magazzino quali, ad esempio: costo della guardiania, del personale di gestione del magazzino, il costo per la deperibilit della risorsa; costi del sollevamento ai piani; costo degli sfridi di lavorazione e di protezione momentanea .
dalla esatta definizione della resa della risorsa, definita come il consumo della risorsa per unit di misura della partizione di lavoro.

Detti costi delle materie prime, essendo costi esterni che si generano per effetto di un ordine di acquisto, vengono nella contabilit industriale imputati direttamente alla commessa e successivamente ribaltati alle singole lavorazioni che li utilizzano .

c.1.2. la manodopera
E il costo della forza lavoro impiegata direttamente dallappaltatore. calcolabile attraverso la seguente formula: Cmi = ri x Pmi Il costo ( 3.08 )

dove : Cmi il Costo della manodopera di tipo iesimo per unit di misura della partizione di lavoro ( mq, mc, numero, kg. ecc. ). ri la resa Pmi il costo orario della manodopera allImpresa. Il costo orario medio della manodopera per lImpresa la somma delle seguenti componenti: retribuzione diretta. E equivalente alla retribuzione lorda comprendente il minimo contrattuale, lindennit di contingenza, gli scatti di anzianit, i compensi per lavoro straordinario, lindennit di mensa, le trasferte. retribuzione indiretta . Comprende i compensi per ferie, festivit, premi, gratifica natalizia, laccantonamento di fine rapporto, il costo della formazione professionale e lindennit per infortuni e malattie ecc. oneri previdenziali . Comprendono i contributi previdenziali, assicurativi. servizi offerti aggiunti dallazienda . Sono i costi cos detti logistici: mensa, vestiario, trasporto, alloggio, gestione di eventuali campi operai ecc.
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In generale, rientrano nei costi della manodopera i costi delle attivit di terzi che vengono retribuiti in base al tempo e non in base al risultato ( collaboratori coordinati e continuativi ) e di quei consulenti che, pur essendo soggetti a emissione di fattura, sono retribuiti in base alle ore o alle giornate di prestazione. I costi dellimpiego della sola manodopera utilizzata direttamente per le lavorazioni vengono, nella contabilit industriale, imputati direttamente al cantiere e successivamente ribaltati alle singole lavorazioni che li utilizzano . Detti costi vengono determinati sulla base delle ore lavorate nei singoli cantieri , attraverso la compilazione dei rapportini giornalieri tenuti dai collaboratori della direzione di cantiere, schede compilate giornalmente dai caposquadra alla fine dei turni di lavoro ove vengono indicate le ore lavorate dai singoli operai nelle singole lavorazioni.

c.1.3

le attrezzature, le macchine, gli impianti per la produzione noli

Le attrezzature, le macchine, gli impianti utilizzati nellesecuzione di una commessa possono: appartenere allimpresa e, in questo caso, fanno parte delle immobilizzazioni tecniche, ovvero dei beni durevoli che rimangono a disposizione dellimpresa per pi anni;

essere noleggiate da ditte specializzate, in questo caso si parla di costi esterni,


ovvero generati da risorse esterne allazienda.

Per le immobilizzazioni tecniche, ovvero per le macchine e attrezzature che sono di propriet dellimpresa, i costi della macchina possono essere assunti come costi indiretti aziendali o essere imputati ai singoli cantieri dalla azienda o dal magazzino, in rapporto al costo orario e al tempo di presenza in cantiere della macchina, naturalmente se il cantiere o la commessa un centro di costo . Normalmente, i costi variabili proporzionalmente al tempo di utilizzo o alla quantit di produzione, rappresentati dal costo della manodopera a bordo macchina, dai costi di manutenzione ordinaria, e dai costi dellenergia consumata per il funzionamento, sono contabilizzati a parte direttamente dal cantiere. Il costo orario determinato sulla base dei:

c.1.3.1 c.1.3.2

costi fissi aziendali( Cfa ); costi fissi di utilizzo.

c.1.3.1 I costi fissi aziendali Cfa sono rappresentati da quattro ordini di costo: I costi di ammortamento degli investimenti attuati nellacquisto delle macchine;
Lammortamento rappresenta di gran lunga la componente pi importante dei costi fissi e le rate di ammortamento annuo si ricavano sulla base dei criteri di suddivisione delle rate a quote costanti o variabili applicate sul costo storico, quello di acquisto, o sul costo storico rivalutato annualmente, vedi paragrafo 2/a.8.

I costi di manutenzione straordinaria, compresi i costi dei materiali di consumo della macchina per mantenerla in efficienza indipendentemente dalla sua produzione; Gli oneri finanziari, se non fanno parte dei costi aziendali . I costi di gestione del centro comune di servizio alla produzione ( magazzino ) se esiste;
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La quota oraria dei costi fissi aziendali , nota la quota annua di utilizzazione della
attrezzatura, si ottiene dividendo la quota annua dei costi per il numero di ore annuo di funzionamento della macchina n1: n = k x 360 gg x 8 ore = 2.000-2.200 h/anno ( 3.12 ) dove: k rappresenta il coefficiente di utilizzazione per ogni categoria di macchina che pu variare dal 75 al 85%;

c.1.3.2.

Costi fissi di utilizzo

Riguardano i costi di trasporto, montaggio e smontaggio in cantiere della macchina. c.1.4 forniture e subappalti costi esterni . Comprendono: la fornitura di componenti industrializzati che non subiscono apprezzabili trasformazioni in cantiere, ma semplici operazioni di montaggio o di completamento in opera. Le forniture comprendono, oltre la consegna dei componenti, alcune attivit specializzate di seguito riportate: la rilevazione preventiva delle misure degli elementi edilizi ai quali vanno applicati i componenti; la progettazione esecutiva e cantierabile dei componenti; il trasporto in cantiere; la manodopera, i materiali e le attrezzature per il montaggio, il sollevamento dei componenti ai piani; la pulizia del cantiere. subappalti - Le lavorazioni complete eseguite da terzi in opera secondo un contratto di subappalto. I costi diretti sono variabili con la produzione e possono essere considerati proporzionali alla quantit di prodotto realizzata. Cd = Cdi X Qi ( 3.13 ) Dove : Cd costo diretto totale della produzione PTi Cdi costo unitario della risorsa iesima I costi diretti per unit di prodotto finito sono fissi al variare della quantit della produzione, anche se laumento del consumo di materiali e componenti aumenta il volume degli acquisti e quindi il potere contrattuale dellimpresa nei riguardi dei fornitori e possibilit di riduzione dei costi unitari delle forniture dei materiali e componenti.

Il costo primo o diretto, riferito a un prodotto o componente ( pilastro, trave,


tramezzatura ) o a una partizione di lavoro ( produzione di calcestruzzo, carpenteria ) viene utilizzato: per conoscere limportanza della risorsa, ovvero lincidenza economica di ogni risorsa sul costo di produzione; per comparare nel tempo landamento dei costi di produzione e quindi per valutare lefficienza della produzione in cantiere; per valutare lincidenza nel tempo della variazione del prezzo delle risorse.

83

c.2 I costi indiretti industriali Sono quei costi che non si conoscono o non si vogliono o non si possono attribuire direttamente agli oggetti di determinazione dei costi (partizioni di lavoro; prodotti ) o ai centri di responsabilit economica . i costi indiretti possono essere definiti: comuni a pi prodotti comuni a pi centri di responsabilit economica costi generali, se sono relativi allazienda nel suo complesso .

Essi sono ripartiti ( addebitati ) attraverso dei coefficienti percentuali inferiori allunit. La suddivisione dei costi fra diretti, indiretti fatta dallimpresa con un ampio margine di discrezionalit e funzionale allimmediatezza con cui un costo pu essere associato ad una specifica partizione di lavoro o a un centro di costo; Esempio:

il servizio progettazione pu essere: un centro diretto, se rileva i costi relativi alle singole commesse, o indiretto, se addebita le sue spese a tutte le commesse, o un centro comune, se le spese sono conglobate in quelle generali di sede.
La predominanza dei costi diretti, rispetto ai costi indiretti, rende pi certa la determinazione dei costi, ma richiede una organizzazione di analisi e di rilevazione elevata, quindi costi di struttura forti e tempi di rilevazione spesso non compatibili con lesigenza di informazioni.

Il limite dei costi indiretti sta nella soggettivit della loro imputazione ai prodotti e ai processi, anche se la loro determinazione abbastanza semplice, poco costosa e veloce.
In relazione alle funzioni aziendali, i costi indiretti si distinguono nei seguenti: c.2.1 costi indiretti di produzione c.2.1 costi generali non industriali c.2.1 Costi indiretti di produzione Sono i costi relativi al centro di costo tecnico, rappresentato dal cantiere e sono costi comuni a pi prodotti o lavorazioni . I costi indiretti di produzione sono diversi: c.2.1.1. Imprevisti

Si definiscono imprevisti le incertezze sulla determinazione dei costi per mancanza di dati o per mancanza di analisi specifiche da parte dellimpresa . In appalti contabilizzati a forfait, nei quali il prezzo invariabile e lappaltatore assume il rischio delle quantit, importante prevedere una quota di imprevisti, espressa come percentuale sullimporto dei lavori di appalto, variabile in relazione al tipo di intervento ( nuova costruzione, recupero edilizio ) , alla qualit del progetto, ai contenuti del contratto di appalto. Negli imprevisti vengono spesso associati anche i rischi dovuti ai costi indiretti: prolungamento della durata del progetto, oneri finanziari per ritardo dei pagamenti, rischi valutari che dipendono da cause non prevedibili, cause di forza maggiore. ecc.
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Il margine per imprevisti di un progetto estremamente variabile e alcune fonti indicano un range compreso fra il 3 e il 15 % dei costi e il suo importo misura il livello di rischio della commessa. c.2.1.2 Spese di impianto e spianto di cantiere

Riguardano i costi di allestimento e spianto del cantiere relativi a: recinzione. infrastrutturazione e allacci ai servizi di fornitura di energia, acqua ecc. apertura cave di prestito, occupazione suolo pubblico. installazione baracche destinate ai servizi generali e alla manodopera. installazione magazzini attrezzi, macchine, materiali, componenti. trasporto, montaggio impianti e attrezzature, esempio : gru, centrale di betonaggio ecc. ( costi fissi di utilizzo delle macchine ) dichiarazioni di adempimento di conformit a regolamenti e leggi. tasse e concessioni comunali per luso del cantiere: occupazione suolo pubblico, passi carrai, imbocchi in fognatura ecc. . progetti preventivi di compatibilit ambientale. operazioni di collaudo . risarcimento dei danni a terzi . spese di spianto del cantiere, bonifica ambientale e pulizia dellarea o delledificio . c.2.1.3 Antinfortunistica Comprende i costi relativi ai dispositivi necessari a garantire la sicurezza e la salute degli operatori del cantiere e dei soggetti terzi. Sono rappresentate dalle installazioni e dalle attrezzature personali che derivano dal rispetto dei dettami della legge 494/96 e del regolamento sui contenuti minimi dei piani della sicurezza. Si distinguono in: i costi di installazione delle opere di prevenzione antinfortunistica: ponteggi esterni, parapetti scale, sponde esterne, protezioni dei ponteggi. i costi per installazione di impianti che garantiscono il mantenimento delle condizioni di ambiente di lavoro : impianti di ricambio daria in galleria, impianti di raccolta delle polveri da escavazione, impianti di aggottaggio dellacqua di falda, i costi del nolo di attrezzature di difesa personale: scarpe, cinture di sicurezza, caschi, cuffie per la riduzione del livello sonoro emesso dalle macchine e dalle attrezzature ecc. lassicurazione per responsabilit civile. c.2.1.4 Spese di gestione del cantiere

costi degli stipendi della manodopera occorrente per il funzionamento di macchine noleggiate se non contabilizzata nei noli come costi diretti. costi degli stipendi o competenze professionali del personale utilizzato per la gestione del cantiere ( direttore tecnico di cantiere, capocantiere, gruisti ), per la tenuta della contabilit analitica e di appalto, per controllare il rispetto delle norme di sicurezza e la salute dei lavoratori, per specifiche attivit di progettazione esecutiva e cantierabile. costi delle utenze e varie fra i quali quelli relativi a: consumo delle utenze delle forniture di energia, acqua ecc.; assicurazioni per responsabilit verso terzi, furto e incendio; servizio mensa se non contabilizzato nel costo della manodopera; consumo attrezzi minuti; assistenze alle opere civili : pulizia quotidiana e straordinaria del cantiere dai rifiuti e delle attrezzature per il personale e la d.l.; manutenzioni antinfortunistiche; assistenze varie ai subappaltatori riguardante: scarico e accatastamento materiale,
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tiro al piano e smistamento materiale, preparazione materie prime, rimozione degli sfridi di lavorazione; ripristini e ritocchi relativi a fasi di lavorazione gi completate. noli interni o noli delle immobilizzazioni tecniche. Per i noli interni allazienda vedi il paragrafo 3/a.3 . I costi delle macchine e delle attrezzature ( automezzi di trasporto, macchine escavatrici, gru mobili ecc ) non di propriet, ma noleggiate vengono definiti attraverso il costo del noleggio conseguente a contratti esterni stipulati dalle imprese costruttrici con imprese specializzate e in questo caso si parla di noleggio a caldo, quando oltre alla macchina fine fornito anche il manovratore, o noleggio a freddo. In questo caso il costo unitario riferito allunit di tempo di utilizzo o di presenza in cantiere e di trasporto per e da il cantiere.

Il costo orario del noleggio calcolato dal fornitore sulla base dei seguenti costi: a. costi fissi aziendali ( ammortamenti, costi di manutenzione straordinaria ) ; costi variabili proporzionali al tempo ; b. c. costi variabili proporzionali alla produzione con particolare riferimento al
consumo di energia se a carico del fornitore ( prodotti petroliferi ); Per ottenere il costo orario, la somma di questi costi pu essere rapportata o al tempo di

vita utile della macchina o alla durata media di funzionamento calcolata per la vita utile della stessa.
I costi fissi di utilizzo, nel caso di noleggio, se non vengono pagati a parte in relazione alle difficolt di montaggio o smontaggio, in condizioni standard vengono caricati sul periodo iniziale del noleggio ( il primo mese per i ponteggi ) . c.2.1.5 Obblighi da contratto di appalto I contratti di appalto sia privati, sia pubblici contengono un paragrafo intitolato Obblighi a carico dellAppaltatore . Detti obblighi sono i pi vari in relazione al tipo e alla complessit dellopera e le voci pi ricorrenti sono le seguenti: spese per prove di carico, prove di laboratorio, saggi per documentare le prestazioni delle opere e spese di assistenza alla commissione di collaudo. I costi per la stesura della progettazione esecutiva e/o di particolari costruttivi o per il controllo della qualit della progettazione eseguita dal Committente, per il controllo ladeguamento dei progetti esecutivi con le varianti realizzate in fase di esecuzione , denominati progetti as built e per , la documentazione fotografica costi della gestione dellopera fino allultimazione del collaudo tecnico-amministrativo e/o alla consegna. Limpegno finanziario relativo a detti costi in parte concentrato allinizio del cantiere ( fideiussioni e assicurazioni, tasse e depositi cauzionali comunali, impianto cantiere ) , in parte, distribuito per la durata della commessa ( direzione del cantiere, personale di conduzione cantiere, noli o ammortamenti di attrezzature e macchinari, utenze di cantiere, in parte sostenuto a lavori ultimati ( rimozione del cantiere, operazioni di collaudo; risarcimento dei danni a terzi ) .

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c.3

Costo industriale ( C.I. ).

E la somma dei costi dei fattori diretti ( costo primo ) e dei costi dei fattori indiretti della produzione. E una configurazione di costo che ha una alta oggettivit nella definizione complessiva. Se il costo riferito a un prodotto o a una partizione di lavoro la sua oggettivit dipende dalla metodologia di ripartizione dei costi indiretti di produzione. Il costo industriale relativo a un prodotto o componente o a una partizione di lavoro, viene utilizzato per valutare la differenza di convenienza di lavorazioni

alternative da impiegare nella costruzione specie se diversa incidenza dei costi fissi e variabili.

caratterizzate da una

Il Costo primo variabile o direct cost ( D.C. ) , si pu vedere come una particolare forma di costo industriale; rappresentato da soli costi variabili industriali e ottenuto come la somma del costo primo e di quei costi indiretti industriali che sono variabili. D.C. = C.P. + C.I.V. ( 3.14 ) Il D.C. alla base di una tecnica di determinazione dei costi cos detta direct costing , che si basa sulla suddivisione fra costi fissi e variabili dei prodotti , utilizzata nel controllo di gestione dalla contabilit analitica o industriale. Si usa per valutare lefficienza dei centri di responsabilit della produzione, quali il centro di costo tecnico cantiere o per decidere fra soluzioni alternative di lavorazioni aventi lo stesso risultato e proposta in sostituzione di quella a costi pieni o full costing . Con questa tecnica i costi variabili con la quantit di produzione sono considerati gli unici costi controllabili da parte dei centri di responsabilit in quanto dipendono dalle decisioni assunte nellambito degli stessi centri. Mentre i costi fissi sia di produzione e sia generali non industriali vengono considerati come costi che devono comunque essere sostenuti indipendentemente dalla produzione e quindi costi legati alla maggiore o minore capacit produttiva e perci sono costi di periodo e da controllarsi a livello aziendale.

Questi costi sono loggetto del controllo di gestione su base economica di una commessa.
c.4. I costi generali non industriali ( C.A ) .

Detti costi sono relativi al centro di costo azienda e sono costi cos detti interni , in quanto generati da risorse interne allazienda. Le classi di costo sono diverse: c.4.1 Costi indiretti di marketing e commerciali Sono i costi da imputare al centro di costo azienda e si riferiscono a quelli che la stessa sostiene per le seguenti attivit : esame dei bandi di gara, presentazione dellofferta e acquisizione della commessa; ricerca di possibili collaborazioni e stipulazione di forme di collaborazione di tipo consortile o associativo; pubblicizzazione delle capacit dellimpresa; promozione e commercializzazione della produzione eseguita, nel caso di imprese immobiliari; ricerche di mercato e costi associativi . studi di fattibilit: indagini di mercato sulla domanda, indagini sui vincoli normativi.

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Le attivit sopra indicate e i loro costi sono profondamente diverse per imprese di tipo immobiliare rispetto a quelle che operano su appalto e sono costi variabili in funzione della congiuntura del settore delle costruzioni, della dimensione del bacino di fornitura del servizio offerto, della capacit di attrazione della domanda da parte dellimpresa. c.4.2 Costi indiretti di amministrazione Sono i costi aziendali per gli stipendi del personale amministrativo, del personale tecnico eventualmente destinato alla progettazione, le spese di funzionamento ( fitti passivi di sede, cancelleria ), le spese di consulenza. Limporto di detti costi varia in funzione della dimensione aziendale e maggiore per le imprese che operano su appalto rispetto a quelle immobiliari. c.4.3 Costi indiretti di direzione Rientrano in questi costi quelli relativi ai compensi dei componenti del consiglio di amministrazione e dei sindaci, agli stipendi dei dirigenti, dello staff di direzione. c.4.4 Costi indiretti finanziari Sono costi relativi al centro di costo azienda e sono ripartiti percentualmente sulle singole commesse. Gli oneri finanziari sostenuti dallimpresa sono relativi alla gestione complessiva aziendale e variano nel tempo con la variazione della struttura dei finanziamenti dellimpresa. Gli esperti economisti, pur riconoscendo la possibilit di studiare e monitorare landamento delle esposizioni finanziarie derivanti dalle singole commesse, ritengono che gli oneri finanziari sono dipendenti dalla gestione aziendale e non dalle singole commesse e per questo hanno come centro di imputazione lazienda . Una voce importante dei costi finanziari determinata dai costi del credito di esercizio ovvero del capitale di terzi che legato alla distribuzione delle richieste finanziarie nel periodo di attuazione della commessa. c.4.5 Costi indiretti tributari Sono relativi alle imposte sul reddito dellazienda.

Il costo complessivo dei costi generali non industriali mediamente variabile fra il 10% e il 15% dellimporto dei costi industriali.
Molti costi generali non industriali (aziendali ) dipendono dalla politica applicata dallazienda: dimensione dellazienda, complessit strutturale, importanza dei costi per la ricerca, per il controllo della qualit, facilitazioni offerte alla manodopera al di l della contrattazione sindacale. Essi vengono ripartiti sulle singole commesse secondo diverse basi di imputazione, fra le quali: il valore della commessa, lentit dei costi diretti di ciascuna

commessa rispetto al totale degli stessi, la complessit della commessa, la durata della commessa.
c.5 Costo operativo ( C.O ). Il costo operativo si ottiene aggiungendo al costo industriale una porzione dei costi generali non industriali relativi al centro di costo azienda. E una forma di costo complessa che presenta un elevato margine di discrezionalit in relazione al metodo di ripartizione dei costi generali non industriali. C.O = C.I. + % C.A.

E la forma di costo utilizzata normalmente dalle imprese sulla quale applicare lutile al fine di elaborare lofferta.
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c.6.

Costo tecnico-economico ( C.T.E. ) o full cost .

E la forma di costo pi complessa. Si ottiene sommando al C.O una quota del costo dei fattori non onerosi, ovvero di quelli che non figurano nella contabilit generale e che sono rappresentati dai seguenti: il costo dei fitti sugli immobili di propriet quando non sia stato inserito in contabilit lammortamento sul capitale investito. gli stipendi del proprietario dellimpresa o di un socio della societ proprietaria che dedica la sua attivit allazienda. Il rischio che si pu definire come qualunque pericolo che pu causare un probabile danno finanziario alla commessa e che calcolato sul prezzo e non sui costi per le sue ripercussioni in caso di reale accadimento. La configurazione di costo C.O o C.T.E viene impiegata

per determinare il risultato netto di singole commesse o di singoli procedimenti, per la valutazione del reddito di esercizio finale; per determinare i prezzi da offrire nelle gare di appalto; per verificare se i prezzi di vendita offerti dal mercato sono remunerativi; per confrontare la convenienza economica di certe produzioni con particolare riferimento al tempo speso per la formazione dei costi, fino al momento del conseguimento dei ricavi.

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3.2.2 Classificazione dei costi secondo la variabilit rispetto al livello produttivo. Se si prende come riferimento il livello produttivo, si possono distinguere i costi che costi che sono indipendenti dalla variano con la quantit di produzione, stessa, fissate naturalmente le altre condizioni che incidono sui costi, quali: la qualit della produzione, il modello di organizzazione della produzione . La distinzione avviene fra i Costi fissi ( costanti ) e i Costi variabili . 3.2.2.1 I costi fissi Sono i costi che rimangono inalterati al variare del livello di produzione, almeno entro certi intervalli: sono i costi della struttura o della capacit di produzione. Fino a che non si modifica la struttura produttiva o aziendale o non si supera la capacit produttiva iniziale , detti costi rimangono fissi . Rientrano nei costi fissi prevalentemente i costi indiretti. Anche per questa tipologia di costi si fa riferimento alla ripartizione gi enunciata per i costi indiretti : costi fissi di produzione e costi fissi generali non industriali;

imputabili rispettivamente al centro di costo tecnico e a quello azienda.


I costi fissi sono costanti sul totale della produzione in quanto esistono indipendentemente dal livello di produzione, ma sono variabili sulla produzione unitaria: decrescono allaumentare del livello produttivo e viceversa. Pi si produce, meno incidono i costi fissi sullunit di misura della produzione. Tuttavia, alcuni costi fissi di produzione sono indirettamente connessi con la capacit di produzione, quali i costi di ammortamento delle attrezzature e delle macchine di produzione che operano in un cantiere, la quantit delle quali e il cui costo incide sul possibile livello produttivo. 3.2.2.2 I costi variabili

Sono i costi che si modificano al variare della quantit di produzione e quindi del consumo delle risorse e dei servizi.
Fra i costi variabili rientrano i costi diretti del cantiere, ovvero i costi delle risorse. I costi variabili si classificano in: 3.2.2.2.1 Costi proporzionali

Sono i costi che variano proporzionalmente alla quantit di produzione e il coefficiente di proporzionalit rappresentato dal costo unitario.
La funzione di variabilit esprimibile con y= a*x dove a rappresenta il costo unitario. In un grafico cartesiano, ove sulle ordinate sono riportati i costi totali e sulla ascissa la quantit di produzione, la rappresentazione della relazione una retta che passa per lorigine, inclinata sullorizzontale secondo il coefficiente angolare a= costo unitario . La proporzionalit pu essere: diretta quando coefficiente di proporzionalit uguale a 1 e linclinazione della retta uguale a 45 gradi rispetto allascissa. indiretta quando il coefficiente di proporzionalit diverso da 1. ( 3.15 )

3.2.2.2.2 Costi progressivi


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Sono i costi che crescono in misura pi che proporzionale, almeno dopo un certo livello di produzione, al variare della produzione stessa.
Sono espressi da una funzione di secondo ordine e rappresentati in un diagramma cartesiano da una curva che rivolge la concavit verso lalto. Rientrano fra i costi variabili progressivi quelli relativi alla manodopera nel caso di lavoro straordinario, i costi di inefficienza della manodopera e di spreco delle materie prime oltre un determinato livello di produzione per mancanza di organizzazione e di controllo. 3.2.2.2.3 Costi regressivi

Sono i costi che crescono in misura meno che proporzionale, almeno dopo un certo livello di produzione, al variare della produzione stessa.
Sono espressi da una funzione di secondo ordine e rappresentati da una curva che rivolge la concavit verso il basso. Rientrano fra i costi variabili regressivi, quelli relativi alle materie prime che hanno un prezzo sul mercato inferiore in relazione alla quantit e alla continuit della domanda di approvvigionamento. 3.2.2.2.4 Costi semi-fissi e costi semi-variabili Ci sono costi che contengono una componente fissa e una variabile. I costi semi-fissi continui sono rappresentati in un grafico cartesiano da una retta che non parte dallorigine, ma da un valore di costo che rappresenta la componente fissa. I costi semi-fissi discontinui sono quelli che variano a tratti e coincidono con i costi che sarebbero variabili, ma non possono essere gestiti istantaneamente in funzione della produzione: ad esempio i costi conseguenti alla variazione del costo della manodopera a seguito di una contrattazione sindacale rientrano fra i costi semi-fissi discontinui.

I costi semi-fissi o semi-variabili sono molteplici : I costi delle utenze del cantiere ( energia elettrica, telefono, acqua ecc ) che dipendono dal costo del canone ( fisso ) e dal costo dei consumi ( variabile ); i costi delle manutenzioni delle immobilizzazioni ( macchine, attrezzature, immobili ) che seguono un programma di interventi indipendente dalla produzione ( manutenzione straordinaria ) , ma che si intensifica allaumentare della stessa( manutenzione ordinaria ) .
Nellindustria manifatturiera, limportanza dei costi fissi sul totale dei costi decisamente maggiore che nellindustria edilizia. 3.2.3 Classificazione secondo il momento di determinazione del calcolo Secondo il momento di determinazione del calcolo dei costi, essi si distinguono in: 3.2.3.1 Costi preventivi

Sono costi di natura normalmente probabilistica che la impresa stima con le


finalit di : orientare la esposizione di un prezzo nellambito dello studio di una gara di appalto; definire un orientamento o un vincolo ai costi della produzione; scegliere un processo di lavorazione. Sono i costi presunti che si stimano in diversi modi: analiticamente in base ai prezzi delle componenti elementari del costo: analisi dei costi unitari di un prodotto o di una partizione di lavoro. Questo metodo presuppone la conoscenza, per ogni unit di prodotto o di partizione di lavoro, della resa della risorsa impiegata e del suo prezzo unitario. sinteticamente attraverso la conoscenza dei costi a consuntivo ( costi storici ) di opere o lavorazioni simili a quella da preventivare o attraverso i costi obiettivo. Sono metodi di stima parametrica, trattati nei capitoli seguenti aventi come oggetto i contenuti del progetto di appalto.
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COSTI VARIABILI

100 COSTI GENERALI

COSTO PROPORZIONALE

(b) (a (b) (a)

COSTO SEMI FISSO (COMPOSTO)

COSTI PROGRESSIVI REGRESSIVI

(C.F.) COSTI FISSI

(a)

(a

Y =

tag

tag

= costo unitario

10 0

Fig. 9 Andamento dei costi variabili in relazione allaumentare della produzione

3.2.3.2

Costi consuntivi

Sono i costi che effettivamente si ricavano alla fine della produzione nellambito della contabilit industriale di tipo analitico.
I costi consuntivi storici sono riferiti ai prodotti o alle partizioni di lavoro e sono ottenuti attraverso lelaborazione di sistematiche rilevazioni delle singole componenti dei costi con luso di documenti gestiti dalla struttura della commessa. Esempio: con riferimento ai costi diretti di produzione i rapportino giornalieri dellimpiego

della manodopera; le bolle di consegna dei materiali e delle materie prime; gli stati di avanzamento dei contratti di subappalto; il costo dei noli delle macchine e delle attrezzature .
La determinazione dei costi consuntivi una attivit complessa che richiede ladozione di una modalit di rilevazione e misurazioni pi o meno analitiche in base alla struttura di rilevazione disponibile. 3.2.3.3 Costi correnti Sono costi che si riferiscono a operazioni in corso nello stesso momento in cui si effettuano. 3.2.3.3 Costi standard
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Sono i costi obiettivo di una commessa e vengono definiti dallimpresa preventivamente alla realizzazione secondo una precisa finalit e nellambito di una ben definita organizzazione della produzione.
I costi standard sono : costi ipotetici in quanto non sono costruiti sulla base della realt aziendale esistente , ma ipotizzando precise condizioni di svolgimento delle attivit aziendali; costi parametrici, in quanto sono utilizzati come unit di misura convenzionale per confrontare lefficienza della produzione attraverso il confronto dei dati a consuntivo, essendo riferiti a certe condizioni di funzionamento della produzione e a una certa produttivit. Essi sono il frutto di un definito processo di elaborazione dei costi unitari delle singole risorse: preventivamente la loro definizione, occorre che limpresa abbia definito i piani e i programmi di produzione, il tipo e il consumo delle risorse. Quando il sistema a costi standard viene impiegato per il controllo di gestione nella contabilit industriale e in particolare per lanalisi degli scostamenti, la differenza fra i costi rilevati e quelli standard pu dipendere da una errata determinazione del costo standard o da operazioni non effettuate secondo gli standard.

Limpiego dei costi standard nelle aziende che operano su commessa, come quelle dellindustria delle costruzioni, abbastanza difficile per diverse
condizioni: la variabilit nel tempo dei prodotti realizzati; la difficolt di normalizzazione dellorganizzazione dei processi di progettazione e esecuzione sui quali interferiscono decisioni assunte da altri operatori; la complessit dei prodotti che hanno durate elevate e quindi sono soggetti a variazioni dei costi unitari dei fattori della produzione.

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3.3

Criteri di ripartizione dei costi indiretti comuni a pi lavorazioni, generali non industriali o aziendali .

I costi indiretti sono contabilizzati a parte e sono successivamente ripartiti sui vari centri di costo o unit tecnologiche, lavorazioni . I criteri di ripartizione dei costi indiretti, detti procedimenti di imputazione, hanno un elevato margine di discrezionalit dovuto alla semplificazione oggettiva dei metodi di ripartizione, a fronte della complessit delle voci di costo indiretto. Sono ripartiti secondo le basi di imputazione ( di riparto ) che possono essere unica o multipla e che sono di i tipo tecnico-economico e commerciali. Fra le basi tecnico-economiche si ricordano:

costo o la quantit delle materie prime, costo o la quantit della manodopera diretta, costo primo industriale, prezzi correnti delle lavorazioni. numero delle commesse; importo delle commesse; numero delle lavorazioni; importo delle lavorazioni.
Le basi commerciali riguardano i parametri collegati direttamente ai prezzi di mercato e della concorrenza e ai dati economici e operativi della situazione dellimpresa nel preciso momento storico e nel futuro.

Con il criterio della base unica, le voci dei costi indiretti vengono ripartite in modo proporzionale a una sola quantit nota che prende il nome di base di imputazione .
I costi generali non industriali possono essere ripartiti con la base di imputazione del numero o importo o complessit - rischio indotto delle commesse. I costi comuni a pi lavorazioni possono essere ripartiti con una base di imputazione del tipo : numero delle lavorazioni; importo delle lavorazioni; incidenza della quantit di risorse richieste per categoria ecc . Esempio: I costi comuni del funzionamento di una gru possono venire ripartiti secondo il

numero delle movimentazioni per ogni partizione di lavoro. Con il criterio delle basi multiple, i costi indiretti generali industriali e comuni industriali vengono prima scomposti in classi di valori omogenei, rispetto a caratteri predominanti, e poi - per ciascuna classe - si applica una base di ripartizione che meglio esprime leffettivo assorbimento dei costi indiretti da parte degli oggetti di imputazione.
In generale, si raggruppano i costi indiretti in tre classi, legate da rapporti di proporzionalit rispettivamente con: quantit o costi delle materie prime (x1) ; numero di ore di lavoro o costo della manodopera (x2); numero delle ore macchina (x3) . Eseguita la somma dei costi di ogni classe x , essa si divide per la somma del costo diretto delle tre classi (Cd ) e il coefficiente lo si moltiplica per il costo delle materie prime (Cdmp) o della manodopera (Cdm) o del numero delle ore macchina (Cdom) di ogni commessa. Ad esempio, il coefficiente moltiplicatore dei costi della manodopera relativo allincidenza dei costi indiretti x2 : Cdm * x2/Cd
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In pratica, i costi comuni a pi lavorazioni del cantiere vengono attribuiti alle lavorazioni stesse con una base di imputazione unica che il costo diretto della stessa.
Si procede innanzitutto al calcolo dellincidenza media dei costi indiretti comuni sui diretti, espressa in percentuale dividendo tutti i costi comuni industriali per limporto dei costi diretti. Lindice adimensionale cos ottenuto si moltiplica per limporto dei costi diretti relativi ad ogni procedimento o voce di lavoro, per ottenere limporto dei costi indiretti comuni da sommare ai costi diretti relativi a un procedimento. I costi indiretti comuni industriali sono valutabili mediamente dal 3% all 8% dei costi diretti.

In altri casi, abbastanza rari, la base dimputazione di alcuni costi indiretti comuni a pi lavorazioni, viene imputata solo a alcune lavorazioni. Esempio: il costo della centrale di betonaggio nel caso le lavorazioni siano distinte temporalmente viene imputato solo alle lavorazioni calcestruzzo e intonaci .
I costi indiretti presentano due componenti: la componente fissa al variare del volume di produzione, che maggioritaria . Esempio: per le macchine operatrici il costo dellammortamento indipendente dal

funzionamento della macchina.


la componente variabile. Esempio: laumento del numero delle macchine operatrici per accelerare la produzione. Bibliografia fondamentale

Nino Luciani Economia Generale F.Angeli , Milano 2005 Ivor H. Seeley Building Economics Palgrave MacMillan Londra 1995 R.T.Ruegg and H.E. Marshall Building Economics Van Nostrand Reinhold N.Y. , 1990 Formez Il project finance negli Enti locali - Stampa Tipografia Edigraf s.r.l., Formello (Rm), 2005 Formez - Investimenti pubblici e processi decisionali Quaderno n. 18 G.L. di Castri Project management per ledilizia Dario Flaccovio Ed., Palermo 2009 I. Facchetti - Contabilit analitica - Il Sole 24 ORE, Milano 2003 S. Gatti Manuale del Project Finance Bancaria Editrice, Roma 2006 R. Gallia Il Progetto Economico finanziario Legislazione Italiana 4/2009, Roma A. Propersi Le imprese Edili Il Sole 24 ORE, Milano 2002 G. Rigamonti La gestione dei processi di intervento edilizio- Utet, Torino 2001

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