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14 STAFFETTA QUOTIDIANA – 27 GIUGNO 2009 – N.

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Dopo quello della Rose Mary


Mary,, la vera storia dell’affare Miriella
dell’affare

Le peripezie della Supor per superare il blocco del petr


superare olio persiano
petrolio
Dopo il resoconto inedito dell’affare Rose Mary di cui fu protagonista nel 1952 Ettore della
Zonca (v. Staffetta 6/6), una serie di carte ritrovate da Stefano Casertano riportano alla luce un
altro caso, quello della petroliera Miriella e della Supor, che all’inizio del 1953 ebbe maggior suc-
cesso del primo nel forzare il blocco del petrolio persiano. Di questo caso, fino ad oggi era passata
solo la versione data nel 1966 da Paul Frankel nel libro su Mattei, perché nessuno dei successivi
biografi del fondatore dell’Eni ha mai cercato di verificare come si fossero svolti effettivamente i
fatti. Casertano (www.stefanocasertano.it) è autore di “Sfida all’ultimo barile - Russia e Stati Uniti
per il dominio dell’energia” edito da Francesco Brioschi (v. Staffetta 13/6), che verrà presentato a
Roma il 7 luglio presso la Fondazione Ugo La Malfa (ore 18, Via S. Anna 13 nei pressi di Largo Arenula),
dove si parla di queste vicende nel primo e nel secondo capitolo (o scenari come lui li chiama).

A chi poteva venire in mente di met- sulle stesse amicizie che prima gli aveva- ro con l’Iran. Nel corso dei dodici mesi,
tere in piedi dal nulla un sistema per no procurato un passaporto verso la li- gli inglesi avevano avuto tutto il tempo
importare il petrolio dall’Iran sotto em- bertà, e adesso gli avevano procurato un di levare le tende e indire un embargo
bargo? Viene da lontano la storia della lavoro all’ambasciata: giova sottolinea- contro l’Iran, piazzando una serie di in-
Supor
Supor, la piccola azienda italiana che sfi- re che lui, in Iran, non c’era mai stato. crociatori al largo delle coste persiane
dò la Marina Britannica nel Golfo Persi- Però ne aveva sentito parlare, e sapeva per impedire che anche una sola goccia
co, da sola, a bordo di una piccola mo- che nel Paese mancavano tante cose, tra di greggio lasciasse il Paese. Il contratto
tonave. E’ una storia così particolare che cui negli ospedali le medicine. Lui ades- era permeato da un ottimismo che non
nessun libro sul petrolio è mai riuscita a so era in Italia, dove di medicine ce n’era- veniva minimamente scalfito dalle con-
ricostruirne esattamente le vicende. Ci no tante. Nikolai si diede da fare. tromisure inglesi.
sono incertezze perfino sul nome della La prima incarnazione di “Supor” 11 maggio 1952 l’accordo chiuso
L’11
coraggiosa motonave: c’è chi scrive che fondata da Nikolai aveva ben poco a che da Nikolai con gli iraniani prevedeva che
si chiamava Mirella, altri riportano Ma- fare con il petrolio e le motonavi. Il suo la National Iranian Oil Company (dac-
riella, ma solo pochi citano quello esat- scopo era “l’importazione ed esporta- ché “Anglo” era stato fatto fuori) avreb-
to, Miriella
Miriella. zione di materie prime, prodotti e spe- be venduto a Supor 6.500.000 tonnel-
Che poi, in realtà, Miriella non era cialità chimiche e farmaceutiche”, in late di greggio in cinque anni.
neanche sola. La sua rotta venne segui- particolare i prodotti della Carlo Erba
Erba. Il 1° giugno 1952 un’altra azienda
ta da altre motonavi targate “Supor”: Almeno questo era nelle prime inten- Ente Petrolifero Italia Medio-
italiana, l’Ente
“Alba”, “Brezza” e “Salso” e altre anco- zioni; ma il mondo negli anni Cinquan- Oriente (Epim) era riuscita nell’impre-
ra. E tutte sfuggirono agli incrociatori di ta era un continuo di opportunità e sa di caricare greggio iraniano presso la
Sua Maestà. Follia o genio, si vedrà; cer- grandi occasioni, che nel caso di Nikolai raffineria di Abadan, ma fu presto piz-
to è che tutto nasce da lontano, e che presero le sembianze della nazionaliz- zicata dai marinai di Londra: la mo-
forse del tutto “italiano” non è, come si zazione petrolifera iraniana. Il premier tonave Rose Mary venne dirottata ver-
è creduto finora. Mossadeq
Mossadeq, in aperta opposizione con il so il porto coloniale di Aden, in Yemen.
La famiglia Soubotian aveva dovu- giovane Scià, e dopo l’uccisione a bru- Un rapido processo sancì l’illegalità del
to lasciare la Russia nel 1917, poco pri- ciapelo di un altro primo ministro, ave- prelievo e la costrinse a ripartire con la
ma che il Paese cambiasse ufficialmen- va attirato abbastanza consenso per linea di galleggiamento ben più alta di
te nome in Unione Sovietica. Non era calamitare a suo piacimento i favori del quella mostrata all’attracco: le stive era-
facile scappare per una famiglia ben in Majlis. Si trovò nella posizione di poter no vuote.
vista come quella, e fu solo grazie all’in- espropriare le attività petrolifere britan- Ma evidentemente gli uomini di Su-
tercessione dell’ambasciatore persiano niche nel Paese. L’Anglo Anglo Iranian Oil por si sentivano superiori a quelli di
a Mosca, che tutti i Soubotian ricevet- Company era malvista da tutti i cittadi- Epim. Il 2 giugno del 1952 il Consorzio
tero un passaporto con lo stemma di ni: si sospettava che facesse sparire uti- Carbonifero Italiano acquistò Supor
Teheran, e si trasferirono in Germania. li, e si era certi che trattasse molto male “con annessi diritti di ogni genere sul
Non che stessero poi così male: trasloca- i dipendenti iraniani. predetto contratto con la Snip [tradu-
rono in uno dei loro possedimenti esti- La legge di nazionalizzazione petro- zione italiana di Nioc, nda]”, per la som-
vi. Tra tutto il gruppo Soubotian, il più lifera fu firmata il 1° maggio 1951
1951. Era ma di L. 30.000.000 (trentamilioni). Inol-
irrequieto era tale Nikolai
Nikolai, che fu invia- chiaro che Nikolai doveva avere più di tre si impegna a corrispondere al Dr.
to a completare i suoi studi in Francia, un qualche vago contatto con Teheran, Soubotian una provvigione del 3 (tre)
come usava l’alta borghesia russa di un se già una settimana dopo i fatti iraniani per cento per ogni tonnellata (precisa-
tempo. Fu qui che Nikolai francesizzò il era seduto a un tavolo con un notaio di mente sul costo FOB di ogni tonnellata)
suo nome in “Soubotian”, poiché fino Roma a far ampliare l’oggetto sociale di di prodotto greggio o raffinato impor-
allora la desinenza virava in uno slavis- Supor per includere “il commercio, l’im- tato dalla Supor in base al predetto con-
simo “kov”. portazione e la esportazione ed il tras- tratto con la Snip”. Sugli utili, Soubo-
Terminati gli studi, Nikolai si ritrovò porto di petrolio e di prodotti petrolife- tian avrebbe avuto il 15% sul primo mi-
con una laurea da medico in una tasca; ri, sottoprodotti, derivati ed affini sia in lione, e il 10% sugli utili successivi. Alla
nell’altra, un po’ invecchiato, aspettava proprio che per conto terzi”. In cassa ven- data della cessione i libri di Supor era-
ancora il passaporto persiano, ormai di- nero messe 300.000 lire. L’impegno ven- no ancora bianchi, al di fuori di quello
ventato “iraniano” da quando anche ne preso quando la nazionalizzazione dei soci: non era stata svolta nessuna at-
quest’altro Paese aveva cambiato nome. era poco più di un pezzo di carta: è solo tività. Il nome “Supor” viene finalmen-
Tra tutte le prospettive che si aprirono in giugno che Mossadeq avrebbe invia- te spiegato come Società Unione Petro-
col tempo, una delle più interessanti sem- to quattro deputati nella regione del lifera con l’Oriente
l’Oriente, quando all’inizio
brò essere quella di fare il medico per Kuzhestan, al confine con il Kuwait era solo un gioco di iniziali con il nome
l’ambasciata iraniana a Roma, e Nikolai (quando ancora faceva parte dell’Iraq), di Nikolai e altro ancora.
accettò. Ma è chiaro che la vita da dotto- per fare in modo che la legge sulla na- Il Consorzio Carbonifero Italiano
re non poteva essere una realizzazione zionalizzazione venisse applicata. aveva dietro sé due personaggi leggen-
per Nikolai Soubotian. Egli poteva con- E’ però solo l’anno dopo che Supor dari dell’Italia del boom: il comm. Ar Ar--
tare su una fitta rete di contatti, nonché riuscì a concludere un accordo petrolife- naldo Bennati e il comm. gr. uff. Clau-
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dio Jean Culiolo


Culiolo. Gestivano tante atti- priazione indebita. La vertenza venne passati sotto la protezione anglo-ameri-
vità, ma forse le più popolari erano il risolta a favore di Supor con sentenza cana (e di Standard Oil), tentavano con-
patronato rispettivamente del Venezia del tribunale di Venezia già l’11 11 aprile tinuamente di invalidare il contratto di
e del Genoa Calcio. I due cumenda im- 1953
1953; nel frattempo, Miriella aveva fat- fornitura. Dall’altra, Supor aveva subito
posero subito un nuovo amministrato- to un altro carico, seguita poi dalla mo- perdite enormi per le giacenze, a parte
re delegato al posto del medico, tale tonave “Alba”. Miriella aveva caricato il deterioramento fisico del petrolio.
Francesco Mortillaro
Mortillaro; Nikolai venne in- nel suo primo viaggio 4.562 tonnellate Ma Supor non poteva fallire: il con-
caricato di attivarsi direttamente a di fuel oil, e 4.848 nel secondo; Alba ave- tratto petrolifero era basato su un si-
Teheran e di mettere su un ufficio di col- va caricato oltre 10.000 tonnellate di stema “merci contro petrolio”, che ave-
legamento per gestire i milioni che di lì greggio. Dopo la sentenza, prendono il va legato ai suoi destini quelli dei paga-
a poco sarebbero iniziati a fluire. largo e tornano a casa la nave “Brezza” menti ad aziende quali Fiat Fiat, Carlo Erba,
Anche Mortillaro decise di interve- (10.150 tonnellate di greggio), di nuo- Boldrini, Ansaldo
Ansaldo, Ilva
Ilva. Per intercessio-
nire in prima persona in Iran. Il 5 giu- vo Alba, e poi la “Salso” (8.973 tonnel- ne di Giulio Andreotti
Andreotti, allora Ministro
gno 1952 richiese il visto per l’Iran. La late di greggio). delle Finanze, che avrebbe sondato an-
sua nomina avvenne il 7 giugno, lo stes- Sarebbe stato logico aspettarsi che che Mattei
Mattei, Supor fu acquistata dal de-
so giorno in cui partì per Teheran con le con la caduta di Mossadeq, il 19 agosto manio pubblico
pubblico, per tentare di realiz-
“Linee Aeree Svedesi”, per andare a 1953
1953, il commercio si arrestasse. Eppu- zare il realizzabile. Da una lettera di
chiedere alcune modifiche al contratto re non fu così. Se un Soubotian preoccu- contestazione a un accertamento fisca-
stipulato da Soubotian. Tra i desidera- pato mandava da Teheran report su re- le, si rileva che nel 1957 era posseduta
ta, da una lettera di Mortillaro ricavia- port parlando dell’incertezza della si- dalla S.A. Fertilizzanti Naturali Italia
Italia,
mo un utopico “ottenere l’obbligo del- tuazione, le esportazioni continuarono un’azienda statale. Vivacchiò fino ai pri-
l’Iran di restituirci l’importo in caso di tranquillamente fino al 1955, per un to- mi anni Settanta, quando venne sciol-
sequestri e interventi di altre potenze”, tale di 47 viaggi e oltre 420.000 tonnel- ta. Per un periodo passò anche sotto
che chiaramente gli iraniani si guarda- late di greggio. Ente T
l’Ente abacchi
Tabacchi
abacchi.
rono bene dal contrarre. Il problema di Supor risiedeva nell’al- Supor non ebbe successo a causa di
Seguì un periodo di trattative, fino al tra parte del business: la vendita. Si è un errore di calcolo politico. Mattei non
miracoloso viaggio di “Miriella”, moto- detto che le “sette sorelle fecero cartello aveva petrolio, ma aveva protezione po-
nave affittata dalla Compagnia Italiana contro Supor”, e si rifiutarono di acqui- litica: l’Eni sopravvisse all’impatto con
Trasporti Marittimi (Citmar) e comanda- stare il suo petrolio. A guardare i docu- le grandi. Supor aveva petrolio, ma poli-
ta dal capitano Mazzeo
Mazzeo. Citmar era sta- menti, non fu proprio così. L’inglese ticamente era scoperta. Eppure Supor
to di fatto l’unico armatore disposto a Aioc
Aioc, che sarebbe diventata BP, non si rappresentò qualcosa di importante:
mandare una nave allo sbaraglio contro rassegnò alla sentenza di Venezia, e nella sua romantica impresa, che per
i cannoni inglesi, per latitudini pericolose continuò la sua battaglia legale. Avviò molti aspetti richiama quella dell’Epim,
e militarizzate. Fu una vicenda tanto av- poi un’intensa attività di minacce a tut- aveva aperto il commercio tra l’Italia e
venturosa che una società cinematogra- ti gli operatori petroliferi del continen- l’Iran. Se il contratto petrolifero fu di-
fica voleva farci un film, ed è proprio da te, asserendo che se avessero acquista- sciolto, camioncini e medicine continua-
un soggetto scritto per l’occasione che to il petrolio di Supor sarebbero stati rono a esser spediti. Si può dire che gra-
possiamo ricostruire cosa avvenne. denunciati. Non ci fu quindi un cartel- zie a Supor l’Italia è oggi primo partner
Passato il porto di Aden, Mazzeo or- lo: si trattava di aperte minacce, per le commerciale dell’Iran, per quanto la
dinò che la radio fosse usata solo “in quali Aioc fu anche querelata da Supor. Germania potrebbe presto prendere il
caso di pericolo”, per ascoltare le comu- Ai fatti, l’azienduola italiana ebbe diffi- suo posto.
nicazioni inglesi e per capire la posizio- coltà a trovare depositi costieri disposti In tutta la storia di Supor, Mattei eb-
ne delle loro unità navali. Poco prima di a prendere sempre nuovi carichi delle be molta meno importanza di quanto
virare a Nord per il Golfo Persico, si av- sue navi, viste le migliaia di tonnellate non si sia considerato finora. All’epoca
vicinò alla nave un incrociatore britan- già in giacenza. Aioc arrivò perfino a esistevano interlocutori molto più im-
nico, chiedendo nome e destinazione del pubblicare un annuncio su una rivista portanti di EniEni, fondato solo nel 1953:
battello. Mazzeo diede ordine di ris- specializzata svizzera per comunicare a basare una strategia commerciale sola-
pondere alla prima domanda, e di men- tutti la propria posizione in merito al mente sul contatto con l’azienda italia-
tire sulla seconda. L’incrociatore sembrò petrolio di Supor. na sarebbe stato insensato. E’ vero: il
soddisfatto e lasciò passare Miriella. Il fatto che non ci fu un cartello da primo viaggio di Miriella terminò a Ve-
Ma all’imboccatura del Golfo, la mo- parte delle “sette sorelle” è conferma- nezia, dove c’era la raffineria Irom con-
tonave era attesa da un’altro incrociato- to dall’esistenza di un documento da cui trollata da Eni; ma il partner di Eni in
re britannico. Mazzeo sapeva che non risulta che Supor chiuse dei contratti questa raffineria era proprio Aioc, che
poteva più mentire sulla destinazione commerciali con Esso, Socony, Shell e la per l’appunto denunciò Supor non ap-
e giocò d’astuzia: non appena scorse la belga Purfina. Il documento testimonia pena la motonave attraccò a Porto Mar-
nave da guerra comparire all’orizzon- un “accordo di ripartizione” datato 18 ghera.
te, virò di 180 gradi. Si fece raggiunge- febbraio 1955
1955, secondo il quale il tota- Mattei nei mesi precedenti non ave-
re dagli inglesi, che poterono rilevare le complessivo dei trasporti da parte va mai dimostrato un particolare interes-
solo la presenza di una nave italiana di- delle aziende citate era di 217.499 ton- se per il petrolio di Mossadeq: era stato
retta fuori dal Golfo senza alcun carico. nellate di greggio. Sono presenti negli solo dopo grandi pressioni diplomatiche
Quando gli inglesi riguadagnano l’oriz- archivi della società anche diverse let- che aveva accettato di incontrare dei rap-
zonte, Mazzeo virò di nuovo e potè rag- tere indirizzate a Vincenzo Cazzaniga
Cazzaniga, presentanti del Primo Ministro iraniano.
giungere Abadan. E lì ci fu una festa me- presidente della Esso Standard Italiana, Dalle carte di Supor non emergono par-
morabile, a cui parteciparono Mossadeq per la definizione di vari contratti. Inol- ticolari questioni concernenti Mattei: an-
e lo stesso Nikolai Soubotian, giunto in tre, Supor fu in grado di vendere petro- cora al 1955, quando Supor era stata na-
aereo. Mazzeo prese a raccontare alla lio ad aziende greche, giapponesi, ame- zionalizzata, le raffinerie a cui si punta
folla il racconto della sua traversata, in ricane indipendenti. Peraltro, con Esso sono “API, Sarom, Aquila e Permolio” e
italiano; Nikolai lo tradusse in francese un contrasto c’era, ma era interno al- quella di Napoli della Socony Vacuum.
a un’incantevole ragazza presente, So- l’Iran: al ritorno dello Scià, la Standard Porto Marghera era off-limits perché par-
raya
raya, che sarebbe diventata sua moglie. Oil of New Jersey fece di tutto per far tecipata da Aioc, con vertenze ancora in
Il 28 gennaio 1953 Miriella fece rot- fuori Supor, e di fatto ci riuscì. corso. Le raffinerie di Bari e di Livorno
ta per Venezia e lì trovò ad aspettarla Il problema di Supor fu che, alla ria- facevano capo a Stanic partecipata da
gli ufficiali giudiziari che posero il cari- pertura del mercato dopo la sentenza, Anic ed Esso. Come si è visto, la Esso ac-
co sotto sequestro. Supor era stata in- la sua situazione finanziaria era già cettò di prendere carichi di Supor.
fatti denunciata dagli inglesi per appro- compromessa. Da un lato, gli iraniani, E’ suggestivo ritenere che Mattei si
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fosse rifiutato di accettare il petrolio di dopo la guerra, e mancavano ancora le che nel frattempo l’embargo sull’Iran
Supor per non inimicarsi le sette sorel- grandi infrastrutture che sarebbero sta- era stato tolto e Delek decise di rivol-
le, ma a quanto pare all’epoca il fonda- te costruite negli anni successivi. gersi direttamente alla Nioc. Supor ave-
tore di Eni poteva fare ben poco. Il vero Rimane da chiedersi come mai, tra va perso il suo unico vantaggio compe-
ostracismo nei confronti di Supor fu tutti i depositi costieri, Miriella avesse titivo, che consisteva nella possibilità di
portato avanti dagli inglesi adottando deciso di andare proprio a Venezia, forzare il blocco. Non aveva quindi più
tutte le strategie possibili, dalle diffide dove Aioc partecipava al 49% nella raf- motivo di esistere.
alle denunce. Su giornali italiani ed este- fineria. I motivi potevano essere tanti: Che successe a Soubotian? Tornò in
ri, l’Aioc denunciò a mezzo pubblicità a Venezia c’erano i depositi costieri che, Italia. Soraya lo raggiunse nel 19571957, e
che Supor stava “trafugando petrolio di per esempio, servivano la raffineria un giorno fu portata da Nikolai a un ri-
proprietà inglese”, e minacciò di ricor- Aquila di Trieste, e fornivano l’accesso cevimento. “Vieni”, le disse, “ti voglio
rere legalmente contro chiunque aves- più rapido ai mercati europei: non a presentare qualcuno”. Era Enrico Mat-
se acquistato petrolio dalla piccola caso, Aioc si era preoccupata di blocca- tei
tei, che allora davvero iniziava a diven-
azienda italiana. re gli sbocchi commerciali di Supor in tare “qualcuno”, nell’Italia del boom. I
In particolare, Mattei immerse le Svizzera. Inoltre, i dirigenti di Supor po- Soubotian lasciarono Roma pochi anni
mani nel petrolio iraniano dove potè: nel tevano aver pensato di voler “affronta- dopo, alla volta dell’Australia, a insegui-
1954 Supor lasciò in deposito oltre 10.000 re direttamente” la questione legale re i sogni di Nikolai. (S.C.)
tonnellate di petrolio al bunker Agip di con Aioc, andando subito nella tana del
Vado Ligure, pagando un corrispettivo di lupo. Il materiale citato in questo articolo
8.240.000 lire per un mese. Con una nota a margine che vale la è tratto dalle buste Supor presenti al-
Molte raffinerie rispondevano nor- pena riportare: Supor riuscì a vendere l’Archivio di Stato di Roma, oltre ad ar-
malmente a Supor che non avevano spa- petrolio anche a Israele
Israele, dove c’era una ticoli della Staffetta Quotidiana e del-
zio per prendere altro greggio da raffi- sola, grande raffineria, ad Haifa. Era di l’archivio del Corriere della Sera. Ringra-
nare. Non è una scusa del tutto inatten- proprietà inglese. Il contratto di forni- zio per le testimonianze dirette Giorgio
dibile: gli impianti dovevano ancora es- tura fu concluso con l’israeliana Delek Carlevaro, Marcello Colitti, Francesco
sere rimessi in opera completamente nel novembre del 1954. Il problema è Guidi e Soraya Soubotian.

Segue da pag. 7
complicato non abbiano suscitato alcuna curiosità in Consob
La rrete
ete gas Enel al Fondo2i e Banca d’Italia, i soli che abbiano i poteri di vigilanza per
zione e il motivo per il quale si è preferito rinunciare alla pro- verificare la congruità dell’operazione a tutela della traspa-
cedura di gara, già avviata, scegliendo di realizzare la vendita renza del mercato e dei piccoli azionisti – attorno a un milio-
“fuori mercato”con una trattativa in esclusiva che ne ha pro- ne e mezzo – detentori a fine 2008 del 35% del capitale di
babilmente condizionato la soluzione. Dal punto di vista stret- Enel. E per ultimo tentiamo di capire qual è il vero senso
tamente finanziario e della strategia industriale infatti ad Enel dell’operazione per F2i: nelle transazioni finanziarie che ab-
sarebbe forse convenuto vendere sul mercato aperto ricavan- biamo riassunto F2i sembra svolgere un servizio di pronto
done probabilmente un maggiore vantaggio di prezzo: la va- soccorso finanziario per Enel al posto delle banche creditrici
lutazione della società a cui si è giunti è stata invece molto al interessate a ridurre il loro livello di rischio; altrimenti che
di sotto del prezzo stimato l’anno scorso tra 2 e 2,5 miliardi di senso ha finanziare l’operazione con un prestito dello stesso
euro e più recentemente in 1,8 miliardi; è vero che il prezzo è Enel all’8,25%(il venditore che finanzia il compratore?) in
stato determinato con una metodologia (Regulated Assets un mercato di tassi calanti dove le condizioni accessibili per
Base) riconosciuta dagli analisti del settore e basata su dati F2i ed Axa povrebbero essere assai più favorevoli? Anche qui
definiti dall’Autorità dell’energia, una modalità neutra che si è scelto di operare “fuori mercato”: perché? E, soprattut-
però non mette al riparo dalla critica di chi ritiene opaco uno to, ha senso investire e indebitarsi in un business maturo con
scambio fuori mercato. In questo caso infatti si può ragione- una redditività media nel settore attorno al 6-7% così lonta-
volmente ritenere che le eventuali offerte di società concor- na dalla redditività del 12-15% che è l’obiettivo dichiarato
renti avrebbero probabilmente riconosciuto una plusvalenza di F2i? Il recupero di efficienza con cui F2i si propone di col-
commisurata ai potenziali vantaggi ottenibili dall’integrazio- mare il gap di redditività è realistico? Dove Enel Rete Gas ha
ne operativa e commerciale, aspetti questi prettamente ope- margini così ampi di miglioramento da superare largamente
rativi che una società finanziaria non può considerare. le migliori performances del settore? E in quanto tempo si
Se questa ipotesi ha un fondamento è allora plausibile chie- pensa di realizzare un tale efficientamento?
dersi: chi ha deciso di negoziare la vendita con un solo acqui- Insomma alla luce dei dati e degli argomenti qui conside-
rente? Non ci sono le prove, naturalmente, ma se si esclude rati sembra legittimo mettere alla prova dei fatti anche la
Enel, che da una vendita a mercato aperto avrebbe forse po- strategia di F2i nei termini ambiziosi in cui l’ad Gamberale,
tuto realizzare di più, si può ragionevolmente “sospettare” dominus e inventore del Fondo, l’ha disegnata in una recen-
del doppio ruolo che hanno in Enel e in F2i sia la Cassa De- te intervista (v. Staffetta 6/6): Gamberale si dice infatti con-
positi e Prestiti come azionista di ambedue (in Enel con il vinto che la progressiva separazione proprietaria delle reti
17,36% e in F2i con l’8%) sia le principali banche col doppio aprirà la “strada per la valorizzazione delle reti“ e questo
cappello di creditori di Enel (prime tra queste: IntesaSanPaolo, business può essere per F2i “il germe di una National Grid
Unicredit e Merrill Lynch) e contemporaneamente di azioniste italiana” con una politica di investimento (www.f2isgr.it) este-
di F2i nonché membri del Comitato Investimenti. Si converrà sa a tutte le categorie di infrastrutture di rilevanza naziona-
che in questa doppia posizione può essere forte la tentazione le e locale, non solo quelle energetiche, e compresa la sanità
di combinare gli interessi del Governo (in Enel alla quota Cdp e tutti i servizi pubblici locali. Vasto programma, viene da
si aggiunge il 13,88% del Tesoro) e delle banche e in questo dire, pensando alla forte diversità tecnica e gestionale dei
senso una procedura d’asta per la vendita della società sul mer- settori e all’imponenza dei mezzi finanziari richiesti: F2i di-
cato aperto non avrebbe permesso di controllarne l’esito. E’ spone di un capitale di soli 2 miliardi, già impegnato per un
anche evidente il conflitto di interessi di quelle Banche che da quarto con questa sesta operazione, ancorché sostenuto da
un lato hanno “guidato” Enel nella vendita di Enel Rete Gas e un parterre di soci nazionali e internazionali di primo livello.
dall’altro sono state determinanti nelle scelte di investimenti E viene anche da pensare: ma non sarebbe meglio investire
di F2i (banche e fondazioni bancarie detengono quasi il 60% nelle start up di infrastrutture innovative e di operatori emer-
del capitale) traendo vantaggio non solo dai diversi servizi di genti e tecnologicamente avanzati piuttosto che in aziende
arbitraggio ma anche dal trasferimento sulle spalle di F2i di dedicate alla gestione tradizionale dei servizi? La via del ri-
parte della loro esposizione finanziaria e del supporto agli in- schio, della innovazione, della concorrenza è certo la più dif-
vestimenti di sviluppo della rete gas. ficile e controcorrente ma è la sola utile a sviluppare l’econo-
Sorprende che questi intrecci societari e uno schema così mia in questa difficilissima congiuntura. Roberto Macrì