Sei sulla pagina 1di 3

CESARE VIVIANI Nasce a Siena nel 1947, dal gusto estetico, milanese per professione perch si trasferisce a Milano

per fare lo psicanalista, ha un infanzia religiosa nei paesaggi chiantigiani con forti tensioni edipiche. Laureatosi in giurisprudenza, ha esperienza nel campo della fotografia, qualche velleit registica e unesperienza decisiva di analisi personale e di terapeuta, nonch unintensa attivit su riviste e in gruppi davanguardia poetica. Scrive 4saggi di tematica psicanalitica,3 plaquettes di aforismi estetici, 1ottima traduzione di Verlaine (Feste Galanti) 12raccolte di poesia. Confidenza a parole1971 Summulae 1983 LOstrabismo cara 1973 Piumana 1977 Lamore delle parti 1981 Merisi 1986 La preghiera del nome 1990 Lopera lasciata sola 1993 Odora il padre-Cori non io 1994 Una comunit degli animi 1997 Silenzio delluniverso 2000 Passanti 2002 Poesie 1967-2002 uscito nel 2003 La forma della vita 2005

Il suo libro Cori non io comprende poesie inedite della prima stagione del poeta che risalgono agli anni 70. Confidenza a parole (1971) la sua prima raccolta di poesie e l Ostrabismo cara (1973) il libro che gli d maggiore notoriet. In Cori non io (cfr. poesia A Francesca dallantologia a pag. 527) bench caratterizzato da un forte sperimentalismo linguistico, Viviani rientra nel filone della poesia metafisica anche perch comunque appartiene alla fine delle tendenze avanguardistiche; i giovani autori di quegli anni (fine 60 inizi 70) non possono sottrarsi alle tendenze sperimentali dellepoca. Per es. Fortini s discosta s dallermetismo dal punto di vista tematico, ma, a livello di stile, conserva una tendenza pi classicheggiante ed ermetica. I libri pubblicati negli anni 70 risentono della tendenza a cercare nuove vie (non necessariamente della neoavanguardia italiana), come notiamo anche in A Francesca, dove c un accostamento al

Dadaismo zurighese (presenza di premesse non scontate come pu essere in Pasolini per le sue premesse alle poesie civili). Il Dadaismo zurighese (1916) si proponeva di annullare la lingua e smontarla per la volont di eliminare i riferimenti alluso del tedesco come lingua dei conflitti. I gruppi dadaisti degli anni 10, 20, concepirono dei libri scritti a pi mani e addirittura in lingue differenti; inventarono nuove lingue evocando lingue primitive, ancestrali, collocandosi in linea con lidea avanguardistica di voler tornare ad un periodo di innocenza della civilt occidentale. Il Dada zurighese ebbe delle influenze su Viviani, insieme alle esperienze personali e professionali di psicoanalista e alla linguistica lacaniana. (Secondo Lacan1, linconscio lavora linguisticamente e la lingua la prima forma di misurazione del soggetto con se stesso; la lingua un fatto individuale ed anche la prima forma di contatto con il mondo esterno). Linvenzione di una nuova lingua era preceduta dallesperienza della destrutturazione della lingua stessa viene meno, quindi, la strutturazione sintattica della poesia, che perde la funzione di comunicare: la poesia non pi uno scopo. - In una prima fase, in Viviani c, una mescolanza di parole sensate e parole prive di senso, prole inventate e neologismi, comunque sempre grammaticalmente classificabili tutto questo ha la funzione di scardinare la presunzione di conoscenza. I relitti linguistici hanno lapparenza di appigli che hanno lo scopo di mostrare come la conoscenza proceda per possibile logicit e presunzione e pretenda di capire. La psicoanalisi di Viviani appare come una lotta contro ogni principio di autorit; lattacco alla lingua uno scagliarsi verso la convenzione, poich chi usa una lingua la subisce e attraverso la lingua si impongono anche modelli ideologici che passano attraverso metafore, ovvero modelli di pensiero. La poesia per Viviani una riflessione sulla lingua, una sperimentazione esterna come polemica antilinguistica. Di qui il rifiuto ad usare la lingua della tradizione poetica che porterebbe con se modelli e schemi mentali gi definiti. Di questa prima fase
1

Jacques Lacan (Parigi, 13 aprile 1901 9 settembre 1981) stato uno psichiatra e filosofo francese nonch uno dei maggiori psicoanalisti. Fu anche uno strutturalista e bas molte delle sue teorie, oltre che sulle opere di Sigmund Freud, anche sulle teorie linguistiche di Ferdinand de Saussure. Celebre la sua tesi secondo la quale l'inconscio sarebbe "strutturato come un linguaggio"; da qui la centralit dell'attenzione alla veicolazione di significati attraverso la comunicazione verbale nella teoria della tecnica lacaniana. Importante anche la sua teorizzazione relativa alla "fase dello specchio". Lacan, pur essendo considerato da molti un innovatore del pensiero freudiano, dichiara di voler "tornare all'insegnamento originario di Freud" e malgrado sia stato sconfessato pi di una volta dalle istituzioni freudiane ortodosse si sempre proclamato l'unico vero interprete dell'insegnamento di Freud. http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Lacan

Lostrabismo cale non ha nessun sinificato, un lapsus, un errore che diventa fondamento poetico. - Della seconda fase fa parte Piumana (1977). Accanto alla lingua italiana pi o meno riconoscibile, come nella prima fase, c la presenza di parole straniere o che sembrano derivate da lingue straniere; c, quindi, unibridazione della lingua. - Nella terza fase rientra la raccolta Cori non io, dove c un annullamento quasi totale della lingua. Verso gli inizi degli anni 90 lo sgretolarsi linguistico il tema di maggior interesse per Viviani che arriva al grado zero della lingua e si protende verso lavvicinamento ad una vecchia coscienza che ci ricorda la poetica di Luzi. Sono anche altre le caratteristiche della sua poesia degli anni 90: tende infatti verso una poesia estremamente pi musicale e rarefatta il cui momento culminante in Silenzio dellUniverso (Einaudi 2000), in Passanti (2002) e in Credere allinvisibile. La lotta contro il principio di autorit non avviene pi attaccando la lingua, ma lautore invita ad approcciarsi alla realt che va oltre il visibile, dove il silenzio ed il vuoto apparente sono i veri luoghi con cui luomo deve confrontarsi. Il silenzio diviene tecnica poetica assieme alle figure del pieno. Da lopera lasciata sola (1993) Oh passanti, oh lettori! chi di voi pag. 529 dallantologia. Il questa poesia il poeta si rivolge alluomo che non vuole accorgersi dellinvisibile e si fa prendere dalle catene del fare e che per questo rischia di cadere negli abissi dellinvisibile, solo a causa della sua distrazione. Il libro La forza della vita (Einaudi 2005) ha uno stile che si avvicina molto alla prosa. In questo libro lautore dimostra che la vita non ha forma, che sfuggente ed inafferrabile. Ci offre squarci di una vita cittadina, presentata in unanalisi quasi disperata. una vita che non codificabile perch in continua metamorfosi.