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La condizione della donna nell'Islam e nell'Occidente saggio breve di Mehmud Hasnat

per domande o chiarimenti: mehmud@hotmail.it

INTRODUZIONE
Questo documento contiene alcuni degli miei articoli sulla condizione della donna nell'Islam e nell'occidente scritti per il giornalino della scuola. Include inoltre alcune delle risposte alle domande che mi erano state fatte dagli studenti e dagli insegnanti. In questi articoli ho cercato di mettere in luce, penso in modo molto oggettivo, la condizione della donna nei due mondi pi importanti. Con ogni mia opinione ho citato anche la fonte da cui l'ho dedotta. Ho inoltre dato tutti i riferimenti alle citazioni con i titoli ed edizioni dei vari libri. Perch secondo me il modo pi scientifico per analizzare un problema di qualsiasi genere necessario leggere e citare fedelmente i documenti che parlano in modo chiaro. Ringrazio tutti i miei insegnati e miei compagni che hanno dato dei consigli molto utili per lo svolgimento di questo lavoro. Secondo me questo modo pu avviarci verso un dialogo tra le culture e religioni diverse.

Dalla inferiorit alla parit: lunga battaglia della donna in occidente


La donna per quasi tutta la storia dell'umanit, dall'antichit ad oggi, ha vissuto in una condizione di notevole inferiorit in rapporto all'uomo. Lo scopo di questo mio articolo di fornire una visione completa sulla condizione della donna nell'occidente. Magari qualcuno trover delle sorprese nel leggere per la prima volta certe cose. Ho cercato di riportare i testi e le esatte parole degli autori per fare un'analisi quanto possibile oggettiva. L'anno scorso avevo gi scritto sui diritti delle donne nell'Islam,che vorrei ripubblicare in questo numero del giornalino per rinfrescare la memoria e in modo da dare una visione globale sul tema in due societ dominanti dei nostri tempi: Il mondo islamico e l'occidente. Partiamo dalla condizione della donna nel mondo greco. Sin dai tempi pi antichi il mondo greco ci presenta spesso la donna come un essere malefico e causa di molti mali. Un esempio il mito di Pandora, raccontato da Esiodo nel suo poema. Secondo gli autori greci la donna non era prevista nel progetto iniziale del mondo. Lo stesso Esiodo sostiene che la donna entrata a far parte del nostro mondo come castigo per l'uomo ovvero una punizione per le sue cattive opere (versi 6269,citati in E.DeMarchi, Gli Elleni, II ed. Vallardi, Milano 1924, pag.231). Platone, nei Dialoghi, afferma: tutti quelli che nati uomini, sono stati codardi e sono vissuti nell'ingiustizia,[...] si mutarono in donne nella seconda generazione. (Dialoghi, VI Laterza, Bari 1918, pag.81) Secondo Aristotele la donna un maschio mancato. La donna inferiore all'uomo anche nella funzione che generalmente le viene riconosciuta come propria: la maternit. Ipse dixit: Nel processo generativo la donna non concorre allo stesso modo dell'uomo: questo reca il principio del movimento, quella la materia. (La generazione degli animali, ed. Belles Lattres, Parigi1961). A Roma la donna godeva di una posizione superiore a quella che occupava in Grecia pur rimanendo, comunque, profondamente sottomessa all'uomo. Il Pater familias aveva il potere di decidere sulla vita e la morte della donna. La prostituzione era una usanza comune presso i romani. La povera figlia d'Eva veniva usata come un giocattolo per i soldati stanchi che dopo aver combattuto una guerra volevano divertirsi. Adesso passiamo allo stato della donna nel mondo ebraico-biblico. Stando a Qoleth 7:26-29 pare che se ne debba dire molto male. S'afferma infatti: trovo che amara pi della morte la donna, la quale tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi gradito a Dio la sfugge, ma il peccatore ne preso [...]. Infatti la donna ebraica molto inferiore all'uomo; non bisogna parlare alle donne sulla piazza recita il Talmud. La donna non eredita dal proprio marito

n normalmente dal padre. Non pu testimoniare nei tribunali. (Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo biblico, Massimo, Milano 1986, pag.239). da tener presente anche la formulazione dell'ultimo precetto del decalogo in Esiodo 20:17, e Deuteronomio 5:12: la donna posta insieme alle cose che non si possono desiderare lecitamente. Passando al cristianesimo possiamo notare una notevole differenza tra gli insegnamenti del profeta Ges Cristo (pace di Dio su lui) e quelli di Paolo di Tarso. Quest'ultimo cambi per non dire ribalt notevolmente quanto espresso dallo stesso Ges (pace su di Dio su lui) . Per quanto riguarda il Figlio di Maria (pace di Dio su loro due) ha sempre rispettato la donna nel suo comportamento come tra l'altro l'hanno fatto tutti i profeti, da Adamo (pace su di Dio su lui) a Muhammad (pace e benedizione di Dio su lui). Ma se esaminiamo le parole, pi o meno affidabili, che egli ha pronunciato, non ne troviamo nulla di preciso sulla posizione della donna. Adesso passiamo considerazione della donna in Paolo di Tarso (fondatore del paulismo o del cristianesimo attuale ). Paolo ha scritto vari libri contenuti nella Bibbia che abbiamo oggi e le sue parole sono considerate un fondamento teologico nel cristianesimo, spesso anche pi di quelle di Ges (pace di Dio su lui). Per capire la posizione che lui concede alla donna cito vari passi delle sue lettere; Non c' pi giudeo n greco; non c' pi schiavo n libero; non c' pi uomo n donna, poich tutti voi siete uno in Cristo Ges(Gal 3:28). Voglio per che sappiate che di ogni uomo il capo Cristo, e capo della donna l'uomo, e capo di Cristo Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poich lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L'uomo non deve coprirsi il capo, poich egli immagine e gloria di Dio; la donna invece gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; n l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. Tuttavia, nel Signore, n la donna senza l'uomo, n l'uomo senza la donna;(1Cor,11:3-11) Come in tutte le comunit dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perch non loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perch sconveniente per una donna parlare in assemblea.(1Cor,14:34-35) La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, n di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perch prima stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potr essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carit e nella santificazione, con modestia.(1Tm2:11-15) A parte il primo passo nella maggior parte dei suoi discorsi Paolo sostiene l'inferiorit della donna. I motivi di questa disuguaglianza sono i seguenti: la donna stata creata dopo l'uomo; la donna stata creata per l'uomo; la donna ha peccato prima dell'uomo e ha trascinato nella disobbedienza lo stesso uomo. Quindi alla luce di quanto ha detto Schusserl Fiorenza, una delle maggiori femministe e docente di Nuovo testamento e teologia, nel suo saggio In memoria di lei basta dire che nella Bibbia e specialmente nelle lettere di Paolo la donna occupa un posto inferiore all'uomo.( S.Fiorenza, In memoria di lei, Claudiana, Torino 1990).

Pi o meno lo stesso atteggiamento si nota negli scritti di altri grandi autori cristiani. Ad esempio nel De Cultu foeminarum (I 1 ML1,130) , Tertulliano accusa la donna di essere la causa della caduta

del genere umano e della morte di Ges (pace su di Dio su lui) . Giovanni Crisostomo sostiene: bisogna far ricadere la colpa di Eva su tutte le donne in quanto tutte sono deboli e leggere.(MG 54,554s). Tra gli autori cristiani citiamo uno di particolare prestigio: Tommaso d'Aquino: commentando le parole di 1Cor11:3 fa suo il giudizio di Aristotele e afferma che la donna un maschio mancato;

nella Somma teologica (I,q.92,art.1) egli si chiede se nella prima costituzione del mondo c'era bisogno di produrre la donna. No, afferma,la femmina un maschio mancato e nella prima costituzione del mondo non doveva esserci nulla di mancato e di difettoso e perci allora la donna non doveva essere creata. Continua dicendo: rispetto alla natura particolare la donna un essere difettoso e manchevole. Ancora nella Somma teologica (in II-II,q.165, art.2) sostiene: la donna era debole e quindi poteva pi facilmente sedotta, sia perch, data la sua intimit con l'uomo, la donna costituiva per il demonio il mezzo pi efficace per sedurlo.

Questa posizione talmente pacifica e condivisa che si trova persino fuori dell'area cattolicopaulista, in personaggi di opposta tendenza, ad esempio in Machiavelli, Molire e in Rousseau. Fermiamoci brevemente su quest'ultimo, nei libri quarto e quinto dell'Emilio troviamo seguenti affermazioni:

la donna fatta per piacere dell'uomo; l'uomo e la donna non devono avere la stessa educazione;

la donna fatta per ubbidire ad un essere cos imperfetto come l'uomo [], essa deve imparare di buon'ora a soffrire anche l'ingiustizia e a sopportare i torti senza lamentarsi: i torti del marito;

la donna deve avere la religione del suo marito. (l'Emilio, ed. Garnier, pag. 431-457)

Questa condizione continu fino a un secolo prima, quando le donne hanno ottenuto il diritto di possedere propriet e il diritto di voto, in alcuni Paesi libero-democratici addirittura nel 1945 e 1974 (giusto per un confronto, le povere donne islamiche possedevano questi due diritti gi dal 600 d. C). Oggi, le coraggiose donne occidentali, dopo una dura lotta contro la societ ,hanno ottenuto i diritti che per secoli erano stati negati loro,al contrario delle donne musulmane,per, sono diventate un oggetto di pubblicit e di sfruttamento nelle mani della societ capitalista. I maschi le hanno ingannate in un modo talmente intelligente che non si sono rese conto dei privilegi che hanno perso. Oggi la donna deve lavorare fuori casa per colmare i bisogni economici della famiglia in quanto i maschi si sono liberati di questa responsabilit ma allo stesso tempo deve curare la casa, la famiglia e allevare i bambini. Le donne,quindi, devono svolgere una doppia funzione, in quanto l'uomo non pu condividere certi compiti che naturalmente sono femminili. Capita allora che la donna non riesca a tenere un equilibrio tra le sue responsabilit di lavoro e di casa, stanca e stressata, trascura l'educazione e la trasmissione di valori ai propri figli . La mancanza di questi valori l'inizio della rovina di una societ in quanto la famiglia il nucleo fondante di una societ, che ammalandosi porta la societ stessa al declino. A questo punto diventa positiva la divisione dei compiti all'interno della famiglia. Secondo me il fatto che la donna debba curare la famiglia e la casa senza preoccuparsi di bisogni economici, e l'uomo debba fare i lavori pesanti fuori casa non non implica una condizione di inferiorit per la donna. In quanto sia la donna che l'uomo operano in due sfere diverse ma di uguale importanza. Ad essere sinceri, il lavoro della donna pi importante in quanto prepara la futura generazione di una societ giocando cos un ruolo importante nel fissare gli obiettivi e le tendenze di una societ. Per concludere possiamo affermare che il compito dell'uomo di salvaguardare il presente di una societ e quello della donna di dare un futuro migliore alla societ stessa.

I diritti delle donne nell'Islam


Prima della venuta dell'Islam in molte parti del mondo la donna era vista come una creatura divina di secondo grado e non aveva nessun diritto. In una situazione di questo genere la prima religione nella storia umana a riconoscere tutti i suoi diritti stato l'Islam. Questi diritti sono stati riconosciuti senza nessuna sua richiesta o movimento femminista. Mentre nei Paesi liberi, democratici e moderni che rispettano tutti, le donne hanno dovuto lottare per pi di cent'anni (per questo deve deve essere dato massimo credito al loro coraggio) e per ottenere i suoi diritti ha perso molti privilegi (anche se in queste societ privilegi non aveva). Adesso vediamo quali diritti ha la donna nell'Islam a partire della sua nascita fino alla morte, poi nella vita nell'aldil. Diritto di nascita: Il Corano dice apertamente che ogni essere umano, donna o uomo, che stato concepito nel ventre materno ha diritto alla nascita. Non s pu fare l'aborto se non in due casi estremi. Uno quando la mamma rischia la vita e il secondo quando la gravidanza ha avuto luogo a causa di una violenza sessuale sulla donna. Il Corano dice: Non uccidete i vostri figli per timore della miseria: siamo Noi a provvederli di cibo, come [provvediamo] a voi stessi. Ucciderli veramente un peccato gravissimo. (17:31) Vengono condannati coloro che si addolorano quando nasce una femmina, il Corano dice: Quando si annuncia ad uno di loro la nascita di una figlia, il suo volto si adombra e soffoca [in s la sua ira,Gli arabi dell'epoca preislamica consideravano una vera disgrazia la nascita di una femmina e arrivavano fino a seppellirla viva per liberarsene. ndr .] Sfugge alla gente, per via della disgrazia che gli stata annunciata: deve tenerla nonostante la vergogna o seppellirla nella polvere? Quant' orribile il loro modo di giudicare.(6:58-59) Secondo l'Islam la donna e l'uomo sono uguali per nascita; il Corano dice: Uomini, temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Allah, in nome del Quale rivolgete l'un l'altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allah veglia su di voi. (4:1) In questo verso il genere umano in quanto creato tutto da un solo essere il rapporto tra l'uomo e la donna considerato come un legame di sangue. E nel legame di sangue nessuno migliore dell'altro. Nell'Islam la colpa dello sbaglio commesso dal profeta Adamo e la sua moglie Eva(pace su di loro) viene attribuita a tutti e due (peccato che poi stato perdonato da Dio cosicch nessuno nasce caricato di un peccato che non ha mai commesso ). il Nobile Corano dice: E dicemmo:"O Adamo, abita il Paradiso, tu e la tua sposa. Saziatevene ovunque a vostro piacere, ma non avvicinatevi a quest'albero che in tal caso sareste tra gli empi". Poi Ibls (Satana) li fece inciampare e scacciare dal luogo in cui si trovavano. E Noi dicemmo:"Andatevene via, nemici gli uni degli altri . Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito ". Adamo ricevette parole (per chiedere perdono) dal suo Signore e Allah accolse il suo pentimento. In verit Egli Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso.(2:35-37)

Diritti di una figlia:

Prima dell'Islam le femmine erano considerate un peso e una vergogna . Con la venuta dell'islam le femmine hanno ottenute l'onore ch' loro. Un detto del Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) dice: Chi ha allevato una figlia nel modo giusto, nel Paradiso sar vicino a me come un'unghia vicina all'altra Alle figlie viene dato il diritto d'eredit sia nella propriet del padre che della madre. Il padre responsabile di tutti i suoi bisogni fino al matrimonio. Diritti di una moglie: Nell'Islam il matrimonio viene considerato come un dono di Dio. Il Corano dice: Allah vi ha dato spose (mariti alle donne) della vostra specie, e da loro vi ha dato figli e nipoti e vi ha concesso le cose migliori. Crederanno al falso e disconosceranno la benevolenza di Allah? (16:72) Al momento del matrimonio il marito deve dare la dote alla moglie ( la donna pu chiedere qualsiasi cosa a parte quelle vietate dalla religione). Inoltre l'uomo deve sostenere tutte le spese del matrimonio. Nel matrimonio ci deve essere il permesso sia dell'uomo che della donna. La responsabilit di colmare tutti i bisogni della famiglia del marito mentre la moglie non ha nessun obbligo economico. Il Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) ha detto: L'uomo responsabile e guardiano della famiglia. E per ci deve rispondere a Dio. Il marito e la moglie devono aiutare ciascuno rimanendo nelle proprie sfere. Devono agire in modo tale che i figli possano avere la madre,in quanto non ha obblighi economici e quindi a casa per maggior parte del tempo, come una figure di riferimento costante. Ma se il marito non riesce e a provvedere a tutto, volendo la donna pu lavorare per aiutare il marito. Ma anche in questo non pu essere obbligata dal marito in quanto non la responsabilit della moglie provvedere economicamente alla famiglia . Nessuno uomo sposato pu stare lontano dalla sua casa per pi di quattro mesi senza il permesso della moglie. E alla fine se la donna sente che il marito non agisce in modo giusto e non le d tutti i suoi diritti e i due non sono fatti l'uno per l'altro pu chiedere il divorzio. Nell'Islam il rapporto matrimoniale non una imposizione eterna che, qualsiasi cosa accada, non pu terminare. Diritti di una madre: Nella giurisprudenza islamica dopo Dio e il suo Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) i diritti pi importanti sono quelli dei genitori. Il Corano ripete continuamente queste parole: Abbiamo imposto all'uomo di trattare bene i suoi genitori: lo port sua madre di travaglio in travaglio e lo svezz dopo due anni: Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il destino ultimo verso di Me. (31:14) [...]siate buoni con i genitori [...](6:151) Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te, non dir loro uff! e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto, e inclina con bont, verso di loro, l'ala della tenerezza; e di': O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo*. (17:23-24) *[Questo il fondamento teologico, testuale, dell'importanza che l'Islam attribuisce al rispetto nei confronti dei genitori. Il Sublime Corano arriva fino a prescrivere il massimo rispetto anche in caso di avanzato stato di senilit, e anche quando i genitori stessi siano miscredenti. Allah (gloria a Lui l'Altissimo) pone questo rispetto immediatamente dopo quello che si deve a Lui, riconoscendoGli

l'Unicit assoluta] Tra i due genitori la madre ha pi diritti. Islam ha dato un posto alle madri che nessun altra societ o religione ha riconosciuto. Il Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) ha detto: Il Paradiso sotto i piedi della madre Dio ha vietato per voi disobbedire e trattare male la vostra madre I diritti della madre sono tre volte pi del padre(questa la sintesi di un detto di cui il testo molto lungo) Diritti come sorella: Dopo il padre i fratelli sono responsabile di prendere cura delle proprie sorelle fino al loro matrimonio. I diritti generali: Diritto all'educazione: Secondo l'Islam l'istruzione o meglio l'educazione un obbligo per tutti i credenti. Il Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) ha detto: l'educazione un obbligo per tutti i credenti (sia donne che uomini)(Al-Bukhari, AlMuslim) In una societ islamica sia maschio che femmina, povero o ricco devono avere le stesse possibilit dell'istruzione. Lo stato islamico responsabile di fornire un educazione giusta a tutti i suoi cittadini, sia musulmani che non musulmani. Diritto di possedere propriet, commercio e eredit: La donna ha il diritto di possedere propriet, di commercio e di tenere tutti i guadagni per s senza dare un centesimo in casa. La donna pu anche lavorare rispettando le regole del velo. E non assolutamente vero che l'Islam vuole chiudere la donna dentro la casa. Il Corano dice: Agli uomini spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti stretti; anche alle donne spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti stretti: piccola o grande che sia, una parte determinata .(4:7) Teniamo presente che i Paesi liberi e moderni hanno dato questo diritto alle donne nel 1870 con The Married Women's Property Act 1870 . Diritto di voto e libera scelta: L'Islam ha dato alle donne il diritto di voto e di partecipare nella vita politica della comunit. Un esempio di questo Aeysha (Dio sia contento da lei) la moglie del Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) che aveva fatto una guerra guidando personalmente l'esercito contro il quarto califfo (Dio sia contento da lui) in quanto non era d'accordo con una sua decisione politica. Anche i cosiddetti Paesi democratici hanno questo diritto riconosciuto solo 100 anni fa. Diritto alla privacy: Secondo l'Islam sia uomini che donne hanno diritto alla privacy. vietato entrare nella casa o camera altrui senza chiedere il permesso. Il Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) ha detto: Prima d'entrare nella casa degli altri chiedete tre volte il permesso, se no ritornate non andate a raccontare in giro quello che avete sentito su altri un verso del Corano dice che parlare male di una persona come mangiare la carne del proprio

fratello. Diritto all'onore e alla sua difesa: Per rispettare la donna e darle la giusta posizione che Dio le ha riconosciuto necessario salvaguardare l'onore della donna, sia attraverso l'insegnamento morale che attraverso leggi severe per garantire il massimo rispetto per l'onore femminile. Solo per questo motivo sono state date le regole riguardo al velo (un modo di autodifesa). Salvaguardare i diritti delle donne responsabilit dei governi islamici, tribunali e della societ. Il Profeta (pace e benedizione di Dio su di lui) ha detto: chi crede in Allah e nel giorno del giudizio non deve tormentare il vicino di casa e deve rispettare le donne [] (Al-Bukhari e Al-Muslim). Uguaglianza davanti a Dio: Secondo l'Islam la donna e l'uomo sono uguali negli occhi di Dio. E avranno lo stesso premio se fanno azione giuste e lo stesso castigo se sono deviati dalla retta via. Il Corano dice: Il loro Signore risponde all'invocazione: "In verit non far andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, in quanto gli uni vengono dagli altri. A coloro che sono emigrati, che sono stati scacciati dalle loro case, che sono stati perseguitati per la Mia causa, che hanno combattuto, che sono stati uccisi, perdoner le loro colpe e li far entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, ricompensa questa da parte di Allah. Presso Allah c' la migliore delle ricompense (3:195) Non invidiate l'eccellenza che Allah ha dato a qualcuno di voi: gli uomini avranno ci che si saranno meritati e le donne avranno ci che si saranno meritate . Chiedete ad Allah, alla grazia Sua. Allah in verit conosce ogni cosa. (4:32) In questo mio articolo ho cercato di mettere in luce solo alcuni dei diritti che l'Islam per la prima volta nella storia umana ha dato alle donne. Ho cercato di chiarire alcuni dei pregiudizi che ha la maggior parte della gente che non conosce quello che veramente la nostra religione ha detto. Perch siamo invasi dalle menzogne che ci vengono raccontate attraverso i mass-media per giustificare l'atteggiamento di certi stati che vogliono liberare tutto il mondo. Peccato che prima di fare ci dimenticano il proprio passato e presente. Leggendo questo articolo non bisogna dimenticare che questi diritti non sono frutto di un movimento femminista . Questi diritti sono stati dati millequattro cento anni fa. Quando le societ che si vantano di essere civili moderne ed aperte, liberee democratiche bruciavano vive le donne accusandole d'essere streghe.

Perch il velo?
Perch l'Islam degrada la donna tenendola dietro il velo? Questa una delle domande pi frequenti che vengono fatte a noi musulmani. In questo mio articolo cercher di chiarire alcuni dubbi che molte persone hanno riguardo al nostro Deen (Islam non solo una religione ma un intero sistema di vita cio Deen che fornisce le indicazioni per ogni aspetto della vita umana).

Prima di vedere la posizione dell'Islam vediamo quale posizione occupava la donna in tante altre grandi religioni e civilt del mondo prima dell'Islam. In alcune parti del mondo veniva bruciata quando le moriva il marito mentre in altre non poteva neanche parlare nella chiesa. Molte civilt l'usavano come prostituta mentre in altre veniva uccisa quando apriva gli occhi. In tante societ erano augurati solo i figli maschi mentre in altre se veniva violentava non aveva nessuna importanza e ancora ai nostri giorni il criminale subisce una penalit molto superficiale. Adesso vediamo la questione del velo nell'Islam. Islam ha decisamente migliorato la condizione della donna dandole molti diritti che prima non aveva. Tante persone discutono solo il velo per la donna. Mentre nel Sublime Corano, Allah ha detto: (O Profeta) Di' ai credenti di abbassare il loro sguardo e di salvaguardare le loro parti private. Ci pi puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. (Sublime Corano 24:30) Quindi anche gli uomini devono coprire il loro corpo e se guardando una donna li vengono in mente starne cose devono abbassare il loro sguardo. Poi il verso successivo d le indicazione alle donne: E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti [..] (Sublime Corano 24:31)

Nel corano e nella tradizione del Profeta (Pace su di lui) ci sono sei criteri per i vestiti che le donne

e gli uomini devono rispettare. A parte il primo criterio che diverso per gli uomini e le donne gli altri cinque sono uguali per entrambi: 1) Il primo riguarda la parte del corpo che deve essere coperta. Gli uomini devono coprire obbligatoriamente il loro corpo a partire dalla pancia fino alle ginocchia per meglio coprire tutto il corpo. Mentre le donne devono coprire tutto il corpo a parte la faccia, le mani e i piedi. 2) I vestiti devono essere abbastanza larghi da non rivelare la figura; 3) I vestiti non devono essere trasferenti che si possa vedere il corpo. 4) Non devono essere attraenti per il sesso opposto. 5) Non devono essere quelli dell'altro sesso. 6) Non devono essere simbolici di qualche altra religione. A parte questi criteri il velo (sia per maschi che per le femmine) riguarda anche il modo di pensare, di parlare, di comportarsi ecc. In un altro posto il Sublime Corano dice: E quelli che ingiustamente offendono i credenti e le credenti si fanno carico di calunnia e di evidente peccato. O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, cos da essere riconosciute e non essere molestate. Allah Perdonatone, Misericordioso. (Nobile Corano, 33:58-59) Il Corano, quindi, dice che l'obbiettivo principale del velo che le donne musulmane vengono riconosciute come donne modeste e serve per proteggerle d'essere molestate. Per esempio supponiamo che due sorelle gemelle, ugualmente belle stanno camminando sulla strada. Una di loro porta il velo mentre l'altra ha indossato una mini gonna. Sulla strada c' un uomo ch' l per tormentare le donne. Chi delle due sorelle molester? Quella con il corpo coperto o quella mezza nuda? Naturalmente quella con la mini gonna perch attira l'attenzione degli altri. Nell'Islam il motivo di portare il velo solo per proteggersi e non per sottomettere e sopprimere la donna. Poi dopo questa prevenzione se qualcuno oser ancora di toccarla non andr in prigione per soli quattro o sei anni ma andr incontro una penalit che merita veramente dopo aver commesso un reato cos grave e disumano. Secondo un recente ricerca del FBI negli Stati Uniti la percentuale della violenza sessuale in continuo aumento. Ogni giorno cerca 1000 casi vengono registrarti. E la stessa cosa per tanti altri Paesi liberi.

Per finire vorrei farvi un'ultima domanda: immaginiamo che in un Paese sia l'uomo che la donna rispettano i criteri del velo. Poi se qualcuno commette un reato di molestia sessuale viene punito con la pena di morte. Allora in una situazione del genere il numero dei reati di molestia aumenter? Rimarr uguale o diminuir?

Il velo e Islam: unoccasione di dialogo


Nel numero di Febbraio stato pubblicato un articolo interessante dal titolo Perch il velo?, il cui autore, Mehmud Hasnat, ha due meriti. Il primo sta nel volere iniziare un dialogo tra culture diverse a scuola, il secondo quello di essersi servito di uno strumento come il giornalino scolastico. Numerose sono state le reazioni e le discussioni, al punto che in alcune classi si deciso di rispondere allarticolo. Una risposta che non vuole n essere polemica n portatrice di pregiudizi. Analizzando la situazione bene ricordare che nelle primitive comunit islamiche pare che il velo non fosse utilizzato. Fu usato in seguito come segno di distinzione sociale. Le prime a indossarlo furono proprio le mogli di Maometto, presto imitate dalle altre donne. Fu poi linterpretazione del giurista Ibn Taymiyya nel XIV secolo a trasformarlo in un obbligo. Forse non tutti sanno che anche nella tradizione religiosa cristiana il velo una presenza indiscutibile. In passato le donne cristiane lo usavano per coprirsi i capelli sia negli spazi aperti sia nei luoghi di culto, per sottolineare la sottomissione della donna a Dio e agli uomini. In seguito la donna si emancipata da questa condizione di dipendenza materiale e psicologica, assumendo un ruolo sempre pi centrale nella societ. Nonostante il velo sia quindi una presenza concreta in entrambe le culture, oggi pi che mai diventato la pietra dello scandalo, un simbolo che viene difeso o attaccato sia nel mondo islamico sia nel mondo occidentale. Tutto nasce quando si d uninterpretazione severa dei seguenti versetti ... D alle credenti di abbassare i loro sguardi e di essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciare scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli...." (Corano 24,30-31) Da qui la scelta della donna di indossare il velo. Probabilmente la questione del velo non susciterebbe alcuna reazione se tutti avessero la certezza che si tratta di una libera scelta. Se, come sostiene Hasnat: lIslam non solo una religione ma un intero sistema di vita cio Deen che fornisce le indicazioni per ogni aspetto della vita quotidiana, le indicazioni devono restare tali, e non trasformarsi in imposizioni o in norme di valore giuridico. Al di l del velo, qualsiasi imposizione o regola che stabilisca una rigida divisione tra i sessi ormai condannata da pi parti. Lerrore sta nel voler trarre un valore normativo dal Corano. Cos la differenza tra religione e legge viene a mancare: viene a essere violato lo spirito laico che dovrebbe ispirare la legge. Infatti lunica arma contro le pretese di qualsiasi religione di sostituirsi al Legislatore il mantenersi allinterno di una posizione laica. Lesempio di alcuni Paesi islamici che hanno fatto della Sharia (legge coranica) la legge dello stato, non molto incoraggiante. In questi Paesi la condizione della donna spesso soggetta a costrizioni di tipo normativo che ne limitano la libert. Tale atteggiamento spaventa molti occidentali, ormai abituati a concepire Stato e Chiesa su due piani differenti. Infine, piuttosto debole e pericolosa laffermazione che il velo serva per proteggere le donne islamiche dalle molestie da parte degli uomini, secondo le parole del Corano: "... Oh Profeta, d alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, cos da essere riconosciute e non essere molestate..." (33,24). Il ragionamento risulta debole perch riduce luomo a una massa ormonale, pericoloso in quanto lo priva della libera scelta. Inoltre non si capisce come mai da un impulso incontrollato delluomo debba derivare un limite

imposto alla donna e non il contrario. Questo articolo ha il principale obiettivo di dialogare su modi diversi di pensare. Il velo non che un modo per cominciare a parlare. Ora il compito comune quello di continuare a parlarci, anche in modo schietto, ma sempre sincero. IV AS Alessandro Lombardi Giorgia Striatto Andrea Dubini IV BS Francesca Chiarella Paola Magno Rossana Tosi Laura Vergani

Perch solo il vostro sistema politico quello giusto?


Alcuni gironi fa ho ricevuto una risposta al mio articolo pubblicato nel numero di febbraio. Prima di tutto ringrazio tutti coloro che hanno letto e cercato di analizzare il problema e di rispondere al mio articolo, dandomi una ulteriore possibilit di parlarvi dell'Islam. I miei compagni che hanno scritto questa risposta sostanzialmente hanno criticato su seguenti concetti: il velo non era un obbligo prima del XIV secolo e fu Imam Ibn-e-Taymiyya a considerarlo come tale; la religione e lo stato devono essere separati; la donna deve essere libera di scegliere se portare o non portare il velo; l'esempio dei Paesi musulmani che hanno fatto della Sharia la legge dello stato non molto incoraggiante; il velo non serve per proteggersi; perch debba derivare un limite alla donna in seguito al comportamento dell'uomo; Cercher di rispondere in un modo molto breve a questi punti. Cominciamo dal primo: Dire che fu poi linterpretazione del giurista Ibn Taymiyya nel XIV secolo a trasformarlo in un obbligo assolutamente sbagliato. Per quanto riguarda che un Imam possa dichiarare una cosa come un obbligo o come permesso , non ammesso all'interno della teologia islamica. Nell'Islam ci sono principalmente seguenti tipi di norme: 1) Fard : obbligatorio, se non viene rispettato peccato; 2)Mustahib: consigliato, meglio se lo fai va bene, se no non un peccato 3)Mubah: n vietato n obbligatorio, uno pu scegliere di farlo o non; 4)Makruh: bene non farlo; 5)Haram: vietato, se lo fai un peccato; Le due fonti di queste norme sono il Corano e il Sunnah (la tradizione del Profeta,Pace e Benedizioni di Dio su di lui). Queste norme sono state gi definite nella vita del Profeta (Pace e Benedizioni di Dio su di lui) e nessuno pu aggiungere o togliere a queste. Il Corano e il Sunnah sono unici testi religiosi al mondo che si trovano nella lingua originale e che non sono stati cambiati. Mentre nessuna altra religione al mondo pu affermare che i suoi testi sacri sono nella lingua originale o non sono stati cambiati (anche la Bibbia, ma questo un altro problema che non ci interessa adesso). anche storicamente dimostrabile che il velo presente nella societ musulmana come un obbligo da l'ultimo decennio della vita del Profeta (Pace e Benedizioni di Dio su di lui). Ma anche vero che non era presente nei primi anni della sua predicazione. Vediamo adesso il problema della divisione tra la religione e lo stato. Come tutti sappiamo che nel mondo esistono tanti sistemi politico-sociali allo stesso tempo. Per esempio la democrazia, la monarchia, la monarchia costituzionale, la teocrazia ecc. Ogni Paese sceglie il sistema che gli piace.

L'Islam la prima cosa che bisogna dire che esso non solo una religione ma un sistema di vita che d tutte le indicazioni necessarie ai suoi credenti per agire come Dio vuole sia al livello individuale sia al livello collettivo. Il suo sistema politico-sociale non rientra tra quelli che ho nominato prima. Vediamo che cos' L'Islam. Islam formato da seguenti livelli:

livello individuale: comprende i dogmi della fede, la preghiera e i riti; livello collettivo: sistema economico (che non n capitalismo n comunismo), sistema sociale e il sistema politico. la Sovranit appartiene solo ed esclusivamente a Dio, l'uomo rappresentate e vicario di Dio sulla terra; IL Corano: legislatore di primo grado; la Sunnah : legislatore di secondo grado che spiega il Corano nel modo chiaro;

Vediamo solo il sistema politico. Questo sistema si basa su seguenti principi:


Il potere legislativo formato da tre componenti:


una istituzione politica che rappresenti il popolo (come il Parlamento del sistema democratico): legislatore di terzo grado formato dai rappresentanti del popolo, che deve interpretare direttamente le prime due fonti e fare le leggi stando dentro i limiti posti da essi e deve fare le leggi che non si trovano nelle prime due. Questo in sintesi il sistema politico che L'Islam d suoi credenti che pu essere definito Teo-democratico. Per quanto riguarda la concezione politica dell'occidente noi riteniamo ch' pi giusto agire come vuole Dio che come vuole l'occidente. Se noi vogliamo trascorre la nostra vita come ci chiede la nostra religione siamo liberi di farlo e nessuno ci pu obbligare a fare diversamente. Secondo noi non si pu rivolgere a Dio, come tanti sistemi politici hanno fatto, in questo modo : Caro Signor Dio , Lei non deve entrare n nel nostro Parlamento, n nel nostro tribunale, n nella nostra casa, n nelle nostre banche e mercati ma deve stare tranquillo nella chiesa e noi verremo ogni domenica per dieci minuti, in quanto noi sappiamo pi di Lei cosa giusto e cosa sbagliato, Lei non sovrano ma la sovranit appartiene a noi Passiamo al punto successivo, la libera scelta di portare il velo. sicuramente una scelta libera e nessuno pu obbligare la donna a portare il velo. Nel diritto penale islamico non prevista nessuna penalit per una donna che non porta il velo. Adesso vi sarete chiesti che se le donne non sono obbligate allora perch maggior parte d'esse porta il velo? La risposta a questa domanda molto semplice , l'Islam educa i suoi credenti in modo tale che possano capire cosa richiesto da Dio e sopratutto perch richiesto. Una volta capito questo nessuna cosa un peso ma un opportunit per essere vicini al Creatore. Se qualcuno obbliga la donna a portare il velo sbaglia ed non pu essere considerato un buon musulmano. Perch nessuna tra le scuole di pensiero islamico sostiene questo. E se qualcun agisce in questo modo la responsabilit sua e non dell'Islam. Analizzando i dati mondiali sui casi di stupro e violenza sulle donne possiamo vedere che il tasso pi alto nei Paesi in cui le donna non portano il velo rispetto a invece in cui portano il velo.(mi riferisco ai dati forniti da UNO, The Eighth United Nations Survey on Crime Trends and the Operations of Criminal Justice Systems (2002) (United Nations Office on Drugs and Crime, Centre for International Crime Prevention). Possiamo veder che i primi 55, fatta l'eccezione alla Turchia, sono i Paesi in cui le donne non portano il velo o portano solo in piccola percentuale. Il primo il Paese pi libero del mondo: Stati Uniti. Quindi dire che non serve per proteggersi sbagliato. Alla fine per quanto riguarda il limite posto sulla donna al posto dell'uomo. cos perch il velo come ho gi detto una forma di autodifesa. E come sappiamo tutti che qualsiasi forma di autodifesa

prende in considerazione chi vuole difendersi. Per esempio se io uscendo da casa ho rischio di fare l'incidente con una macchina non posso fermare tutte le macchine della citt ma devo stare attento a non andare troppo veloce. Poi se qualcuno mi dannegger sta alla legge di pensare a lui. Quindi la donna deve, sempre se vuole, proteggersi poi se qualcuno oser a toccarla ci penser la legge.( Nel codice penale islamico la penalit per chi violenta una donna la pena di morte e non carcere per qualche anno come nei Paesi che onorano la donna, in questi Paesi se una persona vede che una donna viene violentata non fa niente e prende la sua via dicendo tanto non sono fatti miei, e poi siamo tutti liberi ). Alla fine chiedo scusa per gli eventuali errori di grammatica e ringrazio tutti coloro che hanno letto e prestato attenzione al mio articolo e spero di aver chiarito ulteriormente le cose. Sono sempre a vostra disposizione per qualsiasi domanda sull'Islam su mehmud@hotmail.it