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*Settima Lezione*

6/4/99.

AFFETTIVITA (Seconda Parte)

Dalla sessualit animale origina quella umana. E interessante notare che, alcune delle caratteristiche della sessualit umana sono uniche, non si trovano nemmeno negli altri primati. Compare anche un sistema nuziale unico. La caratteristica degli esseri umani quella di avere 1. la recettivit sessuale tutti i giorni e 2. lovulazione nascosta. Tutte le specie animali, compresi i nostri cugini scimpanz, hanno lovulazione sempre manifesta. E la caratteristica di base della femmina: appena la scimpanz femmina va in calore, in estro, vi sono modificazioni nei genitali esterni, che si rigonfiano, aumentano di dimensioni anche di dieci volte; e poi cambia tutta la colorazione, per cui diventano rosso-violacei in connessione con la produzione di ferormoni: impossibile che un maschio non se ne renda conto. Anche perch il mondo dei primati ancora un mondo vulvare, in cui non esistendo la condizione di bipede, i genitali esibiti sono quelli femminili, mentre quelli maschili sono quasi inesistenti: il pene di uno scimpanz, allo stato di riposo, quasi indistinguibile dai peli del resto del corpo. E invece la femmina ad essere in stato di esibizione quasi continua, condizione che aumenta quando si arriva al calore. E il mondo umano, col bipedalismo, che porta al capovolgimento di questa modalit: si passa da un mondo vulvare ad un mondo penieno. Anzi la vulva, nel mondo bipede, totalmente nascosta, diventa quelloscuro oggetto del desiderio, mentre invece si raggiunge il massimo dellesibizione peniena. Addirittura tra i cacciatori/raccoglitori della Nuova Guinea c lusanza di portare un astuccio penieno legato fino al collo e la dimensione dellastuccio direttamente proporzionale al rango sociale del maschio corrispondente. In tutte le specie lovulazione manifesta; un criterio obbligatorio nel mondo animale e la sessualit sempre connessa con la riproduzione. Oltre allovulazione manifesta, la recettivit brevissima, condizionata esclusivamente dai fini riproduttivi: non c sessualit senza fecondit. E interessante cercare di capire quali sono le tappe evolutive, che poi riassume J. Diamond, e cio come si arriva a questa particolare accoppiata di ovulazione nascosta e recettivit continua e quale funzione linsieme pu avere. Si capisce meglio se partiamo dal nostro mondo di appartenenza e cio come ancora vivono

oggi gli altri primati, in cui i sistemi nuziali sono di due tipi : 1) il sistema di tipo promiscuo, quello degli scimpanz, in cui semplicemente il rango sociale del maschio a decidere laccesso alle femmine in calore; quindi c una competizione di tutti contro tutti ed il maschio pi capace ed efficiente ha accesso a tutte le femmine in calore del gruppo; 2) laltro sistema tipico dei gorilla ed quello ad Harem, in cui si isolano un singolo maschio dominante e quattro-cinque femmine e il maschio tiene gli altri costantemente distanti. Ora, in questa posizione dei nostri cugini, il problema grande che porta lovulazione manifesta lalto tasso di infanticidio. Questo non mai commesso, come si pensava, in modo erroneo, come pratica anticoncezionale - in questo caso postconcezionale. In genere gli infanticidi sono commessi per il 99% da maschi adulti, non da femmine: linfanticidio infatti regolare non appena un maschio si appropria dellharem di un altro rivale. Questo uccide tutti i piccoli perch non sono i suoi e dovrebbe investirci tempo, energia, cure, protezione. Inoltre, uccidendo i piccoli, interrompe lallattamento della femmina, per cui questa diventa di nuovo feconda e recettiva. Si calcola che ogni gorilla femmina ha un terzo dei cuccioli uccisi per infanticidio. E molto facile che un piccolo venga ucciso in una situazione di recettivit limitata ad un periodo di dieci giorni lanno, per esempio; in uno stato di recettivit continua tale tasso sarebbe aumentato alle stelle e, per una femmina, questo il massimo del fallimento evolutivo. Per cui lovulazione occulta sicuramente un meccanismo che la femmina-umana ha sviluppato per garantirsi un tasso dinfanticidio accettabile, che non mettesse a repentaglio la cosiddetta fitness. Cosa succede con lovulazione occulta? Essa diventa un potente freno per linfanticidio del maschio, perch questo non pi sicuro della paternita e poiche la femmina sempre recettiva, ogni maschio del gruppo mentre non certo che il figlio sia suo, non pu neanche escluderlo. Probabilmente, noi umani, abbiamo avuto allinizio un sistema nuziale intermedio tra il promiscuo e lharem, almeno quando eravamo bande di cacciatori; poi questa particolarit della femmina (ovulazione occulta e recettivit continua) quella che ha portato alla costituzione del legame monogamico che conosciamo. E sicuramente una seconda tappa che ci stata data, una conseguenza delle modifiche evolutive. Anche con lovulazione non manifesta, essendo la femmina sempre recettiva, questo consigliava al maschio di allontanarsi il meno possibile. Nel mondo animale, di cui anche noi facciamo parte, linfedelt ampiamente praticata. E una strategia evolutiva di successo, perch permette un ampliamento genetico molto pi grande di quello che avverrebbe di norma. Un etologo inglese, studiando coppie di uccelli monogamici e facendo un esame del DNA, ha scoperto che il 20% delle uova era frutto di infedelt. Per cui, anche questo ha influenzato molto la monogamicit, in quanto lunico modo con cui il maschio poteva essere sicuro di non allevare figli di altri, cosa che per il maschio il massimo del fallimento evolutivo, era di non perdere mai docchio la compagna, i maschi si staccavano dal nido o dalla tana il minimo indispensabile. E, sicuramente, questo ha portato a far s che un maschio, di fronte al rischio di un fallimento evolutivo, potesse decidere di rimanere stabile. Da cui si sempre detto che il matrimonio uninvenzione femminile, da parte di scrittori e poeti.

Teorie SPECIFICHE ed ASPECIFICHE dellAmore

Quelle specifiche tendono ad identificare lamore con una qualit emotiva, con un sentimento o uno

stato danimo. A me ci sembra un po naive, perch sarebbe come identificare la conoscenza con un particolare contenuto della conoscenza. Questa pu avere qualsiasi contenuto, semplicemente un modo di organizzare lesperienza. Quindi, nellambito delle teorie aspecifiche, come avevamo detto, c da intenderlo come lo spazio epistemico, emotivo umano, dove si svolge lintersoggettivit umana, dove si continuamente, reciprocamente in contatto luno con laltro e quindi dove il tema avvicinamento-allontanamento, attaccamento-separazione ci d in ogni momento le coordinate grazie alle quali noi siamo rispetto agli altri. Poi, certamente, allinterno di questo regime in cui viviamo, poich tutti noi viviamo in una rete di relazioni continua, ma non perch siamo in una grande citt come Roma: noi infatti continuiamo ad avere le stesse usanze di quando eravamo cacciatoriraccoglitori, ci muoviamo poi, da un punto di vista emotivo, sempre allinterno di un piccolo branco. Quelle che sono le persone significative per ognuno di noi, considerando amanti, amici, parenti, non arrivano infatti a pi di cinquanta. E un piccolo branco con cui ci relazioniamo mentalmente, di cui ci interessa il giudizio. La nicchia importante, anche se poi viviamo in un ordine esteso in cui conosciamo migliaia di persone che per non fanno parte di questo piccolo gruppo. Poi, allinterno di questo gruppo si stabiliscono i rapporti che si chiamano unici ed esclusivi, quelli che iniziano con lattaccamento infantile: il genitore avvertito con caratteristiche di unicit ed esclusivit assolute, totali. Quello che poi resta a tutti i rapporti affettivi, sentimentali della vita adulta; lelemento centrale, come ho gi accennato qualche volta, che pi che essere in contatto direttamente con la persona, lo siamo con limmagine che ci costruiamo di questa persona. Questimmagine pu anche essere costruita con caratteristiche di oggettivit, per cui si riconoscono i pregi, i difetti, i limiti, le idiosincrasie dellaltro, per c sempre un senso di unicit ed esclusivit nella relazione: di esclusivit nel senso che un rapporto a tu per tu di cui non ce n un altro uguale e poi di unicit perch non pu essere intercambiabile, insostituibile; in esso la sostituzione pu essere difficile, se non impraticabile. Queste due caratteristiche sono, insomma, presenti in tutti i rapporti affettivi e cominciano proprio dalla struttura stessa dellattaccamento iniziale. Ci detto, nel paragone dellamore con la conoscenza, si pu dire che, come non c conoscenza senza teoria, dove teoria anche ci che incorporato nei nostri organi di senso, - le teorie sono evolutivamente derivate: il fatto che abbiamo una percezione tridimensionale; inoltre, senza teoria non c osservazione ( il vecchio cavallo di battaglia dellepistemologia popperiana di questo secolo) cos per lamore. Senza immaginazione non c amore, e cio senza una concezione, senza unimmagine dellalterit. Questo il tema della teoria specifica dellamore, che la qualit stessa dellamore dipende dalla struttura dellalterit che uno ha, dallimmagine dellaltro. Questa pu oscillare lungo un continuum che va da un estremo, in cui laltro visto prevalentemente come un oggetto, allaltro estremo in cui visto prevalentemente come persona, con effetti totalmente diversi. Perch se laltro visto prevalentemente come oggetto, considerato prevalentemente come una persona rispondente, corrispondente al mondo esterno; non visto come un dominio di intenzioni, emozioni, stati danimo, non visto come un interno che determina lesterno. Lesterno dato come scontato, attribuito alle contingenze ambientali: il giudizio degli altri, le opinioni degli altri, per cui si conosce di pi laltro, vedi le opinioni di mamma e pap, dellamica, delle circostanze pratiche che sono occorse, pi che ricavarne quella che la dimensionalit interiore dellaltro, il suo mondo di intenzioni, credenze, valori, aspettative. Non solo, ma nei confronti di un oggetto, il tema del controllo diventa possesso. Tutti i rapporti affettivi hanno il problema del controllo: devo sempre controllare levento immanente, che in un rapporto affettivo pu essere perturbante, devo avere un minimo di controllo su questo, tra laltro, in termini di qualit emotiva di scambio con laltro. Il tema del controllo inerente a qualsiasi rapporto significativo, per se vedo laltro come oggetto, il controllo diventa completo, come se avessi un

oggetto e potessi metterlo in tasca. E normale che noi facciamo di tutto, in maniera strumentale, per cambiare laltro; se laltro non ha un suo mondo interno irriducibile, cambiabile quanto vogliamo. Soprattutto laltro viene sempre spiegato in attribuzione esterna, cio quello che laltro fa non mai fatto in funzione di una sua continuit storica, di sue idee personali che vanno avanti: la spiegazione causale invece momento per momento attribuita alle circostanze contingenti, come se laltro non avesse una sua continuit strutturale e soprattutto il controllo dellaltro, la conoscenza dellaltro, che sempre una conoscenza comportamentale, non richiede che io debba svelarmi, che io debba mettere in discussione i miei punti fondamentali di vita per capire come mai laltro la vede o la sente diversamente. Quello che non comprensibile dellaltro diventa imputabile allaltro e andrebbe sterminato, strappato, come fossero interferenze vuote che vanno semplicemente a disturbare un percorso altrimenti lineare. Inoltre, laltro come oggetto, non mai avvertito effettivamente come esclusivo e unico: un oggetto, per quanto caro possa essere, intercambiabile, non ci sar mai nessuno cos bello, ma facente la sua funzione, s . Soprattutto laltro non avvertito come irriducibile; se laltro una persona, per quanto io possa capirlo, per quanto possa averci una conoscenza e una condivisione di vita con lui da tempo, c sempre un elemento di sorpresa nel modo in cui dice una cosa, etc. In questo processo di comprensione nei confronti dellaltro come persona, per farlo significa che devo ricostruirlo allinterno, per capirlo. Devo cercare di simularlo, di riprodurlo nella mia esperienza di vita e questo andando incontro anche a cose che magari non penserei e non farei. Quindi nel capire laltro sempre connesso un disvelarmi di me, sempre connesso un dovermi articolare anchio, un dover vedere, dopo aver capito le intenzioni dellaltro, cose che prima non mi erano chiare, capire in che senso non mi erano chiare e perch. Io credo che sia questo il processo che viene bloccato nel considerare laltro come oggetto. Quando un individuo avverte che c un margine di equilibrio abbastanza ristretto nel rapporto con laltro, pu mettersi in gioco fino a un certo punto, altrimenti non riesce a mantenere la posizione. Il prezzo che si paga nel vedere laltro come persona questo costante disvelarsi mentre si cerca di capire laltro, che conoscibile allinterno; mentre io lo riproduco, cerco di capire me stesso. E c sempre lirriducibilit dellaltro e anche la sua unicit. Questa una cosa molto difficile. Notate che noi, abitualmente, gli altri con cui entriamo in rapporto li vediamo come oggetti, il fatto pi comune. Ce ne accorgiamo quando, ad un tratto, di una persona che conosciamo, veniamo a sapere di qualche dramma familiare: la cosa che ci sorprende che questa persona aveva un mondo interiore con problemi, conflitti, separazioni, amanti. Ma anche nei rapporti in cui ci sforziamo di considerare laltro significativo come persona, il pi delle volte, ci resta come una specie di ideale regolativo. Immaginate nel relazionarsi con una persona cara, quante volte si ha il desiderio di un cambiamento e ogni volta che si desidera ci si riconosce laltro nella sua irriducibilit, il suo essere unicamente se stesso. Nel rapporto con laltro come persona cambia la qualit dellamore: se laltro visto come oggetto la conseguenza che il totale controllo del rapporto significativo con laltro implica lannullamento dellaltro. Per sua logica, una situazione affettiva in cui laltro oggetto comporta lannullamento dellaltro, in quanto solo ci d un margine di tranquillit sufficiente, permette di godere del rapporto con laltro, di abbandonarsi senza timori. Altrimenti, sullaltro versante, il costante ricostruire la vita dellaltro fa s che mi devo mettere costantemente in gioco, cosa molto stressante, per la qualit dellamore del tutto distinta. Non si pu dire che in entrambi i casi non si ami; io dico che la mamma schizofrenogena che "doppio-lega" il figlio lo considera oggetto, per nel doppio-legare lui, doppiolega anche lei. Questa lunica grossa variante in tutto il tema dellaffettivit, che la qualit dellaffettivit dipende dalla struttura che si ha dellimmagine dellaltro. In questo senso potremmo avere anche un rapporto pi articolato fra psicopatologia ed affettivit. Fino ad oggi la psicopatologia stata vista in termini unidimensionali, di carenza, come se gli unici danni fossero le carenze. Queste fanno danni abbastanza

grossi: lo vediamo tra i depressi; per fa danni altrettanto grossi non solo la carenza quantitativa, ma anche quella qualitativa. La qualit dell'affetto in ballo in certi casi. Per esempio, la famiglia Dap in s una famiglia schiacciante, perch d al bambino, fin dallinizio, obbiettivi massimali, senza pero mai dare indicazioni di come si raggiungono. Il discorso : non si pu essere altro che persone di rilievo; come si diventi persone di rilievo rimane ignoto. Se voi vedete le distinzioni tra normali, nevrotici e psicotici, in questi ultimi vi il massimo dellannullamento, in cui non si riesce a costituire una struttura di s stabile e continuativa; vedete che dei familiari normali pongono sempre lobbiettivo massimale, per danno gli strumenti al bambino per raggiungerlo. I bambini Dap normali a cinque anni sanno il latino, riconoscono i quadri, etc.; in ci sono continuamente supportati; magari stressante il fatto che non li fanno essere bambini, pero vengono riconosciuti. La famiglia nevrotica pone lobbiettivo massimale, ma poi non da alcuna chiave per arrivarci. Esistono solo i vincenti o i perdenti Nella famiglia psicotica non riconosciuto neanche questo, per esempio il fatto che la persona sarebbe dovuta essere di rilievo. Se non c riuscita, ci stato perch incapace. Nella famiglia psicotica chi non ha successo malato. Non riconosciuto neanche il tema della possibile mancanza di competenza, il tema del fallimento: la famiglia in cui lindividuo viene schiacciato a livelli massimali. C sempre il tema che porta alla negazione dellaltro e della sua oggettivazione. Mi ricordo una seduta di due anni fa. Una paziente mi viene portata dal padre: una ragazza di 16 anni, perfetta, una ragazza modello, prima della classe. Cominciando il terzo anno di liceo e avendo un po paura della maturit, lei da Ottobre-Novembre sera chiusa in camera sua a studiare ed aveva ridotto la sua vita sociale: il padre laveva portata subito dallo psichiatra. Il successo era per lui una figlia perfetta a scuola, ma perfetta anche socialmente. Appena veniva un po meno la perfezione sociale, subito dallo psichiatra!

Aspetti STORICI dellAffettivita

Vanno menzionati altri aspetti legati allaffettivit. Innanzitutto, il cambiamento che c stato nel concepire e vivere laffettivit dal dopoguerra in qua e soprattutto negli ultimi venti anni. Ci ci permette di capire come oggi laffettivit sia il problema principale, per lo meno lo per l80 % degli invii in uno studio come questo. Gran parte degli scompensi hanno come substrato una problematica affettiva. Il primo cambiamento notevole proprio nel modo di vivere laffettivit, cos come cambiata la coscienza da quella moderna a quella contemporanea. Laffettivit con cui siamo abituati a vivere in Occidente non ha una storia molto lunga: comincia ad intravedersi per la prima volta nel 1200-1300, con i cavalieri cortesi e il Dolce Stil Novo. E poi diventer, nellepoca moderna, uno dei motori di tutta lideologia occidentale. Questo elemento era soprattutto presente nelle opere di una piccola quipe di avanguardia: lAmor Cortese e il Dolce Stil Novo escono fuori in un momento di reazione, man mano che inizia a delinearsi il tema dellidentit, il senso di s, dellindividuo. E una reazione ad una affettivit vissuta soltanto in modo concreto, materiale: il tema della sessualit del Medio Evo non ci differenzia molto dagli scimpanz, a parte lovulazione occulta e la recettivit continua. Il tema dellaffettivit, come inteso oggi, era principalmente letterario ed era appannaggio di

pochissimi. La realt di massa era completamente diversa. Il conseguimento di un rapporto affettivo stabile e duraturo non era distinguibile dallottenimento di un posto di lavoro, era sentito come ottenimento di un bene esterno, che una volta ottenuto, andava semplicemente mantenuto per il resto della vita. Cera anche un modo diverso di narrativa sentimentale, questo fino allultima guerra, come si vede anche dai film con Gary Cooper, fino agli anni 40-50: tutti gli ostacoli al conseguimento dellamore sono ostacoli esterni, sociali, economici, ideologici. Una volta ottenuta la condizione non cerano pi problemi, non si faceva altro che mantenerla a tempo indefinito. Dopo la guerra, nel periodo industriale pi avanzato, assistiamo ad un fenomeno curiosissimo, per cui tutta laffettivit viene internalizzata, diventa lobbiettivo di un conseguimento interiore. Laffettivit deve corrispondere ad una crescita personale. Lobbiettivo nel self, non pi fuori. Oggi quello che noi chiediamo ad un rapporto affettivo non di darci una semplice condizione esterna di appartenenza, ma che ci faccia crescere, che ci stimoli, ci dia degli interessi, che ci aiuti. In tanti anni che faccio questo lavoro non ho mai sentito nessuno che abbia detto: il mio rapporto x stato fallimentare, punto e basta, ma invece: ho capito tante cose, sono cresciuto nel rapporto, etc. Si vede nettamente che il mandato che si d allaffettivit un altro. E un mandato di crescita personale, come se conferissimo allaffettivit il compito di farci diventare pi autentici. E un problema, poich ha reso i rapporti molto pi instabili e ne ha abbreviato la vita. Si va avanti in accelerata. Prima la gente, felice tra laltro, passava venti anni insieme senza mai allontanarsi; era normale. Mi ricordo le esperienze che sentivo raccontare dai miei nonni, quando non cerano n radio, n televisione e i due coniugi stavano davanti al camino: lui leggeva un libro, lei faceva luncinetto ed erano felici. Oggi, la coppia che per cinque sere di seguito guarda la TV in crisi. Ci significa che c unaccelerazione molto forte. Questo aspetto spiega la vita media bassa che hanno i rapporti affettivi dal 70 in poi. La gente si mette insieme come prima, ma i rapporti hanno una vita media molto pi breve. Oggi quasi illusorio che una storia damore possa racchiudere lintero arco di vita di una persona. Oggi la storia di vita affettiva che simpone in una citt sufficientemente grande una sequenza di storie affettive. Per cui diventano importanti altre cose: per esempio bisogna essere bravi ad uscire ed entrare, la flessibilit diventa ancora pi importante della coerenza. E poi, il mandato conoscitivo di crescita personale allamore gi di per s gli abbrevia la vita, un incarico molto forte, al quale pi difficile poter corrispondere. Un secondo fattore, che ha reso laffettivit drammatica, e lo sviluppo indiscriminato dellintolleranza. C uno studio di sociologi tedeschi (Beck U. e Beck- Beckgernsheim E.) che in un saggio di tre anni fa, Il normale caos dellamore, fa vedere drammaticamente questo problema contemporaneo. Cera una specie di paradosso, una situazione senza via duscita, come se si dovesse porre in questi due termini: da un lato che mai nessuna epoca ha attribuito unimportanza cos grande allamore come questa attuale; dallaltro che mai come adesso lamore difficile. Cominciamo dallimportanza che gli viene attribuita. A questo fenomeno di internalizzazione ha contribuito lemergenza, nel mondo postmoderno, del tributo relativista. Col mondo relativista tutta una serie di valori, prima importanti: sociali, ideologici, politici, sono stati completamente eliminati. Perch fino allepoca industriale, fino agli anni cinquanta le conferme, di cui un essere umano aveva necessit, gli venivano al 60 % dal contesto sociale di appartenenza, dal parroco, dal capo del partito, dal caposervizio di un lavoro, e il 40 % gravava sui rapporti vis a vis. Oggi nessuno pi si identifica nel lavoro, nella politica, nella religione, nel capufficio e quindi il 100% delle conferme viene a gravare sui rapporti vis a vis, che mai come oggi si sono venuti a trovare con un tale carico di importanza. Ci reso pi difficile che mai proprio per il mandato conoscitivo che stato attribuito alla relazione affettiva, proprio per il significato di crescita personale, e questo ha portato lintolleranza alle stelle. Tutto quello che non crescita personale arresta la crescita personale ed i margini di negoziabilit sono sempre pi assottigliati, proprio per il valore attribuito allaffettivit. Lintolleranza in questo senso diventata massimale: turbolenze di coppia iniziano proprio su differenze di punti di vista, ma qui il punto di vista dellaltro ostacola il mio, mi limita la crescita.

Un terzo punto importante, poi, che questo aumento indiscriminato di coscienza, consapevolezza di s, caratteristico della nostra epoca, insieme a questa specie di mandato conoscitivo di crescita personale attribuito allamore, crea un altro problema e cio che diventa sempre pi difficile per lesecutore, per chi fa una gesto, capire se un gesto che sta sentendo o se strumentale. Il margine diventa quasi indistinguibile. Io uso i termini strumentale e spontaneo nel senso in cui li usano i sociologi. In genere il gesto spontaneo lo faccio per il gusto di espletare il gesto, il piacere lo ricavo dallespletamento del gesto. Mentre strumentale se lespletamento di quel gesto finalizzato allobbiettivo. Questo margine qui, oggi, sempre pi indistinto: se io in questo momento mi sto riavvicinando a lei perch mi piace proprio latto del farlo o se io penso pi alle conseguenze che il riavvicinarmi a lei avr, il che crea spesso grossi malintesi. Quello che colpisce in ogni epoca di vita, - questa lultima novit degli ultimi quattro anni -, che i matrimoni duravano venticinque anni, mentre oggi tendono a rompersi prima. Ogni volta che una persona ha uno scompenso clinico nel corso del processo di separazione, dovete sempre occuparvi del fenomeno lutto.

GUIDANO risponde ad una domanda.- Mentre laffettivit un problema di appannaggio esclusivamente occidentale, per quanto riguarda linfanzia gi siamo nel problema. Si sono trasformati i ruoli familiari, dei genitori; non c pi la famiglia estesa, ma quella subnucleare, per cui avremo uninfanzia molto pi complessa: non c pi una continuit di accudimento, di mantenimento e ci porta al fenomeno dei baby-killer, fenomeno che non si era visto prima, quando la delinquenza emergeva nelladolescenza. E del resto ci riconducibile al tema della mancanza di cure materne. Il fenomeno dellinfanzia a rischio un fenomeno occidentale. Ed un problema grosso che dovete ricostruire nei vostri pazienti: uno dei primi aspetti che vedete che questi cambiamenti nel modo di vivere avvengono pi velocemente che nella mentalit. Questo fatto che la vita affettiva una battaglia, oggi, nessuno lo sa: ognuno pensa di essere uneccezione. Ma le aspettative sono quelle di quarantanni fa e cio una condizione di serenit, di stabilit. Il fatto di ricostruire quello che successo negli anni 70-80 consente, a noi come ai pazienti, di collocarci in un contesto che ci fa capire le esperienze che stiamo provando e che non sono cos assurde; ci ci d un altro margine di condivisione con gli altri. In America si arrivati al punto di fare i contratti matrimoniali. Dal 70, inoltre, c stata lintroduzione del divorzio: il ch ha reso linstabilit coniugale pi frequente. E, secondo me, ci un esempio di come pu essere insensato un intervento razionalista su un sistema complesso. Noi vogliamo costruirci la realt secondo i nostri disegni: invece viviamo in un sistema complesso in cui non possiamo prevedere sempre quali conseguenze avr un nostro intervento. Teoricamente il divorzio doveva migliorare ulteriormente la qualit emotiva della relazione. Non dovevano esserci forzature. Di fatto ha introdotto un vizio di principio nel matrimonio stesso, lha reso solubile. Anche prima si poteva divorziare, solo che bisognava arrivare ad un processo, ad una causa penale. La mentalit delle persone cambiata di conseguenza: oggi si molto pi possibilisti. Ci ha tolto, in definitiva, la fiducia nellIlluminismo: dobbiamo stare attenti a ogni cosa che facciamo, poich molte conseguenze sono ignote. Se il sistema rispondesse ad aspettative lineari, avremmo un mondo plasmabile come vorremmo. Questi fenomeni accadono sempre: il proibizionismo ha portato al massimo consumo di alcool. Ogni volta che un sistema si fa complesso, le variazioni impreviste saranno maggiori di quelle previste. Ma questa coscienza non c; questo che io temo molto, che vediamo la realt come un laboratorio di ingegneri, in cui facciamo quello che vogliamo: un po pi di umilt non guasterebbe. Forse anche un po pi di cautela. Non sappiamo dove tutto ci ci porter. Questi segnali, per molti antropologi, sono segni negativi della vita umana. Tutti dicono che vi sono

tutti i presupposti di una specie in estinzione. Lestinzione pi tipica, a parte le catastrofi, quella di una specie che si specializza troppo in una funzione e perde completamente tutta la flessibilit delle altre. Basta infatti un minimo cambiamento dellambiente che quella specie scompare. Noi cominciamo ad avere queste caratteristiche: Richard Leakey, un paleontologo, ha scritto un libro bellissimo (Boringhieri) uscito circa quattro mesi fa, che si chiama La sesta estinzione: e siamo noi. Lidentikit del futuro europeo sar un incrocio tra slavi e neri.

ORGANIZZAZIONI DI SIGNIFICATO PERSONALE:


DEPRESSI

Innanzitutto bisogna chiarire che la depressione uno degli argomenti pi inflazionati del mondo psichiatrico. Oggi tutti sono depressi. E un problema grosso. Io, pertanto, vorrei distinguere bene due aspetti: 3. quello che chiamiamo scompenso depressivo specifico 2) dalle reazioni depressive aspecifiche. Una reazione depressiva, dove per depressiva intendiamo che lumore orientato negativamente, con tristezza accentuata fino a disperazione, rallentamento motorio e cognitivo, difficolt del sonno, una reazione che fa parte dellesperienza umana. Quando noi perdiamo il controllo, come vedremo, degli eventi che solitamente caratterizzano il nostro susseguirsi delle giornate, la reazione che abbiamo di solito unoscillazione dello stato danimo: normale, fa parte dellesperienza umana. Si possono deprimere persone con organizzazione di personalit fobica. Un Fobico che non pu uscire per un anno da casa se non accompagnato, uno che piange, disperato, rallentato, fa fatica a farsi la barba. Cos un Dap, in una riunione tra colleghi che ha qualcosa da dire e si tira indietro e non la dice perch ha paura di fare brutta figura poi, di rimbalzo, si deprime, si sente una nullit. Quindi, se si va a vedere questi aspetti, le reazioni depressive si trovano in tutte le situazioni possibili ed immaginabili. Queste sono le reazioni depressive aspecifiche, dove c stata una discrepanza anche grande in un dominio di esperienza, ma poi vedete sempre che la reazione depressiva rimane confinata in quel dominio e basta. Se volete anche il Fobico pi depresso del mondo, disperato unicamente perch lui ha una malattia che non gli riescono a diagnosticare. E se vedete un Dap che ha un problema depressivo perch non si esposto, la sua depressione rivela solo la sua inadeguatezza, la sua incompetenza, etc.

Quello che tipico di uno scompenso depressivo specifico in un tema di significato depressivo che la discrepanza che porta una reazione depressiva sorge anche l in un dominio di esperienza specifico, ma nello spazio di millisecondi diventa cosmica, investe tutti i possibili domini desperienza, tanto che si perde loriginario. Inizia, non so, con un problema sul lavoro e, dopo un po, non valgono pi niente non solo nel proprio passato, la propria vita, ma anche la vita degli altri, di un altro mondo, ci fosse anche un altro mondo su unaltra galassia. La depressione diventa cosmica, abbraccia tutti i domini di esperienza e quindi raggiunge unintensit ed una qualit che non ha assolutamente precedenti. Per cui voi perdete proprio levento originario che lha scatenato. Nelle reazioni depressive aspecifiche c sempre il collegamento stretto con levento scatenante e rimangono sempre confinate nel dominio desperienza cui appartiene levento che le ha suscitate. Non importa quanto sia grande la disperazione. Potete vedere un Fobico che piange come un bambino perch handicappato, ma sempre perch malato e questo non significa che la vita inutile, che lo stesso vivere non serve a niente, mentre il Depresso giunge a questo. Del resto, vi dicevo, lagire in termini prevalentemente depressivi un meccanismo che appartiene al mondo animale: il primo a dimostrarlo stato Martin Seligman, a Philadelphia, Pennsylvania, con i suoi studi sulla learned helplessness o linaiutabilit appresa. I primi animali che utilizz furono i cani e lesperimento originario di Seligman era mettere il cane in una gabbia; questa aveva una levetta, un congegno con il quale il cane imparava rapidamente a disattivare la corrente elettrica che gliarrivava dal pavimento. Dopo pochi trials di apprendimento il cane imparava perfettamente a bloccare la corrente e stava abbastanza bene. A questo punto lo sperimentatore disconnetteva la levetta: cos che il cane cercava allimpazzata di attivare il dispositivo come faceva un attimo prima e resosi conto che non otteneva risultati aveva una risposta quasi paradossale: si sdraiava sul pavimento ponendo tutta la superficie del corpo a contatto con la corrente e, dopo lesposizione, aveva tutti gli aspetti comportamentali che potremmo chiamare depressivi, cio stava accucciato, non guaiva pi, non mangiava, non faceva pi le feste alloperatore che gli portava il cibo. Lelemento importante che, come succede con le reazioni depressive vere e proprie, queste risposte tendevano a scomparire da sole col tempo, ma forzando il cane i tempi tendevano ad abbreviarsi: cio se gli aprivano la bocca a forza per metterci la carne, i tempi di recupero si abbreviavano esattamente come per la depressione umana in cui, da sempre, noto che lunico rimedio lazione e lagire anche forzatamente. Questa reazione, che stata pi volte riconfermata da vari filoni della psicologia sperimentale, anche per quanto riguarda altri animali,- non parliamo poi delle scimmie, in cui le reazioni sono tipicamente depressive come quelle umane - significa che il cane si abbandona completamente sul pavimento della gabbia quando raggiunge, potremmo dire ragionando da umani, la certezza che i suoi sforzi non hanno nessuna conseguenza su ci che sta accadendo, quando raggiunge cio il senso che c uno splitting completo tra il suo operare e gli eventi che accadono. Poiche tutti noi abbiamo sempre il senso, non importa quanto vero o quanto illusorio, spesso illusorio, che il nostro agire connesso con quanto accade, ogni qual volta tale senso di connessione del nostro agire viene meno, sperimentiamo questo tipo di inaiutabilit. E anche una reazione difensiva, si cerca di risparmiare energia in attesa di tempi che possono presentarsi peggiori, visto che non si ha il controllo neanche dellimmediato. In tal senso una reazione che si manifesta in chiunque abbia dei motivi intercorrenti affettivi, lavorativi: il senso che il proprio agire e sforzarsi non minimamente connesso ai risultati che si producono.

Pattern di Attaccamento Familiare

Trattiamo in genere le organizzazioni secondo i parametri di base, cominciando dapprima a ricostruire i pattern dattaccamento familiare. E come questi si ripercuotono nel tipo di senso di s che il bambino inizia a costruire ed elaborare. Il tema di questa non-corrispondenza fra sforzi, e ci che accade ed eventi nellambiente familiare depressivo, il bambino ce lha per quanto riguarda il conseguimento emotivo di un accesso emotivo sicuro al genitore. I bambini depressi sono tutti bambini con pattern dattaccamento evitante, o sono evitanti Inibiti (A1A2) o sono evitanti tipo Compulsive-caregiving (A3). I bambini evitanti non manifestano mai i loro bisogni, tutte le emozioni negative sono costantemente nascoste. Viene sempre segnalato al genitore che tutto va bene. In genere lesperienza proprio questa nei bambini evitanti: il massimo del rifiuto un genitore lo pu esprimere quando il bambino manifesta i suoi bisogni, quando il bambino chiede nella massima condizione di vulnerabilit. Quando chiede si affidato completamente allaltro. Quindi sono bambini che imparano molto presto a non segnalare mai alcun tipo di bisogno o di necessit. Il massimo del rifiuto lo si puo avere quando si chiede. Il bambino A1-A2 sa che alle sue angosce, ai sensi di solitudine ci deve pensare lui, deve lenirsele da solo. Il genitore meglio che non se ne accorga perch altrimenti non fa che aumentare il suo senso di solitudine, di rifiuto, etc. In alcuni casi si prende addirittura cura del genitore. Nonostante questi sforzi non ha mai il senso di poter raggiungere un accesso emotivo che abbia un minimo di stabilit. E come se fosse un inseguimento senza fine, lo sforzo fatto per inseguire non mai compensato da un minimo di risultato di credibilit. Generalmente sono famiglie molto particolari. Esistono varie composizioni familiari: la prima che dicevamo quella del bambino con un pattern dattaccamento di tipo A3, cio i Compulsivecaregiving, i bambini che si prendono cura del genitore. Sono bambini che hanno un genitore, che sentono pi di riferimento, che fondamentalmente indifferente, non apertamente rifiutante. E un genitore distaccato, che il bambino percepisce non interessato a lui. Generalmente come se il bambino A3 si prendesse questa responsabilit di stimolare il genitore, di interessarlo perch interagisca con lui. E proprio come se il bambino si dovesse guadagnare la compagnia, meritarsela, che poi un tema che rimane costantemente nei depressi, quello di meritarsi laffetto delle persone significative, come se di per s non fosse dovuto e ci fosse sempre qualcosa che uno deve fare per guadagnarselo. Sono bambini che, di fatto, devono prendersi cura di s effettivamente. Quello che tipico dei depressi che sono sempre bambini inaccuditi, che in genere non hanno le comuni attenzioni che di solito si prestano ai bambini, cio accompagnarli allasilo, proteggerli, dargli la merenda per andare a scuola. Sono bambini che crescono non accompagnati a scuola, fin dal primo giorno. Molti bambini depressi cominciano gi in prima-seconda elementare a fare la spesa tornando a casa e fanno trovare tutto pronto a pap che torna dallufficio. Quindi il bambino diventa un Compulsive-caregiving a tutto campo, cio non interessa il genitore solo in senso dialettico, ma si preoccupa anche per lui, ha delle funzioni genitoriali. Possono essere famiglie molto diverse: spesso c un genitore depresso, in queste famiglie, che non ha avuto cure infantili; quindi uno che ha difficolt a fare il genitore, lo fa sulle forze. Questo uno dei fatti pi tipici nella trasmissione intergenerazionale dei pattern dattaccamento. E uno dei pattern che negli ultimi venti anni troviamo pi frequentemente, persone che hanno avuto una mancanza di cure infantili da zero a cinque anni e che hanno molte difficolt a fare il genitore da adulti, non gli viene istintivo. Questo si e specialmente visto nelle donne con mancanza di esperienze daccudimento materno. Il ch importante perch un genitore depresso si trova in un quarto circa dei casi. E del resto pu anche essere un genitore superlativo, dipende dal livello di concezione dellalterit. Un genitore depresso pu anche essere il classico genitore bestia, che pu abusare sessualmente i figli o che torna a casa ubriaco, infuriato senza limiti. Per pu essere anche il genitore che non ha avuto esperienze genitoriali da piccolo, per cui il tema genitorialit gli rimane sempre sconosciuto, ma pu essere un genitore superlativo, che proprio per la non conoscenza di questo tema investir moltissimo

per essere un genitore super. Questo produce unesperienza tipica di tutti i bambino depressi, quello di essere un peso per i genitori. A tale esperienza si pu arrivare da vie diverse, una tipica quella del genitore depresso che cerca di colmare il suo vuoto infantile e d inconsapevolmente il senso, al figlio, che se lui non fosse mai esistito, in famiglia tutto sarebbe stato meglio. E un peso indelebile, inevitabile. Spesso altre volte si vede, invece, che il genitore depresso - pi tipicamente la mamma - un genitore fobico. In una storia di sviluppo di un collega, la mamma, tipicamente fobica, addirittura sintomatica, aveva due figli maschi. Uno era un classico playboy fobico e laltro un depresso. In tal caso era importante lordine di nascita: il playboy era il primogenito e lui era lultimo e pertanto la madre laveva scelto che stesse con lei, laveva destinato ad occuparsi del ristorante e non permetteva che avesse una sua vita. Laddestramento era quello da madre respingente con controllo su di lui senza alcun sostegno emotivo. Lopposto di ci che aveva fatto con laltro. I pattern tipici sono in genere due: 1) uno il pattern di controllo anaffettivo , cio il controllo totale sul bambino, sempre accompagnato da un distacco affettivo; ci secondo un meccanismo micidiale, perch significa dare al bambino responsabilit che sono superiori alla sua portata, senza dargli, di contro, il supporto emotivo necessario per reggere quelle responsabilit 2) il pattern pi tipico quello del genitore depresso, in cui il padre capofamiglia, che un depresso, ma con il senso di essere stato un vincente (cio dopo una vita magari di stenti, orfano, ha avuto successo, economico o lavorativo, per cui contento della sua vita di stenti [....]) Mi ricordo un paziente che in quinta elementare non prese il massimo dei voti e questo fu il primo errore: il padre gli comunic a cose fatte, senza preavvertirlo, che il giorno dopo sarebbe partito per la Svizzera, per andare in collegio, dove rimasto dalla prima media alla maturit trovandosi in 24 ore in un altro posto dove si parlava unaltra lingua, etc. semplicemente perch non aveva ottenuto il voto massimo a scuola. I Depressi non vengono tutelati come bambini; questo un diritto che tutti i bambini dovrebbero avere fino ad almeno 5-6 anni. Loro vengono, invece, da subito, messi a capo dei grossi conflitti familiari, affettivi, dei tradimenti, messi in condizione di responsabilit, in condizione quasi di capofamiglia. Questo laspetto pi drammatico, che non vengono rispettati come bambini; questo succede anche ai Dap. I bambini, di quanto accade, non hanno proprio il senso: mi ricordo di una paziente che allasilo e in prima elementare, se un bambino le faceva un dispetto e minacciava di dirlo a mamma, lei invece si chiedeva :E io a chi lo dico?. Lesperienza di solitudine fondamentale. I bambini A3 possono essere molto brillanti. Sono grandi parlatori, con molti argomenti. Hanno una grossa attenzione per il punto di vista degli altri, fino a capire ci che potrebbe interessare gli altri. E poi, soprattutto, questo fatto di doversi guadagnare la presenza dellaltro, li rende abili a capire ci che potrebbe essere interessante per laltro o i suoi problemi. Possono essere bambini iperattivi anche nel senso che si fanno male, possono avere un controllo relativamente scarso del comportamento. Per si fanno sempre male a distanza dai genitori, mai di fronte a loro: come se liperattivit a distanza fosse unattivit diversiva per non prestare attenzione a quando sentirebbero voglia di ricongiungersi e tornare. A volte riescono anche a nascondere al genitore il fatto che si sono fatti male. Invece il pattern A1-A2 quello dei bambini Evitanti/Inibiti:sono quelli che hanno avuto un genitore pi apertamente rifiutante e respingente. Quindi non hanno potuto sviluppare neanche le capacit dellA3, il tentativo cio di guadagnarsi la loro attenzione. Ma lo sforzo sempre quello di ridurre al minimo linterazione col genitore, facendo s che il genitore si dimentichi di lui. Se in casa si scordavano della sua esistenza era la cosa migliore. In questo c lelemento di inibizione. Tutti i bambino depressi hanno comunque sperimentato una perdita affettiva, che viene avvertita ogni

giorno con lesperienza della solitudine, di poter contare e far leva solo su di s. Da questo punto di vista esperienza della perdita ed esperienza della solitudine sono la stessa cosa. La perdita, in tutti i primati, non solo negli umani, unesperienza che connessa con lattivazione di due bande emotive che sono la rabbia e la disperazione, che oscillano in modo ritmico. Sono due emozioni nettamente antitetiche. La rabbia produce il massimo della separazione; la disperazione il massimo dellavvicinamento. Ma sono antitetiche anche come effetti neurovegetativi: la tristezza e la disperazione producono un rallentamento motorio e cognitivo (v. gli stati depressivi che arrivano fino allo stupor). La rabbia invece lemozione pi attivante, energizzante. Quindi c un continuo oscillare tra attivazione di rabbbia e attivazione di disperazione. Anche se, com ovvio, la rabbia emerge in modo pi puntiforme. Il bambino sta su un continuum di tristezza-disperazione, con la rabbia che emerge ogni tanto a scoppi. Questo fino ai 5-6 anni la norma. Verso i 6-7 anni, quando iniziano a differenziarsi le self conscious emotions (vergogna, colpa), che sono stati pi intermedi rispetto a rabbia e disperazione, poggiandosi su queste, riescono a rendere meno evidenti nellinterazione con lestrerno questo alternarsi. Quasi sempre per gli scappano di mano. La rabbia nel bambino depresso visibile. In un collega con un pattern inibito: in prima elementare viene preso in giro dai compagni perch lui sempre quello che sta in silenzio, non parla mai, non litiga con nessuno. Un bambino il primo giorno di scuola lo prende in giro in modo pi insistente e lui gli mette le mani alla gola quasi a soffocarlo. In seconda elementare, durante lintervallo va vicino ad una bambina per abbracciarla: quando lei lo respinge, lui le sbatte la testa contro il muro. Fu espulso dalla scuola. Quando frequentava lasilo, gli nascono due sorelle gemelle: a cinque anni il bambino va dallinsegnante e dice che sua mamma ha comprato due puttane e che lui, se lei vuole, gliele vende. Non sono cose da cercare come il pelo nelluovo. Lui passer le elementari, fino alle medie, sempre da solo, senza rapporti coi compagni: nonostante il pattern tipicamente inibito questo bambino ha ricorrenze di scoppi dira, di cui lui non si accorge mentre le prova ma solo dopo, quando ha compiuto lazione. Quindi questa rabbia spesso al di fuori del controllo. E ci porta ad ulteriori situazioni di rifiuto e di rigetto. Quando emergono le self conscious emotions la rabbia diventa pi controllabile per lo meno allesterno, con attacchi meno numerosi e pi frequenti oscillazioni interne. Nellesempio che segue si vede subito il depresso: le prime immagini di vita che lui ha (per immagini di vita si intende il differnziarsi rispetto ai ricordi. I ricordi, anche grezzi ed elementari, sono comunque un insieme di due o tre scene; nellimmagine la scena singola e levento irricostruibile). La memoria episodica inizia con i 2 anni e mezzo e le prime immagini di vita dovrebbero localizzarsi tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo; dopo i 3 anni e mezzo iniziano ad emergere i primi ricordi strutturati, anche elementari, ma con una sequenza di scene. Le prime immagini che restano sono importanti perch sicuramente si riferiscono ai primi eventi che maggiormente si stagliano nella memoria del bambino. Quando si comincia a diventare capaci di memoria episodica, ogni percezione diventa immagine. Quindi sono milioni, di cui quelle dieci che rimangono sono gli aspetti salienti e invarianti dellambiente del bambino. Per questo paziente, di cui accennavo sopra, le prime immagini sono: prima la scaletta della torre dove abitava, poi la scala che portava alla strada, poi la casa nuova e il lavatoio, poi il bagno che era allesterno e la strada di accesso a casa. Non ci sono immagini animate: la prima immagine animata che ha di lui che sta con il fratello e la sorella, sdraiati nello stesso letto, ognuno con i piedi sul cuscino dellaltro e lui si vede i piedi della sorella sulla sua faccia. Lunica immagine umana sono i piedi dei fratelli che gli danno fastidio, perch sono anche sporchi. Queste immagini, piene solo di particolari di oggetti, sono tipiche nel depresso. Poi qui c, intorno ai tre anni e mezzo, il tipico ricordo di quando lui esprime un bisogno e ha un rifiuto: lui torna verso casa e ci sono mamma, pap e i fratelli pi grandi. Lui il pi piccolo, ha tre

anni e chiede alla madre di essere preso in braccio e lei, per tutta risposta, gli mena. Altro episodio di rabbia. Terza elementare: c sempre una discussione con un altro bambino; interviene linsegnante; li avvicina, li fa riappacificare, dicendo al bambino Dagli un bacettoe lui risponde con un pugno. Lui normalmente a 4-5 anni faceva gi tutto: andava allasilo, tornava a casa, rigovernava le galline, aiutava nei campi e nelle pulizie di casa. Cio era uno organizzato nella vita quotidiana con responsabilit da adulto; poi in quinta elementare inizia a lavorare, stabilmente, come pizzaiolo nel ristorante. Avete situazioni anche pi sfumate, questa una di attaccamento sul versante francamente patologico: un paziente che ho avuto tempo fa, un depresso sul versante normale, ha avuto un pap assente e una mamma totalmente anaffettiva, che non lha mai praticamente curato, nel senso di una presenza accudente ed affettuosa. La rabbia in lui molto pi sfumata, molto pi verbale che fisica. Per si vede gi benissimo questa capacit di sbrigarsela da solo. Lui ha sei anni (il pattern dattaccamento pi di tipo A3) e gioca con i compagni pi grandi, di dieci anni; erano in una borgata di Roma, dove cera un pastore con le pecore: entrano nel recinto. Il pastore li vede e si precipita. I due pi grandi riescono a scappare, mentre lui resta l. Il pastore lo piglia e lo lega ad un albero minacciandolo. Lui resta lucidissimo, si rende conto che il pastore ignorante e che lui deve parlare e parlare per convincerlo e ci riesce. Infatti quello lo libera e lo riporta a casa comprandogli un panino strada facendo. Per un bambino di sei anni una cosa notevole. E questo il senso di inaiutabilit: sarebbe normale piangere, disperarti, chiamare mamma e pap. Lui sa che la cosa dipende da lui; il pastore pi forte, ma pi scemo e lui deve parlare e convincerlo, avendo il senso che non si pu affidare allaltro. Molto spesso la rabbia non un vero e proprio attacco di ira: spesso sono semplicemente bambini scoordinati, che non hanno alcun repertorio sociale. Sono bambini che non hanno mai avuto rapporti coi coetanei e poi vengono messi di colpo in una sala giochi o in un giardino dinfanzia. Possono interpretare un gesto di stizza o un dispetto di un compagno come un gesto aggressivo e gli rispondono con un pugno: non hanno nessuna coordinazione sociale; come se non differenziassero neanche lelemento rifiuto. Ci metteranno moltissimo tempo per questo ragionamento, fino alla pubert-fine adolescenza. C questo fatto di essere diversi, ma di una diversit dagli altri che dipende completamente da loro, che non riescono a capire quello che gli altri fanno, gli interessi che gli altri hanno. E ci sono sempre questi episodi spesso violenti. Unaltro che ricordo sul versante inibito, e non poteva essere diversamente, aveva un padre diplomatico che stava a Portorico e non so per quale motivo il padre lo mand in 24 ore in un collegio severissimo a Miami, dove lui non conosceva linglese ed era proprio lo zimbello della classe. Un giorno, durante la ricreazione, viene uno di questi compagni pi grandi, di dodici anni (lui ne aveva otto), e cominci a sfotterlo e lui senza accorgersene scattato e lo ha buttato dalla finestra. Il compagno si rotto solo un paio di costole. Nella maggioranza dei casi sono sempre episodi abbastanza grossi., in cui si vede chiaramente laspetto di incontrollabilit della rabbia che prevale ogni tanto malgrado i livelli di inibizione. A volte alcuni superinibiti la rabbia la esprimono torturando gli animali. Un collega di tanti anni fa aveva un tema di inibizione, ma anche di balbuzie: lui si ricorda le torture di questo tipo, fino alluccisione, di gatti, cani, etc. Non solo tipico dei bambini, che se lo fanno per gioco, non con listinto di uccidere. In una certa percentuale di casi c un a perdita effettiva, cio la morte di un genitore in et precoce. Dovremmo dire che ci circa in un quarto dei casi; per non un fatto cos patognomonico come si pensava una volta. Non tanto lentit perdita fisica in s, quanto piuttosto la qualit della relazione che precede la perdita, laccompagna, la segue: perch si sviluppi lOrganizzazione depressiva occorre che la perdita sia avvertita come responsabilit personale. Se si va a vedere i casi in cui si perso un genitore precocemente allet di 7-8 anni, questo non d necessariamente luogo ad un attaccamento di tipo depresso. Quindi e necessario vagliare i casi senza per quellenfasi che si dava fino agli anni 80

per i Depressi. In realt notate la grande quantit di Fobici che hanno avuto un genitore morto nei primi anni di vita ma questo non stato avvertito come responsabilit personale. E stato avvertito come una prova della irrisolvibilit della pericolosit del mondo, come una prova che ancora di pi abbiamo ridotto le capacit di esplorazione autonoma. Un altro quarto o terzo abbondante corrisponde al pattern di controllo anaffettivo, in cui si carica il bambino di molte responsabilit senza dargli il supporto emotivo necessario per poterlo affrontare. E questo corrisponde a quei genitori che alternano atteggiamenti di indifferenza con atteggiamenti di intransigenza estremamente punitivi e repressivi. Tipico il genitore, a sua volta depresso, ma con il senso di fondo che si fatto da s. Un altro pattern frequente quello del genitore che inverte la relazione con il figlio, che mette il figlio in una posizione genitoriale, in condizione di occuparsi e prendersi cura di lui e lunica maniera in cui il figlio pu ridurre il tasso di rifiuti, di perdite affettive, insulti, prendersi cura costantemente del genitore, nellaccudimento quotidiano, nella gestione di casa. Tutti i genitori depressi a 5-6 anni erano capofamiglia e andavano a recuperare il padre ubriaco nelle osterie o badavano ai fratelli pi piccoli. Mi ricordo un paziente che era figlio unico: i genitori erano commercianti ed avevano un negozio che era aperto dalle sette e mezzo di mattina alle sette di sera. Loro non hanno mai pensato di chiamare qualcuno cui affidare il figlio, ma chiudevano il bambino a chiave nella stanza da solo. Lui si ricorda praticamente da sempre, fino alle elementari, che chiudevano la serratura e questa veniva riaperta ore dopo. A volte c la pi totale mancanza di cure verso il bambino. Uno dei miei pazienti, quando aveva tre o quattro anni, per tenerlo buono, visto che aveva scoppi di ira, gli avevano dato per due/tre giorni un agnellino, con cui lui era impazzito e giocava, salvo 2-3 giorni dopo trovarlo arrosto sulla tavola senza essere stato avvertito. Vediamo cosa succede al bambino depresso. Intanto una situazione abbastanza difficile da reggere, in quanto c questa continua situazione giornaliera di una esperienza di perdita, di non avere un accesso sicuro e quindi una esperienza di solitudine. Questultima difficile da gestire perch i bambini si attaccano, per istinto, a tutto: quindi un bambino che non ha una base sicura ha un livello di attivazione interna di un tale sconquasso, di una tale capacit di perturbazione che se non lo mantenesse in limiti costantemente bassi rischierebbe di disintegrarsi. Quindi sono bambini che si specializzano immediatamente, dai due anni circa, in quel fenomeno che Bowlby chiamava la disconnessione cognitiva tra lo stimolo che evoca una reazione e la reazione stessa. Questo sar uno dei temi di fondo della vita dei depressi. Poich ogni percezione di perdita si accompagna ad unoscillazione di disperazione e rabbia, tutto lelemento cardine del controllo della regolazione emotiva cercare di ridurre linput, cio fare in modo che arrivino poche perdite percepite coscientemente. Quindi la maggior parte, se possibile, vengono cancellate come reazione; altrimenti lemozione collegata alla reazione viene staccata dallo stimolo che lha prodotta, vissuta come una propria idiosincrasia personale, un difetto staccato dalla fonte che lha suscitato. Ci che vi colpisce nel ricostruire la storia di vita, in particolare infantile, del Depresso che non ha avuto cure latteggiamento minimizzante nei confronti dei genitori, nel senso di minimizzare le sofferenze o il ruolo dei genitore o di tendere a discolparli: La situazione era dura, bisognava lavorare, erano altri tempi. Spesso anche lesperienza di solitudine viene minimizzata. La deve ricostruire il terapeuta, perch per loro unesperienza che c da sempre, scontata e in pi c il fatto di non attribuire allesterno la reazione emotiva che provano. Lo fanno anche da adulti: mentre stanno parlando con una persona, e hanno il senso di disattenzione da parte della persona che li sta ad ascoltare, questo fa scattare loro una reazione di rabbia pensando: Sono io insopportabile, mi inalbero subito, sono permaloso. Ci per controllare disperazione e rabbia, le emozioni pi squassanti che esistano e il rischio di un cambio repentino di fronte, specialmente il passaggio da disperazione a rabbia.

Ricostruire lesperienza di solitudine nei Depressi vi permette di differenziarla da quella dei Fobici, per cui non ce davvero mai un senso di solitudine, ma la paura della solitudine corrispondente con lavvertire che la base sicura distante. Soli non erano mai ed erano sempre accuditi: la mamma andava nella loro camera se piangevano durante la notte e lasciavano la luce accesa. Tipico il pavor nocturnus, in cui i bambini fobici hanno paura di restare soli e che nessuno li possa soccorrere, ma la solitudine vera non fa parte della loro esperienza di vita. Nei Depressi, invece, lopposto e la solitudine presente fin dallinizio (per questo lo dovete evincere voi). I bambini depressi imparano bene a prendersi cura di loro stessi, il self-care, che significa soprattutto la capacit di gestire i propri stati interni. Come linaiutabilit: le angosce non possono essere calmate dagli altri, lunico che pu farlo e lindividuo stesso. Probabilmente la tristezza, che la tonalit basica del Depresso che quando si accentua diventa disperazione, contribuisce molto a questa capacit di autogestione poich, come dicevamo, una delle emozioni pi rallentanti, sia a livello cognitivo che motorio. A noi interessa maggiormente il primo, perch significa che il fluire degli stati interni molto pi rallentato ed ogni stato interno resta di pi nel focus di coscienza, nello scrutinio interno. Un esempio tipico quello di un grande scrittore portoghese, Fernando Pessoa, il quale entro leta di 6 anni ha avuto tutte le perdite possibili concentrate in due anni. A 5 anni gli muore il fratellino, a 6 anni il padre e nello stesso anno la madre si risposa, per procura a Citt del Capo, e lui si deve trasferire in un collegio inglese, cambiando lingua. La caratteristica di Pessoa come scrittore sar la creazione degli eteronimi, questi altri personaggi cui lui prestava voce, il che port alla scoperta dopo la sua morte che 4-5 poeti e scrittori famosi portoghesi o brasiliani erano lui stesso. Questo gioco lo inizi in collegio nella situazione di sradicamento totale e inizia come tema di reazione al sentirsi solo e in situazione di deprivazione sensoriale (non poteva nemmeno parlare) per cui lui inizia ad inventare 2-3 personaggi cui torner a rivolgersi per tutto il resto della vita. Questa la capacit di gestirsi gli stati interni, che sarebbero squassanti anche per un adulto, con una gestione tecnica, cognitiva, attraverso linvenzione di una relazionalit che non si possiede, costruita a livello immaginativo. Il problema grosso in questi bambini il contrasto che inizia ad esserci tra esperienza immediata di s e limmmagine di s. Perch la prima il problema di fondo di tutti i Depressi ed fatta sempre di questo oscillare continuo tra le bande estreme disperazione-rabbia che ogni Depresso avverte come improvvisi cambiamenti di fronte quasi inspiegabili ai suoi occhi, proprio per la disconnessione cognitiva di cui parlavamo prima e che diventano uno degli elementi basici su cui si incentra il loro senso di negativit, il senso che c radicato qualcosa in fondo a loro che non va. In questo senso di essere diversi dagli altri bambini, di non avere una famiglia come gli altri, per, non soltanto un fattore esterno, c qualcosa in loro che non va. In questo tema dellesperienza di solitudine un altro fatto che la va a riempire e che sostiene questo senso di negativit una sessualit molto precoce, che deriva proprio da una questione di deprivazione sensoriale (sono dei masturbatori precoci fin dagli anni prescolari) , proprio per una situazione di compenso. Il paziente dellepisodio del pastore ce lha come una delle prime immagini di vita: ha tre anni e va a cavalluccio con la nonna sulla gamba ed ha proprio un senso di eccitamento genitale di cui sa benissimo che non deve far parola. Aveva poi gli episodi di scoppi dira con le ragazzine. Lui cercava di avvicinarsi e in prima elementare, stesso anno in cui tent di strangolare il compagno, si ricorda i tentativi che faceva di guardare tra le gambe della maestra. Questo, spesso, si associa al fatto del cambiamento repentino interno, al senso di negativit. In questo si collega il senso di negativit dato da questi gesti inconsulti, per cui lui era un mostro ed aveva la sensazione che i bambini e gli adulti rivolgendosi a lui inorridivano; questi due aspetti lo facevano sentire profondamente diverso dagli altri per qualcosa che era in lui, questo essere uno che provava cose che lo avrebbero portato alla delinquenza. La sessualit precoce e presente sia nei maschi che nelle femmine e diventa uno dei problemi perch sono molto pi scafati, precoci dei coetanei e quindi hanno degli effetti ridondanti che li fanno

apparire veri e propri mostri. E diversa invece limmagine di s. Limmagine cosciente fortemente contrastante perch da un lato c la consapevolezza di essere un bambino diverso dagli altri (molti bambino depressi hanno la fantasia di avere altri genitori, altre famiglie) e dallaltro hanno il senso che tale diversit dovuta a qualcosa di profondamente sbagliato in loro. Per va rivisto il discorso che si faceva sulla famosa triade negativa di Beck: non che i depressi abbiano unimmagine di s completamente negativa, non si capirebbe il loro modo di funzionare. Loro hanno immagini di s fortemente contrastanti, in cui la negativit si riferisce esclusivamente a temi emotivi e affettivi: ci che non va a livello emotivo, per cui o sono repellenti e non c persona al mondo che possa attaccarsi a loro o provare sentimenti di affetto per loro, ovvero sono loro emotivamente incapaci di attaccarsi agli altri. Sullaspetto cognitivo, invece, hanno un senso forte, quasi estremo, di competenza. E molto difficile mettere in crisi questi bambini con un punto di vista diverso come accade, viceversa, nei bambini Dap. Sono sempre sicuri di ci che vedono e pensano; il problema che si fidano soltanto delle loro spiegazioni. Sono sempre sicuri di avere una spiegazione esaustiva. Il paziente del pastore era in macchina col pap e questo era al volante con un amico. Il padre aveva 32 anni circa e, come accade spesso in questi casi, si erano dimenticati del bambino seduto dietro e quindi lamico sera messo a parlare di argomenti pesanti (sesso, donne) e ci che colpisce il bambino limbarazzo del padre e gli fa pena la sua imbranataggine. E un senso dellaltro staccato dal senso di s ben distinto: e ci senza sentirsi in colpa. A livello cognitivo lunica cosa di cui sono certi che possano capire, poi il dramma che non sanno interagire. La famosa triade di Beck, limmagine negativa del s, del mondo e del futuro non si rileva; la si pu vedere solo in un Depresso grave. I Depressi non hanno mai unimmagine negativa del mondo; anzi, in genere sono persone - vedi personaggi, scrittori - che hanno un livello di positivit molto alto. Tuttal pi direbbero come il saggio che la vita la cosa pi bella che c, peccato che loro non lhanno potuta vivere: quello il discorso. Cos come non c un senso negativo completo di s: negativo solo laspetto emotivo/affettivo, ma sulle loro capacit di essere gli unici a darsi la spiegazione che gli serve per lenire la pena che sentono sono sicuri. Per questo tutti gli altri non possono far niente. Eanche un senso di essere una persona competente per la capacit di poter controllare le situazioni avverse attraverso lo sforzo o la lotta. Del resto, fin da piccoli sono grandi lottatori, cio gente che mette lo sforzo al centro della propria filosofia di vita. Ma il fatto di sentire che lo sforzo produce dei risultati e riesce a rimettere in sesto una situazione che sembrava assolutamente irrimediabile un aspetto non da poco del loro senso di competenza. Il tema dello sforzo fin da piccoli quasi una cartina di tornasole, su cui si regge tutto lequilibrio quotidiano del Depresso, perch sufficiente che, anche in una situazione banale, uno sforzo in corso non abbia lesito desiderato che ci sia il capovolgimento immediato da un senso di competenza a un senso di inutilit dello sforzo. Non c modo di uscire dal destino che ci stato riservato. Il Depresso ha il senso di essere distaccato dal resto del mondo, di avere un destino particolare. Il problema che, se gli sforzi riescono, il suo destino particolare un destino di elezione: diverso dagli altri perch superiore; se non riescono, il destino di condanna, gli toccato per una sorta di intrinseca negativit che nessuno stato capace di riorganizzare e riordinare. Per i Depressi possono oscillare molto facilmente. Anche in situazioni banali il cambiamento repentino di s che ha ogni Depresso pu avvenire 5-6 volte al giorno. Il cambiamento repentino viene attribuito a s. Questa ipersensibilit ad ogni minima non corrispondenza dellaltro, lui la vive in termini di rifiuto affettivo. Il tema di perdita poi il tema di inutilit: Di quello che gli ho detto non gli fregato niente, non vedeva lora di scapparsene in ufficio o di fare cose pi interessanti. Latteggiamento interno del Depresso, il dialogo con s stesso la cosa pi problematica. Hanno un atteggiamento intransigente, sempre autoaccusatorio e autocolpevolizzante, Self-Blaming. Ma

sempre sul tema dellinamabilit affettiva, c un sentirsi la causa dei capovolgimenti repentini di esperienza di s. I primi anni delle elementari sono, in genere, i peggiori perch la differenziazione emotiva andata avanti in modo molto graduale e loscillazione emotiva sempre su disperazione e rabbia. Abbiamo un bambino arrabbiato e un bambino abbandonato, con passaggi da uno allaltro, da una posizione superinibita, superabbandonica, ad una di violenza. Non ci sono stati intermedi. Questa situazione a casa incrementa ancora di pi la rigidit e il controllo anaffettivo del genitore Con il proseguire delle elementari comincia a differenziarsi, come stato intermedio, quello tipico dei Depressi che la vergogna, che poi permette maggiormente di attenuare la risposta allesterno, avere un controllo maggiore dellaggressivit anche se non sulla rabbia. Questa viene sempre elicitata e produce i capovolgimenti del senso di s. La vergogna permette di stabilizzarsi su un atteggiamento evitante che latteggiamento di base anche nei confronti dei coetanei, verso cui, poi, in terza-quarta elementare hanno un atteggiamento di quelli che stanno nel gruppo, ma stanno anche fuori: stanno ai margini. Questo non solo come disposizione spaziale, ma anche come rapporti coi coetanei: i Depressi non cercano mai i coetanei n a livello di confidenza o di intimit. Si limitano ad essere osservatori o partecipi passivi se un compagno, invece, si avvicina a loro. Non prendono liniziativa. Sono evitanti anche emotivamente, non solo spazialmente. Levitamento in questione non come nei Dap: lipersensibilit al giudizio dei Depressi sicuramente un fenomeno diffuso, ma la reazione diversa rispetto ai DAP. In questi il senso di s cambia in accordo al giudizio percepito nellaltro. Anche il Depresso sensibile al giudizio ed un giudizio negativo di una persona significativa un lutto, una perdita. Cos pure nel Fobico, che pu reagire a un giudizio negativo o col senso che gli manca la protezione o che si sente soffocare, la reazione sulla propria banda. Anche nellOssessivo c la sensibilit: se la moglie gli dice che un cretino, lui non ha pi la certezza e inizia a ruminare. Generalmente i Depressi sono bambini ingovernabili, con problemi sociali rilevanti. Innanzi tutto, per la gestione non semplice del tema rabbia-aggressivit, che li porta senza volerlo a non essere in linea con le autorit. I Depressi, pur senza mai voler fare i leader delle situazioni politiche, si trovano ad essere ribelli ed insofferenti alle regole, per la loro minore dimestichezza sociale: sono i pi solitari, burberi, pi incapaci a capire le regole di convivenza comune. Pi facilmente possono, pertanto, interrompere o infrangere certe regole stabilite dalle autorit, anche banali. Il tema della diversit molto forte anche sul piano fisico: i Depressi da bambini si sentono diversi e goffi fisicamente, non riescono a fare i giochi degli altri, si sentono completamente staccati, avulsi. Hanno un senso di completa incoordinazione anche corporea. Hanno difficolt con gli sport; anche andare in palestra con gli altri suscita loro vergogna. Gi nella fanciullezza sono concentrati sul tema di perdita. Se a sette anni si va a studiare le attribuzioni di successo e fallimento, i bambini non depressi attribuiscono il fallimento al caso e il successo a s. I Depressi fanno lopposto. Il fallimento assai pi predittivo del successo. La perdita la cosa pi probabile che possa accadere. Lunica strategia per evitare che accada minimizzarne leffetto. Il cambiamento maggiore, nei Depressi, inizia nella pubert. Se qualcuno ha avuto un ambiente familiare distorto o disadattante, alla fine delle elementari riuscito comunque a raggiungere un equilibrio; quando linsorgenza del pensiero astratto, mette a repentaglio tutto questo ed impone una riorganizzazione su livelli di astrazione maggiore. Nellandamento dei Depressi diventa fondamentale la riorganizzazione adolescenziale, crearsi un assetto pi astratto di s che spieghi anche le contraddizioni e poi darsi un programma di vita. Qui la chiave di volta della loro vita: i Depressi, per lo pi, hanno una riorganizzazione adolescenziale in attribuzione interna. Localizzano dentro di loro la colpa e la responsabilit del loro essere fuori dal mondo. Se non partecipano al consorzio umano colpa loro. Pu sembrare una volont di autoflagellazione, come a molti della terapia cognitiva, per cui

lattribuzione interna del Depresso era il bersaglio principale. Invece tale attribuzione la chiave di volta dellintera coerenza del tema depressivo. Se in questa contrapposizione col consorzio umano, la colpa del consorzio umano il Depresso resta senza controllo. Attribuendosi la colpa resta un margine di controllabilit: Sono io, mi posso sforzare, migliorare. Le uscite in attribuzione esterna che avvengono nelladolescenza sono invece sempre tragiche: una la tossicomania, per andare avanti con atteggiamenti autoanestetizzanti con escalation progressiva verso lannientamento in pochi anni, laltra luscita delinquenziale (verso un mondo che mi respinge senza che io abbia fatto niente, lunica possibilit di oppormi fino alla morte), oppure luscita psicotica in delirio persecutorio. Anche in questo caso il delirio fa sentire il Depresso un agente pi attivo, non una foglia in balia del vento. Lattribuzione interna rende al Depresso la situazione pi accettabile e controllabile. Un paziente ricord che alla pubert inizi lepoca degli sforzi titanici, lui si rendeva conto che cera una serie di cose che non andavano per colpa sua (non sapeva parlare, si emozionava, la vergogna se lo mangiava): gli sforzi erano tutti orientati per correggere tali aspetti. Si era messo a studiare come un matto per essere brillante, faceva esercizi di dizione. Il tema quello che se riesci a migliorare ti guadagni laccesso al consorzio umano come quando da piccolo dovevi meritarti tutto. Lattribuzione interna porta a fare imprese impossibili, dove il termine impossibile cambia a seconda del contesto socio-culturale. Per, in generale, si tratta di cose che non appartengono al mondo delle possibilit. Uno degli esempi pi tipici quello di un paziente che aveva tre anni alla morte della madre. Viveva in borgata col padre proprietario di una modesta barberia sullorlo del fallimento. Lui dai 3 ai 10 anni stava in bottega: a 10 anni gli muore anche il padre e lo prende con s una zia paterna la quale non lo tratta, tranne che seguirlo a scuola, e quando compie 18 anni lo mette in strada. Comincia a dormire nei dormitori pubblici e trova lavoro come manovale: io lo vedo a 33 anni e in quindici anni era diventato uno degli antiquari emergenti pi apprezzati di Roma. A 18 anni ci faceva parte dellinimmaginabile. Coi risparmi del lavoro comprava i mobili che ricostruiva nei ritagli di tempo, dormiva due ore per notte perch era preferibile lavorare ai suoi mobili che tornare nel dormitorio pubblico dove allora stava, era troppo triste, era meglio lavorare! Viene minimizzato anche il senso delle proprie imprese. Questa la forma pi tipica e articolata che prende il pattern dattaccamento A3: da piccoli si rendevano amabili grazie alla capacit di stimolare ed interessare il padre che avevano sviluppato e da adulti e uguale, si rendono amabili con imprese di tipo conoscitivo o di azione. E il modo di guadagnarsi laccesso. Ecco perch i Depressi, a livello cognitivo, hanno un amabilit molto buona, anzi in genere si danno da fare per rendere possibile che una persona possa interessarsi a loro, anche come oggetto di affetto, per il fatto di averla stupita con le loro imprese,attraverso le quali sono riusciti a farsi accettare come facenti parte del consorzio umano. I Depressi, sin da piccoli, hanno questo tema di guadagnarsi lidoneita affettiva con laspetto conoscitivo. Diventa naturalmente il loro dramma, come vedremo nel loro stile affettivo e a volte e anche comico e parzialmente sregolato. Se prendete in considerazione il pattern di attaccamento A3, che e quello brillante, e attivo ad interessare laltro, vedete che laspetto emotivo, poi, non parte mai. Un paziente, quello del pastore, dopo un lutto aveva preso in considerazione lipotesi di riprendere le relazioni con donne e queste non iniziavano mai perch lui era sempre in fase di dimostrazione di brillantezza. Conosceva una donna, ci usciva a cena e parlava solo, per ore, di cinema, letteratura, vita sociale, antropologia, etc. e le relazioni non iniziavano mai perche lui si arenava alla fase della dimostrazione della brillantezza. Dopo essere uscito per varie sere consecutive con una collega che era interessata a lui, dopo aver passato il tempo a cena in cui lui ha mostrato tutto il suo scibile, al quinto invito da parte di lui, lei si risente e, bruscamente, gli chiede che vuole da lei. Lui rimane sbigottito e, ovviamente, la prende come un rifiuto. Sono state necessarie due sedute per fargli capire la dispercezione che la collega puo aver

avuto. Anche nei confronti dei figli i Depressi hanno un comportamento che Bowlby chiamava laccudimento compulsivo che e quel comportamento per cui il figlio arriva a sentirsi di essere un peso per il genitore. E, ancora, questo deriva dal fatto che il padre deve conquistarsi laffetto del figlio, stupendolo e, in questo, lui fa anche un investimento notevole. In genere, nel loro ciclo di vita, i Depressi non hanno grossi problemi nel settore lavorativo o di competenza professionale, non capita quasi mai che vengano in terapia portando come problema la competenza, la capacit o il timore di affrontare situazioni in questo campo. I problemi compaiono nella vita interpersonale, in generale, lamentando un isolamento sociale piu o meno rilevante e, soprattutto, a livello affettivo.

STILE AFFETTIVO E interessante ricostruire lo stile affettivo dei Depressi. In loro colpisce sempre il fatto che, il punto fondamentale fin dalladolescenza e i primi flirt, la enorme discrepanza che esiste tra levento di perdita reale e la reazione di perdita suscitata; e tale discrepanza va aumentando dintensit con il ciclo di vita. Un esempio sono i due anni di lutto, con isolamento sociale e ritiro a casa, azzeramento quasi totale dei rapporti sociali, ritiro nello studio, dopo una cotta della durata di una settimana, al primo debutto sentimentale. Si arriva poi nella midlife a livelli paradossali dove quasi si perde il rapporto tra evento di perdita effettivo e la reazione di perdita suscitata. Uno dei casi piu recenti che ho visto e stato quello di uninsegnante di matematica al liceo che venne in terapia a 54 anni, la quale come antecedente a 49 anni, dopo una vita di rotture e di abbandoni, aveva conosciuto un architetto, in occasione di una festa fra amici, con cui cera stato solo un inizio di storia: serano visti un paio di volte dopodich lui non laveva pi chiamata. Lei se fatta un lutto di 5 anni. A 54 anni, quando lho vista io, era ancora bloccata, in aspettativa da tre anni e aveva una vita quasi disintegrata in cui passava le sue giornate a letto ed era proprio come se fossero trascorsi solo 5 minuti dal momento in cui lei sera resa conto che lui non lavrebbe piu chiamata. Questo e il fatto piu drammatico nei Depressi. Tanto che va tenuto presente proprio perche e fonte di scompensi notevoli, ce da pensare che ad un Depresso, uomo o donna, a cui capita una perdita affettiva in midlife va considerato come il rischio che si ha di perire in un frontale tra due macchine, e un rischio di morte. Primo perche la percentuale di suicidi e alta; cio che colpisce dei Depressi e lo spostamento che si osserva nel ciclo di vita. Hanno molti tentati suicidi in gioventu e molti suicidi veri in midlife: nel corso della vita aggiustano il tiro. Soprattutto, a parte i suicidi, che rappresentano la forma di autodistruzione piu appariscente, piu chiara, ce ne sono altre meno eclatanti ma che sono altrettanto gravi. Un individuo, anche senza uccidersi, puo comunque disintegrarsi anche in tempi estremamente ridotti. Ricordo che (proprio per la deformazione indotta da questo mestiere che ci rende curiosi) potei ricostruire, nel villaggio in Sardegna dove avevo una casa, la storia di un uomo che era il barbone di quel villaggio, e che noi soprannominammo Spensierato, non so bene perche. Era il tipico ubriaco: aveva il capotto di lana anche destate, ad Agosto e, probabilmente, non parlava piu alcun linguaggio comprensibile, parlava una lingua sua, strana, era sempre sporchissimo, dormiva sui marciapiedi, etc. E io sono riuscito a ricostruire la storia di questuomo che e assolutamente tipica di questa Organizzazione. Lui era nato nel corso della seconda guerre mondiale da un padre sardo, che faceva loperaio, il muratore e da una madre che faceva lausiliaria nelle truppe tedesche. Dopo un anno la madre lo lascio al padre mentre lei torno in Germania. Il padre, non potendo occuparsi di lui, lo mise in orfanotrofio: una situazione tipica. Tutto sommato, landamento di vita di questuomo fu abbastanza buono perche si ambiento

nellorfanotrofio e apprese il mestiere di falegname che, con il tempo, raggiunti i 40/42 anni, gli consenti di diventare capomastro. Era diventato un artigiano riconosciuto, aveva 10 lavoranti suoi subalterni nel suo laboratorio dove si limitava a fare solo i pezzi piu pregiati. Se considerate la situazione di partenza, questa, era stata quasi unimpresa impossibile. Si diceva che era anche affabile con gli amici, ne aveva molti, giocava a carte con loro, faceva bisboccia ma era timido con le donne (che mi sembra il minimo, visto che la madre lo aveva abbandonato in questo modo). Non aveva mai avuto alcun rapporto significativo importante, si sapeva che andava con prostitute ma si limitava a questo. Il fattaccio accadde quando, una donna del paese, prese liniziativa piombo a casa sua e si fece una convivenza di tre anni e poi, di colpo, lo lascio andandosene di casa. Dal momento in cui fu lasciato al ridursi sul marciapiede trascorse un anno e mezzo. Molte persone del paese non riuscivano a capire come avesse potuto, in questo lasso di tempo, ridursi in questo modo. Un uomo che possedeva la casa in cui viveva, la macchina, i soldi in banca, lazienda artigianale di proprieta, si era tutto polverizzato senza sapere come: forse giocando a carte, forse regalato, etc. E lui, oramai, era in una condizione impossibile da ricostruire emotivamente, cognitivamente e psicologicamente. Da qualche anno era in una posizione in cui, addirittura, parlava un linguaggio assolutamente incomprensibile. Queste sono le situazioni piu drammatiche, dove non ce neanche latto eclatante tipo suicidio che si vede, in questi casi la persona si disintegra, scompare. E questo fatto e forse anche piu drammatico di un suicidio e va tenuto presente. La signora, insegnante di matematica, di cui vi parlavo prima, con il flirt con larchitetto che dura due giorni, ha una reazione di quasi-disintegrazione, perde il lavoro, le sorelle erano venute dal Sud ad assisterla perche lei non poteva stare piu sola: non si alimentava, non salzava dal letto, defecava e urinava a letto. Era piu contenuta quando si ricoverava in una clinica privata, per tre mesi, dove la imbottivano di farmaci. Appena tornava a casa, in terapia di mantenimento, ritornava ad avere lo stesso comportamento.

Formazione, Mantenimento e Rottura Quindi, tornando allo Stile Affettivo dei Depressi che e il problema principale, si considerano le fasi di Formazione, Mantenimento e Rottura, in ognuna si possono manifestarsi problemi. Innanzi tutto il tema principale dellaffettivita in questa Organizzazione - troveremo sempre in tutte le Organizzazioni che, questa continuita pur apparendo contraddittoria, fa parte della tensione essenziale che ce al centro di ciascun tema di significato -, e che tutto cio che il Depresso fa nella vita, anche le imprese impossibili, le fa per guadagnarsi una idoneita affettiva. Laspetto affettivo e laspetto piu importante pero, allo stesso tempo, e anche la cosa maggiormente temuta, da evitare. Latteggiamento di base che troviamo e peculiare: la perdita e equivalente al distacco, lunico modo con cui un Depresso non corre il rischio di sperimentare un distacco e il non-attaccarsi, con questo si e sicuri. Una volta che, viceversa, lindividuo accetta anche semplicemente di attaccarsi a qualcosa, e entrato nel giro del distacco, e entrato nel giro della roulette da cui puo uscire il numero. Ma se una persona, fin dallinizio, non si attacca, questo taglia fuori matematicamente ogni rischio. Io avevo un paziente di 52 anni, che aveva avuto un figlio in tarda eta che quando venne da me, il figlio ne aveva 6. Lui, da un lato, viveva per questo figlio a tal punto che, nelle due ore precedenti al momento in cui il bambino tornava a casa da scuola, lui viveva nellattesa di vederlo in maniera fremente. Ma, appena il figlio tornava a casa, lui iniziava a trattarlo male. E lui mi diceva: Dottore, io tratto male mio figlio perche mi rendo conto che non posso attaccarmi a lui, se lui mi morisse io non potrei resistere alla perdita. Pensate che lui, a 52 anni, pensava che poteva morire il figlio prima di lui. Quindi il discorso e linevitabilita a correre dei rischi, e un bambino, e vulnerabile, si puo ammalare, a 14 anni avra il motorino saranno altri rischi

quindi possibilita di tragedie, etc. Per cui se, dal suo punto di vista, il mio paziente non si attaccava, avrebbe retto la perdita che altrimenti avrebbe condotto al suicidio o alla pazzia, alla disintegrazione. Questo e laspetto assolutamente tipico di questa Organizzazione. INTERVENTO: Ma, in fondo, non era gia attaccato? GUIDANO: Lo so, infatti e questo il dramma: il Depresso conserva un margine di controllo se non riconosce lattaccamento che, di fatto, sta gia sperimentando. Infatti, il mio paziente, diventava respingente con il figlio e questo vi consente di capire altri aspetti dei genitori depressi. Perche, molto spesso, per alcuni genitori depressi come il mio paziente lessere burberi e respingenti vuol dire controllare che non ci si coinvolge al punto tale da entrare nel girone di incontrollabilita del distacco. Questo comportamento, i Depressi, lo hanno sempre; e latteggiamento iniziale che assumono nei confronti di un incontro affettivo che e potenzialmente significativo. La prima cosa che fanno e il non riconoscere la significativita, limportanza di quellincontro. Ne, tanto meno, il grado personale di coinvolgimento emotivo. Questa discrepanza e proprio tipica di molti Depressi per cui una esperienza si puo vivere di fatto, ma limportante e di negarla sempre al livello di spiegazione per cui una persona puo anche avere un rapporto che si e stabilizzato ma lo vive temporaneamente. Ogni giorno e temporaneo, a se stante: Oggi lei sta qui, se portata le sue cose, non posso cacciarla. Ma non e fatto come lo farebbe un Fobico per tenere laltro sulla corda, e soprattutto una spiegazione che lui si da che si racconta. Al partner lo dice anche meno, puo anche non dirlo affatto (e, in questo, e diverso dal Fobico) perche il partner poi si arrabbierebbe, lo tiene per se, se lo ripete a s stesso. Questo e lunico modo che, il Depresso, ha di viversi una storia importante, momento per momento, perche gli da il senso che, comunque, il margine di incontrollabilita del distacco lui/lei lo puo controllare perche se lo aspetta continuamente anzi, gli sembra un miracolo che oggi stia ancora durando, accadendo. Quindi, il Depresso, e sempre pronto ad incassare il colpo. Pero questo atteggiamento produce dei problemi notevoli. Per quanto riguarda la Formazione: qui si inizia ad evidenziare laspetto caratteristico della messa alla prova che hanno i Depressi. Notate un altro fatto, che ci tengo a sottolineare, che non e vero che limmagine di se nei Depressi sia cosi negativa. Per esempio a livello affettivo sono, da un certo punto di vista, molto presuntuosi e questo non si connota con limmagine negativa che menzionavo poco fa. Il Depresso si sente fuori dal consorzio umano pero non vorrebbe mai che una persona del consorzio lo faccia entrare, che sembra la reazione piu normale: una persona mi vede fuori dal consorzio e mi dice vieni a casa mia no, lui cio che vorrebbe e che laltro esca dal consorzio umano e va con lui nel deserto. Laltro deve rinunciare a tutto quello che lui non ha neanche mai avuto per andare a vivere con lui nel deserto, accettando le condizioni di vita di uno che non e mai stato nel consorzio umano. Per cui questo e il punto: il Depresso si accorge che laltro ha fatto una scelta nei suoi confronti, di esclusivit ed unicit, in quanto, laltro per lui, ha rinunciato al consorzio umano in cui viveva. Il partner e una persona che ha una famiglia dorigine che e anche accudente, e uno che da piccolo ha avuto tutto, sciava, giocava a tennis, aveva gli amici, tutto. E, dal punto di vista del Depresso lessere esclusivo ed unico per il partner, significa che il partner deve lasciare tutto ci, tutto il bagaglio che lui non ha mai avuto, per andare con lui/lei a condividere la vita che il Depresso ha invece sempre fatto. Per cui, la fase di formazione, e caratterizzata dallo sbandamento che il Depresso pone in maniera ben precisa, dando unimmagine amplificata della propria negativit. Questo atteggiamento di scoraggiare il partner e costante ed e associato alla contemporanea proiezione dellimmagine negativa di s amplificata: Guarda, chi te lo fa fare, io sono un disastro, non si pu vivere con me, io sono un cinico tu hai tutto, una vita normale, hai gli amici, pensaci bene... In tutto ci laltro si trova in un bivio perch se si sbaglia e pensa che ha di fronte uno che si sta lamentando perch e cattivo e lo/la vuole consolare dicendo: Ma no, non e vero che sei burbero, non e vero che sei cosL ce lo scoppio dira

incontrollato, lui non vuole essere consolato, vuole sentirsi dire: Ma proprio perch tu sei uno senza Dio, senza patria, senza famiglia, reietto, io proprio per questo ti ho scelto, io non vorrei che tu tenessi famiglia, rispetto, proprio per questo. Per cui lelemento clou egeneralmente che il Depresso non solo non prende mai iniziative, ma scoraggia quelle che prende laltro e costantemente lo pone di fronte ad unimmagine negativa amplificata di s che laltro deve accettare senza mai correggerla. Se prova a correggerla lui passa direttamente alla rabbia. Questo e solo lantefatto sufficiente perch la maggior parte dei potenziali partner si scoraggino e se ne vadano. Non superando la prima messa alla prova vengono lasciati, ma senza troppo dolore poich si e ancora fuori del girone della perdita, sono riusciti nellintento di non attaccarsi. Per qualche malcapitato passa la prova e va nel deserto con lui/lei. La fase di Mantenimento e caratterizzata da unattualizzazione quotidiana della precedente messa alla prova. Voglio dire che, ogni giorno, ci deve essere questa conferma del fatto che laltro ha lasciato il consorzio e ha scelto la vita desertica o monastica; ci deve essere una conferma quotidiana. Per cui ci che accade con il partner capita anche con lamico che si incontra e con cui si parla di calcio; siamo a tavola il Depresso, per esempio, sta parlando di una cosa che non e affatto importante e laltro non lo segue e proprio a questo punto che si verifica lo scoppio dira incontrollabile perch non e tanto largomento triviale di cui si parlava quanto il fatto che laltro non ha rinnovato la conferma sulla esclusivit e unicit di aver scelto la vita che si conduce nel deserto". Questo fenomeno drammatico e vissuto da molti in maniera totalmente inconsapevole: ad ogni scoppio di rabbia corrisponde un successivo ritorno allaccudimento compulsivo. Cera una collega che, qualche anno fa, venne proprio per questo motivo; si rendeva conto che se continuava con questo comportamento, senza controllo, il matrimonio sarebbe fallito. Le situazioni tipiche erano le seguenti: lei tornava a casa dopo il marito, con cui era sposata da tre anni, e lui era proprio uscito dal consorzio per lei, completamente e lei trovava tutto apparecchiato, la cena pronta, si sedevano a tavola e poteva capitare che mentre stavano a tavola (lui era radiologo) lo chiamassero dallospedale per comunicargli uninformazione importante di lavoro ma brevissima, e lui si allontanava pochi secondi, tornava in cucina e trovava il tavolo completamente ribaltato, piatti a terra: Non conto nulla, allora vattene via.., lo insultava, poi andava in camera sua, piangeva come una fontana ed infine tornava dicendogli: Perdonami, perdonami, e meglio che te ne vai (iniziava la messa alla prova), io sono impossibile, ti rovino la vita, fai ancora in tempo, e meglio che te ne vai. La situazione si riequilibrava in breve tempo non appena lui iniziava a consolarla dicendole proprio: Ma no, tu mi piaci per questo, etc e dopo la loro vita continuava allo stesso modo fino alla successiva telefonata, fino alla minima disconnessione che si presentava. La scena era proprio tipica: scoppio dira con recupero successivo tramite accudimento compulsivo in cui per proteggere laltro gli si dice di andar via perch lei lo feriva troppo. Questo lo fanno anche con i figli. Questo e la conseguenza della controllabilit alla percezione di perdita. Tutto il tema con i Depressi, quando ci si lavora, e di portarli ad una capacit di riconoscere il loro costruirsi i temi di perdita da unocchiata mal data, da un ciao detto a mezza voce, etc. perch se non mettono a fuoco la percezione di perdita non possono controllare la reazione di rabbia che ne deriva, se la trovano addosso e la proiettano. Questo accade anche con un figlio, non e solo una prerogativa lasciata ai partner sentimentali. Se il padre aspetta con ansia in figlio che torna da scuola, anche se ha 14 anni, non vede lora di vederlo, gli vuole parlare e il figlio rientrando gli dice un ciao a mezza bocca .e finito, dopo un attimo lo insulta, si vergogna che e suo figlio, maledetto il giorno in cui e nato, cose tremende con veri e propri attacchi dira e poi, dopo pochi minuti torna e inizia laccudimento compulsivo: Perdonami, sono una bestia, se volevi il motorino te lo compro... Per cui e eccessivo prima e dopo, e eccessivo lo scoppio dira, ma anche laccudimento compulsivo successivo e eccessivo. E uno stile che e strutturato per evitare le perdite ma, chiaramente, proprio per il tipo di organizzazione, pi di ogni altro e in grado di produrle. Notate che si definiscono bene le famiglie dei Depressi anche quando si inizia a parlare della relazione adulta. Coloro che hanno una vita affettiva stabile, in cui le reazioni appena descritte sono

contenute (ogni volta che un Depresso percepisce latteggiamento dellaltro come rifiutante reagisce, comunque, duramente, riavvicinandosi successivamente), ma sono sempre presenti, si pu non raggiungere lo scoppio dira e/o laccudimento compulsivo eclatante, ma questa e una oscillazione interna che e sempre presente anche se rimane pi smorzata. La necessit di esclusivit, generalmente, rimane anche nei confronti dei figli. Se consideriamo una coppia in cui uno dei due e un Depresso, perch funzioni in termini proprio di coppia, i figli devono essere esclusi da questa vita a due. Lo slogan dei Depressi al partner e: Io, te e il resto del mondo, dove il resto del mondo include anche i figli, anche loro appartengono a quel consorzio da dove lui si e staccato portandosi anche laltro. Quindi non devono mai interferire nella vita di coppia. Io ricordo molti pazienti in cui i figli non mangiavano mai con la coppia, ma da soli perch padre e madre mangiavano isolati. Questo lo dico perch e importante anche dal punto di vista dei figli che hanno costantemente un senso di distacco, di non-partecipazione, di avere genitori indifferenti e, comunque, di essere un peso. Da quando siamo nati i nostri genitori sono costretti a stare qui con noi, se non fossimo mai nati loro sarebbero stati a divertirsi, ai Caraibi, etc. Questo e un punto fermo, e uno dei requisiti per cui si verificano parecchie crisi familiari, perch il coniuge non rispetta questo codice: i figli vanno tenuti fuori, come vanno tenuti fuori gli estranei, i figli fanno parte del resto del mondo quindi non devono entrare nelle attivit di coppia. Con la Rottura si consuma il tutto perch e il momento pi esplosivo e lo e anche mentre si sta consumando. Quasi sempre i Depressi hanno una caratteristica singolare di percepire la separazione come iniziativa presa dallaltro, come un abbandono, anche se molto spesso la innescano loro, sono loro che di fatto la portano a termine. Comunque la rottura ha due fasi: 4. assolutamente furiosa nel momento di smantellamento. La separazione, come ricordate e un processo dove occorre anche chiarirsi, arrivare a ridefinire gli aspetti, non solo in termini economici ma anche in termini personali. Questa e, in genere, una fase furente in cui ci sono delle oscillazioni tra disperazione e rabbia che e quasi incontenibile, incontrollabile, soprattutto la rabbia. I Depressi, in questa fase di separazione possono fare cose incredibili, possono diventare torturatori, pedinatori, fare atti violenti, andare a casa dei suoceri dove ora vive il marito/moglie e sfondare la porta, etc. Io avevo in mio paziente il quale in corso di separazione seguiva la moglie con una voglia costante di metterla sotto con la macchina e ogni sera la seguiva, ci pensava, la puntava e poi rinviava alla sera successiva, ma tutte le sere era la stessa cosa, aveva lo stesso pensiero e desiderio intenso di ucciderla. La fase in cui si compie la separazione, con la divisione dei beni, etc. e, generalmente, accompagnata a livelli di rabbia e di aggressivit incontenibili. Possono essere anche molto violenti, poco controllabili. Mentre, invece, non appena la separazione si consuma laspetto di rabbia viene maggiormente interiorizzato. Diventa una rabbia diretta pi alla rilettura della storia, pi attribuita a s, prevalendo laspetto 5. di disperazione che si pu manifestare sintomatologicamente con tratti di crepuscolo vero e proprio. Anche in quella fase e tutto ben organizzato anche a livello di percezioni fisiche. Prendiamo, ad esempio, latto della separazione: per un Depresso, uscito definitivamente dalla casa in cui aveva vissuto con la moglie, portandosi le sue cose nel residence dove si trasferisce, e normale che il tragitto di unora in macchina non lo ricordi, lo ha percorso in uno stato dincoscienza, e stato tutto automatico. Anche gli aspetti percettivi della perdita vengono conglobati, non elaborati. E un fenomeno molto frequente, questo, ma soprattutto ci che colpisce maggiormente e questo passaggio dalla rabbia, che e predominante nelle fasi in cui si attua la separazione alla disperazione che, invece, diventa, con tutte le sue caratteristiche inibitorie, la caratteristica pi importante a separazione consumata. Il passaggio e anche brusco e, in genere accompagna il rito di consumazione della separazione. Direi che, paradossalmente, i Depressi reggono molto meglio le perdite fisiche, le morti che le separazioni, la morte, a meno di un significato di rifiuto, specialmente se accade per un motivo imprevisto e imprevedibile e non cambia limmagine

dellaltro la quale, nella maggior parte dei casi, risulta potenziata, pi positiva. Ricordo una paziente che mi ha sempre colpito per questo. Io la vedo da molti anni ed e una Depressa tipica, lei ha questa divergenza tra reazione alla perdita ed evento perdita che oramai, a 50 anni, e diventata una cosa incontenibile, ha una storia affettiva di quelle tipicamente disordinate ed e sufficiente che le termini una storia superficiale, che e in corso da un paio di mesi, e si fa due anni di tunnel, di lutto che, di solito iniziano con due mesi di ricovero. Lunica volta che non le e accaduto, che ha reagito diversamente e stato quando le e morto un partner. Io pensavo che, usando il senso comune, che lei si sarebbe disperata peggio delle altre occasioni e, invece, questa e stata lunica volta in cui lei ha reagito ad una perdita assimilandola rapidissimamente. Lei aveva un partner atletico, che stava benissimo,etc., il quale e morto, in modo imprevisto, dinfarto, in vacanza sciando. Questo accadeva i primi di Gennaio, a fine Marzo lei stava benissimo, cosa che non era mai accaduta prima, certamente fu triste, pianse me nulla di eclatante. Non si fece ricoverare, continu ad andare in ufficio, etc. Ripeto, bastava un minimo rifiuto che lei reagisse con dei periodi di lutto spropositatamente lunghi. Sicuramente perch, la perdita fisica, se avviene con queste caratteristiche e meno legata al significato di rifiuto. Questo colpisce molto.