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Terremoti

Sismometro: strumento capace di registrare il moto del suolo su di un grafico detto sismogramma

Ogni sismometro formato da un rullo di carta, solidale col suolo, e da un pennino fermo per inerzia In ogni stazione sismica ci sono almeno tre sismometri, 2 orizzontali ed 1 verticale, per misurare il moto del suolo nelle tre direzioni dello spazio Sismometro orizzontale

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Sismometro verticale

Sismogramma: grafico che registra il moto del suolo durante il terremoto

Localizzazione dellepicentro: si ottiene tramite la distanza dallepicentro di almeno tre stazioni sismiche

Rumore di fondo non legato al terremoto Dal ritardo tra i tempi di arrivo delle onde S rispetto alle onde P si ricava la distanza dallepicentro Dal ritardo tra i tempi di arrivo del tuono rispetto al lampo si ricava la distanza a cui caduto il fulmine
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Profondit dellipocentro: si ottiene in modo analogo, anche se pi complesso, dai dati di almeno dieci stazioni sismiche
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La FORZA DEL TERREMOTO


Intensit: una misura dei danni prodotti dal terremoto a persone, manufatti, terreno
grado I I I I I I IV V VI VII VIII IX X XI XII Descrizione Sisma solo strumentale, non percepito dalle persone Percepito solo da alcuni ai piani alti degli edifici Percepito da pi persone, oscillazione di oggetti appesi, vibrazioni Oscillazioni e vibrazioni anche di automezzi, tintinnio di vetri, vibrazione di vasellame, scricchiolio di pareti Scossa che sveglia chi dorme, cadono calcinacci Le persone fuggono allaperto, caduta di oggetti pesanti, qualche lesione agli edifici Panico, cadono intonaci, camini e tegole, rottura di vetri, piccoli danni ai muri, piccole frane, onde negli specchi dacqua, suono di campane Percepito anche guidando automezzi, danni alle murature, ma non al cemento armato, cadono torri, si aprono fenditure nel suolo Distrugge edifici non resistenti, rompe tubature sotterranee, crepacci nel suolo Distrugge gran parte degli edifici, danni a dighe ed argini, deviazione di fiumi e rotaie, grandi frane Rovina completa degli edifici, rompe ogni tubazione, interrompe le comunicazioni, provoca un gran numero di vittime Terremoti 3 terreno, lancia in Distrugge ogni opera umana, sposta grandi masse di aria oggetti, provoca grandi frane, pu causare migliaia di vittime

Lintensit da solo una valutazione qualitativa della forza del sisma ed inapplicabile nelle aree disabitate Dipende molto da: Distanza epicentrale Geologia locale Tipologia dei manufatti Tipo di osservatore
Epicentro macrosismico

Grandezza introdotta da G. Mercalli nel 1897, si misura con la scala Mercalli modificata (MCS)
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Terremoto dellIrpinia 1980

Unendo i punti ove stata registrata la stessa intensit si possono tracciare linee dette isosisme sismicit Terremoti 3 Lintensit utile nello studio della storica 6

Magnitudo locale (ML): dallampiezza massima sismogramma

grandezza fisica misurata oggettivamente delle onde superficiali (L) registrata sul

Per svincolare la magnitudo da queste dipendenze necessario operare delle correzioni, stabilendo una sorta di unit di misura Lampiezza massima (A), registrata sul sismogramma, viene allora confrontata con lampiezza massima (A0) di un terremoto, con stessa distanza epicentrale, che viene preso come riferimento (terremoto standard) Come terremoto standard stato scelto un sisma che, con 100 km di distanza epicentrale, produce, su un particolare sismometro, una ampiezza massima di 0,001 mm In ogni stazione sismica si calcola quindi, in modo empirico, quale sarebbe lampiezza massima del terremoto standard, misurato con lo strumento realmente presente, in funzione della distanza epicentrale; tali dati sono poi raccolti in un catalogo

Introdotta da C. Richter nel 1934; si misura con la scala Richter formata da 9 gradi (limite nella Terra, non nella scala) E indipendente dagli effetti e consente di paragonare tra loro sismi avvenuti in tempi e luoghi differenti. Lampiezza massima delle onde L dipende per da tre fattori: distanza da epicentro, al cui aumentare lenergia si dissipa sempre pi; sensibilit e taratura del sismometro geologia locale (natura e spessori delle rocce circostanti, presenza di faglie, discontinuit ecc) Terremoti 3 7

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IN CASO DI TERREMOTO Per ogni incremento di una unit di ML lenergia liberata aumenta di circa 30 volte

Si misura lampiezza massima (A) delle onde superficiali e si calcola la distanze dallepicentro Si ricerca sul catalogo della stazione lampiezza massima (Ao) che avrebbe nella stazione stessa il terremoto standard di pari distanza epicentrale Si mette in rapporto A ed A0

Per evitare valori troppo grandi di magnitudo si ricorre allora al logaritmo in base 10 del rapporto tra lampiezza massima del sisma (A) e lampiezza massima (Ao) che verrebbe prodotta dal terremoto standard alla stessa distanza epicentrale
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M L = log10

A A0
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LA LOCALIZZAZIONE DEI TERREMOTI La distribuzione geografica dei sismi non n omogenea, n casuale Gli epicentri sono concentrati in aree sismiche strette ed allungate Dorsali oceaniche Fosse abissali

In base alla profondit dellipocentro i terremoti si dividono in: superficiali 0 70 km; intermedi 70 300km; profondi 300 700 km

Allaumentare della profondit lenergia investe settori di crosta maggiori Per sismi di pari magnitudo, al crescere della profondit epicentrale vengono interessate aree pi vaste, ma con intensit minore

Sistema Alpi-Himalaya Le aree interne ai continenti ed i grandi fondali oceanici sono invece aree asismiche
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La frequenza dei terremoti di data profondit varia da zona a zona; terremoti intermedi e profondi sono caratteristici delle zone di subduzione
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RISCHIO SISMICO I danni maggiori sono associati ai crolli ed alle lesioni dei manufatti (edifici, infrastrutture, siti industriali ecc.)
Fratture nel terreno Innalzamenti e abbassamenti del suolo

Altri effetti sismici molto pericolosi:

frane

incendi Nei paesi pi poveri non vanno infine sottovalutate neppure le carestie e le epidemie che possono seguire il sisma

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Se lepicentro in mare si possono avere maremoti (tsunami)

La previsione corretta di un terremoto la chiara determinazione a priori del tempo, del luogo e della grandezza di un futuro sisma. Sulla base dellincertezza temporale si distinguono vari tipi di previsione : Lungo termine: previsione con incertezza temporale dellordine degli anni o delle decine di anni. Permette di pianificare interventi di consolidamento degli edifici o di spostare la popolazione in aree pi sicure. Medio termine: previsione con incertezza dellordine delle settimane o dei mesi. Pu servire per preparare allevento la popolazione, stabilendo piani di evacuazione o di comportamento. Breve termine: previsione con incertezza dellordine dei giorni o delle ore. Pu servire per evacuare la popolazione, ma non aiuta a diminuire il danno economico. Brevissimo termine (pochi secondi): operativa in Giappone, serve a bloccare impianti pericolosi (elettrodotti, gasdotti, ferrovie ecc) sfruttando il ritardo tra onde spaziali e superficiali.
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Le onde dello tsunami sono lunghe (300Km) e basse (1m) in mare profondo, ma estremamente veloci (fino a 900 Km/h); sotto costa invece rallentano, si avvicinano e si innalzano
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La previsione di lungo termine si basa sul ciclo sismico, assumendo che i terremoti avvengano su una faglia gi attiva, quando lo sforzo supera il limite di rottura (previsione statistica). La previsione di medio e breve termine si basa sullo studio dei fenomeni premonitori (previsione deterministica), in parte dovuti alla dilatanza. Questi possono essere variazione della concentrazione di Radon nelle acque sotterranee e sollevamenti di ampie aree, variazione della temperatura e del livello delle acque sotterrane, variazione della micro-sismicit in una regione.

Studio del territorio (zonazione e microzonazione) finalizzato alla conoscenza dei rischi derivanti dal sisma (scuotimento del suolo e liquefazione, frane, rischi industriali ecc.)

Realizzazione di nuovi manufatti (o ladeguamento di quelli esistenti) alle norme antisismiche; Educazione della popolazione e redazione di piani di protezione civile:

La previsione pi praticabile (in base al rapporto tra costi e benefici) quella di lungo termine, cui deve seguire la prevenzione:

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Sismicit italiana: solo la Sardegna, la Puglia meridionale ed una parte dellItalia settentrionale sono zone asismiche (no epicentri)

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Laree pi pericolose sono Friuli e dorsale appenninica centro Terremoti 3 20 meridionale

UN PIANETA FATTO A STRATI

La Terra ha una struttura a involucri concentrici: crosta, mantello e nucleo

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RIFRAZIONE DELLE ONDE SISMICHE

ONDE SISMICHE PER STUDIARE LA TERRA

La velocit di propagazione delle onde sismiche dipende dalle caratteristiche elastiche del materiale che attraversano e dalla sua densit

Le onde sismiche passando attraverso differenti materiali subiscono cambiamenti di velocit e direzione Vp nel granito = 5,5 km/s nellacqua = 1,5 km/s
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Vs nel granito = 3 km/s nellacqua = 0


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GLI INVOLUCRI TERRESTRI

Le zone dombra

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La crosta un involucro rigido e sottile il cui spessore varia da una media di 35 km sotto i continenti a una media di 6-7 km sotto i fondi oceanici Il mantello si estende dalla Moho fino a 2900 km di profondit, dove presente unaltra discontinuit sismica, la superficie di Gutenberg Immediatamente sotto la crosta il mantello solido: la litosfera linsieme della crosta terrestre e di questo primo strato del mantello

LA CROSTA TERRESTRE

D = M/V = 5,5 g/cm3 La densit della crosta continentale minore di quella oceanica
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LISOSTASIA

IL MANTELLO
D = da 3,3 a 5,6 g/cm3 P da 9kbar a 1400kbar

Solido, ma si comporta in modo plastico per elevate P e T Interessato da moti convettivi Nella parte superiore formato da peridotiti (rocce ultrabasiche ricche di olivina e pirosseni

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Lastenosfera uno strato del mantello (non 3 sempre presente) situato tra 70 e Terremoti 250 km di profondit e formato da materiale in parte fuso

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IL NUCLEO

D = da 9,7 a 13 g/cm3

P da 1400kbar a 3600 kbar

Fluido fino alla discontinuit di Lehman Costituito da una lega di Fe e Ni (5%), con tracce di elementi meno densi (Si, S) La temperatura raggiunge i 4300oC

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