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E ormai possibile da almeno due decenni guardare in maggiore profondit nel repertorio chitarristico proveniente dalla Russia e riconoscerlo come uno tra i pi ricchi, tanto vasto che rimane tuttora inesplorato in molte sue zone. Esso spazia almeno dalla met del XVIII secolo fino ai nostri giorni, con centinaia di opere originali per e con chitarra in differenti organici compresi quelle con altri strumenti popolari, senza contare le innumerevoli trasposizioni di canzoni popolari dal florido ed amatissimo repertorio folcloristico russo e le trascrizioni depoca, dalle arie dopera e la pi varia musica strumentale fino al repertorio sinfonico, trascritto per ensemble di chitarre. A questo quadro si devono anche aggiungere alcuni importanti ritrovamenti in collezioni russe di opere ignote, o che si credevano perdute, di compositori ottocenteschi europei. In questo stimolante contesto, la storia del nostro strumento in Russia rimane ancora nellombra per svariati aspetti, rispetto alla sua estensione ed alle sue conseguenze. Non pare infatti sia mai stato tentato di riassumerla dalle sue origini in una forma sistematica, almeno in lingua italiana. Accolgo pertanto con entusiasmo linvito di dotGuitar di poterne illustrare alcuni aspetti, comprendendo i protagonisti e le loro opere, in una serie di articoli dedicati. Invece che di chitarra, bene fin dora anticipare che si tratter di varie tipologie di chitarre, diverse per numero di corde e materiale di cui erano costituite, per accordature e forme, e non ultimo per tecniche strumentali utilizzate. Tutte queste molteplici sfaccettature contribuiscono a formare un quadro composito, come un grande mosaico che emerge sullo sfondo di una storia turbolenta, quella sociale e politica di una nazione estesa quanto un grande continente.

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Dalla comparsa dei primi strumenti cordofoni nella Rus di Kiev prima e i pi perfezionati nella Moscovia dopo, in cui abbiamo i primi tentativi di composizioni per chitarra a cinque corde, e possiamo denominarlo come primo periodo o antico (1650-1799) che comprende i primi metodi. Si giunge poi al massimo splendore della musica di corte nella Russia imperiale, si badi bene, per lo pi dimportazione dellopera italiana. In questo cosiddetto periodo della fioritura (1799-1880), in cui si misero in luce gruppi di appassionati attorno ad alcune figure di chitarristi, tra cui un patriarca riconosciuto ed i suoi diretti discepoli, estremamente colti e motivati per la sua diffusione. La chitarra russa a 7-corde, nellarea contigua allEuropa ed in varie altre regioni, divenne allora cos amata che entr pure nelle case dei contadini fino a poterla considerare strumento pienamente popolare. Lapertura verso loccidente, con un gran numero di chitarristi oriundi attivi nelle sue due principali citt (Mosca e Pietroburgo) come altrove, e gli scambi musicali iniziati come vedremo gi allinterno dei primi club chitarristici dellOttocento nella contigua area tedesca, portarono nuovi stimoli ed arricchimenti. Bisogna per notare che in unenorme area appena pi ad oriente, in un lungo periodo quasi coevo, si era nel pieno del cosiddetto primo periodo di decadenza (1840-1899), caratterizzato dalla comparsa di soli metodi per autodidatti destinate ai dilettanti e scritti a numeretti, per chi non conoscesse la musica. Ad esso segue il periodo di Rusnov (1899-1914), che culmina, oltre che con la morte di questo grande figura storica, con lo scoccare della prima grande guerra patriottica (cos ancora la denominata la prima guerra mondiale nei testi dellepoca). Passando alla rivoluzione dottobre ed il periodo sovietico, vi il secondo periodo di decadenza (1914-1934). In questo periodo assai difficile della sua storia, la mai dimenticata chitarra, riusc per ben presto a riacquistare nuova popolarit, quando fu aggiunta agli ensemble di strumenti folcloristici formati da balalaiche e domre, che si diffusero nelle fabbriche e nei villaggi consacrando la chitarra russa come strumento folk, accanto allo zoccolo duro dei chitarristi che ne continuavano i fasti ottocenteschi. Si deve aspettare larrivo dei grandi solisti europei capeggiati dal 1926 con larrivo di A. Segovia in Russia per assisterne alla rinascita come strumento colto. Ed storicamente grazie al primo metodo russo di chitarra a sei corde del 1934 ed alla sua notevole diffusione, che si arriva a quello che si pu definire il primo periodo moderno (19341971) la cui data finale rende omaggio al
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grande studioso e collezionista Vladimir Mashkevic. Il secondo periodo quello contemporaneo dei nostri giorni. Si seguito in questo caso la traccia indicata da V. M. Musatov e V. I. Popov nel loro volume La chitarra, rassegna e breve annotazione dei materiali a stampa russi edito nel 1988, sui cui avremo modo di tornare (su di essa opereremo infatti ulteriori distinzioni grazie alle nuove acquisizioni musicologiche). Questo libretto conteneva gi allepoca della sua edizione, ben 624 voci di altrettante opere a stampa, quasi tutte di notevole interesse storico. Come vedremo tali pubblicazioni chitarristiche si sono moltiplicate nel corso degli ultimi ventanni. In questa prima parte infatti desidero passare in rassegna alcuni libri moderni che saranno utilizzati nel seguito, insieme ad altre fonti assai pi antiche che saranno citate via via quando se ne avr necessit.

E tradizione iniziare dai testi di Boris L. Volman (1895-1971), un pianista e musicologo pietroburghese citato oggi dalla musicologia russa soprattutto per il suo volume Musiche a stampa russe del XVIII sec. del 1957, nel novero dei pi importanti saggi musicologici moderni. Il suo interesse per la chitarra, maturato dallascolto diretto delle esecuzioni di Andrs Segovia, lo indussero a scrivere il fortunato volume Chitarra in Russia nel 1961 (178 pp.), oggi considerato un classico della storiografia. Questopera tratta in modo sistematico la storia dello strumento dalle origini comprendendo la prima volta insieme la chitarra esacorde occidentale con la chitarra eptacorde di tradizione russa. Rileggendolo oggi balzano agli occhi i suoi limiti che riflettevano il modo e le conoscenze dellepoca, come lo scarso numero di riferimenti bibliografici, ed alcune affermazioni ancora oggi n confermate n smentite. Di Volman furono pubblicati in seguito anche Chitarra e chitarristi (1968, 188 pp.) che in unedizione pi economica, raccoglieva alcuni ampliamenti delle informazioni da lui raccolte, quindi lopera didattica I primi passi del chitarrista insieme al chitarrista Vasilij I. Yashnev (1968, 59 pp.), ed infine il volumetto divulgativo Chitarra (1972, 59 pp.), scritto con taglio giornalistico. Alcune altre sue opere, come la biografia di Segovia insieme a I. F. Polikarpov sono ancora inedite, ma stanno entrando in riedizioni di altri autori come V. M. Musatov. Miron Vajsbord (1924), studioso di Garcia Lorca e Albniz, fu il biografo russo di A. Segovia.Il suo primo opuscolo, dal titolo Andrs Segovia (Mosca, 1980, 125 p.), conteneva gi molte notizie sulle tourne in Russia del grande chitarrista andaluso. Apparve poi una seconda versione pi sviluppata ed in elegante volume in brossura, Andrs Segovia e larte chitarristica del XX secolo (Mosca, 1989, 208 pp.) con riproduzioni a tutta pagina di svariate immagini e disegni, compresa tutta la sua discografia allepoca. Contiene un
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nuovo capitolo finale su Le lezioni di Segovia tratte dal celebre My Book of the Guitar di Segovia e Mendoza (New York, 1979).

Sono stati pubblicati poi tutta una serie di nuovi volumi come il Poema sulla chitarra di A. Shirialin del 1994 (158 pp.) il quale riunisce su pagine contigue i consigli ed il repertorio per entrambi i tipi di chitarra pi comuni in Russia, la shestistrunnaia (ovvero lusuale chitarra classica) e la semistrunnaia (ovvero quella eptacorde accordata per terze sullaccordo di sol maggiore). Ma lopera pi straordinaria finora pubblicata in terra russa lenciclopedia di M. S. Yablokov, A.V. Bardina, V.A. Danilov ed altri, La chitarra classica in Russia e in URSS, (TyumenEkaterinburg 1992), almeno per lestensione (oltre duemila pagine). A questo volume, basato sul lascito di Vladimir Mashkevic (1888-1971), dedicheremo una puntata specifica per illustrarne parzialmente il contenuto, ed offrirne una prima indicizzazione. Lo stesso studioso forn la maggior parte delle voci sulla Russia per lo Handbuch der Laute und Gitarre di Josef Zuth (1926, 296 pp.) e varie informazioni per quella di Fritz Buek Die Gitarre und Ihre Meister (1928, 177 pp.), per i nostri scopi altrettanto importanti dei classici dizionari di Domingo Prat e Philip Bone. Di recente ci giunge notizia che gi in pubblicazione a S. Pietroburgo un altrettanto corposo volume da parte di V. Musatov.

Sono inoltre da citare i due pi noti volumi del polacco Jzef Powroniak, vale a dire Gitarren-Lexikon (1979, 186 pp.), riedito in svariate lingue, e La chitarra dalla A alla Z (1989, 377 pp.), oltre ad alcuni suoi articoli pubblicati negli Anni Settanta su riviste tedesche e polacche. Infine mi sia consentito citare un volume italiano, da cui trarremo svariate informazioni, dellamico Massimo Agostinelli dellAssociazione Musicale, al quale avevo collaborato circa dieci anni fa. In forma di dizionario, conteneva gi oltre duecento brevi biografie di chitarristi russi del periodo della fioritura fino al 1860 circa.

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Si continua in questa parte la rassegna gi iniziata con le fonti storiche, trattando stavolta un punto, forse poco frequentato per quanto riguarda la chitarra, ma essenziale, in quanto si riferisce alla consistenza stessa delle fonti musicali della scuola nazionale russa, nata in ritardo e per imitazione delle correnti musicali europee, ma capace di innalzarsi a vette elevate di straordinaria originalit e ispirato lirismo. La catalogazione del vario materiale musicale proveniente da fondi russi, tuttora in atto come vedremo, ma in grado di stupirci per la sua vastit, in particolar modo quando vi si getti uno sguardo con linteresse rivolto alla chitarra e agli strumenti a corde a lei affini.

Il primo tentativo di catalogazione sistematica riguardante il nostro strumento oggi noto contenuto nel gi citato fascicolo bibliografico di V. M. Musatov e V. I. Popov, La chitarra, rassegna e breve annotazione dei materiali a stampa russi, edito a Sverdlosk nel 1988 per la casa editrice Poligrafist. Questo piccolo opuscolo, di solo 65 pagine e con tiratura limitata a soli 400 esemplari, riveste una notevole importanza storica e quindi vale la pena sfogliarne il contenuto in qualche dettaglio. Il suo indice suddiviso in prima istanza per arie tematiche, allinterno delle quali le singole voci sono poi suddivise in senso cronologico, partendo dai materiali pi antichi fino agli anni Quaranta e via via
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che lelenco si fa pi corposo, sono ulteriormente divise in quattro decenni, dal 1950 fino al 1980. Segue un utile elenco delle abbreviazioni, che oltre a quelle ovvie tipografiche, contiene per i nomi di citt, quali M. per Mosca, L. per Leningrado e SPB per (San) Pietroburgo, quindi per giornali e case editrici, come SK., il quotidiano Sovetskaja kultura, SM. per il giornale Sovetskaja muzyka, HS. per Hudozhestvennaja samodejatelnost, Sov. komp. per leditore Sovetksij kompozitor, etc. Nellintroduzione, dal titolo Letteratura per la storia della chitarra, gli autori stimano nel numero di 15-20 milioni i cultori della chitarra presenti in Russia, fra i quali oltre duemila i virtuosi attivi che la propagandano con successo. Dopo avere affermato limportanza non solo della letteratura musicale dello strumento ma anche dellesistenza di diverse scuole, articoli e annotazioni ad esso relative, tracciano una breve sintesi storica della chitarra dal XII secolo e attraverso il suo perfezionamento nei secoli successivi che la portano ad acquistare un numero maggiore di corde (sono citati nellordine Vicente Espinel, Manuel Garcia, padre Basilio e Federico Moretti) ed una vasta popolarit in Europa. Si nota che non meno larga diffusione allepoca ebbe la chitarra russa con sette corde, intonate per terze, il cui inventore ignoto con liniziazione di una scuola nazionale specifica e il consolidamento di un repertorio che si prolunga fino ai nostri giorni. Trattando delle informazioni specifiche provenienti da fonti straniere posto il rammarico che purtroppo le ricerche pi approfondite del settore non sono state ancora pubblicate in lingua russa, ma chi lo desideri pu accostarsi ad esse attraverso i lavori inediti di V. P. Mashkevic (1888-1971), conservati al Museo di cultura musicale M.I. Glinka [] oppure attraverso le copie scritte a macchina delle traduzioni dei volumi di F. Buek e di E. Pujol. Su questo punto anche il saggio di V. Musatov, manoscritto pure conservato nello stesso museo.

Il volume inizia con la sezione dedicata a I libri stampati che comprende 50 titoli a partire da quello storico di Jacob von Sthlin Nachrichten von die Musik in Ruland San Pietroburgo, 1769: ristampato nel 1935 a Mosca, tale volume abbastanza raro, ma tuttora citato come fonte primaria per la storia della musica alla corte dellimperatrice Elisabetta, che avremo modo di approfondire. Si ritrovano quindi volumi quasi esclusivamente di autori russi da N. Makarov a B. Volman, sui vari aspetti dalla vita musicale russa e europea, tra i quali spiccano i primi saggi su I. de Geld, Paganini chitarrista, le biografie di Vysotskij e Sichra, quindi i primi articoli sularte di Segovia che fortemente
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hanno influenzato il chitarrismo sovietico. Dallo storico opuscolo di Agafoshin, Novit sulla chitarra del 1928, fino ai volumi del biografo russo Miron Vajsbord (tra i quali uno scritto dedicato a I. Albeniz e alla musica spagnola) tutte le pubblicazioni posteriori al 1927 contengono uno o pi capitoli sul solista andaluso. Segue quindi menzione di testi e saggi sulla tecnica chitarristica, per lo pi dedicati alla diteggiatura delle due mani sulla chitarra, come anche allanalisi tra le due diverse accordature dello strumento occidentale (per quarte) e della chitarra russa (per terze). La seconda sezione dedicata ai manoscritti I libri dattiloscritti con le ultime opere del Novecento che sono state diffuse in molte decine di esemplari e con le quali possibile facilmente imbattersi: essa racchiude soli 9 titoli, ma assai significativi, tra i quali spiccano il celebre Catechismo del chitarrista di V. Rusanov, 1910, oltre alle traduzioni integrali di noti manuali di storia dello strumento (J. Zuth, F. Buek, E. Pujol), la biografia di M.T. Vysotskij scritta da V. Musatov, LAutobiografia di Mashkevic del 1969, quella di Segovia del 1976, il breve saggio storico sullo sviluppo del chitarrismo in Russia di Musatov, infine le traduzioni russe delle prefazioni delle antologie di chitarra di M. Ophee. Nella terza parte appaiono i Cataloghi, in tutto 15 titoli (dal n. 60 al 74) che comprendono sette cataloghi musicali, che citiamo di seguito nella loro interezza: 1.J. H. Zimmermann. Catalogo musicale generale completo, 1907 Pietroburgo, Mosca, Lipsia, Londra. Alla chitarra sono dedicate 30 pagine. 2. A. M Guthejl, Musiche per chitarra, 1910, pp. 77-83. 3. A. Afromeev, Catalogo di musiche per chitarra eptacorde, Tiumen, 1911-1912, di 32 pagine. 4. Casa di commercio di strumenti musicali Ja. P. Rozmyslov, Pietroburgo, Sadovaia, 23. Edito dal 1911-1913, riporta prezzi di vendita compresi tra 4 rubli e 50 copechi fino a 100 rubli, e anche tutti gli accessori (come custodie, corde, ecc.) 5. Catalogo delleditore Reszke, Mosca, 1912, Arbat, 4. Questo catalogo riporta anche una succinta biografia e una fotografia (formato 8x5 cm) di V. A. Rusanov. 6. P. Jrgenson, Catalogo generale completo, Mosca, 1913: dedica 18 pagine alla musica per chitarra. 7. Musica per strumenti popolari, Mosca, Muzsektor Gosizdata, 1926: le pp. 2-12 sono dedicate alla chitarra. Vi sono indicate 29 opere di M. Vysotski, 30 di Sichra e altre. Per chitarra esacorde sono menzionati il Metodo di Decker-Schenk, lAlbum di canzoni zigane di V. Lebedev, il manuale per lautodidatta di A. Mayer, lAlbum di danze e marce nel sistema cifrato di I. Trapeznikov, lAlbum di romanze zigane di N. Schtiber. I successivi otto titoli si riferiscono a cataloghi di strumenti musicali (ad es. Norme tecniche per la costruzione di strumenti musicali, Mosca-Leningrado, 1937) e in essi si trova ad es. quello della fabbrica di chitarre a nome di Lunacharski del 1967, inoltre svariati cataloghi sugli strumenti a pizzico che ci informano quanto fossero allora diffuse le chitarre terzine, quartine e quelle basso, similmente alla Germania, nonch la chitarra hawaiana e il modello Segovia. Il volume contiene di seguito i Programmi scolastici e
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metodi di riferimento, le Pubblicazioni su riviste; le Pubblicazioni su giornali, infine le Scuole e manuali autodidattici, 550 titoli in tutto che non prendiamo in considerazione in questo articolo.

In tempi pi recenti, oltre a questo opuscolo specifico sulla chitarra, sono apparse varie opere sistematiche rappresentative del repertorio musicale russo in generale, ma quella pi completa tuttora in fase di pubblicazione. Si tratta del Catalogo generale delle edizioni musicali russe curato dalla Biblioteca Nazionale Russa (sito Internet www.nlr.ru): di esso stato pubblicato un Tomo I (San Pietroburgo, 1996), che riguarda tutte le musiche a stampa del XVIII secolo raccolte da 50 biblioteche musicali russe e due corposi volumi denominati Tomo II Primo quarto (San Pietroburgo, 2005), dedicati alle musiche edite dal 1800 fino al 1825. In questo caso i titoli per chitarra (di autori russi e non russi) sono assai numerosi e davvero rappresentativi della produzione musicale dellepoca: pertanto la loro esposizione ci terr impegnati per i prossimi articoli.

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Io cerco di far capire [] la canzone popolare russa, arricchita dalla forza espressiva della tecnica occidentale. Io ci tengo a questa mia scoperta, che con qualche esempio si pu contraddire giustamente, ma secondo me lanima russa nella canzone e perci la canzone in tutta la musica russa. G. Malipiero E stato notato prima del 18 secolo, unenorme area in terra russa non era mai stata toccata dal minimo sentore di una cultura musicale ma non appena si manifestarono i primi tentativi di tale civilizzazione musicale, in un tempo sorprendente breve la musica divenne arte nazionale. Per capire il fenomeno basta ricordare come in Russia la musica fu inizialmente appannaggio delle sole classi abbienti, quindi coltivata al pari di un lusso, e pertanto nelle prime fasi si manifest nella quasi totale indipendenza dalla ingente tradizione della musica folcloristica come dal canto religioso indigeno. Queste radici furono recuperare entrambe, ma solo pi tardi, verso la fine del secolo. Non deve sorprendere questo, in quanto per varie decadi i musicisti stranieri, principalmente italiani ma anche di altre provenienze europee (francesi, tedeschi e cechi in primis), godettero del monopolio esclusivo e praticamente inespugnabile a riguardo dellimportazione dei motivi musicali e della diffusione stessa della musica nelle capitali russe. Lo sviluppo successivo, con la formazione della scuola nazionale e la sua indipendenza dalle scuole occidentali, potr appoggiarsi sul preesistente e ricco patrimonio musicale popolare, forte del repertorio minore sviluppato sugli strumenti popolari, tra i quali la chitarra. La storiografia musicale di questo periodo parte dallenciclopedico tedesco Jacob Von Sthlin (1709-1785), che fu figura di primo piano nel panorama culturale del secolo: per menzionare solo i suoi interessi musicali si ricorda come flautista, veste nella quale suon nel Collegium Musicum
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di Bach e del quale oggi si studiano i rapporti con Carl Philipp Emanuel Bach e vari altri musicisti e scrittori dellepoca barocca quali J. H. Hasse e J. C. Gottsched. Il suo volume del 1796 dedicato al teatro, musica e balletto riconosciuto come il primo catalogo sulla cultura allepoca elisabettiana. In esso leggiamo a riguardo della comparsa della chitarra, strumento riconosciuto come gi ben noto allepoca: il suo nome scritto ben tre volte: prima con la trascrizione fonetica ad uso dei lettori, quindi in italiano e solo alla fine in cirillico.

Al termine della narrazione sulle notizie musicali e le curiosit presso la corte di Elisabetta bisogna menzionare che anche l'italiana kitarra [sic] (ovvero La Chitarra [sic]), cio la gitara insieme al suo conterraneo mandolino, portata grazie agli italiani, apparsa in Pietroburgo e a Mosca, e che non poteva servire, come in Inghilterra, per l'accompagnamento dei sospiri amorosi sotto le porte dell'amata, in un paese dove non sono usuali n le serenate serali (Serenate [sic] NdT]), n i sospiri per le strade [Sta-1796] (cfr. Bibliografia). Prima di arrivare al grande musicologo ginevrino, ma di madre russa, R.-Aloys Mooser (1876-1969) [Moo1948], autore di un altro straordinario catalogo in pi tomi sullarte musicale in Russia, altri autori di cataloghi musicali hanno preso in considerazione la Russia: nellordine cronologico vi sono Hugo Riemann nel suo Musik Lexikon del 1882, Robert Eitner nel Quellen-Lexikon (1894-1904) e laltrettanto sorprendente, per estensione e profondit di, che lUniversal-Handbuk di Franz Pazdrek, edito proprio alle soglie del Novecento. Il primo musicologo russo che si sia occupato di queste prime fonti musicali quindi Boris Volman (1895-1971) [Vol-1957]. A partire da questa parte, come annunciato, affronteremo le fonti musicali oggi catalogate dalla Biblioteca Nazionale Russa, e pubblicate nel primo volume del Catalogo generale delle edizioni musicali russe, XVIII secolo [RNB-18], che tratta delle prime opere a stampa conservate in pubbliche biblioteche russe. Ci occuperemo di arie, per lo pi vocali o in trascrizioni strumentale per chitarra, di canti popolari assai in voga allepoca, per lo pi importati attraverso lopera, e delle prime canzoni originariamente russe delle quali abbiamo notizia.

Le prime stampe musicali nel Catalogo menzionato iniziano dal 1730 (con le prime raccolte per canto e basso continuo) e solamente dallultimo decennio del 18 secolo per quanto riguarda limpiego anche della chitarra. Tra i primi musicisti a corte che utilizzarono la chitarra da citare il veneziano Carlo Canobbio (1741-1822), che fu
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violinista, direttore dorchestra e compositore, fratello del cantante Lorenzo Canobbio. Carlo si rec a Pietroburgo nel 1779 dove forse fu chiamato su proposta di Giovanni Paisiello (1741-1816) il quale, avendo avuto loccasione di collaborare con lui a Venezia nel 1773, lo pot raccomandare alla direzione dei Teatri imperiali come artista specializzato nella musica di danza. La Russia diviene subito sua patria di adozione, e vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1822, nel mezzo di una brillante carriera. Attorno al 1797 Canobbio pubblica a S. Pietroburgo la sua prima opera di musica strumentale comprendente la chitarra a cinque corde nel duo col violino, mai ristampata in Italia (ove pure si era recato a tempi alterni), ovvero Six Sonates pour la guitarre accompagnes d'un Violon (avec sourdine): Oeuvre 2 / Comp. Par Carles Canobbio, St.-Ptersburg: Chez l'auteur et chez Gerstenberg et Dittmar, [17971798]. interessante notare che nel frontespizio insieme al violino raffigurato una chitarra a sei corde, che era evidentemente gi diffusa. Lanno successivo Canobbio compose ancora una Polonese. Per chitarra e violino composta per il giorno di nascita del signore Aschanin da Carlo Canobbio, [S. Pietroburgo], Gerstenberg et Dittmar [1799]. Tali musiche a stampa sono conservate alla biblioteca Glinka (f. 359, N6, ed. hr. 8482, l. 411-412). Unultima musica manoscritta con chitarra citata da Robert Eitner [Eit-1900 p. 311], ovvero Due Cavatine un Duettino nel opera di Palmira di Salieri c. acc. di Chitarra.

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Canobbio pi noto per le opere Arianna e Bacco (1789), Piramo e Tisbe, ballet grand orchestre (1791), e lopera storica russa Gli inizi del governo dOleg, composta con Vassili A. Paskevic (1742 ca.-1797) e Giuseppe Sarti (1729-1802). Questultimo, oggi annoverato tra i compositori autenticamente russi (ad esempio dallo studioso di musica barocca Constantin Kovalev) non mi pare possa essere incluso anche tra i chitarristi, contrariamente a quanto affermato per la prima volta da Volman [Vol-1961] e quindi ripreso anche modernamente su il Fronimo [Oph-1987]: il suo nome stato confuso con il chitarrista Santi [Moo-1948], come scritto nel recente volume su Romolo Ferrari [Bon2009, nota 11, p. 215] al quale si rimanda (in esso si cita il passo esatto di [Gol-1900, p.88]). Ovviamente sarei ben contento se qualcunopotesse contraddire questa mia deduzione e non mancher di avvisare i miei lettori. Ben trentasette anni prima che apparisse The Giulianiad (1833), un chitarrista, di probabile origine russa e oggi noto solo come A. F. Millet, realizzava il primo periodico musicale dedicato interamente alla chitarra [Heck-1970, p.146], contenente sia trascrizioni, sia brani originali, edito nel 1796. Il Journal d'ariettes avec accompagnement de guittare par A. F. Millet fu pubblicato a S. Pietroburgo : chez Gerstenberg et Dittmar, [1796]. Sul suo editore A. Millet (1863-1891) sappiamo che alla fine del 1796 giunse a Mosca da Pietroburgo, ove apparve un articolo su di lui, nel quale si affermava suona la chitarra spagnola. Per quanto riguarda lorganico musicale si tratta per lo pi arie per canto (voce f o m) e chitarra, ma non mancano alcune opere per due chitarre e alcune arie russe variata per chitarra sola secondo questo schema:

La lingua dei testi segue il seguente schema:

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Jean Baptiste Hainglaise, chitarrista compositore oggi sconosciuto, nello stesso anno 1796 iniziava a pubblicare, sempre a S. Pietroburgo il suo Journal d'airs italiens, franais et russes [arrange pour chant] avec accompagnement de guitarre [et pour deux guitarres] par J. B. Hainglaise, St Ptersbourg: L'aut..; Gerstenberg et Dittmar, [1796-1797], che dal secondo anno mutava semplicemente in Journal de guittarre par J.B. Hainglaise. La pubblicazione aveva uscite settimanali, ogni numero conteneva 2-3 pagine musicali, oltre alla pagina di titolo. La musica per chitarra stampata durante il primo anno per chitarra a cinque corde, mentre dopo viene via via impiegato lo strumento moderno a sei corde. Di Hanglaise furono pubblicate anche 6 Ariettes pour la guitare, che furono citate nel quotidiano S-Peterburgski vedomosti , 1796, n 68, Six duos / pour deux Guitares / dedi / A Son Excellence / Madame La Comtesse / Catherine Tolstoy / Par J. B. Hainglaise e anche 6 Romances de m-r la Traverse avec accompagnement de guitare (1798), pare oggi tutte perse. Delle due annate del Journale de guittarre sono sopravvissuti ben 90 numeri: la consistenza nota a tuttoggi riguarda tutti i numeri della prima annata e circa i tre quarti della seconda annata secondo questo schema:

Per quanto riguarda lorganico musicale siamo dinanzi per lo pi ad arie per canto (voce f o m) e chitarra, ma non mancano alcune opere per due chitarre e alcune arie (per lo pi russe) variate per chitarra sola e duetti con il violino, secondo questo schema:

Fra i pochi pezzi per chitarra sola che sono contenuti vi sono alcune Air russe vari pour la guitare tra le quali Vyjdi ja ne rechenku.., di Pierre Gaveaux l' Air du Petit matelot vari pour la guitare, Polonaise arrange pour la guitare, mentre per due chitarre lAir Mi
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soffro un grand tormento arrang en duo pour deux guitarres di J. B. Hanglaise, Sujet dun Rondo de [I.] Playel, arrang en duo pour 2 guitares, Duo per deux guitarres (presumibilmente di Hainglaise stesso). Servendoci della monumentale opera di John Towers, [Tow-1910] ancora oggi di enorme utilit, si riesce a identificare la quasi totalit delle arie da opere che sono rappresentate. Seguendo lordine cronologico nel quale compaiono, possibile citare tutti gli autori delle musiche su testi italiani: Vincente Martin y Soler (Spagna, 1754-1806 [Tow-1862]) italianizzato in Vincenzo Martini, con arie dalle opere La festa del villaggio, Il moro, M.C. Mortellari (Italia, 1750-1807 [Tow-1862]) Anonimo (veneziano), Anonimo Agrippino Rosselli (1750 ca.-1810 ca) Angelo Tarchi (Italia, 1760-1814) Adamo Solzi (171?-178?), sopranista Natale Nicola Mussini (1765-1837), romanza di Florian [C.] Francesco Bianchi (1752 ca.-1810), duetto da La Villanella rapita Teresa Saporiti (1763?-1869) F. Alessandri (1742-1811 [Tow-1862]), canzonetta Placido zeffiretto Giovanni Paisiello (1741-1816), cavatina dallopera Didone abbandonata Autori delle musiche su testi francesi: Jean Baptiste Hanglaise, varie arie originali tra cui Je suis natif dAngleterre (testo che ha fatto supporre una sua probabile origine inglese). G. B. Pergolesi con arie dallopera Les souhaites Que ne suis je la fougre... Nathalie de Kourakin (Princess) N. Dalayrac (arie dalle opere Nina ou La folie par amour, Azemia, Tepper [de] y Ferguson (Spagna?, 1770?-? [Tow-1862]) N. N. Golowin[a] (Comtesse) J. Koslovsky C. G. F. Propiac (Francia, 1760 ?-l823) N. Dezde, romanze dAlexis et Justine, Blais et Babet, N. Latraverse Pierre Gaveaux (1761-1825 [Tow-1862]), arie dallopera Petit matelot (una per chitarra sola) G. P. E. Martini, aria di Suzann dallopera Ambroise F. G. Himmel (Romance De Florian, mise en musique par F. Himmel Le beau Fernand prisonnier dun Roi maure) Vincente Martin y Soler (nellanno 2 n.10: Air de Camille Notre maunier charg) [P. A.] D. Della Maria (1769-1800, Francia? [Tow-10s]) (romanza dallopera Prisonnier) Rodolphe Kreutzer (Francia, 1776-1831), con romanze dallopera Paul et Virginie [Tow1862, p. 786]. Fu dedicatario della Sonata Kreutzer di Beethoven, ripresa nellomonimo racconto di Tolstoj del 1891. Andr-Ernest-Modest Gretry (1741-1813), aria dal Panurge dans lle des Lanternes Franois Devienne (Francia, 1759-1803), aria da Les Visitandines (1792) J. B. Lemoine Marrone Lamparelli Lunico autori di musiche su testi russi appare anche in questo caso O. A. Koslovsky I compositori rappresentati nell'annata I sono svariati, ovvero A. E. M. Gretry, J. B. Lemoine, Marrone, F. Devienne, Lamparelli, ed altri.
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Per quanto riguarda le arie da opere e operette il testo base ancora il Dizionario-Catalogo di John Bowers (Cfr. [3] della Bibliografia) che ha offerto una risposta certa ad ogni possibile questione. Riportiamo di seguito i compositori e alcune delle loro arie

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Di I. Kamensky riportata la Sonate pour la guitare avec accompagnement d'un violon oblig, con la precisazione che Kamensky, professeur de guitare, et ddie ses coliers pour les etrennes (III, 78, p.101). Infine, troviamo il metodo di Ignatz Geld, il primo metodo noto storicamente che tratta la chitarra russa a sette corde, destinato agli autodidatti, come recita il titolo: Mthode facile pour apprendre pincer la guitare sept cordes sans maitre, Mosk. Vedomosti, 1798, n 100, S-Peterb. vedomosti, 1799, n 17, ma di questo parleremo pi avanti.

FINE TERZA PARTE

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