Sei sulla pagina 1di 6

INTRODUZIONE AI VOICINGS JAZZISTICI PER PIANOFORTE (di Massimo Mantovani)

Per voicing si intende la distribuzione delle note di un accordo in tutti i suoi aspetti, come ad esempio la distanza tra le voci (le note degli accordi stessi) e gli eventuali raddoppi o omissioni di note. Il pianoforte pu disporre di un'ampia polifonia e permette quindi una grande quantit di voicings diversi. Nel corso della storia del Jazz si sono sviluppate innumerevoli tecniche di arrangiamento pianistico che spesso erano legate allo stile di un determinato periodo o area geografica o addirittura artista. Esistono comunque alcuni principi generali di ordine acustico comuni ai vari tipi di voicing. Esporremo di seguito alcuni di questi principi e le applicazioni pratiche. Disposizione delle note dell'accordo Fondamentale dell'accordo: la fondamentale dovrebbe sempre essere disposta come nota pi grave della mano sinistra, a meno che la sigla dell'accordo stesso non indichi una nota di basso diversa (vedi le sigle con la barra come ad esempio C7/E). L'unica eccezione a questa regola riguarda gli accordi per la mano sinistra quando si accompagnati dal contrabbassista: in questo caso infatti sar il contrabbasso stesso ad eseguire la fondamentale e il pianista potr anche utilizzare rivolti diversi. Terze, settime, quinte diminuite: le terze (maggiori e minori), le settime (maggiori e minori) e le quinte diminuite risuonano meglio quando vengono disposte dal MIb che si trova al di sotto del DO centrale, in su. Es. 1: disposizioni possibili ma non efficaci (terze, settime e quinte dim. in un registro troppo grave).

Es. 2: disposizioni migliori per le stesse note melodiche dellesempio precedente.

Raddoppi di note Ogni nota pu essere raddoppiata a piacimento. In generale nei voicings jazzistici si tende ad evitare di eseguire la fondamentale pi di una volta all'interno dell'accordo poich questo toglie risonanza alle altre voci, soprattutto alla settima. Es. 3: voicings per Fmaj7 (negli esempi lindicazione maj7 stata sostituita dal triangolo, come in uso nella maggior parte dei trattati teorici).

Parti armoniche indispensabili Qualsiasi accordo di settima pu mantenere la sua identit armonica anche se viene realizzato con le sole fondamentale, terza e settima (per gli accordi di sesta saranno sufficienti fondamentale, terza e sesta). A questo scheletro armonico possono poi essere aggiunti altri suoni caratteristici dell'accordo come ad esempio la quinta diminuita negli accordi semidiminuiti, oppure le eventuali none, tredicesime, etc.

APPLICAZIONI PRATICHE Armonizzazione della melodia con fondamentale, terza e settima Eseguire la fondamentale con la mano sinistra e la melodia con la mano destra; disporre terza e settima sotto la melodia nella mano destra.

Es. 4.

Questo tipo di voicing viene anche chiamato "Three notes voicing" (vedi M. Levine: "The Jazz piano book"). Dopo un certo livello di pratica possibile sperimentare voicings che prevedano una diversa distribuzione della terza e della settima tra le due mani. Nel prossimo esempio le settime sono state affidate sistematicamente alla mano sinistra mentre la destra esegue le terze sotto la melodia. Es. 5.

Per ottenere una maggiore profondit degli accordi possibile aggiungere la quinta nella mano sinistra, sopra la fondamentale. L'effetto, molto utile nei brani lenti, particolarmente efficace sugli accordi maj7 e m7. Es. 6.

Questultimo tipo di voicing, con fondamentale e quinta nella mano sinistra e terza e settima nella mano destra, viene anche denominato "Axis" (vedi J. Mehegan: "Jazz improvvisation", vol. 1).
3

Se volete aggiungere la quinta negli accordi semidiminuiti e diminuiti fate attenzione al registro in cui viene a trovarsi: molto spesso meglio inserirla nella mano destra (vedi il principio riguardante la disposizione delle note dell'accordo). Es. 7.

bene mantenere sempre un approccio libero nei confronti di queste applicazioni perch spesso possibile trovare soluzioni differenti per l'arrangiamento della stessa melodia. Voicings per l'accompagnamento in gruppo In gruppo si presenta spesso la necessit di sviluppare accordi pi consistenti di quelli appena visti, per permettere al pianoforte di competere acusticamente col volume sonoro del contrabbasso e della batteria (l'amplificazione elettrica degli strumenti non dovrebbe influire sulle scelte armoniche poich stata introdotta quando il linguaggio jazzistico nei suoi tratti essenziali era gi completamente formato). Diamo di seguito alcuni esempi puramente indicativi di voicings su un accordo minore settima, che potrete poi applicare a tutti gli altri tipi di accordi. Anche in questo caso potreste trovare soluzioni alternative ugualmente valide. Tutti questi voicings possono essere memorizzati utilizzando numeri corrispondenti alle note dell'accordo, dalla pi grave alla pi acuta (1 per la fondamentale, 3 per la terza, e cos via). Ad esempio il terzo e il quarto accordo dell'esempio 8 possono essere scritti su carta nel seguente modo: 3 7 5 3 5 1 3 7 5 7 1

Riportate gli schemi numerici su un foglio in modo da disporre di una tabella che potrete utilizzare per la costruzione dei voicings sui vari accordi.

Es. 8: voicings con la terza e la settima come note superiori.

Es. 9: voicings con la quinta e la fondamentale come note superiori.

Nel prossimo esempio i vari voicings sono stati combinati all'interno di un accompagnamento. Potrete notare che si cercato di mantenere la voce superiore nello stesso registro: questo metodo buono quando volete ottenere una tessitura armonica omogenea. La nota pi grave presente nellesempio 10 il FA della quarta battuta: nelle esecuzioni di gruppo portarsi pi in basso di questo registro pu talvolta generare qualche conflitto acustico con le note del contrabbasso (in effetti levoluzione storica degli accompagnamenti pianistici di gruppo mostra un uso sempre pi esteso del registro medio-alto. possibile constatare questa differenza confrontando gli accompagnamenti pianistici delle registrazioni degli anni 40/50 con quelle pi recenti). Es. 10.

SPUNTI PER L'ESERCITAZIONE


5

1. In fase di studio per memorizzare la terza e la settima di un accordo pronunciate ad alta voce il nome della nota corrispondente; questo vi aiuter di pi che la memorizzazione visiva o manuale e inoltre potrete pi liberamente assegnarla alla mano destra o alla sinistra (esempi: Ab7: terza = DO, settima = SOLb. Em7: terza = SOL, settima = RE). 2. Ad ogni brano che studiate applicate tutti e tre i tipi di armonizzazione della melodia illustrati negli esempi 4, 5 e 6. 3. Costruite i voicings suggeriti negli esempi 8 e 9 su diversi accordi, poi utilizzateli per realizzare degli accompagnamenti ai brani che avete armonizzato nell'esercizio 2.