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23/06/2009 Primera División spagnola - Wikipedia

Primera División spagnola


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Primera División
La Primera División, nota anche come La Liga, è la massima serie
calcistica spagnola, che si colloca al vertice del sistema del campionato La Liga 2008-2009
di calcio spagnolo, ed è gestita dalla Liga de Fútbol Profesional.
Dalla stagione 2008-2009 ha cambiato denominazione: infatti la
"Primera Liga" va a chiamarsi "Liga BBVA" (che quindi non è più
accostato al "campionato cadetto" spagnolo), mentre la seconda
divisione si chiamerà "Liga Adelante". Il nome BBVA deriva dallo
sponsor, cioè il "Banco de Bilbao-Vizcaya Argentaria".

Indice

1 Formula Disciplina: Calcio


2 Storia
Tipo: Squadre di club
2.1 Fondazione
2.2 Anni '30 Confederazione: RFEF
2.3 Anni '40
Nazione: Spagna
2.4 Il Grande Real di Puskas e Di Stefano
2.5 Anni '70 Fondazione: 1928
2.6 1980-1984: dominio basco
Titolo: Campione di Spagna
2.7 Il ritorno del Real Madrid
2.8 L'era Blaugrana Cadenza: annuale
2.9 La rinascita del Real Madrid con l'era dei Galacticos Apertura: settembre
2.10 Il duello Barcellona-Madrid
3 Diritti televisivi Chiusura: maggio
4 Le squadre di Primera División Partecipanti: 20 squadre
4.1 Organico 2008-2009
5 Piazzamenti delle squadre Girone all'italiana
Formula:
6 Statistiche A/R
7 Voci correlate Retrocessione
Segunda Division
in:
Detentore: Barcellona
Formula Sito internet:
www.lfp.es
(http://www.lfp.es/)
Si tratta di un campionato attualmente formato da 20 squadre che si
affrontano in un girone di andata e ritorno per un totale di 38 gare per
squadra.

Le prime quattro squadre accedono alla UEFA Champions League: le


prime tre direttamente alla fase a girone, la quarta agli spareggi
preliminari. La quinta e la sesta classificata, insieme alla vincitrice della
Copa del Rey (Coppa del Re), accedono invece alla UEFA Europa
League. Se la vincitrice della Coppa nazionale si piazza entro il 6°
posto, alla ex-Coppa UEFA accede la settima in classifica. Le ultime
tre classificate retrocedono in Segunda División
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tre classificate retrocedono in Segunda División. '

Storia
Fondazione

Il primo campionato si disputò nel 1929, fra il 10 febbraio e il 23 giugno e vide il successo del Barcellona sulle
altre nove squadre partecipanti, con una vittoria arrivata proprio all'ultima di campionato per la sconfitta del
Real Madrid con cui condivideva la testa della classifica.

Anni '30

Il campionato fu poi esteso a 12 squadre a partire dal 1933, ma venne sospeso per tre anni, dal 1936 al 1939
a causa della guerra civile.

Anni '40

Alla ripresa delle competizioni, si passò nel 1941 a 14 squadre e poi a 16 nel 1950.

Il Grande Real di Puskas e Di Stefano

Con l'inizio degli anni '50 si rafforzarono Barcellona e Real Madrid. I madrileni acquistarono l'argentino Alfredo
Di Stefano nel 1953, strappandolo proprio ai catalani quando sembrava ormai tutto pronto, mentre i
blaugrana presero nel 1951 l'ungherese Ladislao Kubala.

In campionato, dopo i successi dell'Atletico Madrid nel 1950 e nel 1951, cominciò il duello Barca-Real. I primi
si aggiudicarono la Liga nel 1952 e nel 1953, i secondi nel 1954 e nel 1955. Furon proprio le merengues a
rappresentare il calcio spagnolo nella prima edizione della Coppa dei Campioni nel 1956, trofeo che si
aggiudicarono battendo in finale, il 13 giugno 1956, i francesi dello Stade Reims per 4-3.

Da allora si aggiunsero in squadra anche il francese Raymond Kopa e l'ungherese Ferenk Puskas, e cominciò
un ciclo interminabile di vittorie sia in ambito nazionale che in ambito internazionale; i blancos si aggiudicarono
anche le edizioni della Coppa dei Campioni 1956-57, battendo 2-0 la Fiorentina, 1957-58, battendo il Milan
3-2, 1958-59, sconfiggendo ancora lo Stade Reims 4-3, e 1959-60, battendo l'Eintrackt Francoforte per 7-3,
e l'edizione 1960 della Coppa Intercontinentale, diventando Campione del Mondo per club.

In ambito nazionale si aggiudicarono i campionati 1956-57 e 1957-58; da allora quella squadra è passata alla
storia come Il grande Real.

Anche il Barcellona riuscì a portare a casa qualche campionato, come il 1958-59 e il 1959-60, mentre il 1955-
56 venne vinto dall'Athletic Bilbao.

Ci furono anche delle sfide tra club spagnoli in Coppa dei Campioni; nel 1957-58 si affrontarono nei Quarti di
finale Real Madrid e Siviglia e passarono il turno i balncos vincendo 8-0 in casa e pareggiando 2-2 in trasferta.
Nel 1958-59 si affrontarono in Semifinale Real a Atletico, anche in quest'occasione passarono il turno le
merengues, ma solo dopo aver disputato lo spareggio e, nelle due edizioni successive, ci furon gli scontri tra
madrileni e Barcellona. Nel 1960 andò in Finale il Real (vinse 3-1 entrambe le gare di Semifinale), nel 1961 il
Barcellona superò gli Ottavi di finale pareggiando 2-2 in casa e vincendo 2-1 in trasferta.

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Durante gli anni '60 il Real si aggiudicò otto Scudetti, di cui cinque tra il 1960-61 e il 1964-65 e tre tra il 1966-
67 e il 1968-69 e riuscì a vincere anche una Coppa dei Campioni, battendo in finale gli jugoslavi del Partizan
Belgrado. Il campionato comunque, rimase sotto il segno dei club della capitale; infatti sia nel 1965-1966 che
nel 1969-1970 gli unici campionati non vinti dalle merengues vennero vinti dall'Atletico Madrid.

Da ricordare anche il primo successo del calcio spagnolo a livello di nazionale; infatti la Spagna riuscì a vincere
il campionato d’Europa 1964 giocato in casa.

Anni '70

Durante gli anni '70 la lotta la vertice vide come protagonisti principali i due club della capitale, Real e Atletico,
e il Barcellona.

Il decennio si aprì con il 4° Scudetto del Valencia e, successivamente, registrò i successi dei club più blasonati;
il Real Madrid nel 1971-1972 (campionato che vide l'allargamento da 16 a 18 squadre), l'Atletico Madrid nel
1972-1973 e il Barcellona nel 1973-1974 con l'innesto dell'olandese Johan Cruyff (nello stesso anno l'Atletico
Madrid perse la finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco).

Dal 1974-1975 al 1979-1980 la Liga registrò i successi del Real Madrid, con l'eccezione del torneo 1976-
1977, che vide il successo dell'Atletico Madrid e un deludente nono posto delle merengues.

1980-1984: dominio basco

Nei primi anni '80 vennero alla ribalta i due principali club dei Paesi Baschi: la Real Sociedad e l'Athletic Bilbao.
Nel 1980-1981 il duello tra Real Sociedad e Real Madrid si concluse con la vittoria del club basco per via
degli scontri diretti, bissata l'anno dopo ai danni del Barcellona (questa volta con due punti di vantaggio).

Dopo il deludente mondiale casalingo della Spagna, le squadre basche continuarono a dominare il Campionato;
dopo i 2 titoli consecutivi del club di San Sebastian, le edizioni 1982-1983 e 1983-1984 vennero vinte
dall'Athletic Bilbao, entrambe le volte avendo la meglio sul Real Madrid. Il primo lo ottenne il 1° maggio 1983,
concludendo la stagione con un solo punto di vantaggio, il secondo lo ottenne il 29 aprile 1984 per una miglior
differenza reti (+23 contro i +22 dei blancos).

La stagione 1984-1985 vide l'unico successo del Barcellona, con Terry Venables in panchina, prima del ritorno
madrileno come protagonista assoluto nel lustro successivo.

Il ritorno del Real Madrid

Dopo il dominio basco tornò alla ribalta il Real Madrid, che vinse cinque Scudetti consecutivi tra il 1985 e il
1990.

La stagione 1985-1986 vide come protagonista assoluto il Real, che oltre a vincere il suo 21° Scudetto con 11
punti di vantaggio sul Barça, riuscì a bissare il successo in Coppa UEFA, dopo aver vinto l'edizione 1984-
1985. Il 1986-1987 vide l'introduzione dei play-off e dei play-out; dopo la regular season le 18 squadre
venivano divise in tre zone; la zona play-off per lo Scudetto, che comprendeva le prime 6 classificate, la zona
media, che comprendeva le squadre classificate dal 7° al 12° posto, e la zona play-out, che comprendeva le
ultime 6 squadre.

Nonostante questo rinnovamento il Real riuscì a rivincere il campionato e, soprattutto, non cambiò nulla
rispetto alla classifca della regular season.
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Dalla stagione 1987-1988 la Liga passò da 18 a 20 clubs; vennero aboliti i play-off ma rimase il play-out tra la
diciassettesima e la diciottesima classificata (sarà abolito dal 1999-2000).

Le merengues riusciranno a confermarsi Campioni di Spagna fino alla stagione 1989-1990, guidati in campo
dal messicano Hugo Sánchez e dagli spagnoli Emilio Butragueño, Manolo Sanchís, Rafael Martín Vázquez,
Míchel e Miguel Pardeza, ossia La Quinta del Buitre.

Da ricordare le sfide in campo europeo tra con i club italiani; le doppie sfide contro l'Inter nelle edizioni 1984-
1985 e 1985-1986 della Coppa UEFA (entrambe vinte), le sfide di Coppa dei Campioni 1986-1987 e 1987-
1988, rispettivamente contro Juventus e Napoli, entrambe vinte, e le due eliminazioni dalla Coppa dei Campioni
1988-1989 e 1989-1990 ad opera del Milan, rispettivamente in Semifinale e negli Ottavi di finale, in particolare
l'umiliante 0-5 a Milano nel 1989.

L'era Blaugrana

Con l'inizio degli anni '90 iniziò il ciclo di vittorie del Barcellona di Johan Cruyff. Con l'innesto in squadra di
alcuni assi stranieri quali Ronald Koeman, Michael Laudrup, Hristo Stoičkov e Romário, affiancati dai calciatori
spagnoli provenienti dalla cantera, quali Guardiola e Baquero, il Barça conquistò quattro titoli consecutivi,
anche se in maniera diversa l'uno dall'altro;infatti, mentre il titolo 1990-1991 venne vinto con 10 punti di
distacco dalla seconda classificata, i due successivi (1991-1992 e 1992-1993) vennero vinti all'ultimo turno di
campionato, anche grazie alle sconfitte inaspettate del Real Madrid contro il Tenerife (entrambe per 3-2) e
quindi in modo molto fortunoso. L'ultimo, nel 1993-1994 venne vinto grazie ad una migliore differenza reti nei
confronti della seconda classificata, il Deportivo La Coruña, visto l'arrivo a pari punti in classifica (56, ma una
differenza reti di +13 rispetto ai galiziani).

Oltre che a dominare in campo nazionale, il Barcellona riuscì a conquistare la prima Coppa dei Campioni della
sua storia, battendo il 20 maggio 1992 a Wembley la Sampdoria per 1-0. Ritornò in finale due anni dopo ad
Atene contro il Milan e, alla vigilia, era dato per favorito, ma in campo venne umiliato con un netto 4-0 per i
rossoneri.

Il ciclo blaugrana, dopo quella pesante sconfitta, si chiuse, per dare spazio al ritorno, prima in Spagna e poi in
Europa, dell'avversario storico, il Real Madrid.

La rinascita del Real Madrid con l'era dei Galacticos

L'edizione 1994-1995 della Liga fu dominata dal Real Madrid Club de Fútbol, guidato in panchina da un suo
ex-calciatore, Jorge Valdano, e in campo dall'attaccante cileno Iván Zamorano e dal 18enne Raúl, proveniente
dal settore giovanile. A fine stagione le merengues conquisatorono il 26° Scudetto della loro storia, dopo
cinque anni di digiuno. Durante l'estate ci fu l'allargamento del torneo da 20 a 22 squadre; il 31 luglio 1995 la
Federazione spagnola escluse, per problemi finanaziari, due club, Siviglia e Oviedo, ripescando l'Albacete e il
Valladolid, retrocesse sul campo. A pochi giorni dall'inizio del torneo, le due escluse vennero riammesse e, di
conseguenza, aumentò il numero delle squadre partecipanti.

Il torneo, il primo con l'assegnazione dei 3 punti per la vittoria, vide il successo dell'Ateletico Madrid, che si
aggiudicò il 9° Scudetto della sua storia, dopo un digiuno di diciannove anni, avendo la meglio sul Valencia e sul
Barcellona. Deludente il campionato del Real Madrid, settimo a fine stagione ed escluso, dopo quasi vent'anni,
dalle coppe europee.

La stagione successiva vide il ritorno del duello tra blancos e balugrana; i primi si eran rafforzati con l'arrivo in
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panchina dell'allenatore italiano Fabio Capello e con gli acquisti Roberto Carlos, Davor Suker e Pedrag
Mijatovic, mentre i catalani si rafforzarono con il ventenne centravanti brasiliano Ronaldo, capocannoniere a
fine stagione con 34 reti.

La corsa Scudetto si risolse il 14 giugno 1997, con un turno d'anticipo, quando il Real Madrid, sconfiggendo in
casa i cugini dell'Atletico Madrid nel derby per 3-1, conquistarono il loro 27° titolo di Campione di Spagna.

Il Barcellona comunque si consolò con la vittoria della Coppa delle Coppe 1996-1997 e della Coppa del Re.

In zona retrocessione, scesero le ultime 5 classificate, in modo che si tornasse al classico formato da 20
squadre, a partire dalla stagione successiva.

L'anno 1997-1998 vide ancora il duello Scudetto con protagonisti Barcellona e Real Madrid; i catalani avevan
ceduto Ronaldo all'Inter, sostituendolo con il connazionale Rivaldo, mentre tra i madrileni Fabio Capello, dopo
il tironfo, decise di tornare in Italia ad allenare il Milan. La stagione si decise il 25 aprile 1998, con tre turni
d'anticipo, quando il Barcellona, pareggiando 1-1 nel derby contro l'Espanyol, si aggiudicò lo Scudetto dopo
quattro anni (successo bissato l'anno dopo). Se il Barça dominò la stagione in ambito nazionale, il Real Madrid
fu protagonista a livello europeo; il 20 maggio 1998, battendo ad Amsterdam la Juventus per 1-0, le merengues
conquistarono, dopo ben 32 anni, la loro settima Coppa dei Campioni, la prima di una lunga serie.

Dopo anni in cui la lotta al titolo vedeva come protagonista l'asse Madrid-Barcellona, ci fu una squadra che
riuscì ad interrompere questo duopolio; infatti il campionato 1999-2000 venne vinto dal Deportivo la Coruña,
che ebbe la meglio sul Barcellona, lo stesso avversario con cui perse il titolo sei prima a causa di una peggior
differenza reti.

In Europa, ancora successo in Coppa dei Campioni del Madrid, che sconfisse in finale il 24 maggio 2000 il
Valencia con un netto 3-0, in quella che verrà ricordata come la prima finale della competizione con due
squadre dello stesso paese.

Nell'estate 2000 ci fu il passaggio della presidenza madrileña da Lorenzo Sanz a Florentino Pérez, che
cominciò a varare il progetto dei galacticos (galattici), ossia affiancare, ogni anno, un campione di fama
internazionale ad un giocatore proveniente dalla cantera, ossia dal settore giovanile e, per ottenere ciò,
vendette al comune la cittadella sportiva della società ricavando 500.000 pesetas (che servirono anche a
ricoprire i debiti lasciati dalle precedenti gestioni) e ingaggiò, come DG, l'ex stella Jorge Valdano (già allenatore
tra il 1994 e il 1996).

Sotto la guida tecnica di Vicente del Bosque, ex-tecnico delle giovanili chiamato in prima squadra nel
Novembre 1999 con un ruolo ad interim, e successivamente confermato visti i risultati ottenuti soprattutto a
livello internazionale, il primo colpo dell'era Pérez (e il primo galactico) fu l'acquisto del centrocampista
portoghese Luís Figo dal Barcellona, acquisto che non andò mai giù ai tifosi catalani, tanto che durante il primo
Derby di Spagna, il 18 novembre 2000, venne lanciato dagli spalti del Camp Nou una testa di maiale che finì
non molto distante dal giocatore.

Nonostante un inizio non molto positivo (sconfitte in Supercoppa europea contro il Galatasaray e in Coppa
Intercontinentale contro il Boca Juniors ed eliminazione prematura in Coppa del Re) i madrileni riuscirono ad
aggiudicarsi, dopo quattro anni, lo Scudetto con sette punti di vantaggio sul Deportivo La Coruña.

L'estate 2001 registrò il secondo colpo galactico con l'acquisto di Zinédine Zidane dalla Juventus per 75
milioni di euro e la stagione 2001-2002 segnò anche l'inizio del mini ciclo del Valencia, allenato da un
giovanissimo e semisconosciuto Rafael Benítez; saranno infatti i valenciani a portare a casa il titolo di Campione
di Spagna 2001-2002 dopo ben 31 anni, mentre il Real, nell'anno del centenario, riuscirà a vincere la Coppa
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dei Campioni 2001-2002, la nona della sua storia e la terza negli ultimi cinque anni; un risultato del genere, in
ambito internazionale, non lo si vedeva dai tempi di Di Stefano e Puskas. Da ricordare la doppia sfida in
Semifinale contro il Barcellona, dopo i due precedenti delle edizioni 1960 e 1961; vittoria per 2-0 in trasferta a
Barcellona nella gara d'andata e pareggio in casa 1-1 in quella di ritorno.

Il terzo colpo dell'era Pérez fu il brasiliano Ronaldo, proveniente dall'Inter, dopo la vittoria da protagonista nel
Campionato mondiale di calcio 2002; ad inizio stagione arrivarono i successi in Supercoppa europea e in
Coppa Intercontinentale, mentre in campionato la lotta al titolo vide come protagonisti principali il solito Real e i
baschi della Real Sociedad. Dopo essere stati in testa per quasi tutta la stagione, i bianco-blu vennero superati
in classifica alla penultima giornata, il 15 giugno 2003, consentendo alle merengues di aggiudicarsi, la domenica
successiva, lo Scudetto 29 della loro storia.

Anche l'estate del 2003 vide l'arrivo a Madrid di un altro giocatore di fama internazionale, l'inglese David
Beckham, proveniente dal Manchester United. Dopo la vittoria dello Scudetto, l'allenatore del Bosque non
venne confermato dalla società, venendo sostituito dal portoghese Carlos Queiroz, e la lotta al titolo fu contesa,
come due anni prima, tra Real Madrid e Valencia. Così come accadde nel 2002, furono gli uomini di Benitez a
vincere la Liga, la sesta della loro storia, riuscendo anche a vincere la Coppa UEFA dopo aver perso due finali
consecutive in Coppa dei Campioni nel 2000 e nel 2001.

Per entrambe le squadre però si trattò della fine del ciclo; dopo la doppietta Liga-Coppa UEFA Benítez si
trasferì in Inghilterra per allenare il Liverpool, mentre a Madrid, dopo un deludente finale di stagione che, oltre
alla perdita dello Scudetto, vide lo scivolone al 4° posto in campionato e l'eliminazione in Coppa dei Campioni
ai Quarti di finale contro il Monaco, Jorge Valdano annunciò le dimissioni dalla carica di Direttore Generale e
responsabile dell'area tecnica del club. L'era dei Galacticos era finita.

Il duello Barcellona-Madrid

Dopo un periodo di risultati negativi e cambi di presidenza, tornò alla ribalta il Barcellona. Dopo un buon 2°
posto nel torneo 2003-2004, soprattutto grazie ad un ottimo girone di ritorno, i balugrana tornarono
protagonisti nella lotta Scudetto; sotto la presidenza di Joan Laporta, allenati dall'olandese Frank Rijkaard e
guidati in campo dall'asso brasiliano Ronaldinho e dal centravanti camerunense Samuel Eto'o i catalani
tornarono alla vittoria in campionato dopo sei anni, vincendo con due giornate d'anticipo, il 14 maggio 2005, il
17° titolo di Campione di Spagna della loro storia.

Il successo venne bissato l'anno dopo e, a completare il trionfo, giunse anche la vittoria in Coppa dei Campioni
2005-2006 battendo in finale l'Arsenal per 2-1. Da sottolineare il doblue spagnolo nelle competizoni UEFA;
infatti, oltre al successo in Coppa dei Campioni, arrivò anche la vittoria della Coppa UEFA 2005-2006 del
Siviglia, che sconfisse in finale gli inglesi del Middlesbrough per 4-0.

In quest'annata va ricordato il gesto tecnico di Ronaldinho e del pubblico dello Stadio Santiago Bernabéu
nell'incontro Real Madrid-Barcellona del 19 novembre 2005, vinto dal Barça 3-0; dopo che il brasiliano
percorse metà campo palla la piede, superando in dribling tre avversari e depositando poi il pallone in rete con
un morbido tocco, si alzarono gli oltre 80.000 spettatori di fede madrilena per applaudire il gesto tecnico del
brasiliano. Un episodio di fair-play come questo nel Campionato italiano non si sarebbe mai visto.

La stagione 2006-2007 vide il ritorno della lotta Scudetto del Real Madrid, dopo un periodo di crisi interne che
vide il cambio di tre presidenti solo nel 2006 e quattro tecnici tra il 2004 e il 2006. Tornò in panchina Fabio
Capello e arrivarono l'italiano Fabio Cannavaro (Campione del Mondo 2006), il brasiliano Emerson, entrambi
dalla Juventus, e l'olandese Ruud van Nistelrooy dal Manchester United. Dopo un girone d'andata negativo,
concluso al 5° posto, cominciò la rincorsa madrileña e, a 90 minuti dalla fine del campionato, il titolo di
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Campione di Spagna 2006-2007 era conteso tra Real Madrid, Barcellona (prime a pari punti ma blancos
favoriti per miglior differenza reti) e, con qualche possibilità in meno, Siviglia, in un'annata in cui riuscì a bissare il
successo in Coppa UEFA battendo in finale un'altra spagnola, l'Esapnyol, oltre a vincere la Supercoppa
europea, battendo 3-0 il Bracellona, e la Coppa del Re.

Il 17 giugno 2007, al termine del primo tempo, il Barcellona aveva in mano la Liga, in quanto vinceva 3-0 a
Tarragona mentre il Real Madrid stava perdendo in casa 0-1 contro il Maiorca. Nel secondo tempo la
situazione si capovolse; grazie a Reyes (doppietta) e Diarra i blancos riblatano il risultato vincendo per 3-1.
Nelle altre due sfide il Barcellona vince 4-0 mentre il Siviglia batte 3-1 in casa il Villarreal, ma è tutto inutile,
perché il Real Madrid, dopo quattro anni di digiuno e di delusioni, riesce a vincere il 30° Scudetto della storia,il
più da cardiopalma , forse il più bello e inaspettato per il Madrid. Importante successo anche per Fabio
Capello;due esperienze spagnole e due vittorie in entrambe le occasioni.

Nonostante la vittoria Capello non viene riconfermato e viene sostiuito dal tedesco Bernd Schuster, ex
calciatore tra il 1988 e il 1990. Con il nuovo tecnico il Real Madrid riesce a bissare il successo dell'anno prima
con due giornate d'anticipo, vincendo a Pamplona contro l'Osasuna per 2-1, in un'annata, quella 2007-2008,
che si concluderà con il successo della Spagna al Campionato europeo di calcio 2008 in Austria e Svizzera,
battendo in finale la Germania per 1-0 a Vienna il 29 giugno 2008 e conquistando, a distanza di 44 anni, il suo
2° titolo di Campione d'Europa.

Diritti televisivi
Da inizio anni '90, una partita deve essere necessariamente trasmessa in analogico; fino al 2006 i diritti erano
del consorzio FORTA, che raggruppa le tv delle autonomie, essi sono poi passati a La Sexta per 3 anni fino al
2009, ma dal 2007 si è scatenata una "guerra del calcio" sui match da trasmettere.

Le squadre di Primera División


La stagione 2008-2009 è la 78ª edizione del campionato di Primera División. Al massimo campionato
spagnolo hanno preso parte 55 diverse squadre. Solo 3 di queste sono riuscite a non retrocedere mai in
Segunda División, e precisamente l'Athletic Club, il Barcellona e il Real Madrid.

Queste sono le 55 squadre, ordinate per numero di campionati disputati (aggiornato alla stagione 2008/2009).

78 volte: Athletic Bilbao, Barcellona, Real Madrid


74 volte: Valencia, Espanyol
72 volte: Atlético Madrid
65 volte: Siviglia
63 volte: Real Sociedad
54 volte: Real Saragozza
46 volte: Celta Vigo, Betis
41 volte: Racing Santander
39 volte: Real Valladolid, Deportivo
38 volte: Real Oviedo
37 volte: Sporting Gijón
31 volte: Las Palmas
31 volte: Osasuna
28 volte: Málaga

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23 volte: Maiorca
19 volte: Elche, Hércules, Real Murcia
18 volte: Granada
14 volte: Sabadell
12 volte: Cadice, Rayo Vallecano, Salamanca, Tenerife
11 volte: Alavés, Castellón
10 volte: Villarreal
9 volte: Burgos, Logroñés
8 volte: Córdoba
7 volte: Albacete, Arenas Getxo
6 volte: Pontevedra, Recreativo Huelva
5 volte: Levante, Getafe
4 volte: Alcoyano, Compostela, Real Unión, Gimnàstic, Almería, Numancia
3 volte: CD Europa, Real Jaén
2 volte: Extremadura, Lleida, Mérida
1 volta: Moghreb Tétouan, Condal, Leonesa

Organico 2008-2009

Almería - Almería Numancia - Soria


Athletic Bilbao - Bilbao Osasuna - Pamplona
Atlético Madrid - Madrid Racing Santander - Santander
Barcellona - Barcellona Real Madrid - Madrid
Betis - Siviglia Real Valladolid - Valladolid
Deportivo - La Coruña Recreativo Huelva - Huelva
Espanyol - Barcellona Siviglia - Siviglia
Getafe - Getafe Sporting Gijón - Gijon
Maiorca - Palma di Maiorca Valencia - Valencia
Málaga - Malaga Villarreal - Villarreal

Piazzamenti delle squadre


Per approfondire, vedi la voce Albo d'oro del campionato spagnolo di calcio.

Ecco i migliori piazzamenti delle squadre che hanno preso parte ai 78 campionati dal torneo 1928-29 al 2008-
09.

Liga
Squadra 1°posto 2°posto 3°posto Partec. Podi %
Real Madrid 31 18 7 78 71%

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Barcellona 19 22 12 78 68%
Atlético Madrid 9 8 12 72 40%
Athletic Bilbao 8 7 10 77 32%
Valencia 6 6 7 74 26%
Real Sociedad 2 3 2 63 11%
Deportivo 1 5 4 39 25%
Siviglia 1 4 3 65 12%
Betis 1 0 2 46 6%
Real Saragozza 0 1 4 54 9%
Villarreal 0 1 1 10 20%
Sporting Gijón 0 1 1 37 5%
Las Palmas 0 1 1 31 6%
Racing Santander 0 1 1 41 5%
Espanyol 0 0 4 74 5%
Real Oviedo 0 0 3 38 8%
Maiorca 0 0 2 23 9%
Arenas Getxo 0 0 1 7 14%
Totale 78 78 78 - -

Statistiche
Record Primo Secondo Terzo
Giocatori con più
Zubizarreta (622) Eusebio Sacristán (543) Buyo (542)
presenze
Santillana (9 in 17
stagioni)
Giocatori con più Gento (12 in 19 Camacho (9 in 15
Pirri (10 in 17 stagioni)
titoli vinti stagioni) stagioni)
Amancio (9 in 14
stagioni)
Giocatori con più reti Hugo Sánchez (234 in Di Stéfano (227 in
Zarra (251 in 277 gare)
segnate 347 gare) 329 gare)
Allenatori con più Miguel Muñoz (9 in 13 Helenio Herrera (4 in Johan Cruyff (4 in 8
titoli vinti stagioni) 14 stagioni) stagioni)
Allenatori con più Luis Aragonés (757 in Miguel Muñoz (601 in 21 Javier Irureta (553 in
panchine 25 stagioni) stagioni) 16 stagioni)
Di Stéfano (5 in 13
stagioni)
Giocatore più volte Ferenc Puskás (4 in
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Giocatore più volte Ferenc Puskás (4 in
Zarra (6 in 15 stagioni) Hugo Sánchez (5 in 12
Pichichi 9 stagioni)
stagioni)
Quini (5 in ? stagioni)
Portiere più volte Ramallets (5 in 16 Cañizares (4 in 16 Juan Acuña (4 in ?
Zamora stagioni) stagioni) stagioni)

I vincitori del Pallone I vincitori del FIFA World I vincitori della Scarpa
d'oro: Player: d'oro:
Alfredo Di Romario 1994 Hugo Sánchez
Stéfano 1957, 1959 Ronaldo 1996, 1989-90
Raymond Kopa 2002 Ronaldo 1996-
1958 Rivaldo 1999 97
Luis Suárez Luís Figo 2001 Roy Makaay
1960 Zinedine Zidane 2002-03
Johan Cruyff 2003 Diego Forlán
1973 Ronaldinho 2004-05
Hristo 2004, 2005
Stoichkov 1994 Fabio
Rivaldo 1999 Cannavaro 2006
Luís Figo 2000
Ronaldo 2002
Ronaldinho
2005
Fabio
Cannavaro 2006

Voci correlate
Lista di calciatori stranieri della Liga

Liga 2009/10

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