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C almeno una cosa che Napoli e Genova hanno in comune: entrambe sono nobili decadute, ex grandi capitali europee,

e citt talmente belle da far pensare che neppure i napoletani e i genovesi riusciranno mai a rovinarle, neanche mettendocela tutta come stanno facendo. Prendete Napoli. Lultima volta che ci sono andato mi aspettavo di trovare la guerra civile, come sembrava dai telegiornali: basti pensare al rogo doloso della Citt della Scienza, un colpo al cuore e al futuro della citt, o alle proteste per la chiusura al traffico privato di via Caracciolo, proteste che avrebbero coalizzato, sempre a sentire la cosiddetta informazione radiotelevisiva, commercianti, ultras del Napoli e, naturalmente, camorra. Qui sono scattati tutti i luoghi comuni su Napoli, alimentati anche dai sacrosanti libri di denuncia di Roberto Saviano, tornato a Napoli, in singolare coincidenza con lAmericas Cup, per promuovere il suo nuovo libro. Ecco, ci suggerisce il luogo comune, i centri storici sono ormai chiusi al traffico in tutto il mondo, e anzi questo lunico autentico miglioramento nella qualit delle nostre vite che possiamo vantare da decenni, eppure agli incorreggibili eredi di Masaniello neppure questo va bene In realt, le cose stanno un po diversamente, come mi hanno spiegato i tanti amici napoletani. Via Caracciolo il lungomare della citt: sarebbe come se a Genova chiudessimo al traffico la sopraelevata. Il fatto che Luigi De Magistris, il sindaco giustizialista eletto dai napoletani per rompere con il passato, riuscito a mandare in tilt anche le cose che prima funzionavano bene. Nel 2011 aveva promesso di risolvere, sin dai primi sessanta giorni del proprio mandato, lannoso problema della spazzatura, organizzando la raccolta differenziata porta a port a. Oggi, gi tanto se gli operatori ecologici svuotano i cassonetti dietro piazza Plebiscito, il salotto buono della citt, dove la puzza della monnezza ristagna inevitabilmente con il caldo. E il problema del traffico? La metropolitana in costruzione da quasi trentanni, e pare che non stia accelerando. Raccontano di un vecchietto che ha bussato alla porta del cantiere e ha chiesto: scusate, ma dopo trentanni, la metropolitana la state costruendo oppure la state cercando? Del resto, anche noi, a Genova, in fatto di lavori fatti alla evviva il parroco, che durano decenni e arricchiscono solo chi vince gli appalti, avremmo molto da dire. Una parte del centro storico napoletano, per la verit, stata effettivamente chiusa al traffico; in mancanza di trasporti pubblici efficienti, per, la chiusura ha finito per tagliare in due la citt, costringendo chi vuole tornare a casa in moto a rombare per i vicoli, dove sino a ieri le vecchie signore sedevano a prendere il fresco. Anche su questo i napoletani scherzano, rovesciando lo slogan con cui De Magistris sera presentato agli elettori. La sua parola dordine era: Scasso e ricostruisco. Oggi i napoletani ammettono che il nuovo sindaco ha scassato: ma vi lascio immaginare cosa. Mauro Barberis - da il Secolo XIX