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Adamo in trono

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Copenaghen - Nationalmuseet. Adamo in trono. Sulla d. si pu notare un frammento della figura della fenice, come nel mosaico di Huarte.

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Adamo in trono*
Nel mondo cristiano occidentale abbiamo una concezione del personaggio di Adamo connotata in modo piuttosto negativo. Tale concezione si manifesta sia nei testi sia tramite liconografia, che mostra prevalentemente, durante let paleocristiana, la coppia dei protoparenti accanto allalbero e al serpente, illustrazione del momento centrale della storia della caduta cos come descritta nella Genesi. Adamo dunque protagonista, insieme con la sua sposa Eva, di un episodio negativo, il peccato originale, che connota negativamente la sua figura, svalutando altri aspetti positivi quali il suo ruolo di progenitore della razza umana, il compito assegnatogli di dominio sul mondo ecc. Questo punto di vista si sostanzialmente mantenuto nella cultura cristiana occidentale. Al contrario in alcuni ambienti cristiano-orientali che andremo meglio a specificare troviamo una diversa prospettiva su Adamo, testimoniata sia dai testi che dalliconografia. Partiremo per la nostra analisi da un ambiente cristiano abbastanza particolare, per le sue caratteristiche di unicit e di arcaicit nel panorama delle Chiese dellepoca delle origini: si tratta della Chiesa siriaca, che per caratteristiche liturgiche, artistica e ideologiche mantiene molti caratteri derivati dal giudeo-cristianesimo di stampo palestinese. Cercheremo inoltre gli antecedenti pre-cristiani di questa concezione siriaca su Adamo in una certa letteratura apocrifa giudaica, che ha posto grande attenzione sul protoplasta. Parallelamente a questa letteratura troviamo una lettura allegorica del personaggio di Adamo, che rintracciabile in Filone Alessandrino (anche se tale dottrina non solo sua). Tale allegorizzazione filosofica prende le mosse dallaporia testuale delle due creazioni di Adamo nella Genesi[1]. Filone parla dunque di due uomini introdotti nel Paradiso, dei quali uno fu cacciato, laltro rimase[2]. Nella letteratura apocrifa giudaica Adamo assume un ruolo importante. Solitamente attribuito alla cerchia del giudaismo ellenistico, il Libro segreto di Enoch. In questopera Adamo ha un ruolo preminente: egli composto di sette parti e il suo spirito proviene dallo Spirito di Dio e dal vento. In II Enoch 30, 11 definito un secondo angelo, degno di onore, grande e glorioso[3]. La riflessione giudaica sul personaggio confermata dal Talmud. Questi pochi esempi ci mostrano lidea giudaica di un Adamo che, a prescindere dalla caduta successiva, ha il merito di incarnare la figura del progenitore dellumanit[4]. Tale idea confluisce poi nellambiente giudeo-cristiano, in una serie di testi che per le loro caratteristiche ibride sono fluttuanti tra la tradizione ebraica ed il cristianesimo, con aggiunte ed interpolazioni che non permettono di definire sempre in modo evidente la loro origine. In questo mondo giudeo-cristiano la concezione di Adamo viene inoltre resa pi complessa dalle sue relazioni con la figura di Cristo. Contemporaneamente a quella filoniana, e in modo forse non del tutto indipendente[5], abbiamo la riflessione paolina sulla figura del protoplasto, con il parallelismo-contrapposizione Adamo-Cristo[6]. Anche Paolo parla di un Adamo terrestre e di uno celeste. Un altro testo piuttosto antico, lAscensione di Isaia[7], presenta una visione paradisiaca del tipo di quelle profetiche o apocalittiche. In questa visione il protagonista dellopera vede i sette cieli, and there I saw all the righteous from the time of Adam onwards[8]. Dopo la descrizione dettagliata dei cieli e dei relativi abitanti egli chiede spiegazione allangelo che lo guida: And I saw many robes placed there, and many thrones and many crowns, and I said to the

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angel who led me Whose (are) these robes and thrones and crowns? And he said to me As for these robes, there are many from that world who will receive (them) through believing ()[9]. Quindi appare lo stesso Cristo: And when they saw him, all the righteous whom I had seen and the angels came to him. And Adam and Abel and Seth and all the righteous approached first and worshiped him[10]. Dobbiamo sottolineare alcuni aspetti interessati del testo. Adamo compreso nel numero dei giusti. Egli visto in Paradiso accanto agli altri patriarchi[11]. Per i giusti sono preparati tre simboli, che compaiono nella letteratura e nelliconografia cristiana ortodossa e apocrifa, nonch frequentemente in quella gnostica. Si tratta dellabito, del trono e della corona. Questi elementi sono simbolici, per indicare il premio ultraterreno dei santi. In alcuni ambienti poterono pure essere legati a concreti gesti rituali. Labito gi nella Grande Chiesa ha un uso e un simbolismo battesimale, connesso al significato paradisiaco fin dallApocalisse di Giovanni. Anche la corona assume un significato legato al premio escatologico. Il simbolismo del trono ha invece un certo sviluppo nellambiente gnostico[12]. La letteratura apocrifa successiva risente di questa influenza del pensiero giudaico. Alcuni testi fanno di Adamo il personaggio principale del racconto o, talvolta, il narratore diretto[13]. Nel Testamento di Adamo il nostro personaggio rappresentato in dialogo con il figlio Seth. Il testo molto interessante, oltre che per il suo contenuto, per il fatto che viene attribuito ad ambiente siriaco e datato alla met o alla fine del III secolo[14]. Adamo narra a Seth gli avvenimenti precedenti alla caduta, di come aveva udito da Dio la profezia riguardante la venuta di Cristo. Dio, che ha creato Adamo a sua immagine, promette di renderlo divino: Adam, Adam do not fear. You wanted to be a god; I will make you a god, not right now, but after a space of many years (). But after ashort time there will be mercy on you because you were crated in my image, and I will not leave you to waste away in Sheol[15]. E poco dopo la profezia riguardo al Cristo coinvolge appunto Adamo e lumanit che da lui discende: And after three days, while I am in the tomb, I will raise up the body I received from you. And I will set you at the right hand of my divinity, and I will make you a god just like you wanted. And I will receive favor from God and I will restore to you and to your posterity that which is the justice of heaven[16]. Un altro filone letterario riguardante Adamo nel Paradiso terrestre narra della venerazione attribuitagli dagli angeli. Tale venerazione gli dovuta, in quanto egli conosce i nomi (quindi ha un potere sulle cose)[17]. Alcuni testi giudaici ci parlano chiaramente della rivelazione che Dio stesso fa ad Adamo dei nomi[18] (al contrario della Genesi, in cui Dio d potere ad Adamo di nominare le cose). In alcuni di questi Dio si oppone alla volont degli angeli di adorare il protoplasto[19], ma talvolta questa prosknhsij si compie. Tradizione che confluir in seguito nel Corano[20]. Tali tradizioni giudaiche e giudeo-cristiane si evolveranno successivamente confluendo nella gnosi[21]. Secondo la concezione gnostica[22], lAdamo terrestre copia dellUomo celeste, detto Padre della Verit, Uomo della Grandezza[23]. Questo modello delluomo terrestre, ovvero risiede in esso essendo

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stato disperso dopo la caduta[24]. Si tratta di una forma di divinizzazione delluomo, il quale precedente e superiore al demiurgo. Per gli gnostici lAdamo celeste uno degli eoni divini emessi dallAutogenes[25]. Anche la teoria presente nella Qabbalah medievale dellAdamo Qadmon deriverebbe da quella giudaica[26], direttamente o attraverso il tramite dello gnosticismo. La Qabbalah raggruppa le Sephiroth, emanazioni di Dio, nellAdamo Qadmon[27], lUomo Primordiale[28]. Lassociazione Adamo-Cristo ebbe un certo sviluppo negli ambienti settari del giudeo-cristianesimo eterodosso, il quale influenz il cristianesimo siriaco. Lelchasaismo predicato dal siriano Alcibiade di Apamea, secondo la testimonianza dellautore dellElenchos, conosce una dottrina doceta del Cristo che si incarna e si reincarna rispettivamente in Adamo e in Ges[29]. Una dottrina simile ritroviamo presso la setta degli Ebioniti che, secondo la testimonianza di Epifanio di Salamina, sono in rapporto con gli stessi Elchasaiti, nonch con i Nazarei e i Nasorei: Some of them say that Christ is also Adam[30]. Una cristologia simile viene poi attribuita ai Sampsei, setta battista della Transgiordania: They confess Christ in name, believing that he is a creature, and that he appears time and again, and that for the first time he was formed in Adam and puts on and off Adams body, whenever he wishes[31]. Secondo il Luttikhuizen, Epifanio fa probabilmente confusione fra le due sette (Ebioniti e Sampsei) attribuendo alluna la cristologia dellaltra (egli propende per una dottrina dei Sampsei, che Epifanio avrebbe indiscriminatamente ed erroneamente attribuito anche agli Ebioniti)[32]. In ogni caso a noi interessa sapere che in unarea geografica e in un periodo cronologico abbastanza vicini ai nostri mosaici, esisteva una dottrina che metteva in grande rilievo la figura di Adamo, considerandolo uno dei personaggi in cui si era incarnato lo stesso Cristo. opportuno notare pure come la riprovazione di tali dottrine da parte del vescovo di Salamina sia totale. Anche se il precedente paolino dellAdamo-Cristo certo ben noto ad Epifanio, egli condanna tali dottrine, che hanno (secondo lortodossia) spinto ben pi in l quello che per Paolo era solo una forma metaforico-dialettica di accostare le due figure[33]. Unaltra fonte che ci conferma questa dottrina sono le Pseudo-Clementine, da molti studiosi attribuite proprio ad ambiente ebionita. Lopera svolge la teoria del Vero Profeta Adamo-Cristo, che appare a pi riprese nella Storia, di contro ai falsi profeti[34]. Tornando ancora ad ambiente siriaco troviamo un altro testo di estremo interesse[35], forse quello che pi si avvicina dal punto di vista ideologico alla rappresentazione del mosaico danese. Si tratta dello scritto La Caverna dei Tesori[36], pseudo-epigrafo di Efrem il Siro[37]. In questo testo, datato da alcuni al III secolo, da altri alla met del IV[38], si rappresenta Adamo nella gloria della creazione, re e sacerdote e profeta e signore e capo e guida di tutte le creature[39]. Ancora un passo molto interessante: Egli fu innalzato cos che salisse al Paradiso su di un carro di fuoco, mentre gli angeli cantavano gloria davanti a lui, i serafini lo proclamavano santo, i cherubini lo

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benedicevano[40]. interessante poi lo svolgimento della storia che chiarisce anche il significato del titolo dellopera. Adamo, dopo la sua morte viene sepolto in una caverna che si richiude, caverna che si trova sul Golgota. Qui si pianta la croce di Cristo che apre la caverna, e il sangue e lacqua usciti dal suo costato si versarono nella sua (di Adamo) bocca () e il volto di Adamo risplendette[41]. evidente che lopera si pone nel filone giudaico e giudeo-cristiano della venerazione al progenitore Adamo, anche se gli esiti sono diversi da quelli che si hanno contemporaneamente nella gnosi, che risente probabilmente del neo-platonismo. La tradizione letteraria della caverna dei tesori come tomba di Adamo compare in un altro testo, dal titolo Libro di Adamo ed Eva o Conflitto di Adamo ed Eva con Satana,[42] composto forse in Egitto tra V e VI sec.[43]: And God commanded him to dwell there in a cave in a rock the Cave of Treasures below the garden[44]. Dopo il peccato Adam and Eve came out of the Cave of Treasures, and drew near to the garden gate[45]. Dunque si tratta di un motivo ricorrente in un certo ambiente religioso siro-palestinese di ascendenza giudeo-cristiana. Tale tradizione[46] mantiene una memoria anche nella Basilica del Golgota. Infatti nel piano inferiore della Basilica, a contatto con la nuda roccia del colle, si trova ancor oggi la cosiddetta Cappella di Adamo[47]. Si diceva come accanto alla tradizione letteraria possiamo esaminare una tradizione iconografica, pi povera della prima e di pi incerta lettura, anche se proprio la lettura dei testi pu fornirci la chiave per la comprensione di alcuni elementi che appaiono altrimenti incomprensibili. Al Museo Nazionale (Nationalmuseet) di Copenaghen[48] esposto un interessante mosaico raffigurante un personaggio in trono, nimbato, che con la mano destra fa un gesto che pu essere interpretabile come gesto della parola o gesto benedicente. Ai due lati della figura compaiono due alberi che la inquadrano, forse due cipressi. Sul lato destro del mosaico, alla sinistra del personaggio, la testa di un pavone. La raffigurazione del mosaico assume un carattere molto pi interessante se leggiamo liscrizione in greco sopra il personaggio: ADAM. Il mosaico frammentario: lo strappo della parte centrale di un pavimento sicuramente pi grande, come chiaro dai bordi frastagliati e non inquadrati da una cornice. Si possiede unindicazione riguardante la provenienza anche se piuttosto generica che lo attribuisce a produzione siriaca. Il pezzo stato acquistato dal Museo[49]. Il Trolle data il mosaico dalle caratteristiche stilistiche, alla fine del V o ai primi del VI secolo[50]. Non ci sono elementi datanti esterni al pezzo Fig. 1 - Pavimento del Michaelion di Il personaggio presenta tratti fisionomici accentuati, con gli occhi
Huarte (Siria). Mosaico con Adamo in trono.

grandi ed espressivi, il naso diritto ed allungato, la bocca piccola. Il volto piuttosto allungato, i capelli corti, a calotta. riccamente drappeggiato nella veste, con un mantello del quale, con la policromia, sono tratteggiate le pieghe e forse le decorazioni. Il mantello scende dalla spalla sinistra verso il lato destro, per poi ricadere sulla gamba sinistra, che in posizione avanzata rispetto allaltra. Il motivo

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decorativo del mantello continua in basso, e da esso sembra sorgere un albero. Il braccio destro della figura, non bene realizzato in prospettiva e malamente ripiegato, termina in un gesto della mano, che ha due dita aperte verso lalto[51]. Il braccio sinistro nascosto dal mantello. Tutta liconografia della figura quella tipica dei personaggi in trono, dalle rappresentazioni imperiali a quelle del Cristo che culmineranno nella tipologia delle Deesis bizantine[52]. La presenza sullo sfondo, ma ben caratterizzata ed evidente, di alberi e del pavone sulla destra connotano lambientazione come paradisiaca. Purtroppo non possiamo conoscere lintera rappresentazione del mosaico, ma il confronto con alcuni tipi simili provenienti dalla stessa area geografica siriaca ci permettono di ipotizzare una ricostruzione probabile del tema pavimentale cui il nostro mosaico apparteneva. Lesemplare pi completo stato ritrovato nella chiesa del Michaelion di Huarte, localit della Siria a 15 Km a nord di Apamea[53]. Si tratta di un grande pavimento musivo (16 m2) con Adamo in trono nella parte centrale sul bordo in prossimit dellaltare[54]. Anche in questo caso troviamo liscrizione in greco sopra la testa del personaggio, che, diversamente dallAdamo di Copenaghen, tiene nella mano sinistra un libro[55] e non nimbato. Ai lati di Adamo due alberi, quindi tutto attorno una teoria di alberi e animali (trentadue soggetti). Tutta la composizione tende verso il personaggio centrale di Adamo, che ovviamente costituisce il fulcro tematico e la figura pi importante della rappresentazione[56]. Laltro esemplare oggi conservato al Museo di Hama, in Siria.

Fig. 2 - Pavimento del Michaelion di Huarte (Siria). Al centro si pu notare un ampio lembo del mosaico di Adamo in trono circondato dagli animali.

Proviene da scavi clandestini ed stato salvato solo grazie allintervento della polizia locale. Anche in questo caso abbiamo liscrizione greca, scritta qui ai due lati della testa di Adamo (AD-AM). Inoltre, sul lato sinistro del personaggio, scritta verticalmente, c uniscrizione abbozzata dello stesso nome in siriaco[57]. La figura qui inquadrata da due colonne con capitelli corinzi, che sorreggono un arco con rosone centrale. La mano destra in posizione simile a quella dellAdamo di Copenaghen. Dunque anche il pavimento musivo da cui proviene il mosaico di Copenaghen doveva rappresentare con ogni probabilit un grande motivo con alberi e diversi animali. Si tratta di uniconografia diffusa di ambienti naturali, gi precristiana, che nellarte paleocristiana assume diversi significati e propone alcune varianti iconologiche. Tra queste troviamo il tipo iconografico dellAdamo che d il nome agli animali. Lesemplare pi importante di questa iconografia costituito da un dittico eburneo di IV secolo oggi al Museo del Bargello di Firenze, dove Adamo, nudo, raffigurato sdraiato in un angolo della composizione, attorniato dagli animali. Anche qui troviamo il gesto della mano con due dita aperte. Fig. 3 - Mosaico di Adamo in trono Esistono altri due interessanti confronti iconografici. Troviamo la prima di ad Hama (Siria). La figura stata inscritta in un arco. Gli alberi ai lati queste raffigurazioni di Adamo nella Topografia Cristiana dalleruditodel trono si sono stilizzati,

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diventando parti dello stesso trono.

viaggiatore e monaco Cosmas Indicopleustes[58]. Alla met del VI secolo Cosma ebbe contatti stretti ad Alessandria col predicatore siriaco Mar Aba, il quale fu suo maestro[59]. Adamo raffigurato in gloria, nella forma dellAdamo Cristo stante, barbato, con la croce. Una simile iconografia compare ancora in ambiente copto. Sono ben noti i legami di filiazione tra la Chiesa copta e quella siriaca. Nelle pitture di santi di una cappella copta nella localit egiziana di Baout[60] troviamo Adamo stante frontale barbato, con un grande nimbo, abbigliato e calzato riccamente. Nella mano destra porta una croce astile cui si appoggia, nella sinistra ha uno scettro. Alla sua sinistra uniscrizione lo connota chiaramente come nostro Padre Adamo[61], mentre alla sua destra, in un clipeo e parimenti nimbato, compare nostro Padre Abele. Ritroviamo tali invocazioni ad Adamo, in ambiente copto, a Saqqara, localit a sud del

Cairo[62]. Liscrizione n 29 recita: remember all the race of our father Adam. interessante notare a riguardo come Adamo, nella Chiesa copta, rientra nel numero dei santi. Altri due esemplari di Adamo nimbato sono segnalati dal Trolle in un manoscritto miniato di X sec. custodito a Firenze e in una chiesa rupestre di XI sec., presso Soganli, in Cappadocia (odierna Turchia)[63]. Dunque tornando allambiente siriaco in questione e alliconografia del mosaico custodito a Copenaghen, possiamo affermare che esso risente di una dottrina riguardante Adamo che in parte si distacca da quella della Grande Chiesa. Lidea paolina dellassociazione Adamo-Cristo non fu mai sviluppata dalliconografia paleocristiana, la quale ha sempre rappresentato Adamo come il protagonista di una vicenda negativa (quella del peccato originale). Daltro canto azzardato attribuire lorigine di questa iconografia al concetto paolino. LAdamo dei mosaici siriaci non lAdamo-Cristo, ma lAdamo con gli animali nellEden. La sua raffigurazione come un personaggio santificato, in trono e con il nimbo, leggibile solo se si tengono in considerazione i testi apocrifi riguardanti la venerazione di Adamo. Egli, associato agli altri patriarchi dellAntico Testamento, in questi testi venerato dagli angeli. Tale idea senza dubbio la spia di una venerazione del personaggio negli ambienti religiosi che diedero vita ai testi in questione, anche se poi pu essere divenuta solo un topos letterario ripreso in ambienti diversi. La presenza in Siria di uniconografia inequivocabilmente positiva di Adamo dunque un altro segno di unidea di Adamo in parte diversa da quella testimoniata dalle fonti letterarie e iconografiche della Grande Chiesa. In seguito la Chiesa siriaca assorb e rielabor tale concezione[64]. La santificazione di Adamo nelliconografia siriaca diventa incontrovertibile, oltre che per gli altri elementi citati, per la presenza del nimbo. Esso compare nel mosaico di Copenaghen (ma non presente negli altri due esemplari siriaci di Huarte e di Hama).

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Adamo in trono

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* Il presente lavoro frutto di un viaggio in Danimarca, dove ho scoperto il mosaico con Adamo in trono al Nationalmuseet di Copenaghen, e di una successiva borsa di studio del Ministero dellEducazione danese tramite il Ministero degli Esteri italiano. [1] Gn 1, 26-27 e 2, 7. [2] FILONE AL. Leg. Allegor. I, 16; cfr. De Op. Mundi 23; 57, 58. [3] Tale definizione si ritrova in Beresh.Rab. fol. 17 e nel Libro di Adamo ed Eva I, X (cfr. CHARLES 1977, p. 449, n. 11). [4] Adam in ebraico anche nome collettivo per indicare il genere umano. [5] Sui precedenti vetero-testamentari dellAdamo come prototipo messianico si v. LIGIER 1960-1961, I, pp. 298-319. [6] Rm 5, 12-21; I Cor 15, 21-22. [7] CHARLESWORTH 1985, pp. 149-150, lo attribuisce ad ambiente palestinese, datandolo alla fine del I secolo. [8] Asc.Isaia 9, 7 (ed. CHARLESWORTH 1985, p. 170). [9] Asc.Isaia 9, 24-26 (ed. CHARLESWORTH 1985, p. 171). [10] Asc.Isaia 9, 28 (ed. CHARLESWORTH 1985, p. 171). [11] Si noti come lelogio degli antenati (quella sorta di elenco de viris illustribus) di Sir 44-50 comincia direttamente da Enoch, anche se alla fine del brano, in una sorta di riassunto, si risale ad Adamo, affermando che superiore ad ogni creatura vivente Adamo (Sir 49, 16). Secondo BENNET 1908, p. 86, pu trattarsi di un ripensamento di Ben Sira o di uninterpolazione successiva. LIGIER 1960-1961, I, p. 316, nota 76, riporta la traduzione di LEVI 1898-1901, II, p. 205, che tenta di risolvere laporia proponendo la gloire de lhumanit. Il Ligier nota per come tale traduzione, non seguita da nessun autore moderno, non trova giustificazione nel testo. In un altro passo vetero-testamentario pi breve (I Mac 2, 51-64) lelenco inizia da Abramo, mentre lautore della Lettera agli Ebrei (che forse al Siracide si ispira), comincia da Abele (cfr. DANILOU 1974, pp. 64-65). Tale tradizione di Adamo associato ai patriarchi si ritrova nel Corano (III, 33). [12] Cfr. Protennoia 45, 15-16; Protennoia 48, 22-23. A proposito della mistica talmudica della Merekavah (basata su Ez 1), DI NOLA 1973, col. 97 nota come il Trono, secondo una precisa definizione di G. Scholem, sta a rappresentare, presso i seguaci della Merekavah la sfera pleromica, la pienezza della divinit manifestata, in corrispondenza dellanalogo concetto che appare nella Gnosi e nellermetismo ellenistico. In questo senso il legame con lAdamo cosmico ben stretto, perch il trono diviene la sede di tutti gli archetipi cosmici, preesistenti alle realt naturali. [13] Cfr. LECLERCQ 1924, coll. 512-515; BENNET 1908, pp. 85-87. [14] Almeno per quanto riguarda l sua redazione finale (CHARLESWORTH 1983, p. 990). Il testo, intitolato in diversi modi, rientra negli apocrifi del Decreto Gelasiano. [15] Test.Adamo 3, 2-3 (ed. CHARLESWORTH 1983, p. 994). [16] Test.Adamo 3, 4 (ed. CHARLESWORTH 1983, p. 994). [17] Nellantichit conoscere il nome significava poter dominare quella realt. Quello del nome un importante elemento anche nella sfera cultuale: conoscere i nomi segreti della divinit spesso una prerogativa importante. [18] Bereshit rabba 17, 4; Bemidbar rabba 19, 3; Pesikta 34a. [19] Bereshit rabba 8, 10; Pirke R.Eliezer 19. [20] Corano II, 34; VII, 11; XVII, 61; XVIII, 50; XX, 116. Cfr. PEDERSEN 1975. [21] Sul rapporto tra la concezione filoniana e quella gnostica cfr. BENNET 1908, p. 86. [22] Che viene definita dagli studiosi Urmensch myth o anthropos myth. [23] NHC VII 2.53.3-5. [24] RUDOLPH 1987 pp. 92-93 nota come possiamo distinguere in ambiente gnostico due versioni del mito riguardante Adamo; egli figura prototipica nel mondo trascendente dellAdamo terrestre, ovvero contiene in s tutte le anime degli uomini Cfr. RUDOLPH 1987 p. 279). [25] IRENEO Adv.Haer. I, 29, 3 (Sch 264, pp. 360-361): super haec emittit Autogenes Hominem perfectum et uerum, quem et Adamantem uocant, quoniam neque ipse domatus est neque hi ex quibus erat. [26] DI NOLA 1970, col. 43, nota come lAdam Qadmon si identifica con la figura delluomo di Ezechiele e con lAntico dei Giorni di Daniele. [27] = Il Primo. [28] Cfr. BENNET 1908, p. 86. [29] Elenchos IX, 14; sulla cristologia di Alcibiade di Apamea cfr. LUTTIKHUIZEN p. 65 e nota 39. [30] EPIFANIO Panarion 30, 3, 4.

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[31] EPIFANIO Panarion 53, 1, 8. [32] LUTTIKHUIZEN 1985, p. 132. [33] interessante notare il fatto che gli Ebioniti rifiutano le opere paoline. [34] Hom. III, 2; Rec I, 33s. 52. [35] Sui problemi derivanti dalla Chiesa siriaca v. BIANCHI 1979 p. 41. [36] In siriaco Marath gaze. Edizione SU-MIN RI 1987. Lopera porta anche, nei manoscritti, i titoli Discorso sullo In Principio e Libro dellordine delle generazioni da Adamo fino a Cristo. [37] Il testo gli viene attribuito in una tradizione dellXI secolo. Secondo BETTIOLO 1989, pp. 538-539, esso non per attribuibile n ad Efrem n alla sua scuola, ma viceversa sarebbe una fonte cui il sapiente siriaco avrebbe attinto. [38] Cfr. BETTIOLO 1989, p. 539. [39] La Caverna dei Tesori 2, 23B. Cfr. 2, 14B. [40] La Caverna dei Tesori 3, 8. [41] La Caverna dei Tesori 49, 9A-B. [42] Ed. MALAN 1882. Il testo in etiopico. [43] Cfr. MALAN 1882, Intr. p. v. Lopera si pone nel filone giudeo-cristiano della connessione Adamo-Messia. Leditore (MALAN 1882, Intr. p. v) nota come his object is to connect the first Adam with the coming of the second, Christ. Tale venuta di Cristo avviene dopo 5500 anni dal peccato originale, secondo quanto detto anche dai LXX. [44] Lib.Adamo ed Eva I (p. 2). [45] Lib.Adamo ed Eva IX (p. 10). [46] Cfr. TROLLE 1971 p. 109. [47] BARATTO 1992, pp. 62-63. [48] Inv. n. 15061. Misure: 1, 65 x 0, 95 m. Il mosaico esposto insieme ad altri tre pezzi provenienti dalla Collezione Ny Carlsberg. I quattro mosaici custoditi al Museo sono pressoch inediti, se si eccettua un articolo in danese di Steffen Trolle dal titolo Hellig Adam i Paradis, pubblicato sul Nationalmuseets Arbejdsmark (1971, pp. 105-112); ringrazio la Sig.ra Pia Larsen che mi ha tradotto il testo dal danese, permettendomi di averlo a disposizione. Il mosaico di Adamo stato poi ripreso dal Canivet e da altri studiosi come confronto. [49] TROLLE 1971, p. 105; CANIVET- CANIVET 1975, p. 56. [50] TROLLE 1971, p. 112. [51] TROLLE 1971 p. 108 nota che Adams ene synlige hnd holdes i den stromerske kirkes velsignelsesgestus: Pege-, lang- og lillefinger er udstrakte, medens ringfingeren og tommelfingeren krydses i et korstegn i den udadvendte hndflade. [52] Un altro parallelo iconografico pu essere quello di Orfeo seduto che suona attorniato dagli animali (si veda ad esempio, proprio in ambiente siriaco, il mosaico di III secolo proveniente da Edessa, in DRIJVERS 1977, pp. 885-886 e tav. XVIII, 2). [53] CANIVET - CANIVET 1975; CANIVET 1980; CANIVET - CANIVET 1980; CANIVET 1983; CANIVET - CANIVET 1987. [54] CANIVET - CANIVET 1975, p. 53. [55] CANIVET - CANIVET 1975, p. 55-56, notano come si tratta di un libro e non di un rotolo. [56] CANIVET - CANIVET 1975, p. 53. [57] CANIVET - CANIVET 1975, p. 57. [58] WOLSKA-CONUS 1970, p. 105. [59] BETTIOLO 1989, p. 521; 571. Cosmas afferma di avere ricevuto la dottrina, esposta nella sua opera da Patrikios, nome romano di Mar Aba. [60] GRABAR 1946-1947, p. 300, pl. LVIII, 1. [61] Lappellativo nostro padre Adamo compare anche nel Libro di Adamo ed Eva (I, II e passim). [62] GRABAR 1946, p. 300 n. 2. [63] TROLLE 1971, p. 109 attribuisce i due esemplari alla chiesa bizantina: I enkelte tilflde gengives han i senere byzantinsk kunst med glorie som den frste i patriarchrkken, sledes i en hndskrift-illustration fra 10. rh. i Firenze og i en hulekirke fra 11. rh. ved Soganli i Kappadokien, Tyrkiet. [64] Si noti come addirittura il personaggio di Adamo divenne eponimo di una setta di nudisti ante litteram, che con alterne vicende sopravvisse per diversi secoli. La setta degli Adamiti gi testimoniata dalle fonti eresiologiche antiche. Le fonti patristiche mettono in relazione la setta con diverse correnti eretiche: gnostici basilidiani (EPIFANIO Haer. 52), carpocraziani (CLEMENTE ALESSANDRINO Strom. III, 2), manichei (ANASTASIO SINAITA), priscillianisti (SULPICIO SEVERO) ecc. (cfr. CRIVELLI 1948; ADRIANI 1970).

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