Sei sulla pagina 1di 1
GLI IMPEGNI DEI PRESIDENTI COSTI ED ERRANI PER LE POLITICHE DI GENERE di Roberta Mori, coordinatrice
GLI IMPEGNI DEI PRESIDENTI
COSTI ED ERRANI
PER LE POLITICHE
DI GENERE
di Roberta Mori, coordinatrice degli organismi di pari opportunità regionali
M olte colleghe presidenti
della Conferenza degli
organismi di pari oppor-
tunità regionali hanno partecipato
all’incontro bolognese che ho con-
vocato a luglio nella sede assem-
bleare dell’Emilia-Romagna. Era-
no infatti rappresentate Calabria,
26
Piemonte, Marche, Umbria, Vene-
Consigli italiani, utile a uniforma-
re – e rendere più incisive – le poli-
tiche regionali per il riequilibrio di
genere. Per questo abbiamo voluto
incontrare il presidente coordina-
tore delle Regioni Vasco Errani e
la presidente dell’Assemblea Legi-
slativa Palma Costi.
Obiettivo raggiunto! Entrambi
lotta contro ogni discriminazione,
legato in modo particolare ad una
prevenzione concreta della violen-
za contro le donne, come sancito
dalla Convenzione di Istanbul che
il Parlamento ha rati cato.
Altri punti importanti di merito
su cui impegnare le Regioni sono:
to, Basilicata, Friuli, Sicilia, Lazio
e Toscana.
Il nostro obiettivo era stabilire una
relazione diretta e costante con la
Conferenza delle Regioni e con la
Conferenza delle Assemblee e dei
hanno assunto in modo formale
l’impegno di portare nelle sedi
delle rispettive Conferenze na-
zionali un documento di indiriz-
zo che recepisce l’obiettivo dell’u-
guaglianza sostanziale e della
la doppia preferenza di genere
nelle normative elettorali regio-
nali, l’attuazione della legge per
la composizione dei CdA, il so-
stegno alle progettualità ispirate
al mainstreaming , la medicina di
genere, l’incentivazione all’occu-
pazione femminile e alla conci-
liazione, la corretta rappresenta-
zione delle donne nella comuni-
cazione pubblica. Non ultimo, il
ra orzamento in tutte le Regioni
degli organismi di pari opportu-
nità, che devono essere stabili e
integrati nelle istituzioni di rife-
rimento.
La Commissione per la Parità del-
la nostra Assemblea Legislativa è
infatti ancora un unicum in Italia,
nelle altre istituzioni le commis-
sioni o consulte preposte ai dirit-
ti delle donne non detengono, ad
esempio, alcun potere normativo.
Ecco perché la nostra Conferenza
ha posto anche l’e cacia di questi
organismi tra le proposte alle Re-
gioni italiane.
REDAZIONALE
FIRME IN REGIONE PER RAFFORZARE IL NO ALLA VIOLENZA (Bologna, 19 luglio 2013) Sono quasi 12.000
FIRME IN REGIONE PER RAFFORZARE IL NO ALLA VIOLENZA
(Bologna, 19 luglio 2013)
Sono quasi 12.000 – oltre il doppio di quelle richieste – le fi rme consegnate alla presidente
dell’Assemblea legislativa regionale dalle Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna, guidate
dalla coordinatrice Lucia Bongarzone. Con questo atto, la proposta di legge di iniziativa
popolare “per la creazione della rete regionale contro la violenza di genere e per la
promozione della cultura dell’inviolabilità, del rispetto e della libertà delle donne” viene di
fatto assunta dall’Assemblea per l’esame e la discussione. La consegna è stata preceduta
da un fl ashmob di danza, nel piazzale della Regione, per dire “Basta alla violenza e ai
femminicidi”.
Le consigliere e consiglieri PD Anna Pariani,
Luciana Serri, Thomas Casadei, Luciano Vecchi,
la presidente della Commissione Parità Roberta
Mori, il capogruppo Marco Monari e il segretario
regionale Stefano Bonaccini, non hanno voluto
mancare ad un appuntamento dal forte valore
politico e simbolico in quanto “responsabilizza
l’istituzione - come ha sottolineato la presidente
Palma Costi - “in una grande battaglia di progresso, tanto più importante perché giunge come
sollecitazione dai territori”. L’iniziativa popolare delle Donne Democratiche si aggiunge ora
al contributo delle associazioni e centri femminili, degli Enti locali e delle categorie ascoltati
nelle audizioni svolte tra maggio e giugno 2013 dalla Commissione regionale, a stimolare
ulteriormente e arricchire di contenuti la proposta di legge quadro per la parità e contro le
discriminazioni di genere che arriverà in Aula in autunno.
IL RUOLO
DELLA POLITICA
proprie strategie l’interesse collettivo
e la tutela delle fasce più deboli per
costruire comunità coese, capaci di
sviluppare un’economia sostenibile e
offrire opportunità e servizi adeguati
ai nostri cittadini.
La mia storia parte dal sindacato,
la Cgil, dove per molti anni mi sono
confrontata con le esigenze di tante
persone, quelle che sono lontane
dai rifl ettori e dalla cronaca ma che
sono il perno della nostra società.
Questa è stata la palestra dove mi
sono allenata ad ascoltare, a farmi
carico dei problemi e ad impegnarmi
affi nché quei problemi trovassero
Comunità Montana, ha ulteriormente
rafforzato le mie convinzioni ed
allargato i miei orizzonti. Chiamata
a farmi carico dell’interesse
complessivo di una comunità, ho
affrontato tante problematiche e
ricercato soluzioni per una crescita
armoniosa e sostenibile. Il dialogo,
l’ascolto, la condivisione delle
strategie sono state elemento centrale
della mia azione amministrativa.
Ho conosciuto un mondo fatto di
semplici cittadini che avevano a cuore
il bene comune e che, sia come singoli
o organizzati in associazioni di vario
genere, hanno contribuito con le loro
preziose conoscenze ed esperienze,
e partecipato con l’Amministrazione
Comunale alla realizzazione di
progetti di sviluppo del benessere e
della sicurezza della nostra comunità.
Questo mondo, il volontariato, è
un elemento preziosissimo di cui
le nostre comunità sono ricche.
Queste relazioni resteranno per
me signifi cative anche sul piano
personale.
Ho lavorato con convinzione alla
defi nizione di politiche condivise di
territorio che debbono guardare oltre
27
NELL’ESPERIENZA DI
UN’AMMINISTRATRICE
LOCALE
il confi ne istituzionale dei Comuni,
perché questa è la strada e la nuova
sfi da per dare opportunità e risposte
di qualità ai nostri cittadini. Ora, in
di Luciana Serri, consigliera regionale PD
È un percorso lungo ma allo
stesso tempo affascinante
quello che mi ha portato, dallo scorso
marzo, a far parte dell’Assemblea
Legislativa dell’Emilia Romagna.
Un percorso che si è sviluppato
nel corso degli anni e mi ha fatto
crescere, passo dopo passo, come
amministratrice e come persona.
Ritengo che proprio le esperienze
fatte nel passato siano oggi un
elemento importante per consentirmi
di affrontare il nuovo compito al
quale sono chiamata, fra l’altro in
un momento molto diffi cile. Uno dei
periodi più complessi della storia
recente del nostro Paese, in cui la
politica e le istituzioni si trovano
al centro di tante polemiche e
contestazioni, anche legittime, ma
che non devono farci dimenticare
quello che è il ruolo insostituibile
della politica: tenere al centro delle
Assemblea Legislativa, cercherò di
rappresentare al meglio le debolezze
e i problemi dei territori del nostro
Appennino ma anche le straordinarie
opportunità che la montagna può
offrire, cercando di individuare le
soluzioni migliori affi nché questa
parte fondamentale del territorio
possa continuare a progredire
in modo dignitoso e sostenibile
per l’ambiente. Auspico di poter
contribuire alla realizzazione di questi
importanti obiettivi, cosi come mi
gratifi ca l’opportunità di partecipare
alla costruzione di politiche di genere
nell’ambito della Commissione
per la parità. Da sottolineare il
grande risultato ottenuto con la
presentazione di quasi 12.000 fi rme
a sostegno di una legge regionale di
iniziativa popolare contro la violenza
di genere; una piaga gravissima
le migliori soluzioni possibili. Poi
l’esperienza, per 9 anni, di Sindaco
di un piccolo paese dell’Appennino
Modenese, Lama Mocogno, a cui si è
aggiunto il ruolo di Presidente della
della quale, purtroppo, solo i casi più
eclatanti vengono alla luce, che va
combattuta con tutte le forze. Questo
è stato un segnale importante e
concreto dell’impegno delle donne,
che non mancheremo di raccogliere.