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Albanesi e serbi uniti nella speranza

un inno alla solidariet e fratellanza in Kosovo la storia di Bajram Cerkini e Milorad Trifunovic, divisi dalletnia ma accomunati dalla sorte comune: la ricerca dei familiari scomparsi. Le storie che rafforzano il vecchio adagio secondo il quale la convivenza tra albanesi e serbi a Mitrovica, una delle citt principali del Kosovo, irriducibilmente problematica se non impossibile, sono frequenti e rientrano settimanalmente nella scaletta dei media balcanici. Per questo le notizie che potrebbero iniziare a scardinare il terribile retaggio storico che oppone serbi ed albanesi della stessa citt sono preziose e non vanno sottaciute, anzi discusse e portate in primo piano per cercare di illuminare la classe politica kosovara e balcanica perennemente lacerata. quanto sta facendo, secondo il sito internet Southeast Europe Times, Gordana Djukanovic, portavoce dellAssociazione dei familiari dei dispersi e delle vittime del Kosovo, che in questi giorni sta incontrando giornalisti, cittadini e qualche politico per presentare la prodigiosa storia di Bajram Cerkini e Milorad Trifunovic, cittadini di Mitrovica separati dalletnia luno vive nella parte meridionale albanese e laltro in quella settentrionale serba - ma uniti da una triste sorte comune: la disperata ricerca dei familiari dispersi in seguito al conflitto armato del 96-99. I due cittadini kosovari, infatti, nonostante il ponte di Austerlitz che li divide e che spacca, di fatto, la citt in due diverse entit, hanno trovato un altro simbolo che, al contrario, li sta avvicinando nel segno della solidariet e della fratellanza: la speranza di ritrovare un giorno i propri cari. Forti di questa consolazione, Cerkini e Trifunovic, dunque, hanno deciso quasi tre anni fa di unire le forze per cercare di recuperare ogni notizia possibile che permetta loro di fare luce su cosa sia successo ai familiari. Il loro approccio congiunto non affatto disordinato o disfunzionale, anzi appare notevolmente pragmatico e diretto a incentivare la cooperazione tra albanesi e serbi: insieme hanno partecipato a congressi e assemblee in Kosovo con le autorit locali e internazionali e a riunioni con i familiari appartenenti a entrambe le comunit per condividere qualsiasi indizio e informazione utile, oltre ad aver organizzato spedizioni in luoghi che potevano celare nel sottosuolo fosse comuni. Trifunovic, 65 anni, padre di quattro

figli e nonno di sette nipoti, attualmente dirige lAssociazione delle familiari dei dispersi del Kosovo dopo essere fuggito dalla citt di Vucitrn (popolata per lo pi da albanesi) nel 1999 per raggiungere Mitrovica, una volta perso il posto da ingegnere meccanico nella centrale di Elektrokosovo. Cerkini, qualche anno in pi sulle spalle, un minatore in pensione con tre figli che da ben 15 anni alla ricerca di qualche traccia che lo porti a raccogliere notizie sullaltro figlio Reshat, rapito ventottenne a Mitrovica con altri sette albanesi nellagosto del 1998 mentre Trifunovic ha perso ogni contatto con il fratello trentatreenne Miroslav nel settembre dello stesso anno, quando sparito insieme a nove colleghi minatori di Belacevac. Durante la nostra indagine personale abbiamo raccolto informazioni terribili secondo le quali Miroslav sarebbe stato rapito, detenuto e ucciso dallUck, ma pensiamo che si tratti di mere speculazioni e andiamo avanti nel nostro tragitto, ha assicurato Trifunovic. I due coraggiosi uomini si sono incontrati tre anni fa in Norvegia durante una conferenza internazionale in cui si trattava lo scottante argomento dei dispersi del Kosovo. Non ci siamo neanche rivolti la parola in aereo - ha confessato Trifunovic - ma ci siamo scambiati i contatti e dopo qualche settimana abbiamo deciso di lavorare insieme per convincere sempre pi persone a superare le ostilit e unire le forze per rintracciare ogni notizia utile dei loro cari.

Macedonia, caccia alla sposa


A causa della fuga di tante ragazze per mancanza di lavoro, a Makedonski Brod i matrimoni sono diventati sempre pi rari e il sindaco lancia una bizzarra iniziativa La piccola, povera e isolata municipalit macedone di Makedonski Brod, oltre alla disoccupazione e una generale mancanza di fondi comunali si trova a dover affrontare un altro problema nientaffatto secondario a prestare fede alle ragioni del sindaco Milosim Vojnevic: lincredibile scarsit di matrimoni che sono diventati rari come i quadrifogli e il conseguente abbattimento del tasso di natalit. La municipalit, infatti, si ritrova con un esercito di scapoli stagionati da quando la crisi economica locale ha impoverito

ulteriormente la piccola comunit ormai evaporata: dai 24 mila abitanti di qualche anno fa si giunti addirittura ad appena 8 mila persone che vivono nella municipalit. Colpa, specialmente, della chiusura di due fabbriche vicine che offrivano la maggior parte dei posti di lavoro: di conseguenza quasi tutti i giovani, comprese le ragazze, stanno emigrando verso le citt pi grandi della Macedonia e alcuni stanno tentando la fortuna fuori dal loro stesso Paese. Secondo il sito internet Balkan Insight, gli ultimi dati sul tasso di natalit a Makedonski Brod hanno terrorizzato il sindaco: solo 49 i bambini nati nel 2012 a fronte di circa 100 persone morte. Per questo Vojnevic ha deciso di reagire imbastendo una singolare iniziativa: viaggi gratuiti offerti a tutti i single in et compresa dai 30 ai 50 anni per cercare moglie. La destinazione, per, vincolata: i partecipanti, infatti, potranno andare esclusivamente in Ucraina, o meglio in alcune zone del Paese che presentano il problema opposto di Makedonski Brod: la carenza di uomini a scapito di una sovrabbondanza di donne. Inoltre in queste terre i popoli sono di origine prevalentemente slava e ci, secondo il sindaco, potrebbe aiutare la caccia ai matrimoni. Per chi avr successo e riuscir a tornare nella municipalit a braccetto di una promessa sposa, il bottino offerto dal sindaco sar ghiotto: tutte le spese del matrimonio interamente pagate dalle casse della municipalit, anche a costo di raschiarne il fondo.

Bosnia, mistero in salsa Usa


Voci e indiscrezioni contrastanti contribuiscono a infittire la nebbia che circonda la scomparsa di James Tillman, uno dei diplomatici pi influenti a Sarajevo Da giorni stampa e televisione bosniaca stanno rincorrendo ogni voce e indiscrezione possibile per cercare di diradare la fitta nebbia che circonda limprovvisa sparizione di James Tillman, diplomatico statunitense e considerato luomo di Washington pi influente a Sarajevo, avvenuta il 22 agosto. La caccia alla scoop scattata in seguito alla pubblicazione sul settimanale bosniaco Slobodona Bosna di uno scottante reportage secondo il quale Tillman, attualmente a capo del Programma di Assistenza investigativa

criminale internazionale (Icitap), sarebbe stato arrestato dal Fbi per corruzione. Al sito internet Balkan Insight, per, varie fonti dellambasciata statunitense hanno contestato ogni virgola del pezzo uscito sul settimanale, dichiarando di non avere alcuna informazione riguardo al presunto arresto. Secondo la rivista, il diplomatico sarebbe stato accompagnato da alcuni agenti dellFbi allaeroporto di Sarajevo e arrestato una volta atterrato a Washington. Ma lo stesso articolo costellato di contraddizioni e dubbi, dato che alcune fonti riportano voci assolutamente diverse: secondo alcune indiscrezioni Tillman sarebbe stato accusato di molestie e abusi sessuali da una collega bosniaca e secondo altre ancora non sarebbe stato n arrestato n rimosso dalle proprie funzioni ma semplicemente avrebbe preso un periodo di riposo.