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CANTO MT 6, 1-4

GIOVED 07 MARZO2013

ADORAZIONE DEL SANTISSIMO


ANIMATA DAL GRUPPO EDUCATORI PARROCCHIA SANTA MADRE DI DIO

IN QUEL TEMPO, GES DISSE AI SUOI DISCEPOLI: STATE ATTENTI A NON PRATICARE LA VOSTRA GIUSTIZIA DAVANTI AGLI UOMINI PER ESSERE AMMIRATI DA LORO, ALTRIMENTI NON C' RICOMPENSA PER VOI PRESSO IL PADRE VOSTRO CHE NEI CIELI. DUNQUE, QUANDO FAI L'ELEMOSINA, NON SUONARE LA TROMBA DAVANTI A TE, COME FANNO GLI IPCRITI NELLE SINAGOGHE E NELLE STRADE, PER ESSERE LODATI DALLA GENTE. IN VERIT IO VI DICO: HANNO GI RICEVUTO LA LORO RICOMPENSA. INVECE, MENTRE TU FAI L'ELEMOSINA, NON SAPPIA LA TUA SINISTRA CI CHE FA LA TUA DESTRA, PERCH LA TUA ELEMOSINA RESTI NEL SEGRETO; E IL PADRE TUO, CHE VEDE NEL SEGRETO, TI RICOMPENSER.

RIFLESSIONE STATE ATTENTI MATTEO


6, 1-6. 16-18

La nostra epoca, purtroppo, influenzata da una mentalit particolarmente sensibile alle suggestioni dell'egoismo, sempre pronto a risvegliarsi nell'animo umano. Quanto sono valide in ogni epoca le parole di Paolo a Timoteo: "L'attaccamento al denaro, infatti, la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori" (1 Tm 6,10)! Privarsi non solo del superfluo, ma anche di qualcosa di pi per distribuirlo a chi nel bisogno, contribuisce a quel rinnegamento di s senza il quale non c' autentica pratica di vita cristiana. Amare i fratelli, dedicarsi a loro un'esigenza che scaturisce da questa consapevolezza. Pi essi hanno bisogno, pi urgente diventa per il credente il compito di servirli. Dio non permette forse che ci siano condizioni di bisogno, perch andando incontro agli altri impariamo a liberarci dal nostro egoismo e a vivere dell'autentico amore evangelico? Chiaro il comando di Ges: " 1

Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? " (Mt 5, 46). Assai significativo che Ges pronunci le parole: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Aprendo il cuore verso i fratelli pi poveri, diventiamo sempre pi consapevoli che il nostro dono agli altri risposta ai numerosi doni che il Signore continua a farci. Gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente diamo!

16 NON

VOI AVETE SCELTO ME, MA IO HO SCELTO VOI; E VI HO COSTITUITI PERCH ANDIATE E PORTIATE FRUTTO, E IL VOSTRO FRUTTO SIA DURATURO, AFFINCH QUALUNQUE COSA CHIEDIATE AL PADRE NEL MIO NOME, EGLI VE LA DIA. 17 QUESTO VI COMANDO: CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI.

RIFLESSIONE
Il discepolo di Ges vive una vita quotidiana, ordinaria, intessuta di tradizioni, usi, costumi, modi di essere e di operare. Ges non distrugge la quotidianit della vita. Se si distrugge una forma, una modalit, una tradizione, al loro posto ne sorgeranno altre mille, perch l'uomo non pu vivere senza quotidianit, senza relazioni con il suo corpo e con i fratelli. Dona invece la regola perch ogni cosa sia fatta bene secondo Dio, indipendentemente da ci che si fa. Tutto ci che buono in s, pu essere fatto. La preghiera un rapporto personale, intimo, con Dio. In questo rapporto deve entrarci solo l'anima e Dio. Nessun altro deve partecipare. La preghiera il rapporto pi intimo che esiste nell'intera creazione, pi intimo di qualsiasi altro e che si vive lontano da ogni occhio indiscreto. Cos dicasi dell'elemosina e del digiuno. L'altro non deve sapere che preghiamo, che facciamo l'elemosina, che digiuniamo. Solo Dio deve vedere e nessun altro. La segretezza bont dell'opera che si fa. La non segretezza trasforma ogni opera buona in un'opera cattiva. Non sono le cose che vanno cambiate, modificate, trasformate. Va cambiato il cuore, le intenzioni, i pensieri. Ogni cosa va vissuta nella pi grande umilt. L'umilt segretezza, nascondimento, occultamento della stessa opera buona che si compie.

PREGHIERA
Signore,

(Educatori)

che sei

passato

fra la gente,

sanando e

beneficando tutti, donaci la grazia di riconoscerti nei poveri e nei sofferenti. Tu che ami gli uomini, rendici disponibili allaiuto fraterno, secondo il tuo comandamento. Aiutaci a portare un messaggio di bont e di gioia ai poveri e ai sofferenti, perche risplenda pi viva ad ogni uomo la luce della salvezza.

CANTO MT 6, 5-6
E QUANDO PREGATE, NON SIATE SIMILI AGLI IPCRITI CHE, NELLE SINAGOGHE E NEGLI ANGOLI DELLE PIAZZE, AMANO PREGARE STANDO RITTI, PER ESSERE VISTI DALLA GENTE. IN VERIT IO VI DICO: HANNO GI RICEVUTO LA LORO RICOMPENSA. INVECE, QUANDO TU PREGHI, ENTRA NELLA TUA CAMERA, CHIUDI LA PORTA E PREGA IL PADRE TUO, CHE NEL SEGRETO; E IL PADRE TUO, CHE VEDE NEL SEGRETO, TI RICOMPENSER.

PREGHIERA (EDUCATORI)
Signore, sullesempio della Beata Chiara Luce Badano, aiutaci ad affidarci alla preghiera in maniera costante 2

rendendoci capaci di riscoprire la bellezza del dialogo quotidiano con Te Signore, sostienici nello sforzo di trovare un tempo dedicato alla preghiera durante le nostre frenetiche giornate, un tempo cercato e desiderato in cui il nostro cuore e la nostra anima possano riposare in Te Signore, in questo tempo quaresimale donaci un cuore aperto per ascoltare la tua Parola, sostegno quotidiano lampada per i nostri passi.

CANTO MT 6, 16-18
E QUANDO DIGIUNATE, NON DIVENTATE MALINCONICI COME GLI IPCRITI, CHE ASSUMONO UN'ARIA DISFATTA PER FAR VEDERE AGLI ALTRI CHE DIGIUNANO. IN VERIT IO VI DICO: HANNO GI RICEVUTO LA LORO RICOMPENSA. INVECE, QUANDO TU DIGIUNI, PROFMATI LA TESTA E LVATI IL VOLTO, PERCH LA GENTE NON VEDA CHE TU DIGIUNI, MA SOLO IL PADRE TUO, CHE NEL SEGRETO; E IL PADRE TUO, CHE VEDE NEL SEGRETO, TI RICOMPENSERMIA VOCE .

RIFLESSIONE
Il digiuno e lastinenza appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dellaiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre. Nella penitenza coinvolto luomo nella sua totalit di corpo e di spirito: luomo che ha un corpo bisognoso di cibo e di riposo e luomo che pensa, progetta e prega; luomo che si appropria e si nutre delle cose e luomo che fa dono di esse; luomo che tende al possesso e al godimento dei beni e luomo che avverte lesigenza di solidariet che lo lega a tutti gli altri uomini. Digiuno e astinenza non sono forme di disprezzo del corpo, ma strumenti per

rinvigorire lo spirito, rendendolo capace di esaltare, nel sincero dono di s, la stessa corporeit della persona. Il digiuno dei cristiani trova il suo modello e il suo significato nuovo e originale in Ges: quaranta giorni di digiuno precedono il combattimento spirituale delle tentazioni, che Ges affronta nel deserto e che supera con la ferma adesione alla parola di Dio: Ma egli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivr luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4,4). Con il suo digiuno Ges si prepara a compiere la sua missione di salvezza in filiale obbedienza al Padre e in servizio damore agli uomini. Quando poi gli viene domandato per quale motivo i suoi discepoli non praticano le forme di digiuno che sono in uso presso taluni ambienti del giudaismo del tempo, Ges risponde: Finch hanno lo sposo con loro, non possono digiunare (Mc 2,19). La pratica penitenziale del digiuno non adatta a manifestare la gioia della comunione sponsale dei discepoli con Ges. Ma egli subito aggiunge: Verranno i giorni in cui sar loro tolto lo sposo e allora digiuneranno (Mc 2,20). In queste parole la Chiesa trova il fondamento dellinvito al digiuno come segno di partecipazione dei discepoli allevento doloroso della passione e della morte del Signore, e come forma di culto spirituale e di vigilante attesa, che si fa particolarmente intensa nella celebrazione del Triduo della santa Pasqua. Ecco che il riferimento a Cristo e alla sua morte e risurrezione essenziale e decisivo per definire il senso cristiano del digiuno e dellastinenza, come di ogni altra forma di mortificazione: Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mc 8,34). infatti nella sequela di Cristo e nella conformit con la sua croce gloriosa che il cristiano trova la propria identit e la forza per accogliere e vivere con frutto la penitenza. Nel Concilio Vaticano II la Chiesa richiama fortemente al digiuno e allastinenza, chiarendone le motivazioni nel contesto attuale della vita cristiana personale e comunitaria. In esso viene sottolineato in particolare il valore della penitenza come atteggiamento interiore, come atto religioso personale, che ha come termine lamore e labbandono nel Signore: digiunare per Dio, non per se stessi. In questo contesto Paolo VI sollecitava tutti a riscoprire e a vivere il collegamento del digiuno e dellastinenza con le altre forme di penitenza e soprattutto con le opere di carit, di giustizia e di solidariet: L dove maggiore il benessere economico, si dovr piuttosto dare 3

testimonianza di ascesi, affinch i figli della Chiesa non siano coinvolti dallo spirito del mondo, e si dovr dare nello stesso tempo una testimonianza di carit verso i fratelli che soffrono nella povert e nella fame. In tal senso, qualsiasi pratica di rinuncia trova il suo pieno valore, secondo il pensiero e lesperienza della Chiesa, solo se compiuta in comunione viva con Cristo, e quindi se animata dalla preghiera ed orientata alla crescita della libert cristiana, mediante il dono di s nellesercizio concreto della carit fraterna. Lontano da me il frastuono dei tuoi canti: il suono delle tue arpe non posso sentirlo! Piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne (Am 5,23-24). I cristiani sono quindi chiamati dalla grazia di Cristo a comportarsi come i figli della luce e praticando un giusto digiuno in tutti i settori della vita personale e sociale, non solo si fanno solidali con quanti, tengono in grande considerazione la sobriet di vita come componente essenziale dellesistenza morale, ma anche offrono una preziosa testimonianza di fede circa i veri valori della vita umana, favorendo la ricerca di quella spiritualit di cui ogni persona ha grande bisogno. Con la pratica penitenziale del digiuno e dellastinenza la Chiesa accoglie e vive linvito di Ges ai discepoli ad abbandonarsi fiduciosi alla provvidenza di Dio: La vita vale pi del cibo e il corpo pi del vestito. ... Non cercate perci che cosa mangerete e berrete, e non state con lanimo in ansia. ... Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta (Lc 12,23.29.31).
(Tratto da Il Senso Cristiano Del Digiuno E Dell'astinenza" Conferenza Episcopale Italiana, 4.10.1994)

Ges, Pane di Vita, ricordati di tutti coloro i cui diritti sono calpestati, che soffrono loppressione, la schiavit, lintolleranza etnica e religiosa. Ges, Pane di Vita, liberaci dal nostro egoismo, dalle nostre paure, rendici sempre e ovunque testimoni del Tuo amore. Ges, Pane di Vita, rendici sempre pi simili a Te, presenti a tutti gli uomini e alle loro necessit, offerti per il mondo, disposti a perdere la nostra vita per ottenere quella di coloro che Tu, nel Tuo amore, ci hai affidato .

CANTO LC 24, 1-1


IL PRIMO GIORNO DOPO IL SABATO, DI BUON MATTINO, SI RECARONO ALLA TOMBA, PORTANDO CON S GLI AROMI CHE AVEVANO PREPARATO. TROVARONO LA PIETRA ROTOLATA VIA DAL SEPOLCRO; MA, ENTRATE, NON TROVARONO IL CORPO DEL SIGNORE GES. MENTRE ERANO ANCORA INCERTE, ECCO DUE UOMINI APPARIRE VICINO A LORO IN VESTI SFOLGORANTI. ESSENDOSI LE DONNE IMPAURITE E AVENDO CHINATO IL VOLTO A TERRA, ESSI DISSERO LORO: PERCH CERCATE TRA I MORTI COLUI CHE VIVO? NON QUI, RISUSCITATO. RICORDATEVI COME VI PARL QUANDO ERA ANCORA IN GALILEA, DICENDO CHE BISOGNAVA CHE IL FIGLIO DELL'UOMO FOSSE CONSEGNATO IN MANO AI PECCATORI, CHE FOSSE CROCIFISSO E RISUSCITASSE IL TERZO GIORNO. ED ESSE SI RICORDARONO DELLE SUE PAROLE..

PREGHIERA

(Educatori)

Ges, Pane di Vita, fa della tua Chiesa la comunit di coloro che cercano la volont del Padre. Ges, Pane di Vita, benedici e sostieni tutti coloro che in tante parti del mondo, soffrono persecuzione a causa del Tuo nome.

RIFLESSIONE
La pietra tombale posta davanti al mio cuore come un masso informe che mi oscura la fede e non mi permette di gioire per la sconfitta della morte.

Il sepolcro vuoto ma io continuo a piangere senza speranza, talmente la morte conficcata nella mia natura, che la porto nel cuore. Eppure la tomba di Cristo vuota, spalancata dalla forza dirompente della vita che nessuna fossa pu trattenere nella fredda terra. E Ges risorge dalla morte per me, abbatte i muri della mia disperazione, infrange il cuore sigillato, apre davanti a me un nuovo orizzonte di eternit. Ora mi sento amato da Dio di un amore che attraversa il sepolcro per entrare dentro di me, facendomi rialzare dalla prostrazione mortale. lamore che rimuove la pietra, lamore che trasforma il cuore; lamore che vince la morte, lamore che mi fa finalmente amare. Da questo sapr che sono vivo per sempre: se porto in me la radice dellamore; Cristo risorto abbatte i muri, rotola via con forza linutile masso perch ormai la tomba vuota ed ha riempito il mio cuore della luce sfolgorante dellamore che risuscita i morti Alleluia

PREGHIERA

(Educatori)

Signore donaci occhi per vedere la misericordia che hai per noi e per i nostri peccati. Per questo noi ti preghiamo. Perch la morte, causata dal peccato, non si impadronisca della nostra anima, costringendoci a vivere come schiavi ma, certi del tuo perdono, rendici capaci di lasciarci amare e di amare. Per questo noi ti preghiamo. Signore fa che il nostro cuore si lasci invadere dal tuo amore , capace di risorgerci a vita nuova. Per questo noi ti preghiamo.