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Michele Vianello

UNA SCOMMESSA DA VINCERE


Le avventure di una Pubblica Amministrazione tra Amministrare 2.0 e ordinarie follie quotidiane

Michele Vianello: la mia biografia

Sono uno dei pochi esperti in Italia in "smart cities" e in social networking. La mia attivit quella di condividere vision e favorire il posizionamento strategico di communities, territori, imprese. Sono un ottimo formatore, provatemi sul campo. Sono uno degli ideatori della rete "Connected City Council". Dal 2009 al 2013 ho diretto VEGA PST di Venezia. Ho realizzato l'infrastrutturazione banda larga a 300 mb, e le infrastrutture di cloud computing. Ho ideato il primo edicio intelligente per una smart city: Pandora. Ho realizzato VEGA inCUBE. Sono stato denito pastore di startup. Precedentemente ho fatto il Vice Sindaco di Venezia con Massimo Cacciari. In Amministrazione mi sono occupato di Bilancio, di gestione del personale, di innovazione. Ho ideato i software che regolano i rapporti tra i cittadini e lAmministrazione, iniziando a riformare lorganizzazione comunale Ho trasformato la Societ Venis in operatore di ICT. Ho ideato e realizzato linfrastrutturazione banda larga e connettivit WIFI di parte della citt di Venezia. Ho ideato il portale Cittadinanza digitale nalizzato a promuovere laccesso al WEB. Ho ideato, primo in Italia, il portale per i servizi turistici denominato //venice>connected. Scrivo libri. Lultimo con l'Editore Maggioli: Smart Cities-Gestire la complessit urbana nellera di Internet. Un successo. Faccio parte del Comitato per l'Agenda Digitale del Veneto. Per la mia attivit di innovatore ho avuto numerosi riconoscimenti: "I diritti dei cittadini in rete", Forum PA 2009. Insignito dalla community di TripAdvisor del premio "Travel Friendly City" 2009. Premio Nazionale Cineca Awards "La citt dei cittadini" 2010. Premio Adecco "Festival delle citt imprese" 2011. Premio "Citt Impresa" 2012. Premio Luigi Fantappi Festival di cultura digitale Viterbo 2013

Non aspettatevi un libro sulle smart cities, INTRODUZIONE Mi tornato tra le mani, dopo molto tempo, un instant book. Una scommessa da vincere stato scritto nellaprile del 2009 con con lo scopo di dare una base progettuale ed ideologica allattivit di innovazione I.T. che stavo conducendo in Comune di Venezia. Oggi di occupo di smart city e di social network. Sono diventati il mio mestiere, la mia attivit. ho appena pubblica per Maggioli Editore il libro Smart Cities-Gestire la complessit urbana nellera di Internet. Una delle precondizioni per realizzare politiche smart in una citt quella di intraprendere una attivit di innovazione, digitalizzazione, dematerializzazione della macchina amministrativa. Questo libro non quindi dedicato alle smart cities, ma alle precondizioni. Una vecchia macchina amministrativa improntata allautoconservazione di s stessa non potr mai supportare le politiche smart.
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Nel frattempo, dal 2009, i Governi che si sono succeduti alla guida del Paese -si fa per dire- hanno introdotto, sotto il titolo Agenda digitale, timidi e incompleti tentativi di innovare il Paese e la Pubblica Amministrazione. Si sono cos sommati, in modo casuale, provvedimenti sulla banda larga, e la continua riproposizione della carta didentit elettronica. Chi segue il mio blog michelecamp sa che polemizzo spesso con questi provvedimenti legislativi. Non ritengo infatti che lAgenda Digitale italiana -almeno nella parte che riguarda la Pubblica Amministrazione- debba limitarsi a portare su Internet le storture burocratiche. La burocrazia va eliminata, non deve essere digitalizzata. Uso spesso, per indicare questa cultura, il termine digitalizzazione dellesistente. Sono fermamente convinto che, o cambiano i modelli organizzativi e gestionali della Pubblica Amministrazione diventando social oriented, open oriented, cloud oriented, o non ci sar nulla da fare, per quanto le tecnologie I.T. possano progredite.

Unaltra mia convinzione che la riforma della Pubblica Amministrazione non pu essere adata ai burocrati ministeriali. C bisogno di una nuova cultura e di un nuovo modo di pensare. Confesso di sentirmi spesso in solitudine nel condurre questa battaglia. Anche amici carissimi -persone che stimo molto per le continue battaglie che conducono- restano troppo spesso inchiodati sulla frontiera della digitalizzazione dellesistente. Dal 2009, da quando scrivevo Una scommessa da vincere, cambiato poco. Chi avr la pazienza di seguirmi in questo mio percorso dentro le ordinarie follie quotidiane di una Pubblica Amministrazione si accorger che siamo sempre arenati l. I miei giudizi non sono cambiati, per questo vi ripropongo questo scritto. In n dei conti sono passati solo 4 anni, potrebbe obiettare qualcuno. 4 anni nel mondo dellI.T. rappresentano unera geologica. In questi 4 anni si iniziato a parlare di device mobili, di cloud computing, di Big Data, di Internet of Things, solo per citare alcuni titoli. Ma, noi siamo sempre l, a discutere di lavagne luminose e di riunicazione

delle banche dati di tutta la Pubblica Amministrazione. Eppure la vecchia Pubblica Amministrazione italiana impedisce al nostro Paese di decollare, di incrociare la ripresa economica. Lorganizzazione dello Stato tutta (Ministeri, Enti Locali, Magistratura, Scuola ecc.) genera debiti e inecienza. Non digitalizzabile. Va eliminata. la palla al piede del nostro Paese. Non si pu fare, accordiamoci, dicono in molti. Si pu fare, dico io, con il mio eterno ottimismo. Questo scritto vuole ricordare assieme ad una esperienza, anche una somma di esempi realizzabili (sono cose fatte da una Pubblica Amministrazione pure in presenza di questa legislazione) e, assieme, una base progettuale e ideologica. Troverete quindi esempi veneziani positivi che potrete copiare assieme a molte ingenuit dettate dallentusiasmo. Non leggete assolutamente questo libro pensando che voglia esprimere qualsivoglia critica a chi arrivato dopo di me a guidare la Citt di Venezia. Non solo chi scrive non ha titolo per criticare (non sarebbe eticamente corretto) ma, soprattutto, le persone che governano Venezia godono di tutto il mio rispetto.

Se confronterete questo libro con ledizione originaria, ho tagliato alcune parti troppo veneziane rimaneggiandole. Ho aggiunto inoltre alcune note e proposte progettuali elaborate in questi anni. Naturalmente mi aspetto dai lettori critiche, suggerimenti ecc.. Nel mio nuovo mestiere di Smart Communities Strategist ho bisogno di costanti confronti e idee. Chi volesse approfondire lesperienza veneziana in modo pi organico potr leggere il libro che ho pubblicato nel 2010 con Marsilio Editore VE 2.0-Cittadini e libert di accesso alla rete. Naturalmente questo scritto un ebook scaricabile (per gli amanti della carta ci sar la versione PDF). Non ho timore di essere copiato. Copiatemi pure, voglio essere copiato. Abbiate solo la cortesia di citarmi. Grazie Ed ora, buona lettura a tutti voi. Agosto, Settembre 2013

UNA SCOMMESSA DA VINCERE Le avventure di una Pubblica Amministrazione tra Amministrare 2.0 e ordinarie follie quotidiane. di MICHELE VIANELLO aprile 2009/settembre 2013

CAPITOLO 1 INNOVARE GLI AMBIENTI URBANI Con grande generosit molte citt italiane continuano ad autodenirsi luoghi ideali per ospitare le imprese e le attivit di ricerca nell immateriale e nel digitale. Purtroppo le condizioni fondamentali per insediare su larga scala sistemi produttivi di questo genere non erano - e non sono - presenti in modo decisivo in tutto il nostro Paese. Molti sono spesso a citare a sproposito la Silicon Valley. Non a caso si parla di sistemi dellinnovazione e non di qualche singola software house. 1 Insediare un call centre di Microsoft o della IBM, consente di avere qualche centinaio di occupati in pi - cosa sicuramente non disdicevole - ma ci non muta la qualit di una citt.
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Per innovare in modo pervasivo una citt mancano spesso alcune condizioni di partenza. Dove sono in Italia le Universit in grado di sfornare una massa critica intellettuale? Dove un sistema scale in grado di incentivare linsediamento di imprese innovative? Dove un sistema creditizio o l intervento pubblico che sostiene la ricerca, lo sviluppo, la gemmazione di imprese, lindustrializzazione dellinnovazione? Chi pu aiutare oggi in Italia i talenti e le nuove generazioni di imprenditori dellinnovazione? Dove il sistema scale giusto per le imprese. I Governi continuano a parlare di imprese, di distretti produttivi pensando ancora al 900, alle vecchie politiche industriali. Quando si parla di lavoro si pensa ancora al sistema di garanzie e di diritti della fabbrica e del pubblico impiego. Quel mondo nito. Insomma, non siamo nella Silicon Valley, n, tantomeno, a Bangalore. Naturalmente, in modo autocritico, non nascondo le responsabilit delle Autonomie locali che hanno anche esse il dovere di promuovere quelle politiche e quelle condizioni nalizzate a creare nelle aree urbane un ambiente innovativo, un ambiente pi

ricco di interazioni e di stimoli culturali e professionali come ha scritto qualche anno fa Richard Florida. 2 In questa epoca la competizione avviene tra le aree urbane. Le aree urbane, tra le altre, competono, oltre che sulle imprese, sulle persone. Sono le persone che rendono ricca unarea urbana. E bene, quindi, riettere sul fatto che nella nostra epoca non sono le persone che si spostano per cercare il posto di lavoro, bens sono le imprese lavorative che tendono a seguire le persone, determinando cos lascesa o il declino delle aree urbane. E le persone da attirare in una Citt, per fare la dierenza, non sono genericamente il ceto medio, non sono i trentenni, i quarantenni, sono invece coloro che Richard Florida denisce la nuova classe creativa, e Robert Reich denisce gli analisti simbolici. 3 Il suo nucleo centrale comprende le persone impegnate nel campo scientico, nellingegneria, architettura e design, nelleducazione e nellarte, musica e spettacolo, la cui funzione economica di creare idee,

tecnologie e/o contenuti creativi nuovi. (Richard Florida) 4 Lanalista simbolico maneggia con abilit equazioni, formule, analogie, modelli, sintesi intellettuali, categorie e metafore per reinterpretare e risistemare il caos di dati che ci turbinano intorno...non trattano hardware, ma solo software puro. (Robert Reich)
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La scelta di una Amministrazione di dotare una citt di connettivit a banda larga, di stendere migliaia di chilometri di bra ottica, di consentire ai cittadini di poter accedere senza limiti alla rete, la condizione nellepoca moderna per una politica di innovazione economica e sociale. Lessere dotati di infrastrutture di rete a bra ottica fa la dierenza nella competizione tra le citt e i territori. 7 La potenzialit tecnologica di una citt e di una regione non legata solamente al contesto industriale, della ricerca e della loro innovativit ma anche alle infrastrutture tecnologiche rivolte alla popolazione in senso pi ampio. La possibilit che un luogo d alle persone di accedere agevolmente ai mezzi di comunicazione e diusione delle informazioni (in particolare internet e telefonia mobile) senzaltro un aspetto importante per lo sviluppo di una eettiva societ dellinformazione e della conoscenza. Questa possibilit costituisce inoltre un forte elemento di attrazione per quelle persone che svolgono professioni in cui la connettivit fondamentale (managers, ricercatori, professionisti, designers etc,tipicamente tutte le professioni altamente creative). 8 Innovare nellepoca del WEB pensare di poter usufruire dello spazio virtuale illimita-

Una strada da imboccare senza esitazione quella di dotare la Citt di infrastrutture di rete a banda larga. Il premier Gordon Brown ha paragonato la rivoluzione digitale alla rivoluzione industriale come momento di fondamentale importanza per la trasformazione delleconomia e la competitivit del Paese...C la determinazione in Gran Bretagna di fare di questo settore (lo sviluppo delle banda larga) un punto di forza strategico per il futuro. (intervista a Francesco Caio - Il Sole 24 Ore) 6 Una citt in rete, una citt con la banda larga; vi posso garantire che il brand di una citt (soprattutto delle citt darte), unito allinnovazione generata dalla estensione diusa e capillare della rete, d luogo ad una miscela stimolante.

to consentito dalla rete, poterla riempire di contenuti; la rete , inoltre, la condizione fondamentale per poter comunicare liberamente. Una politica per linnovazione in unarea urbana, o un un piano di marketing territoriale web oriented non vanno quindi rivolti banalmente solo ad insediare nuove imprese o a stringere rapporti di collaborazione con le Universit e i Centri di ricerca. Linnovazione il frutto di rapporti virali, che nascono spesso dal cambiamento di attivit ordinarie, svolte in modo tradizionale. La scommessa da giocare quella di innovare il modo con cui ci si sposta ogni giorno, cambiare il modo di produrre e consumare la cultura e linformazione, cambiare il modo con cui ci si rapporta con i servizi pubblici e con un Ente pubblico. Insomma bisogna innovare la vita di ogni giorno, puntare sullattivit delle persone. Creare (importare) cittadini dellinnovazione. Poi forse, un giorno, linsieme degli atti innovativi, miscelati dalla rete, verranno a costituire la massa critica per cambiare davvero la Citt. Questa mia convinzione suragata anche dal Rapporto CITTALIA 2008 - Ripartire dalle Citt realizzato dallANCI :

linnovazione ha natura sistemica, nel senso che prolifera in ambienti ricchi di relazioni, reti e scambi tra contesti diversi; non esiste un modello ideale per vincere la sda della competizione globale; lunico punto fermo resta la disponibilit di capitale umano di alto livello; nelleconomia della conoscenza muta la natura dellintervento pubblico, che promuove le condizioni per lattivazione di processi di crescita cumulativi, trainati dallo sviluppo e diusione di nuova conoscenza, attraverso azioni che favoriscano laccumulazione di capitale umano, la valorizzazione delle specicit locali, linternazionalizzazione delle imprese e del mondo della ricerca, la diusione delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione. Va sottolineata a questo punto la centralit che viene ad assumere la comunicazione, facilitata dalla presenza di rete a banda larga, perch la vita di ogni giorno il frutto di comunicazioni tra individui. E stato scritto recentemente che se non si comunica, non si . 9 Naturalmente la realizzazione di una infrastruttura a banda larga dovr essere il frutto di un accordo tra una Amministrazione e gli operatori privati. Su questo concetto torner pi avanti.
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Ma tutto ci non ancora suciente. Quando ho realizzato, nel 2007, che il sogno di dotare Venezia 10 di una rete a banda larga di propriet dellAmministrazione pubblica, poteva trasformarsi in realt, quando abbiamo reperito le risorse nanziarie necessarie, mi sono posto linterrogativo di quali contenuti la rete dovesse ospitare, quali comportamenti innovativi ci potesse suscitare a partire dal cambiamento del modo di operare dellEnte pubblico. Quanti e quali dialoghi la rete avrebbe ospitato, quale valore lattivit di dialogo avrebbe generato, quali servizi vecchi e nuovi si sarebbero potuti erogare in modo qualitativamente diverso. Insomma, per usare una metafora ferroviaria, quali vagoni si dovessero far correre sui binari di propriet dellAmministrazione e, con quali compagnie ferroviarie si dovessero tessere alleanze per poter estendere la rete di comunicazione. La scelta del Comune di Venezia stata, anche per questi motivi, quella di dotarsi di una rete aperta e di bra ottica. Mi sembrato assolutamente limitante e sbagliato assecondare lidea secondo la quale luso della rete dovesse essere circoscritto al miglioramento della comunicazione tra le diverse sedi comunali, o a consen-

tire un rapporto pi stretto tra le diverse Pubbliche Amministrazioni. Altrettanto sbagliata mi pareva la scelta di utilizzare la rete esclusivamente per veicolare le informazioni ai turisti, che in ampio numero visitano ogni anno la Citt. Ovviamente non ho mai sottovaluto i risvolti positivi delle scelte cui ho accennato pi sopra. Ognuna di queste scelte aveva ed ha implicazioni importanti sia dal punto di vista dellecienza economica e gestionale per lAmministrazione Comunale, che per garantire una migliore gestione dei servizi della Citt. Basti pensare che un uso corretto del WEB pu garantire strumenti di controllo dei ussi dei turisti no ad ora assolutamente non gestiti. Un uso corretto delle piattaforme WEB, peraltro, la condizione per riformare le procedure, la prassi, la cultura della Pubblica Amministrazione. Infatti, luso del WEB collaborativo consente e induce a cambiamenti organizzativi e culturali, prima impensabili, basati sulla condivisione e sulla comunicazione, la condizione per organizzare la dematerializzazione. Si voluto quindi aermare un modo di organizzare la macchina amministrativa co-

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munale secondo losoe della collaborazione e della trasparenza coinvolgendo pienamente non solo i cittadini residenti, ma anche i city user. Il termine Amministrare 2.0 ha indicato le nuove prassi organizzative e gli strumenti informatici che potevano consentire una diversa interazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Per fare un esempio, //Venice>Connected non un semplice portale concepito per consentire la vendita online dei servizi pubblici e dei Musei Civici (in questo, peraltro, Venezia stata la prima e ineguagliata Citt al mondo che ha praticato questa attivit). //Venice>Connected, ha rappresentato un approccio totalmente innovativo alla gestione dei ussi turistici tale da garantire insieme sia la salvaguardia del patrimonio sociale e storico della citt di Venezia, che il diritto del turista a godere di una citt migliore, pi ospitale.

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CAPITOLO 2 ...E IL CITTADINO? PER UNA MODERNA CITTADINANZA DIGITALE Nello scenario dettato dallevolversi dei processi innovativi, generalmente, non viene considerato il soggetto fondamentale, lattore principale: il cittadino che pretende 11 di esercitare in modo nuovo i propri diritti universali, i diritti di cittadinanza. Certo, il cittadino che usufruisce delle piattaforme e dei servizi WEB 2.0 condividendo con la Pubblica Amministrazione le proprie esigenze, diventa un soggetto attivo; certo il turista che pu prenotare in rete i servizi pubblici e lingresso ai Mu-

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sei e che, prima o poi, potr esprimere i propri feedback sui servizi della citt, gode di un nuovo diritto. Ma ci non suciente: il cittadino non sar ancora il pieno protagonista della rivoluzione indotta dalluso delle applicazioni 2.0 nel WEB, se non gli verr consentito di esercitare no in fondo i diritti e i bisogni che laccesso a Internet oggi ha fatto emergere come reali possibilit universali. Le applicazioni WEB 2.0 generano la possibilit di esercitare nuovi diritti da parte del cittadino. Il Web sociale. Le persone fanno il Web, popolano il Web, socializzando e spostando via via maggiori componenti della vita sica a quella online....il Web partecipativo. Si adotta unarchitettura di partecipazione che incoraggi gli utenti ad aggiungere valore allapplicazione mentre la usano, in alternativa al controllo gerarchico del controllo allaccesso delle applicazioni. 12 Ma, quando rietto sui diritti universali, associo il termine diritti alle condizioni di partenza, alle le pari opportunit per poterli esercitare pienamente. Quali sono allora, le nuove condizioni di partenza perch il cittadino possa esercitare questi nuovi diritti? E soprattutto quali

sono e come si realizzano le nuove, eguali condizioni di partenza? Ho indicato un obiettivo da raggiungere per aermare una forte idealit e per inaugurare una nuova stagione di diritti: laermazione della Cittadinanza Digitale. Cosa si vuole intendere nellevocare il concetto di Cittadinanza Digitale? Perch mettere insieme un concetto, uno storico ideale, tutto ci che evocato dal termine cittadinanza e tutto ci che nel nostro immaginario collettivo suscita la parola digitale? Perch mettere insieme storia e innovazione? Linformatica non riguarda pi solo il computer, un modo di vivere dice Nicholas Negroponte, e gi questa una risposta. 13 La rivoluzione digitale pervade ogni angolo della nostra vita, ne pu mutare qualitativamente i contenuti, ci d lopportunit di partecipare attivamente ai processi sociali ed economici. Dietro il termine Cittadinanza Digitale si manifestano ideali e prassi che possono contribuire a cambiare in meglio il nostro modo di vivere e i rapporti civili consolidati nella societ contemporanea. Non siamo pi allenfatizzazione ingenua della tecnologia digitale e delle reti web come valori in

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s, possiamo invece valorizzare tutto ci che di nuovo, di democratico, di civile, la tecnologia e le reti web oggi possono consentire. Attuiamo questa nuova politica di inclusione correndo volutamente dei rischi, consapevoli della carica anarchica e antipolitica che spesso pervade le community on line, convinti per della grande forza innovativa sprigionata dal WEB e dalle tecnologie di rete. Quale miscela nasce allora dalla somma, meglio, dallintegrazione dei diritti di cittadinanza e dalla spinta allinnovazione digitale. E ancora, come cambiano nellera della rete e dellinnovazione digitale i diritti di cittadinanza? E, soprattutto, quali nuove diseguaglianze possono nascere da un uso diseguale del WEB? E opportuno, a questo punto, chiarire il signicato del concetto di cittadinanza. Ci consentir inoltre di giusticare (che brutto verbo!!!) le motivazioni per le quali (le nalit pubbliche) un Ente locale si debba occupare attivamente di Cittadinanza Digitale. Una bella denizione di cittadinanza la offre T.H.Marshall: La cittadinanza uno status che viene conferito a coloro che sono membri a pieno diritto di una comunit. Tutti quelli che posseggono questo status

sono eguali rispetto ai diritti e ai doveri conferiti da tale status...La spinta in avanti lungo il sentiero cos tracciato una spinta verso un maggior grado di eguaglianza, un arricchimento del materiale di cui fatto lo status e un aumento del numero di persone cui conferito questo status. 14 La cittadinanza non unidea utopistica; lo sviluppo di unantica esperienza. 15 Tutte queste calzanti denizioni vanno messe in relazione con unaermazione di Robert Dahl: ...tutti i regimi democratici devono permettere alla gente di impegnarsi in imprese collettive per proteggere diritti che non possono essere garantiti spontaneamente dal mercato. 16 La storia del novecento, Il secolo breve cos come lo ha denito Eric Hobsbawn, stata contrassegnata oltre che dal conitto per mutare i rapporti di produzione anche, in parallelo, per aermare uguali condizioni di partenza - o aumentare le chances di vita (arricchire lo status) per tutti i cittadini, per garantire cos il diritto di cittadinanza (non solo i diritti politici e di rappresentanza), per consolidare le reti di protezione per i pi deboli, anch nessuno restasse indietro. Il diritto allassistenza sanitaria, laermarsi dei sistemi di previdenza sociale, il diritto
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allistruzione, tutti si sono aermati come la condizione per costruire le strutture fondanti del welfare state, anch tutti i cittadini godessero delle medesime opportunit e degli stessi diritti sociali. Contemporaneamente le Istituzioni democratiche hanno garantito il formarsi di una rete di servizi sociali rivolti a tutti i cittadini. Laermarsi del progresso sociale e delle libert associative e il pluralismo politico hanno garantito il consolidarsi dei diritti di cittadinanza. Si trattato naturalmente di un processo contraddittorio, non lineare, in continuo divenire, non ancora pienamente aermato in molte parti del mondo dove tuttora sono in atto violenti conitti per laermazione della democrazia, anche nei paesi che hanno avuto altissimi tassi di crescita economica grazie allintroduzione di nuove tecnologie e di imprese innovative. Il termine democrazia, quando questa viene ad aermarsi, non va mai concepito in modo statico, e la cittadinanza oggetto di continua rinegoziazione. I processi di globalizzazione non governati hanno inoltre accentuato tali contraddizioni come ha ben sottolineato Eric Hobsbawm: ... io penso che il problema della

globalizzazione sia laspirazione a garantire un accesso tendenzialmente egualitario a tutti i prodotti di un mondo che invece , per sua natura, ineguale e diverso. C una tensione tra due astratti. Si tenta di trovare un denominatore comune cui possa accedere tutta la gente del mondo, per ottenere cose che non sono - ripeto - naturalmente accessibili a tutti. 17 I diritti universali di cittadinanza sono oggi cos attuali nel loro divenire, nel loro contraddittorio manifestarsi, no ad essere stati il fondamento del messaggio di cambiamento e di progresso di Barack Obama. Quando Barack Obama ha perseguito il diritto per ogni cittadino a poter accedere a una casella di posta elettronica, mette in scena, ad un tempo, una speranza formidabile, ma anche ha rievocato, in modo moderno, un diritto storico di ogni cittadino americano cio quello di scambiare sempre e comunque la propria corrispondenza. Pensate per un attimo a quanto conta, nella cultura statunitense, la leggenda del pony express. Proprio perch i diritti di cittadinanza non possono essere considerati statici vanno riempiti costantemente di nuovi contenuti. Le eguali condizioni di partenza degli anni 2000 nel mondo della globalizzazione,

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non possono essere quelle del secolo breve degli Stati nazionali. E se, come dice Robert Dahl, i regimi democratici devono permettere di proteggere i diritti che non possono essere garantiti dal mercato, il conitto dialettico tra Stato e Mercato (la nuova rinegoziazione) negli anni 2000 si svolge attorno a contenuti diversi da quelli ai quali abbiamo assistito solo qualche decennio fa. Insomma, oggi le diseguaglianze si possono manifestare secondo caratteristiche completamente nuove. I diritti e le garanzie, quindi, vanno tutelati in modo diverso, spesso inedito, rispetto al passato. Emerge con sempre maggiore evidenza come le diseguaglianze riguardino sempre meno la sfera dei rapporti di produzione almeno per come si sono manifestati nel 900 - e si evidenzino sempre di pi nellambito del diritto allaccesso, allinformazione, alla cultura. Ad esempio, come si fa a parlare di scuola e di formazione e non associare allistruzione laermazione di nuove modalit di insegnamento collegate al diritto allaccesso alla rete? Non forse vero che lenciclopedia pi consultata nel mondo Wikipedia e non pi la mitica Enciclopedia britannica? Non vero forse che il servizio Google

Libri ore milioni di testi di libri on line? Il nuovo termine analfabetismo informatico ci dice qualche cosa? Laccesso alla rete un lusso come pensano alcuni, o diventato a questo un punto un diritto universale? Stupir che nel 2013 si parli ancora del diritto allaccesso alla rete in questo modo drammatico. Larga parte dellItalia sore ancora di una situazione di digital divide. Soprattutto, come si pu discutere di partecipazione ai processi di decisione politica ed istituzionale e non operare, contemporaneamente, per lo sviluppo delleGovernment come aerma con forza ormai da tempo lUnione Europea? Garantire a tutti l'accesso ai servizi pubblici online la conditio sine qua non per la diusione dell'eGovernment. E si tratta di una questione ancora pi importante in quanto i rischi che si venga a creare un "divario digitale" - ovvero disuguaglianze nell'accesso all'informazione e alle tecnologie informatiche - sono in questo caso pi che reali. In questa prospettiva, l'insegnamento e la formazione sono essenziali per acquisire le conoscenze informatiche necessarie per sfruttare al meglio i servizi oerti dall'amministrazione in linea. Una migliore accessibilit dei servizi passa inoltre per un potenziamento dell'approccio multipiatta-

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forma (accesso ai servizi per il tramite di piattaforme diverse: PC, televisione digitale, terminali mobili, Internet ca ecc.). 18 Ribadisco ancora questo concetto: se la comunicazione tra esseri umani costituisce oggi la condizione per esistere e le comunicazioni avvengono prevalentemente attraverso il WEB, la possibilit di accedere al WEB diventata un diritto universale per tutti i cittadini. Ed dovere per lo Stato in tutte le sue articolazioni operare per rimuovere le origini della diseguaglianza. Il Settimo programma quadro varato dallUnione Europea aerma, che la possibilit di accedere alla rete la condizione per la diusione delleGovernment e per aermare la cittadinanza politica e per consentire la partecipazione ai processi decisionali. Si capisce allora senza alcun dubbio limportanza che assume oggi il diritto allaccesso a Internet e il signicato profondo, sul piano dellaermazione dei nuovi diritti, che viene ad assumere una politica per la Cittadinanza Digitale. Si comprende ancora di pi perch una Amministrazione pubblica debba intervenire attivamente per aermare la Cittadinanza Digitale.

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CAPITOLO 3 CITTADINANZA DIGITALE E DIGITAL DIVIDE A questo punto importante denire il concetto di digital divide. In modo limitativo si potrebbe accomunare lemergere di una diseguaglianza digitale esclusivamente al permanere di una condizione di digital divide, generata dallassenza di infrastrutture di rete a banda larga (o genericamente la connettivit veloce) in un territorio. Lassenza di queste infrastrutture impedisce, di fatto, ai cittadini residenti laccesso ad Internet determinando cos condizioni di digital divide. Questa linterpretazione delle cause del digital divide data da molta letteratura. E una lettura che contiene molti elementi di verit, ma troppo parziale.

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Mi riconosco invece, poich molto pi completa, nella denizione del digital divide data da Wikipedia. 19 Peraltro, quella di Wikipedia, mi pare una denizione molto aderente alla realt e alle aspettative di eguaglianza espresse dalla societ contemporanea, anche perch elaborata attraverso una scrittura collettiva sul WEB. Il digital divide riconducibile a un insieme di cause: l'assenza di infrastrutture a banda larga; l'analfabetismo informatico degli utenti, riguardo il computer in genere, e le potenzialit di Internet. Il digital divide potrebbe incrementare infatti le gi esistenti diseguaglianze di tipo economico, ma avere eetti drammatici anche nell'accesso all'informazione implicando ulteriori conseguenze. Oggi sono attive diverse campagne per il superamento del digital divide impegnate nel riutilizzo dell'hardware (il cos chiamato trashware), spesso impiegando l'uso di software libero...Una delle cause ampiamente condivise del digital divide di carattere economico che impedisce alla popolazione di tali paesi di acquisire unalfabetiz-

zazione informatica che causa stessa del digital divide. Il circolo vizioso che si viene a creare porta i paesi poveri ad impoverirsi ulteriormente dato che vengono ulteriormente esclusi dalle nuove forme di produzioni di ricchezze che sono basate sui beni immateriali dell'informatica. Nellelaborazione delle proposte, per eliminare il digital divide, si sono manifestati almeno due grandi loni di pensiero: luno afda allespansione continua delle tecnologie e del loro uso la naturale soluzione del problema; laltra ritiene che il digital divide sia anche causato dalle dierenze economiche e sociali che dividono i cittadini. Secondo questa lettura, il ruolo delle Istituzioni pubbliche appare quindi decisivo, cos come lo stato in altra epoca storica, per fare un esempio, nel garantire a tutti listruzione, i servizi sociali o la previdenza sociale. La dicolt nellaccedere alla rete, dovuta a motivi di diseguaglianza nelle condizioni economiche, non riguarda solo i Paesi pi arretrati, riguarda anche lOccidente. Laccesso al WEB a condizioni economiche sostenibili per tutti riguarda anche noi. La disparit di accesso riguarda anche chi vive nelle nostre Citt (le eguali condizioni di partenza).

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Laermare il diritto allaccesso alla rete non il retaggio di un antico vizio egualitario; laermazione di un moderno diritto di cittadinanza. Non si ironizzi sul diritto a disporre di Facebook o a scaricare qualche lmato da YouTube; chi aerma ci dimostra di coltivare una visione limitativa e sbagliata delluso del WEB. Marshall parla dei cittadini come di membri a pieno diritto di una comunit e della necessit di arricchire costantemente il materiale di cui fatto lo status. Nel mondo moderno, nella rete WEB 2.0, si formano ed agiscono le pi importanti ed includenti comunit capaci di forte autoregolamentazione nel loro agire continuo; anzi, di pi, le moderne forme del sapere come Wikipedia sono il frutto dei processi comunitari. La cooperazione e la condivisione delle idee sono le parole magiche della rete di nuova generazione. Oggi si parla diusamente di crowsourcing. Partecipare, comunicare, scambiare notizie ed informazioni sono la condizione per essere, per esercitare attivamente il diritto alla cittadinanza universale.

Ma la connessione alla banda larga ci che fa la dierenza tra luso di Internet per la formazione, per il lavoro, per gli aari, per lo sviluppo di nuovi sistemi di welfare, o pi semplicemente un uso della rete connato all intrattenimento e a un uso limitativo e convenzionale. Per sottolineare limportanza che viene ad assumere il diritto allaccesso segnalo come la stessa gestione della salute oggi possa avvenire anche attraverso i social network, per non parlare delle frontiere della telemedicina, naturalmente a condizione che la rete a banda larga sia diusa capillarmente in un territorio. 20 Dotare una citt di rete a banda larga, lottare contro lanalfabetismo informatico per consentire a tutti di poter usufruire delle potenzialit presenti in Internet, garantire laccesso gratuito alla rete sono compiti nuovi, pienamente legittimi e auspicabili di una Amministrazione locale. Laermazione di politiche di Cittadinanza Digitale la nuova frontiera di un nuovo Welfare State che estende la propria positiva inuenza anche al l degli ambiti praticati tradizionalmente. Quando poi si parla di garantire laccesso alla rete dobbiamo essere consapevoli di un intervento delle Istituzioni pubbliche
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che travalica i tradizionali conni nazionali. La Cittadinanza Digitale non una misura di innovazione del welfare che possa esercitare i propri eetti nellambito dello stato nazionale tradizionale.

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CAPITOLO 4 COME DOVREBBERO OPERARE IL PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI PER SUPERARE IL DIGITAL DIVIDE Preliminarmente una Amministrazione dovrebbe perseguire i seguenti principi. I principi che enuncer di seguito dovrebbero guidare lazione dellAmministrazione per superare il digital divide: - ogni cittadino gode del diritto ad accedere ad Internet, usufruendo delle potenzialit indotte dalla banda larga. Solo laccesso ad Internet, godendo della banda larga, consente di disporre di tutti i servizi potenzialmente disponibili nella rete;

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- il valore/investimento da retribuire non tanto quello ottenibile dallaccesso alla rete (modello della telefonia), quanto quello derivato dalluso e dalla produzione dei contenuti. Pi i contenuti saranno autoprodotti pi sar disponibile gratuit; - ogni cittadino gode del diritto di acquisire le conoscenze che gli consentono di accedere alla rete e di poter navigare liberamente e consapevolmente. Per poter usufruire delle potenzialit presenti oggi in rete necessaria una conoscenza non casuale, frutto anche di specica formazione. Vanno inoltre raorzate le motivazioni, anche quelle civili e partecipative a usare la rete. Per promuovere queste attivit lEnte pubblico viene ad assumere un ruolo fondamentale; - ogni city user gode del diritto di accedere alla banda larga a condizioni economiche economicamente accessibili; - una Amministrazione deve scegliere consapevolmente di sviluppare politiche di eGovernment improntate anche alle piattaforme e ai contenuti di rete denominati WEB 2.0 e di incentivare sempre di pi i cittadini ad un rapporto partecipativo con lAmministrazione. Le piattaforme WEB 2.0. possiedono tutte le caratteristiche per favorire laermazione delleGovernment.

A questo punto devo accennare ad una discussione che appassiona, anche ingenuamente, le comunit WEB e il mondo economico: tutto gratis? Laccesso alla rete sicuramente va garantito a prezzi accessibili, ma i contenuti di rete? Lopen source vuol dire che tutto gratis e, quindi, democratico? Linus Torvalds un benefattore dellumanit? Scrive Chris Anderson, il direttore di Wired USA: Nel corso dellultimo decennio, abbiamo costruito uneconomia online in cui il prezzo di default zero: niente, nada, nul, null. I beni digitali, dalla musica ai video, passando per Wikipedia, possono essere prodotti e distribuiti senza alcun costo marginale e cos, per le leggi economiche, il prezzo andato dalla stessa parte: a zero. Per la Google generation, internet la terra del Gratis...Signica per che gratis non abbastanza. Deve andare in coppia con a pagamento. Come i rasoi gratuiti di King Gillette avevano un senso in termini di business solo se abbinati a lamette costose, cos gli imprenditori web di oggi non devono inventarsi solo prodotti che la gente ama, ma anche prodotti per cui la gente pagher. 21 Scrive Luca de Biase: Lavvento dellepoca della conoscenza rigenera le ragioni di

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scambio, concentra il valore sullimmateriale e attribuisce qualit a ci che ha senso. In questo contesto, le relazioni tra le persone sono appunto generatrici di senso, dunque di valore, ma sono gratuite per denizione, anche se per svilupparsi hanno bisogno di piattaforme che costano. E chiaro che i gestori di queste piattaforme devono riuscire a farle fruttare anche monetariamente: ma non riusciranno a trovare un protto se lo cercheranno in modo tale da mettere a repentaglio il valore duso, la qualit relazionale, linnovazione sociale, che le piattaforme orono, servono e abilitano. 22 Ho accennato a questo spinoso tema, facendomi aiutare da opinioni autorevoli, che condivido, per ribadire ancora una volta un concetto: lAmministrazione Comunale deve favorire, tra le sue attivit, laccesso alla rete. La formazione della conoscenza deve essere incentrata sulla gratuit; accedere e partecipare a Wikipedia gratuito!!!. I servizi e luso delle piattaforme hanno invece un valore. Ci inevitabile se vogliamo garantire la qualit dei servizi che oriamo. Lo strumento pubblicitario per pagare le spese di gestione non suciente, soprattutto in un momento di crisi economica in cui il mondo delle imprese ha tagliato drasticamente i costi per la pubblicit.

Daltronde, non tutti i widget disponibili attraverso lApple Store sono forniti gratuitamente, ma non per questo evitiamo di utilizzare lApple Store per arricchire le funzionalit del nostro iPhone. Leggete laccordo raggiunto ancora qualche anno fa tra Google e le Associazioni degli autori e degli editori americani. Rappresenta un ottimo compromesso. - Libri protetti da copyright e in commercio I libri in commercio sono libri ancora venduti attivamente dagli editori, tutti quei libri normalmente disponibili in libreria. Questo accordo amplia il mercato online dei libri in commercio permettendo ad autori ed editori di attivare modelli di "anteprima" e "acquisto" che rendano i loro titoli disponibili pi facilmente attraverso Google Ricerca Libri. - Libri protetti da copyright ma fuori stampa I libri fuori stampa non sono attivamente in pubblicazione o in vendita, quindi l'unico modo per procurarsene uno cercarlo in biblioteca o nei negozi di libri usati. Quando l'accordo sar approvato, ogni libro fuori stampa da noi digitalizzato diventer disponibile online per l'anteprima e l'acquisto, a meno che il relativo autore o editore

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scelga di "disattivare" tale titolo. Riteniamo che ci rappresenter una vera manna per il settore editoriale, permettendo ad autori ed editori di ottenere delle entrate da volumi che sembravano scomparsi per sempre dal mercato. - Libri non protetti da copyright Questo accordo non ha eetto sulla modalit di visualizzazione dei libri non protetti da copyright; gli utenti di Google Libri potranno continuare a leggere, scaricare e stampare tali titoli come hanno fatto no a oggi. Ed in tutti i casi, amici miei, non forse vero che siamo disponibili a spendere centinaia di euro per possedere un device mobile sul quale scaricare centinaia di titoli da Amazon, da Apple Store?

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CAPITOLO 5 LA RETE A FIBRA OTTICA DELLAMMINISTRAZIONE COMUNALE VENEZIANA UN MODELLO REPLICABILE 23 Fatte queste premesse, necessarie per comprendere il contesto ideale e le regole del gioco che dovremmo adottare, racconter le scelte e liter adottato n dal 2007 dallAmministrazione Comunale di Venezia per realizzare la propria rete e i software applicativi Amministrare 2.0. Ci servir, tenendo conto di tutte le dierenze dovute alle dimensioni territoriali, alle caratteristiche economiche e sociali che contraddistinguono le diverse Amministrazioni, a utilizzare questo modello.

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Per realizzare il progetto Cittadinanza Digitale lAmministrazione comunale veneziana ha trasformato la propria societ Venis SPA 24 in operatore di I.C.T. E stato predisposto il progetto per la realizzazione di una rete in bra ottica sia nel Centro Storico veneziano che nella terraferma mestrina. Questa attivit stata facilitata dalla scelta fatta dal Comune di Venezia, n dal 1998, di posare, contestualmente allattivit ordinaria di manutenzione urbana, anche cavedi dedicati alla posa della bra ottica. Il progetto stato interamente nanziato dallAmministrazione comunale, che si cos garantita la necessaria indipendenza nei confronti degli operatori privati del settore. La Societ Venis SPA in collaborazione con i Laboratori Fondazione Marconi ha progettato e sta proseguendo nel tempo nella realizzazione di questopera. La rete in bra ottica (quasi 10.000 km) attraversa le dorsali pi importanti del territorio cittadino, collegando le pi importanti sedi comunali, gli impianti sportivi, le biblioteche pubbliche ecc.. LAmministrazione comunale ha proposto, nel corso del tempo, alle altre Istituzioni pubbliche e private veneziane la rilegatura delle loro sedi.

Sulla rete a bra ottica si sono installati gli hot spot WIFI nalizzati a garantire ai city user laccesso alla rete. Vorrei ricordare che questattivit venne concepita pur in presenza di una legislazione italiana che, unica in Europa, per lungo tempo ha voluto limitare la libert di accesso alla rete tramite il wi. 25 Ogni cittadino veneziano pu accreditarsi e ricevere la propria userid e la password attraverso il portale Cittadinanza Digitale. Quella di Cittadinanza Digitale resta tuttora lesempio pi avanzato -almeno in Italia- di una politica di inclusione digitale sviluppata da una Amministrazione pubblica. In questo modo la rete comunale stata concepita, potenzialmente, per garantire laccesso a tutti i servizi del WEB (rete aperta) e non solo ai servizi pubblici. Il progetto banda larga/WIFI stato ucialmente inaugurato il 3 luglio 2009. 26 Tutto ci stato possibile, come ho gi avuto modo di dire, grazie allarticolazione e alla pervasivit della rete di propriet del Comune. Ancora oggi possibile unulteriore estensione dei punti di connettivit gratuiti, attraverso la rma di accordi di collaborazione

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con altri operatori privati delle TLC, consentendo in cambio luso della rete di propriet comunale. Consiglio inoltre, ogni Amministrazione di perseguire accordi con le reti GARR, per consentire la connettivit con il mondo scientico, universitario e della cultura con le altre Istituzioni europee, oltre che di poter usufruire di una linea di assoluta qualit. Le reti GARR (esempio di gestione della rete di assoluta eccellenza) sono molto diuse e pervasive. Per ritornare al tema delle condizioni per creare un ambiente innovativo delle quali ho parlato pi sopra, immaginiamo le conseguenze che potrebbe innescare in una Citt unopera sistematica di digitalizzazione dellimmenso patrimonio culturale sia pubblico che privato. Pensate ad unattivit che omogenizzi gli standard di digitalizzazione, le modalit di conservazione sul cloud (superando la sicit degli attuali supporti per la conservazione), le modalit secondo le quali milioni di persone potrebbero usufruire del nostro immenso patrimonio usando le connessioni di rete.

Pensate al salto culturale che provocherebbe a Venezia il passaggio da unidea che la digitalizzazione e la rete servono solo alla conservazione dei beni culturali e invece lo svilupparsi di unattivit sistematica per consentire laccesso universale ai beni culturali della mia Citt da ogni parte del mondo. Ma, queste politiche sono possibili in presenza di una infrastruttura a bra ottica che colleghi unarea urbana al mondo.

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CAPITOLO 6 DAL CLUETRAIN MANIFESTO AL WEB 2.0 Chiarita (spero) limportanza ideale e politica assunta dallaermazione del diritto di accedere alla rete, giunto il momento di parlare dei contenuti oerti dalla rete: quali sono, come si formano, come si viene a straticare la loro gerarchia, quali sono i processi democratici che devono sovrintendere al formarsi dei contenuti di rete. Parallelamente allo sviluppo della rete e allevoluzione degli strumenti abilitanti e delle piattaforme WEB 2.0, si sviluppata una cultura e una ideologia spesso trascurati dalla politica, no a che la vittoria di Barack Obama (e in Italia laermazione del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo) ha reso evidenti fenomeni no ad allora sottovalutati se non ridicolizzati.

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La politica ha incominciato ad interrogarsi sul ruolo dei blog, sui social-network, sui meetup, sullinuenza che questi strumenti hanno sulle persone per inuenzarne i comportamenti e il consenso politico. 27 Contemporaneamente, milioni di persone hanno cominciato a concepire Internet e lo strumento social network come una opportunit per poter dire la loro e per richiedere al mondo politico e amministrativo la trasparenza nei suoi atti. Molti apprendisti stregoni del mondo politico non hanno colto che, perch un messaggio sul WEB sia ecace, la rete va vissuta e non va semplicemente usata come un vecchio portale Internet. Non suciente raccontare la propria vita nta su Facebook in occasione di una competizione elettorale o creare il gruppo amici o nemici di qualche cosa o di qualcuno. Facebook (Twitter, nuova moda) non serve per fare spamming introducendo surrettiziamente messaggi politici. La rete non la politica urlata tra mezzi busti in TV, magari intervallati dalle telefonate degli amici. La rete nellepoca 2.0 ha sviluppato propri anticorpi e proprie regole non scritte. Come dice bene Luca Sofri: E una delle cose che si imparano subito (...dimostri di te-

nere in considerazione ci che gli altri dicono e scrivono e vi fai utile riferimento...), nella osmotica e spesso confusa socializzazione alla blogosfera. E daltronde una pratica comunicativa che erode parte delle tradizionali barriere tra produzione e fruizione: grazie al link chiunque pu valutare in tempo reale se corretto il modo con il quale viene riportato un pensiero o un evento e rispondere pubblicamente attraverso il proprio blog o i commenti. 28 E, soprattutto non va dimenticato che il WEB 2.0 costituito da un assieme di luoghi che generano una autonoma cultura, glia dellinterazione tra milioni di persone. Questo mondo, il mondo del WEB 2.0, il mondo dellinnovazione non mai identicabile con la cultura e con la prassi organizzativa delleconomia e dellindustria tradizionali. Ancora meno con lapproccio consueto alla notizia proprio dei media tradizionali. Nel mondo 2.0 si sovverte il tradizionale rapporto subordinato tra cliente e fornitore. Anche per questo il WEB sta soppiantando la TV o la sta integrando. 29 Nelluso di Internet si sono sviluppate forti soggettivit, una cultura (culture) autonome e non convenzionali. La crisi della politi-

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ca e dei suoi luoghi tradizionali di decisione ha accentuato questo processo. Il mondo della rete e dellinnovazione digitale sono stati gli arteci di una parte rilevante dello sviluppo economico degli ultimi decenni, hanno rivoluzionato le abitudini e il costume di milioni di persone. I protagonisti economici (gli inventori) delle principali innovazioni della rete sono stati tra gli attori pi rilevanti dei processi di globalizzazione. Pensiamo a come, nellimmaginario collettivo, si siano consolidate le gure e le gesta di Steve Jobs, di Mark Zukerberg, di Je Bezos, dei fondatori di Google. Come essi siano considerati i moderni eroi dei nostri tempi. La digitalizzazione ha reso possibili i processi di globalizzazione. Apple e Google (solo per fare due esempi) non si limitano a vendere prodotti e servizi, vendono, prima di tutto, stili di vita o inducono ad adottare nuovi stili di vita e di consumo. Pensiamo, su tutti, al fenomeno iPhone e ai negozi virtuali Amazon. Apple diventata, al di l degli altri fenomeni che si sovrappongono al suo settore dazione, un soggetto della cultura di mas-

sa. Fa parte del panorama sociale, ha toccato corde e mosso le leve appropriate per diventare qualitativamente qualcosa di diverso rispetto a un semplice fabbricante di computer. Casomai, un fabbricante di universi e futuri, di sensazioni e di possibilit duso. 30 E ancora, durante il contenzioso tra Microsoft e il Governo americano si aerm: Uningiunzione che ritardasse luscita di Windows 98 potrebbe avere un impatto decisamente negativo sul paese nel suo complesso, incidendo sullapprovvigionamento di pc nei periodi di rientro a scuola e delle festivit natalizie. 31 Anche queste sono state le condizioni perch nel mondo del WEB si consolidasse una autonoma visione del mondo, dei rapporti sociali, del mercato. Tutto ci, naturalmente sommando i vizi e le virt dell economia materiale, contribuendo, quota parte, a determinare la crisi nella quale il mondo si dibatte. E un mondo quello dellinnovazione (in altra epoca denita New Economy) che ci illude e poi ci tradisce perch parte delleconomia reale. Quel che accaduto dopo il marzo del 2000 ha un valore simbolico che non si misura in percentuali. E la caduta degli idoli:
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si credeva che la New Economy potesse far lievitare allinnito la ricchezza nanziaria, che le societ tecnologiche e le dot.com - aziende di Internet - avessero un potenziale di crescita illimitato, anche se molte di loro non avevano mai chiuso un bilancio in attivo, e nonostante la dubbia qualit di molti manager. 32 Voglio segnalare a questo proposito il recente articolo New Economy, cos la bolla italiana del digitale nita in mutande. Ha fatto discutere molto in queste settimane. Ad un certo punto della mia attivit politica ed amministrativa ho incrociato il Cluetrain Manifesto.
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Anzi, soprattutto oggi, di fronte ad una drammatica crisi economica e sociale, la lettura del Cluetrain Manifesto ci aiuta ad una interpretazione innovativa degli abituali schemi e delle consuetudini organizzative radicati nelle aziende e verso lapproccio tradizionale ai mercati. Ormai tutti riconoscono che gli schemi del passato sono alla base della crisi che travaglia leconomia globale; forse ne sono una delle cause. La crisi nanziaria ha fatto esplodere gli assetti strutturali e le scelte organizzative, lapproccio ai mercati dell economia materiale organizzata in modo tradizionale. Pensiamo alla gravit della crisi che attanaglia lindustria dellautomobile e tutti i pi tradizionali segmenti delleconomia e del mercato. Una nuova stagione di sviluppo economico e sociale si baser, nel prossimo futuro, (ma. in alcuni ambiti delleconomia gi cos) sulla diusione dellinnovazione -soprattutto dellI.T.- e delle reti. Leconomia che sorta dalla diusione di Internet, dai nuovi servizi di rete e dalla costante competizione tra i produttori di strumenti di connettivit, un veicolo che ci aiuter a superare la crisi. In questa sede aronter solo i fattori che stanno cambiando i rapporti tra i pro32

Ho avuto la fortuna di

ascoltare, ad un meeting di Cisco, una lezione di David Weinberger. stata una folgorazione che ha inuenzato in modo determinante la mia cultura dellinnovazione e del web. Il Cluetrain Manifesto stato pubblicato nel 1999 da Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger. Sono passati dieci anni, ma lattualit dirompente delle idee espresse dal Cluetrain Manifesto rimasta assolutamente immutata.

duttori e i consumatori. Ci riguarda anche il mondo della Pubblica Amministrazione. Quando nel Cluetrain Manifesto si aerma che I mercati sono conversazioni e si aggiunge, su un piano consequenziale, che Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nellera dei mass media, si propone un approccio alleconomia e alla democrazia assolutamente originali. Qualche anno dopo, questo messaggio si venuto a raorzare, ha scritto Chris Anderson: Stiamo entrando in unera radicale di cambiamento per i venditori. La fede nella pubblicit e nelle istituzioni che la nanziano sta declinando, mentre la fede negli individui si sta raorzando...I nuovi tastemakers siamo noi. Il passaparola oggi una conversazione pubblica, che avviene nei commenti dei blog e nelle recensioni dei clienti, raccolte e misurate in modo esaustivo. Le formiche hanno i megafoni.
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Si sta passando da un utilizzo della televisione e dei suoi servizi - compresa la pubblicit - improntato sullunidirezionalit del messaggio, alluso di moderni strumenti di connettivit basati sul dialogo tra gli individui, alla loro diusione costante, alla loro continua evoluzione. Le principali testate giornalistiche ormai da molto tempo pubblicano le loro notizie online con frequenza temporale costante, rendendo quasi del tutto inutile lacquisto al mattino dei quotidiani. Daltronde il nativo digitale generalmente non concepisce di acquistare un quotidiano o un settimanale in edicola, il suo orizzonte il web. Il termine essere informato in tempo reale assume nellepoca della rete e della connettivit signicati totalmente diversi rispetto anche ad un recente passato. Un individuo pu essere informato sempre e ovunque a condizione che sia in rete. Un individuo pu comunicare sempre e ovunque anzi, pu contribuire a formare le notizie a condizione che sia in rete. La nozione di tempo e di spazio nella formazione di una notizia o di un avvenimento viene oggi a mutare radicalmente. Dice nulla il termine citizen journalism?

Valutiamo allora quale conseguenza possa avere sulleconomia, sulla societ e sulle strutture democratiche il sovvertimento radicale della gerarchia causato da milioni di persone che conversano in un modo semplicemente impossibile nellera dei mass media?

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La notizia si genera ed assume o perde valore nel tempo del click di un mouse. Nessun telegiornale, per quanto trasmesso con frequenza, ha la stessa capacit di informare del mio device mobile costantemente connesso in rete con i principali network, o del mio BlackBerry, che invia e riceve costantemente email. Di fronte a questa rivoluzione, come si pu dire che laermazione dei principi di Cittadinanza Digitale non assuma oggi una grande urgenza? Ma, ed questa la vera novit, la rete e gli strumenti di connettivit consentono convergenze di contenuti che, no ad ora, erano godibili solo separatamente. Non esistono pi il tradizionale computer o il telefonino. Deniamoli, insieme, strumenti di connettivit. Un computer, soprattutto oggi, di fronte alla miniaturizzazione dellapparecchio, sempre meno destinato a svolgere solo funzioni tradizionali (consentite peraltro da software residenti invasivi e pesanti), sempre di pi lo strumento che ci consente di essere sempre on line. Un telefonino serve sempre meno solo a telefonare, sempre di pi uno strumento per comunicare, facendo convergere pi servizi (SMS, mail, fotograe, video ecc.).

Indicatemi il messaggio pubblicitario di un produttore di telefonini o di un operatore di TLC che promuova esclusivamente un telefonino o la taria di un singolo servizio. Anzi un telefonino viene venduto in appendice ad un servizio di telefonia/Internet. Tutti promuovono e ci vogliono vendere convergenza, anche di contenuti. Ricordiamo, un libro si pu scaricare e leggere anche su un iPhone. La diusione del WIFI e della bra ottica stanno accelerando esponenzialmente questi processi, mutando i termini stessi della concorrenza tra gli operatori delle TLC e tra i produttori degli strumenti di connettivit. Tutto ci sta facendo evolvere la produzione di contenuti. decollato quindi su basi diverse rispetto al passato la concorrenza tra le diverse piattaforme su cui si fondata per anni la telefonia mobile. Google (Android), Apple, Nokia, Microsoft si confrontano ormai quotidianamente per la conquista di sempre maggiori quote di mercato. E il confronto si spostato, oltre che sui contenuti forniti al cliente e sulla diverse oerte tariarie, anche sulla qualit del design (Apple), o sul livello di apertura o meno della piattaforma (Android).

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Symbian (Nokia) o Windows Mobile (Microsoft) hanno perso la loro sda contro Android (Google), perch queste piattaforme non fanno partecipare alla competizione gli utenti nel ruolo di cosviluppatori, determinando cos il successo del prodotto. Ed assolutamente stupefacente come questa rivoluzione tocchi ogni strato sociale e ogni classe di et. Si diusa ormai una estesa letteratura che descrive usi e costumi dei nativi digitali, ma non dimentichiamo che luso degli strumenti innovativi si sta diondendo in ogni classe di et, generando nuove aspettative, ma anche nuove diseguglianze. Contrariamente a quanto comunemente si pensa, si colgono appieno da parte del non nativo le potenzialit del WEB, e si sore al contempo della propria incapacit a sfruttarle appieno. Ho 62 anni. Cito Wikipedia, perch convivo con internet per lavoro, curiosit, svago e cultura personale. Sono iscritto a Facebook e Twitter. Ho ritrovato sui social network molti che conosco di persona. Ma ho scoperto che alcuni riescono solo dietro la tastiera ad esternare emozioni ed espressioni mai osate face to face. Tutto intrigante e per certi versi aascinante se non avessi un problema. Nel-

lesplorazione di internet mi scontro con lostilit di un pianeta web che sembra difendersi dietro usanze e linguaggi per me criptici. I caratteri sono minuscoli, litaliano essenziale e molto rimaneggiato, sono travolto da un torrente di acronimi e termini da fantascienza come RSS, feed, post, backbones, mainframes, e-readiness rankings. Un lessico davvero poco familiare per chi non cresciuto a kinder plasticati e PC. 35 Sono, come si capisce, fenomeni assolutamente pervasivi, che nel manifestarsi generano nuovi consumi, nuova ricchezza e un cambiamento radicale del modo di vivere e di comunicare La rete genera, infatti, libert di scelta, allopposto della televisione e degli altri media tradizionali. Ricordo spesso la prima televisione a gettone acquistata ratealmente dalla mia famiglia negli anni 60, il moltiplicarsi negli anni successivi dei canali e degli spettacoli che venivano oerti; cera sempre pi spettacoli a disposizione, ma non venivano scelti liberamente. Rivedo come in un lm lattesa di quella alternativa costituita dal debutto della seconda rete televisiva negli anni sessanta del secolo scorso.

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Allopposto, chi oggi va in rete sceglie liberamente ci che vuole vedere; comunica con milioni di persone distanti tra di loro, genera esso stesso i contenuti di rete. User generated content ci che contraddistingue il WEB 2.0. Ecco la vera rivoluzione alla quale vogliamo partecipare attivamente, la coproduzione dei contenuti. Dobbiamo tutti diventare prosumer, ad un tempo siamo produttori e consumatori di contenuti Riettiamo insieme a cosa ha signicato aermare, con preveggenza, nel Cluetrain Manifesto che: Gli hiperlink sovvertono la gerarchia e che Queste conversazioni in rete stanno facendo nascere nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza. Recentemente ha scritto David Weinberger Ma il punto che non ci stiamo limitando a trasferire dei rettangoli di testo dalla pagina di un libro a uno schermo: il collegamento della conoscenza -il networking, la messa in rete o in circolo- sta in realt cambiando la nostra pi antica e fondamentale strategia del sapere. 36 Pensiamo alla campagna elettorale di Barack Obama, o agli strumenti con cui questultimo comunica con i cittadini nella sua

attivit di governo. Ad esempio provate ad esplorare, prestando particolare attenzione alle logiche comunicative, il sito www.MyBarakObama.com . Nelle scelte comunicative di Obama sicuramente costante luso dei media tradizionali, ma preponderante una interlocuzione con gli elettori e con i cittadini attraverso gli strumenti messi a disposizione dal WEB. un metodo di governo, non semplicemente un modo smart di comunicare. Lattivit di dialogo attuata da Barack Obama attraverso Open for Questions ha avuto ad esempio un successo incredibile e ha inaugurato un modo diverso e pi democratico nel rapporto tra il potere e i cittadini. Strumenti come questo stanno favorendo lapertura al dialogo bidirezionale tra Transition team e la community the Change.gov per dirla con i gestori del servizio. Liniziativa cui si fa riferimento denominata Open for Questions ed ha ricevuto il 26 marzo (era il 2009) il varo ufciale presso la Casa Bianca, a testimonianza dellimpegno profuso nella costruzione di un cammino di trasparenza e responsabilit dellazione presidenziale nei confronti dei cittadini americani tutti. Lincontro stato seguito on-line da circa

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67,000 utenti, secondo lindicazione data dal portavoce della Casa Bianca Nick Shapiro, ed il webcast stato anche trasmesso da diversi canali via cavo. Prima dellevento, chiunque volesse porre una domanda al Presidente ha potuto iscriversi sul sito della Casa Bianca nella sezione Open for Questions perch le domande, raccolte in ordine di frequenza, fossero trasmesse al Presidente. Lentit del riscontro che liniziativa ha avuto rintracciabile in alcuni numeri che Usa Today riporta come provenienti direttamente dalla Casa Bianca: 92,931 persone si sono iscritte e 104,103 sono le domande effettivamente poste e 3,606,286 sono i voti nalizzati a determinare le frequenze degli items sulla base delle quali si sarebbe decisa la priorit delle domande poste al presidente e quindi la probabilit che la domanda fosse effettivamente posta. La Cnn riporta che il Presidente ha risposto a sette domande poste attraverso il sito e ad altre poste dal pubblico presente nella East Room. 37 Qualcuno potrebbe obiettare che il Cluetrain Manifesto contestava i metodi sviluppati dal mondo dellimpresa privata e, soprattutto, mirava ad instaurare un diverso rapporto tra i consumatori e il produttore e quindi che il suo messaggio restava l, circoscritto al mondo dellimpresa.

Allopposto, il Cluetrain Manifesto esprime una critica universale, contrappone allassenza di soggettivit, il dialogo sia nellimpresa, che nei rapporti tra imprese, con i mercati, con i consumatori. Siamo dentro e fuori le aziende. I conni delle nostre conversazioni sembrano il Muro di Berlino di oggi, ma in realt sono solo una seccatura. Sappiamo che stanno crollando. Lavoreremo da entrambe le parti per farle venire gi. E una espressione forte che aerma il primato del dialogo e della comunicazione globali sulla semplice produzione di beni. Di fronte a queste prospettive, a queste realt rivoluzionarie quali sono gli interrogativi che si pone oggi un pubblico amministratore italiano o, pi semplicemente, un cittadino? Come pu esprimersi questa carica di cambiamento in un luogo di conservazione come la Pubblica Amministrazione italiana? Una risposta mi viene spontanea. Non forse che il favorire il dialogo, lo sviluppare la valorizzazione delle soggettivit e delle intelligenze sono il problema principale delle Pubbliche Amministrazioni? Se ci fosse vero -io ne sono convinto- superare lautoreferenzialit, la maschera

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della procedura, il primato della legicazione in ogni atto del pubblico dipendente, per fare emergere la sua soggettivit, per liberare la voglia di fare qualche cosa di nuovo limperativo necessario per riformare la Pubblica Amministrazione. Contro limmobilismo imperante necessario cambiare costantemente; questa la lezione del WEB e della sua cultura. I provvedimenti legislativi adottati, anche recentemente, dal Governo Italiano non rappresentano la ne dellimmobilismo. Speso sono la codicazione dellinecienza e dellimmobilismo. Per superare il primato della procedura (anche se trasferita in rete) necessario mettere in discussione la gerarchia, cos come esce dalle procedure concorsuali inutili e nozionistiche che comprimono le professionalit e la voglia di fare e morticano il merito individuale. Blog, meetup, social network rappresentano un modello opposto a quello delle pratiche gerarchiche, consolidate. Abbiamo usato i blog per raorzare la comunicazione dei nostri stakeholder e ora stiamo implementando la tecnologia wiki nei siti della nostra intranet e della nostra extranet. Il benecio principale sembra es-

sere un pi forte senso di comunit, che siamo in grado di alimentare grazie a delle tecnologie pi interattive. 38 Sembra una conversazione incomprensibile condita da terminologie un p astruse, si tratta invece di constatazioni manageriali sui vantaggi generati dalladozione in azienda dei nuovi strumenti di comunicazione messi a disposizione dal WEB 2.0. E opportuno allora che coloro che nella Pubblica Amministrazione, un p per piaggeria, un p per moda, pensano di importare gli strumenti di dialogo 2.0 senza cambiare contemporaneamente lorganizzazione, la cultura e le prassi consolidate, valutino limmensa carica di innovazione presente potenzialmente nella cultura del WEB. Ne valutino le conseguenze i conservatori della Pubblica Amministrazione, coloro che pensano alla rilegicazione, le eterne gerarchie, gli immobili sindacalisti, i difensori dei nti diritti ormai superati dalle cose e dallinnovazione. In verit costoro cercano di tenere fuori dalla Pubblica Amministrazione la cultura dellinnovazione digitale. Ci non possibile, Internet pervade ogni aspetto della nostra vita; Internet ha mutato lapproccio dei cittadini ai servizi oerti dalla Pubblica Amministrazione.
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Leggetevi la tesi 26) del Cluetrain Manifesto Le Pubbliche Relazioni non si relazionano con il pubblico. Le aziende hanno una paura tremenda dei loro mercati. Pensate ora ad un qualsiasi cittadino messo di fronte ad uno sportello di una qualsivoglia Pubblica Amministrazione in attesa di essere rimandato ad un altro sportello ancora perch il suo problema non di mia competenza. Mettiamo ne alla ordinaria persecuzione alla quale sono sottoposti i cittadini che sono le vittime delle perversioni alle quali sono sottoposti dalle cervellotiche forme organizzative adottate da tutta la Pubblica Amministrazione italiana. E quando allo sportello obietti ti viene risposto che la legge che lo prevede. Le tecnologie e la rete servono a cambiare questo stato di cose, ma da sole non sono sucienti. 39 L approccio assolutamente innovativo allorganizzazione aziendale, al rapporto tra azienda e mercati, al marketing, alla concezione del ruolo dei media e della comunicazione, cos come suggerito dal Cluetrain Manifesto, sicuramente una chiave per linnovazione della Pubblica Amministrazione.

Ma quali sono le conversazioni alle quali si riferisce il Cluetrain Manifesto? E, soprattutto, chi sono i soggetti che dialogano tra di loro? Il Cluetrain Manifesto va a questo punto coniugato al WEB 2.0. Quando si parla di WEB 2.0 si tende generalmente ad accomunare losoe, piattaforme e strumenti abilitanti come se costituissero un tuttuno. In un certo modo pu essere vero, ma il WEB 2.0 non una tecnologia, una losoa, un approccio culturale alluso della rete. Questa losoa e questa cultura hanno generato applicazioni di rete concettualmente innovative rispetto ad un recente passato. Il termine WEB 2.0 stato coniato da Tim OReilly (2005). Quando gli utenti aggiungono nuovi concetti e nuovi siti, questi vengono integrati alla struttura del web dagli altri utenti che ne scoprono il contenuto e creano link. Cos come le sinapsi si formano nel cervello, con le associazioni che diventano pi forti attraverso la ripetizione o lintensit, le connessioni nel web crescono organicamente

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come risultato dellattivit collettiva di tutti gli utenti del web. 40 Ecco il WEB 2.0. Il WEB 2.0 il frutto dellattivit collettiva di tutti gli utenti che generano nuovi contenuti e siti, e che cos fanno crescere organicamente il WEB stesso attraverso un processo continuo, senza una ne prestabilita (BETA perpetuo). Ricordiamo, negli ultimi anni si sono venuti a manifestare nel mondo della globalizzazione quattro fenomeni strettamente connessi tra di loro: - milioni di persone accedono alla rete. La rete, come veicolo di comunicazione, ha superato per numero di utenti i media tradizionali. Anzi, come ho gi detto, li ha fatti convergere nel momento della distribuzione e della formazione dei contenuti. nato e si aermato luniverso del social networking; - sono aumentati di numero gli strumenti di connettivit. Sono, quindi, aumentate le capacit e le possibilit di convergenza; - milioni di persone usano motori di ricerca e strumenti WEB 2.0 (Google, YouTube, Facebook, Wikipedia, Twitter, Instagram ecc.), frutto di una crescita dinamica che ha fatto progredire esponenzialmente la rete e i contenuti di rete;

- si sono sviluppati nuovi linguaggi e protocolli 2.0: AJAX, CSS, uso semantico e dinamico del linguaggio HTML. E cos nita lepoca dellaccesso passivo alla rete, oggi: gli utenti aggiungono nuovi concetti e nuovi siti. Collegamento dopo collegamento, gli utenti modellano il WEB. Un sito tradizionale, passivo, anche se gracamente molto bello e ricco di informazioni unidirezionali, sar sempre meno frequentato, non serve alla comunicazione che si svolge nel WEB. E uno tra i tanti milioni di libri gi letti, abbandonati in una immensa libreria. Se ne perde la memoria, via via precipita nella graduatoria dei motori di ricerca, il vero indice nellepoca del WEB. Pi sei cliccato o taggato (nuovi termini di un nuovo alfabeto), pi scali la graduatoria nel motore di ricerca, pi hai successo, pi esisti. La ricchezza e il successo del WEB 2.0 dato dallapporto di milioni di persone che condividono una bacheca su Facebook, che usufruiscono delle informazioni fornite da Wikipedia e contemporaneamente ne arricchiscono i contenuti; il WEB 2.0 fatto dalle persone che si scambiano lmati su YouTubee che partecipano alla vita dei blog.
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Il WEB 2.0 il frutto dei miliardi di scatti fotograci postati usando Pinterest e Instagram. Il WEB 2.0 diventato esso stesso un potente media che coinvolge attivamente milioni di persone e contemporaneamente ne viene arricchito dalla loro attivit. Fino a qualche anno fa la rete esprimeva le proprie potenzialit (e consentiva aree importanti di business) attraverso un rapporto unidirezionale - passivo si potrebbe dire - tra gli utenti e i produttori che gestivano i loro portali. I portali ci consentivano egualmente di accedere alle notizie (ma non di ordinarle per importanza taggandole), le-commerce ci consentiva di acquistare in rete molti prodotti, con il limite che il feedback sul prodotto acquistato e sul produttore si esprimeva in forme molto limitative e rudimentali; la posta elettronica era (e resta) uno strumento potente di comunicazione, ma non esisteva la bacheca per condividere ogni tipo di messaggio multimediale. Tutte queste applicazioni erano non connesse tra di loro e, soprattutto, non consentivano la partecipazione dellutente. Il WEB 2.0, allopposto, user generated content: questa la vera trasformazione dei contenuti del WEB.

Napster (sebbene chiuso per ragioni legali) ha costituito la sua rete non costruendo un database di canzoni centralizzato, ma architettando un sistema in modo tale che chiunque scarichi un pezzo, diventi esso stesso un server, facendo quindi crescere il network. 41 Le piattaforme come Instagram, che consentono a milioni di persone di pubblicare sul WEB le loro fotograe per condividerle con altri, consentono che i tag identicativi siano organizzati e proposti dagli utenti stessi. Le gerarchie sono cos denite dallutente, sono il frutto della sua attivit sul WEB (Google insegna). La scelta fatta a monte dagli sviluppatori dei software 2.0 quella di concepire una architettura partecipativa tale da consentire le attivit di condivisione degli utenti. Gli utenti sono, quindi, considerati dei cosviluppatori. Nella Pubblica Amministrazione italiana sta avvenendo questo processo quando pomposamente si codica una Agenda Digitale?

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CAPITOLO 7 WEB 2.0 E DELEGIFICAZIONE PER SMANTELLARE LULTIMO BALUARDO FORDISTA: LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ITALIANA Nel mondo moderno ci sono ancora due modelli piramidali consolidati fondati sul primato della forma. La Pubblica Amministrazione Italiana e la Corea del nord. Confesso che quando nel 2009 ho coniato il termine Amministrare 2.0 non avevo ancora ben chiare tutte le implicazioni molto impegnative, anche sul piano ideale, che ho esposto no ad ora. E, daltronde, molti Sindaci si sarebbero accontentati di presentare alla comunit dei pubblici amministratori il nostro IRIS
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(interazione partecipativa per la gestione della manutenzione urbana) o ARGOS (gestione e condivisione dei problemi della viabilit acquea) come esempi avanzati di innovazione. 42 Queste applicazioni possono essere una bella vetrina; sono stati il motivo che ci ha reso protagonisti in anni passati -ma non solo- di molte tavole rotonde e convegni. Onestamente ne sono molto orgoglioso anche dopo qualche anno. Ancora oggi sono particolarmente grato al gruppo di informatici di Venis (e a qualche altra Azienda che opera nel settore) che hanno sviluppato questi ed altri applicativi. Ma, dietro alla realizzazione di questi software, c stata innanzitutto, laermarsi di una cultura, il consolidarsi di una convinzione. Insieme devono sovrintendere al cambiamento urgente della Pubblica Amministrazione italiana (ma anche di altri settori produttivi). Prima di sviluppare un qualsiasi software si deve avere chiara una proposta/progetto di cambiamento della struttura organizzativa dellEnte, si deve avere la volont di combattere la cultura dellautoreferenzialit.

Soprattutto si deve favorire in ogni ambito laermazione di un processo partecipativo da parte dei cittadini. Va abbandonato il mondo che no ad ora abbiamo conosciuto. Dobbiamo esplorare nuovi territori. - La partecipazione dei cittadini deve essere intrinseca allarchitettura del software. - Deve cambiare lorganizzazione dellEnte pubblico per potersi adeguare al nuovo processo partecipativo. E poich i bisogni dei cittadini sono mutevoli, la essibilit e ladattabilit devono pervadere larchitettura del software e le soluzioni organizzative. Sono stato (e sono) un seguace del BETA perpetuo, per usare il gergo WEB 2.0. David Weinberger ha espresso il seguente interrogativo: Allinizio del XXI secolo, leGovernment si far strada a partire dai Governi esistenti come una loro propaggine, oppure stiamo assistendo ad un momento fondante in cui le-Government emerge dai nuovi cittadini? 43 I cittadini - i nuovi cittadini- potrebbero diventare cos lagente del cambiamento n dal momento in cui si approcciano alla

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Pubblica Amministrazione per esprimere i propri diritti. Tradotto: la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione serve a consolidare in modo moderno e pi eciente ci che siamo gi oggi (inecienze, storture burocratiche e autoreferenzialit comprese), o consente ai cittadini di contribuire al nostro cambiamento (noi Pubblica Amministrazione) nel momento in cui esercitano i loro diritti? Per e-Government intendiamo le gloriose reti civiche (i portali istituzionali) gi viste e conosciute, fotograa spesso infedele (cipria e belletto), di ci che siamo, la carta di identit elettronica, il libro di testo in formato PDF, o si cambia e ci si evolve trasformando larchitettura informatica della Pubblica Amministrazione? Per e-Government intendiamo quel processo che permette ai cittadini di esprimere, senza momenti di mediazione burocratico/amministrativa, le loro aspettative? In tutti i casi le-Government deve rappresentare linsieme delle politiche per linnovazione che devono pervadere ogni aspetto della vita dellEnte Pubblico. Chi adotta la losoa Amministrare 2.0 deve apprestarsi a seguire questa strada, rischiando molto, preparandosi ad aronta-

re continuamente rischi ed incomprensioni. Ma, daltronde, questo il destino dei visionari e degli innovatori. La Pubblica Amministrazione va quindi realmente e profondamente cambiata, abbandonando slogan facili e annunci ad eetto, rinunciando a facili iniziative giustizialiste nei confronti dei pubblici dipendenti, ai quali non possono essere addebitate, come facili capri espiatori, tutte le inecienze del sistema pubblico. Lavorare di pi e meglio il frutto sicuramente di un atteggiamento soggettivo - da assoggettare a premi e punizioni -, ma soprattutto conseguenza dellorganizzazione del lavoro che si adotta . E quindi necessario, prioritariamente, mettere mano, senza esitazione, allattuale struttura organizzativa che rappresenta il maggiore ostacolo allaermarsi di una idea pi avanzata dell eGovernement. Ho gi aermato che, senza questi cambiamenti, anche lAgenda Digitale rester lettera morta. Lorganizzazione della Pubblica Amministrazione italiana va delegicata. Per evidenziare le dierenze tra i principi che guidano il mondo (le imprese) 2.0 e la

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Pubblica Amministrazione vorrei riportare alcuni modelli organizzativi 2.0: - Le ideagor consentono alle imprese di accedere a un mercato globale di idee, innovazioni e menti dotate delle competenze pi ricercate, in modo da poterle utilizzare per ampliare le loro capacit di problem solving; - Le piattaforme partecipative istituiscono un palcoscenico globale sul quale ampie comunit di partner hanno la possibilit di creare valore e, in molti casi, dar vita a nuove imprese nellambito di un ecosistema altamente sinergico; - Le catene di montaggio globali sfruttano tutte le facolt del capitale umano al di l delle frontiere e dei conni organizzativi, allo scopo di progettare e assemblare oggetti materiali. 44 Che mondo ? dice il pubblico dipendente, la politica, lamministratore pubblico. Che cambiamento ci proponi sottoponendoci queste astruse formule organizzative? Proviamo a rispondere a questo ideale dipendente della Pubblica Amministrazione -e anche agli altri- che hanno avuto la bont di arrivare no a qui.

La struttura organizzativa della Pubblica Amministrazione rimasta lultima espressione del fordismo dopo che si sono affermati in tutto il mondo processi produttivi e modelli organizzativi diversi ormai da qualche decennio. Proviamo allora a scomporre le fasi di produzione di un prodotto-servizio in un Ente locale. Prima dellerogazione di un servizio (un prodotto) oerto ad un cittadino, si sommano in una ideale catena di montaggio: - le attivit di autoriproduzione della macchina e di autolegittimazione della struttura organizzativa; - le attivit orientate al controllo del rispetto della prassi, della procedura, dei regolamenti, delle leggi, della forma; - le attivit di costituzione dellatto per consentire luso delle risorse economiche stanziate, secondo il principio in base al quale la Pubblica Amministrazione si esprime attraverso atti amministrativi; - le attivit che consentono lerogazione del servizio vero e proprio; - inne, lerogazione vera e propria del servizio, spesso adata a soggetti terzi rispetto allEnte.
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Ognuna di queste attivit rigorosamente separata dalle altre rispettando uno schema organizzativo verticale. Ogni struttura interessata al processo comunica, spesso in modo conittuale, con altre strutture seguendo uno schema verticale. Lassieme delle strutture verticali viene a formare una sorta di cubo destrutturato. Il momento della sintesi rappresentato dalla delibera (latto nale?) alla quale tutti arrivano seguendo percorsi paralleli, spesso conittuali. In n dei conti, che cosa rappresenta il parere di un ucio, o di un settore che si esprime sul lavoro degli altri, se non una forma di conittualit contrattata. Al vertice del cubo sono situate strutture di direzione generale (il Direttore Generale), di

verica della legittimit degli atti (la Segreteria Generale), le strutture di direzione e indirizzo politico (la Giunta). Per evidenti motivi questi tre poteri al vertice non sempre riescono a dare omogeneit allazione del cubo destrutturato, che continua ad esprimere nelle proprie strutture una evidente autoreferenzialit. E poich la comunicazione unidirezionale assume spesso caratteristiche di conittualit tra le strutture verticali, lattivit di ogni dipendente tende ad annullare quella di un altro, ad assumere cadenze temporali indenite ed indenibili per gli utenti nali. Nella logica autoriproduttiva del cubo destrutturato, il tempo e la qualit del pro-

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dotto, cos come pretesi dal cittadino, sono fattori estranei, sono variabili indipendenti, sono lasciati allintermediazione politica. E evidente la dierenza tra questa struttura organizzativa (fordista) e il modello wikinomics-WEB 2.0? Da una parte verticalit ed incomunicabilit, dallaltra capitale umano che opera trascendendo dal luogo sico perch la rete ci ore il meglio Da una parte lautoreferenzialit, dallaltra la partecipazione, anche se si opera in ambiti aziendali diversi!!! E chiara la dierenza? Sono chiari i vantaggi e gli svantaggi per i cittadini e i lavoratori della Pubblica Amministrazione a seconda che si adotti un modello organizzativo piuttosto che unaltro. Cosa ci impedisce di introdurre nella Pubblica Amministrazione il modello organizzativo della wikinomics, del crowudsourcing, del social networking? Non c una legge che lo vieti. Lo impediscono le consuetudini, lassenza di coraggio, una vecchia cultura organizzativa. Come cambiano i software e luso della rete nei due diversi modelli?

Larchitettura dei software gestionali nella Pubblica Amministrazione, plasmata secondo la struttura organizzativa fordista, riproducendo e codicando la separatezza tra i diversi settori. Gli applicativi del settore anagrafe non sono concepiti per dialogare con la cartograa del SIT. Ancora meno sono concepiti per poter dialogare con le banche dati di un altro Enti Pubbblico. Pensate al perch un cambio di residenza anagraca debba trasformarsi in un supplizio e in una perdita di tempo per un cittadino In questo modo i software non aiutano il sistema ad esprimere organicit, non godono delle necessarie integrazioni. Ogni forma di integrazione sembra impossibile, o enormemente dicoltosa nella sua realizzazione poich incontra ostacoli burocratici (la resistenza di chi difende la titolarit e il primato del suo software, la propriet del suo database) o strutturali (software progettati secondo logiche diverse). Un server, secondo questo schema, il luogo dove si sommano e non si integrano le diverse componenti della rete informatica dellEnte. Non invidio il compito delle aziende che forniscono servizi informatici alle Pubbliche Amministrazioni e che si assumono lonere
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di essere il system integrator di questa Babele organizzativa!!! Provate a confrontare questo processo, i suoi tempi, i suoi riti, le sue regole, la sua verticalit, lautolegittimazione di ogni parte della sua struttura (indipendentemente dallimportanza eettiva che oggettivamente dovrebbe assumere) con la logica della novecentesca catena di montaggio, con la cultura fordista, con il taylorismo. Provate a paragonare gli atti dei singoli lavoratori, le modalit di lavorare, luso delle componenti con le quali venivano assemblate le parti di una automobile (di una lavatrice, di una televisione) qualche decennio fa e il processo che porter allemissione di un permesso a costruire, allerogazione di un servizio di assistenza domiciliare. Le dierenze sono solo quelle legate alla natura del prodotto erogato, ad una maggiore attenzione ai costi sostenuti (nel privato), ma tutto il resto... Non stiamo assistendo a un bel tuo nel passato? Siamo a ben prima della cultura organizzativa della qualit totale. Nel frattempo, per fare un esempio calzante, nel mondo reale non esiste pi la separatezza tra i lavori pubblici, lurbanisti-

ca, ledilizia pubblica o privata, lambiente, lanagrafe. Il mondo reale esige il governo del territorio. La normativa urbanistica ed edilizia, la normativa ambientale, il piano triennale dei lavori pubblici, che si sommano tra di loro, che non si integrano, che non si fondono organicamente, sono un vincolo, un impedimento mortale allo sviluppo economico e sociale di un territorio. Di pi, rappresentano limpossibilit di esercitare i moderni diritti di cittadinanza. Queste considerazioni valgono ancora di pi nei settori in cui si erogano i servizi di welfare, perch questo settore -il welfareviene ad incrociare i bisogni della parte pi debole della popolazione o la pi bisognosa di assistenza o che necessita della fruizione di un servizio. Le leggi, frutto del patto sottoscritto tra Governo e cittadini, che dovrebbero dettare le condizioni di convivenza tra noi tutti, sono vissute invece dalla generalit della popolazione come un ostacolo incomprensibile e come una forma persecutoria. La politica colpevolmente non ha operato per ricomporre la frammentazione; anzi, la politica, legicando, ha accentuato la

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frammentazione per aumentare il proprio potere. Lassieme di questi fattori ha consolidato lincomunicabilit tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione; questa organizzazione ne ha fatto emergere gli aspetti peggiori, favorendo linecienza ed ogni aspetto deleterio a partire dagli episodi frequenti di corruzione.

eccessivamente normata e legicata. Paradossalmente le innovazioni tecnologiche che favorissero lecienza del potere autoreferenziale, mantenendone per inalterata la sostanza, aiuterebbero solo a rafforzare il ruolo dei burocrati nel loro rapporto con i cittadini. E il limite negativo pi evidente delle vec-

Per questo la Pubblica Amministrazione oltre che essere unespressione del passato, un generatore di costi, rappresenta un freno allo sviluppo del Paese.

chie politiche per lautomazione degli Enti pubblici riproposte oggi nelle leggi denite Agenda Digitale. Non abnorme che per eliminare luso del

La politica ha giusticato la propria assenza riformatrice alimentando unassurda ideologia che ha teorizzato la contrapposizione tra il pubblico e il privato. Luno identicato come sede di ogni nefandezza, laltro come luogo di virt. E chiaro che cos non si attua nessuna riforma; una facile banalizzazione della concezione di pubblico e di privato e del loro ruolo non necessariamente conittuale fa solo parte di una facile propaganda che ci riporta al secolo appena trascorso. Evidentemente le tecnologie e la rete da sole sono impotenti ad essere lo strumento di cambiamento in presenza di unorganizzazione autoreferenziale ed

fax nella comunicazione tra diverse Pubbliche Amministrazioni e sostituirlo con la mail, si sia dovuto varare un combattutissimo provvedimento legislativo? E, non sarebbe forse da cacciare quel Sottosegretario che, per giusticare la sua opposizione a questo banale provvedimento, ha aermato che Internet si pu guastare? Per citare ancora David Weinberger: Oggi i Governi guardano a internet per rendere pi ecienti e trasparenti le loro funzioni tradizionali. In termini di ecienza, lelettronica e la digitalizzazione dei dati superano senza problemi code e moduli cartacei. 45

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Per quanto detto no ad ora, se i cittadini vivono la loro vita di ogni giorno usufruendo di convergenza, linnovazione fa emergere ora una contraddizione insanabile con la separatezza imposta dallorganizzazione del lavoro dellEnte pubblico. Non la scelta esclusivamente organizzativa di costruire uno sportello unico (per quanto eciente esso sia) che ci salva la coscienza. Non manifestazione di ecienza la pedissequa applicazione dei modelli organizzativi burocratici riprodotta dalla Posta Elettronica Certicata. La norma assurda pu perseguitare un cittadino in modo pi eciente in un luogo solo, piuttosto che in pi luoghi, ma la sostanza non cambia. La buona gestione di ci che pubblico rappresenta un principio etico ed questo principio e tutto ci che ne deriva, che va tutelato dalla legge. Il raorzamento per via legislativa del principio etico rappresenta un valore positivo per la Societ. Il congurarsi dellorganizzazione dellEnte, nella sua progressiva articolazione e trasformazione per adattarsi ai bisogni della societ, va invece esclusa dallambito legislativo: essa solo un mezzo. Non si possono confondere il principio etico con le strutture e le prassi organizzative. Un con-

to il principio da salvaguardare, un conto sono gli strumenti per salvaguardarlo. Sto dicendo che ogni Ente Pubblico dovrebbe organizzarsi come meglio ritiene. La legge non centra nulla. I Regolamenti sulla P.A. digitale costituiscono solo un impedimento allinnovazione. Chiariti questi presupposti vanno allora riprogettate le politiche per lautomazione dellEnte pubblico. I software (gli strumenti abilitanti) Amministrare 2.0 centrano pochissimo con le tradizionali architetture informatiche dellEnte locale. Per intenderci, i tradizionali software gestionali per lanagrafe, per i servizi demograci, per la gestione della contabilit dei lavori pubblici ecc. rappresentano la tradizione, per quanto ecienti essi siano. Si tratta spesso di ottimi software, ma dicilmente integrati tra di loro, poich sono a supporto di una struttura organizzativa verticale e non sono stati concepiti per una diffusione massiccia del WEB, per favorire un dialogo continuo con gli utenti. Sono software indispensabili per la vita dellEnte (sicuramente dovrebbero essere integrati tra di loro!!!), ma rappresentano una fase

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della vita dellEnte destinata ad essere superata. La digitalizzazione e lautomazione 2.0 devono rispondere a politiche e a principi organizzativi e gestionali diversi, devono rispondere ad un nuovo decalogo culturale. Ho sistematizzato e ordinato questi principi dando vita ad una sorta di Cluetrain Manifesto per le Pubbliche Amministrazioni.
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CAPITOLO 8 IL PRINCIPI PER FAVORIRE L INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA DI UNA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Lattuale organizzazione di un Ente pubblico glia di unepoca in cui le persone chiedevano ad una Amministrazione prodotti semplici e unici. Il certicato anagraco un unico prodotto. Quando si trattava di erogare prodotti complessi, essi venivano assemblati sommando in modo meccanico parti che venivano implementate e conservate in modo celibe. Lorganizzazione dellEnte ancora oggi assimilabile allidea della macchina celibe. Naturalmente non mi riferisco alle macchine celibi di Marcel Duchamp, quanto piuttosto agli
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oggetti che non sono integrabili tra di loro in modo organico. In un bellissimo libro, 47 Federico Butera affermava che le imprese nei loro modelli organizzativi dovevano tendere ad imitare gli organismi viventi, piuttosto che assemblare singoli componenti rigidamente separati tra di loro. La Pubblica Amministrazione spesso ancora organizzata per parti separate, senza organicit. Come abbiamo visto il WEB per dispiegare tutte le sue potenzialit ha bisogno di organicit. La digitalizzazione di una Pubblica Amministrazione per potersi aermare ha bisogno di relazioni e integrazioni no ad ora sconosciute a questi mondi. Il WEB 2.0 organicit, interazione, bidirezionalit, apertura. I city user oggi richiedono prodotti complessi gli di interazioni e di organicit. Anzi, a volte pretendono di poter autoassemblare il loro prodotto. La Pubblica Amministrazione oggi non concepisce culturalmente i prodotti complessi. La Pubblica Amministrazione non attribuisce un valore decisivo ai concetti di

tempo, valore del prodotto, trasparenza. Da questo gap culturale e organizzativo nascono i ritardi, gli sprechi, gli episodi di corruzione. Ecco un motivo in pi perch a anco o, forse, prima di qualsiasi misura glia di una Agenda Digitale c bisogno di un profondo cambiamento dei modelli e della cultura dellorganizzazione. Ecco allora alcuni principi che potranno guidare un cambiamento organizzativo web oriented. - INTERNET il luogo dove risiede la conoscenza collettiva; - Tutti i dati vanno aperti e resi disponibili; - Tutti partecipano alla costruzione della conoscenza; - Le procedure e la losoa WEB 2.0 trasformano i favori per alcuni in diritti per tutti; - Il WEB 2.0 non una tecnologia, contenuti generati dal processo di collaborazione tra gli utenti;

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- Il processo collaborativo ha come protagonisti i city user e i pubblici dipendenti; - Il cittadino esige il rispetto dei propri diritti, non necessita di favori; - Il processo collaborativo ha come nalit la risoluzione dei problemi dei cittadini; - La qualit del prodotto nale determinata dal miglioramento del processo di collaborazione fra i molti; - Le azioni positive dellente si basano sulla collaborazione; - La crescita di produttivit dellAmministrazione pubblica si basa sul successo dei processi di collaborazione; - La conoscenza anche in un ambiente urbano il frutto dei processi di condivisione; -Di conseguenza, collaborare implica abbandonare il termine mio, sostituendolo con il termine nostro ( necessario passare da: il mio documento, la mia procedura, la mia conoscenza, a: i nostri documenti, la nostra procedura, la nostra conoscenza).

I principi dell Amministrare 2.0 trovano applicazione attraverso Tre Verbi che stanno ad indicare azioni, attivit, prassi da consolidare. I TRE VERBI: COLLABORARE, COMUNICARE, DEMATERIALIZZARE - Collaborare implica la capacit di comunicare, continuamente; - Comunicare implica avere a disposizione tutti gli strumenti di conoscenza; - La comunicazione glia di un processo bidirezionale di informazione; - La comunicazione WEB 2.0 rompe le tradizionali gerarchie; pone tutti alla pari, valorizza le competenze individuali, mette a disposizione di tutti gli attori le conoscenze; - Evitare che la carta, la lettera, il fax, giustichino lesistenza della posizione lavorativa e giustichino un lavoro; - La posta, il documento, latto amministrativo, la cartograa si visualizzano, non si stampano, non si spediscono. Naturalmente quello illustrato dovr essere un processo di cambiamento costante/continuo.

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Esso non sar sempre lineare nel suo manifestarsi. Purtroppo non sar irreversibile (almeno per un importante periodo di tempo). Questo processo incontrer ostacoli e resistenze continue nellaermarsi. Una Amministrazione che decider di intraprendere questa strada dicile e faticosa non dovr considerarsi la pi brava della classe. Dovr essere consapevole di aver imboccato una strada di costante trasformazione. Dovr essere convinta di non essere la sola nel mondo della Pubblica Amministrazione a lavorare quotidianamente per il cambiamento; per questo andr incentivato in modo trasparente sul WEB uno scambio di best practices con gli altri soggetti impegnati nellinnovazione. Anch questi principi si attuino, c, per bisogno dellimpegno comune di alcuni soggetti che dovrebbero stringere tra di loro un patto esplicito per linnovazione della Pubblica Amministrazione: - il mondo degli Amministratori illuminati, costantemente in rete tra di loro, che collaborano, indipendentemente da ogni forma di appartenenza politica. Sono gli Ammini-

stratori convinti dellimportanza di innovare lEnte pubblico; essi sono consapevoli che innovare lAmministrazione la condizione per cambiare il territorio; - i pubblici dipendenti che hanno maturato una professionalit da dilettanti nel loro vivere quotidiano linnovazione e Internet. Sono coloro che sorono una situazione di schizofrenia che li vede innovatori nella vita privata e operai fordisti nel lavoro di ogni giorno. Sono i pubblici dipendenti che considerano un arricchimento professionale e personale il rapporto bidirezionale con i cittadini (cittadini essi stessi), che recuperano il senso etico del loro essere pubblici dipendenti. Sono i pubblici dipendenti orgogliosi, perch consapevoli di partecipare al processo di innovazione del Paese, convinti che la loro retribuzione vada legata al merito individuale, piuttosto che allanzianit di servizio; - i cittadini (meglio i city user) sia come singoli individui (il social networking espressione di individualit) che esprimendosi attraverso le loro organizzazioni. Essi colgono le straordinarie opportunit di cambiamento oerte dal WEB 2.0 applicato alla Pubblica Amministrazione. Sono i cittadini che pretendono di partecipare, di condividere, di esprimere la loro opinione senza delegare ogni scelta alla politica. il citta-

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dino che non si considera il giudice del pubblico dipendente, bens il soggetto principale del cambiamento, perch a lui e al soddisfacimento dei suoi bisogni che rivolta lattivit di innovazione della Pubblica Amministrazione; - il mondo dei produttori di prodotti WEB per le Pubbliche Amministrazioni (i vendors). Essi devono vedere nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione non banalmente unopportunit per sviluppare il proprio business (...anche se questa intenzione assolutamente legittima), ma una opportunit per innovare anche s stessi e le proprie attivit, i propri prodotti, le proprie aree di business. I pubblici amministratori non hanno pi bisogno di chi si presenta per orirgli un software celibe (per quanto avanzato esso sia), oggi abbiamo bisogno di progettisti di sistemi organizzativi ed informatici fondati sulla rete. Si ricordi quanto ho aermato pi sopra: la partecipazione dei cittadini deve essere intrinseca allarchitettura del software. Per dirla in una battuta: meno muratori, pi architetti. Il supporto legislativo (una vera Agenda Digitale) dovr essere concepito per favorire questo processo (pi ex post che ex ante),

per sburocratizzare, per delegicare, per esaltare le best practices di una Comunit. Lorganizzazione del Comune di Venezia sar sempre assolutamente diversa da quella del Comune di Crotone e di Mantova. Il Ministero dei lavori Pubblici dovr organizzarsi in modo diverso da quello della Pubblica Istruzione. Questi Enti non potranno mai essere ricompresi in un unico corpo legislativo che pretenda di dettarci modelli organizzativi omogenei e eguali per tutti. Si raorzino attraverso modiche legislative i principi generali, si delegichi la modalit di organizzare lEnte. Si premino i Comuni (gli Enti pubblici) che scelgono di innovare davvero, che scelgono di investire le proprie risorse nella rete a banda larga, nel wi, nelle tecnologie WEB 2.0. Poco importa se scelgono, per attuare queste politiche, soluzioni in house - come ha fatto il Comune di Venezia - o si adino alla collaborazione con le imprese dellI.C.T. terze. Il mercato dellinnovazione talmente vasto da consentire margini di lavoro per tutti i soggetti imprenditoriali pubblici o privati che siano.

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CAPITOLO 9 OBIETTIVO INTEGRAZIONE - UNA DIVERSA ARCHITETTURA DI RETE: IL MILLEFOGLIE Molte Amministrazioni possiedono un patrimonio (frutto di cospicui investimenti avvenuti negli anni) costituito dai software applicativi tradizionali sviluppati su logiche verticali. Si sono accumulate conoscenze e informazioni del territorio che, poich non sono sempre integrate tra di loro, restano inespresse nella loro potenzialit. La graduatoria degli aventi diritto ad un posto in un asilo nido, se scollegata dal database dellanagrafe e dalla cartograa del SIT ha uno scarso valore e, soprattutto impedisce al cittadino di interagire organicamente con lAmministrazione comunale.

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Il cittadino cos pu trovarsi nella condizione di essere di volta in volta, lutente di un asilo nido, il residente in un immobile che vuole capire a quanto ammonta limposta IMU, il cittadino che deve rinnovare la carta didentit. Ma i bisogni dei cittadini, evidentemente non si manifestano seguendo le nostre logiche organizzative, la vita reale si manifesta secondo altre modalit. Tiro un velo pietoso sulla volont delle diverse Pubbliche Amministrazioni di far dialogare e di aprire i loro silos di dati. Mi permetto di suggerire alle Amministrazioni di perseguire la costruzione di una architettura di rete nalizzata a consentire al cittadino, o al dipendete del Comune l'accesso ai data base o alla cartograa secondo una logica che privilegia lintegrazione delle funzioni. 48 Ci potr avvenire attraverso la rappresentazione cartograca della Citt (la georeferenziazione, o attraverso lidenticazione di un problema secondo una casistica predeterminata (ad es. la scuola, il lavoro, la cultura ecc.) usando poi un motore di ricerca per spostarsi nel sito. Il nome dellarchitettura MILLEFOGLIE sta a rappresentare una costruzione logica e funzionale che sovrappone strati di cono-

scenza, mettendo in relazione database gi esistenti. Tali strati (database, set di dati, conoscenze) sono relativamente poveri di funzionalit se presi ognuno a s stante, si arricchiscono invece se sono messi in connessione, se sono sovrapposti tra di loro. 49 Larchitettura del sistema dovr avere caratteristiche di grande essibilit, dovr consentire limplementazione di ulteriori altre funzioni, anche non proprietarie (open source), adattandosi ai problemi e alle trasformazioni del territorio. Si tende cos a superare la storica incapacit delle ottime cartograe (urbanistica e lavori pubblici) e aggiornati data base (tributi, anagrafe, lavori pubblici, ecc.) di dialogare tra loro. Si assumono cos alcuni fondamentali della losoa WEB 2.0: non si lavora per s stessi, ogni conoscenza va connessa a quella degli altri, il prodotto nale il frutto dei processi di collaborazione. Il prodotto nale teso non solo a migliorare le prestazioni interne allEnte, ma anche ad orire ai cittadini un miglior accesso alle conoscenze e ai servizi comunali, un sistema pi intuitivo e pi ricco di funzioni.

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Nella costruzione del Millefoglie (su questi principi stato costruito un software come IRIS), utilizzando le potenzialit tipiche degli ambienti 2.0 si deve usare la tecnica del mash up, il mescolare cio applicativi diversi, prodotti da software house diverse (uso dellopen source). Nel WEB 2.0 nascono le mash up, cio la combinazione e integrazione leggera (lightweight) di due o pi servizi oerti da siti Web come Google, eBay e cos via, in un nuovo sito o servizio...si possono assemblare servizi gratuiti e funzionalit disponibili in Rete, realizzando nuove e innovative applicazioni. Questo proprio grazie alla grande abbondanza di API che si possono trovare sul Web. 50 Luso degli open source, nella loro accezione pi ampia, dovr essere unulteriore scelta strategica di una Amministrazione senza alimentare per contrapposizioni ideologiche con le piattaforme chiuse. Sono ancora in larga parte le pi diuse. La cartograa di base potr anche essere quella canonica del SIT comunale, ma essa andr mescolata con Google Maps, con la cartograa Microsoft Virtual Earth. Questi prodotti dovranno essere poi concepiti per integrarsi con le piattaforme di social

networking (da Twitter a WAZE, a Foursquare). Questo processo rappresenta la dimostrazione della potenza dei sistemi fondati sulla collaborazione, sullopen source, sullarricchimento reciproco. Si pu mescolare (MASH UP) una cartograa Google Maps e il database del servizio ecograco del Comune, il social network WAZE e ottenere un ottimo prodotto. Vorrei ora, in modo esemplicativo, articolare il rapporto tra il bisogno del cittadino, o dellimpresa, trasformando cos il termine diritti in azioni secondo una logica consequenziale. Quelli che indicher di seguito rappresentano i possibili prodotti complessi richiesti dai cittadini. Questo esercizio ci servir per far comprendere appieno la funzionalit reale dellarchitettura MILLEFOGLIE e il salto culturale che essa richiede per dispiegare le proprie potenzialit. IL DIRITTO DEL CITTADINO: (naturalmente questi sono solo di esempi di possibili strutture da costruire) - accedere al sistema, tramite la pagina WEB dell Amministrazione, attraverso il
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proprio codice di indenticazione (o la userid e la password di Cittadinanza Digitale). La pagina WEB selezionata diventa la Intranet del Cittadino. Questa pagina personalizzata; - digitare l'anagraco della propria abitazione; - conoscere lammontare dell'IMU che deve essere corrisposto (l'atto nel caso di una abitazione comunale), conoscere le modalit di calcolo dell'IMU da corrispondere ed eettuare il pagamento online; - conoscere l'ammontare delle bollette dell'acqua e la TIA (anche in questo caso le modalit di calcolo); - conoscere la disponibilit di posti negli asili nido o nelle scuole materne della zona di residenza, iscrivere il bambino, pagare la retta; - per ogni servizio il cittadino deve essere in grado di comunicare in rete con lAmministrazione, deve poter discutere con gli altri utenti e con i dipendenti sullecienza del servizio erogato, deve poter esprimere il proprio feedback sulla qualit del servizio. IL DIRITTO DELL'IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA

- accedere alla pagina web dellAmministrazione attraverso il proprio codice di indenticazione; - digitare l'anagraco dell'immobile soggetto a ristrutturazione, o identicare l'area per la domanda di un plateatico, ecc. (si tratta solo di esempi); - conoscere la destinazione urbanistica dell'immobile o gli spazi pubblici ancora a disposizione per richiedere un plateatico; - conoscere l'ammontare dell'IMU, della CIMP, le bollette dellacqua, la TIA ecc.; - dialogare attraverso la PEC o direttamente attraverso la pagina WEB con gli uci, con altri Enti -a partire dalle Camere di Commercio- vericare la documentazione necessaria prima della formalizzazione delle richiesta di permesso, ottenere i permessi. Soprattutto, seguire in modo trasparente l'iter della domanda. INTERAGIRE CON I PROGRAMMI DI MANUTENZIONE DELLA CITTA', CONOSCERE LO SVOLGIMENTO DELL'AZIONE AMMINISTRATIVA, VERIFICARNE I RISULTATI. - il cittadino accede alla pagina WEB dellAmministrazione attraverso il proprio codice di indenticazione;

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- individua la via, la scuola, il monumento, l'immobile pubblico oggetto di intervento (database dei lavori pubblici programmati);

ALCUNE BEST PRACTICES REALIZZATE AL COMUNE DI VENEZIA 51 Consiglio di visionare questi applicativi:

- conosce i tempi e i costi di realizzazione; - ARGOS (www.argos.venezia.it); - in caso di manutenzione stradale o della viabilit viene informato sui percorsi alternativi, sulle soste, sulle aree di parcheggio; la copertura WIFI delle principali vie di comunicazione, o la diusione della connettivit a banda larga pu consentire un collegamento costante tra viaggiatori e settore viabilit del Comune; - interloquisce, assieme ad altri cittadini, con gli organi politici, amministrativi e tecnici usando i blog, i forum in rete, i social network ecc.. Mi sono limitato ad indicare alcune possibili applicazioni. E allora, servono nuove leggi per rendere la vita pi semplice ai cittadini e per far lavorare meglio i pubblici dipendenti? Sicuramente necessario delegicare i procedimenti, imparare a lavorare nel rispetto degli obiettivi. La forma, la prassi consolidata, la norma sono i retaggi del passato. - la gestione della manutenzione urbana; - la gestione del processo elettorale. Invito il lettore ad esplorare in Internet questi quattro siti, e a vericarne tutte le funzionalit, confrontandoli con i prodotti della tradizionale automazione per gli Enti locali. - la gestione della viabilit; - la gestione degli spazi pubblici destinati ai natanti (a Venezia Centro Storico), questo problema vale nella citt dacqua quanto i parcheggi in una citt di terraferma; Sono quattro esempi di applicativi che consentono linterlocuzione tra i cittadini e lAmministrazione (non con la politica dai favori ai diritti - ricordate!!!) attorno a temi nevralgici: - IRIS (http://iris.comune.venezia.it/); - BARIS (http://baris.comune.venezia.it/); - Ele.G.I. (http://elegi.comune.venezia.it)

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Sono replicabili ed utilizzabili ovunque. Mi permetto di sottolineare che, nonostante siano ancora avanzatissimi sotto il prolo concettuale, risentono di un limite. Sono stati concepiti, meglio ideati, nellepoca (si fa per dire, 2009) in cui luso dei social network non era cos diuso e permeato come oggi. Nel 2013 li concepirei come strutture integrabili a quelle dei social network o, essi stessi, come social network. Naturalmente li renderei fruibili prevalentemente da mobile su piattaforme Android, IOS o altre meno diuse. In tutti i casi, voglio evidenziare alcune caratteristiche che contraddistinguono questi software: - il cittadino il protagonista dellapplicazione, lui che ne fornisce i contenuti, che la fa crescere (user generated content); il cittadino quindi non uno spettatore, dialoga direttamente con gli uci che hanno dovuto adattare la loro organizzazione a questo nuovo modo di dialogare; - linterlocutore del cittadino ununica entit (il Comune), non la galassia delle nostre competenze (ad es. IRIS non ammette la risposta non di mia competenza);

- lAmministrazione deve rispondere sempre al cittadino, si impegna, indica i tempi di realizzazione dellopera o i motivi per i quali un problema non viene risolto; - il problema segnalato dal cittadino esce dalla sfera privata; il problema viene assunto dallintera collettivit. Tutti i cittadini vedono tutto, lintero processo diventa cos trasparente. Ci trasformiamo davvero in una Comunit; - viene valorizzata la capacit del cittadino nelluso delle tecnologie di rete, che diventano cos utili, necessarie, strumento nuovo e importante per dialogare con la Pubblica Amministrazione; - poich non c pi bisogno dellintermediazione politica per rimuovere un cumulo di riuti, i diritti, davvero, non sono pi il frutto di una cortesia da parte del mondo politico; - tutti gli applicativi vanno concepiti come una innita fonte di dati e di informazioni generate dai cittadini. Questi dati possono essere utilizzati dallAmministrazione ad es. per la programmazione dei lavori pubblici, della viabilit ecc.; - inne, IRIS, BARIS, ARGOS consentono ai cittadini di dialogare tra di loro, di commentare, di inuenzare le scelte dellAmmi-

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nistrazione senza che le loro conversazioni siano ltrate da nessuno. Devo dire che, tranne rarissime eccezioni ha funzionato la regola non scritta tra gli utenti del WEB: chi scrive sciocchezze viene emarginato dalla comunit. Poich siamo assertori della logica dellopen source, consigliamo che questi software debbano essere messi a disposizione, dati in uso gratuito ad ogni Amministrazione locale che intenda usarli ed arricchirli. Naturalmente i software arricchiti andranno messi di nuovo a disposizione di tutti.

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CAPITOLO 10 UN ESEMPIO CONCRETO DI PRODOTTI INTERATTIVI IL PROGETTO SMART SOCIAL SYSTEM 52 Ho introdotto a questo punto dello scritto originale il draft che ho scritto nel 2011 per partecipare al bando europeo (7 programma quadro sulla cooperazione) Sda: mobilitazione della conoscenza ambientale per le politiche ambientali e sociali.Sviluppo di sistemi informativi e di monitoraggio ambientale basati sulla comunit impiegando nuove ed innovative applicazioni di osservazione della terra. Questo scritto rappresenta, nel miglior modo possibile, la mia idea aggiornata di integrazione, di prodotto complesso, di uso dei social.

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Il progetto SMART SOCIAL SYSTEM, realizzato in collaborazione con il Comune di Bologna, non fu nanziato dallUnione Europea in quanto ritenuto eccessivamente evoluto. Anche per questo motivo lo ripropongo L'obiettivo del progetto quello di sviluppare un sistema che consenta di suscitare tutte le energie, le sensibilit, le conoscenze dei "city user" per migliorare la sostenibilit ambientale in un ambiente urbano. nostra profonda convinzione che non siano praticabili politiche rivolte alla sostenibilit ambientale, soprattutto negli ambiti urbani, senza il pieno coinvolgimento dei cittadini. In denitiva, riteniamo che una politica tesa alla sostenibilit ambientale non possa essere il frutto esclusivamente di imposizioni e di regole. Per raggiungere l'obiettivo pregurato, il pieno coinvolgimento dei cittadini, si svilupperanno algoritmi per poter rendere visibili costi e beneci nei confronti dellambiente derivati dalle azioni umane e delle cose, anche le pi minute. Si svilupperanno piattaforme di cloud computing, applicativi per piattaforme di social network; si utilizzeranno dati provenienti da "oggetti" (Internet of things) sviluppando apposite sensoristiche, si studieranno

nuove e diverse forme di visualizzazione della produzione di dati (visualizzazione dei BIT) da mettere a disposizione dei cittadini. Gi oggi le forme di "governance" di un ambito urbano sono in possesso di una grande mole di dati in grado di rappresentare lo stato dell'ambiente. La grande quantit dati, quasi sempre, non disponibile in formati condivisi. Spesso i dati non sono accessibili ai cittadini, alle imprese e alle stesse articolazioni attraverso le quali strutturata la "governance urbana". I dati sono oggi il frutto di una rilevazione e di una osservazione statica e remota. Non si sfruttano appieno le immense potenzialit oerte dal web per generare una visione dinamica e condivisa dello stato dellambiente in un ambiente urbano. Parallelamente, negli ultimi anni, si sono sviluppate, grazie al moltiplicarsi delle piattaforme di "social network", inedite forme di partecipazione alla vita cittadina. Sono migliaia le pagine pubblicate ad esempio su Facebook o oggetto di ricerche sui motori di ricerca, piuttosto che su altre "piattaforme social", che si propongono di migliorare la qualit dell'ambiente urbano, piutto-

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sto che di incrementare la cultura della sostenibilit ambientale. Anche questi dialoghi, spesso di alto livello culturale, che rappresentano un evidente "termometro" dello stato dell'ambiente urbano, dovrebbero essere messi a sistema. Questi dialoghi rappresentano un importante "valore sociale" per unarea urbana. La cultura che sta al fondo delluso dei social, ormai diusa in ogni angolo del globo, rappresenta una evidente volont di partecipazione conseguente alla crisi delle tradizionali forme di rappresentanza e alle nuove potenzialit oerte dalle tecnologie I.C.T.. I dialoghi social sono rappresentati in formati diversi. Non solo attraverso le tradizionali forme di scrittura, ma anche attraverso i lmati, le fotograe, gli audio ecc. Ci si riferisce in particolare alle piattaforme Internet e alla cultura che le ha ispirate, denita WEB 2.0. Nei prossimi anni assisteremo inoltre all'esplosione e alla diusione di una ampia quantit di dati, generata dalla relazione, grazie a Internet, tra oggetti dotati di indirizzo IP (Internet of things). Gi oggi una ampia gamma di oggetti (automobili, biciclet-

te, ecc.) produce, grazie ai sensori (tendenza incentivata dallo sviluppo dei processi di miniaturizzazione), notizie sullo stato dell'ambiente e inedite relazioni tra le persone, le cose e lambiente. ...McKinsey prevede che il numero di nodi connessi nellInternet of Things, conosciuti anche come dispositivi machine-to-machine (M2M), utilizzati nel mondo cresceranno ad un tasso del 20% anno nei prossimi cinque anni. 53 Inoltre la diusione dell'uso degli smart phone consente gi oggi ai "city user" (ed agli stessi oggetti) di diondere continuamente -non in remoto- dati e dialoghi. 54 I CITY USER COME SOGGETTI PROTAGONISTI DELLA NOSTRA PROPOSTA La nostra proposta vede come soggetti ai quali rivolgersi in un ambiente urbano i city user. Riteniamo infatti che le azioni che vanno ad inuenzare la sostenibilit ambientale siano il frutto delle attivit dei residente anagraci, degli studenti fuori sede, dei lavoratori pendolari, dei turisti. Tutti questi soggetti elencati ambiscono a diritti di cittadinanza urbana. A tutti va chiesta responsabilit ed assunzione della cultura della sostenibilit urbana.

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Parimenti andr richiesto alle Pubbliche Amministrazioni -ma anche a soggetti privati- di mettere a disposizione i dati in loro possesso secondo i principi che ispirano le azioni denite di Open Government Data. I principi di trasparenza, partecipazione, collaborazione che ispirano le politiche di Open Government Data sono gli stessi che possono consentire il raggiungimento di obiettivi di sostenibilit ambientale. IN SINTESI: La prima idea base progettuale (che deniamo precondizione infrastrutturale): quella di studiare lo sviluppo di piattaforme di cloud computing per le Pubbliche Amministrazioni (e/o per la Governance - comprendendo i soggetti privati) di un ambiente urbano. I soggetti pubblici interessati allo sviluppo qualitativo delle piattaforme di cloud computing non dovranno limitare la propria disponibilit alla sola digitalizzazione dellesistente, anche se in formato open, ma dovranno dichiarare la disponibilit ad arricchire i dati in loro possesso attraverso il dialogo costante generato dalla contaminazione con le attivit sviluppate dal mondo dei social media in tutte le sue forme e piattaforme. 55

I dati cos rielaborati ed arricchiti andranno restituiti alla comunit urbana attraverso un circuito virtuoso, fondato sulla losoa dello scambio. Il usso di informazioni, in questo modo, non avr mai interruzione garantendo costantemente relazioni virtuose. La seconda idea base progettuale: per raggiungere una piena ecacia del sistema andr promosso luso responsabile (che deniamo precondizione culturale) dei social network e sviluppato un sistema di business intelligence e di visualizzazione dei dati (che deniamo precondizione software - terza idea base progettuale) per cogliere pienamente i fenomeni sociali e i contributi di partecipazione che ivi si manifestano. Lidea progettuale si completa con la convinzione che sia necessario individuare da parte della Governance le forme di premialit dei comportamenti virtuosi, da contrapporre alla moltiplicazione delle pratiche sanzionatorie e di proibizione. Per raggiungere questo obiettivo il progetto si propone di studiare, in collaborazione con la Governance e i city user le diverse forme premiali, anche quelle di carattere scale e/o agevolativo. I limiti (ad esempio alla circolazione delle persone e dei mezzi nelle aree urbane) e i
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divieti non generano quasi mai risultati apprezzabili. Limiti e divieti contribuiscono inoltre ad accentuare il distacco tra city user e Governance, incentivando il consolidarsi di una cultura che considera la sostenibilit ambientale come un limite allo sviluppo. Rileviamo inne, come il progetto da noi proposto vada inserito in quellalveo pi ampio di attivit che lUnione Europea denisce Smart Cities.

In particolare vogliamo qui aermare una nostra visione olistica dellidea di Smart Cities. Non casualmente il nostro progetto si pregura la realizzazione di un sistema e non, al contrario, della somma di singole iniziative, per quanto positive esse possano apparire. Deniamo questa positiva collaborazione frutto della contaminazione tra dialoghi diversi generati da persone e/o da oggetti: SMART SOCIAL SYSTEM Poich il proponente intende sviluppare le attivit di ricerca, per le quali si chiede il
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contributo, in unarea urbana ben stabilita, si potranno seguire diverse variabili. Particolarmente proponiamo lo studio di variabili (azioni) ben denite. Ci si propone di sviluppare, attraverso una attivit di mash up tra dati oerti da soggetti diversi (soggetti istituzionali pubblici e privati, piattaforme web come Google, Flickr ecc.), una piattaforma di dialogo georeferenziata, da postare sui social network esistenti. Si intende per mash up la combinazione e lintegrazione leggera (ligthweight) di servizi oerti da diversi siti web in un nuovo

servizio. La piattaforma verr denominata Ambientalmente. I dati che consentiranno alla piattaforma di essere partecipata auiranno grazie ad un processo denominato user generated content. I contenuti saranno cio prodotti dai city user (ma anche attraverso lo sviluppo di Internet of things) attraverso le diverse attivit nalizzate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilit ambientale. In primis, linaugurazione di un servizio che consentir di rilevare, attraverso lincentivo alluso di biciclette dotate di sensori (o automobili elettriche) e/o agli smart phone, i
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livelli di inquinamento dellaria (ad es. CO2, PM10, Idrocarburi/benzene) per favorire azioni partecipate che li riducano sensibilmente. Parallelamente andr promossa e sviluppata una attivit, da parte dei city user, volta a fotografare, commentare, georeferenziare (uso dei TAG) attivit o situazioni virtuose sotto il prolo della sostenibilit ambientale. La rilevazione e la votazione (espressione di gradimento - like) dei comportamenti virtuosi incentiver una competizione virtuosa e il tangibile raggiungimento di obiettivi condivisi.

I comportamenti e le situazioni virtuose saranno evidenziati e commentati nei social network, potranno altres essere visualizzati in real time su Media Facade, concepita come bacheca collettiva dei dialoghi web della citt e come forma di visualizzazione dello stato dellambiente nellarea urbana. La Media Facade concepita come una nestra sui dialoghi web, va realizzata perci come un terminale web. 56 Seguendo una logica di multicanalit, ci si propone altres di studiare e sperimentare la trasformazione del televisore domestico in terminale per laccesso a Internet (il principio similare a quello gi espresso

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per la Media Facade. Ci evidentemente al ne di coinvolgere tutte le fasce della popolazione, comprese quelle pi anziane negli obiettivi di sostenibilit ambientale. In questo modo ci si propone di superare la cultura del divieto e della proibizione; si evidenzieranno per riprodurle, le situazioni virtuose, contribuendo cos a superare unidea delluso dei social network come luogo di sola protesta. I dialoghi, sotto qualsiasi forma saranno rappresentati (post scritti, immagini fotograche, lmati ecc.), potranno essere sottoposti a tecniche di sentiment analysis (o opinion mining), e di real time web scanner per cogliere in modo trasparente il livello di partecipazione dei city user. Per sentiment analisys si intende la capacit di analizzare i dialoghi espressi nelle piattaforme web per individuare sia gli aspetti quantitativi, che quelli qualitativi e identicare la positivit o la negativit delle opinioni e il relativo grado di intensit emotiva. Il progetto si propone lo sviluppo di algoritmi per supportare queste attivit.
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Il risultato atteso la partecipazione consapevole dei city user alle politiche di regolazione del traco cittadino. Le azioni saranno nalizzate alla sostenibilit, mobilitando tutti i saperi e le conoscenze sulluso sostenibile della Citt. Lo sviluppo di una piattaforma wiki inoltre consentir di raccogliere tutti i contenuti prodotti, elaborando cos collettivamente comuni linguaggi e signicati urbani. Il progetto consentir alle pubbliche amministrazioni di realizzare una politica di trasformazione dei dati in loro possesso al ne di renderli accessibili nellottica di realizzare azioni improntate all open government data. 58 Dati anagraci e di classicazione della destinazione degli edici; dati cartograci, dati inerenti la rete viaria, saranno resi disponibili tramite formati aperti e quindi accessibili anche ad ogni sviluppatore e a ogni utilizzatore. Come gi aermato pi sopra, attivit di mash up, tra open data pubblici, cartograa, dati prodotti dallattivit di persone e di cose, social media, realizzeranno un circuito virtuoso teso a mobilitare e a mettere a sistema tutte le conoscenze in materia di sostenibilit ambientale.

Il progetto prevede, ancora, lelaborazione di algoritmi in grado di misurare i beneci ambientali di ogni azione al ne di rendere consapevole la collettivit degli eetti di ogni sua attivit

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CAPITOLO 11 LO STRUMENTO //venice>connected E LA GESTIONE DEI FLUSSI TURISTICI 59 Ho aermato pi sopra la necessit che la struttura organizzativa della Pubblica Amministrazione sappia adattarsi alle specicit di un ambiente urbano. In questo capitolo dimostrer attraverso un esempio concreto come si possano arontare in modo innovativo problemi complessi come la gestione delleconomia del turismo. Posso aermare che questa attivit stata ritardata e complicata, particolarmente, oltre che dallinsipienza del mondo politico ed economico, anche dalleccesso di legicazione che limitava il ruolo dellEnte Pubblico

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In questa parte aronto limpegno pi gravoso (ma anche il pi esaltante) che devono assumersi molte citt: governare attraverso il WEB i ussi turistici di cui gode (o sore, a seconda dei diversi punti di vista). Se dovessi parlare oggi -rispetto al 2009delleconomia del turismo e delle sue relazioni con il WEB, aggiungerei concetti come web storytelling, luso dei social network ecc. Ne parlo diusamente nel libro Smart Cities-Gestire la complessit urbana nellera di Internet.. La sostanza comunque non cambia per nulla. Anche in questo caso, pi avanti orir un progetto che ho costruito qualche mese fa per partecipare a bandi del MIUR. Stupir i miei lettori non veneziani: ma come, tutto il mondo si pone il problema di far crescere leconomia del turismo e Venezia, la pi importante citt turistica dItalia, si propone di governare i ussi turistici? anzi, parlate di turismo sostenibile? Il portale //venice>connected nato per rispondere a questi interrogativi. Consentitemi una breve disgressione sulleconomia del turismo per far capire limportanza crescente che viene ad assumere Internet in questo settore.

Il turismo considerato il settore economico mondiale in maggiore e costante crescita nei prossimi anni, tutto ci nonostante la crisi economica mondiale. Milioni di persone in tutto il mondo utilizzano il raggiunto benessere e la libert per viaggiare, per conoscere. Come si capisce non pi il turismo tradizionale; i cinesi, o i russi dei quali si favoleggia non possono essere gestiti come i francesi o i tedeschi. Ma, chi oggi il turista? Questo interrogativo ci aiuta a non ragionare genericamente di turismo. Il turista prima di tutto una persona che esprime bisogni, capacit di spesa, livelli culturali diversi. Il cliente turista concepisce quindi una vacanza non solo in funzione della propria capacit di spesa, ma anche in conformit al proprio livello culturale e ai propri interessi. Non si tratta quindi, per l'operatore del turismo, di soddisfare generici bisogni identici per tutti (una falsa idea di turismo di massa depersonalizzato), ma di bisogni ben deniti ai quali rispondere. E opportuno allora non parlare pi di turista, ma di turismi.

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Il turista dell'inizio del XXI secolo tendenzialmente un soggetto (un cittadino) che vuole programmare, spesso senza intermediazione alcuna, la propria visita, la propria vacanza, il proprio viaggio, con tempi di prenotazione che vanno dal last minute alla prenotazione con grande anticipo. Questo soggetto ha scoperto che il WEB oggi gli ore la possibilit di organizzare e poi di condividere con gli amici il viaggio e le esperienze che ha vissuto. Il WEB diventato il maggior veicolo utilizzato dalle persone per viaggiare. Peccato che gli operatori turistici non ne siano del tutto consapevoli e che vivano Internet come un avversario da battere piuttosto che come una straordinaria opportunit. Nellaermarsi di questo atteggiamento da parte dei turisti assume un peso determinante la convinzione di poter spuntare, individualmente, condizioni economiche e servizi migliori rispetto a quanto oerto dai servizi tradizionali di intermediazione: le agenzie, i tour operator. Soprattutto, le persone vogliono condividere con i propri simili le esperienze di viaggio. Anche le esperienze di viaggio negative (un ristorante eccessivamente costoso, un

museo chiuso, una stanza dalbergo poco pulita) vengono condivise e commentate da community composte da milioni di persone. I social network sono lo strumento attraverso il quale le persone narrano (web storytelling) una citt e un territorio. Quando si aronta il tema della competitivit del turismo italiano, si commette un errore parlando genericamente di mercati turistici da conquistare; i mercati turistici sono il frutto, la somma, di soggettivit. I mercati turistici sono il frutto dellagire di milioni di persone che esprimono diversi bisogni e diverse capacit di spesa. Sono persone che immaginano in modo diverso luno dallaltro la loro vacanza, anche quando prenotano una crociera, che il massimo dellintrattenimento collettivo. Questo fenomeno trova le sue radici nellampliamento dell'estensione della rete e nella capacit di coglierne le potenzialit e le funzionalit sempre maggiori; come ho gi detto sono aumentati, contemporaneamente, gli strumenti di connettivit e la capacit di usarli (social networking). Il WEB costituisce quindi lo strumento: - per la promozione delloerta turistica;

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- per assemblare le diverse componenti delloerta (in questo la soggettivit del turista gioca ormai un ruolo fondamentale); lalbergo si sceglie su un portale web, il vettore aereo in un altro ancora ecc. Il turista ormai si orienta da solo in un mercato che espone i propri prezzi nelle diverse bancarelle digitali; - per poter toccare con mano i prodotti (anche il turismo parte di un catalogo virtuale presente su Internet; valgono anche qui le regole dell eCommerce); - per prenotare i diversi componenti del pacchetto, attribuendo ad essi un valore legato alla loro disponibilit (ecco il tema della sostenibilit, per garantire al turista che il bene fruibile e per garantire al residente di un qualsiasi centro storico una vita normale). VENEZIA, LECOMMERCE, IL TURISMO Poich loerta turistica in grande parte intermediata usando Internet come una piattaforma, l'Amministrazione Comunale di Venezia decise nel 2008 di utilizzare le piattaforme WEB per organizzare i ussi turistici e per migliorare loerta dei propri servizi pubblici e del patrimonio culturale. Cos nato //venice>connected, il portale dellAmministrazione Comunale veneziana

che consente ai turisti di accedere alla Citt in modo organizzato. //venice>connected era il logo che contraddistingueva l'oerta on-line dei servizi pubblici e museali del Comune di Venezia. Dal 1 febbraio 2009 possibile la prenotazione on-line della Citt seguendo le logiche del eCommerce 2.0. Venezia stata la prima Citt al mondo che ha deciso: - di costruire una piattaforma WEB per lofferta dei servizi pubblici secondo le logiche 2.0; - di costruire un carrello di prodotti (servizi pubblici e musei in primis); era previsto che successivamente si arrivasse anche laccordo con gli alberghi, la ristorazione ecc., realizzando cos il sistema cittadino delloerta turistica; - di incentivare lo strumento della prenotazione dei servizi e laccesso ai musei; - di consentire lacquisto dei beni prenotati attraverso ununica transazione su Internet; - di adottare una politica di pricing per la determinazione stagionale delle tarie dei servizi pubblici e dei musei.

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La politica del pricing stata recentemente abbandonata dallAmministrazione veneziana. Lincentivazione e la disincentivazione dellausso dei turisti, usando la leva del prezzo dei servizi pubblici, era il cuore simbolico/culturale del progetto. Quella dellAmministrazione veneziana appare come una scelta assolutamente inspiegabile. Il principio che sovrintende a //venice>connected quello che la visita alla Citt di Venezia sempre libera, in ogni momento dell'anno, che non ci sono e non sono previste tasse all'ingresso n, tantomeno, sono perseguibili ipotesi di numero chiuso per l'accesso alla Citt. La scelta di adottare una politica tariaria improntata sul pricing consentiva di incentivare o disincentivare la visita alla Citt, variando i prezzi in relazione ai periodi dellanno, alle previsioni di maggiore o minore ausso di visitatori. Il tempo e lo spazio assumono cos un valore totalmente diverso. Si aermano al contempo: il diritto per il cittadino turista ad usufruire consapevolmente di una citt migliore e il diritto del cittadino residente a vivere la propria citt senza sentirsi periodicamente invaso.

Il portale //venice>connected era nato per contribuire alla gestione dei ussi turistici. Erano quindi implementabili attorno allarchitettura del portale //venice>connected nuovi terreni di ricerca e di sviluppo: - lo sviluppo di applicativi che consentissero ai visitatori di esprimere i propri feedback sul sistema Citt, e non sul singolo servizio, sia esso pubblico o privato; - la partecipazione da parte dei turisti alla costruzione di una memoria collettiva che possa consentire una migliore organizzazione della Citt (sviluppo di strumenti che seguano le logiche del WEB semantico); - lo sviluppo di applicativi che consentissero, attraverso luso della rete, una interazione tra il turista e i beni culturali; - lintegrazione con il mondo del social networking. Linnovazione della gestione del sistema turismo concepita a questa scala (una intera citt) usando Internet stata una novit assoluta, ma soprattutto potrebbe, ancora oggi, costituire la massa critica per innescare fenomeni innovativi nel tessuto economico turistico e sviluppare nuovi loni di produzione.

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Questi concetti e queste idee in tempi recenti li ho ulteriormente sviluppati. Al testo originale di Una scommessa da vincere aggiungo, perch venga sperimentato, il progetto denominato Smart Tourism Game. 1- PRINCIPALI OBIETTIVI E CONTENUTI DEL PROGETTO Il progetto si inserisce nel pi ampio lone dello storytelling degli ambienti urbani. La citt viene cio rappresentata (narrata) attraverso lattivit dei city user. Le piattaforme di social networking sono un nuovo e formidabile strumento a disposizione dei city user per lattivit di storytelling. Le fotograe e i video, georeferenziati e postati sono la forma espressiva e del linguaggio prevalente della nuova narrazione. Nel mondo delleconomia dei turismi la storia -limmagine- di una citt viene narrata anche attraverso la domanda e loerta di servizi su Internet. Il progetto si propone di integrare su una piattaforma web la liera del turismo culturale, unicando i luoghi della fruizione culturale e dello spettacolo in genere, con i servi-

zi per i city user, dai trasporti alla ricettivit alberghiera ed i servizi di ristorazione e svago. Il progetto consiste nello studio e nella realizzazione di una piattaforma di social networking che fornisca agli utenti (domanda e offerta) la gestione completa di una visita da parte di un utente "turista",consentendo di documentarla anche attraverso immagini e video. La piattaforma di social networking perci alimentata dal usso di informazioni provenienti dalle piattaforme di social network esistenti nellambito della visualizzazione di fotograe e lmati (a titolo di esempio Instagram, YouTube, Pinterest, Flickr, Foodspotting, FourSquare ecc.). La piattaforma altres alimentata dallofferta dei servizi di ristorazione, dagli alberghi, dallofferta museale e degli spettacoli ecc.. La piattaforma offre inoltre la possibilit di acquistare il servizio scelto attraverso strumenti di ecommerce. La piattaforma completata da un sistema di feedback certicati (ci far la differenza rispetto a Trip Advisor) postati da parte dei city user offrendo anche allofferta la possibilit di interloquire alla pari.

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Base del Social Network Smart Tourism Game Ambiente cloud Cartograa (possibilmente tridimensionalizzata)

( )
Logica: user generated content Offerta: alberghi, commercio, distribuzione, eventi, cultura ecc.

Il social network (STG) concepito come un market place, un luogo di incontro bidirezionale tra la domanda e loerta. Attraverso questa logica la preparazione del viaggio e il momento del viaggio verrebbero a congurarsi come un gioco; loerta potrebbe mettere a disposizione premi (anche simbolici) per coloro che partecipano al gioco. Il ne del gioco quello di far narrare (storytelling) lambiente urbano, sotto il prolo delle dinamiche delleconomia turistica e della valorizzazione dei beni culturali, agli attori/utenti attraverso le immagini e i tag.

Questa losoa risponde perfettamente alle logiche del web 2.0, user generated content e si inserisce nel lone delle piattaforme wiki. Ci si propone cos di rispondere a tre esigenze: - la domanda e lofferta oggi agiscono, sia nella fase dellacquisto del servizio, che nella fase del dream, che nella fase della condivisione dellesperienza del viaggio (della partecipazione ad un evento) in mondi (piattaforme web) separati tra di loro; - egualmente lacquisto (ecommerce) avviene su piattaforme diverse da quelle del momento del dream, o della pubblicit

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del bene (ci in Italia contribuisce a disincentivare lecommerce); - il city user spesso tagga in modo deresponsabilizzato suscitando cos un atteggiamento negativo da parte delloerta di servizi turistici nei confronti del web. Gli attori del social (STG) sono identicabili in 4 categorie: gli organizzatori dei luoghi e degli eventi culturali; i fornitori di servizi turistici; i mediatori dell'oerta culturale e turistica; clienti/fruitori (una categoria di city user). In questo contesto, applicando la losoa STG, si considera l'evento e la visita ad un ambiente urbano, nella loro pi generale accezione, comprendendo quindi musei, spettacoli, convegni, congressi, ere, esposizioni, etc. Ad esempio, dal lato delloerta la piattaforma prevede la gestione e la catalogazione dei contenitori intesi come location dove si svolge l'evento. La piattaforme dovr permette la gestione completa dei servizi per l'evento, collegandoli alla location o erogati da fornitori esterni. L'obiettivo

quello di fornire alle 4 categorie di soggetti individuate funzionalit atte a semplicare le fasi del processo produttivo, compresa la vendita, ed aumentare il livello d'interazione tra le parti. E lambiente che abbiamo denito pi sopra Market Place. In particolare agli organizzatori e ai fornitori (oerta) STG permetter la gestione e la

MARKET PLACE

Offerta: alberghi, commercio, distribuzione, eventi, cultura ecc.

promozione dei propri siti, in qualit di location di eventi di vario genere, nonch promuovere e gestire i propri prodotti (alberghieri, commerciali, food). Viene cos migliorato il lavoro di mediazione tra organizzatori culturali, fornitori di servizi turistici e il lavoro svolto dagli intermediari.

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Come si diceva pi sopra, ai clienti/fruitori dei servizi, si orir la possibilit di programmare, prenotare e acquistare attraverso un unico strumento l'evento ed i servizi correlati. Verr inoltre consentito a ciascun cliente/fruitore di valutare/giudicare loerta attraverso un sistema di feedback certicati. L'innovativit del progetto sta dunque nella creazione di uno strumento integrato che al momento manca a tutte le categorie identicate.

- consente alloerta di esporre nei wall i propri beni e prodotti, vendendoli (ecommerce); - visualizza in una costante sequenza (un unico wall) il usso di informazioni provenienti da domanda e da oerrta; - consente alla domanda di postare propri feedback. Consente alloerta una replica real time; - introduce luso di sistemi premiali (la nalit del game);

2- LA FORZA DEL PROGETTO E IL SUCCESSO DELLA PIATTAFORMA La forza del progetto, assolutamente innovativo a livello worldwide in ottica turistica, dato dalla interazione tra fruizione, feedback, narrazione dellambiente urbano. Il social network STG: - consente liscrizione (prolazione) esclusivamente con unidentit in chiaro (assunzione di responsabilit; - consente alla domanda di prolare il proprio wall attraverso la produzione di contenuti (immagini e video) aggregati da social esistenti;

Wall/Dati anagraci: no nike name assunzione di responsabilit

Le foto (i commenti/feedback) sono georeferenziati. Organizzati per localit.

Cartograa condivisa (possibilmente tridimensionalizzata)

Wall (identit) di un museo, albergo, esercizio commerciale ecc. Offerte...feedback e repliche CARRELLO/ACQUISTO BENI

- il gioco pu essere ambientato in ogni singola citt; - la congurazione della citt fatta dalle immagini postate e dalloerta evidenziata;

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- si crea per le Governance cittadine uno strumento di governo dei ussi e degli eventi turistici. Molta parte del successo della piattaforma basato sulla spinta propulsiva di un sistema di gaming (Partecipa al gioco del turismo. Gioca a casa tua e visita poi la citt. Condividi con gli amici le esperienze di un viaggio. Costruisci la tua citt attraverso le immagini. Compra comodamente da casa un prodotto) Il game premia sia la quantit che la qualit dei feedback superando l'azione passiva dei feedback senza controllo come accade oggi sulle piattaforme di social networking come Facebook e FourSquare. Sono valorizzati sia i feedback evidenziati da una "certicato" di fruizione rilasciato dalle piattaforme di prenotazione, sia per gli eventi, sia per la fruizione turistica usando dei plugin integrati con la piattaforma STG. Ci si propone di interfacciarsi con servizi esterni gi consolidati ad esempio social network, compagnie aeree, trasporti, etc. Per questo tipo di applicazioni ricordiamo che dal 1999 esiste uno standard denito dall'OTA (Open Travel Alliance) che permette lo scambio elettronico di informazioni

commerciali per il settore turistico, mediante l'uso del linguaggio XML e non solo. L'obiettivo denire dei parametri di qualit degli utenti che diano un maggior coefciente di valore ai feedback rilasciati. A titolo di esempio, un turista "socialmente attivo" che durante una vacanza di 15 giorni lascia numerosi feedback al giorno di cui una buona parte certicata da sistemi di prenotazione, otterr un punteggio maggiore ( ed i feedback rilasciati varranno di pi) di un utente che lasci un solo feedback nello stesso periodo.

Feedback certicati parametri di certicazione - identit in chiaro - quantit di feedback/qualit dello storytelling - valore delle transazioni premialit per la domanda e lofferta Voto della community

La community STG (una nuova trib) potr votare e attribuire un punteggio valutando la qualit del post. Lobiettivo quello di identicare e valorizzare gli utenti di qualit rispetto agli utenti

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"poco attivi" superando le attuali discussioni in rete tra utenti reali e utenti falsi. In pratica il valore viene generato dalla creazione di contenuti e, agganciando i contenuti ad una spesa, ( l'acquisto di un biglietto o di una camera d'albergo)diversica la prolazione degli utenti consentendo un processo qualitativamente migliore e pi efciente. La partecipazione al gaming tramite feedback certicati consentir sia di aggregare utenti nella piattaforma, sia di utilizzare elementi premianti virtuali (livelli diversi di "araldica" nel gioco), sia per gli utenti che accetteranno di farsi prolare di ottenere premi offerti dalla piattaforma tramite sponsor, organizzazioni turistiche e culturali (viaggi, libri, souvenir, anche semplici prodotti digitali "certicati").

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CAPITOLO 12 REGALATEMI UN SOGNO: IL NOMADIC WORK NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Mi perdoni Renato Brunetta, niente di personale, ma lidea del tornello rimasta negli annali delle cose di immagine, ma assolutamente inutili. Lidea che una maggiore produttivit nella Pubblica amministrazione potesse essere adata allecienza di un tornello non lho mai condivisa. Riporta ad unidea dellattivit lavorativa vincolata ai luoghi sicamente ben deniti. Torna sempre lidea che la Pubblica amministrazione sia assimilabile alla fabbrica fordista.

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Certo, un p di rigore nei confronti degli assenteisti ci voleva (rendiamo merito al coraggio di Renato). Alla lunga per la sua idea si dimostrata inecace perch ha lasciato inalterata la struttura organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni. La prestazione lavorativa improntata per la sua natura (il prodotto erogato) ad un rapporto diretto, sico con il cittadino deve avvenire in un luogo ben denito, ad orari il pi possibilmente improntati alla essibilit (le tipiche attivit di front oce). Tuttavia non capisco perch lelaborazione delle norme tecniche di attuazione di uno strumento urbanistico non possano essere scritte a casa mia, in un parco pubblico, al bar, a che ora mi fa pi comodo, o quando mi viene unintuizione creativa. Cos come non riesco a capire perch un professionista e un impiegato dellucio pubblica istruzione di un Comune, non possano svolgere insieme alcune attivit lavorative di comune interesse, non possano condividere un luogo di lavoro. Forse contaminandosi nel lavoro comune riuscirebbero a comprendere i propri diversi punti di vista e a migliorare lorganizzazione del lavoro e la qualit dei servizi erogati. Forse cos si potrebbero superare

le attuali divisioni che portano a generare incomprensioni e conitti costanti. Nel mio libro Smart Cities-Gestire la complessit urbana nellera di Internet ho rivolto lunghe riessioni al tema della decontestualizzazione del lavoro nellepoca del cloud computing e della diusione dei device mobili. Rimando tutti voi a quelle riessioni. In questo libro mi limito a commentare quelle pratiche che nel mondo normale si chiamano coworking. Questa la frontiera di nuove forme organizzative assolutamente innovative. Motivo di merito per una Pubblica Amministrazione che vuole cambiare radicalmente, il non limitarsi a far arrivare i dipendenti puntualmente al lavoro, necessario un cambio radicale nel modo di operare. Davo per scontato che tutti conoscessero il coworking. Nei miei incontri in giro per lItalia mi sto accorgendo che non cos. E allora, che cosa il coworking, e cosa centra con la Pubblica Amministrazione? Ricorro ancora volta a Wikipedia per descrivere il signicato di coworking:

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coworking (da "co" = insieme e "work" = lavoro) una modalit di telelavoro che sta emergendo recentemente. Tipicamente professionisti che lavorano da casa, consulenti e lavoratori che viaggiano molto niscono col lavorare in isolamento. Il coworking quindi il ritrovo sociale di lavoratori che, sebbene continuano a lavorare in maniera indipendente, condividono alcuni valori comuni e sono interessati alle sinergie che si possono creare nel momento in cui si lavora con altri professionisti nello stesso luogo sico. Alcuni spazi di coworking sono nati dall'iniziativa di liberi professionisti del Web e di Internet che erano soliti viaggiare molto e lavorare da bar e ca, oppure in isolamento dalle loro case. Il coworking in qualche maniera simile agli incubatori d'impresa anche se in questi ultimi spesso mancano aspetti di socialit, collaborazione e informalit. Da questo punto di vista, le iniziative di coworking assomigliano di pi a cooperative, specie per la loro attenzione al concetto di comunit, piuttosto che a tipiche iniziative commerciali. Molti dei partecipanti al coworking sono anche coinvolti nei BarCamp e altri sviluppi collaborativi di tecnologie quali ad esempio progetti open source.

Vi posso garantire che non sto provocando nessuno; penso che il coworking proprio per queste caratteristiche che lo slegano dal lavoro normale, si possa aermare positivamente in alcuni rilevanti settori della Pubblica Amministrazione in quanto consente di organizzare il lavoro per obiettivi. Si consente al lavoratore di uscire dallalienazione dellorario sso, del telelavoro, di operare dove vuole e quando vuole. Si consente di lavorare per obiettivi. Questa una strategia di cambiamento. In un sito web dove si attano spazi in regime di coworking 60 un attuario rivolge alla comunit la seguente domanda: E se voglio lavorare la notte? O la domenica? O il giorno di Ferragosto? Si sa, il free-lance non ha orario, n ama averne. Per questo, dopo qualche riessione e una chiacchierata con i coworker presenti, abbiamo deciso di integrare loerta di servizi del nostro Cowo con una opzione 24/7, cio ad utilizzo illimitato. In questo modo svincoliamo lutilizzo delle postazioni da qualsiasi orario, e diamo completa indipendenza a ogni coworker. Chi, invece, non ha questo tipo di esigenza, pu benissimo scegliere lopzione orario ufcio - dal luned al venerd dalle 9.00 al-

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le 18.00, spendendo meno e lavorando negli orari tradizionali. 61 Immagino coloro che in una Pubblica Amministrazione (ne ho conosciuti molti in questi anni) sono costantemente in affanno a cercare spazi, nuovi ufci sempre pi ampi per un lavoro di vecchissima concezione. E insieme a loro vorrei riettere sulla rigidit dellattuale orario di lavoro, non relazionato alla produttivit reale del lavoratore. Questa concezione formale della produttivit, che fatta di rispetto della presenza e non di contenuto della prestazione quanto di pi vecchio si possa concepire. E la sostanza della politica del tornello. Quali politiche bisogna attuare invece nella Pubblica Amministrazione per immaginare una attivit di coworking o affermare il nomadic work. 62 Il nomadic work concettualmente la logica conseguenza del coworking, perch svincola il lavoratore e la sua produttivit da un luogo e da un orario sso di lavoro. A questi modi di lavorare si associa ormai con insistenza e con urgenza lidea di dematerializzare e decontestualizzare. Anche in questo caso, come per il termine WEB 2.0 opportuno fare un p di chiarezza.

Il processo di dematerializzazione pu limitarsi (anche se costituisce unattivit importante), ad arontare una prospettiva di minima e cio concentrarsi sull'insieme delle attivit rivolte ad eliminare il pi possibile il usso cartaceo nel ciclo lavorativo. Io invece ritengo che, strategicamente, lobiettivo del processo di dematerializzazione vada rivolto al lavoro stesso, allessere svincolati da un luogo sico, da un orario sso quando esercitiamo la nostra attivit lavorativa. La diusione della rete a banda larga, il suo uso intensivo, il cloud computing stanno creando le condizioni perch il lavoro dematerializzato evolva, da attivit residuale rivolta a fasce minoritarie di lavoratori deboli (precari, maternit e paternit, studenti lavoratori ecc.), ad attivit lavorativa ricca di stimoli che fa crescere intelligentemente la produttivit del lavoro, ad abbattere i costi di gestione dellazienda. Abbandoniamo ovviamente lidea tradizionale e residuale del telelavoro come stata concepita no ad ora. Il coworking non dedicato alle fasce residuali e disagiate del lavoro nella Pubblica Amministrazione. Questo processo di dematerializzazione del lavoro avrebbe inoltre forti ricadute positive sullambiente urbano. Pensiamo a
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milioni di persone non pi costrette a spostarsi tutte assieme, alla stessa ora, sugli stessi percorsi, intasando le strade, ampliando la necessit di capienza dei mezzi pubblici, tutte destinate allo stesso edicio. E immaginiamo che ledicio, gli uci, i servizi non vengano messi a disposizione dei dipendenti del Comune (o di una qualsiasi Pubblica Amministrazione), ma possano essere condivisi con i lavoratori di altre imprese. E immaginiamo ancora le trasformazioni urbane e sociali che questo processo pu innescare. Ad esempio la condivisione di servizi sociali (senza frazionare i nidi aziendali ad esempio), o la positiva contaminazione dei creativi (ci sono anche in tanti settori della Pubblica Amministrazione) e dei professionisti. Regaliamoci un sogno, aermiamo la cultura del nomadic work, e la cultura del coworking nella Pubblica Amministrazione. Perch questo sogno si trasformi in realt necessaria una precondizione: si aermano il coworking e il nomadic work solo laddove presente la rete. Ma ci non ancora suciente; la discussione deve vertere ancora sullinterrogati-

vo: come si usa la rete? Quali contenuti condividiamo su Internet? Poich Internet, come ho gi aermato sopra, non pi un luogo di sola consultazione, la distribuzione delle informazioni, il loro stesso assemblaggio pu essere programmato. Conseguentemente la scelta di una Amministrazione (ma anche di una azienda privata) che la rete debba diventare il luogo dove risiedono la conoscenza e tutte le informazioni di interesse collettivo. E nito il mondo computer centrico, il centro del mondo il WEB. La piattaforma la rete, unaermazione molto impegnativa, ma soprattutto una scelta strategica che comporta implicazioni, anche di carattere culturale, straordinariamente pervasive. Lutilizzo del Web come piattaforma, una delle pi grandi novit del 2.0, racchiude in s...tecnologia, open, societ, esperienza, utente, persone...Per questo motivo forse anche uno dei concetti e slogan meno immediati e semplici da comprendere. Web come piattaforma signica poter utilizzare Internet e il Web stesso per realizzare vere e proprie applicazioni software che vengono distribuite e utilizzate lato utente

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grazie alla Rete stessa, prevalentemente attraverso un browser. 63 Se la piattaforma la rete, le conoscenze devono essere l residenti, devono essere accessibili a tutti. A ci si aggiunge la possibilit di virtualizzare le informazioni. La prima conseguenza che la rete non consente unorganizzazione del lavoro e della conoscenza verticali, la rete consente, anzi impone, interoperabilit; la rete orizzontale. E chiaro che questi concetti, se tradotti in prassi organizzativa, obbligano a scelte stravolgenti la realt conosciuta. La prima scelta da attuare costituita dalla piena adozione di una politica di adozione delle piattaforme di cloud computing. Un sempre maggior numero di applicazioni software di utilizzo corrente sono (o diventeranno) applicazioni Web, quindi di fatto applicazioni SaaS (Software as a Service) residenti ed eseguite su computers di terzi nonch manutenute da questi ultimi, disponibili praticamente "on the cloud", vale a dire sulla rete Internet (il Web) vista come una gigantesca piattaforma operativa integrata: tali applicazioni sono o saranno perci usufruibili on-demand e a m di servizio. 64

Le resistenze in un Ente locale ad una politica di cloud computing saranno molto forti perch tutti i software, anche quelli considerati a torto ad uso individuale come la videoscrittura non saranno pi residenti sul singolo computer (singolo PC), ma risiederanno in rete. 65 Unulteriore conseguenza che si abbandona lidea che ogni lavoratore possiede un PC, il suo PC. Ogni lavoratore, allopposto, ha il diritto ad un accesso alla rete e ha a sua disposizione uno strumento di connettivit per laccesso alla rete e, quindi, alla conoscenza. Una modica sostanziale dellattuale modo di lavorare che il desktop non risiede pi sul tuo computer, il tuo desktop risiede sulla rete e ti segue virtualmente, e ci indipendentemente dal luogo sico dal quale ti colleghi, sia esso lucio tradizionale, sia esso un parco pubblico. Vi ricordate un principio del decalogo del cambiamento: la conoscenza non tua, la conoscenza frutto di condivisione. E chi ha fondato il proprio potere sul possesso della conoscenza? O si adeguano, o dovranno essere messi drasticamente da parte anche se sono Dirigenti. Costoro ge-

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nerano danni economici per una Pubblica Amministrazione. Finisce cos denitivamente lepoca dei software residenti nel singolo PC, cosa che ha aggravato drasticamente il costo della singola licenza software; iniziata lepoca del Software as a Services (SaaS un esempio). Il software diventa cos un servizio, non pi un prodotto, ci implica che non si acquista pi un software, si acquistano servizi. Si paga ci che realmente si consuma. Pensate ai risparmi che questa politica pu generare nella Pubblica Amministrazione!!! Se ci vero, una Pubblica Amministrazione, ma anche una grande impresa, non hanno pi bisogno di tante memorie in tanti PC individuali, che sprecano inutilmente potenza e tecnologia, ma di memoria in rete, utilizzabile virtualmente prima ancora che sicamente; memoria facilmente accessibile a tutti. Estremizzando - ma, solo no ad un certo punto, poich siamo realisti visionari non abbiamo pi bisogno di uci, costosi e dicili da reperire, bens di luoghi dotati di bra ottica o di WIFI come il parco o casa nostra, dai quali potersi collegare costantemente al WEB.

Ribadisco, dobbiamo costruire luoghi dove persone che svolgono esperienze lavorative diverse, per conto di datori di lavoro diversi, possono operare insieme aumentando cos la loro creativit e la loro produttivit. Si tratta dellesperienza, peraltro gi in atto in altri paesi occidentali, tesa a creare luoghi di scambio di esperienze; the hub vengono chiamati, ad indicare la porta di accesso alla rete. Oggi il fenomeno si sta estendo a grande velocit in tantissime citt italiane. Ed solo la presenza di questa porta, la pi ampia possibile, la via di accesso al WEB ci che li accomuna, oltre che alla forte carica di socializzazione e arricchimento creativo che li contraddistingue. Lo status del lavoratore non pi associabile allampiezza del suo ucio (al lusso dellarredamento, al numero delle segretarie), bens alla capacit di raggiungere i dati disponibili in rete, anche se si collega da una panchina in un parco pubblico. E un altro mondo quello che vi prospetto, vero!!! Vi garantisco che per crearlo non serve nessuna modica legislativa.

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POSTFAZIONE, OVVERO LELOGIO DEI DISUBBIDIENTI E DEI NON CONFORMISTI 4 ANNI DOPO (da leggere, la parte pi divertente) Ho voluto lasciare inalterata questa parte di Una scommessa da vincere cos come la avevo pubblicata nel 2009, qualche mese prima dalla mia uscita dal Comune dal Venezia. Sono rimasti inalterati i riferimenti alle persone anche se oggi fanno altro nella vita. Ma, a loro, a queste persone continuo ad essere riconoscente perch mi hanno aperto un mondo nuovo e consentito di intraprendere lattivit professionale che oggi svolgo e che amo.

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Questa postfazione parzialmente rappresenta un assieme di ottimismo e di incoscienza. Alcuni diranno: Michele evidenzi le tue scontte? La scommessa la hai persa??. Rispondo che le scontte ci aiutano ad andare avanti e ad evidenziare la complessit e la dicolt nellaermare il cambiamento. Ovviamente non ho cambiato idea rispetto ad allora, altrimenti non avrei perso tempo a ripubblicare, riveduto e corretto Una scommessa da vincere. Chi si occupa di innovazione cita spesso la suggestiva denizione per cui linnovatore un disubbidiente, da cui ne discende che linnovazione, organizzativa, culturale,, scientica non altro che una disubbidienza riuscita. Una disubbidienza alle procedure obsolete, ai modelli interpetativi dominanti, alle inefcenze in favore di nuove idee e soluzioni. Ma proprio perch linnovatore un disubbidiente che, spesso, allinterno delle organizzazioni, delle aziende e, soprattutto, della pubblica amministrazione, viene isolato: un visionario che pu essere considerato pericoloso per il resto della struttura. 66

Questo lavoro che avete avuto la bont di leggere no in fondo il frutto di uno sforzo collettivo di un gruppo di disobbedienti. Le idee, i software, le suggestioni, le strategie che qui ho esposto non sono solo il frutto della mia fantasia. Esse sono maturate attraverso il dialogo costante, nel confronto non gerarchico con molti collaboratori, anche se il mio pessimo carattere e la voglia di vedere le cose fatte mi porta ad essere leggermente severo con chi lavora con me. Me ne scuso, ma a volte prevarico a n di bene. Ringrazio davvero tutti coloro che hanno partecipato attivamente in questi ultimi anni alla costruzione di questi progetti.. Nel lavoro che abbiamo realizzato no ad ora si costituito un team aatato. Non esagerando, un patrimonio intellettuale importante per la Citt. Si costituito un gruppo di innovatori disubbidienti veramente di eccellenza. Stiamo condividendo una bella avventura. In questo gruppo abbiamo mescolato esperienze diverse (abbiamo svolto attivit di coworking), non importa se uno dipendente del Comune, di Venis, del COSES, abbiamo lavorato tutti assieme, ci siamo

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contaminati culturalmente, abbiamo speso tutti le nostre energie mettendoci in discussione quotidianamente. Una particolare gratitudine la nutro nei confronti di Vincenzo Sabato, il Direttore Generale del Comune di Venezia che ha favorito i disubbidienti, in questo libro ho scritto cose che lui pensa...non sempre pu esplicitarle. Cos come sono particolarmente grato per i costanti stimoli che mi hanno fornito a Maria Grazia Filippini di Sun e a Stefano Venturi di Cisco. E stato almeno per me, un divertente e diverso rapporto tra cliente e fornitore, talch non ho pi capito bene chi fosse il cliente e chi il fornitore. Personalmente ho acquisito molto della loro cultura aziendale (perch di cultura si tratta), spero di aver trasmesso anche io qualche cosa a loro. Questo scritto, invece, non dedicato a coloro che pensano: che il potere rappresentato da un ucio (meglio se pi uci) grande e ben arredato; che le conoscenze sono solo sue e se le tiene ben strette;

che i diritti dei lavoratori che vanno assolutamente tutelati - e ci mancherebbe altro - sono quelli degli anni 50, e che pensano che il ne dellattivit sindacale generare sempre conitto e sperare nel perdurare della crisi economica; che la mia cartograa la migliore perch la ho fatta io; che...resistiamo, tanto tra un anno Vianello se ne va e tutto torner come prima. Sono felice di deluderli, abbiamo messo in piedi un processo irreversibile la cui forza data dalla partecipazione di tanti. Non c pi niente di mio, questa la forza del progetto, un patrimonio culturale comune a centinaia di persone. Magari non ne sono pienamente consapevoli, ma proprio cos. Le formiche hanno i megafoni. Centinaia di dipendenti del Comune di ogni settore e grado ormai partecipano; i dipendenti di Venis (magari non tutti, purtroppo c anche il sindacato) partecipano ad uno sforzo collettivo; i ricercatori del COSES che ci danno costantemente il loro contributo di ricerca partecipano a questo progetto. ma soprattutto le migliaia di cittadini che hanno imparato a conoscere IRIS, ARGOS ecc. e i giovani che usufruiranno

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degli hot spot gratuiti, non consentiranno ai conservatori di tornare indietro. La forza del progetto che ormai condiviso anche dai cittadini. Cari conservatori adeguatevi, trasformate il vostro modo di operare (non mai troppo tardi), siete ancora in tempo; il mondo sta cambiando, nita per fortuna lepoca della Pubblica Amministrazione autoreferenziale. Non condivido molte delle scelte, soprattutto legislative, che sta attuando il Ministro Brunetta, ma devo dargli atto di aver messo in piedi una forte iniziativa per cambiare la Pubblica Amministrazione. Di questo gliene sono sinceramente grato. Indipendentemente dal ruolo di una persona (per quanto importante essa sia), centinaia di altre persone partecipano e difendono ci che si cambiato, lo rendono pervasivo, diventa vita e prassi di ogni giorno. A questo punto servono poco i metodi autoritari, meglio adottare logiche di condivisione e di partecipazione. Ed partecipazione sul WEB, qualitativamente e culturalmente diversa da tutto ci che abbiamo visto e fatto no ad ora.

Lo dico anche al mondo della politica; siate parte della cultura di Facebook, e di Twitter. Quelle community non si fanno usare, non si fa una bella gura ad essere espulsi da Facebook perch colpevoli di spamming. Un traguardo nale: questo istant book era nato per essere distribuito come fascicolo alla Fiera della Pubblica Amministrazione come testimonianza delle best practices nel Comune di Venezia. Mi sono fatto prendere la mano, un p di pi di un fascicolo. Ora, da buon seguace della condivisione e della partecipazione nel WEB lo vorrei trasformare in un book on line. Spero che molti amici della Pubblica Amministrazione, i blogger che ho conosciuto in questi mesi (confesso che un mondo che mi aascina), molte persone normali interessate alla rete e alle sue potenzialit arricchiscano questo scritto di altri contenuti. Una scommessa da vincere sar cos un ebook in divenire. Chiss se lo niremo mai.

Michele Vianello aprile 2009-settembre 2013


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APPENDICE Non potevo esimermi dal mettere in appendice il Cluetrain Manifesto, lo ho citato troppe volte ed troppo bello. Vorrei che lo metteste a confronto con i contenuti della Legge n. 221/2012. Quella che pomposamente viene chiamata LAgenda Digitale, quella che allarticolo 1 ci ripropina la carta didentit elettronica. Fate i dovuti confronti e capirete perch insisto con questa insistenza alla necessit di cambiare davvero tutto.

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THE CLUETRAIN MANIFESTO I mercati sono conversazioni. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demograci. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana. Sia che fornisca informazioni, opinioni, scenari, argomenti contro o divertenti digressioni, la voce umana sostanzialmente aperta, naturale, non articiosa. Le persone si riconoscono lun laltra come tali dal suono di questa voce. Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nellera dei mass media. Gli iperlink sovvertono la gerarchia. Sia nei mercati interconnessi che tra i dipendenti delle aziende intraconnessi, le persone si parlano in un nuovo modo. Molto pi ecace. Queste conversazioni in rete stanno facendo nascere nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza. Il risultato che i mercati stanno diventando pi intelligenti, pi informati, pi organiz-

zati. Partecipare a un mercato in rete cambia profondamente le persone. Le persone nei mercati in rete sono riuscite a capire che possono ottenere informazioni e sostegno pi tra di loro, che da chi vende. Lo stesso vale per la retorica aziendale circa il valore aggiunto ai loro prodotti di base. Non ci sono segreti. Il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende che li fanno. E se una cosa buona o cattiva, comunque lo dicono a tutti. Ci che accade ai mercati accade anche a chi lavora nelle aziende. Lentit metasica chiamata "LAzienda" la sola cosa che li divide. Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni in rete. Vogliono rivolgersi a un pubblico online, ma la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana. Appena tra qualche anno, lattuale "omogeneizzata" voce del business il suono della missione aziendale e delle brochures sembrer artefatta e articiale quanto il linguaggio della corte francese nel settecento.

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Le aziende che parlano il linguaggio dei ciarlatani gi oggi non stanno pi parlando a nessuno. Se le aziende pensano che i loro mercati online siano gli stessi che guardavano le loro pubblicit in televisione, si stanno prendendo in giro da sole. Le aziende che non capiscono che i loro mercati sono ormai una rete tra singoli individui, sempre pi intelligenti e coinvolti, stanno perdendo la loro migliore occasione. Le aziende possono ora comunicare direttamente con i loro mercati. Se non lo capiscono, potrebbe essere la loro ultima occasione. Le aziende devono capire che i loro mercati ridono spesso. Di loro. Le aziende dovrebbero rilassarsi e prendersi meno sul serio. Hanno bisogno di un po di senso dellumorismo. Avere senso dellumorismo non signica mettere le barzellette nel sito web aziendale. Piuttosto, avere dei valori, un po di umilt, parlar chiaro e un onesto punto di vista. Le aziende che cercano di "posizionarsi" devono prendere posizione. Nel migliore

dei casi, su qualcosa che interessi davvero il loro mercato. Vanterie ampollose del tipo "Siamo posizionati per essere il primo fornitore di XYZ" non costituiscono un posizionamento. Le aziende devono scendere dalla loro torre davorio e parlare con la gente con la quale vogliono entrare in contatto. Le Pubbliche Relazioni non si relazionano con il pubblico. Le aziende hanno una paura tremenda dei loro mercati. Parlando con un linguaggio lontano, poco invitante, arrogante, tengono i mercati alla larga. Molti programmi di marketing si basano sulla paura che il mercato possa vedere cosa succede realmente allinterno delle aziende. Elvis lha detto meglio di tutti: "Non possiamo andare avanti sospettandoci a vicenda". La fedelt a una marca la versione aziendale della coppia ssa, ma la rottura inevitabile ed in arrivo. Poich sono in rete, i mercati intelligenti possono rinegoziare la relazione con incredibile rapidit.

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I mercati in rete possono cambiare fornitore dalla sera alla mattina. I lavoratori della conoscenza in rete possono cambiare datore di lavoro nel tempo dellintervallo del pranzo. Le vostre "iniziative di downsizing" ci hanno insegnato a domandarci "La fedelt? Cos?" I mercati intelligenti troveranno i fornitori che parlano il loro stesso linguaggio. Imparare a parlare con voce umana non un gioco di societ. E non pu essere improvvisato a un qualsiasi convegno solo per darsi un tono. Per parlare con voce umana, le aziende devono condividere i problemi della loro comunit. Ma prima, devono appartenere a una comunit. Le aziende devono chiedersi dove nisce la loro cultura di impresa. Se la loro cultura nisce prima che inizi la comunit, allora non hanno mercato. Le comunit umane sono basate sulla comunicazione su discorsi umani su problemi umani. La comunit della comunicazione il mercato.

Le aziende che non appartengono a una comunit della comunicazione sono destinate a morire. Le aziende fanno della sicurezza una religione, ma si tratta in gran parte di una manovra diversiva. Pi che dai concorrenti, la maggior parte si difende dal mercato e dai suoi stessi dipendenti. Come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro lazienda e non proprio di regole e regolamenti, comunicazioni della direzione, protti e perdite. Queste conversazioni si svolgono oggi sulle intranet aziendali. Ma solo quando ci sono le condizioni. Di solito le aziende impongono lintranet dallalto, per distribuire documenti sulla politica del personale e altre informazioni aziendali che i dipendenti fanno del loro meglio per ignorare. Le intranet emanano noia. Le migliori sono quelle costruite dal basso da singole persone che si impegnano per dare vita a qualcosa di molto pi valido: una conversazione aziendale in rete. Una intranet in buona salute organizza i dipendenti nel pi ampio signicato del termi-

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ne. Il suo eetto pi radicale di qualsiasi piattaforma sindacale. Se questo spaventa a morte le aziende, pur vero che esse dipendono fortemente dalle intranet aperte per far emergere e condividere le conoscenze pi importanti. Devono resistere allimpulso di "migliorare" o tenere sotto controllo queste conversazioni in rete. Quando le intranet aziendali non sono condizionate da timori o da un eccesso di regole, incoraggiano un tipo di conversazione molto simile a quella dei mercati in rete. Gli organigrammi funzionavano nella vecchia economia, in cui i piani dovevano essere ben compresi da tutta la piramide gerarchica e dettagliati piani di lavoro potevano scendere dallalto. Oggi, lorganigramma fatto di link, non di gerarchie. Il rispetto per la conoscenza vince su quello per lautorit astratta. Gli stili di management basati sul comando e sul controllo derivano dalla burocrazia e al tempo stesso la raorzano. Il risultato sono la lotta per il potere e una cultura di impresa paranoica.

La paranoia uccide la conversazione. Questo il punto. Ma la mancanza di conversazione uccide le aziende. Ci sono due conversazioni in corso. Una allinterno dellazienda, laltra con il mercato. Nessuna delle due va bene, nella maggior parte dei casi. Quasi sempre, alla base del fallimento ci sono le vecchie idee di comando e controllo. Come politica di impresa, queste idee sono velenose. Come strumenti, sono fuori uso. Comando e controllo sono visti con ostilit dai lavoratori della conoscenza e con sducia dai mercati online. Queste due conversazioni vogliono parlare luna con laltra. Parlano lo stesso linguaggio. Si riconoscono lun laltra dalla voce. Le aziende intelligenti si faranno da parte per far accadere linevitabile il prima possibile. Se la volont di farsi da parte presa come parametro del quoziente di intelligenza, allora veramente poche aziende si mostrano rinsavite. Seppur subliminalmente, milioni di persone sulla rete percepiscono ormai le aziende come strane nzioni legali che fanno di
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tutto perch queste due conversazioni non si incontrino. Questo suicidio. I mercati vogliono parlare con le aziende. E triste, ma la parte di azienda con cui i mercati vogliono parlare spesso nascosta dietro una cortina di fumo, il cui linguaggio suona falso e spesso lo . I mercati non vogliono parlare con ciarlatani e venditori ambulanti. Vogliono partecipare alle conversazioni che si svolgono dietro i rewall delle aziende. Sveliamoci e parliamo di noi: quei mercati siamo Noi. Vogliamo parlare con voi. Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, n dei vostri siti Internet sovraccarichi di bella graca ma senza alcuna sostanza. Noi siamo anche i dipendenti che fanno andare avanti le vostre aziende. Vogliamo parlare ai clienti direttamente, con le nostre voci e non con i luoghi comuni delle brochures.

Come mercati, come dipendenti, siamo stu a morte di ottenere le informazioni da un lontano ente di controllo. Come mercati, come dipendenti, ci domandiamo perch non ci ascoltate. Sembrate parlare una lingua diversa. Il linguaggio trono e gono con cui parlate in giro nella stampa, ai congressi cosa ha a che fare con noi? Forse fate una certa impressione sugli investitori. Forse fate una certa impressione in Borsa. Ma su di noi non fate alcuna impressione. Se non fate alcuna impressione su di noi, i vostri investitori possono andare a fare un bagno. Non lo capiscono? Se lo capissero, non vi lascerebbero parlare cos. Le vostre vecchie idee di "mercato" ci fanno alzare gli occhi al cielo. Non ci riconosciamo nelle vostre previsioni forse perch sappiamo di stare gi da unaltra parte. Questo nuovo mercato ci piace molto di pi. In eetti, lo stiamo creando noi. Siete invitati, ma il nostro mondo. Levatevi le scarpe sulla soglia. Se volete trattare con noi, scendete dal cammello.

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Siamo immuni dalla pubblicit. Semplicemente dimenticatela. Se volete che parliamo con voi, diteci qualcosa. Tanto per cambiare, fate qualcosa di interessante. Abbiamo qualche idea anche per voi: alcuni nuovi strumenti, alcuni nuovi servizi. Roba che pagheremmo volentieri. Avete un minuto? Siete troppo occupati nel vostro business per rispondere a une-mail? Oh, spiacenti, torneremo. Forse. Volete i nostri soldi? Noi vogliamo la vostra attenzione. Interrompete il viaggio, uscite da quellauto-coinvolgimento nevrotico, venite alla festa. Niente paura, potete ancora fare soldi. A patto che non sia lunica cosa che avete in mente. Avete notato che di per s i soldi sono qualcosa di noioso e a una sola dimensione? Di cosaltro possiamo parlare? Il vostro prodotto si rotto. Perch? Vorremmo parlare col tipo che lha fatto. La vostra strategia aziendale non signica niente. Vorremmo scambiare due parole con

lamministratore delegato. Che vuol dire che "non c"? Vogliamo che prendiate sul serio 50 milioni di noi almeno quanto prendete sul serio un solo reporter del Wall Street Journal. Conosciamo alcune persone della vostra azienda. Sono piuttosto bravi online. Ne nascondete altri, di bravi? Possono uscire ed entrare in gioco anche loro? Quando abbiamo delle domande, ci cerchiamo lun laltro per le risposte. Se non esercitaste un tale controllo sulle "vostre persone", sarebbero anche loro tra le persone che cercheremmo. Quando non siamo occupati a fare il vostro "mercato target", molti di noi sono le vostre persone. Preferiamo chiacchierare online con gli amici che guardare lorologio. Questo farebbe conoscere il vostro nome molto di pi del vostro sito internet da un milione di dollari. Ma siete voi a dirci che la Divisione Marketing che deve parlare al mercato. Ci piacerebbe che sapeste cosa sta succedendo qui. Sarebbe davvero bello. Ma sarebbe un grave errore pensare che ce ne stiamo con le mani in mano.

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Abbiamo di meglio da fare che preoccuparci se riuscirete a cambiare in tempo. Il business solo una parte della nostra vita. Sembra essere invece tutta la vostra. Pensateci: chi ha bisogno di chi? Il nostro potere reale e lo sappiamo. Se non riuscite a vedere la luce alla ne del tunnel, arriver qualcuno pi attento, pi interessante, pi divertente con cui giocare. Anche nel peggiore dei casi, la nostra nuova conversazione pi interessante della maggior parte delle ere commerciali, pi divertente di ogni sitcom televisiva, e certamente pi vicina alla vita di qualsiasi sito web aziendale. Siamo leali verso noi stessi, - i nostri amici, i nostri nuovi alleati, i nostri conoscenti, persino verso i nostri compagni di battute. Le aziende che non fanno parte di questo mondo non hanno nemmeno un futuro. Le aziende stanno spendendo miliardi di dollari per il problema dellAnno 2000. Come fanno a non sentire la bomba a orologeria nei loro mercati? La posta in gioco persino pi alta. Siamo dentro e fuori le aziende. I conni delle nostre conversazioni sembrano il Muro di Berlino di oggi, ma in realt sono solo

una seccatura. Sappiamo che stanno crollando. Lavoreremo da entrambe le parti per farle venire gi. Alle aziende tradizionali le conversazioni online possono sembrare confuse. Ma ci stiamo organizzando pi rapidamente di loro. Abbiamo strumenti migliori, pi idee nuove, nessuna regola che ci rallenti. Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.

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NOTE
1) Oggi, ad esempio un gran parlare di startup e di spino ma qualche rondine (ad esempio HFarm di Riccardo Donadon ) non fa primavera. 2) Vedi R.Florida Lascesa della nuova classe creativa, Milano, Mondadori 2002. 3) Vedi R.B.Reich Leconomia delle nazioni, Milano, Edizioni Il Sole 24 Ore 1993 . 4) Vedi R. Florida Lascesa della nuova classe creativa, Milano, Mondadori 2002. 5) Vedi R.B.Reich Leconomia delle nazioni, Milano, Edizioni Il Sole 24 Ore 1993. 6) Vedi La ripresa va in banda larga Nicol degli Innocenti, Il Sole 24 Ore 21 aprile 2009. 7) Sono quelle che oggi nei miei studi sulle smart cities denisco le precondizioni infrastrutturali per innovare una citt. 8) Vedi Creativity Group Europe LItalia nellera creativa, Luglio 2005. 9) Vedi Stefano Vietina Lavventura della comunicazione, Milano, Lupetti Editori di Comunicazione 2008. 10) Dovete scusarmi, alcuni riferimenti a Venezia a questo punto saranno obbligatori. 11) Oggi direi che il cittadino non ancora consapevole. 12) Vedi Vito di Bari Web 2.0 Milano, Edizioni Il Sole 24 Ore 2007. 13) Vedi Nicholas Negroponte Essere digitali Milano, Sperling Paperback Saggi. 14) Vedi T.H.Marshall Cittadinanza e classe sociale, Torino, UTET 1976. 15) Vedi Ralf Dahrendorf Il conitto sociale nella modernit, Bari, Editori Laterza 1989. 16) Vedi Robert A. Dahl Intervista sul pluralismo, Bari, Editori Laterza 2002. 17) Vedi Eric Hobsbawn Intervista sul nuovo secolo, Bari, Editori Laterza 2001. 18) Vedi Costruire lEuropa della Conoscenza, Settimo programma quadro (2007-2013) . 19) http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide. 20) Si deve pensare poi che nel 2009 non si parlava minimamente di connettivit in movimento e di Internet of Tings. 21) Vedi Chris Anderson <Ok, il prezzo zero>, Wired aprile 2009. 22) Vedi Luca de Biase Il valore del dono Nva Il Sole 24 Ore 18 dicembre 2008. 23) Ho voluto riprodurre integralmente, attualizzandola, questa parte del libro originale perch, con le dovute modiche legate al mutare dei mercati e delle condizioni economiche, si tratta di politiche replicabili da ogni Amministrazione. Nel mio libro Smart Cities-Gestire la complessit urbana nellera di Internet ho trattato diusamente le politiche che una Amministrazione dovrebbe adottare per sviluppare banda larga e wi. 24) Venis SPA la Societ in house di propriet del Comune di Venezia. 25) La legislazione sullaccesso al wi stata modicata positivamente in queste settimane attraverso il Decreto del Fare. 26) La manifestazione chiamata Bateo Camp ha garantito unampia pubblicit alla manifestazione. Su You Tube stato postato tantissimo materiale. In particolare vorrei segnalare il mio intervento. In quella sede ho ribadito molti dei concetti che troverete espressi in questo ebook. 27) Vedi ad esempio Giuliano da Empoli Obama La politica nellera di Facebook, Venezia, Marsilio Editori 2008. 28) Vedi Luca Sofri Il blog centro di gravit permanente della nostra identit digitale in Lavventura della comunicazione, Milano, Lupetti Editori di Comunicazione 2008

29) Ho trovato molto interessante questo articolo sui rapporti tra Twitter e i media tradizionali. Twitter il nuovo telecomando della Tv: adesso i cinguettii spingono lo share Simone Cosimi. 30) Vedi Antonio Dini Emozione Apple Fabbricare sogni nel XXI secolo, Milano, Edizioni Il Sole 24 Ore 2007. 31) Vedi Riccardo Staglian Bill Gates Una biograa non autorizzata, Milano, Feltrinelli Editore 2000. 32) Vedi Federico Rampini Dalleuforia al crollo La seconda vita della New Economy, Bari, Edizioni Laterza 2001. 33) Cluetrain Manifesto in italiano. 34) Vedi Chris Anderson La coda lunga Da un mercato di massa a una massa di mercati, Torino, Codice Edizioni 2006. 35) Vedi Valerio Monaco Il Web non un paese per vecchi, Wired.it aprile 2009. 36) Vedi David Weinberger La stanza intelligente-La conoscenza come propriet della rete, Torino Codice Edizione 2012. 37) Vedi Valentina Reda Politicaonline.it. 38) Vedi James Manyika e Jacques Bughin Fare business con il Web 2.0 in WEB 2.0, Milano, Edizioni Il Sole 24 Ore 2007. 39) Pensate alla impostazione culturale che permea tutte le Leggi denite Agenda Digitale Italiana. 40) Vedi Tim OReilly Cosa Web 2.0 Design patterns e modelli di business per la prossima generazione di software. 41) Vedi Tim OReilly Cosa Web 2.0 Design patterns e modelli di business per la prossima generazione di software. 42) Scusatemi se uso il soggettivo. Me li sono inventati proprio io. 43) Vedi David Weinberger Amministrazione di sistema, Nva Il Sole 24 Ore 5 febbraio 2009. 44) Vedi Don Tapscott e Antony D.Williams Wikinomics La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo, Firenze, Etas Rizzoli 2007. 45) Vedi David Weinberger Amministrazione di sistema, Nva Il Sole 24 Ore 5 febbraio 2009. 46) Il decalogo che andr ad enunciare si sposer bene con un altro mio elaborato: Il manifesto di principi per una citt intelligente. 47) Vedi Federico Butera Lorologio e lorganismo, 1984 Franco Angeli Editore Milano. 48) In questo contesto la logica degli open data troverebbe una sua forte legittimazione che le consentirebbe di uscire dal vincolo di open per la trasparenza. 49) Nel 2009 non si parlava di BIG DATA. 50) Vedi Luca Grivet Foiaia Web 2.0 Guida al nuovo fenomeno della rete, MIlano, Ulrico Hoepli Editore. 51) Mi sembrava eticamente corretto indicare alcuni software applicativi e di interazione tra lAmministrazione e i cittadini sviluppati durante la mia gestione. Il lavoro poi proseguito in questi anni. Non tutti i prodotti sviluppati rispondono alle logiche indicate pi sopra. Giudicherete voi. Questi software sono tutti disponibili alla pagina web http://www.comune.venezia.it/ex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21871. 52) Ovviamente questa parte non era presente nel libro originale Una scommessa da vincere. 53) McKinsey&Company: Big data: the next frontier for innovation, competition, and productivity May 2011.

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54) Gartnerss top predictions in mobile and social computing Monica Basso Research UP Gartner 2010; Trend che contano: 84 trend tecnologici, sociali ed economici Jackie Fenn Gartner Luglio 2011 Trend tecnologici che contano Stephen Prendice Luglio 2011 Tablet, demand and disrubtion Morgan Stanley Febbraio 2011. 55) Social CRM: the next generation of customer innovation Ed Thompson Gartner 2010. 56) Vedi ad esempio lapplicativo prodotto dal M.I.T. MIT Mood Meter http:// moodmeter.media.mit.edu/. 57) Sentiment analisys http://en.wikipedia.org/wiki/Sentiment_analysis. 58) ...per open data si intende il formato aperto con cui le informazioni e i dati digitali possono essere trasmessi,distribuiti e scambiati on the web.Si tratta di un formato che permette di creare una rete basata su dati che siano accessibili, integrabili e interscambiabili. Per formato aperto si fa riferimento alla completa accessibilit dei dati e delle informazioni attraverso il web, in assenza di forme di controllo e restrizioni -come copyright e brevetti- che ne limitano lutilizzo, lintegrazione e il riuso. Vedi Open government directive http://www.whitehouse.gov/sites/default/les/omb/ assets/memoranda_2010/m10-06.pd Vedi inoltre Come si fa open data http://www.datagov.it/2011/05/11/come-si-fa-open-data- ver-2-0/. 59) Si parla tanto, forse troppo di turismo a Venezia. Questa parte del ebook la dimostrazione che molto si fatto nel passato. Peccato che questo lavoro non sia stato valorizzato e utilizzato come si sarebbe dovuto. una delle troppe occasioni mancate di questa citt che ogni volta sembra voler ricomnciare da capo. 60) http://coworkingmilano.com/. 61) http://coworkingmilano.com. 62) Come vedete sono un #nomadworker da qualche anno. Questi concetti li scrivevo qualche anno fa. Devo a questo proposito ringraziare Massimo Carraro, colui che mi ha fatto scoprire le virt del coworking e del lavoro nomadico. 63) Vedi Luca Grivet Foiaia Web 2.0 Guida al nuovo fenomeno della rete, MIlano, Ulrico Hoepli Editore. 64) Vedi Enrico Bertini Cloud Computing: la frontiera-la prossima Google potrebbe non possedere alcun server, Stalkk.ed. 65) Scusatemi se ricordo che questi concetti li scrivevo nel 2009 quando di cloud computing parlavamo in pochi eroi. In una Pubblica Amministrazione poi..... 66) Vedi Gianni Dominici A.A.A. Disubbidienti cercasi, FORUM P.A..