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CRESCERE

Un corso per corrispondenza proposto da: www.viveremeglio.org

"LA PACE DELLA MENTE"


21 LETTERE PER CONOSCERE LA MENTE E COME CONTROLLARLA

Note per il lettore


Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilit, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato. I brani nel cui titolo compare un numero, cos come quelli usati come citazione e seguiti da un numero tra parentesi, rappresentano un testo originale, tratto dal volume il cui titolo riportato nei Riferimenti bibliografici. Ricordiamo anche che la nostra mente razionale, essendo stata concepita per risolvere i problemi, letteralmente "perde degli impiegati" qualora si trova di fronte ad una parola malcompresa; impiegati che si "siedono intorno ad un tavolo" per cercarne la giusta definizione e non sono pi disponibili per il lavoro di apprendimento. Pertanto non superate mai una parola di cui non conoscete bene il significato. Se incontrate una parola di cui non conoscete il significato o non siete sicuri di ci che essa vuol dire, cercatene la spiegazione in un vocabolario o un'enciclopedia.

Realizzazione: Dr. Mario Rizzi Sito: www.viveremeglio.org Ultima revisione: 22/7/2003 Pro-manoscritto

La Pace della Mente - 1

Presentazione
Queste "lettere", sono state realizzate utilizzando brani di autori diversi al fine di offrire del materiale scelto che presenti una facile consultazione e, nel contempo, un'ampia panoramica riguardante la mente ed i processi mentali. Inizieremo il nostro studio con una breve introduzione necessaria per poter capire la mente e le sue origini, quindi proseguiremo con gli strumenti che essa utilizza ed uno studio sul cerve llo e gli stati della coscienza. Poi prenderemo in considerazione il potere del pensiero ed i vari modi in cui, dalla nascita in poi, siamo stati "strutturati" nel nostro modo di pensare e di agire. Tutte queste informazioni ci permetteranno di intraprendere le azioni pi opportune per poter ottenere la "pace mentale".

SOSTANZA, VITA E COSCIENZA La sostanza universale (1)


Esiste una sostanza universale, fonte di tutto, cos sublimata e sottile da superare qualsiasi possibile comprensione intellettiva. Al suo paragone, il profumo pi delicato, la radiosit scintillante del sole, l'accesa gloria del tramonto, sono cose grossolane e terrestri. E' "un tessuto di luce" assolutamente invisibile all'occhio umano. La parola "sostanza" pu trarre in inganno: bene riportarla alle sue radici latine: "sub", sotto e "sto", stare. Sostanza dunque "ci che sta sotto". Cosi inteso, il termine molto pi indicativo e chiarificatore. Questa sostanza universale, bench cos sottile e inafferrabile, in un certo senso perfino pi densa della materia. Se potessimo concepire un agente fuori della sostanza universale, ipotesi contraria a qualsiasi fatto e possibilit, che cercasse di comprimerla o in qualche modo di agire su essa dall'esterno, la sostanza risulterebbe pi densa di qualsiasi altro materiale conosciuto. Inerente alla sostanza, sua perpetua controparte, la vita. Vita e sostanza sono la stessa cosa, aspetti diversi di una sola realt e sempre inseparabili. La vita elettricit positiva, la sostanza, negativa. La vita dinamismo, la sostanza statica. La vita attivit o spirito, la sostanza forma o materia. La vita il padre che genera, la sostanza la madre che concepisce.

L'energia vita (2)


L'intero mondo manifesto sorge dall'energia (e dai fattori concomitanti, sostanza e coscienza). Tutto ci che si vede, dal pi piccolo granello di sabbia all'immenso cielo stellato, dal selvaggio al Buddha o al Cristo, deriva dall'energia. La materia energia nella sua forma pi densa; lo spirito la stessa energia nella sua forma pi alta e sottile. Cos la materia spirito discendente e degradato; lo spirito materia ascendente e glorificata. 2 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Nell'acquistare densit, l'energia attraversa sette stati o piani. L'uomo ne manifesta tre. Ha un corpo fisico, uno emotivo e uno mentale; funziona quindi su tre livelli. E' in procinto di conoscerne un quarto, pi alto: l'Anima o il S, prendendone coscienza. In questa esposizione elementare non parler dei tre piani superiori.

La vita unica
La vita, come intesa comunemente, altro non che il manifestarsi di alcune reazioni che un organismo offre quando sottoposto a qualche tipo di stimolazione. La vita reagisce con la ricerca di cibo alle necessit alimentari, con la fuga ai pericoli, con la ricerca del sesso complementare se il periodo propizio alla procreazione. Se le reazioni offerte sono apprezzabili dai nostri sensi noi concludiamo che siamo di fronte a qualcosa di "vivente", in caso contrario assumiamo che sia privo di vita. Questo modo di interpretare le cose non corretto perch si basa su ci che i nostri sensi sono in grado di percepire e non sulla vera realt dei fatti osservati. La vita unica e permea tutto il creato fino alla sua parte pi infinitesima. La signora Blavatsky, nella sua "Dottrina Segreta", afferma che ogni particella, sia che essa appartenga al regno minerale, vegetale o animale, non altro che una manifestazione della vita in azione.

L'evoluzione della vita e della Forma


Nell'universo che ci circonda facile riconoscere l'esistenza della materia, dello spazio e del tempo. Esse sono tangibili e nessuno ne metter mai in dubbio l'esistenza. Vi per qualcosa d'altro a cui nei secoli sono stati dati i nomi pi diversi. Questo qualcosa la vita che in grado di raccogliere ed organizzare la materia per formare un organismo in cui vivere e fare delle esperienze. Lo scopo principale della vita appare infatti come la necessit di costruire forme materiali sempre pi perfette in cui potersi esprimere ed acquisire esperienze sempre pi complesse. La vita continuamente al lavoro per modificare ed organizzare la materia. Con essa la vita crea delle forme, le utilizza fintanto che esse sono diventate inutilizzabili per vecchiaia, malattia o incidente, e quindi si ritira. A questo punto la forma si distrugge e le sostanze che la componevano ritornano nel loro stato primitivo. Vi pertanto una evoluzione della vita fatta a spese della forma la quale, d'altro canto, diventa sempre pi perfetta. Possiamo assistere a questa continua ricerca di perfezione in tutti i regni della Natura. Anche le razze umane, nel loro susseguirsi, ci dimostrano che il piano evolutivo sempre al lavoro. L'evoluzione della vita a spese della forma possibile soltanto perch viene supportata dalla coscienza. Senza tale supporto la vita non potrebbe continuare perch le sue forme non sarebbero in grado di evitare le cose nocive e di essere attratte da quelle necessarie o comunque piacevoli. Possiamo perci definire la coscienza come la capacit di percepire qualcosa. La coscienza, abbinata ad un meccanismo capace di reagire a quanto percepito, crea i presupposti necessari perch una nuova forma di vita possa iniziare e perpetuarsi. La coscienza permea ogni cosa, il suo manifestarsi diventa per sempre pi evidente nella misura in cui evoluta la forma che la ospita. Nell'organismo umano la coscienza pu sperimentare dei fenomeni esterni e delle sensazioni interiori che 3 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

sono assolutamente impossibili ai vegetali. Questo fatto dipende dalla complessit e perfezione del sistema nervoso, proprio della razza umana. Nel nostro organismo, la coscienza compare in ogni singola cellula, questo fatto viene dimostrato da come esse adempiono in modo del tutto autonomo ai molteplici compiti necessari per la sua sopravvivenza. Ad un livello superiore la stessa coscienza che ci permette di riconoscere ed affermare "io sono".

La coscienza nel regno minerale (3)


Il Prof. Giagadisc Ciandra Bose di Calcutta, dopo una vita di ricerche, giunto a delle scoperte sensazionali. E' infatti riuscito, con l'ausilio di delicati strumenti elettronici, a dimostrare che anche i metalli sono in grado di rispondere a determinati stimoli. Pertanto, visto che dimostrano una loro specifica sensibilit devono anche avere un seppur basso livello di coscienza. Egli ha provato che possibile "intossicare" i metalli esponendoli agli effetti di sostanze chimiche oppure "stressarli" sottoponendoli a stimoli che ne logorano la struttura. In questo modo si potuto constatare come la reazione fornita da un muscolo sia simile a quella data da un metallo; la stanchezza viene registrata da entrambi. A titolo di cronaca riferiamo che lo stagno il metallo che si dimostra pi resistente allo sforzo.

La coscienza nel regno vegetale (4)


Il precursore delle ricerche sulla "coscienza" dei vegetali fu Cleve Backster, un americano la cui spiccata ricettivit gli consenti di sospettare una certa sensibilit in una pianta che teneva nel suo ufficio. Incuriosito dalla constatazione che le foglie della pianta, seppur con minime variazioni, rispecchiavano i suoi sentimenti o lo stato d'animo di coloro che erano nella stanza, decise di iniziare una serie di esperienze che ebbero risultati sorprendenti. Applicate delle lamine metalliche ad alcune foglie della pianta, le colleg ad uno strumento in grado di registrare piccolissime variazioni di corrente e di riportarle su un nastro di carta in continuo movimento, fornendo cos una registrazione del fenomeno stesso. Con suo grande stupore constat come la pianta emettesse debolissime correnti che, con il loro variare, indicavano come essa fosse continuamente in "ascolto" e pronta a reagire ai pensieri ed alle azioni delle persone presenti. Lo stesso Backster comp in seguito due esperimenti rimasti famosi per i risultati ottenuti. Nel primo esperimento tre piante opportunamente preparate furono poste in stanze diverse pronte a recepire eventuali fenomeni. Un congegno ad orologeria, posto in un'altra stanza, faceva cadere, a tempi determinati, dei gamberetti vivi in acqua bollente in modo da ottenerne la morte immediata. Finita la preparazione Backster ed i suoi assistenti abbandonarono i locali. Al loro ritorno, dopo diverse ore, quale non fu la loro sorpresa nel riscontrare come tutte e tre le piante avessero emesso un impulso in corrispondenza delle ore e dei minuti in cui i gamberetti avevano incontrato la morte. Per il secondo esperimento furono scelti sei studenti universitari a cui fu chiesto di entrare, uno dopo l'altro, in una stanza dove erano stati collocati due filodendri. Ad uno studente fu pure chiesto di maltrattare una delle due piante, togliendole 4 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

gemme e foglie, strappandole rami ed infine rompendola in pezzi da lasciare sparsi sul pavimento. Cosa che egli fece cos come gli era stato richiesto. Dopo qualche tempo fu chiesto ai sei studenti di passare davanti alla pianta sopravvissuta. Essa riconobbe immediatamente l'"assassino" emettendo un forte impulso di corrente che fece sobbalzare gli aghi dello strumento e che venne interpretato come un vero grido di terrore.

La coscienza nell'uomo
Dal punto di vista psicologico essere coscienti significa essere consapevoli dei nostri stati interni (fisici, emotivi e mentali) e di quelli esterni, generalmente percepiti con i sensi. Comunque il fatto di avvertire le modificazioni avvenute in noi e fuori di noi solo un aspetto molto limitato della coscienza. Essa, infatti, si pu espandere al punto di percepire la distinzione tra chi che osserva e colui che osservato, in questo caso prende il nome di "autocoscienza". Pertanto, quando si parla di coscienza, si intende la capacit di percepire impressioni e sensazioni. Nell'uomo spetta al sistema nervoso il lavoro di fornire le informazioni alla coscienza. Pi il sistema nervoso svi luppato e maggiori saranno le informazioni che essa sar in grado di ricevere. Una sensazione non altro che un'informazione che i sensi presentano alla coscienza. La coscienza compare quando sono in gioco delle differenze. Senza qualche differenza non si crea nulla che la coscienza possa percepire. Perch vi possa essere coscienza vi devono essere almeno due elementi ben determinati: UN PERCEPIENTE - ovvero un essere in grado di percepire e valutare UNO STIMOLO - ovvero qualcosa che pu essere percepito Ed proprio la coscienza che, ponendosi tra "colui che conosce" e "ci che conosciuto", permette che il primo diventi consapevole del secondo. La coscienza resta sempre quella, sia che "percepisca" il mondo esterno oppure i movimenti interiori (emozioni, passioni, ecc.). Se non avessimo la coscienza nessuno potrebbe rendersi conto di esistere e tantomeno di possedere un corpo o di vivere in un mondo di oggetti e di fenomeni. Possiamo perci affermare, che fondamentalmente noi non siamo altro che una "particella" di coscienza individualizzata e perci in grado di: 1) rendersi conto di esistere, 2) rendersi conto di essere qualcosa diverso dagli oggetti circostanti (autocoscienza) e di poter prendere coscineza di "S".

Chi sei? (5)


"Chi sei?" Che strana domanda! In verit non sappiamo da dove veniamo. Siamo un ospite di passaggio in questa vita. Non sappiamo dove siamo diretti. Se vi fermerete a riflettere scoprirete di conoscere molto poco di ci che veramente siete; non contano il vostro nome e indirizzo, la vostra famiglia, il vostro lavoro o i rapporti sociali: queste cose sono all'esterno di voi. Ma se vi venissero tolte e non aveste pi niente di esteriore con cui descrivervi, allora chi sareste? "Conosci te stesso" il classico consiglio filosofico offerto dai Maestri occidentali e orientali di tutti i secoli, perch in questa conoscenza si trova la risposta completa al 5 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

grande enigma della vita e della morte e di conseguenza la pace della mente e dello spirito. Ma chi questo te stesso? Come si pu andare alla sua ricerca? Dove si nasconde? In quale direzione bisogna andare per trovarlo, e se viene trovato, come possiamo imparare a conoscerlo? ... ... noi usiamo in continuazione la parola "io". Ma quanto conosciamo questo "io" quello che pensa, quello che crede, quello che gli piace e quello che non pu soffrire? Non potrebbe darsi che il vostro vero essere non abbia assolutamente niente a che vedere con l'io, il quale invece decide che cosa gli piace e che cosa non vuol fare, ecc.? Certamente questo un concetto insolito perch noi adoperiamo generalmente il nostro "io" e cerchiamo di accontentarlo in ogni modo, dandogli quello che vuole. coltivando le sue convinzioni, le sue preferenze, i suoi pensieri. E' un colpo per noi sentirci dire che l'io effettivamente un estraneo nella nostra casa, e che ha preso il comando delle nostre vite e le gestisce a modo suo! Con lo studio dello yoga ci possiamo rendere conto che siamo ben lontani da quella comprensione dell'io che riteniamo di avere ("mi conosco molto bene") e che inoltre non abbiamo quasi nessun controllo su quello che l'io o su quello che probabilmente diventer. In altre parole, l'"individuo" o l'io che controlla il nostro vero essere e ci dice che cosa dobbiamo fare. Poich non ci rendiamo conto di come questo "individuo " ci ha imbrogliati, obbediamo ciecamente ai suoi comandi.

L'uomo cerca continuamente se stesso (6)


L'uomo, consapevolmente o no, cerca continuamente se stesso. Nel profondo della sua coscienza sa che lo scopo della vita trovare il suo vero io, poich solo dopo questo ritrovamento egli si risve glier alla realt e potr "vivere" nel vero e completo senso della parola, esprimendo se stesso e utilizzando tutte le sue capacit, tutte le sue qualit, tutte le sue energie. Ogni nostra aspirazione, ogni nostro desiderio, ogni nostra insoddisfazione, ogni nostra ricerca sono in realt sintomi di questa innata esigenza dell'uomo di raggiungere l'autorealizzazione, e sono le manifestazioni esteriori della lotta interna che stiamo combattendo, pur senza saperlo, per metterci in sintonia con il punto centrale della nostra coscienza, che rappresenta il fulcro della vita. Dal "nosce te ipsum" di Socrate fino alla ricerca dell'individuazione degli psicanalisti moderni, l'uomo ha dimostrato di aver intuito questa verit. Tuttavia non facile scoprire questo nostro io reale perch la nostra vera individualit latente nel profondo di noi stessi, come se fosse "inconscia" per noi, e talvolta addirittura dormiente per cui dobbiamo lottare molto, commettendo numerosi errori, prendendo direzioni sbagliate, soffrendo e penando, prima di trovare la via giusta che ci porter direttamente alla sorgente di noi stessi.

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PRINCIPALI REGOLE PER AUTOMIGLIORARSI


1) - Rendersi conto di aver bisogno di migliorare. 2) - Decidere responsabilmente di far qualcosa. 3) - Cerca gli strumenti necessari. 4) - Utilizza gli strumenti con pazienza e perseveranza. 5) - Coltiva fiducia ed ottimismo. 6) - Gioisci di ogni piccolo miglioramento. 7) - Evita di condannarti nelle ricadute. 8) - Ricorda sempre: "I problemi li crea l'uomo, non Dio. Se fossero creati da Dio sarebbero eterni e invece, ben ve diamo, che nell'arco di qualche anno o al massimo di una vita, di tutti i problemi, anche i pi gravi, non resta pi nulla."

Riferimenti bibliografici
1) Alice Bailey, L'anima e il suo meccanismo, pag. 54, Edizione Nuova Era, Roma (1973). 2) Ibid. 3) Annie Besant, Studio sulla coscienza, Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO). 4) Cleve Backster, Evidence of primary perception in plant Journal of Parapsicology - Winter 1968. 5) Richard Hittleman, Guida allo yoga pratico, pag. 156, Arnoldo Mondadori Editore, Milano (1976). 6) A. Maria La Sala Bat, Guida alla conoscenza di s, pag. 5, Editrice Nuova Era, Roma (1989).

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La Pace della Mente - 2

E' POSSIBILE COMPRENDERE LA MENTE?


Per qualunque uomo o donna che abbia il dono, o la sventura, di possedere una mente avida di sapere, della pi grande importanza ottenere tutte le informazioni che desidera, affinch, quando le esigenze dell'intelletto sono soddisfatte, il cuore possa parlare. Max Heindel Analizzare il comportamento della mente umana certamente uno dei compiti pi complessi che l'uomo possa affrontare. Diversamente dall'indagine scientifica, fatta su un oggetto esterno, che pu essere sempre condotta con un certo rigore, l'analisi della mente, portata avanti con l'ausilio della stessa mente, crea una serie di problematiche. L'osservatore e l'osservato non occupano pi due posizioni spazialmente separate ma coesistono sia nel tempo che nello spazio, ci, ovviamente, non permette quella obiettivit di osservazione che sarebbe altamente auspicabile. Per questi motivi, da millenni vi sono stati uomini che hanno pensato, parlato e scritto sul modo in cui essi interpretavano i processi mentali. Di certo il pi antico trattato sull'argomento la Bhagavad Gita, fu compilato in India e tratta di fatti risalenti al periodo anteriore di mille anni alla nascita di Ges Cristo. In questo trattato si racconta di una battaglia, dei protagonisti e delle varie problematiche che essi incontrano. Questa battaglia simbolica perch non viene condotta verso nemici esterni bens verso quelli "interni" (vizi, passioni, desideri, ecc.), che ostacolano ed a volte impediscono una normale evoluzione della natura umana. La Baghavad Gita inizia cos: "La mente cieca disse, o chiese a s stessa in introspezione: I miei figli, le cattive, seducenti tendenze mentali e dei sensi, opposte alle pure tendenze mentali discriminative, radunatesi nella sacra pianura del campo di battaglia della Vita, desiderosi di darsi battaglia psicologica o morale, che cosa fecero?". Appare chiaro come la materia trattata sia non soltanto di ordine psicologico, ma anche morale e spirituale e come, per gli Ind, i processi mentali rivestano da millenni un indubbio interesse. Si pensi che la mente comune, ovvero non educata, viene da loro definita come "la scimmia pazza che ci governa". La mente, a tutti gli effetti, soltanto uno strumento che l'uomo dovrebbe poter usare a sua discrezione, con l'adozione dei pensieri voluti e la rimozione di quelli non desiderati. Spesso, invece, i pensieri trovano la loro origine nei meccanismi mentali relativi al recupero dei ricordi, alla associazione delle idee ed ai riflessi condizionati. Questi meccanismi sono talvolta cos potenti da costringere l'uomo a deviare dai pensieri che stava intrattenendo a favore di quelli portati in superficie dai processi accennati. A causa di questi fenomeni l'uomo stesso diviene strumentalizzato dalla sua mente e, consapevolmente o meno, si ritrova a seguire delle linee di pensiero, e d'azione, che non sempre gli sono congeniali.

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Questo non certo un problema specifico dei nostri tempi, le seguenti parole di San Paolo ben illustrano la difficolt di agire nella direzione in cui si pensa sia giusto muoversi: "Io non riesco a capire neppure ci che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge buona; quindi non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cio nella mia carne, non abita il bene; c' in me il desiderio del bene, ma non la capacit di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me" (Romani 7:15). Il notevole uso di tranquillanti, che viene fatto nelle nazioni pi progredite, dimostra chiaramente come la padronanza dei processi mentali presenta delle notevolissime carenze. Questo dimostra che la ricerca, e la rimozione, delle cause che stanno alla base delle disfunzioni non facile e che la mente ha ancora tanti segreti e particolarit che rimangono da scoprire.

CHI DICE "IO" DENTRO DI NOI? La risposta dei Kahunas (1)


Nel libro "The Secret Science at Work", si pu trovare una serie di informazioni assai utili per comprendere la costituzione dell'uomo, e dei suoi processi mentali, nell'interpretazione data dai Kahunas, gli sciamani di un popolo, ora estinto, che abitava le isole Hawaii. Uno degli elementi fondamentali nella dottrina dei Kahunas la convinzione che nei mondi invi sibili esistono degli esseri spirituali ad un livello evolutivo superiore, uguale ed inferiore a quello dell'attuale umanit. In accordo con l'insegnamento comune a tante altre Scuole di pensiero, l'uomo non viene considerato un corpo pi o meno pesante, bens un essere spirituale che vive in quel corpo. Questo essere spirituale, ovvero colui che dice "io" dentro di noi, nella dottrina dei Kahunas, non solo. Gli fanno compagnia un essere meno evoluto (detto sinferiore) ed uno, molto pi evoluto di lui, che potremmo ravvisare nell'Angelo custode dei Cristiani o nel S-spirituale degli Ind. Pertanto, secondo questa dottrina, in ogni corpo umano, convivono tre "esseri", a diverso livello evolutivo ed ognuno di essi svolge delle funzioni ben definite, ovvero: - Il S-superiore, la scintilla divina in noi. Tra i tre l'essere pi evoluto, autorevole, giusto e fidato. - Il s-intermedio, la sede del ragionamento logico e razionale; quello con cui noi ci identifichiamo quando pensiamo "io". - Il s-inferiore, la sede delle emozioni e della memoria. Il s-inferiore il fedele servitore degli altri due ed intimamente connesso con il s-intermedio come se ne fosse il fratello minore. Questa la sede dove avvengono i processi di memorizzazione e nascono le emozioni (amore, odio, paura, ecc.). Talvolta le emozioni possono essere cos intense da coinvolgere il s-intermedio a tal punto da fargli perdere il controllo. Il s-inferiore ragiona in modo assai limitato, essendo il suo grado di evoluzione inferiore a quello del s-intermedio il quale, a sua volta, assai pi limitato del S9 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

spirituale. Il modo di ragionare del s-inferiore potrebbe essere paragonato a quello degli animali domestici; come essi pu infatti provare tristezza, rabbia, paura e fame. Ha per il vantaggio di avere come ospite un essere a lui superiore (il sintermedio) che dovrebbe costituire una guida saggia e sicura. Sempre secondo i Kahunas il s-intermedio dovrebbe aiutare il s-inferiore a crescere, a diventare meno istintivo e pi umano. Nello stesso modo il S-Spirituale, se ne accettiamo la guida, pu aiutare noi (s-intermedio) a progredire nella nostra evoluzione spirituale. Secondo loro, la cosa peggiore che possa capitare al sintermedio quella di scendere al livello del s-inferiore e di condividerne i selvaggi istinti animali. Non vi un peggior spettacolo di un s-intermedio che, dimenticata la sua posizione di guida e insegnante, scende al livello del s-inferiore per condivi derne l'odio, gli istinti e le insondabili paure.

L a risposta della psicanalisi


Lo spunto iniziale da cui partita la psicanalisi stato dato da un collega di Freud (1859-1939), il dottor Breuer, il quale, tra il 1880 e il 1881, riusc a liberare una malata di paralisi facendole ricordare, sotto ipnosi e per molte sedute, il momento in cui il problema si era instaurato. Freud, molto interessato a questo approccio terapeutico, inizio a collaborare con Breuer e le loro esperienze furono pubblicate in un trattato dal titolo "Sul meccanismo psichico dei fenomeni isterici". Fin dall'inizio del loro lavoro compresero che nella mente vi sono dei processi subconsci e pertanto sconosciuti ed il fatto che una emozione che non pu essere scaricata (fuga, lotta, ecc.) pu creare dei blocchi che appariranno in un secondo tempo come disturbi di cui non si comprendono le ragioni. Secondo Freud anche le tematiche presentate dai sogni nascono nel subconscio ed perci possibile analizzarli per scoprirne le origini e da queste risalire alla fonte del disturbo attuale. Verso il 1920 Freud fece una revisione delle sue teorie, diede importanza all'aggressivit, all'odio, all'ambivalenza e, ci che pi conta, defin come, secondo lui, era strutturata la personalit psichica di una persona. Questa personalit appariva formata da tre enti autonomi e distinti: - il Super-io (parte di cui non siamo consapevoli e rappresenta la fonte delle esigenze morali), - l'Io-cosciente (la parte che ragiona quando siamo svegli), - l'Es (la parte istintiva, subconscia). Tutte queste scoperte e speculazioni teoriche portarono Freud a considerare le nevrosi, o problemi mentali, come espressioni di conflitti sorti tra l'Io e qualche impulso istintivo (per Freud prevalentemente sessuale) che all'Io appaiono incompatibili. Proprio per questa ragione I'Io ha impedito loro sia di salire alla coscienza e perci di realizzarsi fisicamente mediante un processo tecnicamente definito come "rimozione".

La risposta di Emil Cou


Emil Cou (1857-1926), che potrebbe essere definito come "il padre delle terapie suggestive", considerava l'uomo come suddiviso in un Io-primo, cosciente, di fronte all'Io-secondo, il non cosciente o subconscio. 10 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Egli scrisse: "Questo Io-secondo non dorme mai e si occupa di tutto ci che l'Io-primo gli propone. Egli il guardiano della nostra memoria, ed appena noi gli chiediamo qualche cosa che la memoria ha messo da parte, egli la ritrova senza il minimo sforzo. Ma egli dimora in stanze cos lontane che difficile mettersi in rapporto con lui e comunicargli ci di cui abbiamo bisogno. Pare che il miglior momento sia quello in cui il nostro Io-primo non di servizio; il momento cio in cui si sta per prendere sonno, ed il momento che segue immediatamente il risveglio" (2). Secondo il Cou l'Io-primo colui che gestisce i vari ragionamenti necessari per la vita quotidiana mentre l'Io-secondo ha invece a sua disposizione tutto il materiale che abbiamo accumulato nella nostra mente (ricordi, traumi, desideri non risolti, frustrazioni, ecc.). E' assai importante ricordare che questo Io-secondo non catalogabile come morale o immorale; soltanto la somma di tutte le nostre tendenze, dei nostri istinti e dei nostri desideri profondi. Egli non conosce le convenzioni morali o religiose, cos come accade per un bambino piccolino i suoi interessi sono centrati soltanto a soddisfare il pi rapidamente possibile i bisogni primari, siano essi fisici o sentimentali. E' notevole come le definizioni utilizzate dal Cou ci richiamino quelle date dai Kahunas, nell'Io-primo ritroviamo infatti le caratteristiche proprie del s-intermedio e nell'Io-secondo quelle del s-inferiore. E' anche interessante una definizione data da Alice Baird nei riguardi del subconscio; definizione che si adatta perfettamente sia all'Io-secondo del Cou che al s-inferiore dei Kahunas. Ella disse: "Nella casa, cos poco nota della nostra vita, non nel sottosuolo c ome molti credono, ma in stanze lontane che noi visitiamo raramente, dimora un Essere misterioso, met genio (poich pu compiere cose meravigliose) e met schiavo (perch realizza senza opposizione), ciascun pensiero e ciascuna indicazione che gli facciamo pervenire" (2).

La risposta di San Paolo


Per San Paolo, l'uomo costituito da un corpo di carne, un'anima (mente, intelligenza) ed un corpo spirituale. Ne cita l'esistenza quando scrive: "Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Ges Cristo. Colui che vi chiama fedele e far tutto questo! (1 Tess 5,23-24). Egli precisa che: "Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo tratto dalla terra di terra, il secondo uomo viene dal cielo (1 Cor 15,46-47). Ed aggiunge anche che la resurrezione della carne non avverr con il corpo fisico ma con quello spirituale: "Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, n ci che corruttibile pu ereditare l'incorruttibilit (1 Cor 15,50).

La risposta dell'esoterismo
Per l'esoterismo il mondo in cui viviamo si compone di una sostanza primordiale che, diventando sempre pi densa, ha assunto la configurazione di ci che noi chiamiamo "materia". Siamo pertanto in un universo in cui la parte pi sottile (Spirito) convive ed interpenetra la materia pi grossolana. 11 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Nel passaggio da Spirito a materia, questa sostanza assume sette gradi o stati in cui diventa sempre pi densa. Partendo dal piano della materia pi densa ed andando verso quella pi sottile troviamo il piano "astrale" e quindi quello "mentale". L'uomo, sperimenta con il corpo fisico il piano materiale, con le emozioni e passioni quello astrale e con i pensieri quello mentale. Pertanto il suo vero S o Ego, si localizza nei piani al di sopra di questi tre. L'uomo, nella sua realt ultima, viene considerato come una "Monade" o scintilla del fuoco divino che San Paolo chiama "spirito". Questa particella di divinit, per poter fare delle esperienze di autoconsapevolezza, altrimenti impossibili, si veste di materia sempre pi grossolana e perde coscienza della sua reale e divina identit. Ci che dice "io" nell'uomo la sua personalit, ovvero la sua coscienza focalizzata nel corpo fisico, astrale e mentale. Il Vescovo Leadbeater disse: "Se noi pensiamo l'Ego come il vero uomo, allora la personalit la mano che egli introduce nella materia allo scopo di poterci lavorare ed all'Antakarana, come al suo braccio". L'Antakarana il "Ponte" o "Arcobaleno" che collega l'uomo spirituale alla sua personalit.

La personalit (3)
Qui vorrei richiamare la vostra attenzione sull'origine ed il significato del termine "personalit". Esso deriva dal vocabolo latino persona, che significa maschera. Questo esattamente ci che la personalit , una maschera del vero S; semplicemente assumiamo tre rivestimenti o veicoli per sperimentare o rispondere agli stimoli nei tre mondi della materia; fisico, emotivo (o astrale) e mentale. Se non avessimo questi rivestimenti o veicoli non potremmo rispondere a questi mondi. E' esattamente come se indossaste una bella veste di seta (il corpo mentale) e, su quella, un pi pesante soprabito (il corpo emotivo) e, in aggiunta a quello, un largo e massiccio mantello (il corpo fisico). Ognuno di questi vi limita. Ognuno di essi nasconde il vostro vero S. Ognuno di essi vi rende pi difficile esprimervi quali veramente siete. Rende anche pi difficile agli altri conoscere il vostro vero s.

Noi non siamo il nostro corpo (4)


Ora, la tragedia realmente grande avviene quando ve niamo cos limitati, cos racchiusi entro questi rivestimenti o veicoli o maschere, che prendiamo ad identificarci con essi; quando diciamo: "Ho fame", "sono stanco", pensiamo di essere realmente affamati o stanchi, invece di comprendere che solo il corpo fisico ad essere affamato e stanco. Ovviamente dobbiamo provvedere a che riceva cure appropriate, ma non che sia viziato... Noi non siamo i nostri corpi come non siamo le nostre macchine. Gli uni e le altre sono veicoli che usiamo. Facciamo lo stesso errore identificandoci con le nostre emozioni. Diciamo: "Sono arrabbiato" o "Sono triste". Voi non divenite mai arrabbiati o tristi, pu divenirlo il vostro corpo emotivo, ma non voi. Ci pu essere applicato anche al mondo del pensiero o mentale.

Il corpo e l'uomo... (5)

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La scelta tra il bene ed il male non dovrebbe essere difficile, perch quelli che vogliono seguire il Maestro hanno deciso di fare il bene ad ogni costo. Ma il corpo e l'uomo sono due cose differenti, e ci che l'uomo vuole non sempre quello che il corpo desidera. Quando il tuo corpo desidera qualche cosa, sosta e rifletti se tu veramente desideri quella cosa. Perch tu sei Dio (il tuo S-spirituale, N.d.R.), e vuoi soltanto quello che Iddio vuole; ricerca, pertanto, nelle profondit del tuo essere per trovare Dio in te stesso, e per udire la Sua voce che la tua voce. Non confondere i tuoi corpi con te stesso, n il corpo fisico, n l'astrale, n il mentale. Ciascuno di questi pretender di essere il S, allo scopo di ottenere quanto desidera. Ma tu devi conoscerli tutti e conoscere te stesso quale loro padrone. Quando vi un lavoro da compiere il corpo fisico vuol riposare, andare a passeggio, mangiare o bere; e l'uomo che non sa dice tra s: "lo voglio fare queste cose e debbo farle". Ma il savio dice: "Questo che desidera non sono io, e bisogna che aspetti un poco". Sovente, quando si presenta l'occasione di aiutare qualcuno, il corpo suggerisce subito: "Quanta fatica sar per me, lasciamo che altri lo faccia" Ma l'uomo risponde al suo corpo: "Tu non mi ostacolerai nel compiere un'opera buona". Il corpo un animale al tuo servizio: il destriero sul quale cavalchi. Perci trattalo bene e abbine cura; non strapazzarlo e nutrilo convenientemente, soltanto con cibi e bevande pure, e mantienilo sempre scrupolosamente pulito, libero dalla pi piccola macchia di sudiciume. Perch senza la perfetta nettezza e la perfetta salute del corpo non potrai compiere l'arduo lavoro di preparazione, non potrai sopportare lo sforzo incessante che esso richiede. Ma devi essere sempre tu che padroneggi quel corpo e non il contrario.

Conclusione
Arrivati a questo punto, della nostra breve panoramica, possiamo constatare come punti di vista assai diversi concordanti sulla complessit della struttura psichica dell'uomo; struttura in cui si ravvi sano almeno tre parti principali: 1) una componente spirituale che, per la maggioranza dell'umanit, contattata solo raramente; l'esoterismo la colloca nei tre mondi pi sottili al di sotto di quello pi sottile di tutti che il Regno di Dio. E' la luminosa fonte di tutto ci che di buono e bello l'uomo pu fare e pensare, 2) una mente razionale, che utilizziamo tutti i giorni; la parte che utilizza in prevalenza l'emisfero sinistro del cervello; l'esoterismo ne colloca le funzioni nel corpo mentale, 3) una mente subconscia, sede degli istinti e della memoria, di cui molte informazioni sono assai difficili da reperire (rimozioni, complessi, ecc.). E' la parte che utilizza in prevalenza l'emisfero destro del cervello; l'esoterismo ne colloca le funzioni nel corpo astrale o emotivo. Da essa scaturiscono le nostre paure ed i nostri comportamenti "cattivi", siano essi, egoistici, crudeli, ecc. Con questa panoramica concludiamo lo studio della mente nei suoi aspetti pi esoterici che psicologici. Da questo momento, lascieremo questi aspetti alla rubrica "La Luce dell'Anima" ed inizieremo lo studio dei processi mentali da un punto di vista pi psicologico.

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LA PAROLA PARLATA
La pi grande creatrice di malcomprensioni la lingua dell'uomo. Non conta ci che diciamo ma come e quando, misura perci le tue parole con il metro della cortesia, del sentimento e della gratitudine. Il tatto e la delicatezza non toglieranno mai l'Ego dal suo piedistallo. L'interesse, in una conversazione, si basa sul far sentire importante il nostro interlocutore e rimpiazzando il dire con il chiedere. Meno cose diciamo e meno dovremo pentirci. La natura sapeva ci che faceva quando ci diede due orecchie ed una sola lingua. Una lingua incontrollata, anche una sola parola sbagliata, pu distruggere la felicit di una intera vita. Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico: - invita le critiche, dai i meritati riconoscimenti, - riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi dispiace". Trova un accordo il pi presto possibile, ogni momento di ritardo non far che aggiungere legna al fuoco della discordia. Per concludere ecco una serie di regole per fattiva conversazione: - guarda in faccia il tuo interlocutore, - sii un buon ascoltatore, - non interrompere, - sii comprensivo, - modula il tono di voce, - evita sgradevoli riferimenti al passato, - dai consigli solo quando ti sono richiesti, - applaudi ci che gradisci ed ignora ci che non ti piace, - custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te. S. L. Katzoff

Riferimenti bibliografici
1) Max Freedom Long, The secret science at work, De Vorss & Co. Publisher, Santa Monica, CA, UA. 2) Emil Cou, Il dominio di s stessi, Edizioni Blu International Studio, Borgofranco d'Ivrea (1990). 3) Eunice e Felix Layton, Teosofia, pag. 32, Casa Editrice Astrolabio, Roma (1967) 4) Ibid. pag. 33. 5) Alcione, Ai piedi del Maestro, pag. 12 Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO), (1996).

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La Pace della Mente - 3

PERCHE' SIAMO COSI' COME SIAMO (prima parte) La rana e lo scorpione


Un bel giorno d'estate, mentre una rana stava prendendo il sole sulla riva di uno stagno, le si avvi cin uno scorpione. "Buon giorno, disse la rana allo scorpione, desideri qualcosa?". "S, rispose lo scorpione, ho saputo che sei molto gentile. Mi porteresti sull'altra riva dove ho un importante affare da sbrigare... sai io non so nuotare..." "Neanche per sogno, rispose la rana, qualche tempo fa uno scorpione come te ha chiesto ad una mia amica di portarla sull'altra riva e quando sono giunti in mezzo allo stagno l'ha punta; cos sono affogati tutti e due". "Pensi che sia matto?, incalz lo scorpione, ti prego, fai la brava, in cambio ti posso dare 100.000 denari". La cifra era alta e la rana acconsent. Si mise sulle spalle lo scorpione e nuotando a rana inizi la traversata dello stagno. Quando furono a met traversata lo scorpione non seppe resistere, punse la rana che, avvelenata, cominci ad affondare nello stagno. La rana, poveretta, con quel filo di voce che le restava, trov la forza di chiedere allo scorpione: "Ma perch mi hai punto? Ora dovremo morire tutti e due". Lo scorpione, boccheggiando, rispose tristemente: "Mi spiace ma non ne ho potuto fare a meno. Sai... io sono fatto cos!".

Introduzione alle transazioni


Eric Berne uno psicologo contemporaneo. Il suo grande merito quello di aver elaborato un sistema di psicologia altamente semplificato che pu essere insegnato a tutti, adolescenti compresi. La sua linea psicologica prende il nome di "Analisi Transazionale" per il fatto che si interessa dei meccanismi con c ui gli individui interagiscono tra loro; meccanismi da lui definiti "transazioni". Per transazione, pertanto, si indica qualsiasi scambio che avviene tra due o pi persone: un dialogo una serie di transazioni, cos come lo pu essere uno scambio di gesti di affetto. L'Analisi Transazionale prende in considerazione queste "transazioni", con particolar riguardo a quelle verbali, e ne deduce delle informazioni sulle quali possibile basarsi per una eventuale terapia (o autoterapia), rivolta ad eliminare i vari elementi che possono risultare disturbanti nella vita psichica o affettiva di un individuo.

Il comportamento e la sopravvivenza
Tutto il mondo un palcoscenico e tutti gli uomini non sono che attori, essi entrano ed escono; ed ogni uomo, nel suo te mpo, recita molte parti. Shakespeare

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Nel volume "L'assassinio di Cristo", William Reich scrive che gli uomini, da tempi immemorabili, nascono in una "gabbia" di cui, a causa dell'abitudine, non vedono pi nemmeno le parti. In questa gabbia ognuno cerca di fare il meglio che pu, i musicisti la inondano di musica, i pittori ne riempiono di quadri le pareti, i negri ci cantano gli struggenti spirituals ed ognuno si ingegna di fare la sua parte. Dal comportamento dipende la sopravvivenza. Questo vale per tutti gli esseri viventi per l'uomo, a differenza dell'animale, pu cambiare l'ambiente in cui vive usando la sua intelligenza ed il suo ingegno. La stessa intelligenza, che per tanti motivi utile e necessaria, ha per sopito nell'uomo la saggezza istintiva. Egli necessita perci di esempi, ed insegnamenti, per poter acquisire le modalit di comportamento che utilizzer poi nel corso della vita. Questo fatto crea delle serie problematiche perch non sempre i genitori, e gli educatori vari, sono in grado di fornire l'esempio pi corretto, od i pi saggi insegnamenti. Nella pagina precedente questo fatto viene chiaramente espresso e porta, necessariamente, a delle amare riflessioni. Il comportamento pertanto la somma delle influenze, dei messaggi e delle esperienze, che ciascuno di noi ha catalogato dalla nascita in poi. Buona parte delle azioni che compiamo sono perci automatiche anche se pensiamo di farle in completa consapevolezza e con la autodeterminazione pi assoluta. Quanto segue rappresenta un'analisi di alcuni dei comportamenti automatici, delle ragioni che li hanno instaurati e dei motivi che li mettono in azione. Vedremo pertanto le "tre posizioni esistenziali"; i "tre ruoli fondamentali" che l'uomo pu recitare sul grande palcoscenico della vita; i "giochi psicologici" che egli attua per certe finalit ed i "copioni" che egli recita per ottenere ci che vuole o semplicemente per sopravvivere. Una attenta lettura di quanto segue, ed un'onesto esame del proprio modo di agire, potranno certamente aiutare a raggiungere un modo di vivere pi libero, pi sereno e decisamente migliore.

Le Posizioni Esistenziali
I bambini piccoli sono particolarmente aperti a tutti i tipi di influenze. Il "tocco" nelle prime 6 settimane di vita, ed anche dopo in misura minore, rappresenta un elemento molto importante per creare nel bimbo un atteggiamento di sicurezza e fiducia. In seguito, con l'educazione, i bimbi vengono per cos dire "programmati" e perdono in parte la loro sensibilit. I bimbi sono molto aperti e percepiscono i messaggi relativi a loro stessi ed al loro valore nelle prime esperienze di vita che consistono nell'essere toccati od essere ignorati dagli altri. Assai presto imparano a guardare le espressioni dei volti ed a rispondere ad esse cos come accade per il tocco ed i suoni. Un bimbo che viene accarezzato ed a cui si parla dolcemente riceve perci dei messaggi ben diversi di uno che viene ignorato o trattato malamente. Un bimbo che riceve pochi tocchi e poche attenzioni pu, ad esempio, arrivare alla conclusione di essere una nullit e comunque qualcosa di non valido. Questo porter in lui la sensazione di essere non a posto, in inglese NON OK.

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La prima cosa che un bimbo, gi nei primi anni, decide confrontandosi con gli adulti quale delle seguenti posizioni esistenziali ricoprir nella vita: Io Io Io Io non sono ok, gli altri s sono ok, gli altri no non sono ok, gli altri neppure sono ok, anche gli altri lo sono

Il bimbo, pertanto, decider di assumere una posizioni che sar dominante nel suo carattere, mentre le altre, pur coesistendo, avranno un peso minore. Va notato che l'atteggiamento universale nella primissima infanzia quello "Io non sono ok, gli altri sono ok". Questo accade perch il bambino, a causa della sua situazione di dipendenza, si considera inevitabilmente inferiore alle figure adulte che lo circondano. Il bimbo, crescendo ed osservando coloro che lo circondano, potr cambiare oppure no la sua posizione ed, eventualmente, accettarne una migliore o peggiore. Vediamo ora il carattere di una persona quando ha assunto una delle posizioni esistenziali: 1. Io non sono ok, gli altri s Questa persona si sente inferiore agli altri e tender alla depressione; in effetti ancora nella medesima posizione della sua primissima infanzia. 2. Io sono ok, gli altri no E' la persona che biasima gli altri per le sue miserie. Questa posizione viene assunta dai bambini malmenati brutalmente che arrivano a concludere "Se mi lasciano solo sto benissimo, io non ho bisogno di nessuno, lasciatemi solo". Di solito questa posizione sorretta da odio anche se ben celato; spesso ne fanno parte i delinquenti, i fanatici ed i criminali. 3. Io non sono ok, gli altri neppure Questa persona non ha alcun interesse nella vita, ne sono un esempio gli abulici. E' un posizione assunta da coloro che non hanno avuto calore e attenzione nei primi mesi ed al loro posto hanno ricevuto rimproveri e percosse, magari anche dopo aver compiuto il secondo anno di et. 4. Io sono ok, anche gli altri lo sono E' la persona che si piace e che accetta gli altri come sono. * * * Mentre molti individui rimangono nella posizione "Io non sono ok, gli altri s" per tutta la vita, ve ne sono di fortunati che furono aiutati dai genitori a superare questa posizione esistenziale ed a raggiungere quella "Io sono ok, gli altri sono ok". Va notato che, mentre le prime tre posizioni sono acquisite nella prima infanzia e a livello subconscio (in base alle esperienze vissute), la quarta pu essere acquisita anche da adulti mediante una decisione cosciente. E' la posizione migliore, ma pu essere accettata solo quando si dispone di un numero notevole di informazioni su noi stessi e gli altri. * * * 17 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Queste posizioni non appaiono mai nello stato puro in quanto ogni persona, seppur in modo percentuale, tende a collocarsi in almeno tre di esse. In effetti anche una persona "Io sono ok, tu sei ok" difficilmente lo sar in modo perfetto, ovvero al cento per cento. Se potessimo osservarla nel corso della sua vita noteremmo che in certi casi assumer un atteggiamento di leggera superiorit (Io sono ok, tu non sei ok) oppure di inferiorit (Io non sono ok, tu sei ok). Sar comunque difficile che arrivi ad assumere la posizione "Io non sono ok, tu non sei ok".

Le Posizioni Esistenziali ed il comportamento


La posizione esistenziale di ogni persona la porter ad una serie di atteggiamenti e comportamenti la cui conoscenza pu essere di estrema utilit per comprendere come ella si ponga nei confronti di se stessa, degli altri e della vita in generale. La persona in una posizione "Io sono ok, tu sei ok" sar sempre in grado di offrire la sua massima stima e fiducia. Ella considerer ogni individuo valutandone i pregi ed i difetti; cercando in questo modo di comprendere, pi che giudicare, gli eventuali comportamenti aberrati. Colui che si trova nella posizione "Io sono ok, tu non sei ok" chiaramente diffidente e cercher in tutti i modi di invalidare ogni consiglio, o suggerimento, che comporti un lavoro da parte sua. Ci che egli cerca, in fin dei conti, la convalida della sua posizione esistenziale. Il fatto di non riuscire a risolvere i suoi problemi neppure seguendo i consigli altrui non fa altro che rinforzare la sua posizione "Io sono ok, ma tu no". Al contrario di ci che potrebbe apparire, la persona nella posizione esistenziale "Io non sono ok, tu sei ok" non per niente facile da trattare. In un primo tempo si presenter a voi con un'atteggiamento di assoluta incompetenza e sudditanza. Non fatevi ingannare, una conoscenza pi approfondita vi dimostrer che ogni collaborazione, da voi eventualmente richiesta, non sar per nulla considerata. Questo il modo per suffragare la sua posizione esistenziale, dopo tutto se riesce a scaricare qualche responsabilit su di voi pu chiamarvi in concorso di colpa e come dice il famoso adagio: "Mal comune mezzo gaudio" La persona che occupa l'ultima posizione esistenziale: "Io non sono ok, tu non sei ok" certamente la pi difficile da trattare. Difficilmente verr da solo a chiedervi aiuto; la maggior parte dei casi vi sar stato costretto da coloro a cui rende la vita insopportabile.

Conclusione
Quanto esaminato, solo una parte di ci che riguarda l'Analisi Transazionale. Nelle prossime lettere continueremo il nostro studio al fine di conoscerci meglio ed eventualmente migliorare il nostro carattere.

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ESERCIZI CON L'ANALISI TRANSAZIONLE Esercizio sulle posizioni esistenziali


Cerca di definire in quale posizione collocheresti le persone che cos si esprimono: - Nei confronti di se stesse: Io, se mi metto, riesco a fare qualcosa di buono. Non sono capace di fare niente. Luigi veramente in gamba, io, invece, non valgo nulla. Io non merito di vivere. Ce l'hanno tutti con me. Noi uomini siamo solo degli animali. - Nei confronti degli altri: La gente magnifica. Sei non ci fossi io questa famiglia andrebbe a rotoli. Tu che sei bravo, mi puoi dire come combattere la stitichezza? Cercano tutti di approffitarsi di me. Nessuno merita la mia fiducia. Tutti, in fondo, hanno qualcosa di buono. Noi uomini siamo solo degli animali.

Esame individuale
Prova a fare un esame di come ti comporti, per vedere in quale percentuale sono presenti in te i tre atteggiamenti che abbiamo esaminato. Pu esserti utile, quando hai compreso quanta percentuale di queste posizioni esistenziali sono presenti nel tuo carattere, rappre-sentarle come fette di torta, dividendo un cerchio che hai disegnato a questo scopo. Quindi osserva la fetta pi grande e decidi se il caso di rivedere qualcosa del tuo comportamento oppure no. Ricorda che ogni processo di crescita individuale inizia con la comprensione che "noi", prima di tutti gli altri, dobbiamo cambiare qualcosa della nostra vita. Nelle prossime lettere continueremo il nostro studio al fine di conoscerci meglio ed eventualmente migliorare il nostro carattere.

Bibliografia
E. Berne, Guida per il profano alla psichiatria e alla psicanalisi, Edizioni Astrolabio, Roma, 1969. E. Berne, A che gioco giochiamo, Edizioni Bompiani, Milano, 1982. D. Yongeward & M. James, "Winning with people", Addison Wesley Publishing Company Reading - Massachusetts - UA. 19 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Thomas A. Harris, Io sono Ok, Tu sei Ok, Rizzoli Editore, Milano, 1974. Kahler & Capers, The Miniscript, Transactional Analysis Journal, VI:1 - January 1974. Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo, Sugar Editore, Milano, 1972,

Letture per approfondire


Thomas A. Harris, Io sono Ok, Tu sei Ok, Rizzoli Editore, 1974. E. Berne, A che gioco giochiamo, Edizioni Bompiani, Milano, 1982.

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La Pace della Mente - 4

LE TRE PERSONALITA'
Durante la fase iniziale dell'elaborazione dell'Analisi Transa-zionale, Eric Berne ebbe modo di notare come le persone cambino il loro atteggiamento pi volte nel corso di una giornata. Sembrava quasi che in loro si alternassero dei diversi stati mentali, proprio come se delle "persone diverse" prendessero il controllo della loro personalit. Inizi perci a definire questi stati, che in ogni istante, controllano il pensiero e le azioni di ognuno di noi, con il nome di: "Genitore", "Adulto" e "Bambino". Le indagini, fatte in seguito, hanno confermato che ogni persona porta in s questi tre stati, che rappresentano la sua personalit ed suoi genitori, nei primi cinque anni della sua vita. Pertanto, nel corso del nostro studio, le parole "Genitore" , "Adulto" e "Bambino" non indicheranno un pap, un uomo che ha compiuto i 21 anni ed un bambino piccolino, bens delle condizioni mentali che ora andremo ad analizzare.

Il "Genitore"
Gli strumenti della mente diventano ceppi, quando l'ambiente che li ha resi necessari ha cessato di esistere. Henry Bergson Il "Genitore" , pu essere considerato un grande registratore a nastro magnetico dove, nei primissimi anni di vita, sono stati memorizzati i messaggi (amorevoli, critici, invalidanti, lusinghieri, ecc.) ricevuti da parte dei genitori ed educatori. Alcuni di tali messaggi, dal profondo della mente, hanno ancora un effetto quando la persona diventa adulta e possono alterarne il comportamento ed il modo di vedere le cose. Solitamente i messaggi di pap tendono ad essere registrati come "Genitore Critico" e quelli di mamma come "Genitore amorevole", pertanto i messaggi che abbiamo registrato si possono classificare in queste due grandi categorie: a) Genitore Critico (ordini o invalidazioni): Sei uno stupido - Non sei capace di far niente - Stai attento - Evita di parlare - Mangia la minestra che fa bene - Gli uomini non piangono mai - Sei apprezzato solo se sei ricco - ecc. b) "Genitore amorevole" (supporto amorevole): Hai ragione, tua sorella proprio cattiva. - Poverino, cosa c' che non va? - Quando stai male ti voglio pi bene - Non andare con i compagni, non vedi che rimango sola? - Come far senza di te? - ecc. Se stiamo attenti a ci che generalmente diciamo ai nostri figli scopriremo che, tutto sommato, usiamo le stesse frasi che sono state dette a noi tanti anni fa. E' la parte "Genitore" in noi che le ripete inalterate nel tempo. E' da sottolineare che tutto ci che una persona pensa di negativo sul suo conto gli stato detto da altri, infatti, se una persona fosse sola al mondo non penserebbe 21 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

certamente di avere qualche aspetto negativo. Pertanto ogni idea di questo tipo ha le sue radici nel Genitore Critico e non dovrebbe essere ascoltata. Questo un fatto su cui dovrebbero riflettere tutti coloro che soffrono per qualche complesso di inferiorit.

Il "Bambino"
Se mi tocchi dolcemente Se mi guardi e mi sorridi Se qualche volta mi ascolti prima di parlare Allora io crescer, veramente crescer. Bradley (9 anni) Il "Bambino" la parte pura ed istintiva in ciascuno di noi. E' la parte che, nello stato libero e naturale, desidera affetto, ama giocare e inventare. Il Bambino allo stato naturale anche capace di esternare i suoi sentimenti in piena libert: ride, piange, si lamenta, corre, gioca, inventa qualcosa o fa il sentimentale in modo del tutto privo da timori o tab. Ogni bimbo che nasce interamente nello stato "libero e naturale". Questo comporta che, crescendo, dovr necessariamente scontrarsi con gli adulti che non accetteranno tutto ci che lui vuol fare od avere. Da questo fatto nasceranno pianti, urli e magari capricci. Questo modo di agire, ovviamente, dovr essere corretto perch nella vita sociale non ci si pu comportare in modo selvaggio. Subentrer, perci, l'azione del "Genitore" che porr dei limiti alla libert del "Bambino naturale". Questi limiti, all'inizio, sono generalmente posti con dolcezza. Purtroppo per, non sempre la dolcezza risulta efficace, subentreranno allora minacce e punizioni. Tutto questo, seppur criticabile, necessario per educare il bimbo a comportarsi "bene" nell'ambiente sociale e famigliare. Il risultato di questa educazione, come si chiama normalmente, un adattamento del bambino agli schemi sociali. Risulta ovvio come, dopo questo adattamento, solo una parte del Bambino sar rimasta libera e naturale perch alcune sue azioni o modi di esprimersi saranno stati limitati. Possiamo perci dire che in ognuno di noi vi un "Bambino libero" ed un "Bambino adattato". Il Bambino libero ancora capace di agire in piena libert mentre il Bambino adattato, nelle sue azioni, segue degli schemi ben precisi che, in altri termini, potremo chiamare "condizionamenti". Questi condizionamenti sono tanto maggiori quanto pi i suoi genitori sono stati severi ed autoritari. Molte persone potrebbero applicarsi con successo ad attivit artistiche se il loro Genitore Critico non avesse bloccato il loro Bambino mentre, nella prima infanzia, si esprimeva in modo libero e naturale. Uno dei modi peggiori di condizionare un bimbo consiste nel "doppio vincolo": un'azione che, qualora ripetuta, in grado di creare un conflitto assai profondo nella sua personalit. Il "doppio vincolo" consiste di una frase in cui vengono affermate due cose di cui, la seconda in netta contraddizione logica con la prima. Esempio: "Ti voglio molto bene, per questo ti punisco", "Se lo fai ancora ti punir duramente, ma non dovrai considerarla come punizione".

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L'Adulto
Tra la parte "Bambino" di una persona ed i messaggi del "Genitore" , si sviluppa nel tempo un mediatore logico e razionale che prende il nome di Adulto. In ogni individuo compaiono queste differenti stati mentali o personalit, che possono essere pi o meno sviluppate. Vi sono persone con un Genitore Critico molto grande ed un Bambino Naturale molto piccolo (sono serie, critiche, dure e autoritarie). Ve ne sono altre con un Bambino Naturale molto grande, un Genitore Critico piccolo ed un Adulto inesistente (sono gli irresponsabili che corrono dietro ad ogni tipo di desiderio). Le persone equilibrate hanno un Bambino Naturale abbastanza grande, un Adulto che funziona ed un Genitore che offre messaggi utili per affrontare responsabilmente la vita quotidiana. Questi individui sono capaci di vedere come stanno realmente le cose e comportarsi di conseguenza.

Come si esprimono le personalit


Genitore critico: Devi, Non devi - Se io fossi in te... - Non farlo mai pi - Continua cos e andrai all'inferno - Tu sei cattivo (stupido, ignorante, ecc.) - Non disturbare - Tu sei una maledizione per tutti noi - ecc.. Genitore amorevole: Che cosa penseranno i vicini? - Attento al freddo! - Senza di te non so che cosa farei? - Tu si che sei bravo, invece tua sorella... - Tu sei una benedizione per tutti noi - ecc. Bambino Naturale: Non voglio! - E' mio! - Ho paura! - Non l'ho fatto io! - Lo voglio! - Dammelo! - E' colpa sua! - Raccontami una storia. - Voglio guardare la televisione. - ecc. Bambino Adattato: Per favore, mi presti la penna? - Buona sera come sta? - La maestra mi ha dato un brutto voto, ha fatto bene perch non avevo studiato. - Non mangio le caramelle perch lo zucchero guasta i denti. - Potrei guardare la televisione per mezzora? ecc. Adulto: Quali sono i fatti? - Fammi capire bene come stanno le cose - Quali sono le ragioni? - Hai fatto i dovuti controlli? - L'incontro marted alle 14.00, vedr di non mancare. - ecc.

Opinioni a confronto
Si supponga che in un ufficio arrivi un ragazza con la minigonna. Bambino Naturale: "Per... guarda che gambe!" Genitore Critico: "Dovrebbero proibire certi vestiti in un ufficio." Genitore Amorevole: "Poverina, chiss come soffre il caldo." Adulto: "Penso che una gonna un po' pi lunga sarebbe pi adatta".

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I CONFLITTI
Secondo l'Analisi Transazionale, i conflitti non sono altro che la conseguenza di un'azione che il Bambino Naturale vuole intraprendere e che il Genitore Critico blocca con messaggio generalmente intimidatorio. Questo Genitore, alto quasi due metri, ancora l, come tanti anni prima ad intimorire, il "piccolo" bambino. Pertanto ovvio che nell'animo di questa persona nascano delle paure che si possono riassumere con le frasi: "chiss cosa mi faranno", "chiss cosa mi diranno", "e adesso cosa faccio?", "devo stare attento perch, se sbaglio, me la faccio pagare!", ecc. Questo spiega perch alcune persone vanno in crisi quando devono prendere una o pi decisioni. In una vita sana ed equilibrata, i messaggi del Genitore non dovrebbero mai arrivare direttamente al Bambino ma passare per il filtro dell'Adulto. E' solo l'Adulto, che pu fare un'attenta valutazione e decidere al di fuori dei timori che risalgono alla primissima infanzia. La comprensione di queste paure necessaria affinch l'Adulto possa fare un attento esame della situazione attuale. Le paure di un tempo, se non comprese ed eliminate, creano pericolosi pregiudizi e possono portare ad azioni o giudizi fuori luogo. I messaggi provenienti dal Genitore, sia esso Critico o Amorevole, andrebbero sempre analizzati, T. Harris ha detto che non vale la pena di basare la propria vita su un Genitore non analizzato, potrebbe avere torto.

Conclusione
Chi lo desidera potr fare un autoesame con le domande poste nella lettera Pratica n. 4. Queste domande sono state studiate per conoscere in che percentuale sono presenti in noi le differenti "personalit". Il risultato di questo esame potrebbe essere utile a coloro che soffrono per problemi esistenziali (paure, pochi amici, pochi interessi, paura del giudizio altri, complesso di persecuzione, ecc.) al fine di comprendere se alcuni tratti della loro personalit richiedono un cambiamento.

AUTOESAME SULLE VARIE "PERSONALITA'" Istruzioni


1. Prepara un foglio di carta con disegnate sei colonne verticali. 2. Numera le colonne da sinistra verso destra partendo da 1. 3. Rispondi ad ogni gruppo di domande mettendo nella colonna relativa il numero punti per ogni risposta data. 4. Dopo aver risposto a tutte le domande passa nel capitolo Valutazione. Valori in punti delle possibili risposte: 24 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

- la risposta "Mai" vale 0 punti - la risposta "Talvolta" vale 1 punti - la risposta "Sovente" vale 2 punti - la risposta "Sempre" vale 3 punti

Esempi pratici
Supponi che, nel gruppo n. 1 hai risposto "Sempre" alla risposta n. 1, dovrai segnare 3 punti nella prima colonna. Supponi che, nel gruppo n. 1 hai risposto "Mai" alla risposta n. 2, dovrai segnare 0 punti nella prima colonna. Supponi che, nel gruppo n. 4 hai risposto "Sovente" alla risposta n. 5, dovrai segnare 2 punti nella quarta colonna.

Domande
--- Gruppo n. 1 --1. Ritieni che le tue opinioni siano pi vere di quelle degli altri? 4. Nelle discussioni cerchi di far prevalere il tuo parere? 7. Trovi che le cose una volta andassero meglio? 16. Ti sente critico nei confronti dei giovani? 21. Credi che la sofferenza sia una componente necessaria della vita? 29. Pretendi che il lavoro sia fatto bene, con precisione e rapidit? 32. Ti rammarichi che certe tradizioni di cortesia e di buona creanza vadano perdendosi? 39. Sei esigente nei confronti di te stesso e degli altri? 43. Ti attieni a solidi principi morali? 50. Senti la necessit di porre riparo agli errori dovuti all'incapacit degli altri? --- Gruppo n. 2 --3. Ti fa piacere che gli altri abbiano bisogno di te? 11. Ti fa piacere prenderti cura degli altri? 15. Dai aiuto senza che ti sia richiesto? 19. Hai la sensazione di sacrificarti per la tua famiglia o per i tuoi amici? 23. Sei indulgente verso gli altri? 28. Ti piace fare il bene degli altri, loro malgrado? 33. Tendi ad incoraggiare gli altri con espressioni del tipo: "Come ti capisco" oppure "Coraggio figliolo!"? 38. Dai molte spiegazioni a chi stenta a capire? 41. Ti piace occuparti dei bambini? 25 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

47. Metti in ordine ci che gli altri hanno lasciato fuori posto?

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--- Gruppo n. 3 --2. Ti procuri adeguate informazioni prima di prendere una decisione? 5. Cerchi di prevedere in anticipo il risultato delle tue azioni? 14. Hai il senso dell'organizzazione? 18. Tieni conto delle opinioni degli altri? 24. Prendi delle precauzioni di fronte a delle situazioni potenzialmente pericolose? 26. Ti piace risolvere problemi? 31. Sai rimettere in discussione le tue idee? 40. Sei solito programmare in anticipo le tue scelte? 42. Ridimensioni i tuoi obiettivi ln funzione delle tue possibilit? 48. Prendi in considerazione pi soluzioni possibili? --- Gruppo n. 4 --6. Agisci secondo i tuoi impulsi? 9. Ti vesti come ti pare? 13. Dai liberamente sfogo alla tua collera? 17. Una situazione nuova ti entusiasma? 22. Ti piace giocare con i bambini? 34. Ti piace fare lavori manuali? 35. Cerchi le cose che producono "piacere"? 37. Ti risulta facile dare del tu? 46. Sei sensuale? 49. Ti sente bene nel tuo corpo? --- Gruppo n. 5 --8. Ti sente maldestro? 10. Attendi di avere il parere degli altri prima di incominciare un'azione? 12. Ti senti "perseguitato"? 20. Aspetti che il tuo parere sia richiesto, prima di esprimerlo? 25. Ti senti a disagio nei tuoi panni? 27. Rimandi a domani ci che potresti fare oggi? 30. Ti pesa passare inosservato agli occhi delle persone che contano? 36. Ti danno fastidio le persone sottomesse? 44. Provi paura? 45. Esiti a lungo prima di prendere una decisione?

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Valutazione
Somma il numero di punti totalizzato in ogni colonna, dovresti ottenere cinque totali. Il totale del Gruppo n. 1, prima colonna, ti indica la parte di Genitore Critico. Il totale del Gruppo n. 2, seconda colonna, ti indica la parte di Genitore Amorevole. Il totale del Gruppo n. 3, terza colonna, ti indica la parte di Adulto. Il totale del Gruppo n. 4, quarta colonna, ti indica la parte di Bambino Libero. Il totale del Gruppo n. 5, quinta colonna, ti indica la parte di Bambino Adattato. Questi valori sono relativi, ci significa che vanno considerati gli uni rispetto agli altri. Esempio: se il Genitore Amorevole ha totalizzato molti pi punti di quello Critico significa che tendi pi a essere una "dolce mamma" che un "autorevole pap".

Bibliografia
E. Berne, Guida per il profano alla psichiatria e alla psicanalisi, Edizioni Astrolabio, Roma, 1969. D. Yongeward & M. James, "Winning with people", Addison Wesley Publishing Company. Reading - Massachusetts - UA. Thomas A. Harris, Io sono Ok, Tu sei Ok, Rizzoli Editore (1974). Kahler & Capers, The Miniscript, Transactional Analysis Journal, VI:1 - January 1974.

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La Pace della Mente - 5 I MINICOPIONI PSICOLOGICI Nota importante


In questo studio, le parole "Genitore", "Adulto" e "Bambino", non indicano un pap, un uomo che ha compiuto i 21 anni ed un bambino piccolino, bens delle condizioni mentali (personalit) che sono state analizzate nella lettera "La Pace della Mente n. 4". In relazione alla "posizione esistenziale" scelta (vedi "La Pace della Mente n. 3) ed al tipo di messaggi verbali ricevuti nei primi cinque anni della sua vita, si creeranno in un individuo dei condizionamenti che tenderanno a farlo comportare in un certo modo. Questi messaggi, generalmente, gli vengono dati dalla mamma, dal pap e da altri eventuali conviventi. Il condizionamento cos ricevuto porter l'individuo a "recitare" certi ruoli (minicopioni) nella vita, cos come un'attore recita il suo copione sul palcoscenico. E' interessante notare che egli tender a recitare questi ruoli anche quando coloro che lo hanno condizionato non saranno pi presenti nella sua vita. Lo studio dei minicopioni, risulta assai interessante perch tutti ne abbiamo qualcuno da recitare. Ecco l'elenco di quelli che producono un effetto negativo sulla nostra vita e quelli che dovremmo adottare come antidoto. Per esempio: una persona che tende a "far presto", anche quando non vi sono delle buone ragioni per correre, dovrebbe utilizzare il suo "Adulto" per sostituire il messaggio "Fai presto" (che proviene dal Genitore) con il messaggio "Mettici il tempo necessario". Minicopioni Negativi Tu sei OK se... - fai presto - sei perfetto - piaci agli altri - sei forte - ce la metti tutta Minicopioni Antidoto Tu sei OK se... - ci metti il tempo necessario - sei te stesso - ti consideri - sei aperto - agisci nel migliore dei modi

A volte i messaggi ricevuti creano dei blocchi interni ai quali la persona potr essere soggetta anche da adulta. Ecco alcune frasi che sono in grado di creare dei blocchi nella personalit: - "Sei un buono a nulla" - "Chi non fa non falla" - "Non sai prendere decisioni" - "Pensi soltanto alle stupidate" - "Non fidarti degli altri" - "Non sai fare nulla di buono" - "Questa una valle di lacrime" - "Bisogna soffrire per crescere" - blocca la creativit - blocca la creativit - blocca il pensiero - blocca il pensiero - blocca l'azione - blocca l'azione - blocca l'apprezzamento - blocca l'apprezzamento.

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LE TRANSAZIONI
La parola "transazione" generalmente significa lo spostamento di qualcosa. Versare o ritirare dei soldi in banca sono esempi di transazioni. Nel nostro caso il significato ristretto al dialogo con cui noi parliamo od ascoltiamo i nostri simili. Riprendendo il concetto di una personalit suddivisa in tre grandi livelli: il Genitore, l'Adulto ed il Bambino, andremo ora ad analizzare come la transazione stessa possa essere deteriorata qualora le persone in causa non siano sullo stesso livello della personalit. Fondamentalmente vi sono tre tipi di transazioni: - Transazione parallela: dove i due enti che comunicano sono allo stesso livello, esempio: Adulto con Adulto , Bambino con Bambino, ecc. - Transazione incrociata: dove gli enti che comunicano non sono allo stesso livello. Esempio: l'Adulto di una persona chiede una informazione all'Adulto di un collega. Il collega, anzich rispondere con l'Adulto risponde con il Genitore . - Transazione nascosta: in questo caso le parole dette nascondono un secondo significato. Esempio: il Bambino che dice che la torta molto buona perch ne vorrebbe ancora.

La transazione parallela
Questo tipo di transazione si pu svolgere su ciascuno dei tre livelli della personalit. Vi possono perci essere delle transazioni tra: * Genitore Critico e Genitore Critico Esempio: "Hai visto quella segretaria? ha un bel coraggio a venire in ufficio vestita in un modo simile" - "Hai ragione, proprio una vergogna, se fossi il capufficio la manderei a cambiarsi d'abito." * Adulto e Adulto Esempio: "Hai visto che le minigonne sono ancora di moda?" - "Si, penso che siano molto comode con il caldo che fa." * Bambino e Bambino Esempio: "Hai visto che gambe, roba da far girare la testa." - "Non parlarmene, sono gi sufficientemente turbato per conto mio." La transazione parallela non crea problemi di sorta; le persone possono stare a parlare tra loro tutto il tempo che desiderano perch si trovano a parlare dei fatti dopo averli osservati, e visti, allo stesso modo.

La transazione incrociata
Generalmente questo tipo di transazione non dura nel tempo, perch gli interlocutori vedono la realt dei fatti a modo loro e non vi possibilit di adeguamento tra i loro punti di vista. L'unica possibilit, affinch la loro conversazione possa durare, data dal cambio del livello della personalit di uno di essi. La transazione incrociata, avviene perch una delle parti della personalit si rivolge ad una delle tre personalit di un altro individuo pensando di ricevere una risposta dallo stesso livello, ma questo non avviene. 30 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Vediamo alcuni esempi: Inizio della transazione: il Bambino di un impiegato si rivolge al Bambino di un collega: "Con questa bella giornata vorrei proprio piantar qui tutto ed andare a fare una passeggiata." Anzich rispondere con il Bambino il collega risponde con il Genitore Critico: "Sei un'inconsiderato, ma non ti rendi conto che hai una famiglia da mantenere?" Esempio n. 2. Inizio della transazione: L'Adulto di Susanna chiede all'Adulto della mamma se pu uscire a giocare: "Perfavore mamma, posso uscire a giocare con gli altri bambini?". Anzich rispondere con l'Adulto la mamma risponde con il Genitore Critico: "Lo sai che vai male a scuola, studia, studia, che a giocare c' sempre tempo!". Siccome sono transazioni incrociate non possono durare nel tempo ed il discorso (transazione) termina bruscamente. Susanna, comunque, avrebbe potuto continuare la transazione utilizzando il suo Bambino e interpellare il Genitore Amorevole della mamma con la frase: "Dai mamma, lasciami andare che ti do un bacino". Se l'azione sortisce l'effetto desiderato il Genitore Amorevole della mamma risponder: "Ma, si, vai pure, per ritorna in casa tra due ore".

La transazione nascosta
Per comprendere questa transazione immaginiamo due bimbi, stufi di stare ad ascoltare i discorsi degli adulti, si chiedono se il caso di uscire a giocare (Adulto verso Adulto) mentre i loro Bambini dicono, anche se non si sentono: "Sono proprio stufo di stare qui ad ascoltare questi discorsi". Purtroppo vi sono delle persone che evitano, generalmente per paura, di dire chiaramente quello che pensano. Questa la sorgente di molti guai perch le loro parole vengono dette dal loro Adulto ma, anche se non si sentono, i loro Bambini dicono una casa completamente differente. Facciamo un esempio. Si supponga che alcuni amici vadano a trovare la famiglia Rossi. Si fa tardi, mezzanotte e uno degli amici con il suo Adulto dice: "Caspita, si fatto tardi, sar meglio che ne andiamo". Il sig. Rossi risponde: "Ma no, possiamo stare qui ancora un po' tanto domani domenica", nel contempo, anche se non si sente il suo Bambino dice: "Hai proprio ragione e sono stufo di queste stupide chiacchiere".

I RICONOSCIMENTI
Un sorriso che non dai un sorriso che non riceverai. Ognuno di noi ha una vera e propria necessit di essere riconosciuto. Il comportamento "cattivo" di certi bimbi tante volte un modo per guadagnarsi un riconoscimento, magari una sgridata, e di sentirsi parte di una famiglia che altrimenti lo lascerebbe del tutto ignorato. E' stato scritto che il mondo come una grande cattedrale dove ognuno di noi occupa una nicchia... ed a tutti farebbe piacere che qualcuno gli accendesse davanti un lumino. 31 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Generalmente, molte cose le facciamo sperando di ottenere un riconoscimento dagli altri. Di certo il dover fare qualcosa pensando che sar gradito a qualcuno fornisce un maggiore entusiasmo nel farlo. Vi sono diversi tipi di riconoscimenti, ne citiamo qualcuno per brevit - il ringraziamento, - il riconoscimento per qualche nostra abilit, - l'apprezzamento per qualcosa che abbiamo fatto, - il tocco fisico, - l'ascolto attivo, - le comunicazioni non verbali (sorrisi, gesti, ecc.). Vi sono dei riconoscimenti che lasciano la libert individuale ed altri che la limitano. Un riconoscimento che lascia la libert (il modo migliore per valutare una persona) potrebbe essere: "Io ti apprezzo molto per ci che tu sei". In questo riconoscimento si fa comprendere ad una persona che riveste una certa importanza per quello che . Un esempio di riconoscimento limitante, ci viene fornito da un datore di lavoro che dice al dipendente: "Io valuto il tuo lavoro perch lo fai molto seriamente". In questo caso il dipendente si considerer obbligato a continuare il suo lavoro in modo serio. Un riconoscimento deve essere rivolto a ci che uno e non a ci che egli possiede. Se diciamo a qualcuno che ha un bell'orologio non gli diamo un riconoscimento, ma se notiamo che indossa bene un certo vestito, oppure che ha una notevole capacit di osservazione, lo riconosciamo nei suoi valori personali. Generalmente, le persone normali sono in grado di darsi degli "autoriconoscimenti". Questo aiuta a vivere ed anche giusto che chi ha fatto qualcosaa di buono si dica "Bravo!" in cuor suo. Purtroppo vi sono anche altre persone che sono affamate di riconoscimenti perch hanno un "Genitore Critico" molto sviluppato e non sono capaci di dare al proprio "Bambino" nessun tipo di riconoscimento. Specialmente i genitori dovrebbero porre una grande attenzione ogni volta che si rivolgono ai loro figlioli. Infatti ben pochi genitori parlano ai loro figli come parlerebbero ad un amico. Alcuni ricercatori hanno stabilito che la maggior parte delle volte in cui i genitori comunicano con i figli lo fanno per chiedere qualcosa oppure per formulare critiche o giudizi nei loro confronti. Ci molto deleterio perch quando un rapporto cos intimo, come quello famigliare, viene a guastarsi, le conseguenze saranno subite da tutta la famiglia e ne sar compromessa la buona convivenza. Purtroppo, certi genitori, a causa del loro Genitore Critico, inseriscono nella mente dei loro figlioli dei messaggi che negano la possibilit di ricevere, o dare, riconoscimenti; ne sono esempi classici: "Non fidarti" - "Non dare mai troppa confidenza". Questi messaggi inducono una persona a rifiutare il contatto con gli altri e, nel tempo, a ritrovarsi sola e magari depressa. Vediamone altri: Non Non Non Non dare riconoscimenti. accettare riconoscimenti. chiedere riconoscimenti. rifiutare i riconoscimenti ingiusti. 32 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

- Chi si loda s'imbroda.

I riconoscimenti negativi
I riconoscimenti negativi sono quelli che creano delle vere e proprie barriere allo sviluppo della consapevolezza, all'abilit di comprendere ed alla spontaneit ed alla capacit di utilizzare i propri sensi per recepire il mondo circostante. In generale si suddividono in: 1) Riconoscimenti che fanno credere di essere incapaci: - "Ma cosa vuoi sapere tu che non capisci niente". - "Ma cosa vuoi fare? non vedi che non sei capace di far niente?". - "Tu sei un buono a nulla" - "Vedi Pierino come bravo?... Magari tu fossi come lui!". - "Sei uno stupido e non combinerai mai nulla di buono nella vita". 2) Riconoscimenti che fanno perdere la spontaneit e la capacit sensoriale: - "Non ti vergogni?". - "Stai composta!". - "Certe cose non si fanno". - "Guarda che se fai cos vai all'inferno". - "Non venire in braccio, non vedi come sei grande?". - "Tutte queste cose sono delle inutili smancerie". I riconoscimenti intelligenti sono necessari affinch un bimbo cresca con valori religiosi, etici e morali. Va comunque sottolineato che conta molto l'esempio che riceve dai suoi genitori.

Alcune regole per automigliorarsi


Sii scarso di critiche e generoso con i riconoscimenti. Quando parli con qualcuno, ascolta il tono ed il contenuto delle tue e sue parole, in questo modo sarai in grado di capire quale delle cinque personalit prenda il sopravvento. Fai attenzione ai messaggi condizionanti che provengono dal tuo Genitore. Se li "senti" dentro di te puoi immaginare che provengono da un registratore che spegnerai immediatamente. Cerca di capire se stai agendo sotto la spinta di un minicopione, in questo caso metti subito in atto il minicopione "antidoto".

Bibliografia
D. Yongeward & M. James, "Winning with people", Addison Wesley Publishing Company Reading - Massachusetts - UA. Thomas A. Harris, Io sono Ok, Tu sei Ok, Rizzoli Editore (1974)

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Kahler & Capers, The Miniscript, Transactional Analysis Journal, VI:1 - January 1974 Rinaldo Lampis, L'uso cosciente delle energie, Editore Amrita (1994)

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La Pace della Mente - 6

RIEPILOGO DELLE POSIZIONI ESISTENZIALI


Nella lettera n. 3 abbiamo visto come un bimbo, gi nei primi anni di vita, dal suo quotidiano confronto con gli adulti abbia modo di decidere quale delle seguenti posizioni esistenziali ricoprir nella vita: Io Io Io Io non sono ok, gli altri s sono ok, gli altri no non sono ok, gli altri neppure sono ok, anche gli altri lo sono

Questa posizione esistenziale, una volta cresciuto, rester dominante nel suo carattere, mentre le altre, pur coesistendo, avranno un peso minore. Va notato che l'atteggiamento universale nella primissima infanzia quello Io non sono ok, gli altri sono ok, pertanto una persona pu rimanere in tale posizione o, a seconda del tipo di educazione ricevuta, passare ad una delle altre posizioni. Vediamo di riepilogarle brevemente: 1. Io non sono ok, gli altri s Questa persona si sente inferiore agli altri e tender alla depressione; in effetti ancora nella medesima posizione della sua primissima infanzia. 2. Io sono ok, gli altri no E' la persona che biasima gli altri per le sue miserie. Questa posizione viene assunta dai bambini malmenati brutalmente che arrivano a c oncludere "Se mi lasciano solo sto benissimo, io non ho bisogno di nessuno, lasciatemi solo". Di solito questa posizione sorretta da odio anche se ben celato; spesso ne fanno parte i delinquenti, i fanatici ed i criminali. 3. Io non sono ok, gli altri neppure Questa persona non ha alcun interesse nella vita, ne sono un esempio gli abulici. E' un posizione assunta da coloro che non hanno avuto calore e attenzione nei primi mesi ed al loro posto hanno ricevuto rimproveri e percosse, magari anche dopo aver compiuto il secondo anno di et. 4. Io sono ok, anche gli altri lo sono E' la persona che si piace e che accetta gli altri come sono.

I TRE RUOLI FONDAMENTALI


Io mi contraddico, sono ampio, contengo una molti tudine. Walt Withman In relazione alla posizione esistenziale prescelta ognuno di noi sceglie un "ruolo principale" , che gli servir per quasi tutte le occasioni che incontrer nella vita. In

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certi casi, specie quando compaiono la rabbia o la paura, comunque possibile che venga adottato un ruolo differente. I tre ruoli fondamentali sono: - Il Persecutore - La Vittima - Il Salvatore Questi ruoli, se sono portati avanti in modo legittimo, non sono mai negativi. Lo diventano, invece, quando vengono usati allo scopo di manipolare la altre persone. Vediamo qualche esempio:

Ruoli legittimi e produttivi


IL PERSECUTORE: chi decide dei giusti limiti e li fa applicare. Ad. es. un padre di famiglia che educa i suoi figli con una amorevole e comprensiva autorit. LA VITTIMA: chi ammalato, cerca qualcuno che lo aiuti ed disposto a fare i necessari cambiamenti di dieta o abitudini di vita necessari, per conseguire una buona salute. IL SALVATORE: chi aiuta il prossimo a vivere meglio senza per questo vantarsi, guadagnarci o creare dei vincoli di gratitudine.

Ruoli illegittimi e negativi


IL PERSECUTORE: chi decide dei limiti irragionevoli, o fa applicare quelli esistenti con brutalit. Ad es. il padre di un bambino di 10 anni, che pretenda da lui 4 ore di studio prima di poter giocare. La matrigna di Cenerentola ne un classico esempio. LA VITTIMA: chi ammalato, piange e si dispera, ma non assolutamente disposto a cambiare dieta o fare altre cose che lo aiuterebbero a risolvere il suo problema. IL SALVATORE: chi propone il suo aiuto ad un prezzo troppo elevato, oppure se ne vanta o fa in modo che gli altri dipendano da lui a causa del loro debito di gratitudine..

Ognuno interpreta il suo ruolo


Quasi tutte le attivit umane sono programmate da qualche "ruolo psicologico". Ovunque vi siano delle persone riunite possiamo notare come ognuna di esse cerchi di interpretare il suo "ruolo". Vi sono coloro che si dimostrano calmi e freddi, quelli che giocano a fare gli intellettuali, quelli che cercano aiuto e quelli che invece lo offrono. Pertanto, ognuno di noi, anche senza rendersene conto, vive i suoi giorni recitando delle parti cos come se fosse sul palcoscenico di un teatro. E' notevole come, generalmente, chi ha adottato un certo ruolo scelga gli amici, il consorte ed i compagni, aspettandosi che essi siano propensi a recitare il ruolo complementare.

Non siamo affatto liberi come pensiamo di essere


Da quanto esposto apparir evidente come la maggior parte delle nostre azioni e dei nostri pensieri non sia cos libera da condizionamenti c ome saremmo portati a pensare. La nostra certezza di essere liberi di fare quello che desideriamo e quando lo vogliamo quasi sempre un'illusione. Quasi tutti, infatti, ci portiamo appresso dei 36 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

condizionamenti, pi o meno celati, che spesso rendono difficile una genuina onest, una libera creativit ed una pura e semplice intimit.

In breve...
Una posizione esistenziale un ruolo che un individuo tender a recitare nel corso della sua vita. Ci che va sottolineato il fatto che per poter continuare nel tempo tutte le posizioni esistenziali necessitano almeno due persone, i cui ruoli si combinino tra loro. Il "persecutore", ad esempio, non pu continuare ad esserlo senza almeno una "vittima. La "vittima" cercher il suo "salvatore" ed quest'ultimo una "vittima da salvare". Il condizionamento a recitare uno dei ruoli assai subdolo e lavoro del tutto inosservato. Questa la causa del fallimento di alcune amicizie o matrimoni, infatti le persone interessate non si sono unite a fronte di una genuina simpatia ma allo scopo di trovare nell'altra persona un soggetto adatto per giocare il proprio ruolo. Se ci soffermiamo un attimo, a considerare le coppie di sposi che conosciamo, non dovremo certo far molto fatica per trovare la "bimba" che ha sposato il "pap" (ruoli vittima-salvatore) o la moglie che si lamenta continuamente del marito, per se ne guarda bene di pensare al divorzio (ruoli vittima-persecutore).

Alcuni suggerimenti per automigliorare


Questa lettera, si basa sulle informazioni fornite nelle lettere "La pace della mente", n. 3, 4, 5 e 6. 1) Osserviamo come viviamo e come la nostra presenza fa vivere quelli che ci circondano. Siamo sani? Sereni? Le persone intorno a noi gioiscono della nostra presenza? Il nostro coniuge parla bene di noi? I nostri figli ci considerano come amici? Quanti amici abbiamo? A quante porte possiamo bussare in una situazione grave? 2) Se non siamo sereni e non abbiamo amici, proviamo a considerare che, molto probabilmente, la nostra posizione esistenziale ed il ruolo che recitiamo non sono quelli megliori. Infatti, se lo fossero, avremmo serenit, salute e tante amici che ci vogliono bene. Dopo di ci, se abbiamo deciso di cambiare qualcosa, dovremmo iniziare cercando di scoprire quali messaggi, provenienti dal nostro "Genitore", sono ancora presenti nei nostri pensieri, parole ed azioni. Se scopriamo dei messaggi che ci creano conflitti dovremmo cercare di analizzarli con l'Adulto in noi per vedere se "veramente" li dobbiamo ascoltare oppure no. Osserviamo anche come si comportano le persone che ci circondano in famiglia o sul lavoro. Con un poca di attenzione potremo scoprire se la nostra presenza le riempie di gioia o se crea in loro: noia, paura, ansia, agitazione o insicurezza. Cerchiamo pure di osservarci da fuori onde comprendere se diamo spazio ai nostri interlocutori o se parliamo sempre noi (magari solo di noi stessi). Vale anche la pena di notare quante delle parole che ascoltiamo trovano il nostro consenso o il nostro Genitore critico pronto a distruggerle o buttarle via. E' anche importante ascoltare il tono della nostra voce, siamo pacati, comprensivi e gentili o costantemente in una posizione arrogante di coloro che hanno sempre e comunque ragione? 37 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Se il nostro esame di coscienza ha dato dei frutti positivi, nel senso che avendo scoperto dei difetti nato in noi il desiderio di migliorare, tutto ci che segue sar un utile strumento perch solo conoscendo che si pu controllare qualcosa e, tra l'altro, la nostra personalit. St scritto nel Vangelo: E conoscerete.. E la verit vi far liberi. Da quanto esposto emerge la necessit di potenziare in noi la terza parte: l'Adulto che, facendo da mediatore tra il Genitore ed il Bambino, ci porti ad agire con intelligenza e saggezza. Nei primi anni di vita la parte Adulto non esiste. Pu succedere che essa non abbia mai modo di svilupparsi, come nella posizione "Io non sono ok, ma neppure tu". Generalmente in tutti noi compare un poco di Adulto ed nostro dovere farlo sviluppare sempre di pi.

Menu per ogni giorno della settimana


Prendete due cucchiai di pazienza, Una tazza di bont, Quattro cucchiai di buona volont, Un pizzico di speranza e una dose di buona fede. Aggiungete due manciate di tolleranza. Un pacco di prudenza, Qualche filo di simpatia, Una manciata di quella piccola pianta rara, che si chiama umilt, E una grande quantit di buon umore. Condite il tutto con molto buon senso, lasciate cuocere a fuoco lento,. Ed avrete una buona giornata.

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La Pace della Mente - 7

ALLA SCOPERTA DEL CERVELLO


Visto da sopra il cervello umano somiglia ad una noce, infatti costituito da due emisferi collegati tra loro da un grosso fascio composta da milioni di fibre nervose chiamato "corpo calloso". Nel cervello degli animali le funzioni dei due emisferi sono simili, nell'uomo, invece, ogni emisfero specializzato e, per cos dire, percepisce la realt a modo suo. Si scoperto, con la recisione del corpo calloso, che ogni emisfero in grado di vivere in modo autonomo ma non capace di assolvere le funzioni specializzate di quello complementare. Fondamentalmente, l'emisfero sinistro funziona in modo non emotivo (analizza perci le informazioni in modo freddo e razionale) ed bravo ad esprimersi mediante le parole, il calcolo e la scrittura. L'emisfero destro, invece, la sede delle reazioni emotive e della memoria, conosce l'arte del disegno, elabora la informazioni in modo globale, immediato, e possiede un linguaggio assai povero. Normalmente i due modi di operare si completano a vicenda. Il sistema nervoso collegato al cervello in modo incrociato, l'emisfero sinistro controlla la parte destra del corpo, l'emisfero destro la parte sinistra. E' interessante notare che siccome il linguaggio stato elaborato dall'emisfero sinistro tutto ci che relativo alla "sua mano" (quella destra) viene classificato come abile, buono e giusto; si vedano al proposito le espressioni: "destrezza", "destro di mano", "right" (destro e giusto in inglese). Ci che riguarda la mano sinistra, ovvero la mano dipendente dall'emisfero destro, invece classificato come cattivo ed incapace. Espressioni come "tiro mancino", "sinistro presagio", "maldestro", "sguardo sinistro", ne sono un esempio assai chiaro a cui si pu aggiungere il fatto che nelle polizze assicurative gli incidenti vengono spesso chiamati "sinistri".

Le funzioni dei due emisferi del cervello


Le funzioni specifiche dei due emisferi del cervello, sono: EMISFERO SINISTRO mente cosciente ragionamento consecutivo parola, scrittura analisi delle parti conosce spazio e tempo si sente un io separato non ha emozioni causa le malattie EMISFERO DESTRO mente subconscia, memoria intuito immediato musica, disegno, creativit vista d'insieme, misticismo non conosce spazio e tempo si sente parte del tutto ama, odia, ride e piange pu curare le malattie

I bambini piccoli e gli animali hanno le funzioni dell'emisfero destro che predominano sul sinistro; le funzioni di quello sinistro sono infatti quasi inesistenti. Negli animali tale situazione rimane immutata negli anni mentre nei bambini si assiste ad un graduale sviluppo delle funzioni relative all'emisfero sinistro, ovvero: capacit di discorsi complessi e di analisi, coscienza di s, ragionamenti logici, ecc. 39 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Si potrebbe quasi pensare che Adamo, che ebbe da Dio l'incarico di dare un nome a tutti gli abitanti della Terra, rappresenti uno stadio evolutivo dell'uomo, in cui la parte sinistra del cervello si stava sviluppando, mettendolo cos in grado di parlare e di classificare le cose intorno a lui. Va sottolineato che il fatto di essere mancini non dimostra per nulla una maggior specializzazione della parte destra del cervello. Anche in queste persone gli emisferi continuano a svolgere le funzioni descritte in quanto la gestione delle mani fa parte di un'altro tipo di attivit cerebrale. Purtroppo i sistemi educativi del passato, e quelli tutt'ora in uso, privilegiano l'emisfero sinistro e trascurano notevolmente l'educazione di quello destro. Tutto viene impartito per gradi (secondo schemi logici prestabiliti) e le materie principali (matematica, lettura, scrittura, ecc.) aiutano lo sviluppo dell'emisfero sinistro. Ci che compete all'emisfero destro (sognatore, artefice e artista), viene invece trascurato. Forse le ricerche scientifiche attuali, approfondendo la conoscenza del cervello, ci permetteranno di affrontare responsabilmente questo stato di cose e di prendere i dovuti provvedimenti nei confronti dell'educazione delle future generazioni. Lo sviluppo delle funzioni dell'emisfero destro, tra l'altro, non si presenta tanto facile perch quello sinistro tende ad accaparrarsi tutti i lavori cerebrali anche se, a conti fatti, il "collega" certe cose le saprebbe fare meglio di lui. L'unico modo per poter evitare questo problema consiste nel proporre al cervello un compito che disgusti la parte sinistra; tutto ci che monotono e ripetitivo, ad esempio, fa parte di questa categoria. Anche il disegno artistico una attivit in cui l'emisfero sinistro si trova decisamente impacciato. Ne consegue che questo tipo di disegno potrebbe essere un modo eccellente per iniziare lo sviluppo delle abilit proprie dell'emisfero destro.

L'utilizzo volontario dell'emisfero destro


Vi sono diversi motivi per cui sarebbe desiderabile un miglior utilizzo della parte destra del cervello, vediamone alcuni: - capacit di ricordare; - abilit nel disegno; - rimozione di cattive abitudini e condizionamenti; - cura di disturbi vari (insonnia, agitazione. ecc.) o malattie; - rimozione di emozioni accumulate nel passato; - maggior energia vitale. Attualmente vi sono in commercio molte pubblicazioni che presentano in modo assai entusiastico delle tecniche per ottenere quanto esposto. I risultati, purtroppo, spesso non seguono le aspettative, questo a causa di molti fattori di cui i principali sono: - poca perseveranza; - ostacoli presentati dall'emisfero sinistro; - l'emisfero destro considera valido il comportamento che si desidera modificare; - si utilizza la ragione al posto dell'immaginazione.

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Il problema maggiore, comunque, risiede nel fatto che, normalmente, mentre una persona sve glia, tutte le situazioni sono controllate dall'emisfero sinistro, lo scambio verso quello destro avviene in modo automatico se l'attivit da compiere risulta sgradita all'emisfero sinistro, o se vi la necessit di fronteggiare una situazione improvvisa. Provate a chiedere ad un gruppo di persone, tranquille e con gli occhi chiusi, di darvi una risposta immediata, quindi chiedete: "Quanti anni hai?" e battete le mani; nella maggior parte dei casi vi verr fornito un numero che, anzich rappresentare l'et, potrebbe avere qualche relazione con un episodio vissuto nel passato. La risposta, in questo caso, vi stata fornita dall'emisfero destro. Nella scrittura la sequenzialit e l'ortografia dipendono dall'emisfero sinistro, mentre lo stile dei caratteri appartiene a quello destro; siccome l'emisfero destro anche la sede della memoria appare chiaro come l'analisi ortografica possa dire qualcosa sul carattere di una persona.

L'insonnia ed il cervello
Spesso l'insonnia dovuta alla continua attivit cerebrale propria della parte sinistra che, conoscendo il tempo, tende a recriminare sul passato o fare programmi per il futuro. Per distoglierla dal suo lavorio si dovrebbe iniziare una monotona ripetizione, ad esempio immaginare uno schermo con un grande numero "100" e poi, ad ogni respiro, decrementarlo di uno pensando relax... Il conteggio risulter ancor pi vantaggioso se prima di iniziarlo si stringono i pugni, inspirando, e poi si rilasciano, espirando e pensando relax... Si possono, inoltre, piegare le caviglie, stringere le natiche, serrare i denti, gli occhi, e cos via.

Aforismi
Ridi ed il mondo rider con te, piangi e piangerai da solo. Un sorriso che non dai un sorriso che non avrai. Non vi nessuna strada giusta per fare una cosa sbagliata. Dietro l'ombra pi nera vi la luce pi fulgida.

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La Pace della Mente - 8

L'ENERGIA
Tutto ci che ci circonda non altro che la manifestazione di qualche tipo di energia. Anche ci che appare solido ai nostri sensi non altro che energia anche se ci sembra assolutamente stabile nella sua forma. Il calore, i suoni, i nostri pensieri, l'elettricit, gli istinti, le emozioni, e tutto ci che ci circonda, null'altro che energia manifestata in forme diverse. Questo fatto dimostrato anche dagli studi della fisica moderna: basta pensare che gli atomi sono in continua vibrazione per il moto degli elettroni attorno al nucleo e dalla trasformazione, enunciata da Einstein, per cui l'energia pu trasformarsi in massa e vice versa. Pertanto dovremmo considerare tutto ci che cade sotto i nostri sensi, compreso il nostro corpo, come formato un insieme di cariche energetiche in continuo movimento. Ogni problema che ci affligge, sia esso di natura fisica, emotiva, o mentale, dovrebbe perci essere considerato come una disarmonia nella distribuzione e nella circolazione dell'energia vitale (chiamata "prana" dagli Ind). In questa e nelle prossime lettere prenderemo in considerazione le molteplici cause che possono creare questa disarmonia e, di conseguenza, disturbi vari e malattie. Cercheremo inoltre di trovare i rimedi pi opportuni al fine di ricreare l'originaria armonia.

LA SOPRAVVIVENZA
Nell'universo che ci circonda facile riconoscere la materia, lo spazio ed il tempo. Essi sono tangibili e nessuno ne metter mai in dubbio l'esistenza. Esiste per qualcosa che non si vede e che comunque presente in tutto l'universo: la Vita o "soffio vitale" che anima tutte le creature vi venti. La Vita, per potersi manifestare, necessita una forma vegetale, animale o umana che sia. La vita, perci, continuamente al lavoro per modificare ed organizzare la materia con cui crea delle forme in cui "abita" fintanto che esse non sono pi valide, a quel punto la vita si ritira e la forma si distrugge, mentre le sostanze che la componevano ritornano nel loro stato primitivo. Vi pertanto una evoluzione della vita fatta a spese della forma la quale, d'altro canto, diventa sempre pi perfezionata. "Se la lotta per l'esistenza la necessit primaria dell'organismo vivente - dice J. Hadfield - la perfezione la sua meta finale. Vale a dire, lo stimolo alla perfezione la principale forza motrice della vita; le mire e gli ideali sono i mezzi mediante i quali l'uomo cerca di raggiungere tale perfezione..." La vita, nelle sue molteplici espressioni, dimostra uno notevolissima intelligenza, "Lo stesso atomo minerale - dice Edison - sembra possedere una certa quantit di intelligenza primigenia. Basta osservare le migliaia di modi con cui gli atomi di idrogeno si combinano con quelli di altri elementi, formando le pi diverse combinazioni. Come possibile affermare che essi facciano tutto questo senza intelligenza?".

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LA COSCIENZA
... Coscienza e Vita sono identiche, due nomi per una cosa sola, secondo che viene osservata dall'interno o dall'esterno. Non vi vita senza coscienza, non vi coscienza senza vita. Alice Bailey La Coscienza, lo strumento con cui la vita riesce a far sopravvivere tutte le creature viventi, in quanto permette loro di rendersi conto di due sensazioni fondamentali: il "piacere" ed il "dolore". Mentre la coscienza permette ad una creatura di rendersi conto di quello che sta succedendo, la sua intelligenza elabora i mezzi pi idonei per avvicinarsi a ci che favorisce la sopravvivenza (piacere) e fuggire o difendersi da ci che la ostacola (dolore). Gi nelle forme microscopiche di vita (virus, germi, batteri, ecc.), vediamo la coppia coscienza-intelligenza (detta anche "istinto") al lavoro; fatto che crea non pochi problemi ai ricercatori che, cercando il mezzo per eliminarne alcuni tipi, sperano di trovarlo e cos risolvere alcuni tipi di malattie. La coscienza, per mezzo dei sensi, ci permette di contattare il mondo circostante e di conoscere ci che vi accade. Nei primi anni di vita la nostra coscienza centrata sul corpo e sulle sensazioni che esso prova. Poi, con il passare degli anni, essa si amplia e ci consente anche di conoscere cosa avviene nel nostro mondo psichico (emozioni, pensieri, immaginazione, ecc.), finch arriva al punto di renderci consapevoli della distinzione esistente tra noi ed il mondo circostante prendendo il nome di "Autocoscienza". Questo il livello coscienziale della maggior parte dell'umanit attuale. Ad un livello superiore si raggiunge la "coscienza di esistere come una unit separata", ovvero si vive restando spettatori del mondo, e dei propri strumenti (corpo, pensieri ed emozioni). Un livello ancora pi alto di coscienza, assai raro, permette di sentirsi parte del tutto che ci contiene (Dio) e comprendere pienamente il detto biblico: "In Lui noi siamo, viviamo, ed abbiamo il nostro essere".

Come si aumenta il livello di coscienza?


La coscienza pu essere considerata come una lampada che illumina una parte della casa; spostando la luce, infatti, non si accresce, n si espande, la luce presente nell'ambiente. Nello stesso modo, se spostiamo l'attenzione da una cosa all'altra, non espandiamo la nostra coscienza perch mentre osserviamo il nuovo non possiamo vedere il vecchio. Pertanto, per aumentare il livello della coscienza, dobbiamo imparare a concentrarci e diventare consapevoli dei nostri pensieri, delle nostre parole e delle nostre azioni. Forse non ce ne rendiamo conto ma la maggior p arte delle nostre azioni sono automatiche e l'automatismo non porta certamente ad uno sviluppo della coscienza.

Un'interpretazione esoterica del peccato originale


Rileggiamo un attimo alcuni versetti della Genesi, il libro iniziale della Bibbia.

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Poi il Signore Dio disse: "Non bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile"... Il Signore Dio plasm con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo... Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangi, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangi. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiam l'uomo e gli disse: "Dove sei?". Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perch sono nudo, e mi sono nascosto". * * * I brani che abbiamo letto si riferiscono all'umanit che viveva nell'antico continente, ora scomparso, chiamato "M" o "Lemuria". A quei tempi l'uomo gestiva il suo corpo "da fuori" come il burattinaio gestisce il burattino. Infatti "tutti e due erano nudi... ma non ne provavano vergogna" e non avevano paura alcuna. Nessuno burattinaio, infatti, prova vergogna se il suo burattino nudo oppure ha paura se questi dovesse trovarsi in pericolo. Il peccato originale compare nel momento in cui l'uomo, proprio per la ricerca del piacere sessuale, inizia ad usare il sesso al di fuori dei momenti astrali propizi per la procreazione. Con questa decisione egli "entra" sempre di pi nel suo corpo fino ad identificarsi con esso: momento in cui inizia ad aver paura e provare vergogna. La stessa cosa accadrebbe ad un burattinaio che entrasse nel suo nudo burattino, e si convincesse di essere il medesimo: proverebbe vergogna ed inizierebbe a temere per tutti i pericoli presenti nel mondo circostante. Questa interpretazione del "peccato originale" trova conferma nella Cosmogonia dei Rosacroce, leggiamone alcuni brani: "Il Lemuriano nulla sapeva della nascita del proprio corpo che non poteva vedere, come non poteva vedere nessun'altra cosa, ma percepiva la presenza dei suoi consimili... Egli non sapeva nulla del proprio corpo cos come noi non sappiamo di avere uno stomaco quando questo sano. Ci rendiamo conto della sua esistenza solo quando gli abusi ci causano dolori in quella zona del corpo. Il Lemuriano non conosceva la morte perch quando nel corso di lunghi periodi il suo corpo l'abbandonava, egli entrava in un altro, pienamente inconscio del cambiamento. La sua coscienza non era concentrata nel Mondo Fisico, perci il lasciare da parte un corpo e prenderne un altro, non era per lui un inconveniente pi grave di quanto lo per l'albero il cadere di una foglia o di un ramoscello secco, rimpiazzati da nuovi germogli." L'uomo, a quel tempo, non era consapevole del Mondo Fisico come lo ora durante il sonno. Era solamente durante il contatto intimo dei rapporti sessuali che il diventava conscio della carne e l'uomo "conosceva" la sua compagna.

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Per moltissimi anni l'uomo aveva vissuto nella salute e nel benessere (vedi il Paradiso terrestre", n.d.r.); ma conobbe il male quando cominci ad esercitare le funzioni creative al di fuori dei periodi indicati dalle influenze degli astri. La supposta maledizione di Dio non fu affatto una maledizione; ma una semplice constatazione dei danno che avrebbe subito il nascituro non essendo stato preso in considerazione l'effetto dei raggi stellari sulla gestazione e sul parto" (1). Perci la Chiesa dice bene quando relaziona il peccato originale sconsiderato delle forze generative. all'uso

L'apparato che ci fa sopravvivere (2)


Fondamentalmente, tutti i meccanismi che aiutano un essere a sopravvivere si possono riassumere nella presenza di un apparato in grado di riconoscere le fonti di piacere e quelle di dolore, e quindi produrre dei movimenti atti ad avvicinare le prime e ad allontanarsi dalle seconde. percezione -> reazione -> attivit In tutte le creature viventi, l'eventuale attivit che nasce in risposta ad un segnale di pericolo istintiva, automatica o reattiva, e non determinata da un ragionamento logico e razionale. Anche nell'uomo, i momenti di pericolo per l'organismo, sono gestiti in modo istintivo dall'EMISFERO DESTRO DEL CERVELLO (vedi lettera "La Pace della Mente n. 7). Infatti tutti noi, ritiriamo subito il dito quando ci capita di toccare una cosa che scotta; nessuno si ferma a valutare quanti gradi saranno, di che gravit sar la scottatura che si sta formando, ecc.

LE EMOZIONI (2)
Nell'uomo, l'apparato per la sopravvivenza molto complesso e, oltre alle sensazione corporee, permette anche di percepire quelle psichiche (gioia, tristezza, ecc.), comunemente definite "emozioni". La parola "emozione", deriva dal latino "ex-movere" che significa "creare movimento"; in effetti le emozioni creano un vero e proprio movimento di energia all'interno dell'organismo. Quelle negative (rabbia, paura, ecc.), possono procurare una complessa fenomenologia di reazioni organiche, che vanno dal brivido al tremito, dalle perturbazioni vasomotorie alla paralisi delle gambe. Le emozioni possono nascere a causa di pensieri, ricordi o immaginazioni. Generalmente una emozione insorge in modo del tutto irrazionale, involontario e improvviso. Per questo, e per il turbamento che talvolta provoca in tutta la sfera psichica, stata definita dal Devaux e Logre una specie di "shock psichico", pi o meno acuto. sensi memoria pensieri immaginazione \ I >> emozione >> reazione >> attivit I /

Ogni emozione spiacevole rappresenta una minaccia per la sopravvivenza e pertanto crea le condizioni organiche pi adatte per la lotta o la fuga. Per questo motivo 45 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

provoca la secrezione di adrenalina dalle capsule surrenali e la stimolazione del sistema nervoso autonomo, con conseguente influenza sul cuore, sull'apparato respiratorio e su altre funzioni viscerali. Ogni emozione rappresenta un fenomeno a s stante, bench possa venire influenzata da reazioni mentali ed organiche. Si possono avere emozioni di gioia, di collera, di paura, di angoscia, di sorpresa, d'inquietudine e cos via. Esse sono sul piano psichico quello che i colori sono sul piano della luce. Esiste un'infinita gamma di emozioni di cui assai complesso precisare le variazioni e farne una classificazione. Possiamo comunque tentare di catalogarle in due grandi famiglie: PIACEVOLI: gioia, allegria, entusiasmo, euforia, felicit, letizia, ecc. SPIACEVOLI: paura, sorpresa, agitazione, ansia, angoscia, inquietudine, collera, tristezza, ecc. Le emozioni piacevoli danno un senso di vigore ed euforia, quelle spiacevoli tendono a deprimere ed abbassano anche il livello della vita organica, portando sensazioni di stanchezza ed abbattimento. La caratteristica principale delle emozioni quella di essere poco durevoli perch rappresentano un movimento della sostanza emotiva (corpo astrale, n.d.r.). Sono anche completamente irrazionali e scompaiono senza lasciare traccia nella memoria razionale tanto che quasi impossibile ripeterle a volont. "Esse, comunque, quando sono spiacevoli ed intense, vengono registrate nella memoria subconscia (emisfero destro del cervello), da cui possono affiorare mediante un'opportuno trattamento terapeutico" (n.d.r.).

Non tutti vivono le emozioni nello stesso modo (3)


Una data emozione non identica per tutti, esiste infatti una costituzione emotiva individuale, determinabile dall'intensit in cui si prova l'emozione e dalla durata della medesima. Lo stesso stimolo pu lasciare indifferenti alcuni e mandare in angoscia altri. Appare comunque certo che la mente esercita un grande peso sull'emotivit di una persona, in quanto l'emozione ed il pensiero non possono essere scissi in modo netto e preciso. A volte una un'emozione pu costituire lo stimolo iniziale per determinate possibilit inventive o fornire l'energia per il raggiungimento di una scopo. Altre volte, invece, pu paralizzare l'attivit di una persona sia a livello fisico che mentale.

Le emozioni ci condizionano (4)


Se chiedessimo a molte persone, di ogni ceto sociale, di dirci se usano la mente per risolvere le loro vicende quotidiane, avremmo senza dubbio una risposta positiva. Ma, invece, sono davvero in pochi coloro che sono capaci di tirare delle conclusioni senza essere coinvolti dalle emozioni. Infatti in questi casi sono i sentimenti e i desideri che, il pi delle volte inconsciamente, fanno arrivare ad una data conclusione piuttosto che ad un'altra. Noi approviamo, ad esempio, l'operato dei nostri simili che ci piacciono di pi. Nelle persone e nelle cose troviamo quello che coscientemente o incoscientemente "sentiamo" di vedere. Se qualcuno o qualcosa non ci riesce simpatico, siamo capaci di 46 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

trovare mille difetti, se al contrario ci riesce simpatico troviamo qualit ammirevoli l dove vi sono invece appariscenti imperfezioni... La massa dell'umanit, attualmente, usa ben poco la discriminazione proveniente da un ragionamento puramente mentale privo di coinvolgimenti emotivi.

IL DISCERNIMENTO (5)
Infinite volte l'aspirante spirituale posto dinanzi al problema della scelta, e della saggia distinzione ed solo il discernimento che l'aiuta a giungere ad una soluzione retta e giusta. Anche nel campo delle conoscenze spirituali sommamente necessario usare il discernimento, per poter selezionare le cose vere e utili in mezzo alle altre che non sempre sono vere, oppure che non sono essenziali. Il discernimento ci salva dalla fanatica e cieca accettazione delle parole, degli insegnamenti e degli scritti con cui veniamo a contatto, e ci d la facolt di saper distinguere il filone di oro puro. In mezzo alle cose illusorie e errate, ci d il potere di trovare la Verit dietro alle sovrastrutture e alle superstizioni... Elena P. Blavatsky nella Dottrina Segreta (Vol. III pag. 401, ed. inglese) scrive: "Il Signore Buddha ha detto che non dobbiamo credere in una cosa semplicemente perch stata detta; non alle tradizioni, perch sono state tramandate fin dall'antichit; non alle dicerie, come tali; non agli scritti dei Saggi, solo perch essi ne sono gli autori... non nella sola autorit dei nostri istruttori e maestri. Dobbiamo credere soltanto quando scritti o dottrine o detti vengono corroborati dalla nostra ragione e dalla nostra coscienza". Per l'aspirante ad una vita spirituale, la facolt del discernimento diventa indispensabile quando comincia a servire. Vi il problema della scelta della via di servizio da seguire, il problema del metodo da usare, il problema del momento opportuno per agire... Tutti questi problemi inerenti al servizio, possono essere risolti solo con l'uso del discernimento. Non vi pu essere vero servizio senza il discernimento. Nel libro: "Lettere sulla Meditazione Occulta", ben chiarito l'atteggiamento di chi usa il discernimento nel servizio; leggiamo infatti: "Serve con discernimento colui che saggiamente si rende conto del proprio posto, grande o piccolo che sia nello schema generale, che sa calcolare seriamente le sue capacit mentali e intellettuali, il suo calibro emozionale e le sue doti fisiche, e che poi con la somma totale di tutto ci si dedica ad eseguire il suo compito. Serve con discernimento colui che giudica con l'aiuto del suo S Superiore e del Maestro, quale sia la natura e la portata del problema da risolvere, e non guidato dai suggerimenti, dalle richieste e domande ben intenzionate, ma spesso errate dei suo compagni. Serve con discernimento colui che ha il senso del tempo nel l'azione..., e che saggiamente adatta le sue capacit al tempo a sua disposizione (6). Nel servizio quindi la facolt del discernimento fondamentale, poich senza di esso corriamo il rischio di fare pi male, che bene, di sperperare inutilmente le nostre energie, e di commettere errori pi o meno gravi ... Potremmo dire che il discernimento "si sviluppa usando il discernimento". E questa frase non esprime un paradosso, ma una verit poich forse non vi altra qualit 47 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

nell'uomo, che abbia questa particolare caratteristica di svilupparsi, di accrescersi e di affinarsi con il semplice suo uso.

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Riferimenti bibliografici
1) Max Heindel, La cosmogonia dei Rosacroce, pagg. 198-199, Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda, (VR). 2) Elaborato da: - Angela Maria La Sala Bat, Guida alla conoscenza di s, pag. 26, Edizioni Nuova Era, Roma. - R. Laquaniti, Autoconoscenza, pagg. 28-29, Edizioni Vidya, Roma. 3) R. Laquaniti, Autoconoscenza, pagg. 30-32, Edizioni Vidya, Roma. 4) Ibid, pagg. 26-27 5) Angela Maria La Sala Bat, Il Sentiero dell'aspirante spirituale, pagg. 78-79, Edizioni Nuova Era, Roma, 1984. 6) Alice Bailey, Lettere sulla Meditazione Occulta, pag. 345. Edizioni Nuova Era.

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La Pace della Mente - 9

LE EMOZIONI (segue)
Non vede mai l'ombra chi mira sempre al sole. Anonimo Emozione, nel suo significato etimologico, significa muovere fuori (e-moveo), mentre "rimozione" significa riportare dentro (re-moveo). In effetti ogni emozione muove delle energie interne in risposta ad un impulso esterno (si incontra una persona che..., si sente una voce che..., ecc.) oppure interno (sopravviene il ricordo di..., ci si immagina di ..., ecc.). L'ira prepara all'attacco, la paura spinge alla fuga, l'apatia fa fingere di essere morti affinch il nemico si ritiri. Ogni emozione correlata a varie secrezioni glandolari del nostro organismo; tra queste assai importante l'adrenalina, secreta dalle capsule surrenali in caso di reale o presunto pericolo. Le emozioni sono contagiose, lo possiamo vedere nel panico collettivo e nell'influenza che i "leaders" riescono ad esercitare sulle altre persone. La stato ideale sarebbe di avere il completo controllo delle nostre emozioni mentre, attualmente, esse sono il frutto di vari automatismi che abbiamo instaurato, gi nella prima infanzia, per sfuggire a veri o presunti pericoli; compiti sgraditi; pesanti responsabilit o semplicemente per procurarci pi affetto o simpatia.

I tipi di emozione (2)


Ogni atteggiamento, ogni situazione, genera qualche emozione che spinge ad avvicinarci alla causa se l'emozione piacevole oppure a fuggirne se dolorosa. Tra le emozioni principali possiamo elencare: la paura, la tristezza, la collera e la gioia. Queste emozioni a volte si fondono, dando cos origine ad altre emozioni frutto della loro unione. Possiamo, per esempio, ottenere a partire: Dal TIMORE: - l'inquietudine, che una piccola paura; - l'angoscia, che una paura irrazionale che teme qualcosa nel futuro. Dalla TRISTEZZA: - la malinconia, stato benigno e permanente della tristezza; - l'affanno, stato benigno della tristezza, ma pi passeggero; - il lutto, stato passeggero, ma a volte di estrema intensit. Dalla COLLERA: - l'irritazione, piccola collera passeggera; - il furore, grande collera passeggera; - la rabbia, grande collera che pu essere tenace. Dalla GIOIA: - la serenit, gioia calma e continua; - l'entusiasmo, gioia forte pi o meno passeggera; 50 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

- la pienezza, che dona una sensazione di gioia permanente. Possono esistere anche componenti secondarie, ad esempio: l'odio, misto di collera e di paura; la gelosia, misto di collera e di tristezza.

Le emozioni viste dall'esoterismo


Per comprendere questo punto di vista, necessario riassumere brevemente alcune cognizione esoteriche sulla costituzione dell'uomo, un argomento che verr sviluppato dettagliatamente nella rubrica "La Luce dell'Anima". Oltre al corpo fisico, che l'Ego (o spirito) usa per lavorare e fare esperienze nel mondo fisico, l'uomo possiede: - un corpo vitale, composto di etere, chiamato anche "doppio eterico" in quanto ha la stessa forma del corpo fisico, - un corpo del desiderio o emozionale (detto anche corpo astrale), - un corpo del pensiero o mentale (la mente), - un corpo spirituale (detto anche "manto nuziale") che, una volta sviluppato, permetter di vivere al di fuori del corpo fisico. Questi corpi, di natura assai sottile e pertanto invisibili, sono concentrici e compenetrano il corpo fisico, sporgendone per qualche centimetro; in questo modo creano una specie di nube energetica chiamata "aura". Noi possiamo sperimentare desideri, emozioni e passioni grazie al corpo del desiderio che composto da diversi tipi di materia, alcuna grossolana ad altra finissima. Ogni emozione mette in movi mento un dato tipo di materia presente nel corpo del desiderio. La paura, ad esempio, una vibrazione molto bassa e utilizza le sostanze pi dense, cos come le note basse del pianoforte sono emesse dalle corde pi grosse. Questo fenomeno meriterebbe un'attenta riflessione, perch sottolinea il fatto che una persona pu provare una data emozione, solo se nel suo corpo del desiderio esiste la materia adatta ad esprimerne le vibrazioni. Come il corpo fisico "immerso" nel mondo fisico il corpo del desiderio individuale immerso nel mondo del desiderio (detto anche mondo astrale), ovvero una gigantesca nube di energia che avvolge tutta la Terra, la compenetra e sporge all'esterno per una notevole distanza. Nel mondo del desiderio esistono molti tipi di materia, dalla pi fine alla pi grossolana. Vi si trovano perci vibrazioni di tutti i livelli, da quelle dovute alle emozioni emesse da menti malvagie a quelle rispondenti agli elevati sentimenti espressi dagli esseri pi evoluti.

Come si modifica il corpo del desiderio


Il corpo del desiderio di ogni persona in grado di modificarsi prendendo o lasciando, dal mondo del desiderio, la materia pi adatta per provare una data emozione. Se l'emozione viene ripetuta sovente il corpo del desiderio si modifica assumendo molta materia adatta ad esprimerla. Perci una persona che veda films dell'orrore, legga libri gialli e cerchi, per divertimento, situazioni atte a farle provare brividi di paura, far in modo che il suo

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corpo del desiderio si arricchisca di materia grossolana. In questo modo potr soddisfare la richiesta di queste basse vibrazioni a livello emotivo. Da quanto esposto si potr comprendere perch le Scuole di Esoterismo e la stessa Chiesa Cattolica, sottolineano quanto sia importante coltivare emozioni buone e pensieri elevati. Utilizzando un simbolismo diremo che le emozioni altro non sono che grumoli di materia astrale presenti nel nostro corpo del desiderio. Basta che uno stimolo li metta in vibrazione per creare delle situazioni che la nostra mente ben difficilmente potr controllare.

Le emozioni indesiderabili (2)


Io prego Te, o Dio, affinch io possa essere bello interiormente. Socrate Un'emozione diventa indesiderabile quando le sue vibrazioni tendono a danneggiare la salute fisica o mentale oppure causa di sofferenza ... Nessuno pu svolgere con efficacia e sincerit le proprie attivit esteriori se non riesce a stabilire un giusto equilibrio tra le emozioni e la propria mente. Per questa ragione, e nell'interesse della pace e della felicit altrui, cercate di liberarvi dalle vostre sofferenze mentali. Abbiamo detto nell'interesse della pace e della felicita altrui, perch tutti possono osservare, ad esempio, come i genitori trasferiscano spesso i propri complessi sui figli, danneggiandoli per tutta la vita.

La paura (3)
La paura una delle maggiori forze compulsive della natura; fa acuire le percezioni, sprona all'azione, sviluppa qualit positive del carattere; possiamo dire che una potente molla che ci fa muovere in senso polidimensionale. E' la paura che ci spinge a riunirci in comunit per fronteggiare pericoli comuni, la paura del disprezzo e del disinteresse degli altri che incoraggia le nostre qualit sociali e morali. Ma la paura pu anche paralizzare l'azione, l'ascesi e ogni movimento direzionale, pu metterci in una condizione di smarrimento, turbamento e confusione. Pu anche provocare stati morbosi affettivi, come l'ansia e l'angoscia. La paura ha una sua scala direzionale ascendente, che va dalle paure prettamente istintive dell'essere primordiale, basate normalmente sull'ignoranza delle leggi di natura, fino alle paure delle persone civili e che sono pi numerose. Paura di perdere i propri cari, la propria salute, il denaro, la popolarit, il lavoro, le proprie conquiste nei vari campi dell'attivit. Paura radicata nel dubbio; paura dell'annichilimento di se stessi; paura della morte; paura della vita e della solitudine; paura della paura stessa generata da un'immaginazione incontrollata. Non si pu fare un'esatta classificazione delle paure, perch spesse volte prendono le forme pi impensate e disparate.

Le paure antiche
Esistono delle paure che abitano nella parte pi profonda di noi stessi. Alcune di esse si sono instaurate in questa vita (dal concepimento in poi), altre fanno parte del 52 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

mondo istintivo e di cui difficilmente ci possiamo liberare. Dice Laquaniti nel suo libro Autoconoscenza: "Noi siamo il risultato di milioni di ieri che con i loro contenuti psichici ci hanno costruito una prigione in cui siamo, gi dalla nascita, costretti, oppressi e condizionati".

Il panico (4)
Chiunque si trovi vicino ad un'altra persona, se improvvisamente percepisce una sensazione di paura nella mente la trasferisce nello spazio di un secondo all'altra persona. Nello stesso modo si trasferiscono anche tutte le altre emozioni... Nella vita normale, dove queste percezioni sono rare, si ammette che questo genere di fenomeni si verifichino tra fratelli siamesi, qualche volta tra madri e figli, soprattutto quando si presenta un grave pericolo, e anche fra persone molto innamorate, legate da un amore mentale. In maniera meno evidente tali sensazioni sono provate da tutti, perci accade spesso che la sensazione non sia abbastanza forte per essere avvertita al livello conscio. Da quanto abbiamo esposto risulta evidente che la vostra serenit e la vostra felicit non sono di grande importanza soltanto per voi, ma anche per gli altri. Con la vostra mente voi influenzate le persone che vi sono pi care e, attraverso loro, tutto l'ambiente circostante.

Carica e scarica emozionale


Se non siamo sotto l'effetto di alcuna emozione negativa siamo in uno stato tranquillo, che si traduce in una sensazione di benessere, di rilassamento. Quando nasce un emozione disturbante, ad esempio la paura, vi un periodo, pi o meno breve, in cui l'emozione stessa cresce di livello (si "carica") fino al punto massimo raggiungibile. Poi, nei casi normali, l'intensit dell'emozione decresce, e dopo un tempo pi o meno lungo, si esaurisce. Pertanto esiste un ciclo, definito "carica-scarica emozionale" che attraversa le fasi seguenti: 1. 2. 3. 4. arriva uno stimolo che genera l'emozione, il livello dell'emozione cresce, l'emozione raggiunge il massimo dell'intensit, il livello dell'emozione decresce fino ad esaurirsi.

A volte il tempo di esaurimento si prolunga oltre la norma, in quanto vi sono delle difficolt a liberarsi dalla carica emozionale. Questa situazione, se ripetuta, pu creare il terreno per eventuali disturbi fisici o psichici.

I blocchi emozionali (5)


Wilhelm Reich, profondo studioso delle energie che scorrono nel corpo umano, ha riscontrato che ad ogni emozione corrisponde un movimento del protoplasma (materia vivente, n.d.r.) che dal centro va verso la periferia, mentre ad ogni rimozione (esaurimento dell'emozione, n.d.r.) il movimento del protoplasma inverte la direzione, dirigendosi dalla periferia verso il centro. Ad ogni emozione, liberamente espressa (carica+scarica), corrisponde perci un altrettanto libero movimento del protoplasma che, muovendosi prima in una 53 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

direzione e poi nell'altra, ritorna nello stato di riposo rendendosi disponibile a ricevere una nuova emozione. Chi riesce a vivere le emozioni in questo modo si comporta "naturalmente", ovvero seguendo pi l'istinto che non le regole della buona educazione o del galateo. Spesso, a causa dell'educazione ricevuta, si vengono a creare dei casi in cui l'emozione non riesce a scaricarsi come dovrebbe (ad esempio la collera di un bimbo che non pu fuggire n difendersi). Questo fatto crea un blocco emozionale quanto mai pericoloso per l'equilibrio dell'organismo. Mentre nel mondo degli animali selvaggi questo tipo di problema praticamente non esiste, le forme educative, giustamente restrittive, lo rendono abbastanza frequente per gli esseri umani. Il blocco emotivo agisce in profondit (quasi come fosse un "congelamento" del protoplasma) ed anche in grado di creare delle vere e proprie tensioni muscolari che possono persistere nel corso degli anni. La situazione non naturale, creatasi a livello del protoplasma condiziona anche il comportamento dell'individuo, dandoci la possibilit di riconoscere "l'emozione congelata". Ci che noi chiamiamo "espressione del ritegno", per es., nasconde una tremenda paura infantile delle pulsioni sessuali; ... mentre un atteggiamento militaresco - con petto spinto in fuori e spalle all'indietro, cerca di tener celato un notevole senso di insicurezza, di paura, ecc.; gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Con questo irrigidimento, la parte istintiva dell'individuo cerca di proteggersi meglio da ogni successiva esperienza emozionale che possa rievocare la primitiva (meglio le primitive) dolorosa esperienza di questo tipo. In altre parole, una successiva emozione potr sortire un effetto minore in quanto si ridotta o eliminata la mobilit necessaria per poterla manifestare pienamente. Resta comunque il fatto che un blocco emotivo, se non eliminato, accompagner un individuo durante tutta la vita. Questo fatto potr creargli vari problemi, tra cui una continua perdita di energia utilizzata per mantenere contratte le fasce muscolari in cui il blocco si instaurato. Questa situazione gli potr anche impedire di provare libere emozioni o sensazioni di piacere.

I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO


Se un bambino vive nel criticismo... imparer a condannare. Se un bambino vive nell'ostilit... imparer a combattere. Se un bambino viene messo in ridicolo... imparer ad aver vergogna. Se un bambino viene condannato... imparer a sentirsi in colpa. Se un bambino vive nella tolleranza... imparer ad essere paziente. Se un bambino vive nell'incoraggiamento... imparer a confidare in se stesso. Se un bambino riceve riconoscimenti... imparer ad apprezzare. Se un bambino vive nella giustizia... 54 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

imparer ad essere giusto. Se un bambino vive nella sicurezza... imparer ad avere fede. Se un bambino vive nell'approvazione... imparer ad apprezzare se stesso. Se un bambino vive nell'accettazione e amicizia... imparer a trovare amore nel mondo.

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Riferimenti bibliografici
1) Dsir Mrien, La Biorespirazione, pag. 15, Edizioni A.I.I, via Pinettti 91/4, Genova. 2) C.E RAI, Yama, vol. I, pag. 31, Edizioni Mediterranee, Roma, 1978. 3) R. Laquaniti, Autoconoscenza, pagg. 43-45, Edizioni Vidya, Roma, 1973. 4) C.E RAI, Yama, vol. I, pag. 31, Edizioni Mediterranee, Roma, 1978. 5) Elaborato da Omeopati a e Bioenergetica, di E. Del Giudice, pagg. 203-4 - Edizioni Cortina.

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La Pace della Mente - 10

LA SOPRAVVIVENZA
GLOSSARIO: Istinto: un impulso naturale e spontaneo, ad agire in un determinato modo, che sebbene indipendentemente dall'intelligenza, pu essere da questa modificato, regolato e represso. Sublimare: innalzare a grande altezza morale o spirituale. * * * In ogni organismo vivente, dalla cellula vegetale agli organismi pi complessi (l'uomo, ad esempio), vi una notevole spinta verso la sopravvivenza. Fondamentalmente, tutti i meccanismi che aiutano un essere a sopravvivere si possono riassumere nella capacit di avvicinare ci che aiuta a vivere e fuggire da ci che mette in pericolo la vita stessa. La scienza, non conoscendo le ragioni profonde di questi comportamenti, ha deciso che essi sono dovuti agli "istinti", ovvero "impulsi naturali e spontanei, ad agire in un determinato modo". Gli istinti principali sono: 1. istinto di riproduzione, 2. istinto di affermazione, 3. istinto di gregge (o coesione di gruppo). Alcuni considerano anche l'istinto di "sopravvivenza", ma ci non corretto perch l'impulso a fuggire dai pericoli fornito dalla paura (vedi lettera n. 9), mentre quello di mangiare, bere o ripararsi, motivato da un bisogno corporeo che richiede di essere soddisfatto.

GLI ISTINTI NELL'UOMO (1) Nell'uomo, gli istinti subiscono grandi modificazioni a causa della volont, dell'intelligenza e dell'ambiente. Queste modificazioni sono in grado di inibirli, camuffarli o trasformarli, ma non potranno mai distruggere queste forze primordiali. "L'ambiente, l'intelligenza possono modificare, ma non distruggere gli istinti; possono inibire, graduare, trasformare nel contrario, sublimare, ma non eliminare queste forze primigenie; possono f ar cadere gli istinti in latenza, respingerli nel subcosciente, organizzare un sistema difensivo, un muro di sbarramento cementato da resistenze fisiologiche, psichiche e ambientali, ma non riusciranno mai a renderli inattivi, n a evitare definitivamente la possibilit di rinascita". Anche in latenza gli istinti conservano la propria attivit, pronti a riaffacciarsi alla coscienza nella loro integrit o trasformati nei processi subiti durante il periodo subcosciente, o mascherati da rappresentazioni simboliche per esigenze attuali della coscienza. Anche in latenza essi hanno una propria dinamicit e si fanno sentire nell'umore abituale e nel sentimento generale del corpo. Ad essi dobbiamo il

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colorito affettivo e la viva motricit dei processi psichici" (R. Appicciafuoco: Sommario di Psicologia). Quindi, nell'uomo, gli istinti non si presentano generalmente sotto il loro aspetto genuino ma tramutati, camuffati, mescolati ad altri elementi, tanto che per riconoscerli occorrerebbe risalire alla loro origine che giace nel profondo della nostra mente.

Gli istinti secondo la psicoanalisi (2)


E' interessante notare, dando uno sguardo generale alle varie correnti psicoanalitiche, che i tre istinti fondamentali dell'uomo hanno dato origine a tre scuole ben distinte. 1. Scuola di Sigmund Freud (istinto di riproduzione) La prima, quella di Sigmund Freud che basata (come ben si sa) sull'istinto di riproduzione, sulla forza primordiale che egli chiama con il nome generico di "libido". Egli riconosce anche un "istinto di morte", ma che non altro che l'aspetto opposto dell'istinto di vita o di riproduzione. Freud fa derivare tutti gli impulsi, tutte le tendenze, tutte le aspirazioni umane dall'istinto di riproduzione, che per lui l'origine inconscia di ogni azione. 2. Scuola di Alfred Adler (istinto di autoaffermazione) La seconda, quella di Alfred Adler, che si fonda sull'istinto di autoaffermazione (la volont di potenza), sulle tendenze aggressive e combattive dell'uomo che lo portano all'espansione dell'io ed all'affermazione della propria individualit. 3. Scuola di Karen-Horney (istinto di gregge o di gruppo) La terza, si formata recentemente negli Stati Uniti, dove numerosi studiosi hanno messo in risalto l'esigenza dell'uomo all'adattamento sociale (social adjustment), cio al suo bisogno istintivo d'inserirsi nell'ambiente e nel gruppo e di crearsi giusti e sani rapporti affettivi e sociali. E' non forse questa la manifestazione dell'istinto gregario? La fondatrice di questa scuola pu essere considerata Karen-Horney, eminente psichiatra e studiosa, che ha scritto numerosi libri fra cui "Nevrosi e sviluppo della personalit" e "Autoanalisi". Essa stata poi seguita da molti altri fra cui Eric Fromm, Alexander, Sullivan, ecc. Non prendiamo in considerazione la scuola di Carl Gustav Jung, perch essa non insiste molto sugli istinti (definiti con il termine generico di "stimolo naturale = Naturtrieb), mentre sottolinea la grande importanza dell'aspetto spirituale dell'uomo. Jung, infatti, stato il primo a considerare la psicologia come una "scienza con anima".

Gli istinti secondo l'Esoterismo


La scienza ci dice che esistono gli istinti, ci spiega cosa fanno, ma non ci informa sulla loro origine, che possiamo per conoscere ricorrendo agli insegnamenti della filosofia Esoterica. Da questi Insegnamenti, impariamo che la Terra ed i suoi abitanti sono continuamente soggetti ad una moltitudine di energie, tra cui le principali provengono da 12 costellazioni, assai lontane. Da queste 12 forze cosmiche, 58 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

indirettamente, derivata la definizione astrologica dei 12 segni zodiacali da noi conosciuti. Queste 12 energie, in arrivo sulla Terra, sono distribuite, "tinte" e modificate dai vari corpi celesti del nostro sistema solare (Sole e Luna compresi). La spinta che porta ad unirsi gli uni agli altri (coesione di gruppo o istinto di gregge) dovuta all'energia di Venere, mentre quella che spinge alla riproduzione arriva dalla Luna (fecondazione). Senza entrare in dettagli, che sarebbero fuori luogo in questa sede, possiamo affermare che, contrariamente a quanto stabilito dalla scienza, "gli istinti non sono forze provenienti dal basso", bens "energie primordiali presenti nel nostro universo".

Ognuno gestisce le energie come meglio pu


Mentre tutte le creature presenti sul nostro pianeta, ricevono lo stesso tipo e la stessa quantit di energie stellari, ognuna di esse le pu utilizzare solo in rapporto all'evoluzione raggiunta dal suo organismo. Pertanto un uomo primitivo reagir ad una certa energia in un modo assai diverso da quello di un animale o di una persona "realmente" civile. Pertanto la stessa energia, proveniente da Venere, che spinge gli animali ad unirsi tra loro e porta l'uomo ad unirsi con gli amici ed alla creazione di una sua famiglia. Si tratta comunque di una energia che propone delle motivazioni che restano nell'ambito del benessere personale. Per trovare l'amore vero, quello Cristico, che porta ad amare tutti e indistintamente, bisogna essere arrivati a superare l'amore personale di Venere e poter ricevere l'energia (distribuita da Urano) che porta all'amore e la fratellanza universale.

La sublimazione degli istinti (3)


Essere ci che siamo e diventare ci che siamo capaci di essere, questo l'unico scopo della vita. Robert L. Stevenson Gli Insegnamenti esoterici sono in grado di fornire una risposta a un interrogativo psicologico finora insoluto: quello della "sublimazione degli istinti". Secondo gli studiosi in campo psicologico, le manifestazioni pi alte dello spirito umano, tra cui per brevit citiamo l'arte, la religiosit e l'amore altruistico, non sono altro che l'espressione di istinti sublimati. Tuttavia, molti di essi si chiedono: "Come pu un istinto trasformarsi in qualche cosa che non un istinto?". Questa perplessit, dovuta al fatto che essi considerano gli istinti come forze del regno animale, mentre in loro presente una qualit spirituale che gli conferisce la possibilit di potersi elevare e sublimare. La sublimazione degli istinti, pu essere considerata la formula alchemica per trasformare il piombo in oro: l'alchimia divina, che tramuta l'uomo terreno (piombo) in essere spirituale (oro). Quindi lo studio degli istinti molto importante perch costituiscono l'ossatura, per cos dire, del nostro carattere. Essi sono il riflesso sul piano fisico di energie 59 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

spirituali e sta a noi trasformarle, incanalandole nella giusta direzione, affinch si possano manifestarsi nella loro espressione superiore. Infatti, nell'uomo spiritualmente evoluto, tali forze hanno perso la limitatezza della loro funzione, non vengono pi utilizzate al solo scopo del bene personale e sono dirette al conseguimento del bene a livello universale. Una volta sublimati gli istinti diventeranno: Istinto della riproduzione Istinto di autoaffermazione Istinto di gregge >> Creativit (poesia, scrittura, pittura, musica, ecc.) >> Conquista del S superiore (autorealizzazione spirituale) >> Amore universale

LA TEORIA DEI BISOGNI (4)


Cerchiamo di dimenticare la nostra infelicit con l'unico mezzo che veramente funziona: creare pi felicit per gli altri. Ciascun essere organizzato ha dei bisogni: l'animale e il vegetale ne hanno; e chi oserebbe affermare che ne sono privi i minerali? I bisogni dell'uomo, ci appaiono infinitamente pi numerosi di quelli delle altre creature, per il fatto che la sua organizzazione riunisce in s le meraviglie di tutti e tre i regni della natura. I bisogni, in generale, sono buoni, ma rimangono tali finch ci limitiamo ad usarli bene e li sappiamo governare; in caso contrario da buoni servitori possono trasformarsi in veri tiranni. I bisogni umani si possono suddividere in: 1. Bisogni animali; 2. Bisogni sociali; 3. Bisogni intellettuali. Nei paesi meno civili la maggioranza delle persone ubbidisce pi ai bisogni animali che non agli altri due. Questo dipende dal fatto che, generalmente, l'educazione non si preoccupa di creare dei sentimenti generosi e un controllo mentale che riesca ad armonizzare i bisogni che scaturiscono dalla triplice natura umana: animale, socievole e intelligente.

1. I bisogni animali
Si riducono, in definitiva, all'amore verso la vita ed alla trasmissione di questa; ovvero l'istinto della conservazione e quello della riproduzione. In essi sono compresi il bisogno di calore, moto, respiro, alimenti ed evacuazione: tutti indispensabili se non si vuol perdere la vita. Due voci interne, il piacere ed il dolore, ci avvertono se i bisogni animali sono stati soddisfatti in modo giusto o eccessivo. In un caso la temperanza ci lascia un senso di benessere mentre, nell'altro, la ghiottoneria e l'ubriachezza ci puniscono, l'una con problemi di stomaco e sovrappeso, l'altra con l'abbrutimento.

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I BISOGNI ANIMALI: - non soddisfatti fanno nascere timori e paura. - soddisfatti eccessivamente portano all'apatia.

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2. I bisogni sociali
1. Bisogno di affetto. E' alla base della societ e del matrimonio, si presenta con molte gradazioni, dalla simpatia passa all'amicizia e quindi all'amore. - se carente, l'uomo diventa freddo, selvaggio, egoista; - se in eccesso, l'uomo diventa suscettibile o geloso se in lui vi della diffidenza. 2. Astuzia e circospezione. Sono utili in quanto permettono di difenderci dai nemici, risolvere i problemi e provvedere per l'avvenire. - se sono carenti, non permettono alla persona di gestire la sua vita in modo adeguato. - se in eccesso, producono furberia e parsimonia (attenzione a spendere) che, qualora esagerata, diventa avarizia (un'abitudine alquanto detestabile). 3. Amor proprio o bisogno di stima. E' utile perch spinge a distinguerci e fornisce gli stimoli per la condotta sociale. Nei giusti limiti d luogo all'emulazione, sorgente di grandi azioni e virt. - se carente, genera trasandatezza e pigrizia. - se in eccesso, sviluppa vanit ed ambizione in tutte le loro gradazioni, dalla passione dei vestiti e del lusso, fino allo smodato desiderio di fama e celebrit. 4. Stima di s. Serve a mantenere una condotta dignitosa; il vero merito, infatti, sa rispettarsi senza orgoglio. - se carente, genera diffidenza in se stessi e scoraggiamento; toglie la capacit di rialzarsi dopo una caduta. - se in eccesso, rende presuntuosi, alteri, orgogliosi, pronti ad ammirare s stessi e credersi buoni a tutto. 5. Fermezza. Definisce il carattere di una persona. Quando manca la persona diventa irresoluta e non sa mai cosa vuole; oppure incostante, e non vuole oggi quello che desiderava ieri. 6. Perseveranza. E'assai utile ma nei giusti limiti, se in eccesso diventa ostinazione. 7. Giustizia. E' una specie di voce interiore che ci fa conoscere se le nostre azioni sono buone o cattive, nello stesso modo che il piacere e il dolore ci avvertono di ci che fa bene e ci che fa male. - se in eccesso, rende scrupolosi o troppo severi. - se carente, fa porre sullo stesso livello il bene ed il male e porta ad agire in modo scorretto. 8. Bont. E' un sentimento che fa recepire le sofferenze degli altri e spinge ad alleviarle. E' la bont che crea le radici su cui si basano la carit cristiana e la filantropia. - se in eccesso porta alla dabbenaggine ed alla debolezza di carattere di chi non capace di dire di no. - se carente, genera la crudelt, l'egoismo e la malignit.

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3. I bisogni intellettuali
1. Bisogno di conoscere o amor del vero, che porta all'investigazione ed alla ricerca. 2. Amor del buono, che porta ad adempiere ai nostri doveri. 3. Amor del bello, che reca piacere nell'udire fatti eroici o contemplare capolavori o bellezze naturali. 4. Speranza, che ingrandisce la sfera dei desideri umani. In giusta dose conferisce la saggezza che permette di non trascurare gli elementi che possono rendere pi sicuro il suo successo. - se in eccesso, porta a folli speculazioni, ai giochi della sorte, alle scommesse ed ai sogni propri dell'ambizione. - se carente, non vi sono stimoli, non si fanno progetti, non si prende parte in alcuna impresa e non si medita alcuna realizzazione. La Fede (certezza di una cosa), la Speranza (attesa fiduciosa di un bene futuro) e la Carit (amore verso Dio e il prossimo) sono le tre virt teologali del cristianesimo. San Giovanni della Croce afferma che la Fede purifica e trasforma l'Intelligenza, mentre la Speranza e la Carit, agiscono, rispettivamente, sulla Memoria e la Volont.

Riferimenti bibliografici
1) Angela Maria La Sala Bat, Guida alla conoscenza di s, pag. 14, Edizioni Nuova Era, Roma, 1989. 2) Ibid., pag. 14, 3) Ibid., pag. 11, 4) G.B.F. Descuret, La medicina delle passioni, pag. 15, Ernesto Oliva Editore-Libraio (MI), 1871.

IO NON SONO
Io, non sono n buono n cattivo; io sono entrambi. Io, non sono n spirituale n sensuale; io sono entrambi. Io, non sono n generoso n avaro; io sono entrambi. Io, non sono n onesto n disonesto, io sono entrambi. Io, non sono n un Santo n un peccatore, io sono entrambi. Ma Dio mi accetta, mi perdona e mi ama cos come io sono. Ed io posso accettare, perdonare ed amare me stesso e gli altri. Osborne, L'arte di imparare ad amare se stessi . 63 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

La Pace della Mente - 11


GLOSSARIO: Sensazione: impressione ricevuta da uno dei cinque sensi. Emozione: movimento di energia organica causata da uno stimolo (immagine, suono, ricordo, immaginazione, ecc.). Solitamente si esaurisce in breve tempo. Sentimento o Affetto: movimento di energia che nasce dentro di noi e si proietta verso l'esterno in direzione di oggetti o persone. Pu durare anche molti anni. Passione: sentimento eccessivo che non si pu controllare.

AFFETTI PASSIONI E SENTIMENTI (1)


L'emozione subitanea e rapida e non dura a lungo, mentre l'affetto un'emozione prolungata che nasce lentamente e lentamente muore. Angela Maria La Sala Bat Mentre le emozioni, sono la risposta ad uno stimolo, gli affetti (o sentimenti), sono degli stati d'animo, che rappresentano le forze attive che nascono dentro di noi e si proiettano verso l'esterno. Sono assai pi duraturi delle emozioni e si possono essere suddivisi un due grandi categorie sotto il nome di amore-odio, attrazionerepulsione. Ecco alcuni esempi degli affetti delle due categorie, affetti tra inferiore-superiore e affetti tra superiore-inferiore. ATTRAZIONE REPULSIONE Tra simili amicizia avversione amore inimicizia cordialit antipatia simpatia odio fraternit antagonismo solidariet pensare solo a se stessi Tra inferiore e superiore stima invidia ammirazione gelosia rispetto paura devozione astio fedelt ribellione venerazione orrore Tra superiore e inferiore benevolenza arroganza compassione disprezzo bont crudelt piet durezza comprensione cinismo tatto ironia

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In realt gli affetti sono dei sentimenti, degli stati d'animo che oltre a differire dalle emozioni per il loro carattere positivo e radiante differiscono anche per la loro continuit e durata. L'emozione infatti, come abbiamo detto, subitanea e rapida e non dura a lungo, mentre l'affetto un'emozione prolungata che nasce lentamente e lentamente muore, appunto perch il suo carattere fondamentale quello della continuit, della stabilit, e di una maggiore profondit, rispetto alla emozione. L'affetto, inoltre, non offusca interamente la mente, anzi talvolta pu essere in contrasto con essa. La mente razionale pu continuare il suo lavoro pure durante la presenza nella psiche di un affetto, e pu contribuire ad aumentarlo se vi collabora, come pu invece contrastarlo e lottare con esso se non lo approva. L'affetto pu talvolta divenire cos intenso ed esclusivo da tramutarsi in ci che comunemente si chiama "passione" e diviene allora come una malattia psichica. "La passione un sentimento portato alla esasperazione... Nella passione predomina una sola idea che si ama o si odia, verso cui converge ogni attivit. Per il suo carattere di esclusivit la passione l'equivalente dell'idea fissa" (R. Appicciafuoco).

Ancora sui sentimenti (2)


Mentre le emozioni nascono in risposta ad uno stimolo (immagine, parola, ricordo, immaginazione, ecc.), i sentimenti nascono dentro di noi, sono energie attive che partono da noi e si proiettano verso l'esterno. Il sentimento ha carattere di radianza, mentre l'emozione, quale atto elementare, forza massimamente centripeta. Il sentimento si presenta con caratteristiche di relativa calma, di adeguata stabilit, di media intensit. Assai simile al sentimento lo "stato d'animo"; un sentimento che normalmente persiste, ma evita l'azione, per cui si hanno stati d'animo d'irritabilit, di depressione, di euforia, ecc. Una caratteristica di alcuni sentimenti la loro vaghezza per cui ci sentiamo "vagamente" presi dal sentimento di speranza, di incertezza, di fiducia. Non tutti i sentimenti si esplicano nell'azione perch intervengono diversi fattori inibitori, imposti dall'educazione e dall'ambiente. Possiamo suddividere l'infinita gamma qualitativa e quantitativa dei sentimenti in cinque tipologie che forniscono all'individuo delle direttive ben precise. SENTIMENTI - sociali - religiosi - estetici - intellettuali - etici DIRETTIVA - ricerca del benessere proprio e altrui - ricerca della spiritualit - ricerca del bello - ricerca della verit - ricerca del bene

Una classificazione di S. Tommaso d'Aquino (3)

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San Tommaso d'Aquino, nella sua Summa Theologica, ammette undici sentimenti e li dispone dell'ordine seguente: amore, odio, desiderio, avversione, gioia o diletto, dolore o tristezza, speranza, disperazione, paura, audacia, ira. Nei primi sei sentimenti dell'elenco predomina il desiderio, essi nascono in noi se l'oggetto o la persona in causa sono assenti o presenti. Gli altri cinque, invece, nascono quando si frappongono degli ostacoli al fatto che l'oggetto o la persona in causa possano essere assenti o presenti. Con essi compare anche l'ira o il coraggio, perch entrambi sono presenti quando vi sono delle difficolt da superare.

La vita umana una lotta continua (4)


Tutte le nostre passioni sono buone, quando si signoreggiano; tutte sono cattive, quando ne diventiamo schiavi. Rosseau Il piacere produce un'emozione gradevole, l'opposto accade nel dolore e perci ne fuggiamo. Questa attrazione e questa repulsione sono detti moti dell'anima, non certo perch l'anima possa cambiar luogo ma per indicare che in un casa l'anima si unisce all'oggetto e nell'altro se ne separa. L'uomo un essere tendenzialmente spinto ad agire, ora da impulsi interni, ora da impressioni esterne e trasmesse all'anima per mezzo dei sensi. Da questi impulsi e da queste impressioni nascono per lui molti bisogni, moventi di ogni sua azione. L'animale e il fanciullo obbediscono subito allo stimolo del bisogno; l'uomo maturo agisce e soddisfa invece a questo bisogno solo dopo aver giudicato se possa o se debba soddisfarlo. L'uomo dunque condotto da due guide, dal bisogno e dalla ragione; il primo lo sollecita e lo spinge, l'altra lo illumina e lo trattiene. Pertanto la vita umana una continua lotta tra il dovere e il bisogno. Ne consegue che un bisogno sentito in modo molto forte, se non viene represso e moderato, ci fa sempre agire contro il dovere e contro il nostro medesimo interesse. E' perci una scienza assai utile quella che ci insegna a mettere i nostri bisogni in armonia con i nostri doveri.

Non sempre una persona emotiva affettiva


Per terminare il nostro studio sulle emozioni e i sentimenti giusto precisare che, nella nostra natura emozionale, equilibrio e armonia sono date dal giusto ed eguale sviluppo dei due aspetti, quello passivo o emotivo e quello attivo o sentimentale. Se non vi questo equilibrio possiamo trovare una persona molto emotiva e poco affettiva e viceversa. La persona molto emotiva (assai ricettiva agli impulsi esterni o interni) e poco affettiva, se poco evoluta spiritualmente, tender ad essere centrata su se stessa e diventer egocentrica ed egoista, incapace di amore e di interesse per gli altri. Quella, invece, poco emotiva ma molto affettive, dimostra un estremo bisogno di proiettare all'esterno i loro sentimenti. Questa condizione pu metterla in condizione di provare attaccamenti eccessivi, affetti gelosi ed esclusivi, antipatie e odii invincibili. Comunque, se sufficientemente evoluta, pu divenire un modello di altruismo e abnegazione, di comprensione e di bont. 66 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Per quello che riguarda il nostro studio, dovremmo a poco a poco analizzarci e cercare di scoprire quale aspetto energetico prevale nella nostra natura. Ci consideriamo equilibrati? Prevale l'emotivit o il sentimento? Siamo troppo poco ricettivi oppure scarsi nelle nostre dimostrazioni di affetto? In ognuno di questi casi le ragioni della nostra natura possono essere molto profonde e difficili a riconoscersi. In effetti la cosa migliore da fare sarebbe ascoltare il parere sincero che una persona fidata pu esprimere nei nostri confronti. Comunque non dovremmo mai dimenticare che dal punto di vista psicologico ognuno di noi rappresenta almeno tre persone diverse: 1. quello che pensiamo di essere, 2. quello che gli altri pensano che noi siamo, 3. quello che siamo realmente.

Le virt (5)
Considerata dal punto di vista sociale, la virt un'abituale preferenza dal bene generale al bene particolare. Questa generosa preferenza non si acquista senza lotta con il nostro egoismo e attesta la forza dell'anima; appunto perci merita il nome di virt. Non esiste virt senza lotta, dice Rosseau, ed oggi le virt sono sempre pi rare. I moralisti ammettono quattro virt principali, dette cardinali, perch considerato il fondamento di tutte le altre: sono la Prudenza che le dirige, la Giustizia che le governa, la Forza che le sostiene, la Temperanza che le circoscrive in giusti limiti. Le tre virt teologali del cristiano sono la Fede, la Speranza e la Carit che abbraccia le altre due, perch il vincolo che unisce l'uomo all'uomo mentre unisce l'uomo a Dio. Come tutte le nostre inclinazioni naturali o fittizie, anche le virt possono degenerare in passioni, allorch siano spinte all'estremo o si esercitino in modo eccessivo. Il segno evidente che sono giunte a tal grado che allora rendono erroneo il giudizio, nel qual caso perdono il nome di virt.

I vizi (6)
Generalmente viene dato il nome di vizio alla degradazione dei nostri sentimenti, e quello di vi rt al loro perfezionamento. I progressi del vizio, purtroppo, sono assai pi rapidi di quelli delle virt, l'abitudine del primo, infatti, assai forte e tenace.

I sette vizi capitali


Il vizio un cattiva abitudine, una mala usanza di peccare, acquistata col peccare spesso. Vi sono sette vizi che sono considerati come fonte e radice di molti altri e pertanto si definiscono "capitali". Essi sono: 1. La Superbia, o vanagloria, per la quale l'uomo pensa di essere di pi di quello che , e non vuole aver superiore. Si vince con l'Umilt. 2. L'Avarizia, che un affetto disordinato alle ricchezze, anteponendole all'onore di Dio. Si vince con la Liberalit. 67 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

3. La Lussuria, che un affetto disordinato ai piaceri e diletti carnali. Essa si vince con la Castit. 4. L'Invidia, che un dispiacere del bene altrui perch pare che diminuisca la grandezza propria. Si vince con la Carit fraterna. 5. La Gola, che un appetito disordinato di mangiare e bere oltre quel che conviene. Si vince con l'Astinenza. 6. L'Ira, che un desiderio disordinato di vendetta. Si vince con la Mansuetudine. 7. L'Accidia, che un dispiacere di essere obbligato ad osservare i Comandamenti di Dio e di camminare nella via della virt. Si vince con la Diligenza e col Fervore.

Riferimenti bibliografici
1) Angela M. La Sala Bat, Guida alla conoscenza di s, pagg. 28-32, Edizioni Nuova Era, Roma, 1989. 2) R. Laquaniti, Autoconoscenza, pag. 33, Edizioni Vidya, Roma. 3) G.B.F. Descuret, La medicina delle passioni, pag. 10, Ernesto Oliva Editore-Libraio, Milano, 1871. 4) Ibid., pagg. 6-7. 5) Ibid., pag. 8. 6) Ibid., pag. 8

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La Pace della Mente - 12

I RAPPORTI SOCIALI I "riconoscimenti" (1)


In questo studio il termine "riconoscimento", viene generalmente usato per definire un contatto intimo basato sul corpo, in pratica pu prendere varie forme (parola, carezza, tocco, abbraccio, bacio, ecc.). I primi riconoscimenti sono quelli ricevuti da un infante, alcuni gli parlano, altri lo abbracciano o lo accarezzano, ed altre ancora gli danno un buffetto sulla guancia con la punta di un dito. Dilatando il significato della parola "riconoscimento" si pu arrivare ad utilizzarla per definire un atto con cui si "riconosce la presenza di un'altra persona". Va notato che il riconoscimento pu essere positivo (fa piacere a chi lo riceve) o negativo (non fa piacere a chi lo riceve). Quindi un "riconoscimento" pu essere utilizzato per definire l'unit fondamentale di un'azione sociale. Uno scambio di riconoscimenti costituisce una transazione, che l'unit fondamentale di ogni rapporto sociale.

Rudolf Steiner e la teoria dei sensi (2)


Rudolf Steiner, attento investigatore nel campo dell'occultismo, fondatore della scuola Antroposofica e dell'omonima Medicina, riconosce nell'uomo ben 12 sensi, di cui cinque attualmente conosciuti anche dalla scienza ufficiale. Riprendiamo brevemente questi 12 sensi per poi dilungarci sul senso dell'altra persona che, per il nostro studio, riveste un'importanza fondamentale. Attualmente, infatti, questo senso si va perdendo a causa della televisione che non richiede agli ascoltatori il rispetto dovuto, fino a qualche decennio fa, a chi stava parlando. A tal proposito, ricordiamo che nelle trib dei pellerossa Apache vigeva l'uso del "bastone della parola". Un bastone che veniva impugnato da chi prendeva la parola e che obbligava tutti coloro che non lo avevano ad ascoltare rispettosamente. Forse, se lo utilizzassimo anche noi nelle scuole ed in certe famiglie, potremmo riportare un po' di armonia dove la si da tempo dimenticata. I 12 sensi, cos come insegnati da Steiner, vengono cos suddivisi: SENSI INFERIORI - senso del tatto - senso dell'equilibrio - senso del proprio movimento - senso della vita SENSI INTERMEDI - senso della vista - senso dell'olfatto - senso del gusto - senso del calore 69 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

SENSI SUPERIORE - senso del tono, timbro o udito - senso della voce, della parola o della lingua - senso del pensiero, del concetto o della rappresentazione - senso del proprio "Io" e di quello degli altri

Il senso dell'Io dell'altra persona (3)


Immaginiamo due uomini a colloquio; l'uno ascolta attentamente quanto l'altro gli dice. In questo momento null'altro lo interessa (cos vogliamo supporre), se non l'argomento che il compagno gli propone per mezzo del linguaggio. Il nostro ipotetico ascoltatore sente il suono della voce dell'altro, sente le sue parole, percepisce i suoi pensieri, concetti e rappresentazioni ed inoltre non ha nessun dubbio che l'interlocutore sia un essere dotato di "Io" quanto egli stesso. Fra chi parla e chi ascolta vi , in questo momento una profonda differenza. Chi parla , in certo qual modo, egoisticamente attivo; sviluppa pensieri ed idee, le formula in parole e frasi, vive in un elemento quotidiano. L'attento ascoltatore rinuncia per, come tale, ai propri pensieri ed opinioni, si fa', in maniera altruistica, puro organo di percezione di pensieri altrui. Infatti, nella misura in cui inizierebbe a produrre pensieri propri non potrebbe pi percepire i pensieri dell'altro. In questa situazione immaginaria diventa particolarmente evidente la straordinaria novit portata da Rudolf Steiner con la sua teoria dei sensi. In base alle sue indagini egli ci spiega nei dettagli come, quando percepiamo ci che di un'altra persona ci si manifesta durante un colloquio, abbiamo a che fare con vari organi di senso e non solo con l'udito come comunemente riconosciuto. D'altro canto il tono, il linguaggio, il pensiero e l'Io dell'altra persona, rappresentano una realt che pu essere percepita cos come, con altri sensi, possiamo percepire odori, colori e calore. Le conseguenze di questa scoperta per la vita umana in generale, e per l'educazione in particolare, sono davvero notevoli... La scienza attuale, per quanto ne sappiamo, riconosce solo l'esistenza di cinque dei dodici sensi. I motivi di questo fatto sono comprensibili. E' stato appena detto che alcuni di questi sensi danno testimonianza della natura superiore dell'uomo, ragione per cui l'animale quale essere puramente naturale, non li pu possedere. Ora la scienza naturale odierna non ha ancora la possibilit - i limiti se li pone da sola - di indagare la natura superiore dell'uomo.

La Nascita Psicologica (4)


Nel momento della "nascita biologica", il piccolo, nel breve arco di poche ore, viene proiettato in una condizione catastroficamente diversa, in cui egli si trova esposto a sensazioni, nuove per lui e senza dubbio terrificanti, di freddo, scabrosit, pressione, rumore, mancanza di sostegno, luminosit, separazione e abbandono estremi. Il neonato, per un breve periodo di tempo, avulso, separato, solo, isolato. Le varie teorie sul trauma della nascita sostengono tutte che i sentimenti prodotti da questo evento sono stati registrati e si trovano depositati, in qualche forma, nel cervello... Nel giro di pochissimo tempo un "salvatore" viene incontro al neonato: un altro

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essere umano che lo raccoglie, lo avvolge in calde coperte, lo sostiene, e inizia a confortarlo "accarezzandolo". A questo punto avviene la "Nascita Psicologica". E' il primo "riconoscimento"; qualcosa che lo informa che la vita "l fuori" non poi cos male. Si ha una riconciliazione, una reintegrazione di intimit, la quale stimola il suo desiderio di vivere. Le carezze, o il ripetuto contatto corporeo, sono essenziali alla sua sopravvivenza. Senza di esse egli morirebbe, se non fisicamente, almeno psicologicamente. La morte fisica, dovuta a uno stato noto col nome di marasma, un tempo era un fenomeno frequente nei ricoveri per trovatelli, dove mancavano queste prime carezze. Queste morti non erano attribuibili a nessuna causa fisica, eccetto la mancanza di questo stimolo essenziale. Questa dolorosa intermittenza mantiene il neonato in un costante stato di squilibrio. Nei primi due anni di vita non possiede uno strumento di "pensiero" concettuale, la parola, con cui poter elaborare una spiegazione del suo stato precario in questo mondo. Egli, tuttavia, REGISTRA CONTINUAMENTE gli stati d'animo prodotti in lui dal suo rapporto con gli altri, principalmente la madre, e tali stati d'animo dipendono direttamente dalla presenza e dall'assenza di carezze. Chiunque lo accarezza OK. La valutazione che egli d di se stesso incerta perch i suoi stati d'animo positivi sono fugaci e ad essi subentra di continuo la sensazione di NON essere OK. L'incertezza finisce per convincerlo: IO NON SONO OK. Piaget (5) basandosi su meticolose osservazioni di bambini nella prima infanzia, crede che le informazioni che essi ricevono, sotto forma di un guazzabuglio di impressioni, iniziano a disporsi in certe sequenze strutturate nei primi mesi di vita e raggiungano il completamento entro il termine del secondo anno. Infatti, a questa et, il bimbo in grado di assumere un atteggiamento, o raggiungere una conclusione, prima dell'uso della parola. Io sono dell'opinione che questo stato di equilibrio, evidente al termine del secondo anno o durante il terzo, tragga origine dalla conclusione a cui giunto il bimbo in merito a se stesso e agli altri: il suo atteggiamento verso la vita o la sua "posizione esistenziale" (vedi lettera La Pace della Mente n. 3, n.d.r.). Una volta stabilito il proprio atteggiamento, egli ha qualcosa di solido su cui costruire, una certa base di prevedibilit.

L'importanza dei riconoscimenti (5)


Spitz (6), basandosi su dati da lui raccolti, ha stabilito che gli infanti che, per un lungo tempo, sono privati di cure e carezze non crescono bene, vanno verso un declino irreversibile e sono facili a soccombere per qualche malattia. Questo fenomeno, a tutti gli effetti, mostra che la privazione emotiva pu avere conseguenze fatali. Le osservazioni di Spitz hanno portato alla formulazione di una teoria, secondo la quale, un infante necessita tanto di cibo fisico quanto di stimoli emotivi. Tra questi stimoli i favoriti sembrano essere quelli forniti dall'intimit fisica (carezze, abbracci, ecc.). Questa teoria ha trovato un conferma sperimentale nei straordinari esperimenti compiuti da S. Levine (7). Questi esperimenti hanno dimostrato come lo sviluppo fisico, emotivo e mentale di alcuni topi, nonch la biochimica del loro cervello e la resistenza alla leucemia, aumentavano sia con carezze gentili che con dolorose

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scosse di corrente elettrica. Pertanto, se ne deduce che ci che conta il fatto di essere visti e considerati, non importa se questo significa piacere o dolore.

I riconoscimenti e gli adulti (8)


La mancanza di stimoli sensoriali in grado di creare delle problematiche anche nelle persone adulte, si possono infatti instaurare delle psicosi transitorie o dei temporanei disturbi mentali. Nel passato, si sono potuti riscontrare i danni arrecati da questa privazione nelle persone condannate a periodi di prigionia in isolamento. E' risaputo che questo tipo di prigionia una delle punizioni pi temute anche dai prigionieri resi duri dalla brutalit fisica. E' probabile che dal lato biologico gli stimoli corporei, emotivi e mentali, possano essere in relazione con gli scambi organici e la loro mancanza possa creare, almeno indirettamente, dei mutamenti degenerativi nelle cellule del cervello. Questo pu anche essere un effetto secondario dovuto a malnutrizione, per la medesima pu essere conseguente all'apatia generata dalla mancanza di stimoli. Si pu quindi stabilire una catena biologica, che parte dalla privazione emotiva e sensoriale, per attraversare uno stato di apatia che si conclude con la morte.

Fame di cibo e fame di riconoscimenti (10)


La fame di stimoli, per la sopravvivenza umana, ha la stessa importanza della fame di cibo. Vi sono infatti molti parallelismi, non solo biologici ma anche psicologici e sociali, tra la fame di stimoli e quella di cibo. Parole come malnutrito, sazio, buongustaio, goloso, sono trasferibili facilmente dal campo di nutrizione a quello delle sensazioni. Mentre il mangiar troppo ha il suo parallelo in una eccessiva stimolazione la malnutrizione trova il suo riscontro in colui che non ha contatti sociali. Quando nella sfera sensoriale o in quella dei contatti sociali vi sar un'ampia disponibilit di soddisfacimento, le scelte saranno pesantemente influenzate dai gusti individuali. E' possibile che alcune o molte di queste scelte siano determinate costituzionalmente, ma questo irrilevante ai fini del nostro studio.

Cosa succede dopo il distacco dalla madre? (11)


Ci che preoccupa in campo psicologico quanto accade dopo che un infante non pu pi fruire di un intimo contatto con sua madre perch cresciuto a sufficienza ed i periodi passati in braccio alla mamma si fanno sempre pi brevi. La fame di stimoli cess forse dopo questo "distacco"? Gli esami fatti a tal proposito dimostrano proprio il contrario, in quanto sia la fame di cibo che quella di stimoli rimangono, pi o meno latenti, ed accompagnano ogni individuo per tutta la sua vita. Pertanto un individuo sar sempre alla ricerca di cibo per appagare la sua fame biologica e di stimoli sociali per soddisfare quella psicologica. Un aspetto di questo fenomeno ci viene fornito dalle varie forme di contatti sociali che rappresentano il modo di continuare l'intimit fisica di un tempo; l'altro lo sforzo continuo che ogni individuo compie per poterli ottenere. Mentre sar abbastanza facile soddisfare la fame di cibo quella di riconoscimenti richieder spesso dei compromessi. Pertanto l'individuo si trover costretto ad escogitare dei modi alquanto sottili, talvolta simbolici, per poter maneggiare gli altri

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e portare a casa qualche segno di riconoscimento, anche se questo non necessariamente dovr essere positivo. La fame di riconoscimento, d'altro canto, varia da persona a persona. Per un attore possono essere necessari centinaia di riconoscimenti alla settimana da parte di anonimi ammiratori. Uno scienziato, invece, pu tenersi fisicamente e mentalmente sano con un solo riconoscimento all'anno ricevuto dal direttore dell'Ente di ricerca in cui lavora.

IL COMMERCIO DEI "BOLLINI"


La vita come una cipolla; se ne toglie una buccia al giorno, e qualche volta viene da piangere. Carl Sandburg

Le persone fanno raccolta di buoni e cattivi sentimenti (12)


Il termine bollini preso in prestito dalla pratica con cui, all'acquisto di qualche prodotto, qualche negoziante offre dei bollini che, incollati su una tessera, danno luogo alla riscossione di un premio quanto tutta la tessera stata riempita. Nell'Analisi Transazionale vengono definiti con bollini di vario colore i sentimenti buoni o cattivi che uno sperimenta dentro di s. Ad esempio, quando si riceve un riconoscimento positivo si collezione un bollino d'oro mentre, quando se ne riceve uno negativo si colleziona un bollino grigio. Segue un tentativo di associazione tra qualche sentimento ed il colore dei bollini. E' ovvio che il colore dei bollini non ha nessuna importanza, ci che conta il sentimento provato. - bollini rossi per rabbia, - bollini blu per i sentimenti che deprimono, - bollini bianchi per quando ci si sente buoni o corretti, - bollini verdi per sentimenti di invidia, gelosia, ecc., - bollini d'oro per i riconoscimenti positivi, - bollini grigi (o marrone come qualcuno preferisce) per i riconoscimenti negativi.

Il neonato ed i sentimenti (13)


Un neonato, nasce capace di provare tutti i sentimenti che variano dall'affezione all'ira. All'inizio risponde istintivamente a ci che prova, gridando, facendo versi o coccolandosi. Nel tempo, poi, il bimbo adatta i sentimenti che prova in relazione alle esperienze che fa. Per esempio, i bimbi sono naturalmente affettuosi, per possono imparare a divenire rigidi e ritirarsi con timore quando qualcuno avvicina alla culla. I bambini cercano naturalmente i momenti di piacere e di sfuggire a quelli di dolore, comunque si possono adattare al punto di cercare il dolore ed al limite la morte. I bambini sono per natura centrati su se stessi, comunque possono imparare a sentirsi in colpa quando vogliono qualcosa per se stessi.

La raccolta dei bollini inizia nella prima infanzia (14)


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I bambini non nascono coi loro sentimenti gi programmati nei riguardi degli oggetti e delle persone che li circondano. Comunque ciascuno di essi impara assai presto con chi pu mostrarsi coccolone, con chi restare rigido, con chi sentirsi in colpa; chi temere e chi detestare. Nello stesso modo impara con chi ed in quale occasione sentirsi colpevole. Ogni bimbo, pertanto, riceve degli stimoli che fanno nascere in lui determinati sentimenti e reagisce nel modo pi opportuno per poter sopravvivere. In altre parole, impara a raccogliere bollini ed a distribuirli intorno a s. Sebbene ciascuno bambino esperimenti tutti i tipi sentimenti, ognuno di essi impara ad adattarsi ad un sentimento preferenziale; il sentimento che generalmente prova quando in casa sua si crea qualche tensione. Perci i bambini che si sentono dire continuamente: 1. "Mi vergogno di te!" o "Dovresti vergognarti di te stesso!", imparano a collezionare bollini di colpevolezza. 2. "Aspetta che ritorni tuo padre e vedrai quante botte di d!", imparano a raccogliere bollini di paura. 3. "Non parlare con quelle persone; meglio che non ti fidi di loro", imparano a raccogliere bollini di sospetto. 4. "E' mai possibile che non capisci niente?" o "Sei proprio uno scemo." imparano a raccogliere bollini di stupidit.

Riferimenti bibliografici
1) Eric Berne, Games people play, pag. 15 - Grove Press Inc. New York, 1967. 2) Rudolf Steiner, L'organismo sensorio dell'uomo, Associazioni per la pedagogia stenieriana, Milano e Roma, 1976. 3) Ibid. 4) Thomas A. Harris, Io sono Ok, tu sei OK, pagg. 65-66, Rizzoli Editore, Milano, 1974. 5) Piaget, The Construction of Reality in the Child - New York, Basic Books, 1954. 6) Eric Berne, Games people play, pagg. 13-14 - Grove Press Inc. New York, 1967. 7) R. Spitz, Hospita lism: Genesis of Psychiatric Conditions in Early Childhood, Psycoanalitic Study of the Child. 1:53-74, 1945. 8) S. Levine, Stimulation in infancy, Scientific American, 202: 80-86, May 1960. 9) Eric Berne, Games people play, pagg. 13-14, Grove Press Inc. New York, USA, 1967. 10) Ibid., pag. 14 11) Ibid., pag. 14 12) D. Jongeward and M. James, Winning with people, pag. 62, Addison-Wesley Publishing Company- Reading, Massachusetts, USA, 1973. 13) M. James and D. Jongeward, Born to win, pag. 188, Addison-Wesley Publishing Company - Reading, Massachusetts, USA, 1973. 74 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

14) Jongeward and M. James, Winning with people, pag. 62, Addison-Wesley Publishing Company- Reading, Massachusetts, USA, 1973.

Letture per approfondire


E. Berne, A che gioco giochiamo, Edizioni Bompiani, Milano, 1982.

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La Pace della Mente - 13

Avvertenza
Per una buona comprensione di questa lettera necessario tener presente che i termini "Genitore", "Adulto" e "Bambino", non si riferiscono a persone bens a stati psicologici. Per maggior ragguagli vedere le lettere "La Pace della Mente" n. 3, 4 e 12.

LA RISCOSSIONE DEL PREMIO PSICOLOGICO (1)


Immaginate un impiegato che, prima di andare al lavoro, venga rimproverato dalla moglie per qualche motivo. Questo gli da modo di collezionare un bollino rosso (di rabbia) ancora prima di andare a lavorare. Arrivato sul posto di lavoro riscuote subito il suo bollino rosso dicendo con rabbia alla segretaria: "E' mai possibile che lei non riesca a battere una lettera senza fare errori?". La segretaria raccoglie il bollino e appena arrivata a casa lo riscuote con suo marito, dicendogli con astio: "Perch non ha finito di imbiancare la cucina? Guarda che disordine, non sei proprio capace di fare un lavoro senza sporcare dappertutto!". Il marito, a sua volta, riscuote il bollino appena ricevuto con il figlio che non ha fatto il compito ed il bimbo, lo riscuote dando una pedata al cane! * * * Vi sono diversi modi di raccogliere i bollini, alcuni li riscuotono appena li ricevono ed altri, invece, aspettano di averne molti, proprio come coloro che prima di riscuotere il premio riempiono una tessera. Questa similitudine con la tessere vale specialmente per i bollini negativi. Alcuni, quando hanno riempito la tessera, la riscuotono con piccoli premi: un mal di testa, gettando via una cosa ancora buona, facendo cadere qualcosa, sgridando un dipendente davanti a tutti, spargendo sul pavimento l'intero contenuto di un cassetto o impostando una lettera in una busta sbagliata. Per altri, invece, il premio piuttosto consistente. Se hanno collezionato molti "bollini grigi", si sentiranno giustificati quando combineranno un guaio grosso. Potranno, per esempio, far cadere un computer, procurarsi una ferita, rubare qualcosa della ditta in cui lavorano, licenziare un dipendente in gamba, stare a casa ammalati, arrivare in ritardo molte volte, e cos via. Vi sono anche coloro che accumulano bollini negativi per anni e poi, come premio, si fanno venire un collasso mentale, fanno qualcosa che li porta in prigione o perdono un buon posto di lavoro. E' facile conoscere se qualcuno ha raccolto un numero sufficiente di bollini ed pronto a ritirare il premio che gli compete, perch user le frasi seguenti: - Questa la goccia che fa traboccare il vaso! 76 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

- Basta, non ne posso proprio pi! - Ne ho piene le scatole! Se una persona ha collezionato un sufficiente numero di bollini d'oro si sentir giustificata nel fare qualcosa di buono per se stessa. Pertanto potrebbe riscuotere la sua tessera di bollini comprandosi qualcosa, godendosi un week-end con gli amici o prendendosi una piacevole vacanza. Come sempre la grandezza della collezione determina anche la misura del premio.

Come evitare la raccolta di bollini (2)


Solitamente i bollini negativi provengono dal Genitore di un'altra persona e li raccogliamo se il nostro Adulto non ferma la macchina che sta stampando il bollino. Cosa si pu fare per non ricevere i bollini negativi? Si potrebbe, ad esempio, fare il modo che il nostro Bambino ed il nostro Adulto gettino via il bollino al posto di collezionarlo. Facciamo un esempio chiarificatore. Supponiamo che Giuseppe incontri Claudio che sta parlando con Luisa e lo saluti con entusiasmo: "Ciao Claudio, come va la vita?". Claudio, preso dal suo discorso ignora Giuseppe che, ovviamente ci resta male e raccoglie un bollino marrone. A questo punto il Bambino di Giuseppe potrebbe dire a quello di Claudio, "Ei, Claudio, prima ti ho salutato, mi hai sentito?". Oppure l'Adulto di Giuseppe potrebbe fare questa considerazione "Forse Giuseppe era cos occupato a parlare con Luisa che non si neppure accorto che l'ho salutato. Gli parler pi tardi, questo fatto non ha alcuna importanza e non ci voglio pensare pi". Un'altro esempio ci viene fornito dal marito sgridato dalla moglie (vedi pi sopra). Anzich raccogliere il bollino di rabbia egli potrebbe, utilizzando il suo Adulto, concludere "dopotutto mia moglie ha ragione, la prossima volta cercher di non sporcare e di finire il lavoro prima del suo rientro. Io sono OK e lei OK, non ci voglio pensare pi". Pertanto i bollini negativi (rabbia, rancore, paura, senso di colpa, ecc.), possono essere raccolti o buttati via. Se vi capitato di raccoglierne parlatene con qualcuno, vi potr aiutare a comprendere il motivo per cui ve li hanno dati. Dopo di ci vi sar facile prendervi la vostra parte di responsabilit e non pensarci pi. Molti anni fa esisteva una setta denominata "I Disdicevoli". Costoro, tra le regole di vita, ne avevano una che in caso di disaccordi gli imponeva di fermarsi un attimo e trovare la loro parte di torto. Ottima regola per vivere bene. Come abbiamo visto nella lettera n. 7 i due emisferi del nostro cervello vedono le cose da un punto di vista alquanto diverso. Pertanto se cerchiamo obiettivamente la nostra parte di torto saremo sempre in grado di trovarla. Comunque sempre bene ricordarsi le parole di Louis Hay: "E' molto meglio vivere bene e avere torto che non vivere male e aver ragione!".

Le abitudini continuano nel tempo...


Abbiamo visto come nel bambino i sentimenti siano generati come una risposta istintiva a situazioni piacevoli o spiacevoli della sua infanzia e come, in corrispondenza al sentimento provato pi frequentemente, egli si "abitui" a fare la raccolta dei bollini corrispondenti. 77 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Pu perci accadere che, pi avanti negli anni, lo stesso individuo tenda "senza rendersene conto" a creare delle situazioni in cui gli altri lo trattino come lo trattavano i suoi genitori. In questo modo potr riprovare i sentimenti che provava nei primi anni della sua vita e continuare la raccolta dei suoi bollini preferiti. Per esempio, un individuo che nell'infanzia ebbe modo di collezionare molti bollini "stupido" (posizione "io non sono OK"), si trover, a sua insaputa, a fare qualcosa di stupido per sentirsi dare dello stupido ancora una volta. Potrebbe anche fare delle azioni stupide e poi ricevere dello stupido dal suo stesso Genitore, oppure immaginare che qualcuno che lo sta guardando stia pensando che lui uno stupido. Invece un bambino aiutato a sentirsi OK e considerare Ok pure gli altri, impara a raccogliere bollini d'oro; impara a dirigere le sue energie verso un comportamento positivo. Una volta cresciuto cercher di comportarsi bene ed in questo modo avr modo di continuare la raccolta dei bollini dorati. Tutto questo gli frutter dei buoni sentimenti nei confronti di se stesso e degli altri.

I GIOCHI PSICOLOGICI (3)


Essere, o non essere, questo il problema. Se sia pi nobile per la mente soffrire per i colpi e le ferite del destino avverso, o armarsi per lottare contro un mare di guai e con la lotta annullarli per sempre? Amleto, principe di Danimarca Il termine "gioco psicologico", nell'Analisi Transazionale, indica una serie di transazioni (messaggi solitamente verbali, n.d.r.), che finisce con almeno un giocatore che si sente male oppure offeso in qualche maniera. Un gioco psicologico, rappresenta a tutti gli effetti un modello ripetitivo di comportamento. Un individuo gioca lo stesso tipo di gioco molte volte e spesso per tutta la vita. Un gioco, in definitiva, serve ad un individuo per poter continuare la sua raccolta di bollini di un certo tipo. Per continuare la sua raccolta egli pu arrivare a manipolare gli altri in modo che essi lo offendano, lo prendano in giro, lo insultino, gli facciano paura, lo facciano sentire in colpa e cos via. Per poter far questo provoca o invita gli altri a impersonare certi ruoli, al limite pu anche immaginare che qualcun altro pensi che lui stupido: in questo caso raccoglie un bollino falsificato. Un individuo abituato a raccogliere bollini di depressione solitamente opera da una posizione esistenziale "Io non sono OK", e manipola gli altri giocando il ruolo della vittima. Non solo assai permaloso ed subito "toccato" dai commenti altrui, ma anche capace di mettersi da solo nella condizione di essere offeso in modo da poter sentirsi depresso. Una donna, abituata a raccogliere bollini di depressione, scopr che quando aveva trascorso un giorno troppo brillante, poteva raccogliere qualche bollino di depressione telefonando a sua suocera. Un uomo raccoglieva bollini di depressione arrivando costantemente in ritardo alle riunioni, provocando cos un commento negativo da parte dell'organizzatore. Pi tardi, egli aveva modo di lagnarsi dicendo: "Quelle riunioni mi deprimono molto: riescono a rovinarmi tutta la giornata".

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Chi inizia il gioco ha sempre il suo tornaconto (4)


Ogni gioca porta a chi lo inizia un certo tornaconto e generalmente rappresenta la ripetizione di importanti situazioni incompiute del passato. Gary, George e Gem, per esempio, giocano esattamente lo stesso gioco: arrivano tardi quando sono invitati a cena e vengono criticati. Gary si sente triste e dice a se stesso: "Gli altri si organizzano molto meglio di me", e: "Io non faccio mai niente bene". George si arrabbia e dice dentro di s: "Che razza di amici sono, sempre a criticarmi!", e: "Farei meglio a starmene per conto mio". Gem ansiosa e dice: "Penseranno che sono un disastro", e: "Mi confondo sempre... mi chiedo quale sar la prossima volta che arrive r in ritardo!". Tutti e tre, quando arrivano sul luogo dell'invito si scusano in mille modi ma, sotto alle parole che dicono vi un messaggio segreto che dice: "Criticatemi!". Pertanto, se gli altri li criticano, il loro Bambino sar soddisfatto in quanto ha avuto la conferma di quanto aveva deciso su se stesso. Appare evidente che tutto ci avviene al di fuori della portata della parte "Adulto" di ciascun giocatore. E' il loro Bambino che fa in modo che essi arrivino tardi agli appuntamenti, per poter collezionare ancora una volta i bollini preferiti, perci non sono consapevoli del fatto che stanno ricreando nel presente delle scene che sono la ripetizione di situazioni del passato. Gary giocava lo stesso gioco con suo padre, Gem con sua madre, e George gioca il gioco che suo padre giocava con la moglie, sua madre.

ALCUNI GIOCHI PSICOLOGICI (5)


Una persona tender ad interpretare i ruoli dei vari giochi per riempire il tempo, attirare l'attenzione, ricevere o dare riconoscimenti e cercare, in fin dei conti, una verifica sul fatto di essere come gli hanno sempre detto di essere. Colui a cui stato detto tante volte: "Sei forte." cercher il verificare la sua forza, mentre quello a cui e stato detto: "Sei un buono a nulla." creer delle situazioni per provare a se stesso di esserlo veramente. E' molto importante comprendere il meccanismo che sta dietro ai giochi psicologici perch permette di conoscere i propri condizionamenti e quelli degli altri. Questa comprensione il primo passo verso l'accettazione e l'amore. Fondamentalmente questi giochi servono per: - rinforzare una posizione psicologica (bench possa essere irrazionale), - passare il tempo (bench possa essere buttato via), - ottenere dei riconoscimenti (bench possano essere negativi), - recitare il proprio ruolo (bench possa esserne distrutto), - trovare la giustificazione per meritare del risentimento, - trovare la giustificazione per portare del risentimento. I giochi tendono a essere ripetuti, perci le persone si ritrovano a dire, o fare, le stesse cose nello stesso modo, solo il giorno ed il luogo sono talvolta differenti.

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I giochi possono essere giocati a diversi livelli di intensit: possibile passare da un livello sociale rilassato ad un vero e proprio livello criminale sia esso di omicidio o di suicidio. Si arriva allora all'assalto criminale od alla violenza carnale. E' interessante notare che le persone che usano questi giochi lo fanno in modo "inconsapevole" e tendono a scegliere il coniuge, gli amici ed i soci in affari, tra le persone in grado di giocare il ruolo complementare a quello interpretato da loro stesse.

"La chiave perduta" (4)


Bench le regole dei giochi psicologici implichino almeno due giocatori, ci non strettamente necessario. Per esempio, nel gioco "chiave della macchina perduta" sufficiente un solo giocatore. Egli corre alla macchina mentre l'uragano sta per travolgerlo, e improvvisamente... panico! Le chiavi sono dentro c la portiera chiusa a chiave. "Maledetto stupido", si dice il giocatore, "Fai sempre qualche stupidaggine!". Si sente arrabbiato e confuso, mentre continua a dirsi parolacce che provengono dal suo Genitore.

"Si... Ma per" (5)


Questo "gioco" intrapreso dagli individui nella posizione esistenziale "Tu non sei ok". Essi chiedono un parere ma poi lo distruggono. Mentre in superficie appare una transazione da Adulto ad Adulto (esempio: "Mi sento agitata, puoi darmi un consiglio?"), sotto sotto vi un'altra transazione che parte dal Bambino del richiedente ed diretta all'Adulto dell'interlocutore con lo scopo di distruggerlo, ovvero: "Ho un problema... Prova se sei capace di darmi una risposta!". Tutte le soluzioni proposte dalla persona interpellata verranno perci distrutte in un modo o nell'altro.

"Sgridami perch sono cattivo" (5)


In questo caso un giocatore mette l'altro in condizione di rimproverarlo al fine di dimostrare a se stesso la sua posizione "Io non sono Ok". Anche se non lo ammetter, chi inizia il gioco tende ad attrarre le persone in grado di giocare il ruolo complementare. In altre parole lui, quale vittima, tender ad attirare dei persecutori. Per esempio, un dipendente dice al capo ufficio: "Ieri sono stato qui fino ad ora tarda per non sono riuscito a finire il lavoro." (messaggio nascosto: "Sgridami perch sono un buono a nulla e non ho fatto il lavoro in tempo"). Risponde il capo ufficio: "Mi spiace, cerca di finirlo per oggi altrimenti avremo dei guai seri". Messaggio nascosto: "Sei proprio un incapace."

"Fai presto, metticela tutta" (5)


Questo il gioco di coloro che dicono sempre di s ai superiori, restano in ufficio fino ad ora tarda e magari portano il lavoro a casa per poterlo finire.

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In questo caso il giocatore agisce da super-man, poich sotto il condizionamento di un messaggio del tipo: "fai presto" che gli a rriva dal suo Genitore. Egli cerca di sentirsi OK "facendo presto" ma, sotto, sotto, cerca di arrivare all'esaurimento in modo da potersi fermare senza provare sensi di colpa. Le possibili variazioni di questo gioco sono: "La moglie che non ce la pi", "Lo studente affannato", ecc..

"Vedi che cosa ho fatto per colpa tua?" (5)


In questo caso il protagonista incolpa qualcun altro per qualcosa che ha fatto lui. Nel tempo, tale comportamento pu generare dei complessi di colpa che portano l'altro protagonista ad allontanarsi. Questo spesso il traguardo di questo gioco che tende a creare l'isolamento del giocatore. Vi comunque la tendenza di rafforzare una posizione esistenziale del tipo "Io sono ok, tu non sei ok" perch il protagonista se ne guarda bene dall'assumersi la sua parte di responsabilit e dentro di lui si sente innocente e tranquillo.

"La gamba di legno" (5)


Questo un gioco che si presenta con moltissimi varianti. Vi appare comunque un fattore comune: il giocatore fa leva su una sua reale (o presunta) infermit onde ottenere un favore, dell'attenzione, o un briciolo di importanza. Esempio: "Vai a comprarmi il giornale, io purtroppo non posso, ho una gamba di legno." Le malattie psicosomatiche possono essere ricondotte a questo gioco in quanto, seppur a livello inconscio, sono state instaurate per ottenere qualcosa. Ci solitamente accade nella prima infanzia quando la mamma, solitamente indaffarata, trova qualche ora per giocare con il suo bambino che giace nel lettino ammalato. E' ovvio che a livello inconscio il bimbo registrer un messaggio del tipo: "Quando ho questa malattia la mamma mi vuole pi bene." Questa registrazione tender a far riaffiorare la malattia stessa ogni volta che la persona, anche in et matura, avvertir una carenza affettiva. A titolo informativo ricordiamo che le malattie psicosomatiche assommano a circa l'80 per cento di quelle esistenti.

Come si terminano i giochi psicologici


Affinch la pessima abitudine di "giocare" possa essere sradicata necessario che una persona diventi consapevole dei giochi che essa generalmente inizia e del suo ruolo nei medesimi. Considerando che i giochi tendono a rafforzare una posizione "Io non sono ok", e sono perci rivolti ad attirare dei riconoscimenti negativi, appare ovvio che l'unico modo di eliminarli quello di imparare a DARE e RICEVERE dei riconoscimenti positivi. In questo modo avremo la possibilit di rinforzare i nostri lati migliori e di realizzarci nel vero senso della parola. Dovremmo, un pochino al giorno, cercare di sviluppare la nostra vera personalit e non recitare dei copioni imposti da condizionamenti avvenuti nei primi anni di vita. A questo proposito viene suggerito di osservare noi stessi e gli altri e, quando ci si accorge di agire come "vittima", "persecutore" o "salvatore" da una posizione "Io non 81 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

sono Ok" o "Tu non sei Ok", bene compiere le azioni opportune per far cessare la "recita" immediatamente. Sono utili, a questo proposito, le regole seguenti: - Dare all'interlocutore una risposta inaspettata. - Non accentuare pi la propria forza o la propria debolezza. - Non accentuare pi la forza o la debolezza degli altri. - Imparare a dare, e ricevere, dei riconoscimenti positivi. - Pianificare il proprio tempo in modo che contempli delle attivit costruttive , intelligenti o divertenti. - Cessare di giocare il ruolo del salvatore con coloro che non desiderano essere salvati. - Cessare di fare il persecutore con coloro che non lo meritano. - Cessare di fare la vittima, facendo "il poverino" che ha bisogno di aiuto, quando si in grado di reggersi sulle proprie gambe.

Esercizio pratico
Se ti sei reso conto di giocare qualche gioco, iniziane uno che hai giocato molte volte e poi vedi di fermarlo prima che giunga al suo termine. Fallo con diversi giochi a te familiari fintanto che sei diventato consapevole dei tuoi condizionamenti. A questo punto ne sarai libero.

Riferimenti bibliografici
1) James & Jongeward, Winning with people, pagg. 66-68, Addison-Wesley Publishing Company, Reading, Massachusetts, USA., 1973. 2) Tratto da: TA for Kids, by Alvyn M. Freed Ph.D, pag. 40, Jalmar Press Inc. Los Angeles, California, USA, 1971. 3) James & Jongeward, Born to win, pag. 192, Addison-Wesley Publishing Company, Reading, Massachusetts, USA, 1973. 4) Tratto da: Il Cambiamento di vita nella Terapia ridecisionale, pagg. 36-37, di Mary McClure Goulding & Robert Goulding, Astrolabio Editore, Roma, 1983. 5) Tratto da: A che gioco giochiamo, di E. Berne, Edizioni Bompiani, Milano, 1982.

Per esercizi pratici ed approfondimento


1) James & Jongeward, Nati per vincere, Edizioni Paoline, Roma, 1982.

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La Pace della Mente - 14 Premessa


In questa lettera verranno presentati alcuni tipi di condizionamenti e gli effetti che sono in grado di provocare. I condizionamenti, sono assai subdoli in quanto ci fanno credere ed agire in un certo modo mentre noi siamo convinti che i nostri pensieri ed il nostro comportamento siano frutto della nostra libert. Abbiamo pensato di avvalorare il discorso riportando alcune sedute di regressione della memoria a cui abbiamo assistito personalmente. Per una buona comprensione dell'argomento suggeriamo di rivedere il concetto del "Bambino" come distinta personalit in noi (lettera La Pace della Mente n. 4).

I CONDIZIONAMENTI Un pensiero di Emil Cou (1)


Certamente, a nostra insaputa, i condizionamenti determinano gran parte della nostra vita quotidiana. Scrisse in proposito Emil Cou, un esperto in terapia suggestiva: "Ed ecco che noi, cos fieri della nostra volont, che crediamo di compiere liberamente ogni nostra azione, non siamo in realt che marionette di cui la nostra immaginazione (subconscio) tiene tutti i fili". Tutti noi, infatti, in una occasione o nell'altra ci siamo sentiti "spinti" a fare qualcosa che non avremmo voluto fare oppure siamo stati incapaci di portare a termine qualche proponimento che ci eravamo proposti.

La videocassetta della nostra vita


Possiamo definire in questo modo l'insieme di tutti gli episodi che abbiamo registrato dal concepimento in poi. Tra questi episodi vanno catalogati anche quelli vissuti in incoscienza come quelli del periodo prenatale e quelli vissuti in stato ipnotico, sotto anestesia totale oppure in preda ad un dolore fisico assai forte. Dalle sperimentazioni fatte con la regressione della memoria abbiamo appreso che ognuno di noi memorizza in continuazione gli eventi vissuti e le impressioni relative dal concepimento in poi. Questo fatto trova anche conferma nei racconti di varie persone che sono state in fin di vita ed hanno detto di aver visto scorrere tutto il "filmino" della loro vita.

I vantaggi della malattia (2)


Il concetto del beneficio secondario, determinato da uno stato di malattia, ben noto non solo sul piano inconscio (per cui si detto che le malattie psicosomatiche, quelle che dipendono dall'influenza della mente (psiche) sul corpo (soma), rappresentano ai tempi di oggi quella stessa "fuga dalle responsabilit della vita" che nel Medio Evo veniva attuata chiudendosi in convento. Non c' infatti essere umano che non abbia sperimentato, nella sua infanzia, il piacevole clima di premure e di facilitazioni legato regolarmente ad ogni situazione di malattia, e, nell'et adulta, il beneficio che una qualsiasi malattia, vera o 83 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

inventata, ha potuto recargli con l'evitargli noiosi impegni o preoccupanti incombenze. Per di pi, scrive Deutsch, quando nell'infanzia una malattia organica coincide con un conflitto emotivo, i due processi restano fusi per sempre, sicch l'uomo tender sempre a servirsi delle malattie per tentar di risolvere ogni suo problema emotivo. Tale beneficio secondario diventa pi evidente in occasione di determinate psicosomatosi: tipico il caso descritto da Booth, di un italiano affetto da una "nevrosi reumatica sine materia" che gli aveva pressoch paralizzato l'articolazione scapolo-omerale destra: per questo motivo era stato esonerato, nel suo ufficio italiano, dall'eseguire l'aborrito saluto romano; deciso antifascista, egli venne esiliato e ripar in America dove si sottopose a psicoterapia e guar rapidamente intuendo il significato espressivo e difensivo del suo sintomo. Altri esempi altrettanto eclatanti li troviamo nella casistica delle psicosomatosi dei militari e nelle donne di casa, frequentemente a carico del sistema locomotore, il che impedisce agli uni le faticose marce di addestramento e alle altre le non meno faticose mansioni domestiche pi pesanti. Un tipico caso capitato alla nostra osservazione fu quello di una suora, in aperto conflitto con il proprio stato, che presentava una rigidit delle ginocchia, priva di un convincente reperto radiografico, che evitava alla paziente la sempre pi intollerata posizione di preghiera.

Gli episodi con beneficio secondario (3)


Gli studi fatti sui riflessi condizionati e nell'ambito della medicina psicosomatica, hanno mostrato come il comportamento di una persona in una data situazione sia quanto di meglio essa possa fare, anche se tale modo di agire pu sembrare strano o inappropriato. Generalmente, il suo comportamento motivato dalla parte "Bambino" in lei, perci pi emotivo che razionale. Pu essere che, inconsapevolmente, si comporti cos perch questo era il suo modo di agire quando era di fronte a sua madre, suo padre, o altre persone che l'hanno contattata nella pi tenera infanzia o magari, indirettamente, nel periodo prenatale. La mente, infatti, usa spesso le informazioni registrate nella memoria subconscia per valutare la situazione attuale ed agire in conseguenza. Per esempio, una persona che stata molto male mentre ascoltava una certa musica, difficilmente gradir tale musica in altre occasioni. A volte, specialmente nei bimbi, certi episodi dolorosi posso essere accompagnati da cure insolite o maggior manifestazione di affetto: questi momenti vengono classificati come "episodi con beneficio secondario". Ci che li fa classificare in questo modo il fatto che, anche se nella malattia o nel dolore, la parte "Bambino" ha ottenuto qualche tipo di vantaggio ed ha concluso che: "Se ho questo problema mi danno pi... (affetto, cure, attenzione, ecc.)". Non si dimentichi che il "Bambino" (o emisfero destro) non ha possibilit logicoraziocinanti, pertanto, anche dopo decine di anni, potrebbe ricreare il problema di un tempo a fronte della conclusione: "quando ho avuto il problema mi hanno dato pi affetto, ora ricreo il problema e mi daranno pi affetto".

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Alcuni comportamenti anomali e le varie malattie psicosomatiche (circa l'80 per cento di quelle esistenti) potrebbero appunto essere riconducibili ad uno o pi episodi dolorosi in cui la parte "Bambino" ha ottenuto qualche beneficio secondario. Da quanto sopra appare evidente quanto sia negativo parlare ad un bambino molto ammalato o ferito, utilizzando frasi del tipo "mi fai tanta pena e ti voglio ancor pi bene", oppure fare regali, o creare la possibilit che il "Bambino" in lui concluda che con quel problema si guadagna qualcosa. La posizione esistenziale di "vittima" pu dipendere anche da questo. Quando un bimbo st bene gli si pu dire ci che si vuole ma quando semicosciente, a causa di malattie o lesioni, meglio prodigarsi nell'aiuto senza parlare. Lo stesso dicasi per le persone adulte deboli, o incoscienti, a causa di coma, traumi, incidenti e anestesie. Un riguardo particolare deve essere posto quando si parla alle donne incinte parch stato provato che le nostre parole possono venire registrate nella memoria istintiva del neonato in formazione.

Alcune esperienze di terapia con la regressione della memoria


Una signora chiede aiuto perch soggetta a forti crisi isteriche. In terapia si ritrova a tre anni mentre fa i capricci urlando e pestando i piedi per terra fintanto che ottiene ci che vuole. Decisione presa dal "Bambino" in lei: "quando faccio i capricci ottengo ci che voglio". --Un ragazzo di 15 anni con una sinusite cronica, iniziata nei primi mesi di vita. In terapia si ritrova a un anno di vita, con il naso chiuso da raffreddore, seduto su un divano mentre oggetto di molte coccole da parte della mamma solitamente "freddina". Decisione presa dal "Bambino" in lui: "quando ho il naso chiuso la mamma mi fa pi coccole".

Il salvatore come beneficio secondario (4)


Un tipo particolare di episodio con beneficio secondario viene a verificarsi quando compaiono sia un pericolo (vero o presunto) ed un "salvatore" che con il suo agire aiuta a superarlo. Se accade che un bambino con la sinusite trascurato dalla madre, ma viene amorevolmente curato da un'altra persona, il "Bambino" in lui considerer tale persona come "un salvatore". Supponiamo ora che il bambino, diventato adulto, si senta trascurato dalla moglie. Il "Bambino" in lui cercher una soluzione e potr generare la sinusite seguendo un ragionamento del tipo "quando ho la sinusite arriva qualcuno a coccolarmi". Le situazioni di questo tipo sono tanto pi probabili quanto pi, in et infantile, un individuo ha passato dei brutti momenti con i suoi genitori. Vi anche la possibilit che l'individuo di cui sopra incontri qualcuno che assomiglia all'antico alleato, in questo caso il "Bambino" in lui potrebbe considerare questa persona come un "amico prezioso" e considerare valida ogni cosa che essa dir o far. 85 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Anche i messaggi che il salvatore ha pronunciato nel momento in cui si svolto il fatto, potranno costituire una guida preziosa a cui dare il massimo affidamento. Se l'alleato ha detto: "Devi crederci" la persona tender a credere a ci che le si dice; se ha detto: "Stai attento", star sempre in guardia, e cos via.

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Questo fenomeno raggiunge il limite quando, sempre inconsapevolmente, qualcuno sposa una persona che assomiglia al salvatore di un tempo, anche se altri fattori lo sconsiglierebbero caldamente.

Alcune esperienze di terapia con la regressione della memoria


Una signora sposata, e con figli, decide che morir se non sposer una persona che chiameremo Giuseppe. Si scopre che recentemente la signora ha fatto una cura dimagrante che ha messo in repentaglio il suo organismo, il "Bambino" in lei si perci messo all'opera per superare il pericolo. Quando la signora era piccola era caduta malamente ed era stata aiutata da un signore arrivato in bicicletta (prima conclusione "uno in bicicletta mi salva"). A 15 anni aveva conosciuto Giuseppe il suo primo amore (poi lasciato) che, per puro caso, era in bicicletta pure lui (seconda conclusione "mi piace uno in bicicletta, lo sposer"). Dovrebbe apparir chiaro come, per superare il pericolo, il "Bambino" abbia associato le cose e concluso in conseguenza "se non sposo Giuseppe non sar salvata e morir". --Una ragazza si innamora alla follia di un signore sposato ed afferma che non potr pi vivere senza di lui. In terapia si ritrova, bambina, su un taxi che corre verso l'ospedale con la mamma che dice al guidatore: "Mi raccomando, faccia presto, la vita di mia figlia nelle sue mani". La voce del taxista viene riconosciuta molto simile a quella del signore sposato. Decisione presa dal "Bambino" in lei: "chi parla con questo tipo di voce ha la mia vita nelle sue mani".

Come il passato ci condiziona


Da quanto abbiamo visto pi sopra potremmo dire che gli episodi che abbiamo vissuto, specialmente nei primissimi anni di vita, ci condizionano alquanto. Fondamentalmente gli effetti dei condizionamenti si possono riassumere in questo modo: 1. Impongono un comportamento che al soggetto "sembra" una soluzione sicura perch, da bimbo, agendo in quel modo riuscito a superare una situazione difficile. In genere tali azioni possono essere: gridare, ammalarsi, andare in crisi, svenire, accusare paura o dolore fisico, piagnucolare, ecc. 2. Possono causare una malattia di tipo psicosomatico perch da piccoli quella malattia (o una con effetti similari) ha portato qualche vantaggio o ha richiamato uno o pi "salvatori". 3. Fanno in modo che chi non vuole prendersi la sua parte di responsabilit affermi che "potr vivere bene" solo se i suoi conviventi (o capufficio, o altri) cambiano modo di agire. 4. Producono un comportamento anomalo, si vedano i ruoli di "vittima" e di "persecutore" (lettera La Pace della Mente n. 6). Purtroppo i condizionamenti

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provocano un comportamento automatico e portano a credere di agire cos a causa del proprio carattere. 5. Creano un atteggiamento per cui una persona pensa comunque di aver ragione e che gli altri hanno torto. Un'impostazione di vita che tende a favorire la propria sopravvivenza anche a scapito di quella degli altri. Questi condizionamenti non aiutano certo a migliorare perch, per crescere, non bisogna dominare gli altri ma aiutarli a vivere in un modo migliore. Per far questo non bisogna dire a qualcuno che agisce in modo sbagliato ma spiegargli che il suo comportamento automatico a causa dei condizionamenti che ha subito nel tempo. Ci pu essere sufficiente perch diventi consapevole ed inizi a correggersi (si vedano al proposito "i minicopioni psicologici" e "i giochi psicologici", lettere La Pace della Mente n. 6 e 13).

Riferimenti bibliografici
1) Emil Cou, Il dominio di se stessi, Edizioni BIS, Blu International Studio. 2) Ferruccio Antonelli, Elementi di medicina psicosomatica, pagg. 82-83, Rizzoli Editore, Milano, 1970. 3) Dr. Mario Rizzi, Corso base di R.H.M.T. (Right Hemisfer Mental Therapy). 4) Ibid.

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La Pace della Mente - 15

LE CONVINZIONI Tutti i nostri ricordi sono registrati (1)


Pi si conosce a fondo il cervello dell'uomo, pi si osserva che esso somiglia, per quel che riguarda il suo modo di operare, ad un servo-meccanismo. Ad esempio il dottor Wilder Penfield, direttore del Montreal Neurological Institute, rifer recentemente, ad un congresso della Accademia Nazionale delle Scienze, di aver scoperto in una piccola zona del cervello un meccanismo registratore che incide fedelmente tutto ci che l'individuo ha sperimentato, osservato o imparato. Durante un intervento sul cervello, al dottor Penfield accadde di toccare, con uno strumento chirurgico, una piccola zona della corteccia. La paziente era completamente sveglia, ed improvvisamente esclam che stava 'rivivendo' un incidente occorsole nella sua fanciullezza, e che ella aveva coscientemente dimenticato. Ulteriori esperimenti dello stesso genere condussero ad analoghi risultati: quando venivano toccate alcune zone della corteccia cerebrale i pazienti non 'ricordavano' semplicemente esperienze passate, le 'rivivevano' realmente, con tutte le visioni, le immagini e i suoni dell'esperienza originale, come se quest'ultima fosse stata registrata su un nastro e riascoltata.

Credere significa "essere convinti" (2)


La verit ci che tu credi che sia. Credere significa "essere convinti o accettare che certe cose sono vere o reali". In un senso pi ampio pu anche significare che con la mente riconosciamo qualcosa come vero, anche se pu mancare la certezza assoluta. Una "convinzione" o "credenza", pertanto, suggerisce un'accettazione puramente mentale di qualcosa che in realt potrebbe non avere affatto delle basi concrete.

Il potere delle convinzioni (3)


La storia della civilt la storia delle convinzioni concepite o adottate da individui influenti. Ogni movimento politico, ogni religione, ogni filosofia comincia con una convinzione impugnata in modo convincente ed autoritario. Se una convinzione, ad esempio "Fai il bravo perch altrimenti andrai all'Inferno", viene ripetuta, si diffonde e acquista il valore di conoscenza. Poi, questa conoscenza pu essere utilizzata per sostenere altre convinzioni. E' cos che i sistemi di credenze danno luogo ai sistemi di conoscenze. Sfortunatamente, prima ancora che la gente comune avesse l'occasione di rendersi conto che le convinzioni potrebbero anche non essere giuste o adeguate, qualcuno scopr quanto preziose potessero essere! Fintanto che questo qualcuno riusciva a convincere delle persone che avevano bisogno di qualcosa che solo lui

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poteva fornir loro, si creava una condizione ideale per far leva sulle loro aspettative ed ottenerne in cambio danaro, cibo, ospitalit o protezione. Le Chiese e la Scuola dell'obbligo hanno indottrinato a forza intere generazioni con convinzioni. Pi di una volta convinzioni sulla nazione, su Dio e sui bisogni economici hanno fornito la motivazione per guerre mondiali che hanno ridotto in cenere sia la civilt del vincitore che quella del vinto.

Le idee fisse (4)


Tutto il giorno e tutta la notte continuiamo a pensare ad un'infinit di cose diverse. Davanti alla nostra mente passa costantemente una specie di pellicola cinematografica, anche se non ci rendiamo conto del film proiettato. Fra tante idee differenti, solitamente ci soffermiamo a considerarne, esaminarne o studiarne alcune pi di altre. Perch? Perch esse ci hanno procurato un sentimento di compassione o simpatia oppure di timore o antipatia; hanno perci suscitato in noi impressioni gradevoli o sgradevoli, non importa di che tipo. Il fatto che certe idee, essendo "tinte" da un dato tipo di sentimento, ci interessano cos tanto che le riprendiamo anche pi tardi e talvolta le commentiamo con qualcuno. Queste idee su cui ci soffermiamo passano nel subconscio dove vengono registrate ed acquistano una loro forza nei nostri confronti. Se continuiamo a riprendere queste idee diventeranno molto forti e potranno creare quelle che vengono chiamate "idee fisse" o "fobie".

I riflessi condizionati (5)


Una volta che un'idea si registra nel subconscio si converte in qualcosa capace di generare un effetto sul corpo o i pensieri: tale effetto viene comunemente chiamato "riflesso condizionato". Ricordi come il medico, dando un colpetto con un martelletto vicino al ginocchio, fa fare un saltello alla gamba? Egli ha toccato in un punto sensibile ed ha provocato una reazione istintiva. Nello stesso modo, ogni volta che nella tua vita accade qualcosa che si ricollega in qualche modo ad un'idea presente nel tuo subconscio, le medesima verr "riagganciata" e creer oggi gli stessi effetti che erano presenti quando stata memorizzata. Se da piccolo ricevevi pi affetto quando eri ammalato pu succedere che ti ammali per ricevere pi affetto. Da ogni malattia, infatti, vi la possibilit di trarre un benefico che gli psicologi chiamano benefico secondario. I metafisici chiamano questa idee sepolte nel subconscio "credenze" o "convinzioni", ossia, delle idee o dei concetti a cui il nostro subconscio crede fermamente. Il subconscio non in grado di discernere o di decidere, non ha infatti opinioni e non pu formulare un ragionamento logico e razionale. Se noi, magari da piccolissimi, abbiamo deciso che quando siamo ammalati riceviamo pi attenzioni, egli avr preso per buona questa nostra conclusione e non si chieder mai se essa valida oppure no. In effetti la "valutazione" non fa parte delle sue funzioni, ci che lui sa fare, e lo fa molto bene, soltanto seguire le direttive che la convinzione gli suggerisce. Il subconscio, in questo senso, un meraviglioso archivista, un segretario automatico che non riposa mai, per, non avendo senso dell'humor, non sa discernere quando si arrivati ad una data conclusione per scherzo o seriamente. 90 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Se una persona, con il naso un po' grosso, adotta per far ridere gli altri l'abitudine di dire "ho un naso a patata", il suo subconscio, essendo un servitore fedele e obbediente (senza senso dell'umorismo), cercher in tutti i modi di rendere effettiva tale affermazione ed il suo naso assomiglier sempre di pi ad una patata (...). Ricordi la prima volta che hai udito menzionare la parola catarro? Non lo ricordi vero? Eri molto piccolo e la parola venne pronunciata dagli adulti che ti stavano accanto. Essi ti insegnarono a temerla. A forza di ripeterla ti convinsero della sua pericolosit; ti dissero di non bagnarti i piedi, di non metterti in una corrente d'aria, di non avvicinarti a chi aveva catarro perch ti avrebbe infettato ed altre cose di questo genere. Tutto questo si registr nel tuo subconscio e form una convinzione relativa ai pericoli del catarro. Da allora in poi non hai avuto bisogno di ricordare le avvertenze che ti diedero, la credenza era stata registrata pronta ad essere utilizzata in ogni occasione che lo richiedesse. Da quel momento, ogni volta che ti sei trovato in una corrente d'aria, ogni volta che ti sei bagnato i piedi oppure che ti sei avvicinato a qualcuno che aveva l'influenza, il tuo subconscio ti ha regalato il catarro (era il suo modo migliore di servirti). Siccome non eri in grado di bloccare il messaggio prima che si registrasse nel subconscio, tutto ci che ti stato detto; che hai sentito dire agli altri; che hai letto nei libri o sentito dalla radio o televi sione, ovvero moltissime informazioni, si sono potute trasformare in convinzioni e sono ora sepolte nella memoria del tuo subconscio. Queste convinzioni, senza che tu te ne accorga, creano delle situazioni fisiche e psichiche che spesso sono negative per il tuo benessere. In questo modo si spiegano praticamente tutti i malesseri che affliggono la tua vita quotidiana. Non dimenticare che vengono catalogate come psicosomatiche (dipendenti dalla mente) almeno l'80% delle malattie. Senza che tu ne sia consapevole nel tuo subconscio sono memorizzate molte idee negative (credenze o convinzioni) che possono influenzare i vari settori della tua vita, del tuo corpo e della mente. Ti assicuro che se tu non avessi accettato queste idee, ed esse non fossero penetrate nel tuo subconscio, non ci sarebbe n germe, n virus, n altro potere al mondo in grado di attaccarti. Le tue convinzioni, dirigendo l'attivit del tuo subconscio in modo negativo o positivo, rappresentano un magnete capace di attirare a te delle condizioni favorevoli (salute, abbondanza, ecc.) oppure avverse (malattia, miseria, ecc.). Come abbiamo gi detto, la tua attitudine negativa o positiva riguardo ai fatti che determina la tua vita e ci che ti circonda, siano essi oggetti o persone.

Che immagine abbiamo di noi stessi? (6)


"Voi siete la causa della vostra rovina o della vostra buona sorte. Gli strumenti sono nelle vostre mani; potete apprendere le abilit; potete spezzare le catene e fuggire, ma se strisciate in catene e legami, chi pu salvarvi? Non biasimate il Fato, che ha scritto sulla vostra testa, per la vostra condizione. Il Fato stato preparato da voi stessi". (da: Sathya Sai Speaks, Vol. Il, pag. 125.). 91 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

La pi importante scoperta psicologica di questo ultimo secolo quella dell'immagine dell'Io. Anche se non ce ne rendiamo conto, ognuno di noi porta con s una sorta di fotografia o ritratto mentale di se stesso, che pu risultare vago e mal definito al nostro sguardo cosciente e, in effetti, pu non essere riconoscibile consciamente. Ma l, completo sin nei pi minuti dettagli. Questa immagine dell'Io l'idea che noi ci facciamo di "noi stessi", la convinzione di essere "un certo tipo di persona" piuttosto che un'altra. E' il risultato di ci che crediamo di noi stessi. La maggior parte di queste immagini sorge inconsciamente dalle nostre passate esperienze, dai successi e dai fallimenti, dalle umiliazioni e dai trionfi, dal modo in cui gli altri hanno reagito nei nostri confronti, specialmente nella prima infanzia. Con tutto ci noi costruiamo mentalmente un "Io" (o l'immagine di un Io), e una volta che un'idea o un concetto su noi stessi entrano a far parte di questa immagine, essi diventano veri, per quel che ci riguarda personalmente. Non mettiamo in dubbio la loro validit, ma continuiamo ad agire basandoci su di essi come se fossero veri. Capire che esiste un immagine dell'Io una chiave d'oro per vivere una vita migliore grazie a due importanti scoperte: 1) Le vostre azioni, i vostri sentimenti, il vostro comportamento e anche le vostre capacit derivano da tale immagine. In poche parole, voi 'agite come' il genere di persona che credete di essere. Non solo, ma non potete assolutamente agire altrimenti, non ostante i vostri sforzi coscienti e la vostra volont. L'individuo che vede se stesso come un 'tipo destinato a fallire' in un modo o in un altro fallisce, a dispetto delle sue buone intenzioni e della sua volont, anche se si trova a portata di mano una buona occasione. Colui che si considera vittima della ingiustizia (un individuo 'nato per soffrire'), trover invariabilmente qualsiasi pretesto per convalidare le sue opinioni (...) Ad esempio, uno scolaro che si considera come un 'tipo da quattro' o un altro che si crede completamente 'ottuso in matematica', trover invariabilmente che le sue pagelle lo confermano tale. In questo modo egli avr la conferma che quanto credeva su se stesso era corretto. Una ragazza che si considera "un tipo di persona che non piace a nessuno", se va ad un festa, vedr che nessuno l'invi ta a ballare perch lei stessa allontana i ragazzi con il suo atteggiamento. La sua aria commiserevole di cane bastonato, l'esagerata ansia di piacere, o forse la sua inconscia ostilit verso coloro da cui teme di ricevere offesa, tutto contribuisce ad allontanare le persone che potrebbero esserne attratte. Allo stesso modo un commerciante o un uomo d'affari troveranno che le loro esperienze pratiche tendono a 'provare' la correttezza dell'immagine che si sono formati su se stessi. 2) Si pu cambiare l'immagine dell'io, e numerosi casi hanno dimostrato che non si mai n troppo vecchi n troppo giovani per farlo, iniziando di conseguenza a vivere una nuova vita. Una delle ragioni per cui sempre sembrato difficile ad un individuo mutare abitudini, personalit e modo di vivere, consiste nel fatto che fino a quel momento quasi ogni sforzo di cambiamento stato diretto, per cos dire, alla circonferenza piuttosto che al centro dell'Io. 92 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Numerosi pazienti mi hanno pi o meno detto: "Se si parla di tecniche di pensiero positivo, le ho gi provate, ma per me non funzionano". Tuttavia una piccola indagine rivela invariabilmente che questi individui hanno messo in pratica, o cercato di usare il "pensiero positivo", solo in particolari circostanze esterne, riguardo ad una abitudine particolare o un difetto del carattere. ("Otterr quel lavoro". "In futuro sar pi calmo e rilassato". "Questo sar un buon affare per me"). Essi, per, non hanno mai pensato di cambiare il loro modo di considerare se stessi, ovvero cambiare l'immagine del loro "Io" affinch ne conseguisse un miglioramento generale. Ges ci disse che follia applicare toppe di stoffa nuova su indumenti vecchi o mettere vino nuovo in bottiglie vecchie. Cos le tecniche di pensiero positivo non possono essere usate per rattoppare la stessa vecchia immagine dell'io.

La chirurgia plastica e l'immagine dell'Io


Apparentemente sembrerebbe non esistere alcun rapporto tra la chirurgia e la psicologia, o che per lo meno esso sia quasi irrilevante, tuttavia fu proprio uno specialista in chirurgia plastica ad accennare per primo all'esistenza dell'immagine dell'io, ed a sollevare alcuni problemi che portarono a importanti scoperte nel campo della psicologia. Riportiamo di seguito l'interessante esperienza di un chirurgo che, ad un certo momento della sua vita, si visto costretto a trasformarsi in psicoterapeuta per aiutare i suoi pazienti ad eliminare la vecchia immagine di se stessi; immagine che non permetteva loro di gioire del rinnovo che la chirurgia plastica aveva ottenuto sulle loro sembianze.

L'esperienza del chirurgo Maxwell Max (7)


Quando molti anni fa cominciai a far pratica di chirurgia plastica fui sorpreso dai drammatici e inaspettati cambiamenti nel carattere e nella personalit che sopravvenivano in seguito ad un intervento di plastica facciale. In molti casi cambiare l'aspetto fisico significava creare una persona completamente diversa. Caso per caso il bisturi che tenevo in mano diventava una bacchetta magica che non solo trasformava l'aspetto del paziente, ma la sua intera esistenza. I timidi e i riservati diventavano audaci e coraggiosi. Un ragazzo creduto 'ritardato' diventava un giovane in gamba e brillante con la stoffa necessaria per raggiungere la posizione di dirigente di azienda. Un rappresentante che non aveva pi fiducia in se stesso la riacquist completamente (...). Era facile spiegare i successi. Prendiamo il caso del ragazzo che, a causa delle sue orecchie a sventola, veniva paragonato ad un taxi con entrambe le porte aperte. Egli era stato preso in giro per tutta la sua vita, spesso crudelmente, e la compagnia dei coetanei significava per lui solo dolore e umiliazione. Perch non avrebbe dovuto evitare qualsiasi contatto sociale? Perch non avrebbe dovuto aver paura della gente e ritirarsi in se stesso? Terribilmente restio ad esprimere se stesso in qualsiasi modo, non c' da meravigliarsi se cominci ad essere considerato un ritardato. Una volta corretto il suo difetto era naturale che egli assumesse un ruolo normale nella vita, come infatti fece, non esistendo pi la causa del suo disagio e della sua umiliazione (...).

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Ma cosa dire delle eccezioni che non accusarono alcun mutamento? Esaminiamo il caso di quella duchessa, terribilmente timida e conscia del suo brutto aspetto dovuto ad una enorme gobba sul naso. Sebbene un intervento le avesse donato un naso classico ed un volto veramente bello, ella continu a comportarsi come il brutto anatroccolo, come la sorella indesiderata che non avrebbe mai trovato il coraggio di guardare in faccia un altro essere umano. Se il bisturi a produrre la magia, perch non ebbe potere sulla duchessa o su tutti gli altri che, pur avendo acquistato nuovi volti continuarono ad avere la stessa vecchia personalit? Come spiegare la reazione di quelli che sostengono che l'intervento non ha effettuato alcun cambiamento nel loro aspetto? Ogni chirurgo estetico ha fatto questa esperienza e probabilmente ne rimasto perplesso come me. Non importa quanto radicale sia il cambiamento estetico: vi sono dei p azienti che continueranno a dire: "Ho lo stesso aspetto di prima, non avete fatto proprio niente". Amici e parenti possono a malapena riconoscerli, tuttavia il paziente continua ad affermare di vedere un cambiamento minimo o addirittura nullo, e a negare persino che esso sia avvenuto. Paragonare le fotografie di 'prima' e di 'dopo' non serve a niente, se non forse a far sorgere ostilit. Per una strana alchimia mentale il paziente ragiona cos: "Certo, io vedo che la gobba sparita, ma il mio naso sembra esattamente lo stesso", oppure: "Forse la cicatrice non si vede pi, ma ancora l".

Talvolta l'immagine di noi stessi resta immutata


La scoperta dell'esistenza di una immagine interna, che serve per la considerazione che noi abbiamo di noi stessi, detta anche immagine dell'Io, spiega tutti gli apparenti contrasti che finora abbiamo discusso. Essa costituisce il denominatore comune, il fattore determinante di tutti i nostri casi, successi ed insuccessi. Talvolta, infatti, la chirurgia plastica, oltre all'immagine fisica dell'individuo, riesce anche a cambiare la sua "immagine interna", altre volte, invece, pur essendo cambiato l'aspetto esteriore l'immagine interna resta quella di prima. In questo caso la persona si "vede" deturpata" anche se, in effetti, la cicatrice non c' pi. Non solo ma anche il comportamento resta quello di prima proprio per il fatto che la persona porta con se un immagine del suo "Io" identica a quella di prima.

Nuove profonde osservazioni scientifiche sul subconscio (8)


La nuova scienza della Cibernetica ci ha fornito prove convincenti del fatto che il cosiddetto 'subconscio' non una 'mente', ma un meccanismo tendente ad una meta. Una specie di computer formato dal cervello e dal sistema nervoso usato e diretto dalla mente. La pi recente, e pi utile teoria, considera che nell'uomo sono presenti una mente ragionante ed una specie di "macchina automatica", che lotta per raggiungere una meta, e funziona in maniera quasi analoga ai servo-meccanismi elettronici (congegni in grado di fare un lavoro prestabilito in modo automatico, n.d.r.). Si tratta di una macchina meravigliosa, molto pi complessa di qualsiasi cervello elettronico o missile guidato che l'uomo abbia saputo concepire. Tale intimo meccanismo creativo impersonale, agisce automaticamente e impersonalmente per raggiungere successo e felicit, o fallimento ed infelicit a seconda dei traguardi che voi stessi gli avete stabilito. Ponetegli come fine "il 94 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

successo" e agir come "meccanismo per il successo", ponetegli fini negativi e, altrettanto impersonalmente e fedelmente, agir come "meccanismo per l'insuccesso".

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Riferimenti bibliografici
1) Maxwell Max, Psicocibernetica, pagg. 34-35, Edizioni Astrolabio, Roma, 1965. 2) Ispirato da Vivere deliberatamente, di Harry Palmer, pagg. 69-72, Collana "I Nuovi Delfini", Gruppo Futura - Jackson Libri, 1996. 3) Ibid. 4) Conny Mendez, La Metafisica per tutti, Vol. I, pagg. 17-21, El Libro Del Maestro, Pachuca, MEXICO. 5) Ibid. 6) Maxwell Max, Psicocibernetica, pag. 17, Edizioni Astrolabio, Roma, 1965. 7) Ibid., pag. 21. 8) Ibid., pag. 26.

Letture per approfondire


6) Maxwell Max, Psicocibernetica . Edizioni Astrolabio, Roma, 1965. Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee. Rizzoli Editore, Milano, 1994.

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La Pace della Mente - 16

IL CONTROLLO MENTALE
Essere, o non essere, questo il problema Se sia pi nobile per la mente soffrire Per i colpi e le ferite del destino avverso O armarsi per lottare contro un mare di guai E con la lotta annullarli per sempre? Amleto, principe di Danimarca Analizzare il comportamento della propria mente certamente uno dei compiti pi complessi che l'uomo possa affrontare. Diversamente dall'indagine scientifica, fatta su un oggetto esterno, che pu essere sempre condotta con un certo rigore, l'analisi della propria mente, portata avanti con l'ausilio della stessa mente, crea una serie di problematiche. L'osservatore e l'osservato non occupano pi due posizioni spazialmente separate ma coesistono sia nel tempo che nello spazio, ci, ovviamente, non permette quella obiettivit di osservazione che sarebbe altamente auspicabile. Per questi motivi, da millenni vi sono stati uomini che hanno pensato, parlato e scritto sul modo in cui essi interpretavano i processi mentali. Di certo il pi antico trattato sull'argomento la Bhagavad Gita (1), fu compilata in India e tratta di fatti risalenti al periodo anteriore di mille anni alla nascita di Ges Cristo. In questo trattato si racconta di una battaglia, dei protagonisti e delle varie problematiche che essi incontrano. La battaglia, per, non condotta verso nemici esterni ma verso quelli Errore. L'origine riferimento non stata trovata. (vizi, passioni, desideri, ecc.), che ostacolano ed a volte impediscono una normale evoluzione della natura umana. La Baghavad Gita inizia cos: "La mente cieca disse, o chiese a s stessa in introspezione: I miei figli, le cattive, seducenti tendenze mentali e dei sensi, opposte alle pure tendenze mentali discriminative, radunatesi nella sacra pianura del campo di battaglia della Vita, desiderosi di darsi battaglia psicologica o morale, che cosa fecero?". Appare chiaro come la materia trattata sia non soltanto di ordine psicologico, ma anche morale e spirituale e come, per gli Ind, i processi mentali rivestano da millenni un indubbio interesse. Si pensi che la mente comune, ovvero non educata, viene da loro definita come "la scimmia pazza che ci governa". La mente, a tutti gli effetti, soltanto uno strumento che l'uomo dovrebbe poter usare a sua discrezione, con l'adozione dei pensieri voluti e la rimozione di quelli non desiderati. Spesso, invece, i pensieri trovano la loro origine nei meccanismi mentali relativi al recupero dei ricordi, alla associazione delle idee ed ai riflessi condizionati. Questi meccanismi sono talvolta cos potenti da costringere l'uomo a deviare dai pensieri che stava intrattenendo a favore di quelli portati in superficie dai processi accennati. A causa di questi fenomeni l'uomo stesso diviene strumentalizzato dalla sua mente e, consapevolmente o meno, si ritrova a seguire delle linee di pensiero, e d'azione, che non sempre gli sono congeniali.

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Questo non certo un problema specifico dei nostri tempi, le seguenti parole di San Paolo ben illustrano la difficolt di agire nella direzione in cui si pensa sia giusto muoversi: "Io non riesco a capire neppure ci che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge buona; quindi non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cio nella mia carne, non abita il bene; c' in me il desiderio del bene, ma non la capacit di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me" (Romani 7,15). Il notevole uso di tranquillanti, che viene fatto nelle nazioni pi progredite, dimostra chiaramente come la padronanza dei processi mentali presenta delle notevolissime carenze. Questo dimostra che la ricerca, e la rimozione, delle cause che stanno alla base delle disfunzioni non facile e che la mente ha ancora tanti segreti e particolarit che rimangono da scoprire.

Un pensiero del maestro Muktananda (2)


La mente ha l'abitudine di vagare qua e la, di essere sempre in continuo movimento e siccome lo fa da molto tempo, le risulta assai difficile calmarsi. Comunque tu dovresti fare qualsiasi sforzo per non lasciarla libera. Non dovresti permetterle di andare dove pi le piace. Dovresti invece convincerla a meditare e dovresti anche cercare di intrattenere solamente pensieri puri, buoni e costruttivi. La mente, per gli esseri umani, la radice del dolore e del piacere. Non vi altro motivo per cui dovresti sperimentare dolore e piacere: solo la mente che ti fa sperimentare queste cose. Essa capace di farti soffrire mostrandoti una gioia nel dispiacere oppure una sofferenza dentro alla gioia; ecco perch non dovresti correre dietro alla fantasie della tua mente. Al contrario, dovresti utilizzare la mente per ritrovare il tuo vero S. Tu non sei al di sotto della tua mente, essa che sotto di te e dovrebbe stare al tuo fedele servizio. Ci sono, purtroppo, molte persone che si sentono deboli e fragili perch sono state sconfitte dalla loro mente. Ricorda che una persona pu conquistare un paese intero, ma non sar mai un conquistatore se prima non ha vinto la propria mente. Queste sono le ragioni per cui dovresti stare molto attento con la tua mente. Dovresti osservarla costantemente, dovresti essere in grado di riconoscere se essa pensa pensieri buoni oppure no. Tra i vari sensi e gli strumenti che noi abbiamo a disposizione, la mente e il pi importante. Pi diventa docile e tranquilla e tanto pi si stabilizza, pi diventa pura e pi ti permette di avvicinarti alla tua vera dimensione ed al tuo ideale. Quando, invece, la mente non controllata e si agita perch si trova alle prese con pensieri e sentimenti di basso livello, allora iniziano i problemi e ti troverai a dovere ricorrere allo psicologo o al guaritore. Ecco la ragione per cui dovresti lavorare al fine di purificare la mente. Dovresti liberarla dall'odio, dal rancore e da tutte le altre emozioni negative (paura, sfiducia, egoismo, opportunismo, menzogna, infedelt, ecc.), soltanto cos potrai ritrovare la vera pace; la pace che viene da un cuore semplice, sincero, altruista e pulito.

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La pericolosit di una mente incontrollata


Dobbiamo ricordarci che l'unica cosa con cui stiamo trattando sono pensieri, ed il pensiero pu essere cambiato e, che ci crediate o no, noi scegliamo i nostri pensieri. Louis Hay

Che cosa fate con i vostri pensieri? (3)


Nel campo delle azioni, si pu dire che la maggior parte della gente piuttosto brava e ragionevole. Applica le regole, rispetta le leggi della societ. Interiormente, invece, un'altra cosa: si permette di tutto! Chiedete agli esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, ed anche delle creature mostruose. E quando, poi, si sentono stanchi, angosciati, persi, malati, non ne comprendono nemmeno il perch! Se si volessero fermare un attimo a riflettere, le persone in buona fede sarebbero obbligate a riconoscere che in un certo momento dalla loro vita hanno avuto dei pensieri e dei sentimenti veramente malsani, distruttivi, criminali. Ebbene, tali pensieri e sentimenti non rimangono senza effetto. Voi credete che solo i gesti, le parole, le azioni abbiano veramente delle conseguenze e che ci che accade nel mondo interiore pu restare senza effetto?... No, vi sbagliate. Tutto ci che mettete in moto nel vostro mondo interiore produce dei risultati; certo occorre pi tempo per vederli apparire, ma infallibilmente un giorno appariranno. Evitate di preoccuparvi di sapere se i vostri pensieri e sentimenti si realizzeranno: prima o poi si realizzeranno di sicuro. Preoccupatevi solo di capire se tali pensieri e desideri sono buoni, perch se fossero cattivi, il giorno in cui si realizzeranno, avrete di che lamentarvi, allora sar troppo tardi.

Come usate le vostre parole? (4)


Dunque attenzione, perch, anche se veramente non pensate alle parole negative che pronunciate, c' rischio che certe entit malefiche si servano dell'energia di tali frasi per realizzarle; non servir accusarle, era compito vostro evitare di fornir loro le condizioni per fare il male. In vari paesi, le persone hanno l'abitudine di mandare delle maledizioni; per un nonnulla, maledicono i genitori, i figli, i vicini, gli amici... E' una pessima abitudine, perch anche se le parole non provocano disgrazie, creano le condizioni perch succedano. Dunque bisogna stare molto attenti.

I danni provocati dai pensieri incontrollati (5)


Fermatevi un momento a pensare ai danni che pu provocare il pensiero quando non controllato: guai a se stessi e agli altri, proporzionati alla potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che si abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realt in cui vivono, ma quando ricadono necessariamente in essa, si ritrovano come estranei e in contrasto col tutto. Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri deliberatamente pensando di essi cose negative. Se sapessero il male che fanno a se stessi, poich l'energia di un pensiero ritorna al punto da cui partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti di questo fatto e 99 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

pensano che con il pensiero sia impossibile fare del male a qualcuno e specialmente a se stessi. Quando l'uomo pensa cose non buone nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di un insieme di energie negative che dovr, poi, amaramente esaurire. Considerata la grande pericolosit dei pensieri negativi, bisognerebbe che ognuno di noi si preoccupasse di controllare il proprio pensiero come si fa per tutte le cose dannose. I pensieri, infatti, producono effetti anche all'insaputa di chi li formula che poi si lamenta per i danni che essi gli arrecano. L'odio, la vendetta e l'invidia, sono dei ve leni terribili che uccidono fatalmente ci che buono in noi, peggio dell'arsenico che uccide il nostro corpo. Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili nei confronti di stesso. Ci che rende l'esistenza umana pesante e travagliata l'uso errato del pensiero che porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno pu conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi senza nuocere a se stesso.

Da dove vengono i nostri mali (6)


La maggior parte dei mali che affligge gli uomini sono creati dalla mente. Noi pensiamo che i nostri problemi dipendano da altri, mentre siamo noi stessi gli autori dei nostri mali, sia per le azioni compiute che ritornano a noi, che per quelle create con la nostra immaginazione che si sono poi realizzate. Su quest'ultimo punto, si vuol insistere per far comprendere che nessun male pu essere arrecato arbitrariamente, mentre per la maggior parte dei casi la mente che li ha generati. Chi convinto di star male, sta male. Se sgombrasse la mente dalla convinzione di star male si accorgerebbe di star bene.

FIN QUANDO...
FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri di odio - di condanna di invidia - di gelosia di critica - di paura di dubbio - di sospetto e permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di lui, otterr come risultato certo: disordine e infelicit nella sua vita, delusione nei suoi sogni, disastri nella usa mente, nel suo corpo, nell'ambiente, al quale legato da sottili fili di azione e reazione. FIN QUANDO l'uomo continua a trattenere nella sua mente questi pensieri negativi, verso: le persone che gli sono vicine, 100 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

le condizioni di vita, il lavoro, le persone amate e la nazione, lui stesso, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta. Lui solo responsabile della sua infelicit e dell'infelicit in cui trascina gli altri. E' quindi responsabile di "quel grigiore" che pesa sul mondo e che lui stesso il primo a condannare.

Riferimenti bibliografici
1) Paramansa Yogananda, La battaglia della meditazione, (interpretazione spirituale della Bhagavad Gita) Editrice Vidiananda. 2) Conferenza del maestro Muktananda 3) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 - 20120 Milano 4) Ibid. 5) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pag. 69, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992. 6) Ibid., pag. 71.

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La Pace della Mente - 17

IL PENSIERO E' UN MEZZO ASSAI POTENTE (1)


Il pensiero lo strumento pi potente di cui l'uomo dispone. Esso ha la capacit di agire direttamente sugli uomini, sugli avvenimenti, sulle cose, senza strumenti intermediari. E' questo il pi importante aspetto della sua potenza. Il pensiero pu agire pi e meglio di qualunque altro mezzo di cui l'uomo si serve per le sue opere. Questo accresce immensamente il suo raggio d'azione, che non conosce barriere e distanze. Il bene che pu produrre in tal modo incalcolabile, e pu farlo senza che nessuno lo sappia. Lo scopo di queste pagine dunque quello di aiutare gli altri con la straordinaria f orza del pensiero; suggerire fede e fiducia, sorreggere chi debole, sollevare chi depresso, stimolare con suggerimenti gl'incerti, i dubbiosi, i pavidi, cooperare al bene comune. La condizione primaria e indispensabile perch si possa effettivamente agire con il pensiero, al fine di aiutare validamente gli altri, quella di raggiungere la padronanza della mente. Disciplinata e potenziata, essa pu compiere quelli che sono comunemente definiti prodigi.

Spesso lasciamo che la mente ci tormenti... (2)


Spesso lasciamo che la mente ci tormenti, ci preoccupi e ci opprima con pensieri che ci trascinano in un vortice e si presentano in tempo inopportuno; ma questo accade soltanto quando si crede che la mente sia nostra padrona. Pertanto quando una persona impara ad affermare la sua padronanza sulle diverse parti della mente, ne controlla e regola i processi mentali, cos come farebbe con i delicati congegni di una macchina, si libera certamente da questa tortura. In tal modo riesce a controllare le proprie facolt intellettive, e ne migliora, dirigendolo coscientemente, il difficile lavoro; inoltre, impara a trasmettere ordini alle regioni mentali subcoscienti; mentre dorme le fa lavorare per lui... persino quando sta usando la mente consapevole in altro modo. Cos si esprime Edoardo Carpenter, riportando nel libro "From Adam's feak to Elephanta", le sue impressioni dopo una visita ad uno Gnani Yogi indiano: "E se abbiamo poca voglia di credere in questa padronanza interiore sul corpo, siamo forse nello stesso modo poco convinti dell'idea di padronanza sui nostri pensieri e sentimenti pi intimi. Che un uomo debba essere preda di un qualsiasi pensiero, che per caso prenda possesso della sua mente, generalmente ritenuto inevitabile. "Pu sembrare penoso che egli debba essere tenuto sveglio tutta la notte dall'ansia per l'esito di un processo che deve essere discusso domani; ma che costui possa avere il potere di determinare se debba rimanere sveglio o no, sembra una pretesa abbastanza strana. "L'immagine di un pericolo vicino, senz'altro preoccupante, ma proprio questa pena, pensiamo, che turba la mente continuamente ed inutile tentare di scacciarla.

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"Eppure, assurdo che l'uomo, erede di tutti i secoli passati, sia schiavo delle fantasie vane del cervello. "Se una pietruzza ci d fastidio in una scarpa, la togliamo, ci togliamo cio la scarpa per levarla. Non appena si compreso come fare, risulta abbastanza semplice scacciare dalla mente un pensiero inopportuno e dannoso. Su questo non ci si pu sbagliare, non possono esserci due opinioni: evi dente, chiaro, indiscutibile. Ognuno di noi dovrebbe imparare a scacciare dalla mente un pensiero penoso, cos come si toglie una pietruzza dalla scarpa. E finch l'uomo non in grado di fare ci, non pu dire di essere il re della natura. "Egli solo uno schiavo, preda dei fantasmi che si agitano, come pipistrelli, nel suo cervello. Purtroppo le facce stanche che ci sono attorno dimostrano chiaramente che, solo in pochi casi, si ottenuta questa padronanza, anche nelle classi privilegiate dei popoli civili. "E' davvero ben difficile incontrare un vero uomo! E' invece abbastanza facile incontrare persone che sono perseguitate da pensieri, preoccupazioni, desideri tirannici; persone oppresse, curve sotto la frusta: oppure orgogliose, correre felici, guidate da un auriga che, tenendo le redini, ne condiziona la libert; persone con cui non possibile fare alcun discorso "Una delle pi importanti dottrine di Raja Yoga che il potere di scacciare i pensieri, o se necessario, di eliminarli totalmente, deve essere raggiunto. Quest'arte, naturalmente, richiede pratica, ma come tutte le altre arti, una volta acquisita, non presenta pi n misteri, n difficolt. E dal momento che la vita ha davvero inizio soltanto quando questa arte diventata propria, vale bene la pena di esercitarla. "Se invece di essere governati da pensieri individuali, nel loro insieme, nella loro variet e capacit, noi li abbiamo in nostro potere, e siamo in grado di dirigerli, inviarli e usarli dove e come vogliamo, la vita diventa talmente vasta e grandiosa, paragonata a quella di prima, che la sua situazione passata si pu considerare quasi un embrione di vita. "Se sarete capaci di eliminare un pensiero che esiste in voi, potrete anche ottenere qualsiasi altra cosa a cui aspirate; ed per questo che tale potere cos importante. Libera l'uomo, non soltanto da tormenti mentali, che costituiscono in effetti i nove decimi dell'intero tormento della vita, ma d anche il potere assoluto, totalmente ignorato prima, di eseguire il lavoro mentale perch i due aspetti sono in relazione tra di loro. "Il pensiero, mentre state lavorando, deve essere completamente accentrato; niente di estraneo all'argomento trattato deve distrarvi; tutto deve funzionare come una grande macchina di enormi possibilit, strutturalmente perfetta, cio senza dispersioni, n consumo o disgregazione, per forze avverse che lavorino contemporaneamente. A lavoro finito, quando non vi pi bisogno di adoperare una macchina, deve essere fermata in modo adeguato, completamente, totalmente; non come farebbero dei ragazzi, che potrebbero rovinare una locomotiva rientrata da poco nel deposito, se fosse permesso loro di usarla per gioco. E dopo il lavoro, l'uomo deve ritirarsi nella regione della conoscenza, ove egli dimora veramente.

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"Il potere della macchina mentale molto cresciuto se raggiungiamo questa facolt: di metterla a riposo, quando non ce n' pi bisogno, e di farla lavorare intensamente, in caso di necessit. Diventa cos un vero strumento, che ogni operaio depone dopo averlo adoperato, e che soltanto chi non lavora mai mostra a tutti, in giro, come sua propriet, portandolo con s tutto il giorno". Tali parole, riportate dal libro del Carpenter, e piene di suggestione, vanno lette con molta attenzione: tutti coloro che si stanno emancipando dalla schiavit della mente non dominata, che vogliono metterla sotto il loro controllo per mezzo della volont, ne trarranno grandissimo vantaggio.

SI POSSONO CONTROLLARE PENSIERI E STATI D'ANIMO? (3)


Si appartiene al volgo finch si attribuisce la colpa sempre agli altri; si sulla via della saggezza quando si considera responsabile solo se stesso; ma il vero saggio non trova colpevoli n gli altri n s. Epitteto Sei solo tu a controllare ci che ti entra nella testa sotto forma di pensiero. Se non ci credi, rispondi a questa domanda: "Se non sei tu che controlli i tuoi pensieri, chi li controlla?". Tua moglie, o il tuo capoufficio, o tua madre? Se sono costoro a controllare ci che pensi, meglio che li mandi a farsi curare, e chi si sentir meglio all'istante sarai tu. Ma, in realt, tu sai che le cose stanno diversamente. Tu e soltanto tu controlli il tuo apparato mentale (a meno di non essere sottoposto a lavaggio del cervello o di non trovarti in situazioni estreme di condizionamento e sperimentazione; ma non questo il caso). I tuoi pensieri ti appartengono, e sta esclusivamente in te tenerteli, cambiarli, comunicarli o contemplarli. Nessun altro pu entrare nella tua mente e avere dei tuoi pensieri l'esperienza che ne hai tu. Chi li controlla sei tu, e del tuo ingegno puoi fare l'uso che vuoi.

Si possono controllare gli stati d'animo? (3)


... Non possibile provare una determinata emozione o sensazione o stato d'animo, se prima non si avuto un determinato pensiero. Si elimini il cervello, e la capacit di provare alcunch viene eliminata anch'essa. Una emozione una reazione fisica a un pensiero. Se piangi o arrossisci o ti batte il cuore, o provi una qualsiasi delle potenziali reazioni emotive di una interminabile lista, perch ti prima giunto un segnale da un centro mentale. Se ci fosse una lesione in quel punto, o un "corto circuito", non potresti avere reazioni emotive. Certe lesioni al cervello impediscono perfino di avvertire il dolore fisico: ti si potrebbe letteralmente friggere una mano su un fornello, e tu non sentiresti nulla... Alla conclusione, pertanto, non si sfugge. Sei tu stesso che controlli i tuoi pensieri, e se da questi discendono i tuoi stati d'animo, tu sei in grado di controllare i tuoi stati d'animo. Li puoi controllare operando sui pensieri che li hanno preceduti.

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Pensi che certe persone o cose ti rendano infelice? (3)


Tu credi, in parole povere, che certe cose o certe persone ti rendano infelice. Questo non esatto. Sei tu che ti rendi infelice col coltivare certi pensieri intorno a determinate persone o cose. Una sana libert personale comporta l'apprendimento di un diverso modo di pensare. Cambiati i pensieri, nuovi stati d'animo cominceranno a emergere, e si sar mosso il primo passo sulla via che porta alla libert personale. Consideriamo, ad. es., il caso di Cal, giovane impiegato che passa la maggior parte del tempo a struggersi perch il suo capoufficio lo ritiene uno stupido. Cal assai infelice perch il capoufficio non ha di lui una buona opinione. Ma se Cal non sapesse di essere giudicato uno stupido, sarebbe ancora infelice? Naturalmente, no. Come potrebbe esserlo per qualcosa che ignora? A renderlo infelice non dunque quello che pensa o non pensa il suo capoufficio, bens quello che pensa lo stesso Cal. Cal infine si rende infelice convincendosi che il concetto che un altro si fatto di lui sia pi importante del suo proprio. Questa medesima logica si applica a ogni sorta di eventi, cose, opinioni. Non la morte di una persona a renderti infelice: non puoi esserlo finch non vieni a sapere che morta; dunque non la morte ti rende infelice, ma ci che dici a te stesso intorno a quell'evento. Gli uragani non sono in s deprimenti: la depressione unicamente umana. Se sei depresso per un uragano, perch ti stai dicendo cose che ti deprimono. Ci non significa che tu debba fingere, costringendoti a godere di un uragano; ma chiediti: "Perch dovrei scegliere la depressione? Mi aiuta forse ad affrontare meglio l'uragano?" Sei cresciuto in una cultura che insegna che non sei tu il responsabile dei tuoi stati d'animo, bench, invero, lo sei sempre stato. Hai appreso una quantit di frasi per difenderti dal fatto che essi, in realt, sono sotto il tuo controllo. Ecco alcune delle frasi che hai usato continuamente. Esamina il messaggio che contengono. 1. "Mi offendi." 2. "Mi rattristi." 3. "Che posso farci, se sono triste." 4. "Ho i nervi a pezzi, e non chiedermi perch." 5. "Quell'uomo disgustoso." 6. "Le persone di riguardo mi mettono in soggezione." L'elenco potrebbe non finire mai. Hai notato che, cos com' scritta, ogni frase sottolinea il fatto che tu "non sei" responsabile di ci che provi e la colpa di qualcun altro?". Vediamo ora di riscriverle, ma formulandole con esattezza, affinch riflettano il fatto che se rispondi in un certo modo la colpa solo tua e che i tuoi stati d'animo dipendono dai tuoi pensieri. 1. "Mi sono offeso dopo che ho ragionato sul modo in cui ti sei comportato con me." 2. "Quando ti vedo permetto alla mia mente di generare dei pensieri che mi rattristano". 3. "Ho dei pensieri che mi rattristano, potrei mandarli via, ma ho deciso di esser triste." 105 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

4. "Ho scoperto che quando dico che ho i nervi a pezzi riesco a far fare alle persone quello che voglio". 5. "Quando vedo quell'uomo permetto alla mia mente di formulare dei pensieri di disgusto". 6. "Primo o dopo riuscir a togliermi il condizionamento per cui le persone di riguardo mi mettono in soggezione." Penserai che le frasi della prima lista siano soltanto dei modi di dire e siano prive di un vero significato, ma esse sono diventate dei clich nella nostra cultura. Se corrispondono alla tua logica, chiediti come mai le frasi della seconda lista non sono diventate dei clich. La risposta risiede nella nostra cultura, la quale insegna la mentalit della prima e scoraggia la logica della seconda lista. Il messaggio trasparente come un cristallo. Tu sei responsabile di ci che provi. Senti ci che pensi e, solo che ti decida, puoi imparare a pensare in maniera diversa. Domandati se essere infelice, sentirti offeso, sentirti gi di tono, rendano a sufficienza, Poi comincia a esaminare a fondo i tipi di pensieri che ti portano a tali stati d'animo debilitanti.

Come imparare a non essere infelice (3)


Non facile pensare in modo nuovo. Sei abituato a certi pensieri ed a quelli, debilitanti, che ne conseguono. Spogliarti del tuo abito mentale richiede molto lavoro. La felicit facile, ma imparare a non essere infelici pu essere arduo. Per una persona, per il fatto di essere una persona, la felicit una condizione naturale. Ci evidente: basta osservare i bambini. La difficolt consiste nel disimparare tutti quei "dovrei" e "avrei dovuto" digeriti in passato. Comincerai a rispondere di te stesso con una presa di coscienza. Afferrati quando ti sorprendi a dire cose come: "Mi ha offeso, mi ha ferito nei miei sentimenti". Rammentati di ci che stai facendo nel momento in cui lo fai. Pensare in modo nuovo richiede la consapevolezza del vecchio. Hai preso l'abitudine a schemi mentali che pongono fuori di te le cause dei tuoi stati d'animo. Hai messo migliaia di ore a rafforzare tale mentalit, e con migliaia di ore dovrai equilibrare la bilancia per arrivare a pensare in modo nuovo e assumerti la responsabilit dei tuoi stati d'animo. E' una cosa terribilmente dura. E allora? Non certo questa una ragione per evitare di farlo.

VEDERE IL LATO BUONO DI OGNI COSA Ci sono due modi di vedere i problemi (4)
Un Maestro dell'Agni Yoga disse due cose che dovremmo sempre ricordare: 1. Vi sono due modi di vedere i problemi: dall'alto o dal basso. Chi guarda in basso vedr sempre del fango, chi guarda in alto vedr il cielo. 2. In ogni Forma, sia essa un atomo, un Uomo od una stella, coesistono qualit positive e negative, armoniche e disarmoniche. Se noi osserviamo solo le qualit negative facciamo in modo che esse appaiano maggiori di quelle positive ed vero anche il contrario.

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Ecco quindi l'estrema importanza del pensare e del parlare in modo giusto e corretto. Se noi, nei riguardi di parenti, amici, insegnati, uomini politici o altro, oppure nei riguardi delle situazioni mondiali, vediamo solo tutto ci che negativo e disarmonico, noi aiutiamo queste disarmonie a diventare sempre pi forti. Tenete presente che non sono importanti le cose che abbiamo fatto, ma il modo in cui le abbiamo fatte. Non ci che facciamo che conta ma la motivazione che ci spinge a farlo ed il modo in cui lo facciamo. E' infatti il movente che muove le energie in modo armonico oppure disarmonico.

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Dobbiamo eliminare criticismo, dubbi e maldicenza (4)


Dobbiamo perci avere ben chiaro, nella Mente e nel Cuore, quali potenza possano avere le forze che possiamo scatenare con criticismo, diffidenza, dubbio, maldicenza, gelosia e sarcasmo. I pensieri o le insinuazioni del tipo "Di certo X si droga", "I governanti sono tutti ladri e incapaci", oppure "Chiss dove hanno preso quei soldi", ecc., sono perci estremamente negative. Gli effetti principali di questo modo di pensare e parlare sono due: 1. Quando critichiamo e sparliamo ci leghiamo a quanto di brutto esiste in queste persone con un filo a doppio senso e assorbiamo tutti i loro difetti e le loro debolezze nonch il loro magnetismo del pi basso livello. E' proprio come se aprissimo una porta! Quando si hanno in mente solo i vizi e le colpe di qualcuno si attirano tutte le entit pi basse che si trovano nell'accusato e si fanno proprie. Come vero anche il contrario. 2. Quando si accusa qualcuno di disonest, di cattiveria, di furto, ecc., si mettono in moto delle forze che lo portano in quella direzione. Se, per esempio, milioni di persone pensano o sospettano che un tizio un ladro, prima o poi questa persona sar costretta a diventarlo. Il valore di una Nazione non potr quindi elevarsi se i suoi cittadini non migliorano il loro modo di agire, pensare e parlare. Certamente queste cose non vi vengono insegnate n a scuola e tantomeno dalla televisione. Sta di fatto che la Parola, una volta uscita dalla bocca non si pu pi riprendere. Dice Ges nel Vangelo: "Dalle vostre parole sarete giudicati!"

I giornali ed i telegiornali sono molto negativi (4)


Le cose potrebbero essere molto peggiori. Pensa se i tuoi errori fossero catalogati, giorno per giorno, e stampati sul giornale. Pensate ai giornali ed ai notiziari TV, vi rendete conto di come sono impostati? Essi riportano sempre e solo tutto ci che vi di negativo e disarmonico nel mondo: guerre, violenza, delitti, furti, truffe, scandali, ecc. Parlandone tutti i giorni e facendo convergere i pensieri di milioni di persone su questi concetti, essi contribuiscono a creare e mantenere in vita queste cose terribili. Ecco perch risulta di fondamentale importanza parlare e pensare soltanto ci che armonico ed unisce e non ci che negativo e separa. Pensate cosa potrebbero creare dei giornali che mettessero in risalto le cose buone presenti in ogni persona o movimento; se essi cercassero di essere dei "tessitori" abituati a cercare la parte positiva in ogni situazione, per usarla poi come "filo d'oro" da intrecciare con altri fili per fare un manto dorato. Una delle pi grandi accuse che viene fatta al Cattolicesimo ed alle Religioni Occidentali quella di avere sempre considerato l'Uomo come un essere malvagio e peccatore, sempre sul punto di meritare l'Inferno. Una visione, questa, che ha creato una orribile "pensiero di gruppo", generando cos tutte le tristi conseguenze che conosciamo: fanatismo, inquisizione, guerre, massacri, torture, ecc.).

Dobbiamo rimediare agli errori accumulati (4)


Pensate se invece il Cristianesimo avesse seguito l'insegnamento del Cristo e avesse considerato l'Uomo come un essere di Luce e di Amore in cammino verso il Padre. 108 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Pensate a quale civilt avrebbe dato vita questo concetto se fosse stato apprezzato, insegnato e coltivato. Questo ci che dovremmo fare tutti noi. Tutti coloro che sono venuti a conoscenza di queste cose hanno infatti la grande responsabilit di porvi rimedio. Questo il compito per il quale ci siamo incarnati in questo preciso momento storico. Sta a noi utilizzare i nostri pensieri e le nostre parole per scoprire ed accentuare tutto ci che positivo nelle persone e nella situazione mondiale in modo da chiamarlo alla Vita. Certo sarebbe molto utile se noi riuscissimo ad osservare tutto ci che accade in modo distaccato, impersonale ed imparziale. Non dobbiamo perci avere alcun timore di parlare troppo bene o troppo in positivo, perch dobbiamo rimediare a tutti i malanni che sono stati fatti nel passato e l'unico modo possibile quello di parlare bene di tutto e di tutti!

Informazione
Si avvertono i lettori che il programma di eserci pratici per il controllo mentale sviluppato nelle lettere "Parte Pratica" N. 17, 18, 19 e 20.

Riferimenti bibliografici
1) Amadeus Voldben, I Prodigi del Pensiero Positivo, retro di copertina. 2) Elaborato da: Raja Yoga, di Yogi Ramacharaka, Vol. I, pag. 57 La Bussola Editrice, Roma, 1977. 3) Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee, pagg. 17-20, Rizzoli Editore, Milano, 1994. 4) Francesco Varetto, Sulla Croce, conferenza.

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La Pace della Mente - 18

IL POTERE DEL PENSIERO Vita e circolazione dei pensieri (1)


Se almeno la scienza ufficiale si decidesse ad approfondire una questione cos importante come quella del pensiero! Invece no, per il momento fabbrica missili e bombe... Tuttavia so per certo che alcuni ricercatori negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica si sono dedicati al problema della telepatia. Vediamo soltanto uno degli esperimenti americani in questo campo. Erano state scelte due persone dotate di facolt medianiche: una doveva invi are dei messaggi col pensiero e l'altra doveva captarli. La persona "emittente" era sorvegliata a Washington da una commissione di esperti che erano presenti per verificare e controllare; tutti i messaggi che inviava venivano annotati e rinchiusi in una c assaforte, affinch non ci fossero frodi. La persona "ricevente" era stata condotta a bordo di un sottomarino nell'Oceano Pacifico, dunque a migliaia di chilometri di distanza e a una grande profondit. Questa doveva annotare i messaggi che riceveva ed era pure sorvegliata da una commissione che custodiva in una cassaforte tutto ci che la persona scriveva. Quando poi si fatto il confronto fra i messaggi inviati e quelli ricevuti, si potuto constatare una minima percentuale di errori. Quell'esperienza ha dimostrato che l'uomo capace di proiettare delle onde molto lontano nello spazio. Non si sa ancora fin dove quelle onde possano arrivare, cos come non si conosce la distanza percorsa dai raggi del sole o da una qualunque stella, dal momento che i raggi di un astro spento da millenni continuano a percorrere lo spazio. Accade la stessa cosa col pensiero umano: i nostri pensieri sono i raggi di un sole che il nostro spirito. Il sole proietta una quintessenza di un'eccezionale potenza che i suoi raggi - come dei vagoncini carichi di viveri e di tesori - trasportano molto lontano nello spazio. E il nostro spirito, come il sole, invia i suoi raggi, i pensieri, che trasportano il bene o il male di cui sono carichi. L'esperimento di cui si parlato dimostra anche che mentre i raggi X, alfa, beta o gamma, di fronte all'acqua si arrestano, il pensiero riesce a penetrare nell'acqua e a raggiungere grandi profondit. Il pensiero quindi pi penetrante degli altri raggi ed capace di produrre effetti a grande distanza. Voi formulate un pensiero: subito esso parte e va a raggiungere il cervello di altre persone agendo su di esse. Col vostro pensiero mettete quindi in azione tutta una serie di meccanismi che non conoscete. Quale conclusione bisogna trarne? La conclusione che, se ci si lascia andare a pensieri negativi, tenebrosi e distruttivi, per la legge di affinit si fanno scattare in migliaia e migliaia di persone degli stati corrispondenti. Sebbene non ce ne rendiamo conto, cos. E ne siamo responsabili (a questo proposito si veda anche la lettera "La Luce dell'Anima" n. 16, n.d.r.).

I pensieri sono al servizio dell'uomo (2)


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I pensieri sono delle entit al servizio dell'uomo, grazie ai quali egli ha la possibilit di attirare altre entit. Immaginate di avere presso di voi dei servitori: date loro l'incarico di preparare una festa e di invitare determinate persone. Ebbene, quegli invitati non siete voi e neppure i vostri servitori. Voi siete il padrone o la padrona di casa. Alla stessa stregua, sin dalla nascita l'uomo ha in s, al suo servizio, un certo numero di servitori: dei pensieri, ma anche dei sentimenti, degli impulsi, che sono delle entit indipendenti. Lo so bene che vi difficile accettare un'idea simile, perch non cos che vi hanno istruito. Ci sono perfino degli scienziati che dicono che i pensieri sono il risultato delle secrezioni del cervello, esattamente come la bile una secrezione della cistifellea! Eh no, un errore. Dunque, finch non abbiamo in noi dei servitori puri e luminosi, non abbiamo neppure le condizioni affinch il Cielo venga a visitarci e a dimorare in noi sotto forma di doni, di virt e di poteri. Infatti, quando cessiamo di essere luminosi, quelle entit ci abbandonano, perch non sopportano di vivere in tali condizioni negative... Se avessimo noi stessi il potere di creare i nostri pensieri, dovremmo poter produrre nuove capacit o trattenere in noi le nostre virt, invece di perderle. Quante persone hanno perduto il loro talento di cantante, di pittore, di musicista, ecc... o il loro dono di guaritore, di chiaroveggente! Continuamente ci sono delle entit che entrano in noi o che se ne vanno creando in questo modo le varie qualit dei nostri pensieri. Nella nostra mente tutto un andirivieni, poich siamo come una casa con una quantit di piani e di camere dove si muove una schiera di inquilini. S, e spesso il padrone di casa, poveretto, rinchiuso in una piccola cella appartata e nessuno gli obbedisce, e nessuno lo ascolta. Sono gli altri, i suoi pensieri, ovvero gli inquilini, i servitori, a imporgli la loro volont. Hanno fatto una rivoluzione, l'hanno rinchiuso in una cella e gli danno appena un tozzo di pane e un po' d'acqua affinch non muoia di fame; sono loro che comandano, sono loro che dirigono... Non mi credete? Eppure vi sono molte persone che non sono pi padrone della situazione, non sono pi i regnanti del loro regno. Tutti coloro che abitano in loro mangiano, bevono e se la spassano, mentre loro, miserabili, non possono impedirlo, non hanno voce in capitolo, nessuno li ascolta. Perch? Perch non sono stati ragionevoli: si sono abbandonati ai loro desideri inferiori, ai loro capricci, attirando cos un numero sempre maggiore di entit inferiori che ora li tengono imbrigliati. Rimane loro soltanto la possibilit di constatare ci che accade, senza poter modificare nulla. Ora, per ristabilire la situazione dovrebbero cercare degli aiuti, degli amici, che diano loro una mano ad allontanare quegli intrusi e a riprendere la direzione del loro regno. E non bisogna aspettare, occorre reagire immediatamente, altrimenti si andr di male in peggio.

Dobbiamo sorvegliare i nostri pensieri (3)


Dobbiamo sorvegliare che non entrino in noi pensieri nocivi e, se entrano per nostra inavvertenza, non permettere loro la sosta di un istante in pi. Non appena ci rendiamo conto che stiamo pensando qualcosa di cattivo e distruttivo dobbiamo eliminarlo senza esitazione.

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Credete fermamente al bene, che vincer sempre come la luce sull'ombra. Non vi create nella mente mali immaginari, n ospitate mai pensieri negativi. Irradiate intorno a voi pensieri di luce e d'amore. La mente dell'uomo strumento meraviglioso, ma va dominata e adoperata saggiamente, altrimenti pu essere causa di mali seri nell'anima e nel corpo, perci non dovremmo mai crearci delle idee mentali di mali immaginari e tanto mento ospitare dei pensieri negativi.

I pensieri che vanno accolti e quelli che vanno respinti (4)


I pensieri che sono nella nostra mente, a volte sono pensieri vagabondi; sono pensieri di altre persone che sono entrati nella nostra mente perch hanno trovato la porta aperta. Chiudete le porte agli ospiti indesiderabili. Se qualcuno entrasse furtivamente, mettetelo subito alla porta, ma senza violenza. Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenit e del vostro progresso. Cacciateli senza piet e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrr nella vostra vita in poco tempo. Non permettete a pensieri malevoli e distruttivi di entrare in voi. Tenete la vostra mente libera da tali veleni psichici che finirebbero fatalmente d'intossicare tutta la vostra vita. Siate pronti a difendervi da questi nemici della vostra salute psichica e morale.

Noi siamo quello che pensiamo di essere (5)


Coloro che si sono occupati dei meccanismi che governano la mente, sono tutti d'accordo sul fatto che ogni azione necessariamente il prodotto di un pensiero anteriore. Le negativit entrano in noi soltanto nella misura della nostra incapacit di padroneggiare i nostri pensieri. Saper dominare i propri pensieri una grande arte che s'impara con pazienza e perseveranza. Noi siamo oggi quello che abbiamo pensato ieri e saremo domani ci che pensiamo oggi. La nostra vita tessuta dai fili dei nostri pensieri: ci accade sempre quello che noi siamo convinti che ci accadr. Per la Legge di causa e di effetto, il risultato di ci che pensiamo o facciamo matura gradualmente. Se dovesse maturare tutt'insieme, ne saremmo sopraffatti. Quando siamo turbati che cosa turbato in noi? E' sempre la mente che turbata: se essa fosse serena ed in pace anche noi saremmo tranquilli. Come proteggiamo le nostre case dai ladri, dobbiamo imparare a proteggerci dai pensieri negativi che creano solo dei danni. Dobbiamo cacciarli dalla nostra mente o, meglio ancora, neutralizzarli con un pensiero positivo (preghiera o altro).

I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici (4)


Sono da rifiutare quei pensieri distruttivi che suggeriscono debolezza, malattia, disgrazia, insuccesso, povert o peggio ancora odii, invidie, rancori e simili. I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici. Evitateli, come evitereste un ladro, perch vi tolgono la pace, l'armonia e la serenit.

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Chi avesse tendenza a guardare ed a pensare al lato negativo delle cose, deve correggere questa malaugurata abitudine, perch attira a s i mali che guarda, che pensa, che teme. Si racconta che in un bar di paese due vecchietti stavano di fronte ad una bottiglia di vino piena solo a met. Uno dei due disse tristemente: "Che peccato ci rimasta solo mezza bottiglia", l'altro invece, esclam con gioia: "Che bellezza, abbiamo ancora mezza bottiglia da bere!". E voi cosa avreste detto in tale situazione? L'abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realt di ogni momento e considerandola come una verit eterna, un meraviglioso tonico che vi dar la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata.

Cosa accade se detestate una persona? (6)


Immaginate di detestare una persona fino a desiderare ogni giorno di assassinarla; sebbene non lo facciate perch non osereste, i vostri pensieri di morte rischiano seriamente di realizzarsi, poich vi sar qualche altro individuo nel mondo che, possedendo una struttura affine alle vostre disposizioni, capter il vostro pensiero per la legge di affinit, e sar costui che commetter in qualche luogo un crimine di cui, senza saperlo, siete stato voi la causa. Quanta gente commette delle azioni spaventose e poi dice: "Non so come abbia potuto farlo, non avevo mai pensato a ci, ho obbedito a un impulso che era pi forte di me!": sono stupiti loro stessi e non riescono a capacitarsi di quanto abbiano potuto commettere. Ebbene, avviene che, a loro insaputa, siano stati influenzati. Naturalmente, quanto vi indico per i pensieri vale nella stessa misura anche per i sentimenti. Come il pensiero, anche il sentimento una forza che dall'uomo per andare nello spazio a generare il bene o il male. Impegnatevi dunque con determinazione a proiettare solo pensieri e sentimenti che abbiano le conseguenze pi benefiche. Quando sentite di non avere pi il controllo della situazione o che vi lasciate andare a degli impulsi negativi, dovete reagire prontamente e cercare di dare ai vostri pensieri un'altra direzione. Se non siete coscienti, se coltivate pensieri cattivi senza nemmeno prestarvi attenzione, essi andranno a lavorare a danno vostro. E' detto nei Vangeli: "Siate vigili!". Ci vuol dire vigili su tutto ci che accade in noi, e non per ci che pu giungere dall'esterno. Dall'esterno non rischiamo grandi cose, non necessario essere sempre all'erta per sorvegliare chi potrebbe colpirci all'angolo di una strada. "Siate vigili"... E' lo spirito, la coscienza che devono essere vigili. Questo consiglio riguarda la vita interiore molto pi della vita esteriore.

Imparare a pensare bene (7)


Il primo impegno, per chi vuol vivere bene, imparare a pensare bene, chiaramente, nettamente. Questa l'arte pi importante che uomo possa apprendere per se stesso e per coloro che lo circondano. Se riflettessimo sui benefici che derivano dal retto pensare e sui gravi danni del pensare distorto, metteremmo certamente un grande cura per disciplinare la nostra mente. Pensar bene f onte di salute e di serenit, benefici inestimabili nella vita che conduciamo su questo nostro pianeta. Pensar bene significa irradiare pensieri di amore e di luce verso tutte le persone e tutte le cose, a chi vicino ed anche a chi lontano, l'energia del pensiero non conosce i limiti dello spazio. 113 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Come sostituire i pensieri negativi con altri positivi


E' necessario che ci esercitiamo ogni giorno al fine di diventare capaci di sostituire i pensieri negativi con altri opposti, costruttivi, positivi, elevati, sereni. Per facilitare questa sostituzione dovremmo prendere la bella abitudine di scrivere su un quadernetto tutte le massime, i pensieri, le preghiere o altro che ci colpiscano per la loro bellezza od il loro contenuto spirituale. La qualit dei pensieri determina la qualit della nostra vita. Nessuno pu vivere bene, nel vero senso della parola, se i suoi pensieri non sono elevati e luminosi. Una mente piena di pensieri buoni offre una vita sana, gioiosa ed ottimista.

La sofferenza ha sempre uno scopo da perseguire (4)


Pensate che tutto quello che vi accade, anche se al momento vi fa soffrire, quanto di meglio vi possa accadere, perch diretto dalla Saggezza Cosmica che vede anche ci che l'uomo troppo spesso non comprende. Anche le cose spiacevoli, che considerate "negative", hanno uno scopo ben preciso: servono a chiudere i conti che avete aperto nel passato oppure a crescere forti in qualche virt, con la comprensione, la pazienza, il coraggio, l'indipendenza e cos via... I pensieri sereni, costruttivi, sono di per s un rimedio a un gran numero di mali come le idee nere, malinconiche. L'ottimismo da solo l'antidoto delle peggiori malattie mentali. Il pessimismo, invece, solo procuratore di disgrazie, malattie e miseria. Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenit e del vostro progresso. Cacciateli senza piet e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrr nella vostra vita in poco tempo. L'abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realt di ogni momento e considerandola come una verit eterna, un meraviglioso tonico che vi dar la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata. Lavorate a difendere idee sane, di fede, di speranza, di amore. Date fiducia agli uomini depressi e avviliti. Chi irradia pensieri gioiosi, sereni, ottimisti, incoraggianti, spande luce di sole ovunque passa; un potente aiuto che alleggerisce il peso della vita a tanti, curando le piaghe e confortando gli scoraggiati... Conservate l'amore per tutti gli uomini e per tutte le cose, ma difendetevi vigorosamente contro le aggressioni dei pensieri negativi che renderebbero infelice tutta la vostra vita.

Un pensiero del maestro Omraam Mikhael Aivanhov (8)


La potenza pi grande che Dio potesse concedere stata donata alla Spirito. E poich ogni pensiero, creatura dello Spirito, impregnato di tale potenza, naturale che essa agisca. Sulla base di questa conoscenza ognuno di voi potr diventare un benefattore dell'umanit: attraverso lo spazio fino nei mondi pi lontani, potr inviare i propri pensieri come messaggieri, come creature luminose, che si incaricheranno di aiutare gli esseri, di consolarli, di illuminarli e di guarirli.

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Colui che compie coscientemente questo lavoro penetra a poco a poco negli arcani della creazione divina.

Conclusione di Annie Besant (9)


Noi, dunque, possiamo imparare ad utilizzare le grandi forze che giacciono nell'intimo di noi tutti, e ad utilizzarle in vista del miglior risultato possibile. Con l'impiegarle si svilupperanno, ed infine, con sorpresa e gioia, scopriremo qual grande potere di servigio si possieda. Si rammenti che questi poteri gi li stiamo usando di continuo, inconsciamente e spasmodicamente e debolmente, influenzando sempre in bene o in male tutto ci che fiancheggia il sentiero della nostra vita. Qui s' tentato di indurre il lettore ad utilizzare le medesime forze coscientemente, fermamente e vigorosamente. Noi non possiamo esimerci dal pensare in qualche misura, per quanto possano poi esser fragili le correnti-pensiero che generiamo; che con esse andiamo ad influenzare quel che ci circonda, lo si voglia o non lo si voglia, e la sola questione su cui si deve decidere se lo faremo beneficamente o nocivamente, debolmente o vigorosamente, trascinati dalla corrente o per deliberato proposito. Noi non possiamo impedire che i pensieri degli altri vengano a contatto del nostro corpo mentale; possiamo solo fare la scelta tra quelli che riceveremo e quelli che respingeremo. Necessariamente influenziamo e siamo influenzati; ma possiamo influenzare gli altri in senso benefico o dannoso, possiamo essere influenzati dal bene o dal male. Su questo dobbiamo fare la nostra scelta, una scelta ponderosa per noi stessi e per il mondo: Scegli bene, perch la tua scelta, pur breve, ha un valore infinito. Pace a tutti gli esseri.

Informazione
Si avvertono i lettori che il programma di eserci pratici per il controllo mentale sviluppato nelle lettere "Parte Pratica" N. 17, 18, 19 e 20.

Riferimenti Bibliografici
1) Omraam Mikhael Aivanhov, Potenze del pensiero, pagg. 64-66 Edizioni Prosveta, 1986. 2) Omraam Mikhael Aivanhov, Potenze del pensiero, pagg. 72-74 Edizioni Prosveta, 1986. 3) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pag. 73, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992. 4) ispirato a I prodigi del pensiero positivo, di Amadeus Voldben, pagg. 76-77, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992. 5) ispirato a I prodigi del pensiero positivo, di Amadeus Voldben, pagg. 73-74, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.

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6) Omraam Mikhael Aivanhov, Potenze del pensiero, pagg. 66, Edizioni Prosveta, 1986. 7) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pagg. 72-73, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992. 8) Omraam Mikhael Aivanhov, Potenze del pensiero, retro di copertina, Edizioni Prosveta, 1986. 9) Annie Besant, Il potere del pensiero, pag. 112, Edizioni Adyar, Settimo Vittone, Torino.

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La Pace della Mente - 19

PENSIAMO VERAMENTE IN MODO POSITIVO?

Credete di vivere... o vivete in modo positivo? (1)


Alcuni credono di vivere in modo positivo. Dicono, per esempio: "Voglio bene al mio prossimo, mi caro. Vado d'accordo, anzi sono in completa armonia con mio fratello, con mia sorella, mia moglie, mio marito, i miei colleghi e le mie colleghe di lavoro." Ma, veramente cos? Se non esaminiamo il mondo dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni, crediamo spesso che ci che diciamo sia positivo. I pensieri e le sensazioni che si trovano pi in profondit mostrano invece che ci inganniamo. Le nostre parole apparentemente positive non hanno in realt niente a che fare con un atteggiamento positivo nei confronti della vita, perch i nostri pensieri e le nostre sensazioni sono contro il nostro prossimo. In tal modo non possiamo fare quasi nulla di positivo e nemmeno utilizzare le forze positive dentro di noi. Se pensiamo solo a noi stessi, se abbiamo in mente solo il nostro bene, il nostro benessere, il nostro profitto e il nostro vantaggio; se siamo, quindi, egocentrici, allora il nostro modo di pensare e di agire negativo, ossia contrario al divino. Rendiamoci conto quindi che ogni pensiero che non a favore del nostro prossimo, contro di lui ed quindi rivolto anche contro Dio.

Un esame per conoscersi meglio (2)


La vita un continuo rifare noi stessi finch sapremo come vivere.... L'autoconoscenza un passo fondamentale per dare un nuovo corso alla nostra vita; essa costituisce il primo passo sulla via verso la guarigione interiore. Di seguito elenchiamo alcune domande che possono contribuire a conoscere meglio il nostro carattere. Esame: - Di cosa ho paura (morte, malattie, violenza, polizia, autorit, disoccupazione, povert, ecc.)? - In che misura agiamo in modo dominante o assillante, anche legando i miei simili? (ricordi il "persecutore" dell'Analisi Transazionale visto pi sopra?). - Tendo a dare la colpa ai miei genitori per qualcosa che accaduto nella mia infanzia o nell'adolescenza? - Sono forse risentito perch il mio partner non mi d tutto l'amore che desidero, ma che non ci pu dare perch non lo possiede neppure lui? - Cerco di legare altre persone a me usando la mia capacit di persuasione? - Sono gelosi di qualcuno? - Mi sono reso dipendente o indipendente dall'amore o dall'affetto di altri? - Di chi non ho fiducia? 117 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

- Chi odio? - Quanto sono orgoglioso? - Quanto sono arrogante? - Quanto sono vanitoso? - Quanto sono generoso in modo disinteressato? - Tendo a criticare o denigriamo delle persone? Chi? - Cerco di mettermi in mostra? - Nutro ancora sentimenti e pensieri di vendetta verso chi penso mi abbia offeso o ferito? Tutte queste domande indicano dei modi di comportarsi degli esseri umani, esse ci mostrano il nostro stesso comportamento. Dopo aver fatto l'esame dovremmo perci decidere di cambiare ci che ca cambiato perch, alla fine, un comportamento non corretto, cos come il pensare negativo, ricade alla fine su noi stessi e ci pu portare malattie o problemi mentali come disperazione, confusione, ansia, paura, depressione ed altro ancora.

Cinque semplici punti per vivere ora (3)


A tutti coloro che cercano la felicit possiamo dire che la felicit pu essere ottenuta per mezzo della Legge di causa ed effetto. Questa Legge sempre in azione e ci riporta indietro le energie che abbiamo generato sui vari livelli, ovvero: Sul piano Spirituale: Le aspirazioni portano gli ideali Sul piano Mentale: Gli apprezzamenti portano l'ispirazione Le critiche portano le noie Sul piano Emozionale: La simpatia porta la gioia. Il risentimento e le antipatie portano i dispiaceri Sul piano Fisico: Gli atti benevoli portano il benessere. Gli atti dannosi portano il dolore. Il controllo di s stessi perci il segreto per creare armonia ORA.

L'importanza di essere indipendenti (4)


Ricordate che il primo requisito per riuscire a realizzarsi nella vita quello di essere soli, perch soltanto cos imparerete ad essere liberi. Non vi dovete identificare con gli altri, sia criticando oppure seguendo gli altri, perch facendo in questo modo limitate la vostra libert e vi immiserite. Dovete essere coscienti che lo Spirito che fluisce in voi, e in tutto ci che vive, imperituro e onnipotente. Liberatevi dell'autorit dei maestri, di societ esclusive o segrete, e dei misteri dove non ci sono misteri, perch non esistono misteri nell'insegnamento esoterico.

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I Maestri dell'et dell'Acquario non raccolgono seguaci attorno a s, non pretendono lealt e obbedienza, non chiudono la loro porta agli altri aspetti della verit, come stato fatto nel passato, per le particolari esigenze esistenziali di quei tempi. Se qualcuno insegna, lo fa' considerando se stesso come il primo studente.

COME TRATTARE GLI ALTRI Evitate di condannare chi ha torto (5)


E' molto meglio vivere bene e avere torto che non vivere male ed aver ragione. Louis Hay Ricordate che il vostro interlocutore pu anche avere torto marcio, ma convinto del contrario. Non condannatelo per partito preso, tutti gli stupidi ne sarebbero capaci. Cercate di capirlo. Solo le persone sagge, tolleranti e fuori del comune ci riescono. C' sempre un motivo se gli altri si comportano in un certo modo. Scovate questo motivo e avrete in mano la chiave del loro comportamento, per non dire addirittura della loro personalit. Cercate onestamente di mettervi nei panni del vostro interlocutore. Chiedetevi: "Se fossi nei panni di questo qui, come mi sentirei? Come reagirei?" ed eviterete di sprecare tempo e di arrabbiarvi per nulla, perch "interessandosi alla causa, si avverte minore avversione per l'effetto ad essa collegato". Inoltre diventerete sempre pi abili nel campo delle relazioni umane. "Fermatevi un attimo," consiglia Kenneth M. Goode nel suo libro How to Turn People Into Gold (Come mutare le persone in oro), "e paragonate l'interesse che nutrite per i vostri affari con quello che avete nei confronti di quelli degli altri". Cos facendo capirete che chiunque altro al mondo si comporta esattamente come voi; in effetti il successo nei rapporti interpersonali dipende dalla capacit di vedere le cose dal punto di vista altrui." Sam Douglas di Hempstead, New York, diceva sempre alla moglie che lei sprecava troppo tempo a lavorare nel prato di casa, a strappare erbacce, mettere il fertilizzante, tagliare l'erba due volte la settimana, mentre le condizioni del prato sarebbero state accettabilissime anche se la donna ci avesse impiegato meno ore e meno energie. Ovviamente lei prendeva malissimo le critiche del marito e ogni sera era una discussione. Dopo aver seguito i nostri corsi Douglas si rese conto di essere stato uno stupido. Non si era mai reso conto che a sua moglie piaceva occuparsi del prato e che si aspettava magari dei complimenti per tanta diligenza. Una sera la moglie disse che voleva uscire a strappare delle erbacce e gli chiese di tenerle compagnia. Lui prima disse di no, poi ci ripens e la segu fuori a strappare le erbacce. Lei era tutta contenta, e cos passarono un'ora a lavorare duramente e a conversare allegri. In seguito Douglas la aiut parecchie altre volte col prato e cominci a lodare la bellezza di quell'erba che lei era riuscita a far spuntare da una terra peggiore del 119 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

cemento. Risultato: la moglie era felicissima perch finalmente lui aveva imparato a vedere le cose anche dal punto di vista di lei - anche se la cosa riguardava solo le erbacce.

La critica ed il pettegolezzi sono distruttivi (6)


Ognuno di noi dovrebbe osservare ogni cosa e persona in modo metodico e trarne delle conclusioni allo scopo di coltivare la facolt del ragionamento logico. La logica la miglior maestra nel Mondo Fisico, come la p i sicura guida in qualsiasi mondo. Praticando questo metodo di osservazione, si dovrebbe sempre ricordare che esso impiegato unicamente per raccogliere dei fatti e non a scopo di critica, tanto meno di critica superficiale e malevola. La critica costruttiva che sottolinea i difetti e indica i mezzi per correggerli, la base del progresso; ma la critica distruttiva che demolisce vandalicamente tanto il buono che il cattivo senza mirare ad un pi alto fine, una piaga del carattere e deve essere sradicata. Il pettegolezzo e l'ozioso riportare i fatti altrui sono ostacoli e impedimenti. Certo non si richiede che noi affermiamo che il nero bianco, e che si giustifichino azioni manifestamente cattive; ma la critica dovrebbe essere fatta allo scopo di aiutare, e non per offuscare alla leggera la reputazione del nostro prossimo del quale abbiamo sorpreso una piccola colpa. Ricordando la parabola della pagliuzza e della trave, dovremmo rivolgere la nostra critica pi severa verso noi stessi. Nessuno cos perfetto da non aver bisogno di migliorarsi. Pi un uomo irreprensibile, meno egli propenso a trovare difetti in un altro ed a scagliare la prima pietra contro di lui. Se indichiamo le manchevolezze e suggeriamo i modi di miglioramento ci deve esser fatto senza risentimento personale. Dobbiamo sempre cercare il bene che celato in ogni cosa. Il coltivare questo atteggiamento di discriminazione di particolare importanza.

Mostrate agli altri che apprezzate le loro idee (7)


Il saggio impara molte cose dai suoi nemici. Aristofane Nel suo libro Getting Through to People (Creare buone relazioni con gli altri), il dottor Gerald S. Nirenberg commenta: "Nella conversazione, l'accordo si raggiunge immediatamente se mostrate di considerare le idee e i sentimenti dell'altro altrettanto importanti dei vostri. Cominciate a parlare dando all'altro la possibilit di guidare il dialogo nella direzione voluta, e date pi importanza a quello che sentite anzich a quello che dite, e accettando il punto di vista dell'interlocutore indurrete l'altro a mostrarsi altrettanto aperto quando si trover ad ascoltare le vostre opinioni." Vedere le cose dal punto di vista altrui facilita molto in caso di problemi personali... Domani, prima di chiedere a qualcuno di fare qualcosa, perch non provate a chiudere un attimo gli occhi e a mettervi nei panni dell'altro? Provate a chiedervi: "Perch costui (o costei) dovrebbe darmi retta?" Si, ci perderete un

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attimo di tempo, ma eviterete di farvi dei nemici e otterrete risultati ottimi, senza bisogno di lottare come disperati. "Preferirei andar su e gi per il marciapiede di fronte due ore prima di un colloquio, dice Dean Donham dell'Harvard Business School, piuttosto che entrare in un ufficio senza avere un'idea chiara di quello che io dovr dire e di quello che il mio interlocutore, per quanto ne posso sapere io, vorrebbe sentirsi chiedere." E' un concetto estremamente importante che dovreste tenere sempre presente.

Otto principi basilari (7)


Parlare il modo di esprimere se stessi agli altri. Ascoltare il modo di accogliere gli altri in se stessi. Wen-Tzu PRINCIPIO 1: Siate prodighi si apprezzamenti onesti e sinceri. PRINCIPIO 2: Richiamate l'attenzione degli altri sui loro errori in maniera indiretta. PRINCIPIO 3: Parlate dei vostri errori prima di sottolineare quelli altrui. PRINCIPIO 4: Fate in modo che l'altra persona ne esca salvandosi la faccia e al reputazione. PRINCIPIO 5: Lodate ogni pi piccolo progresso. Siate generosi con le approvazioni e con le lodi. PRINCIPIO 6: Fate in modo che la persona veda un suo interesse nel fare quello che gli suggerite. PRINCIPIO 7: Date agli altri la sensazione che siano stati loro per primi ad avere l'idea giusta. PRINCIPIO 8: Cercate onestamente di vedere le cose dal punto di vista del vostro interlocutore.

Un semplice decalogo per fare di vostro figlio un delinquente


1. Fin dall'infanzia date al bambino tutto quello che vuole. Cos crescer convinto che il mondo abbia l'obbligo di mantenerlo. 2. Se impara una parolaccia, ridetene. Creder d'essere divertente. 3. Non dategli alcuna educazione spirituale. Aspettate che abbia 21 anni e lasciate che allora "decida da s". 4. Mettete in ordine tutto quello che lui lascia in giro: libri, scarpe, abiti. Fate voi quello che dovrebbe far lui in modo che s'abitui a scaricare sugli altri tutte le responsabilit. 5. Litigate spesso in sua presenza. Cos non si stupir troppo se a un certo momento vedr disgregarsi la famiglia. 6. Date al ragazzo tutto il denaro da spendere che vi chiede. Non lasciate mai che se lo guadagni. Perch dovrebbe faticare per avere quel che vuole, come avete fatto voi? 7. Soddisfate ogni suo desiderio per il mangiare, il bere e le comodit. Negargli qualche cosa potrebbe dargli pericolosi "complessi". 121 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

8. Prendete le sue parti contro i vicini di casa, gli insegnanti, gli agenti di polizia. Sono tutti prevenuti verso vostro figlio. 9. Quando si mette in un guaio serio, scusatevi con voi stessi dicendo: "Non sono mai riuscito a farlo rigar dritto". 10. Preparatevi a una vita d'amarezze. Non vi mancheranno.

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Informazione
Si avvertono i lettori che il programma di eserci pratici per il controllo mentale sviluppato nelle lettere "Parte Pratica" N. 17, 18, 19 e 20.

Riferimenti bibliografici
1) Tu stesso sei la tua malattia e la tua salute, Edizioni di Vita Universale. 2) Ibid., 3) Joseph Pang Wai, La felicit per voi ora, Edizioni l'Et dell'Acquario. 4) Messaggio del Maestro Diwhal Khul (il Tibetano). 5) Dale Carnege, Come trattare gli altri e farseli amici, Bompiani Editore. 6) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR). 7) Dale Carnege, Come trattare gli altri e farseli amici, Bompiani Editore.

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La Pace della Mente - 20

L'IMPORTANZA DI UNA PROSPETTIVA SPIRITUALE


Durante gli ultimi 30 anni mi hanno consultato molte persone provenienti da tutte le parti del mondo... E tra i miei pazienti degli ultimi 35 anni io non ne ho trovato uno i cui problemi, in fondo, non fossero altro che la ricerca di una prospettiva religiosa della vita... E furono curati quando riguadagnarono tale prospettiva. C. G. Jung (1932)

Ognuno di noi perfetto nella mente di Dio (1)


Nella Bibbia sta scritto che il Divino Architetto cre l'uomo a sua immagine e somiglianza. Essendo Dio puro spirito appare chiaro che l'uomo che Dio ha creato NON E' certamente l'uomo che noi vediamo intorno a noi bens un uomo spirituale, sottile e invisibile: una particella di coscienza individualizzata nella mente cosmica di Dio. Cos, come ogni cosa che l'uomo ha creato, prima di essere creata ha dovuto essere ideata e progettata, cos il divino Architetto, nella sua mente, ha ideato ognuno di noi ed il nostro progetto; un progetto perfetto e senza alcuna disarmonia. Provata a pensare ad una diapositiva con un'immagine perfetta proiettata da un proiettore con la lente sporca o non messa a fuoco. La perfezione dell'immagine originale andr perduta e sullo schermo apparir una figura distorta o deformata. I pensieri sbagliati sono come la lente sporca o non messa a fuoco; sono essi a precludere la manifestazione terrena della nostra perfetta immagine-pensiero nella mente di Dio. Coprendo parzialmente la luce proveniente dal proiettore, possibile far apparire sullo schermo la figura di un uomo senza una mano, e si pu far riapparire la mano lasciando che la luce scorra liberamente. Analogamente, le malattie che appaiono nel corpo fisico non sono che un'ostruzione all'energia vitale, generata dall'erroneo comportamento e pensiero dell'uomo. Purtroppo l'umanit erede di errori accumulati nel corso di innumerevoli vite, ha vissuto con pensieri imperfetti ed ora si abituata all'imperfezione. L'amputazione di una mano in un incidente d'auto, non pi reale di quella della mano dell'uomo sullo schermo, visto nell'esempio precedente. Attualmente l'uomo, a meno che non sia un Essere altamente evoluto (per esempio Ges di Nazareth), non ancora in grado di correggere la distorsione che si verificata nella proiezione della diapositiva o progetto divino. Dio, mediante le diapositive perfette di ogni creatura da Lui ideata, e l'energia cosmica da Lui condensata, cerca di proiettare immagini perfette dell'uomo (fatto "a Sua immagine") e di tutte le creature in tutto l'Universo. Per ignoranza l'uomo si posto in disaccordo con la volont divina e cos impedisce che sulla Terra vengano proiettate in modo perfette le creazioni di Dio.

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Un blocco di ghiaccio solido, pesante, freddo e visibile. Se lo si lascia sciogliere, diventa liquido ed ancora visibile, bench in forma differente. Se lo si fa' attraversare da una corrente elettrica, diventa invisibile trasformandosi in idrogeno e ossigeno. Come un blocco di ghiaccio pu essere trasformato in gas invisibili, cos i gas possono essere ricondensati in liquido e quindi congelati in un blocco di ghiaccio uguale all'originale. Similmente, il nostro corpo fisico pu essere ridotto in liquidi e fatto evaporare in gas invisibili; per non saremmo pi in grado di ricreare dai gas il corpo nella sua forma originale. Noi non conosciamo ancora l'anello di congiunzione fra mente e corpo, spirito e materia. Quando, usando la volont, l'uomo raggiunger il supremo controllo dell'energia nel proprio corpo, sar in grado di sciogliere i blocchi energetici che costituiscono le sue malattie e godere di una perfetta salute.

Noi non siamo il nostro corpo (2)


Gli scienziati ci insegnano che il nostro Universo si regge su leggi matematiche e pertanto assai precise. E' perci impensabile che nel progetto di Dio, visto come Creatore, esista la sofferenza o qualcosa che non abbia uno scopo ben preciso. Pi sopra, il maestro Paramansa Yogananda, propone un'idea per cui l'uomo appare come un progetto perfetto nella mente di Dio; progetto che appare per deformato sulla scena del mondo. Pertanto un grande errore quello di considerarci non come esseri spirituali, sani e perfetti nella mente di Dio, ma come un insieme di organi che, ad essere ottimisti, dura qualche decennio e non di pi.

Il dramma dell'Anima in esilio (3)


Possiamo considerare le ripetute incarnazioni dell'anima divina nei mondi della manifestazione esteriore come un'attivit particolare dello spirito umano per lo scopo specifico di acquistare quella conoscenza, che in tal modo soltanto pu essere ottenuta. Con questa immissione della coscienza divina nei tre corpi, il corpo fisico, astrale e mentale, avviene la tragedia, la vera caduta nella materia, che la causa di ogni susseguente sofferenza nel pellegrinaggio dell'anima. Infatti, nel processo di rinchiudere una parte della sua coscienza nei tre corpi, questa parte si identifica con i corpi stessi, ed in questa identificazione si illude di essere quei corpi che invece dovrebbero essere i suoi servitori. Con questa sensazione la coscienza incarnata non condivide pi la coscienza universale e divina, ma condivide la separatezza dei corpi e si crede un'entit separata dagli altri esseri: la personalit. E' l'antica storia di Narciso, il quale vedendosi il volto rispecchiato dalla superficie dell'acqua della fonte, vuole abbracciare l'immagine e cos facendo annega. Cos la coscienza incarnata annega nell'oceano della materia, e nella sua identificazione con il corpo fisico, rimane segregata dalla coscienza universale, e non si conosce pi per ci che ve ramente: un figlio di Dio. Allora incomincia l'infinita tragedia dell'anima in esilio. Essa dimentica il proprio retaggio divino e si degrada per la sua incosciente sottomissione a quei corpi che dovrebbero essere i suoi fedeli strumenti. E' questo il vecchio mito gnostico di Sofia, l'anima divina, che vive in esilio fra ladroni e malfattori i quali, abusando di lei, la 125 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

umiliano sin quando viene redenta da Cristo e pu far ritorno alla sua divina dimora. Pu esservi una tragedia pi grande e una peggior degradazione di quella per cui l'anima divina, membro della pi alta Nobilt (la Nobilt della Divinit medesima), si assoggetta all'umiliazione e indegnit di un'esistenza in cui, dimenticato il suo alto rango, si permette di essere asservita alla materia? Allorch ci capita di vedere degli individui nei loro momenti peggiori, repellenti nei loro odi, rozzi e brutali, disarmonici in quanto estraniati dalla natura, oppure sciocchi e superficiali, noi assistiamo a questo dramma dell'esilio dell'anima, e siamo acutamente consci della degradazione sofferta dalla scintilla divina in ciascuno di loro.

La necessit di mutare atteggiamento (3)


Cos adunque la nostra coscienza di essere due parti separate: una spirituale ed una materiale, basata solo sull'ignoranza. Noi non siamo due, ma uno: siamo la parte spirituale e null'altro. Il suo mondo il nostro mondo, la sua vita la nostra vita. La sorgente dell'inganno nasce dal fatto che, quando noi caliamo la nostra coscienza divina nel corpo fisico, astrale e mentale (attraverso cui dobbiamo acquistare una determinata esperienza), ci identifichiamo con questi corpi e dimentichiamo quello che siamo veramente. Allora la coscienza imprigionata, fatta schiava dei tre corpi, segue i loro desideri; ed ecco quello che noi chiamiamo "personalit". Quindi, fra la parte divina e la personalit, inizia una lotta dolorosa: la nostra vera crocifissione. Eppure, gran parte di questa sofferenza dovuta alla nostra ignoranza e cessa quando noi ci rendiamo conto della nostra vera natura; il che per significa un cambiamento completo di atteggiamento. Per cominciare, dovremmo comprendere quanto sia falso il nostro concetto della dualit della nostra natura. Noi parliamo sempre dell'anima, dello spirito, dell'Io superiore, dell'Ego (o qualunque altro nome diamo alla nostra natura superiore) come di qualche cosa o di qualcuno che sta sopra di noi, mentre noi, la natura inferiore, abitiamo pi in basso. Ed allora facciamo sforzi incredibili per raggiungere quello che sta "in alto" nel tentativo di conquistare qualche cosa di essenzialmente estraneo a noi stessi, e perci arduo ad ottenersi. Cos parliamo spesso del "tremendo sforzo" richiesto per raggiungere la parte divina in noi; altre volte parliamo dell'ispirazione o della conoscenza, della forza spirituale o dell'amore, come se fossero "doni" che scendano a noi da questa "parte divina". In tutti questi casi commettiamo l'errore fondamentale di identificarci con ci che non siamo, e affrontiamo il problema con un atteggiamento sbagliato in partenza. La prima condizione di successo spirituale l'assoluta certezza che noi siamo uno spirito che vive in un corpo; la seconda condizione, non meno importante ed essenziale della prima, la fiducia nei nostri poteri come esseri spirituali ed il coraggio di usarne liberamente. Invece di considerare naturale e normale il nostro stato abituale di coscienza, e guardare l'Ego dal basso come un essere eccelso che si debba raggiungere, con uno sforzo continuo e tremendo, dobbiamo cominciare dal considerare il nostro abituale stato di coscienza come anormale e innaturale, e la

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vita dello spirito come la nostra vera vita, dalla quale solo noi, con uno sforzo continuo ci teniamo divisi e lontani.

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Tutti i nostri problemi nascono dal fatto che... (2)


Tutti i nostri problemi nascono proprio dal fatto che abbiamo dimenticato la nostra divina eredit e siamo convinti di essere un corpo pi o meno bello secondo i canoni attualmente vigenti. Pensate ad un burattinaio che sta muovendo un burattino restando sul suo balconcino; di certo non si vergogna se il suo burattino nudo o prova paura se la sua esistenza viene messa in pericolo. Ricordate Adamo ed Eva nel giardino terrestre? Erano nudi, non avevano vergogna e tantomeno paura. Cosa accadrebbe se il burattinaio entrasse nel burattino per muoverlo pi facilmente? Si vergognerebbe immediatamente della nudit ed inizierebbe a provare paura per tutti i pericoli che l'ambiente esterno gli potrebbe presentare. Questo quanto accaduto ad Adamo ed Eva, ovvero l'umanit di tante migliaia di anni fa'. Anzich continuare ad usare il loro corpo fisico come uno strumento di lavoro, ci sono entrati dentro ed hanno cominciato a dire "Io sono Mario", "io sono Luigi", e cos via. Non vi ho convinto? Bene provata a pensare al modo in cui usate il verso essere ed avere. Vi rendete conto che per ogni parte del vostro corpo usate il verbo avere (io ho un braccio, io ho una testa, ecc.) e poi mettete insieme le parti che avete e per le parti tutte unite usate forse il verbo essere (io sono Mario, ecc.)? Dire "Io sono Mario, Luigi, ecc.", un grande errore, sia grammaticale che esistenziale. Se volete veramente risolvere i vostri problemi incominciate a considerare il vostro corpo come un meraviglioso strumento da utilizzare giusto per l'arco di una vita. Quando non sar pi efficiente (perch vecchio o malato) lo lascerete e sarete pi vivi di prima. Abbiamo visto infatti come i defunti vivano in un corpo sottile che i viventi non riescono a vedere (vedi lettera "La Luce dell'Anima" n. 19). Sapete perch le macchine parcheggiate non si muovono? Perch coloro che le facevano muovere ne sono usciti e sono andati a fare i loro affari. Sapete perch i corpi in un cimitero non si muovono pi? Perch le anime (dal verbo animare = dar vita) di coloro che vi erano dentro ne sono uscite e stanno facendo altre cose.

Lo spirito ha bisogno di un buon strumento (4)


Non sono la nostra anima ed il nostro spirito ad aver bisogno di evolvere, ma gli strumenti fisici attraverso i quali si manifestano, e uno di questi strumenti privilegiati evidentemente il cervello. Quando si incontra un minorato mentale, bisogna sapere che non il suo spirito ad essere debole - il suo spirito forse quello di un grande saggio - bens il corpo materiale ed il cervello grazie al quale egli deve manifestarsi; il suo cervello, che rovinato. Date un violino con le corde allentate a un violinista: anche se fosse il pi grande violinista del mondo, non potrebbe suonare. Anche lo spirito un grande virtuoso, ma per suonare ha bisogno di un buon strumento.

Considera il tuo corpo come un grande amico (2)


Se vuoi cominciare a vivere veramente, senza paure od angosce dovute ai condizionamenti che ti hanno imposto gli educatori, i giornali, la radio e la 128 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

televisione, comincia a guardare nello specchio, e considerare colui che ci vedi riflesso non come te stesso ma come un tuo prezioso alleato, uno strumento che ti permette di fare molteplici esperienze altrimenti impossibili. E' solo per mezzo del tuo corpo che il tuo vero S, quello spirituale, pu sviluppare le qualit potenziali che Dio gli ha donato al momento della sua progettazione. Parla a colui che vedi riflesso, salutalo al mattino e chiedigli di aiutarti a combinare qualcosa di buono durante la giornata. Alla sera, prima di coricarti, salutalo di nuovo, sgridalo se ha sbagliato qualcosa ma fagli i complimenti se ha fatto qualcosa di buono. Ricorda che il corpo che abiti in questa vita quanto di meglio tu possa avere per fare le esperienze che ti servono. Anche se ha delle imperfezioni, per te rimane il migliore perch le stesse imperfezioni ti permettono di saldare i debiti del passato e sviluppare nella vita attuale la pazienza ed altre virt. Tutto ci che avrai imparato andr ad arricchire il tuo patrimonio spirituale e ti servir per partire in modo migliore nella vita futura.

Noi tutti siamo preziosi agli occhi di Dio (2)


Quando ci guardiamo allo specchio dobbiamo evitare di chiederci se siamo grassi, magri, belli, brutti, piacevoli o sgradevoli. Chiediamoci invece che cosa ci stiamo facendo con quel corpo. E' un corpo unico al mondo; unico perch Dio attraverso di noi ha deciso di fare cose uniche. Dio attraverso di noi pu parlare come pu farlo solo con la nostra voce, pu accarezzare come pu farlo solo con le nostre mani. Noi tutti siamo preziosissimi; siamo unici su cinque miliardi di esseri umani!

L'importanza del discernimento (5)


La scelta tra il bene ed il male non dovrebbe essere difficile, perch quelli che vogliono seguire il Maestro hanno deciso di fare il bene ad ogni costo. Ma il corpo e l'uomo sono due cose differenti, e ci che l'uomo vuole non sempre quello che il corpo desidera. Quando il tuo corpo desidera qualche cosa, sosta e rifletti se tu veramente desideri quella cosa. Perch tu sei parte di Dio, e vuoi soltanto quello che Iddio vuole; ma fa d'uopo che tu ricerchi nelle profondit del tuo essere per trovare Dio in te stesso, e per udire la Sua voce che la tua voce. Non confondere i tuoi corpi con te stesso, n il corpo fisico, n l'astrale, n il mentale. Ciascuno di questi pretender di essere il S, allo scopo di ottenere quanto desidera. Ma tu devi conoscerli tutti e conoscere te stesso quale loro padrone. Quando vi un lavoro da compiere il corpo fisico vuol riposare, andare a passeggio, mangiare o bere; e l'uomo che non sa dice tra s: "lo voglio fare queste cose e debbo farle". Ma il savio dice: "Questo che desidera non sono io, e bisogna che aspetti un poco". Sovente, quando si presenta l'occasione di aiutare qualcuno, il corpo suggerisce subito: "Quanta fatica sar per me, lasciamo che altri lo faccia". Ma l'uomo risponde al suo corpo: "Tu non mi ostacolerai nel compiere. un'opera buona". Il corpo un animale al tuo servizio: il destriero sul quale cavalchi. Perci trattalo bene e abbine cura; non strapazzarlo e nutrilo convenientemente, soltanto con cibi

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e bevande pure, e mantienilo sempre scrupolosamente pulito, libero dalla pi piccola macchia di sudiciume... Il corpo astrale ha i suoi desideri: desideri a profusione: vuole che tu vada in collera, che tu dica parole aspre, che tu sia geloso, avido di denaro, invidioso della roba altrui, che tu ti lasci sopraffare dallo sconforto. Esso desidera tutte queste cose, e molte altre ancora, non perch vuol farti del male, ma perch ama le vibrazioni violente e gli piace cambiarle continuamente. Ma tu non vuoi nulla di tutto questo, e perci devi discernere tra i tuoi bisogni e quelli del tuo corpo astrale. Il tuo corpo mentale desidera considerarsi orgogliosamente separato dagli altri, pensare molto a se stesso e poco al prossimo. Anche quando tu l'abbia distolto dagli interessi mondani, cercher ancora di essere egoisticamente calcolatore e di farti pensare al tuo progresso anzich al lavoro del Maestro ed all'aiuto da dare agli altri. Quando mediti, cercher di farti pensare alle molteplici cose che esso brama, anzich all'unica cosa che tu vuoi. Tu non sei questa mente, ma essa tua perch tu te ne serva; onde anche in questo necessario il discernimento. Vigila senza posa, altrimenti fallirai. Il cammino spirituale non conosce compromessi tra il bene ed il male. Fa ci che retto, a qualunque costo, ed astieniti dal fare il male, checch ne dicano o ne pensino gli ignoranti. Studia profondamente le leggi nascoste della Natura e, quando le hai conosciute, conforma ad esse la tua vita, esercitando sempre la ragione ed il buon senso. Distingui l'importante dal non importante. Saldo come una roccia quando si tratta di principi, cedi sempre nelle cose che non hanno importanza, perci cerca sempre di essere sempre affabile e dolce, ragionevole ed accondiscendente, lasciando agli altri la stessa piena libert che desideri per te stesso. Cerca di scorgere ci che merita di esser fatto, e ricordati che non devi giudicare dalla grandezza della cosa. Merita di pi fare una minuzia direttamente utile al lavoro del Maestro, che non una cosa pi grande che il mondo forse giudicherebbe buona. Devi distinguere non solo l'utile dall'inutile ma altres ci che pi utile da ci che meno utile. Cibare i poveri e opera buona, nobile ed utile; tuttavia cibare le anime pi nobile e pi utile che dar da mangiare ai corpi, ma solo quelli che hanno la conoscenza possono cibare le anime. Se possiedi la conoscenza tuo dovere aiutare altri a conseguire questo sapere. Per quanto saggio tu possa essere, molto ti resta da imparare su questo Sentiero, tanto infatti che anche in ci occorre discernimento, e bisogna che tu rifletta attentamente per ve dere che cosa vale la pena d'imparare. Ogni cognizione utile ed un giorno avrai tutto il sapere, ma fino a che ne possiedi solo parte, guarda che questa parte sia la pi utile. Dio Sapienza al pari di Amore, e quanto pi sai tanta pi parte di Lui puoi manifestare. Studia dunque, ma studia anzitutto ci che ti pu rendere meglio capace di aiutare gli altri. Persevera pazientemente nei tuoi studi, non allo scopo che gli uomini ti considerino erudito, e nemmeno per la felicit di essere savio, ma perch l'uomo savio soltanto pu saviamente aiutare. Per grande che sia il tuo desiderio di recare aiuto, se sei ignorante l'opera tua potr fare pi male che bene.

Informazione
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Si avvertono i lettori che il programma di eserci pratici per il controllo mentale sviluppato nelle lettere "Parte Pratica" N. 17, 18, 19 e 20.

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Riferimenti bibliografici
1) Paramansa Yogananda, L'eterna ricerca dell'uomo, Casa Editrice Astrolabio, Roma. 2) Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati. 3) Tratto da Dei in esilio, di J.J. Van Der Leeuw, pag. 20, Edizioni Alaya, 1951. 4) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, Edizioni Prosveta. 5) Brani tratti da Ai piedi del Maestro, di Alcione, pagg. 12-16, Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO).

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La Pace della Mente - 21

DIO E LE LEGGI UNIVERSALI (1) "Noi riconosciamo soltanto una legge nell'universo, la legge dell'armonia, del perfetto equilibrio". Koot Hoomi Dio, fondamentalmente, pu essere descritto come mente infinita. Egli stato il progettista ed il creatore dell'Universo, che ancor oggi sostiene con la sua volont. Certamente prima di aver tradotto la sua idea iniziale in realt dovr aver elaborato un piano di azione assai accurato; creare un Universo non certamente facile e molte leggi devono essere osservate affinch la creazione stessa possa essere compiuta e poi mantenuta nel tempo. Se pensiamo alle leggi che l'architetto deve osservare per la costruzione di un ponte o di un grattacielo, potremo farci una idea di quante e a quali leggi, il piano divino tuttora sottoposto. Da questo fatto scaturita l'idea che Dio fosse legge. Egli infatti l'originatore di tutte le leggi che reggono l'Universo; leggi che osserva Egli stesso perch in caso contrario il creato cesserebbe di esistere. E' ovvio che le leggi rispettate dal Creatore devono esserlo anche dalle sue creature; questo un fatto assai importante ma generalmente sottovalutato. I nostri problemi nascono infatti dalle trasgressioni alla legge che, creando una disarmonia, creano pure le condizioni affinch, prima o dopo, la rottura dell'equilibrio venga sistemata. Il fatto che l'uomo cerchi da sempre, ed in tutte le culture, di eliminare le malattie, dimostra chiaramente che esse non sono state create da Dio. Se fossero state create da Dio l'uomo non avrebbe mai avuto alcun successo nel combatterle ed avrebbe cessato di farlo dopo alcuni inutili tentativi; l'unica sua speranza sarebbe stata quella di pregare Dio affinch lo guarisse. Dio, alla fine della creazione, si guard intorno e constat che "tutto quello che aveva fatto era molto buono" (Gen, 1,31). Nella mente di Dio, infatti, ognuno di noi un "perfetto essere spirituale"; siamo come una diapositiva perfetta che, proiettata su uno schermo, pu apparire deformata per colpa del proiettore.

Cos' il destino? (2)


"Tu non sei un essere umano che sta vivendo un'esperienza spirituale. Tu sei un essere spirituale che sta vivendo un esperienza umana". Wayne W. Dyer Il destino il susseguirsi implacabile delle cause e delle conseguenze. Ma soltanto la vita biologica, istintiva deve sottostare assolutamente a lui. Tutti coloro che si identificano col corpo fisico, che hanno per scopo primario della vita la ricerca del piacere, delle comodit e dei beni materiali, non possono sfuggire alle Leggi del destino.

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Chi invece conscio di essere anzitutto uno spirito, e cerca di manifestare in ogni attivit il primato di esso, per lasciare sulla terra tracce di luce, d'amore, di nobilt d'animo, diviene sempre pi padrone del proprio destino. Perci chiaro, non vi molto da discutere e da porsi domande sulla libert: solo colui che si impegna ogni giorno nel considerarsi uno spirito che sta facendo esperienze terrene in un corpo di carne sfuggir all'influsso del destino e diventer veramente libero.

LA LEGGE DEL KARMA (1) ... La legge del Karma, infonde speranza per il futuro e rassegnazione per il passato. Fa comprendere agli uomini che le cose del mondo, le sue sfortune ed i suoi insuccessi, non intaccano la dignit dell'anima. Mario Ingaramo Tutti i disordini che affliggono l'uomo sono dovuti all'azione della "legge di causa ed effetto" detta anche "legge del Karma". Questa legge la stessa che noi conosciamo con il nome "legge di gravit" e supera il campo fisico per applicarsi a quello del comportamento. "Cos come tu semini raccoglierai; cos come tu misuri agli altri sar misurato a te, disse Ges di Nazareth, e la tua misura sar piena, scossa e traboccante". Quanto esposto chiarisce la famosa massima: "Le macine del Signore macinano lente... ma fino all'ultimo granello". La legge di causa ed effetto opera infatti affinch ognuno di noi abbia a raccogliere, vita dopo vita, ci che ha seminato. Dio legge e non punir mai coloro a cui ha donato la vita. Sono le trasgressioni alla legge che hanno creato la situazione attuale, in cui esistono la sofferenza, la miseria e malattie. Noi tutti, durante la nostra vita, abbiamo il libero arbitrio di accettare le cose brutte, come se fossero di "nostra competenza", oppure imprecando contro un Dio ingiusto e vendicativo. Difficolt, miserie e problemi sono infatti nostri e ci competono come risultato delle azioni compiute durante le nostre passate esistenze. Nella cultura orientale l'insieme di tali azioni, buone o cattive che siano, viene chiamato "karma individuale". Ogni conoscenza ed ogni esperienza rimangono per sempre, vita dopo vita, come possessi acquisiti, comprati e pagati. Questi possessi diciamo che sono acquisiti per "diritto di coscienza" e non possono n perdersi e tantomeno venire rubati. Nessuno, infatti, pu togliere a qualcuno l'intelligenza, il talento, le facolt e le conoscenze. Nel nostro essere vi una specie di registrazione dove, in essenza, vengono segnate tutte le cose acquisite. Il fatto ancor pi straordinario che tutto le cose che le esperienze ci hanno insegnato ad usare, sia esso un tavolo, le stoviglie, gli indumenti, i gioielli, il denaro, le coperte e perfino una scatola di fiammiferi, rimangono anch'esse registrate. Questa registrazione ci serve per portarle con noi vita dopo vita. Questi oggetti, o strumenti come li potremmo chiamare, appaiono nelle nostre vite, sia che noi li desideriamo oppure no, ed questo il motivo per cui alcune persone nascono nell'opulenza e altre nella miseria. Ognuno, infatti, nasce nella condizione 134 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

in cui ha meritato di nascere per diritto di coscienza. La legge di causa ed effetto si incarica di attrarre ad ognuno ci che gli compete ed il posto pi opportuno. Non c' ingiustizia nel piano della Verit. A questa legge si rifer il maestro Ges quando disse: "Non accumulate tesori sulla terra, dove la polvere li corrompe e dove i ladri minano e rubano, ma accumulate tesori nel cielo dove n la polvere danneggia, n la ruggine corrompe e neppure i ladri rubano e rovinano; perch dove sar il vostro tesoro l sar pure il vostro cuore" (Mt. 6,19-21).

Come funziona la legge del Karma (1)


E' Dio che ti ha creato, poi ti ha mantenuto, poi ti far morire, e di nuovo ti dar la vita. Sia gloria a Lui!. Il Corano La filosofia esoterica insegna che esiste una specie di archivio dove sono contenuti i progetti di tutte le cose. Tale archivio viene chiamato "Mondo degli archetipi" e non tangibile ai sensi in quanto costituito della stessa sostanza di cui sono composti i nostri pensieri. L'uomo, a sua insaputa, lavora nel mondo degli archetipi mediante i suoi pensieri abituali e le sue modalit di vita. In tal modo egli getta i semi per un roseo futuro o un raccolto di tribolazioni. Tale fatto non gli per facilmente comprensibile in quanto "getta i semi" in modo inconsapevole, cos come un sonnambulo pu causare dei danni di cui, al risveglio, non riuscir a capacitarsi. Si comprende allora l'avvertimento di san Giovanni Crisostomo quando dice: "Il primo convincimento da suscitare in noi il concetto che nessuno si danneggia se non da se stesso" ("Quod nemo laeditur nisi a seipeo", pag. 52/3). Anche Giobbe, nella Bibbia, afferma: "Ci di cui temo mi piomba addosso" (Gb, 3,25); altra indicazione di come le emozioni negative (in questo caso la paura) possono causare la realizzazione della situazione tanto temuta. Troviamo in quanto esposto la legge di causa ed effetto in azione; essa tanto dura da essere stata definita "la legge del taglione" e, qualora male interpretata, porta a concludere che Dio tutt'altro che infinitamente buono, anzi, lo si suppone crudele al punto di chiedere di tagliarsi una mano a chi l'ha utilizzata per danneggiare il suo prossimo. E' infatti difficile, per l'uomo, comprendere che il supremo Creatore ha utilizzato delle leggi ben determinate con cui ha creato l'Universo e che Egli stesso ha estremo rispetto per le leggi che ha promulgate; l'ordine millenario con cui si muovono gli astri e vengono amministrati gli eventi della natura sono un chiaro esempio di tale immutabilit. Tra le leggi esistenti quella di gravit di certo una delle pi importanti, ed un vero peccato che l'uomo la consideri solo in relazione ai fenomeni fisici. Se la considerasse attentamente potrebbe scoprire che essa legata alla sua esistenza pi di quanto possa immaginare. La legge di gravit, nella fisica, implica che un oggetto lanciato in alto ritorni verso il basso; la stessa legge, nell'esoterismo, implica che ogni nostra azione o pensiero crei delle condizione che torneranno a noi. In questo caso prende il nome di "legge di causa ed effetto" o "legge del Karma".

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L'uomo difficilmente si rende conto di essere l'unico artefice del proprio destino perch le sue azioni non sempre provocano un effetto cos immediato da evidenziare il collegamento con la loro causa. Questo fatto porta un individuo a cercare l'origine dei suoi mali all'infuori di s stesso, ed alla conclusione che gli altri (e talvolta lo stesso Dio) siano l'unica causa delle sue tribolazioni.

Nessuno pu farvi alcun male (3)


Nessuno pu farvi del male se voi stessi, con le vostre azioni o i vostri pensieri, non ne avete creato la causa in questa vita o in quelle passate: un debito in sospeso che deve essere pagato. Noi stessi siamo la causa dei nostri mali, non altri. Gli altri sono soltanto strumenti con i quali l'equilibrio naturale, erroneamente chiamato "Giustizia di Dio", ci chiede di sistemare i conti che abbiamo aperto. Dobbiamo perci pagare i debiti e nel contempo riscotiamo i crediti per il bene che abbiamo fatto. Convincetevi che, se non avete debiti da pagare, sarete inattaccabili. Lo sarete anche se emanerete pensieri d'amore verso tutte le persone e tutte le cose. Essi, infatti, formeranno intorno a voi un'aura di luce che vi difender da ogni attacco malevolo.

Karma collettivo e Karma individuale (4)


Il pensiero la sola forza che d vita o distrugge, a seconda che diretta in bene o in male. Prentice Mulford L'umanit, attraverso i propri interessi, le proprie azioni ed i propri sogni di carattere benefico ed altruistico, crea poco a poco, un'entit bianca, mentre, con quelli di carattere egoistico e malevolo, crea un'entit nera, un demone potenziale. Sar proprio la qualit dell'energia a far crescere una o l'altra di tali entit. La creazione di queste due entit fa' parte delle leggi che governano il nostro Universo. Quando l'umanit compie certe azioni, oppure pensa in un certo modo, contribuisce (nel Mondo astrale) alla formazione di una di queste due grandiose entit: inevitabile. Ogni pensiero ed emozione dell'uomo prende vita e forma nel suo universo individuale ma, nel momento in cui vi sono milioni di persone, che pensano e percepiscono come lui, significa che vi sono milioni di persone all'opera per creare nel Mondo astrale la medesima entit. Quando l'entit nera ha raggiunto un certo grado di sviluppo cerca di scaricare l'energia accumulata, si creano allora i presupposti per l'inizio di una guerra, un massacro, un gesto fanatico o un cataclisma naturale di cui il terremoto un classico esempio.

Non siamo puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati (4)
I Maestri ci osservano continuamente ma ci non significa che Essi, vedendo che l'umanit si comporta molto male, emettano un verdetto seguito da una punizione. I Maestri non hanno bisogno di mettere in atto delle punizioni; non esiste nel nostro 136 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Universo nessuna punizione se non quella che l'umanit si crea da sola dando vita all'entit nera che abbiamo descritta. Fintanto che le entit sviluppano la loro forma nel Mondo astrale, non vi alcun problema per l'umanit o per la vita del pianeta. Rappresentano una situazione che assomiglia a quella del feto nel grembo materno, non crea problemi n per se stesso e neppure per la madre. Il bimbo si trova l, buono buono, non lo si sente piangere n gridare, non pretende nulla, si trova appartato e cresce pian piano. Dopo la nascita, invece, subito dopo la nascita, il bimbo, che ora esiste nel mondo in modo tangibile, comincia a reclamare il suo diritto a mangiare, respirare, essere amato e riconosciuto; da quel momento diventa esigente. Allo stesso modo dopo un certo tempo la gestazione astrale dell'entit, nera o bianca che sia, arriver a termine e si manifester nel Mondo fisico. E' in quel momento che essa pretender ci che gli dovuto, proprio come un bambino appena nato e, se si trattasse di un'entit maligna, si produrranno grandi catastrofi. Per provocare questi catastrofi, l'entit nera cercher chi le assomiglia, esattamente cos come fanno i bambini che, una volta grandicelli, cercano tra i loro piccoli amici quelli che sono pi portati a fare le birichinate da loro ideate. L'idea distruttiva di questa entit sar innanzitutto recepita dalle persone che, a loro insaputa, le hanno dato vita e fornito l'energia necessaria al suo sviluppo. E' per questo motivo che si pu vedere qualcuno arruolarsi nell'Esercito mentre pensa tra s: "Non ho pi nulla da perdere, allora mi unir a coloro che cercano di salvare il mio Paese", oppure "Non ho motivo per vivere, cos cercher di esistere per la mia Patria, per una nobile causa". In realt questa offerta di s mostra come vi siano delle persone che nello stesso tempo collaborano al piano guerrafondaio di un'entit nera e, con il loro sacrificio, cercano di riscattare la parte di energie negative che hanno offerto all'entit stessa per autogenerarsi. Quindi, esiste un'attrazione tra questa entit e le persone che l'hanno creata, anche se nel momento in cui esse muoiono sembrano esserne le povere vittime. Ogni volta che vedete accadere delle cose nefaste, orrori dovuti alla guerra o al fanatismo, oppure catastrofi ambientali (terremoti, alluvioni, incendi, ecc.), sappiate che dietro ogni evento vi stato un accumulo di energia che, scaricandosi, lo l'ha generato.

Come superare il Karma negativo (2)


La maniera migliore per non aggravare il vostro Karma di accettare il destino e lasciare che si compia, senza tentare di sfuggirgli. Penserete che questo fatalismo. No, i fatalisti accettano gli avvenimenti perch "sta scritto", e cos non reagiscono. Si lasciano coinvolgere da ci che accade come fanno gli animali, senza cercare di modificare la situazione con la volont e l'azione. I veri discepoli non sono fatalisti; essi decidono di assumere delle iniziative e dicono: "Ho commesso degli errori nel passato, devo pagare, va bene. Ma per il fatto di aver sbagliato, devo rimanere inerte a soffrire? Mi impegner piuttosto in una grande e nobile impresa, che non soltanto canceller tutto, ma mi porter anche alla vera liberazione". A che cosa serve pagare il Karma se unicamente per soffrire senza evolvere?

La felicit mediante la Legge di Causa ed Effetto (5)


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La felicit nobile e nasce dalle cose costruttive. Il piacere, basato sulla vanit e sul desiderio, non dura e si tramuta sempre in pena. Dal "Nakulamata" I tipi materialisti ed intellettuali, dovrebbero considerare la Legge di causa e di effetto, cos come considerano la Legge di gravit, la Terra attira tutto ci che si allontana da lei, noi attiriamo tutto ci che si allontanato da noi. Tutte le religioni confermano questa grande Legge, ma citer soltanto quanto ha detto Ges di Nazareth: "Ci che l'uomo semina, quello raccoglier". Possiamo aggiungere: "Qualsiasi cosa un uomo raccoglie, quello ci che ha seminato nel suo passato". In Cina questa legge enunciata in questi termini: "Semina un frutto per raccogliere quel frutto, semina semi di zucca se vuoi raccogliere zucche". Lork Kilmur, primo ministro inglese, quando parl alla Westminster Hall di Londra ad una udienza di magistrati e di avvocati inglesi ed americani, disse che per risolvere i mali che affliggono l'umanit non c' che un mezzo: insegnare agli uomini come funziona la Legge di causa e di effetto e come creare buone cause al fine di raccogliere degli effetti benefici. Tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni appartengono ad una di queste due categorie: 1. ci che determina armonia, 2. ci che semina disarmonia. Noi spargiamo i semi dell'armonia o della disarmonia in ogni momento della nostra vita quotidiana e, nella stessa precisa misura, raccogliamo armonia di disarmonia dalle persone che ci circondano e dalle situazioni che incontriamo. Quando i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni sono incontrollate, generalmente noi reagiamo in sintonia con gli stimoli che ci arrivano. Perci, se qualcuno ci parla in modo critico di cose o persone noi, generalmente, ci uniamo a lui con il nostro risentimento e le nostre critiche, senza renderci conto che cos facendo attiriamo disarmonia su noi stessi. Poich questa la sola Legge che insegna a vivere, baster controllare le cause per essere sicuri di controllare gli effetti. Supponiamo che il Sig. X provochi disarmonia nel Sig. Y o che manchi ad un dovere verso di lui. Agendo in questo modo X ha creato una causa. Y, con la sua reazione generer una nuova causa: se reagisce armonicamente alla provocazione di X egli creer una causa armonica; se reagisce in malo modo, irritato e offeso, anch'egli seminer una causa negativa e disarmonica. Dobbiamo comprendere che questa Legge tanto perfetta che anche la critica del governo, del tempo atmosferico o dei cosiddetti oggetti inanimati, produce per noi dei semi di disarmonia. Quantunque la causa e l'effetto siano inseparabili, cos come il diritto e il rovescio di una moneta, ci non significa che si possa constatare un effetto a tempo breve; qualche volta pu accadere, ma in altri casi esso potr realizzarsi molto pi tardi, magari in una vita successiva.

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In questa Legge possiamo perci vedere quella che ci viene proposta come Giustizia di Dio. Questa Legge ci porta anche a comprendere che "noi non siamo mai puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati".

Quello che conta il momento presente (5)


Un sorriso che non dai, un sorriso che non avrai. Noi dobbiamo CREARE ARMONIA ORA. Dobbiamo sempre cercare di rispondere in modo positivo a qualsiasi situazione ci si presenti dinanzi. Con il controllo dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti siamo liberi di attirarci cause armoniche o disarmonie in ogni istante della nostra vita. Se impariamo ad osservare noi stessi e gli altri scopriremo ben presto che ognuno raccoglie ci che semina. Controllando le nostre reazioni verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni completi della nostra vita. Vivendo in armonia QUI e ORA, noi siamo in grado di equilibrare le energie negative che abbiamo creato nel passato e prepararci un futuro di pace e benessere. Quando comprendiamo cos' che genera le cause e gli effetti, cambia completamente la nostra attitudine verso coloro che provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che essi stanno seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il frutto di ci che abbiamo seminato nel passato. Dovremmo sempre ringraziare coloro che ci fanno del male perch in questo modo ci permettono di chiudere un conto che abbiamo aperto tempo fa, magari in una vita passata. Scrisse a tal proposito Richard Bach: "Quando hai davanti un problema, guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te".

Massime importanti
- Tutte le libert scaturiscono dalla libert mentale. - Vivi nel presente, per il futuro, guidato dal passato. - Nessuno felice se non pensa di esserlo. - Le responsabilit vengono attirate dalle spalle in grado di sopportarle. - Il potere dell'amore, non l'amore del potere, pu portare la pace. - Per un uomo saggio, ogni giorno una nuova vita. - "Vai.. E non peccare pi." - Ges di Nazareth -

Informazione
Si avvertono i lettori che il programma di eserci pratici per il controllo mentale sviluppato nelle lettere "Parte Pratica" N. 17, 18, 19 e 20.

Riferimenti bibliografici
1) Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati. 2) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno (ed. 1997), Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 - 20120, Milano. 139 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

3) Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, pag. 72, Edizioni Mediterranee, Roma, 1992. 4) Ghislaine Gualdi, Individualit, desiderio e volont, (Quaderno n. 21) Gruppo Teosofico Sarmoung, via Dietro Castello, 140 - Cavagli (BI) - Tel e Fax: 0163/966613 5) Joseph Pang Wai, La felicit per voi ora, Bresci Editore, Edizioni l'Et dell'Acquario.

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Letture per approfondire


Annie Besant, Il Karma o l'enigma del destino, Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO). Rudolf Steiner, L'azione del Karma, Edizioni BIS (Blu International Studio). Mario Ingarano, Il KARMA; del seminare e del raccogliere, Bresci Editore, Edizioni Et dell'Acquario. Quest'ultimo volume rispecchia i concetti fondamentali sul Karma che si trovano nel Brahmanesimo e nel Buddismo, chiaritio dal pensiero di due grandi filosofi indiani moderni: Radhakrishnan e Aurobindo.

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LETTURE PER CONTINUARE


PER UN MAGGIOR CONTROLLO DELLA MENTE Rinaldo Lampis, L'uso cosciente delle energie, Edizioni Amrita. Amadeus Voldben, Il potere del pensiero, Edizioni Mediterranee. Omraam Mikhael Ainvanhov, Potenze del pensiero, Edizioni Prosveta. I tre libri elencati pi sopra sono adatti a chi vuol comprendere la sua mente ed iniziare a controllarla. Per iniziare suggerirei il volume L'uso cosciente delle energie. Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee, Biblioteca Universale Rizzoli. Un libro che aiuta a comprendere i lati nascosti del nostro carattere ed offre preziosi consigli a coloro che intendono conoscersi interiormente e migliorare la propria vita. PER ELIMINARE LA PAURA Gerald Jampolsky, Amare lasciare andare la paura, Macro Edizioni, Cesena (FO). Solo quando riusciamo ad abbandonare i rancori che ci seguono dal passato e le paure che ci propone il futuro possiamo vivere sereni. Infatti, se siamo onesti con noi stessi, scopriremo che la mancanza di serenit spesso proviene dalla nostra mente che rimugina il passato o fa congetture sul futuro. Questo un piccolo manuale che propone alcune lezioni per aiutare il lettore a vivere meglio. Amedeus Voldben, Il Protettore invisibile, Edizioni Mediterranee. Oggi la solitudine un male assai diffuso. Nelle grandi citt vi sono condomini con decine di famiglie eppure gli abitanti non si conoscono tra loro. Eppure l'uomo non mai solo, con lui sempre il suo Angelo custode, detto anche Protettore invisibile, pronto ad aiutarlo nei momenti difficili e nelle varie necessit. In questo libro, pieno di verit e saggezza, l'autore aiuta a riconoscere questa divina presenza in noi e ad affidarsi ad essa con serena fiducia e ben riposta speranza. PER MIGLIORARE IL RAPPORTO CON GLI ALTRI Dale Carnege, Come trattare gli altri e farseli amici, Bompiani Editore. Questo un ottimo manuale per imparare a trattare gli altri. Vi sono elencate molte tecniche che possono aiutare a vivere meglio in famiglia, sul lavoro ed in altre occasioni. Joseph Pang Wai, La felicit per voi ora, Bresci Editore, edizioni l'Et dell'Acquario. 142 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Un piccolo libro che contine tante utili informazioni per comprendere qual' il nostro scopo nella vita e come agire per poter avere un futuro migliore. Omraam Mikhael Aivanhov, La chiave essenziale, Edizioni Prosveta. Un volume adatto a chi vuole trovare una dimensione "spirituale"; dimensione che non affatto il seguire una religione oppure un'altra ma comprendere la propria vera natura e quella di coloro che ci circondono... ed il fatto di "comprenderli" aiuta certo a convivere con loro! Samuel Hatzakortzian, Il perdono come mezzo di liberazione, EUN - Edizioni Uomini Nuovi. Uno dei maggiori ostacoli nel progresso della vita e nelle nostre relazioni con gli altri il risentimento. L'autore ci spiega i risultati della potenza del perdono. Il perdono pu spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono un potente magnete da cui nessun bene pu evitare di essere attratto. PER COMPRENDERE IL PERCHE' DEI PROBLEMI E DELLA SOFFERENZA Thorwald Dethlefsen, Il destino come scelta, Edizioni Mediterranee. Roma. Questo volume indicato a tutti coloro che si chiedono perch sono nati, qual' il loro scopo nella vita, e la ragione profonda dei vari problemi che affliggono il singolo e l'umanit. Thorwald Dethlefsen, Malattia e destino, il valore e il messaggio della malattia, Edizioni Mediterranee. Roma. In questo volume vengono esaminate le malattie pi comuni e gli atteggiamenti mentali che le hanno portate a manifestarsi. Prima di leggerlo si consiglia la lettura del volume Il destino come scelta dello stesso autore.

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SOMMARIO
Note per il lettore Errore. Il segnalibro non definito.

LA PACE DELLA MENTE - 1


Presentazione SOSTANZA, VITA E COSCIENZA La sostanza universale (1) L'energia vita (2) La vita unica L'evoluzione della vita e della Forma La coscienza nel regno minerale (3) La coscienza nel regno vegetale (4) La coscienza nell'uomo Chi sei? (5) L'uomo cerca continuamente se stesso (6) PRINCIPALI REGOLE PER AUTOMIGLIORARSI

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2 2 2 2 3 3 4 4 5 5 6 7

LA PACE DELLA MENTE - 2


E' POSSIBILE COMPRENDERE LA MENTE? CHI DICE "IO" DENTRO DI NOI? La risposta dei Kahunas (1) La risposta della psicanalisi La risposta di Emil Cou La risposta di San Paolo La risposta dell'esoterismo La personalit (3) Noi non siamo il nostro corpo (4) Il corpo e l'uomo... (5) Conclusione LA PAROLA PARLATA

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LA PACE DELLA MENTE - 3


PERCHE' SIAMO COSI' COME SIAMO (prima parte) La rana e lo scorpione Introduzione alle transazioni Il comportamento e la sopravvivenza Le Posizioni Esistenziali Le Posizioni Esistenziali ed il comportamento Conclusione ESERCIZI CON L'ANALISI TRANSAZIONLE Esercizio sulle posizioni esistenziali

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Esame individuale

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LA PACE DELLA MENTE - 4


LE TRE PERSONALITA' Il "Genitore" Il "Bambino" L'Adulto Come si esprimono le personalit Opinioni a confronto I CONFLITTI Conclusione AUTOESAME SULLE VARIE "PERSONALITA'"

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21 21 22 23 23 23 24 24 24

LA PACE DELLA MENTE - 5


I MINICOPIONI PSICOLOGICI LE TRANSAZIONI La transazione parallela La transazione incrociata La transazione nascosta I RICONOSCIMENTI I riconoscimenti negativi Alcune regole per automigliorarsi

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29 30 30 30 31 31 33 33

LA PACE DELLA MENTE - 6


RIEPILOGO DELLE POSIZIONI ESISTENZIALI I TRE RUOLI FONDAMENTALI Ruoli legittimi e produttivi Ruoli illegittimi e negativi Ognuno interpreta il suo ruolo Non siamo affatto liberi come pensiamo di essere In breve... Alcuni suggerimenti per automigliorare Menu per ogni giorno della settimana

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LA PACE DELLA MENTE - 7


ALLA SCOPERTA DEL CERVELLO Le funzioni dei due emisferi del cervello L'utilizzo volontario dell'emisfero destro L'insonnia ed il cervello Aforismi

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LA PACE DELLA MENTE - 8


L'ENERGIA LA SOPRAVVIVENZA LA COSCIENZA Come si aumenta il livello di coscienza? Un'interpretazione esoterica del peccato originale L'apparato che ci fa sopravvivere (2) LE EMOZIONI (2) Non tutti vivono le emozioni nello stesso modo (3) Le emozioni ci condizionano (4) IL DISCERNIMENTO (5)

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LA PACE DELLA MENTE - 9


LE EMOZIONI (segue) I tipi di emozione (2) Le emozioni viste dall'esoterismo Come si modifica il corpo del desiderio Le emozioni indesiderabili (2) La paura (3) Le paure antiche Il panico (4) Carica e scarica emozionale I blocchi emozionali (5) I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO

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LA PACE DELLA MENTE - 10


LA SOPRAVVIVENZA GLI ISTINTI NELL'UOMO (1) Gli istinti secondo la psicoanalisi (2) Gli istinti secondo l'Esoterismo Ognuno gestisce le energie come meglio pu La sublimazione degli istinti (3) LA TEORIA DEI BISOGNI (4) IO NON SONO

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LA PACE DELLA MENTE - 11


AFFETTI PASSIONI E SENTIMENTI (1) Ancora sui sentimenti (2) Una classificazione di S. Tommaso d'Aquino (3)

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146 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

La vita umana una lotta continua (4) Non sempre una persona emotiva affettiva Le virt (5) I vizi (6) I sette vizi capitali

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LA PACE DELLA MENTE - 12


I RAPPORTI SOCIALI I "riconoscimenti" (1) Rudolf Steiner e la teoria dei sensi (2) Il senso dell'Io dell'altra persona (3) La Nascita Psicologica (4) L'importanza dei riconoscimenti (5) I riconoscimenti e gli adulti (8) Fame di cibo e fame di riconoscimenti (10) Cosa succede dopo il distacco dalla madre? (11) IL COMMERCIO DEI "BOLLINI" Le persone fanno raccolta di buoni e cattivi sentimenti (12) Il neonato ed i sentimenti (13) La raccolta dei bollini inizia nella prima infanzia (14)

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LA PACE DELLA MENTE - 13


Avvertenza LA RISCOSSIONE DEL PREMIO PSICOLOGICO (1) Come evitare la raccolta di bollini (2) Le abitudini continuano nel tempo... I GIOCHI PSICOLOGICI (3) Chi inizia il gioco ha sempre il suo tornaconto (4) ALCUNI GIOCHI PSICOLOGICI (5) "La chiave perduta" (4) "Si... Ma per" (5) "Sgridami perch sono cattivo" (5) "Fai presto, metticela tutta" (5) "Vedi che cosa ho fatto per colpa tua?" (5) "La gamba di legno" (5) Come si terminano i giochi psicologici Esercizio pratico

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LA PACE DELLA MENTE - 14


Premessa I CONDIZIONAMENTI Un pensiero di Emil Cou (1) La videocassetta della nostra vita I vantaggi della malattia (2)

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147 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Gli episodi con beneficio secondario (3) Alcune esperienze di terapia con la regressione della memoria Il salvatore come beneficio secondario (4) Alcune esperienze di terapia con la regressione della memoria Come il passato ci condiziona

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LA PACE DELLA MENTE - 15


LE CONVINZIONI Tutti i nostri ricordi sono registrati (1) Credere significa "essere convinti" (2) Il potere delle convinzioni (3) Le idee fisse (4) I riflessi condizionati (5) Che immagine abbiamo di noi stessi? (6) La chirurgia plastica e l'immagine dell'Io L'esperienza del chirurgo Maxwell Max (7) Talvolta l'immagine di noi stessi resta immutata Nuove profonde osservazioni scientifiche sul subconscio (8)

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LA PACE DELLA MENTE - 16


IL CONTROLLO MENTALE Un pensiero del maestro Muktananda (2) La pericolosit di una mente incontrollata Che cosa fate con i vostri pensieri? (3) Come usate le vostre parole? (4) I danni provocati dai pensieri incontrollati (5) Da dove vengono i nostri mali (6) FIN QUANDO...

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LA PACE DELLA MENTE - 17


IL PENSIERO E' UN MEZZO ASSAI POTENTE (1) Spesso lasciamo che la mente ci tormenti... (2) SI POSSONO CONTROLLARE PENSIERI E STATI D'ANIMO? (3) Si possono controllare gli stati d'animo? (3) Pensi che certe persone o cose ti rendano infelice? (3) Come imparare a non essere infelice (3) VEDERE IL LATO BUONO DI OGNI COSA Ci sono due modi di vedere i problemi (4) Dobbiamo eliminare criticismo, dubbi e maldicenza (4) I giornali ed i telegiornali sono molto negativi (4) Dobbiamo rimediare agli errori accumulati (4)

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LA PACE DELLA MENTE - 18 148 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

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IL POTERE DEL PENSIERO Vita e circolazione dei pensieri (1) I pensieri sono al servizio dell'uomo (2) Dobbiamo sorvegliare i nostri pensieri (3) I pensieri che vanno accolti e quelli che vanno respinti (4) Noi siamo quello che pensiamo di essere (5) I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici (4) Cosa accade se detestate una persona? (6) Imparare a pensare bene (7) Come sostituire i pensieri negativi con altri positivi La sofferenza ha sempre uno scopo da perseguire (4) Un pensiero del maestro Omraam Mikhael Aivanhov (8) Conclusione di Annie Besant (9)

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LA PACE DELLA MENTE - 19


PENSIAMO VERAMENTE IN MODO POSITIVO? Credete di vivere... o vivete in modo positivo? (1) Un esame per conoscersi meglio (2) Cinque semplici punti per vivere ora (3) L'importanza di essere indipendenti (4) COME TRATTARE GLI ALTRI Evitate di condannare chi ha torto (5) La critica ed il pettegolezzi sono distruttivi (6) Mostrate agli altri che apprezzate le loro idee (7) Otto principi basilari (7) Un semplice decalogo per fare di vostro figlio un delinquente

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LA PACE DELLA MENTE - 20


L'IMPORTANZA DI UNA PROSPETTIVA SPIRITUALE Ognuno di noi perfetto nella mente di Dio (1) Noi non siamo il nostro corpo (2) Il dramma dell'Anima in esilio (3) La necessit di mutare atteggiamento (3) Tutti i nostri problemi nascono dal fatto che... (2) Lo spirito ha bisogno di un buon strumento (4) Considera il tuo corpo come un grande amico (2) Noi tutti siamo preziosi agli occhi di Dio (2) L'importanza del discernimento (5)

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LA PACE DELLA MENTE - 21


DIO E LE LEGGI UNIVERSALI (1) Cos' il destino? (2) LA LEGGE DEL KARMA (1) Come funziona la legge del Karma (1) Nessuno pu farvi alcun male (3)

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149 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21

Karma collettivo e Karma individuale (4) Non siamo puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati (4) Come superare il Karma negativo (2) La felicit mediante la Legge di Causa ed Effetto (5) Quello che conta il momento presente (5) Massime importanti

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LETTURE PER CONTINUARE

142

150 - ML Crescere: La Pace della Mente 1-21