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AGGIORNAMENTI SULLA TECNICA

AGRONOMICA DI GESTIONE DI

PESCO E NETTARINE

Ufficio Tecnico Agrintesa

Faenza 21 gennaio 2013

COSA STA CAMBIANDO NELLA COLTIVAZIONE DEL PESCO

FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO

FORMA DI ALLEVAMENTO

FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO
FORMA DI ALLEVAMENTO
PORTINNESTO
PORTINNESTO
PORTINNESTO

PORTINNESTO

PORTINNESTO
PORTINNESTO
PORTINNESTO
PORTINNESTO
PORTINNESTO
MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE

MECCANIZZAZIONE

MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE
MECCANIZZAZIONE
IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE

IRRIGAZIONE

IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE
IRRIGAZIONE
NUTRIZIONE
NUTRIZIONE
NUTRIZIONE

NUTRIZIONE

NUTRIZIONE
NUTRIZIONE
NUTRIZIONE
NUTRIZIONE
NUTRIZIONE
DIFESA
DIFESA
DIFESA

DIFESA

DIFESA
DIFESA
DIFESA
DIFESA
DIFESA
STA CAMBIANDO NELLA COLTIVAZIONE DEL PESCO FORMA DI ALLEVAMENTO PORTINNESTO MECCANIZZAZIONE IRRIGAZIONE NUTRIZIONE DIFESA

NETTARINE

FUSETTO PALMETTA 24% 58% VASO 18%
FUSETTO
PALMETTA
24%
58%
VASO
18%

Ripartizione delle forme di

allevamento

in AGRINTESA

PESCO

FUSETTO PALMETTA 23% 48% VASO 29%
FUSETTO
PALMETTA
23%
48%
VASO
29%

Nettarine: evoluzione delle forme di

allevamento

160 140 120 100 80 60 40 20 0 Ettari
160
140
120
100
80
60
40
20
0
Ettari

PALMETTANettarine: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Ettari

VASONettarine: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Ettari

FUSETTONettarine: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Ettari

Nettarine: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Ettari

Ettari

Pesche: evoluzione delle forme di

allevamento

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Ettari Pesche: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0

PALMETTAEttari Pesche: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0

VASOEttari Pesche: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0

FUSETTOEttari Pesche: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0

Ettari Pesche: evoluzione delle forme di allevamento 160 140 120 100 80 60 40 20 0

OCM 2012:

la tendenza nei nuovi impianti

PESCO

NETTARINE

VASO 17% FUSETTO 51% PALMETTA 32%
VASO
17%
FUSETTO
51%
PALMETTA
32%
VASO FUSETTO 21% 31% PALMETTA 48%
VASO
FUSETTO
21%
31%
PALMETTA
48%
tendenza nei nuovi impianti PESCO NETTARINE VASO 17% FUSETTO 51% PALMETTA 32% VASO FUSETTO 21% 31%

Nettarine

ISTHARA

1%

PUEBLA

FRANCO
FRANCO
6% MRS 2/5 5% 1% ALTRI 0% GF 677 87% Pesco FRANCO ISTHARA PUEBLA 3%
6%
MRS 2/5
5%
1%
ALTRI
0%
GF 677
87%
Pesco
FRANCO
ISTHARA
PUEBLA
3%
2%
7%
MRS 2/5
1% ALTRI
Ripartizione dei
portinnesti in
1%
GF 677
86%
AGRINTESA

Nettarine: evoluzione nella scelta del

portinnesto

200 180 160 140 120 FRANCO 100 ISTHARA 80 PUEBLA 60 GF 677 40 20
200
180
160
140
120
FRANCO
100
ISTHARA
80
PUEBLA
60
GF 677
40
20
0
Ettari

Ettari

Pesche: evoluzione nella scelta del

portinnesto

200

180

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Ettari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40
Ettari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

ISTHARAEttari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

FRANCOEttari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

PUEBLAEttari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

GF 677Ettari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

Ettari Pesche: evoluzione nella scelta del portinnesto 200 180 160 140 120 100 80 60 40

NETTARINE

PUEBLA

32%

GF677 64% PESCO PUEBLA 17% GF677 83%
GF677
64%
PESCO
PUEBLA
17%
GF677
83%

4%

ISHTARA

OCM 2012:

la tendenza nei

nuovi impianti

Nettarine

FUSETTO

Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677
Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677

PALMETTA

Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677

PUEBLA

Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677
Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677

GF 677

Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677
Nettarine FUSETTO PALMETTA PUEBLA GF 677

Provincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea

Provincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea Grave Media Scarsa Indagine interna

GraveProvincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea Media Scarsa Indagine interna

MediaProvincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea Grave Scarsa Indagine interna

ScarsaProvincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea Grave Media Indagine interna

Indagine interna

Provincia di Ravenna diffusione Armillaria mellea Grave Media Scarsa Indagine interna
TOLLERANZA Armillaria mellea E NEMATODI (GEN. MELOYDOGINE)
TOLLERANZA Armillaria mellea
E NEMATODI (GEN. MELOYDOGINE)

ADESOTO ®

101 PUEBLA

SELEZIONE SPAGNOLA DI Prunus insititia

(SUSINO)

PUEBLA SELEZIONE SPAGNOLA DI Prunus insititia (SUSINO) VIGORIA INDOTTA - 25-30% RISPETTO GF677 RESISTENZA AD
VIGORIA INDOTTA - 25-30% RISPETTO GF677
VIGORIA INDOTTA - 25-30%
RISPETTO GF677
RESISTENZA AD ASFISSIA RADICALE
RESISTENZA AD ASFISSIA RADICALE
ANTICIPO DI MATURAZIONE (3-7 gg RISPETTO GF677)
ANTICIPO DI MATURAZIONE
(3-7 gg RISPETTO GF677)
PEZZATURA E COLORAZIONE DEI FRUTTI
PEZZATURA E COLORAZIONE DEI FRUTTI
«LENTO ACCRESCIMENTO»
«LENTO ACCRESCIMENTO»
EFFICIENZA PRODUTTIVA
EFFICIENZA PRODUTTIVA
DISCRETA EMISSIONE DI POLLONI
DISCRETA EMISSIONE DI POLLONI
PROBLEMI DI RISTOPPIO RIDURRE TAGLIA VEGETATIVA DELLE PIANTE QUANDO IMPIEGARE IL PUEBLA? ESIGENZA DI FRUTTI
PROBLEMI DI
RISTOPPIO
RIDURRE
TAGLIA
VEGETATIVA
DELLE PIANTE
QUANDO
IMPIEGARE
IL PUEBLA?
ESIGENZA DI
FRUTTI
COLORATI
PROBLEMI DI
RISTAGNO
IDRICO
VIVAIO MASSIMA CURA NELLA PREPARAZIONE DEGLI ASTONI Problematiche legate all’impiego del PUEBLA
VIVAIO
MASSIMA CURA NELLA PREPARAZIONE
DEGLI ASTONI
Problematiche
legate
all’impiego del
PUEBLA

ATTENZIONE ALLA FASE DI MESSA A DIMORA DELLE PIANTE

AZIENDA

GESTIRE IN MANIERA IDONEA LA FASE DI ALLEVAMENTO

del PUEBLA ATTENZIONE ALLA FASE DI MESSA A DIMORA DELLE PIANTE AZIENDA GESTIRE IN MANIERA IDONEA
COME INTERVENIRE SUI PUNTI DEBOLI LEGATI ALL’UTILIZZO DI QUESTO PORTINNESTO ?
COME
INTERVENIRE
SUI PUNTI
DEBOLI LEGATI
ALL’UTILIZZO DI
QUESTO
PORTINNESTO ?
DEBOLI LEGATI ALL’UTILIZZO DI QUESTO PORTINNESTO ? VALUTAZIONE AFFINITA’ PORTINNESTO-VARIETA INDIVIDUAZIONE

VALUTAZIONE AFFINITA’ PORTINNESTO-VARIETA

INDIVIDUAZIONE DELLA FERTILITA’ DEL SUOLO
INDIVIDUAZIONE DELLA
FERTILITA’ DEL SUOLO
GESTIONE DEL SUOLO
GESTIONE DEL SUOLO

GESTIONE IRRIGUA

GESTIONE NUTRIZIONALE

Ibrido di susino Ibrido susino x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo

Ibrido di susino

Ibrido di susino Ibrido susino x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo x

Ibrido susino x mandorlo

Ibrido di susino Ibrido susino x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo x

Ibrido pesco x mandorlo

di susino Ibrido susino x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo x pesco
di susino Ibrido susino x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo Ibrido pesco x mandorlo x pesco

Ibrido pesco x mandorlo x pesco

100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Vigoria (%)
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Vigoria (%)

Ribaltamento del terreno, sempre possibile?

Ribaltamento del terreno, sempre possibile?
Ribaltamento del terreno, sempre possibile?
Ribaltamento del terreno, sempre possibile?
Ribaltamento del terreno, sempre possibile?
Materiale vivaistico ASTONE MICRO-ASTONE VASETTO GEMMA DORMIENTE
Materiale vivaistico
ASTONE
MICRO-ASTONE
VASETTO
GEMMA DORMIENTE
ASTONE Materiale vivaistico MICRO-ASTONE VASETTO

ASTONE

Materiale vivaistico

ASTONE Materiale vivaistico MICRO-ASTONE VASETTO

MICRO-ASTONE

ASTONE Materiale vivaistico MICRO-ASTONE VASETTO

VASETTO

ASTONE Materiale vivaistico MICRO-ASTONE VASETTO
ASTONE Materiale vivaistico MICRO-ASTONE VASETTO

Fusetto

Fusetto Distanza tra le file (m) Distanza sulla fila (m) Densità (p.te/ha) 4,0-4,5 1,2-1,5 1500-2000

Distanza tra le file (m)

Distanza sulla fila (m)

Densità

(p.te/ha)

4,0-4,5

1,2-1,5

1500-2000

Il fusetto è la più moderna forma di allevamento per il pesco, si tratta di una forma in volume,

l’impianto in filari forma una parete produttiva,

necessita di sostegni anche se attualmente si stanno sviluppando tecniche che permettono la realizzazione di frutteti senza il ricorso a pali e fili con impianti ad elevata densità. La forma si

caratterizza per la presenza di un palco basale di

3-5 branche disposte ad X, inserite a 60-90 cm da terra e di un asse centrale permanente rivestito di corte brachette produttive (rinnovabili) orientate in

tutte le direzione dello spazio con angoli di inserzione sufficientemente aperti.

produttive (rinnovabili) orientate in tutte le direzione dello spazio con angoli di inserzione sufficientemente aperti .
Le brachette presentano un gradiente di vigore decrescente dal basso verso l’alto in modo da
Le brachette presentano un gradiente di vigore decrescente dal basso verso l’alto in modo da

Le brachette presentano un gradiente

di vigore decrescente dal basso verso

l’alto in modo da formare, con il palco basale, una struttura a piramide. la parete produttiva può raggiungere i 4-5

m in funzione della presenza o meno

della copertura antigrandine. Le densità più elevate possono portare

vantaggi produttivi, ma ovviamente

costi più elevati, gli spazi ristretti determinano un ombreggiamento, soprattutto delle parti basali richiedendo

un notevole impegno di potatura in

verde per garantire la necessaria presenza di luce. La potatura diviene soprattutto potatura al verde, ridotti gli

al bruno

PERCHE’ IL FUSETTO

PRECOCE ENTRATA IN PRODUZIONE

FACILE IMPOSTAZIONE DELLA FORMA

ELEVATO POTENZIALE PRODUTTIVO

GESTIONE DELLA PIANTA AL VERDE DURATA DELL’IMPIANTO QUALITA’ DELLE PRODUZIONI

• ELEVATO POTENZIALE PRODUTTIVO GESTIONE DELLA PIANTA AL VERDE DURATA DELL’IMPIANTO QUALITA’ DELLE PRODUZIONI

FUSETTO - impianto

FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto

FUSETTO - impianto

FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto
FUSETTO - impianto
«PIRAMIDABILITA’ »
«PIRAMIDABILITA’
»

Gradiente

Funzione di cima

Disegni D.Neri UNIVPM

«PIRAMIDABILITA’ » Gradiente Funzione di cima Disegni D.Neri UNIVPM
«PIRAMIDABILITA’ » Gradiente Funzione di cima Disegni D.Neri UNIVPM
La funzione di cima si ripete su tutte le branche oltre che sulla cima Disegni
La funzione di cima si ripete su tutte le branche oltre che sulla cima Disegni

La funzione di cima si ripete su tutte le branche oltre che sulla cima

Disegni D.Neri UNIVPM

La funzione di cima si ripete su tutte le branche oltre che sulla cima Disegni D.Neri

Disegni D.Neri UNIVPM

Disegni D.Neri UNIVPM La funzione di cima si ripete su tutte le branche a tutti i
Disegni D.Neri UNIVPM La funzione di cima si ripete su tutte le branche a tutti i

La funzione di cima si ripete su tutte le branche a tutti i livelli

Disegni D.Neri UNIVPM La funzione di cima si ripete su tutte le branche a tutti i
Disegni D.Neri UNIVPM

Disegni D.Neri UNIVPM

luce ombra Disegni D.Neri UNIVPM
luce
luce

ombra

Disegni D.Neri UNIVPM

Le cime manterranno la loro competitività fino a quando avranno una parte consistente nella fascia
Le cime manterranno
la loro competitività
fino a quando avranno
una parte consistente
nella fascia ben
illuminata.
Disegni D.Neri UNIVPM
Disegni D.Neri UNIVPM
Disegni D.Neri UNIVPM

Disegni D.Neri UNIVPM

D i s e g n i D . N e r i U N

Disegni D.Neri UNIVPM

D i s e g n i D . N e r i U N I

La potatura può prevenire l’insenilimento di una

branca distanziandola

dalle altre.

La distanza fra i palchi tende a ridursi verso l’alto

Distanziamento delle branche e difesa del palco basale Gradiente Perfetta distribuzione della luce nella chioma

Distanziamento delle branche e difesa del palco basale

Distanziamento delle branche e difesa del palco basale Gradiente Perfetta distribuzione della luce nella chioma

Gradiente

Perfetta distribuzione della luce nella chioma

DIFFERENZIZIONE PRODUTTIVA MIGLIORAMENTO COLORE «MATURAZIONE LEGNO»
DIFFERENZIZIONE PRODUTTIVA MIGLIORAMENTO COLORE «MATURAZIONE LEGNO»
DIFFERENZIZIONE PRODUTTIVA MIGLIORAMENTO COLORE «MATURAZIONE LEGNO»

DIFFERENZIZIONE

PRODUTTIVA

MIGLIORAMENTO

COLORE

«MATURAZIONE LEGNO»

DIFFERENZIZIONE PRODUTTIVA MIGLIORAMENTO COLORE «MATURAZIONE LEGNO»
POTATURA VERDE
POTATURA
VERDE

Meccanizzazione potatura meccanica

Meccanizzazione – potatura meccanica

Meccanizzazione potatura meccanica

Meccanizzazione – potatura meccanica
Meccanizzazione – potatura meccanica
Meccanizzazione – potatura meccanica
Meccanizzazione – potatura meccanica

Diradamento meccanico Il frutteto

Diradamento meccanico – Il frutteto
Diradamento meccanico – Il frutteto

Diradamento meccanico -il frutteto

Presupposto fondamentale per la buona riuscita del trattamento è un terreno poco

sconnesso, il quale provocherebbe improvvise oscillazioni del mandrino o rallentamenti

della trattrice, andando a creare disformità di trattamento; per questo sono favoriti terreni inerbiti senza eccessive baulature e trattrici con una buona gommatura, in modo che risentano meno delle asperità del suolo.

senza eccessive baulature e trattrici con una buona gommatura, in modo che risentano meno delle asperità
senza eccessive baulature e trattrici con una buona gommatura, in modo che risentano meno delle asperità
senza eccessive baulature e trattrici con una buona gommatura, in modo che risentano meno delle asperità

Diradamento meccanico il frutteto

La

da

consentire la completa penetrazione delle fruste al suo interno.

essere

mantenuta

profondità

della

parete

m

deve

in

entro

1,5-1,8

modo

Gli impianti

devono essere già stati potati al

momento del trattamento

.

Al momento della potatura bisogna eliminare i rami grossi e lunghi, i quali possono interferire

con la penetrazione delle fruste all’interno della chioma

.

Inoltre bisogna effettuare una potatura il più

possibile “pulita” cercando di eliminare tutti i

brindilli e i dardi in eccesso favorendo i rami

misti; i primi, essendo più piccoli sono più difficili da colpire dalle fruste, i secondi sono quelli in cui il diradamento meccanico effettua il migliore lavoro in quanto gli internodi sono più lunghi e il

diradamento è più selettivo.

meccanico effettua il migliore lavoro in quanto gli internodi sono più lunghi e il diradamento è

Diradamento meccanico il frutteto

Diradamento meccanico – il frutteto Non rispettando questi consigli pratici • diradamento meccanico disomogeneo:
Diradamento meccanico – il frutteto Non rispettando questi consigli pratici • diradamento meccanico disomogeneo:
Diradamento meccanico – il frutteto Non rispettando questi consigli pratici • diradamento meccanico disomogeneo:

Non rispettando questi consigli pratici diradamento meccanico disomogeneo:

parte interna sottodiradata e parte

esterna sovradiradata, favorendo una

maggiore allegagione in rami deboli che vanno a diminuire la pezzatura

e parte esterna sovradiradata, favorendo una maggiore allegagione in rami deboli che vanno a diminuire la

Honey Glo 2012

Tesi

AAA

AA

A

B

C

D

Diradato

0,13

2,93

44,91

46,32

5,68

0,07

TEST

0,17

2,46

30,12

45,30

20,33

1,66

Anno

AAA

AA

A

B

C

D

2011

1,25

15,97

53,35

26,29

2,97

0,17

45,30 20,33 1,66 Anno AAA AA A B C D 2011 1,25 15,97 53,35 26,29 2,97

QUALITA’ DELLA FRUTTA

L’annata agraria 2012 si farà ricordare

in Emilia-Romagna, per gli effetti

negativi esercitati dalla siccità e dalle

alte temperature del trimestre giugno- luglio-agosto sulla qualità della frutta.

esercitati dalla siccità e dalle alte temperature del trimestre giugno- luglio-agosto sulla qualità della frutta.

Classi di calibro dominanti, alla raccolta, di alcune varietà rappresentative della produzione frutticola romagnola: confronto 2011-2012

della produzione frutticola romagnola: confronto 2011-2012 PESCHE AAA AA A B C D SPRINGBELLE

PESCHE

AAA

AA

A

B

C

D

SPRINGBELLE

2011

%

0

5

34

44

16

2

 

2012

%

0

1

15

47

29

8

ROYAL GLORY

2011

%

3

15

39

32

10

1

 

2012

%

1

7

30

43

17

2

ROME STAR

2011

%

8

28

41

21

2

0

 

2012

%

1

10

42

38

8

1

NETTARINE

AAA

AA

A

B

C

D

BIG BANG

2011

%

0

3

21

43

28

4

 

2012

%

0

2

13

39

37

8

BIG TOP

2011

%

3

12

38

37

10

1

 

2012

%

1

5

29

44

18

3

HONEY ROYAL

2011

%

4

21

44

26

5

0

 

2012

%

1

13

41

34

10

1

SWEET LADY

2011

%

10

26

35

23

5

0

 

2012

%

3

10

34

37

15

2

Rivedere i parametri fisiologici per calcolare

apporti idrici di precisione ?

L’annata 2012 ha messo in discussione i canoni dell’irrigazione controllata attraverso il bilancio idrico

giornaliero o settimanale e il calcolo derivato della

restituzione idrica attraverso i due parametri dell’evapotraspirazione e del coefficiente colturale (Kc).

La regola dell’apporto massimo di 30-35 mm di acqua

settimanali (circa 5 mm/giorno), è stata empiricamente rivista da molti frutticoltori, che hanno somministrato in luglio-agosto, con la microirrigazione, fino a 10-15

mm/giorno di acqua, cioè 2-3 volte quella

presuntivamente ritenuta sufficiente.

con la microirrigazione, fino a 10-15 mm/giorno di acqua, cioè 2-3 volte quella presuntivamente ritenuta sufficiente.

Circa gli impianti irrigui dei pescheti, nel 2012 si è notato il fallimento dei vecchi

impianti con una sola ala disperdente

(tubo sospeso a 60 cm e gocciolatori ogni metro). Alcuni frutticoltori hanno dovuto tenere aperte le condotte per 12-24 ore al giorno. È saltato, dunque, l’apporto idrico

tradizionale dei 25-35 mm di acqua alla

settimana. Si è arrivati a raddoppiare la

somministrazione fino a toccare anche 100 mm alla settimana, magari sbagliando

in eccesso. Di una certa utilità si sono

pertanto dimostrate le integrazioni con impianti irrigui sopra- e sottochioma, talora riesumando i vecchi “rotoloni” con

aspersori a spruzzo.

con impianti irrigui sopra- e sottochioma, talora riesumando i vecchi “rotoloni” con aspersori a spruzzo.
con impianti irrigui sopra- e sottochioma, talora riesumando i vecchi “rotoloni” con aspersori a spruzzo.
con impianti irrigui sopra- e sottochioma, talora riesumando i vecchi “rotoloni” con aspersori a spruzzo.

UN ESEMPIO: la doppia ala gocciolante

Impianto di susino del Lughese (cv.

Angeleno): gli alberi alimentati da

una sola ala gocciolante (con erogatori a 60 cm) hanno sofferto il deficit idrico, con forte riduzione

delle pezzature dei frutti, mentre quelli alimentati da una doppia ala gocciolante (con erogatori/pianta,

fori a 40 cm), e quindi con portata

più che doppia, hanno prodotto regolarmente.

ala gocciolante (con erogatori/pianta, fori a 40 cm), e quindi con portata più che doppia, hanno
ala gocciolante (con erogatori/pianta, fori a 40 cm), e quindi con portata più che doppia, hanno

I LIMITI DELLE FONTI

I principali limiti sono rappresentati dalle differenti fonti di approvvigionamento

CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO

CANALE EMILIANO -

ROMAGNOLO

CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
CANALE EMILIANO - ROMAGNOLO
POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO

POZZO ARTESIANO

POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO
POZZO ARTESIANO
FIUME
FIUME
Gestione idrica
Gestione idrica

A

PROGETTAZIONE

IDONEA

DELL’IMPIANTO

D’IRRIGAZIONE

CALCOLO DELLE PORTATE IN FUNZIONE DELL’ESTENSIONE DEI SETTORI E DELLE

LUNGHEZZE DEI FILARI

DEI SETTORI E DELLE LUNGHEZZE DEI FILARI DISTANZE DEGLI EROGATORI IN FUNZIONE DELLA TIPOLOGIA

DISTANZE DEGLI EROGATORI

IN

FUNZIONE DELLA TIPOLOGIA

DI

TERRENO

SCELTA DEGLI EROGATORI:

GOCCIOLATORI

MICROJET

ALE GOCCIOLANTI

DELLA TIPOLOGIA DI TERRENO SCELTA DEGLI EROGATORI:  GOCCIOLATORI  MICROJET  ALE GOCCIOLANTI

Gestione idrica

B

VOLUME

D’IRRIGAZIONE

GIORNALIERO

PORTINNESTI A BASSA VIGORIA INDOTTA ESIGONO CONDIZIONI DI

UMETTAMENTO DEL VOLUME

ESPLORATO DALLE RADICI

DURANTE L’INTERA FASE VEGETATIVA

C

TURNI D’IRRIGAZIONE

L’INTERA FASE VEGETATIVA C TURNI D’IRRIGAZIONE TEMPO INTERCORRENTE FRA DUE IRRIGAZIONI SUCCESSIVE.

TEMPO INTERCORRENTE FRA DUE IRRIGAZIONI SUCCESSIVE. PURTROPPO LA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE DEFINITO IN BASE ALLA DISPONIBILITA’ DELLE ACQUE PIU’ CHE DALLE REALI NECESSITA’ DELLE PIANTE.

PARTE DELLE VOLTE DEFINITO IN BASE ALLA DISPONIBILITA’ DELLE ACQUE PIU’ CHE DALLE REALI NECESSITA’ DELLE
PARTE DELLE VOLTE DEFINITO IN BASE ALLA DISPONIBILITA’ DELLE ACQUE PIU’ CHE DALLE REALI NECESSITA’ DELLE

PROBLEMATICHE NUTRIZIONALI DELLE

DRUPACEE

L’ APPORTO NUTRIZIONALE PUO’ INFLUENZARE:

CONSERVAZIONE,

MANIPOLAZIONE, SERBEVOLEZZA DEI FRUTTI

LE CARENZE NUTRIZIONALI A CARICO DELLE PIANTE

LA SENSIBILITA’ DELLE PIANTE ALLE MALATTIE

DEI FRUTTI • LE CARENZE NUTRIZIONALI A CARICO DELLE PIANTE • LA SENSIBILITA’ DELLE PIANTE ALLE
DEI FRUTTI • LE CARENZE NUTRIZIONALI A CARICO DELLE PIANTE • LA SENSIBILITA’ DELLE PIANTE ALLE

CONSERVAZIONE FRUTTI

GESTIONE IDRICA IN FUNZIONE

CONSERVAZIONE FRUTTI GESTIONE IDRICA IN FUNZIONE GESTIONE FITOIATRICA SITUAZIONE CLIMATICA POTENZIALE PRODUTTIVO
CONSERVAZIONE FRUTTI GESTIONE IDRICA IN FUNZIONE GESTIONE FITOIATRICA SITUAZIONE CLIMATICA POTENZIALE PRODUTTIVO

GESTIONE FITOIATRICA

FRUTTI GESTIONE IDRICA IN FUNZIONE GESTIONE FITOIATRICA SITUAZIONE CLIMATICA POTENZIALE PRODUTTIVO SITUAZIONE

SITUAZIONE

CLIMATICA

POTENZIALE

PRODUTTIVO

SITUAZIONE

CLIMATICA

GESTIONE NUTRIZIONALE
GESTIONE NUTRIZIONALE
FUNZIONE GESTIONE FITOIATRICA SITUAZIONE CLIMATICA POTENZIALE PRODUTTIVO SITUAZIONE CLIMATICA GESTIONE NUTRIZIONALE

GESTIONE NUTRIZIONALE

SBAGLIATO APPORTARE TUTTO IN COPERTURA:

PERDITE

IMPORTANTI

MANCATO RITORNO ECONOMICO
MANCATO
RITORNO
ECONOMICO
PROBLEMATICHE AMBIENTALI
PROBLEMATICHE
AMBIENTALI

DIFFICOLTA’ DI OPERARE COMPLETAMENTE IN FERTIRRIGAZIONE

SOLUZIONE: APPORTO PRIMAVERILE CON UN COMPLESSO, SUCCESSIVAMENTE IMPIEGO DELLA

FERTIRRIGAZIONE

IN FERTIRRIGAZIONE • SOLUZIONE: APPORTO PRIMAVERILE CON UN COMPLESSO, SUCCESSIVAMENTE IMPIEGO DELLA FERTIRRIGAZIONE

GESTIONE NUTRIZIONALE

EPOCA FIORITURA - ALLEGAGIONE

NPK CON RAPPORTO 2-1-3 OPPURE 3-1-4 IN COPERTURA

NH4 NO3
NH4 NO3
P2O5
P2O5
FACILMENTE ASSIMILABILE PRONTO EFFETTO FORMAZIONE APPORTO ASSORBIMENTO RADICI PRECOCE RADICALE SECONDARIE
FACILMENTE
ASSIMILABILE
PRONTO
EFFETTO
FORMAZIONE
APPORTO
ASSORBIMENTO
RADICI
PRECOCE
RADICALE
SECONDARIE
P2O5 FACILMENTE ASSIMILABILE PRONTO EFFETTO FORMAZIONE APPORTO ASSORBIMENTO RADICI PRECOCE RADICALE SECONDARIE

GESTIONE NUTRIZIONALE

EPOCA SCAMICIATURA FINO 30GG DA RACCOLTA

INTERVENTI SETTIMANALI IN FERTIRRIGAZIONE

CO(NH)2 (UREA) + +
CO(NH)2
(UREA)
+
+

NO3

SETTIMANALI IN FERTIRRIGAZIONE CO(NH)2 (UREA) + + NO3 AZOTO A LUNGO RILASCIO AZOTO DI PRONTA ASSIMILAZION
SETTIMANALI IN FERTIRRIGAZIONE CO(NH)2 (UREA) + + NO3 AZOTO A LUNGO RILASCIO AZOTO DI PRONTA ASSIMILAZION
AZOTO A LUNGO RILASCIO
AZOTO A
LUNGO
RILASCIO
AZOTO DI PRONTA ASSIMILAZION E
AZOTO DI
PRONTA
ASSIMILAZION
E

PREDILIGERE COME FORMA AZOTATA UREICA , L’ UREA FOSFATO

GESTIONE DEGLI APPORTI AZOTATI

35% APPORTO AZOTATO

25% APPORTO AZOTATO

20% APPORTO AZOTATO

20% APPORTO AZOTATO

TRA CADUTA CADUTA PETALI-ALLEGAGIONE
TRA CADUTA CADUTA
PETALI-ALLEGAGIONE
20% APPORTO AZOTATO TRA CADUTA CADUTA PETALI-ALLEGAGIONE ENTRO INDURIMENTO NOCCIOLO ENTRO 30 GG DALLA RACCOLTA
20% APPORTO AZOTATO TRA CADUTA CADUTA PETALI-ALLEGAGIONE ENTRO INDURIMENTO NOCCIOLO ENTRO 30 GG DALLA RACCOLTA
20% APPORTO AZOTATO TRA CADUTA CADUTA PETALI-ALLEGAGIONE ENTRO INDURIMENTO NOCCIOLO ENTRO 30 GG DALLA RACCOLTA
ENTRO INDURIMENTO NOCCIOLO
ENTRO
INDURIMENTO
NOCCIOLO
ENTRO 30 GG DALLA RACCOLTA
ENTRO 30 GG
DALLA RACCOLTA
ENTRO 2° DECADE DI SETTEMBRE
ENTRO 2° DECADE
DI SETTEMBRE

GESTIONE DEGLI APPORTI POTASSICI

EPOCA DA SCAMICIATURA A 30 GG DA RACCOLTA

NITRATO RACCOLTA POTASSICO
NITRATO
RACCOLTA
POTASSICO

NON IMPIEGARE L’ULTIMO MESE PRIMA DELLA

PER PROBLEMI DI CONSERVAZIONE

ULTIMO MESE

SOLFATO DI POTASSIO
SOLFATO DI
POTASSIO

OPPURE

FOSFATO MONOPOTASSICO
FOSFATO
MONOPOTASSICO
L’ULTIMO MESE PRIMA DELLA PER PROBLEMI DI CONSERVAZIONE ULTIMO MESE SOLFATO DI POTASSIO OPPURE FOSFATO MONOPOTASSICO

GESTIONE DEGLI APPORTI POTASSICI

RIDUZIONE ATTIVITA’ VEGETATIVA
RIDUZIONE
ATTIVITA’
VEGETATIVA
INCREMENTO IN PESO DEI FRUTTI CARICO PRODUTTIVO
INCREMENTO
IN PESO DEI
FRUTTI
CARICO
PRODUTTIVO

SOLFATO DI POTASSIO

FOSFATO MONOPOTASSICO

CALIBRARE LE DOSI IN FUNZIONE:

VIGORIA PIANTA
VIGORIA
PIANTA
TEMPERATURE
TEMPERATURE
CARICO PRODUTTIVO SOLFATO DI POTASSIO FOSFATO MONOPOTASSICO CALIBRARE LE DOSI IN FUNZIONE: VIGORIA PIANTA TEMPERATURE

GESTIONE NUTRIZIONALE

SITUAZIONI PARTICOLARI:

ESTATI CALDE E ASCIUTTE

CON CARICO PRODUTTIVO IMPORTANTE

ULTIMO MESE
ULTIMO MESE

ASSOCIARE

• CON CARICO PRODUTTIVO IMPORTANTE ULTIMO MESE ASSOCIARE SOLFATO POTASSICO UNICO INTERVENTO EPOCA 8-10 GG DA
SOLFATO POTASSICO
SOLFATO
POTASSICO
UNICO INTERVENTO
UNICO
INTERVENTO

EPOCA

PRODUTTIVO IMPORTANTE ULTIMO MESE ASSOCIARE SOLFATO POTASSICO UNICO INTERVENTO EPOCA 8-10 GG DA RACCOLTA UREA FOSFATO
8-10 GG DA RACCOLTA
8-10 GG DA
RACCOLTA
UREA FOSFATO
UREA
FOSFATO
PRODUTTIVO IMPORTANTE ULTIMO MESE ASSOCIARE SOLFATO POTASSICO UNICO INTERVENTO EPOCA 8-10 GG DA RACCOLTA UREA FOSFATO

GESTIONE NUTRIZIONALE

SITUAZIONI PARTICOLARI:

NITRATO DI CALCIO

NUTRIZIONALE SITUAZIONI PARTICOLARI: NITRATO DI CALCIO IMPIEGABILE IN TERRENI SCARSAMENTE STRUTTURATI 2-3
NUTRIZIONALE SITUAZIONI PARTICOLARI: NITRATO DI CALCIO IMPIEGABILE IN TERRENI SCARSAMENTE STRUTTURATI 2-3
NUTRIZIONALE SITUAZIONI PARTICOLARI: NITRATO DI CALCIO IMPIEGABILE IN TERRENI SCARSAMENTE STRUTTURATI 2-3
IMPIEGABILE IN TERRENI SCARSAMENTE STRUTTURATI
IMPIEGABILE IN TERRENI
SCARSAMENTE STRUTTURATI
2-3 SETTIMANE PRIMA DELLA FIORITURA – FINO AD ALLEGAGIONE
2-3 SETTIMANE PRIMA DELLA
FIORITURA – FINO AD
ALLEGAGIONE
IN AGGIUNTA AL CALCIO FORNIRE MAGNESIO PER EVITARE CLOROSI
IN AGGIUNTA AL CALCIO FORNIRE
MAGNESIO PER EVITARE CLOROSI

INCREMENTO DELLA

CONSISTENZA FRUTTI

MAGNESIO PER EVITARE CLOROSI INCREMENTO DELLA CONSISTENZA FRUTTI AUMENTO DEI PECTATI DI CALCIO NELLE PARETI CELLULARI

AUMENTO DEI PECTATI DI CALCIO NELLE

PARETI CELLULARI

MAGNESIO PER EVITARE CLOROSI INCREMENTO DELLA CONSISTENZA FRUTTI AUMENTO DEI PECTATI DI CALCIO NELLE PARETI CELLULARI

STRESS AMBIENTALE

SITUAZIONI PARTICOLARI:

AZOTO ORGANICO

IN CONDIZIONI DI STRESS AMBIENTALE (RITORNI DI FREDDO)
IN CONDIZIONI DI
STRESS AMBIENTALE
(RITORNI DI FREDDO)
IN CONDIZIONI DI STRESS AMBIENTALE (RITORNI DI FREDDO) AMINOACIDI: VEGETALI, ANIMALI FACILMENTE ASSORBITI DALLE
IN CONDIZIONI DI STRESS AMBIENTALE (RITORNI DI FREDDO) AMINOACIDI: VEGETALI, ANIMALI FACILMENTE ASSORBITI DALLE
AMINOACIDI: VEGETALI, ANIMALI
AMINOACIDI:
VEGETALI,
ANIMALI

FACILMENTE ASSORBITI DALLE RADICI

RIATTIVAZIONE DELLE FUNZIONI BIOLOGICHE

DI FREDDO) AMINOACIDI: VEGETALI, ANIMALI FACILMENTE ASSORBITI DALLE RADICI RIATTIVAZIONE DELLE FUNZIONI BIOLOGICHE
DI FREDDO) AMINOACIDI: VEGETALI, ANIMALI FACILMENTE ASSORBITI DALLE RADICI RIATTIVAZIONE DELLE FUNZIONI BIOLOGICHE

CARENZE NUTRIZIONALI

PESCO

CONDIZIONI

PEDOLOGICHE

CARICO PRODUTTIVO
CARICO
PRODUTTIVO
TIPOLOGIA DI PORTINNESTO
TIPOLOGIA DI
PORTINNESTO
PEDOLOGICHE CARICO PRODUTTIVO TIPOLOGIA DI PORTINNESTO MANIFESTAZIONI CLOROTICHE IN PARTE IMPUTABILI : RIDOTTO
MANIFESTAZIONI CLOROTICHE
MANIFESTAZIONI
CLOROTICHE

IN PARTE IMPUTABILI :

PORTINNESTO MANIFESTAZIONI CLOROTICHE IN PARTE IMPUTABILI : RIDOTTO ASSORBIMENTO FE SCAMICIATURA EPOCHE INTERVENTO
RIDOTTO ASSORBIMENTO FE
RIDOTTO
ASSORBIMENTO
FE
SCAMICIATURA EPOCHE INTERVENTO 40GG DA RACCOLTA
SCAMICIATURA
EPOCHE
INTERVENTO
40GG DA RACCOLTA

CHELATI DI FERRO

IN PARTE IMPUTABILI : RIDOTTO ASSORBIMENTO FE SCAMICIATURA EPOCHE INTERVENTO 40GG DA RACCOLTA CHELATI DI FERRO

CONCLUSIONI

FONDAMENTALE:

1) FAVORIRE GLI APPORTI AZOTATI (IN FERTIRRIGAZIONE) A PICCOLE DOSI RIPETUTE (SETTIMANALMENTE) PER FAR SI CHE LA PIANTA ASSORBA I QUANTITATIVI PROGRAMMATI, SENZA PERDITE.

2)EVITARE GLI ECCESSI DI APPORTI AZOTATI IN UNO O POCHI INTERVENTI SOPRATTUTTO SE TARDIVI, PENA:

-ECCESSI DI VIGORIA, CON CONSEGUENTE MINOR DIFFERENZIAZIONE DI GEMME A FIORE PER L’ANNO SUCCESSIVO.

-SCARSA CONSERVAZIONE, MANIPOLAZIONE E SERBEVOLEZZA DEI FRUTTI.

-MAGGIOR SENSIBILITA’ DELLE PIANTE ALLE MALATTIE.

- SCARSA CONSERVAZIONE , MANIPOLAZIONE E SERBEVOLEZZA DEI FRUTTI. -MAGGIOR SENSIBILITA’ DELLE PIANTE ALLE MALATTIE .