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I 100 femminili in Italia negli ultimi 9 anni: aumenta la base e stallano i vertici

Di Andrea Benatti e Gianluca Zuddas

Che significato potrebbe avere uno studio macro-statistico eseguito su una popolazione presente in una determinata specialit dell'atletica, mi son chiesto, visto che poi bastano uno e due atleti che stanno al "top" nelle liste mondiali, e quella specialit viene automaticamente definita "vincente"? Ebbene serve per comprendere alcune "tendenze" socio-sportive in atto. Innanzi tutto se aumentano e migliorano le basi statistiche, aumentano anche le possibilit che in quelle specialit soggette a quelle tendenze, aumentino le possibilit di vedere atleti primeggiare. E' logico. E' anche un modo per capire come le metodologie di allenamento intervengano sui vertici della specialit bersaglio nel tempo e nella capacit di produrre atleti che possano lottare per i vertici. L'idea dello studio sorta dopo il 44"71 della Nazionale italiana femminile al meeting di Zurigo. Tempo mediocre (come molti altri degli anni precedenti) ma che stato ulteriormente svilito dal contemporaneo 43"29 della Svizzera, che ha 1/10 della popolazione italiana, ma produce sprinters (almeno al femminile) decisamente migliori di quelli transalpini a quanto pare. La crisi dello sprint italiano femminile non conosce praticamente soluzioni di continuit, dopo l'ultima vera grande sprinter che ha calcato un rettilineo di 100 metri, ovvero Manuela Levorato. Invero potremmo pure chiederci se sia mai esistita una tradizione sprintistica azzurra al femminile, e se invece, come ipotizzato in premessa, ci si affidi solo a qualche singolarit statistica. Segue quindi questo piccolo studio che dimostra alcune tendenze in atto. Sono state prese molto semplicemente le graduatorie e le liste italiane dal 2005 al 2013 (9 stagioni), le si comparate e poi si voluto nuovamente appaiare con le medesime graduatorie mondiali ed europeo. Una semplicissima analisi statistica che dimostra le tendenza italiane in atto e se queste tendenze si avvicinino o si allontano alle parigraduatoria mondiali ed europee. Naturalmente si deve considerare anche che il 2013 non si concluso... quindi i dati della stagione in corso sono suscettibili di miglioramento. Graduatorie dei 100 femminili: in 9 anni migliorata la base ma stallato il vertice Iniziamo come una panoramica sulle graduatorie italiane degli ultimi 9 anni, assunta sia in relazione alla posizione nella graduatoria nazionale di fine anno (ogni 10 posizioni) che a determinati tempi target (ogni 10 centesimi). Qui sotto le tabelle 1 e 2.

Per capire cosa significhino queste prime due tabelle sarebbe il caso di trasporle in una serie di grafici che rappresentino figurativamente le dinamiche in atto da nove anni a questa parte.

I due grafici (sono gli stessi ma quello di destra semplificato con minori tempi-target) incardinano il numero di atlete a seconda delle prestazioni-target, raccontano diverse cose, ovvero: 1- guardando le curve pi alte (quella delle prestazioni peggiori, ovvero quelle delle sprinter complessive che hanno corso sotto i 1200), aumenta inesorabilmente il numero di atlete che negli ultimi 9 anni sono riuscite a scendere sotto i 12. Dalle 18 del 2005 sino alle 29 di questanno (e lanno non ancora finito) con la singolarit statistica del 2011 con un record di 32 atlete. 2- Le curve poi dimostrano che dopo la curva dei sub-12, le altre curve sino a 1160, dopo liniziale impennata delle 2006-2007, si stabilizzano tranne la solita singolarit statistica del 2011. 3- Il maggior numero di atlete sotto gli 1160 (6) e 1170 (9) corrisposto con il 2008 e 2012, ovvero gli anni olimpici. Che la possibilit di una staffetta abbia stimolato ad essere pi performanti? 4- Il 2011 un anno, come detto, che mostra una singolarit particolare, ovvero un picco di miglioramento delle prestazioni delle atlete medio-basse (rispetto ai target considerati) e praticamente lazzeramento dei vertici. Mistero gaudioso. La prima tabella, nella pagina precedente, che individua invece i tempi delle atlete in considerazione alla posizione che occupavano nella classifica generale, ovvero alla 10^, 20^. 50^ posizione. Ebbene, i trend, che comprendono una base statistica pi ampia, sembrano seguire le tabelle sul numero di atlete sotto i target. In sintesi, dopo il biennio 2005-2006, c stata una sostanziale impennata delle prestazioni medie, che poi sostanzialmente stallata nei 7 anni successivi con piccole variazioni trascurabili. Anche in questo caso si rileva la singolarit del 2011, unico anno in cui la 30^ sprinter italiana aveva corso sotto i 1200. Nonostante questo, il 2011 stato lanno pi avaro quanto a prestazioni apicali.

Landamento della Prestazioni ricavata dalle liste annuali

Questa tabella invece, prende in considerazione le singole prestazioni (quindi pi prestazioni per ogni atleta) in relazione ai tempi-target indicati nel titolo. E ancora una volta si vede confermato il trend individuato nelle precedenti tabelle. Impennata dopo il biennio 2005-2006, e poi sostanziale stallo. Teniamo sempre presente che il 2013 ancora in corso, e che quindi i riferimenti su questanno potrebbero sicuramente migliorare. Naturalmente sorprende il dato di questanno: un solo sub 1150 (Gloria Hooper a Rieti) in tutto il 2013. Lanno scorso furono addirittura 9, grazie soprattutto ad Audrey Alloh e la sua buona stagione sostenuta. Lanno di grazia fu per il 2008, dove fu decisivo lapporto di Anita Pistone e si arriv a toccare la doppia cifra: 10 sub 1150. Il 2008 e il 2012, anni olimpici, sono stati anche gli anni che hanno visto nettamente pi risultati sotto il secondo target, ovvero 1160, con valori praticamente doppi rispetto a quelli degli altri anni presi in considerazione.

In questi grafici sono riportati dati della tabella di cui si appena parlato, in due configurazioni: una con pi target, laltra semplificata. In questo caso, studiando tutte le prestazioni apicali delle atlete, dopo il solito picco del biennio 2005-2006, le tendenze iniziano ad essere randomizzate, ma con un preoccupante e significativo peggioramento che, se non ci fosse stato il solito 2011, sarebbe stato lineare. Ma cosa sar successo nel 2011? Infatti, come contrappeso al record di prestazioni sub 1200 (ben 150) si arriva anche al record negativo di sub 1150 (0), e 1160 (2). Peggio del 2011, a livello apicale, si corse solo nellannus horribilis 2006.

Il confronto con le tendenze in Europa e il Mondo: l Italia si sta allontanando dallo sprint di vertice?
Abbiamo sempre ritenuto che non avrebbe senso produrre delle analisi qualitative su una sola popolazione campione (le sprinter azzurre dei 100 metri), senza poterle raffrontare con le macropopolazioni esterne di cui farebbero parte, ovvero le centiste europee e quelle mondiali. Va da s che se le sprinter italiane in ipotesi peggiorassero ma nel contempo quelle europee e mondiali peggiorassero con percentuali maggiori, non tutto il male arriverebbe per nuocere. Alla fine vorrebbe dire che lItalia si starebbe avvicinando ai propri macrogruppi. Presento qui sotto quindi una tabella un po p i complessa, in cui sono state comparate le prestazioni presenti nelle graduatorie italiane, con quelle mondiali ed europee. Il quesito che ne sta alla base : lItalia si sta avvicinando o si sta allontanando? Vi lascio prima di tutto alla tabella, in cui presente anche lo spread ovvero il differenziale espresso in centesimi tra latleta italiana nelle diverse posizioni della graduatoria (10^, 20^ 50^), e quella europee e mondiali.

Con DM indichiamo le graduatorie mondiali, mentre con lEM le graduatorie europee. Per comprenderle meglio ci vengono in soccorso i grafici.

Rispetto alle sprinter europee a livello di base (se con base prendiamo in considerazione una popolazione di 50 unit oltre davvero difficile pensare a livello prestativi elevati), il gap tra Europa e Italia sembra si stia assottigliando. Il problema naturalmente il vertice, perch alla fine le medaglie le finali le raggiungono le prime, e non il movimento nella sua interezza. Dal 2005 al 2009 si assistito ad un miglioramento netto e continuo: il gap tra le prime dieci italiane e le prime dieci europee, si infatti assottigliato per 5 anni consecutivi, da 0 60 a 041: ben 19 centesimi in un lustro. Dopo il 2009 quel gap invece tornato a salire, sino ad attestarsi attorno ai 50 centesimi (cio tra la 10^ italiana e la 10^ europea ci balla mezzo secondo).

La comparazione tra graduatorie italiane e mondiali, invece, tremendamente chiarificatore di un fenomeno. Limpatto sulle prestazioni dei Giochi Olimpici (e lapparente indifferenza dello sprint italiano). Guardate in corrispondenza del 2008 e del 2012 come il gap col resto del mondo si impenni. Nel triennio 2005-2007 ci registrano anche fenomeni di avvicinamento, poi boom, con lanno olimpico le distanze vengono rimarcate. Nel 2011 il punto pi vicino (ma stiamo parlando di oltre 70 centesimi tra la 10^ o la 20^ in Italia e la corrispettiva 10^ e 20^ al mondo uneternit sprintistica). Ora purtroppo, nel 2013, la tendenza non si invertita dopo lanno olimpico, come la velocit azzurra

non si fosse ancora ripresa dallanno scorso. Del resto lunico sub 1150 di questa stagione testimonia questa anemia di risultati con il conseguente sfasamento con il resto del mondo. Di sicuro il gap molto importate, e non sappiamo quanto sia un gap significativamente buono. 30? 40 centesimi? Fatto sta che dal 2011 in poi lItalia sembra andare alla deriva rispetto al resto delle sprinters globali.

Le prestazioni sotto gli 1150 dal 2005 a oggi


Ecco qui sotto tutte le prestazioni italiane sotto gli 1150, visto che in Italia diventata una sorta di barriera che separa leccellenza dal resto della popolazione. Sono 36, ovvero solo 4 per anno.
liste 2005-2013 x<11"50 11,27 11,33 11,33 11,35 11,37 11,37 11,40 11,40 11,41 11,42 11,42 11,42 11,43 11,43 11,44 11,44 11,44 11.45 11,45 11,45 11,45 11,45 11,45 11,46 11,46 11,46 11,47 11,47 11,48 11,48 11,48 11,48 11,48 11,49 11,49 11,49 1,3 0,5 0,1 1,5 2 -0,1 1,4 1,8 0,8 0,5 0 1,3 -0,2 1,8 1,7 0,7 -0,4 0 -0,2 1,1 0,4 0,8 0,5 0,2 0,5 -0,1 0,2 0,5 1,7 0,2 -0,5 -0,1 -1,5 1,2 -0,4 0,2 PISTONE ANITA LEVORATO MANUELA LEVORATO MANUELA CALI' VINCENZA PISTONE ANITA PISTONE ANITA PISTONE ANITA PISTONE ANITA PISTONE ANITA AMIDEI MARTINA PISTONE ANITA LEVORATO MANUELA PISTONE ANITA ALLOH AUDREY GIOVANNETTI MARTINA PISTONE ANITA LEVORATO MANUELA PISTONE ANITA CALI' VINCENZA PISTONE ANITA HOOPER GLORIA PISTONE ANITA CALI' VINCENZA PISTONE ANITA ALLOH AUDREY LEVORATO MANUELA CALI' VINCENZA ALLOH AUDREY ALLOH AUDREY ALLOH AUDREY ALLOH AUDREY LEVORATO MANUELA LEVORATO MANUELA ALLOH AUDREY LEVORATO MANUELA LEVORATO MANUELA 21/06/2008 08/07/2005 13/07/2005 02/07/2008 11/05/2008 07/07/2007 11/05/2008 19/07/2008 09/06/2007 08/06/2012 30/06/2007 18/06/2005 16/08/2008 10/06/2012 14/07/2012 23/06/2007 17/07/2005 30/06/2007 06/06/2008 19/07/2008 14/06/2013 13/07/2007 08/07/2005 31/05/2008 08/06/2012 07/08/2005 31/05/2008 06/06/2012 19/05/2012 30/05/2012 07/07/2012 30/06/2010 03/07/2005 02/06/2012 30/06/2010 11/06/2005

Conclusioni
Idee, ipotesi? Noi una ce labbiamo. Il fatto che vi sia un miglioramento medio dei rincalzi ma che negli anni successivi non porta ad un avvicinamento dei vertici italiani con quelli europei o mondiali si potrebbe spiegare in diversi modi. Di fatto se ci pensiamo i vertici mondiali (e in parte quelli europei, che per presentano tendenze simili a quella italiane), si caratterizzano da un alto tasso di professionalizzazione, ovvero ci che manca in Italia. Esisterebbero dei limiti raggiungibili con le tradizionali metodologie di allenamento, e che non necessiterebbero quindi dellindotto in termini di rehab (come direbbero negli Usa), ovvero nelle terapie di rigenerazione e recupero, compresi terapisti, osteopati, massaggiatori, fisioterapisti, o nellintegrazione alimentare, nella presenza di uno staff con compiti precisi. Oltre questi limiti, il gap con chi riesce effettivamente ad ottenere sistemi di allenamento professionisticamente orientati, aumenta a dismisura. Non lasciamoci ingannare dal fattore reclutamento che in questo piccolissimo studio non interviene. Si parla di tendenze che si stratificano nel tempo in relazione ai campioni studiati. Quindi se una popolazione campione avvicina le proprie prestazioni medie a quella di riferimento dei gruppi pi ampi, capite che parlare di reclutamento una questione che esula dal discorso. Quello che emerge inequivocabilmente che lo sprint azzurro di vertice stia stallando almeno dal 2005, mentre dallalto si assiepano sempre pi atlete che avvicinano quelle prestazioni, senza per trovare lo slancio per sfondare le tendenze. Una specie di effetto collo di bottiglia che non riesce a dare risultati apprezzabili, proprio perch la qualit delle prestazioni (la difficolt di scendere sotto gli 1150 in primis) apicali rimane ancorata proprio sopra quel target. Le soluzioni sembrano dover necessariamente intaccare le strutture organizzative alla base lo sport del XXI secolo sta viaggiando verso il professionismo estremo: i fenomeni sembrano durano lo spazio di una stagione, e poi, se non riescono ad accedere a percorsi strutturati di professionismo, ritornano nella normalit.

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