Sei sulla pagina 1di 7

DIO DIMOSTRA IL SUO AMORE PER NOI

Predica del Venerd Santo 2006 nella Basilica di S. Pietro del Predicatore della Casa Pontificia Fr. Raniero Cantalamessa, OFM cap. 1. Siate, cristiani, a muovervi pi gravi! Verranno giorni in cui non si sopporter pi la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa di nuovo, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verit per volgersi alle favole (2 Tim 4,3-4). Questa parola della Scrittura soprattutto laccenno al prurito di udire cose nuove si sta realizzando in modo nuovo e impressionante ai nostri giorni. Mentre noi celebriamo qui il ricordo della passione e morte del Salvatore, milioni di persone sono indotte da abili rimaneggiatori di leggende antiche a credere che Ges di Nazareth non , in realt, mai stato crocifisso. Negli Stati Uniti un best seller del momento unedizione del Vangelo di Tommaso, presentato come il vangelo che ci risparmia la crocifissione, rende non necessaria la risurrezione e non ci obbliga a credere in nessun Dio chiamato Ges [1]. una constatazione poco lusinghiera per la natura umana, scriveva anni fa il pi grande studioso biblico della storia della Passione, Raymond Brown: quanto pi fantastico lo scenario immaginato, tanto pi sensazionale la propaganda che riceve e pi forte linteresse che suscita. Persone che non si darebbero mai la pena di leggere unanalisi seria delle tradizioni storiche sulla passione, morte e risurrezione di Ges, sono affascinate da ogni nuova teoria secondo cui egli non fu crocifisso e non mor, specialmente se il seguito della storia comprende la sua fuga con Maria Maddalena verso lIndia [o verso la Francia, secondo la versione pi aggiornata]Queste teorie dimostrano che quando si tratta della Passione di Ges, a dispetto della massima popolare, la fantasia supera la realt, ed , ahim, anche pi redditizia [2]. Si fa un gran parlare del tradimento di Giuda e non ci si accorge che lo si sta rinnovando. Cristo viene ancora venduto, non pi ai capi del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi di denari Nessuno riuscir a fermare questondata speculativa, che anzi registrer unimpennata con luscita imminente di un certo film, ma essendomi occupato per anni di Storia delle origini cristiane sento il dovere di attirare lattenzione su un equivoco madornale che al fondo di tutta questa letteratura pseudo-storica. I vangeli apocrifi sui quali ci si appoggia sono testi da sempre conosciuti, in tutto o in parte, ma con i quali neppure gli storici pi critici e pi ostili al cristianesimo hanno mai pensato, prima doggi, che si potesse fare della storia. Sarebbe come se fra qualche secolo si pretendesse ricostruire la storia attuale basandosi sui romanzi scritti nella nostra epoca. Lequivoco madornale consiste nel fatto che si utilizzano questi scritti per far dire loro esattamente il contrario di quello che intendevano. Essi fanno parte della letteratura gnostica del II e III. La visione gnostica - un misto di dualismo platonico e di dottrine orientali rivestito di idee bibliche -, sostiene che il mondo materiale una illusione, opera del Dio dellAntico Testamento, che un dio cattivo, o almeno inferiore; Cristo non morto sulla croce, perch non aveva mai assunto, se non in apparenza, un corpo umano, essendo questo indegno di Dio (docetismo).

Se Ges, secondo il Vangelo di Giuda, di cui si fatto gran parlare nei giorni scorsi, ordina lui stesso allapostolo di tradirlo perch, morendo, lo spirito divino che in lui potr finalmente liberarsi dellinvolucro della carne e risalire al cielo. Il matrimonio che presiede alle nascite da evitare (encratismo); la donna si salver solo se il principio femminile (thelus) da essa impersonato, si trasformer nel principio maschile, cio se cesser di essere donna [3]. La cosa buffa che oggi c chi crede di vedere in questi scritti lesaltazione del principio femminile, della sessualit, del pieno e disinibito godimento di questo mondo materiale, in polemica con la Chiesa ufficiale che, con il suo manicheismo, avrebbe sempre conculcato tutto ci! Lo stesso equivoco che si nota a proposito della dottrina della reincarnazione. Presente nelle religioni orientali come una punizione dovuta a precedenti colpe e come la cosa a cui si anela a porre fine con tutte le forze, essa accolta in occidente come una meravigliosa possibilit di tornare a vivere e a godere indefinitamente di questo mondo. Sono cose che non meriterebbero di essere trattate in questo luogo e in questo giorno, ma non possiamo permettere che il silenzio dei credenti venga scambiato per imbarazzo e che la buona fede (o la dabbenaggine?) di milioni di persone venga grossolanamente manipolata dai media, senza alzare un grido di protesta in nome non solo della fede, ma anche del buon senso e della sana ragione. il momento, credo, di riascoltare lammonimento di Dante Alighieri: Siate, Cristiani, a muovervi pi gravi: non siate come penna ad ogni vento, e non crediate ch'ogni acqua vi lavi. Avete il novo e 'l vecchio Testamento, e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento Uomini siate, e non pecore matte [4]. 2. La Passione ha preceduto lIncarnazione! Ma lasciamo da parte queste fantasie che hanno tutte una spiegazione comune: siamo nellera dei media e ai media pi che la verit interessa la novit. Concentriamoci sul mistero che stiamo celebrando. Il modo migliore di riflettere, questanno, sul mistero del Venerd santo sarebbe di rileggere per intero la prima parte dellenciclica del papa Deus caritas est. Non potendo farlo qui, vorrei almeno commentare alcuni suoi passaggi che pi direttamente si riferiscono al mistero di questo giorno. Leggiamo nellenciclica: Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni, stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica: Dio amore. l che tale verit pu essere contemplata. E partendo da l deve ora definirsi che cosa sia l'amore. A partire da questo sguardo, il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare [5]. S, Dio amore! Se tutte le Bibbie del mondo, stato detto, andassero distrutte per qualche cataclisma o furore iconoclasta e ne rimanesse soltanto una copia; e anche questa copia fosse cos danneggiata che solo una pagina fosse ancora intera, e anche questa pagina fosse cos stropicciata che solo una riga si potesse ancora leggere: se tale riga la riga della Prima lettera di Giovanni dove scritto Dio amore!, tutta la Bibbia sarebbe salva, perch tutto contenuto l. Lamore di Dio luce, felicit, pienezza di vita. il torrente che Ezechiele vide uscire dal tempio che, dove giunge, risana e suscita vita; lacqua promessa alla Samaritana che estingue ogni

sete. Ges ripete anche a noi, come a lei: Se conoscessi il dono di Dio!. Io ho vissuto la mia infanzia in una casa di campagna distante pochi metri da una linea elettrica ad alta tensione; ma noi vivevamo al buio o al lume di candela. Tra noi ed essa cera la ferrovia e, con la guerra in corso, nessuno pensava a superare il piccolo ostacolo. Cos avviene con lamore di Dio: l a portata di mano, capace di illuminare e riscaldare tutto nella nostra vita, ma noi trascorriamo lesistenza al buio e al freddo. lunico vero motivo di tristezza della vita. Dio amore, e la croce di Cristo ne la prova suprema, la dimostrazione storica. Vi sono due modi di manifestare il proprio amore verso qualcuno, diceva un autore delloriente bizantino, Nicola Cabasilas. Il primo consiste nel fare del bene alla persona amata, nel farle doni; il secondo, molto pi impegnativo, consiste nel soffrire per essa. Dio ci ha amato nel primo modo, con amore cio di munificenza, nella creazione, quando ci ha riempito di doni, dentro e fuori di noi; ci ha amati di amore di sofferenza nella redenzione, quando ha inventato il proprio annientamento, soffrendo per noi i pi terribili patimenti, al fine di convincerci del suo amore [6]. Per questo sulla croce che si deve contemplare ormai la verit che Dio amore. La parola passione ha due significati: pu indicare un amore veemente, passionale, oppure una sofferenza mortale. C una continuit tra le due cose e lesperienza quotidiana mostra quanto facilmente da una si passa allaltra. Cos stato anche, e prima di tutto, in Dio. C una passione ha scritto Origene - che precede lincarnazione. la passione damore che Dio da sempre nutre verso il genere umano e che, nella pienezza dei tempi, lha portato a venire sulla terra e patire per noi [7]. 3. Tre ordini di grandezza Lenciclica Deus caritas est ci indica un nuovo modo di fare apologia della fede cristiana, forse lunico possibile oggi e certamente il pi efficace. Non contrappone i valori soprannaturali a quelli naturali, lamore divino allamore umano, leros e lagape, ma ne mostra loriginaria armonia, sempre da riscoprire e da risanare, a causa del peccato e della fragilit umana. L'eros, scrive il papa, vuole sollevarci in estasi verso il Divino, condurci al di l di noi stessi, ma proprio per questo richiede un cammino di ascesa, di rinunce, di purificazioni e di guarigioni [8]. Il vangelo , s, in concorrenza con gli ideali umani, ma nel senso letterale che con-corre alla loro realizzazione: li risana, li eleva, li protegge. Non esclude leros dalla vita, ma il veleno dellegoismo dalleros. Vi sono tre ordini di grandezza, ha detto Pascal in un celebre pensiero [9]. Il primo lordine materiale o dei corpi: in esso eccelle chi ha molti beni, chi dotato di forza atletica o bellezza fisica. un valore da non disprezzare, ma il pi basso. Sopra di esso c lordine del genio e dellintelligenza in cui si distinguono i pensatori, gli inventori, gli scienziati, gli artisti, i poeti. Questo un ordine di qualit diversa. Al genio non aggiunge e non toglie nulla lessere ricco o povero, bello o brutto. La deformit fisica attribuita alla loro persona non toglie nulla alla bellezza del pensiero di Socrate e della poesia di Leopardi. Questo del genio un valore certamente pi alto del precedente, ma non ancora il supremo. Sopra di esso c un altro ordine di grandezza, ed lordine dellamore, della bont. (Pascal lo chiama lordine della santit e della grazia). Una goccia di santit, diceva Gounod, vale pi di un oceano di genio. Al santo non aggiunge e non toglie nulla lessere bello o brutto, dotto o illetterato. La sua grandezza di un ordine diverso. Il cristianesimo appartiene a questo terzo livello. Nel romanzo Quo vadis, un pagano chiede allapostolo Pietro appena giunto a Roma: Atene ci ha donato la sapienza, Roma la potenza; la vostra religione cosa ci offre? E Pietro risponde: lamore! [10] Lamore la cosa pi fragile che

esista al mondo; viene rappresentato, ed , come un bambino. Lo si pu uccidere con nulla, come lo abbiamo visto con orrore in Italia nelle passate settimane -, si pu fare con un bambino. Ma sappiamo per esperienza cosa diventano la potenza e la scienza, la forza e il genio, senza lamore e la bont 4. Amore che perdona Leros di Dio per luomo prosegue lenciclica insieme totalmente agape. Non soltanto perch viene donato del tutto gratuitamente, senza alcun merito precedente, ma anche perch amore che perdona (nr. 10). Anche questa qualit rifulge nel massimo grado nel mistero della croce. Nessuno ha un amore pi grande di questo: dare la vita per i propri amici, aveva detto Ges nel cenacolo (Gv 15,13). Verrebbe da esclamare: S che esiste, o Cristo, un amore pi grande che dare la vita per i propri amici. Il tuo! Tu non hai dato la vita per i tuoi amici, ma per i tuoi nemici! Paolo dice che a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto, per si trova. Ci pu essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perch mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo mor per gli empi nel tempo stabilito (Rom 5, 6-8). Ma non si tarda a scoprire che il contrasto solo apparente. La parola amici in senso attivo indica coloro che ti amano, ma in senso passivo indica coloro che sono amati da te. Ges chiama Giuda amico (Mt 26, 50) non perch Giuda lo amasse, ma perch lui lo amava! Non c amore pi grande che dare la propria vita per i nemici, considerandoli amici: ecco il senso della frase di Ges. Gli uomini possono essere, o atteggiarsi, a nemici di Dio, Dio non potr mai essere nemico delluomo. il terribile vantaggio dei figli sui padri (e sulle madri). Dobbiamo riflettere in che modo, concretamente, lamore di Cristo sulla croce pu aiutare luomo doggi a trovare, come dice lenciclica, la strada del suo vivere e del suo amare. Esso un amore di misericordia, che scusa e perdona, che non vuole distruggere il nemico, ma semmai linimicizia (cfr. Ef 2, 16). Geremia, il pi vicino tra gli uomini al Cristo della Passione, prega Dio dicendo: Possa io vedere la tua vendetta su di loro (Ger 11, 20); Ges muore dicendo: Padre, perdona loro, perch non sanno quello che fanno (Lc 23,34). proprio di questa misericordia e capacit di perdono che abbiamo bisogno oggi, per non scivolare sempre pi nel baratro di una violenza globalizzata. L'Apostolo scriveva ai Colossesi: Rivestitevi, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti (alla lettera: di viscere!) di misericordia, di bont, di umilt, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, cos fate anche voi (Col 3, 12-13). Avere misericordia significa impietosirsi (misereor) nel cuore (cordis) a riguardo del proprio nemico, capire di che pasta siamo fatti tutti quanti e quindi perdonare. Cosa potrebbe succedere se, per un miracolo della storia, nel Vicino Oriente, i due popoli da decenni in lotta, anzich alle colpe, cominciassero a pensare gli uni alla sofferenza degli altri, a impietosirsi gli uni degli altri. Non sarebbe pi necessario nessun muro di divisione tra loro. La stessa cosa si deve dire di tanti altri conflitti in atto nel mondo, compresi quelli tra le diverse confessioni religiose e chiese cristiane. Quanta verit nel verso del nostro Pascoli: Uomini, pace! Nella prona terra troppo il mistero [11]. Un comune destino di morte incombe su tutti. Lumanit avvolta da tanta oscurit e piegata (prona) sotto tanta sofferenza che dovremmo pure avere un po di compassione e di solidariet gli uni per gli altri!

5. Il dovere di amare C un altro insegnamento che ci viene dallamore di Dio manifestato nella croce di Cristo. Lamore di Dio per luomo fedele ed eterno: Ti ho amato di amore eterno, dice Dio alluomo nei profeti (Ger 31, 3), e ancora: Alla mia fedelt non verr mai meno (Sal 89, 34). Dio si legato ad amare per sempre, si privato della libert di tornare indietro. questo il senso profondo dellalleanza che in Cristo divenuta nuova ed eterna. Nellenciclica papale leggiamo: Fa parte degli sviluppi dell'amore verso livelli pi alti, verso le sue intime purificazioni, che esso cerchi ora la definitivit, e ci in un duplice senso: nel senso dell'esclusivit - solo quest'unica persona - e nel senso del per sempre. L'amore comprende la totalit dell'esistenza in ogni sua dimensione, anche in quella del tempo. Non potrebbe essere diversamente, perch la sua promessa mira al definitivo: l'amore mira all'eternit [12]. Nella nostra societ ci si domanda sempre pi spesso che rapporto ci pu essere tra lamore di due giovani e la legge del matrimonio; che bisogno ha di vincolarsi lamore che tutto slancio e spontaneit. Cos sono sempre pi numerosi coloro che rifiutano listituzione del matrimonio e scelgono il cosiddetto amore libero o la semplice convivenza di fatto. Solo se si scopre il profondo e vitale rapporto che c tra legge e amore, tra decisione e istituzione, si pu rispondere correttamente a quelle domande e dare ai giovani un motivo convincente per legarsi ad amare per sempre e a non aver paura di fare dellamore un dovere. Soltanto quando c il dovere di amare, - ha scritto il filosofo che, dopo Platone, ha scritto le cose pi belle sullamore, Kierkegaard -, allora soltanto lamore garantito per sempre contro ogni alterazione; eternamente liberato in beata indipendenza; assicurato in eterna beatitudine contro ogni disperazione[13].Il senso di queste parole che la persona che ama, pi ama intensamente, pi percepisce con angoscia il pericolo che corre il suo amore. Pericolo che non viene da altri, ma da lei stessa. Essa sa bene infatti di essere volubile e che domani, ahim, potrebbe gi stancarsi e non amare pi o cambiare loggetto del suo amore. E poich, adesso che nella luce dellamore, vede con chiarezza quale perdita irreparabile questo comporterebbe, ecco che si premunisce legandosi ad amare con il vincolo del dovere e ancorando, in tal modo alleternit il suo atto damore posto nel tempo. Ulisse voleva giungere a rivedere la sua patria e la sua sposa, ma doveva passare attraverso il luogo delle Sirene che ammaliavano i naviganti con il loro canto e li portavano a schiantarsi contro gli scogli. Cosa fece? Si fece legare allalbero della nave, dopo aver turato le orecchie con cera ai compagni. Giunto sul luogo, ammaliato, gridava per essere sciolto e raggiungere le Sirene, ma i compagni non potevano udirlo e cos pot rivedere la sua patria e riabbracciare la sposa e il figlio [14]. un mito, ma aiuta a capire il perch, anche umano ed esistenziale, del matrimonio indissolubile e, su un piano diverso, dei voti religiosi. Il dovere di amare protegge lamore dalla disperazione e lo rende beato e indipendente nel senso che protegge dalla disperazione di non poter amare per sempre. Datemi un vero innamorato diceva lo stesso pensatore ed egli vi dir se, in amore, c opposizione tra piacere e dovere; se il pensiero di dovere amare per tutta la vita procura allamante paura e angoscia, o non piuttosto gioia e felicit somma. Apparendo, un giorno della settimana santa, alla Beata Angela da Foligno, Cristo le disse una parola divenuta celebre: Non ti ho amato per gioco! [15]. Cristo non ci ha amato davvero per gioco. C una dimensione ludica e giocosa nellamore, ma esso stesso non un gioco; la cosa pi seria e pi

carica di conseguenze che esista al mondo; la vita umana dipende da esso. Eschilo paragona lamore a un leoncello che si alleva in casa, docile e tenero dapprima pi dun fanciullo, con il quale si pu anche scherzare, ma che, crescendo, capace di fare strage e lordare la casa di sangue [16]. Queste considerazioni non basteranno a mutare la cultura in atto che esalta la libert di cambiare e la spontaneit del momento, la pratica dellusa e getta applicata anche allamore. (Si incaricher, purtroppo, la vita a farlo, quando alla fine ci si ritrover con delle ceneri in mano e la tristezza di non aver costruito nulla di duraturo con il proprio amore). Ma che almeno servano, queste considerazioni, a confermare della bont e bellezza della propria scelta coloro che hanno deciso di vivere lamore tra luomo e la donna secondo il progetto di Dio e serva a invogliare tanti giovani a fare la stessa scelta. Non ci resta ormai che intonare con Paolo linno allamore vittorioso di Dio. Egli ci invita a fare con lui una meravigliosa esperienza di guarigione interiore. Ripensa a tutte le cose negative e ai momenti critici della sua vita: la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudit, il pericolo, la spada. Guarda ad essi alla luce della certezza dellamore di Dio e grida: In tutte queste cose noi siamo pi che vincitori per virt di colui che ci ha amati!. Solleva quindi lo sguardo; dalla sua vita personale passa a considerare il mondo che lo circonda e il destino umano universale, e di nuovo la stessa giubilante certezza: Io sono persuaso che n morte n vita, n presente n avvenire, n potenze, n altezza n profondit, n alcunaltra creatura potr mai separarci dallamore di Dio, in Cristo Ges, nostro Signore (Rm 8, 37-39). Raccogliamo il suo invito, in questo Venerd di passione, e ripetiamo tra noi le sue parole mentre fra poco adoreremo la croce di Cristo. --------------------------------------[1] H. Bloom, nel saggio interpretativo che accompagna ledizione di M. Meyer, The Gospel of Thomas, HarperSan Francisco, s.d., p. 125. [2] R. Brown, The Death of the Messiah, II, New York 1998, pp. 1092-1096. [3] Najizrpneje delo, ki obrauna z vsemi temi psevdozgodovinskimi teorijami, daje pa tudi celovite odgovore na novoodkriti Judov evangelij, je delo Deifrirani Da Vinci avtorice Amy Welborn. Delo je v slovenskem prevodu izlo pri zalobi Ignis. [4] Vedi il logion 114 nello stesso Vangelo di Tommaso (ed. Mayer, p. 63); nel Vangelo degli Egiziani Ges dice: Sono venuto a distruggere le opere della donna (Cf. Clemente Al., Stromati, III, 63). Questo spiega perch il Vangelo di Tommaso divenne il vangelo dei manichei, mentre fu combattuto aspramente dagli autori ecclesiastici (per es. da Ippolito di Roma) che difendevano la bont del matrimonio e del creato in genere. [5] Paradiso, V, 73-80. [6] Benedetto XVI, Enc. Deus caritas est, n.12. [7] Cf. N. Cabasilas, Vita in Cristo, VI, 2 (PG 150, 645) [8] Cf. Origine, Omelie su Ezechiele, 6,6 (GCS, 1925, p. 384 s). [9] Enc. Deus caritas est, n.5. [10] Cf. B. Pascal, Pensieri, 793, ed. Brunschvicg. [11] Henryk Sienkiewicz, Quo vadis, cap. 33. [12] Giovanni Pascoli, I due fanciulli. [13] Enc. Deus caritas est, n.6. [14] S. Kierkegaard, Gli atti dellamore, I, 2, 40, ed. a cura di C. Fabro, Milano 1983, p. 177 ss. [15] Cf. Odissea, canto XII. [16] Il libro della Beata Angela da Foligno, Instructio 23 (ed. Quaracchi, Grottaferrata 1985, p.

612). [17] Eschilo, Agamennone, vv. 717 ss.

Potrebbero piacerti anche