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II ttttrssttggio clrc cunt

Lintento di questo libro d quello di presentare al lettore una nuova metodologia, semplice, efficace e in grado di produrre effetti terapeutici duraturi. La sua filosofia si basa su una visione unitaria dell'individuo e si propone di riscoprire il legame intimo esistente fra l'uomo e il cosmo, fia la parte e il tutto, fra l'uno e il molteplice. Le fonti di questo pensiero sintetico si possono ritrovare in Oriente nello Yoga e nella lilosofia taoista, e in Occidente nel pensiero ermetico e nell'Alchimia. Tutti questi sistemi filosofici intendono l'essere umano come un microcosmo, legato intimamente con I'ambiente che lo circonda e lo attraversa: d il "cosi in alto, come in basso" della saggezz.a ermetica, o il rapporto "cielo-uot?rolerra" del pensiero cinese. Il sapere sull'uomo e sulla malattia nasce quindi da una millenaria osservazione di questi rapporti, non da una visione dove l'uomo (il conoscente) e il mondo (l'oggetto da conoscere) vengono considerati come due entiti separate e irriducibili. E questo il difetto piir grande della medicina r-r-ro-

derna, oggi sempre pir) legata da una parte all'ideologia scientifica dominante e dall'altra ai soldi che le case farmaceutiche offrono per la ricerca sulle medicine. Una medicina che si fonda sempre pii sull'analisi delle malattie, viste separatamente dagli individui, capace - come Alexis Carrel scrive nel suo libro L'uomo, questo sconosciuto - solo di creare una salute artificiale. Nella visione unitaria, invece, l'individuo viene considerato come un essere in divenire, posto in un rapporto mutevole di interazione tra Ia sua potenzialitir ereditaria (la sua 'forza vitale', definiIa Chi o Ki dalla medicina orientale, prana da quclla indiana, dynamis dal pensiero omeopatico) e I'ambiente. Allora la salute diventa un equilibrio dinamico tra litmi dell'ambiente esterno e funzioni dell'organismo, e la malatlia viene interpretata come la risposta di ogni individuo a un disordine dell'artnonia interna nella sua relazione con l'esterno. In altre parole, il termine "salute" non significa assenza di malattie, ma capacitir dell'organismo

Il nrussaggio clrc cura

di reagire all'anomzrlia quando qllesta si presenta. Noi "cadiamo ammalati" quando, per un insieme di fattori esterni e interni, il nostro organismo non pub fare a meno di pzrssareattraverso una fluttuazione per recuperare il proprio cqr,rilibrio. Che sia per degli eccessi o pel' delle calenze, quando ci si ammala la natura che d in noi si mette a lavorare piir intensamente per riLornare verso l'equilibrio e il benessere. La malattia d un bene, perch6 mediante i sintomi, fa squillare un campanello d'allanne, ci informa che l'equilibrio della nostra forza vitale si d incrinato e che d iniziato al tempo stesso un processo di recupero zrutomzrticodel 'guasto': ecco la febbre, il dolore, gli spasn-ri, lc secrez-ionie tutto il contorno dei segnali che accompzlgnano il nostro malessere. Essi sono provocati dai nostri meccanismi di adattamento, che scattano per riportarci in equilibrio ogni volta che nell'organismo si verifica un distr,rrbo dell'arn-ronia. lnvece di lasciarci andare e di affidarci alle nostre risorse interne, non appena ci zrmmaliamo, ci

defilian-roin un cantuccio di noi stessi chiedendoci "Ma perclft proprio a nte?". Preoccupzrti solo dell:r l'acciata, telefoniamo subito erl medico, che ci consiglia l'antidoto al nostro malcsser-c: Aspirina per il raifreddore, antibiotici per l'influenza, sonniferi per l'insonnia, psicolarmaci per la deprcssionc, astringcnti per la diarrea, cortisonc' per i reumatismi e cosi vier. "Ecco, lto sistetttato la laccenda," - pensiamo, scnza renderci conto di avcrc solo scantonato. "Adesso tlevo sokt aspettare clte le ntetlicine lttcciano il loro elJetto..." Come scrive il medico omeopatico Mario Garlasco "Lo tecnica rrtedica, coltivando una concez.iotte tlell'ttotrto ritluttiva, di setrtplice collez.ionedi episodi e di organi, rivolge Ia propria esclusiva attenz,ionealla nrulattia. Studia, di questa, tutti gli aspetti pctssibili, la descrit,e nteticolosatttente e cosciettzio-sanrcnle e ne interpreta arbilrariantente la causa. Poi, nott at,enrlo neppure il vago sospetto della linaliru positirta che ln malattiu cela in sd, l'at'fronta brutalmente, intpiegando un larnmco che

II tttttssttggio

clte t'ut'a

la contrasti e l'annienti rtel rttinor letltpo possibile. L/n lanrruco scientilicanrente sperintentalo. In ahre parole la ntalatlia, vista cottre entild separata, qtn.si estenta all'orgattisttto, i il solo .so13gello tli studio della rtrcdicina dontinanle. Ed i artclte il pretesto per ulleriori spinte ctd tma tecniciT,za:.iotta .serttltre piil cupillare e ad urru specializ,z.uz.iorte esosperota clte, se da un lalo avyicina all'evento Ttatologic:o, dall'altro allctnttuta 1trutgt't'.ssivatttcnte dal nrulalo." t Se consideriamo la n-ralattiacome qualcosa a noi esterno allora la guarigione s:rri semplicementc la soppressione della stessa: vittimc delle nostle convinzioni, ci senti:rmclbene solo quando troviarno lo specialista chc 'cura' la malatti:i con il fhrm:lco piir appropriato, lacendolzr andar- via prirna possibile. Se poi questa si riprcscnta, dopo ur-r certo tempo, magari a r-rnlivello piir prolil'rclo, allora qttcsta volter usiernroil cannonc: ci inrbottian-rodi una dose piir rnassicciadi {'zrrnrzrci chc, 1'lrrr' provocando Lln'Lrpparente scompals:r clci sintorni, non I'anno chc indebolire ancor di piir le clilt'st' dcll'organismo, predisponendolo :rclallli atlrrcr'lri.

Per- guarire realmente il rnalato, il mcdico deve lavorare invece nella direzione del rectrpero dell'equilibrio turbato, di modo che la guarigione si manifesti come un adattamento vitale alle circostanz.ee all'anrbicnlc, e()rnc un vel'o c ploplio movimento rigeneratore di tr-rttclil sr-roessere, mente e corpo. La vita ci rncttc di frontc a un percorso obbligato di merlessere e di purificzrzione (n-ralattia), per darci l'occasione di ritlovare l'equilibrio e il ber-ressere con Lrna nlrova consapcvolez.'t.a e una nraggiore l-iducizrin noi stessi e nelle nostre energie (gr-rarigionc). Un:r n-redicina naturalc sarir dunque quella che stirnola la vitaliti e che lriuta :r ripristinzu'e l'equilibrio delle I'r-rnzionicolpr)r-L'L'... E questo il caso clcllc antichc arti di guarigione, corne il massaggio zr scopi ter:rpeutici, conosciuto da secoli presso i vuli popoli per allcviarc dolori c sofferenzc. In qtrcsta opcl'a vengono delineati in unzr nuovil sintcsi i lbr-rclamcntiteorici e pr':rtici del n-rassaguio tclapeutico. La prima perrtetratta il tema del-

Il nru.ssaggio clrc curs

la riflessologia del piede (praticata anticamente in India e in Cina). La seconda affronta il tema della massoterapia orientale (micromassaggio e Shiatzu). Lo scopo d quello di introdurre il lettore a due metodologie complementari, che possono essere utilizzate e integrate insieme per ottenere i risultati migliori. Queste discipline si fondano entrambe su un principio fondamentale - la legge di polaritir che d incarnato nell'uomo e pud venire rappresentato nel suo corpo con dei canali energetici, immateriali, che governano l'energia dell'organismo. Applicando la legge di polaritd e i suoi corollari alla lettura delle mappe delle zone riflesse e a quelle del circuito energetico dei meridiani, otteniamo l'orientamento piir efficace nella pratica terapeutica. I metodi riportati in questo libro sono quelli di due grandi esperti: la riflessologa Anna Kaye e il dottor Jacques Laviet docente all'Istituto di Agopuntura di Formosa, ai quali vanno i miei ringraziamenti.

NOTE (1) Mario Garlasco, Salute, makttliu, guarigione, op.ciL.

Vi sono... due tipi di snlute, naturale e artit'iciale. Itt medicina scientifica ha dato all'uomo la salute artiliciale e la protez,ione contro la maggior parte delle malattie inlbttive. E tm ,lono nrcraviglioso. Ma l'uotrto non i soddisfutto di rnru salute che e soltenlo tltcutcanza di nuilattia e dipetde da diete .speciali, fantruci, prodotti endocrini, r.'itttmine, periodici esttnti ntetlici, e dnlla cost()sa attenzione di o-spedali, dottori e infbrntiere. Egli vtrole una salute naturale, che tlerivi tlalla resistenz,aalle malattie irtlettive e degerterative,dall'eqtilibrio del sistema nervoso. pensare alla Deve es.sere coslntilo in ntartiera da vivere .senz.a propria salute. La trtetlicitta raggitntgera il .suo piit grattde trionfb qunndo scoprird il mezzo per rettdere il coryto e lu ntente naturalrrrenle imntuni tlalla malattiu, dalla latica e dalla paura. Nel ricoslruire i moderni esseri umani dobbionto riuscire a dar loro la libertit e la lblicitd prodotte da trn peftbtto stnto tlelle attivitd organiche e ntenlali. Alexis Carrel, L'ttotrto questo scorttlsciuto

Il principio che fa funzionare la riflessologia si pud descrivere in un modo molto semplice: lungo il corpo ci sono dei canali energetici che corrono in senso longitudinale, e ogni organo, ghiandola e muscolo sono collegati da una rete di nerui fino a un piccolo punto terminale sul piede. Quando la circolazione sanguigna nel piede diminuisce per I'uso delle scarpe e per mancanza di esercizio, o per malattia, alle terminazioni nervose si formano dei depositi di tossine in forma di cristalli; i depositi alterano le correnti energetiche di questi canali, riducendo l'energia vitale dell'organismo. Con la compressione profonda sottocutanea del piede per mezzo del massaggio, i cristalli si rompono e viene stimolata la vitalitd e l'equilibrio delle funzioni corporee fino alla scomparsa dei sintomi della malattia. f-A 9TIMOLAZIONE CUTANEA

Tlrtte le pafii del nostro corpo sono collegate insieme armoniosamente attraverso il sistema nervoso, ed b grazie a questa straordinaria sintesi che noi viviamo. Possiamo quindi rappresentare il corpo

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Il ntussuggio clrc cura

come un microcosmo, composto al suo interno da varie sottounith funzionali (gli organi), che agiscono in cooperazione, e separ:rto dall'esterno da una zona di l'rontiera, la pelle, che assolve a delle [unzioni csscnziali di colnunicaz-ione c' al tempo stesso di protezione dagli stin-rolidell'ambiente. Ashley Montagu spiega l'importanza lbndamentalc "[,a strdeffa nostr-a 'scorza' per la sopra,uvivenr.a: pefiicie della pelle possiede rrn ntrntero enontte di recettori settsoriali, clrc ricevorto gli stintoli di caldo, lreddo, tatlo, dolore. Si ritiene clrc ogni c'erttirttetro quadralo di pelle corrtengacirca 5.000 receltori... Alla nascita la pelle e sollecitctta a nuilte tluove reaz.ionidi adaltartrcnloitt tut antbienle assaipitt cottt1ilessodi quelk; a cui era esposla rtell'ulerc. Allraverso l'atrtbiente uttttoslerico,vengorro trosttressi,oltre ai rttovintenti dell'aria, anche diversi tipi di gas,porticelle, 7larassiti, r,inrs, batteri, cruttbiantetti di Ttressione e di ten4:eratttra, urtiditii, luce radiaz,ioni ed ollre cose. La pelle i atlrez.z.ataa ris1ontlere cort straordinaria elficienz.ao tutli Qrtt'.sti stintoli. Di gran lunga il piu esteso apperato del corpo (circa

2.500 centintetri quadrali nel neotruto, circn 18.000 centimetri quadrati rtel rrtascltio adulto ntedio, e contplessivautente il l6- lB per cento del peso cotporeo totale), la pelle svolge quattro lilnziorti lisiologiclrc: I ) dilbsa del coryto da oflb.setneccaniclte, da radiaz.iorti e dall'invasione di sostanz,eed organisnti eslranei; 2) organo di senso; 3) regolatore della tentperatura; 1) orgarn del rrrclaholisutoe dell'intrrrugaz.z.inanrcntodei grassi, e del ntetabolisuto dell'acqua e dei sali nrcdianle la traspiralione."' Secondo l'illustre antr-opologo americano una adeguala stimolazione cutanea iin dalla nascita d il fate artorc dctcrminante pt:r Llna crescita eqr-rilibrzrta moniosa del barnbino, sia sul piano fisico chc su qr-rello emotivo e mentale. Possiamo affermare chc ncl nostro organismcl la comlrnicerziclne tra I'interncl e l'esterno d incessantc. Si mantienc costante fino alla morte con Lrn complesso sislema di circolazione sanguigr-ra, di circolazione energetica [r'a le celh-rlec tra gli organi per mezzs del sistema nervoso e di scambi elettroma-

gnetici e vibratori fra mente e colpo. Questa energia vitale fluisce attraverso la pelle come anche a livello sottocutaneo e profondo, seguendo dei percorsi precisi c preveclibili. '* T'f f"fii'] i" {} F: ili i $:1"ffiffi {} Cos'd un r-iflesso?Ogni orgzrno, rrlllscolo o ghiandolzr, raggiunto dalla corrente enc-rgetica provocata da uno stimolo proveniente dall'esterno, cli una risposter involontaria, che piir es:rttamente si pud dcfinire come azione rillessa. Nel stto saggio di riflessoterapia, giir negli anni '30 il dott. Nicola Gentile presentava tutti i piir inrportanti metocli riflessologici, antichi e recenti, in grzrdo di prodr,rrre effletti terapeutici: vengono considerati unzr vzrsta gamma di stimoli, da quelli neuronali comunemente spiegati in fisiologia, a quelli mecczrnici, Lermici, elettromagnetici, chimici, psichici ecc.' I rif-lessidel nostro corpo, provoc:rti dagli stimoli, sono dunque specifici, sperimentabili ed cl'l'icaci. Per restare ai riflessi fisiologici prodolti clzrlsistcrnir

l-rervoso,si pur) alfermare che la risposta ritlessa cli Lrn organo ar,rrienesolo se il percorso neuronalc tra b il punto di stimolzrzionee l'organo con'isponcler-rte integro, senza ostruziorri, opplrre se pud essere sbloccato da un impulscl che lo zrttrzrversa. d Ouesto percorso nervoso, chiamato arco rifle.s.so, nervose.Picostituito dai neuroni, ciod dalle cellr-rle giando cefti punti del piede, possiamo inviarc degli 'impulsi aFferenti'. Dalle cellule ncruose sitrtatc sul piede, chiamate netmttti allbrenti, gli impulsi vizrggiano all'interno del colpo fino ai neuroni clei gangli paravertebrali. Questi neuroni, definiti efl'erenti, hanno la funzione di cor-rvogliart gli impulsi vc'r'so con'isponclente. l'organo, nruscolo o ghiar-rdola ll ganglio d unat rrasszr di cellule ner-voselocate lr-rori dalla colonna ve-rtebralee non colle-qirtecon il midollo spinale e il cer-vello.Cid significa che gli stimoli viaggiano sul sistema ner-voso involontario e spiega perch6 eli impulsi che partono dzr r-rn piede non attraversano l'altra parte del corpo, nra lavorano in vertic:rle raggiungendo solo gli orgzrni situati dallo stesso lato del piede.

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SI f{THTNXH.ANSO La pressione applicata a una terminazione nervosa costituisce uno stimolo. Questo stimolo mette in moto unimpulso nelvoso, una risposta elettrochimica che provoca un cambiamento nei processi nervosi. Dal punto di partenza, l'impulso passa attraverso i neuroni afferenti fino alla massa di neuroni che si trovano al di fuori della colonna vertebrale, detti "gangli". Nei gangli, I'impulso viene preso dai neuroni efferenti e cosi viaggia attraverso di essi fino all'organo particolare, provocando Ia sua risposta: l' azione riflessa.

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#! PCILAMITA

Parlando in termini energetici, possiamo dire che la vita del nostro organismo dalla sua totalitd fino alla piir minuscola cellula, dipende dalla sua capacith di alternare attivitd anaboliche e cataboliche, ciod dalla capacitir di assorbire e consumare l'ener-

gia o, detto in altro modo, di concentrarsi e rilassarsi... Se rapporliamo l'organismo all'ambiente' vediamo che esso b soggetto a dei ritmi primordiali, nei quali l'energia cresce e decresce: il caldo e il freddo, il giorno e la notte, I'estate e I'inverno ecc. GIi scambi continui dell'organismo con l'ambiente avvengono dunque in rapporto con questi ritmi, che determinano la circolazione dell'energia, secondo un'arrnonia e una direzione ben deterrninata. Il pensiero cinese, con la sua nozione di'rapporto Yin-Yang'esprime in un modo estremamente denso di significati, come vedremo piir avanti, quella che possiarno chiamare la legge di polaritd: tutta la materia, animata e inanimata - ogni atomo, ogni cellula, il cosmo intero - possiede due poli, elettrico e magnetico o positivo-negativo. I due poli sono i punti estremi di un'asse, con qualitir fisiche opposte. Tia i due punti terminali ar,'viene un'interazione che d circolazione di energia. La nostra capacitir di esistere dipende da questa interazione. Il nostro corpo funziona in accordo con la legge di polaritir.

Il rttussttggio clrc cura

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LE ZONE

DEL CORPO

La tradizione ci insegna, e l'esperienza conferma, che i punti chiave sono la testa e i piedi. Essi costituiscono i poli attraverso i quali circolano dieci correnti separate di energia: cinque in ogni metd del corpo fia la testa, le cinque dita della mano e le cinque dita del piede. Queste correnti scorrono in senso longitudinale, lungo delle linee simili ai meridiani, chiamate "z.one". Le zone della m:rno convergono nelle spalle con il resto delle zone verticali. Se segnamo la zona 1 con una linea verticale centrale, vediamo che le zone si estendono verso la periferia, attraversando le parti anteriori e posteriori del corpo. Pollici e alluci rappresentano la zona 7, i mignoli la zona 5. Le piante dei piedi corrispondono ai palmi delle mani. Ogni zona include tutti gli organi che attraversa. E ogni metd della testa e ogni alluce contiene le cinque r.one, oltre a comprendere quella principale, la zona l.' Quando nel nostro corpo un ostacolo blocczr il circuito energetico - come quando dci clcpositi

di tossine si formano alle delicate terminazioni nervose del piede - lo scorrere dell'energia viene impedito e l'organo a esso collegato ne viene influenzato negativamente. Il grado con il quale l'organo d colpito dipende naturalmente dalla durata e dall'estensione del blocco. Le dita sensibili e i pollici di un massaggiatore esperto possono sentire al tocco questi depositi. Essi vengono rotti con una pressione dell'unghia, come quella che romperebbe un granello di zucchero. I cristalli vengono poi eliminati attraverso la corrente sanguigna con le urine o il sudore. Una volta sbloccato I'ingorgo, gli impulsi nervosi completano il loro circuito, e l'organo, anche se d stato debilitato dalla malattia, riprende a funzionare. Quando non d consigliabile o impossibile massaggiare certe zone del piede, possiamo utilizzare al loro posto, per ottenere lo stesso effetto, piir di un centinaio di "riflessi" nelle mani, nella testa e nel corpo. Lavorando sui punti terminali possiamo imparare er sbloccare e a stimolare efficacemente queste

"L'uomo di Fi tzgeral d". Fi tzgeral d-chedstoto il pioniere della ilfessologia in Occidente - ha individuato nel corpo uma' no 10 bande lineari che scolTono in senso verticale attraverso il corPo e i piedi. Queste linee vengono chiomate "zone" e su di esse'viaggia' la corrente energetica.

II ttttts s rtg,gi tt c l tc

correnti, pet' l'ipristinare qlr:rndo e necesserrioIzr circolazione energetica. Comprinrere i punti clel piede stinrola dei riflessi polari in tutti gli orgzrni attraversati da urra certa zona. Il massaggio provoczl Lllr miglioranrento della szrlutc perch6 ne risulta una polarit,zaz)one e un bilanciarnento delle cnergie viterli. Gli .stimoli inviati clal pieclc rimuovono i blocchi e l'energia st:lgnante che impcclisce Io scolrere naturale dell'enelgia vitale. Nornralizt.ando la circolazione energeticzr si regola l:r cir'colazione sanguigna col rislrltato di un aunrento di attivita cli un olgano ipotonico o cli una inibiz.ionc'di un organo iperattivo. Oltrc al n-roclello zonale, ci sono altr-i modeili polari che attraversano e si sovrapponqono nel nostro cot, po, senza interl-erire con il lzrvorogli uni dcgli altri. Il lato sinistro e il lato destro del corpo rzrppresentano due poli later-ali.Esistono anclre altri poli later-ali piir piccoli: centrali, superiori e inferiori.t Anche la testa contiene n-rolti rillc-ssi spccifici. Le oss:r clel clernio sono collegate trzr loro cla Lln tcssuto fibroso, cap:rce di svolgere ur-r'zrzione di co'niera,

che permettc l'espansionee la contrazione ritrrrica del cervello. Toccando la testa, anche con una leggera pl'essione,potrento scol-rrireclci punti dolenti, che indicano ristagno energetico e blocchi nelle zonc con-isponclcnti.Tutte le zone dell'onsanismo e lc verric funzioni l-isiologiche sono rapprescntzrte nel ce-tvello,che r-iceve infonrazioni cla oeni parle clcl corpo e rinrrizri messaggi ztgli orqani. stffil Ftffi SUI f;*Lfif;fi Hl Hf{Hru$ffi"{"|fi| Lc' ostnrzioni nelle linee e nr.lle zone cnergctiche vengon() rcgistrate in ccrti casi come clolor-e,in altli conre lirrrit:lziorrcclel nrclvillcrrto c delle.l'urrzioni (per esempio nr-r torcicollo o un;.r schicn:.r clololantt-). I blocclri enelgctici interlcriscono anche con la circolazionc s:rnguignzr,e cio si notzt subito alle estremiti: pie'clie nrani possono dir,entzrre rigidi, ll'eclclie spessodolr-nti. Le tossine si accrunulano pclco a poco nel plrnto piir in trasso del nostr'<t corpo, sotto la piant:r dcl pie'de,sedinrentanclosiin lorr-n:rdi piccoli crist:rlli

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che possono essere sentiti distintamente dal pollice e dalle altre dita. Quando i sedimenti e i depo_ siti cristallini vengono rotti dalla pressione, il sangue li rimuove, permettendo alle correnti energetiche di raggiungere di nuovo il punto ter_ minale alle estremitd del circuito. In questo modo viene ristabilita l'armonia della polarith e l,equili_ brio energetico. [l massaggio dei riflessi del piede coopera cosi con le forze naturali dell'organismo per ristabilire la salute. I punti del piede, quando vengono toccati, spesso risultano dr-rri e dolorosi, a calrsa dei blocchi e del ristagno energetico. Ma il dolore causato dalla pr-essione, anche se all'inizio r-noltoacuto, di soli_ to dopo qualche attimo comincia a diminr.rire d'intensiti, fino a riuscire sopportabile al paziente. Or,ryiamente,tanto piir esteso e profondo sard il blocco, tanto pii lungo e intenso sarh il dolore che egli proverh durante il trattantento. Il massaggiatore dovr) perd sempre agir-e con gentilez_ za, in modo da provocare al paziente, li dove d necessario, un dolore accettabile e non cosi forte

da metterlo in uno stato di tensione. Considerate, d'altra parte, che la morbidezza dei tessuti non necessariamenteindica uno stato di buona salute degli organi. Quanto a lungo durerd l'effetto positivo del n-rassaggio dipende da vari fhttori: jnnanzitutto dalle attitudini mentali del paziente, e ciod se la sua mente sta costantemente crearndonuovi problemi o meno. Altri elementi da considerare sono: la dieta e le abitudini alimentari, la situazione lavorativa, le relazioni personali, la durata del sonno ecc. Cosi d spesso molto difficile rispondere alla dornanda che fanno tutIi, "euartto ci vorrd per ntigliorare?". Non ci sono due persone uguali, e sono rnolto poche quelle che si asson"rigliano;e anche con la stessa persona, un certo trattamento potra funzionar-e in un moclo una volta e in un altro la volta successiva. La composizione dell'aria, I'altitudine, l'etd, il ternpo - anche l,ora del giorno - esercitano influenze significative sul colpo e la mente.

Il ntassaggio che cu.ra

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Per ottenere dei buoni risultati, se la situazione d cronica, ci vorri naturalmente pii tempo che nel caso di uno stato acuto come un raffreddore o una febbre. Un sollievo quasi immediato d possibile, di solito, negli stati acuti.

SINTETIZZANDO La riflessologia svolge le seguenti funzioni terapeutiche: - rimuove i depositi di tossine dal piede;
dmuove le congestioni e i blocchi dai circuiti energetici; bilancia la polarit2r, permettendo la circolazione armoniosa dell'energia; migliora la circolazione del sangue; normalizza Ie funzioni degli organi e delle ghiandole, attivando o inibendo la loro attivitd; rilassa il corpo e la mente in profonditd. E generalmente ammesso che un'elevata percentuale delle malattie comuni alla maggioranza dell'umanitir sono causate dalla tensione. Sforzi eccessivi e prolungati, stress e tensione che si accumulano senza potersi scaricare non sono condizioni naturali, e gli effetti angoscianti di questi fattori sulla mente vengono poi trasmessi dal sistema nervoso a tutto il corpo. Il rilassamento d un prerequisito alla salute. Toccare i piedi d un gesto che ha un'influenza profonda sulla persona... e gli effetti non si manifestano solo a livello fisico, ma incidono anche sul piano emotivo e mentale e su quello spirituale, portando a una vera e propria rigenerazione e a un ringiovanimento dell'individuo.

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Nel piede d rappresentato in piccolo il corpo Lrrlano. Sommarianrente si possono distinguere 4 parti principali, in senso ctriz.zontarle: le dita corrispondono alla te.s1a; le lalangi, fino all'alco del piecle, alla parte superictredel cory)o; l'arco del picde, I'ir-ro all'inizio del tallcrne,corrisponclealla parte centrale del tronco; la zona del tallone, fino al bordo posteriore del piede, al ples.so urttget t i t ale. Data ler piccolezz.adel piede rispetto al corpo, i punti collegati con le terminarzioninervose sono molto vicini gli rrni agli altri. Quando pratichiermo il massaggio dei ri{'lessi non deve essel'e

dimenticzrto nemnreno il punto piir minuscolo. Ogni punto (di circa 2 mm) corrisponde o d collegato :r una parte di un orgerno gli o di una ghiandola specificzr;

or ganl plll gl'andr sono r appr esent at i da una zona cor r ispondent e piir lar g: r sul piede. Bisogna esser e quindi m cllt o scr llpolosi nell'esecLr zione della t ecnica.

S tntrupJto.si ?.i ortc del l <' i ttttttrtgi rri drl crtrpo e dei piedi. Qtre.sta sentplice visuuliz.zu:.irnte ci l)enttettc di ktculiz.:lre le ?.orrc rillestlr tlei piedi rispelto alle purti del corpo.

Il tttassaggio clrc curcr

per evitare di tralasciare qualche punto piir bisognoso. Usando il metodo descritto in qucsto libro riusciremo a trattare completantente tutti i riflessi, c osi da raggiungere il risultato piir efficace. La tecnica presentata d il frutto dell'esper-ien7.a e del metodo di Anna Kaye,' una ril'lessologa straordinaria, allieva di Eunice Ingharn Stopfe.l - massaggiatrice americana che ha elaborato e divulgato negli anni '30 le scoperte del dr Fitzgerald, scopritore della terapia zonale, uno dei pionieri dellerriflessologiain Occidente.o D'altra parte perd, gli studiosi che si interessano alla storia del massaggio del piede concordano contLlnetnentesul fatto che gid 5.000 anni I'a veniva utilizzato in India e in Cina per diagnosticarc

e per curare certi disturbi. Cosi la scoperta della riflessologiadel piede altro non sarebbe che il recupero di un'antica arte terapeutica tradizionale. IL MOVIMHNTO DHL POI.LICE La tecnica consiste in un modo particolare di tenere e muovere il pollice. Prima di lavorare su se stessi o con qualcun'altro, impariamo a padroneggiarla.E abbastanza sernplice, del resto. Ecccl come procedere. Mettete il vostro pollice sul piede. Poi, piegatelolentamente in avanti Ilno a quando la porzione del vostro pollice, dalla punta alla printa fal:rngc, ri-rugiunge' la posizione vcrlicerlc(i'cioi' a 90'), in rapporlo alla srrl'rcrlicic clcl picde. In questa

posizione, applicate la pressione dritto in dentro, senza muovere la punta del pollice in avanti, indietro o lateralntente. Attenzione perd: se il pollice non rimane costante nel punto di pressione, nra invece str-iscia o scivola anche leggermente, si perde il punto riflesso e si tira la pelle-sopra i cristalli sedimentati invece di rornperli. Anche se i depositi vengono in parte spezzati con un'azione strisciante, se il punto non viene pigiato correttamente Io stimolo non parte e il percorso nervoso rimane bloccato. Agite quindi con molta precisione e ricorda{.e: il punlo di pressiorte non i il puttto slri.sciato.Si deve mantenere la pressione solo per un istanLe, e poi si pud allentarla raddriz,zando il pollice.

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tatto con i punti di pressione a circa 2 mm uno dall'altro. lazione deve essere continua, calma, senza scosse e sempre in avanti; lo spostamento all'indietro d soltanto un inutile sfregamento della pelle. Questo movimento del pollice potrebbe assomigliare al movimento del bruco e questo termine, "passo del bruco", verri usato d'ora in avanti per descrivere la tecnica. Per rispettare la legge di polaritd, la direzione del movimento dovrebbe essere sempre dalla cima verso il fondo, ciod dalle dita verso il tallone, o, se si muove onzzontalmente attraverso il piede, dal bordo esterno verso l'interno. Se la direzione viene capovolta, lavorando dall'interno verso l'esterno, le tossine dei depositi che vengono spezzati verranno spinte all'estremitir del piede, rendendo pin difficile la loro evacuazione attraverso il circolo sanguigno.

POSIZIONE FINALE

P OS IZION E INIZIALE

II passct del bruco: con ut1 rttovintento alternato di distensione (A) e piegantento (B), il pollice pnscede in avanti tt piccr,tli passi, pigiando i Ttunti a circa 2 ntm di distanza I'uno dall'altro.

Rimettiamo il dito di nuovo in posizione piana sulla superficie della pelle per un momento, e ripartiamo a piegarlo in avanti su un altro punto. Questo movimento alternato di piegamento e raddrizzarnento fa muovere il pollice in avanti a piccoli passi, cosi da prendere con-

La prima cosa da prendere in considerazione per fare un buon massaggio d la postura del paziente. Il paziente pud stare disteso o seduto, come preferisce. Cid che veramente d importante al fine di ottenere i risultati sperati E che sia il massaggiatore che il paziente siano completamente a proprio agio. Se il paziente d disteso, deve stare fermo, con la spina dorsale ben dritta. Un cuscino basso pud venir messo sotto la testa, ma solo se non fa alzare eccessivamente la testa e piegare il collo. Se la spina dorsale d anche un po' curva, cid crea interferenza con lo scorrere delle correnti energetiche e con la circolazione. Se invece il paziente sta seduto, perch6 lo preferisce o perch6 non

Li vel l o correttct dei piedi di utt pat.ientc di.slesrt rintatlo a clti operu i l rtttt.s.saggi o ri llt.ssol1t't ttt.

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esiste possibile alternativa, d importante che la sedia sia ferma e comoda. Il paziente deve sedere diritto, con la schiena in verticale, rilassato, non rigido, altrimenti gli impulsi che partono dai punti di pressione verranno ostacolati nel loro percorso. Qualcuno pud avere un coccige pii sensibile e per non enfatizzare la pressione su quel punto, che pud diventare fastidiosa, potete mettere un cuscino basso sotto il sedere. Le gambe del paziente vengono distese su di uno sgabello, all'altezza della sedia, dritte ma non rigide. Se c'b difficolti a star seduti con entrambe le gambe allungate, una delle due pud essere anche abbassata a terra mentre si lavora sul piede della gamba opposta, e viceversa.

La posizione migliore per lavorare d quella con il paziente disteso orizzontalmente, poich6 gli consente un maggior rilassamento e permette agli impulsi di viaggiare indisturbati. Se non possedeteun lettino per massaggiopotete utilizzare un tavolo di dimensioni adeguate. Lorientamento del paziente deve essere possibilmente con la testa a nord o a ovest, per armonizzarlo rispetto alla circolazione energetica della terra. Le gambe, ben distese, se sono nude vanno coperte per mantenere la temperatura corporea e favorire la circolazione mentre si b fermi. Tenete sottomano una coperta, nel caso che il paziente abbia freddo durante e dopo il trattamento. Sedetevi su di una sedia, di fron-

te al paziente. I suoi piedi devono essere a un'altezza alla quale potete lavorare confortevolmente, per poter applicare il corretto angolo del pollice e delle altre dita al piede. Langolo d importante, per laggiunaddirittrrra decisivr,r gere i riflessi. laltez.za giusta d quando le punte degli alluci del paziente sono a livello delle spal4 o 5 cm le del massaggiatctt'e, piir in basso, non di piir.

Il ntassttggio che cu.rcr

Prima del massaggio, se osservando il paziente vi accorgete che il suo viso fa trapelare una qualche tensione, potrete iniziare con dei prelintinari che lo aiutino a distendersi. Piir infatti riusciri a rilassarsi 'sotto le vostre nrani' maggiore sar'2r l'effettct bene[icc,r che si riuscird a ottenere dal trattamento. Di seguito vi consigliamo quindi alcune semplici tecniche per indurre il rilassamento. Pcltete anche inclulre un rilassamento verbale, scguendo lo schema scguente:dapprima chiedete al paziente di mettere I'attenzione sul suo respiro; dopo averlo invitato a l'ale qualche respiro proIondo gli chiederete di chir-rdere gli occhi e di rilassare volontariamente tutti i muscoli

del corpo, partendo dai piedi, fino alle punte dei capelli. I risultati sono sorprendenti, nel giro di qualche minuto egli sard calmo, complelamente rilassato e molto piu nralleabile di prima. Anche voi dovreste esserementalrrente sereni e fisicamente r-ilassati quando lavorate. La tensione crea rigiditi, e con le mani contratte non potrete muovervi con scioltezza n6 la pressione sard uniforme. C'd ancora un'altr-n ragione per restare liberi dalla tensione: le emozioni non sono confinate in noi stessi, mer si trasmettono con la vicinanza e il tatto. Durante una seduta c'd un sottile sc;rmbio silenzioso cli sentirr-rcntill'a il rrtassaggiatole e' il pazicntc. Sc voi sictc r-ilassztti, cid aiutcrar l'altr'o a distcndclsi c il nrarssaggi<l sara pii cll'icacc.

T{:: t: r,{ tfl}-i f, Hr F? tL /\SSAM H N - t"( )

Non utilizzate queste tecniche di rilassamento una dopo l'altra. Prima di iniziare il massaggio usatene una su di un piede, poi sull'altro. Le rimanenti tecniche potranno venir-eapplicate durante dei brevi inter-valli, dopo aver lavorato su zone dolorose e a conclusione del trattamento per far dimenticare al paziente il male che pud aver provato in precedenza. o Rttot:lte lentarrnente I'alluce in senso orario-antiolario, tenendct ferrna con l'altra mano la zona appena sotto la seconda arlicolazione (dove il dito d attaccato al piede), per- stabilizzare il piede. La rotazione del pollic:erilassa il collcr e i muscoli delle spalle, dove si accumula di frequente la tensione.

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' 1fl[ffissu46s=,,:',i Il tnassaggirt <'he<'urtt


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$ Una tecnica utile per rilassare il piede (e di conseguenzail paziente) consiste nel pigiare le ossa. Con Llna mano chiusa a pllgno sulla pianta e I'altra distesa attraverso il dorso in modo da coprire in parte le dita, spingete o premete le due mani l'una verso l'altra. lazione delle due mani estende i tessuti e crea distanza ft'a le ossa, decontraendo tutto il piede.

fi Ruotate lentamente il piede in senso orario e poi antiorario. Questa azione rilassa il piede e i nruscoli clellegambe e, eliminando la tensione, il rilassamento si diffonderi in tutt<-ril corpo. Sostenendo lii caviglia con Llna rrano, mentre ruotate il piede con l'altra, tenete la gamba in una posizione stabile, in modo da non far muovere i muscoli dellarparte suneriore.

$ Un'altra tccnica di rilarssamento consiste nello strol'inare gcntilmente le caviglie e i lati del piede con entrambe le rnani, usand()un movimento rotatorio simultanco con le pal me di ciascuna mano, cid indtrce un pincevole senso cli calore. E un'ottima tecnica per i piedi freddi.

dhT'ry'ffiildx$ffiN H Non lasciate che le braccia o le gambe del paziente si incrocino, come fanno molte persone quando si mettono in una posizione comoda. Le mani devono stare separate. Se le mani sono unite, le correnti energetiche che a esse giungono dalla testa sono deviate e non tornano indietro agli organi. I due poli -- il sinistro, magnetico e negativo, e il destro, elettrico e positivo - si neutralizzano, ostacolando lo scorrere naturale delle correnti elettromagnetiche su e gii per il corpo. Il massaggio inizia sempre sul piede sinistro, in conformith con la legge di polarit). Come abbiamo detto, il lato sinistro del corpo b 'magnetico', recettivo. Accetta e trasmette piir facilmente gli stimoli inviati dai punti di pressione del piede; inoltre, la parte maggiore del sistema linfatico - il dotto toracico - d sul lato sinistro. Poichd una delle sue funzioni d quella di fermare il diffondersi di batteri e tossine, la maggior parte dei residui tossici si accumula nel lato sinistro del corpo, da dove vengono prontamente eliminati. I1 massaggio dei riflessi aiuta a compiere questo lavoro. Il lato destro del corpo d il lato'elettrico', attivo, proiettato all'esterno e, se il mzrssaggio viene iniziato sul piede destro invece che sul sinistro, puir succcclcre che gli stimoli vengano in qualche modo respinti, renclcnckrnrcno efficace il lavoro.

i{ Ancora una tecnica consiste ncllo strofinare piir volte con il tondo del palmo della mano il bordo interno del piede (che corrisponde alla colonna). Stabilizz.aLe il piede con l'altra mano cosi che non scivoli di lato o si pieghi. Utilizzando Lrna leggera pressione fate scivolare il palmo dall'alluce al tallone.

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UONA N. 1 Il massaggio dei riflessi ha inizio sulla pianta del piede sinistro, piir precisamente sulla zona del plesso solare - segnalata con n. 1 sulla mappa del piede presentata a pag. 27 in cui viene indicata la sequenza delle zone sui cui lavorare e la direzione con cui massaggiare i diversi sentieri. Con il pollice della mano destra avanzate con il passo del bruco partendo dall'angolo superiore sinistro della zona, a circa I cm dal bordo esterno del piede. Procedete orizzontalmente attraverso la pianta, verso il bordo interno, fino a raggiungere la piega di flessione della pelle che si estende verticalmente verso il basso, dal punto situato a metA tra l'alluce e il secondo dito (per 4 o 5 cm, a seconda del piede).

Sequenza di iniz.io nrassaggio del plesso solare (l-2) e terntine del serttiero (3).

Tornate indietro al punto di partenza e iniziate un nuovo sentiero sulla zona del plesso solare, appena sotto al primo. Lavorando sempre dall'esterno verso l'interno del piede, attraversate la pianta fino alla piega sopraddetta e poi iniziate un nuovo sentiero sotto il secondo. Il numero di questi sentieri (3, 4 o 5) dipende dalla taglia del piede. Lultimo di essi d sul bordo inferiore della pianta, lir dove inizia l'arco del piede.

Mappa del piede sinistro: i nunteri indicano la sequenza di ntassaggio delle singole zone, Ie frecce la direzione del massaggio. ['tt stessa sequenTa si applica anche al piede destro.

Appoggiate le dita della mano sinistra sulla punta del piede da trattare. Mentre il massaggiatore lavora con il pollice destro sulla pianta, le dita della sua mano destra riposano sulle dita della mano sinistra che stabilizza e fa da supporto. Questo accorgimento serve a evitare la pressione simultanea sulla pianta e sul dorso del piede. In certe zone i riflessi della pianta e del dorso corrispondono, ma in altre no, e premere entrambi i lati allo stesso tempo provoca riflessi antagonisti o conflittuali, che si neutralizzarro a vicenda. Assicuratevi che il pollice e le dita della mano di supporto non stringano troppo il piede, bloccando la circolazione del sangue.

ntassaggio clrc

Ricordate che il massaggiatore deve operare sistematicamente e con precisione. Se non agisce correttamente, alcuni riflessi verranno sicuramente dimenticati e di conseguenza il lavoro sari meno efficace. Per raggiungere pii facilmente i riflessi sottocutanei, spingete le dita del piede leggermente all'indietro con il pollice della mano sinistra, in modo da esporre meglio la pianta.

C orretta pos i i i one delle nnrti strl dorso del pi ede ntetttre s i ellbttua il nnssaggio delh pianta.

E ONA N.2 Situata sotto l'alluce e delimitata dalla piega di flessione sopra citata. A circa 4 o 5 cm dal punto di partenza, questa piega fa una curva a 90" e si estende verso l'interno del piede, delineando questa sezione che d la zona riflessa della tiroide. Inoltre, in questa zona vi sono altri due riflessi, corrispondenti alle scapole e a parte della punta superiore dei polmoni. Ruotate la punta del pollice verso il basso e seguite la piega, iniziando dal punto di partenza, fra I'alluce e il secondo dito. Procedete con movimenti molto piccoli fino alla curva dove la piega gira a 90" estendendosi verso l'interno del piede: dopo aver cambiato la direzione del pollice da verticale in orizzonta-

le, continuate lungo la piega fino a raggiungere il punto terminale a circa ll2 cm dal bordo interno del piede. Qui applicate una pressione finale tenendo il pollice di lato, con l'unghia verso l'alto. Ora siete pronti a iniziare il sentiero successivo,che parte dalla radice dell'alluce (dal punto pir) vicino alla piega sopra descritta). Procedete con il passo del bruco verso il basso fino al punto dove la piega curva orizzontalmente verso il bordo del piede. Seguite poi il sentiero adiacente, di nuovo dalla radice dell'alluce in giir, un po' piir vicino al bordo interno del piede. Continuate da capo, fino a coprire tutta la zona 2 della Mappa del Piede, procedendo dall'alto verso il basso.

Vistnli::.rt:iottt' tlt,llu t.rtta rillessa della tiroide.

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II tttttssttggio <'lte cura

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Sequenz.a di nnssaggio sentiero della tiroide.

sul bordo estento del

Passate ora al piede destro, e ripetete le stesse procedure. Lavorare sulle le zone del piede sinistro senza alternare il trattamento sul piede destro, creerebbe uno squilibrio nella circolazione non solo delle correnti elettromagnetiche, ma anche del sangue. Avremmo cosi una meti del corpo rilassata e I'altra ancora in tensione.

Il tnu.ssttg,gioche cura

XONA N. 3 Dopo aver completato la zona 2 sul piede destro, ritorniamo al sinistro per lavorare sull'alluce, che contiene i riflessi della testa. Lalluce, all'estremit2ropposta del corpo, possiede come la testa tutte e cinque le zone ed d un imPortante punto di comando delle energie' ll punto di partenza del Primo sentiero d sulla punta dell'alluce del piede sinistro, partendo dal bordo piir vicino al secondo dito. Utilizzando il pollice della mano destra (a causa dell'angolo), Procedete in gitr con il passo del bruco fino alla radice del dito. Fermatevi, ritornate sulla Punta dell'alluce ed eseguite il movi-

mento sul secondo sentiero, to vicino al primo. Siate certi che il PolPastrello dell'alluce venga lavorato sistematicamente, in modo da non dimenticare di stimolare nessuna parte della testa.

P( rrl enaa e arri |o aontt 3-

del pri nto senti ero del l a

Mentre lavorate sull'alluce, d necessario sostenerlo con I'altra mano, tenendolo fermo per non sbilanciarlo con la pressione. Se vi dimenticate di sostenere il dito, i benefici effetti della pressione sui riflessi diminuiscono poich6 il movimento, provocando dei cambiamenti di posizione e la contrazione dei muscoli, altera il flusso degli imPulsi inviati dai punti di pressione.

ilitlrlllrrlt,iili,; lfffi

ZONA N. 4 Dopo aver trattato tutta la pianta del primo dito, lavorate sulla sua radice, partendo dal punto pii adiacente al secondo dito, in direzione del bordo interno del piede. Questa zona va trattata con il pollice rivolto in basso, posizionato di fronte alla pianta del piede, e il movimento va eseguito di taglio, ciod in senso laterale, a causa della sLrettezza del sentiero che non permette un movimento ampio. A causa dell'angolo richiesto per applicare la corretta pressione, il pollice destro risulta piir efficace del sinistro nella stimolazione di questi riflessi, che sono corrispondenti al collo e alla tiroide. Ripetete il sentiero anche un paio di volte.

Az.ktne del pollice destro sulla radice dell'alluce, dove sono localiz.z.atii rillessi della nuca e della tiroide.

Quando avrete terminato il lavoro sull'alluce sinistro e la sua radice, applicate lo stesso trattamento sul piede destro. per massaggiare la radice dell'alluce destro il pollice sinistro d il pin efficace. eueste non sono regole fisse, siate solo certi di applicare con il vostro pollice l'angolo corretto sul piede (90.).

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II tttttssttggio clte curn

;Lr; Xni- $-id\ l'+" rl . 4 I'l . i"t Ora siete pronti per lavorare sulle dita, clal secondo al quinto dito, e sul sentiero sul bordo esterno del piede sinistro. Iniz.iando sull'angcllo superiore esterno del secondo dito, massaggiate verso il bersso con pochi movimenti, fino alla fine della pianla del dito. Iniziate un secondo sentiero, sempre dalla punta dc'l dito l'ino alla firrc del polpastlello e forse arncheLrn terzo scntiero, sc la larglrc'zza del dito lo consente. poi il pollicc di lato e IaRurotzrte vor-ate sulla radice con-]e avcte latto plin-ra per' l'alluce. Tralasciate lo stretto collo del dito tra il polpastrello e la radice, poich6 li non ci sono r-iflessi e la z.ona d spcssomolto sensibilc. Eseguite la stessa routine sul terzo, quarto c quinto dito.

Il massaggio sulle dita, lavorando verso l'esterno, completa il lavoro tatto sugli alluci come a voler' 'circondarc'la testa. Le punte delle dita hanno dei riflessi collesati al

cervello e ai seni paranasali e fiontali. Notate che il nrovimento del pollice d uer"so quando lail bo.s.s<t vora sui pofpastrelli e verso I'interno quando si marssaggiirno le

Parlcna.aL,arriw> dal sertliant .strlla .-.rttu 5.

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Il ntassa.ggio che cura

radici. Su ciascun dito, la sequenza dei scnticri va clall'esl.crno ver: so l'interno del piede. Sul secondoe terzo dito si stimolerarnno:rnche le zone riflesse degli occhi. Sul qr-rartoc il quinto clito si potrd aggiungere invecc il rif'lessodell'osso mastoidc, collegato allc orccchie. Il qr-rintodito del piede sinistro ha anche un ril'lessocollegato con il cuore. Molte persone con problemi di cuore mostrano sensibilitA al dolore quando la pressione viene applicata sul quinto dito. La radice del quinto dito ha un riflesso collesato allc ghiarndoledell'asceller, ottri collegerti all'orecchio e "alle spalle, dove spesso si accumula Llna estrema tensione.

Dopcl aver complcterto il massaggio della rardicc del qr-rinto dito fatc un sentiero in giir verso il tallone (zona 9) . Seguit e lar linea vicina al bordo estcrno del piede. A circa 5 cm dal t alkr nt ', la linca conr incia a comisponderc arl nclo sciatico. Se necessar io, r ipet eLe il nt assaggio su quest a t r ar et t or - ia un pai<t di volt c.

Purt(na.a e arrivt del -sertlierc stillu :.otra 9

Quando avete completato il massaggio di questa zona cambiate e ripetete la procedura sul piede destro (z,one da5a9).

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Il ttttrssttggioche curc

. $ {} fl,ffi t{.\$./\tr'\# Siete pronti adesso per lavorare la zona del piede sinistro, sulla parte superiore della pianta, che corrisponde a bronchi, bronchioli e polmoni. ln questa zona c'd anche un rif-lessodiretto sul cuore. Iniziando dall'angolo superiore esterno, a circa 112cm dal bordo esterno del piede, fate il passo del bruco fino alla piega verticale della pclle che delinea la zona riflessa della tiroide (z.ona 2). Tornate indietro e seguite altri due sentieri sotto al primo.

Dopo aver completato questa zona, che d sopra quella del plesso solare, ripetete la Procedura sul piede destro.
Parlerti.a a arriwt dal settticro .utlla z.otn 10.

II ttut.s.suggioL'1rc<'urrt

xffif4e ru. $ $ piede sinistro d la zona riflessa Sr-rl di stomaco, ntilz.ae pancreas.per massaggiarla partite a circa l12 cm dal bordo esterno del piedc e fate if passo del bruco oriz.zontalmenlt'vclso il bordo inter.no. Fermatcvi a ll2 cm dal bordo interno e poi scgtrite un altro sentiero arppenat sotto zrl primo.

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Il tttttsstrggio clte t'urcr

ZO N A T\,I t ? Per trattare questa partc dclla piant:r del picdc, iniziate direttamente sotto il secondo scnticro della zona I 1, alla stessa distanza dal bordo esterno; eseguite il passo dcl bruco ['ino a circa ll2 cm dal bordo inLcrno. A questo pllnto avrete raggiunto il riflesso collegato ai rcni c alle ghiandole surlenali. Ora ruotate il pollice a 90" e iniziatc a muoverlo in giir, lungo la linea perrallelaal bordo interno, il punto situafino a raggiunger"e to a 5 o 6 cm dal tallone, alla fine dcll'arco del piede. Questo sentiero corrisponde agli ureteri, i tubicini che portano I'urina dai r-eni alla vescica. Al termine del sentiero avrete probabilmente raggiunto la fine dell'uretere.

Mas s uggi o del l u:.otttt l 2: dul pttrtto di partc tt:.u ( l ) pnts egtri l e c tut i l y ts x t dc l brtrttt l i rto ul lxtrdo irttcnto, rttolutc il ytllitc a 90" (2) e s egtti te i l s attl i ero v ers o i l l n.s s o l i tto a raggitrttgere kt :.orttt dclla vescicu (.3).

Il rttu.s.saggio t'lte curut

Cambiate l'angolo del pollice e muovendo in direzione orizz.ontale attraversate quella zona di Forma ovale (riflesso della vescica), circa 1 cm soprzr il bordo del piede, al tcrmine dell'arco. Seguite due senticri lunghi circzr 2 cm con il pollice che muove verso il barsso.

Vi s t ra Ii z.:.a :.ior rc deI set t I ierr; ret t i -ure teri-vesc ica.

Reni, ureteri e vescica costituiscono un'unitd funzionale, occorre quindi lavorare su ciascuno dei loro riflessi, uno dopo l'altro, senza interruzioni.

II lrzrssrrggio c'lu:. t' ttt'tt

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Questa zona corrisponde a una larga sezione sulla pianta del piede; cssa contiene i punti ri1-lessidell'intestino tenue e del trasverso e dicolon zrscendentc, scendente. Qr-restiorgani sono tra loro strettamente collegati e rnolto c<lordinati nclle loro funz.iont. Il lavoro sr-ririflcssi dovri quindi cssere completato senza alternanze con l'altro piede. Iniziatc vicino all'zrngolocsterno dcl piede sinislxr, circa all'altezza dell'ossocuboidc (l'ossosporgente del pieall'esterno, zr circa n-rcta\ de) cd eseguite il passo dcl bruco verso il bordo inor-izzontalrxente terno. Tr;rlasciatc di pigiare sui tendini che attravcrserete. Ancora una volta, dopo avere raggiunto il punto piir vicino al bor-

do interno, tornate indietro a circa ll2 cm dal bordo esterno dcl piedc c ricominciate un altro sentiero appcna sotto il primo. Continuate a segrrilc i sentieli in scnso olizzontalc li no a laggiunget'e il tallone. ),{
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z$NA f.t. t4 Terminarte adesso il massaggio della pianta del piede sinistro. Stabilizzatc il piede con la mano sinistra e con il pollice destro, iniziarndo dalla puntar dell'alluce, lavorate in gitr lr-rngo il bordo interno fino al tallone. Qucsto scntiero corr-ispondc alla colonna vertebrerle. Se durerntc il trattamento il paziente si l:rmenta per qualche zona piir sensibile, I-ate ogni ternto trna piccola pilusa. Potcte finire con un 'dcssert':strofinando gentilrrrenteil bordo del piede in giir e in sll con la parte inferiore del palmo della n-rano.

Pa.ssodt'l brtru; ltutgo il rille.s.so tlclla coktttrru vcrtcbmle, ilullu purtto dell'ullrtt'e (t) l'irto al tul l ottc (2).

Eseguite adesso la stessa routine per coprire Ie zone da 1l a 14 sul piede destro (lavorando con il pollice sinistro e sostenendo il piede con la mano destra). Sul piede destro, i riflessi stimolati sono quelli del fegato, cistifellea, colon trasverso, colon ascendente,piccolo intestino, valvola ileocecale, appendice, rene destro, uretere e vescica.

clte cura

Siamo ora pronti per massaggiare no a un punto distante 4-6 cm il dorso del piede, parlendo or,'via- dall'osso della caviglia. Questa zornentcr'on qrrcllosinis(ro. na d collegata con l'intestino retto, I'utero e la prostata, il nervo LATO F}OSTERIORE sciatico. E una zona spessomolto sensibilee dolorante. il Con la mano sinistra soller,:rte piede quel tanto da permettere alIa mano clestradi iniilarsi sotto il tallone. Piazzale il pollice della mano clestra appena dietro il tallone sul lato esterno del piede, con l'indice e il medio allo stesso livello sul lato interno. Iniziate a sarlire,pllnto dopo punto, senzzl tlalast'iale n('ssuno spazio, prenrcndo entrambi i lati lungo il tencline di Achille. Non pigiate il tendine stesso,gitrsto la linea che corre clietr"odi esso. Procedete fi-

Seguite poi un sentiero parallelo al primo, ma un po' piir clistante dal tendine d'Achille e clal borclo posteriore della gamba. Questo sentiero piir interno corrisponde al nervo sciatico.

Pa rl crta.tt e arri w t del settti ent l tutgo i l l ettdi tte di Aclrilfu.

PR IM O SE,NTIERO

ULTIMO SE,NTIE,RO

FARTH HSTHffiTdd\ Partendo dal bordo del tallone procedete adcsso con il pollice :r passo del bruco sulla parte esterna del dorso del piede verso l'osso della caviglia. Fermatevi a poco meno di I cm dall'osso e iniziate il scnticro successivo molto vicino al primo, usando la stessa tecnica. Fatenc molti altri, molto vicini fra di loro. I plimi sentieri - iino a cinque - devono convergere verso l'osso della caviglia; gli altri si estendono dal bordo esterno del piede sempre verso la caviglia. Superato l'osso cuboide, a circa metd del piede, iniziate a Lrsare le dita (indice, medio, anularre) della n-rano sinistra, sostenendo il piede da sotto la pianta con il palmo della mano destra. Mas-

Setl ttertz.a dai serttieri e d i re : . i o rt e dcl tttassaggio sttl lato (A ) e s t c rn () e str quello i rt l e rt t o del d o rs o di piede (B). ciast'tttt

II tttassag;,gioche

saggiate verso la caviglia con pzrssi piccolissimi. Pigiate fra i tendini e tralasciatele ossa. A partire dal mignolo, iniziate i sentieri dalla radice delle dita. Procedete sul collo del piede, tenendo le dita piegate, fino al bordo dell'osso della caviglia. Ripetete questi sentieri fino a coprire la punta del piede, dal mignolo fino arll'alluce. Raggiunto il bordo interno del piede, muovete il pollice a passo del bruco in direzione dell'osso interno dellarcaviglia con dei sentieri leggermente convergenti: l'ultimo sentieri parte dal tallone, di qr-resti a 1 cm dall'ossodella cavielia.

Pa rtett:.a e urri w t del secondo sertti ero sttl l a perte estenru tlel dorso del piede (l-2). Il tlor.xt viette poi trrts.saggiulo cott due tlitu irt direz.iorrcdella cuviglia (3-4).

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lliir Il trtussag,gio clrc cura

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R aggi t.utl oi l bordo i nl ento prosegui urtto cotr i l pol l i ce verso i l tttal l eol o i utento (5-6) e qui rtdi i rti i i attto l 'ul l i uto .settti ero sul bortl o itttento del piede (7).

Alcuni dei riflessi sul dorso del piede sono quasi sempre sensibili: il punto pii sensibile e dolorante d situato a metd tra il tallone e I'osso della caviglia sul lato esterno, punto riflesso di ovaie e testicoli. un altro punto sensibile d all'interno, sempre a metd tra il tallone e l'osso della caviglia, nella z.ona corrispondente a utero e prostata. A volte questi punti sono sensibili anche nei bambini. Alcuni riflessi sul dorso del piede, situati sulla punta, tra l'alluce e il quinto dito, corrispondono a quelli sulla pianta. sono i riflessi dei polmoni, delle scapole,delle spalle e in parle del cuore. Questa parte del dorso corrisponde anche alle ghiandole linfatiche del torace e dei seni, nella zona sopra il terzo e quarto dito.

II tnassuggio

f; r utFhHsst
ffiffi:t^1_"'tNffiufrNH Un:r volta finito il lato interno del piede, iniziate la zona seguente e ciod il sentiero trasversale situato all'altezza della caviglia. Utilizzando il pollice o l'indice e il medio insieme, massaggiate partendo dall'osso esterno verso quello interno, dove finisce il sentiero. Questa zona contiene dei riflessi che vanno al torace e all'inguine, in particolare quelli delle ghiandole linfarticheinguinali e delle vicine tube di Fallopio. Fate anche due o tre passaggi di seguito, per stimolare i gangli linfatici.

Pdrtetta.ae urrit,o clcl.setttiero trasversale all'alte:.:.adella cut,iElia.

Quando avrete finito il trattamento del piede sinistro, fate esattamente lo stesso su tutto il dorso del piede destro. Finito il lavoro sulle piante e il dorso dei piedi, potete ritornare sui punti pii sensibili con delle brevi pressioni. Probabilmente saranno meno sensibili al secondo stimolo.

Il tttttssttggio <,lte currt ''"dlmmmmntJ$fr$[lil.Jl;,ill:l;.'.lli1l"i].:]i].].]

t [* fft I **$4* fq {} Il sistema linfatico va drenato costarntemente: per questo scopo si applica una particolare tecnica di drenaggio, chiamata milking perch6 l'azione assomiglia alla mungitura. Mettete il pollice sotto la zona tra I'alluce e il secondo dito, a circa 2 cm dalle loro radici sul lato della pianta, con l'indice alla stessa altezza, sul dorso del piede. Con piccoli movimenti pigiate e tirate verso l'esterno e poi rilasciate; ripetete pii volte. Ar,vicinate le dita alle radici e ripetete l'azione. Con questa tecnica il sistcma linfatico si purifica, si rilassa e aumenta il drenaggio.

Il ntilking rappresenta un'ifttportante sistenta linlatico.

azione di drenaggio del

II tttusstrggio clrc t:urtt

$rd fr)tffi/{ffi t$N f fr]*NA [*f, Pel completareI'opera,ci sono ancora alcuni punti da trattare. Sollevate leggermenteil piede sinistro del paziente con la mano sinistra, sorreggendolo.Con il pollice destro individuate il tendine che si cstende al di sotto dell'osso della caviglia verso le dita. Mcttetc il pollice sotto qllesto tendine, vicino all'osso della c;rvigliae pigiate. Pigiale solo una volta, poi individuate lo stesso punto sul lato inlerno del piede e pigiate, una volta (alternando le mani perch6 d praticamente impossibile raggiungerlo con il pollice destro). Sostenendoadessoil piede destro con la mano destra, pigiate il
Stirruila:.irntedel rille.ssodell'unn dietnt il nulleokt e.stenn (1) e dietrc il nnlleokt intento (2).

punto esterno all'altezza dell'osso della caviglia con il pollice sinistro. Passate poi all'interno del piede destro, sostenendolocon la mano sinistra e pigiate col pollice destro. Se i piedi sono larghi e pesarnti, sostenetelimettendo il palmo della mano sotto il tallone, mentre applicate la pressione.

Si incontrano qui i riflessi della zona dell'anca e di parte del nervo sciatico. Lo stimolo viene trasmesso dallo sciatico e dal plesso sacrale al resto del sistema nervoso. E una zona spesso cos) sensibile che il paziente in risposta a una stimolazione anche lieve'salta su' involontariamente.

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sffiLdh ruffi E questa la definizione dell'esercizio di conclusione al trattamento. Piazzate i pollici di entrambe le mar-ri sulla parte inferiore della zona plesso solare dei due piedi e invitate il paziente a fare qrlalche respiro piir profondo. Aunentate lentamente la pressione dei pollici mentre il paziente inspira poco a poco e con un respiro prolondo si riempie i polnroni di aria, fino all'addome. Quando i polmoni sono pieni e la pressione del pollice d al massimo, l'ategli trattenere il respiro per un paio di secondi mentre voi continuate a pigiare. Poi, appena il paziente inizJa lentarnente a espirare, allcntate gradualmente la pressione.

Inspirazione ed espirazione vengono fatte col naso. Togliete il dito qr-randol'espirazione d terminata. Se il paziente gradisce questo esercizio, si pud ripetere anche quattro o cinque volte.

La combinazione di un respiro profondo volontario e lo stimolo inviato al plesso solare bilancia e normalizza il flusso dell'energia attraverso tutti i sentieri dai quali sono stati rimossi i blocchi con il massaggio, e con cid si completa la seduta.

R a . s p i ra z . i o t t e s o l u rt : q t t t ' . s t t t l t , t t t i t u b i l u t rc ' i u i l l l I rs . \ t , t ' t t (rE L ' t i t ' rt rt l l h t l ' r' t s rt i . : t t t t i t t i l n t t t t t l i nel corso tlella setlttta.

RI A S S UNT O

DE I P E R C O R S I

ENERGETICI

o Iniziate il massaggiosul piede sinistro, trattando le zonel e2. . Passateal piede destro e massaggiatele zone 1 e 2. . Ritornate al sinistro e massaggiatele zone 3 e 4. r Passateal destro e trattate le'tone 3 e 4. o Ritornate al sinistro e massaggiatele zone da 5 a 9. o Passateal destro e rnassaggiate le zone da 5 a 9. . Ritornate al sinistro e massaggiatela zona 10. . Passateal destro e trattate la zona 10. oR i tornate al si ni stro e massaggi erte l e zone da 11 a 14. r P assate al destro e trattate l e zone da 1l a 14. C i d complet:r il massaggiodella pianta del piede. o Comincizr ora il massaggio del dorso dei piedi: il lato esterno, la parte alta e il lato interno. Iniz.iatesul lato posteriore del piede sinistr-o,appena sotto il tallone. Procedetelungo il tendine d'Achillc (sulla linea dietrtt di esso) verso il ginocchio, per un tratto di circa 6 cm sopra la caviglia, pigiando simultaneamente i due lati e usando il pollice da trn lato, l'indice c il ntedicr dall'altr-o. Passatealla parte esterna del dorso del piede, seguendo dei scntieri convergenti verso l'osso csterno clella caviglia; poi lavorate sulla parte superiore del dorsct

del piede, procedendo verso la zona delle ghiandole linfatiche dell'inguine (la linea fra le ossa della caviglia), premendo con le dita (indice, medio e anulare) f r a i t endini. Raggiunt o il bor do int er no del piede, procedete con il pollice, seguendo una serie di sentieri in direzione dell'osso interno della caviglia, tino a raggiungere Ia parte posteriore del tallone. O r a lavor at e sui r if lessi dell'inguine: la linea che va dall'osso esterxo della caviglia a quello intemo. Passat e al piede dest r o e copr it e l'int er o spazio sul dorso del piede cosi conle avete appena fatto sul sinistro, ricordando di partire sempre tlull'estemo. . Tornate ancora una volta sul piede sinistro e pigiate il punto appena sotto e dietro l'osso eslenrodella caviglia; poi sullo stesso piede pigiatc il punto accanto e dietro l'<>sso intento della car.iglia. o Passateal piede destro e ripetete la stcssa procedura. r Non dimenticate il dr"enaggio del sistenia linfhtico, stimolando la zona tra l'allucee il secondodito. . Infine applicate la tecnica della respirctzionesolare.. pigiate con i pollici la zona del plesso solare di cntrambi i piedi, in coor dinazione con l'inspir azione pr of onda volontaria del pazier-rtc, seguita dall'espirazione e dal r ilascio della pr essione.

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Abbiamo spiegato nei precedenti capitoli che il massaggio dei riflessi del piede consiste nell'applicare delle pressioni sistem;rtiche e consecutive su dei punti della grandez'za di una capocchia di spillo. Consideriamo adesscr quanto forte deve essere la pressione per esserc efficace e non insopportabile. La pressionepuo valiare a seconda delle condizioni fisiche ed emozionali del paziente, tenendo conto anche di diversi altri fattori . Se il paziente i una pclsona di sana costituzione,che gode generalmente di buona salut,e, la pressione pud essereanche abbastanza forte. Negli altri casi, ci vorri invece un'attenta valutazione. Generalmente il paziente vi dicc' pelch6 vuole il vostro aiuto, e qual e il suo problema da risol-

vere. Le inl'ormazioni pitr dettagliate vi arrivano perd attraverso le osservazioni che fate mentre lavorate sul piede. I MHSS/.\ffi#I MHLLA $}HLL.H Uno dei fatlori importanti da considerare d l'analisi della condizione della pelle: se appare delicata alla vista e al tatto, se appare sottile, allora la persona d sensibile;le verruche e i calli non causati da sono necessariamente scarpe strette, ma possono essere provocati anche der disturbi ghiandolari, risultanti da problen-riemotivi. Se osserv'andola pelle incontrate trn piede con un colorito roseo (anormale), potreste avere di l'ronte una persona che soffre di dierbeteo che ha dei disturbi cir-

colatori: in qtrcsti ci.rsi,una pressione ecccssivapotrebbe provocare anche degli cdemi ai tessuti, quindi d nrolto mcglio tlattare con una pressione lcggera. Prima di iniziare il massaggio, controllate quindi la trama, la flessibilitd e la morbidezza della pelle con le mani. Questa primar sensazione di contatto con la pelle del piede d un prerequisito per un trattamento soddisfacente ed efficace. Ecco perch6 d meglio non usare gli oli (che possono cssere impiegati invece per altri tipi di massaggi)per il massaggio dei riflessi del piede. Gli oli e le lozioni fanno come da isolante fra la pelle del paziente e la rnano del massaggiatore, provocando degli effetti di scivolamento, che impediscono di raggiungere i riflessi.

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L'H5PHRIHN?T{ MHL DOLSRH Di solito, quando spezzate un cristallo con l'unghia, il paziente avverte una fitta acuta, come la puntura di uno spillo, che ha una durata di un attimo. Rassicuratelo spiegandogli che questo tipo di dolore - che peraltro sparisce immediatamente - d un male necessario e che questo piccolo male lo aiuterd a evitare dei mali ben maggiori. Il dolore d una sindrome molto complessa e in cefti casi pud essere un'esperienza angosciante. I termini "leggero", "forte" o "soglia del dolore" non possono spiegare in modo adeguato questo fenomeno. Il grado di dolore sopportabile da una persona dipende dalla coscienza individuale, dalle

aspettative e dalla interpretazione clre le persone danno all'esperienZA S tC S S A .

Alcuni hanno una soglia del dolore molto bassa, e bisognere trattare questi pazienti nel modo piir gentile possibile... Altri invece sono solo suggestionati dall'idea che la pr-essione possa fare male, e basterd allora iniziale il massaggiocon una pressione leggera e graduale, per aumentarla successivamentenel corso del trattamento. Nel caso di persone ipersensibili, o con una sensibilitd eccessivaal dolore (che si d alterata in conseguenza di certi disturbi), si pud adottare la seguente soluzione: invece di trattar-ela parle del piede dolorantc, spiegate al paziente che gli stessi riflessi sono attivi anche sulla nrano e che trattandola si po-

tranno quindi ottenere risultati altrettanto efficaci. Il paziente riusciri cosi ad avere fiducia e a rilassarsi e alla seduta successiva potl'ete lavorare anche sul piede, dove nel frattempo il dolore si sard alleviato. In ogni caso d sempre meglio massaggiare lentamente e dare meno stimoli, piuttosto che eccedere con il trattamento. Come sappiamo, una eccessivaquantitd di stimoli possono accavallarsi e sortire un effetto controproducente: al contrario, anche uno stin-rolo piir leggero e non ripetut<t pud produrre effetti profondi e duraturi. Dal punto di vista biologico, il dolore d un segnale di avvertimento. I recettori (in questo caso le terminazioni nerwose nella

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pelle), Ie fibre e il sistema sensorio trasmeltono segnali neurali al cervello, ma essi poss()no cssere modulati cla rrrolti fattori. La percezione del dolole varia ampiamente tra individui, influenzata com'd da fattori fisiologici, psicologici e anche ctrlturali. Eccessivasensibilitd nel piede di una persona di aspetto sano indica un alto grado di tensione. Se cefte zone, conispondenti a organi specifici, sono molto sensibili alla pressione, cid significa che I'organo non sta Funzionando al meglio a causa del ristagno sanguigno ed energetico di quella zona. Di solito il nrassaggiatoreavvefte - toccando con il pollice che la zona d pii indurita rispetto alle altre. In questi casi, una pressione non troppo fofte, ma prolungata nel tempo (massimo un mi-

nuto) produrli la distensionedella zona contratta e, in conseguenza dello stimt-rlo, I'olgano corrispondente comincc'ri a rieqtrilibrarsi.Il dolore, molto forte all'inizio, dopo qualche attimo diminuird sensibilmente, fino a spadre del tutto.

Ci sono anche i casi opposti. Alcune persone con gravi ploblemi di salute non mostrano nemmeno una debole sensibilite alla pressione. Cid significa che c'E un danno ai nervi o una circolazione estremamente rarefatta che intorpidisce il piede. Il paziente si trova in una condizione di apatia.

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INTERNO PIEDE DESTRO (DORSO)


( sli stessi liflessi sono al l 'i ntem o del pi ede s i ni s tr o)

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I-INFONODI INGUINALI TUBE DI FALLOPPIO

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( gli stessi r iflessi sono all' es ter no del pi ede s i ni s tr o)

LINFONODI INCUINALI TUBE DI FALLOPPIO GHIANDOLE LINFATICHE DEL TORACE DRENAGGIO DEL SISTEMA LINFATICO AN C A. SCIATICO

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Non d consigliabile effettuare il massaggiodella pianta e del dorso dei due piedi in una sola secluta: si tratta di trr-rlavoro minuzioso che richiederebbe anche pin di un paio d'ore, con grande fatica del massaggiatore e molto dolore per il paz.iente,soprattutto se ha accunrulato molti cristalli s otto le piante. Per praticarc un nrassaggio completo del piede - pianta e dorso - sono necessariealmeno tre sedute di circa 30-45 minuti ciascuna. Il lavoro si ptrd fraz.ionare trattando prima volta le z.one da I a 9, poi la volla successiva(dopct 2 o 3 giorni) le zone da l0 a l4 sulle piante e infine con I'ultima seduta (dopo altri 2 o 3 giorni) si completa tutto il dorso di entrambi i piedi. E essenzialefrazionare il lavoro

perch6 la quantitir di tossine che viene rimessa in circolo potrebbe provocare un alfaticamento degli orgarni che devono eliminarle, con consegLlenteaggravamento delle condizioni del paziente. Inoltre, gli stimoli dei riflessi, per produrre dei cambiamenti fisiologici, richiedono un certo tempo, un periodo di adattamento interiore piuttosto lento, variabile in ognuno di noi.' E meglio preawisare la persona che dopo il massaggio potrebbe avere la sensazionedi un leggero malessere e spiegarle che cib d dovuto proprio all'effetto clelle tossine che vengono smaltite. Per rassicurar-losuggerite anche al paziente che nel corso clella giornarta le sue condizioni mislioreranno.

Fate dellc piccolc paLlse nlentre clolorose, in lavor-atc srrllc z<lr-rc modo chc il clololc non sia contirluo e che il p:lziente possa tirare ogni tanto rrn s<-rspir-o di sollievo. Lavorate lentermentee senza fretta, in modo dar dau'eagli impulsi il tempo di sbloccare i percorsi neuronali. Spiegate anche che i benefici rnaggiori si ottengono se il pazient.e pud riposare almeno l0 minuti dopo la seduta. Rimanenclo clistesie rilassati, gli irnpulsi continuano a lavorare profondamente, completando il bilanciamento energetico. In ogni caso, una torte attivita non d consigliabile subito dopo il massaggio, poich6 una nuova tensione nell'organismo ne ridurrebbe considerevolmentegli effetti posi-

tivi: dite quindi al paziente, se ha ancora degli impegni cli lavoro da affrontare o altr-o, di ripartire con calnra e di non forzare la sua attivitd durante la giornata. Aggiungcte che il massaggionon d la panacea di tutti i rnali, e che il persistere del paziente in cattive abitudini alimentari, di comportamento, di pensiero e di vita ostacolerd tutti i progressi che si potranno ottenere nel recupero della sah.rte e del benessere. COSE DA NON FARE o Non usate creme o olio sul piede del paziente o sulle vostre mani. Dovrete essere in grado di sentire la struttura della pelle e capire se essa d secca o normale, come anche scoprire quali riflessi

chiedono pitr attenzione. La pelle di ogni individuo fornisce molte informazioni sui disturbi cronici e sul livello cli tensione del corpo. Una pelle secca indica uno squilibrio ghiandolare alla tiroide, alle surrenali o al pancreas, e pr"rdindicare anche che vi d scarsa circolazione sarnguigna. La tensione di solito sovraccaricer la tiroide processi che regola i del metabolismo - e la fa contrarre, colpenclo di consegllenzai reni e le surrenali per l'accumulo di calcio nel sangue e la prcsenza di quantit) elevate di carlcio e fosfioro nelle urine. Se la pelle viene coperterdall'olio, non potrete quindi diagnosticare in modo chiaro le condizioni del paziente. Le. lozioni poi farnnoanche scivolare il pollice, rendendo impossibile un lavoro accurato

(alcuni riflessi verl'anno cosi tralasciati). Infine, se il pollice scivola, i depositi cristallini non verranno spezzati. r Non pigiate sui tendini o sulle ossa o su calli e duroni. Non solo d doloroso, ma in piir d inutile per-ch6 attraverso questi tessuti non si possono raggiungere i punti di riflesso sottocutanei. Non pigiate sulle ferite, sulle vene varicose, sttlle zone gonfic: o sulle cicatrici. La pressione su di uno cli qtresti purnti puo causare una lcsione o aumentare il danno e qllesto gcncre di malanni gu:.rrisec molto lentamente, specialmentesc vi d sczrrsacircolazione. Se non potete lavorare sul piede per una qtralsiasidi queste ragioni, trattate i riflessi corrispondenti sulla mano. Massaggiatei piedi gonfi gen-

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tilmente, con un'azione di strofinan-rentoche puo andare dalle dita ai ginocchi, una gamba alla volta, usando entrambe le mani. o Non esagerate lavorando troppo a lungo in una seduta o pigiando troppo torte. Essere nroderati in queste due cose d assolutamente necessario. o Non applicatc' mai urta prcssione [or1e se il paziente d diabetico. Riducete la pressione non appena notate degli arrossamenti, come delle macchie rosa. Questo arrossamento pud diventare un livido di difficile guarigione. Occorle molta attenzione se il paziente non mostra sensibiliti in una zona di solito sensibile. Il torpore ai piedi spessod uno dei sintomi del diabete.

r Ricordate che la tolleranza al dolore provocato dalla pressione varia da un paziente all'altro, e anche lo stesso paziente di volta in volta sopporterA la pressione in modo diverso. Attenti quindi a non esagerare: le sue reazioni al vostro tocco vi diranno chiaramente se b il caso di aumentarla o di diminuirla. o Durante la seduta, tenete la conversazione al minimo. Non parlate di niente altro che sia direttamente legato al momento presente. Conversazione su persone o fatti mette l'immaginazione a lavorare, alterando i flussi del cervello. I pensieri sono collegati a emozioni, che a loro volta influenzano le onde cerebrali, escludendo il cer-vello dagli stinroli riFlessi. Gli stimoli vocali e mentali attivati dalla con-

versazione entrano in conflitto con gli st im oli che par - t ono dal m assaggio dei rillcssi del picde, e possono im pcdile il r ilassam ent o pr-ofondo. La conversazionc puo anche interI 'er ir e con la cilcolazione sanguigna, poich6 pcnsicli ed em ozioni pr ovocano dci canr bianr ent i nei r it m i nor m ali di espansione e contrazione dei vasi. Invitarte invece il paz.ie'ntea mettele la sua attenzione sll cid che: sta accadendo all'intern<l clel suo corpo, chiedetegli di conccntrarsi sullc implcssioni e le sensazioni clte prover mano a mano che il masszrggio proscgue. Nel silenzio, cgli plendcr d cont er t t o con il suo t 'cspir o, con i r it m i, le pulsazioni c lc cor r ent i del suo or ganist . t - r o, st nbilcnr kr quel cir cuit o di colf cganr cnt o ( hiof eedback) t r a il piano nr cnt alc e quello em o-

zionale e fisico che consente il rilassamento completo e il miglior recupero delle energie. Anzi, con lo sprofondare della coscienza a un piano interiore, piir vicino all'inconscio della persona, l'esperienza di rnolti pazienti conferrna qualcosa di veramenche ar,ryiene te sorprendente: d come se si mettessero in moto delle forze positive di cambiamento e di trasformazione che vanno a influire su molti aspetti del carattefe e del comportamento. r Non massaggiatechi ha appena mangiato. Non vi saranno risultati apprezzabili, anzi il paziente potrebbe rimanere nauseato. Non massaggiatequalcuno che sotto l'effetto di forti farmaci. potrebbe essere una reazione

di veloce eliminazione del farmaco, in conflitto con lo scopo della terapia stessa. o Non massaggiatenessuno che abbia subito un'operazionerecente prima che il medico non abbia dichiarato la completa guarigione del caso. . Non massaggiatele donne incinte, a meno che la persona non abbia gii sperimentato il massaggio in precedenti occasioni o se la gravidanza b normale, senza complicazioni. Lavorate gentilmente, con dita leggere, e fate una seduta corta. r Non si dovrebbe massaggiarela donna durante il ciclo mestmale.Il massaggiodei riflessi potrebbe proprolunvocare un llusso eccessivo, gato, malesscre e ernche dei sintomi

N6 una massagdi aw,elenamento. giatrice dowebbe effettuare massaggi durante il suo stesso ciclo. In quei giorni, alcune tossine presenti sulla pelle delle sue mani potrebbero penetrare nei pori della pelle del paziente,cosa che non lo aiuterebbe a stare meglio. Le mestruazioni sono un processodi pulizia: gli organi riproduttivi femminili sono predisposti per accettareun embrione. Se I'ovulo non viene fecondato, avviene una dduzione di pr-ogesterone (l'ormone contenuto nelle ovaie) e le mucose e gli altri tessuti membranosi dell'utero si disintegrano rapidamente in una sostanzavelenosa. La natura prowede alla sua eliminazione con il flusso mestmale. Non fate diagnosi, prescrizioni, non promettete guarigioni.

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NOTE A. Morrtagu, Il lilryuaggiotlella pelle, op. cit. N. Gentile, Elertrcntidi Riflessoterapia, op. cit.
G) "ll Fitzgerald e altri hanno dimostrato, che la figura umana 2 distittgttibile in dieci zone o bande lineari longitudinali, quante sono le dita delle estremitd, in rnodo che una compressiotte p.e. del pollice del piede porta conseguenze fisiologiche lungo tutta ufta striscia di tessuti, che, continuando il pollice strddetto, sale per la parte piil intenru dell'arto infbriore, costeggia la linea mediarn del tronco, del collo e della faccia arrivando sino al vertice del cranio, e cid tanto xila faccia anteriore quanto sulla faccia posteriore del corpo, come se fosse una fbtta di materia organica autonoma ed indipendente, clrc comprendesse dalla superficie alla profondila ftitu le fornnziorti anatomiche clrc incontra, ciod porzioni di pelle, di visceri, di nervi, di ntuscoli, di vasi ecc. Per quanto si sa in anatomia e fisiologia, cid d un assurdo, giacchd. non si riesce a concepire una segmentazione fwtzionale di organi unici. Eppure se p.e. avui una dennite, una piaga, utn ferita, una lhtfoangioite al lato mediale del ginocchio noi possiamo dimostrare di poterla dominare con la contpressione dell'alluce e notl di un altro dito; se incomhe una cefalgia lrontale destra, alami minuti di compressione al pollice o alle radici

dei due incisivi di destra possono risolverla, non una c()mpressione fatta ahrove. Il che signilica, che il lbrrctrrcno zornle i pe(bttawrente cotfirollabile, se ci seriarrt<t come deleclor dei delicati riflessi nelrromuscolari della parete vasale purch6 amplificati in una sintomatologia morbos4 che riusciamo a modificare con uno stirnolo zonale. Il fbnomeno sorpassa, dunque, il livello anatonto-fisiologico e appartierte ad una condizione ultra fisiologica, che ha bisogno per ivelarsi, come le onde radio, di detector e di anwlificatore." N. Gentile, Eletnenti di riflessoterapia, op. cit. G) "Una metit ful corpo non ? ug,uale all'altra nti anatomicamente, nd fisiologicanrcnte, nd patologicamente, perchd. ha un diverso grado di temperatura, di sviluppo, di sensibilitd e di forza con predisposizione morbosa tutta propria ed indipendente. La metd destra degli uomini ha una trtredisposizione ntorbosa maggiore, mentre nelle donne D Ia ntetii si,'tistra. Ogni individuo, che fa iniezioni ipodermiche, riconosce sempre un lato, nel quale il paziente sente dolore pii dell'altro. L'elettrocardiografo insegna che, quando una ntetd del coryo ln una carica, I'altra meti ha la carica opposta. Esistono iytdividui, che hanno wta storia clinica ricca di malattie tutte in un lato del corpo. Gli omeopatici haruto rimedi, che operano solo in una metd del coryo. I Cinesi vaccinavano nella rnrice di destra i bambini e in quella di sinistra le bambine." N. Gentile, Elementi di rifbssoterapia, op. cit.

(s) A. Kaye-D.C. Matchan, op. cit.

Reflexologl, fbr Good Health,

(6) Un altro grande ricercatore nel campo dei riflessi psicosomatici d stato il professor Giuseppe Calligaris, direttore dell'Istituto di Neuropatologia all'Universitd di Roma (19091939). Le sue particolarissime ricerche, condotte in 30 anni lavoro, gli permisero di scoprire delle linee iperestetiche che corrono in senso longitudinale e trasversale sulla superficie della pelle formando un reticolo, una trama regolare ar,viluppante tutto il corpo. Queste linee, chiamate dal Calligaris "le catene lineari del corpo e dello spirito" , possono essere stimolate in punti specifici della pelle provocando dei riflessi complessi e molto profondi. Nel 1928 scopri che la stimolazione o la'carica'come era solito dire della linea assiale di un dito o di una linea interdigitale, provoca in ogni individuo, sempre lo stesso riflesso fisico e al contempo genera un sentimento della stessa specie. Ulteriori scoperte si susseguirono rapidamente mettendo in luce delle corrispondenze inaspettate e impreviste tra psiche e soma, come la possibilitir di accedere a dei ricordi dimenticati con delle stimolazioni specifiche sulle linee delle mani ecc. I risultati delle scoperte del Calligaris erano cosi strabilianti che allora non vennero accettati da nessuno e le sue numerose pubblicazioni derise e dimenticate (N.d.A.).

Q) "ll tempo fisiologico ? ben lontano dalla precisione di un orologio. I processi organici subiscono molte fluttuaziorti: il ritmo della nostra durata non e costante, e la curva che esprime il suo progressivo rallentamento durante la vila A irregolare, per effetto degli accidenti clrc si producono nel collegamento dei processi fisiologici che regolano il nostro tentpo. In alcuni momenti della vita, il progresso degli anni sembra arrestarsi, in altri invece si accelera. Vi sono anclte periodi in cui lo spirito si concentra e si espande, akri in cui si sperde. Il tempo fisiologico e il cammino dei pr<';cessiorgarrici e psicologici non hanno per nulla la regolaritd del tempo solare." A. Carrel, L'uomo questo sconosciulo, op. cit.

Il ntasscrggio che curct

" Lo yin/yang d il kx,t del Ciekt/Terra, E la rete dei Diecintila essert E il padre e la madre dei cantbiamenti e delle trasfbnnazioni E I'inizio in cui hanno radici la vita e la ntorle." Houang Ti, Catutne di ntedicirta inlenta

La massoterapia dell'Estremo Oriente possiede dei tratti in comune con quella occidentale. Entrambe tendono agli stessi obbiettivi e dispongono di tecniche simili, con la differenza che il massaggio classico consiste in un'azione meccanica che produce effetti a livello locale, mentre la massoterapia orientale, ricorrendo alla stimolazione di punti energetici, provoca un'azione che produce effetti a distanza. Luso di questi punti le dd una sua profonda originalitA e permette di ottenere risultati migliori: stimolando i punti energetici e i meridiani si possono associare gli effetti dell'agopuntura a quelli del massaggio in un'azione terapeutica particolarmente efficace. In Occidente la massoterapia ha assunto invece un carattere piti legato alla riabilitazione di quegli arti che hanno subito delle forti lesioni da traumi accidentali - cadute^ incidenti, ferite, paralisi ecc. - specializzandosi nelle tecniche di movimento passivo e di stimolazione muscolare. Solo negli ultimi cinquanta anni ha cominciato ad arricchirsi, integrando metodi terapeutici piir

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tttrtssttgti o <'|rc cut'rt

legati al massaggio orientale. Con la bioenergia e la terapia reichiana si d riscoperto il legame corpo-mente e l'importanza del rilassamento per sbloccare I'energia della persona. A partire dagli anni '60, con il rinnovato interesse per il n"Iassaggio, si d sviluppata una corrente di ricerca che ha scoperto nuove tecniche - come il Rolfing, il massaggio gestaltico, la riflessologia, l'osteopatia, il massaggio connettivale ecc. - e si d manifestato il bisogno di integrare sernpre piir in quelle occidentali le antiche tecniche orientali - come lo Shiatsu, il Do-in (automassaggio), il micromassaggio cinese, il massaggio tailandese, il massaggio ayurvedico e tibetano. Oggi, il massaggio d diventato di moda: sarebbe interessante spiegare gli effetti del Reiki, del massaggio craniosacrale, del Rebalancing, del Tibetan Pulsing Healing e di tante altre tecniche di guarigione operate con le mani, ma l'argomento d troppo al di ld dei nostri propositi... e dello spazio lin-ritato a disposizione. In questa seconda parte verranno delineati sinte-

ticamente i fondanrenti teorici della medicina cinese, che stanno alla basc clell'agopuntura e delle discipline collegate conre il micromassaggio e lo Shiatzu. La legge di polariti, che con i stroi corollari d il fondanrento della teolia dei meridiani, verrd analizzata con particolare attenzjone, assieme al concetto di circolazione encrgetica, che sarir la nostra chiave di volta per applicare la tecnica al paziente.

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Il nnssaggio che cura

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Analizziamo di seguito alcune delle molteplici azioni esercitate sull'organismo dalla massoterapia.
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Il massaggio sui punti dei meridiani o su dei segmenti di essi pud avere un'azione locale diretta sulla zona interessata dal disturbo e una riflessa a distanza sull'organo-funzione che d l'origine dell'energia meridianica. A seconda che il male cada in una delle categorie descritte nel capitolo "Tonificazione e sedazione", si utilizzerd un'azione tonificante o un'azione disperdente, con il risultato di restaurare l'equilibrio energetico nel meridiano e nella sua funzione accoppiata. Il risultato sard un alleviamento del malessere del paziente seguito dalla scomparsa dei sintomi.
r' ; I

Il sistema neurovegetativo, con la sua doppia componente antagonista e complementare rap-

presenta quell'anello di collegamento tra tutte le funzioni dell'organismo e cioE I'elemento che ha il compito di mantenere l'armonia interna (Piccolo Circolo Energetico). La sua alterazione pud verificarsi nel senso di una ipotonia oppure di una ipertonia. In ambedue i casi il disturbo pud influenzare il funzionamento degli organi sottoposti al suo controllo ed essere all'origine di un gruppo di malattie funzionali, come per esempio le cefalee o l'ipertensione. Nel caso di mal di testa, con un'azione riflessa da un punto di stimolazione a distanza, la massoterapia invia degli impulsi aff'erenti che vanno a inibire e a neutralizzare gli stimoli dolorosi o nocivi partiti dalla zona malata. Nell'altro caso, invece, l'effetto vasodilatatorio generale provocato dal massaggio compensa la vasocostrizione funzionale permanente, generatrice dell'ipertensione arteriosa. La massoterapia costituisce un trattamento regolatore dell'equilibrio neurovegetativo, permettendo di ristabilire l'equilibrio dinamico dei sistemi simpatico e parasimpatico.

Il nrusscrggio clrc curu

La massoterapia stimola il metabolismo energetico, aumenta la resistenza dell'orgzrnismo e rinforza i suoi mezzi di difesa. Tonificando l'energia biologica in modo da favorire I'eliminazione dell'energia perversa, la massoterapia migliora anche lo stato generale della persona e stimola I'appetito. E stato dimostrato che provoca Lln accrescimento del numero dei globuli rossi e bianchi e Lrna intensificaz-ione della fasocitosi nei leucociti.

arrossamento della pelle, e cli rillesso su quella pir) profonda. Lafflusso di sangue provoca trn aumento della temperatura della pelle e contribuisce a dnforzare i meccanismi di dif'esa.

Accelera le circolazioni venosa e linfatica, mobilizz.a i liquidi ir-rterstiziali, favorisce il riassorbimento degli edemi e assicura un migliore nutrinlento dei tessuti. Laumento della circolazione allevia il dolore dovuto al ristasno del sansue.

Attcnua la rigiditd del corpo e della colonna vertebrale e aumenlar I'ampiezza dei movimenti. Combatte la rigiditi togliendo la 'ruggine' dalle articolazioni, particolarmente utile nel trattamento della scieitica e dell'ernia del disco.

Ha un effetto evidente sulla circolazione sanguigna superficiale, perch6 provoca un dscaldamento e un

Aumenta l'affltrsso di sangue ai muscoli e ne assicura un migliore nutrimento. Inoltre provoca delle microcontrazioni che rinforzano la muscolatura. Con un'azione di drenag-eioscioglie i muscoli affaticati, favorendo I'evacuazione delle tossine accumulate durante il lavoro muscolare. Una consegLrenza del drenaggio d inoltre un miglioramento generale dello stato di stanchezza.

ll ntassaggio clrc curo

Lapproccio della medicina moderna alla malattia consiste nel concentrarsi sull'organo o sulla funzione squilibrata, effetttrando un'analisi in profonditd di quella parte malata e isolandola da tutto il resto come se avesse una sua esistenza indipendente. Questa maniera di vedere le cose ha portato al sisterna delle specializ.zazioni in medicina: oggi abbiamo il caldiologo, il gastroenterologo, I'otorino, lo psichiatra, il ginecologo ecc. La medicina tradizionale, che gid nel 2700 a.C. veniva canonizzata in Cina in uno dei testi piir importanti e piu antichi - il "Nei Tching Sou Wen" (Canone di ntedicina interna), attribuito a Houang Ti, I'Imper-atore Giallo - adotta invece un modo di procedere completamente opposto. Partendo dall'esperienza pratica, opera secondo un criterio sintetico, poichd collega in modo inevitabile la parte malata a tutto I'organismo, e il malato all'ambiente, per scoprire quali cause hanno determinato lo stato di malessere. Cosi il medico cinese d un medico generico per definizione, che invece di analizzare solo l'orsano

malato, lo considererd nel suo contesto ed esaminerd la sua patologia collegar-rdolaa tutte le altre funzioni fisiche. Portando il metodo (Tao) alla sua conclusione logica, studierh poi I'organismo nell'ambiente e cercheri le anomalie e le relazioni di causa-effetto in quell'ambito.' Nel pensiero filosofico cinese - da cui l'ar1e medica prende fondamento - I'universo d rappresentato come un tessuto infinito nel tempo e nello spazio: d come un grande fiume nel quale gli esseri e le cose passano con un movimento incessante dalla vita alla morte, dall'essere al non essere, in un'alternanza ineluttabile. E un principio indifferenziato che contiene e penetra conternporaneamente tutti i fenomeni, d un'armonia regolatrice cl-recontiene in se stessa l'essenzadel movimento e della trasforrnazione, e che prende il nome di Tao. Manifestandosi, questo principio prende forma in un modello polare: l'Uno genera il due, il Tao da origine al Cielo e alla Terra, allo Yang e lo Yin. Dall'incontro delle energie del Cielo e deller Ten'a, dalla comunione dei soffi celesti e delle enersie nu-

Il nrussaggio clrc cura

tritive della terra, a un certo punto appare l'uomo, un essere altamente evoluto che d al tempo stesso partecipe e mediatore del principio binario che lo ha creato. Con i piedi sulla terra e la testa verso il cielo, l'uomo non solo d un mediatore ma rappresenta e contiene nel suo cofpo il principio stesso, del quale diventa il principale punto di unione e di riferimento: nasce cosi il ternario cielo/uomolterra. Poich6 dipende cosi fortemente dall'ambiente per la sua soprawivenza, I'uomo deve riflettere in modo fedele i ritmi della natura, assieme a tutti gli altri esseri viventi. Cosi, egli b attivo durante il giorno e passivo durante la notte, lavora nei campi durante la stagione calda e riposa in inverno, accordando il suo comportamento ai pii elementari ritmi naturali. Questa semplice osservazione della vita del contadino ha suggerito ai Cinesi l'idea che i cicli dell'ambiente (macrocosmo) vengono ripetuti all'interno dell'organismo (microcosmo), considerato dunque come un universo in miniatura somigliante in tutto a quello pii grande. Tutti i ritmi del cosmo formano una sola pulsa-

zione, divisibile in vari gradi. Le quattro stagioni dell'anno, per esempio, sono perfettamente comparabili alle quattro parti di ogni giorno: la primavera al mattino, I'estate al mezzogiorno, I'autunno alla sera e l'inverno alla notte. Se mettiamo da parte, per il momento, i tempi intermedi di primavera/mattino e di autunno/inverno, possiamo distinguere un ritmo binario, un'alternanza regolare tra giorno e notte, o tra estate e inverno o, per dirla in altro modo, un ritmo generale di azione e di riposo a cui obbedisce l'organismo assieme a tutti gli esseri viventi. Questo dinamismo elementare spiega perch6, in aggiunta ai grandi ritmi primordiali sopra citati, esistono un'infinitir di ritmi armonici sottomultipli, come il ciclo respiratorio (inspirazione-espiragli stati zione), il ciclo cardiaco (sistole-diastole), successivi e regolari di riempimento e di svuotamento dei differenti organi del tratto digestivo e cosi via. Anche la piir infima cellula riflette questo ritmo binario, nel suo pii elementare metabolismo (anabolismo-catabolismo).

Il tnassttggio che cura

Per illustrare l'alternanza di questa dualite, il pensiero cinese ha elaborato il sistema YingYang. Questi termini sono molto generici e rispettivamente simbolizzano azione (Yang) e inerzia (Yin). Lo Yin-Yang rappresenta anche i due lati di ogni cosa esistente nell'universo; cosi si possono attribuire a questo binomio moltissime qualith. Mentre lo Yang d l'essenza dell'estate, del giorno, della luce, del calore, dell'esterioritd ecc.; lo Yin rappresenta invece I'essenza dell'inverno, della notte, dell'oscuritd, del freddo, dell'interioritd ecc. Possiamo dunque affermare che lo Yin-Yang esprime la polarith di due forze contrarie: la forza centrifuga, passiva, di espansione Yin, e la forza centripeta, attiva, di contrazione Yang. Nel cosmo le due forze si manifestano secondo un ritmo regolare e successivo che va dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Quando Yin e Yang si succedono come principi opposti e alternati essi rappresentano un dina-

mismo binario. Quando sono presenti entrambi, con la mediazione di un termine intermedio, si manifesta una struttura ternaria. Come spiega il Dr. J. Lavier in una sua opera dedicate all'agopuntura: "L'alternarsi di Yin e Yang rappresenta un movimento, mentre il cielo-uomo-terra simbolizza una architettura".z La presenza nell'anno delle stagioni intermedie (primavera/autunno) e quella di mattino e sera nel periodo delle ventiquattro ore, come anche i quattro quarti del mese lunare, stanno a testimoniare che Yin e Yang si succedono l'uno all'altro in modo regolare e progressivo, si generano l'un I'altro reciprocamente. Lo Yang, per generare lo Yin, deve contenere almeno una parte infinitesimale di quest'ultimo, e da cid si deduce che non esiste niente di assolutamente Yin o di assolutamente Yang; c'd sempre dello Yang nello Yin e dello Yin nello Yang. Percid Yang realmente significa pitr Yang che Yin e Yin sottintende piir Yin che Yang.

Il trtassaggio clrc cura

Grazie alla tabella seguente possiamo stabilire le 'proporzioni' yin-yang da attribuire al ciclo stagionale e a quello giornaliero: questa nozione di proporzione d essenziale per capire i fondamenti della medicina cinese e in particolare quelli del micromassaggio e dello Shiatsu.

A NNO

2 4 O RE

P RO P O RZ I O NI YINTYANG

Primavera Estate Autunno


Inverno

Mattino Giorno Sera Notte

50/s0
I t 99 50/ 50

99 lr

Quando il Canctne di nrcdicina intenta dell'Imperatore Giallo venne compilato (circa 4.500 anni fa secondo la cronologia cinese), le funzioni principali dell'organismo erano giir note e furono rappresentate con dei simboli. Questi simboli sono nomi di organi, che gli occidentali, quando si sono awicinati allo studio dell'agopuntura, hanno preso alla lettera, impelagandosi cosi in un grovigiio inestricabile di errori terapeutici. Il simbolo cinese d descrittivo: oltre a indicare I'organo, la cui localizzazione anatomica richiama il nome occidentale, ne descrive la funzione, che supera ampiamente la regione topografica. La Tavola I elenca queste funzioni, che sono dodici e che d'ora in poi verranno nominate con le iniziali. Cosi, a seconda una funzione sia collegata con il sangue3 (considerato I'ambiente interno o microcosmo) o con I'ambiente esterno (macrocosmo), sard descritta come yin (interna) o yang (esterna).

TAV. I ORGANI UMANI E LORO FUNZIONI


. S I MB O L I F UNZ I O NI ORGA NI

ABBREVIAZION I

Fei (polmoni)
Ta Tch'ang (colon)

polmoni, respirazione, pelle colon,evacuazlone

IC

Wei (stomaco)

ghiandole salivari, duodeno, esofago, stomaco, (esocrino) pancreas

ST

Pi (milza-pancras)
Sin (cuore) Siao Tch'ang (intestino tenue)

ghiandole leucociti, linfatiche (endocrino) linfa,pancreas


cuoree pressione del sangue

MP

digiuno e ileo, assorbimento escrezione delle urine, ureteri


surrenali, secrezioni urinarie vasomotricitd sistema simpatico

TT

P'angKuang (vescica)
Chen (rene)

R MC

Sin PiaoLao (maestro delcuore)

parasimpatico, divisoin: sistema San Tchiao (tripliceriscaldatore) pneumogastrico cardiopolmonare, pelvico viscerale e parasimpatico

TR

biliare) Tan(vescica

funzioni biliaridelfeeato, dottobiliare

VB
'a 'c

Kan (fegato)

F delfegato funzioni sanguigne (feno, glicogeno metabolismo epatico ecc.):

Il nrussaggio clrc cura

Le funzioni yang vengono chiamate Foez (Visceri), come ST o IC, aperti all'esterno, e Ie funzioni yin sono dette kang (Organi), come C o F, che non sono connessi con I'esterno. Le dodici funzioni prinG R U P P O FU N ZION E D IN A MIS MO P R OP OR ZION E cipali sono cosi divise in due gruppi principali: 6 Y IN .Y A N G Tsang e 6 Fou. All'interno dei due gruppi, poi si (lC) Ta Tch'ans I t99 possono distinguere ancora due sottogruppi, a se(TR) San Tchiao 25t75 conda del dinamismo delle funzioni: i Visceri (Fou) o bo^ peristaltici e serbatoi da un lato, e gli Organi (lT) Siao Tch'ang 25t75 (Tsang) periodici e immobili dall'altro. I Fou peri(V) P'ans Kuans 30/?0 staltici sono animati da continui movimenti di con(\ts) Tan 35/65 trazione, invece quelli serbatoi hanno periodi inerti durante i quali si riempiono, separati da piu o meWei(ST) 49t51 no frequenti traboccamenti; di conseguenza i Fou Fei(P) 55/45 peristaltici sono piir yang dei serbatoi. Gli Tsang '6 iin Piao Lao(MC) 65/35 'periodici, sono animati invece da movimenti ciclici permanenti (R e C), mentre gli Tsang immobili non Sin(C) 65/35 hanno nessun movimento apparente. Gli Tsang imrrr t P'i(MP) 70/30 mobili sono dunque pii yin dei periodici. Kan(F) 75t25 La Thvola 2 mostra la gerarchia delle funzioni deE (R) gli Tsang e dei Fou, con la proporzione approssiChen 99tl mativa ying-yang per ogni tunzione.

T A V . 2 . G E RA RCHI A DE L L E F UNZ I O NI F O U E T S A NG

II nu.ssttggio che cura

Loriginalitir della medicina cinese consiste dunque nel collegare gli organi anatomici alle loro funzioni, che vanno ben al di ld della parte stessa, in un'unitd funzionale. Questa unitir scambia la sua energia all'interno con le altreq, proiettandone una parte all'esterno attraverso un percorso ben preciso.
Come scrive piir esattamente il dr LT Lavier: "Partendo dal principio che l'organismo a A in armonia con l'antbiente, essis entrarono in un diligente studio della frontiera che separa questi due mondi - la pelle. In ffitti, Ia pelle possiede un ktto rnicrocosmico interno e un lato macrocosmico esterno, e deve percid, nell'interesse dell'armonia menzionata, rappresentare ogni elemento dell'organismo in modo da metterlo in contatto con I'universo. Cosi sorse l'idea dello khing, l'ideogramma che indica che c'i qualcosa di molto sottile, che corre longittLdinalmente, che trasporta energia. Ci sono dodici paia di queste linee disposte simmetricamente sul corpo Ltmano, ogni coppia corrispondenle a una delle dodici funzioni principali.

Ogni organo attivo, ogni organo vivente, produce energia, e conosciamo gid. le sue manifestazioni chimiche ed elettriclte. L'origirtalitd dei Cinesi sta nel mostrare che ogni funzione manda una parte della sua energia alla superficie, canalizzata nella sua coppia di Tching. Cosi lo Tching setnbra essere una 'pista di energia', una specie di conduttore invisibile, che segue un sentiero molto preciso, per il quale Ia traduziotte "rneridiano" non A abbastanza esatta. Noi preferiamo, con C. Gregoryt,il termine "peridromo" (dal greco dromos, un "sentiero" o "via")." t I Cinesi avevano minutamente descritto i sentieri interni con i quali gli organi-funzione mandano alla superficie una porzione della loro energia, con un complesso disegno di canali, punti, rami collegati. Una conferma scientifica delle loro teorie arriva oggi dagli studi della moderna embriologia: i ricercatori occidentali hanno dato una descrizione dei percorsi neuronali del nostro sistema nervoso vegetativo che corrisponde quasi

II ntussctggio clrc cura

FACCIADORSALE YANG

esattamente ai canali interni che uniscono i meridiani agli organi, conosciuti gid da millenni dai medici orientali. Lesistenza di questi canali interni d anche la spiegazione della proiezione cutanea di dolori legati a manifestazioni profonde, come quello trasmesso lungo il braccio sinistro, sul lato del mignolo, in caso di infarto cardiaco (perturbazione del n-reridiano del cuore).
FACCIAVENTRALE

Nell'embrione umano si pud distinguere una superficie dorsale esterna, detta ectoderma (yang), e una parte ventrale, interna, detta endoderuta (yin), separate da una parte mediana, il rttesoderma. Poich6 lo Yang b all'esterno e lo Yin d all'interno, allora la superficie dorsale del nostro corpo sard yang e quella ventrale yin. I meridiani yang (collegati ai Fou) saranno dunque posteriori, mentre i meridiani yin (collegati agli Tsang) corl'eranno sulla superficie anteriore del corpo. Il Taoismo afferma che il Cielo, intangibile e in movimento, d yang, mentre la Terra, tangibile e ap-

All'irri:.kt dellu vita l'erttbriottc untdtu) rafpres(ttlu un uttulelkt poktrc: il lelo orrololuto str se st(s.to ntostro una sttpt,jiL'ie dorsale e uno vctltrale, hrrtgo le qttali scorrork) i rtreridiarti.

parentemente immobile, d yin. Se ne deduce, per' analogia, che tutto quello che sta in alto d yang e tutto quello che sta in basso d yin. Quir-rdi le parti superioli del colpo sono yang: la testa e il torace, infatti, contengono gli organi che assorbono la nobile energia atmosferica (yang) con la respirazione

Il nmssctggio che curtt

TAV. 3
ESTREMITA PROSSIMALI

TOPOGRAFIA
D IN A MIS MO FU N ZION A LE

DEI MERIDIANI
FUNZI O NI TO PO G RAFI A DEI M ERI DI ANI

E S TREM I TA DISTALI

IC

est. med, int. p0stenore

6a trl
.cE =
lJt

peristaltico (Yang)

mano (Cheu)

TR IT

I Faccia--'l

5 l ol

posteriore
I

serbatoio (Yin)

piede (Tsou)

VB ST

laterale anteriore

?'Fl
bol EI
Torrce --]

neriodico (Yang)

man6-{},

(Cheu)

MP
immobile (Yin) pisde (Tsou)

8l

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F R

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'3!q."r{FF'*

SIN PAO LAO

SAN TCHIAO

TA TCH'ANG

o o4 (A) Il gruppo dei meridiani torace-mar7o (cheu-yin). p, c e MC partendo dal torace scolrono sul lato intemo del braccio fino alle punte delle dita della inno. (B) Il gruppo dei nteridiani mano-testa (Cheu-yang). IC, IT e TR partendo dalle punte delle dita della mano scolrono sul lato estemo del braccio e sulla sialla fino alla teita.

Il massctggio

che cura

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Il ntassuggio clte curu

e la distribuiscono a tutto il corpo con la circolazione del sangue. Le parli basse, invece, sono yin: l'addome e gli organi della digestione e dell'escrezione raccolgono ed elaborano I'energia nutritiva pii grezz.adel cibo prodotto dalla terra (yin). Logicamente, le estremitd prossimali dei meridiani, contenenti una energiaz immateriale (yang), si troveranno nella parte superiore del corpo, la regione 'celeste', corrispondente al carattere nobile dell'energia degli Tching. La testa, piir yang (cervello, mente) del torace (cuore, polmoni), conterri le estremitd prossimali di tutti i meridiani yang, mentre quelle di tutti i meridiani yin saranno sul torace. Nel situare le estremiti distali dei dodici meridiani bilaterali, entra in gioco invece la gerarchia yin-yang delle funzioni. I meridiani associati con le funzioni pid yang degli Tsang e dei Fou, hanno la loro estremitd distale nella mano (Cheu) e percorrono il tronco superiore (yang); i meridiani associati con le funzioni piir yin degli Tsang e dei Fou hanno le loro estremitd distali nel piede

(kou) e percorrono il tronco inferiore (yin). Possiamo dunque rappresentare la topografia dei meridiani come indicato nella Tavola 3. Lunica eccezione a questa regola d rappresentata dal percorso di ST, un Fou serbatoio che ha I'estremitd prossimale alla testa (ya.tg) ma il cui meridiano scorre sulla parte anteriore del tronco e ha una topografia yin (vedi Tav. 2). D'altronde, la sua proporzione di yang rispetto a quella yin d cosi piccola da giustificare questo spostamento. Usando la proporzione yin-yang le dodici funzioni si possono dividere in quattro gruppi di tre meridiani: 1) il gruppo torace-mano comprende i meridiani R,CeMC: 2) il gruppo mano-testa comprende i meridiani IC, IT e TR; 3) il gruppo testa-piede comprende i meridiani STVeVB; 4) il gruppo piede-torace comprende i meridiani MP. RN e F.

Il nnsscrggio che curtt

I medici cinesi, quando devono piantare un ago, localizzano i punti dei meridiani con il tatto. I canali sono infatti situati lungo degli a',vallamenti tra i muscoli e i tendini, e si possono rintracciare con le dita. La medicina occidentale non ha trovato nessllna stmttura anatomica o istologica cerpacedi giustificare l'esistenza di questi sentieri. Misurando perd la pelle con degli elettrodi, gli scienziati hanno fatto una sorprendente scoperta: d stato dimostrato che sotto la pelle esistono delle linee ad alta conduttivitir, corrispondenti ai meridiani. In piu, se si misura il percorso di un meridiano con l'aiuto di un elettrodo collegato a un ohmmetro, si scopre che la sua resistenza, gld. molto bassa, in certi punti raggiunge un picco di minimo. Questi punti di alta conduttivitd sono i punti di agopuntura. Percid, se paragoniamo I'energia dell'organo-funzione a un potenziale elettrico, allora d chiaro che quando il potenziale raggiunge la superficie ne risr-rlta una corrente che scorreri nei punti di

minor resistenza, e ciod nei meridiani. Allora, affinch6 la corrente potesse circolare nei meridiani, divenne owio per i Cinesi che vi doveva essere un alto potenziale in un posto e un basso potenziale in un altro, o detto altrinrenti, una polarizzaztone dell'energia in base alla variazione del rapporto Yin-Yang nei rneridiani stessi. Lenergia circola nei dodici meridiani di un lato (non imporla se il destro o il sinistro) seguendo un ordine esatto, nel quale si possono distinguere tre circuiti, ognuno comprendente quattro meridiani. Il primo circuito b composto dai meridiani R, IC, ST e MP, e la tradizione ce lo descrive cosi: "L'energia enrcrgeal printo punto (toracico) r{el uteridiano R e scende lino al pollice all'urtdicesinto e tltirtto pLtnto di qttesto nteridiano. Ma tnt ranro che parte dal nteridiano R a livello del polso procede lino al primo plmto del meridiano IC, situato t'icirto all'unghia del dito intlice. Attraverso questa dirantazione, l'energia passa nel nteridiano IC lungo il quale viaggia f-ino al ventesinto e tltinto ptutto, nella faccia (vicirto al nnso).

Il nrussaggio clte cura

FACCIA 99o/o

MANO 5Oo/o

Da questo punto I'energia scotre all'interno, passa attraverso il ceruello e riappare al primo punto del meridiano ST (sottoculare). Seguendo questa traiettoria circolare, l'energia scenderd al piede, dove si trova iI quarantacinquesimo ed ultimo punto di questo meridiano, vicino all'unghia del secondo dito. prEDE Ma un ramo derivato dalla regione del collo del 5oo/o piede permette all'energia di raggiungere il primo punto del meridiano Mn vicino all'unghia del pollice e utilizza questo sentiero per tolnare al torace, dove a livello del ventunesimo punto (sottoascellare) scompare all'interuto." (Nei Ching, op.cit.) Lenergia riappare alla superficie, dopo aver attraversato diversi organi, al primo punto (toracico) del primo meridiano del secondo circuito, che appartiene alla stessa categoria del meridiano R, ciob alla categoria torace-mano. Scorre attraverso il secondo circuito, nello stesso modo del primo, nei meridiani C IT V e R e poi attraverso il terzo, nei meridiani MC TR VB e F, ritornando di nuovo nel primo circuito, P IC ST e MP e cosi via.

TESTA
lo/o II ciclo dei dodici meridiani nei tre circuiti con i rtumeri dei punti dove inizia e dove linisce il percorso, e anche con Ia proporzione teorica di Yang ispetto a Yin. Le ratnilicazioni di colleganrcnto alla marto e al piede - segnate con Ie linee tratte4liate - vengono usate anche per ntostrare il trasfeimento di energia al cenello nella regione lacciale e il suo passaggio all'intemo nel torace. Esse rappresentano dei sentieri o rami intemi.

a
Il ttutssttggi.o clrc curq

Si pud dunque affermare che la circolazione periferica dell'energia d dovuta a certi fattori, il piir imporlante dei quali d la differenza di potenziale tra la testa e il torace. In realth, il massimo dello Yang non d nella faccia ma nel cer-vello,e il suo minimo non d al torace ma all'interno del corpo. A livello del torace i meridiani afferenti portano un'energia consumata (da 50o/oa 1o/, di Yang) e i meridiani efferenti conclucono via una ener-gia dotata di una certa crescita potenziale (da 1a/oa 50o/odi Yang). A livell o della testa i meridiani afferenti portano un'energia che dispiega il sr-ropotenziale fino al massimo (da 5oo/oa 99a/odi Yang) e i meridiani efferenti un'energia che dopo aver raggiunto il suo apice comincia lentamente a decrescere (da 99o/oa 5oo/odi Yang). Lenergia periferica, una volta che passa all'interno, viene ricaricata dal contatto con i vari organi (Tsang) e in particolare con il cuore, che sembra

esser-enon soltanto una pompa per il sangue, ma anche una'pompa energetica'. Per comprendere meglio il circolo energetico dei n-reridiani si pud rappresentare I'uomo con le braccia tese verso il cielo: il flusso dei meridiani yin andra dal basso verso l'alto e quello dei meridiani vang dall'alto verso il basso. I punti sui quali il trattamento riesce con maggiore efficacia sono quelli che si trovano sulle braccia e sulle gambe; per l'esattezza quelli compresi tra la punta delle dita della mano e il gomito, per i meridiani che scorrono nella parte alta del corpo e tra la punta delle dita del piede e il ginocchio per gli altri. Se diamo un altro sguardo al disegno di pag. 80, appare evidente che d piir facile rnodificare il flusso energelico li dove la variazione dell'energia piuttoslo che d nella proporzione mediana (50a/o), picco nel suo di massima o di minima.

Il ttrassug;,gio clte cura

ilv

La circolazione energetica nei meridiani viene mantcnllta costantc clal ciclo cardiaco, ma a volte pud present:rle dclle v:rrizrzioni o irregolarita dovute er eventi inter-ni o csLerni. Un pranzo sovrabbondante ptrd esscrc un esempio cli perttrrbazione rricrocosmica, come lrn tcmpor-:rled Llna pet'tulbitzionc Inllclor'osntielr. Esiste Lln rreccanisnro encrgetico di corlpensazione, capilce cli assorbire queste irregolariti, sempre che essc l-lon eccedano celti lirniti di tolleranza. Qttestcr nrecc:rnismclconsiste in due Mai o Yasi mediani, uno pclsteriore e l'altro anteliole, ognLtno clci cluali d lcgato ai rneridiani attrzrver-so dei rami interni a clil'l-elenti livelli. Questi vasi sono lincc di punti identificabili con le solite nrisurazioni cli resistenz.a elettr-icer dclla pelle; hanno quindi una stl't-tttur-:r similc a qr-rellaclci n-rericliar-ri. Differisconcl da qr-restilrltimi pct' non esserc bilzrtelzrli,e non clir-cttarnenteintcst'at.i con i circuiti menzionzrti prinra. In rcaltir i duc vasi formano Lln cilcnito energetico piir sc'mplicc - conte trna cintur-a che uniscc frzr lolcl orsani e visceri. shianclole e ccrvel-

lo collegzrncloil sisten-)anervoso cenLrale e quello autonomo - collosciuto dagli agopnntori come il "Piccolo Circolo Energctico"s. Il Vaso posteriole d chiamat<>Tbtt, Vaso Governatore (VG). Partcr-rdoderl coccige, sale lungo la colonna vertebrale, segue la lir-rezr rnedianerdclla tcsta c poi della taccia per finire nellzrgcrrgivlrsupeliore. Corrisponde chiar-amente :rll'assc cerebrospinale. L:r sua cnersia d prevalcntementev:rng (localizza't.ioneposteliorc) e corrisponcle al sistenta ncrvoscr centrale'. Il V:rso anteriore d chi:rn'rato .lert, il Subordinato o il Canale di Concezione (VC). Esso d ovviamente, in termini sintbolici, la I'cnrntina, la sposa, in opposizione al Vaso Govet'nertrtre, il merschio.Partenclodal pcrineo, questo vas<tsalc lzr linea ernteliolc medianzr del tronc() e [-inisce :rl mento. La sua energia d prevalentenrentc vin c corrisponcle al sistcma ner-vosozrutononto. I due Vasi sono uniti cl:r un cloppio sistema cli rami inter-ni chc segue il tratto digestivo e con'e l'ino agli orgzrnigenitali.

<:lrctura ll tttttssrrg;74io

Qr-randoc'e Llna cal'enz.adi energia nci n-rel'idiani, il VersoGovernertorcstrpplisce alla carenza; al contrario ogni eccesso di energia vicne zrssorbito dal Vaso Concezione. D'altra pal'te perd, l'azione di con-rpensazioned effettiva solo cntro certi limiti e, se questi vcngono superati, si nrnnifesta la n-ralattia.

VASO CONCEZIONI]

Vistnli:.:.tr:.iotte del Picttilrt Cirutlo []tt'rgt'liL'tt: i litrttrtrttt dul Vuso Ottv c n t o l o t ' c (, -a t t g ), t ' 1 rc l t u t t rr p t ' rc rt rs t ; l t t rs a l e , e d u l I ' a s c t (' rt t t t ' c a . i o t t c (t ' i rt ), t ' l t c . s u t rrc t t t t l e ri t t ' t rt e t rl t t s t t l l ro l t (o . I l t t l/asi stttttt utllL'guli ai t rt e ri d i t u t i (t l t r(^ ' (' rs o t t t t s i s l t ' t rt a l i ru t t t i i t rt e n t i r: s t ' o l g o ri o l u l i t t t : . i rt t t e tli corttpattsarc g1i cct'a.s.si e la t'arur:.tt ettcrgelit'ltc

II tttttsstti4i4io<:lrc currt

Una voltar che d stato ben \ocaliz'ztrI"oslrlla sllperlicie dellzr pelle il punto di agopuntura, a esso va aggiunt:r una dimensione in piir: la proFonclitn(il ternrine cinese per definirlo b infatti Hstrch, che significa pozzo, mentre d kubo nella terminologia Il punto deve quindi essere individuatcr shiatsr-r). cor-l Lln 'sonda-egio' anche sotto la superficie, soprattutto quando si devono inserire gli aghi. Ogni punto ha una profbnditi fisser,la quale pud variare da alcuni millimetri a diversi centimetri. Ogni melidiano e ognllno dei due Vzrsi d composto da Lln numero preciso e invarierbile di Hsueh, come si ptrd vedere nella Tzrvola4. Ci concentreremo sulle parti superficiali del Hsueh, poich6 non esiste un fercile accessc)alle pzrrti piir profonde dei punti di agopuntura con le rnanipolzrzioniesterne. Lenergia contenuta in un meridiano pud subire alterazioni, tutte le volte che le pertr-rrbazioninon protettivcr possono essere contt'ollate dal sister-r-ra degli due Mai regolatori e compensativi. Queste al-

L' i deogruututa dc ' l l t; l l s uc h ruppres entu rul po:.a.() o tttttL grotlu- Sitttl x i i :,:u tl tti tul i tut ptrl rl () l()r( l'.'tt(rlia t'1rc scrtrrt' trc i s ettti eri i tttenti ul l i tttt ullu .superlicie. Per ittilit,iItturl o i l ts ttdatrtetttal "' s ttttdare t' ott l e di ta l o .s trul o ul tl i .s otto l t' l l rt stqerlicie lcllu pelle.

terazioni cadono in due gmppi: se hanno origine da una disfunzione di emissione energeticardell'orsano, che quindi invia un'energia alterata zrlla sua si tratterd cli un disordine n-ricoppia di r-r-rericliar-ri, crocosnrico; se hanno origine in qualche sintomo locale periferico (contrattltra, infiammazione ecc.), che colpisce direttamente il meridi:rno, zrvllrro invece un disordine macrocosmico. In piu, queste perturbazioni possono essere Yang o Yin, cid possono rispondere a eccessi o a carenze dell'energia. I qtrattro casi patologici sono cosi riassunti:

Il tttussag3io <'ltc ctu'tr

MP IT,

Totale
Totale i lati ...... suentrambi Nuntero aa fou Uai . di Hsueh Nuncro di Hsueh delJenMai .. Numero totaledi Hsueh

2l .9 l9 67 27 .9 /,:) 41 14 309
at

Le azioni esegllite sui punti servono per colmare le carenze o drenzu-egli eccessi. In cinese Pott e Sia signiflicano rispettivamente "t'infblzat'c" e "clisperderc" o, se vogliamo usare lzr termir-rologizr shiatsu, "tonificare" c "sederre". Quando il disordine het una origine perif'erica (meridianica), manipolarc i punti del mericliano eserciterir rrn'azionc diretter sulla situazione. Qr,rando, d'altra parte, il disoldine ha un'origine centrale a livello dell'organo-funzione, l'azione a distanza stti punti avri. un efletto indotto per via riflessa sll quest'ultimo, che d I'origine dell'energia nreridianica. Poichd il nricromassag-9io c lo Shiatsll sono tecniobbeclisconoalle stesche affiliate all'agopttt-rtur.a, se leggi teoriche e plzrtichc. La prima regola di carattere generale d la seguente: tutti gli effetti tonificanti risultano da un'azione veloce, leggera e di breve durata, e tutti gli effetti disperdenti risultano da una azione calma, forte e prolungata.

= 618 .........309x2 28
14

,,,670

Il

tttassag;.gio chc curtt

l l mi cromasserggi o vi ene effettuato con l a punta del l e di ta. Il moti v o pi i r ovvi o d che ncl l a punta d e l l c cl i ta l ' energi a e i n equi l i b ri o, qrrasi i n modo cl a procl urre ttt-t a speci e cl i neutral i t) enel geti c e r al l a fi ne del di to, unar condi z i o n e :l datt:r pecul i armente per l ' a ssorbi mento degl i eccessi di e n e rgi u o per l a di stri buzi one d e l l ' energi a qtrando c' d un:r care n zl l . P el ragi or-ri prerti che, vi ene u s :rto i l cl rsci netto del pol l i ce, ess e n do l e al tre cl i ta meno zrdatte.

'Iutti gli autor-i, anticl-rie moderni, sono d'accordo sul fatto che partendo darun punto di agopuntura il massaggio de-vesegtrire il meridiano e terminare a pochi centimetri di distanza.

Movi tttcttto del l e di tu ttel < w rs o del nti (r()tl t(s s ol l i (). S i t ru t t a d i t rt t u l o n rrt t d i rrt u s . s t t g g i t t t rt i t t i a tttri :.a.uto t'|rc /ta l a l i l tt:jorre di s ti rrtol are dei ptrttl i Tt re t i s i . v t l l u p e l l e , g ru rrl i t rt e t ro d i rt n c e t t t i nl cl ro qral reto: i ptutti di agtl ttutl ttru.

Il rnussag;gio clte cura

La regola chc specil'ica la direzione del massaggio su di un punto d chiarnata in cinese YuzSottei"scorrere in su o in giir". Il cuscinetto del pollicc destro vicnc prcmuto sul mcridiancr alf 'arlrcr.r.a del punto, quindi mosso nella direzione indicata e poi sterccatodopo aver percorsc) I o 2 centinrctri. Di seguito il pollicc sinistro vienc piat.r.aLosul punto (il punto di partenza) c agisce a sucl turno, seguito nuovamente dal pollice destlo e cosi via. Cosi il punto spelinrentu una azione continua ir-npartitadal lavoro alternato dei duc pollici. Come si d gi) dctto, un effetto rinl'orzante risulta da un massaggio rerpido lcggero (strofinamento) nrentrc un rnassaggio

forte, l cnto e prof ondo pr oduce un effetto di di sp er sione. Fcl r-se I' i dca si pud t r asm et t cr c pi i r faci l nrentc al'l'er n- r ando che l o scop< -r del nr assaggio r inl'or - z.ante, di toni fi c; r zior - t c, c\ quello di dare cal ore a un punt o car entc di cnergi a; una plessione f olt c e l enta (che non deve scaldar e la pcl l c) d i nvece L lsat a per dr cnar r c eccessi cncrgeti ci, espellendoli dal punto di pressionc nella dir ezi one del l a propor - ziot - t c di Yar ng dccrcsccnte.

Quando si utilizza questa tccnica, qualche goccia di olio sulla pelIe permette al pollice di scivolare senza inutili sflcgamenti, evitando quindi un'azione irritante.

II ttrttssttggi o <'l ta curu

Anche sc Iil par'olar .S/rirrr-srr traclotla lctter-alnrcnte signiiica "digitr-ipressione", in t-ealta\ lat tecnicarconsiste ncll'uso di tutte lc dita clclla mano cornpres() il pollice, dei palr-ni dellc n'rani, de-eli ar,'arnbracci,dei gomili, dei ginocchi c anchc dei piccli. Utiliz.t.zrnclo tutti questi str-r-rrnenti, le nranipolaz.ioni clcl rtrassaggio posson()esscr-e anche abbarstanza cornplessc,nrere\ possibilc r-icondulle er dLle azioni pri ncipali: la toni(iczrz.ionc c la sr-claz.i()lrc.

Pressione co,t urt solo pollice

(A). L'a:.iott,'

1i 1: i rt l l i r' i l t ' i t t . g r' t t t t , l ,i n, l l i ( tt.t t 1ti 1t :t 1111 t 1 t'ott il .yilo ytllict, ltiit sctt.siltilt'dt'lh: altte littr e tl tr i tr di t'tr l tttt'L' di c tnli t ' rt ' i t rt t t l ru rt t ' t t t i . L t r ( ()n i l l tr e.s .s i ottt' t,tt t'.s t'r ti l ttl tt r, (rl i t o l n t (n l ( I rc llo. 1x;l1ta.s

d*^t-

Pr es s i otr c

t'or t

i pol l i c i

ra rv i t ' i n a l i

(B ).

l x tl l i L i dt,v ottr t l otc r tr .s i t , l i t rrt t rt rc l n t k u i t t t t t ttttLol o l i J .5" . Or r c .s l o tt t a l t x l o l t t t i t r: . s s t , t t t t l i ()((()rr( t ! ! t l ()t l i :.- .r tto i tt l L'n( r c .\tt a.ott t ' l o v ' t0 l ti i t L'.s l t,s o:l tt .\( ) i l tr tti lu l t , l l u l c . s l t t , / r, t rr: rr, , r l ,tr i ,l , l l , <r tl ttl t t' ,l , l l , l , t i t , , i , t .

Nelle illustlazioni de-lle prossintc'pr.tginc cliunto trrt liassrrnto clelle pr-incipztlitecniche di nrzrssaggio shiatsu.

Il trtttssttg;,gio clre t:ura

\, /

Lo Shiatsu d la forma attuale di una terapeutica introdotta in Giappone a partire all'incirca dal decimo secolo a.C., derivata una combinazione di tecniche diverse. E un amalgama delle dottrine della medicina tradizionarle orientale (Do-in e agopuntura) che sono state combinate con un metodo di manipolazione muscolare praticato in Giappone per lo pitr clai ciechi, che si chiama Annm. Le tecniche Shiatsu applicate a delle parti del corpo hanno l'el'fetto di un miglioramento della salutc di tutto I'organismo. \q_

i/

(C ). l t i e t t c e . s t ' n ' i t t t t t t i t r a o t t t l o t , e P re s s i o n e c o n l e d i t a ra v v i c i n a t e ()(' (' ()rr( r! n l ()c (() l t i t t d e l i c t t t o , p c r c s t ' t t t l t i o s t t l L t t l l o , s t t l l ' t t d l o n t t , , . s t t i L ' t t s o l i a t t t o t rt t t s . s a , : ' -i , ' . l i t u t c l t i ; i l t u rt i c o l u n rt L ' rt t t ' t t l i l t ' i rt P re s s i o n e c o rt i p a l mi (D ). P c r u l t p l i L ' t rrt , c o rrc l t i l n t c t l t ( q t rL ' s t a t c L '

l t t l t rL ' s s i o t t L ' t t i t t l t t t t l o y i t ' o t t i l 1 t t ' s o l c l v o s l ro c o rl t o ; i l t t t l t t t i t l c l l a rrt t rt t i c l a d i l a d L ' v o t r, , t ' . s . s c l r' r-i 1 rr. s . s ri / r' t ' u t l t ' rL ' t rl i u l l a l t u rt t ' It,I totlto It1ttId/u. P re s s i o n e con l ' u y a n t b ra c c i o (E ). (' o . s t i / t ri s c a t rt t rt t u ri a rt t c l a l l ' t rt i l i : -

t t i t t t , t ' . s t rt i l t t l t :

. 1 t t l < ' l 2 o t t t i l t s L ' l t L ' , i t t t l t t a s t o t ' t t s o , t , i t ' t t c rl l s k s o .

)'-a-\-----=^-..

Pressione con il gomito (F). E trtto strtunetto ellicace itt ca.sodi a:icttrc tortilicartte. Il g o t t t i t o , l : o g g i a to str l p tu ttr :,,\' e te tlttt( )p e r u n p .) 'i tt cl uestuposi :.i tnte,cotrte cl uattdo l o si trtiliaa.a c o t t r c ap p o g tio stlr a iu r ttlo si sttl littr tcct.Attettj otte tt ttott nrctturl o e a ttntt yi yi 111'g troppo lorte. Pressione con il ginocchio (G). Per regolure lu prcssiotrc.'.s1./L'rl(rrcr, sostctrcte il peso t l e l c o r p o c o t t e r ttr a r r tb ele r r ta tti. QtL e stute ctticctri errc ttti l i ::ata l rct agi re sttl l e ancl te e s t t g l i a r t i i t t l b r io r i. Pressione con il piecle (H). Ric'ltiede turt certa esperiertia, poit'lte la pressiorte e5etcitata ptb ristrltare eccesslln e sgracletole al pa:jertte. Si ptro utili::.are cott persotrc robuste, s t r l l a s t ' l t i e t t a , xr i g ,ltr te ie su g li a r ti ittle r io r i.

'!

Il

tttttssrtg;,gio clu

r'.ttytt

,/'

Consiste nell'applicare una pressione sostenllta sulla superficie del corpo, con Lln erngolo corretto: cir) aumenta il livello di energia e la circolazione sanguigna in quell'area. Una pressione incisiva, energica e di breve durata avri un effetto tonificante. Se pero proh,rnghizrmo la pressione e l'abbandoniamo lentamente otterremo un efletto sedativo.

lzr tonilicnziotlt e la t'oryt c i rL t t l u : . i o t t e

u t rn t L ' n t a i l l i v e l L t d i c t t c rg i u d e l \ z r, rg re . S o s t e t t t ' t t d < t i l con tun di trtatto, t'ott I'ultra p re s . s i o rt i y e rt i c a l i , ltorgo la

tlel paa.ieltl(

e . s e rc i t i l t e t rt t o s e t i e prolonde, prr;t'edcttio :ona du trullare.

rit ntit'rtrrtertle

II tttttssttg;gio <:|rc t'ut'tt

Le tecniche attive, conte lo scuotimento, il rotolamento, l'allungamento, le percussioni, le torsioni, lo strofinamento ccc. disperdono l'energia e il sangue ingorgati in una zona.

Ln disper-sione o seda:.ione airtla a riktssare le iltne c()nl rel l e o dol orose. S ostettendo i l corpo dcl pa:.iettte con una trnno, cort I'altra esegtrile tnt rrnssaggio rotatorio-

II nrussctg;,gioche cura

Assiem e alle due azioni pr incipali, esist e un'alt r a t ecnica nellt r a: sostenendo leggcrmente Llnal part e con il palm o, si eser cit a una pr essione im per cet t ibile o si dondola gent ilm cnt e la zona. per calm ar e l'cner gia agit at a.

N a/ c z rl mi ng oc L' orre tttettl etterc i tt l eggero cont(1tt() i palrtti dalle rtuttti c'ort il tttrpo del paz.ierte. IJn lieve tlottdrilorttettto prodtrrrit Lttt elletto distertsit'o.

ll

ttttrsstrgti rt cl tc cut'tt

C o m e abbi ar-no gi d avuto t-nodcr d i tl i rc, rrcl rni cl omassaggi t-r I' a z i one partendo da un pl l nto d e v e ternri nar-e a pochi ccnti nretri di di stanza; nel l o S hi atsu, i nv c c e , l e rrani pol azi oni si estenc l o no l ungo tutto i l meri di arro. Nel micromass:rggio la pressione a l te r nata e pl o{ ' onda cl ei pol l i ci crea un cffetto disperdcnte; nello S h i atsu I:l pressi one verti cal e su di una zona del corpo dcternrina invece un cffetto tonificante.

Questo plrnto d di estrema imporlanz.a: sc quanto al-l'clrnat<-r prirna colrisponde al vero, si puo dedurrc' che la direzitnte del rrnssag,l;io rlelenttirta .;e il suo ellbtto d tortificartte o dispertlertte. Per capirc nreglio quc'sto principio, andian-ro a dare uncl sgu;u-do erlle energicdella Iisiologiadei singoli gruppi di mer-idiani.

dcnt c sat 'ir ccr . t Lr ipct o ( r , er so lir spalla) r - r clla clit 'ezionc di unar proporzior-rc vilng dcclesccnte. r Nci nr clicliar ni clcl gr t t lt Tt o t t r ano- t est l ( lC, I T, TR) la pr opor zione di Yar r g lispet t o a Yin var ia dal 500/ o( nclla m ano) f ino al 99% ( nclla t est a) . I l n- r assaggio t onil'icant e sau- i\ quindi ccnt r ipet o ( r r er so la laccia) nella dir ezione di una pr opor zionc \ ang clescent c, c il m assaggio disper dent e sar d cent r il'ugo ( ver so la m ano) nella dileziclne di una plopot 'zionc - vang decr escent e. o Nei m er idiani del gnt ppo lest apier lt ' ( ST, V, VB) , la plopot 'zionc di Yang r ispet t o a Yin dim inuisce dal 99% ( nella t est a) al Soah ( nel piede) .

. Nei nreridierni d,el grupTto lorace-ntano (R, C, MC) la propofzione di Yang rispetto allo Yin varia dall' la/a (ne], torace) al 50% (nella mano). Poich6 la nostla azione devc seA parte le dift'erenzedi n-ranipola- guire la tendcnza naturale nelle variazioni di energia, il nrassagzione, che sono notevoli, in engio tonificante serri centriftrgo tranrbi i czrsi il problenra principale e di decidere se il masszrggio (vcrso la n-rano)nella direzione di unfl pr()p()r'ziorre rang in aunrencon nrovideve cssere el-lettr,rato to, mentre il massaggio dispern)enlo centripcto o cerrtlifugo.

II trtrtsstrggio c:lrc cut'tt

sari t Il m assaggi o toni [' i cante (movi mento p c rc i i r centri peto v c rs o l a facci a) ncl l a di rezi one val ng cred i una proporzi onc s c e ntc, mcntre i l marsserggi o cl i s p e l dente sarar centri fugo (ntovi me n to vel -so i l pi ecl e) nel l a di l cz i o n e cli ttnl r pt' opol zi orre vl rrl g d c c l e scente. o Per qLl anto t' i gt-ti trda, i nl ' i ne, i n re ri cl i ani dcl grtrppo pi ede-trtrerce (MP , R , F), i n cssi l ar propot-zi onc c l i Yang ri spetto ar Y i t-t cl ect' esce c l a 5O(h (nel pi cdc) al l ' t ah (ncl to r-zrce). satr-i t Il mzrsszrggi o t< l ni l i cante (vclso piede) il qr-rir-rcli ccntr-ifr-rgo rre l l i r rl i rczi one rl i ttna ptrrpot' zi < tn e yang crcscente, e i l matssaggi o centt'ipeto (vct'sc-r clispeldente serrar i l to racc) nel l a di r-ezi onc di ttnet propor-zior-tcvang decrescentc.

P -C -MC TOR A C E

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II rrrassrtggio clrc curtt

Quando parliar-no di eccesso di energia, o condizione vang intendiamo una pl'oporzione di Yang abnormalnrente alta rispetto a Yin; la carenza, o condizione yin, non d altro che una proporzione molto bassa di Yang rispetto a Yin. Cio ci permette di definire i due grandi stati Cheu e Hsu (eccesso e carenza); nello Shiatsu i due termini antagonisti si chianrano Jitsu e Kyo. La diagnosi dei casi di eccesso non crea problenri. Tutte le contratture, gli spasmi, tutti i dolori e i sintomi 'iper' saranno yang e percid riportabili al massaggio disperdente. D'altra pafte, tutte le condizioni'ipo' (paresi, paralisi

ecc.) sono sinton-riyin, e richiedono un interuento tonificante. Stabilita questa regola, sarat nostro contpito individuare attraverso il tatto i meridiani o i punti da trattale.

Per effettuare in maniera corretta I'individuazione dei punti da tr-attare,immaginiamo che il soggetto sano sia una palla perfettamente rotonda. Ouando la persona si ammala, la palla si deforma, e sulla sua superlicie si [orn-lano degli avvallamenti e delle protuberanze. Gli avvallamenti sono le aree Kyo, le protuberanz-ele aree Jitsu. Questa visualizzazione, unita alle sensazioni che ci arrivano toccan-

do con le dita la pelle del paziente, ci consente di diagnosticare lo stato dei n-reridiani. Prima cli stimolare il meridiano interessato, cornunque, bisogna individuare il punto bloccato. Si pud decidere di in terven ire sull'intero meridiano o sui dei punti specifici di esso. Toccando i muscoli e i tcssuti Iungo il corpo possiamo incontrare delle z-onepiir indurite o contratte e delle altre pii flosce o ipotoniche. Per l'esattezza possiamo distinguere quattro stati lisici principali: contratto, concentrato, rilassato e f-loscio, da yang a yin. I due stati patologici di eccesso e carenza si verificano quando un tessuto d contratto o quando d floscio. Rilassamento e concentrazione sono invece le condizio-

II ntassttg;,gioche curtt

ni normali dei tessuti, come quando siamo in posizione di riposo, o in movimento.


SE,DAZIONE

4r
KYO

In accordo con la legge di polaritir ogni trattamento di disPersione inizierir sul lato destro, per proseguire poi sul lato oPposto. Il trattamento di tonificazione avri invece inizio sul lato sinistro del corpo.
Kv<i e Jitsu rapprescntatto due slati tli allerat.iotte dell'ertergia dei rrrcridiani, rispetlivattrcnte caretl?Il ecl eccesstt.L'area K,-o t'ierte rapPresertrichiede trtt'aaiotte tote cort ttrt ttvvallantenlo e Der essere tnnrtalii1lta tonilicanle. Per trctnnaliz;.are le aree Jitsu, clte si presertltuto cottte delle protuberanie, occorre utiliz.zare wta aaione setlattte.

+ o
tf

TON IFIC A ZION E

Il tttrtssttg,girs t:lte ctrra

E stencl ete i l bracci o l arteral mentc vel ' so I' al t(). In qr-restontocl () si p< tt ranno evi denzi al e i n-rg' i di atnivi n dell'arto superiore. P rocedetc con l a di agncl si nred i ante pal pazi one: se l c zonc cl el l'avermbraccicl e clel bratccio sono contratte c dol ol ose, appl i e^attei l nrasserggi o di strrerdcnte (verso i l torace); se son() I' l oscc e conte s r,,uotate, erl l ol a Lcl ni fi carte (ver-s< t l a nrano).

Sequenz.a tli tonil'icttz.ittne dei nreridiarti rtutno-l orace. [) tt tl i t' tnt, l ti ti ul < ,< ttrr L' ttl rutrrl si i l tul trti tttl l t .s l x tl l t' ,!tl l )i l a.i (ut.' ttl tpl i t'ttttdtt tttttt ptL,.\.\ionL' t,crlitttlt, ( | ).

ST r r ;.s 1r r /c l iotu .s ttl l i a t t < o t , t l (. s t (n l (t L , i l b n t c cio lcslnt dcl 1n:.ictrte lutctultrtL'trtt' t' itt ulttt. 'fattttt<l ,t t'ott l a ttttut o l i . s t t l t l x t rl o i l p < t l . s o d t ' l l l tt.i t) ttt'. ,',1 l ,,tl nt,, rt 1 , 1 t l 1 , , , ' r' , | ri rri , , D i rri r' ul l ottti to r 'r '.s .s i tt's ti l l 'i nl c ttt,t ( 2- .1) . del ltntt't'io, dul ytlso l i t ro

Il tnussrtg;,gitt ch.e cura

Es l ettderttkt al rrttts.si uto i l bracci o, sti rata i l gotrtilo rerso I'alto (4). Prtssegttitettnt le prcs.srr;ni .sri ccc-ssi ya strl l 'uyatrtbrat't'i o l i tto all'ast'ella (5-6).

Sequenz.a di dispersione dei meridiani ntano-torace. Prolicate kt nttal.iotte e lo stirutr tettkt del l e di ta, qtri udi strol i rtute l a trtauo ( l-2). lel pai.iente crxt il paltrut ,lrll4 y1151ya

II nrusscrggio che cura

S t' ttotete rupi dautettte i l pol s o ut,utti e i rttl i etro (3). Strolirtate il ythrro della vostra untto sttll'uvtrrtbrut'cio tlel pa:iente itt direziorte del gorrti to (1). Soslettetttl<til poltt cott la tturtto di sttpltorto, colpite leggernrente il tricipite (on utte percttssiotre ra1titla e vekx'e (5). Massaggiute i pettorali ulti con tut trtottintettto rotatorio dei ltttlrtti delle tt:tatti (6).

Questi meridiani si possono massaggiare tenendo il braccio vicino al tronco. Sostenendo il braccio sinistro all'altezza del gomito con la mano destra, con la sinistra effettuate una leggera spremitura del lato esterno per diagnosticare lo stato dei tessuti. Poi, il polso sempre con la destra, utilizzate la stessa tecnica per' l'avambraccio. A questo punto siete in grado di determinare se il trattamento va effettuato scorrendo in su o in giir, e ciod se bisogna tonificare o sedare.

Tonificazione dei meridiani mano-tesl cl . (-tttt i l 1r,1-.i r',,,r's ttl ti ttrt s /r' ).\/(i /c l l all'estentc; del ltract'io e, appctggiatttlo la ututro di sttpporlo sttl poln ttel pajertle, applicate la pressiortc yerticale sttll'uyantbract'io e il braccio lino alla spalla (1-3).

Il nrussug,gio che currt

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Ptts.sate poi a traililre il colb: upplit.ate tuttt pressiorte stri Iuti trtili:.:.tuulo le rux.t.lte lelle n ttttti (1), qtti tttl i sti rutel o poggi att& t l u rrturto .tinistra .strlla spulla sittistra e spittgerulo later ul rtuttl e trnt l o w tstru spul l u l a te.statl el pu:.iettte; ripetete atrt'lte strl lato destrut (5-6).

Sequenut cli sedaz.ione dei meridiani mano-teste. Cott il pu:.i4tte sedtrto, ellettuate tr tr'ul i otte di i trtpa.stutrtettto (l ) e qtti tttl i di perctts.sione (2) .sttlle la.sc.e lateruli del ctillo.

II urussaggio clrc t:uru

Pi:.:.it'ottate Itggentuttrtt' i lcltoidi (.3), qttitttli, ugettdo .s i tttrrtetri t' ttrtrc nl c ( ott etttmntbi i pttqtti , .\l htl i ttttl t' l , rt nl t,tl t l // .\{ ,/i \r/ i tttttrtt i I (1). S os tc tten(l o t' ott l u utatto di .s trl tl torto i l lrat'cir; del pa:.i<trtte,cort I'ultra cl-leiltrute ttttu perc tts s i otte s trl l ato I)o.s l eri ore-es l ertto (5). Strolittatc il pahtto tlellu rttarto .stll'at,attiltrut't:i o del pa?.i ente (6) e, i rt ul ti nto, .s ul tl ors o della stn nrurc (7).

Il ttrussu.ggio c,lre cunt

Corne szrppiamo, il meridiano dello stomaco, plrr essendo vang ha una topografia anteriore, per cio lo dovremo trattare sul latt_r antero-esternodella sambere dell:r coscia.

TonilicaTione del nteridiano S (testttpiede). Elietttutta la rotu:.iottc c lo stirtuttcrtto del sct'tnulo litct tlel pictlc sittistro ( ! ). Co tt i l pul ttto l cl l u rrtorto agi te sttl l u purtc lr o tttal e tl al l u cuyi gl i u (2), tttri tttl i appl i t.ate tttr a pressi otreyerti cul e.sul ettl o l tutgo l u ti bi u litto ul girtot't'ltio (3). Corr il yilit.c tftril(rlc il p ttttto 536 (1).

ll ttutssttggirt <'lu, cttnt

Co tt la ttratut di xtsl egtto .srtlgi rutt't'l ti o dr:l yr:.iettle, salite upplit'uttdo tuta pre.ssituteyerlicale str l q ttadri t'i l ti te l i tto ul l 'i ttgtri trc (5-6). C ott etr trutttlx le ttttuti ttpplitutte tttta pres.siott pntlbtr du strl lnsso vutlre, all'irttenn tlclle ossa iliuclt ( 7 ); stoL'cetcl xti l etttuntctttel e truttti .

Sedazione del meridiano S (testa-piecle ) . Ctnt ertl rarrtl n l e tttatti :'ti :.:i t'ottatti l i attt' lti d el pa..i etrte (l ). P oggi artdo l u rrtutto l i strpporl() sopro il gittoc'cltio destro lel pu:.iertte , in tpostate (2) i l quudri ci pi te dal l 'i ttgtti tte al yir to ct'l ti o.

:t";;

Il nwssaggio che cura

Ripete ora iI tragitto sul quadricipite pizzicottandolo (3). Effettuate la pibrazione del pollice sul punto 536 (4). Pizzicottate il lato antero-estento della gamba, lungo la tibia dal ginocchio alla caviglia (5-6). Sostenendo il piede del paziente con Ia, tnano sinistra, effettuate una rotazione della caviglia (7).

Il nrussag;,gio clrc curu

Il meridiano VB scorre lateralmente sulla gamba e verri trattato con il paziente disteso su di un fianco.

Tonificaz.ione del meridiano VB (testapiede). Stiranrcttto tlel qttarto tlito del pietle sittis tro (l ). C ott l a uturto tl i sttl tprtrto sttl l u ca vigl i a del po;.i ettte, cl te i steso sul l i uttt.o destro, up1tlicute delle pressiorti prolortde tt;tt il p a l rtto l trrtl p i l l uto estento del l a garrtba, dalh t'arigliu al gittot'cltio (2-3). Reggettdo I'uttc'a tlel pa:.iertte wrt la rttutto tli .\ttp p orto, appl i cate tuta pressi rtrreprol i ttrdu t'ort il gorrtito luttgt la lik'L'id luterule della t't> stia (1-5).

Il tttussttggio clu: t'ttrrt

Tenrtitrute ltt tottilittt:.iorte procedetulo cort kr pressi otte prol brtdu d el pal nto s ul l i uttc o, s eguettdo i l percrtrso del rneri di atto f-i no all'ascella (6-8).

Sedazione tlel merid.iano VB (testa-piede). Con il paz.iente sdraiato sul liartco sirtistro tral tate i purtti V B 11(1) e V B 20 (2).

Il nurssttggio che curu

Piz.:.icottateil tleltoide (3), quiruli, portundo il braccio destro del paz.iente dietro la testa (l), itnpastote kt ioua ast'ellare. Scettuletelateraltrtertte ltutgo la gabbia toracicu l-iito (L trattare il liutt'o e I'atu:a (5-6).

I/ lra.ssrrggi rt cl r,: t'ttttt

] I -,;*Ssm*irl!8ix"*i

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Trottat( ttnt il ptillit'e il pturttt VB30 (7). SetttTtre agartdtsc<ttt lu prassiottc lel 1trillice, scerrdc te l ttrtgo i l l ato as tento dal l a gatttbu l i tnt ul tttallcolo (6 l0). Tt'rtttitute c<ttt la roltta.iotte t pi:.:.it'utrtt'tttrtdcl quarto dit() dt,l piedt' dcstro (I I).

l l ttuts s ttggi o c he < .ttnr

Il meridiano V invece verri trattato s ul lato postcriorc, con il pazientc supino.

Tonif'icctz.ione del mericliano V (testap ie d e ) . < ','tr i l l nt:i ttrtt \tt.\t' rr l \rrtr'i tt i rt l i u, ( fle tttr il/( l o.sti rottrctrto del ttti yttrsl odel pi ede sir i is1 1 1 ( ) l ). P ruti cartdo tutu pntl i nti l u l trc.s.si r> tr t' t' cr litu tl e tott i l l nl ttto ddl a nttuto si tti stru, .;u lile lttttgo l u parte po.steri ort dcl l u gurttl ;u, d u l ta llttte l i rto al gl ttteo (2-l ).

',?.

Il nutssaggio

clrc t:urtt

Partettdo dalle lonfuari, risalite il dorso lino alkt base del colkt, cott urn pressione prof'onda dei palrri delle rtnri ai lati delh colorma (5-7). Sedazione del meridiano V (testa-piede). Dalla parte alta del dorso, scendete lino alle sacrali cut tun pressiorte rotatoria di eutranilti i p o llici ai l ati del l a cr>l onna vertebral e (t-3). Pralicate unct pressione rotatoria dei pollic'i al t'entro dei glutei (1). Agettdo cort il piede destro sulla garrtba destra del paliente scendete con trna pressitnte ritntica dal gluteo lutgo il bicipite lbrnorale lirto alla piega del ginocchio (5). Sistentate il vostn; piede all'intento della piega del girtocchio e, -s1tingettdoutn il vostrc ginocch io i l pi ede del pazi ente, avvi ci rnte l a sua garrtba al gluteo (6). Piz.z.icate il yftnccio tla dietro il ginocchio lirto al tallone (7). Quindi ruolate e stirate il trtigtob (8).

Il nmssog;gio <:he t:.tu"a

Il ntassag;gio clte currt

Qucsti meridiani si raggiungono sulla superl'icie antcriore interna della gamba c della c<-rscia. Per disperderc massaggiamo verso il tronco, se tonil-ichiamo sc.orreremo invece verso i piedi.

Tonit'icaT.ione del meridiano MP (piedeto r a ce). Tral l ute i l rtteri di arto con trtl a p r r ;lo trda pressi one del l tol l i ce, purtentl o dall'irtgttitte, seguetttlts il lxtrdo superiore tlel ktlo itttertto della t'ost'iu. St'etttlere liuo ul gittot't'ltio e prosegttire lurtgo ul gantba lino alla t'arif:liu ( l-6).

II tttassctgpio <'he cunt

Sedaz.ione del meridiano MP (piede-torac e). A gi attro s ul l a gantha de.s tra c ort l o 5()rrintento altenrtlo dalla ditu lrutpo il trrcridiatto, Tnrtattdo lalla caviglia t .salattdo liuo al l ' i nptri rtt' ( I-3).

f]fttmru.M'1

Il nnssaggirt c|rc

' cura

dcl meridiano R (piedc' " Tonificazione una torace)' Panendo dall'inguine applicare al centro mano della palmo il con oi"tti"r, poziente' Tito ,otrio della gamba sinistra del e proseguirelungo i)"ir* firi al fin'''cchio (l-2)' Io eomboftno al malleolointerno

(piede'totaO Sednzione del meridfuino R con I'unghia del pollice il. punto il.-ii"tr"n scorii it ri"a" sinistro (1)' Risalite con lo 'r)*""i dei pollici lungo il lato del "ii"*ato (2). polpaccio

Il rnasscrggi.o clrc cura

Pntsegttite con la pre.s.;iorrcdcl pollit:c lttngtt lu lirrca tnediana della purte intema delln coscia arrivartdct all'inguitrc ( 3-5).

del nteridiano F (piedeTonificaaione torace). Parteudcs dall'irtarine scertdcte al uirrocchio con tlna pressiottc prolixtda tlel prillice .utlla parte pii intenla ilello costia (l-2). P ro.s ey tti l e l i no al pi edc pretrtettrLt t' rttt l u punta (l(ll( dita tlietnt la tibiu all'irttt'rrto tlcl lx>lltut'c'io (3).
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,nassu!4git)clrc curI

Sedazjone del meridiano F (piede-torace). Rur;tate I'alluce del piede le.stnt (t). Risalite cort la pressiorrc li trtt.yilo yilite (2), o i! nt()y i nl ento l trc l ortl o ul tc nul o tl i ettl ratttbi i pollici (-J), sul lato ltitt itttento del ytlput'tio lino al gittot'chio. Pntseguite litto all'inguitrc pi7.?.icottand()il hto piit itttenut della t'oscia (4).

ll tnussrrggio <:lte cur"tt

A questo punto possiamo analiz.zalc alcrrne regole che governan<r i l l ra tta mento dr' i punti .

Se u n fortc dol ore arri ver da un p u n to non l oci rl i t.z.al ct sui mcl i d i a n i , convi ene sel ezi onare e tratta re i punti pi i r vi ci ni , cosi da ci rc o n d a r e c i sol at' c i l punto dol orosci. Lo stess() criterio vale se ci son o d a trattare del l c z.< l nedove l a p e l l e c i tcssul " i sottostanti sono i r-rc o n di zi oni atnormal i . In l ' a tti , d senrpr-econtroi ndi cal o i l tr-a tta mcnto dei purnti si tuati nel l e z o n c i nl ' i anrnrate, gonl ' i c o che p l e s e ntano l csi oni del l a pel l c. Lo vi siastess() vale anche nel carsc-r n o d e l l e ci catri ci .

sperdente, ma piuttosto applicare inizialmcnte ttna prcssionc graPiu semplice d il caso di un dolore dualc clel dito pcr un minuto o pungente. Pud esserequalsiasi do- due. Vcril'icare se qucsta sen-rplicc manipolazione allevia in qualche forc f'orte, ptrchi localiz.zatoin un Dtulto del nteridiatzo.Quando un modo il dolorc, e solo poi iniziare disperdcnle, il punto d doloroso, spontaneamente con il massaggic-r o con la prcssione,non conviene quale risulterd cosi meno sgradito immediatamentc. nrassaggiarlosubito in senso di- che se inizierto

N al w .s o s i pnn,i k tn'i tt

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tttt l ) ttnl o pt1:t i s o, l tr i ttta di ugi r e t'ott i l r tta.s s uggi o di sperdettlc i lntta lratl ur ? srudtnli L'( ) tl l tr c s s i ottt lel Txllice.

Il ntassaggio che curtt

A volte un sintomo colpisce longitudinalmente un intero sesmento di meridiano. In questo Jaso d necessario manipolare ogni singolo punto del segmento anche se si vorrebbe massaggiarlo tutto per intero. La sciatica, per esempio, necessita di un'azione disperdente su ogni punto da V25 a V30, poi fino a V54 e se necessario sui punti successivida V55 a V6O. Per trattare una paralisi tibiale anteriore si dovrd invece esercitare l'azione sulla serie di punti da 5T36 a ST39 (tonificazione).

Il trattanrcnt() del l a sc i ati c tt c ons i s te i n ttn trtassaggi o di sperdertt e l ungo i l rneri di arto. Nelkt sequenz.aparticolare dell'az.ione sui ptrttti V25, V50 e V54.

Il trrrssttggio

clte t:ura

Alcuni sintomi locali richiedono l'applicazione della regola dei punti in opposiiione. Si pr-ocede scegliendo due punti opposti, generalmente in un segmento di un arto, uno anteriore e l'altro posteriore. E essenzialeche essi siano situati esattamenteallo stesso livello, alla stessa altezza. Usualmente, questa coppia di punti opposti viene trattata con azioni contrarie. Sul braccio, una manipolazione tonificante di R4, un punto anteriore, e una manipolazione disperdente di MCl2, un punto posteriore (situati allo stesso livello in relazione alla piega di flessione del gomito) stimola i flessori e rilassa gli estensori dell'avambraccio.

Trattanrcnto di punti in opposilone sul bruccio: tonilicttz.i<ne trantite pizzicottanutTto del punto R 4 e di spersi orte<ou press i ottedel l ' unghi u di MC 12.

Questo appena descritto b un tipo di trattamento estremamente importante, poich6, quando lavoriamo su di un gmppo di muscoli, dobbiamo impiegare un'azione inversa di bilanciamento sul gruppo di muscoli antagonisti.

Il ntassnggio tltc currt

Una dclle tavole presentate nelle prossime paginc r-nostrala disposizione regolarc e metamerica dei punti clel dc-rrso appartenenti al meridiarro V. Noteremo la serie pitr vicina alla colonna ver-tebrale, che va da Vl1 a V26: questi punti, oltre ad agile sugli organi interni pcrch6 connessi con i gangli della catena del simpaticc-r, hanno un'azionc locale slli mLrscoli dor-sali. Considerando il l-atto ovvio che I'equilibrio statict-rdi ogni vertcbra d il r-isulturto di lbrze differcnti, principalmentc muscolari, d facile comprcndere che quello che c<tnrzcnzionalmcnte,) chiamato un 'blocco' provie'nccla unzr pclturbzrzione di questo equilibrio di for-

Per il trattarrtutto di un B rnpp() di rrrttscol i dorsal i ot't'orrcrd tllctttrurt prittta tut trul Ientetrl () di di spersi one sul l ato del l a cotrl r0l l rtr0 tott l o scorri rrtettl o ul l errtul o dai dttt, pollit'i vcr.ut il has.so (I). A esso si l uri segtti ra tttt'tt?.i otttI t tnilicatttc ver.so I'alto .sttl lato oplxt.slo (2).

7.e. In breve si dctermina una contrazione su di un lato c rilassamento clall'altro. Un'azione sui due punti simmetrici che si trrrv:rnosui lati della vertcbra colpita puir, quindi, riportarla alla suer posiz-ionc' norrnalc. Occorrc opcrare perd in

m anicr a m olt o pr ccisar , escl'cit ando ncl scguent e or dinc Lr n'azione disper dent c sul lat cl della cont r azione L' un m assir ggio t onif icant e sul lat o r ilassat o. Questa rapprescnta un'allra applicaz. ionc del plincipio dcgli cf f et t i antagonisti, gi) n-renzionato.

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II ttrussaggio chc t'urn

Ntllt, p r r ssi nte pagi ne presettti antttl e Iuvi e schentul i che dei puttl i , i tl i z,itmdo qui in liarrco da quellu della leslu e del cranio. L'ttnita di rtristtra arttrtorttit:tt utili?.z.atatlai n'tetlici cine.si per rinlracciare il punto i il Cun, torrisporulertte alLt spaz.itt interdigitale delimitato tlalla piega di llessirnte tlelkt lahr*itttt del dittt ttrcdkt. It lirtee tra.sversali sulle tat'rtl,: t'rtrri.sportdono ulle pntpor;.ictni reali del nttslro c()ry\) ttti\ttrulo LLtt q u e stu u r ti ti t tl i nti sura anatrntti ctt: ogni l ncca t'rri \ponde a I C utr.

Il nrussaggio che curtr

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Il ntassctg;,gio che cura

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INSERZIONE DEtDETTOIDE

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P|EGA DELP0T-s0

Il nrassaggio che cura

GRAN TROI{CANTERE

GRAN TROI{CANTERE

cAv0 POPTITEO

MAtIEOLTO INTEENO

Il tnassttggi<t clrc cura

5256es,{
NOTE (1) L'influenza delle stagioni sullo stato di salute d conosciuta da tempo anche dai medici occidentali: "ln invemo e primavera la disposizione morbosa A soprattutto toracica, in estate e autunno soprattutto addontinale; perd rtella prima metd dell'anno si intpemia sul sistema circolatorio, nella seconda metd" sul sistema neryoso." N. Gentile. ELementi di Riflessoterapia, op. cit. (2) J. Lavier, Storia, dottrina e pratica dell'agopurttttra cinese, op. c it . (3) Il sangue viene considerato nella medicina cinese come il pir) piccolo vettore materiale dell'energia. La dottrina del Sangue e dei Soffi stabilisce le interazioni fra l'energia immateriale (Chi), che scorre nei meridiani e il sangue. "kt dottrina del sangue e dei soffi non si riferisce in ntodo specilico alla distribuzione e vascolarizzazione nel cotpo ttmano, bensi all'energict, e rappresenta una delle modalitd di quest'uhima, soprattutto, come i stato appena accennato, sul piano di quelIa che in Oc:cidente vierte definita scala microscopica" . J. Schatz-C. Larre-E. Rochat de la Vall6e, Agopuntura, op. cit. (4) Per quanto riguarda i rapporti energetici fra gli organi la medicina cinese li sviluppa nella dottrina dei "cinque elementi": legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Per questa teoria rimandiamo a J. Lavier L'agoprtntura cinese, op. cit. ( 5 ) I C i n e si , N .d .t. (6) J. Lavier, Chinese Micro-Massage, op. cit. (7) La filosofia e la medicina orientali considerano ogni [enomeno naturale come una manifestazione di energia. Un corpo solido, come il corpo umano, viene visto semplicemente come una forma piii condensata di energia rispetto a una energia piir immateriale, per esempio il pensiero. La stessa idea viene oggi adottata dalla fisica moderna per interpretare l'universo. Questa energia indeterminata che permea tutto viene chiamata Chi o Kl (in indiano prana). In natura ha molteplici manifestazioni, tante quanti sono i fenomeni naturali. In sostanza il pensiero cinese lascia intendere che sia stato il Chi a organizzare la materia inerte per creare l'essere vivente, in un relativismo che permette di definire la vita anzitutto come variazione degli scambi materia-energia. Per quello che ci concerne, si pud dire che il sangue e i fluidi del corpo sono visti come forme di Chi pin materiali (Yin) mentre ii pensiero e l'energia dei meridiani vengono considerati come Chi in forma piir sottile e immateriale (Yang). (N.d.A.) (8) M.Chia, Tao Yoga, op. cit.

EilF|F

IN

Accademia cinese di medicina tradiziona.le, L'Agopuntura, BUR-Rizzoli, Milano, 1985 Giuseppe Calligaris, lc catene lineari del corpo e dello spirito, Giannone, Palermo, 1982 Alexis Carrel, L'uomo questo sconosciuto, Bompiani, 1936 Mantak Chia, Tao Yoga, F,d. Mediterranee, Roma, 1989 Nei Ching (traduzione di F. Ledvinka), Canone di medicina interna dell'I mperatore Giallo, Mediterranee, Roma, I 976 Jacques De Langre, Il libro del Do-In, Macro Edizioni, S. Martino di Sarsina (Fo), 1989 Clara Bianca Erede, Massaggio Zonale, red./studio redazionale, Como. 1979 Mario Garlasco, Salute Malattiq Guarigione, Edizioni del Riccio, Firenze, 1987 Nicola Gentile, Elementi di Riflessoterapia, Cisalpino-Goliardica, Milano, 1977 Chris Jarmey, Thorsons Introductory Guide to Shiatsu, Thorsons, London, 1992 Anna Kaye-Don C. Matchan, Reflexology for Good Health ,

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Finito di stampare nel mesedi aprile 1995 presso Giunti Industrie Grafiche S.p.A. Stabilimentodi Prato

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