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I TEST DI PERSONALITA IN PSICODIAGNOSI

CAP. 1 STORIA Possiamo definire i test come situazioni standardizzate in cui il comportamento di una persona viene saggiato, osservato e descritto. LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA Linizio della psicologia scientifica si fa risalire precisamente al 1879, anno in cui Wundt, a Lipsia, apr un corso di psicologia come studio della coscienza. Per Wundt la psicologia la teoria dei fatti della coscienza umana, distinta da quella delle scienze naturali che hanno come oggetto la realt oggettiva. Egli si occup inizialmente dello studio della percezione sensoria, successivamente della sensazione. Con Wundt la psicologia non pi descrittiva, ma diventa esplicativa; egli stabil leggi psicologiche quantitative confrontabili nella forma a quelle della fisica. Ben presto, per, lesperimento psicologico come lo intendeva Wundt si mostr insostenibile. Secondo la scuola di Wurzburg, al centro dellindagine psicologica deve esserci il soggetto nella sua totalit, non elementi staccati della vita psichica, come la sensazione; lunico metodo di indagine lintrospezione controllata, cio losservazione e la descrizione da parte del soggetto di tutto ci che avverte. Questa concezione diede origine alla corrente dello strutturalismo. DA FINE 800 ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE I primi test sono, quindi, influenzati dalla psicologia sperimentale, che rese necessario anche luso del linguaggio quantitativo della matematica, nella fase della valutazione e della comunicazione dellesperimento. Nasce cos la psicometria, cio quellindirizzo metodologico che permette lanalisi quantitativa delle qualit psichiche. La psicologia sperimentale, per, cercava regole generali, ma non si occupava delle differenze individuali del funzionamento mentale. I primi studi sulle differenze individuali furono sistematizzati da GALTON, che sostenne lereditariet dellintelligenza e la possibilit di migliorare la razza facendo accoppiare gli individui adatti. Nel 1890 CATTEL coni il termine di mental test e sottoline che la psicologia si basa sulla misurazione e sperimentazione; costru una prima batteria di 10 test da adottare e somministrare in modo standardizzato perch si potessero confrontare i risultati di ricercatori diversi. Anche KRAEPELIN prepar una serie di test atti a misurare i fattori essenziali per la caratterizzazione: riteneva, infatti, che se fosse stato possibile distinguere e classificare le varie forme di malattia si sarebbe potuto scoprirne le cause e la terapia. Secondo BINET, per lo studio delle differenze individuali era necessario prendere in considerazione i processi intellettivi pi complessi per avere un ambito di ricerca pi ampio. La costruzione dei test doveva includere il giudizio, la memoria, la comprensione, il ragionamento e limmaginazione. Fu proprio BINET, assieme a SIMON, a formulare il primo test di intelligenza, con 30 prove di difficolt crescente: il punteggio si otteneva contando il numero di prove superate. Successivamente le prove salirono a 59 e la fascia det a cui si

somministravano andava dai 3 ai 13 anni. Il primo a dare una spiegazione dellintelligenza basata sullevidenza empirica fu SPEARMAN, il quale cerc di scoprire se le capacit intellettive fossero correlate tra loro. Dopo aver messo a punto il suo coefficiente di correlazione, elabor il concetto di intelligenza generale, secondo cui tutti i rami dellattivit intellettiva avevano in comune una funzione fondamentale, mentre gli elementi residuali o abilit specifiche sembravano completamente diversi da quelli di tutti gli altri. La psicologia clinica nasce alla fine del XIX secolo, quando WITMER inizi allUniversit di Pennsylvenia un insegnamento di psicologia clinica. I primi psicologi clinici erano psicologi che si dedicavano allaiuto degli altri, facevano delle ricerche sulle differenze intellettuali ed erano interessati alla deficienza mentale e ai casi patologici. Inoltre, continuavano a creare nuovi test per la misura dellintelligenza e a riesaminare quelli gi esistenti, come ad esempio la scala Binet. DAL 1915 AGLI ANNI 40 La Prima guerra mondiale apport un fondamentale cambiamento per quel che riguarda i test di intelligenza: segn il passaggio dai test individuali a quelli collettivi per una necessit di ordine pratico. Lesercito americano, avendo bisogno di esaminare molte persone in poco tempo, form un Comitato per selezionale le reclute; serviva quindi un test che fosse diretto ad adulti, semplice da somministrare, valutato oggettivamente e che richiedesse un tempi limitato. OTIS, adattando la scala Binet alle esigenze dellesercito, la trasform in Army Alpha, una scala verbale con 8 subtest. Le reclute per, in buona parte analfabeti, non erano in grado di affrontare il test, che venne trasformato in Army Beta, un test figurativo. Il prototipo dei questionari di personalit lInventario Psiconevrotico, elaborato da WOODWORTH con lo scopo di individuare i soggetti nevrotici, inabili al servizio militare. Ad ogni modo, negli anni 20 gli psicologi non godevano di grande prestigio: erano considerati psicometristi e addetti alla somministrazione dei test di intelligenza. Nel 1921 abbiamo la prima edizione del test di Rorschach. Negli anni 30 vi fu invece una miriade di nuovi test, quasi tutti negli Stati Uniti, in quanto in Europa erano stati bloccati dalla repressione dittatoriale; infatti, la prima edizione del TAT risale al 1935. Alla fine degli anni 30, THURSTONE mise in discussione il metodo di Spearman: analizzando le intercorrelazioni di un gruppo di test con lanalisi fattoriale, non trov un fattore generale, ma pi fattori che corrispondevano ad abilit indipendenti che chiam abilit primarie. Da qui la diatriba sullintelligenza: unidimensionale per Spearman, multidimensionale per Thurstone (la differenza, per, dipendeva dal fatto che utilizzavano sia tecniche diverse che campioni differenti). Le scale Wechsler A met strada tra Spearman e Thurstone sembrano porsi le Scale Wechsler. Per WECHSLER lintelligenza non pu essere concepita come un unico tratto indipendente e singolarmente definito; egli la definisce una competenza generale o una capacit globale che permette allindividuo di comprendere il mondo e far fronte in modo efficace alle possibilit che offre. Quindi necessario che i test di abilit siano posti in modo che il soggetto possa utilizzare diversi linguaggi (verbali e di performance); la risposta dar il grado di intelligenza che sar tanto pi alto quanto pi saranno i linguaggi che utilizza. La scala, infatti, d un QI verbale ed un QI di performance, mentre il QI totale deriva dalla somma dei subtest verbali e di performance. Per quanto riguarda il QI totale, Wechsler introduce il QI di deviazione per tutte le fasce di et, che permette sia il confronto con i coetanei che con lo stesso soggetto nel corso degli anni. Le scale Wechsler, bench somministrate come test individuali seguono il modello fissato per i test collettivi: le prove sono raggruppate in subtest e disposte, in questi ambiti, in ordine crescente di difficolt.

La scala Wechsler-Bellevue fu quella pi utilizzata per misurare lintelligenza degli adulti e voleva essere in qualche modo unalternativa alla Stanford-Binet, che non si era dimostrata attendibile con gli adulti. Questa scala fu pi volte rivista e modificata, non nella struttura, ma nella somministrazione e nello scoring, adattandone una per ogni fascia di et (sono state anche pubblicate scale per soggetti dai 5 ai 16 anni scala WISC e dai 3 ai 6 anni la scala WPPSI ). Le scale Wechsler non vengono utilizzate solo per la misura dellintelligenza generale, ma anche per le diagnosi psichiatriche in quanto si ritiene che alcune lesioni cerebrali, i disturbi emotivi ed il deterioramento mentale intacchino alcune determinate funzioni ed i risultati di alcuni subtest possono rivelare disturbi psichiatrici anche se non ne spiegano i motivi. Uno dei vantaggi di queste scale, comunque, consiste nel fatto che, richiedendo risposte reali, permettono di esaminare il funzionamento dellIo rivolto alla realt ed individuare aree eventualmente tendenti alla regressione. ANNI 40-60 Oltre a nuovi strumenti di selezione per lesercito, negli anni 40 furono modificati anche test esistenti come un inventario personale per i disturbi psichiatrici, uno per la valutazione rapida dellintelligenza, una forma di gruppo del Rorschach e varianti del TAT. Le matrici progressive di Raven Il test pi usato in Inghilterra per il reclutamento dei militari quello delle Matrici di Raven, ideato da PENROSE e RAVEN. un test non verbale, che non usa oggetti (che potrebbero riflettere influenze culturali), la cui somministrazione pu essere sia individuale che collettiva; esso costituito da una serie di disegni mancanti dellultima parte che il soggetto deve completare scegliendo tra un certo numero di alternative (6 o 8) di cui una sola quella giusta, sotto forma di ritagli messi a fine pagina. Il punteggio viene dato dal numero delle risposte corrette. Il test, tuttora usato, in Italia esiste in tre versioni: 1) SPM (Standard Progressive Matrices): per soggetti dai 10 anni allet adulta, prevedono somministrazione sia individuale che collettiva, senza limiti di tempo; 2) CPM (Coloured Progressive Matrices): per bambini dai 4 agli 11 anni e per soggetti con deficit intellettivi o molto anziani; la somministrazione individuale, previsto lautoscoring; 3) APM (Advanced Progressive Matrices): per adulti con intelligenza superiore, la somministrazione pu essere individuale o collettiva. Nel frattempo, cominciava ad attirare lattenzione il MMPI, il Rorschach, il Disegno della figura umana. Negli anni 50 appaiono test con una struttura teorica pi fondata, anche se gli psicologi preferivano utilizzare quelli gi noti, che avevano dimostrato gi una certa efficacia. DAGLI ANNI 60 AGLI ANNI 90 Negli anni 60 il successo dei test ebbe una battuta darresto: lattenzione per i diritti civili e per la privacy resero sospetti i test di intelligenza e di personalit. Gli anni 70 sono stati contrassegnati dal modello sociogenetico e da numerose polemiche sulla validit dei test, che comunque continuavano ad aumentare. Negli anni 80 inizi un nuovo interesse per i questionari di personalit, favorito dalla facilitazione della correzione attraverso il computer.

PARTE SECONDA (Test oggettivi di personalit) CAP. 1 QUESTIONARI E INVENTARI I questionari si presentano come una serie prestabilita e invariabile di domande e risposte atte a indagare su un determinato oggetto di studio e variano non solo per la struttura ma anche per la loro applicazione. I questionari si distinguono in base allo scopo per cui sono costruiti:

abbiamo quelli che intendono valutare opinioni ed attitudini, quelli che vogliono indagare diversi tratti della personalit (multifasici o multidimensionali) oppure un unico tratto (monobasici o monodimensionali). Il valore di un questionario, oltre che nella sua validit, sta anche nel modo in cui vengono formulate le domande e interpretate le risposte; per questo opportuno che la sua costruzione sia affidata ad unequipe di studiosi che identifichi scopi e formuli ipotesi per valutare le risposte. Per quanto riguarda la struttura, vi sono questionari: - a domande implicite, che presentano un compito di problem solving, generalmente frasi da completare; - a domande esplicite, che possono a loro volta essere con risposte chiuse, aperte o multiple. LE DOMANDE Una volta stabilito il tema su cui indagare, occorre formulare delle domande per raggiungere lo scopo, anche se ci non spesso facile, in quanto il significato delle parole non assoluto, ma dipende da come i soggetti vivono la situazione e dal significato che danno a domande e risposte. La formulazione delle domande pu portare alla distorsione delle risposte. Tra i motivi pi frequenti di distorsione troviamo: - largomento: quanto pi delicato e personale, tanto pi il soggetto pu rispondere in modo non del tutto veritiero per desiderabilit sociale o evitare di rispondere; - il modo di porre la domanda; - il tipo di domanda: le risposte aperte non presentano le distorsioni di quelle chiuse, per per mancanza di tempo, pigrizia o motivi culturali ci potrebbe essere una buona percentuale di non risposta o di risposta non adeguata. Quindi, le risposte aperte sono preferibili se si vuole da parte del soggetto un compito di recupero delle informazioni in memoria o evidenziare limportanza pregnante di un problema; quelle chiuse quando si vuole un riconoscimento o valutare limportanza relativa. - il contesto: ad es., lintervista faccia a faccia porta il soggetto a rispondere a tutte le domande, per, a causa delle desiderabilit sociale, potrebbe rispondere in modo non veritiero. Nelle scale graduate gli item dovrebbero presentare una certa uniformit per lunghezza, linguaggio e modalit di risposta. Inoltre, la successione non deve essere causale ma graduale; di fondamentale importanza anche lordine delle domande, che dovrebbero passare dal generale al particolare. LE ALTERNATIVE Anche lordine delle alternative molto importante. Nelle liste lunghe, infatti, il soggetto solito scegliere le prime in quanto maggiormente elaborate a livello cognitivo (effetto primacy), ma, se gli item sono letti dallintervistatore vengono scelti gli ultimi (effetto recency) perch non si ha il tempo di elaborare i primi a causa della velocit con cui vengono letti. opportuno, tra laltro, non mettere allinizio item troppo facili affinch il soggetto non si senta poco stimolato o pensi che sotto la facilit si nascondano tranelli; n troppo difficili o delicati che possano metterlo in difficolt. Il linguaggio deve essere adeguato ai destinatari, la forma impersonale, purch non risulti troppo artificiosa (in tal caso si usa una forma personale tenendo conto dellet e del livello culturale). LA SOMMINISTRAZIONE La somministrazione dei questionari (autosomministrazione) di solito collettiva, per un vantaggio economico e di tempo. Se per il questionario usato allinterno di una batteria per una psicodiagnosi, la somministrazione faccia a faccia pu influenzare le risposte. Le istruzioni devono essere semplici e chiare; il tempo impiegato per la compilazione non deve

superare i 60 minuti; il materiale stimolo pu essere formato da un solo modulo, con domande sul lato sinistro e risposte su quello destro, o da un fascicolo, contenente domande e istruzioni, e un foglio di risposta. Per quanto riguarda il punteggio, nei test di personalit, generalmente, il punteggio grezzo ottenuto dal soggetto viene convertito in un valore numerico che indica se e in quale misura il soggetto differisce dalle persone normali, attraverso tre tipi possibili di modalit: - punti z, che indicano in che misura il punteggio esaminato si discosta dalla media dei punteggi del campione normativo; - punti T, normalizzati, cio dei punti z che hanno subito una trasformazione; - percentili, che, espressi su una scala da 0 a 100, indicano la percentuale dei soggetti del campione normativo che ha raggiunto un certo punteggio grezzo. Alla fine sono opportune parole di congedo, anche nello stesso test, in cui lultima domanda, se opportuno, sar sulle opinioni personali.

CAP. 2 MMPI E MMPI-A MMPI (I E II FORMA) - INVENTARIO Il Minnesota Multiphasic Personalit Inventory 2 (MMPI 2) la nuova versione del test edito nel 1943 che, se da una parte stato apprezzato per la poca influenzabilit sulla somministrazione e sulla siglatura da parte dellesaminatore (in ambito psichiatrico), dallaltra stato molto criticato per la non attendibilit di alcune scale e per la non comprensibilit di alcuni item. Sulla base di queste critiche venne redatta, nel 1989, la seconda edizione. La teoria di base la psichiatria descrittiva del DSM, pi interessata alla classificazione che allindagine individualizzata. Fu elaborato da HATHAWAY e MC KINLEY come strumento daiuto per la diagnosi psichiatrica e per individuare la gravit dei disturbi patologici della personalit. Dopo aver somministrato migliaia di item da questionari gi esistenti a pazienti psichiatrici e ad un campione di soggetti normali, individuarono e convalidarono gli item che discriminavano sia i soggetti normali da quelli psichiatrici sia questi tra loro e arrivarono a selezionarne 504. Le aree su cui indagare riguardano un vasto numero di comportamenti ed atteggiamenti, e la maggior parte degli item sottoforma di affermazione. Lassunto di base era che i soggetti che rispondessero in modo simile agli stessi item appartenessero alla stessa tipologia diagnostica. Il test indirizzato a soggetti di et compresa tra i 16 e i 65 anni, con livello culturale pari alla licenza elementare. Le cosiddette Scale fondamentali sono quelle di base e si distinguono in scale cliniche e di validit. Scale cliniche: alle 8 scale originarie, composte da 504 item, se ne sono aggiunte 2, con 46 nuovi item: 1. ipocondria (HS), con 33 item (32 per MMPI 2) che indagano su una vasta gamma di sintomi fisici inerenti la digestione, lappetito e il sonno. Valuta leccessiva preoccupazione per lo stato di salute senza danno organico che influenzano le normali attivit quotidiane e di relazione; tipica nei soggetti narcisisti e negli egoisti o egocentrici oltre che nei pessimisti. Es: soffro di acidit diverse volte a settimana. 2. depressione (D), con 60 item (57 per MMPI 2) valuta i disturbi dellumore e la perdita degli interessi. Es. a volte mi sento proprio inutile. 3. isteria (HY), con 60 item valuta la tensione, langoscia e i problemi somatici reali. Es. penso che molte persone esagerino le disgrazie per ottenere la simpatia altrui. 4. deviazione psicopatica (PD), con 50 item individuano i soggetti con difficolt nelle relazioni sociali e il disadattamento scolastico. Es. ho avuto esperienze strane e insolite.

5. mascolinit-femminilit (MF), 60 item (56 per MMPI 2) che non cercano sintomi clinici ma linversione sessuale e lomosessualit maschile. Es. mi piace leggere storie damore. 6. paranoia (PA), con 40 item che comprendono ammissioni di eccessiva sensibilit, deliri e fragilit psicologica. Es. a volte mi sento preda di spiriti maligni. 7. psicastenia (PT), con 48 item che individuano i soggetti affetti da fobie e da atteggiamenti ossessivo-compulsivi. Es. mi pento pi spesso degli altri. 8. schizofrenia (SC), scala pi lunga con 78 item che riuniscono tutte le forme di schizofrenia. Ed. odo strane cose quando sono solo. 9. ipomania (MA), con 46 item che individuano i soggetti con iperproduttivit ideativa e iperattivit motoria tipica di chi non riesce a portare avanti un soggetto. Es. valgo pi degli altri. 10. introversione sociale (SI), con 70 (69 per MMPI 2) item che valutano il grado di introversione-estroversione sociale. Es. sono di buona compagnia. Scale di validit: sono state create per ovviare eventuali risposte falsate causate da varie motivazioni (ostilit per il clinico, noia,). Sono 4: 1. Cannot Say (non so), per indicare gli item a cui non stata data una risposta (se ce ne sono pi di 30 il protocollo non valido); 2. Lie (menzogna), formata da 15 item che evidenziano il rispondere falsatamene per dare una migliore immagine di s; 3. Frequency (frequenza), formata da 64 item (60 per MMPI 2) che indicano la tendenza ad esagerare i sintomi; 4. Correzione, introdotta successivamente e formata da 30 item che sottolineano latteggiamento di difesa verso il test e la tendenza a negare i problemi. Scale speciali: per non tralasciare alcune caratteristiche sono state create un centinaio di scale; le pi importanti si distinguono in scale supplementari (che approfondiscono la trattazione dei problemi clinici e dei vari disturbi, come ansia, repressione, forza dellIo) e scale di contenuto (che riguardano sintomi interni, come ossessivit, ansia, preoccupazione, tendenze aggressive, e problemi generali come difficolt sociali e lavorative). Materiale dellMMPI: in italiano esistono una Forma completa di 550 item, una Forma ridotta di 357 item e una Forma abbreviata di 174 item. Il libretto formato da un certo numero di pagine in cui gli item sono stampati; le risposte vengono segnate su unapposita colonna, a fianco alle frasi, recente una V o una F da contrassegnare con una crocetta. Nella prima pagina c uno spazio da compilare con i dati anagrafici, e le istruzioni. Esistono due programmi di correzione automatizzata che propongono anche un referto con linterpretazione. I limiti della I edizione del 1943 possono essere riassunti in: - non attendibilit di alcune scale; - stimoli non comprensibili a tutti; - alcuni item superati e discriminanti; - risposte coscienti e per questo selezionate dal soggetto; - alternative che non esprimono appieno il pensiero di molti pazienti. MMPI 2 Di queste critiche sembra tener conto la seconda edizione. In essa: - sono rimaste invariate le alternative di risposta (V/F), le 10 scale cliniche, quelle di validit e alcune supplementari; - per quanto riguarda gli item, alcuni sono stati riformulati in modo da essere comprensibili a tutti ed evitare ambiguit; - nuovo metodo per calcolare il punteggio e standardizzazione anche per le minoranze etniche;

- alle scale di validit gi esistenti ne sono state aggiunte 3: 1. Back-page Infrequency (controllo dellattenzione), con 40 item che verificano se il soggetto ha smesso di prestare attenzione; 2. True Response Inconsistency (tendenza a dare risposte incompatibili), con 23 coppie di item di significato opposto che valutano lincoerenza; 3. Variable Response Inconsistency (tendenza a non considerare il contenuto degli item), con 67 coppie di item di contenuto simile o opposto; - alle scale supplementari tradizionali e sono state aggiunte altre, addizionali, come lostilit ipercontrollata, la leadership, la responsabilit sociale, il disadattamento scolastico, la scala di tossicodipendenza potenziale, Materiale MMPI 2: oltre alla Forma completa di 567 item possibile avere una scala ridotta somministrando solo i primi 370 item che riguardano le scale cliniche e di validit. Questa seconda versione consigliata per soggetti a partire dai 18 anni di et che abbiano completato la scuola media inferiore. Il tempo varia dai 45 minuti alle 2 ore. Somministrazione: pu essere somministrato collettivamente ma auspicabile lautosomministrazione individuale per motivi di tempo. bene garantire al paziente la privacy e accertarsi che il test gli sia ben chiaro. Con i soggetti psicopatologici gravi difficile farlo portare a termine e la presenza del clinico pu motivarli e fare la differenza. Si somministra facendo leggere o leggendo assieme le istruzioni. Il clinico raccomanda al soggetto di porre attenzione alle affermazioni poste in forma negativa (che sono quelle di argomento delicato). Una volta finito il test il clinico controller che abbia risposto a tutti gli item (o che almeno non ne abbia lasciati pi di 30) e se ci sono errori, che inviter a correggere. Raccolta dati: la correzione avviene tramite programmi computerizzati o manualmente poggiando delle griglie, una per Scala, sulla colonna delle risposte, calcolando anche la distinzione dei sessi e le domande non date. I punteggi grezzi diventano trasformati in punteggi T e si procede con la correzione in base al punteggio K delle cinque scale cliniche che la prevedono; si passa, poi, a verificare la validit del protocollo contando il numero dei Non so e il punteggio delle scale di validit. Nei protocolli validi, unendo con una linea i punteggi delle varie scale si ottiene il profilo della personalit del paziente. Interpretazione del profilo: linterpretazione si avr per PUNTE (punteggi di almeno 65 T), per ASSOCIAZIONE di CODICI e per ASSI mettendo a confronto punti T di scale opposte per vedere quella pi evidente. Aree patologiche: le tre aree in cui si soliti dividere le scale cliniche sono larea nevrotica (soggetti con disturbi psicosomatici), larea psicotica (soggetti con difficolt di comunicazione per errate interpretazioni della realt) e larea sociopatica (soggetti con difficolt di socializzazione per rifiuto delle norme di convivenza e mancato adattamento).

MMPI-A LMMPI-A fu creato per la fascia di et dai 14 ai 18 anni, ci vogliono 50 minuti per completarlo ed composto da 478 item presi dallMMPI o creati per individuare disturbi dello sviluppo tipici degli adolescenti. Infatti, mantiene le 10 scale cliniche e le scale di validit, mentre vengono aggiunte altre tre scale supplementari: ammissione di problemi con alcol o droga, tendenza allabuso di alcol o droga e immaturit. Per quanto riguarda le scale di contenuto, 11 sono state tratte dallMMPI, mentre ne sono state aggiunte altre 4: basse aspirazioni, alienazione, problemi di condotta e problemi scolastici.

CAP. 3 DMI (DEFENSE MECHANISMS INVENTORY) La costruzione del DMI ha suscitato grande interesse per le informazioni che pu fornire nel corso di una psicoterapia valutandone i risultati; infatti ha un elevato valore euristico nel predire la risposta del soggetto ad un determinato approccio terapeutico. Il test utilizzato in tutti i campi di ricerca che studiano lo stile difensivo ed un valido strumento per valutare i modelli difensivi in relazione alla risposta ai trattamenti possibili. Come noto i meccanismi di difesa sono dei processi inconsci messi in atto automaticamente dallIo di fronte a situazioni di pericolo che generano ansia, evitando la menomazione psicofisica. La loro funzione adattiva nelle prime fasi dello sviluppo e socializzante nel periodo di latenza in quanto, mitigando gli impulsi, prepara alla vita sociale. Lindividuazione dei meccanismi di difesa molto importante per formulare una diagnosi soprattutto se finalizzata alla scelta del trattamento. TEORIA Secondo IHILEVICH e GLESER il meccanismo di difesa nasce quando il superamento o ladattamento di una minaccia impossibile. Grazie ai propri studi, i due capirono che non erano sufficienti le due classiche categorie di stili di difesa aggressivi (identificazione con laggressore e proiezione) per cui ne proposero cinque: 1) aggressivit (TAO), che comprende laggressivit, lidentificazione con laggressore e lo spostamento ed indica espressioni dirette o indirette di aggressivit atte a dominare minacce esterne. E una difesa primitiva (attacco-fuga) che crea lillusione del potere. 2) proiezione (PRO), maggiormente presente nei pazienti psichiatrici, indica lattribuzione ad altri di intenzioni o comportamenti negativi. 3) principalizzazione (PRN), che comprende i meccanismi di isolamento, di razionalizzazione e intellettualizzazione. Si interpreta la realt con luoghi comuni e stereotipi; pi frequente nelle persone sane. 4) rivolgimento contro se stesso (TAS), tipico dei pazienti psichiatrici, consiste nel punirsi per ridurre le minacce alla propria autostima. Solitamente ci si aspetta il peggio finendo col manifestare comportamenti masochisti e sadici. 5) rovesciamento (REV), che comprende i meccanismi di repressione, diniego e negazione si manifesta minimizzando la gravit di minacce esterne o interne. Tipica la sindrome di Pollyanna, che consiste nel rispondere con eccessiva allegria alle negativit. Da queste cinque aree gli autori hanno poi costruito 12 storie, 2 per ogni area conflittuale: 8 sono identiche nei due sessi, le altre 4 sono differenziate (2 per i maschi e 2 per le femmine). I temi conflittuali scelti riguardano conflitti con le autorit, conflitti riguardanti lespressione della propria indipendenza o di competizione, conflitti riguardanti la mascolinit e la femminilit. Soggetti: lunica versione esistente in Italia indirizzata a soggetti adulti e richiede un livello culturale che permetta la lettura e la comprensione di un quotidiano. Tempo: 30-40 minuti. Materiale: il DMI formato da - 1 fascicolo, diverso a seconda del sesso, che presenta le istruzioni e le 10 storie; - 1 foglio di risposta, uguale per entrambi i sessi; - 1 foglio di profilo, diverso a seconda del sesso; - 5 griglie di correzione, una per stile difensivo. Somministrazione: la somministrazione consiste nel chiedere al paziente di leggere con attenzione ogni storia e di notare che ad ognuno di questi racconti seguono 4 domande con 5

possibili reazioni. Il paziente deve poi segnare sul foglio il segno + per la risposta che maggiormente lo rappresenta e il segno per quella pi distante. Occorre ricordare al soggetto che non ci sono risposte giuste o sbagliate e non bisogna scegliere la risposta che piace di pi, ma la risposta che pi rappresenta come agirebbe in quella situazione. Le 4 domande che seguono ogni storia riguardano i comportamenti manifesti (quale sarebbe la tua risposta reale?), le fantasie (cosa faresti dimpulso?), i pensieri (che pensiero ti viene in mente?) e le emozioni (come ti sentiresti?). Es. storie: calcio-moglie che ride di te; festa-amica che si diverte e tu no; macchina che ti spruzza i vestiti col fango; intonaco che cade mentre cammini. Valutazione: servendosi delle 5 griglie, che vengono poggiate sul foglio di risposta, si daranno 2 punti per ogni + barrato, 1 punto per ogni risposta non barrata e 0 per ogni barrato. Si riportano poi i punteggi ottenuti nella sezione comportamento reale sotto la difesa considerata, e cos via per fantasie, pensiero ed emozioni. La somma dei 4 punteggi nella relativa colonna indica il punteggio totale ottenuto per quel determinato meccanismo di difesa. Occorre poi fare il totale delle varie colonne: ogni punteggio non deve superare 50 e il totale dei totali deve essere 200 (sono accettabili sono questionari con due o tre omissioni). Si trasformano dunque i punteggi grezzi in T e si costruisce il profilo tramite il foglio di profilo per il sesso del soggetto. Profili diagnostici: un punteggio per essere significativo deve collocarsi intorno ai 65 punti T. Punteggi alti nei singoli stili difensivi indicano in che modo si caratterizza la personalit del soggetto: - TAO: usano aggressivit per negare sensi inferiorit e inadeguatezza, illusoria sensazione di potere; - PRO: si sentono vittime di ingiustizie, che cercano di padroneggiare combattendole, anticipano attacchi, squalificano con la critica; - PRN: vogliono mantenere illusione di controllo sulla propria vita, provano a controllare il problema rimuginandoci ossessivamente; - TAS: per compensare una bassa autostima, adottano standard perfezionisti, che contribuiscono ad abbassarla coi fallimenti, esagerano con le responsabilit, vogliono essere rassicurati ma non accettano complimenti; - REV: timore dellautorit li porta ad essere accomodanti sempre e comunque. Esistono per profili in cui due scale hanno punteggi pari o superiori a 60 punti T e una distanza entro i 6 punti tra loro (two-point profiles). Gli autori del test non distinguono le difese in patologiche e sane, non le dividono in adattive e non adattive, non ritengono che negli adulti indichino malfunzionamento. Ritengono, invece, che tutte concorrano a creare un equilibrio ottimale. La difesa pi adattiva sembra essere la PRN, formata da difese mature, ma anche la PRO risulta la seconda difesa pi usata dagli adulti normali. Tra i pazienti psichiatrici prevalgono la TAS e la PRO.

PARTE TERZA TECNICHE PROIETTIVE DI PERSONALITA CAP. 1 I TEST DI DISEGNO

I test di disegno utilizzano lattivit grafica per rilevare i sentimenti, gli affetti ed i pensieri del soggetto in quanto equivalente dei fenomeni paralinguistici. Sono molto utili soprattutto se usati assieme ad altri test perch lattendibilit e la validit sono scarse e variano a seconda dellabilita del clinico. Il primo test fu quello della figura umana di GOODNOUGH che nasce come test di intelligenza e successivamente di personalit in quanto la stessa autrice cap che il QI e influenzato dalla personalit. Ad esempio un bambino disegna ci che sa e non quello che vede. Solo conoscendo ci che in grado di rappresentare possibile valutarlo, tenendo sempre conto che ci che patologico nel disegno di un adulto non lo necessariamente nel bambino. Il bambino fino a 3 anni, secondo Luquet, cerca il realismo fortuito, cio cerca una somiglianza tra i suoi disegni e i suoi oggetti, anche se attribuisce al suo disegno una spiegazione a posteriori; segue la fase del realismo mancato (3-5 anni), nella quale inizia decidendo cosa disegnare ma non riuscendo a trovare corrispondenza tra il suo disegno e la realt, cambia intenzione man mano che procede. C poi la fase del realismo intellettuale (5-8 anni), in cui disegna realisticamente ma senza prospettive n distanze; con il superamento degli 8 anni raggiunge il realismo visivo, in cui disegna con prospettiva. Anche Piaget e colleghi valutano il disegno da un punto di vista genetico; la Kellog, invece, propone unaltra sequenza: ad un anno gli scarabocchi sono il risultato di movimenti del braccio e della mano senza alcun controllo visivo; a due anni comincia ad esserci un certo controllo visivo; a tre anni appaiono i diagrammi; a quattro anni si eseguono aggregati o combinazioni di diagrammi, che possono assomigliare a degli oggetti; a cinque anni i disegni sono complessi e significativi e danno indicazioni importanti sulla realt interna. Il disegno sembra avere valenze narcisistiche (lasciare traccia di s) ed oggettuali (far comparire un oggetto e manipolarlo) e procura piaceri di tipo motorio e visivo. Talvolta il piacere dato dal contrasto tra la fatica dellesecuzione e il sollievo e leuforia della contemplazione ed esibizione dellopera finita. Molto spesso il bambino favorito dallosservazione delladulto che scrive o disegna e dalla facilit di reperire loccorrente. Lanalisi dei disegni tiene in considerazione il livello GRAFICO, quello FORMALE, DI CONTENUTO e DI RELAZIONE verso il compito e con il clinico. LIVELLO GRAFICO: prendiamo in considerazione: - Pressione (forte = alto livello di energia, media = adattamento normale, leggera = bassa energia, discontinua = instabilit); - Linee (ininterrotte = soggetti svegli e decisi, spezzate o curve = indecisione, molto brevi = ansia e incertezze, grosse = aggressivit, sottili = bassa stima di s, ampie = estroversione, corte = inibizione); - Tratto (sciolto = sensibilit, rigido = rigidit, interrotto = insicurezza, circolare = dipendenza, orientato verso linterno = introversione). In considerazione teniamo anche ombreggiature e cancellature (se sono troppo c ossessivit). LIVELLO FORMALE: si osserva il disegno nella sua globalit, tenendo conto dell'equilibrio, armonia, completezza della figura, uso dello spazio. Nella valutazione del livello formale, che migliora con let, indici importanti sono: - Tempo di esecuzione: atteggiamento del soggetto verso la prova, se troppo rapido indica un compito poco gradito, se troppo lungo indica il desiderio di sottrarsi a test successivi o ossessivit e perfezionismo; - Collocazione sul foglio: se al centro = equilibrio, sicurezza realismo; sinistra = attaccamento al passato e regressione; destra = orientamento verso il futuro, estroversione e altruismo; alto = rifugio nella fantasia; basso = inadeguatezza, depressione ma anche stabilit. Importanti sono anche le zone bianche che potrebbero essere zone proibite. - Orientamento del disegno, cio la posizione del foglio: orizzontale = debolezza, fantasia vivace; verticale = risolutezza;

- Progressione del disegno, cio lo sviluppo del disegno: da sinistra a destra = progressione; destra a sinistra = regressione. - Dettagli: carenti = mancanza di energia; eccessivi = Io fragile, soggetti ossessivo-compulsivi. LIVELLO DI CONTENUTO E LIVELLO RELAZIONALE: il primo varia da test a test a seconda di quello che si chieda di disegnare. Per il secondo occorre ricordare che anche nelle prove grafiche il soggetto pu essere influenzato dalla presenza del clinico: il soggetto pu infatti mostrare entusiasmo apparente, che indica invece sottomissione, oppure aggressivit o collaborazione.

TEST DELLA FIGURA UMANA Il primo Test della Figura Umana fu ideato nel 1926 da GOODENOUGH per misurare il livello di intelligenza. Ella scelse come soggetto la figura umana perch familiare a tutti i bambini, interessante al punto tale da motivarli allesecuzione ed semplice ma consente un ricco numero di dettagli. Ritenendo che la figura maschile fosse pi facile, si invitava i bambini a disegnare un uomo meglio che potevano. Valutazione: lautrice assegnava un punto alla presenza di ognuno dei 51 elementi che aveva individuato. Confrontando il punteggio ottenuto dal bambino con i punteggi della tabella normativa, appositamente costruita relativamente ad ogni et dai 3 ai 13 anni, si ricavava let mentale e poi il quoziente intellettivo. HARRIS propose una revisione del test che riguardava sia la somministrazione che la valutazione: per quanto riguarda la somministrazione, si chiedeva di disegnare un uomo, una donna e il proprio autoritratto; per la valutazione, a quella quantitativa (73 elementi per il disegno delluomo e 71 per la donna), si aggiunse quella qualitativa, attraverso il confronto tra i disegni del bambino con 12 modelli.

TEST DI MACHOVER Fu la Machover nel 1949 a dare una svolta decisiva allanalisi del disegno della figura umana come tecnica proiettiva. Analizzando i test della Figura Umana secondo la Goodenough, si rese conto che disegni di soggetti con la stessa et mentale differivano notevolmente tra loro; arriv alla conclusione che attraverso i disegni si proiettava la personalit come immagine corporea e, di riflesso, come immagine di s. Quindi nel disegno della figura umana abbiamo la proiezione della propria immagine del corpo o autorappresentazione, dellespressione del tono emotivo, dell'atteggiamento verso il clinico e la situazione test, verso la vita e la societ in generale, ma anche il riflesso dellautostima e dellespressione simbolica dei fenomeni inconsci. Teoria: limmagine corporea limmagine che ciascuno ha del proprio corpo, che comporta schemi e rappresentazioni mentali; una costruzione che avviene attraverso la rappresentazione del proprio corpo e a componenti libidiche (collegate alle zone erogene) e sociali (modelli sociali, confronto con gli altri), e, proprio per questo motivo, limmagine corporea non n stabile n definitiva. Limmagine corporea, quindi, si forma lentamente, sensibile al trauma, alle malattie e alle regressioni. La figura disegnata: non corrisponde necessariamente allimmagine reale di s, ma pu rappresentare unimmagine ideale o la proiezione difensiva della propria immagine rifiutata. La figura che viene disegnata per prima di solito il soggetto stesso; in caso contrario, si pu ritenere che vi siano delle difficolt di identificazione (se, ad esempio, il soggetto si disegna longilineo ma obeso; se un nero disegna un bianco; se una donna si disegna uomo). Somministrazione: pu essere somministrato dai 5/6 anni fino allet adulta; si chiede al soggetto di disegnare su un foglio una persona, e, quando il disegno completato, si chiede di disegnare su un altro foglio una persona di sesso opposto. Al termine dei due disegni si passa allInchiesta, che serve a chiarire i dati relativi alle due figure, chiedendo il nome, let e la

professione delle persone disegnate. Interpretazione formale: prendiamo in considerazione, oltre al tempo di esecuzione e la collocazione sul foglio (gi esposti precedentemente) - successione delle figure: di norma la prima disegnata quella dello stesso sesso, disegnare prima quella del sesso opposto pu rappresentare inversione sessuale; - confronto delle figure: la figura che viene disegnata pi piccola fa supporre che il soggetto la veda come una persona inattiva ed introversa; - grandezza rispetto al foglio: se la figura disegnata piccola, il soggetto si sente inadeguato o inferiore, se grande il soggetto reagisce con aggressivit; - direzione della figura: frontale (pi comune), di profilo (dopo gli 8/9 anni), di spalle (indica psicopatia o schizofrenia); - distorsioni e omissioni: rappresentano conflitti relativi alla parte omessa; - trasparenza: la pi patologica forma di espressione di conflitto; se limitata ad unarea specifica = debolezza nella capacit di giudizio, se riguarda tutto il disegno = schizofrenia; - simmetria: appare intorno agli 8/9 anni, chi cerca la simmetria perfetta presenta una personalit rigida, depressa. Interpretazione del contenuto: Castellazzi suggerisce due tipi di interpretazione: analitica, che valuta tre aree (corpo, abiti, ambiente), e sintetica, che prende in considerazione il sesso, let, il tipo di personaggio, limpressione globale. Analisi del corpo: 1. Testa: la parte pi importante del corpo, viene in genere disegnata per prima; in essa vengono proiettate le aspirazioni intellettuali, il controllo razionale delle pulsioni, i bisogni sociali di comunicazione. Molto grande = preferita dai bambini, indica narcisismo, insoddisfazione per il proprio aspetto corporeo; piccola = inadeguatezza, impotenza; 2. Occhi: sono le finestre dellanima, rappresentano il sentimento di s e la relazione con gli altri. Grandi = estroversione, sospettosit; piccoli o chiusi = possono rivelare autismo; senza pupilla = egocentrismo, isteria; pupilla come semplice puntino = personalit paranoide; 3. Orecchie: sono raramente disegnate. Grandi = lesioni auricolari o allucinazioni uditive in paranoici; 4. Naso: simbolo fallico, pi importante delle orecchie ma meno degli occhi. Pronunciato = mascolinit; molto grande = ansia di castrazione; molto largo alla base = impotenza sessuale; omesso = ansia di castrazione connessa alla masturbazione o allimpotenza; 5. Capelli: sono in relazione con i bisogni sessuali. Enfatizzati = preoccupazione sessuale; anneriti = aggressivit o ansia collegata ai bisogni sessuali; a coda di cavallo = scarsa identit sessuale; 6. Bocca: altra sfera erogena, organo di fissazioni primarie. Una breve linea = controllo delle pulsioni aggressive di tipo orale; omessa = sensi di colpa per aggressivit orale o anoressia; 7. Collo: pur essendo esteticamente irrilevante la via di passaggio tra razionalit e impulsi. Lungo e sottile = schizofrenia; tozzo = pulsionalit; omesso = assenza di controllo delle pulsioni; 8. Torace: sede delle pulsioni primarie di forza (spalle), affettivit (petto) ed erotismo (bacino). Troppo accentuato = patologia; sottile = insoddisfazione del proprio aspetto fisico; lungo e stretto = tendenze schizoidi; omesso = normale fino ai 3/4 anni, poi ritardo mentale; seno evidenziato = buon contatto con la femminilit; seno grande = dipendenza dalla figura materna; seno piccolo = percezione della figura materna poco gratificante; seno omesso = immaturit; 9. Arti: rappresentano sia il contatto sociale che la capacit di manipolare la realt. Braccia

Analisi 1.

2.

Analisi 1. 2. 3. 4. 5. 6.

lunghe e forti = ambizione; braccia lunghe e deboli = bisogno di sostegno; braccia incollate al corpo = Io debole, rigidit; braccia omesse = inadeguatezza; mani grandi = incapacit di adattamento; mani piccole = insicurezza; mani dietro la schiena = sensi di colpa; mani nascoste = difficolt di relazioni; mani chiuse a pugno = aggressivit repressa; mani omesse = senso di colpa per attivit masturbatorie; gambe lunghe = bisogno di autonomia; gambe corte = costrizione; gambe omesse = dipendenza, nevrosi isterica; piedi lunghi = ricerca di sicurezza; piedi piccoli = insicurezza; piedi omessi = difficolt di contatto con la realt (fino a 10 anni non un problema). del vestiario: Figura nuda: tipica di soggetti individualisti ed egocentrici. Organi genitali disegnati = ribellione e sfida, tipico degli adulti schizofrenici e in analisi; figura molto curata = narcisismo fisico; Figura vestita: indica un bisogno di apparire, di coprirsi, di conformarsi. Vestiti pesanti = bisogno di affetto; vestiti non adeguati alla figura = bassa stima di s; vestiti trasparenti = tendenze esibizioniste, ritardo mentale, schizofrenia. dellambiente: Sole: simbolo paterno, indica amore, sostegno; Luna: amore non corrisposto, desideri insoddisfatti; Stelle: distanza, privazione affettiva; Nuvole: ansia, angoscia, depressione; Neve o ghiaccio: carenze affettive; Acqua: depressione.

Analisi del tipo di personaggio: Personaggi bizzarri = schizofrenia; personaggi buffi = autodisprezzo; di razza o epoca diversa = distanziamento da se stesso; robot = sensazione di controllo da forze esterne; streghe = psicosi, ostilit verso la figura femminile; pagliacci = disprezzo; figure geometriche = inibizione affettiva; scheletri = schizofrenia.

IL DISEGNO DELLA FAMIGLIA Nel 1967 CORMAN introdusse il Test del Disegno della Famiglia, in cui occorreva disegnare una famiglia di propria invenzione. Nacque come test carta e matita, ma secondo Corman si possono ottenere risultati interessanti anche con le matite colorate. Teoria: quella psicoanalitica, che per prima ha messo in risalto che i primi rapporti affettivi con genitori e fratelli pongono le basi alle relazioni affettive future. attraverso le dinamiche familiari, infatti, che lindividuo costruisce limmagine del S e gli oggetti interni. A seconda del tipo di interazioni che il bambino riesce a stabilire con la famiglia, abbiamo la costituzione del mondo interno, che influenzer le relazioni interpersonali future. Ogni individuo si crea una propria immagine interna o fantasmatica della propria famiglia e la famiglia interiorizzata rimane intatta anche di fronte a cambiamenti. Dal momento che la maggior parte dei disturbi delladattamento dipendono da conflitti edipici e di rivalit fraterna, il test ci mostrer il centro del problema. Nel disegno il soggetto non mette in ballo lansia ma le difese che mette in atto contro di essa ed analizzandole arriveremo alla causa. La principale difesa la negazione, il rifiuto, ma il risultato non sempre lo stesso: - se langoscia esterna, si pu sopprimere, per es. non disegnando il fratellino o prenderne il posto; - se langoscia deriva dalla paura della sua aggressivit, il bambino si descrive come il pi buono oppure si disegna ad unet minore, quando non si provavano quei sentimenti; - se langoscia proviene dal S, pu essere rimossa, ma comunque attiva e tender alla sua

soddisfazione (ad es. si pu spostare la pulsione ad un personaggio diverso, o la si pu proiettare su colui che la subisce); - se langoscia proviene dal Super-Io di colpa; allora, con la trasformazione nel contrario il soggetto pu trasformare le tendenze nel contrario (ad es. laffetto che sostituisce lodio). Soggetti: let per la somministrazione va dai 6 anni alladolescenza, anche se si hanno buoni risultati anche con gli adulti. Somministrazione: individuale, si presentano un foglio e una matita con cui il bambino dovr disegnare una famiglia. Losservazione dello psicologo indirizzata al comportamento verbale e non verbale, allordine di esecuzione, al tempo impiegato, alla cura nei particolari. Inchiesta: dopo che il disegno stato completato, si invita il bambino a parlare della famiglia che ha disegnato, con lo scopo di chiarire quello che ha voluto esprimere e le sue preferenze (quale persona preferisce della famiglia e quale persona vorrebbe essere). Interpretazione: avviene, come al solito, secondo i tre livelli grafico, formale e di contenuto (per i primi due rimandiamo a quanto detto precedentemente). Livello del contenuto: prima di interpretare, occorre valutare se il disegno rappresenta la famiglia reale o immaginaria (quasi sempre la famiglia disegnata quella dei propri desideri; se disegna la reale prevale il principio di realt, non per forza segno di buon adattamento. La famiglia immaginaria varia per grado di adesione alla realt e i personaggi rappresentano funzioni della personalit del soggetto, le sue tendenze affettive), la composizione della famiglia (come vive i rapporti tra i diversi membri; significativa l'eliminazione di un personaggio o l'aggiunta di un altro o la famiglia senza figli), il posto in cui si colloca il bambino in rapporto ai familiari (rappresenta lintimit percepita o desiderata), la valorizzazione o svalorizzazione dei personaggi (il personaggio valorizzato ha carica affettiva; la valorizzazione espressa se disegnato per primo, dimensioni superiori rispetto agli altri, ricchezza di dettagli; svalorizzazione pu essere nel peggiore dei casi la totale soppressione, oppure la persona valorizzata disegnata per ultima in disparte o pi piccola) e le identificazioni (ricordiamo che ci si rivolte al suo Io cosciente, quindi possiamo avere identificazioni dell'Io - disegna se stesso e lo dichiara apertamente -, identificazioni del Se si identifica con i personaggi che soddisfano i suoi desideri -, identificazioni del Super-Io sceglie un personaggio pi forte che fa giustizia-). Sintesi: naturalmente, linterpretazione del test va fatta in un contesto teorico e diagnostico globale; si deve quindi usare in una batteria, non come test isolato, e occorre tener conto anche di ci che emerso dai colloqui, dallanamnesi e dallosservazione.

TEST DELLALBERO Fu KOCH nel 1949 ad usare per primo il Test dellAlbero come test di personalit; si scelto lalbero per lalto valore simbolico. In questo caso lalbero simboleggia la persona che lo disegna ed eventuali disarmonie del disegno indicano le sue disarmonie. Teoria: manca una solida base teorica ed una validazione completa. Soggetti: dai 3 anni in poi. Somministrazione: Koch chiedeva al soggetto di disegnare un albero da frutta; successivamente STORA propose un cambiamento nella consegna (chiedeva cio di disegnare un albero qualsiasi, tranne un abete, in quanto albero poco articolato e complesso; terminato il primo disegno, Stora richiedeva un secondo disegno, completamente diverso dal primo, che indica la modalit di adattamento del soggetto al proprio ambiente). Interpretazione: avviene attraverso i livelli grafico (pi importante per Koch), formale, di contenuto. Livello grafico: vedi sopra. Livello formale: sottolinea le forme primarie che il bambino usa fino ai 7 anni, oltre cui sono indice di problemi. Livello di contenuto: viene attribuito un significato psicologico ai vari elementi, quali

- radici: parte primitiva e inconscia dellIo, possono indicare difficolt di controllo. In genere vengono disegnate dai bambini e da alcuni malati mentali; - tronco: rappresenta la forza dellIo e la zona delle idee; - chioma: capacit di relazionarsi con lambiente, vita mentale, aspirazioni, interessi, ideali. Espansiva = personalit aperta alle relazioni; andamento centrale = equilibrio; a sinistra = regressione; a destra = progressione; - rami: espressione dellautopercezione come persona capace di ottenere gratificazioni sociali. Verso lalto = insicurezza; troncati = difficolt nei rapporti con lambiente.

TEST DELLA CASA Ideato da BUCK nel 1947, usato con bambini ma anche adulti. Come il Test dellAlbero, rientra tra i test basati su intuizioni cliniche, ha solo una vaga ipotesi teorica. Il tema della casa viene scelto per la sua familiarit e il suo significato simbolico. Somministrazione: si chiede di disegnare una casa di qualsiasi genere. Interpretazione: avviene a livello grafico (rimandiamo a quanto gi detto), formale e di contenuto. Livello formale: Buck propone una valutazione a livello di maturazione intellettuale che si manifesta attraverso la rappresentazione dei vari elementi. Livello di contenuto: si valuta il significato attribuito ai vari elementi: - tetto: rappresenta larea della fantasia. Molto grande = fantasia molto spiccata; molto piccolo = inibizione della fantasia; - mura: indicano la forza dellIo; - porta: le sue dimensioni indicano il grado di apertura verso gli altri; - finestre: come sopra; - camino: simbolo fallico e pu richiamare problemi con la virilit; - prospettiva: di solito frontale o frontale con un lato.

CAP. 2 - I TEST DI COMPLETAMENTO Nei test di completamento, caratterizzati da stimoli parzialmente organizzati dal punto di vista formale, il soggetto invitato a riempire le parti mancanti per saggiare le sue capacit intellettive, percettive, affettive e/o eventuali patologie che si basano sulla psicologia associativa. Per teoria della Gestalt, il soggetto tende a integrare le parti mancanti degli stimoli insufficienti alla produzione di senso; quindi, il completamento avviene in funzione dei propri interessi, attitudini, abitudini e stati affettivi duraturi o momentanei, permettendo al vissuto del soggetto di emergere. L'idea che viene in mente al soggetto a partire dallo stimolo un elemento che rimanda ad altri elementi che a loro volta permettono di scoprire linee associative, le quali, incrociandosi formano reti o punti nodali. Il raggruppamento delle associazioni, la possibilit di accesso alla coscienza si inquadrano nella dinamica difensiva di ciascuno. Perci, attraverso questo tipo di test, possiamo esaminare lemozione legata alle rappresentazioni ed evidenziare i processi difensivi.

IL TEST DELLE ASSOCIAZIONI DI PAROLE DI JUNG Partendo dalla lettura di Psicopatologia della vita quotidiana di Freud, Jung ebbe lidea di interpretare lassociazione di parole, metodo gi usato da Galton, collegandola alle preoccupazioni pi strettamente personali, anche inconsce del soggetto. Lattivit associativa, infatti, riflette in toto la personalit del soggetto: il suo passato, il presente, le sue esperienze

ed aspirazioni. Nasce cos il suo test di Associazione di parole (1901) che pu essere considerato il primo test proiettivo. Lo scopo di Jung era quello di individuare i complessi, i conflitti e i problemi inconsci. Cre 4 liste fisse, di 100 parole (induttrici) ciascuna, che venivano lette al soggetto che era invitato a rispondere, il pi velocemente possibile, con la prima parola che gli venisse in mente (indotta). Us un cronometro per misurare lintervallo che intercorreva tra lenunciazione della parola e la risposta (tempo di reazione), ma anche uno pneumografo per il ritmo respiratorio e uno psicogalvanometro per registrare le alterazioni di conduttivit elettrica nel palmo della mano prodotte dalla sudorazione (risposta psicogalvanica): queste due misure servivano per unulteriore conferma delle reazioni emotive che potevano verificarsi in risposta ad alcune parole. Jung riteneva che le risposte mancate, inusuali, un tempo di reazione superiore a 2 secondi, modificazioni del respiro e della conduttivit elettrica indicassero che era stato toccato un complesso inconscio, che interferiva con il processo associativo. Dopo aver analizzato i tipi di legami tra le parole induttrici e quelle indotte, Jung distinse due forme di associazioni, corrispondenti ai due tipi psicologici: lintroversione e lextraversione. Il test originale non ha validazione n taratura; un tentativo stato fatto nel 1910 da KENT e ROSANOFF che hanno preparato una lista di 100 parole con minor carica affettiva di quelle di Jung e lhanno somministrata a 1000 soggetti normali. Hanno poi tratto un elenco di risposte abituali che, paragonate a quelle date da malati mentali, hanno evidenziato come questi ultimi danno un maggior numero di risposte soggettive. Questo permette di individuare le risposte tipiche di una determinata sindrome. Il test, ancora oggi, consta di 4 liste di 100 parole, ognuna delle quali si riferisce ad un contenuto. Somministrazione: il somministratore pronuncia una parola ed invita il soggetto a rispondere il pi celermente possibile con la prima parola che gli viene in mente. Alla fine della lista, si fa uninchiesta che consiste nel rileggere le parole stimolo per verificare se il soggetto ricorda la risposta data. Interpretazione: riguarda lidentificazione di: - tipo caratterologico: pu essere introverso (sensibile alla risonanza soggettiva della parola induttrice, il tipo egocentrico che ha un rapporto negativo con loggetto) o estroverso (reagisce al significato oggettivo della parola induttrice, il tipo concreto che positivo verso loggetto); - detenzione dei complessi: diagnosi della nevrosi, si evidenzia dalla perturbazione nel ritmo e dal tipo di risposta.

IL TEST DI FRUSTRAZIONE DI ROSENZWEIG Nel 1934 nasce come metodo per verificare alcuni concetti psicoanaliti come la repressione, non come strumento clinico. Successivamente, quando fu introdotta la teoria della frustrazione nel 1944, fu usato per analizzare i concetti di questa teoria e della metodologia proiettiva. La frustrazione la risposta adeguata ad un adattamento psicobiologico con risposte interne al soggetto che creano tensione per la mancata soddisfazione di un desiderio. Nel 1948 viene pubblicata ledizione riveduta della Forma per Adulti e introdotta anche la Forma per Bambini; solo nel 1970 fu pubblicata la Forma per Adolescenti. Il test, la cui somministrazione pu essere individuale o in gruppo e che richiede 15/20 minuti, stampato in un fascicolo di 8 pagine: nella prima vi sono le istruzioni, nelle altre 4 vignette per pagina, per un totale di 24. In ognuna vi sono due persone prive di lineamenti in circostanze frustranti; la persona a sinistra formula un giudizio frustrante, scritto nel fumetto sovrastante, mentre quella a destra ha il fumetto vuoto, in cui il soggetto deve scrivere ci che direbbe immedesimandosi nella parte di colui che subisce. Gli item sono divisi in due tipi principali: quelli di blocco dellIo e quelli di blocco del Super-Io. Le prime sono quelle in cui un ostacolo frustra le persone collocate a destra; le seconde sono

rappresentate da unaccusa della persona a sinistra. Per quanto riguarda la direzione si distinguono risposte extraaggressive, in cui laggressivit rivolta verso lambiente; intraggressive, con laggressivit rivolta verso se stessi; aggressivit repressa, in cui laggressivit evitata nel tentativo di negare la frustrazione. Per quanto riguarda il tipo di aggressivit, si ha dominio dellostacolo, in cui predomina la barriera che causa la frustrazione; difesa dellio o eto-difesa, in cui lIo prevale per lautodifesa; persistenza dellostacolo, in cui si tenta di trovare una soluzione per superare lostacolo. Dalla combinazione di queste 6 categorie, si ottengono per ogni item 9 possibili fattori di siglatura. Dopo la siglatura possibile calcolare le frequenze presenti e le percentuali per le categorie che possono essere confrontate con le norme del gruppo di appartenenza, e valutare quanto il soggetto rientri nella normalit.

LE FAVOLE DI L. DUSS Tra i test di completamento, le pi gradite, data let dei soggetti cui sono dirette, sono le Favole di Louisa Duss. Il test consta di 10 favole (pi 3 di controllo, per casi dubbi) in cui manca il finale, che dovr completare il bambino, rivelando cos i suoi complessi, cio quellinsieme di rappresentazioni, pensieri e ricordi, in parte inconsci, dotati di una forte carica affettiva. Scopo: diagnosi dei complessi (svezzamento, Edipo, ), luso infatti prevalentemente clinico. Teoria: si rif alla psicoanalisi freudiana dello sviluppo. Il concetto di fondo che se i soggetti sono colpiti da una storia o hanno delle resistenze a rispondere, la favola evoca loro delle associazioni al complesso a cui sono fissati. La sequenza non casuale ma scelta in base alla presenza del complesso che suscita sensi di colpa meno forti. I soggetti che non presentano complessi non presentano resistenza, al contrario dei soggetti nevrotici. Questi ultimi si dividono in 3 categorie: quelli che non cambiano risposta in seguito alla spiegazione (4/7 anni), quelli che per difendersi danno una risposta opposta alla tendenza confessata (dai 7 anni), quelli che usano una serie di ipotesi, senza per concludere (dagli 11 anni). Validazione: di tipo clinico, la sperimentazione stata fatta su 65 soggetti normali e con patologie. Somministratore: analista o esperto in psicoanalisi, perch deve conoscere inconscio e la sua struttura. Soggetti: bambini dai 3 anni fino alladolescenza, anche se stato somministrato anche ad adulti dai 20 ai 30 anni con dei disturbi psichici. Somministrazione: dopo aver messo a proprio agio il bambino, si raccontano le storie senza finale, dicendo al bambino che pu stabilirlo lui come meglio gli piace. Al termine di ogni storia si fa una breve inchiesta per essere certi di aver capito bene quello che il bambino voleva dire; particolare attenzione va data alla formazione reattiva, meccanismo di difesa in cui lIo trasforma gli impulsi inaccettabili nel loro contrario. Storie: uccello; anniversario di matrimonio; agnello; funerale; paura; elefante; oggetto fabbricato; passeggiata; notizia; brutto sogno. Animale (elefante), signora (agnello), re indiano (passeggiata) (favole di controllo). Ogni favola vuole indagare su determinati complessi. Interpretazione: la risposta non frutto dellimmaginazione ma rivela un conflitto e la presenza del complesso quando, ad es., il soggetto risponde immediatamente e imprevedibilmente, sussurra rapidamente la risposta, si rifiuta di rispondere, sta in silenzio, vorrebbe ricominciare da capo.

COMPLETAMENTO DI FRASI DI SACKS Tra le tecniche proiettive verbali, quelle riguardanti il completamento di frasi sono le pi usate sia in ambito di ricerca che nella pratica clinica. Uno dei test pi conosciuti in tale ambito quello di Sacks del 1969, indirizzato ad adulti. Esso

consta di 60 frasi formulate in modo tale da dare informazioni cliniche significative sullatteggiamento del soggetto verso il suo ambiente, in particolar modo verso la famiglia, la sessualit, le relazioni interpersonali e il concetto di S. Le 60 frasi sono scelte da 20 psicologi, invitati ad individuare le 4 pi idonee a suscitare reazioni significative, su un totale di 280 frasi reperite empiricamente e in letteratura. Teoria: psicologia associativa (trattata precedentemente). Attendibilit e validit: determinate da tre psicologi che avevano utilizzato il test per la diagnosi di 100 soggetti. Le 4 aree sono suddivise in sotto-aree, ognuna delle quali viene analizzata attraverso 4 item, collocati alla distanza di 15 item luno dell'altro: 1. famiglia: atteggiamento verso il padre, la madre, nucleo familiare; 2. rapporti interpersonali: atteggiamento verso gli amici, superiori, inferiori, colleghi; 3. sesso: atteggiamento verso le donne e verso i rapporti eterosessuali; 4. concetto di S: atteggiamento verso le risorse personali, i propri ideali, il proprio passato e futuro, le proprie paure e i propri sensi di colpa. Es. mia madre; la mia famiglia mi tratta come; il mio pi grande errore stato; non mi piacciono le persone che Somministrazione: pu essere somministrato sia individualmente che collettivamente ma si preferisce questultima forma individuale per non perdere informazioni non verbali. Nella forma collettiva le informazioni sono scritte; nella versione individuale le frasi sono lette dal clinico e non ci sono limiti di tempo. Il clinico terr in considerazione latteggiamento verbale e non verbale, annoter lora di inizio e di fine. Al termine della prova bene dare uno sguardo assieme al paziente che vuole, spesso, comunicarci qualcosa che il test gli ha scatenato. Nella prova collettiva dopo 45/50 minuti i test anche non terminati devono essere ritirati. Scopo: un test molto utile soprattutto per quei soggetti che non riescono a portare avanti un colloquio se non con molta sofferenza. A volte il test pu sbloccare la situazione. Valutazione: per Sacks consiste nellassegnare da 2 (gravemente disturbato), 1 (legg. Disturbato) a 0 (non disturbato) ad ogni sotto-area, proponendo poi linterpretazione, a cui si aggiunge alla fine un sommario generale formato da struttura della personalit, adattamento emozionale, maturit, grado di realismo, settori principali di conflitto. Ad ogni modo, non vi sono informazioni sufficienti per avere un quadro esauriente della struttura della personalit. ANNA RIVA propose di valutare singolarmente i vari item per individuare pi accuratamente i tipi di rapporto e di utilizzare a tal fine la teoria delle relazioni oggettuali della Klein. Il punteggio (da 1 a 7) viene assegnato a seconda del tipo di rapporto che si ha con gli oggetti cattivi (da 1 a 3), neutri (4) o buoni (da 5 a 7).

MODELLO DELLE RELAZIONI DOGGETTO (MRO) Della stessa natura del precedente, ma destinato ad adolescenti (10-18 anni), proposto da ARDIZZONE e GRASSO. Il test consta di 42 frasi incomplete che si rifanno a 4 dimensioni fondamentali, che danno origine a 14 oggetti relazionali, ognuno dei quali viene indagato da 3 item, posti a distanza di 14 item: 1. S: futuro, frustrazione, passato, paura, colpa; 2. Famiglia: madre, padre, famiglia; 3. Sessualit: donna, uomo, coppia; 4. relazioni interpersonali: amicizia, condizione di inferiorit e superiorit. Teoria: relazioni oggettuali, cio il rapporto che il soggetto stabilisce con gli oggetti del mondo interno ed esterno che organizzano la sua personalit. Somministrazione: individuale in una situazione clinica diagnostica, in gruppo in caso di ricerche o screening. Si presenta come un quaderno-test sulla cui prima pagina ci sono le istruzioni. Per la modalit di somministrazione, si rif al test di Sacks. Valutazione: ad ogni item si attribuisce un punteggio che indica la qualit della relazione che il

soggetto ha con loggetto che litem propone. Tale punteggio va dall1 (massimo punteggio negativo) al 7.

IL TEST DI WARTEGG un test proiettivo grafico del 1957, con possibilit di verbalizzazione; in comune con i test proiettivi ha lo stimolo poco strutturato e ambiguo, unelaborazione grafica e uninchiesta per chiarire il contenuto alla fine dellesecuzione. Teoria: analitica di Jung, in cui notiamo linconscio, suddiviso in personale e collettivo, lIo e il conscio collettivo, e il S. Linconscio collettivo listanza centrale e pi importante, capace di influenzare linconscio personale e lIo; formato da strutture originarie, presenti in tutti gli uomini di ogni et e luogo; il suo contenuto rappresentato dagli archetipi, cio funzioni primarie che strutturano lattivit psichica delluomo (gli archetipi pi rilevanti sono la Persona, lAnima, lOmbra). Linconscio personale formato da esperienze personali, un tempo coscienti e in seguito represse ma sempre accessibili alla coscienza. LIo rappresenta la mente cosciente, centro della personalit che funge da mediatore tra il S e linconscio. Il conscio collettivo formato da istanze morali quali il Super-Io e da influenze socio-culturali. Il S il punto centrale della personalit che si trova tra coscienza e inconscio. Scopo: unire in ununica formulazione sintetica dati psicofisiologici e quelli di personalit; avere uno strumento che, pur selezionando informazioni sugli strati profondi della personalit, dia la possibilit di quantificazione. I segni sono carichi di pregnanza archetipica, in modo che manifestino un adattamento particolare che abbia carattere collettivo e che possa essere fissato in una serie di norme. Materiale: foglio di carta rettangolare, su cui sono stampati 8 quadrati, di 4 cm di lato, posti su due file, dai margini neri molto spessi. Allinterno di ciascun quadrato, su sfondo bianco, vi sono dei segni da cui deve partire il soggetto per lelaborazione dei suoi disegni: i segni, secondo lautore, dovrebbero attivare la dinamica archetipica e lo sfondo sollecita la tendenza al riempimento. Allesterno, ogni quadrato contrassegnato da un numero dall1 all8. Soggetti: pu essere somministrato dai 3 anni in poi. Somministrazione: individuale (senza limiti di tempo) o collettiva (con gruppo non superiore alle 25 persone e tempo limitato a 30 minuti). Consegna: a partire dai segni, si devono completare le figure allinterno dei quadrati; a seconda della successione, il soggetto deve indicare il numero dellordine che ha seguito per completare i disegni. Occorre precisare che non una prova di disegno. Inchiesta: alla fine si pu chiedere se siano venuti in mente altri contenuti oltre a quelli disegnati. Analisi e quantificazione: lanalisi viene distinta in formale, soggettiva ed oggettiva. Analisi formale: valuta la rispondenza tra stimolo e modalit di integrarlo; 1. integrazione creativa, 5 punti; 2. integrazione banale, 4 punti; 3. non integrazione, 3 punti; 4. difese di primo tipo, che indicano un processo di spostamento che impedisce lattribuzione di un significato, riferibile allet del soggetto, 2 punti; 5. difese di secondo grado, se arcaici e non riferibili allet; 6. isolamento dello stimolo, quando non c un minimo tentativo di elaborazione, 0 punti; 7. rifiuto, quando lo stimolo viene ignorato, 0 punti. Fanno parte dellanalisi formale laspetto grafologico, laspetto contenutistico (valuta di che genere sono i contenuti dei disegni: umani, animati, inanimati; d 5 punti alla figura umana completa a scendere). Analisi soggettiva: si deve considerare il significato archetipico dei segni e il significato del prodotto grafico. Permette la valutazione dei meccanismi di difesa, della dinamica dello sviluppo lipidico, delle modalit adottate per la soluzione dei conflitti, della dinamica edipica e

dellimmagine di S. Per quanto riguarda la quantificazione, possibile dare un punteggio in base al grado di coincidenza tra significato archetipico del segno e il disegno del soggetto: coincidenza ottimale = 5 punti, a scendere fino a 1 punto. Un elemento molto importante dellanalisi soggettiva la successione dei disegni proprio per il rapporto con il significato archetipico (di solito i primi 3 sono quelli delicati, gli altri 4 caricano il soggetto di tensione e l8 quello rassicurante). Analisi oggettiva: analizza il rapporto tra individuo e realt ed il contenuto pi profondo dei simboli. Quindi, diamo un valore positivo o negativo alle categorie mitico, magico, naturale, geometrico, astratto, a seconda del significato che i simboli espressi abbiano un significato positivo o negativo. Riassumendo, alla fine di ogni quadrato avremo un indice numerico di integrazione formale, un indice numerico di integrazione formale sul contenuto, un indice numerico di coincidenza archetipica e un coefficiente di correzione oggettiva. Questi indici danno un profilo della personalit del soggetto.

CAP. 3 I TEST TEMATICI TAT (Thematic Apperception Test) Test di appercezione tematica formato da 31 tavole, di cui al soggetto se ne somministrano 20 nella forma completa; sono previste forme ridotte, il cui numero diverso a seconda delle teorie di interpretazione. Consistono in illustrazione, fotografie, disegni che danno luogo a stimoli abbastanza strutturati ma ambigui; gli stimoli presentano, per lo pi, situazioni di vita quotidiana in cui sono presenti uno o pi personaggi, ma in alcune tavole non vi sono figure umane. Lidea di base che le storie che il soggetto racconta su ogni tavola sono delle descrizioni leggermente deformate della sua condotta nella vita reale; il TAT quindi ci aiuta a tracciare un quadro equilibrato delle risorse e delle forze adattive e difensive. Storia del test: ideato da MURRAY; dopo due edizioni si giunge a quella definitiva nel 1943, che tuttora in uso. Essa formata da 11 tavole comuni, 1 bianca, 16 diverse per sesso, 3 per ragazzi inferiori ai 14 anni. La scelta delle tavole stata fatta valutando la sua efficacia in relazione ai risultati ottenuti, dallo stesso soggetto di et compresa tra i 14 e i 40 anni, analizzato per lungo tempo con diversi metodi diagnostici. Teoria: personologia, che concepisce la personalit come sistema formato da bisogni, legati a stadi interni di insoddisfazione, e da pressioni legate agli oggetti, reali o percepiti, che permettono o impediscono la manifestazione dei bisogni. Importanti anche il tema (unit coerente di bisogni e pressioni) e la catexis (che pu essere positiva o negativa a seconda se gli oggetti attirano o respingono l'individuo). I bisogni sono una forza che organizza percezione, appercezione e intellettualizzazione, in modo da modificare in una determinata direzione una situazione considerata non soddisfacente. Sono primari se connessi con eventi organici (aria, fame, sete, sesso), secondari se derivano dai primari ma non hanno soddisfazione fisica. Si possono dividere anche in bisogni manifesti, se possono essere espressi con immediatezza, e bisogni latenti, se sono inibiti o rimossi (presuppongono strutture come il Super-Io che non permettono la libera espressione). I bisogni interagiscono e si influenzano a vicenda formando una gerarchia, dove quello che non viene soddisfatto diventa dominante. Le pressioni, che si riferiscono alla forza che certi eventi hanno sulla persona, si distinguono in alfa se relative a forze esterne reali e oggettive, e beta, se dovute alla percezione o alle

interpretazioni del soggetto. La catexis equivale al concetto freudiano di carica di energia psichica e indica linvestimento su un oggetto che acquisisce la capacit di attrazione o repulsione. I temi, infine, rappresentano le interazioni dei bisogni e delle pressioni in combinazioni dinamiche e permettono una visione globale del comportamento. Un altro concetto fondamentale della teoria di Murray quello di complesso, cio un insieme integrato duraturo (che deriva da condizioni piacevoli che vengono per contrastate da forze esterne creando cos problemi nella crescita) che determina il corso dellulteriore sviluppo. Tutti abbiamo dei complessi, pi o meno gravi. Descrizioni tavole: per Murray, cos come per BELLAK, le tavole presentano temi emergenti, mentre per RAPAPORT dei clich e per la Scuola francese dei conflitti e significati latenti. Somministrazione per Murray: modalit in disuso oggi perch ora si d importanza anche al comportamento non verbale. Infatti, Murray faceva sedere il soggetto di spalle rispetto allo psicologo con lo scopo di favorire la libera associazione, e somministrava le tavole, 10 ad incontro, in due sedute di circa 50 minuti. Nella prima seduta, Murray lo presenta come test di immaginazione e invita il soggetto a dire cosa ha determinato quella situazione, a descrivere quello che i personaggi sentono e provano, ad esprimere liberamente i propri pensieri. Nella seconda seduta, invece, Murray dice che la procedura identica a quella precedente, ma che questa volta il soggetto pu dare maggiore libert alla propria immaginazione, non ancorandosi ad episodi della vita quotidiana. Alla tavola bianca (la 16) si chiede al soggetto cosa vede in quella tavola, di immaginare unimmagine e descriverla. Inchiesta: si chiede al soggetto dove ha tratto lidea della storia, se da film, letture o propri ricordi. Interpretazione: Murray sostiene che le storie inventate sono descrizioni deformate da quelle vissute nella vita reale. Specifica che nella storia ci sia un eroe in cui il soggetto si identifica e dei personaggi che rappresentano le forze dell'ambiente sociale e familiare che lo influenzano. Abbiamo un analisi formale e un analisi di contenuto. Analisi formale: riguarda la comprensione della consegna, la collaborazione, lesatta percezione della tavola, la coerenza delle storie, la concisione o ricchezza di particolari, la lunghezza e grado di realt. Questi elementi danno informazioni circa intelligenza, pensiero, capacit artistiche e letterarie, esame di realt e patologie. Analisi di contenuto: valuta - motivazioni e sentimenti dell'eroe: azioni e sentimenti che gli si attribuiscono sono le motivazioni del soggetto, cio i bisogni profondi latenti alla base del comportamento manifesto; - forze dell'ambiente che esercitano influenza sull'eroe; - svolgimento e conclusione della storia: come il soggetto reagisce all'ambiente e come orienta la conclusione; - analisi dei temi: si valutano i punti precedenti in interazione globalmente. Bisogna notare i temi ricorrenti, intensi, ricchi e unici che danno indicazioni sui problemi del soggetto; - interessi e sentimenti; - sintesi: le storie possono rappresentare situazioni attuali o rifarsi a ricordi. Nell'interpretazioni per Murray non si pu prescindere da tre livelli di personalit: tendenze represse, pensiero intimo, comportamento (confrontabili con linconscio, il preconscio e la coscienza secondo Freud). IL TAT SECONDO BELLAK Il test di Murray stato oggetto di critiche non solo da parte degli psicologi sperimentali, ma dagli stessi clinici, che non erano convinti della sua utilit. Non ritenevano adeguata la teoria dei bisogni e pressioni e mancavano delle soddisfacenti interpretazioni. Continuava per ad

essere usato nelle batterie dei test di personalit. BELLAK colma la distanza tra psicoanalisi, psicologia clinica e psicologia sperimentale, ridimensionando la teoria di Murray e delineando un particolare metodo di scorino. Servendosi del TAT, egli ha tentato di validare il concetto di proiezione. Riscopre Freud nella teoria di come il ricordo delle cose percepite influenzano la percezione degli stimoli attuali, e di come il somministratore possa influire momentaneamente sulla percezione degli stimoli riproponendo sentimenti originariamente provati verso altri. Nonostante ci, Bellak preferisce a percezione il termine appercezione, intesa come interpretazione dinamicamente significativa della percezione di un organismo. Ipoteticamente ci possono essere percezioni non interpretate, che danno luogo ad una percezione oggettiva (cognitiva), in base alla quale si valuta la distorsione; l'interpretazione soggettiva d luogo ad una distorsione appercettiva dinamicamente significativa. Vi quindi unassimilazione tra la percezione attuale e lesperienza passata. Le forme di distorsione appercettiva, in ordine crescente di patologia, sono: - Esteriorizzazione: processo preconscio che permette il racconto di fatti che possono facilmente venire alla coscienza; - Sensibilizzazione: un oggetto che si identifica con un modello gi noto percepito pi facilmente; - Proiezione: massimo grado di distorsione, si distingue in semplice (distorsione associativa per transfert di apprendimento) o invertita (corrisponde al meccanismo di difesa). Per lui la teoria pi adatta la Psicologia dell'Io, che centra lobiettivo sulle interazioni delle pulsioni inconsce con Io. Le funzioni riscontrabili nei test percettivi secondo Bellak sono: esame di realt, giudizio, senso della realt e di S, regolazione e controllo delle pulsioni, relazioni oggettuali, processi di pensiero, regressione a servizio dellIo (caratterizzata dalla capacit dellIo di utilizzare di fronte a situazioni nuove il processo primario di pensiero), funzione difensiva, capacit. Una persona rigida, non capace di allentare il controllo, non dar che la descrizione delle tavole, mentre una persona con controllo debole non si atterr alla consegna. Numero delle tavole: somministra 10/12 tavole in ununica seduta, durante la quale il paziente deve raccontare, guardando le immagini, cosa successo prima, cosa succede in quel momento, cosa pensano i personaggi e come andr a finire. Il clinico scrive tutto cos come viene raccontato. Inchiesta: serve per chiarire meglio ci che il soggetto ha espresso. Per raccogliere e valutare i dati Bellak usa uno schema di spoglio. IL TAT SECONDO RAPAPORT Bellak, pur avendo dato un grosso contributo sia per linquadramento teorico che per linterpretazione, continuava a mantenere lattenzione sulleroe e i suoi bisogni, cos come Murray. Il cambiamento pi importante a tale proposito lo danno Rapaport, Gill e Schafer, che basano la loro interpretazione sulla struttura delle storie. Somministrazione: al soggetto, seduto di fronte al clinico, vengono somministrate 20 tavole in 2 sedute da circa 50/60 minuti luna. Rapaport sconsiglia di scegliere meno tavole, perch quelle scartate a volte sono le pi illuminanti e possono comunque servire come approfondimento. Istruzione: come prima; il clinico deve annotare anche il tempo di latenza, cio quello che intercorre tra la presentazione della tavola e linizio del racconto, e il tempo totale che impiega per raccontare la storia. Il soggetto va lasciato libero di dire quello che crede a suo modo. Alla fine di ogni storia opportuno procedere con linchiesta per chiarire eventuali dubbi. Fondamento teorico dellanalisi delle storie: nellanalisi delle storie bisogna distinguere, innanzitutto, il contenuto ideativo dai clich (cio da quello che vede la maggior parte dei soggetti), cos da comprendere le regole generali con cui il soggetto opera la scelta dei clich. I contenuti ideativi essenziali, cio i pensieri spontanei, sono la rappresentazione ideativa

dellenergia delle pulsioni, dei bisogni e degli affetti. In sintesi, mentre il contenuto ideativo permette deduzioni sulle tendenze fondamentali del soggetto, il clich sul carattere generale delle difese. Limportanza del clich sta nel fatto che diventano norme rispetto alle quali si possono misurare le devianze da essi e solo se posto in confronto con esse il significato delle deviazioni diventa chiaro. Questa la base teorica per linterpretazione. Tecniche di interpretazione: indagano sulle caratteristiche formali della struttura della storia e sulle caratteristiche formali del contenuto della storia. Caratteristiche formali della struttura della storia: troviamo la conformit alle istruzioni e la coerenza. Caratteristiche formali del contenuto: comprendono il tono del racconto, la caratterizzazione delle figure significative, le tendenze ed atteggiamenti del soggetto, gli ostacoli di fronte ai quali ritiene di trovarsi. IL TAT SECONDO LA SCUOLA FRANCESE Teoria: Shentoub, fondatrice della Scuola, aderisce in un primo momento alla metodologia specifica degli psicologi dellIo, in quanto permetteva di differenziare linterpretazione del TAT da quella psicanalitica. Poi per ritiene che questa metodologia non sia in grado di spiegare cosa succeda ad un soggetto che immagina una storia da una tavola. Quindi si concentra sui meccanismi di difesa, tesi a ridurre tensioni interne, e li distingue dai meccanismi di disimpegno, tesi a realizzare possibilit anche al prezzo di aumentare la tensione. Per lanalisi si fa riferimento al modello strutturale edipico; linterpretazione basata su confronto tra testo manifesto del racconto e contenuto latente e levidenziazione dei procedimenti che hanno permesso il passaggio da uno allaltro. Tavole: forma ridotta di 17 tavole, compresa la bianca; alcune sono uguali per tutti, altre differiscono a seconda del sesso (14 per i maschi, 15 per le femmine). Somministrazione: si chiede al soggetto di immaginare una storia partendo dalla tavola; non c inchiesta, ma il clinico pu fare domande durante la somministrazione, durante la quale deve comunque annotare tutto. Processo TAT: lelaborazione della storia vista come un processo in cui si possono individuare tre stadi: percezione dellimmagine; capacit dellIo di canalizzare la pulsione attraverso i meccanismo di difesa; creazione della storia attraverso il processo secondario. Scheda di spoglio: serve come riferimento allanalisi della forma nel racconto per trarre tutte le indicazioni sul funzionamento dellindividuo che si possono desumere solo conoscendo i procedimenti usati. Si sono individuati 5 tipi di procedimenti: 1) di tipo A, che rinviano a modalit di controllo; 2) di tipo B, contrassegnati dalla labilit; 3) di tipo C, con evitamento del conflitto; 4) di tipo D, in cui il soggetto sfugge alla consegna di costruire una storia; 5) di tipo E, che propongono un elenco di manifestazioni del processo primario. La scheda di spoglio permette un conteggio dei procedimenti presenti. Infine, si fa una sintesi in cui sono presenti la natura del conflitto e dellangoscia, il tipo di relazione oggettuale e le modalit difensive.

ORT (OBJECT RELATION TEST) Costruito da PHILLIPSON con lo scopo di sviluppare il TAT integrandolo con alcune caratteristiche del test di Rorschach. Egli mira ad una teoria unificata che permetta di comprendere in ununica struttura le dinamiche della percezione, delle relazioni interpersonali e della struttura di compito. La novit sta nel considerare il rapporto con il somministratore una relazione transferale, concepita non come particolare del trattamento analitico ma come comune ad ogni relazione, e

le tavole come il mezzo per esprimere come vissuta. Teoria: teoria delle relazioni oggettuali della Klein e Fairbairn, per cui il soggetto si relaziona con gli altri in base alle esperienze con le figure significative della sua infanzia. Fa parte della teoria limmaginare due sistemi, lA che aperto e ricerca spontaneamente il mondo esterno (esperienze coscienti) e il B che evita le transazioni viste come fantasmi allinterno di s (fantasie inconsce). Il tentativo di conciliare questi due sistemi determina un comportamento di intolleranza, quale rigidit nella relazione. Materiale del test: 13 tavole, di cui una bianca, suddivise in 3 serie (A, B, C), ognuna delle quali presenta situazioni di relazioni oggettuali ad una, due, tre persone ed una situazione di gruppo (g). Ogni serie varia sia per la quantit di dettagli che per il grado di somministrazione ed il tono emotivo. Le figure umane sono disegnate in modo ambiguo sia per quanto riguarda il sesso che per i movimenti e lespressione, in modo da permettere unampia possibilit di scelta nel definirle; non sono messi in risalto riferimenti a conflitti, anche se le tavole evocano proprio le relazioni conflittuali. Destinatari: da 14 anni in su, ma con soggetti con capacit media o alta anche sotto i 10 anni. Modalit di somministrazione: per Philippson il modo migliore per iniziare unesplorazione reciproca, parlando persino dei propri interessi. Lassunto di fondo che il modo in cui si coinvolge negli interessi sia la modalit di coinvolgimento relazionale; bene quindi indagare sulle relazioni oggettuali buone o cattive. Istruzioni: simili a quelle del TAT, precisando che la storia deve avere tre parti: inizio, parte di mezzo e fine. Durante la somministrazione della prima tavola possiamo fare domande e chiarire incertezze, per le restanti tavole raccogliamo la produzione cos come viene. Inchiesta: si fa alla fine della raccolta delle storie di tutte le tavole, non ha regole precise; il clinico pu focalizzare lattenzione su dettagli, sentimenti, atteggiamenti, pu far notare assenza di relazioni positive o negative o lomissione di dettagli. Analisi e registrazione dei dati: si fa particolare attenzione a quattro dimensioni dei processi che hanno portato alla costruzione della storia: 1. percezione del contenuto della tavola, delle figure, del contesto emotivo; 2. appercezione (scelta) del tema e degli sbocchi di relazione tipica delle situazione interpersonale della tavola; 3. contenuto delle relazioni oggettuali delle storie; 4. storia come produzione, alla sua struttura e organizzazione. Naturalmente queste dimensioni si sovrappongono e si integrano. Philippson consiglia di registrare i dati in una tabella che rappresenti le situazioni ad una, due, tre persone e gruppo nelle tre serie A, B, C. Valutazione: ci sono 5 variabili per determinare levidenza con cui i sistemi di tensione si esprimono in termini di relazioni: 1. situazione motivazionale: accettazione della situazione test per alleviare la tensione, atteggiamento del clinico; 2. intensit della tensione: dipende sia dalla tolleranza che dallentit delle reali frustrazioni subite; 3. corrispondenza tra situazione stimolo e sistemi dinamici di tensione; 4. contenuto di realt della situazione-stimolo; 5. contesto di realt in cui la situazione stimolo presentata. Interpretazione: utile porre attenzione alla sequenzialit ed al contenuto delle storie, tenendo sempre presente che i personaggi non possono essere considerati una riproduzione reale dei genitori, che rappresentano lesperienza del soggetto con le figure significative del suo passato e che fanno parte del mondo interiore dellesperienza del soggetto. Considerazioni critiche: istruzioni troppo lunghe; termine immaginare non adatto; indicazione della lunghezza delle singole parti troppo direttiva e limita la libert di espressione; grave intrusione del clinico che non si limita a ripetere le istruzioni ma incoraggia anche la richiesta di nuove versioni della storia.

CAP. 4 TEST TEMATICI PER BAMBINI PREMESSA Prima della somministrazione opportuno creare un clima di complicit con il bambino, anche se pu risultare un compito difficile visto che i soggetti sono in fase evolutiva. Occorre poi spiegare che si tratta di un gioco ed meglio lasciare la scelta della porta aperta o chiusa al soggetto, in modo che non si senta oppresso da una presenza sconosciuta. In certi casi preferibile non sapere la diagnosi altrui per evitare di essere influenzati. La posizione migliore per la somministrazione quella di star seduti ad un tavolo ad angolo retto, che evita sia la sensazione di distacco sia il contatto diretto.

BLACKY PICTURES Costruito da BLUM nel 1949, sulla base della teoria psicoanalitica, con lo scopo di verificarla sperimentalmente e di evidenziare sviluppo psicosessuale, relazioni oggettuali e meccanismi di difesa del soggetto. il primo test tematico per bambini e come tale si propone di studiare le dinamiche significative attraverso il contenuto delle risposte. Soggetti: indirizzato a bambini dai 3 anni in poi, stato usato anche con adolescenti e adulti. Materiale: 11 tavole che illustrano le avventure del cane Blacky e da un frontespizio con stimoli molto strutturati, ma ambigui, che presenta la famiglia di Blacky. Ci sono il pap con una macchia nera sul muso e sullorecchio e la zampa destri; la mamma con un fiocco sul collare; Tippy (a cui si attribuisce il sesso opposto a quello del soggetto) che tutta bianca con una sola macchia sul muso; Blacky (a cui si attribuisce il sesso del soggetto) completamente nero. Somministrazione: si chiede al bambino di raccontare una storia per ogni tavola, dopo per aver presentato la famiglia di Blacky. Nel presentare le tavole viene per indicato quello che sta succedendo. Inchiesta: alla fine di ogni tavola si fa uninchiesta a risposta multipla, differente in base al sesso. E si chiede al bambino di dividere le tavole in quelle che preferisce e non, scegliendo quella che piace di pi e di meno. Critiche: il Blacky non un test proiettivo a tutti gli effetti: la figura di Blacky non affatto neutra, non si lascia il bambino libero di assegnare i ruoli o di scegliere il tema delle tavole (che vengono presentate dal somministratore). Infine, si fa linchiesta con domande a risposta multipla che magari vanno a toccare argomenti che al bambino neanche erano passati per la mente. Nuove modalit: Barbarotto Moso propone di eliminare linchiesta e di far scegliere al bambino le tavole che secondo lui erano le preferite di Blacky, cos il bambino sar pi spontaneo e si sentir deresponsabilizzato. Rimane per il problema della presentazione delle tavole, il problema maggiore.

CAT Bellak, che non riteneva idoneo il TAT per i molto giovani, crea il CAT (Children Apperception Test) nel 1952, per soggetti dai 3 ai 10 anni. Teoria: psicologia psicoanalitica dellIo, in particolare secondo Hartmann. Bellak vuole studiare la struttura, le difese e le dinamiche di relazione e il trattamento dei problemi dellet dello sviluppo, cio tutte le problematiche significative con i genitori, i fratelli, la dipendenza,

lindipendenza. Materiale: le tavole sono 10 e presentano animali pi o meno antropomorfizzati in situazioni di vita umana e animale. La scelta degli animali come soggetto deriva dallassunto di base secondo cui lidentificazione e la proiezione con questi pi facile per il bambino, che li vive con distacco. In ogni tavola vi sono una serie di temi dominanti. Somministrazione: non differisce da quella degli altri test proiettivi; si chiede di raccontare delle storie a partire dalla visione delle tavole, che vanno presentate una per volte secondo lordine prestabilito. Possiamo aiutare il bambino che tace chiedendo cosa succede? E dopo? E prima? Continua pure. Qualora si debba interrompere per un qualsiasi motivo la somministrazione, bene non farlo dopo una tavola che ha particolarmente turbato il bambino. Inchiesta: alla fine di ogni storia bene indagare sullidentit dei personaggi, il sesso, let, sentimenti, connessioni con la vita del bambino. Si cercher anche di individuare il personaggio con cui il bambino si identifica, quello che preferisce o meno. Categorie di analisi: Bellak propone unanalisi del contenuto (ci che il soggetto vede) e un esame del comportamento (come lo vede); ripropone inoltre le stesse categorie di analisi del TAT (tema principale, eroe principale, principali bisogni, ambiente e personaggi, atteggiamento verso i genitori, conflitti significativi, natura dellansia, principali difese contro i conflitti, adeguatezza del Super-Io, integrazione dellIo). Esattamente come per il TAT, inoltre, la sintesi finale serve ad avere un quadro riassuntivo della personalit del soggetto. Successivamente, la Falcone, attenendosi rigorosamente alla psicoanalisi dellIo, ha creato una tabella per analizzare le storie, applicando un + o un come votazione e segnando con una C le situazioni conflittuali. La tabella considera la libido (orale, anale, sessuale e la frustrazione), laggressivit, il Super-Io, lautonomia, le attivit sociali, le difese, i simboli e gli eventi magici.

PATTE NOIRE O PIEDINO NERO Ideato da CORMAN nel 1961 per valutare la personalit del bambino, le sue tendenze, i suoi conflitti, le difese dellIo. Anche qui i personaggi sono animali, per lo stesso motivo. Lautore si ispirato al test di Blum Blacky Pictures, anche se fa le debite differenziazioni; la scelta del maialino ispirato ai film Disney per la sua familiarit, ma evita anche leccessiva antropomorfizzazione. In tutte le 17 tavole c Piedino Nero, permettendo cos unattenzione continua e profonda sul personaggio. Teoria: psicoanalitica degli stadi evolutivi, che meglio di tutte spiega la personalit, linconscio e, in caso di patologia, le motivazioni profonde che la causano. Le immagini delle tavole ripropongono situazioni che il bambino pu aver vissuto nella sua famiglia come il rapporto tra genitori o la rivalit fraterna. Temi: riguardano eventuali fissazioni alle fasi orale, anale, edipica e laggressivit ad esse connessa, il conflitto dipendenza/indipendenza ed il senso di colpa. Temi specifici del PN sono quelli della macchia nera, del sesso invertito (se il bambino d al maialino con cui si identifica il sesso opposto al suo), della madre ideale e del padre balia (a cui si attribuiscono i compiti della madre). Ad ogni tavola il soggetto risponde con racconto inerente al tema, a meno che non sia rimasto fissato ad un determinato stato che gli far vivere lo stimolo sempre allo stesso modo. Materiale del test: ideato per bambini dai 4 ai 12 anni, formato da 17 tavole pi un frontespizio. Gli stimoli sono strutturati ma ambigui. Sul frontespizio c la presentazione della famiglia: sulla sinistra in primo piano c la madre (identificata dalle mammelle, con una macchia nera su una zampa), in secondo piano il padre; a destra invece ci sono tre maialini, due bianchi e uno con una macchia nera sulla zampetta sinistra (Piedino Nero, appunto). Piedino Nero non isolato come Blacky n differenziato quanto lui; inoltre, a differenza del Blacky, permette molta pi libert decisionale, in quanto il bambino a decidere i ruoli e i legami dei vari personaggi, cos come dovrebbe essere in un test proiettivo. Tavole: sono contrassegnate da un numero e da un titolo, che non bisogna per comunicare al

bambino per non influenzarlo. Tempo: 60/90 minuti, generalmente in ununica seduta. Somministrazione: avviene in pi momenti successivi: si comincia dal frontespizio, chiedendo perch il maialino si chiama Piedino Nero. Si dice che nelle figure non c una storia scritta e che va inventata, iniziando dallo scegliere il sesso di PN, chi sono gli altri maialini, che et anno, e chi sono quelli pi grandi. Tutto ci sempre senza dare suggerimenti di alcun genere; si presentano tutte le tavole assieme senza un ordine preciso e si chiede di scegliere quali sono quelle che piacciono di pi per raccontare una storia. Le tavole scartate potranno essere riprese successivamente. Alla fine si chiede come finiranno le avventure di PN e se il bambino vuole aggiungere il racconto su qualche tavola prima scartata (nel caso sar interessante capire perch laveva rifiutata); una volta finito si fanno rivedere tutte le tavole e si chiede di dividerle in due mucchi: quelle che piacciono e quelle che non piacciono. Del mucchio delle preferite si chiede quale piace di pi e si prosegue fino ad esaurimento, idem per il mucchio delle meno preferite chiedendo anche cosa si cambierebbe. Corman suggerisce di porre domande orientate quando il bambino salta un particolare della tavola, come vedi qualcosa in pi?; Terminato il test si chieder chi il pi felice e chi il pi carino e perch. Al momento opportuno si domander se il padre ha preferenze tra i tre maialini e idem per la madre. Si mostra infine la tavola della Fata e si chiede di immaginare i 3 desideri espressi da PN. Dinamica delle costruzione delle storie: dalle storie emergeranno dinamiche relative al voler essere figlio unico, al voler regredire di et, alla gelosia per i fratelli, ai problemi familiari. Il bambino potr raccontare una storia concatenata o mostrare attenzione per unimmagine in particolare che risponde ad una sua preoccupazione o ancora cambiare punto di vista con ogni tavola. Per analizzare P.N. c un quaderno dove scrivere la composizione familiare indicata dal bambino, cerchiare le immagini sulle quali sono state create le storie scrivendo sotto il testo e lultima pagina riservata per il resoconto. Analisi: Corman suddivide lanalisi del PN in cinque tempi: 1. analisi filmica, che consiste nel riportare sul foglio di spoglio i punti essenziali dei temi dati per ciascuna immagine, segnando sia le difese che le tendenze espresse; 2. si pu tentare una prima sintesi a partire dai temi dominanti; 3. sintesi che riguarda tutte le tendenze dominanti espresse nel frontespizio, nelle storie, nelle domande finali; 4. ricerca di convergenza con altri test, come Duss, CAT; 5. analisi con i dati dei colloqui e dellanamnesi raccolta dai genitori. Interpretazione: avviene attraverso le regole del tema dominante e delle identificazioni (chi si identifica con PN = buon adattamento; con genitori = dominanza delledipo; con maialino bianco = incapacit di assumere il ruolo delleroe). Il tema dominante, dovuto ad un complesso inconscio non pu non emergere; questo attiva i meccanismi di difesa che a loro volta si manifesteranno nelle storie. Per trovare il tema dobbiamo rifarci alloriginalit; infatti una storia pu attenersi fedelmente allimmagine o discostarsene svelando, con la sua originalit, la situazione problematica. Possiamo quindi dire che: ripetere un tema originale o il non trascurare nessuna tavola pu indicare una personalit ossessiva; le improvvise rivelazioni fanno supporre lemergere improvviso di una tendenza; un tono affettivo particolare indica un tema importante (il tono della voce tradisce lemozione); i temi mascherati sono i pi indicativi e possono portare al rifiuto dellimmagine, alla scotomizzazione parziale (una parte della tavola viene rifiutata), alla negazione del sentimento, alla formazione reattiva, allinibizione, allisolamento.

Cap. 5 IL TEST DI RORSCHACH STORIA DEL TEST Il tentativo di studiare le immaginazioni attraverso le macchie di inchiostro era gi stato fatto nel 1857 dal poeta Kerner, nella cui opera presentava 50 macchie di inchiostro, che poi commentava con versi melanconici. Seguirono poi molti altri autori, ma nessuno riusc davvero a capirne lutilit e a scoprirne il funzionamento intellettuale ed emotivo se non Rorschach. Rorschach, attraverso il gioco del Blotto utilizzato con i pazienti schizofrenici, si rese conto che questo tipo di persone davano risposte molto diverse dagli utenti normali. Intu quindi che era possibile creare uno strumento che, partendo dalla percezione, desse indicazioni per la diagnosi della personalit. Nel 1912 fece una serie di studi che poi accanton per interessarsi alla psicoanalisi e soltanto qualche anno dopo, leggendo una tesi di un giovane che aveva inventato delle macchie per misurare la fantasia, riprese nuovamente il suo lavoro. Nel 1918 elabor circa 40 tavole che prov a somministrare a pazienti dellospedale psichiatrico e ne selezion 15. Nel 1921 trov un editore che gli fece ridurre a 10 il numero delle tavole e pubblic il libro con cambiamenti non richiesti (colori alterati e sfumature che consentivano la percezione di figure interne) e ne rimase entusiasta. Era talmente interessato alla pittura che tracci personalmente le tavole ricreando leffetto di macchia casuale con un asse centrale. Il test suscit perplessit e solo dopo la morte di Rorschach divenne limportante strumento che oggi: il test proiettivo pi usato in campo clinico e psichiatrico. Loriginalit di Rorschach quindi quella di aver trasformato le macchie da prova di immaginazione a test di personalit. TEORIA Interpretato secondo la teoria psicoanalitica, anche se Rorschach, pur sostenendo la tesi percettiva, ha sempre dichiarato che i fondamenti teorici erano in uno stadio molto embrionale. Contrariamente allopinione corrente secondo cui molto importante fosse limmaginazione, egli indicava nella percezione (in cui intervengono sensazioni, ricordo di vecchie sensazioni e associazione) e nellidea gli elementi fondamentali allinterpretazione. Rorschach dichiarava globali quelle risposte con la tendenza a vedere un insieme unitario e a completare ci che manca; dettaglio la funzione selettiva per cui vengono unificati alcuni elementi ed esclusi gli altri; forma la modalit di comprensione che privilegia la forma continua, pi simmetrica. Dal filosofo Vold, Rorschach riprende alcuni concetti fondamentali: le percezioni sono fondamentali ma inibite durante la veglia dalla coscienza e dal movimento muscolare e stimolate da ogni sua restrizione. Quindi linibizione stimola le fantasie il cui contenuto determinato da complessi e rimozioni. Rorschach, influenzato da Jung, individua poi due tipi di funzioni: introversione e extratensione (non sono funzioni che si escludono a vicenda, sono indispensabili per lindividuo e lumanit, la proporzione in cui si presentano determina una tipologia particolare). Abbiamo quindi 2 tipi di persone: introverse (tendono a inibire movimenti e impulsi; nelle macchie vedono il movimento; hanno una maggiore vita interiore e una minore adattabilit al mondo esterno) e extratensive (esprimono il movimento e interagiscono con lambiente; esprimono le loro emozioni; hanno un intelligenza stereotipata o imitativa; i loro rapporti sono pi estesi che intensi). FONDAMENTO TEORICO PSICODINAMICO Rorschach non fa mai riferimenti diretti alla psicanalisi, ma la utilizza ampiamente; secondo lui il test pu essere utili ai psicoanalisti per compiere una diagnosi differenziale tra nevrosi e

schizofrenia o per fini prognostici della terapia analitica. Chi ha dato al Rorschach un fondamento teorico psicoanalitico RAPAPORT, che considera i processi associativi e i processi dellorganizzazione percettiva, sia separatamente che integrandoli (1968). Altro fattore importante la familiarit dello stimolo, in quanto se presente stimola la memoria; al contrario, se assente importante la formazione dei concetti per stabilire differenze e somiglianze. Dal momento che la percezione determinata sia dallo stimolo che dalla personalit, questo test ci permette di osservare direttamente il suo processo di organizzazione percettiva e cognitiva. Il Rorschach d molte informazioni sugli aspetti delladattamento e del disadattamento poich il soggetto, non potendo preveder la valutazione, libero di esprimersi. Il test svela informazioni sullIo e sulla sue funzioni, sul rapporto con la realt, sul S e le relazioni oggettuali, sulladattamento alla realt e sulle pulsioni. Tratteremo prima il metodo di Bohm, che non si distacca molto dalle indicazioni di Rorschach e d uninterpretazione psicoanalitica; il metodo pi dettagliato e accurato. MATERIALE 10 tavole, di cui 5 in grigio e nero con diverse sfumature, 2 in grigio e rosso e 3 policrome. Le immagini sono formate da macchie di inchiostro, simmetriche rispetto ad unasse centrale, facilitando cos il compito del soggetto che deve interpretarle. Le macchie sono quindi ambigue, senza una forma precisa, ma pur sempre semplice e regolare. Per quanto riguarda il colore, secondo Rorschach ogni colore esprime delle emozioni, come ad esempio il rosso limpulsivit e il blu il controllo di se stessi. DESTINATARI Test individuale che pu essere somministrato dai 3 anni in poi, anche se sconsigliato in caso di scompenso acuto o di personalit psicotiche. SOMMINISTRAZIONE Si somministra generalmente al terzo incontro, in quanto opportuno che il primo sia dedicato alla conoscenza del soggetto attraverso il colloquio e il secondo ad un test cognitivo. Nel caso in cui il soggetto abbia gi visto le tavole del test bene specificare che limportante ci che il soggetto vede ora, anche se pu essere interessante paragonare le risposte date con quelle precedenti. Consegna: dopo aver permesso al soggetto di riambientarsi a seguito degli incontri precedenti, si dir: Le far vedere delle tavole, lei mi dir cosa potrebbe rappresentare. Pu dare quante risposte vuole, quando ha finito mi restituir la tavola. Si presentano dunque le tavole, che il clinico tiene capovolte alla sua sinistra, una per volta e si annota quanto il soggetto dice, il non verbale, il tempo che impiega, il tempo di reazione e anche la posizione in cui tiene la tavola. Se il soggetto ha difficolt ha iniziare, con tono amichevole diremo allora cosa vede?; se non c alcun effetto si passa alla tavola successiva. Se il soggetto indugia chiederemo nientaltro? e ripeteremo che si possono dare quante si vuole. meglio non dare limiti di tempo (solitamente la prova va dalla mezzora alle 2 ore). In caso in cui il soggetto non veda nulla, dopo un primo tentativo di incoraggiamento desistiamo in quanto anche il rifiuto ha un significato. La tavola verr riproposta alla fine con la domanda Ora vede qualcosa? e in caso positivo si annoter a parte ci che vede. Protocollo: consiste nel dividere il foglio, su cui segneremo dati anagrafici, data e ora, in 8/9 colonne, in cui annoteremo il numero della tavola, il tempo, la posizione della tavola, le risposte parola per parola, la locazione esatta della parte interpretata, le determinanti, i contenuti, loriginalit e i fenomeni particolari. La posizione della tavola si segna con dei piccoli angoli <>, con i gradi o con le lettere fino ad usare la chiocciola per la rotazione completa. E essenziale segnare la posizione per ogni risposta.

INCHIESTA Non comune a tutte le scuole di pensiero, non si unanimi su quando farla, se farla e come. Per quanto riguarda il primo punto, si daccordo sul farla alla fine della raccolta di tutte le risposte, presentando di nuovo le tavole una per una; se il soggetto dar altre interpretazioni andranno segnate a parte. Rapaport consiglia di fare linchiesta tavola per tavola, dopo averla per tolta dalla vista del soggetto, rimandando cos il soggetto allimmagine che ha ritenuto determinante. La Falcone non daccordo: pensa che linchiesta gi dalla prima tavola metta laccento sulla modalit di percezione e sarebbe suggeritoria per le tavole successive. Per quanto riguarda il secondo problema, gli studiosi sono daccordo sul fare linchiesta il meno possibile e solo se necessario. Per quanto riguarda il terzo punto, infine, dobbiamo ricordare che le domande devono essere fatte con la massima prudenza e senza mai essere suggeritorie. Modifiche allinchiesta tradizionale: oltre alla modalit di Rapaport, Bohm dopo linchiesta suggerisce un completamento, dicendo molte persone che vedono queste tavole non dicono tutto ci che viene loro in mente, mi potrebbe dire dove ha omesso qualcosa, le mostrer le tavole una per volta, sufficiente che dica s se ha pensato qualcosa e non lha detta o no se ha detto tutto. Linchiesta di Rizzo, il pi grande studioso italiano di Rorschach, pone laccento sulle interpretazioni del chiaroscuro e sul simbolismo individualizzato dei contenuti (la cosiddetta Pinacoteca Semplice). Dopo aver raccolto il protocollo il somministratore invita a dare un titolo ad ogni tavola e di ordinarle da quella pi simpatica alla meno simpatica.

SIGLATURA Di solito si usa liniziale della corrispettiva parola nella lingua dellautore. Quella italiana come quella francese usata da Bohm, tranne che per la K (cinestesia) che in italiano diventa M (movimento), Dbl (dettaglio nel bianco) e Ban (banale) che diventa V (volgare). Localizzazione o modo di percezione: india quale parte della tavola stata interpretata nel dare la risposta, permette di stabilire la capacit percettiva e la relazione che ha il soggetto con gli oggetti interni ed esterni. G globale quando la tavola viene percepita come un tutto; si distinguono in g primarie (semplici tipo pipistrello e simultaneamente combinatorie costruite da pi elementi ma simultaneamente) e g secondarie, la cui globalit costruita successivamente unendo pi dettagli (combinatorie successive, combinatorie confabulatorie, contaminate tipiche della schizofrenia in cui tutto si fonde -. Poi anche importanti in questa categoria le globali confabulatorie (DG), formulate partendo da un dettaglio senza considerare il resto, e le globalifigure intermedie (DblG), in cui evidente la presenza di figure intermaculari bianche). D: risposta-dettaglio, grande e/o in posizione privilegiata. Dd: piccolo dettaglio, o determinati in maniera insolita, o D ordinarie ma viste in maniera insolita. Dbl: spazi bianchi intramaculari o marginali, in cui vi uninversione di figura-sfondo. Do: dettaglio oligofrenico (Rorschach credeva fosse indice di oligofrenia), cio quando figure umane o animali viste per intere vengono interpretate solo come parti. Determinanti: indicano le qualit percettive che determinano la risposta, iniziando e influenzando il processo associativo che la produce. Importanti sono forma, colore o altri fattori in pi. Le risposte di forma determinate da contorno e da area scelta, danno informazioni inconsapevoli; indicano in che modo il soggetto sperimenta i suoi affetti, li evita o li elabora. La forma in relazione con il ragionamento e il senso di realt. Sigliamo con: F la risposta in cui a formularla decisiva la forma; pu essere positiva se limmagine presenta

punti di concordanza con la macchia, negativa in caso contrario; M quando si tratta di immagini-ricordo; il movimento viene vissuto pi che semplicemente visto (infatti di solito la risposta accompagnata con un abbozzo del movimento); FC se predomina la forma e il colore una determinante secondaria; CF se il colore predomina sulla forma; C quando determinante della risposta solo il colore; MC se il movimento e il colore agiscono simultaneamente. Contenuto: classificazione concettuale del particolare prodotto del soggetto, la classe in cui la risposta viene inclusa (umana, animale, botanica). Al contrario di quanto accade con le caratteristiche formali, quelle di contenuto possono essere manipolate perch consce. Per le pi importanti si usano abbreviazioni, le altre risposte si segnano senza: H, Hd (forme umane intere, dettaglio umano); A, Ad (animale, dettaglio animale); Anat. (forme anatomiche); Sex (interpretazioni sessuali); Bot. (risposte botaniche); Ogg. (oggetti); Paes. (paesaggio); Nat. (natura); Arch. (architettura); Geo.; Cart. Geo (geografia o carte geografiche); Astr. (astrazione, amore, libert, amicizia), Sangue, Acqua, Nuvole. Schafer (1954) propone con la massima cautela, delle categorie per organizzare e interpretare le risposte di contenuto: 1) Orientamento dipendente, oralit, preoccupazione relativa al nutrimento e alla richiesta. Fornitura di cibo = orientamento orale-ricettivo; richiesta di cibo = orientamento oraleaggressivo. 2) Orientamento e preoccupazioni anali. Riferimento anale diretto, contatto e prospettiva anali, sporcizia, assalto. 3) Orientamento sado-masochistico. Sadismo = accentuazione dellostilit, dellattacco; protezione-difesa; masochismo = accentuazione del vittimismo. 4) Orientamento autoritario. Autorit = potere; soggiogamento = sottomissione. 5) Conflitti del Super-Io. Colpa, moralit, proiezione del Super-Io, innocenza, negazione della colpa, masochismo. 6) Debolezza e forza in generale. Debolezza = inadeguatezza, impotenza, paura, bisogno di sostegno; forza = potenza, saggezza, comando, eroismo. 7) Paura e atteggiamento di rifiuto nei confronti dellidentit maschile; identificazione femminile negli uomini. Inversione, confusione, riferimento a perversioni, accentuazione dellevirazione. 8) Paura e atteggiamento di rifiuto nei confronti dellidentit femminile; identificazione maschile nelle donne. Idem come prima. 9) Atteggiamento di rifiuto verso il ruolo adulto, nutritore, parentale. Interesse regressivo per le immagini infantili, caratteristiche divoratrici dei bambini, sensazione di essere divorati, accentuazione generale orale. 10) Identit negativa; fallimento provocatorio, ostentato, cronico e inadeguatezza come ruolo esistenziale. Debolezza, accentuazione dellevirazione, soggiogamento, masochismo, privazione. 11) Narcisismo fisico, sensualit. Gioielli, manichino per abiti, profumo, altri oggetti decorativi. 12) Preoccupazione per la riproduzione o per la funzione generativa. Ovaie, utero, addome gonfio, uovo, polline, accentuazione di spazi interni cavi. 13) Preoccupazione per linvecchiamento e per la morte. Esseri fatti a pezzi, decadenti, pelle consumata, stivale logoro, vestiti rovinati. 14) Tono emotivo; atmosfera interpersonale.

Tristezza, gaiezza, freddezza, controllo, inquietudine, attivismo, inerzia. Frequenza: le risposte che ricorrono pi frequentemente vengono considerate: Ban. (banali, che rappresentano una norma di gruppo, modo di pensare della comunit e dipendono da fattori culturali, ambientali); Orig. (originali, cio le risposte pi rare, che si distinguono in Orig+ e Orig-). Fenomeni particolari: alcuni possono essere rifiuto, come sintomo di uno choc; denegazione, cio il non riconoscere una risposta data o negare di averla data; choc-colore, il pi frequente dei fenomeni particolari, che si manifesta con uno stato affettivo negativo determinato dallo stupore suscitato dalla comparsa improvvisa di colore. Anche il tempo di reazione pu essere mascherato con degli atteggiamenti riempitivi; una reazione opposta, cio un tempo brevissimo di reazione, ha lo stesso significato. C poi la perseverazione, che consiste nel ripresentarsi alla coscienza dello stesso contenuto; laccentuazione della simmetria; le risposte oppure, che si presentano con due risposte di seguito intercalate da oppure e denotano mancanza di sicurezza nel proprio giudizio; laccentuazione della parte centrale.

MECCANISMI DI DIFESA Un aspetto che secondo Schafer viene trascurato anche dalla stessa Psicologia dellIo quello difensivo. Nel suo elenco di meccanismi di difesa, che non include lintroiezione e la sublimazione, troviamo: - rimozione: preclude ad una parte della personalit lo sviluppo verso la maturit, quindi il materiale rimosso presenta il suo originale carattere infantile. Lazione dominata dagli impulsi, i rapporti narcisistici, la modalit di pensiero semplicistica, egocentrica e stereotipata. I soggetti che usano la rimozione presenteranno dunque un protocollo povero, tempi lunghi e rifiuti nella siglatura e pi risposte che indicano angoscia e laffettivit. Negli atteggiamenti verso il clinico il soggetto concreto, egocentrico e insicuro; - negazione: disconosce fatti e sensazioni dolorosi. Quindi latteggiamento sereno, di fiducia, di apprezzamento; - proiezione: nella siglatura molte G (megalomania) accompagnate da F-. Eccessivi dettagli minuscoli e numerosi sono indici di tendenza paranoide. Ci pu essere il rifiuto di molte tavole. I temi sono ostili, minacciosi, persecutori; latteggiamento di sospettosit e rigidit; - regressione: ritorno a comportamenti tipici di tappe precedenti per sfuggire allangoscia di una situazione. Latteggiamento di accondiscendenza esagerata, con eccessive precisazioni, commenti sulla macchia, verbalizzazioni di tipo anale; - isolamento: meccanismo che separa laffetto dalla rappresentazione insopportabile di una pulsione. Le esperienze penose vengono quindi private del piano emotivo. Quindi in questo test i soggetti che usano questa difesa evitano che emerga laffettivit e limpulsivit e fanno apparire il processo di risposta un fatto intellettuale distaccato. Nella siglatura c un alto numero di Dr, di F e di M. Latteggiamento distaccato e oggettivo; - intellettualizzazione: forma particolare di isolamento che per non limita la percezione, la memoria, lautoconsapevolezza. Notiamo un alto numero di G, di Dr e di Dbl; il contenuto presenta una tendenza allastratto e latteggiamento quello tipico di un esame; - formazione reattiva: difesa che trasforma comportamenti o atteggiamenti negativi nel loro contrario. I contenuti ostili sono quasi sempre presenti ma ingentiliti; latteggiamento quello di chi vuole mostrarsi utile, rispettoso; nellinchiesta tende a dare informazioni spontaneamente, tenta di collaborare al massimo adattando la velocit di verbalizzazione a quella della scrittura dellesaminatore; - annullamento: tende a negare magicamente i pensieri, parole, azioni con altri di senso opposto. Nellatteggiamento del soggetto notiamo lo scusarsi in continuazione per la rapidit

del modo di parlare, che pu essere una forma di annullamento. VERBALIZZAZIONI Un altro merito di Rapaport quello di aver cercato di sistematizzare le verbalizzazioni importanti e cercare di spiegare i processi psicologici che portano a quelle devianti. Per questo vengono poste domande vaghe, che ci aiutano ad individuare i processi schizofrenici di pensiero, i quali possono manifestarsi con: risposte assurde che non hanno riferimenti oggettivi alla macchia; risposte fabulate che presentano fantasticherie; combinazioni fabulate che sono formate da due o pi percezioni buone in s ma senza senso se combinate; le confabulazioni che sono eccessi delle tendenze presenti sia nelle risposte fabulate che nelle combinazioni fabulate. SPOGLIO Prima di passare allinterpretazione, occorre quantificare i dati ottenuti nella stessa categoria, schematizzati nel protocollo che dia un quadro dinsieme e i cui dieci punteggi principali sono: 1. numero totale delle risposte; 2. tempo di interpretazione, cio la durata totale di tutta la prova, tempo medio di interpretazione, cio il rapporto tra la durata della prova e il numero delle risposte, e tempo di reazione, cio lintervallo tra la presentazione di una tavola e la prima risposta; 3. localizzazione, suddivisa per modalit di percezione; 4. determinanti; 5. contenuto; 6. frequenza, quindi le Ban. e le Orig.; 7. percentuali, sul numero totale delle risposte o su quelle della categoria; 8. tipo di percezione; 9. successione dei modi di percezione, cio il modo in cui la percezione si presenta in ogni tavola; 10. tipo di risonanza intima, cio lattitudine fondamentale della personalit a diretto contatto dellIo e dellambiente circostante; il rapporto numerico pi importante. INTERPRETAZIONE la parte pi difficile; non sufficiente prendere gli elementi risultanti ma valutare tutto nel suo insieme. Si procede in 3 fasi: 1. impressione globale intuitiva che si sprigiona dal protocollo grezzo; 2. controllo scientifico delle parti, che si attua attraverso il pensiero cosciente e iniziando dall aspetto formale per poi passare al contenuto; 3. riassunto intuitivo e critico dellinsieme, cio unanalisi approfondita che indica lorigine dello stato attuale del soggetto. PSICODRAMMA Ci sono due modi per elaborarlo: uno sistematico, pi statistico e che offre una maggiore possibilit di confronto, ed uno che parte da un problema centrale, che sconsigliabile perch richiede maggiore esperienza. Per la presentazione sistematica, uno dei modelli pi accettati lo schema di riferimento di Bohm, che comprende una valutazione quantitativa e qualitativa dellintelligenza, gli atteggiamenti generali, i tratti nevrotici, lumore, eventuali prognosi e indicazioni terapeutiche. Infine, occorre sintetizzare linterpretazione in un quadro dinsieme che metta in evidenza i tratti salienti della personalit del soggetto. MODIFICHE E/O AGGIUNTE De Traubenberg, nel fare una sintesi tra aspetti percettivi, rappresentativi e affettivi, ha

evidenziato un significato latente. Se infatti alcuni elementi sono comuni a tutte le tavole, il contenuto manifesto richiama altre implicazioni come la realt percettiva, sociale, esterna e adattiva. Sollecitazione latente del contenuto: il fatto che alcuni temi appaiano in modo regolare e con molta frequenza ha indotto alcuni clinici a chiedersi se il materiale del test fosse veramente neutro e si sono studiate quali possano essere le sollecitazioni fantasmatiche, affettive o simboliche del test di Rorschach (ad es. la tavola I evoca relazioni precoci con il primo oggetto, e la tavola III rinvia allidentificazione sessuale). IL RORSCHACH SECONDO EXNER Tra i metodi attualmente usati, quello che attira pi lattenzione il Sistema Comprensivo di EXNER, che considera il test ateorico e lo interpreta psicometricamente, evitando il pi possibile linterpretazione. La modalit usata da Exner presenta quindi una proceduta standardizzata e rigorosa (non approvata dalla Falcone). Somministrazione: dura 40/60 minuti e le risposte, per essere valide, non devono essere meno di 14. Soggetto e clinico siedono fianco a fianco, per permettere al clinico di poter vedere la tavola nella stessa prospettiva e per evitare che possa dare suggerimenti con la mimica facciale o la postura. Exner somministrando il test chiede se gi lo si conosca e se lo si abbia gi fatto, spiega con onest che un test per svelare le caratteristiche delle persone. La tavola si consegna chiedendo cosa potrebbe essere?; successivamente il clinico non interviene pi. Dopo aver raccolto le risposte passa allinchiesta, fa rivedere le tavole spiegando che non ci vorr molto, chiedendo dove limmagine riferita stato vista nella macchia e che cosa glielha fatta vedere, in modo da poterla vedere nello stesso modo. Sommario strutturale: rielaborazione qualitativo-quantitativa del protocollo; le risposte vengono classificate in Localizzazioni, Determinanti e Contenuto e poi elaborate in somme e percentuali. Exner ha aumentato il numero delle categorie aggiungendone tre: - Qualit evolutiva, cio la qualit della Localizzazione; - Qualit formale, cio il grado di adeguamento alle caratteristiche della macchia; - Attivit organizzativa, cio il modo in cui il soggetto mette in relazione tra loro due o pi parti della macchia. Siglature speciali: anche Exner, come Rapaport, ritiene importante le verbalizzazioni e assegna loro un punteggio. Le verbalizzazioni insolite riguardano verbalizzazioni devianti, combinazioni inappropriate e logica inappropriata. Questi dati cos raggruppati rappresentano lanalisi quantitativa del protocollo e permettono di individuare dei raggruppamenti di variabili intercorrelati, i cluster. Exner ne individua 7 collegabili al funzionamento di aspetti distinti della personalit, e un ottavo che d informazioni sullo stress provocato dagli altri cluster.

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