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scanner

PRIMA COPIA

GLI SCANNER A LETTO

PIANO

Nati come strumenti di laboratorio e dedicati ad applicazioni speciali, gli scanner digitali si sono trasformati, grazie allavvento dei Ccd, in soluzioni alla portata di tutti per digitalizzare documenti e foto.

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origine degli scanner e della tecnologia su cui sono basati si colloca attorno agli anni 60, quando nacque lesigenza di leggere e trasmettere immagini, inizialmente in modo esclusivo attraverso pellicola fotografica. In seguito, con la nascita dellelaborazione digitale delle immagini, gli scanner sono diventati gli strumenti che tutti conosciamo, cio dei sistemi per digitalizzare documenti e fotografie, trasformando immagini cartacee o su pellicola in file per lelaborazione su computer. Gli scanner a tamburo, tuttora diffusi soprattutto in ambiente grafico, sfruttano la rotazione di una pellicola davanti a un sistema laser fisso o a una sorgente luminosa controllata, che illumina loggetto da scannerizzare e la cui luce riflessa viene inviata a un fotomoltiplicatore o Pmt (Photo Multiplier Tube). Questo tipo di scanner, che ha un costo di svariate decine o addirittura centinaia di migliaia di euro, ha impieghi molto specialistici, laddove occorra produrre immagini digitali di altissima qualit con la massima efficienza. Infatti gli scanner a tamburo consentono di digitalizzare le immagini a risoluzioni praticamente illimitate, agendo sulla dimensione dello spot che illumina loriginale e sulla velocit di rotazione del tamburo stesso.

VVENTO DEI CCD LA


La vera rivoluzione nel settore degli scanner, per, avvenuta con la nascita dei dispositivi Ccd (Charged Coupled Device), gli stessi utilizzati allinterno delle

macchine fotografiche e delle videocamere digitali. In effetti, linvenzione dei Ccd risale allinizio degli anni 60, e, come la maggior parte delle scoperte geniali, avvenuta per caso. Allorigine dei Ccd lattivit svolta da uno dei pi noti centri di ricerca americani, quei Bell Labs cui si devono alcune delle pi importanti scoperte scientifiche degli ultimi decenni. In origine, il Ccd doveva essere un nuovo tipo di circuito di memoria per elaboratori elettronici; in seguito, grazie alle caratteristiche di questo dispositivo, si scopr che poteva essere impiegato con successo come processore Dsp (Digital Signal Processing) o, a causa della sensibilit alla luce del silicio, come sensore per l'imaging. Senza entrare troppo nel merito delle tecnologie produttive dei Ccd, giova ricordare che la loro realizzazione viene effettuata a partire da sottili wafer di silicio, su cui vengono creati diversi dispositivi contemporaneamente (die) , ciascuno dei quali viene poi ritagliato dal wafer e inserito in un apposito case per l'utilizzo nei circuiti elettronici. La funzione principale del Ccd quella di convertire la luce proveniente da un'immagine in cariche elettriche, che a loro volta vengono trasformate in segnali elettronici o, in altri termini, in un file digitale. Per operare, i Ccd sono disposti in array, strutture geometriche che ne contengono alcune migliaia (dove ognuno rappresenta un pixel) e che possono essere lineari (tutti i pixel su una linea) o a matrice. La scelta di una geometria rispetto a un'altra viene fatta sulla ba-

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G L I S CA N NE R A LE T TO P IA NO

se dell'impiego a cui sono destinati gli array: cos, per esempio, in una videocamera (immagini in movimento) si tender a utilizzare una matrice che riceve luce sui vari pixel ed in grado di effettuare una lettura mediata. Negli scanner, invece, in cui l'immagine fissa (documento o foto appoggiati sul piano dello scanner), si tender a utilizzare Ccd in array lineari, che vengono poi spostati sull'originale insieme alla sorgente luminosa per ottenerne la digitalizzazione completa. Negli scanner a colori, gli array lineari di Ccd sono 3 o 4, ognuno per ogni colore primario di stampa (ciano C, magenta M, giallo Y e nero K): in questo modo, ogni passaggio della barra di scansione sull'originale consente di ottenere un'immagine a colori completa, ottimizzando l'elaborazione.

non la risoluzione, che rimane quella originale. La stessa cosa avviene negli scanner quando li si fa lavorare al di sopra della cosiddetta risoluzione ottica, che quella reale legata all'ottica e alle caratteristiche fisiche dell'apparecchio: lo scanner provvede a interpolare i pixel con altri pixel falsi che servono a rendere l'immagine pi piacevole all'occhio, ma non ne cambiano la risoluzione reale.

LA PROFONDIT DI COLORE
In quasi tutti gli scanner, sia quelli personali che quelli professionali, viene indicato un parametro descritto come color depth, o profondit di colore. Si tratta del numero di bit dedicati dal processore presente nello scanner alla descrizione dell'immagine: per esempio, una profondit colore di 24 bit significa che ognuno dei 3 canali colore risolto con 8 bit. Normalmente, l'occhio umano in grado di percepire dai 6 agli 8 bit per canale, perci 24 bit di color depth gi un'ottima misura per uno scanner. Oggi, tuttavia, la maggior parte dei produttori dichiara 42 bit di profondit colore: negli scanner personali questo porta un vantaggio praticamente inesistente, dal momento che il rumore interno dell'elettronica copre qualsiasi vantaggio offerto dalla profondit colore dichiarata. Diverso il discorso per gli scanner professionali, per i quali, tuttavia, occorre utilizzare software di elaborazione delle immagini di una certa potenza per sfruttare appieno i vantaggi offerti dai 42 bit: infatti, la maggior parte delle applicazioni disponibili in commercio opera con una profondit colore massima di 24 bit. Analogamente il formato jpeg di molte immagini digitali basato esclusivamente sull'impiego di 8 bit per canale.

PARAMETRI DI FUNZIONAMENTO DI UNO SCANNER


I produttori di scanner, nelle schede relative ai loro prodotti, utilizzano un insieme di parametri che sono strettamente correlati alla tecnologia costruttiva di questi dispositivi e che per offrono un quadro non sempre oggettivo delle caratteristiche funzionali degli apparecchi. In effetti spesso accade che, a causa di una errata o parziale interpretazione di un dato, si scelga un prodotto che non affatto adatto al tipo di applicazione per cui lo si acquistato. Innanzitutto, la sorgente luminosa impiegata nello scanner: si tratta di una caratteristica che non influisce sulle prestazioni o sulle funzioni base dello scanner, purch sia correttamente integrata con le altre componenti e i parametri dell'apparecchio. Quindi, sia che si opti per uno scanner a Led (Light Emitting Diode) o con lampada fluorescente, il risultato sar comunque pi o meno soddisfacente a seconda del modello di scanner che si scelto. Naturalmente, un peso importante assume anche l'ottica impiegata per focalizzare l'immagine del documento sui Ccd: si tratta di specchi e lenti che raccolgono la luce riflessa dalla pagina da scannerizzare e la proiettano sui sensori per la digitalizzazione. Pi delicato, invece, il discorso della risoluzione: in questo caso, infatti, si tratta di un parametro che distingue in modo piuttosto netto tipologie diverse di apparecchi. Si intende come risoluzione la distanza minima tra i dettagli dell'immagine su una pagina che lo scanner in grado di distinguere. Gli scanner di tipo personale o consumer hanno risoluzioni che raggiungono al massimo i 2.000/3.000 dpi; quando invece si superano questi valori, si approda all'area degli scanner professionali, destinati a un utilizzo in ambito fotografico o delle arti grafiche. I tecnici fanno notare come la risoluzione sia un parametro ben distinto dalla struttura dell'immagine, definita come il numero di pixel che la compongono: infatti, se per esempio a unimmagine si aggiungono pixel ridondanti a un'immagine (operazione che molti programmi di elaborazione grafica consentono sotto forma della funzione ricampiona), le si cambia la struttura, ma

LAMPADE E FILTRI SUGLI SCANNER CCD


La maggior parte degli scanner flatbed oggi in commercio utilizza lampade fluorescenti (di colore bianco) per l'illuminazione degli originali: questa scelta pone due generi di limitazioni. Innanzitutto, le lampade fluorescenti, per raggiungere una temperatura stabile di funzionamento (e, di conseguenza, il colore specifico con cui operano) hanno bisogno di un certo intervallo di tempo, chiamato warm-up . Secondariamente, con l'andar del tempo lo spettro di emissione luminosa e, quindi, il colore delle lampade fluorescenti cambia, il che obbliga a un procedimento di ricalibrazione dello scanner da effettuare di quando in quando. A ci va aggiunta la necessit di scegliere accuratamente le ottiche impiegate e i filtri colore che sono installati su ciascuno dei 3 o 4 array Ccd degli scanner, data la loro importanza nella precisione finale dello scanner stesso. Per comprenderlo, basti pensare che un documento scansito a 400 dpi ottici ha pixel di dimensione pari a 1/400 (circa 61 micron), mentre un pixel di un array Ccd grande poco pi di 5 micron (un rapporto 12:1). I

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