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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI VERONA CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN EDITORIA E GIORNALISMO

Calcio vs. altri sport: una sfida impari sulla carta stampata
Analisi dello spazio dedicato dai quotidiani italiani alle diverse discipline sportive

Relatore Prof. Lorenzo Reggiani Laureando Emanuele Bonato n. matr. VR365254

Anno Accademico 2012/2013

Un cross di Roccotelli vale pi di tutto il campionato di pallacanestro Guido Lajolo La gente non sa quello che vuole fino a quando non glielo diciamo noi Dorothy Parker

Indice
Introduzione 1. Stampa e sport in Italia 1.1 Storia ed evoluzione dello sport in Italia 1.2 Numeri sullo sport in Italia 1.3 Storia della stampa sportiva in Italia 1.4 La stampa sportiva in Italia oggi 1.5 Numeri sulla stampa sportiva in Italia 2. Calcio e altri sport sulla carta stampata: unanalisi quantitativa 2.1 Linee guida e informazioni sul lavoro di analisi 2.2 I quotidiani sportivi nazionali 2.3 I quotidiani generalisti nazionali 2.4 I quotidiani locali 2.5 Riflessioni conclusive sulla ricerca 3. Personaggi e altri sport 3.1 La Pellegrini e gli altri: quando un campione pi popolare del suo sport 3.2 Sportweek: il personaggio come testimonial di uno sport minore 4. Internet: blog e testate giornalistiche online, lunica salvezza per gli sport minori? 4.1 Gli sport minori sul web 4.2 Il fenomeno della coda lunga 4.3 Pallacanestro, pallavolo e tennis: sport minori o minore informazione? Conclusioni Bibliografia Sitografia 5 7 9 9 19 23 28 31 35 35 37 50 57 66 71 71 76 81 81 83 85 95 99 101

Introduzione
Da appassionato di sport mi sono sempre chiesto perch in Italia il calcio sia considerato cos importante, quando ci sono tanti altri sport che in termini di risultati regalano diverse soddisfazioni ai colori azzurri. Mi sono spesso chiesto anche per quale motivo in ambito giornalistico linformazione sportiva spesso e volentieri coincida con quella calcistica. Cos ho ritenuto interessante organizzare un lavoro dindagine per capire se effettivamente il pallone costituisca lunico elemento di interesse per il giornalismo sportivo, andando a confermare il luogo comune secondo cui in Italia si parla solo di calcio, o se, invece, anche gli altri sport siano in grado di attirare unattenzione mediatica. Ho quindi deciso di far vertere la mia tesi di laurea sul diverso spazio che, in Italia, i quotidiani, sportivi e non, dedicano alle varie discipline sportive. La scelta di restringere la mia analisi alla sola carta stampata stata operata in quanto ho voluto concentrarmi solo su un tipo di mezzo di comunicazione, quello pi antico e ormai riconosciuto come il vero strumento di approfondimento giornalistico allinterno di una societ esposta al continuo aggiornamento di notizie che pervengono attraverso la televisione e la rete. Il mio elaborato ha quindi lobiettivo di analizzare quantitativamente lo spazio che i giornali italiani dedicano ai diversi sport, andando a comprendere quali possano essere i motivi alla base di determinate scelte, e cercando di verificare se il quotidiano possa essere uno strumento di approfondimento per lo sport in generale, o se, al contrario, esso sia diventato completo appannaggio del calcio. Per contestualizzare il mio lavoro, ho ritenuto opportuno iniziare lelaborato con una ricostruzione storica della diffusione dello sport in Italia, cui ne ho fatta seguire una relativa alla nascita e allo sviluppo della stampa sportiva. Ai fini di una miglior comprensione della ricerca, mi sembrato indispensabile esporre levoluzione della cultura sportiva in Italia e capire perch alcuni sport si sono storicamente imposti su altri; allo stesso modo ho ritenuto fondamentale ripercorrere le tappe che hanno portato il nostro Paese ad affermarsi come uno dei pochi al mondo in cui esistono tre quotidiani specializzati. Sempre nel primo capitolo, ho illustrato alcuni dati numerici relativi alla situazione attuale dello sport italiano: questo, infatti, pu essere di grande aiuto per capire quali discipline, a oggi, riscontrano pi successo nella popolazione italiana; similmente ho riportato delle tabelle che evidenziano come la stampa sportiva, pur in un periodo di grossa crisi editoriale, costituisca un genere di grande successo. Il secondo capitolo costituisce il ncciolo di tutto il lavoro di tesi: ho esposto la ricerca in cui ho analizzato lo spazio che i quotidiani nella fattispecie i tre sportivi nazionali, i tre pi letti generalisti nazionali e i due locali della citt di Padova hanno riservato ai diversi sport nellarco di 7

un mese. Lindagine ha analizzato dal punto di vista quantitativo sia lo spazio fisico sia il numero di testi giornalistici dedicati dalle diverse testate ad ogni disciplina sportiva. Per rendere meno fredde e maggiormente comprensibili le tabelle in cui sono stati illustrati i dati raccolti, mi sono avvalso delle autorevoli parole di alcuni importanti esponenti della carta stampata di settore, che hanno provato a spiegarmi le ragioni che sottendono determinate scelte editoriali in favore del calcio piuttosto che di un altro sport. Ho voluto poi dedicare il terzo capitolo a quei personaggi sportivi che hanno raggiunto una popolarit tale da aver superato quella del proprio sport. Portando alcuni casi concreti, ho provato a capire se un atleta con unalta notoriet possa costituire un vantaggio per il suo sport, specialmente nei casi in cui questo fatica a trovare spazio sui giornali, o se, al contrario, non rischi di far scivolare lattenzione verso la cronaca rosa, a discapito dellinformazione sportiva, sottraendo alla propria disciplina spazio sui mezzi di comunicazione. A conclusione del capitolo ho analizzato lesempio di Sportweek, settimanale che ha come mission quella di raccontare storie di sport, siano essi popolari o poco noti, attraverso le testimonianze dei personaggi. Infine ho dedicato lultimo capitolo alla rete, quale unico spazio in grado di veicolare informazioni e approfondimenti nei confronti degli sport cosiddetti minori, che non sono in grado di catalizzare sufficiente attenzione da parte della carta stampata. Le numerose proposte di nanopublishing come blog, portali e forum tematici che si stanno diffondendo a macchia dolio su internet, costituiscono punti di ritrovo e di confronto per nicchie di appassionati, che non hanno altri modi di seguire il loro sport preferito. Ancora una volta tramite interviste, ho voluto portare alla luce tre casi di iniziative editoriali online che hanno lo scopo di concedere spazio a sport che, seppur con un buon seguito di praticanti, non riscuotono adeguato interesse presso i media tradizionali.

1. Stampa e sport in Italia


Prima di analizzare la diversa distribuzione che i quotidiani riservano alle varie discipline sportive, necessario definire il contesto storico e culturale entro cui si inserisce la stampa sportiva. Per questo motivo nei prossimi paragrafi saranno illustrate brevemente la storia dello sport e quella della stampa sportiva in Italia; inoltre saranno riportati dati numerici concreti relativi alla situazione attuale della pratica sportiva e della carta stampata nel nostro Paese. 1.1 Storia ed evoluzione dello sport in Italia Lorigine dello sport in Italia viene fatta risalire alla met del XIX secolo, con lo sviluppo dellattivit ginnica in Piemonte a scopo di addestramento militare. In realt testimonianze di giochi sportivi, perlopi simili al calcio, ci giungono fin dal Rinascimento, come per esempio il Trattato del Giuoco della Palla di Antonio Scaino (1555), il Discorso sopra il Giuoco del Calcio fiorentino di Giovanni de Bardi (1580) e, pi tardi, le Memorie del Calcio fiorentino di Pietro Lorenzo Bini (1688): si tratta per di manifestazioni che venivano disputate nelle piazze delle citt e che assomigliavano pi a risse che alle moderne e ordinate celebrazioni sportive che intendiamo oggi1. La prima societ ginnica in Italia viene fondata a Torino nel 1844 dallistruttore svizzero Rodolfo Obermann e dal medico Luigi Balestra con il nome di Reale Societ Ginnica; lattivit fisica tuttavia rimane ancora legata allaspetto marziale ed educativo ed ben lontana dal concetto di sport come fine a se stesso e di competizione. Nel 1869 nasce la Federazione Ginnastica Italiana che raggruppa societ di tiro a segno, scherma e associazioni ginniche: si fa largo la figura di Emilio Baumann, considerato il fondatore della ginnastica in Italia, che crea a Bologna un nuovo circolo introducendo luso di nuovi attrezzi e macchinari e istituendo una scuola contrapposta a quella di Obermann che mira allelevazione morale e fisica del popolo. Bisogna aspettare gli ultimi decenni dellOttocento perch il concetto di attivit ginnica cominci a mutare in favore del moderno concetto di sport, simile a quello inteso oggi. Un contributo importante lo d la diffusione del ciclismo, che coniuga la pratica dellattivit fisica al piacere turistico di percorrere strade panoramiche. Con la nascita dellUnione Velocipedistica Italiana nel 1885, le corse in biciletta assumono una connotazione pi agonistica che verr progressivamente accentuata con lorganizzazione del Tour de France prima (1903), e del Giro dItalia poi (1909). Alla nuova idea di sport contribuisce anche il torinese Angelo Mosso, conosciuto come lapostolo dello sport, che, contrapponendosi a Baumann, ritiene che leducazione fisica debba integrarsi con

A. Aledda, Sport. Storia Politica e Sociale, Roma, Societ Stampa Sportiva, 2002, pp. 283-284.

il gioco, assumendone la dimensione gioiosa, naturale e positiva2. Nel frattempo si assiste allo sviluppo e alla diffusione del calcio. Approdato in Italia grazie ai marinai inglesi che durante lattracco ingannavano il tempo tirando calci a un pallone sui moli, il football viene introdotto ufficialmente in Italia da Edoardo Bosio, rappresentante italiano in Inghilterra che importa a Torino un pallone di cuoio, dando poi vita, nel 1891, al primo club calcistico, lInternational Football Club. Il pallone comincia a trovare consensi nel Paese, e nel 1898 si disputa il primo campionato italiano di calcio, vinto dal Genoa. Vedono la luce nuove societ: Juventus, Milan, Torino e soprattutto Pro Vercelli, che, nata come costola di una societ ginnica vercellese, monopolizzer il campionato a cavallo degli anni dieci. Nel 1910 debutta la nazionale, che, in un incontro amichevole disputato allArena di Milano, sconfigge la Francia per 6-2. Tre anni pi tardi, la partita tra Italia e Belgio disputata a Torino vede la presenza di 18mila spettatori: il calcio cessa di essere solo unattivit sportiva e diventa uno spettacolo che appassiona la gente3. Un ruolo importante alla diffusione dello sport nel Paese allinizio del XX secolo lo giocano gli oratori. Dopo un periodo di chiusura ad attivit ludiche e manifestazioni olimpiche, il cattolicesimo rivaluta limportanza delleducazione fisica espressa attraverso il gioco. Figura di riferimento don Giovanni Bosco che, attraverso gli oratori salesiani, riesce a diffondere gratuitamente tra gli strati popolari lattivit sportiva, fino ad allora prevalentemente praticata dalle classi pi abbienti. Lattivit agonistica si diffonde cos tra i ragazzi, e la Chiesa ne coglie limportanza fondando la Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane (FASCI), che nel 1944 diventer il Centro Sportivo Italiano. Una svolta nello sport italiano segnata dalla nascita del CONI. Gi negli ultimi anni del XIX secolo si era verificato un tentativo di riunire le poche federazioni sportive esistenti, ma la ritrosia della ginnastica, che non era disposta a cedere la propria supremazia, aveva fatto saltare loperazione. Un secondo tentativo si era verificato nel 1906, quando lItalia sembrava destinata e ospitare i Giochi Olimpici del 1908, le difficolt economiche del Paese avevano per impedito lorganizzazione dellevento e con questo la creazione di un comitato nazionale che riunisse le diverse realt federali. Bisogna quindi aspettare il 1914, quando i delegati delle esistenti federazioni sportive nazionali si riuniscono nella Camera dei Deputati dando vita al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che ha lo scopo principale di curare la preparazione degli atleti per garantirne la partecipazioni alle Olimpiadi e ad altre manifestazioni sportive internazionali. Le attivit del CONI incontrano le prime difficolt con lo scoppio della guerra, ma a conflitto finito si vedono gi i primi risultati, con la nutrita delegazione azzurra che ai Giochi Olimpici di Anversa del 1920 riesce a
F.D. Baldoni, I Valori Storici dello Sport, Dispensa per il corso di Storia dello Sport, Universit degli Studi Gabriele DAnnunzio di Chieti e Pescara, 2010, pp. 40-43. 3 R. Bassetti, Storia e Storie dello Sport in Italia, Venezia, Marsilio, 1999, pp. 53-58.
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conseguire diversi successi. Lo sport, in Italia come nel resto dEuropa, conosce un momento di sviluppo e diffusione incredibile, diventando un fenomeno di vera e propria trasformazione sociale4. Durante il ventennio fascista lo sport acquisisce unimportanza mai vista in precedenza, sia dal punto di vista dello sviluppo e della formazione fisica dei cittadini italiani, che da quello propagandistico, con le vittorie di grandi campioni che servono a dare lustro alla nazione e a creare consensi verso il regime. Mussolini comprende sin da subito limportanza dello sport, che vede come elemento unificatore per gli italiani provenienti da differenti ceti e allo stesso come diversivo per scoraggiare limpegno dei cittadini in attivit politiche. Attraverso lo sport, quindi, si vuole da un lato attribuire una buona immagine al Paese oltreconfine, e dallaltro distogliere lattenzione dei cittadini dalla crisi economica che lo colpisce negli anni trenta, evitando inoltre che questi possano dubitare sulleffettiva democraticit del fascismo5. Il sistema sportivo viene riorganizzato con listituzione di diversi organi atti a promuovere e sviluppare lattivit sportiva in Italia. Nel 1923 nasce lEnte Nazionale per lEducazione Fisica (ENEF) con lo scopo di accentrare gli oneri delleducazione fisica in ambito scolastico, che fino ad allora erano stati sotto la responsabilit dello stato. Tuttavia lENEF non ha vita lunga, e nel 1927 sostituita dallOpera Nazionale Balilla (ONB) che ha come fine lassistenza e leducazione fisica e morale della giovent. Lo sport ha inoltre una grande diffusione al di fuori dellambito scolastico: gi dal 1920 attivo il Gruppo Universitari Fascisti (GUF), allinterno del quale si organizzano molteplici attivit sportive e culturali; nel 1925 invece istituita lOpera Nazionale Dopolavoro, che ha il compito di occuparsi del tempo libero dei lavoratori offrendo loro la possibilit di compiere attivit ricreative e culturali e organizzando competizioni sportive. Tra il 1927 e il 1928 il CONI entra sotto il diretto controllo del regime e viene fascistizzato, in aggiunta imposto lo scioglimento di tutte le associazioni sportive estranee allideologia fascista. Nel 1936, il segretario del partito fascista e presidente del CONI Starace, fonda la Giovent Italiana del Littorio (GIL) che, tramite un potenziamento dellinsegnamento delleducazione fisica nelle scuole, mira alla preparazione spirituale, sportiva e premilitare. La GIL organizza gare a livello nazionale per giovani fino ai 21 anni, e fissa inoltre i sei sport-base pi importanti: atletica leggera, sport invernali, nuoto, ciclismo, pugilato e tiro a segno. Notevole importanza viene data anche allattivit femminile, che vede crescere la partecipazione delle atlete, in particolare nellatletica leggera, nella pallacanestro e nella ginnastica6. Per quanto riguarda lo sport come vettore di propaganda fascista, sono da segnalare le
F.D. Baldoni, Op. cit., pp. 46-51. Id., pp. 52-54. 6 S. Finocchiaro, LEducazione Fisica, lo Sport Scolastico e Giovanile durante il Regime Fascista, in M. Canella e S. Giuntini (a cura di), Sport e Fascismo, Milano, Franco Angeli, 2009, pp. 119-132.
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imprese di alcuni atleti che hanno segnato la storia sportiva della prima met del ventesimo secolo, debitamente celebrati dalla stampa specializzata, la cui importanza come strumento a supporto del regime non secondaria. Innanzitutto lo stesso Mussolini considerato il primo sportivo dItalia: nonostante le sue doti non eccelse, il duce incarna un modello di riferimento. Altri campioni poi si mettono in evidenza, inaugurando il mito delleroe, che tramite la vittoria richiama la superiorit sul campo di battaglia. Nel ciclismo si distinguono diverse figure: Bottecchia prima vincitore del Tour de France nel 1924 e 1925 e poi Gino Bartali, che conquista la Grande Boucle nel 1938 dopo essersi aggiudicato il Giro dItalia nei due anni precedenti. Tra i motori spicca il nome di Tazio Nuvolari, dominatore di diverse corse tra cui la Mille Miglia; inoltre non vanno scordate le grandi vittorie di vetture italiane come Alfa Romeo, Bugatti e Maserati, che danno lustro allindustria automobilistica del Paese. Nel pugilato Primo Carnera diventa lemblema dellItalia littoria: campione del mondo nel 1933, viene strumentalizzato dalla propaganda che si appropria dei suoi trionfi presentandoli come successi del regime. Anche ai Giochi Olimpici la nazionale azzurra raggiunge ottimi risultati. Ad Amsterdam nel 1928 porta a casa sette medaglie doro, ma nel 1932 a Los Angeles che si registra il vero exploit: 12 medaglie doro, 12 dargento e altrettante di bronzo, con conseguente secondo posto nel medagliere alle spalle soltanto degli statunitensi padroni di casa. Anche nellOlimpiade berlinese del 1936 tappezzata di aquile e svastiche lItalia ottiene buoni risultati con 22 medaglie complessive di cui sette doro. tuttavia il calcio lo sport che regala al duce le maggiori soddisfazioni. Nel 1934 la nazionale di Vittorio Pozzo conquista, sotto gli occhi di Mussolini, i campionati del mondo organizzati in Italia per dare visibilit allorganizzazione e al benessere del Paese sotto il fascismo, ripetendosi poi nella rassegna a cinque cerchi del 1936 e nelledizione successiva del campionato disputata in Francia nel 19387. I Mussolinis boys come sono soprannominati i calciatori della nazionale si affermano come la potenza calcistica mondiale del decennio, suscitando per la prima volta nel pubblico un interesse che negli anni porter il pallone a sopravanzare il ciclismo fino a renderlo lo sport nazionale per antonomasia. Lavvento della seconda guerra mondiale impone alle manifestazioni sportive uno stop forzato, ma gi alluscita dal conflitto la popolazione smaniosa di riprendere contatto con lo sport, che costituisce motivo di svago e spensieratezza in un momento storico caratterizzato dal dolore e dalla sofferenza. Inoltre, la nuova Repubblica cerca di sfruttare gli atleti come ambasciatori allestero, cercando di riabilitarsi agli occhi della comunit internazionale dopo i disastrosi risultati conseguiti in guerra. Tuttavia i primi anni successivi al conflitto non sono semplici per lo sport azzurro, che rimane escluso dalle pi importanti competizioni internazionali. Solo nel 1948 lItalia riesce a ottenere il primo successo diplomatico, con la partecipazione allOlimpiade londinese del
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F.D. Baldoni, Op. cit., pp. 57-61.

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1948, alla quale invece non sono ammesse Germania e Giappone. Il risultato confortante di 29 medaglie segna il ritorno dello sport italiano sulla scena internazionale. A dare ulteriore risalto contribuiscono due miti, tuttora ricordati tra le pi grandi leggende della storia dello sport del nostro Paese. Il primo il ciclista Fausto Coppi, che a cavallo degli anni cinquanta si aggiudica tutte le pi importanti corse ciclistiche compiendo imprese memorabili tra le strade del Giro e del Tour; oltre che per leterno rivalit con Gino Bartali, Coppi ricordato per le vicende extra-sportive, come la complicata relazione con la Dama Bianca8, che lo rendono un personaggio pubblico, conosciuto non solo dagli appassionati di ciclismo. Laltro mito del dopoguerra quello della squadra di calcio del Grande Torino, dominatrice assoluta del campionato dal 1946, e riconosciuta in tutta Europa come una delle migliori formazioni in assoluto. Il triste incidente aereo del 1949 avvenuto a Superga, in cui lintero gruppo di ritorno da una gara amichevole disputata a Lisbona perde la vita, sconvolge tutto il Paese ed ricordato ancora oggi come la pi grande tragedia dello sport italiano9. Nel processo di ricostruzione dello sport, fondamentale la personalit di Giulio Onesti, giovane avvocato piemontese che, dopo essere stato nominato commissario straordinario del CONI nel 1944, ne viene eletto alla presidenza nel 1947. Onesti svincola lo sport dal potere della politica e ricostruisce i rapporti con il Comitato Olimpico Internazionale; inoltre ha il merito di risolvere il problema dei finanziamenti destinando i proventi del concorso pronostici gestito prima dalla Sisal e poi dal Totocalcio alle federazioni sportive, riuscendo a garantire lautonomia dello sport dalla politica10. Gli anni del miracolo economico italiano non tardano a far sentire i loro effetti anche sullo sport. Ne approfittano le societ di calcio che, attratte dalla possibilit di raggiungere successi e risultati, cominciano a spendere cifre considerevoli per assicurarsi i migliori calciatori; in particolare vengono ricoperti doro gli stranieri, la cui presenza nei club italiani si fa sempre pi costante. Si assiste quindi allavvento del problema morale, che tuttora attanaglia il mondo del pallone: la volont di vincere ad ogni costo, dilatando smisuratamente le uscite e intraprendendo scorciatoie (corruzione di arbitri o avversari) che sorvolano sulla moralit dei costumi e dei profitti. Tuttavia ci che contraddistingue gli anni del boom economico senza dubbio lassegnazione dei XVII Giochi Olimpici alla citt di Roma. La possibilit di ospitare il primo evento sportivo per importanza rappresenta per lItalia intera lopportunit di recuperare credibilit e di dimostrare al mondo di essere diventata un paese moderno. Lo stato investe 64 miliardi di Lire
Giulia Occhini, moglie del medico Enrico Locatelli, tifoso di Coppi. La relazione tre la Occhini e Coppi suscit grande scandalo nellopinione pubblica dellepoca, tanto che perfino il Papa Pio XII la condann pubblicamente (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Coppi>, [ultima cons. 20-03-2013]). 9 R. Bassetti, Op. cit., pp. 131-148. 10 F. D. Baldoni, Op. cit., pp. 61-64.
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per la costruzione e lammodernamento degli impianti sportivi e delle infrastrutture dedite al trasporto, e lentusiasmo crescente intorno allOlimpiade fa aumentare notevolmente la domanda di pratica sportiva di base che fino ad allora si era rivelata piuttosto modesta. Nonostante le tensioni politiche della vigilia con lavvicendamento al governo tra Tambroni e Fanfani, lOlimpiade del 1960 si rivela un successo. La delegazione azzurra supera il record stabilito a Los Angeles nel 1932 aggiudicandosi 13 medaglie doro. Tra gli sport pi vincenti spicca il ciclismo, e arrivano conferme dalla scherma e dalla pallanuoto, discipline di grande tradizione nazionale, che confermano i successi ottenuti nelle precedenti edizioni. I personaggi che per si contraddistinguono pi degli altri nellOlimpiade romana sono il pugile Nino Benvenuti e il velocista Livio Berruti; se il primo di umili origini, il secondo incarna leroe sportivo di provenienza borghese11. Tra gli anni cinquanta e sessanta il pallone ormai lo sport pi seguito e amato del Paese, e registra il duello milanese per la supremazia cittadina, nazionale ed europea. LInter di Herrera e il Milan di Rocco si contendono la scena in Italia, regalando inoltre al calcio nostrano i primi successi nella Coppa dei Campioni e nella Coppa Intercontinentale. Se le societ italiane stanno vedendo un successo mai raggiunto, altrettanto non si pu dire per la nazionale azzurra, che, a causa delleccessivo numero di stranieri che militano in Serie A, non riesce a proporre una formazione competitiva: tra il 1950 e il 1966 ai campionati del mondo lItalia colleziona una serie di figuracce, che culminano con la celebre sconfitta subita ad opera della Corea del Nord nel mondiale inglese del 1966. Nel frattempo, per, un nuovo sport di squadra si diffonde con successo in Italia. la pallacanestro che, soprattutto in terra lombarda, trova terreno fertile e consensi nel pubblico, nonch un notevole interesse da parte degli sponsor. Si afferma il duello Milano-Varese, dominatrici del campionato e vincitrici anche in Europa; con lavvento di Cant poi si delinea il triangolo doro del basket italiano, lItalia spadroneggia nelle competizioni europee per club tra gli anni sessanta e settanta, segnando la strada per lo storico argento olimpico che verr conquistato a Mosca nel 198012. Con lavvento degli anni settanta si verificano dei cambiamenti importanti: la sacralit del campione visto come eroe lascia lentamente spazio alla concretezza dellaspetto professionale, lo sport rivede le proprie priorit e comincia a ruotare attorno al trinomio industria, televisione e calcio. proprio il campionato del mondo di calcio del 1970 a segnare linizio di questo mutamento. La selezione azzurra approda in Messico con ambiziose aspettative, legittimate dalla conquista del campionato europeo due anni prima. I risultati confermano le attese, e la nazionale giunge al secondo posto dopo aver sconfitto in semifinale la Germania Ovest per 4-3 in quella che
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R. Bassetti, Op. cit., pp. 166-175. Id., pp. 182-196.

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poi sar definita la partita del secolo. Tuttavia, oltre che per lottimo risultato sportivo, il mondiale messicano ricordato come il primo evento internazionale seguito in maniera capillare dalla televisione, questo contribuisce a creare grande attesa nei tifosi, e i festeggiamenti in piena notte nelle piazze di tutta Italia dopo la vittoria sui tedeschi ne sono una dimostrazione. Lo sport ormai diventato un fattore economico e non soltanto legato al tempo libero e alla cura del corpo, tanto che si pu parlare di industria dello sport. Il professionismo si diffonde in tutte le discipline per consentire agli atleti di rendere le loro prestazioni pi efficaci, e di conseguenza pi redditizio il sistema sportivo. Inoltre lindustria trova nello sport un prezioso veicolo di pubblicit dei prodotti, si afferma la pratica della sponsorizzazione: cartelloni pubblicitari vengono affissi ai lati dei campi di gioco, in alcuni sport come ciclismo e pallacanestro le squadre assumono il nome dellazienda che le sovvenziona, addirittura i pi famosi atleti diventano testimonial di prodotti specifici. Come detto, anche la televisione conosce un successo senza precedenti. Se negli anni sessanta lo sport sul tubo catodico non era ancora in grado di monopolizzare linteresse degli spettatori che prediligevano film, giochi a quiz o variet, dopo il mondiale messicano la situazione cambia radicalmente: trasmissioni come Il processo alla tappa 13 e La domenica sportiva 14 incontrano linteresse del pubblico. In particolare il pallone vede moltiplicare il proprio spazio sugli schermi televisivi: la Rai trasmette in differita il secondo tempo di una partita del campionato e d la possibilit agli italiani di rivedere tutti i gol della domenica nella trasmissione 90 minuto15; inoltre lintroduzione della moviola nelle trasmissioni dedicate rende linteresse per il pallone quasi esasperato. solo linizio del percorso che porter la televisione a governare lo sport sulla base dei propri interessi, la conseguenza sar ci a cui assistiamo quotidianamente, ovvero la riregolamentazione dello sport in funzione della ripresa televisiva: il calcio stila i calendari in base alle decisioni delle pay tv, mentre alcuni sport come tennis e pallavolo apportano modifiche al regolamento di gioco per permettere una maggior televisivit dello sport stesso. Oltre al pallone, ci sono altre discipline che tra gli anni settanta e ottanta suscitano linteresse degli italiani, soprattutto grazie alle imprese di qualche campione che si distingue per i suoi risultati, e, talvolta, anche per il suo essere un personaggio al di fuori del campo di gioco. Primo tra questi Adriano Panatta, tennista romano capace di conquistare nello stesso anno (1976)
Il processo alla tappa una trasmissione televisiva, in onda quotidianamente durante il Giro dItalia, in cui giornalisti, ciclisti e dirigenti commentano landamento della tappa appena conclusa. Nato nel 1962, il programma ha cessato le trasmissioni nel 1970, per poi riprendere nel 1998; tuttora un appuntamento fisso per gli appassionati della Corsa rosa (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Il_processo_alla_tappa>, ultima cons. [27-05-2013]). 14 La domenica sportiva un rotocalco televisivo, in onda dal 1954, in cui vengono approfonditi i fatti sportivi, prevalentemente calcistici, della domenica (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/La_Domenica_Sportiva>, ultima cons. [27-05-2013]). 15 90 minuto una celebre trasmissione televisiva in onda dal 1970, in cui, grazie al contributo di giornalisti inviati nei campi di tutta Italia, sono mostrate ai telespettatori le sintesi di tutte le partite di calcio di Serie A (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/90_minuto>, ultima cons. [27-05-2013]).
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gli Internazionali dItalia, lOpen di Francia e la Coppa Davis con la nazionale. Dotato di grande talento, diventa presto un idolo nellimmaginario degli sportivi, eppure non rappresenta certo un modello in quanto a costanza e spirito di sacrificio. Infatti, raggiunto lapice del successo, perde la voglia di allenarsi e di faticare. Eppure il mito di Panatta porta a un boom dei tesseramenti del tennis, cui segue la nascita di nuovi circoli, dove anche gli amatori possono sfoggiare la racchetta firmata per emulare il loro idolo. Completamente opposto a Panatta il velocista Pietro Mennea, pugliese di Barletta proveniente da una famiglia modesta. Pur non essendo fisicamente dotato n talentuoso, egli fa dellallenamento e del sacrificio una regola di vita, arrivando a stabilire il record del mondo nei 200 metri piani nel 1979 e aggiudicandosi loro olimpico a Mosca lanno successivo. Nonostante le sue vittorie abbiano fatto emozionare milioni ditaliani, latletica leggera non conosce lo stesso successo che aveva riscontrato il tennis: il personaggio Mennea , infatti, scontroso, polemico e risulta spesso antipatico agli occhi della gente, che al suo dito alzato al termine di ogni vittoria, preferisce di gran lunga il fascinoso capello lungo di Panatta. Tra gli altri campioni che permettono al loro sport di godere di un momento di gloria, vanno ricordati Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto, pluridecorati mondiali e olimpici nei tuffi, Novella Calligaris, prima italiana della storia a vincere una medaglia olimpica nel nuoto (a Monaco nel 1972), e Gustav Thoeni, caposquadra della Valanga azzurra16 che regala allItalia diverse soddisfazioni nello sci alpino. Tuttavia le discipline non calcistiche che catalizzano maggiormente lattenzione degli italiani sono senza dubbio quelle motoristiche, grazie alle vittorie della Ferrari impreziosite dai miti di Niki Lauda e Gilles Villeneuve17 e del motocilista Giacomo Agostini, tuttora recordman assoluto del motociclismo con 15 titoli mondiali18. Dagli anni ottanta la storia dello sport italiano sincrocia in maniera definitiva e indissolubile con quella del pallone, che diventa di gran lunga lo sport pi popolare del Paese, relegando le altre discipline che pur continuano a regalare soddisfazioni e a conseguire buoni risultati in secondo piano, e facendo di fatto nascere il concetto di altri sport, espressione di uso comune che designa tutto ci che non calcio, motori e ciclismo. Il primo evento di rilievo degli anni ottanta collegato al pallone non di certo positivo: si tratta, infatti, della vicenda calcio-scommesse scoperta nel 1980, che coinvolge giocatori e dirigenti
Valanga azzurra fu il soprannome della squadra maschile di sci alpino che negli anni settanta si aggiudic 12 medaglie tra Mondiali e Olimpiadi e 156 podi in Coppa del Mondo. Il soprannome fu coniato dalla Gazzetta dello Sport dopo che nella gara di slalom gigante di Berchtesgaden (Germania Ovest) del 1974 cinque atleti azzurri occuparono le prime cinque posizioni (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Nazionale_di_sci_alpino_dell'Italia>, [ultima cons. 20-03-2013]). 17 Niki Lauda, vincitore di due mondiali di Formula 1 con la Ferrari, ricordato soprattutto per essere miracolosamente sopravvissuto a un incendio seguito a un incidente con la sua monoposto. Gilles Villeneuve, fu un pilota canadese molto apprezzato per lo stile di guida aggressivo e spettacolare; la sua tragica morte avvenuta in gara nel 1982, lo ha consegnato alla storia come uno degli automobilisti pi amati dagli appassionati. 18 R. Bassetti, Op. cit., pp. 207-261.
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di diverse squadre della massima serie, accusati di combine. Tuttavia lo scandalo ridimensionato da altri avvenimenti di carattere nazionale come la strage di Bologna19 o quella di Ustica20; le notizie di frode sportiva passano cos in secondo piano, cadendo quasi nel dimenticatoio due anni pi tardi. La vittoriosa spedizione nel mondiale spagnolo del 1982, infatti, segna una nuova esplosione dinteresse per il calcio. La metamorfosi di Paolo Rossi, diventato in tre partite capocannoniere del torneo dopo un inizio anonimo, lurlo di Tardelli, lesultanza del Presidente della Repubblica Pertini, Zoff che alza la coppa e tutta la squadra che porta in trionfo il commissario tecnico Bearzot sono oggi immagini indelebili nella mente di tutti gli italiani, anche di molti che nel 1982 non erano neppure nati. La vittoria del Mundial va ben oltre il mero aspetto sportivo, costituisce per tutto il Paese un motivo dorgoglio e di riabilitazione nazionale agli occhi del resto del mondo, assumendo quasi toni nazionalistici e patriottici. Sullonda del trionfo spagnolo il calcio italiano vive un periodo di gloria. In serie A da molti definito il campionato pi bello del mondo approdano i migliori stranieri in circolazione: da Falcao a Platini, da Maradona a Van Basten fino a Ronaldo. I duelli tra le squadre delle grandi citt infiammano il campionato, e le competizioni europee vedono spesso trionfare un club italiano. Anche la nazionale continua a ottenere buoni piazzamenti, conquistando un terzo e un secondo posto in due edizioni consecutive dei campionati del mondo (1990 e 1994). Se per il pallone vive un momento positivo dal punto di vista dei risultati e della qualit tecnica espressa in campo, altrettanto non si pu dire per il sistema-calcio, che dopo gli scricchiolii degli scandali calcio-scommesse (a quello del 1980, infatti, ne era seguito un secondo nel 1986), comincia a mostrare altre crepe. Prima fra tutte la violenza negli stadi: si diffondono i gruppi di ultras organizzati che usano la violenza contro fazioni opposte, nascondendo dietro il pretesto della rivalit sportiva lodio per lavversario, talvolta dovuto a ragioni politiche, talvolta addirittura immotivato. linizio di una piaga che tuttora la societ italiana a differenza di quanto successo in altri paesi quali lInghilterra non sembra essere stata in grado di sanare. Anche la situazione finanziaria costituisce una grave problema nellambiente: le societ non sono in grado di coprire con delle entrate adeguate le ingenti spese per gli acquisti e gli ingaggi dei calciatori, i debiti aumentano esponenzialmente e spesso si ricorre a fondi neri o altri escamotage illegali per far quadrare i conti. Il campionato mondiale di calcio del 1990, organizzato proprio in Italia, non si
Il 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna avvenne unesplosione che caus la morte di 85 persone e il ferimento di 200. La strage, attribuita a militanti dellestrema destra, considerata come uno egli atti terroristici pi gravi del dopoguerra (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna>, [ultima cons. 20-032013]). 20 Il 27 giugno 1980 un aereo della compagnia Itavia diretto a Palermo si squarci improvvisamente in volo, scomparendo presso lisola tirrenica di Ustica. Nellincidente, la cui cause non sono tuttora state chiarite, persero la vita tutte le 81 persone a bordo (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica>, [ultima cons. 20-032013]).
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sottrae a questa condizione. Per la rassegna iridata lo Stato stanzia 3.500 miliardi di Lire, che a consuntivo diventano 7.300; vengono finanziate infrastrutture in citt che non devono ospitare gare del torneo, molti lavori rimangono incompleti o non vengono nemmeno iniziati nonostante siano stati gi pagati, alcune strutture vengono chiuse allindomani della fine della manifestazione, addirittura alcuni stadi sono dichiarati inagibili salvo poi essere autorizzati ad ospitare incontri tramite concessioni di deroghe lasciando in eredit unimpiantistica obsoleta e fatiscente che, tuttora, fa dellItalia un paese calcisticamente arretrato rispetto alla media europea, in materia di sicurezza negli stadi21. Oltre al calcio, tra gli ultimi decenni del XX secolo e il primo del nuovo millennio, ci sono diversi sport cui gli italiani rimangono affezionati e con cui entrano in contatto grazie alle vittorie di qualche campione che si affermato in cima alle classifiche mondiali della propria disciplina. Innanzitutto il ciclismo: le scalate di personaggi come Moser prima e Pantani poi tengono incollati agli schermi televisivi milioni di appassionati, seppure ultimamente la crescente diffusione del doping ha inevitabilmente ridotto la credibilit di questo sport facendo perdere interesse da parte del pubblico. Anche i motori mantengono il loro appeal, grazie alla classe di Schumacher che guida la Ferrari alla conquista di cinque titoli mondiali, e alla generazione di motocilisti italiani, da Capirossi a Biaggi fino a Valentino Rossi, che inanellano una vittoria dopo laltra monopolizzando i campionati di Motomondiale. Nello sci Alberto Tomba raccoglie successi per oltre dieci anni diventando, con la sua capacit di essere un personaggio anche fuori dalle piste, lo stereotipo del campione italiano. Tra gli sport di squadra emerge la pallavolo fino agli anni novanta pressoch sconosciuta ai pi che per merito delle vittorie della nazionale del secolo guidata da Velasco, conosce un vero e proprio boom di tesserati; anche la pallanuoto, contando sulle molte medaglie europee, mondiali e olimpiche conquistate dal Settebello22, pu godere nuovamente di attenzioni da parte del pubblico. Tra le discipline meno praticate vanno menzionate il canottaggio e la scherma, che in ambito olimpico sono gli sport che da anni garantiscono il pi alto numero di medaglie ai colori azzurri. Non va infine dimenticato il grande successo che, grazie alle imprese del Moro di Venezia e di Luna Rossa, la vela conquista tra il pubblico: uno sport dlite che richiede ingenti capacit economiche, ma che comunque capace di appassionare la massa, affascinata dal senso di fuga dalla civilt e di libert evocato dalle imbarcazioni che solcano il mare23. Unultima riflessione va senza dubbio fatta sulla situazione dello sport attuale. A farla da padrone c ancora il calcio, ormai governato dalle pay tv che ne decidono lorganizzazione dei campionati distribuendo gare lungo tutta la settimana, e che sono per il movimento la maggior fonte
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R. Bassetti, Op. cit., pp. 263-309. Soprannome della nazionale maschile di pallanuoto. 23 R. Bassetti, Op. cit., pp. 347-370.

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dintroiti. Nonostante la presenza di scandali come Calciopoli24, che continuano a emergere dalle indagini, il fenomeno della violenza negli stadi che non sembra cessare e le difficolt economiche che costringono molte societ a chiudere i battenti e che impoveriscono il livello tecnico dei campionati, il pallone ancora lo sport pi seguito, amato e chiacchierato, anche in virt dei buoni risultati della nazionale che, dopo il successo al mondiale tedesco del 2006, si sta confermando tra le pi forti del mondo. A dire il vero tuttora in Italia si registrano importanti successi in altri sport, ma lattenzione e il coinvolgimento nei loro confronti se si eccettuano le solite storiche discipline come la Formula 1 e, specialmente durante il Giro dItalia, il ciclismo non possono essere minimamente paragonati a quelli quotidianamente riservati al calcio. Per quanto riguarda, infine, la situazione generale dello sport, intesa come diffusione della cultura sportiva al di l dellaspetto professionistico, non si pu dire che lItalia sia un paese allavanguardia. La carenza e lobsolescenza degli impianti, unitamente a una scarsa diffusione dellattivit motoria in ambito scolastico, costituiscono un problema e un rallentamento alleducazione alla cultura sportiva. E, nonostante i processi riformatori del CONI 25 , volti a garantire maggior efficienza e trasparenza economica, la strada sembra essere ancora in salita. 1.2 Numeri sullo sport in Italia Dopo aver rivisitato il percorso di evoluzione dello sport, i numeri relativi alla diffusione della pratica sportiva in Italia possono rivelarsi un ulteriore elemento di interesse quando nel prossimo capitolo verr analizzato lo spazio che la carta stampata riserva ai diversi sport. La tabella 1.1 mostra i dati dellultima analisi svolta dal CONI, riferita al 2010. PRATICA SPORTIVA In modo continuativo In modo saltuario Qualche attivit fisica Mai Non indicato TOTALE (popolazione residente di riferimento di oltre tre anni di et)
Con il termine Calciopoli si intende lo scandalo che ha colpito il mondo del calcio nel 2005 coinvolgendo alcuni dirigenti, arbitri ed esponenti di organi calcistici, ritenuti colpevoli di aver truccato diverse partite di Serie A e B. Attualmente sono in corso indagini relative ad un altro scandalo, il cosiddetto Scommessopoli, in cui diversi giocatori e dirigenti di squadre professionistiche sono accusati di aver combinato i risultati di alcuni incontri per favorire vincite in denaro tramite le scommesse sportive. 25 D.L. 23 luglio 1999, n. 242 (Riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano CONI -, a norma dellart. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59) e successive integrazioni. 26 I Numeri dello Sport Italiano, CONI Comunicazione e Rapporti con i Media, <http://www.coni.it/numerisport.html>, Roma, 27-04-2011, [ultima cons. 20-03-2013], p.11.
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PRATICANTI (valori assoluti x 1.000) 13.289 5.945 16.436 22.323 291 58.284

PERCENTUALE 22,8% 10,2% 28,2% 38,3% 0,5% 100%

Tabella 1.1: Diffusione della pratica sportiva in Italia nel 2010 (fonte CONI26).

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Come si nota chiaramente, in Italia poco pi del 60 per cento della popolazione sopra i tre anni di et dichiara di svolgere almeno una qualche attivit fisica, ma solo il 33 per cento in altre parole un Italiano su tre pratica uno sport; mentre se si restringe ulteriormente il campo di osservazione, si pu constatare come solo poco pi del 22 per cento della popolazione appena un Italiano su cinque pratichi unattivit sportiva continuativamente. Costituiscono invece quasi il 40 per cento gli abitanti del nostro Paese che si dichiarano sedentari, ovvero che non praticano alcuno sport. Se poi si confrontano i dati con quelli medi dei paesi appartenenti allUnione Europea, descritti nellultimo Libro Bianco del CONI27, si pu affermare che lItalia si colloca tra gli ultimi posti in quanto a percentuale della popolazione che fa sport o attivit fisica almeno una volta alla settimana; addirittura il nostro Paese, a parit di Grecia e Austria, pu godere del poco invidiabile status di nazione che pratica sport sotto la media europea a parit di prodotto interno lordo disponibile. Tuttavia, questi numeri non sono necessariamente collegati al successo che la stampa sportiva e pi in generale tutta linformazione di settore riscontrano nella popolazione italiana, al contrario possono essere fuorvianti. Si pensi per esempio ai sempre pi diffusi salotti televisivi in cui giornalisti e opinionisti discutono animatamente sul gol in fuorigioco non annullato dallarbitro, sul Gran Premio perso per un errore dei meccanici al pit-stop, o sullultima indiscrezione di calciomercato: in questi casi i concetti di spettatore/opinionista di sport e praticante di sport non sono in alcun modo correlati. Molto pi considerevoli, alla luce del rapporto calcio-altri sport sui quotidiani, sembrano essere i dati riguardanti il numero di tesserati delle varie Federazioni Sportive Nazionali (FSN), riportati nella tabella 1.2. FSN SPORT ATLETI 1.125.440 327.031 322.556 240.999 229.525 163.948 150.698 117.635 105.204 110.126 113.846 OPERATORI 196.151 72.637 53.235 27.056 18.905 21.950 19.622 26.312 36.352 25.136 18.588 TOT. TESSERATI 1.321.591 399.668 375.791 268.055 248.430 185.898 170.320 143.947 141.556 135.262 132.434

FIGC Calcio FIPAV Pallavolo FIP Pallacanestro FIT Tennis FIPSAS Pesca Sportiva - Att. Subacquea FIDAL Atletica Leggera FMI Motociclismo FISE Sport Equestri FIN Nuoto FIJLKAM Judo - Lotta - Karate - Arti M. FIB Bocce
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Il Libro Bianco dello Sport Italiano, CONI, <http://www.coni.it/notizie/18042-coni-libro-bianco-dello-sport.html>, Roma, 10-07-2012, [ultima cons. 20-03-2013], p. 39.

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FISI FIBa FCI FGI FIDS FIV FIG FITAV FIR FIPCF FIGH ACI FIHP FITARCO UITS FIBS FISG CIP FITA FIS FITeT AeCI FPI FISN FIC FITri FIGS FICK FIH FIDASC FIM FIPM

Tabella 1.2: Societ e tesserati delle Federazioni Sportive Nazionali 200928 (fonte CONI29).

Sport Invernali Badminton Ciclismo Ginnastica Danza Sportiva Vela Golf Tiro a Volo Rugby Pesi - Cultura Fisica Handball / Pallamano Automobile Club dItalia Hockey e Pattinaggio Tiro con l'Arco Tiro a Segno Baseball - Softball Sport Ghiaccio Sport Disabili Taekwondo Scherma Tennistavolo Aero Club dItalia Pugilato Sci Nautico Canottaggio Triathlon Squash Canoa - Kayak Hockey (prato / indoor) Discipl. Armi Sp. da Caccia Motonautica Pentathlon Moderno

98.462 113.039 69.349 98.353 99.769 99.345 100.317 72.571 59.624 38.793 38.106 23.255 27.280 24.377 20.592 17.961 18.760 16.081 16.019 16.312 12.553 11.497 9.529 13.227 10.114 11.077 11.593 9.360 8.144 5.138 4.224 4.014

22.348 3.732 41.255 11.492 9.861 8.353 4.004 1.255 10.745 7.569 3.830 12.853 8.814 4.806 3.228 5.763 3.674 6.179 2.481 1.592 4.578 3.228 4.795 698 2.987 1.812 1.077 2.930 1.975 2.557 1.312 542

120.810 116.771 110.604 109.845 109.630 107.698 104.321 73.826 70.369 46.362 41.936 36.108 36.094 29.183 23.820 23.724 22.434 22.260 18.500 17.904 17.131 14.725 14.324 13.925 13.101 12.889 12.670 12.290 10.119 7.695 5.536 4.556

Il dato pi evidente senza dubbio quello relativo al calcio, che con oltre 1,3 milioni di tesserati totali quasi un milione in pi della pallavolo, seconda in graduatoria si afferma di gran lunga come lo sport pi praticato in Italia: poco meno del 27 per cento degli sportivi tesserati con una FSN iscritto alla FIGC30. Alle spalle del calcio si colloca, come detto, la pallavolo, che con quasi 400mila tesserati costituisce la prima alternativa al pallone, grazie soprattutto allelevato numero di iscrizioni provenienti dalle bambine che decidono di approcciare per la prima volta uno
Nella tabella non sono stati inseriti i dati relativi alla Federazione Italiana Cronometraggio Sportivo (FICr) e alla Federazione Medicina Sportiva Italiana (FMSI) in quanto non considerati discipline sportive. 29 I Numeri dello Sport Italiano, Op. cit., p.11. 30 Federazione Italiana Giuoco Calcio.
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sport di squadra. Al terzo posto si posiziona invece la pallacanestro, con oltre 375mila tesserati totali. Analizzando il podio di questa particolare graduatoria, si nota facilmente come i primi tre gradini siano occupati da sport di squadra con una tradizione nazionale favorevole, che richiedono infrastrutture piuttosto facili da reperire (si pensino ai campi di calcio parrocchiali e alle palestre scolastiche che ospitano normalmente societ di calcio, pallavolo e pallacanestro), e che hanno una copertura televisiva abbastanza elevata31. Scorrendo poi tutta la tabella emergono due dati curiosi. Il primo riguarda la presenza nella parte alta della classifica di sport normalmente poco conosciuti e considerati dai media: ne sono un esempio la pesca sportiva (quasi 250mila tesserati, che comprendono comunque anche coloro che si dedicano ad attivit subacquee), le bocce (oltre 130mila) e il badminton (pi di 116mila tesserati). Ma se per le prime due discipline la massiccia presenza discritti pu essere dovuta al fatto che, pi che come sport veri e propri, sono generalmente riconosciute come hobby, praticabili ad alti livelli anche a fasce di et elevate, il dato riguardante il badminton alquanto insolito, alla luce del fatto che la Federazione di riferimento (FIBa) una delle pi recenti tra quelle affiliate al CONI32, e che storicamente nessun atleta italiano ha ottenuto risultati di rilievo a livello internazionale; inoltre gode di una visibilit sui media pressoch nulla. Al contrario, nelle ultime posizioni della graduatoria sono presenti sport tradizionalmente conosciuti in Italia come la scherma (meno di 18mila tesserati), il canottaggio (circa 13mila) e la canoa - kayak (12mila) che, almeno nei periodi di competizioni internazionali, trovano spazio nei media, specialmente grazie alle vittorie ottenute negli anni da campioni come Valentina Vezzali, Josefa Idem o i fratelli Abbagnale, i cui nomi sono noti anche a molti non appassionati di sport. necessario precisare che, comunque, i dati presenti nella tabella 1.2 si riferiscono solo alle FSN affiliate al CONI, sono esclusi quindi tutti gli enti di promozione sportiva, come per esempio il Centro Sportivo Italiano (CSI) e lUnione Italiana Sport Per tutti (UISP), nonch le Discipline Sportive Associate, ovvero altri sport e giochi meno diffusi, come gli scacchi, il cricket e il bowling; non sono inoltre conteggiate tutte le persone che praticano una disciplina sportiva a livello amatoriale senza appartenere ad alcun ente o associazione. Tuttavia, anche includendo i numeri relativi agli enti non considerati nella tabella 1.2, la tendenza non muterebbe in modo significativo e le percentuali dei praticanti delle varie discipline sportive verrebbero perlopi confermate, come


Oltre al calcio che gode giornalmente di massima visibilit tra incontri in diretta e notiziari, si consideri che i diritti dei campionati e delle coppe europee di basket e volley sono assegnati a canali televisivi visibili in chiaro. 32 Il Badminton fa la sua comparsa in Italia a met degli anni settanta, nel 1985 nasce la Federazione Italiana Badminton (FIB) sotto il patrocinio della Federazione Italiana Tennis e solo nel 2000, con la sigla FIBa, viene riconosciuta dal CONI come federazione autonoma (fonte Federazione Italiana Badminton, <http://www.badmintonitalia.it/lafederazione/la-storia.html>, [ultima cons. 20-03-2013]).
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riportato nel Rapporto Sport & Societ33 redatto dal CONI e dal Censis nel 2008. In conclusione, si noti come questi dati sullo sport non vogliono essere presentati come una classifica degli sport pi popolari, pi amati o pi importanti in Italia, quanto unindicazione su quali siano le discipline preferite dalla popolazione in fatto di pratica sportiva. Indicazioni che potrebbero essere collegate allo spazio che i quotidiani dedicano ai diversi sport, ma che potrebbero anche essere smentite, anche solo in parte, dallanalisi che verr presentata nel successivo capitolo. 1.3 Storia della stampa sportiva in Italia I primi segnali di giornalismo sportivo in Italia si manifestano nella seconda met del XIX secolo, a pochi anni di distanza dallunificazione del Regno dItalia sotto Vittorio Emanuele II. Risale, infatti, al mese di gennaio del 1865 la prima pubblicazione sportiva di cui si ha notizia: il Bollettino Trimestrale del Club Alpino, pochi fogli a due colonne che diffondono informazioni sulle attivit del Club Alpino Torinese, fondato due anni prima da Quintino Sella34. Un anno pi tardi la volta del quindicinale La Ginnastica, uscito a Livorno con il sottotitolo Giornale di educazione fisica, che subir una serie di trasformazioni che lo porteranno ad essere sostituito dal Ginnasta35. Si tratta, per, di pubblicazioni che non possono essere ancora considerate imprese editoriali, bens di fogli prodotti dalle associazioni sportive a loro spese per motivi di propaganda. Siamo, infatti, in un contesto storico in cui il 78 per cento della popolazione analfabeta, e sono poche le persone che dispongono dei mezzi economici per praticare sport costosi come lequitazione, la caccia o il ciclismo; neanche le discipline pi economiche, come la lotta, la marcia o la ginnastica, suscitano linteresse di una popolazione che ha un orario di lavoro di circa 80 ore settimanali. Lo sport quindi appannaggio delle classi abbienti, non un caso che la prima pubblicazione sul ciclismo, la Rivista Velocipedistica, sia stampata da due nobili: il barone Enrico Fenoglio e il conte Agostino Biglione di Viarigi (1883)36. Lo scenario muta nellultimo decennio dellOttocento, grazie anche a un sensibile miglioramento delle condizioni sociali del Paese. Lo sport, come gi visto, acquisisce un grande potere di suggestione nei confronti della popolazione, e gli editori se ne accorgono diventandone promotori37. Il 4 ottobre 1893 il Corriere della Sera, fino ad allora privo di qualsiasi notizia di carattere sportivo, d vita al settimanale Il Ciclo, che si occupa di dare conto dei pi importanti
1 Rapporto Sport & Societ, CONI e Censis servizi S.p.A, <http://www.coni.it/numeri-sport.html>, Roma, 2008, [ultima cons. 20-03-2013], pp. 19-23. 34 G.P. Ormezzano, La Stampa Sportiva in Italia, in V. Castronovo e N. Tranfaglia (a cura di), La stampa Italiana nellEt della TV, Bari, Laterza, 2008, p. 390. 35 A. Ghirelli, La Stampa Sportiva in V. Castronovo e N. Tranfaglia (a cura di), La Stampa Italiana del Neocapitalismo, Bari, Laterza, 1976, p. 319. 36 G. Faustini, I Sottocodici del Linguaggio Giornalistico, in G. Faustini (a cura di), Le Tecniche del Linguaggio Giornalistico, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1995, p. 210. 37 Ibid.
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avvenimenti ciclistici. Il giornale ottiene subito un grande successo, tanto che sotto il nuovo nome La Bicicletta, arriver presto alla tiratura record di 25mila copie38. Nel frattempo, a Milano e Torino si diffondono altri due periodici dedicati alle due ruote: Il Ciclista e La Tripletta. Nel 1896 le due testate si fondono dando vita al bisettimanale La Gazzetta dello Sport, primo giornale in Europa a trattare tutte le discipline sportive, inizialmente stampato in carta verde e solo dal 1899 sullinconfondibile carta rosa. La nuova testata, dopo un avvio modesto, conosce un positivo cambiamento di rotta nel 1908 con larrivo di Tullio Morgagni che si tuffa in ardite imprese organizzative e inaugura al contempo uno stile giornalistico elettrizzante, tutto fatto di titoloni sullintera pagina e di entusiasmo esegetico per le gesta dei campioni39. Nel 1909 la rosea lancia il primo Giro dItalia, al cui successo contribuiscono i grandi quotidiani dinformazione che seguono la competizione per poter rendere conto dellordine di arrivo delle varie tappe gi nelle edizioni pomeridiane. Lavvento della Gazzetta dello Sport segna cos la definitiva affermazione delle pubblicazioni specializzate di carattere sportivo in Italia. Fino allo scoppio della guerra i fogli sportivi si diffondono a macchia dolio. A Napoli nasce il settimanale Tribuna Sport (1902), a Roma tra il 1910 e il 1911 vedono la luce Lo Stadio e LItalia Sportiva, mentre a Torino vengono fondati La Stampa Sportiva (1901), Lo Sport del Popolo (1913) e il settimanale di critica e umorismo Guerin Sportivo (1912). Ma Milano la capitale della stampa di settore: nel capoluogo lombardo le pubblicazioni sportive non si contano. Nel 1903 esce il settimanale Verde e azzurro, che coniuga informazione mondana e sportiva; successivamente nascono Gli Sports (1907) quotidiano sportivo mutuato dal parigino Les Sports, Lettura sportiva, le riviste Sport Giallo, Sportsman e Football, e il settimanale Sport illustrato (1913)40. Con lo scoppio del conflitto mondiale la stampa sportiva subisce una frenata ed costretta a mutare gli argomenti trattati. Alcune testate vengono modificate per esaltare le imprese degli atleti militari, e nei giornali trovano spazio notizie dal fronte e bollettini dei caduti di guerra41. Alla fine del conflitto il panorama psicologico e sociale del Paese profondamente cambiato, lo sport riacquisisce presto linteresse che aveva suscitato nel periodo prebellico, e, facendo leva sullo stato di desolazione, miseria e disperazione lasciati dalla guerra, trova un rinnovato vigore: la gente ha bisogno di dimenticare e vuole svagarsi. Riprendono cos le maggiori manifestazioni sportive, e parallelamente cresce linteresse da parte della stampa. Alle 14 testate specializzate sopravvissute al conflitto se ne aggiungono di nuove: tra il 1919 e il 1922 sono 34 le
F. Grassia, Storia del Giornalismo Sportivo Italiano, Genova, S.n., 2001, pp. 1-2. A. Ghirelli, Op. cit., pp. 320-321. 40 Id., pp. 322-325. 41 S. Buccarelli, Informazione e Sport tra Organizzazione e Narrazione. UnAnalisi Comparata di Giro e Tour, Tesi di laurea discussa alla Facolt di Scienze Politche, LUISS Guido Carli di Roma, A.A. 2008/2009, pp. 12-13.
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pubblicazioni che vedono la luce, segno di una rinnovata attenzione del pubblico per lo sport42. Come gi stato detto, questa esplosione di entusiasmo nei confronti dello sport non pu essere considerata un fenomeno avulso dal contesto storico che si sta verificando in Italia dal terzo decennio del Novecento:
Naturalmente, non v dubbio che alla radice della travolgente diffusione della passione per lo sport sia soprattutto lintrinseco fascino delle competizioni agonistiche. caratteristico, daltra parte, il fatto che il fenomeno risulti subito pi accentuato non gi nei paesi anglosassoni, in cui pure la tradizione sportiva ottocentesca fortissima, ma in quelli totalitari i cui regimi poggiano sulle ceneri delle illusioni idealistiche. LItalia fascista e, assai pi tardi, la Russia sovietica utilizzeranno furiosamente lo sport come strumento di propaganda, innamorandosene al tempo stesso come di una coreografia anche liturgicamente congeniale alla loro vocazione43.

Appare dunque logico come la stampa svolga un ruolo fondamentale di supporto al regime nella celebrazione delle imprese sportive degli atleti italiani. Si verifica, quindi, un ingente aumento delle testate sportive e delle tirature; inoltre anche i quotidiani dinformazione generalista ampliano consistentemente lo spazio dedicato allo sport. Siamo in un periodo doro della stampa di settore, che conosce un balzo in avanti senza precedenti44. Tra il 1924 e il 1934 nascono 129 fogli sportivi, tra i pi importanti sono La Boxe Illustrata, Gran Sport, Il Sud Sportivo, Il Littoriale nato come Corriere dello Sport a Bologna nel 1924 e trasferito nel 1927 con la nuova testata a Roma, dove nel 1931 diviene organo ufficiale del CONI, Il Tifone, Il Calcio Illustrato, Il Ciclismo e Il Ciclismo dItalia. Ancora una volta la guerra a segnare un netto ridimensionamento della stampa sportiva: con la caduta del regime molte testate chiudono i battenti e, in particolare negli ultimi due anni del conflitto, anche i pi importanti giornali sportivi riducono la foliazione e concedono ampio spazio ai bollettini di guerra e alle cronache di operazioni belliche45. La nuova espansione del movimento sportivo che si verifica al termine della seconda guerra mondiale, insieme a un rinnovato clima di libert che promuove un pluralismo di voci, favorisce il moltiplicarsi di nuove pubblicazioni di settore. Oltre ai vecchi periodici Il Calcio Illustrato e Il Tifone, che sopravvivono al conflitto grazie alla loro vitalit, si diffondono altri settimanali e mensili specializzati, come LAutomobile, Il Calcio Lombardo e Lo Sport del Mezzogiorno. Tuttavia, levento pi importante dellimmediato dopoguerra la nascita di due nuove iniziative editoriali, destinate a rimanere nella storia della stampa sportiva italiana, tanto da essere conosciute e diffuse ancora oggi. Il 30 luglio 1945 a Bologna nasce Stadio, settimanale che ha lambizione di
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P. Facchinetti, La Stampa Sportiva in Italia, Bologna, Edizioni Alfa, 1966, pp. 50-53. A. Ghirelli, Op. cit., p. 328. 44 A. Biscardi, Da Bruno Roghi a Gianni Brera, Firenze, Guaraldi Editore, 1973, p. 75. 45 P. Facchinetti, Op. cit., pp. 58-71.

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soppiantare La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport che dal 1944 ha riassunto la sua testata originale abbandonando definitivamente quella di Littoriale e uscendo giornalmente nella zona dellEmilia. In poco tempo le tirature aumentano e il giornale si diffonde anche nelle regioni limitrofe, tanto che nel marzo 1948 viene definitivamente trasformato in quotidiano. Sempre nel luglio del 1945, a Torino debutta Tuttosport, bisettimanale che si estende soprattutto nelle zone del Piemonte, della Liguria e della costa nord-tirrenica; anche in questo caso il rapido successo porta la testata a trasformarsi in quotidiano nel 1951. Siamo a un nuovo boom della stampa specializzata: le testate periodiche di carattere sportivo si moltiplicano celermente, cos che a soli sette anni dalla liberazione se ne contano 109, a fronte di sole 14 sopravvissute alla guerra. Contemporaneamente cresce lo spazio riservato allo sport dai quotidiani politici: le rubriche dedicate sono presenti quasi ogni giorno, e linserto sportivo del luned occupa gran parte del giornale46. Negli anni cinquanta lItalia, che conta quindi quattro diversi quotidiani sportivi caso unico nel mondo oltre a pi di un centinaio di periodici specializzati, si trova a fare i conti con un mutamento dello stile e dei contenuti della stampa sportiva stessa, che si contraddistingue per due aspetti fondamentali: da una parte una nuova vivacit del giornalismo, sia sportivo che non, derivata dalla liberta dai vincoli imposti nel ventennio fascista; dallaltra lo sviluppo tecnologico, che porta ad una rapida diffusione del racconto degli eventi sportivi in via radiofonica, e soprattutto allintroduzione nelle case degli italiani del mezzo televisivo, che consentir a sempre pi persone di assistere ad un incontro o ad una gara direttamente dalla propria abitazione. Si forma quindi un giornalismo della carta stampata dallo stile pi ironico, smaliziato e talvolta polemico, dove alla cronaca si affianca linchiesta e assumono grande importanza i commenti e le interviste; il pubblico che ormai non si accontenta di semplici resoconti delle manifestazioni sportive che pu gi ascoltare via radio o a cui pu assistere in televisione diventa frettoloso, indiscreto e avido di curiosit e notizie47. Gli anni sessanta e settanta, caratterizzati dallaffermata sinergia tra carta stampata e televisione, sanciscono laffermazione del calcio sugli altri sport: il football non pi soltanto un passatempo, ma qualcosa di pi. Nascono quindi nuove voci in grado di raccontare le diverse sfaccettature del pallone e di tutto ci che vi gravita attorno. Prima di tutte quella di Gianni Brera, gi direttore della rosea nel 1950, pioniere del calcio allitaliana, e creatore di un linguaggio innovativo, caratterizzato da soprannomi e neologismi che tuttora sono di uso comune nel gergo sportivo, calcistico in particolare. Egli stravolge completamente il modo di fare giornalismo, non risparmiando critiche esplicite a giocatori e allenatori, mescolando fantasia e cronaca, e portando, di
46 47

A. Ghirelli, Op. cit., pp. 339-341. S. Buccarelli, Op. cit., pp. 15-20.

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fatto, alla definitiva affermazione del giornalismo sportivo. A Brera si contrappone Ghirelli direttore di Tuttosport prima e del Corriere dello Sport poi che introduce i titoloni graffianti e aggressivi a tutta pagina, la grafica dirompente e il virgolettato urlato, inoltre fa uso dellinchiesta, del racconto e dellanalisi dei personaggi, e ha il merito di inserire per la prima volta la politica nel giornale sportivo.48 Si procede, dunque, verso un nuovo boom della stampa sportiva, che negli anni ottanta conosce un successo senza precedenti, sia per quanto riguarda i numeri relativi alle vendite dei quotidiani specializzati che dal 1977 sono diventati tre con la fusione del Corriere dello Sport e di Stadio nella testata Corriere dello Sport - Stadio sia per quanto riguarda la nuova considerazione che gli stessi hanno assunto presso i lettori, tanto che anche nei quotidiani generalisti lo sport occupa stabilmente un rilevante numero di pagine. La data simbolica che segna la definitiva affermazione del giornalismo sportivo coincide con il vittorioso campionato del mondo di calcio del 1982. Laudience televisiva e le tirature dei quotidiani di settore raggiungono livelli mai visti, e il calcio si afferma definitivamente come sport monopolizzatore dei giornali. Gino Palumbo, direttore della Gazzetta dal 1976, inventa un nuovo modo di fare giornalismo, popolarizzato al massimo: il giornale d alla gente quello che la gente vuole da un giornale. Cambiano la grafica e la modalit di scrittura: titoli forti ed espressivi, sommari esaurienti, tabelle e grafici che concentrano cifre e dati, di conseguenza i classici interventi del giornalista vengono ridotti e resi quasi superflui, poich per il lettore sono sufficienti le informazioni pi evidenti e importanti, senza bisogno di leggere larticolo49. In questo processo di mutamento della stampa sportiva, un ruolo fondamentale lo gioca la televisione. Levento sportivo gi raccontato dal mezzo televisivo, sia nella trasmissione in diretta che nella sintesi dei tg e dei notiziari. Il giornale deve quindi riportare qualcosa di diverso, di nuovo, perch lo spettatore sa gi cosa accaduto la sera prima. La televisione offre lo show, la stampa scritta presenta, anticipa, orpella, commenta, critica. Il rapporto chiaro, loperazione tutto sommato semplice50. Gli anni novanta e il primo decennio del terzo millennio sono caratterizzati dallavvento e dalla diffusione di internet. La Gazzetta dello Sport, primo tra i quotidiani sportivi, sbarca sul web in versione sperimentale nel 1995, offrendo ai visitatori gli articoli della versione cartacea, e nel 1997 inaugurando il portale Gazzetta.it, una versione telematica della testata pensata ad hoc per la rete, che gi nel giorno del suo debutto raccoglie oltre un milione di contatti51, e che ancora


48 49

Id., pp. 21-23. G.P. Ormezzano, Op cit., pp. 401-405. 50 Id., p. 408. 51 A. Bettini, Giornali.it, Catania, Editpress, 2006, pp. 100-109.

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oggi risulta essere il sito sportivo pi visitato in Italia52. Dieci anni dopo, anche gli altri due quotidiani specializzati sfruttano la rete lanciando un sito internet dai contenuti propri. Siamo alla nascita di un nuovo tipo di giornalismo in cui il display sostituisce la pagina, in cui alla notizia si affianca il commento dellutente, e in cui il giornalista non consegna mai larticolo alle stampe, ma gli sempre addosso per un lavoro in continuo divenire, in fieri53. Il giornalismo per la rete, che richiede un continuo aggiornamento in tempo reale, specialmente per ci che riguarda i risultati e landamento degli eventi sportivi, si differenzia cos da quello della carta stampata pi concentrato sullapprofondimento, sullinchiesta e sulle interviste ai personaggi. 1.4 La stampa sportiva in Italia oggi Come si visto, il giornalismo sportivo della carta stampata negli anni ha dovuto fare i conti con i nuovi mezzi di comunicazione che si sono progressivamente imposti. Prima la radio, poi la televisione, fino alle pay tv e internet, con i vari social network e blog che stanno rivoluzionando il mondo dellinformazione. Questi mutamenti hanno senza dubbio avuto una notevole influenza sulla stampa sportiva, e in particolare sui tre quotidiani di settore, che si sono adeguati cos come quelli generalisti allincessante progresso tecnologico, prima lanciando sul web una versione online del giornale, e poi offrendo ai lettori la possibilit di sfogliare in abbonamento su pc, tablet o smartphone una copia digitale del quotidiano identica a quella cartacea venduta in edicola. Nonostante questo sforzo di adeguamento alle innovazioni tecnologiche, per, i dati di diffusione e vendita dei quotidiani sportivi sono in calo continuo. Al mese di gennaio 2013, i tre quotidiani sportivi hanno diffuso mediamente poco pi di 450mila copie al giorno con picchi di circa 535mila copie il luned54. Se si considera che gli stessi tre quotidiani nel mese di aprile 2012 avevano diffuso mediamente quasi 500mila copie al giorno e quasi 590mila il luned55, non difficile rendersi conto di come le vendite siano in continua flessione. Facendo poi un confronto con i dati dei primi anni duemila ci si rende conto di come il calo sia stato vertiginoso, tra il 2001 e il 2003 La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport avevano una media diffusionale totale di oltre 800mila copie56. interessante per vedere come i quotidiani sportivi in Italia, nonostante le impietose cifre di diffusione, siano considerati il miglior esempio di stampa popolare:
Con 665.722 utenti unici, nel mese di gennaio 2013 Gazzetta.it il terzo sito internet pi visitato in Italia tra quelli di testate giornalistiche, nonch il tredicesimo in assoluto. (fonte Sintesi dei Dati dellAudience Online in Italia Gennaio 2013, Audiweb, <http://www.audiweb.it>, 1-03-2013, [ultima cons. 13-03-2013]). 53 G. P. Ormezzano, Op. cit., p. 415. 54 Dati Mensili Quotidiani - Gennaio 2013, Accertamenti Diffusione Stampa Srl, Prima Comunicazione, <http://www.primaonline.it>, 12-03-2013, [ultima cons. 14-03-2013]. 55 Dati Mensili Stimati. Mese di Aprile 2012 per Quotidiani e Settimanali, Accertamenti Diffusione Stampa Srl, Prima Comunicazione, <http://www.primaonline.it>, 7-06-2012, [ultima cons. 14-03-2013]. 56 A.C. Spigarolo, I Senzabrera, Mantova, Di Pellegrini, 2011, p. 75.
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Sono quindi quelli sportivi i veri quotidiani popolari: una nomea conquistata sul campo, perch non c bar in qualsiasi luogo dItalia che non abbia La Gazzetta dello Sport, Tuttosport o il Corriere dello Sport sul bancone. C chi dice che proprio a causa di questa forte diffusione dei tre quotidiani dello sport non ci sia stata la possibilit di creare, in Italia, un vero e proprio quotidiano popolare sullesempio dei tabloid britannici a larga diffusione.57

Si legge quindi in questa direzione lo sforzo che i tre fogli sportivi stanno compiendo per cercare di sopravvivere al dominio di internet e al calo di vendite. Oltre al meteo, la guida tv e loroscopo, che da anni sono presenti nelle ultime pagine, nei tre quotidiani stanno trovando sempre pi spazio notizie e informazioni non legate al mondo dello sport. In particolare la Gazzetta ha inserito stabilmente in fondo al proprio giornale la sezione altri mondi: quattro pagine in cui si forniscono le principali notizie di attualit, politica e cronaca, ma anche curiosit e fatti di costume; il lettore si trova dunque di fronte a un giornale che non pi prettamente sportivo, ma che fornisce una panoramica, seppur rapida e concisa, di tutto ci che succede in Italia e nel mondo. Un tentativo che guarda verso il tabloid inglese e che, seppur lontano dal genere che spopola oltremanica, ha lo scopo di fidelizzare un pubblico che tende sempre pi spesso a informarsi sulla rete58. Dal punto di vista dei contenuti, la stampa sportiva di oggi risente enormemente come gi accennato in precedenza del progresso tecnologico che sta caratterizzando il modo di fare informazione. Anna Chiara Spigarolo, giovane cronista del Corriere dello Sport - Stadio, individua tre tappe fondamentali nella trasformazione del giornalismo di settore: 1) la nascita nel 2008 di Sky Sport 24, canale satellitare della piattaforma Sky che trasmette informazione sportiva non-stop durante tutto larco della giornata, offrendo una copertura ossessiva di tutto ci che riguarda il mondo dello sport (e del calcio in particolare) e mutando cos i tempi di deperibilit delle notizie, che se viste su un normale tg a distanza di qualche ora o lette sul giornale il giorno dopo creano la sensazione di un deja-vu; 2) lesplosione del digitale e la frammentazione dellinformazione. Internet ha aumentato notevolmente la possibilit di reperire informazioni, mutando anche le modalit di lavoro del giornalista, che pu trovare le notizie di cui ha bisogno direttamente dalla sua scrivania; inoltre la diffusione degli uffici stampa di cui oggi sono dotate anche le pi piccole realt ne ha svilito il lavoro e la professionalit, costringendolo a far riferimento al press agent, compromettendo la spontaneit, la schiettezza e talvolta anche la verit dei fatti che vorrebbe raccontare;


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Id., pp. 73-74. Id., pp. 74-75.

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3) lavvento di social network e social media, che ha segnato la nascita di un nuovo pubblico che utilizza piattaforme come Facebook o Twitter come fonte primaria di notizie. Si tratta di unaudience di milioni di persone che non leggono pi i quotidiani cartacei per informarsi, e le testate sportive si sono dovute adeguare per veicolare le informazioni, attraverso la presenza sul web e sui social network, verso questo nuovo tipo di pubblico59. Ne consegue che il giornalismo della carta stampata, per sopravvivere, deve offrire un servizio ben diverso da quello disponibile sulla tv o sulla rete. Afferma, infatti, Nicola Roggero, giornalista di Sky Sport:
Il lettore viene stimolato dalla tv ad approfondire largomento sulla carta stampata. Che in futuro vedo con sempre meno cronaca dellevento (inutile, la tv lo ha gi illustrato e internet informato) e sempre pi riflessione. Mi spiego: inutile descrivermi i gol di una partita o il tempo di Bolt sui 100 metri. Meglio raccontarmi perch una squadra ha segnato o Bolt va cos forte.60

Un giornalismo che dunque ha cambiato il modo di fare notizia eliminando lo scoop e lesclusiva, e che cerca di sfruttare il web come traino per il cartaceo, facendo anche leva sulla storia e sulla tradizione. Un tentativo, quindi, di battere il nuovo con il vecchio attraverso il nuovo61. Quale pu essere quindi il futuro della stampa di settore in unepoca dominata dalla rete e da un continuo flusso di notizie che invecchiano rapidamente? In America esiste un software capace di redigere oltre 150mila articoli a settimana sul baseball in un inglese perfetto, con tanto di titolo, sommario e immagini di contorno. Si chiama Stats Monkey scimmia delle statistiche ed stato programmato dagli scienziati dellIntelligent Information Lab di Northwestern, a Chicago. Il software in grado di trasformare i numeri della Major League di Baseball americana in articoli scritti alla perfezione, non robotici e ripetitivi, al contrario di quello che si possa pensare. Anzi, sono i pezzi scritti da giornalisti in carne e ossa a risultare non adeguati e pieni di errori grammaticali a confronto con quelli redatti dalla scimmia. In Italia, a oggi, una tecnologia del genere non arrivata e non sembra possa affermarsi nellimmediato futuro62. In ogni caso Raffaele Mastrolonardo, co-autore del libro La Scimmia che Vinse il Pulitzer63, dedicato proprio allo Stats Monkey, non crede che questo software sia in grado di sostituire il lavoro del giornalista, perch
Id., pp. 81-94. S. Sbaffi, Perch il Giornalismo Sportivo non di Serie B, European Journalism Observatory, <http://it.ejo.ch/5918/giornalismi/perche-il-giornalismo-sportivo-non-e-di-serie-b>, 10-02-2012, [ultima cons. 15-032013]. 61 S. Panizzi, La Stampa Sportiva Italiana: Passato, Presente e Futuro di unAnomalia, <http://www.stampasportiva.altervista.org/anomalia.html>, S.d., [ultima cons. 15-03-2013]. 62 A. Basal, Indagine sui Media: Stampa, Radio, Tv, Internet. Il Futuro del Giornalismo Sportivo Italiano, Tesi di laurea discussa alla Facolt di Lettere e Filosofia, Alma Mater Studiorum - Universit di Bologna, A.A. 20120/2011, pp. 19-20. 63 N. Bruno e R. Mastrolonardo, La Scimmia che Vinse il Pulitzer, Milano-Torino, Bruno Mondadori, 2011.
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per il momento capace di effettuare solamente la mera cronaca di un evento sportivo. Ritiene tuttavia che lavvento della scimmia sia una rivoluzione che mette in guardia i cronisti pi tradizionali rispetto ai mutamenti che stanno cambiando il modo di fare giornalismo: il giornalista sul campo [] dovr twittare, usare il taccuino, fare riprese con il telefonino, scrivere un pezzo per il sito e poi per il quotidiano.64 Se si considera invece il prodotto giornale, alla luce dei cali di vendita cui si accennato sopra, una concreta soluzione potrebbe essere rappresentata dai tablet. Secondo indagini Doxa65 del 2012 il possesso di un tablet incentiva del 95 per cento la lettura di quotidiani e riviste online; inoltre i nuovi dispositivi tecnologici consentono unesperienza di lettura superiore a quella sul cartaceo, grazie alla personabilizzabilit dei contenuti. Liberarsi dai costi di stampa, partendo dal presupposto che, prima o poi, i lettori abbandoneranno la carta, e ricostruire le fondamenta dellindustria editoriale basandosi su professionisti esperti nello sviluppo di notizie per il web e per i dispositivi portatili: potrebbero essere i requisiti fondamentali per dare un futuro a quella che oggi linformazione sportiva su carta stampata, se non si vuole che software come Stats Monkey sottraggano allessere umano anche il monopolio della scrittura66. A sostegno di questa tesi sono le parole di Paolo Cond giornalista della Gazzetta dello Sport che, interpellato da un collega a proposito del futuro del giornalismo sportivo sulla carta stampata, ha risposto in modo chiaro:
[] la figura del giornalista, e quindi anche il giornalista sportivo, non morir mai: ci sar sempre bisogno di persone che riportino le notizie, resta da vedere quali saranno i mezzi di diffusione che si utilizzeranno. Ritengo che tra 50 anni la carta, intesa come quotidiano cartaceo, sar destinata a scomparire a favore dei nuovi mezzi di comunicazione: io ad esempio leggo gran parte delle notizie sul mio iPad e ritengo che ci si stia avviando verso questa strada quando si parla di stampa67.

1.5 Numeri sulla stampa sportiva in Italia Per meglio comprendere il lavoro di ricerca che verr illustrato nel prossimo capitolo, pu rivelarsi utile ancora una volta, come gi fatto per la pratica sportiva, valutare dei dati numerici concreti. In questo paragrafo ci si sofferma brevemente sui dati di diffusione, vendita e lettura dei quotidiani sportivi in rapporto al totale dei quotidiani pubblicati in Italia.


S. Sbaffi, Evoluzione e Fascino del Giornalismo Sportivo, European Journalism Observatory, <http://it.ejo.ch/6018/nuovi-media/evoluzione-e-fascino-del-giornalismo-sportivo>, 27-02-2012, [ultima cons. 18-032013]. 65 Istituto di ricerche indipendente specializzato in sondaggi dopinione, ricerche di mercato e analisi statistiche. 66 S. Panizzi, Op. cit. 67 A. Basal, Op. cit., pp. 26-27.
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La tabella 1.3 mostra i dati relativi alla vendita e alla diffusione dei primi 15 quotidiani in Italia per copie cartacee totali pagate (i.e. la somma delle copie vendute e di quelle distribuite in abbonamento) nel periodo da settembre a dicembre 2012. TESTATA Corriere della Sera La Repubblica Il Sole 24 ORE La Stampa La Gazzetta dello Sport Il Messaggero Corriere dello Sport - Stadio QN - Il Resto del Carlino Il Giornale Avvenire QN - La Nazione Libero Tuttosport Il Gazzettino Italia Oggi

DIFFUSIONE TOTALE ABBONAMENTI TOTALE MEDIA VENDITA PAGATI PAGATA 412.002 373.662 6.972 380.633 392.328 351.503 4.225 355.727 256.270 165.915 83.359 249.274 244.511 211.519 27.498 239.017 251.303 225.395 722 226.117 175.657 170.931 390 171.320 156.614 153.964 199 154.163 130.076 123.004 4.663 127.666 118.470 115.009 1.523 116.533 108.150 18.730 88.032 106.762 106.016 102.337 1.884 104.221 93.175 90.500 288 90.788 85.070 83.640 191 83.831 76.074 72.122 1.693 73.815 83.006 42.740 25.178 67.918

Tabella 1.3: Dati medi giornalieri di diffusione e vendita dei quotidiani cartacei in Italia da settembre a dicembre 2012 (fonte ADS)68.

interessante notare come nella tabella che riporta solo le prime 15 voci di un elenco composto da 60 diversi quotidiani trovino posto tutte le tre testate sportive nazionali69, con La Gazzetta dello Sport che si colloca immediatamente alle spalle dei tre grandi quotidiani generalisti nazionali e del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, molto diffuso tra gli esperti del settore. Anche il Corriere dello Sport - Stadio occupa una posizione di rilievo; mentre il tredicesimo posto in graduatoria di Tuttosport assume maggior prestigio se si considera che, a differenza degli altri due giornali sportivi italiani, la testata torinese, pur dando spazio a temi sportivi di carattere nazionale, si occupa prevalentemente delle squadre di calcio di Juventus e Torino e di altre realt situate nel Piemonte e nella Liguria, dove maggiormente diffuso. Ancor pi significativi sono i dati concernenti la lettura dei quotidiani, relativi allo stesso periodo, riportati nella tabella 1.4, nella quale sono presenti solo le prime 15 testate di un elenco di 53 complessive.
Dati ottenuti dallautore incrociando i Dati Mensili Quotidiani dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2012, Accertamenti Diffusione Stampa Srl, Prima Comunicazione, <http://www.primaonline.it>, [ultima cons. 19-032013]. 69 La Gazzetta dello Sport e la sua edizione domenicale che esce con la testata La Gazzetta Sportiva sono considerate come ununica testata.
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TESTATA La Gazzetta dello Sport La Repubblica Corriere della Sera Corriere dello Sport - Stadio La Stampa Il Messaggero QN - Il Resto del Carlino Tuttosport Il Sole 24 Ore QN - La Nazione Il Mattino La Gazzetta del Mezzogiorno Il Tirreno Il Gazzettino Il Giornale

LETTORI STAMPA (valori assoluti x 1.000) 4.246 3.008 2.964 1.809 1.667 1.274 1.263 1.108 1.034 949 874 701 652 647 630

Tabella 1.4: Dati medi giornalieri relativi alla lettura dei quotidiani cartacei dal 17 settembre al 16 dicembre 2012 (fonte Audipress70).

Appare evidente come la stampa sportiva nel nostro Paese possa contare su un elevato numero di lettori, con La Gazzetta dello Sport che si afferma quale quotidiano pi letto in Italia. Di un certo rilievo anche il dato relativo alle altre due testate sportive, con il Corriere dello Sport - Stadio che si colloca immediatamente alle spalle dei due grandi quotidiani generalisti "La Repubblica e il Corriere della Sera, e Tuttosport che rientra comunque nei dieci quotidiani pi sfogliati, superando il milione di lettori medi giornalieri e posizionandosi davanti al Sole 24 ORE, che nei dati di vendita occupa la terza posizione. Traducendo questi numeri in percentuali si pu affermare che prendendo in analisi tutte le 53 testate analizzate dallAudipress in media quelle sportive costituiscono il 21,55 per cento delle letture di quotidiani, e considerando che ogni lettore pu visualizzare pi giornali al giorno, si pu stimare che circa il 30 per cento del totale dei lettori sfoglia almeno un quotidiano sportivo71. Se poi si restringe il campo di analisi alle 15 testate pi lette (mostrate nella tabella 1.4), si osserva che le letture sportive rappresentano il 36 per cento di quelle totali. Il motivo di questo enorme successo pu essere individuato nel fatto che, come accennato nel paragrafo precedente, in Italia sono quelli sportivi i veri quotidiani popolari. Basti pensare ai giornali distribuiti nei luoghi pubblici: nei bar, nei ristoranti, nelle tabaccherie non manca mai una copia della rosea, e spesso si ha la possibilit di leggere anche gli altri due quotidiani sportivi; non si pu invece dire altrettanto per i grandi giornali nazionali, il compito di fornire notizie di
Audipress 2012/III, Audipress Indagine sulla lettura dei quotidiani e dei periodici in Italia, <http://www.audipress.it>, 7-02-2013, [ultima cons. 19-03-2013]. 71 Ibid.
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attualit, infatti, per lo pi affidato alle testate locali. Si consideri inoltre che le notizie sportive sono pi leggere di quelle di attualit: un lavoratore in pausa pranzo al bar preferir, in genere, leggere le pagelle della partita disputata la sera precedente o scoprire lultimo gossip relativo al personaggio sportivo del momento, piuttosto che scorrere il complesso resoconto della giornata politica o della situazione economica. importante, infine, evidenziare come la situazione italiana rappresenti una delle pochissime eccezioni rispetto al resto del mondo, dove non esistono quotidiani dedicati interamente allinformazione sportiva. Le ragioni di questa peculiarit sono ben espresse dalle parole di Franco Arturi, vicedirettore della Gazzetta dello Sport:
[] purtroppo nel nostro Paese ci sono ragioni storiche che hanno discriminato lo sport e, di conseguenza, anche chi ne parla. per questo motivo che nei giornali generalisti non troviamo, se non nelle ultime pagine, ampia traccia di informazione sportiva; al contrario, in Inghilterra e in Germania i pi importanti quotidiani generalisti si occupano di sport in modo molto pi rilevante rispetto alla stampa del nostro Paese. per questo motivo che, come in Spagna, la stampa di settore si dovuta creare un proprio spazio72.


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A. Basal, Op. cit., p. 39.

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2. Calcio e altri sport sulla carta stampata: unanalisi quantitativa


In Italia lo sport nazionale senza dubbio il calcio. Nel capitolo precedente si visto come la storia del pallone e quella dello sport in generale nel nostro Paese siano strettamente legate, inoltre i dati sulla pratica sportiva hanno mostrato come, in numero di tesserati, gli altri sport siano ben lontani dallinsidiare il primato del calcio. Tuttavia non servivano certo questi dati a sottolineare limportanza che il football riveste in Italia, basti pensare alla quantit di partite e di programmi dopinione e approfondimento trasmessi in televisione e alla radio, alla massiccia attenzione della gente che le partite della nazionale riescono a suscitare, o alla massima, sempre pi ripetuta e abusata, secondo cui in Italia ci sono 60 milioni di commissari tecnici. Quanto detto lascia facilmente supporre che anche sulla carta stampata, sia specializzata che generalista, la stragrande maggioranza delle pagine sportive sia dedicata al calcio. In ogni caso interessante osservare in che misura il pallone catalizzi lattenzione dei giornali, e quali sono gli altri sport cui riservata unattenzione costante nelle pagine che ogni giorno sfogliamo. Lanalisi presentata di seguito vuole indagare il diverso spazio che la stampa quotidiana dedica ai vari sport, provando a capire quali possono essere le cause che sottendono determinate scelte redazionali. 2.1 Linee guida e informazioni sul lavoro di analisi Lindagine ha lo scopo di osservare quantitativamente lo spazio che i quotidiani dedicano giornalmente ai diversi sport. Il lavoro di analisi stato effettuato nellarco di quattro settimane dal 25 febbraio al 24 marzo 2013 su otto diverse testate: tre sportive nazionali (La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport), tre generaliste nazionali (Corriere della sera, La Repubblica e La Stampa) e due generaliste locali (Il Gazzettino nelledizione di Padova e Il Mattino di Padova); i tre giornali sportivi sono stati analizzati in toto, mentre negli altri cinque sono state prese in considerazione solo le pagine dedicate allo sport. Le quattro settimane scelte rappresentano un mese standard per lo sport, ovvero un periodo in cui si svolta la maggior parte delle competizioni sportive di carattere professionistico, o comunque di alto livello1. In particolare nellarco di tempo analizzato hanno avuto luogo incontri e gare di manifestazioni annuali, che hanno coinvolto atleti o squadre italiani a livello maschile o femminile. Tali manifestazioni sono: campionato italiano e coppe europee di calcio, campionato italiano e coppe europee di pallacanestro, campionato italiano e coppe europee di pallavolo, campionato italiano e coppe europee di pallanuoto, campionato italiano, Pro 12 e Torneo Sei
Alcuni sport meno diffusi, come la pallamano o il tiro a volo, sono praticati da atleti semiprofessionisti o dilettanti, che comunque gareggiano ai massimi livelli.
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Nazioni di rugby2, campionato italiano di hockey su ghiaccio, campionato italiano di pallamano, campionato mondiale di Formula 1, campionato mondiale di Superbike, UCI World Tour3, tornei di tennis dei circuiti ATP e WTA4, tornei di golf del circuito PGA e LPGA5, Coppa del Mondo di sci alpino, sci nordico, snowboard e salto con gli sci, Coppa del Mondo di scherma, incontri nazionali, europei e mondiali di boxe. Tra gli eventi sportivi straordinari, cio che non si disputano ogni anno, vanno ricordati: campionati europei di atletica leggera indoor, World Baseball Classic6, campionati mondiali di pattinaggio di figura, campionati mondiali di short track, campionati mondiali di sci nordico, campionati europei di tiro a segno, campionati europei indoor di tiro con larco, campionati mondiali di windsurf. Inoltre non vanno dimenticati gli sport di squadra poco diffusi o di minor risonanza mediatica, come ad esempio lhockey su prato, il football americano e le bocce, che presentano dei loro campionati nazionali, e le cui gare si sono disputate anche nel periodo tra febbraio e marzo; allo stesso modo, le federazioni di discipline individuali cosiddette minori, come le arti marziali, hanno organizzato circuiti di gare nazionali e internazionali, svoltesi proprio nel suddetto periodo. Per effettuare lindagine sono state scelte 19 categorie (20 per le testate sportive) sotto cui catalogare le diverse notizie presenti sulle pagine dei quotidiani. Esse sono: calcio (che include il calcio a 5), Formula 1, Motomondiale, altro motori (tutte le notizie riguardanti i motori, escluse quelle relative ai campionati mondiali di Formula 1 e Motomondiale), ciclismo, pallacanestro, pallavolo, tennis, nuoto (che comprende anche nuoto sincronizzato e tuffi), rugby, atletica, pallanuoto, golf, vela, sport invernali (inclusi tutti gli sport sul ghiaccio), ginnastica, altri sport (ovvero tutte le altre discipline non incluse nelle precedenti categorie), sport paralimpici, istituzionali e varie (categoria che comprende le notizie legate agli organi olimpici, alla lotta al doping in generale e a eventi o fatti non riconducibili a uno specifico sport); nellanalisi delle testate sportive presente unulteriore categoria, altri mondi, che include tutte le notizie non legate al mondo dello sport, come fatti di cronaca, attualit, curiosit o pi semplicemente la guida tv e loroscopo. Sono stati svolti due tipi di analisi: uno che tenesse conto dello spazio fisico occupato dalle diverse categorie, e laltro basato sul numero di testi giornalistici dedicati a ciascuno sport. Per quanto riguarda lo spazio fisico, stata rilevata la percentuale di spazio che ogni categoria occupa
Il Pro 12 un campionato di rugby riservato a squadre di club provenienti da Italia, Irlanda e Galles. Il torneo Sei Nazioni si disputa ogni anno tra le nazionali di rugby di Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia. 3 LUCI World Tour un circuito di gare ciclistiche organizzate dallUnione Ciclistica Internazionale. Nel periodo analizzato sono state disputate tre classiche: Parigi-Nizza, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo. 4 LATP (Association of Tennis Professionals) e la WTA (Womens Tennis Association) sono le associazioni, rispettivamente maschile e femminile, che riuniscono i giocatori professionisti di tennis di tutto il mondo. 5 La PGA (Professional Golfers Association) e la LPGA (Ladies professional Golfers Association) sono le associazioni, rispettivamente maschile e femminile, che riuniscono i giocatori professionisti di golf di tutto il mondo. 6 Competizione internazionale di baseball che coinvolge le squadre nazionali di tutto il mondo.
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sulle pagine del quotidiano, al netto degli annunci pubblicitari; c da sottolineare per che, specialmente nelle pagine non dedicate al calcio e ai motori, le brevi di poche righe non sono state conteggiate, poich avrebbero reso la rilevazione troppo complicata, considerando anche che i valori sarebbero variati solo di pochi decimi o centesimi di punto percentuale. Nel computo del numero totale di testi giornalistici, stata fatta una distinzione tra articoli e brevi, dove per brevi sintendono non solo le notizie stringate ubicate nelle apposite sezioni, ma anche i trafiletti non superiori alle 35 righe collocati a sostegno di altri articoli. necessario porre laccento, per, sul fatto che spesso la discriminazione tra articolo e breve stata dovuta al contesto in cui il trafiletto si trovava, e testi della stessa lunghezza possono essere stati catalogati in modo diverso. Fornendo un esempio concreto, in una pagina in cui viene presentata la partita di coppa europea di una squadra di calcio, un box di venti righe in cui si d conto della situazione della formazione primavera stato considerato una breve; diversamente, nella pagina dedicata agli altri sport, un testo della stessa lunghezza dedicato alla partita di coppa europea di un club di pallanuoto disputata la sera precedente stato conteggiato come articolo. Se, infatti, nel primo caso la notizia in questione stata considerata di secondo piano, poco pi di una curiosit, nel secondo si trattato invece della principale news riguardante quello sport, affrontata pi approfonditamente rispetto a quanto venisse fatto di solito. Infine importante rendere noto come le grafiche e gli schemi a supporto di altri articoli, come i tabellini delle partire, le probabili formazioni, o le classifiche, non siano stati annoverati n come articolo n come breve. Per quanto concerne le tre testate sportive, stata effettuata unanalisi anche della prima pagina, in cui stata ogni giorno individuata la categoria di appartenenza della notizia principale (i.e. quella con il titolo pi grande), mentre tutte le altre sono state classificate in base alla collocazione spaziale, facendo una distinzione tra news ubicate sul taglio alto, sul taglio medio o su quello basso. Stante la diversa struttura che caratterizza la prima pagina dei tre giornali sportivi nazionali, non stato possibile infatti fare una suddivisione pi dettagliata che rendesse in modo chiaro limportanza da loro attribuita alle varie discipline. 2.2 I quotidiani sportivi nazionali I primi oggetti dellindagine, sono le tre testate specializzate nazionali, La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport, che, come si gi detto nel primo capitolo, sono tra gli otto quotidiani pi letti del Paese. Di seguito, riportata la tabella relativa allo spazio fisico occupato dai diversi sport allinterno dei tre giornali.

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SPORT Calcio Formula 1 Motomondiale Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Pallanuoto Golf Vela Sport invernali Ginnastica Altri sport Sport paralimpici Istituzionali e varie Altri mondi

LA GAZZETTA DELLO SPORT 57,55% 3,98% 1,10% 1,38% 4,70% 4,03% 1,99% 1,34% 0,35% 1,68% 2,47% 0,24% 0,20% 0,08% 3,24% 0,01% 2,66% 0,21% 0,45% 12,33%

CORRIERE DELLO SPORT STADIO 74,44% 4,83% 0,67% 2,33% 1,52% 2,70% 1,46% 0,81% 0,02% 1,57% 3,48% 0,03% 0,04% 0,54% 1,06% 0,18% 1,11% 3,20%

TUTTOSPORT 75,88% 6,39% 1,07% 2,17% 1,55% 2,17% 1,05% 0,66% 0,16% 0,95% 1,36% 0,05% 0,21% 1,36% 1,63% 0,16% 0,33% 2,84%

MEDIA TOTALE 67,11% 4,88% 0,98% 1,85% 2,98% 3,16% 1,59% 1,01% 0,21% 1,45% 2,42% 0,12% 0,16% 0,05% 2,01% 1,95% 0,19% 0,59% 7,28%

Tabella 2.1: spazio fisico medio giornaliero dedicato dai quotidiani sportivi nazionali ai diversi sport tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Osservando la tabella 2.1, il dato riguardante il calcio salta subito allocchio. Nei tre quotidiani di settore lo sport nazionale occupa mediamente oltre due terzi dello spazio totale. Alle spalle del pallone si colloca la Formula 1, che sfiora il 5 per cento, seguono pallacanestro e ciclismo che si attestano intorno al 3 per cento, latletica leggera (quasi 2,5), gli sport invernali (2), i motori (esclusi Formula 1 e Motomondiale, poco meno del 2), la pallavolo e il rugby (1,5 circa), e il tennis (1). A seguire tutti gli altri sport, con la categoria dedicata alle notizie non sportive che, invero, supera l8 per cento, ma, come si vedr pi avanti, questo dato condizionato dallenorme spazio che la Gazzetta riserva a notizie extra-sportive di cronaca e di attualit. Tuttavia questa graduatoria condizionata da alcuni aspetti, che necessitano di essere spiegati. La presenza pi o meno frequente di alcune discipline sulle pagine dei quotidiani naturalmente collegata agli eventi sportivi che si sono svolti nel periodo di tempo analizzato. Il campionato di Formula 1, per esempio, ha preso il via domenica 17 marzo 2013, allo stesso modo il Motomondiale iniziato solo domenica 7 aprile, quindi al di fuori del periodo di tempo oggetto dindagine; non difficile immaginare che, se il lavoro di raccolta dati fosse stato fatto nel mese di maggio, lo spazio dedicato alle due pi importanti rassegne motoristiche sarebbe stato ancora maggiore. Un ragionamento analogo vale per altri discipline: la percentuale relativamente alta 38

raggiunta dagli sport invernali beneficia del fatto che a marzo si sono svolte le ultime gare di Coppa del Mondo di sci alpino, i campionati mondiali di sci nordico, la finale scudetto del campionato italiano di hockey su ghiaccio e il campionato mondiale di pattinaggio di figura che ha visto protagonista lazzurra Carolina Kostner; il rugby ha invece sfruttato londa di entusiasmo suscitata dalle vittorie della nazionale al Torneo Sei Nazioni, che hanno acceso la passione di un numero sempre crescente di tifosi. Un discorso un po diverso va fatto per latletica leggera, il cui buon risultato dovuto non tanto alle medaglie conquistate dagli azzurri al campionato europeo indoor, che pure hanno trovato riscontri positivi sulla stampa in termini di spazio, quanto alla scomparsa del grande velocista Pietro Mennea, che per diversi giorni ha imperversato sulle pagine dei giornali innalzando notevolmente la media dello spazio dedicato al suo sport. Lunica disciplina che non sembra pi di tanto essere condizionata dagli eventi che lo riguardano proprio il calcio. Ogni giorno, infatti, le pagine dei quotidiani specializzati ospitano notizie, interviste e approfondimenti sul mondo del pallone anche se il giorno precedente non si sono disputati incontri o non ne sono in programma il giorno stesso. Quotidianamente vengono presentati articoli relativi alle squadre pi importanti del campionato, le cosiddette grandi (Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli); inoltre non mancano notizie riguardanti le altre compagini della serie A, il calcio estero, la serie B, la Lega Pro e perfino le categorie giovanili. Domenica 24 marzo 2013, per esempio, con il campionato di serie A in pausa, il Gran Premio di Malesia di Formula 1 in programma il pomeriggio stesso e i funerali di Mennea celebratisi il giorno prima, il calcio occupava in media oltre il 63 per cento dello spazio totale. Scorrendo i dati della tabella 2.1, si nota tuttavia come tra le tre diverse testate ci siano delle differenze sostanziali: in particolare si pu fare una distinzione tra la Gazzetta dello Sport e gli altri due quotidiani, che presentano numeri generalmente simili tra loro. La rosea, infatti, dedica al calcio meno del 60 per cento dello spazio a disposizione, contro il 75 del Corriere dello Sport Stadio e Tuttosport. Anche lo spazio riservato dalla Gazzetta alla Formula 1, e pi in generale ai motori, inferiore rispetto agli altri due giornali. Per contro, sul giornale milanese pi elevata la presenza degli altri sport, in particolare ciclismo (quasi 5 per cento contro l,5 medio di Corriere e Tuttosport), pallacanestro (4 contro 2,5) e sport invernali (3 contro 1). La sezione dedicata alle notizie non sportive poi, non neppure paragonabile: mentre nella Gazzetta questa costituisce oltre un decimo del giornale, nelle altre due testate si limita ad appena il 3 per cento dello spazio totale. Il motivo principale che sottende queste differenze di valore senza dubbio quello legato alla diversa foliazione dei tre quotidiani: se da una parte il Corsport e Tuttosport hanno in media rispettivamente 22 e 23 pagine, la rosea ne ha 40. Ci significa che mediamente la 39

Gazzetta dedica 20 pagine al calcio, contro le 15 del quotidiano romano e le 16 di quello torinese. Di fatto, quindi, la Gazzetta dello Sport riserva al pallone un numero di pagine pi alto delle altre due testate, ma potendo contare su una foliazione pi ampia, pu destinare pi spazio alle altre discipline. Infatti, sempre parlando in termini di media, la rosea dedica dieci fogli ad annunci pubblicitari a tutta pagina e notizie extra-sportive, contro le tre degli altri due giornali, questo significa che, mentre il Corriere e Tuttosport hanno a disposizione poco pi di quattro pagine per affrontare temi non calcistici, la Gazzetta ne ha a disposizione dieci. Come si pu notare lo sport che, dopo il calcio, catalizza pi di ogni altro lattenzione della rosea senza dubbio il ciclismo; la ragione prevalente di carattere storico. Gi nel primo capitolo, infatti, stato sottolineato come il giornale nato dalla fusione di due periodici dedicati alle due ruote; inoltre la RCS Sport sport company facente parte del gruppo RCS Media Group7 si occupa dellorganizzazione del Giro dItalia e di altre corse ciclistiche, tra cui la TirrenoAdriatico e la Milano-Sanremo, che si sono disputate proprio durante il periodo di tempo in cui stata effettuata lindagine. La scelta di dedicare grande spazio al ciclismo, pu essere vista quindi anche come una logica commerciale, volta a mantenere alto linteresse del pubblico verso una disciplina che pu generare proventi economici utili alla propriet del giornale. Una riflessione analoga pu essere valida anche per la pallacanestro, cui la Gazzetta riserva il 4 per cento dello spazio del giornale, praticamente una pagina e mezza al giorno. Anche in questo caso, tale scelta editoriale pu essere ricondotta al fatto che RCS Sport advisor commerciale della Federazione Italiana Pallacanestro e si occupa dellorganizzazione delle finali di Coppa Italia. Inoltre, quotidianamente sulle pagine rosa trovano spazio notizie riguardanti lNBA8, il cui sito internet ufficiale in lingua italiana, punto di riferimento degli appassionati in Italia, gestito dalla Gazzetta dello Sport. Tuttavia, la maggiore particolarit che contraddistingue la Gazzetta dalle altre due testate sportive nazionali rappresentata dalla sezione altri mondi, costituita solitamente dalle ultime quattro pagine del giornale, in cui trovano spazio le notizie di attualit, di politica e di cronaca, ma anche di curiosit e di costume. Come gi stato scritto nel paragrafo 1.4, questo rappresenta uno sforzo nel tentativo di dare al foglio sportivo quella connotazione di quotidiano popolare, di cui la stampa italiana storicamente sprovvista. In questo senso, la Gazzetta dello Sport si pone in una situazione di vantaggio rispetto agli altri due quotidiani di settore, in cui le notizie extra-sportive se si eccettuano fatti eccezionali come per esempio lelezione del nuovo pontefice sono limitate alla guida tv, alloroscopo e alle estrazioni del lotto.
RCS Media Group un gruppo editoriale che possiede, tra gli altri, la Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/RCS_MediaGroup#RCS_Quotidiani>, [ultima cons. 19-04-2013]). 8 La National Basketball Association la lega professionistica americana di pallacanestro.
7

40

Se quindi la Gazzetta dello Sport si contraddistingue per una pi ampia apertura agli altri sport seppur con la massiccia prevalenza del calcio il Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport sono invece caratterizzati da una quasi totale devozione al pallone, cui si affianca una discreta presenza dei motori. Il motivo principale alla base di questa scelta editoriale, pu essere ricercato nel fatto che, mentre la rosea dedica spazio in maniera piuttosto equilibrata alle grandi squadre di calcio, gli altri due giornali si concentrano su alcune societ in particolare. Tuttosport riserva, infatti, molta attenzione alla Juventus e al Torino, affermandosi, di fatto, come un quotidiano fazioso; il Corriere invece, pur mantenendo un respiro pi nazionale rispetto alla testata torinese, concede sempre un discreto spazio a squadre come Roma, Lazio, Napoli o Cagliari, configurandosi come un riferimento per gli appassionati dellItalia centro-meridionale. chiaro quindi che, per esempio, un quotidiano come Tuttosport non abbia come target gli appassionati di sport in generale, quanto il tifoso juventino o granata, che compra il giornale per leggere il maggior numero di notizie, commenti e approfondimenti riguardanti la sua squadra del cuore, e non tanto per sapere se la nazionale di scherma ha vinto la gara di Coppa del Mondo; in questo modo si spiega la scelta dei fogli torinese e romano di destinare al calcio tre quarti dello spazio a disposizione. Oltre che per il calcio, il Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport riservano grande attenzione, come gi detto, anche per i motori. In particolare nelle pagine dei due quotidiani trovano spazio settimanalmente non solo informazioni su gare automobilistiche e motociclistiche, ma anche numerosi articoli di presentazione e approfondimento delle auto da strada. Ancora una volta, dietro a una scelta editoriale sembra celarsi una decisione di tipo economico-commerciale: Publikompass, concessionaria pubblicitaria dei due quotidiani, interamente controllata dal gruppo industriale Fiat S.p.A. Dopo aver analizzato la suddivisione dei diversi sport sulle testate sportive in termini di spazio fisico, interessante osservarne la distribuzione in termini di testi giornalistici dedicati a ciascuna disciplina. SPORT Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto LA GAZZETTA DELLO SPORT CORRIERE DELLO SPORT - STADIO Articoli Brevi Testi % Testi Articoli Brevi Testi % Testi totali totali totali totali 42,00 27,18 69,18 41,74% 40,11 28,46 68,57 66,67% 2,54 2,64 5,18 3,12% 1,79 1,46 3,25 3,16% 0,86 0,54 1,39 0,84% 0,46 0,25 0,71 0,69% 1,00 1,79 2,79 1,68% 1,75 1,04 2,79 2,71% 4,11 4,50 8,61 5,19% 1,25 1,25 2,50 2,43% 3,61 4,32 7,93 4,78% 2,00 2,21 4,21 4,10% 1,93 3,00 4,93 2,97% 1,36 1,07 2,43 2,36% 1,32 1,46 2,79 1,68% 0,79 0,64 1,43 1,39% 0,43 2,18 2,61 1,57% 0,04 0,14 0,18 0,17% 41

Rugby Atletica Pallanuoto Golf Vela Sp. invernali Ginnastica Altri sport S. paralimpici Ist. e varie Altri mondi TOTALE SPORT Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Pallanuoto Golf Vela Sp. invernali Ginnastica Altri sport S. paralimpici Ist. e varie Altri mondi TOTALE

1,21 2,32 0,57 0,32 0,18 3,11 0,04 4,00 0,36 0,43 10,43 80,75 Articoli 42,36 3,46 0,61 1,57 1,29 2,25 1,07 0,89 0,14 0,54 1,14 0,11 0,13 1,63 1,39 0,11 0,21 1,36 60,25

2,18 4,54 0,46 0,64 0,57 4,86 0,07 9,46 0,07 0,61 13,93 85,00

3,39 6,86 1,04 0,96 0,75 7,96 0,11 13,46 0,43 1,04 24,36 165,75

2,05% 4,14% 0,62% 0,58% 0,45% 4,80% 0,06% 8,12% 0,26% 0,62% 14,70% 100% % Testi totali 63,97% 5,01% 0,91% 2,35% 2,70% 3,15% 1,86% 1,37% 0,25% 1,02% 1,93% 0,74% 0,65% 0,04% 3,20% 0,14% 5,46% 0,18% 0,56% 4,55% 100%

0,75 1,54 0,02 0,04 0,84 1,64 0,14 0,54 1,50 56,54 Articoli 41,49 2,60 0,64 1,44 2,21 2,62 1,45 1,00 0,20 0,83 1,67 0,23 0,15 0,07 1,86 0,01 2,35 0,20 0,39 4,43 65,85

1,25 1,36 0,54 0,36 0,18 1,11 0,04 3,43 0,11 0,25 1,18 46,32

2,00 2,89 0,54 0,38 0,21 1,95 0,04 5,07 0,25 0,79 2,68 102,86

1,94% 2,81% 0,52% 0,36% 0,21% 1,89% 0,03% 4,93% 0,24% 0,76% 2,60% 100% % Testi totali 54,77% 3,65% 0,82% 2,15% 3,74% 4,14% 2,50% 1,51% 0,82% 1,73% 3,16% 0,63% 0,54% 0,27% 3,56% 0,08% 6,50% 0,23% 0,65% 8,55% 100%

TUTTOSPORT Brevi Testi totali 22,89 65,25 1,64 5,11 0,32 0,93 0,82 2,39 1,46 2,75 0,96 3,21 0,82 1,89 0,50 1,39 0,11 0,25 0,50 1,04 0,82 1,96 0,64 0,75 0,54 0,66 0,04 0,04 1,64 3,27 0,14 0,14 4,18 5,57 0,07 0,18 0,36 0,57 3,29 4,64 41,75 102,00

MEDIA TOTALE Brevi Pezzi totali 26,18 67,67 1,92 4,51 0,37 1,01 1,21 2,65 2,40 4,62 2,50 5,12 1,63 3,08 0,87 1,87 0,81 1,01 1,31 2,14 2,24 3,90 0,55 0,77 0,51 0,67 0,26 0,33 2,54 4,39 0,08 0,10 5,69 8,04 0,08 0,29 0,40 0,80 6,13 10,56 57,69 123,54

Tabella 2.2: numero dei testi giornalistici medi giornalieri dedicati dai quotidiani sportivi nazionali ai diversi sport tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

I dati della tabella 2.2 riflettono sostanzialmente quelli della tabella 2.1: il calcio lo sport cui si dedica pi attenzione, con una media di quasi il 55 per cento del totale dei testi presenti sul giornale. Ancora una volta le altre discipline che possono contare su percentuali di rilievo sono la Formula 1 (pi del 3,5) e pi in generale i motori (complessivamente quasi il 7), la pallacanestro (oltre il 4), il ciclismo (quasi 4), gli sport invernali (3,5), latletica leggera (3), la pallavolo (2,5), il 42

rugby e il tennis (circa 1,5 ciascuno). Nuovamente, una quota consistente costituita dai testi relativi a notizie non sportive (8,5 per cento, con una media di oltre dieci testi al giorno), come si gi visto per, tale dato determinato dallampia sezione altri mondi che occupa ogni giorno le ultime pagine della Gazzetta dello Sport. Una percentuale, invece, che si rivela ben pi alta di quella relativa allo spazio fisico occupato, quella riferita alla sezione altri sport, in altre parole le discipline meno seguite e che quindi non sono incluse in nessunaltra delle categorie dellindagine; di questo comunque si riparler a breve. Se poi si confrontano i numeri delle tre testate, si ottiene unulteriore conferma di quanto gi notato in precedenza, ovvero che il Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport riservano al calcio una percentuale molto alta del numero complessivo di testi, concentrandosi in secondo luogo sui motori. Nella Gazzetta la percentuale invece notevolmente pi bassa appena sopra i 40 punti ma se si contano gli articoli e le brevi che trattano di calcio nei tre quotidiani si nota che i numeri sono pressoch gli stessi. La differenza sta, semmai, nel fatto che sul giornale milanese si alzano le percentuali del numero di testi dedicati al ciclismo, alla pallacanestro, allatletica leggera e agli sport invernali. Tuttavia questo non sorprende, anzi conferma quanto gi stato affermato in precedenza. Il dato invece che cambia notevolmente , come anticipato poco fa, quello relativo alla categoria altri sport, che sulla Gazzetta dello Sport si attesta intorno all8 per cento. Ci indice sostanzialmente di due aspetti: al calcio vengono dedicati articoli molto lunghi che possono occupare anche pi pagine, mentre agli altri sport si tende a dedicare pezzi di lunghezza ridotta, e soprattutto molte brevi, concentrate in un numero ristretto di pagine. Volendo esprimere numericamente questo concetto, si consideri che in media la rosea, escludendo gli annunci pubblicitari a pagina intera e la sezione altri mondi, destina allo sport 31 pagine. Di queste, circa 20 sono dedicate al calcio, due ai motori, una e mezza ciascuna a ciclismo e pallacanestro, una agli sport invernali e una a pallavolo e tennis insieme. Nelle quattro pagine rimanenti trovano spazio tutti gli altri sport, ovvero non solo quelli che nella ricerca sono stati inclusi nellomonima categoria, ma anche nuoto, rugby, atletica leggera, pallanuoto, golf, vela, ginnastica, sport paralimpici, oltre agli organi istituzionali. Facendo un breve calcolo aritmetico si scopre che nelle pagine dedicate al calcio la densit di testi di tre per pagina (due articoli e una breve), nelle pagine riservate a motori, ciclismo, basket e volley si attesta tra i quattro e i sette, mentre in quelle dedicate agli altri sport (quindi alla categoria altri sport e alle altre elencate pocanzi) di oltre nove testi per pagina (tre articoli e sei brevi). In sintesi si pu affermare che, sulla Gazzetta, tanto il calcio trattato con diversi articoli di approfondimento, quanto gli sport minori sono liquidati con articoli ridotti, e soprattutto con brevi che si limitano a fornire risultati e classifiche. 43

La situazione, per ci che concerne il calcio, del Corsport e Tuttosport non si discosta di molto da quella del giornale milanese: sul primo infatti sono mediamente presenti quasi cinque testi per pagina (tre articoli e due brevi), sul secondo quattro (tre articoli e una breve). La differenza sta invece nel modo di affrontare gli sport extra-calcistici, tenendo conto che sui due quotidiani, oltre al calcio che pu contare su 16 pagine a disposizione, solo i motori hanno uno spazio giornaliero garantito (circa due pagine), mentre tutti gli altri sport si contendono le due pagine e mezza rimanenti, sulla base dei principali avvenimenti sportivi del giorno. Riassumendo brevemente quanto emerge dallosservazione della tabella 2.2, si pu quindi affermare che rispetto al Corriere dello Sport - Stadio e Tuttosport, la Gazzetta dello Sport si dimostra pi aperta nei confronti delle discipline extra-calcistiche ed extra-motoristiche, garantendo quotidianamente la diffusione di notizie, anche se spesso attraverso poche righe, di moltissimi sport, compresi quelli di bassissima rilevanza mediatica, come possono essere il tiro con larco, lhockey su pista o il taekwondo9. Curiosamente per, un elemento in controtendenza lo offre Tuttosport che settimanalmente concede allo sport delle bocce una rubrica a tutta pagina, offrendo visibilit a una disciplina che viene ignorata dal resto della carta stampata. Nei giornali sportivi, come in tutti i quotidiani, un ruolo considerevole giocato dalla prima pagina, che costituisce lelemento di primo impatto nei confronti del lettore. La tabella 2.3 mostra la quantit di notizie suddivise per sport contenute nelle prime pagine dei tre quotidiani di settore. % Notizia principale 96,43% 3,57% GAZZETTA DELLO SPORT Taglio alto Taglio Taglio basso medio 1,21 3,04 1,89 0,07 0,32 0,57 0,04 0,04 0,04 0,07 0,14 0,50 0,07 0,04 0,04 0,18 0,04 0,04 0,04 0,11 0,04 0,11 0,04 0,02 0,02 0,02 0,05 0,04 0,11 0,18 Notizie totali 6,14 0,96 0,04 0,07 0,71 0,07 0,04 0,21 0,04 0,18 0,18 0,04 0,07 0,04 0,18 % Notizie totali 67,72% 10,63% 0,39% 0,79% 7,87% 0,79% 0,39% 2,36% 0,39% 1,97% 1,97% 0,39% 0,79% 0,39% 3,15%

Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Golf Sp. invernali Altri sport Altri mondi


Arte marziale e sport da combattimento basata principalmente sulluso di tecniche di calcio (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Taekwondo>, [ultima cons. 19-04-2013]).
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Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Rugby Atletica Golf Sp. invernali Ist. e varie Altri mondi

% Notizia principale 96,43% 3,57% -

CORRIERE DELLO SPORT - STADIO Taglio alto Taglio Taglio basso medio 1,32 2,64 2,57 0,04 0,07 0,46 0,04 0,04 0,11 0,04 0,04 0,07 0,04 0,04 0,14 0,02 0,02 0,04 0,07 0,04 0,04 TUTTOSPORT Taglio Taglio basso medio 2,86 1,39 0,11 0,71 0,11 0,14 0,07 0,04 0,07 0,07 0,07 0,04 0,14 0,04 -

Notizie totali 6,54 0,57 0,04 0,14 0,04 0,11 0,21 0,02 0,11 0,07

% Notizie totali ( 83,18% 7,27% 0,45% 1,82% 0,45% 1,36% 2,73% 0,23% 1,36% 0,91%

Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Rugby Atletica Sp. invernali Altri sport Altri mondi

% Notizia principale 100% -

Taglio alto 1,43 0,04 0,04 -

Notizie totali 5,68 0,86 0,11 0,14 0,07 0,04 0,07 0,07 0,11 0,04 0,14 0,04

% Notizie totali 77,18% 11,65% 1,46% 1,94% 0,97% 0,49% 0,97% 0,97% 1,46% 0,49% 1,94% 0,49%

Calcio Formula 1 Motomond. Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Golf

% Notizia principale 97,62% 2,38% -

MEDIA TOTALE Taglio alto Taglio Taglio basso medio 1,32 2,85 1,95 0,05 0,17 0,58 0,06 0,02 0,10 0,02 0,05 0,20 0,04 0,04 0,01 0,06 0,01 0,01 0,02 0,08 0,04 0,05 0,08 0,01 0,01 45

Notizie totali 6,12 0,80 0,06 0,12 0,27 0,04 0,04 0,07 0,01 0,12 0,17 0,02

% Notizie totali 75,59% 9,85% 0,74% 1,47% 3,38% 0,44% 0,44% 0,88% 0,15% 1,47% 2,06% 0,22%

Sp. invernali Altri sport Ist. e varie Altri mondi

0,04

0,01 0,01 0,02

0,04 0,06 0,02 0,07

0,04 0,06 0,04 0,13

0,51% 0,74% 0,44% 1,62%

Tabella 2.3: numero delle notizie medie giornaliere dedicate ai diversi sport presenti sulle prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Un primo importante riscontro emerge dallosservazione della colonna riguardante la notizia principale, che, come gi anticipato alla fine del paragrafo 2.1, va considerata non come quella dapertura, bens come quella scritta con il carattere pi grande, e quindi pi in evidenza rispetto alle altre; solitamente questa collocata nel taglio medio, tuttavia la struttura delle prime pagine sportive molto variabile e la sua posizione pu essere differente in giorni diversi. Ebbene, nei tre quotidiani la notizia principale ha riguardato quasi esclusivamente il calcio. Solo il giorno successivo alla morte di Pietro Mennea, la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport Stadio hanno dato pi risalto allatletica leggera, per rendere omaggio a un grande campione che ha regalato per anni successi e soddisfazione ai colori azzurri. Il pallone costituisce quindi lelemento di primo impatto con il lettore e allo stesso modo lesca per invogliarlo ad acquistare il giornale. Spesso si sceglie di dare rilevanza allincontro pi importante disputato il giorno precedente o alla presentazione di quello in programma la sera stessa; in assenza di partite, invece, si tende a presentare lintervista al personaggio del momento usando come titolo alcune parole da lui stesso pronunciate, o a ipotizzare scenari di calciomercato che, durante tutta la stagione, rimane comunque un argomento che non passa mai di moda. Tutti gli altri sport dunque, quando hanno il privilegio di presenziare in prima pagina, assumono un ruolo accessorio a quello del pallone. Prima di volgere lo sguardo al numero e al tipo di notizie presenti, meglio illustrare la struttura tipica di una prima pagina di giornale sportivo. Come detto, questa non fissa e pu variare in base alle esigenze editoriali, tuttavia nella maggior parte dei casi indistintamente per la Gazzetta, il Corriere e Tuttosport sul taglio alto vengono posizionate una o due notizie di grande richiamo (normalmente la seconda per importanza), nel taglio medio trova spazio la notizia principale e, di spalla, due o tre notizie minori ad essa collegate, e infine il taglio basso costituito da tre o quattro news in minor evidenza, qui che di solito sono collocati gli sport non calcistici. Osservando dunque il numero di notizie che ogni giorno sono in prima pagina, si nota come il calcio sia presente mediamente sei volte, monopolizzando le posizioni pi in evidenza, ovvero il taglio alto e quello medio. Tra le altre discipline solo la Formula 1 trova spazio quasi quotidianamente, mentre il ciclismo circa un giorno ogni quattro. Tutti gli altri sport invece compaiono saltuariamente, alternando la presenza tra di loro, e ubicandosi quasi esclusivamente in taglio basso. Se si vanno ad analizzare, infatti, le poche occasioni in cui le posizioni di rilievo non 46

sono state completo appannaggio del pallone, si scopre che ci dovuto a risultati eccezionali come il secondo posto della Ferrari al GP dAustralia, lepico arrivo sotto la neve alla MilanoSanremo, la storica vittoria dellItalrugby contro lIrlanda o a notizie di cronaca di ogni tipo, quali per esempio la gi citata scomparsa di Mennea, la relazione sentimentale tra Lindsey Vonn e Tiger Woods10, o lelezione di Papa Francesco. Confrontando i numeri riguardanti le diverse testate, non si scorgono grosse differenze tra luna e le altre. Lunica nota di rilievo ancora quella riguardante la rosea, che rispetto agli altri due giornali dedica una percentuale di notizie calcistiche inferiore (meno del 68 per cento contro l83 del Corriere e il 78 di Tuttosport), concedendo ogni giorno un titolo ai motori e quasi quotidianamente al ciclismo; inoltre le discipline che almeno una volta sono state presenti in prima pagina sono molteplici, sicuramente maggiori rispetto agli altri due giornali: ci denota ancora una volta una diversa attenzione, rispetto ai due concorrenti, da parte del giornale milanese nei confronti delle discipline extra-calcistiche, nel tentativo di fornire uninformazione sportiva pi vasta. Per concludere questa panoramica sui quotidiani sportivi nazionali, si propone unintervista rilasciata da Umberto Zapelloni, vicedirettore della Gazzetta dello Sport. Perch in Italia, come solo in Spagna, ci sono tre quotidiani sportivi? In Italia lo sport ritenuto qualcosa di straordinariamente importante. Il tifo muove tanto, anche dal punto di vista del prodotto interno lordo. La passione per il calcio superiore anche a quella di Inghilterra e Germania che pure riempiono gli stadi. C una grande volont di essere informati anche su ci che resta comunque una passione; nel nostro Paese i giornali sportivi hanno una lunga storia e tradizione, tanto che in passato erano in numero maggiore rispetto ai tre attuali. Anche in questo momento di grave crisi per la carta stampata i quotidiani sportivi hanno una perdita minore rispetto alla stampa generalista, nonostante la concorrenza di tv e web, che sono in grado di fornire informazione sportiva per 24 ore al giorno. Direi quindi che soprattutto un fattore di tradizione, che ha saputo resistere nel tempo e che, spero, possa continuare a farlo. Perch secondo lei i quotidiani sportivi riscuotono cos tanto successo? Si pu dire che siano gli unici esempi di stampa popolare in Italia? Direi proprio che la stampa sportiva sia lunico tipo di stampa popolare che abbiamo nel nostro Paese, e questo, unitamente a quanto detto in occasione della prima domanda, un importante elemento di successo. In particolare penso che la Gazzetta, da quando nel 2006 ha introdotto la sezione altri mondi dedicata a tutto ci che non sport, possa essere definita lunico vero
Lamericana Lindsey Vonn la seconda sciatrice pi vittoriosa di sempre a livello mondiale; Tiger Woods, anchegli statunitense, il golfista pi vincente di tutti i tempi. I due, a marzo 2013, hanno pubblicamente annunciato la loro relazione, suscitando linteresse dei mass media di tutto il mondo.
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quotidiano popolare dItalia: un giornale a 360 che ti tiene informato sulla tua passione ma che ti d anche modo di sapere tutto ci che avviene intorno allo sport; in pratica leggendo un solo giornale si pu restare informati su tutto ci che accade nel mondo. Secondo lei c equilibrio nel modo in cui vengono affrontati i vari sport? Se io fossi un appassionato di tiro con larco direi di no, perch non trova mai spazio se non durante le Olimpiadi. Per, almeno noi della Gazzetta cerchiamo di comporre il palinsesto del giornale a seconda dei gusti dei nostri lettori. Teniamo monitorate le loro preferenze attraverso panel e ricerche di mercato per capire quali sono i loro desideri, che vengono poi rispecchiati nella distribuzione delle pagine. Noi sappiamo che dopo il calcio, gli sport che interessano di pi sono la Formula 1 e il Motomondiale, poi il ciclismo e tra gli sport di squadra il basket sia il campionato italiano ma soprattutto lNBA e la pallavolo. Ci che tuttavia interessa di pi la vittoria dellatleta italiano, che pu essere pi forte anche del calcio, e che deve avere il giusto spazio. Quindi direi che in questo senso c equilibrio, ovvero rispettando e seguendo i desideri e gli interessi del pubblico che, come detto, vengono rilevati e osservati settimanalmente. Come mai, secondo lei, il calcio domina la scena dellinformazione sportiva? Il calcio lo sport che attira maggiormente linteresse dei lettori, lo si nota nei dati vendita che subiscono grandi sbalzi verso lalto quando una delle tre grandi squadre italiane Juventus, Milan e Inter consegue un risultato importante, o quando la nazionale italiana fa qualcosa di clamoroso, come la vittoria al Mondiale del 2006, durante il quale abbiamo segnato il record di vendite. Non c niente da fare, linteresse che muove il calcio nettamente superiore a quello di tutti gli altri sport, anche se noi, bilanciando lo spazio, sentiamo il dovere di parlare delle altre discipline per tenerle in vita. il pubblico che vuole che i giornalisti continuino a scrivere e a parlare di calcio, o sono i giornalisti che impongono il calcio sul pubblico scrivendo principalmente di quello? Io credo che il pubblico voglia comunque sentir parlare di calcio. Penso che se improvvisamente i giornali sportivi dovessero ridurre al 30 per cento lo spazio dedicato al pallone, perderebbero molti lettori. Lo zoccolo duro del pubblico, almeno per quanto ci riguarda, sono i tifosi interisti, milanisti e juventini che vogliono poter leggere della loro squadra; nei luned senza campionato di calcio, o nei giorni che accompagnano le partite della nazionale, si verifica infatti un calo importante di vendite. Dati alla mano il calcio lo sport pi praticato in Italia, e questo pu giustificare limportanza che gli viene data. Ma perch al secondo posto ci sono i motori (Formula 1 in particolare) nonostante gli sport motoristici siano molto meno diffusi di discipline come pallacanestro, pallavolo e tennis che godono di spazi decisamente inferiori? 48

Per la Formula 1 e il Motomondiale, ma per tutti i motori in generale, ci sono diversi fattori che concorrono allinteresse del pubblico e a quello conseguente dei giornali: il sogno della velocit, unItalia vincente (con la scuderia Ferrari e Valentino Rossi), una lunga tradizione motoristica che risale agli anni trenta con Nuvolari, e la voglia di evadere per un momento dallordinario, prendendo idealmente parte a qualcosa che non tutti possono fare, a un mondo normalmente inavvicinabile. Penso per che il fattore nazionale abbia unimportanza determinante: se dallanno prossimo la Ferrari e Valentino Rossi si ritirassero dalle corse, linteresse nei confronti dei motori calerebbe vistosamente, non solo sui giornali ma anche in televisione. Lo si visto con il rally: negli anni ottanta aveva un seguito massiccio grazie alle vittorie di Biasion sulla Lancia11, ora che non ci sono pi piloti o marchi italiani coinvolti quasi diventato uno sport di nicchia. corretto affermare che lo spazio di cui lo sport godono sui giornali dipende dalla visibilit televisiva degli stessi? Certe volte sicuramente vero. Per non necessariamente cos, noi per esempio dedichiamo grande spazio a basket, rugby e pallavolo che in televisione non sono trattatati con troppa cura. Diciamo che questa affermazione pu valere quando ci sono i grandi avvenimenti, perch lattenzione si moltiplica anche grazie allo spazio concesso dalle tv e quindi sui giornali se ne scrive un po di pi rispetto al solito, ma normalmente lagenda non dettata dalla televisione. Nel corso dellanalisi effettuata, lunico giorno in cui i giornali sportivi non hanno dedicato il titolo principale in prima pagina al calcio stato quello successivo alla morte di Mennea. Non trova triste che gli altri sport salgano alla ribalta solo quando accadono eventi straordinari di questo tipo? Fa un po parte del gioco. Anche nei giornali generalisti, quando accadono fatti come l11 settembre o un terremoto ci sono pi lettori, gli stessi tg hanno pi audience, o i siti internet contano pi visite di quando viene raccontata la normale vita di tutti i giorni. Per quanto riguarda il mese preso in analisi, va detto che non sono accaduti grandi avvenimenti in grado di monopolizzare la prima pagina, come una vittoria di Rossi o della Ferrari, o una medaglia mondiale di uno dei grandi sport di squadra, che possono controbattere la valenza di una notizia calcistica. Noi abbiamo deciso di dare pi impatto a Mennea perch comunque ha rappresentato il pi grande atleta italiano, quindi doveva essere ricordato in un certo modo, tanto che poi gli abbiamo dedicato un libro. In futuro, possibile che nella stampa sportiva venga equilibrato il diverso spazio dedicato ai vari sport a discapito del calcio, o addirittura venga stravolta la gerarchizzazione degli argomenti?


Massimo Biasion un ex pilota italiano di rally che tra il 1980 e il 1995 ha preso parte al campionato mondiale, aggiudicandosi due titoli (1988 e 1989) alla guida della Lancia (NdA, fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Miki_Biasion> [ultima cons. 09-05-2013]).
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Pu capitare per certi avvenimenti particolari, noi per esempio durante le ultime Olimpiadi abbiamo aperto quasi sempre con i Giochi. Tuttavia non credo possa diventare una regola, quanto piuttosto una prassi in occasione di grandi eventi e risultati: se domani Bolt dovesse stabilire il record dei 100 metri piani probabilmente si prenderebbe le prime pagine della Gazzetta12. 2.3 I quotidiani generalisti nazionali Anche nelle testate generaliste lo sport occupa un ruolo importante, ormai tutti i giornali pi importanti sono dotati di una redazione specializzata che si occupa esclusivamente di sport, e ogni giorno vi dedicano circa cinque pagine (addirittura nove il luned). La tabella sottostante mostra lo spazio fisico che le diverse discipline occupano nelle pagine sportive dei tre pi letti quotidiani generalisti nazionali, il Corriere della Sera, la Repubblica e la Stampa. SPORT Calcio Formula 1 Motomondiale Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Pallanuoto Golf Vela Sport invernali Ginnastica e fitness Altri sport Sport paralimpici Istituzionali e varie % Inserto sportivo su totale pagine giornale CORRIERE DELLA SERA 72,66% 8,32% 0,48% 0,19% 5,74% 1,63% 3,44% 4,78% 1,72% 0,76% 0,19% 0,10% 6,83% LA REPUBBLICA 71,85% 8,62% 0,23% 2,77% 1,00% 2,15% 2,77% 4,92% 0,92% 2,92% 0,62% 1,23% 7,96% LA STAMPA 71,09% 8,15% 0,50% 3,03% 1,44% 1,51% 2,02% 4,83% 1,08% 0,22% 6,13% 9,42% MEDIA TOTALE 71,81% 8,36% 0,32% 0,14% 3,74% 0,82% 0,52% 1,28% 2,69% 4,85% 0,71% 0,08% 3,73% 0,23% 0,27% 0,45% 7,98%

Tabella 2.4: spazio fisico medio giornaliero dedicato dai tre pi letti quotidiani generalisti nazionali ai diversi sport tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.13

Il primo dato da considerare quello relativo alla percentuale occupata dalle pagine sportive sul totale della foliazione del giornale. Il dato medio sfiora l8 per cento (circa cinque pagine), se
U. Zapelloni, da unintervista rilasciata allautore a Milano in data 07-05-2013. I dati relativi al Corriere della Sera escludono il 20 e 21 marzo 2013, giorni in cui il giornale non andato in stampa causa sciopero dei giornalisti della redazione.
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poi si prendono in considerazione le singole testate, il Corriere si afferma come il quotidiano meno sportivo dei tre con meno del 7 per cento (quattro pagine di media), mentre la Stampa come il giornale che allo sport dedica pi attenzione (9,5 per cento con cinque pagine). In realt in termini assoluti la Repubblica destina allo sport anche pi spazio del quotidiano torinese (quasi cinque pagine e mezzo), ma godendo di una foliazione ben pi ampia conta su una quota media inferiore (8 per cento). Considerando solo linserto sportivo, come sarebbe stato lecito aspettarsi, il calcio di gran lunga lo sport che occupa pi spazio (quasi 72 per cento), coprendo una percentuale anche superiore di quella raggiunta nei quotidiani sportivi nazionali. Alle sue spalle si colloca la Formula 1 che, con oltre l8 per cento, costituisce quasi totalmente lunico motivo di attenzione per quanto riguarda le discipline motoristiche. Staccati di qualche punto, si trovano atletica (quasi 5 per cento), ciclismo e sport invernali (poco meno del 4 a testa), rugby (circa 2,5) e tennis (1). La prima rapida conclusione che si pu trarre che i quotidiani generalisti, non essendo specializzati in materia di sport, diffondono le informazioni che riguardano le discipline pi amate e pi seguite in termini di copertura mediatica, quindi calcio e Formula 1, con particolare attenzione alla scuderia Ferrari. Agli altri sport si concedono ritagli di spazio se il giorno precedente c stato un evento sportivo meritevole dattenzione o un fatto particolarmente curioso, altrimenti ci si limita, come verr dimostrato pi avanti, a inserire i risultati delle gare nelle brevi. Non si dimentichi inoltre quanto gi detto nel precedente paragrafo, ovvero che le buone percentuali raggiunte da alcuni sport minori sono dovute principalmente a particolari eventi o fatti che si sono verificati nellarco di tempo indagato (e.g. torneo Sei Nazioni di rugby, campionati mondiali di sci nordico, scomparsa di Mennea, ecc.). Andando ad analizzare i dati riguardanti le singole testate, non si notano grandi differenze tra luna e le altre nello spazio concesso al calcio e ai motori, segno che la struttura dellinserto sportivo allinterno del quotidiano generalista si ormai consolidata, e che tutti e tre i giornali oggetto dellindagine si sono adeguati a questo schema, che tende ad assegnare al calcio tutte le pagine sportive meno una, e a garantire ai motori in particolare alla Formula 1 almeno un articolo ogni giorno. Tutti gli altri sport, sulla base degli eventi successi e di quelli in programma, si alternano occupando lo spazio rimasto libero. Tralasciando invece il pallone e i motori, si possono fare un paio di distinzioni tra i diversi giornali. Si pu, infatti, notare che sul Corriere della Sera il ciclismo il terzo sport che gode di pi attenzione: per comprendere il motivo di ci basti sapere che, come la Gazzetta dello Sport, anche il giornale pi venduto dItalia appartiene a RCS Media Group, che, come gi spiegato, tramite il gruppo RCS Sport organizza il Giro dItalia e altre importanti corse ciclistiche. Sulla 51

Stampa invece, grande spazio viene dato agli sport invernali: il fatto che il giornale torinese conti su molti lettori in Italia Nord-Occidentale, dove lo sport dello sci molto diffuso, grazie anche la grande quantit di impianti sciistici presenti sul territorio, potrebbe costituire un motivo alla base di tale scelta editoriale. La Repubblica invece, si dimostra un giornale pi equilibrato, in cui gli altri sport trovano spazio in maniera piuttosto omogenea. Altre considerazioni importanti possono emergere osservando la tabella 2.5, che mostra il numero di testi giornalistici dedicati ad ogni disciplina sportiva. CORRIERE DELLA SERA Articoli Brevi Testi % Testi totali totali Calcio 6,50 2,92 9,42 60,79% Formula 1 0,77 0,27 1,04 6,70% Motomondiale 0,08 0,12 0,19 1,24% Altro motori 0,04 0,04 0,08 0,50% Ciclismo 0,54 0,46 1,00 6,45% Pallacanestro 0,19 0,54 0,73 4,71% Pallavolo 0,35 0,35 2,23% Tennis 0,23 0,23 1,49% Nuoto 0,08 0,08 0,50% Rugby 0,31 0,08 0,38 2,48% Atletica 0,54 0,12 0,65 4,22% Pallanuoto Golf Vela Sp. invernali 0,23 0,77 1,00 6,45% Ginnastica 0,08 0,08 0,50% Altri sport 0,04 0,15 0,19 1,24% S. paralimpici 0,04 0,04 0,25% Ist. e varie 0,04 0,04 0,25% TOTALE 9,35 6,15 15,50 100% SPORT LA STAMPA Brevi Pezzi totali 4,07 10,61 0,57 1,14 0,21 0,25 0,04 0,04 1,00 1,25 0,71 0,71 0,71 0,86 0,57 0,71 0,11 0,11 0,21 0,36 Articoli 6,36 0,71 0,04 0,36 0,18 0,11 0,25 0,50 0,05 0,30 0,04 0,11 9,00 REPUBBLICA Brevi Testi totali 5,18 11,54 0,43 1,14 0,18 0,18 0,18 0,21 0,54 0,89 0,46 0,64 0,50 0,50 0,61 0,71 0,21 0,21 0,21 0,46 0,29 0,79 0,11 0,11 0,05 1,18 1,48 0,36 0,39 0,14 0,25 10,57 19,57 MEDIA TOTALE Brevi Pezzi totali 4,06 10,52 0,42 1,11 0,17 0,21 0,08 0,11 0,67 1,05 0,57 0,70 0,52 0,57 0,47 0,55 0,13 0,13 0,17 0,40 % Testi totali 58,94% 5,84% 0,91% 1,09% 4,56% 3,28% 2,55% 3,65% 1,09% 2,37% 4,01% 0,55% 0,27% 7,57% 2,01% 1,28% 100%

SPORT Calcio Formula 1 Motomondiale Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby

Articoli 6,54 0,57 0,04 0,25 0,14 0,14 0,14

% Testi totali 55,31% 5,96% 1,30% 0,19% 6,52% 3,72% 4,47% 3,72% 0,56% 1,86% 52

Articoli 6,46 0,68 0,04 0,02 0,38 0,12 0,05 0,08 0,23

% Testi totali 58,19% 6,13% 1,14% 0,60% 5,79% 3,85% 3,14% 3,06% 0,73% 2,22%

Atletica Pallanuoto Golf Vela Sp. invernali Ginnastica Altri sport S. paralimpici Ist. e varie TOTALE

0,39 0,02 0,04 0,45 8,71

0,68 1,18 0,25 0,14 10,46

1,07 0,02 0,04 1,63 0,25 0,14 19,18

5,59% 0,09% 0,19% 8,47% 1,30% 0,74% 100%

0,48 0,02 0,01 0,33 0,03 0,02 0,05 9,02

0,36 0,04 1,04 0,25 0,01 0,10 9,06

0,84 0,04 0,02 0,01 1,37 0,03 0,28 0,01 0,14 18,08

4,63% 0,20% 0,13% 0,07% 7,57% 0,14% 1,54% 0,07% 0,80% 100%

Tabella 2.5: numero dei testi giornalistici medi giornalieri dedicati dai tre pi letti quotidiani generalisti nazionali ai diversi sport tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Analogamente a quanto si era osservato nel paragrafo dedicato alle testate sportive, anche in questo caso, confrontando i valori con quelli presenti sulla tabella relativa allo spazio fisico occupato, si pu notare un abbassamento delle percentuali di calcio e Formula 1 e un innalzamento degli altri sport. In particolare pallacanestro, pallavolo, tennis e sport invernali vedono crescere sensibilmente la loro presenza. Ancora una volta si pu dedurre che al calcio vengono dedicati articoli pi lunghi distribuiti in un numero di pagine maggiore rispetto a tutti gli altri sport, che si ritrovano compressi solitamente in ununica pagina. Calcolando la densit di testi, si nota, infatti, che per il calcio, cui sono dedicate mediamente tre facciate, sono presenti tre testi per pagina (due articoli e una breve), mentre per tutti le discipline minori, che contano generalmente su un solo foglio, ne sono presenti sei (due articoli e quattro brevi). proprio il formato breve che permette agli altri sport di comparire in un inserto dominato da calcio e motori: discipline come le gi citate pallacanestro, pallavolo e tennis presenziano almeno una volta ogni due giorni, ma le notizie che le riguardano sono condensate nelle brevi, che si limitano a dare i risultati del campionato, della coppa europea o del torneo in corso. Sono, infatti, molto rari gli articoli che garantiscono un minimo di approfondimento agli sport minori; sempre prendendo in esame i tre appena menzionati, si pensi che durante il periodo di tempo indagato, considerando tutte e tre le testate generaliste nazionali, sui 739 totali, al basket sono stati dedicati appena dieci articoli, al tennis sette e al volley soltanto quattro; eppure queste sono le tre discipline sportive che dopo il calcio, contano sul maggior numero di tesserati in Italia. In questo caso, confrontare tra loro i numeri dei tre quotidiani non darebbe indicazioni pi di tanto interessanti, i valori, soprattutto per ci che concerne calcio e motori sono molto simili luno agli altri, e lunica nota di rilievo sarebbe solo la conferma di quanto detto in merito allo spazio fisico occupato dai diversi sport, ovvero una leggera predilezione del Corriere verso il ciclismo

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analoga a quella verso gli sport invernali da parte della Stampa. Ci che invece pu rivelarsi utile, unosservazione delle pagine sportive presenti nelledizione del luned dei tre giornali. Mediamente, nel primo giorno della settimana i tre quotidiani generalisti destinano alla sezione sportiva tra le otto e le nove pagine, di cui una riservata interamente alla pubblicit. Queste vengono trattate come una sorta di notiziario sportivo allinterno del giornale. Linserto, infatti, introdotto da una copertina che riassume i maggiori fatti della domenica calcistica cui dedicato anche un articolo di fondo dando talvolta spazio, tramite alcuni strilli posizionati sul taglio alto della pagina, agli sport minori. Come si pu notare dalla figura 2.1, a farla da padrone c ovviamente il calcio, cui si dedica il 70 per cento dello spazio totale. Tutte le partite di Serie A disputate il giorno prima sono analizzate tramite un articolo corredato dal tabellino e dalle pagelle dei singoli giocatori e, per gli incontri pi importanti, vengono riferite le dichiarazioni dei protagonisti; importanti firme poi scrivono il loro commento sulla giornata appena trascorsa, elogiando limpresa della squadra di turno e giudicando loperato degli arbitri. Inoltre non mancano le tabelle riportanti le classifiche della Serie A, della Serie B e dei pi importanti campionati esteri. Nelle pagine rimanenti, solitamente due, vengono collocati tutti gli altri sport, a partire dalla Formula 1 e dal ciclismo, specialmente se il giorno prima si disputato un Gran Premio o una corsa.
8 7 6 Pagine 5 4 3 2 1 0 Corriere della Sera La Repubblica La Stampa Media totale

Sport

Figura 2.1: pagine medie dedicate ai diversi sport dalledizione del luned dei tre pi letti quotidiani generalisti nazionali tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Tra i tre quotidiani, la Stampa quello che il luned dedica in assoluto pi spazio allo sport: dieci pagine contro le nove e mezza di Repubblica e le otto e mezza del Corriere, bisogna considerare inoltre che sullinserto sportivo del giornale torinese la pubblicit molto ridotta, mentre occupa quasi una pagina su quello milanese e mezza su quello romano.

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Avendo a disposizione pi pagine sportive, la Stampa la testata che concede al calcio pi spazio delle altre, concentrandosi in particolare sulle due squadre torinesi, cui dedica diversi articoli di approfondimento, e dimostrandosi molto legata alle realt del territorio in cui redatto. A seguire, grande interesse viene dimostrato per i motori non a caso la Fiat la proprietaria del giornale che occupano almeno una pagina, e, come gi detto, per gli sport invernali. Il Corriere invece, potendo contare su una minor foliazione in termini dinserto sportivo, il giornale che al calcio dedica il minor numero di pagine, dimostrandosi invece piuttosto attento nei confronti della pallacanestro, cui ogni luned destina un articolo in cui riassume landamento della giornata di campionato appena trascorsa. La Repubblica, come gi stato pi volte sottolineato, il quotidiano che tratta con maggior equilibrio le altre discipline: dopo il calcio infatti, la scelta delle notizie da approfondire avviene esclusivamente sulla base dei maggiori avvenimenti accaduti il giorno prima, e non sembra esserci una predilezione verso uno sport in particolare. A conclusione dellanalisi relativa allo sport sui giornali generalisti nazionali, viene inserita unintervista a Daniele Dallera, caporedattore della sezione sportiva sul Corriere della Sera. Crede che lo spazio dedicato dalle testate generaliste nazionali allo sport sia adeguato? O, secondo lei, dovrebbe essere maggiore? Vedo che nei giornali generalisti c molta sensibilit e attenzione per lo sport. Il momento di crisi economica generale ed editoriale ha motivato risparmi e tagli nel numero delle pagine quindi c stato un restringimento degli spazi, non solo quelli sportivi, ma anche di altri settori importanti. Credo comunque che un lettore sensibile ai temi sportivi possa essere informato tranquillamente leggendo il quotidiano generalista. un giornalismo sportivo che va sulla notizia, la cura, la approfondisce, e racconta i protagonisti e le storie dello sport: una bella offerta che il giornale politico d a chi appassionato e attento alle vicende sportive. Pensa che il modo di fare giornalismo sportivo sui quotidiani generalisti nazionali sia diverso da quello sulle testate sportive? In cosa? Penso ci siano alcuni aspetti che collimano, per non c dubbio che latteggiamento del quotidiano politico sia diverso da quello sportivo. Noi dobbiamo non tanto selezionare le notizie, quanto avere idee nostre da sviluppare: un tema, un personaggio, unintervista, una storia, questo lo sforzo da fare. A volte leditoria generalista insegue quella sportiva e viceversa, per sono due strade parallele e abbastanza distinte. Secondo lei c equilibrio nel modo in cui vengono affrontati i vari sport? Ci sono sport che si sentono trascurati rispetto allo spazio dedicato al calcio. Non bisogna dimenticare che un giornalista deve essere attento e sensibile alle esigenze, alle passioni e alle attenzioni del lettore a cui si rivolge. Quando si parla di sport il calcio predominante sul resto, 55

ma credo che almeno il Corriere dia un sano equilibrio, concedendo spazio anche ad altre discipline. Piuttosto ribalterei il discorso: purtroppo sono alcuni sport nelle loro istituzioni e uffici stampa a essere poco attivi, si lamentano del poco spazio sui giornali, ma non fanno niente per promuovere i loro eventi e manifestazioni presso gli organi di stampa. Come mai secondo lei il calcio domina la scena dellinformazione sportiva? Il calcio unattivit continua (si gioca ogni giorno), offre spunti di racconto interessanti, desta interesse nellappassionato sportivo. Inoltre, riallacciandomi a quanto detto prima, il calcio fa il suo mestiere, gli altri no. Ogni giorno in redazione riceviamo telefonate e messaggi da squadre di calcio che non avrebbero neanche bisogno di farlo, mentre gli altri sport raramente si fanno sentire. Non crede che ci sia la tendenza a parlare e a scrivere un po troppo di calcio? A mio parere questo un problema che appartiene pi alla televisione che alla carta stampata. Spero e confido che lappassionato e il tifoso inizino ad avere un leggero disgusto per il tanto calcio che la tv offre, e ci sono gi i segnali di questa indigestione. Spero che siano pi invogliati ad andare allo stadio e sui campi dove si vede il miglior sport. Lappassionato di calcio deve sapere che sul quotidiano la notizia molto meglio curata rispetto alla televisione, trova approfondimenti e commenti che non ci sono in tv, basta avere tre minuti di tempo e di pazienza per leggere il giornale. La carta stampata indubbiamente ha una cura e unattenzione del suo destinatario maggiore rispetto a qualsiasi altro medium, dove comunque si lavora altrettanto bene. Noi siamo molto pi attenti ad approfondire una notizia, una storia o un personaggio. Di solito la redazione tv che copia una notizia dal giornale, solamente che la tv ha la potenza dellimmagine: c poco da fare, sul quotidiano non si pu raccontare un gol. Si pu affermare che, specialmente nei quotidiani generalisti, che hanno a disposizione per lo sport un numero limitato di pagine, trovano spazio solo gli sport che costituiscono uno spettacolo per il telespettatore, in altre parole quelli con pi audience televisiva? No, per me una considerazione sbagliata. Non bisogna essere sordi e ciechi nei confronti degli sport che hanno maggior successo, per si cerca sempre di dare spazio e attenzione, mandando inviati e impiegando giornalisti, anche dove non c grande seguito da parte delle televisioni. A volte, per esempio, nascono storie anche dove c una stasi. Secondo quanto emerso dallindagine effettuata sui pi diffusi quotidiani generalisti, tra tutti gli articoli pubblicati (escluse quindi le brevi), solo 21 su 739, quindi meno del 3 per cento, sono stati dedicati complessivamente a basket, volley e tennis, che pure sono i tre sport pi praticati in Italia dopo il calcio. Come mai?

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Intanto bisogna dire che una breve pubblicata su un quotidiano importante come il Corriere della Sera ma anche Repubblica e Stampa gi oro colato per gli altri sport. Noi non ci sentiamo in colpa rispetto a queste discipline, che seguiamo sempre con bravi giornalisti e con la dovuta cura. Certo che un gestore e responsabile deve gestire gli spazi a disposizione con attenzione e maturit, perch gli sport minori devono prendere atto che il calcio di gran lunga lo sport pi seguito. Trattandosi di quotidiani generalisti, chiaro che gli sport pi trattati sono quelli che storicamente suscitano pi interesse, cio calcio e Formula 1. C secondo lei una reale intenzione a promuovere e dare visibilit anche agli sport minori? S lintenzione c, e quando si svolgono eventi e manifestazioni importanti, questi vengono seguiti con il dovuto spiegamento di forze. Lo sforzo che dovremmo fare semmai quello di dedicare la dovuta attenzione anche quando non ci sono tali eventi eccezionali, inventandoci un pezzo o una storia che vadano in quella direzione. Io personalmente non posso non contemplare lattualit, per cerco sempre di inserire altri pezzi. In futuro, possibile che nellinserto sportivo di un giornale generalista nazionale venga equilibrato il diverso spazio dedicato ai vari sport a discapito del calcio o addirittura venga stravolta la gerarchizzazione degli argomenti? Dipende dai protagonisti. Quando negli anni novanta Alberto Tomba faceva incetta di vittorie sulla neve, lo sci dominava le pagine sportive dei quotidiani. Se trovassimo un altro Tomba probabilmente avremmo un effetto simile, dipende dai risultati e dai personaggi che animano il mondo sportivo. Per il resto credo che bisogna rassegnarsi, come negli Usa ci sono pagine e pagine dedicate al football americano, in Italia il calcio godr sempre di maggiori spazi e attenzioni14. 2.4 I quotidiani locali Lultima tappa del lavoro dindagine sullo spazio dedicato ai diversi sport dalla carta stampata riguarda i quotidiani locali, nella fattispecie quelli della citt di Padova. In particolare sono stati analizzati il Mattino di Padova e il Gazzettino nelledizione di Padova. In realt, mentre il primo una vera e proprio testata giornalistica, il secondo un inserto estraibile contenuto nel quotidiano Il Gazzettino. Tuttavia, per comodit, dora in poi entrambi verranno definiti giornali, quotidiani o testate giornalistiche anche se tali espressioni non sono completamente appropriate.


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D. Dallera, da unintervista rilasciata allautore a Milano in data 07-05-2013.

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La tabella 2.6 illustra lo spazio fisico occupato dalle diverse discipline sportive nei giornali locali presi in analisi. Calcio Formula 1 Motomondiale Altro motori Ciclismo Pallacanestro Pallavolo Tennis Nuoto Rugby Atletica Pallanuoto Golf Vela Sport invernali Ginnastica e fitness Altri sport Sport paralimpici Istituzionali e varie % Inserto sportivo su totale pagine giornale IL MATTINO DI PADOVA 54,94% 3,97% 0,05% 0,31% 5,77% 6,64% 5,47% 0,19% 0,19% 9,11% 6,93% 0,19% 0,61% 1,07% 2,52% 0,82% 1,21% 13,22% IL GAZZETTINO DI PADOVA 70,17% 0,30% 1,78% 5,82% 6,37% 0,04% 0,34% 3,40% 1,87% 0,93% 0,04% 0,93% 1,23% 5,06% 1,15% 0,55% 23,62% MEDIA TOTALE 63,05% 1,86% 0,02% 0,31% 3,65% 6,20% 5,95% 0,11% 0,27% 6,07% 4,23% 0,59% 0,02% 0,78% 1,15% 3,87% 1,00% 0,86% 17,16%

Tabella 2.6: spazio fisico medio giornaliero dedicato dai due principali quotidiani locali di Padova ai diversi sport tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Partendo dallosservazione del dato concernente la media dei due giornali si possono riscontrare analogie e differenze con i casi analizzati nei due precedenti paragrafi. Innanzitutto si nota come le pagine sportive costituiscano il 17 per cento del totale del giornale, quasi 10 punti in pi rispetto alla media dei quotidiani generalisti nazionali. Ci evidenzia come lo sport sia una sezione di fondamentale importanza allinterno della carta stampata locale, soprattutto perch costituisce lunica fonte dinformazione in grado di approfondire le notizie riguardanti le realt sportive del territorio. Un lettore, infatti, interessato a notizie e commenti sportivi di stampo nazionale, acquister un giornale specializzato perch sicuro di trovare l quello che cerca; al contrario chi interessato maggiormente alla politica e alla cronaca, e si accontenta di conoscere i pi importanti fatti sportivi del momento, far ricadere la propria scelta su un quotidiano generalista nazionale. Ma coloro che, invece, vogliono avere informazioni e approfondimenti sui risultati della squadra locale, che magari non milita nella pi alta categoria di gioco, o che comunque pratica uno sport cui a livello nazionale non si d particolare rilievo, dovranno necessariamente rivolgersi ai quotidiani locali, dove con ogni probabilit troveranno ci che cercano. Ecco quindi che, testate 58

come le due prese in analisi, devono adeguarsi alle necessit del pubblico, che talvolta specialmente nelledizione del luned di cui si parler in un secondo momento compra il giornale principalmente per informarsi sugli accadimenti sportivi. Andando ad osservare i numeri riguardanti i diversi sport ci si accorge di come il calcio, che occupa circa il 63 per cento dello spazio a disposizione sul giornale, sia ancora una volta la disciplina regina, in grado di catalizzare la stragrande maggioranza delle attenzioni. Daltronde la provincia di Padova annovera due squadre in Serie B Padova e Cittadella cui quotidianamente vengono dedicati pezzi che tastano il polso della situazione, accompagnando il lettore verso la partita di campionato in programma nel fine settimana. Se tale rilevazione non rappresenta una sorpresa, altrettanto non si pu dire per ci che riguarda gli sport che si collocano immediatamente alle spalle del pallone, che costituiscono un elemento di novit rispetto a quanto si era osservato nelle due precedenti categorie di giornali analizzate. Invece della Formula 1, e pi in generale dei motori, nella piazza donore si collocano tre sport di squadra: rugby, pallacanestro e pallavolo, che occupano ciascuna circa il 6 per cento dello spazio fisico totale, seguono latletica leggera e la categoria altri sport (intorno al 4 a testa), e il ciclismo (oltre il 3,5). Alla base di questo cambiamento dei valori rispetto a quelli dei quotidiani nazionali sportivi e non stanno dei motivi di facile intuizione. Per prima cosa la Formula 1 una categoria sportiva di livello mondiale, che ben poco ha a che fare con la provincia di Padova. La scelta di non dedicarvi spazio appare quindi scontata, non essendoci elementi di interesse per un lettore padovano che cerca informazioni sportive riguardanti il suo territorio. Se, per assurdo, il lavoro dindagine fosse stato effettuato in un periodo qualsiasi tra la fine degli anni settanta e linizio degli anni novanta, quando Riccardo Patrese15 otteneva buoni risultati sui circuiti di tutto il mondo, molto probabilmente lo spazio destinato alle quattro ruote sarebbe molto simile a quello riscontrato nelle testate nazionali. Per quanto riguarda invece gli sport di squadra, il loro successo in termini di spazio dovuto sia alla tradizione che tali discipline incarnano nella storia dello sport patavino, sia ai buoni risultati che le compagini della provincia conseguono nei rispettivi campionati. Nel rugby per esempio, la squadra del Petrarca una delle pi blasonate dItalia, e con 12 campionati nazionali vinti lultimo nel 2011 la terza formazione pi scudettata dItalia; anche nella stagione appena conclusa rimasta in corsa fino allultima giornata per i play off che valgono il titolo di Campione dItalia16. Inoltre si consideri che atleti importanti come Marco Bortolami o i fratelli Bergamasco,
Riccardo Patrese un ex-pilota padovano, che ha corso in Formula 1 dal 1977 al 1993, vincendo 6 Gran Premi, salendo 37 volte sul podio, e conquistando il secondo posto della classifica mondiale piloti nel 1992 (fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Patrese>, [ultima cons. 22-04-2013]). 16 Petrarca Rugby, <http://www.petrarcarugby.it/>, [ultima cons. 23-05-2013].
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molto conosciuti tra gli appassionati del rugby non solo in Italia, sono di origini padovane, e questo costituisce un ulteriore motivo dinteresse da parte dei media locali nei confronti della palla ovale. Anche per la pallavolo si pu fare un discorso simile: la squadra maschile di Padova una delle pi antiche societ del panorama italiano, e la seconda per numero di stagioni disputate nella massima serie. Nellultima stagione ha militato in Serie A2 (le seconda categoria nazionale) perdendo solo in finale la possibilit di accedere in Serie A1. Per di pi, il comitato provinciale padovano di volley il terzo in Italia per numero di tesserati, dietro soltanto a quelli delle due metropoli Roma e Milano, segno che la pallavolo nella citt del Santo non pu essere considerata uno sport secondario. Per quanto riguarda la pallacanestro invece, nonostante la storia recente sia avara di soddisfazioni, grande interesse destato dalle diverse compagini patavine che militano nelle serie minori; in questo caso il principale motivo dattenzione dato dalla squadra femminile del San Martino di Lupari (comune nel Nord della provincia padovana), che proprio questanno ha raggiunto la promozione in Serie A1. Dietro ai tre pi importanti sport di squadra si colloca latletica leggera. Differentemente da quanto riscontrato nellanalisi dei giornali nazionali, la scomparsa di Pietro Mennea non ha inciso in maniera decisiva sullo spazio dato alla regina degli sport, infatti, sulle colonne dei due quotidiani locali sono stati dedicati solo pochi pezzi in cui alcuni personaggi dello sport padovano hanno ricordato episodi legati al grande campione pugliese. Ci che invece ha influito maggiormente sullo spazio fisico occupato dallatletica leggera sono stati i Campionati Europei indoor disputati a Goteborg a cui hanno partecipato diversi atleti patavini (o militanti in una societ di Padova), riuscendo in due casi anche a salire sul podio. Non va tralasciata infine linaugurazione, avvenuta il 10 marzo, del nuovo palaindoor, che ha calamitato linteresse della stampa per uninfrastruttura, che, stando alle aspettative, dovrebbe affermarsi come la pi importante nel suo genere in tutto il Nord Italia. Il dato tuttavia pi rilevante quello relativo alla categoria altri sport, che, mentre per le testate di diffusione nazionale non rappresenta motivo di grande interesse, nel caso della stampa locale riscontra un discreto successo in termini di spazio. Discipline praticate a livello dilettantistico come la scherma, la pallamano, il football americano, il tennis tavolo o lhockey online trovano frequentemente spazio allinterno delle pagine sportive, segno che la stampa locale simpegna a dare visibilit seppur con una netta prevalenza del calcio a tutte le attivit presenti sul territorio. Quanto detto finora riferito alla media dei dati analizzati sulle due testate prese in esame. Andando invece a soffermarsi singolarmente prima sulluna e poi sullaltra, si possono osservare differenze sostanziali che fanno emergere caratteristiche piuttosto diverse tra loro.

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Il Mattino di Padova un giornale che, seppur di stampo locale, dedica ampio spazio alla cronaca nazionale. Conseguentemente, anche la prima pagina della sezione sportiva contiene informazioni dinteresse nazionale: ci spiega le discrete percentuali di spazio dedicate a ciclismo (pi del 5,5 per cento) e Formula 1 (4). Il calcio, invece, pur affermandosi ancora una volta come la disciplina nettamente pi seguita, fa registrare la pi bassa percentuale (solo 55 punti) tra tutti i quotidiani presi in analisi. Per contro, i tre pi diffusi sport di squadra (pallacanestro, pallavolo e rugby) raggiungono complessivamente la pi alta percentuale in assoluto (21); in particolare lo sport con la palla ovale che da solo supera il 9 per cento - risulta il secondo sport pi seguito dal Mattino, tanto che, in prossimit di partite o eventi importanti, riesce a scalzare il pallone dalle prime pagine dellinserto sportivo. Abbastanza diversa la struttura del Gazzettino di Padova che, essendo linserto estraibile di un quotidiano che gi tratta avvenimenti di rilievo nazionale, si occupa esclusivamente di fatti riguardanti il territorio patavino, compresi quelli sportivi. A differenza del Mattino, in questo caso il calcio raggiunge i livelli gi osservati precedentemente nelle testate nazionali (70 per cento). Linevitabile conseguenza la riduzione dello spazio riservato ai tre principali sport di squadra (circa 15,5 per cento), in particolare il rugby (meno del 3,5); questo calo favorisce i cosiddetti altri sport ovvero i gi citati pallamano, football americano, scherma, ecc. che raddoppiano lo spazio di cui godono sul Mattino. Tuttavia, unimportante peculiarit del Gazzettino lattenzione dedicata alle categorie giovanili, ai campionati non professionistici nonch a quelli organizzati dagli enti di promozione sportiva come il CSI e la UISP: settimanalmente sono presenti rubriche a tutta pagina in cui, oltre ai risultati delle diverse competizioni locali, sono presenti articoli in cui vengono presentate le attivit di societ sportive dilettantistiche (quasi esclusivamente di calcio e pallavolo) della provincia. Diversamente da quanto fatto nei paragrafi riguardanti i quotidiani sportivi e generalisti nazionali, in questo si omette la tabella contenente il numero di testi che i due giornali locali dedicano a ciascuno sport. Infatti, essendo le percentuali molto simili a quelle relative allo spazio occupato, si rischierebbe di ripetere ci che stato appena detto, rendendo il compito del lettore noioso e ripetitivo. Le uniche note degne di menzione sono la tendenza come negli altri generi di quotidiano ad approfondire largomento calcistico attraverso articoli approfonditi piuttosto lunghi, e la controtendenza a trattare allo stesso modo, pur con le dovute proporzioni, latletica leggera e gli sport di squadra, siano essi i tre pi quotati basket, volley e rugby o quelli appartenenti alla categoria altri sport (hockey online, pallamano, ecc.), le cui notizie sui quotidiani nazionali sono invece prevalentemente condensate nelle brevi.

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Di ben altro interesse il discorso legato alledizione del luned delle testate locali, in cui la sezione sportiva assume unimportanza di primordine. Basti pensare che il primo giorno della settimana il Mattino dedica allo sport mediamente il 45 per cento delle pagine totali, mentre il Gazzettino addirittura il 75. Inoltre, come gi stato riscontrato anche nei giornali generalisti nazionali, linserto sportivo introdotto da una prima pagina ad hoc con tanto di testata in cui vengono riassunti i maggiori avvenimenti della domenica. Nel caso del Mattino, linserto si chiama Sport luned e la copertina dedica ampio spazio ai fatti sportivi nazionali, con relativo articolo di fondo, raccogliendo quelli locali in piccoli strilli posizionati sul taglio alto; sul Gazzettino il fascicolo Ognisport - Padova mostra in prima pagina solo notizie sportive locali, dedicando il pezzo di fondo alla situazione del Padova Calcio. La figura 2.2 mostra il numero di pagine medie che i due quotidiani padovani dedicano ai diversi sport il luned.
20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0

Pagine

Il Mattino di Padova Il Gazzettino di Padova Media totale

Sport

Figura 2.2: pagine medie dedicate ai diversi sport dalledizione del luned dei due principali quotidiani locali di Padova tra il 25 febbraio 2013 e il 24 marzo 2013.

Come si pu notare le pagine dedicate al calcio sono nettamente maggiori rispetto a quelle destinate agli altri sport. Ogni luned, infatti, trovano spazio i resoconti delle gare di tutti i campionati in cui sono coinvolte squadre padovane, da quelli professionistici a quelli dilettantistici. Ma mentre il Mattino, in cui le pagine calcistiche sono circa il 46 per cento del totale, dedica le prime due al campionato di Serie A per poi riportare sulle successive la cronaca di alcuni incontri disputati da squadre padovane nelle tre categorie dilettantistiche pi importanti17 relegando tutti gli altri risultati in unapposita pagina, sul Gazzettino dove le pagine destinate al pallone costituiscono quasi il 73 per cento dellintera sezione sportiva sono presenti i resoconti di tutti i
Le categorie dilettantistiche del calcio sono sei, in ordine dimportanza: Serie D, Eccellenza, Promozione, 1^ categoria, 2^ categoria e 3^ categoria.
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match delle formazioni patavine di Serie D, Eccellenza, Promozione, 1^ categoria, nonch delle pi importanti partite di 2^ e 3^ categoria; inoltre tutte le classifiche di questi campionati vengono pubblicate in una pagina a parte. Alla mole di spazio occupato dal calcio, contribuisce in questo caso anche il calcio a 5, soprattutto grazie allattenzione riservata alla squadra della Luparense, una delle pi titolate in Italia, vincitrice tra laltro dellultima Coppa Italia. Seppur in misura minore, anche i pi volte menzionati pallavolo, pallacanestro e rugby godono di un interesse da parte della stampa che non riguarda solo le squadre impegnate nei campionati di prima fascia: ad ognuna delle tre discipline entrambe le testate locali dedicano circa due pagine (con leccezione del rugby cui sul Gazzettino viene destinata non pi di mezza facciata) contenenti le cronache degli incontri delle formazioni provinciali che partecipano ai campionati nazionali non professionistici18 e a quelli regionali. Per quanto riguarda tutti gli altri sport, ne viene data notizia solo se una squadra o un atleta padovani gareggiano ad alti livelli, il caso della pallamano, della pallanuoto, dellhockey online, del football americano, dellatletica leggera, della ginnastica. un modo questo per far sapere agli appassionati sportivi che anche nelle discipline meno conosciute e praticate ci sono atleti e realt del territorio in grado di raggiungere buoni risultati. Quanto appena detto non vale per per il ciclismo: gli articoli sono prevalentemente relativi a corse e appuntamenti amatoriali, in questo caso il giornale diventa un foglio di informazione per tutti gli amanti delle due ruote che non sono troppo interessati al risultato agonistico. Linserto del luned quindi un grande contenitore dinformazione sportiva in grado di fornire al lettore una vasta variet di notizie: anche nonostante una netta preponderanza del pallone, la stampa locale si dimostra aperta a tutte le discipline, comprese quelle che a livello nazionale non godono di un alto grado di attenzione. A conclusione del paragrafo, si propone nuovamente unintervista a un giornalista. In questo caso Paolo Don, redattore sportivo delledizione padovana del Gazzettino, risponde alle domande riguardanti la situazione dello sport sulla stampa locale. Crede che lo spazio dedicato dalle testate locali allo sport sia adeguato? O secondo lei dovrebbe essere maggiore? Lo spazio acquisito dallo sport in funzione di un assestamento progressivo basato sulla percezione dei desideri e dei bisogni della gente. Se ci fosse una sproporzione dello spazio dedicato allo sport riceveremmo lettere di proposta o suggerimento, ma questo non avviene. Certo, come redattore gradirei anche pi spazio, perch le notizie non mancano mai; ma questo deve essere in
Nella pallacanestro e nella pallavolo, solo le due massime categorie nazionali possono essere considerate professionistiche, nelle altre, infatti, i giocatori percepiscono non pi di un rimborso spese. Nel rugby, invece, solamente il campionato di Eccellenza (ovvero la categoria pi alta in Italia) disputato da atleti professionisti.
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equilibrio con gli altri settori del giornale, anche la sezione di cultura e spettacoli, per esempio, ha bisogno del suo spazio. Inoltre bisogna considerare che le pagine vanno fatte e ci dipende da quanti redattori ci sono a disposizione. Pensa che il modo di fare giornalismo sportivo sui quotidiani locali sia diverso da quello sulle testate nazionali? In cosa? Non credo ci siano grandi differenze. Il modo di approcciare lo sport pi meno lo stesso, la preparazione uguale per tutti. Penso piuttosto che la diversit sia proprio nella materia prima a disposizione. Per esempio il giornalista del quotidiano di una piccola citt che deve seguire la squadra locale in trasferta si trova a raccontare una partita di basso livello da una tribuna stampa improvvisata in uno stadio con poche migliaia di posti; linviato del Corriere della Sera invece segue una partita di alto livello, magari dallo stadio Meazza di Milano con tutti i comfort del caso: si tratta sempre di 90 minuti di calcio, ma la sostanza un po diversa. Ci sono secondo lei lettori che il luned comprano il giornale locale solo ed esclusivamente per leggere di sport? Guardando i dati di distribuzione non mi risulta che il luned vengano vendute meno copie rispetto agli altri giorni, anzi. E considerando che di domenica comune, municipio, prefettura, ecc. sono chiusi, e quindi non forniscono notizie, direi che lo sport da solo in grado di sopperire a questa mancanza. Questo mi porta a definire ledizione del luned un quotidiano semi-sportivo. C equilibrio nel modo in cui vengono affrontati i vari sport? Non facile dare una risposta a questa domanda. Io dico che lequilibrio dato dalla notizia. Nel nostro mestiere la cosa pi difficile valutare la notizia e capire quanto pu essere interessante per la gente. Credo che lequilibrio tra i diversi sport sulle pagine del giornale non sia casuale ma, come ho gi detto, determinato dalle esigenze del pubblico. Inoltre penso che sia aumentata la sensibilit nei confronti delle altre discipline: una volta il calcio era molto pi preponderante di oggi. Come mai, a suo parere, il calcio domina la scena dellinformazione sportiva? Innanzitutto il calcio in grado di dare emozioni uniche. Alcuni studiosi dicono che la partita di calcio riproduce le movenze di un torneo medievale, e credo che questo eserciti un fascino originario e inconscio. Inoltre penso che nel calcio, pi che in ogni altro sport, valga il fattore sorpresa (il cosiddetto bello del calcio). Poi non va dimenticato che uno sport molto televisivo e facile da seguire, grazie anche alle sue poche e semplici regole. Infine non va sottovalutato un aspetto molto concreto: il calcio praticabile a costi zero e dappertutto, questo chiaramente ha favorito la sua diffusione aumentandone il numero di appassionati.

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il pubblico che vuole che i giornalisti continuino a scrivere e a parlare di calcio, o sono i giornalisti che impongono il calcio sul pubblico scrivendo principalmente di quello? Non esageriamo, direi che la seconda ipotesi assolutamente fuori luogo. I giornalisti vanno prima dalla notizia, e la notizia in Italia il calcio. Se dovessimo scrivere due pagine su uno sport sconosciuto come il broomball19 non credo che i nostri lettori apprezzerebbero la cosa. Si pu affermare che i giornali locali diano priorit diverse a sport diversi in base alla tradizione che questi incarnano e al loro grado di diffusione nel territorio di riferimento? Non esattamente. Direi piuttosto che le priorit dipendono dai risultati che una determinata squadra o un determinato atleta ottengono, al di l della tradizione che lo sport in questione incarna. Se per esempio la squadra padovana di baseball dovesse vincere il campionato, la notizia troverebbe senzaltro spazio anche in prima pagina. Inoltre bisogna considerare i personaggi che fanno notizia, a prescindere dallo sport che praticano. Lamericano del Padova Lalas20 era spesso sulle pagine dei giornali, e non sempre per le sue prestazioni sul campo da gioco. Crede che i giornali locali rappresentino lunica fonte dinformazione per uno sportivo che vuole seguire con continuit landamento delle varie squadre della provincia nei diversi sport? Assolutamente s. Sui giornali nazionali non si trova niente, a meno che la squadra non militi nella massima serie di uno sport dinteresse per il quotidiano. I giornali locali, almeno a Padova, hanno dimostrato una particolare attenzione per sport cosiddetti minori, per le societ dilettantistiche del territorio e per i risultati delle categorie giovanili o di campionati di enti di promozione sportiva (CSI, UISP, ecc.). Si pu affermare che il giornalismo sportivo a livello locale svolga una funzione di servizio e di promozione di quelle realt che normalmente non hanno unelevata visibilit mediatica? Innanzitutto voglio ridefinire il concetto di sport minore. Minore non un declassamento, n unaccezione negativa, vuol dire soltanto che uno sport meno seguito e praticato di altri. Se sistematicamente viene dato spazio a uno sport minore questo diventa maggiore. Rispondendo direttamente alla domanda, direi che per quanto riguarda gli sport minori, lo spazio viene dato soprattutto perch le squadre coinvolte militano nella massima serie, e questo costituisce una discriminante non da poco. Per quanto invece concerne lattenzione riservata alle categorie giovanili e alle societ dilettantistiche e amatoriali, penso che pi che una funzione di servizio e promozione il quotidiano locale svolga unazione di riconoscimento positivo dellattivit.
Sport simile allhockey su ghiaccio, in cui al posto dei pattini si usano speciali scarpe con suola antiscivolo, e al posto del bastone viene utilizzata una sorta di scopa per colpire una pallina di gomma cercando di recapitarla nella porta avversaria (NdA, fonte Comitato Italiano Broomball, <http://www.broomball.it>, [ultima cons. 30-04-2013]). 20 Alexi Lalas un ex-calciatore che ha giocato nel Padova dal 1994 al 1996. Primo americano del dopoguerra a sbarcare in Serie A, ricordato per laspetto pittoresco e per la passione per la musica: durante la sua carriera agonistica, infatti, suonava la chitarra e incideva dischi con la sua band (NdA, fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Alexi_Lalas>, [ultima cons. 30-04-2013]).
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Un giornale non butta via niente, magari sintetizza molto, ma pubblica quello che riceve. Noi diamo spazio volentieri a quello che le piccole societ e i piccoli movimenti sportivi ci inviano; e abbiamo visto che ci molto apprezzato dai lettori. Viviamo di notizie, perch non dare una notizia? Per noi doveroso. Anche soltanto lannuncio di una manifestazione amatoriale fa piacere agli appassionati. Chiaramente questa una caratteristica peculiare della stampa locale, impensabile trovare informazioni di questo tipo su una testata nazionale. In futuro, possibile che nellinserto sportivo di un giornale locale venga equilibrato il diverso spazio dedicato ai vari sport a discapito del calcio o addirittura venga stravolta la gerarchizzazione degli argomenti? Non penso. Anzi credo che pi di equilibrio bisognerebbe parlare di squilibrio. Si impiegato tanto tempo (anche inconsciamente) a definire gli spazi, che possono variare anche molto. Se dimezzassimo lo spazio al calcio, la gente non la prenderebbe bene. Inoltre ci sono problemi pratici: non possibile ridurre a tre righe notizie di calcio che solitamente vengono date in 20, viceversa impensabile aumentare lo spazio per uninformazione di un altro sport cui bastano poche righe, si rischierebbe di parlare del niente. Nello spazio dedicato agli sport non c nulla di casuale, gli equilibri sono abbastanza consolidati. Poi tali equilibri sono relativi, qualsiasi notizia di una squadra minore pu far lievitare a dismisura le pagine. Se un atleta locale vince una medaglia alle Olimpiadi, anche se del suo sport normalmente non si parla, gli si dedicano diverse pagine, perch il pubblico si sente coinvolto e investito nella parte, in qualche modo si riconosce nellatleta. Limportante utilizzare sempre il buon senso21. 2.5 Riflessioni conclusive sulla ricerca Riassumendo e semplificando in pochi concetti quello che emerso dalla ricerca, si pu affermare che sulla stampa italiana il calcio lo sport che calamita la grande maggioranza dellattenzione, alle sue spalle solo i motori e pi in particolare la Formula 1 sono in grado di suscitare con continuit un certo interesse, mentre gli altri sport sono destinati a spartirsi le briciole rimaste. Gi scorrendo la storia dello sport italiano, si potuto notare come durante tutto il XX secolo il pallone e i motori si siano affermati come le pi importanti e rappresentative discipline sportive del Paese; ora si prover a comprendere quali siano i motivi che le hanno portate a diventare tali. In realt, per quanto riguarda il calcio, bisogna allargare la sfera a tutto, o quasi, il continente europeo e, addirittura, a tutto il pianeta. Infatti, errato affermare che il suo successo e la
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P. Don, da unintervista rilasciata allautore a Padova in data 29-04-2013.

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sua popolarit nettamente superiori agli altri sport siano una peculiarit solo italiana, ma piuttosto un fenomeno esteso alla maggior parte del mondo, come emerge chiaramente dalla figura 2.3. Nei pochi paesi in cui il pallone non ha preso il sopravvento, come ad esempio gli Stati Uniti o lAustralia, hanno prevalso ragioni storico-nazionalistiche che miravano a una distinzione dal Vecchio Continente (il football, infatti, nato in Inghilterra).

Figura 2.3: mappa degli sport pi popolari nei paesi del mondo (fonte Target Map22).

Per provare a spiegare il virale successo ottenuto dal calcio nel corso degli anni, Remo Bassetti, raccoglie diverse ipotesi, alcune piuttosto suggestive. Rifacendosi alletologo Morris accosta la partita di calcio a una battuta di caccia in cui latleta deve centrare il bersaglio per violare la porta avversaria; successivamente vi individua un aspetto bellico: la squadra avversaria incarna il nemico, e lincontro sportivo visto come una battaglia in cui bisogna difendere il proprio territorio e conquistare quello altrui con lo scopo finale di sopraffare gli avversari. Unaltra possibile supposizione quella che vede la partita di pallone come una cerimonia religiosa: questo sia per le pratiche propiziatorie, le superstizioni, la comune fede dei tifosi23, che per alcune forme del rito religioso che sembrano prese in prestito dal calcio (officianti, spettatori, una sequenza di azioni codificate, un quadro spazio temporale ben definito, emozioni espresse con lausilio di mezzi convenzionali24); tuttavia tra rito religioso e partita di calcio ci sono due differenze ben marcate:
Most Popular Spectators Sports in the World, <http://www.targetmap.com/viewer.aspx?reportId=13258>, 2012, [ultima cons. 26-04-2013]. 23 R. Bassetti, Op. cit., pp. 181. 24 Ibid.
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Target

Map,

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mentre il primo caratterizzato da una rigorosa ripetizione del cerimoniale, la seconda contraddistinta dagli elementi di novit e sorpresa. Unultima spiegazione di tipo libidico, che vede cio il gol, ovvero il gesto di infilare il pallone in porta, come una metafora dellappropriazione sessuale della donna. Tuttavia lo stesso Bassetti a smontare tutte queste ipotesi di carattere antropologico, sostenendo che la pi appropriata spiegazione del successo del pallone va ricercata nella sua efficacia spettacolare: le pause di gioco frequenti consentono ai calciatori di simulare, litigare e di eseguire una sorta di rappresentazione teatrale, conferendo al calcio un livello di drammaticit impossibile da riscontrare in qualsiasi altra disciplina25. Se per per quanto riguarda il football possibile fare un discorso globale, altrettanto non si pu dire per i motori. Innanzitutto bene ripetere, qualora non fosse ancora chiaro, che in Italia quando si parla di motori si pensa alla Formula 1, e pi specificatamente alla Ferrari. La Rossa di Maranello un simbolo per tutti gli appassionati italiani, che preferiscono di gran lunga la vittoria di un pilota straniero al volante della Ferrari, che quella di un italiano seduto in una monoposto straniera. Alla base di questo amore che lega molti sportivi italiani alla scuderia modenese ci sono fondamentalmente tre ragioni, individuate ancora una volta da Bassetti. La prima ci che la casa automobilistica Ferrari rappresenta, ovvero larchetipo dellimpresa tipicamente nazionale: limpresa medio-piccola [], operante nel territorio padano, a lavorazione artigianale, a vocazione prevalentemente esportatrice26 in cui molti lavoratori italiani si possono riconoscere. Il secondo motivo la cultura motoristica presente in Italia, che vanta una delle pi alte densit motoristiche al mondo (nel 2004 si contavano 1,8 abitanti per automobile e addirittura 105,4 vetture per chilometro quadrato). Nel nostro Paese lautomobile ha assunto il ruolo di status-symbol, tanto che spesso la ricchezza di una persona si misura dalla potenza dei cavalli dellautomobile che possiede, portando non di rado i lavoratori a investire buona parte del salario nellacquisto delle quattro ruote, come se queste fossero in grado di appiattire le differenze tra i diversi ceti sociali. Per illustrare la terza causa forse quella principale della passione italiana per la Ferrari, si prendono direttamente in prestito le parole dello stesso Bassetti:
Uno dei grandi terrori del nostro secolo stata la meccanizzazione dellumanit, il timore che i ritmi alienanti della produzione, la ripetitivit dei gesti, la spersonalizzazione dei rapporti in un mondo nel quale la macchina (intesa non solo come auto) rischiava di divenire il principale interlocutore generasse un uomo artificiale, contaminato dallasettico cinismo delle lamiere, deprivato dei sentimenti. Ferrari [Enzo, fondatore dellomonima casa automobilistica, (NdA)] grazie al carisma e alla ridondanza della sua personalit ha compiuto il miracolo di umanizzare


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Id., pp. 180-182. Id., p. 249.

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la macchina, di darle unanima, di tratteggiarle nel nostro immaginario una fisionomia che coincideva con la sua27.

Il grande successo ottenuto dal calcio e dalla Formula 1 dunque sufficiente a giustificare una cos netta disparit di trattamento da parte dei giornali? Apparentemente s e la ragione, secondo Filippo Grassia, famoso giornalista sportivo e docente universitario, prevalentemente di carattere economico, vige cio la legge della domanda e dellofferta. Non n colpa dei lettori che vogliono sentire parlare solo del pallone, n dei giornalisti che lo impongono stabilendo quale sia la tendenza da seguire, bens una via di mezzo: il calcio fa ancora vendere, e allora avanti con il calcio, [] il giorno che la moda cambiasse, [] che il calcio annoiasse, beh, state certi, faremmo una full-immersion di atletica e nuoto, hockey su ghiaccio e a rotelle, scherma e ginnastica28. E per giustificare lo spazio concesso alla Formula 1, lo stesso Grassia conferma che il merito esclusivamente della Ferrari che in Italia rappresenta unistituzione, [] come la Madonna: guai a chi la tocca, piace anche agli atei29. A sostegno di questa tesi sono le argomentazioni delleconomista Tito Boeri, secondo cui le grandi squadre di calcio italiane hanno un rapporto stretto con linformazione e sono coinvolte nel mondo dei media, partecipando anche allazionariato di giornali, radio e televisioni. chiaro quindi che lenorme spazio che hanno a disposizione sui quotidiani serve anche per creare consenso e stimolare appassionati e non, in modo da attirare possibili introiti economici. A questo si lega la questione dei diritti televisivi, che, per le societ italiane, sprovviste di stadi di propriet e incapaci di elaborare efficaci strategie di marketing, costituiscono la maggior fonte di ricavo. Per attirare potenziali spettatori televisivi verso le tv a pagamento, la carta stampata pu costituire unottima cassa di risonanza in grado di calamitare linteresse del pubblico verso un campionato che fa sempre pi fatica a mantenere una sua stabilit economica30. Il giornalista della Gazzetta dello Sport Elio Trifari afferma invece che il calcio domina linformazione sportiva in quanto disciplina largamente pi diffusa e popolare, e quindi lo spazio che occupa sulla carta stampata non fa altro che riflettere tale dominio. Inoltre, il successo del pallone in ambito mediatico dovuto al fatto che esso risponde ampiamente ai criteri base dello spettacolo sportivo, poich prevedibile in termini di programmazione dellavvenimento, garantisce la certezza del risultato e si basa su poche regole fondamentali, che sono immutate sostanzialmente da pi di cinquantanni31. Inoltre, egli sostiene che i dati degli ascolti televisivi determinino la gerarchia degli sport sulle pagine dei quotidiani: in altre parole lo spazio di cui gode
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Id., p. 250. F. Grassia, Grazie, sport, in A. Borri (a cura di), Sport e Mass Media, Bari, Laterza, 1990, p. 60. 29 Ibid. 30 T. Boeri, Parler Solo di Calcio, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 31-34. 31 E. Trifari, Un Giornale Sportivo come Osservatorio, in A. Borri, Op. cit., p. 149.

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uno sport sulla stampa direttamente proporzionale al numero di spettatori che lo guardano attraverso il piccolo schermo; permangono in ogni caso alcune eccezioni, come il pugilato che, disciplina televisiva per antonomasia, non si presta altrettanto bene al racconto scritto. Quasi esclusivamente calcio e Formula 1 dunque, ma per gli altri sport ci sar mai una rivincita in termini di spazio e visibilit sui giornali? La risposta sembra essere negativa. Come si pi volte ripetuto, la stampa sportiva in Italia rappresenta lunico modello di stampa popolare, e lo sport pi popolare il football, di conseguenza sarebbe alquanto rischioso e illogico modificare unimpostazione editoriale improntata sul pallone. In questo senso, sono emblematiche le parole dello storico direttore della rosea Gino Palumbo: Quando la Nazionale di basket ha vinto il Campionato europeo [] labbiamo sparata in prima pagina ma non abbiamo venduto una copia in pi. Dopo il calcio la Formula 1 di automobilismo che piace di pi alla gente32. Linteresse della stampa si concentra quindi sullo sport inteso come spettacolo: uno spettacolo il calcio per la sua imprevedibilit, per i colpi di classe che illuminano le partita e anche per latteggiamento teatrale che ormai hanno assunto i calciatori; uno spettacolo anche la Formula 1 con il fattore rischio dovuto allalta velocit a cui gareggiano le autovetture, con i sorpassi e gli incidenti che tengono con il fiato sospeso gli appassionati. Questa ossessiva attenzione per ci che spettacolare, penalizza per ci che apparentemente non lo , ovvero lo sport dilettantistico, spesso fondato sul volontariato, praticato da milioni di italiani. Risiede proprio in questa mancanza, secondo Mauro Dutto, la vera debolezza della stampa sportiva e del giornalismo di settore in generale: senza unadeguata attenzione mediatica le manifestazioni sportive minori faticano a sopravvivere, se manca visibilit mancano di conseguenza il sostegno finanziario, interventi pubblicitari e di sponsorizzazione e formule organizzative adeguate. Secondo Dutto bisognerebbe quindi mettere in atto una rivoluzione copernicana per cui al centro del fenomeno sportivo non ci sarebbe pi il tifoso travestito e bardato da guerriero in tribuna, ma il praticante di qualsiasi sport nei campi della sua disciplina33. Solo i quotidiani locali che settimanalmente danno spazio ai risultati dei campionati giovanili o di enti di promozione sportiva, proponendo articoli di presentazione delle societ del territorio, e ricordando manifestazioni sportive dedicate agli amatori sembrano muoversi, seppure in maniera molto cauta, verso questa direzione. Ma per il resto si pu parlare di una stampa che sinteressa pi allo spettacolo sportivo che allo sport quale attivit aggregante e portatrice di valori.


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M. Pennacchia, Uno Stadio Planetario, in A. Borri, op. cit., p.125. M. Dutto, LAnello Debole, in A. Borri, Op. cit., p. 53.

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3. Personaggi e altri sport


Nella ricerca presentata nel precedente capitolo, si chiaramente visto come il calcio sia lo sport pi popolare in Italia e come, di conseguenza, anche la carta stampata si focalizzi con maggior attenzione su di esso, sapendo che il pubblico non mai sazio di notizie, approfondimenti, curiosit e interviste sul mondo del pallone. Anche la Formula 1, seppur in misura minore, conosce sui giornali un buon successo, non ci si limita infatti a dare i risultati delle corse, ma si tende ad approfondire tutto ci che gravita intorno al cosiddetto circo dei motori. Per quanto riguarda le altre discipline, invece, la situazione un po differente: raramente sulla stessa edizione del giornale si trovano pi articoli dedicati a uno sport minore, infatti, si usa sempre pi spesso condensare in un unico pezzo tutte le notizie, anche se slegate tra di loro, o al massimo inserirle in brevi con funzione accessoria. 3.1 La Pellegrini e gli altri: quando un campione pi popolare del suo sport Nei casi in cui gli sport minori possono godere di un articolo a pi colonne in cui si racconta qualcosa di pi della cronaca della partita o della gara, c sempre di mezzo un personaggio sportivo che viene messo a nudo nella maggior parte dei casi attraverso unintervista agli occhi del pubblico, che pu cos apprezzarne sia il lato sportivo che quello umano. Per fare degli esempio concreti, nel periodo in cui stata fatta la ricerca, sono stati scritti pezzi incentrati sui pi diversi personaggi: il triplista campione dEuropa Daniele Greco, il pallavolista cubano sbarcato in Italia Robertlandy Simon, lo sciatore azzurro Christof Innerhofer, la tennista numero cinque al mondo Sara Errani, la giovane nuotatrice Ilaria Bianchi, il cestista della nazionale Luigi Datome, la campionessa di pattinaggio artistico Carolina Kostner. Questi sono solo alcuni dei nomi cui sono stati dedicati articoli, perch per citarli tutti non sarebbe bastata una pagina intera. Ci che, tuttavia, accomuna questi personaggi, il fatto che tutti gli articoli a loro dedicati siano stati pubblicati in un giorno qualunque e non per esempio il giorno successivo alla disputa di una gara che li ha visti coinvolti. In realt, pi di qualche volta un atleta viene intervistato perch la settimana prima ha vinto una medaglia o perch nel week end successivo sar impegnato in una gara, ma c sempre una certa distanza temporale che separa il giorno in cui il personaggio viene raccontato ai lettori e quello in cui lo stesso impegnato in una manifestazione sportiva. Tutto ci suggerisce un paio di riflessioni. Per prima cosa, quando uno sport non ha in programma un evento rilevante il giorno stesso, e quindi c poco di cui raccontare, il giornale decide di dedicare spazio a un atleta che nei giorni precedenti si messo in luce in quella determinata disciplina o che, al contrario, promette di essere uno dei protagonisti di una gara o un 71

incontro che si disputer a breve. Inoltre, bisogna considerare che gli appassionati di un determinato sport guardano le gare cui sono interessati in televisione, ma raramente nel piccolo schermo possono trovare approfondimenti sui loro beniamini, andranno quindi a cercarli sul giornale. Ecco che la carta stampata va ad assumere una funzione di supporto alle immagini. Al contrario, il pezzo che mette in evidenza la figura di un campione, pu suscitare curiosit agli occhi di un lettore che sfoglia il quotidiano, spingendolo ad approcciare un nuovo sport. Lattenzione al personaggio, dunque, una prassi sempre pi utilizzata nello sport sui giornali, anche perch spesso un atleta che si distingue per le vittorie conseguite in una determinata disciplina, ne diventa un vero e proprio testimonial, portandola allattenzione del pubblico, anche di chi di quella disciplina sapeva poco o niente. Uno degli ultimi esempi in ordine di tempo quello della giovane tiratrice ferrarese Jessica Rossi, vincitrice della medaglia doro nella fossa olimpica femminile 1 ai Giochi di Londra del 2012 e detentrice del record del mondo, che nei giorni successivi alla vittoria ha riempito le pagine dei giornali attirando notevole attenzione su di s e il suo sport, salvo poi ripiombare in uno stato di semi-anonimato simile a quello preolimpico. Ci sono, tuttavia, dei casi in cui il volto del personaggio pi conosciuto dello sport che pratica. Nel 2004 gli esperti di marketing Barbara Ricci e Mimmo Ugliano hanno analizzato la ricerca NO.I Personaggi realizzata dalla societ di ricerche di mercato TNS Infratest. Tale ricerca ha evidenziato, tra gli altri, casi in cui la notoriet dellatleta ha superato linteresse nei confronti del suo sport (per notoriet sintende la percentuale di persone che affermano di conoscere un personaggio o di averne sentito parlare, mentre per interesse la volont dichiarata di interessarsi ad una disciplina che appassiona2). Ebbene, secondo Ricci e Ugliano ci sono atleti che, grazie ai prestigiosi risultati conseguiti, subiscono unesposizione mediatica tale da essere riconosciuti anche da chi non ha interesse per lo sport che praticano. La figura 3.1, confronta lindice di notoriet di tre atleti e quello dinteresse degli sport praticati presso il pubblico italiano.


La fossa olimpica, o trap, una specialit del tiro al piattello in cui i i tiratori sparano su una linea di tiro rettilinea posta parallelamente a 15 metri dietro la fossa in cui si trovano le macchine lanciapiattelli, alternandosi su cinque pedane diverse (fonte Federazione Italiana Tiro a Volo, <http://www.fitav.it/statico/altre-pagine/discipline.html>, [ultima cons. 30-04-2013]). 2 B. Ricci e M. Ugliano, Campione Far di Te una Star!, Milano, Franco Angeli, 2004, pp. 14-16.
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70 60 50 Valore in % 40 30 20 10 0 Isolde Kostner (Sci) Giovanni Soldini (Vela) Personaggio Massimiliano Rosolino (Nuoto) Indice di notoriet del personaggio Indice di interesse per lo sport

Figura 2.3: Confronto tra la notoriet di alcuni atleti e linteresse degli italiani per lo sport di appartenenza nel 20033.

Come ben evidenzia listogramma, questi campioni, che nello scorso decennio hanno ottenuto risultati agonistici di grande rilievo, potevano godere di una popolarit ben maggiore di quella del loro sport, segno che, pi che le loro abilit sportive, era il loro volto, presente anche in campagne pubblicitarie, ad essere ricordato dal pubblico. A questo proposito interessante riportare un altro dato, sempre relativo al 2003, che coinvolge in particolare Massimiliano Rosolino: tra quattro nuotatori della nazionale italiana, tutti vincitori di diverse medaglie internazionali tra il 2000 e il 2003, il napoletano era lunico a godere di un indice di notoriet superiore a quello dinteresse per il nuoto. Questo significa che la gloria sportiva non basta a rendere i campioni carismatici e interessanti agli occhi degli spettatori; soprattutto non sembra essere sufficiente a garantire loro un posto importante nellimmaginario collettivo4; infatti ci che rendeva Rosolino pi noto dei suoi colleghi, non erano tanto i risultati in vasca, quanto le sue apparizioni televisive extra-sportive, facilitate anche dalla relazione sentimentale che lo legava allex Miss Italia Roberta Capua. Lesempio di Rosolino introduce unaltra questione, che potrebbe essere espressa attraverso il binomio gossip - sport. Sempre pi spesso, infatti, un atleta che eccelle nella sua disciplina, dopo aver raggiunto risultati importanti che lo hanno portato alla ribalta, rimane sotto la luce dei riflettori per questioni extra-sportive. Lo stesso nuotatore partenopeo pocanzi citato ne una prova: la sua partecipazione al programma televisivo Ballando con le stelle5 e la conseguente relazione con la danzatrice Natalia Titova nel 2006 ne hanno aumentato la popolarit, soprattutto presso quel
Id., p. 26. Id., p. 27. 5 Programma televisivo in onda su Rai Uno dal 2005 in cui personaggi famosi si esibiscono in gare di ballo accompagnati da ballerini professionisti.
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pubblico che non si interessa in alcun modo di sport. Se oggi si ponesse alla gente la domanda Chi Massimiliano Rosolino? non tutti direbbero Il nuotatore che nel 2000 ha vinto tre medaglie alle Olimpiadi, ma probabilmente si riceverebbero risposte del tipo Quello che ha partecipato a Ballando con le stelle, oppure Il fidanzato della Titova. Basti pensare che, inserendo nel motore di ricerca Google le parole Massimiliano Rosolino copertina, compaiono tra le immagini otto copertine di riviste dedicate al nuotatore azzurro: di queste solo una di un magazine sportivo, una di una rivista dedicata alla salute, mentre le rimanenti sei sono di settimanali di attualit e costume. Se poi si guarda di cosa parlano i servizi a lui dedicati, si scopre che solo quattro rotocalchi sono interessati a Rosolino come sportivo, mentre altrettanti si focalizzano sullaspetto umano, presentandone le relazioni amorose e familiari6. Diversi altri possono essere gli esempi citabili. Il pi noto senza dubbio quello di unaltra sportiva del mondo delle piscine: Federica Pellegrini. La nuotatrice veneta, salita alla ribalta per la medaglia dargento olimpica conquistata ad Atene nel 2004 quando era ancora sedicenne, si affermata a suon di risultati e vittorie. Contemporaneamente cresciuto nei suoi confronti linteresse dei media non solo sportivi; diventata un personaggio anche fuori dalle vasche, tanto che negli ultimi anni pi che dei suoi risultati, comunque di prestigio7, si parlato delle sue love story con i colleghi Luca Marin e Filippo Magnini. Secondo i dati diffusi da TNS Infratest, la Pellegrini stata il personaggio femminile che nel 2008 in Italia ha aumentato pi di ogni altro la sua notoriet rispetto allanno precedente8. Lanno successivo, insieme a lei nella top ten di questa particolare classifica, erano presenti anche la campionessa di scherma Valentina Vezzali e quella di tuffi Tania Cagnotto 9 . A questa graduatoria hanno senza dubbio contribuito i risultati dellOlimpiade del 2008, ma il fatto che a cinque anni di distanza queste tre atlete siano ancora tra le pi conosciute in Italia significa che alla loro notoriet non hanno giovato solamente le straordinarie vittorie sportive conseguite, ma anche la visibilit concessa loro dai media che si occupano di attualit e cronaca rosa, nonch dalle numerose campagne pubblicitarie di cui sono state testimonial. Focalizzando poi lattenzione sulla carta stampata, si pu citare un esempio riscontrato durante lanalisi presentata nel capitolo precedente. Il 18 marzo il campione di golf Tiger Woods e la fuoriclasse di sci alpino Lindsey Vonn hanno annunciato pubblicamente la loro relazione amorosa. Il giorno successivo la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport hanno pubblicato
Google immagini, <https://www.google.it/search?q=massimiliano+rosolino+copertina&um=1&ie=UTF8&hl=it&tbm=isch&source=og&sa=N&tab=wi&ei=KXyjUZS1C4WwhAeO5oGoCw&biw=1280&bih=621&sei=THyj Uee_PInsO9jngMAF>, [ultima cons. 01-05-2013]. 7 Negli ultimi cinque anni Federica Pellegrini ha conquistato una medaglia doro olimpica, quattro mondiali, quattro europee oltre a diverse altre in competizioni minori. 8 NO.I Personaggi 2008, TNS Infratest, <http://www.tns-global.it>, 11-12-2008, [ultima cons. 01-05-2013]. 9 NO.I Personaggi 2009, TNS Infratest, <http://www.tns-global.it>, 15-12-2009, [ultima cons. 01-05-2013].
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la notizia in prima pagina con tanto di fotografia e riquadro colorato in evidenza. Allinterno del giornale, il quotidiano romano ha riservato alla notizia lapertura della pagina denominata altri sport, mentre quello milanese un articolo a tutta pagina ricordando inoltre altre coppie di campioni sportivi; Tuttosport, che non aveva dato risalto alla notizia in copertina, ha comunque pubblicato un trafiletto in ultima pagina. Anche le testate nazionali non si sono lasciate sfuggire loccasione: solo il Corriere della Sera ha rinunciato a dare la notizia, mentre la Repubblica e la Stampa hanno dedicato ciascuna un articolo di poco meno di mezza pagina. Questa situazione indicativa di quanto scritto finora. Sempre pi spesso i grandi personaggi salgono alla ribalta per vicende extra-sportive, che in qualche modo ne mettono in evidenza il lato umano. Il pubblico, infatti, vedendo gi nelle gare in televisione le qualit dellatleta, sempre meno interessato a conoscere gli aspetti strettamente legati alla sua vita di sportivo, ma piuttosto incuriosito dalle sue caratteristiche fuori dal campo di gara. E questa curiosit cresce proporzionalmente alla bravura e alla fama dellatleta: tanto pi il pubblico durante la competizione lo vede come una sorta di eroe irraggiungibile, quanto pi al di fuori delle gare vorr scoprirne le debolezze che lo rendono un comune mortale. In questo modo per si corre il rischio di screditare linformazione sportiva e lo sport stesso. Soprattutto nel caso di discipline minori, accostando a uno sport il suo personaggio pi rappresentativo in Italia per esempio valgono le equazioni Pellegrini=nuoto, Vezzali=scherma, Kostner=pattinaggio artistico, ecc. si potrebbe commettere lerrore di concentrarsi eccessivamente su tale personaggio, scadendo nel gossip e finendo per perdere di vista laspetto tecnico-agonistico, che ci che dovrebbe competere al giornalismo sportivo. Tuttavia, secondo i redattori intervistati nel capitolo precedente, questo non rappresenta un reale problema, al contrario, potrebbe rivelarsi un fattore positivo. Si riportano di seguito le loro affermazioni. Umberto Zapelloni: Le tre atlete citate hanno costruito prima la loro popolarit su una solida base di risultati, abbinandovi poi la fama raggiunta attraverso lo sport per cercare di monetizzare dal punto di vista commerciale: sono diventate testimonial, hanno sfruttato la loro immagine dal punto di vista pubblicitario, e, soprattutto nel caso di Federica Pellegrini, sono state spesso sotto i riflettori per le condotte extra-sportive, che sono rimaste nel gossip. Per, se si prende come esempio unatleta quale Anna Kurnikova10 la situazione diversa, lei sparita perch non ha mai abbinato risultati sportivi di livello al fatto di essere carina. Latleta che non abbina alla bellezza o alla simpatia i risultati scompare dalla scena dopo un paio di stagioni e resta ai margini. La Vezzali, la Kostner e la Pellegrini, questultima in particolare, sono andate oltre la popolarit del proprio sport:
Anna Kurnikova un ex-tennista russa attiva tra la fine degli anni novanta e inizio duemila. Dotata comunque di un discreto talento, tuttora conosciuta pi per il suo avvenente aspetto fisico che per i modesti risultati conseguiti sul campo (NdA).
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non soltanto gli appassionati di scherma, pattinaggio e nuoto le conoscono. Personalmente credo che questo sia un fatto molto positivo perch personaggi di questo tipo allargano gli orizzonti dello sport che praticano, portando nuova attenzione per gli sport minori e attirando pi praticanti11. Daniele Dallera: Non bisogna essere schizzinosi nei confronti del gossip. Il personaggio quando tale o lo sta diventando va affrontato sotto tutti gli aspetti, compreso quello rosa. La Pellegrini un personaggio talmente popolare che la sua situazione sentimentale non prevale mai sul risultato sportivo, se poi dopo c anche un po di costume non bisogna scandalizzarsi. I quotidiani hanno talmente fame di storie e di personaggi che non vedono lora che ne emerga uno nuovo. Per esempio nel tennis abbiamo aspettato per anni un altro Panatta fino allaffermazione della Schiavone e della Errani. A Londra c stata una protagonista, Jessica Rossi che, anche se pratica una disciplina di nicchia, va oltre il suo sport. I giornali, ma soprattutto le federazioni, devono darsi una mossa e andare oltre i confini dello sport. Il giornalismo pu creare nuovi personaggi, ma alla base ci devono essere il talento e il risultato, dai quali non bisogna mai allontanarsi12. Paolo Don: Non un problema se personaggi del genere figurano sulla cronaca rosa piuttosto che nello sport, linterscambio ormai una prassi assodata. Oggi un giornalista non pu sapere solo di sport, deve sapere inquadrare gli atleti nel loro contesto. La gente vuole cose nuove, e quando viene proposto qualche personaggio diverso dai soliti si fa notizia13. 3.2 Sportweek: il personaggio come testimonial di uno sport minore La figura del personaggio sportivo assume particolare importanza sul magazine Sportweek, supplemento settimanale della Gazzetta dello Sport fondato nel 2000. Caratteristica principale della rivista la sua formulazione iconografica: ogni settimana, infatti, la copertina viene dedicata insieme al servizio principale allinterno del numero a un personaggio sportivo sempre diverso, immortalato in primo piano e accompagnato dalla scritta del suo nome e cognome, in modo da renderlo immediatamente riconoscibile; in questo modo latleta protagonista della copertina diventa testimonial della rivista14. Ci che contraddistingue il settimanale la modalit in cui i personaggi sportivi vengono presentati: non in qualit di campioni ma piuttosto come persone semplici, vicine alla gente comune. Appare chiara, quindi, lintenzione di isolare latleta dal suo contesto agonistico e di darne unimmagine assolutamente naturale e veritiera. Di conseguenza anche il suo sport trattato in maniera originale e differente rispetto ai media specializzati, in particolare i quotidiani. Ne deriva
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U. Zapelloni, da unintervista rilasciata allautore a Milano in data 07-05-2013. D. Dallera, da unintervista rilasciata allautore a Milano in data 07-05-2013. 13 P. Don, da unintervista rilasciata allautore a Padova in data 29-04-2013. 14 B. Ricci e M. Ugliano, Op. cit., p. 69.

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che anche il pubblico di riferimento diverso da quello abituale dei giornali sportivi: non sar pi quello delle grandi masse interessate principalmente al calcio, ma piuttosto una platea di lettori pi raffinata e differenziata da quella del quotidiano rosa. Infatti, si pu affermare che la rivista ha adottato caratteristiche proprie di altri tipi di periodici, come quelli fotografici e di moda femminile (rispetto alla Gazzetta c una pi alta percentuale di lettrici donne15) per attirare anche un target diverso da quello abituato a sfogliare la rosea16. Sportweek, sia nei servizi al suo interno che nella scelta del personaggio di copertina, si dimostra molto aperto agli sport minori, non tralasciando comunque linteresse per il calcio. Il grafico nella figura 3.2 mette in risalto gli sport praticati dai personaggi presenti sulla copertina del magazine tra novembre 2012 e aprile 2013.
1 Calcio Motori Sport estremi 9 Sport invernali Altri mondi Pallacanestro 2 2 3 Rugby Sport paralampici Tennis Vela

1 1 1 1 1

Figura 3.2: suddivisione per sport delle copertine di Sportweek dal 3 novembre 2012 al 13 aprile 2013 in base alla disciplina praticata dal personaggio (o dai personaggi) fotografato.

Anche se c una prevedibile maggioranza del pallone e dei motori, bisogna affermare che in proporzione questa meno preponderante rispetto alla carta stampata, sia per quanto riguarda la media derivata dai tre quotidiani sportivi nazionali che per ci che concerne la sola Gazzetta. Inoltre necessario fare un distinguo tra le copertine dedicate a personaggi del mondo del calcio e quelle dedicate agli altri sportivi, che solitamente si alternano per non dare lidea che Sportweek sia una rivista riservata solo agli sport minori e quindi per non rischiare di perdere lettori tra la platea dei calciofili. Per quanto riguarda i calciatori, che sono presumibilmente gi noti presso il pubblico, si vuole darne unimmagine di forte impatto e diversa da quella consueta immortalata dalle figurine;
RCS Pubblicit, <http://www.rcspubblicita.it/site/home/mezzi/periodici/sportweek.html>, 17-03-2013, [ultima cons. 02-05-2013]. 16 B. Ricci e M. Ugliano, Op. cit., pp. 69-70.
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inoltre si cerca di superare il problema della componente del tifo, si tende cos a fornire una rappresentazione neutrale del giocatore, in modo che possa suscitare interesse in tutti i lettori, compresi quelli che non tifano o simpatizzano per la squadra di appartenenza del calciatore stesso. Diversa invece la questione riguardante gli atleti degli altri sport, che non godono della stessa visibilit, e quindi della notoriet dei colleghi del pallone: la loro presenza in copertina diventa unoccasione per far conoscere non solo se stessi ma anche lo sport che praticano. Nei numeri presi in considerazione, per esempio, hanno trovato spazio in copertina gli sciatori Federica Brignone e Dominik Paris, il paracadutista Felix Baumgartner, lex-pilota automobilistico Arturo Merzario, il surfista Garrett McNamara, tutti nomi di spicco allinterno della loro disciplina, ma generalmente sconosciuti alla maggioranza della platea degli sportivi. La presenza di personaggi del genere diventata un punto di forza della rivista, che proprio per questo riscuote successo nei confronti di un pubblico non particolarmente calciofilo. Un esempio calzante si verific in uno dei primi anni di vita del magazine: nel 2001 uscirono in edicola, a distanza di una settimana luna dallaltra, due edizioni di Sportweek, recanti in copertina il portiere della Nazionale di calcio Gianluigi Buffon e quello della squadra di hockey su ghiaccio di Milano Fabrice Lhenry; ebbene, un campione di lettori dichiar di preferire il secondo, in grado di suscitare pi curiosit e simpatia rispetto al primo, che invece campeggiava quasi ogni giorno sui giornali e in televisione17. Si pu quindi individuare in Sportweek la volont di dare spazio e visibilit agli sport minori, stravolgendo parzialmente la gerarchizzazione degli argomenti tipica della stampa sportiva, emersa nella ricerca presentata nel secondo capitolo. Le discipline che solitamente sono relegate in fondo al giornale e approfondite tramite pochi e brevi articoli, trovano sul supplemento della Gazzetta uno spazio nuovo e ampio, che consente loro di usufruire di approfondimenti e interviste che faticano ad essere presenti sui quotidiani. Tuttavia, nel precedente paragrafo si era detto che concentrandosi eccessivamente su un personaggio ed estraendolo dal contesto sportivo di appartenenza si rischia di scadere nel gossip perdendo di vista laspetto tecnico-sportivo che dovrebbe invece stare alla base dellinformazione di settore. Si pu affermare allora che Sportweek, isolando i personaggi dallo sport che praticano, fornisce uninformazione pi prossima al pettegolezzo che allapprofondimento degli aspetti sportivi? Assolutamente no. Piuttosto, la scelta di smitizzare e umanizzare latleta va vista pi come un tentativo di suscitare curiosit nei confronti del lettore in modo da avvicinarlo a una disciplina con cui altrimenti non sarebbe entrato in contatto. Come va giudicata allora la comunque rilevante presenza del calcio che, seppur in minore quantit rispetto ai quotidiani, trova un buon riscontro in termini di spazio sulle pagine del settimanale? Da un lato vige inevitabilmente una logica di
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Id., p. 71.

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mercato: essendo il pallone lo sport pi seguito, eliminandolo completamente si correrebbe il rischio di perdere gran parte di quei lettori che quotidianamente sfogliano la rosea per rimanere aggiornati sulle vicende calcistiche; daltro canto per questo mix equilibrato tra calcio e alti sport fa s che gli amanti del pallone, cercando tra le pagine del rotocalco articoli inerenti al loro sport, si imbattano su servizi e approfondimenti dedicati ad altre discipline, entrando in contatto con realt finora poco considerate o conosciute. Per concludere adeguatamente il discorso relativo a questo tipo di pubblicazione editoriale e per meglio comprendere le peculiarit che la differenziano dai quotidiani sportivi, vengono riportate le risposte ad alcune domande poste a Matteo Dore, direttore di Sportweek. Come viene scelto settimanalmente il personaggio di copertina? In parte incide la volont di creare un equilibrio tra le discipline, cerchiamo infatti di non ripetere in sequenza gli stessi sport; in parte cerchiamo di collegarci allattualit, per esempio dando spazio a un ciclista in prossimit del Giro dItalia, o a un pilota prima dellinizio del Motomondiale. Ogni tanto invece cerchiamo di svincolarci da tutto, e allora pu capitare che in copertina ci sia un surfista, piuttosto che uno scalatore: in questi casi ci interessa quel personaggio e cerchiamo di raccontarlo. Si pu affermare che una delle caratteristiche principali di Sportweek quella di dedicare ad altri sport servizi e approfondimenti di cui non riescono a godere normalmente sulla stampa quotidiana? questa una sorta di mission per la rivista? Assolutamente s. Non essendo venduti in edicola, ma essendo il magazine un supplemento incluso nellacquisto del giornale, non abbiamo lesigenza di legarci a una gerarchia dinteressi che, altrimenti, per forza di cose porterebbe a trattare molto pi calcio di quanto non facciamo solitamente. Si pu dire che, soprattutto nel caso degli sport minori, il personaggio in copertina funge da testimonial della sua disciplina sportiva? Spesso cos. Poi ovviamente pi importante e seguito lo sport meno c questa caratteristica. Per anche quando c un servizio interno su uno sport minore mi accorgo sui social network che solo la presenza di uno di loro porta tutta la comunit che segue quello sport a parlarne molto, il che vuol dire che tali personaggi diventano testimonial non soltanto della loro singola storia o della loro singola squadra, ma pi in generale dello sport che praticano. Nella maggior parte dei casi, il personaggio in copertina non viene fotografato nel mezzo di una gara, ma piuttosto vestito in borghese e isolato dal contesto sportivo di cui fa parte. Come mai questa scelta?

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Cerchiamo sempre di mostrare i personaggi sotto un altro punto di vista e non come si vedono tutte le volte. Poi a volte abbiamo unesigenza di riconoscibilit, perch se il personaggio poco noto meglio collegarlo in qualche modo al suo sport; ma solitamente il tentativo del giornale quello di offrire al lettore unentratura nella vita del personaggio che altrimenti non potrebbe avere senza di noi. Quanto crede sia importante la funzione dei personaggi come ambasciatori del loro sport? Cio, il fatto che un atleta possa essere pi popolare dello sport che pratica costituisce una spinta per tutto il movimento o pu comportare anche dei rischi? Secondo me difficile che il personaggio diventi pi importante del proprio sport. Nel senso che, tolti tre o quattro atleti al mondo, perlopi americani come Tiger Woods o Kobe Bryant18, che diventano personaggi al di l di quello che fanno nel campo e sono noti anche alle persone italiane che non conoscono lo sport che praticano, raramente un campione diventa cos ingombrante da rubare spazio al proprio sport. Quindi io vedo la presenza di questi personaggi come un fattore assolutamente positivo: la crescita degli sport e quindi la crescita dei praticanti deve molto alla visibilit che hanno sui giornali e in tv, e tale visibilit pi facilmente raggiungibile attraverso i personaggi. Per esempio, pi facile che un giovane decida di cominciare a fare scherma perch assiste alle vittorie di Valentina Vezzali piuttosto che perch gli piace infilzare qualcuno con il fioretto19.


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Kobe Bryant un cestista americano tra i pi amati e celebrati del campionato NBA (NdA). M. Dore, da unintervista rilasciata allautore a Milano in data 07-05-2013.

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4. Internet: blog e testate giornalistiche online, lunica salvezza per gli sport minori?
Quanto emerso dalla ricerca presentata nel secondo capitolo mostra il netto predominio del calcio sulla carta stampata, con una tendenza a proporre diversi articoli di approfondimento sui pi svariati temi riguardanti lo sport pi amato del Paese. Anche i motori, specialmente la Formula 1, riescono a godere di unattenzione particolare da parte dei quotidiani, che dedicano ogni giorno diversi pezzi alle gare in programma nonch ai protagonisti delle quattro (e due) ruote. Per quanto riguarda tutte le altre discipline, la situazione ben diversa: di rado gli appassionati possono avere la fortuna di leggere sul giornale pi articoli e notizie sul loro sport preferito, e se questo avviene, ci solitamente dovuto allo svolgimento di una manifestazione sportiva di particolare importanza, come pu essere il Giro dItalia per il ciclismo, o la Coppa del Mondo di sci alpino. Neppure una rivista come Sportweek pu soddisfare pienamente i desideri di uno sportivo non calciofilo, se, infatti, vero che il supplemento della Gazzetta si distingue per una spiccata considerazione nei confronti degli sport minori, altrettanto vero che questi stessi sport non trovano settimanalmente spazio sulla rivista. Mentre, per esempio, un appassionato di calcio sempre sicuro di poter trovare allinterno del magazine qualche servizio dedicato al suo sport preferito, lo stesso non vale per un amante della pallavolo, che magari vedr sulla copertina di un numero un campione a lui noto, salvo poi non leggere niente di volley per le tre settimane successive. Ecco allora che a soccorso degli sport minori accorre la rete, uno spazio illimitato dove gli appassionati e simpatizzanti di tutte le discipline dalla pallacanestro al pentathlon moderno possono trovare notizie, curiosit, risultati, statistiche e ogni tipo di informazione legata al loro sport. 4.1 Gli sport minori sul web Lesplosione del fenomeno internet ha determinato una nuova fase nel rapporto tra media in generale e sport, con elementi radicalmente nuovi. Lavvento delle tecnologie e delle nuove forme di comunicazione legate allo sviluppo delle reti ha mutato non solo la modalit di fruizione degli eventi sportivi, ma soprattutto il modo in cui gli spettatori si rapportano con tali eventi, con gli atleti, le loro squadre e tra di loro1.


S. Epifani, Il Cybersportivo in Rete, Il Blog di Stefano Epifani. Appunti su Web, Tecnologia, Societ, <http://blog.stefanoepifani.it/content/binary/sport_e_reti.pdf>, 17-12-2007, [ultima cons. 06-05-2013], p. 5.
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Gli sportivi e gli appassionati che acquisiscono modelli di utilizzo mediale tipici del contesto di internet sono in continuo aumento, e possono sperimentare le modalit di interazione consentite dalla rete. Questo permette loro di reperire informazioni che non troverebbero da nessunaltra parte: molto difficilmente gli amanti di sport minori che si affidano a internet per conoscere il risultato di una partita o trovare notizie su un atleta rimangono delusi. Tutto questo facilitato dalle tecnologie che consentono a chiunque di pubblicare contenuti visibili da altri. E proprio questa possibilit contribuisce fortemente alla completezza delle informazioni riguardanti gli altri sport: tanto pi gli appassionati non necessariamente giornalisti o professionisti della comunicazione forniscono notizie e ragguagli, quanto pi la stessa informazione sar accurata e ampia. il cosiddetto fenomeno degli user generated content, ovvero i contenuti generati dagli utenti, sempre pi importanti nel mondo della comunicazione. Gli utenti della rete non sono, come sui giornali, fruitori passivi dellinformazione, bens diventano interattori attivi nella produzione dei contenuti e quindi protagonisti nel sistema dei media2. La rete si trova quindi a ospitare innumerevoli spazi dedicati agli sport pi disparati: dal tennis allatletica leggera, dalla vela alla pallamano, ma anche squash, hockey su prato e sci nautico. Talvolta si tratta di semplici forum di discussione tra tifosi, talvolta di blog, altre volte di testate giornalistiche online. Tutte, o quasi, queste realt hanno lelemento comune di essere nate dalliniziativa di appassionati che hanno voluto creare uno spazio esclusivo per lo sport che amano; inoltre possono contare su un numero di collaboratori potenzialmente illimitato, i lettori diventano fornitori di notizie, contribuendo alla completezza e alla variet dellinformazione. Accanto a questi portali dedicati agli sport minori creati e gestiti da amatori e appassionati, si collocano i blog gestiti da giornalisti professionisti e ospitati dal sito internet di un quotidiano cartaceo. Un esempio calzante quello di Gazzetta.it, portale della rosea, dove trovano spazio ben 46 diversi blog. Alcuni sono curati da campioni o personaggi dello sport, altri da cronisti free-lance, ma la maggior parte da giornalisti che fanno parte della redazione del quotidiano. Ogni blog dedicato a un settore in particolare, sia esso uno sport o una sottocategoria di una specifica disciplina: cos si possono trovare diari in rete3 dedicati al ciclismo, alla vela, agli sport paralimpici e a quelli americani, ma anche ai vari campionati esteri di calcio o ai suoi aspetti economici e politici. Attraverso questi blog i giornalisti possono scrivere in continuazione articoli e riflessioni diversamente da quanto non abbiano lopportunit di fare sulla carta stampata, sia per motivi di spazio e tempo, che per una precisa scelta editoriale. Ecco allora che, per esempio, un redattore esperto di nuoto, che mediamente ha a disposizione sul giornale un trafiletto di 30 righe, sulla rete pu invece scrivere quanto vuole, riportando anche diverse notizie al giorno, e diventando
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Id., pp. 6-7. Il termine blog la contrazione di web-log, che in Inglese significa appunto diario in rete.

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di fatto un punto di riferimento per un appassionato, che sa di poter trovare su quel determinato blog informazioni e curiosit sempre nuove. Anche in questi casi diventa fondamentale lapporto del lettore, che ha la possibilit di commentare i vari post instaurando con lautore un dibattito o un confronto e di diventare un vero e proprio fornitore dinformazioni; non raro, infatti, trovare a margine di un testo il ringraziamento del giornalista nei confronti di uno specifico lettore per aver segnalato la notizia trattata. Si pu affermare quindi che, nellambito dellinformazione sportiva, il blog gestito da un giornalista professionista d allo stesso la possibilit di svolgere il proprio lavoro in modo continuativo nel campo di maggior conoscenza superando gli inevitabili limiti della carta stampata, costituisce per il giornale una modalit efficace per ampliare lofferta informativa, preservare la propria credibilit e fidelizzare il lettore4, concede, in maniera esclusiva, a uno sport normalmente poco seguito, quello spazio che sui media tradizionali faticherebbe a ritagliarsi. 4.2 Il fenomeno della coda lunga Nel 2004 Chris Anderson, direttore della rivista specializzata in tecnologia Wired, pubblica un articolo in cui propone un nuovo modello economico-commerciale, che sovverte le consuete logiche di mercato: un prodotto non viene offerto in risposta a una domanda da parte dei consumatori, ma piuttosto la domanda che cresce in modo continuo se lofferta aumenta. Tale modello prende il nome di teoria della coda lunga, rappresentata nella figura 4.1.

Figura 4.1: rappresentazione grafica sugli assi cartesiani della teoria della coda lunga (fonte The Long Tail5),


A. Sofi, Un Nuovo Giornalismo sIntreccia nella Rete. LInformazione nellEra dei Blog, Webgol, <http://www.webgol.it/campogiornalistico>, Gennaio 2006, [ultima cons. 10-05-2013], pp. 19-20. 5 The New Marketplace, The Long Tail, <http://www.thelongtail.com/about.html>, [ultima cons. 11-05-2013]).
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Il grafico, dove sullasse delle ascisse sono presenti i prodotti e su quella delle ordinate le vendite raggiunte dagli stessi, genera una curva con lestremit sinistra (la testa, di colore rosso) che raggiunge valori molto alti, e quella destra (la coda lunga, in arancione) con valori bassi ma tendenti allinfinito. In pratica, nella testa sono collocate le hit, cio gli articoli pi venduti, che sicuramente sono trattati dai negozianti, mentre nella coda sono presenti le nicchie, quei prodotti la cui domanda minima, ma che comunque generano una rendita. Ebbene, le nicchie superano numericamente le hit, tanto che prese complessivamente vanno a costituire la maggioranza6. Questo nuovo tipo di mercato reso possibile grazie alla rete: se, infatti, i negozi tradizionali, dovendo fare i conti con lo spazio fisico occupato dalla merce, possono tenere in magazzino solamente un numero limitato di prodotti, verosimilmente quelli di maggior successo (le hit appunto); i negozi online invece hanno uno spazio virtuale potenzialmente illimitato, potendo includere nella loro offerta anche i prodotti di nicchia. Per spiegare concretamente la situazione, si pensi a un negozio di musica che, potendo contenere sui propri scaffali un numero limitato di CD, sceglier quelli che garantiscono un certo numero di vendite, ma un appassionato in cerca dellultimo album di una band indipendente, difficilmente lo trover l. Potr farlo invece su uno store digitale, come per esempio liTunes store7, che, non vendendo prodotti fisici ma solo virtuali, non ha alcun problema di spazio, e nella sua offerta include, oltre a tutti i prodotti venduti dal negozio di musica, anche una serie sconfinata di album e canzoni di nicchia, che attirano complessivamente un altissimo numero di appassionati. Cosa centra dunque la teoria della coda lunga con linformazione sportiva presente sul web? Come scritto nel paragrafo precedente, gli utenti inseriscono in rete una grande quantit di informazioni sportive, rendendo internet una miniera inesauribile di notizie: che si parli di calcio o di curling, della nazionale o di una piccola squadra dilettantistica, raro non trovare ci che si cerca. I siti internet riguardanti le pi svariate discipline sportive pullulano di notizie e informazioni, e con il tempo hanno acquisito unaudience di riferimento, che pu essere composta da un numero ristretto di persone cos come da centinaia di migliaia di navigatori. Ecco allora che il fenomeno descritto da Anderson quasi dieci anni fa ben si presta alla comunicazione sportiva della rete: i numerosi casi di nanopublishing ovvero le iniziative editoriali online nate e sviluppate grazie al lavoro di piccoli editori e di semplici appassionati seppur singolarmente seguiti da pubblici ristretti, complessivamente soddisfano le esigenze informative di un numero di persone simile o addirittura superiore a quello dei principali media. Prendendo in considerazione la figura 4.1, nella porzione di curva colorata di rosso vanno incluse la televisione, la stampa e i maggiori siti
C. Anderson, The Long Tail, Wired Magazine, <http://www.wired.com/wired/archive/12.10/tail_pr.html>, Ottobre 2004, [ultima cons. 11-05-2013]. 7 LiTunes store un negozio online di musica digitale, video musicali e film gestito dallazienda informatica americana Apple Inc.
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dinformazione (come per esempio i portali ufficiali dei quotidiani o di istituzioni importanti), nella parte arancione, la coda lunga appunto, vanno invece considerate tutte le iniziative di nanoeditoria della rete: in termini di audience, le seconde non sono paragonabili ai primi, ma interessano un numero di utenti elevatissimo, complessivamente anche maggiore di quello che gravita intorno ai media tradizionali. Questo spiega perch gli sport normalmente meno appetibili per la televisione godono di una significativa presenza online8. La rete quindi, si propone anche come luogo di aggregazione di utenti che condividono linteresse per uno sport minore. Si pensi ad esempio al calcio, per gli appassionati semplice trovarsi a discutere, basta recarsi in una sera qualsiasi in un bar dove viene trasmessa una partita, e molto facilmente si trova qualcuno con cui commentare lincontro; lo stesso non vale per per un tifoso di hockey su prato, cui per confrontarsi con altri appassionati su tematiche relative alla sua disciplina sportiva non sufficiente fare la stessa cosa del suo omologo calcistico. Ecco che per lui la rete diventa non soltanto uno strumento dove pu trovare le informazioni che cerca, ma anche un luogo di comunicazione, incontro e confronto, dove pu discutere del suo sport preferito con altri appassionati. In sintesi, la teoria della coda lunga applicata allinformazione sportiva mostra un contesto molto diverso da quello tradizionale: sulla rete nicchie dutenza, pi o meno corpose, si aggregano molto pi facilmente intorno a iniziative editoriali snelle e orizzontali, dove possono trovare contenuti che quasi mai trovano spazio sui media tradizionali, dominati dal calcio e dai motori. fondamentale dunque ricordare che il numero di lettori che tende a fruire dei contenuti di nicchia complessivamente maggiore di quello degli utenti dei contenuti cosiddetti mainstream9. 4.3 Pallacanestro, pallavolo e tennis: sport minori o minore informazione? Si detto dunque che la rete lunica ncora di salvezza per gli sport minori, che sulla carta stampata faticano a trovare spazio per uninformazione adeguata. Come si fa, per, a stabilire quando uno sport minore? Nellintervista riportata nel secondo capitolo, il giornalista del Gazzettino di Padova Paolo Don aveva ribadito che uno sport minore quando meno seguito e praticato di un altro. Ci sono per sport che, nonostante abbiano un buon numero di praticanti e godano di una buona copertura televisiva, non riescono ad affermarsi sui giornali, diventando de facto minori per la carta stampata. il caso di pallacanestro, pallavolo e tennis, cui si vuole dedicare questo ultimo paragrafo, dando voce ad alcuni paladini dellinformazione specializzata in rete.
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S. Epifani, Op. cit., pp. 8-9. Id., p. 10.

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I tre sport sopraccitati contano, come gi visto nella tabella 1.2, il pi alto numero di praticanti dopo il calcio; tuttavia linformazione sui quotidiani non sembra rispecchiare questi dati. Mentre il pallone, infatti, viene sviluppato in uno spazio che in alcuni casi pu arrivare ad occupare i tre quarti del giornale, questi tre sport di solito hanno a disposizione non pi di due pagine complessivamente. Eppure, dati alla mano, non si pu certo affermare che i pubblici di riferimento di queste tre discipline costituiscano un target ristretto o poco numeroso; nonostante ci un appassionato avido dinformazioni, non pu pensare di reperire quello che cerca su un quotidiano, tuttalpi trover un articolo sul personaggio del momento o una breve sui risultati delle partite giocate la sera prima. Ecco allora che anche per questi sport, seppur non possano essere considerati delle nicchie, la rete diventa un indispensabile veicolo dinformazioni, dove trovare approfondimenti, curiosit e notizie in continuo aggiornamento. Proprio coloro che attraverso la rete cercano di mantenere vivo linteresse per queste tre importanti discipline, almeno a livello di numeri, sono i protagonisti di unintervista che conclude il lavoro di ricerca, aiutando a comprendere la difficile situazione degli sport extra-calcistici in particolare pallavolo, pallacanestro e tennis, ma non solo tra carta stampata e internet. Si propongono quindi di seguito alcune domande poste a esponenti di tre autorevoli portali online che costituiscono per gli appassionati dei tre sport appena citati dei punti di riferimento dove poter trovare notizie e approfondimenti. Per quanto riguarda la pallacanestro, stato intervistato Manuel Berti, redattore di Basketinside10, testata giornalistica online che, seppur di recente creazione, si gi affermata come una delle pi complete e consultate dai navigatori della rete; per la pallavolo stato interpellato Luca Muzzioli, direttore della testata Volleyball.it11, che dal 2000 costituisce la primaria fonte dinformazione per gli appassionati di volley; infine per il tennis le domande sono state poste a Paolo Bernardi, responsabile tecnico e redattore di LiveTennis - Il portale italiano del tennis12, anche in questo caso punto di riferimento per gli amanti dello sport con le racchette. Innanzitutto, pu dare qualche informazione riguardante il portale in cui lavora? Quante persone compongono la redazione? Sono tutti professionisti? C una rete di collaboratori che vi aiuta nellattivit? Manuel Berti: La nostra redazione composta da 158 ragazzi, tra fotografi e redattori, coinvolti su tutti i campi dItalia a partire dalla serie A, fino alle serie minori, passando anche dal femminile e da una copertura totale in campo europeo ed internazionale (NBA). Tutti i nostri collaboratori sono accomunati dalla passione per il basket, unita alle capacit sia editoriali che in campo


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<http://www.basketinside.com>, [ultima cons. 21-05-2013]. <http://volleyball.it/portali.asp>, [ultima cons. 21-05-2013]. 12 <http://www.livetennis.it>, [ultima cons. 21-05-2013].

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fotografico, dando vita quindi ad una grande famiglia che non mira a un guadagno economico ma soltanto allespansione dello sport che ha pi a cuore, ovvero quello della palla a spicchi. Luca Muzzioli: Il portale ha una redazione di due persone pi almeno cinque collaboratori dotati di accesso al sistema per aggiornamento di specifiche sezioni dalle rispettive sedi. Si tratta di pubblicisti che per, per la maggior parte, svolgono attivit giornalistica su diverse testate in maniera continuativa e professionale. La rete di collaboratori in realt illimitata: come portale affermato riceviamo news da tutto il mondo da colleghi, amici e semplici appassionati. Sta a noi verificarle prima della pubblicazione. Paolo Bernardi: Siamo una redazione a geometria variabile: il numero muta di volta in volta, per il nucleo composto da quattro persone. Nessuno un giornalista professionista e solo in due sono iscritti allOrdine dei Giornalisti. Abbiamo una rete molto estesa di collaboratori, che va dal semplice tifoso o appassionato che segue una partita su un campo secondario ai tecnici e coach dei giocatori, fino ad arrivare, talvolta, ai giocatori stessi. Pensa che la carta stampata dedichi adeguato spazio al suo sport? Per quali motivi? M.B.: Penso che la risposta sia scontata e sia un secco no. Per spiegare i motivi posso citare due brevi esempi su tutti: La Gazzetta dello Sport e SuperBasket 13 . Il primo relega la pallacanestro in fondo al quotidiano, dopo il calcio ovviamente, ma anche dopo altri sport come il motociclismo o la Formula 1. Il secondo stato costretto ad alzare bandiera bianca. Con questo non si vogliono dare colpe ai due giornali citati, ma al contrario credo sia un monito di quanto conti poco il basket a livello nazionale, ed un peccato. I giornali sono lo specchio di quello che la societ richiede e litaliano medio spende volentieri un euro per un quotidiano in cui 30 pagine su 40 sono dedicate al calcio, ma non se queste 30 pagine trattano di basket. Dietro a tutto ovviamente stanno gli interessi economici, che sono ci che fa girare il sistema, ma non potrebbe essere altrimenti; il giornale cerca di vendere pi copie possibili e quindi sceglie le proprie strategie, che raramente comprendono il basket, visto che in Italia questo disciplina destinata a non essere annoverata tra gli sport maggiori, bens tra quelli minori. L.M.: La stampa nazionale dedica pochissimo spazio al volley. Quella locale, nelle piazze dove si gioca a pallavolo ad alto livello, offre invece molto spazio. A mio parere il motivo principale risiede nel fatto che il movimento, a partire dalla Federazione, non abbia alcuna capacit di promuovere questo sport sui media. Per fare un esempio, lItalia negli anni novanta e duemila ha vinto in maniera consecutiva quattro titoli mondiali (tre maschili: 90, 94, 98; uno femminile: 2002) e ospitato un mondiale (2010), ma dei successi sul campo e di quelli organizzativi non
SuperBasket era un settimanale sportivo dedicato alla pallacanestro italiana con approfondimenti sui campionati europei e sullNBA. Nato nel 1978, ha cessato le pubblicazioni nel 2012. (NdA, fonte Wikipedia, <http://it.wikipedia.org/wiki/Superbasket_(rivista)>, [ultima cons. 22-05-2013]).
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rimasta alcuna traccia. P.B.: La stampa generalista e quella sportiva offrono uno spazio limitato al tennis, riservando qualcosa in pi solo nei periodi di maggio e giugno, in concomitanza con i tornei degli Internazionali dItalia, del Roland Garros e di Wimbledon. Il circuito tennistico non si ferma quasi mai, andando avanti per 11 mesi lanno e la stampa, pur sempre nelle pagine secondarie, ne d notizia solo quando si tratta di parlare di top players o per riportare fatti pi attinenti al gossip che al tennis giocato. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, linteresse dei giornali andato progressivamente scemando a partire dagli anni ottanta e novanta fino ai giorni nostri, periodo durante il quale sono spariti quasi tutti gli eventi tennistici di rilievo internazionale che si giocavano in Italia. Allo stesso tempo, il tennis praticamente sparito dalla televisione in chiaro diventando appannaggio delle pay tv. Va da s che una minore presenza di questo sport sia in termini di eventi importanti che sulle televisioni, fa diminuire linteresse e il seguito del tennis in Italia e, di riflesso, lattenzione prestata dai media. Un altro elemento da tenere in considerazione loggettiva difficolt di seguire costantemente il circuito tennistico: non raro che in una settimana si giochi in almeno quattro continenti diversi, con relativi fusi orari e incontri che si susseguono senza soluzione di continuit. facile comprendere come possa risultare difficoltoso stare al passo con questo flusso e, soprattutto, sintetizzarlo e filtrarlo giorno dopo giorno: richiede persone esperte e soprattutto un incremento delle spese non indifferente. importante, inoltre, constatare come in campo maschile manchi, da troppo tempo ormai, un campione di livello assoluto, o comunque un personaggio particolarmente carismatico, che possa catalizzare su di s le attenzioni del pubblico e fare da traino per tutto il movimento. In campo femminile, gli exploit di Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Sara Errani sono stati di fondamentale importanza per ridare visibilit a questa disciplina sui media, ma soprattutto nel maschile che si gioca la partita pi importante in termini di popolarit e sponsor. A tal proposito, unaltra considerazione da fare sulla natura individuale del tennis rispetto agli sport a squadre: a parte il seguito e il tipo di legame che sinstaura con gli appassionati, che pure importante, bisogna tenere conto che una squadra, essendo unorganizzazione complessa, ha un rapporto con la stampa pi produttivo, favorito e coadiuvato dai responsabili della comunicazione della societ. Per i giocatori di tennis invece, fatta eccezione per quelli pi forti che contano su uno staff numeroso, la comunicazione passa attraverso il filtro della Federazione oppure, come accade quasi sempre, direttamente con il giocatore. Ci sono dei vantaggi, come un dialogo e un rapporto pi diretti e umani, ma anche degli svantaggi, come una comunicazione meno strutturata e evidenti difficolt di contatto, dato che le attivit principali dei giocatori sono lallenamento e il viaggio verso il torneo successivo. Questi sono solo alcuni dei motivi della scarsa presenza del tennis sulla carta stampata: le cause sono 88

molteplici e ognuna di esse connessa allaltra, rendendo difficile isolarne una sola. Ci sono aspetti propri del tennis e del circuito professionistico in s, altri, invece, sono collegati alla particolare situazione italiana. Come mai, secondo lei, lo sport che segue, ma pi in generale tutti gli sport minori, non riescono a scalfire linteresse della stampa, e di tutti gli altri media, nei confronti del calcio? M.B.: Gran parte della risposta sta in quello che ho detto in precedenza, ma il succo del discorso sempre lo stesso: la cultura sportiva italiana incentrata principalmente sul calcio, raro trovare uno sportivo che non se ne interessi proprio. Questo fa si che tutto lo sport giri intorno al mondo del pallone, che sicuramente la fonte pi vasta di guadagni intorno alla quale gli introiti economici sono tantissimi. Se vogliamo anche solo paragonare la partita pi importante del calcio (che pu essere, per esempio, Juventus-Milan) con quella del basket (Milano-Siena), tutto il mondo dello sport ha gli occhi attaccati al match di calcio: 80mila persone allo stadio, milioni di telespettatori da tutto il mondo, tifosi che seguono la squadra in trasferta, merchandising alle stelle. Per la pallacanestro cos? L.M.: Credo sia essenzialmente per questioni di mercato. I media italiani guardano alla cassetta e non a una vera e propria formazione della coscienza sportiva del cittadino. Il calcio non uno sport, ma un movimento con valenze economiche elevate e con un interesse che raggiunge tutto lo spettro della nostra societ: giovani e anziani, manager e studenti I giornali vivono in un regime di mercato e ne seguono il trend. P.B.: Oltre alle considerazioni fatte in precedenza, si pu brevemente provare a ragionare da un punto di vista di costi e di convenienza. Essendo il calcio lo sport nazionale per eccellenza ed avendo intere generazioni di giornalisti ed esperti formatisi in questo settore, per le testate giornalistiche risulterebbe pi facile investire nel calcio, sfruttando quelle che nelle scienze economiche si chiamano economie di scala e di specializzazione. In poche parole, avendo gi grande esperienza nel calcio, i quotidiani sarebbero pi efficienti nel trattare questo sport in tutti sensi (dal seguire un incontro, al formare o trovare un giornalista esperto, ecc.), ottenendo cos qualit e rendimento maggiori a un costo minore. Allo stesso tempo sintercetterebbe facilmente il grosso della domanda, poich il calcio lo sport pi popolare. Insomma, le testate potrebbero essere accusate di scarsa propensione allinnovazione (e alla differenziazione). Sposando per un attimo questo punto di vista pienamente, ci troveremmo, quindi, di fronte ad un circuito chiuso che si autoalimenta: in quanto sport pi popolare, i media avrebbero sempre pi convenienza a seguirlo, rendendolo ancora pi popolare e traendone sempre maggior convenienza. In estrema sintesi, sarebbe lofferta (i media) a creare la domanda (la richiesta di calcio). Naturalmente, abbracciare unicamente questa visione sarebbe fin troppo facile e sicuramente 89

sbagliato. Certamente quanto detto gioca un ruolo importante, ma solo una variabile allinterno di un quadro pi complesso, che sinnesta su fattori culturali e storici, che andrebbero indagati a parte. Ad ogni modo, per, il comportamento dei media difficilmente criticabile: se c un mercato che richiede questo sport, veramente arduo (e antieconomico) non soddisfare tale domanda. Di cosa avrebbe bisogno il suo sport per rubare un po di quella attenzione dedicata al calcio? M.B.: difficile, ma se si vuole provare bisogna iniziare dalla diffusione del prodotto pallacanestro. Come? Attraverso le televisioni, lunico modo per portare il basket nelle case degli italiani cercando di farli affezionare a questo sport. Un piccolo passo stato fatto con il passaggio dalla pay tv alle televisioni in chiaro; gli spettatori sono aumentati, ma con scarsi risultati viste le enormi carenze dei network che si sono fatti carico di questo progetto. Senza fare nomi, la qualit video-audio, gli approfondimenti, le interviste, i servizi, non sono certo al livello dei predecessori della pay tv e questo probabilmente un grande ostacolo verso la diffusione e la fidelizzazione. L.M.: La pallavolo avrebbe bisogno di personaggi, storie e risultati eclatanti di club e nazionali. Ma soprattutto, oltre ai risultati, ci vorrebbe tanto lavoro da parte delle strutture di marketing di Federazioni e Leghe, elemento che in questo momento manca completamente. P.B.: Per quanto riguarda la situazione italiana, si dovrebbero incrementare gli eventi di rilievo internazionale, ovvero promuovere un pi elevato numero di tornei del circuito maggiore. In questo senso, la Federazione Italiana Tennis dovrebbe avere una funzione dimpulso per trovare investitori e partner per favorire ci. Inoltre, la presenza di giocatori (italiani) sempre pi forti e popolari, avrebbe ugualmente un ritorno molto importante e, anche in questo caso, la Federazione potrebbe rivestire un ruolo cruciale nel coltivare e incoraggiare nuovi talenti. Come nata e come si sviluppata la realt del suo portale? Quali erano gli obiettivi iniziali? Ora sono stati raggiunti? Ve ne siete posti di nuovi? M.B.: Questa una bella domanda ed anche motivo di orgoglio per noi che ci lavoriamo dentro. Nato tre anni fa, dallidea di due ragazzi e poi sviluppato da tutti noi, Basketinside partito come semplice divertimento, come gioia di scrivere per ci che ci piace. Ma a quanto pare il nostro lavoro e la nostra passione sono stati premiati rapidamente, permettendoci di entrare fin da subito nellolimpo della stampa insieme a grandi guru del giornalismo e di sedere accanto a loro a eventi clou (Final Eight di Coppa Italia, Final Four di Eurolega, Europei in Lituania e tanto altro) della pallacanestro italiana ed europea. Nessuno (o pochi) si aspettava questa crescita esponenziale, ma ora non possiamo tirarci indietro e infatti ci siamo dati unorganizzazione interna ben specifica (che allinizio non era presente) per riuscire a coprire, con redattori e fotografi, tutte le categorie del campionato maschile (dalla Serie A alle leghe dilettantistiche nazionali), del femminile (A1 e 90

A2) pi il basket internazionale (NBA ed Europa). La nostra associazione non stata creata per fini di lucro, ma vuole essere pi che altro un gruppo di ragazzi appassionati di pallacanestro da tutta Italia che lavora insieme per esaltare lo sport che ritiene il migliore al mondo. L.M.: Lidea nata nel 1997. Il progetto poi partito solo nel 2000. Lobiettivo iniziale era quello di essere una testata indipendente nazionale. Oggi, dopo 13 anni, abbiamo superato abbondantemente le aspettative vivendo in prima persona esperienze e primati, come essere stati il primo portale indipendente accreditato dal CONI alle Olimpiadi (Pechino 2008) o essere diventati uno dei siti pi seguiti al mondo per quanto riguarda la nostra disciplina. Al momento siamo in una fase di consolidamento del nostro lavoro; abbiamo al vaglio altri prodotti di carattere editoriale per applicativi mobili. P.B.: LiveTennis nato inizialmente come un piccolo progetto sostenuto da appassionati di tennis. Fin dal principio, lidea era quella di fornire un servizio fatto da appassionati per appassionati. Il nostro obiettivo era ed quello di informare fin dai livelli pi bassi e meno conosciuti del tennis professionistico, mondo junior compreso, avendo particolare attenzione ai giocatori e al movimento italiano. Talvolta, proprio in ragione di ci, tralasciamo, o magari non approfondiamo particolarmente, alcune notizie sui giocatori o tornei pi importanti, per dare spazio a quelli meno noti. Il punto che le informazioni sui top players sono facilmente reperibili su altri mezzi o siti internet, mentre quelle inerenti ai giocatori o tornei (relativamente) meno importanti sono molto pi difficili da trovare e costituiscono un valore importante. Anche per questo motivo, la maggior parte della nostra utenza gi particolarmente esperta, e spesso pratica anche la disciplina: talvolta, infatti, per un utente pi casual il nostro portale pu risultare spiazzante, sebbene si tratti solo di unimpressione iniziale. Inoltre, per scelta, il formato delle notizie breve, per fornire uninformazione agile, veloce ed essenziale, requisiti che crediamo siano molto importanti per una rivista online, soprattutto ora che le notizie vengono consumate in versione mobile. Ovviamente, non mancano articoli di approfondimento, ma non lasciamo che siano la parte pi importante del nostro sito; cerchiamo, insomma, un giusto bilanciamento, anche se spesso e volentieri diamo priorit alla rapidit e alla freschezza della notizia. Questa nostra interpretazione dellinformazione tennistica e ladozione di queste soluzioni ci hanno premiato: ogni mese registriamo un incremento di visite rispetto a quello precedente e nuovi utenti entrano a far parte della nostra community. Lobiettivo di fondo era quello di informare sulla realt tennistica da un punto di vista bottom-up14, e al momento non cambiato: pi che altro cerchiamo di ampliare sempre di pi la nostra offerta informativa. Un altro obiettivo, che forse inizialmente
Letteralmente dal basso verso lalto. In questo caso lespressione indica un tipo di informazione che non si concentra solo sui giocatori e sui tornei pi importanti, ma che cerca di dare conto del maggior numero possibile di realt tennistiche avvalendosi del contributo dei lettori (NdA).
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era stato considerato meno, quello di stimolare, favorire e coltivare la nostra community attraverso il continuo scambio di commenti, opinioni e idee, che riteniamo essere un elemento di grande importanza sia sotto laspetto informativo, oltre che bellissimo dal punto di vista umano. Si pu dire che oggi la rete rappresenti lunica vera fonte di notizie per un appassionato del suo sport che vuole rimanere costantemente informato? M.B.: Non lunica, ma sicuramente la pi rapida e semplice da consultare, oltre che gratuita. Qualsiasi notizia viene pubblicata dopo pochi minuti in un sito online, mentre sui giornali bisogna attendere la stampa e la pubblicazione del giorno successivo, gi questo significa molto; ma oltre al fattore rapidit, si apre un ventaglio di vantaggi quale pu essere la comodit: direttamente dal proprio divano, letto o da qualsiasi altro posto del mondo, con un click si viene a sapere tutto di una partita o di un giocatore, con cronache, highlights e approfondimenti. Il tutto gratuitamente, che in questo periodo non poi una cosa da disprezzare. L.M.: Assolutamente s. Anche un appassionato sporadico della pallavolo sulla rete pu trovare agevolmente tutte le informazioni che cerca. P.B.: Per la struttura del circuito professionistico di tennis, nel quale si giocano decine di incontri al giorno, la rete lunico mezzo per ottenere informazioni sempre fresche. Le informazioni e i dati sono cos tanti che, anche solo per mere questioni di spazio fisico, difficilmente riuscirebbero ad essere collocati in un quotidiano o rivista non specializzata, senza sacrificare il resto. Quanto sono importanti per voi i vostri lettori? Allinterno della vostra realt giornalistica hanno un ruolo attivo? Contribuiscono allinformazione pubblicando commenti, segnalando notizie e curiosit o addirittura scrivendo articoli? Pensa che linformazione del suo portale perderebbe di qualit senza laiuto degli appassionati che vi leggono? M.B.: Partendo dal presupposto che la nostra una redazione giovane, che ha iniziato solo per passione, il supporto (ma anche le critiche) dei nostri lettori sono manna dal cielo. Sicuramente leggere i messaggi che ci arrivano in posta o gli apprezzamenti nei commenti, ci rendono fieri e orgogliosi di quello che stiamo facendo, ma altrettanto i consigli e le critiche servono a una redazione come la nostra per crescere sempre di pi. Capita a volte che sono i lettori a puntualizzare un qualche fatto che stato esposto in maniera scorretta o non chiara e noi siamo sempre pronti a spiegarne le ragioni o ad ammettere i nostri errori. La nostra politica editoriale volta a coinvolgere il lettore il pi possibile, partendo dai social network (come Facebook e Twitter), generando discussioni, scatenando commenti, ma anche promuovendo concorsi e sondaggi. Questanno abbiamo addirittura creato un nostro Fantabasket 15 per cercare di fidelizzare il lettore e ringraziarlo della sua fiducia, proponendogli un gioco molto comune fra gli
Gioco di fantasia sulla pallacanestro, che consiste nellorganizzazione e nella gestione di squadre virtuali formate da giocatori reali scelti fra quelli che disputano un campionato cui il Fantabasket stesso fa riferimento (NdA).
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amanti della palla a spicchi. Se siamo dove siamo ora sicuramente per merito dei lettori, anche in chiave di numeri: i 15mila fan su Facebook costituiscono un indice di quanto siamo cresciuti, di quanto stiamo lavorando ed un giusto premio per limpegno. Senza snocciolare cifre, siamo sicuramente soddisfatti dei contatti giornalieri e delle pagine visitate, anche se sicuramente c ancora molto da lavorare perch non vogliamo fermarci qui. L.M.: I lettori sono fondamentali per la credibilit che ci forniscono, di contro li abbiamo conquistati con la nostra affidabilit. Sul nostro portale non sono possibili commenti o interazioni, salvo per i sondaggi. La facolt di interagire con noi avviene per tramite i nostri canali sui social network, Facebook e Twitter. P.B.: Come detto in precedenza, i nostri lettori sono spesso i primi esperti e i loro interventi, sotto forma di commenti alle notizie o segnalazioni per email, forniscono un supporto prezioso e costituiscono il valore aggiunto del nostro portale. Grazie alla vivacit e allo stimolo della nostra community, si riescono ad ottenere informazioni e notizie di prima mano ed esclusive, che difficilmente si riuscirebbero a scovare secondo i canali tradizionali. Inoltre, non infrequente che vengano pubblicati veri e propri articoli scritti da alcuni dei nostri lettori: in questo senso lasciamo ampia libert e incoraggiamo spesso e volentieri questo tipo di attivit. Come simmagina il futuro dellinformazione specializzata nel suo sport? Pensa che ci possa essere un cambio di tendenza e un aumento di spazio per gli sport minori sulla carta stampata? O al contrario lunica ncora di sopravvivenza per linformazione specializzata nello sport che segue sar la rete? M.B.: Perch io, tifoso di una squadra, devo aspettare il giorno dopo per andare in edicola a comprare (pagandolo) un giornale che dedica due o tre pagine al basket, quando qualche minuto dopo il termine di una partita mi basta un click per accedere a cronaca, commenti, foto e video? vero, magari ci sono ancora gli appassionati al profumo della carta da giornale, ma tutta la nostra societ (non solo lo sport o il basket in particolare) sta andando sempre pi verso uninformatizzazione totale e quello che avvenuto in questi anni impossibile da invertire, segnando sempre di pi il destino della carta stampata a favore di internet e della rete16. L.M.: Non credo assolutamente che in futuro la pallavolo possa trovare nuovi spazi sulla carta stampata. Tutta linformazione per queste nicchie passer sulla rete con canali ad hoc a disposizione degli utenti in qualsiasi momento17. P.B.: Credo che in futuro linformazione tennistica seguir la tendenza dellinformazione in generale, ovvero sempre pi in real time e user/social-generated . un discorso naturalmente molto pi vasto che andrebbe affrontato separatamente, ma innegabile che sia un solco che
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M. Berti, da unintervista rilasciata allautore in data 11-05-2013. L. Muzzioli, da unintervista rilasciata allautore in data 23-05-2013.

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linformazione sta seguendo. Per quanto riguarda il rapporto tra carta stampata e tennis, dubito fortemente che vi sar un cambiamento importante nel futuro imminente, anche perch mancano tuttora i presupposti accennati precedentemente, se non addirittura quelli culturali. Per il resto, la rete rimane una fonte dimmenso valore per qualunque disciplina, tennis compreso, nonch di fondamentale importanza per la sua diffusione e conoscenza. In poche parole, il livello di specializzazione che consente la rete lelemento da tenere in considerazione e soprattutto quello pi importante18.


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P. Bernardi, da unintervista rilasciata allautore in data16-05-2013.

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Conclusioni
Come si visto in Italia la stampa sportiva occupa una posizione di assoluto rilievo: nonostante la diffusione della pratica sportiva sia ridotta tra la popolazione, linteresse nei confronti dello sport rimane elevato, permettendo ai quotidiani specializzati di mantenersi tra le testate pi diffuse, anche in un momento di forte crisi editoriale; lo dimostra il fatto che la Gazzetta dello Sport sia di gran lunga il quotidiano pi letto dItalia e che anche gli altri due giornali specializzati rientrino nella top ten di questa speciale classifica. Lanalisi presentata ha confermato quanto era stato ipotizzato prima di procedere con lindagine effettuata sui tre quotidiani sportivi, i tre pi venduti generalisti nazionali e i due locali della citt di Padova. Il calcio indiscutibilmente lo sport pi seguito, arrivando in alcuni casi a occupare i tre quarti dello spazio del giornale (o dellinserto sportivo); oltre al pallone solo la Formula 1 riesce ad attirare una costante attenzione. Per quanto riguarda le altre discipline, lo spazio dedicato dipende molto dagli eventi in corso come per esempio il Torneo Sei Nazioni di rugby grazie al quale i quotidiani hanno riservato diverse pagine alla palla ovale e dalla tradizione storica dello sport stesso, come il ciclismo che fin dalla nascita dei giornali sportivi ha costituito un motivo di grande interesse. Alla base di questa egemonia calcistica si cela indubbiamente una ragione di tipo economico: i giornali dovendo pensare al profitto trattano gli argomenti che pi interessano ai loro lettori, e, finch questi vogliono leggere di calcio, impensabile immaginare un cambiamento nella gerarchizzazione dei temi. La spettacolarit e la semplicit delle regole hanno fatto s che in Italia, come in molte altre nazioni nel mondo, il pallone si sia affermato come lo sport pi popolare; inoltre, in particolare nel nostro Paese, le vittorie mondiali della nazionale hanno dato un impulso decisivo: il bis di successi negli anni trenta ha portato il calcio a superare per seguito e importanza sport come il ciclismo e il pugilato, il trionfo spagnolo del 1982 ne ha segnato lesplosione sulla stampa sportiva, e quello del 2006 ha rafforzato lamore degli italiani per il pallone in un momento di crisi dovuto ai diversi scandali che lhanno colpito. La ricerca ha inoltre evidenziato differenze strutturali tra le tre diverse categorie di giornali, in cui comunque la preponderante presenza del calcio si assesta come elemento comune. Se nelle testate specializzate, seppur in misura minore, la presenza degli sport extra-calcistici ed extramotoristici garantita, nei grandi quotidiani generalisti nazionali si tende a concedere giornalmente attenzione alle discipline televisivamente pi seguite calcio e Formula 1 appunto e a confinare gli altri sport nelle brevi, dedicandovi articoli solitamente in occasione di eventi importanti o fatti curiosi. I quotidiani locali invece perlomeno nei casi presi in analisi si distinguono per una 95

minor invadenza del calcio (il cui spazio in ogni caso superiore alla met del giornale) a favore di altre discipline tradizionalmente radicate nel territorio di riferimento o comunque in grado di ottenere positivi risultati agonistici. Proprio per quanto emerso dallindagine, sembra difficile immaginare un futuro diverso, caratterizzato cio da un maggior equilibrio tra le varie discipline sportive allinterno della carta stampata. Anzi, si pu affermare che lo stato attuale delle cose costituisca gi una situazione di equilibrio determinato da un assestamento progressivo basato sui desideri e sui bisogni del pubblico; uno stravolgimento della gerarchizzazione potrebbe, infatti, rappresentare un rischio per i giornali il cui scopo principale quello di vendere pi copie possibili, e una consistente riduzione dello spazio dedicato al calcio causerebbe probabilmente una consistente perdita in termini di lettori, e di conseguenza in termini di vendite. Si pu quindi dire che il calcio costituisce la regola, laltro sport leccezione. Solo eventi e risultati straordinari, specialmente se riguardano i successi di un atleta o di una squadra italiani, sono in grado di rubare momentaneamente la scena allo sport nazionale: il lettore medio vuole aprire il giornale e leggere subito di calcio; poi contento e si sente orgoglioso se, ogni tanto, la prima pagina viene riservata a un suo connazionale che si affermato ai vertici mondiali del proprio sport minore, purch ci non diventi unabitudine. In un sistema della carta stampata, e pi in generale del mondo dei mass media, in cui il calcio occupa la maggioranza dello spazio totale, gli altri sport hanno dovuto trovare una soluzione alternativa per aumentare la loro visibilit e popolarit. Lo hanno fatto attraverso la presenza di grandi personaggi in grado di raggiungere un livello di notoriet superiore a quello dello sport che praticano. Atlete come Federica Pellegrini o Valentina Vezzali, sono note non solo agli appassionati di nuoto e scherma, ma anche a coloro che non sono particolarmente interessati allo sport in generale. Il fatto, poi, che i loro nomi talvolta finiscano sulle pagine dei giornali per vicende di gossip o di costume, va considerato come un aspetto positivo: grazie alla notoriet acquisita, campioni del loro calibro possono calamitare lattenzione nei confronti del proprio sport favorendone limpatto mediatico, nonch la pratica e la diffusione presso la popolazione. Se il personaggio pu costituire un valido elemento per laumento della notoriet di uno sport minore, non sufficiente invece per chi di quello sport gi appassionato, e vuole rimanerne costantemente informato e aggiornato. Poich, come emerso dalla ricerca, la carta stampata assurge al suo ruolo di strumento di indagine e approfondimento quasi esclusivamente per ci che riguarda il calcio, e in parte per la Formula 1, chiaro che chiunque voglia informarsi su un altro sport, debba volgere la sua attenzione altrove. Assume quindi fondamentale importanza il ruolo della rete, uno spazio illimitato a disposizione degli appassionati. Iniziative editoriali su 96

internet come testate giornalistiche online, portali specializzati, blog e forum tematici consentono a professionisti e amatori di produrre e allo stesso tempo di fruire di contenuti relativi allo sport che pi apprezzano. Se, a detta di molti addetti ai lavori, la rete costituisce il futuro prossimo di tutto il sistema dellinformazione, per ci che invece riguarda gli sport minori essa rappresenta gi il presente, vista la difficolt a reperire notizie e approfondimenti adeguati sui media tradizionali, giornali e televisione in primis. In conclusione, quindi, affermare che per la carta stampata vale in maniera assoluta il luogo comune secondo cui in Italia si parla solo di calcio non totalmente esatto, perch comunque anche gli altri sport riescono a ritagliarsi il loro spazio inevitabilmente molto minore rispetto a quello del pallone sulle pagine dei giornali; piuttosto si potrebbe affermare che sui quotidiani in Italia si parla prevalentemente di calcio. Il problema a mio avviso risiede nel fatto che, soprattutto in unepoca in cui grazie alla rete le notizie giungono in tempo reale e con costanti aggiornamenti, la carta stampata ha il compito di approfondire le notizie, ma lo fa quasi esclusivamente per discipline come il calcio e Formula 1. Gli altri sport invece, i cosiddetti minori, faticano, eccetto occasioni particolari, a trovare spazi di approfondimento sui media tradizionali, dovendo rifugiarsi nel web, che costituisce un terreno molto fertile per una pi completa informazione sportiva. In sintesi quindi, se per il calcio la vecchia formula molto nota ai giornalisti secondo cui la radio annuncia la notizia, la televisione la mostra e il giornale la spiega pu ancora assumere una certa valenza, per quanto riguarda gli sport minori essa dovrebbe essere parafrasata in la rete annuncia la notizia, la mostra e la spiega.

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Sitografia
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Ringraziamenti
Ai miei genitori, per avermi sostenuto economicamente ma soprattutto moralmente, se ho raggiunto questo traguardo, lo devo in gran parte a loro. A mia nonna Teresa, le suo telefonate dopo ogni esame mi hanno fatto sentire un nipote speciale. Al Prof. Reggiani, per avermi dato la possibilit di approfondire un argomento di mio interesse. Al Prof. Aroldi, anche se non ci siamo mai conosciuti, il suo contributo mi stato molto utile per il lavoro di ricerca. Ai vari giornalisti e redattori che si sono resi disponibili per le interviste: Daniele Dallera, Umberto Zapelloni, Matteo Dore, Manuel Berti, Luca Muzzioli e Paolo Bernardi, il tempo che mi hanno dedicato tra mille impegni lavorativi stato per me molto prezioso. Un ringraziamento particolare lo rivolgo a Paolo Don, per lentusiasmo dimostratomi e perch la sua disponibilit andata ben oltre il semplice momento dellintervista. Ai colleghi (anche se solo per pochi mesi) di Fondazione Aida Monica e Alfredo in particolare, per avermi accolto dandomi la possibilit di svolgere unesperienza lavorativa nel mio campo di studi, e soprattutto per aver facilitato notevolmente la mia attivit di analisi dei quotidiani. A tutti i familiari e gli amici che, anche solo in piccola parte, hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato.

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