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LEZIONE 4 - Volpe

Ordine: Carnivori Famiglia: Canidi Genere: Vulpes Specie: Vulpes vulpes La volpe: un animale difficile caratterizzato COMPORTAMENTALE ED ECOLOGICA. da una grande PLASTICITA

La Volpe specie originaria dellemisfero settentrionale. presente in tutta la regione Paleartica, dallIrlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni pi settentrionali di India, Burma e Vietnam. presente anche in Australia, dove stata introdotta alla fine del secolo scorso. In Italia la Volpe rossa o volpe comune diffusa su di un areale vastissimo, uno dei pi vasti fra i Mammiferi selvatici terrestri. La caccia, spesso molto intensa, di cui la volpe stata oggetto, non ha causato estinzioni locali, eccetto che in pochissimi aree pianeggianti, prive di copertura boscosa. Ogni rallentamento della pressione venatoria ha comportato prontamente la ricomparsa della Volpe. HABITAT E' senza dubbio il carnivoro pi adattabile d'Europa; la volpe ha colonizzato le citt pi densamente popolate come le montagne pi remote. La versatilit della volpe risiede nelle sue abitudini alimentari non specializzate, sia nella capacit di trovare rifugio ovunque (cespugli, pagliai, campi coltivati, rocce o tubazioni abbandonate). Predilige habitat frammentati, molto vari, con presenza di bosco, pascoli, coltivi non intensivi dove le disponibilit alimentari sono maggiori e notevolmente diversificate. Queste aree infatti contengono una grande variet di cibi, che consentono alla volpe di sostentarsi anche nelle stagioni in cui alcune risorse alimentari vengono meno. In Italia questa specie appare diffusa su tutto il territorio nazionale, con la sola eccezione delle isole pi piccole. L'azione dell'uomo nei secoli ha favorito questa specie, frammentando le aree boschive e aumentando l'eterogeneit ambientale. Anche la scomparsa dei grandi predatori, quali il lupo, l'aquila e la lince, ha probabilmente permesso la sua espansione e il suo incremento sul territorio nazionale (competizione alimentare, predazione). Fino agli anni 60 la specie stata tenuta sotto controllo con qualunque mezzo a disposizione (attivit venatoria, bocconi avvelenati, lacci ecc) oggi si avverte con forte incisivit un certo rilassamento della pressione venatoria. La distribuzione sul territorio di discariche, animali domestici incustoditi, selvaggina di allevamento immessa senza criterio sul territorio ha permesso alla specie di raggiungere ancora una volta densit molto elevate. CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE La volpe rossa facilmente riconoscibile per il corpo snello, le orecchie grandi ed erette, il muso appuntito e la folta coda. Generalmente la lunghezza totale del tronco si aggira tra i 60 e i 90 cm, la coda misura tra i 32 e i 48 cm (40 % della lungh. Tot.) ed il peso varia dai 6 ai 10 Kg. Il pelo lungo e morbido generalmente di colore rosso scuro, anche se pu variare a seconda delle specie e delle stagioni; in particolare il colore fulvo tipico delle parti superiori del corpo, mentre il petto, laddome e la gola sono ricoperti di peli grigio-biancastri. Dentatura di tipo frangente e trinciante. Le dita delle zampe anteriori e posteriori sono nere cos come la punta delle orecchie. La coda invece rossiccia con sfumature nere, gialle o grigie; talvolta lestremit bianca in alcune forme e nera in altre. Lorma, come quella degli altri Canidi, mostra limpronta delle unghie, dei cuscinetti digitali e di quello plantare, ma rispetto a quella di un cane della stessa statura appare pi appuntita ed ovale. La volpe, a seconda dellandatura, lascia sul terreno tracce differenti: nel passo le orme si susseguono formando una linea a zig-zag; nel trotto o quando procede strisciando sul terreno per non farsi vedere, le impronte si trovano lungo una linea retta, poich quelle posteriori coprono le anteriori; quando, invece, fugge velocemente, porta

le zampe posteriori allaltezza o davanti a quelle anteriori lasciando una traccia simile a quella della lepre. RICONOSCIMENTO DEL SESSO E DELLETA dimensioni del maschio pi grandi e pi pesanti; Metodi di valutazione del sesso organo sessuale maschile visibile; postura di orinazione (non affidabile!). Metodi di valutazione dellet Misurazioni esterne (peso, lungh.) permettono di valutare let dei volpacchiotti solo fino a 80 gg.;Usura dei denti (scarsamente affidabile);Pesatura o conformazione dellosso penico - baculum (richiede la morte dellanimale ed inutilizzabile dopo settembre, quando i giovani hanno 6 mesi); Pesatura del cristallino oculare (metodo attendibile ma difficile); Valutazione della chiusura delle suture craniche (2 anno) o epifisarie; Conteggio degli strati di accrescimento del cemento dentario (personale specializzato).

RICONOSCIMENTO DELLE CONDIZIONI FISICHE Indice di grasso renale (preparazione accurata); Grasso sottocutaneo (consumato per primo quindi pi sensibile alle piccole variazioni); Grasso periviscerale; Misurazione rapporto lunghezza-peso.

SISTEMA SOCIALE E RIPRODUZIONE L'area occupata da una volpe di dimensioni molto variabile (da 15 a 10.000 ha) e pu essere stabile, ma in molti casi mostra forti variazioni stagionali o improvvise. Tali cambiamenti possono essere dovuti alla necessit di spostarsi per alimentarsi, oppure alla ricerca del compagno durante la stagione riproduttiva, oppure per occupare altri territori precedentemente occupati da un esemplare deceduto. Una parte della popolazione (nomade) si sposta su aree molto pi vaste di quelle usate dalle altre volpi. Nel periodo che va dalla tarda estate allinverno, di solito fino alla fine della stagione riproduttiva, alcuni soggetti (soprattutto maschi giovani) si spostano maggiormente e spesso abbandonano larea frequentata fino ad allora, disperdendosi e colonizzando nuove aree. Le volpi hanno tendenze territoriali in particolare durante la stagione riproduttiva ma il sistema sociale pi diffuso probabilmente quello di una diffusa tolleranza. Il territorio pu essere occupato da una coppia (rapporto che dura massimo 1 anno) o da una famiglia (maschio, femmina dominante, femmine subordinate). Le femmine subordinate non si riproducono e possono collaborare nellallevamento della prole della femmina dominante. A volte pi femmine allevano i piccoli in una tana comune. Anche il sistema sessuale variabile, dalla monogamia alla poliginia (un maschio si accoppia con pi femmine). Il maschio e alcune femmine subordinate a volte cooperano con la femmina riproduttrice nell'allevamento dei piccoli. Il legame di coppia, quando presente, di solito non sembra durare pi di un anno. Le volpi si riproducono una sola volta all'anno. L'estro nella femmina dura da 1 a 6 giorni; maturit sessuale della femmina a 10 mesi; la gestazione di 52-60 giorni. La stagione riproduttiva diversa nelle varie aree: in Italia centrale, la maggior parte degli accoppiamenti ha luogo alla fine di febbraio; di conseguenza, le femmine sono gravide fra marzo e aprile e le nascite si hanno nella seconda met di aprile. I piccoli vengono allattati fino alla met di giugno (2.5-3 mesi) e in seguito vivono insieme alla madre fino a settembre, quando i rapporti familiari si allentano. In seguito buona parte dei giovani si allontanano alla ricerca di aree in cui stabilirsi. Il numero medio di piccoli per femmina riproduttrice varia da 2.8 (in Nord-America) a 7.3 (in Scozia). In Italia gli unici dati sulla produttivit provengono dalla provincia di Pisa, dove le volpi hanno circa 4 piccoli per femmina, ma poich il 20% circa muore immediatamente dopo la nascita, la

produttivit reale di circa 2.6 volpacchiotti per femmina all'anno. Le TECNICHE DI INDAGINE NELLO STUDIO DELLA RIPRODUZIONE DELLE VOLPI sono il conteggio dei piccoli in tana (impreciso!); lesame dell apparato riproduttore femminile.Le volpi sanno massimizzare le possibilit di riproduzione: incrementando il n di cuccioli in condizioni di aumentate risorse alimentari o di diminuita densit; riproducendosi invece meno (aumentando la % di femmine sterili, diminuendo fertilit e fecondit) quando si trovino ad alte densit o in condizioni di scarse risorse alimentari

Fertilit, fecondit, mortalit intrauterina e sterilit sono dipendenti dalle disponibilit alimentari e dai parametri di dinamica di popolazione( densit, mortalit). Le volpi possono vivere pi di 10 anni, ma la maggior parte di esse di solito muore molto prima (caccia, malattie, scarsit risorse alimentari, incidenti). ALIMENTAZIONE Dieta estremamente variabile in funzione delle disponibilit alimentari (frutta, uova, selvaggina, animali domestici, piccoli invertebrati, vertebrati, rifiuti organici.) .Prede abituali roditori (arvicole e topi). La volpe insegue la preda- che inizialmente non fugge nemmeno decisamente- e morde pi volte, dove capita. Generalmente le parti colpite sono gli arti, il ventre e i fianchi. Una volta che l'animale stremato cade a terra, la volpe uccide con molti morsi nel collo. Di solito per prima cosa sventra l'animale. Spesso il consumo prende inizio dalle viscere (tipico dei canidi, anche il lupo per esempio). A volte le volpi cominciano anche dalla muscolatura delle cosce e dal collo. Tipico della volpe che stacca parti del corpo per portarle via, in particolare la testa e gli arti posteriori. La testa infatti quella parte del corpo che si lascia staccare con pi facilit per essere portata in un luogo sicuro per il consumo, attaccata al resto del corpo solo grazie alla tenera parte muscolare ed una vertebra. Metabolismo: lo stomaco pu contenere circa 900 ml di cibo con un fabbisogno alimentare giornaliero di circa 400-500 g. Le femmine durante lallattamento hanno bisogno di circa 700 g. di cibo al giorno. Oltre il 90% del cibo ingerito viene assimilato. METODI DI INDAGINE Analisi contenuti stomacali (e intestinali), meno digeriti quindi pi facilmente identificabili Analisi escrementi, permette di studiare per lunghi periodi qualsiasi popolazione La scelta dei due metodi dipende dalla reperibilit dei campioni (> 300 per risultati affidabili), la combinazione dei due metodi comunque sempre consigliabile!!! Struttura per et della popolazione La struttura di popolazione non pu essere conosciuta senza catturare un numero consistente di individui ma anche cos facendo impossibile avere un campionamento uniforme. I diversi metodi di caccia danno risultati diversi per es. la caccia alla tana permette di catturare pi femmine riproduttrici di quante siano presenti nella popolazione, mentre le trappole catturano pi giovani. Variabili ambientali (periodo di scarsit alimentare) possono rendere pi vulnerabili alcune parti della popolazione (es. Femmine gravide). Mentre i maschi sono spesso pi vulnerabili delle femmine. Quando la met (o meno) delle volpi abbattute hanno meno di 1 anno di et (Galles) popolazione relativamente anziana e la mortalit bassa.

Se la maggioranza delle volpi abbattute (>70%) sono giovani (Danimarca, Stati Uniti) popolazione sotto intensa pressione venatoria Quando oltre il 75% delle volpi abbattute giovane popolazione che pu essere fortemente ridotta (motivato per ci sono forti motivazioni allabbattimento: pellicce, prevenzione rabbia) Ad alti livelli di mortalit la produttivit aumenta IMPATTO SULLE POPOLAZIONI DI PREDE In sistemi complessi in cui un predatore ha a disposizione diverse categorie di prede, il predatore stesso pu basare la sua alimentazione sulla risorsa pi abbondante, senza comunque abbandonare le risorse secondarie, ma solamente usarle in base alla diversa facilit d'incontro. Inoltre, tutti i carnivori, sono capaci di cambiare tipo di preda a seconda delle situazioni, sono degli OPPORTUNISTI. Nel caso della volpe il discorso molto complesso a causa dell'ampio spettro alimentare che quest'animale mostra. La volpe pu entrare nella dinamica di molte specie come ad esempio il coniglio selvatico, i piccoli roditori, i piccoli di cervidi (soprattutto capriolo), i galliformi (starne, fagiani), le anatre. Stimare l'impatto di un predatore (cio l'effetto della predazione sulla dinamica di popolazione della preda e quindi della sua densit) molto difficile, occorrerebbe conoscere la densit della preda, ma soprattutto la densit del predatore. E' importante tenere sempre presente che la predazione, a differenza della caccia, altamente selettiva e tende ad eliminare gli animali pi parassitari. Una totale assenza di predazione non mai auspicabile, in quanto la maggiore incidenza delle parassitosi finirebbe per ridurre il numero di capi di selvaggina disponibili per la caccia, anzich aumentarlo. Bassi livelli di predazione sono in grado di aumentare la produttivit di una data area (anche in termini venatori). Qualsiasi intervento sulla volpe necessita dunque di un'attenta valutazione del rapporto costo- benefici. Una pianificazione sufficientemente corretta del prelievo venatorio e degli interventi di controllo potrebbe basarsi sull'individuazione e sulla misurazione degli indici di abbondanza. SEGNI DI PRESENZA Le volpi, specialmente nelle zone dove vengono cacciate, si possono osservare solo raramente. Occorre quindi dedurre la loro presenza dai segni che lasciano. Le impronte sono simili a quelle di un cane, ma pi appuntite. Le zampe anteriori lasciano impronte di 5-7.5 cm., quelle posteriori di 4.5-6.5 cm. La pista tracciata da una volpe lineare. Le volpi utilizzano con regolarit alcuni itinerari, che possono risultare ben visibili nell'erba alta. Gli escrementi sono il segno pi evidente della presenza di volpi, ma non sempre facili riconoscerli da quelli di altri carnivori (faine, martore, piccoli cani). La presenza di tane occupate durante la riproduzione un chiaro segno di presenza, soprattutto quando (giugnoluglio) l'attivit dei volpacchiotti le rende pi facilmente individuabili. Le tane si riconoscono da quelle di altri animali, per la presenza delle impronte e degli escrementi. Durante la stagione degli amori i latrati delle volpi (simili a quelli dei cani, ma pi rochi) possono essere uditi con facilit. Per ottenere comunque una stima della densit della popolazione importanti sono i CENSIMENTI che possono essere effettuati con vari metodi: Conteggio delle tracce su neve e su sabbia. Gli spostamenti della volpe nell'ambiente non mai casuale (tendono a seguire i sentieri e frequentano alcuni ambienti pi di altri) e, di conseguenza, la disposizione dei percorsi su cui vengono contate le tracce influenza grandemente i risultati. Il conteggio degli escrementi lungo percorsi fissi un metodo semplice, economico e affidabile per valutare le differenze di densit fra aree diverse. Gli escrementi di

volpe vengono raccolti lungo percorsi fissi e il loro numero per km d una stima dell'abbondanza relativa. Tecnica delle stazioni odorose Il conteggio delle tane con cuccioli durante la stagione riproduttiva; con una ricerca scrupolosa possibile localizzare tutte le cucciolate in una data area. Radio-tracking I transetti notturni con il faro sono stati usati con un certo successo. Siccome, per, la volpe frequenta gli spazi aperti con intensit variabile, il numero di volpi avvistate non pu quindi essere convertito in densit assoluta. Conteggio animali abbattuti Per la grande elusivit della specie e per i continui spostamenti, nessuna tecnica di censimento permette di stimare con ragionevole accuratezza le densit assolute. GESTIONE Un intervento di controllo sul predatore si rende necessario quando la produttivit di una popolazione, ad esempio di galliformi o di lepre, sia bassa e gli altri interventi, come ad esempio i miglioramenti ambientali, non riescano ad elevarla fino a livelli ritenuti normali per la specie. Il controllo della volpe pu avere effetti positivi sulle operazioni di reintroduzione, o di immissione a fini venatori, di fauna selvatica. In questi casi gli abbattimenti dovranno essere sufficienti per incidere in maniera significativa sulla densit della popolazione della volpe, altrimenti non si avr nessun risultato. E' infatti molto frequente che gli abbattimenti siano inferiori alla densit degli animali adulti e quindi non in grado di annullare l'incremento utile annuo. E' inoltre importante che gli abbattimenti vengano concentrati nelle stagioni pi opportune. Se la predazione della volpe incide soprattutto sulla cova, si dovrebbe procedere ad abbattimenti primaverili, mentre se la predazione risulta importante anche a carico degli adulti, l'obiettivo sar quello di mantenere la densit di volpi pi bassa possibile durante tutto l'anno. Nel caso delle reintroduzioni o immissioni, gli abbattimenti dovranno essere concentrati nel periodo immediatamente precedente l'operazione, in quanto entro pochi giorni le volpi possono reinvadere la zona. Fra i metodi di controllo ammessi dalla normativa vigente si annovera: la caccia allaspetto, la caccia alla tana e la caccia in battuta. La caccia all'aspetto, con armi a canna rigata, abbastanza efficace, ma solo dove sia pi facile attirare le volpi presso una fonte di cibo, magari per la rigidit dell'inverno. La caccia in tana si svolge con lausilio di cani addestrati a penetrare in tana (terriers). Tali interventi si concentrano in primavera e colpiscono principalmente le femmine riproduttrici. La caccia in battuta porta alla cattura di tutti gli strati della societ volpina, con una prevalenza dei maschi nomadici. La legge ammette anche il controllo in notturna con faro che pu essere svolto solo da guardie provinciali. Oggi le uccisioni di predatori sono oggetto di aspre critiche da parte di un'ampia fetta della societ, per cui per essere giustificabili da un punto di vista amministrativo, venatorio e conservazionistico, i metodi di controllo devono essere: -Efficaci, devono portare dei risultati misurabili: ad esempio, un aumento quantificato nel numero di fagiani prodotti nell'area in cui si operato. Ogni serio piano di abbattimento deve essere accompagnato da una misurazione dei risultati.

-Efficienti, i costi devono essere inferiori ai benefici ottenuti. A volte i miglioramenti ambientali sono spesso in grado di sostituire gli abbattimenti del predatore. -Tecnicamente possibili, un piano di abbattimento pu non essere applicabile a causa delle limitazioni imposte dal territorio, dalle condizioni metereologiche: se tutto questo non viene previsto, l'intero programma pu avere i risultati opposti a quelli previsti, in quanto abbattimenti scarsi hanno generalmente l'effetto di rendere la struttura sociale della volpe ancora pi fluida e possono portare ad un aumento degli individui in quell'area. -Selettivi, devono cio riguardare esclusivamente la popolazione oggetto del controllo.