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Il carbone vegetale: semplice ammendante del terreno o nuova risorsa rinnovabile?


admin 2 luglio 2013

di Giulia Cim, Pellegrino Conte Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali, Universit degli Studi di Palermo, v.le delle Scienze edificio 4, 90128 Palermo Luso di combustibili f ossili una delle cause principali dellimmissione nellatmosf era di gas serra, capaci di alterare il sistema climatico terrestre. Una possibile soluzione al problema a livello internazionale, risulta essere lutilizzo di f onti bioenergetiche. Per questo, negli ultimi anni, si assistito al veloce sviluppo della gasif icazione, un processo di degradazione termica di qualsiasi materiale organico di scarto f inalizzata alla produzione di gas, oli e biochar. In particolare, il biochar si rivelato essere un materiale estremamente duttile, utilizzabile non soltanto come combustibile naturale ma anche come ammendante del terreno. La sua applicazione ai suoli, inf atti, permette il raggiungimento di due importanti obiettivi: laumento della f ertilit del terreno e il sequestro di carbonio nei suoli, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

BIOCHAR: VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE


Il cambiamento climatico una delle sf ide pi importanti per il mondo moderno. ormai comunemente accettato che laumento della concentrazione di gas ad ef f etto serra (soprattutto anidride carbonica, metano e protossido di azoto) nellatmosf era inf luisca sul sistema climatico terrestre. Una delle cause principali dellaumento della concentrazione di gas serra in atmosf era luso di combustibili f ossili, pratica che pu essere ridotta soltanto mediante sf orzi a livello internazionale. Nellambito delle strategie di mitigazione del clima, una possibile e valida alternativa ai combustibili f ossili lutilizzo di f onti bioenergetiche. I moderni sistemi industriali per la produzione di bioenergia comprendono la pirolisi e la gasif icazione, ovvero il riscaldamento di vari tipi di biomassa (f eedstock), in condizioni controllate, per produrre gas combustibile di sintesi (o syngas) e oli combustibili (o bio-oli). Entrambi i prodotti possono essere bruciati per produrre calore, potenza o una combinazione delle due. Il terzo dei prodotti combustibili della pirolisi un solido ricco di carbonio residuo, il biochar. In particolare, il biochar una sostanza altamente porosa e a grana f ine, che presenta un aspetto simile al carbone prodotto dalla combustione naturale (Fig.1 e 2). Dapprima considerato uno scarto industriale, negli ultimi anni, linteresse verso questo materiale cresciuto enormemente data la sua capacit di migliorare le caratteristiche f isiche, chimiche, biologiche e meccaniche del terreno, se usato come ammendante. La sua applicazione ai suoli (in Italia ancora vietata) viene praticata al f ine di raggiungere due principali obiettivi: aumentare la f ertilit del terreno e contribuire alla mitigazione dei ambiamenti climatici attraverso il sequestro di carbonio nei suoli.
Fig . 1 Bio c har d i c o nife re

METODI DI PRODUZIONE DEL BIOCHAR


Il principale metodo di produzione del biochar la pirolisi, ovvero la combustione di biomassa in condizioni di assenza o presenza limitata di ossigeno. Il processo di pirolisi pu avere diversi f ini e pu essere classif icato in base ai suoi parametri operativi, quali temperatura massima raggiunta e tempo di residenza. La pirolisi lenta o slow pyrolysis il processo che prevede la conversione termica della biomassa per riscaldamento lento, a temperature moderate (450-650C) ed in assenza di ossigeno. Il tempo di residenza varia da pochi secondi a giorni in f unzione del prodotto desiderato, syngas o biochar. Al contrario, la pirolisi veloce o f ast pyrolysis prevede tempi di residenza molto brevi (2 secondi) che portano alla f ormazione di una maggiore proporzione di bio-oli a discapito della produzione di biochar. Il bio-olio deriva dalla condensazione della materia organica volatile generatasi dal riscaldamento della biomassa di partenza. Si presenta come un f luido nero viscoso, composto da idrossialdeidi, idrossichetoni, zuccheri, acidi Fig . 2 Bio c har d i p ag lia carbossilici e composti f enolici e contenente oltre il 20% di acqua. Dato il suo basso potere calorif ico (circa il 55% di quello del gasolio normale), il bio-olio viene utilizzato soprattutto per la produzione di energia elettrica piuttosto che come combustibile per i mezzi di trasporto. Contiene, inoltre, sostanze biochimiche di elevato valore, rilevanti per lindustria alimentare e f armaceutica. Inf ine, la gasif icazione un processo durante il quale la biomassa raggiunge temperature molto elevate (1200C), talvolta anche ad elevate pressioni (15-50 bar). In queste condizioni, qualsiasi materiale carbonioso viene convertito in gas, principalmente composto da monossido di carbonio (CO) ed idrogeno (H2). Questo gas pu essere utilizzato per la generazione di energia elettrica tramite turbine a gas o vapore (o entrambi), per la sintesi di prodotti chimici e f ertilizzanti, o pu essere ulteriormente raf f inato ed utilizzato come combustibile liquido. Processi dif f erenti sono caratterizzati da un diverso equilibrio f ra i tre prodotti: biochar, bio-olio e gas di sintesi (Tab.1). Ad esempio, la pirolisi veloce porta ad una maggiore produzione di bio-oli, la gasif icazione di syngas mentre la pirolisi lenta f avorisce la resa di biochar. La massimizzazione della produzione di biochar avviene quindi sempre a spese di energia utilizzabile in f orma liquida o gassosa. Di conseguenza, sebbene questa strategia contribuisca alla mitigazione dei gas serra, non sempre viene applicata, a causa di vincoli di mercato e/o ingegneristici. Tramite questi processi bioenergetici, qualsiasi materiale organico, compresi gli scarti vegetali ed i rif iuti urbani, potrebbe essere totalmente convertito in biochar, bio-oli e gas combustibile. Lutilizzo di queste tecniche verdi deve essere considerata una valida alternativa alla combustione o alla discarica dei rif iuti dato che potrebbe consentirne lo smaltimento convertendoli in energia pulita.

Tab . 1 Caratte ris tic he e re s e d e i p ro d o tti d i d ive rs i p ro c e s s i b io -e ne rg e tic i. Fo nti: Bas u P. (2010) Bio mas s g as ific atio n and p yro lys is : p rac tic al d e s ig n and the o ry.

APPLICAZIONE DEL BIOCHAR IN AGRICOLTURA


Diversi studi hanno dimostrato signif icanti benef ici agronomici, come laumento della produzione delle colture, in terreni ammendati con biochar (Fig.3). La sua applicazione contribuisce inf atti a migliorare la f ertilit del suolo ed aumentarne la ritenzione idrica e di nutrienti essenziali per le piante, in particolare calcio, potassio e f osf oro. Sono tre i principali meccanismi proposti per spiegare come il biochar potrebbe f avorire la produzione vegetale: 1) modif icando direttamente la chimica del suolo attraverso la sua composizione in elementi; 2) f ornendo una superf icie chimicamente attiva, capace di modif icare la dinamica dei nutrienti nel suolo e di catalizzare reazioni utili; 3) modif icando le caratteristiche f isiche del suolo, con benef ici per la crescita radicale e f avorendo Lassorbimento e la ritenzione di nutrienti e acqua che risultano pi disponibili per le piante. In ef f etti, proprio grazie alla sua struttura porosa (Fig.4) e allelevata area superf iciale che il biochar inf luenza le propriet f isiche del suolo, ad esempio f avorendo la ritenzione idrica e aumentandone larea superf iciale. Un altro ef f etto positivo consiste nellaumento del pH dei suoli, causato dalla presenza, nel char, di sostanze basiche. Questo particolarmente utile nei suoli acidi in cui laumento di pH determina un incremento della solubilit di elementi importanti per le piante, quali f osf oro, calcio e potassio. Inoltre, dopo immissione nel terreno, la superf icie del char subisce ossidazione con f ormazione di gruppi f unzionali f enolici e carbossilici che conf eriscono alla superf icie cariche negative pHdipendenti. Questo determina un miglioramento delle caratteristiche chimiche del suolo, quali incremento della capacit di scambio cationico (CSC) ed aumento della ritenzione di acqua, nutrienti e prodotti agrochimici a disposizione delle piante e delle coltivazioni. La CSC inf atti indicativa della capacit del suolo di trattenere cationi in una f orma disponibile per le piante e di minimizzarne le perdite per dilavamento. Luso del biochar come ammendante porta quindi ad una diminuzione della lisciviazione di elementi nutritivi importanti con conseguente aumento della f ertilit del suolo e, allo stesso tempo, riduzione dellinquinamento delle f alde acquif ere. Tutto questo consente inoltre un minore utilizzo di f ertilizzanti chimici con importanti ricadute sia per gli agricoltori, soggetti a minori spese, sia per lambiente. Inf atti, un minore consumo di energia e risorse porta anche ad un minore impatto ambientale. E non f inita qui. Inf atti, grazie alle sue elevate capacit assorbenti, il biochar pu contribuire alla riduzione dellinquinamento dif f uso proveniente da agricoltura attraverso la sua distribuzione in terreni da cui derivano elementi inquinanti. Pu anche Fig . 3 Piantina d i Eup ho rb ia c o ltivata s u b io c har essere possibile utilizzare la sua capacit assorbente per eliminare la contaminazione nel processo di trattamento delle acque. Diversi studi dimostrano inf atti la sua ef f icacia nella rimozione di nitrati, f osf ati, metalli pesanti, pesticidi e composti organici sia dai suoli che da soluzioni acquose.

STABILITA DEL BIOCHAR: POSSIBILE RISERVA DI CARBONIO NEI SUOLI


In generale, ogni f orma di materia organica immessa nei suoli viene velocemente degradata risultando in

emissioni di diossido di carbonio, CO2, noto gas ad ef f etto serra. Trasf ormare la materia organica in una f orma altamente stabile, quindi pi dif f icilmente degradabile, potrebbe contribuire a ridurre queste emissioni. In ef f etti, il biochar risulta avere grande stabilit e resistenza alla decomposizione chimica e biologica, ed per questo considerato un importante sink di carbonio, capace di sequestrare grandi quantit di CO2 se applicato ai suoli. Il biochar deve la sua stabilit chimica, f isica e microbiologica alla sua composizione chimica, che risulta scarsamente degradabile. Questo carbone inf atti costituito da una complessa struttura policiclica aromatica, altamente coniugata a f ormare strutture cristalline. Questa lo rende recalcitrante alla degradazione sia f isica che chimica. Data la sua scarsa degradabilit, una volta immesso nel terreno, il char costituisce una riserva di carbonio per centinaia se non migliaia di anni, riducendone le emissioni in atmosf era.

Struttura g e ne rale d e l b alc k c arb o n

La produzione di biochar pu quindi essere considerata come processo C-neutro dato che la quantit di carbonio emesso durante la sua produzione equivale a quella rimossa dallatmosf era, tramite la f otosintesi, per produrre la biomassa di partenza. O addirittura, dato che i gas prodotti durante la pirolisi non vengono rilasciati nellatmosf era ma raf f inati e successivamente utilizzati a f ini energetici, il processo potrebbe anche essere considerato come C-negativo. Oltre alla riduzione di CO2, diversi studi hanno dimostrato una riduzione nelle naturali emissioni di ossidi di azoto NxOy e metano CH4 (gas serra con potenziale di riscaldamento globale molto pi elevato rispetto alla CO2) dal suolo dopo lapplicazione del biochar. Il biochar e la produzione di bioenergia potrebbero dunque contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici globali sostituendo lutilizzo dei combustibili f ossili e, allo stesso tempo, sequestrando carbonio in riserve stabili nel suolo.

BIOCHAR: SONO TUTTI UGUALI?


Il processo di pirolisi inf luisce notevolmente sulle caratteristiche e propriet del biochar e, di conseguenza, sul suo valore potenziale in termini di prestazioni agronomiche o di sequestro del carbonio. Sia il processo che i parametri di processo (principalmente la temperatura f inale raggiunta ed il tempo di residenza) sono particolarmente importanti nel determinare la natura del prodotto. Allaumentare della temperatura di pirolisi, diminuisce

Allaumentare della temperatura di pirolisi, diminuisce la resa in termini di prodotto solido (biochar). Inoltre, questo sar costituito da una maggiore proporzione di sostanza inorganica minerale. Durante la pirolisi, inf atti, la materia organica perde idrogeno, ossigeno e azoto risultando pi ricca in minerali. Ad esempio, nel char prodotto utilizzando come f eedstock la lettiera di pollo, il contenuto in ceneri aumenta dal 40% al 60% a temperature f ra 300C e 600C. Solitamente, allaumentare della temperatura di pirolisi, segue anche un aumento del pH ed aumento dellarea superf iciale del biochar. Oltre alle condizioni di produzione, anche la biomassa di partenza gioca un ruolo importante nella determinazione delle caratteristiche f isicochimiche del prodotto. Il biochar pu essere generato da biomassa organica di diversa natura. Le materie Fig . 4 Immag ine al Mic ro s c o p io Ele ttro nic o a Sc ans io ne d i Bio c har d i Po llina p ro d o tto alla te mp e ratura d i 600 C, prime attualmente utilizzate, su scala commerciale o in te mp o d i re s id e nz a 2 h. strutture di ricerca, includono trucioli e pellet di legno, corteccia, residui di colture (comprese le lettiere, gusci di noci e pula di riso), erba, rif iuti organici, grano, residui dellindustria di lavorazione della canna da zucchero e oliva, lettiere di pollo e letame bovino, f anghi di depurazione e f anghi di cartiera. Lutilizzo degli scarti agricoli o industriali per la produzione di energia pu essere vantaggioso rispetto al loro smaltimento come rif iuti. La biomassa di partenza esercita un ruolo f ondamentale nella determinazione delle caratteristiche f isicochimiche del biochar, in quanto sia la composizione chimica che la struttura f isica del materiale costituente la biomassa si rif lettono, appunto, sul prodotto f inale (Fig.5). Ad esempio, il contenuto di cellulosa, emicellulosa e lignina determina la f razione di carbonio volatile (syngas) o di carbonio stabile (biochar) che risulter nei prodotti della pirolisi. Queste componenti vengono degradate gradualmente, durante il processo di pirolisi. Lemicellulosa la prima che subisce degradazione, nellintervallo di temperature 200260C; seguita dalla cellulosa (240-350C) e dalla lignina (280-500C). Considerato il loro diverso comportamento termico, la proporzione tra questi componenti nella biomassa di partenza ne inf luenza il grado di reattivit e, quindi, anche il grado con cui la struttura f isica sar modif icata durante i processi termici. Inoltre, durante le conversioni termiche, la struttura originale del materiale, il suo scheletro carbonioso, la sua porosit ed i minerali contenuti vengono mantenuti nel biochar prodotto. Anche i rapporti elementari di carbonio, ossigeno e idrogeno sono parametri chiave nel determinare la qualit dei prodotti combustibili. Le materie prime f avorite per la produzione di bio-olio e gas combustibile sono quelle a basso contenuto di minerali e azoto, quali piante legnose, biomasse erbacee e sottoprodotti agricoli (ad esempio, la paglia di cereali). Viceversa, i f eedstock utilizzati per avere una pi alta resa in termini di prodotto solido (biochar) sono quelli ad alto contenuto in lignina (ad esempio, i residui f orestali e i gusci di noce).

RIFLESSIONI

RIFLESSIONI FINALI
Lagricoltura e la gestione f orestale of f rono unopportunit unica e preziosa per ridurre le emissioni di gas Fig . 5 Bio c har d i p o llina affianc ato alla b io mas s a o rig inaria serra. Queste pratiche producono inf atti unelevata quantit di scarti vegetali, di solito dal basso valore economico, il cui smaltimento ha un costo. Questi scarti potrebbero essere prof icuamente utilizzati per produrre biochar da applicare al suolo agricolo per sequestrare carbonio, per aumentare il potenziale produttivo delle coltivazioni o anche come f onte alternativa di energia. Ad oggi, la combustione della biomassa genera il 10% delle emissioni globali di CH4 e l1% di N2O. Luso della pirolisi potrebbe diminuire se non azzerare del tutto queste emissioni di gas serra, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Inf atti, la pirolisi delle biomasse di scarto risulterebbe unalternativa verde alla combustione e allinterramento dei residui agricoli. In pi, lutilizzo dei residui vegetali per la produzione di bioenergia, invece della coltivazione di colture energetiche dedicate, eviterebbe la competizione con la produzione di derrate alimentari e contribuirebbe a ridurre la def orestazione. I vantaggi della produzione di biochar potrebbero essere molteplici, sia dal punto di vista ambientale che economico, dato che con la pirolisi dei residui vegetali si raggiungerebbe il doppio obiettivo di riciclo dei rif iuti con annessa produzione di bio-energia. Oltre ad essere una f onte di energia rinnovabile in s, il biochar pu anche essere usato per generare altre f orme di energia rinnovabile, come liquido e gas biocarburanti. Inoltre, laumento dei prezzi dei combustibili f ossili, la crisi alimentare mondiale e lemergere di un importante mercato globale del commercio di carbonio sembrano promettere un aumento degli incentivi economici in f uturo. Tuttavia ci sono dei problemi riguardanti luso di biochar che devono essere attentamente considerati. In ef f etti, il biochar adatto per il miglioramento del terreno solo quando viene prodotto sotto le giuste condizioni. I suoi Co mb us tio ne in c amp o d i re s id ui ag ric o li ef f etti sulla produttivit delle colture sono molto variabili e dipendono dalle diverse interazioni f isiche e dai processi che si verif icano quando viene applicato ai suoli. Inoltre, come gi detto, le sue propriet sono strettamente correlate alla tipologia di biomassa di partenza e alle condizioni operative del processo di produzione. Ad esempio, se la pirolisi viene ef f ettuata ad una maggiore temperatura, si produce un biochar conpi alto contenuto in carbonio e maggiori capacit di ritenere nutrienti. Eppure questi vantaggi devono essere compensati considerando lenergia e i costi f inanziari legati alla sua produzione. Inoltre, non tutti i rif iuti agricoli sono adatti per la produzione biochar. I migliori f eedstock sono i materiali legnosi, quali noccioli di olive e gusci di noce. Sono dunque necessarie ulteriori ricerche nei livelli di sicurezza e metodi di applicazione del biochar al suolo. Inf atti alcuni tipi di biochar possono contenere contaminanti. Ad esempio, il char prodotto da vinacce

contiene alti livelli di sostanze tossiche e metalli che possono ridurre la germinazione dei semi. O ancora, alcuni metodi per inserire il biochar nel suolo rischiano didisturbare gli organismi presenti e di esporre le superf ici interrate alla decomposizione ed erosione. Per questi motivi, il biochar deve essere applicato ai terreni in quantit limitate e solo dopo accurate analisi. APPROFONDIMENT I

Approf ondiment o 1 Normat iva it aliana in mat eria di f ert ilizzant i


In Italia le norme riguardanti le caratteristiche, la classif icazione e la commercializzazione dei f ertilizzanti (concimi, ammendanti, correttivi) sono def inite dal Decreto Legislativo n.75 del 29 aprile 2010 Riordino e revisione della disciplina in materia di f ertilizzanti (Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2010 Supplemento ordinario). Per poter essere utilizzati e commercializzati, i concimi devono rispondere agli obblighi previsti dalle direttive della legislazione italiana ed essere inseriti in un registro nazionale. Per linserimento di nuovi prodotti nelle liste dei f ertilizzanti ammessi, questi devono rispondere a molteplici requisiti. Ad esempio, devono essere accuratamente caratterizzati dal punto di vista f isico-chimico e tossicologico con metodi uf f iciali, devono essere tracciabili, lazienda di produzione deve essere iscritta nel registro dei f abbricanti di f ertilizzanti, deve essere indicato il processo di produzione e i suoi parametri operativi. Inoltre, i suoi ef f etti sullambiente e sugli organismi viventi devono essere conosciuti in modo da non presentare rischi, immediati o dif f eriti, per una o pi delle componenti ambientali. Dato che, biochar prodotti da diversa biomassa di partenza e con dif f erenti processi produttivi possiedono caratteristiche uniche e peculiari, non possibile che il biochar venga inserito in maniera generica f ra gli ammendanti utilizzabili nel terreno. Secondo la legge, inf atti, dovrebbe essere caratterizzato, descritto ed approvato per lutilizzo ogni singolo tipo di biochar.

Approf ondiment o 2 Def inizione dei prodot t i carboniosi


Sono diversi i prodotti che vengono generati quando si riscalda ad alte temperature biomassa ricca di carbonio. Le dif f erenze f ra questi materiali sono sottili ma presenti, e vanno opportunamente sottolineate. Il seguente elenco di termini si propone di def inire meglio i diversi prodotti carboniosi. Char: un materiale solido carbonioso derivante dalla decomposizione termica di qualsiasi materiale organico, di origine naturale o sintetico. Questa categoria comprende, ad esempio, il materiale derivante da incendi boschivi ed il particolato derivante dalla combustione incompleta di idrocarburi f ossili. Carbone vegetale o biochar : il prodotto della decomposizione termica di materiale legnoso e af f ine. Usato principalmente come combustibile per il riscaldamento urbano e la cucina o anche come ammendante del suolo. Carbone attivo: viene prodotto a partire da materiale carbonioso che viene riscaldato a temperatura elevata (superiore a 500C) e per lunghi periodi di tempo (oltre 10 ore). Il materiale risultante caratterizzato da unelevata capacit di adsorbimento ma non viene utilizzato come ammendante del terreno. La sua maggiore applicazione prevede il suo impiego in processi di risanamento, come la f iltrazione dellacqua e ladsorbimento di gas, contaminanti liquidi e/o solidi. Black Carbon : comprende genericamente diverse f orme di materia organica ref rattaria proveniente da combustione incompleta. Data lampia diversit delle condizioni di combustione a cui il black carbon pu essere sottoposto, questo occupa un continuum di diversi materiali.

Approf ondiment o 3 Terra Pret a


Lapplicazione del biochar ai suoli non una idea nuova. Le prime osservazioni riguardanti gli ef f etti positivi dello stoccare carbone nel suolo derivano da antiche pratiche di gestione agricola ef f ettuate in tutta lAmazzonia brasiliana, in cui si venuto a creare un suolo denominato oggi terra preta, prof onde terre nere. Questi suoli sono caratterizzati da alti livelli di f ertilit del terreno senza immissione di f ertilizzanti

esterni, suggerendo che lapplicazione del biochar ai suoli potrebbe essere economicamente sostenibile e vantaggiosa. I suoli di terra preta possiedono alti livelli di materia organica e nutrienti quali azoto, f osf oro, potassio e calcio. Queste caratteristiche sono attribuite al loro alto contenuto in char, costituito da biomassa parzialmente combusta, da cui consegue anche il colore scuro del terreno.