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OLIMPIADI DI CITTA DEL MESSICO 1968

(Aspetti sociali, politici ed economici nel corso delle pi importanti manifestazioni sportive dal 70 a oggi)

Il 1968 uno degli anni pi difficili e turbolenti della storia recente ed anche i Giochi Olimpici ne vengono travolti. Per la XIX Olimpiade il CIO (Comitato Internazionale Olimpiadi) ha scelto Citt del Messico, portando per la prima volta i Giochi ad altissima quota, oltre 2000 metri. Alcune discipline finiscono per essere avvantaggiate dall'altitudine e relativa rarefazione dell'aria che permette exploit incredibili, altre ne escono in difficolt, come maratona e gare di fondo in genere. Ma la prima pagina di Citt del Messico per ben altri problemi. Il mondo scosso da numerose vicende, dall'invasione sovietica che reprime la Primavera di Praga alle lotte antirazziste, dall'inizio della protesta studentesca alla guerra in Vietnam. Tutto questo finisce quasi per far accantonare il lato sportivo della manifestazione travolta dalla politica e da eventi ben pi grandi. Ma tutto viene spazzato soprattutto dalla follia del governo messicano che compie un'orrenda strage di studenti pochi giorni prima della cerimonia di inaugurazione olimpica. All'origine del massacro ci sono le incursioni che i granaderos, i poliziotti messicani, iniziano a compiere nelle Universit e alle quali gli studenti si oppongono iniziando a manifestare contro il presidente Diaz Ordaz. Questi accusa gli studenti di voler boicottare i Giochi con le loro proteste ed ordina l'occupazione militare dell'Universit di Citt del Messico, con centinaia di arresti. Si arriva alla notte tra il 2 e il 3 di ottobre con gli studenti che si danno appuntamento in Piazza Tre Culture per una manifestazione alla quale il governo risponde ordinando una strage: la piazza viene bloccata in ogni accesso, l'esercito spara da elicotteri ed edifici. Del massacro non si avranno mai cifre ufficiali, ma si parla di centinaia di morti e l'efferatezza dell'azione scuote l'opinione pubblica con manifestazioni che nascono un po' ovunque per portare solidariet agli studenti messicani. E i Giochi, che farne? Nonostante tutto, il presidente del CIO Avery Brundage decide che si

debbono disputare regolarmente a Citt del Messico, una scelta che far discutere. LA FUGA DI VERA I Giochi sono sempre specchio, con le storie dei propri campioni, degli eventi che scuotono il mondo, riuscendo spesso a regalare un motivo di speranza. E' il caso di Vera Caslavska, la ginnasta cecoslovacca gi pluridecorata che arriva in Messico dopo un periodo particolarmente duro. Vera in aprile aveva firmato la "Lettera delle duemila parole", il documento simbolo della sollevazione cecoslovacca contro la tirannia sovietica. Quando i carri armati dell'URSS erano entrati a Praga, Vera come tutti i firmatari della lettera, aveva dovuto cercare di sfuggire all'arresto, rifugiandosi sulle montagne e continuando ad allenarsi usando gli alberi. In extremis riesce ad avere dal governo il permesso di partire per il Messico e qui trionfa come a Tokyo. Vince il concorso generale, il volteggio, il corpo libero e le parallele aggiungendo anche altri due argenti. La sua popolarit sale alle stelle, oltretutto perch la bellissima Caslavska, subito dopo i Giochi, sposa il connazionale Josef Odlozil, un mezzofondista, alimentando la favola. Alla caduta del comunismo la Caslavska torner a coprire importanti cariche in patria, quindi nel CIO, dopo aver vissuto in semi-isolamento negli anni del regime. IL PUGNO NERO La politicizzazione dei Giochi di Citt del Messico ha il suo culmine con i Black Power, il movimento antirazzista americano cui danno una voce universale i velocisti Tomaie Smith e John Carlos. Poco prima dei Giochi gli Stati Uniti avevano dato il loro parere favorevole alla partecipazione del Sudafrica, gi fuori dal giro olimpico per il suo apartheid, scatenando le ire pi disparate, dagli stati africani ai movimenti interni. Questo d il l ai gesti clamorosi dei due velocisti americani di colore. La gara quella dei 200 metri, dove Carlos parte fortissimo ma cede nel finale ad una prepotente progressione di Smith che vince con uno strepitoso record di 19.83. Tra i due americani si inserisce l'australiano Norman che cos testimone di uno dei momenti

pi celebri della storia olimpica: Smith e Carlos si presentano sul podio con un guanto nero e al momento dell'inno chinano il capo e sollevano il pugno chiuso e guantato. Le immagini fanno il giro del mondo ed il Comitato Olimpico americano decide di espellere i due dal Villaggio Olimpico. La mossa per non felicissima perch i due velocisti trovano appoggio e solidariet immediata da altri atleti. E' il caso dei 400 metri con Lee Evans che segna vittoria e record mondiale e sale sul podio con un basco nero assieme ad altri due americani, James e Freeman. Pi in generale gli atleti di colore dominano la scena di velocit e mezzofondo: l'americana Tyus la prima atleta a confermarsi oro nei 100 metri, mentre l'Africa sbanca le gare lunghe. I keniani Keino, Biwott e Temu, il tunisino Gammoudi vincono rispettivamente 1500, 3000 siepi, 10000 e 5000, mentre l'etiope Mamo Wolde succede al connazionale Bikila in una durissima, per colpa dell'altura, maratona. Bikila presenta e cerca lo storico tris, ma deve ritirarsi per un infortunio al ginocchio.
Olimpiadi Citta del Messico 1968 - Medagliere -

L'INVENZIONE DI FOSBURY A Citt del Messico nasce una nuova era per il salto in alto. Ad aprirla un giovane americano, Dick Fosbury, che mette letteralmente sottosopra la tecnica di salto usata fin l. Fosbury scavalca l'asticella di schiena anzich centralmente come fatto da tutti gli altri e la sua invenzione sembra subito funzionare, oltre che essere calamita per pubblico ed addetti ai lavori. L'americano arriva a 2 metri e 24 vincendo l'oro: in pochi anni tutti i saltatori useranno il suo stile. Altro atleta che entra nella storia Al Oerter, dominatore da anni nel lancio del disco, che si prende qui il suo 4 oro olimpico nella stessa disciplina: un'impresa che non era mai riuscita a nessun altro. Una prima volta anche quella di Jim Hines, americano, che il primo a vincere i 100 metri con un tempo sotto i 10 secondi, esattamente 9.95.