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20DANGELO06
Fondatore Giacomo Lodetti / Direttore Giorgio Lodetti / Direttore Artistico Roberto Plevano / Progetto Grafico Franco Colnaghi
Anno VI, N. 21 • Aprile-Giugno 2007 • Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano • e-mail: giorgio.lodetti @ libreriabocca.com

Il sentimento
PAOLO SCHMIDLIN del contrario
tutti unti non si sa di quale orribile manteca,
goffamente imbellettata e parata di abiti gio-
vanili», che agghindata «così come un pap-
pagallo pietosamente s’inganna» di riuscire,
grande conoscitore. Da Joan Crawford a Bet-
te Davis lo scultore sceglie di ritrarre le star
del cinema hollywoodiano nel
momento del declino, quan-
Reduce dal succes- è tirata, le borse sotto gli occhi accentuano nascondendo «rughe e canizie, a trattenere a do la freschezza della gio-
so-scandalo della sua lo sguardo spento, di chi, per la paura di in- sé l’amore del marito molto più giovane di ventù ha già abbandonato i
Porno queen, versio- vecchiare ed abbandonare definitiva- lei» e guarda con aria sprezzante, co- loro visi. La Davis viene im-
ne erotica della regi- mente i giochi dell’infanzia ha preferi- me nel caso dell’Invidia, le donne an- mortalata nei panni dell’ex
na Elisabetta, appar- to farla finita, o almeno provarci, fi- cora giovani e belle, pericolose ri- bambina prodigio di Che fine
sa con grande cla- nendo così in una cella di un ospe- vali in quella competizione, tipica- ha fatto Baby Jane? con il vol-
more su tutti i gior- dale psichiatrico. L’inesorabile scorre- mente femminile, che vede ogni to rugoso dal trucco pesan-
nali europei, dopo la re del tempo ed il timore di vedere donna lottare strenuamente, an- te, e le mani dalle pelle rag-
sua esposizione alla sul corpo i segni indelebili del suo che a costo di apparire ridicola, grinzita, che stringono una
Fiera di Madrid, Pao- passaggio è uno dei temi chia- per non perdere il proprio po- vecchia bambola, retag-
lo Schmidlin continua ve dell’opera dello scultore mi- sto sulla scena. gio dei lontani momen-
a stupirci ed inquie- lanese, da sempre attratto dal- Questo è ancora più evi- ti di gloria. Lo sguardo
tarci con le sue sor- la vecchiaia, rappresentata in dente per le attrici del gran- è fiero, altezzoso, nel
prendenti creazioni tutta la sua veridicità e cru- de schermo, non tanto quel- quale si palesa la di-
di bronzo e terra- dezza, quasi in un disperato le odierne, che sembrano mensione folle e
cotta. L’ultima uscita tentativo di esorcizzare l’an- risolvere qualsiasi proble- disperata di chi
Roipnol Pippi, 2007
dal suo laboratorio è sia del suo arrivo. Guardan- ma, con un intervento chi- continua ad in-
Roipnol Pippi, vale a dire una versione adul- do le sue sculture, realiz- rurgico che permetta lo- seguire un
ta e psicotica della nota bambina giramon- zate con grande maestria ro di conservare la pro- tempo or-
do Pippi Calzelunghe. Le trecce rosse in- e perizia tecnica, sem- pria bellezza, quanto al- mai passato.
corniciano ancora il suo volto, che però non bra di vedere la «vec- le dive del passato, del-
ha più nulla della gioia e della spensieratez- chia signora» pirandel- le quali Schmidlin è un Barbara
za della bimba svedese, al contrario la pelle liana, «coi capelli ritinti, Baby Jane, 2002 Frigerio Invidia, 2003

MARZIO TAMER Inspiegabile gione d’origine che spesso non ce l’ha, è nato
a Schio, in Veneto.
«Quanti anni ha? ne dimostra 19!» mi risponde
38. «Come si sente non appena ha terminato
Bisogna riconoscere il merito di Tamer di sa-
per ottenere questi risultati attraverso l’uso
meticoloso di questo procedimento. Come
Wyeth, anche Tamer usa l’acquarello, che con-
Ho ordinato la prima opera di Marzio Tamer, ché lui ha l’abilità di trovare un equilibrio fra la un’opera?» La soddisfazione dura circa 10 o 15 sidero un’altra tecnica impossibile, per quanto
via posta, nel maggio del 2000 quando rice- ricerca di credibilità delle cose unitamente al- minuti, poi è già nell’opera successiva. La visio- è sfuggevole. Spesso il pigmento seccandosi vi-
vetti il catalogo della sua mostra presso la la percezione di come le sentiamo, infonden- ne artistica non smette, m’informa. ra di colore, rispetto a come appare da ba-
Matthisensen Fine Arts, di Londra.Allora con- do loro una sorta di poesia. In altre parole,Ta- Abbiamo coperto gran parte del nostro per- gnato. Si spande e sbava in tutte le direzioni,
tattai la galleria e solo pochi lavori, nella fascia mer è molto di più che un pittore del realismo, corso, siamo arrivati al ristorante e sta par-
di prezzo a me accessibile, erano ancora di- e a questo riguardo, palesa l’eredità di Ruskin cheggiando sul marciapiede, nel tipico stile mi- Continua a pagina 18
sponibili, e per la verità, penso che non sia mai che ci ha insegnato che il miglior paesaggio di- lanese, penso. La nostra conversa-
stato tanto desideroso di possedere un’opera pinto è quello in cui i problemi costituiti dal zione continua per tutto il pranzo e
né tantomeno in maniera così urgente ed ir- prodotto dipinto finale sono i medesimi pro- poi ancora al rientro verso il mio al-
razionale. In ogni caso selezionai Ombra Cre- blemi che la natura stessa ci presenta. Artisti bergo. Pensai che avevo allacciato un
scente, una tempera su carta, di piccole di- che non devono inventarsi falsi problemi arti- rapporto con un artista vivente, di
mensioni. Ora è montata in una cornice in me- stici da risolvere: perché i reali problemi arti- solito tratto con artisti morti, come
tallo in stile Whistler, in casa nostra e posso os- stici sono quelli che ci stanno di fronte se sap- mi rammenta sempre la mia famiglia
servarla quotidianamente. Alla maggior parte piamo come osservarli e questo è quello che e questo mi ha dato l’opportunità di
delle persone che la guardano l’opera sembra Tamer fa nei suoi piccoli bozzetti e facendolo, avere una chiave verbale a conferma
confusamente astratta, mentre ai miei occhi comunicando la sostanza di qualcosa che al- di alcuni pensieri ai quali aveva ri-
appare come un incredibile sforzo esecutivo trimenti sarebbe congedato o trascurato. sposto attraverso la sua pittura.
nonostante Tamer abbia deliberatamente scel- Nel 2004 incontrai Tamer alla galleria Salamon, Guardando la pittura di Tamer i pen-
to di illustrare una ordinaria composizione del- ci stringemmo la mano e andammo, con la sua sieri vanno a Wyeth, ai pittori olan-
la natura. La sua sfida, riuscita, è stata quella di auto, per conto nostro, fino al ristorante ai Bi- desi e ai seguaci di van Eyck. Infatti
mettere in risalto l’ombra (di qualcosa che sta nari per il pranzo: «pensai, parla l’italiano tanto ,sono stati i suoi lavori eseguiti a tem-
al di fuori della composizione del dipinto) che in fretta quanto la velocità con cui guida, ma suv- pera che mi hanno attratto così for-
copra gran parte dell’area in basso, fino ad ar- via, abbiamo un sacco di cose da dirci».Vi rias- temente. È importante sapere i limiti
rivare all’angolo inferiore delle pietre del mu- sumo brevemente parte della mia intervista: tecnici della tempera, per farci capi-
retto, attraversando tutto il primo piano, man- «Perché ha un approccio alla pittura di tipo re le sfide che deve affrontare quan-
tenendo credibile la veridicità della strada che Wyethiano?», mi rispose che aveva visto la mo- do dipinge. Come ogni pittore che
si sviluppa fino all’angolo superiore sinistro. Egli stra delle opere degli americani nel 1988 a Mi- usa la tempera egli è costretto a mi-
ha colto la luminosità, l’atmosfera, i fili d’erba, lano e venne abbagliato dalla potenza del lo- schiare il pigmento in acqua distilla-
il tutto in una piccola veduta orizzontale man- ro fascino. ta e tuorlo d’uovo. La sua applica-
tenendo equilibrio nella composizione. «Percorso artistico? Non posso credere che sia zione è molto impegnativa. Potreste
Nelle passeggiate in campagna sono usuali le un autodidatta!». diventare matti se foste costretti a
composizioni scelte da Tamer, ma non le regi- «Carriera? Oh, mi stupii quando mi disse che ini- tali minuscoli e infiniti colpi di pen-
striamo fino a quando non cerchiamo di re- ziò come illustratore per letteratura per bambini, nello. La spessa viscosità della pittu-
plicarle attraverso la sua visione del mondo, e poi vinse un premio per il dipinto di un ritratto ra, prevede innumerevoli applicazio-
facendolo, lentamente ci caliamo iniziando a d’animale nel 1988 e da quel momento non pre- ni e generalmente l’effetto finale ri-
vederle diversamente. Sono pochi gli artisti che se un pennello fino a diversi anni dopo». Per un sulta come una miriade di segni, sia
come lui sviluppano una composizione ripre- nord-americano curioso, (che si sente italiano disegnati sia dipinti, con un pennello
sa da un punto di vista così rasoterra. Dal pen- e mia moglie lo dice a tutti), gli chiesi: «perché molto fine e dalla punta appuntita.
nello di Tamer questo succede facendolo ap- manca la vocale alla fine del cognome?» Non
parire senza sforzo e forse questo accade per- suona italiano! mi disse, che è a causa della re- Die Baum, 2004

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Rospo, 2004

MARZIO TAMER muni mortali non è dato avere. Qualche vol- punto di vista e come ritaglia la
ta mi immagino Tamer come quegli artigiani natura. In qualità di osservatori
non si può mischiare in maniera appropriata, medioevali che appesantiti dai loro strumenti prendiamo parte alle sue vedu-
deposita gore sulla carta e se l’applicate su un di lavoro, pennelli, palette, pigmenti, vaga in so- te, ma non possiamo capire co-
foglio bagnato finite con l’aver uno strano ef- litudine attraverso la valle del Po a negli spazi me ci sia arrivato, perché non
fetto ottico anziché il soggetto che vi eravate della Capraia a dipingere, concentrandosi e cat- pensiamo come lui. L’abilità di Ta-
prefissi di ottenere. Inoltre, come reagisce la turando l’essenza di ciò che egli intende tra- mer è quella di saper cogliere e
carta alla sua stesura? In quale modo la sua su- durre in opera d’arte. Gli abili segni, linee, ta- fermare misteriosi frammenti e
perficie assorbe il pigmento? gli, o come volete chiamarli, di Tamer sono la visioni che la natura offre al no-
Molti di noi hanno provato almeno una volta funzione di una quiescenza. Ha dato origine stro sguardo. In conclusione,Ta-
a dipingere all’acquarello e sanno quale incu- De Chirico e la scuola metafisica a una profon- mer è l’artista dell’artista, uno che
bo sia cercare di controllare l’applicazione sul- da influenza, sebbene anche rudimentale, co- è così incredibilmente in simbio-
la superficie del foglio. Menziono questo per sì Tamer non include effetti bizzarri e incon- si con il virtuosismo tecnico, ma
sottolineare il virtuosismo e il controllo che Ta- gruenti per instillare un impeto di inquietudi- non a tutti i costi. A dispetto del
mer dimostra e ci stupisce con ciò che ottie- ne sull’osservatore? mio pensiero, non credo si sia vi-
ne con i suoi acquarelli. Che cos’è, infatti ciò che delle opere di Tamer sta tutta la sua capacità . Sarà in-
A causa del suo consumato controllo del mez- attira il nostro sguardo? Cosa ci stupisce? Per teressante scoprire cosa ci pro-
zo egli riesce a darci continuamente nuove la maggior parte potrebbero essere le sue in- porrà nei suoi futuri lavori.
opere. Le sue immagini sembrano essere pro- spiegabili composizioni — come l’ombra del
dotti con sforzi minimi, ma di fatto sono il ri- muro a cui accennavo sopra — e soprattutto Timothy J. Standring
sultato di una concentrazione che a noi co- come lui organizza la scena, come incornicia il Denver, 17th July, 2005

IVO MOSELE Catarsi in nero


della Perfezione del Nulla quando i suoi minac-
ciosi succhi vengano provvidenzialmente dispersi
— sfidando bibliche ire — sottraendo così al
Moloch insaziabile altre vittime umane. L’appa-
ta da trafitture uncinate nel volteggiare rosso
ubriacante, esausta alfine esitante di fronte alla
lama nascosta che sta per entrarle nel cuore: El
toro (2004), potente bulino di Mosele, ci coin-
sorie padroneggiate con inusuale perizia e di- rente corsa sfrenata del levriero in R.H. l’aveva volge nella solennità cruenta del sacrificio di un
sinvolta eleganza, dai morbidi incarnati in cera- quasi capito! attanagliato da paradossali robusti dio animale invincibile che con perfidia vile l’uo-
molle dell’accattivante ciclo Gli amori di Susan- tiranti metallici descrive l’utopia del libero mo- mo estenua e abbatte per il piacere barbaro di
na alle acqueforti e acquetinte degli Incidenti, al- vimento, ovvero del libero arbitrio che il Roger profanarne la perfezione e la forza, in un col-
le superbe puntesecche, per raggiungere l’ec- Heston di E. Lee Masters aveva saggiato con lettivo laidume di eccitata folla acclamante. Mé-
cellenza nella magica alchimia della maniera ne- un’imprevista incornata di vacca. Mentre nello moires d’aveugles sostiene J. Derrida, ché «il di-
ra che pochi come lui sanno cavare dalla lastra strazio rabbioso degli animali di Da un groviglio segnatore quando lavora è fondamentalmen-
e che Mosele ha scelto per alcuni dei suoi la- orripilante: la cagna e di Vogliamoci bene! leggia- te un cieco». Come Mosele che con impecca-
vori più trascinanti, dal vigoroso e spettacolare mo ribellione alle sevizie della vivisezione e alle bile tecnica e raffinatezza descrittiva ricrea nel-
Caronte all’intensità struggente di L’ultimo, dalla cavie sperimentali — di cui l’uomo è la più im- l’incerta visionarietà del sogno e della memo-
crudele vanitas de L’aura serena al sarcasmo di portante e diretta, pur se ipocritamente negato ria dolenti stratificazioni di stati intimi, appari-
Torquemada. Personaggio dumasiano, scapiglia- — oltre che un senso di ferimento,un grido esa- zioni di allucinata bellezza, singolari simbologie,
to Porthos dal pizzetto affilato, sguardo acceso sperato di non sopportazione per sensibilità ol- stranianti invenzioni nella speranza di esorciz-
e intuitivo da basilisco, fissato nello strabiliante traggiosamente violate. Di grande suggestione zare l’insensatezza del vivere. Per sé. E per noi,
L’innocente, 2002 doppio autoritratto di Ipnosi, Ivo sa passare in anche la serie dei tronchi, ove lacerti di simboli, ombre di luna, vittime e carnefici insieme del
un battibaleno dall’ironia tagliente all’impeto del frammenti di memorie si abbarbicano su inac- nostro vago avvenire.
e colombe viola escono come ricordi duello più acceso che tutto travolge e fracassa, cessibili monoliti. Di volta in volta corrose brico-
dai vecchi muri raggrinziti e scuri arciconvinto della propria ragione.Abile nel di- le lagunari,solitarie certezze in abbandono di ac- L’ultimo, 2002 Giovanni Serafini
Julio Herrera y Reissig segno e pur inebriato dalla venustà (Amore,Oda- que,dimora a cui fare ritorno,isola sperduta,tor-
lisca),egli non può non essere perseguitato dal- re eburnea,babele sospesa,nido svettante,grat-
Incidere, come scrivere, dipingere, scolpire è un l’ansia della precipitosa labilità del tutto (Alfao- tacielo-bersaglio, torrione dannato, pietrificata
modo di fare i conti con la vita. Il cui senso ci mega) oltre che dalla profonda cognizione del arca di Noè, futile sommità di rapinati successi,
sfugge.Ancor più di quello della morte. E la no- dolore (Incidente n.3).Ed egli si scopre non me- rifugio di notturno silenzio.In cima al tronco ma-
stra precisa sensazione di insignificanza, nel pa- no reattivo di fronte a stolidità, violenza, spere- landato di Non sempre il ricordo è un souvenir pun-
rossismo dell’attimo che si trasforma incessan- quazioni di un’umanità sempre più degradata tasecca su plexiglas, incombe un rinoceronte
temente in irrimediabile passato, produce que- (RAI 3: Chi l’ha visto?), facendosene specchio cri- pronto alla carica trafitto da un abnorme spillo
sta nostra infrenabile universale propensione al- tico e voce in rivolta affidata alle sue comples- da balia,mentre da dietro una finestra qualcuno
la tristezza. Le opere di Ivo Mosele, incisore di se metafore, senza timori reverenziali, sfidando espia la disperazione di un ritorno impossibile.
vaglia, pittore, oltre che sceneggiatore e regista, tabù (Sceneggiata religiosa, La processione), po- Un ossessivo lavorìo segnico del fusto legnoso
risentono di questa specie di voluttà del- tentati (Civilitas civilitatis), soprusi, pur fa- effonde infiniti dettagli in un’estesa morbida gam-
l’amarezza. In esse si rapprendono cendo trasparire un manicheismo ma di neri e di grigi, perdendosi in ghirigori ve-
sensazioni dure, esuberanze visio- utopico più consono forse a in- nosi, rugosità, nodi, abrasioni, ventri michelan-
narie, tumulti interiori che si avvi- genui entusiasmi adolescenziali gioleschi, ricordi di foglie, fenditure nereggianti,
cendano con metamorfica vigo- (Compagno Castro, Fischia il scaturigini di mistero, affioramenti di vulve, ster-
ria sulla lastra, tormentata da vento) che a quelli di una più minati labirinti per i nostri occhi indagatori e ra-
un’interminabile successione pacata, consapevole matu- piti. E poi la testa mulinante di un toro. La bestia
di stati,sulla quale scopriamo rità. Ma, come osserva Lan- che gronda furore muco sangue sudore stordi-
i fantasmagorici relitti di un dolfi, «la maledetta vita vive
estenuato delirio.Ne scatu- dovunque». E la vita è mala-
risce un teatro di personag-
gi curiosi e incisivi in situa-
zioni e correlazioni inattese,
sovente di non facile decrit-
ta in sé. E di sé. Ci accomu-
na — al di là delle fruste ri-
cette politiche — quella
apocalittica disperazione
VITTORIO ZUCCHELLI
tazione, naufraghi sopravvis- che fa ritrovare gli uomi- Pescatore nel macrocosmo dell’arte, Zucchel- mento, l’uovo, facendolo muovere in uno spa-
suti alle burrasche del furore ni. Una specie di splendo- li s’immerge coi suoi pensieri nei circuiti più di- zio ri-costruito. Zucchelli è artista burlone che
creativo, pervasi da una sorta re buio in cui le paure e le sparati della creatività già consolidata e ormai privilegia l’ego dell’io bambino col quale riesce
di malinconica poesia di fondo, ansie si saldano in un ab- ‘gotha’ intoccabile della perfezione. La trasmi- ad essere un gran comunicatore che attenta
sommesso pianto di sirene (La braccio di salvifica,affine so- grazione visiva nel microcosmo delle sue rea- alla quiete mentale di chi osserva. Si attende
lettera,Melanconia,ovvero il Pre- lidarietà, trascurando setta- lizzazioni assume, il più delle volte, connotati la crescita... se mai avverrà!
sule errante),con rare fughe nel- rismi e ideologie,per un mo- bizzarri estrapolati come concetti indipendenti
la bellezza pura — in cui l’uo- mento più inclini al comune dal loro insieme originario e per questo, or- Antonio D’Amico
mo intuisce l’eterno — come sentire. Come in Coitus in- mai, vivono una vita nuova in ar-
in Vanna, affascinante ritratto terruptus ovvero il Nulla,ma- monia con lo spazio tridimensio-
della moglie, maniera nera del niera nera e puntasecca del nale, che li ospita. Protagonista de-
1988. Sul frontespizio del ri- ’99, grande foglio di pro- gli espedienti figurativi di Zucchel-
Non sempre il ricordo è un souvenir, 2003
marchevole sito rompente espressività evo- li è l’uovo, matrice assai densa di
www.ivomosele.it ci accoglie l’impressionante cante geniali intuizioni di Bellmer e brucianti connessioni morfologiche che tan-
intensità de L’innocente, magistrale maniera ne- espressioni di Bataille «Via Lattea, strano squar- gono l’essenza primordiale della vi-
ra del 2002, in cui pulsa portentosa una testa di cio di sperma astrale e di orina celeste», che in- ta, dalla gestazione uterina, al co-
pecora, con una sardonica rosa in bocca al po- veste in pieno il dilemma cruciale. In una in- smo dei sentimenti, al vaso alche-
sto del limone che i suoi denti gialli stringeran- controllata inondante esplosione di spermato- mico contenitore sapienziale. Lo
no tra poco nel rigore squallido della macelle- zoi tumultuanti, persi in dilaganti fiotti vischiosi spettatore potrà captare le emo-
ria, straziata da uncini e cordami, il cui occhio che tutto pervadono,sboccia la stupenda “osce- zioni che più lo riguardano da vi-
umanoide ci rimanda tutto il colpevole orrore nità” di una vulva dischiusa, tumida di eccitati cino, ma di certo nei suoi intenti
di cui l’uomo è accanitamente capace, tronfio umidori,brutalmente privata — ad un solo pas- non sussistono simili profondità
dell’incoraggiamento biblico a dominare e sog- so dal sublime — del turgore di un pericoloso ideologiche, almeno apparente-
giogare un mondo creato… apposta per lui! pene febbricitante. Potenziale assassino pro- mente. L’artista si è divertito a trar-
(Genesi 1, 26 - 28) L’imponente corpus dell’o- creatore di moribondi, insidioso perpetuatore re dalla ‘perfezione’ antica un ele-
pera incisa di Mosele, quasi trecento lastre, da- della maledizione divina che ha condannato l’uo-
ta dal 1971 e compendia tutte le tecniche inci- mo alla morte.Per converso,indiretto strumento Uovo Gulliver, 2006

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BARBARA GIORGIS Donna e dea


trasognati di dame, ninfe e dee pudiche che si
voltano come ad un cenno dello spettatore,
nascondendo il mento nel sipario della spalla.
Sono svelati dal velo delle ombre che qui si
te il simbolismo, avvolgendo corpi e volti fem- colorano. Non c’è in queste opere un opaciz-
minili di una luce sovrannaturale e rivelatrice. zare la luce di nero e di grigio, secondo il clas-
I colori si infiammano o si stemperano in un sico canone chiaroscurale. Le ombre sono
lucore fiabesco.Accurato e devoto il tratto che proiezioni luminose, riverberi di cromie esal-
segna e disegna l’anatomia degli zigomi, delle tate e smascherate. Appaiono da un contor-
mani, delle bocche. Ogni soggetto è una ricerca no di neri che non le soffocano, non le con-
e un omaggio alla bellezza, soprattutto alla gra- trastano, le avvolgono e le proteggono. Nes-
zia. Ci vuole coraggio per l’artista contempo- suna luce sarebbe percepibile senza la neces-
raneo, nel proporsi e nell’esprimersi attraver- saria presenza del buio. Al buio sogniamo, li-
so queste due accezioni estetiche, la bellezza beriamo la parte più intima di noi.Al buio pul-
e la grazia, tacciate spesso dal terrorismo cri- sa la vita del cuore e nel buio del ventre della
tico di mediocrità. Invece ci ammaliano nel lo- madre cresce la vita. La preziosità dei pigmen-
ro arcaismo aurorale quelle donne velate e ti d’oro, quella luce bionda e albina sui capelli
adorne di fiori e stoffe preziose, prima tra tut- e nelle vesti, ammanta visi che no, non hanno
te, quella delle chiome. Scivolano sulle spalle ieri né oggi, ma sono archetipici della femmi-
drappi di capelli rossi che rifuggono da ogni nilità, sono eterni. C’è un volto fanciullo che
naturale tonalità. Iridi di ametista (Donna con i non ci guarda di sguincio, da lontano; è fronta-
fiori) e di un blu cobalto magicamente assor- le, le sue pupille, l’iride, ci puntano il dito con-
La dama bianca, 2006 Donna di fiori, 2006
to, insieme con una traslucenza eterea delle tro. Quante infanzie abbiamo negato orban-
epidermidi e delle carni fanno balzare la no- dole del nostro sguardo attento? È una bambina a dirlo. Ogni donna per Bar-
stra percezione al di là di ogni possibile credi- «Sapete perché ci avete chiamato ‘bambini’?» bara è una madonna, perché la Madonna era
Sono opere, quelle di Barbara Giorgis, che si bilità ottica (Mistica). Forse l’arte torna qui a Chiede allo spettatore quel volto corrusco, con una donna, l’involucro del sacro.
sottraggono alla consueta e a volte modulare essere puro e affabulante luogo del non det- le labbra in ombra, rosso rabbia scarlatto in-
definizione di stile. Reinterpretano liberamen- to, pura imago. Magnetici gli sguardi sognanti e torno: «Perché deriva da ‘bambo’» . Cristina Muccioli

SANDRO MARTINI Un lirico massacro


po ormai anche dentro, mi attende — di nar-
rare per immagini significanti, qui ed ora, quel-
le che dell’uomo sono le ansie, le illusioni, e le
speranze che, in un dipinto rosso, giallo e blu,
minare anche le emozioni non è certo incari-
co che sentiamo di richiedere alle sue opere,
in quanto l’impegno a provocarne è quanto di
meglio sia stato mai assolto: e, in quest’assolu-
di una colossale dé- possiamo trovare scagliate contro l’incerto av- zione, speriamo, coviamo l’intima certezza, che
bacle di un’epoca o di venire. Sandro Martini è artista che ha saputo siano compresi anche i nostri errori, quanto le
un suo desiderato, dominare lo spazio, in aeree istallazioni in siti nostre speranze migliori.
imminente riscatto monumentali, così come nei suoi celati appunti
— che sono mossi in block notes, per le vie d’Europa come negli Domenico D’Oora
da una fortissima vo- States, a San Francisco come a New York; do- Luino, novembre 2006
lontà, forse rivoluzio-
naria, forse nostalgi-
ca, che ha l’apparen-
za di escludere ogni
intrappolante ragio-
nevolezza e non ac-
ENRICO LAZZINI Femina
cettare di approdare Quasi non ci eravamo accorti della presenza torni scuro dorati delle
ad un che di predefi- del Pittore apparso dietro di noi nel vano del- figure. Sono creature
nito e che, nel pro- la porta. Ci siamo trovati di fronte ad un uo- bianche o di colore?
prio sconfinamento mo ancor giovane, dalla figura slanciata, con un Non si sa! Comunque
nello spazio, sembra bel paio di baffi, non di quelli ben curati o di poco importa, sono tal-
cerchi, in un’interro- foggia strana come usa oggi, ma come quelli di mente belle quando ap-
gazione, in un’ipotesi, una volta portati in provincia dagli uomini ma- paiono uno accanto al-
una qual possibile ne- turi. Una persona dal fare educatamente ri- l’altra come delle dee in
cessaria rottura, im- servato, dolce, quasi con un po’ di timidezza marcia, con un ‘atteggia-
prescindibile via di af- ben conforme al suo aspetto fisico. Ci ha ri- mento del tipo: «non ti
francamento e ri- chiamato alla mente alcuni personaggi fine ’800 curar di loro ma guarda e
scossa, liberazione. che abbiamo incontrato nei romanzi di Vasco passa». Sono in fondo
Passaggi carichi di im- Pratolini, tipo il Metello. Schivi, non molto lo- donne della nostra epo-
prevedibili domande, quaci, ma attenti a quanto dicono gli altri e, ca ben consapevoli del-
e pur di qualche rim- guarda caso, toscani come il nostro Lazzini. le priorità faticosamente
Trascrizione Agoulo, 1995 pianto o ansia di obiettivi da conseguire; me- È chiaro che ci fu subito simpatico e quindi, e dolorosamente rag-
te racchiuse e custodite nella consapevolezza con tranquillità, siamo entrati nello studio che giunte che, tuttavia, pre-
Una nuova esposizione di Sandro Martini di chi intende la bellezza di questa insistente ospita i suoi più recenti lavori. sentano in momenti par-
presso la galleria Folini Arte Contemporanea forzatura, di questo dirompere del segno nel- Si sapeva che era un figurativo, che aveva, con ticolari della loro vita stu-
di Chiasso in Ticino, è la conferma di un rap- lo spazio, di questo farsi colore, forma rotta e profitto frequentato l’Academia di Belle Arti pende fragilità e Lazzini
porto con la cultura ed il collezionismo sviz- frantumata nel dolore, nel desiderio, nel dina- di Carrara, pertanto, tutto ci si poteva atten- emblematicamente le
zero che, dalla precedente mostra di tre an- mico animarsi, nel cadere nel baratro del tem- dere, ma non lo spettacolo di quelle ragazze rappresenta in una bel-
ni fa, si è via via fatto sempre più esteso e po e dello spazio, delle sconfitte e delle spe- semivestite belle e trionfanti, splendenti nella lissima tavola con una ra-
profondo. Visitare con Sandro il suo studio ranze della vita. loro nudità esposte con sicurezza, senza am- gazza distesa in atteggia-
— officina, bottega rinascimentale, caverna, Intensità cromiche, divagazioni segniche che, miccamenti, ben sicure di quanto volevano co- mento quasi sofferente,
studio jazz, sala sinfonica — nell’ascoltarlo nei nella loro ostinata, impossibile continuità retti- municare. Orbene di nudità, tra stampa e te- le membra tese sotto un
suoi stringati, essenziali commenti alle nuove linea, nel loro diacronico precipitare, spalanca- levisione ne siamo stati forniti a profusione, ma corpetto bianco latteo,
opere, intendiamo come ritenga insignifican- no visioni, squarci direzionali di imprevedibili le femine del Lazzini crediamo, siano destinate sollevato da un respiro
te, solo un inutile di più, aggiungere altro allo profondità, accadimenti temporali in più di- a lasciare il segno! È una pittura densa, dai trat- affannoso. È evidente 55, 2006
shock visivo, all’esperienza emozionale e in- mensioni, di cui non ci è dato distinguere se ti decisi e incisivi che le sottostanti venature che stiamo spaziando nell’ambito della tradi-
tellettuale, a cui si è sottoposti nell’essere im- siano frammento o totalità; percepiamo solo del legno sottolineano maggiormente. Una pit- zione. La figura distesa evoca la matrice otto-
mersi in questa sua recente serie di opere, quanto siano intimamente prossime, e noi a tura che nel suo contesto sprigiona una sen- centesca, imperfetta simbiosi con il personag-
tele, affreschi, vetri, cages e che ora sono pre- loro, a irreali momenti vissuti o a fantastiche sualità, sì, agressiva, ma mai sfacciata, che dà gio d’estrazione moderna.
sentati in questa mostra. L’opera di Martini, visioni avverabili. emozioni autentiche e immediate. I fondali ros-
nel frattempo, si è sempre più confermata e È questo uno spazio dell’opera che, nella sua so scuro accentuano nelle figure i bianchi cre- Walter De Bernardi
addentrata — ma questa è una sua promes- complessità, allude alle illimitate dimensioni spa- spati degli indumenti intimi e i bellissimi con- 51, 2006
sa che subito percepiamo come irrinunciabi- ziali e temporali, della realtà, così come la sua
le al cospetto della sua autenticità — in un’in- sfaccettatura, evitando descrizioni, non indaga
dagine formale dove certezze e luoghi co- ma si riferisce, sottintende e comprende le in-
muni vengono spezzati, esplosi e distrutti, do- finite e indeterminate manifestazioni dell’esi-
ve la più chiara coscienza critica, ma anche stenza e del sé.
un’intuiva precognizione, quasi oscura consa- È, in fin dei conti, il compito ultimo della pittu-
pevolezza, si dispiega in una sorta di contra- ra, dell’arte quella grande — quella che non
stata carneficina — appassionata e splendi- tradisce quando, fuori da una patinata rivista,
da! — di aspirazioni neglette e ancor possi- ti entra in casa: ogni mattina guardo una carta
bili idealità. di Sandro Martini, piccola e immensa, così an-
La superficie dell’opera è animata da un’inva- ch’io, sperduto in un mare di segni a cui non
sione di schegge, graffiti — anche brandelli fi- so dare più un senso, mi preparo al mio lirico
sici, di stoffe, ma pur sempre verosimili lacerti massacro quotidiano che là fuori, ma, da tem-
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Segrete MARZO 2007 05-04-2007 15:08 Pagina 20

ANGELO BORDIGA Un realismo d...esistenziale


Stavo leggendo i cordo, in un’antologia di racconti che si intrec- destino di opache comparse. Bordiga ha supe-
commenti alla mo- ciano in un brusio già sovrastato dal silenzio del rato il tormento corrosivo di Ferroni,i suoi per-
stra Turner,Monet,Pol- tempo. Ripenso a Masters, alla sua splendida sonaggi non sono fisicamente consunti dall’a-
lock:dal Romanticismo Spoon River, dove i personaggi confessano le lo- mara custodia di un segreto inconfessabile, ma
all’Informale.Omaggio ro storie di ordinaria naturalezza e miseria, un hanno la stessa composta precarietà di viaggia-
a Francesco Arcangeli mondo di ipocrisie e tradimenti, di piccolezze tori in una sala d’attesa di stazione,che ogni gior-
organizzata dal Co- vestite di incredula rispettabilità: la stessa cene- no si riempie e si vuota di nuove presenze, di
mune di Ravenna fi- re di oblio raccolgo nelle opere di Bordiga, la fantasmi che lasceranno solo tracce di un pas-
no al 23 luglio 2006, stessa coscienza di fragile inconsistenza, di inu- saggio, banali rifiuti che andranno ad accumu-
quando collegai istin- tile affanno.A nulla sono valsi i decenni trascor- larsi al nulla.Straordinaria risulta la composta ca-
tivamente la straor- si da quel lontano mondo di provincia ameri- rica emotiva e la sapiente costruzione scenica
dinaria interpretazio- cana di inizio Novecento, il progresso ci ha re- di Bordiga, risultato di grande capacità tecnica
ne critica del grande so preda di simboliche immagini di benessere, unita a quel raro coinvolgimento interiore che
storico dell’arte alle elettrodomestici,televisioni,computer,automobili fa grande un artista,proprio come direbbe Mo-
opere di Angelo Bor- e altri suadenti feticci, proprio come alcuni sog- mi. Occorre essere grati a Bordiga per la sua in-
diga. Momi, come lo getti del Nostro,ma la denuncia è sempre quel- nata perizia artistica, ma ancor di più per la so-
chiamavano gli amici, la di un’imbarazzante nullità di fronte al corre- luzione che riesce a offrirci, una sorta di reali-
vi avrebbe ricono- re lento della storia: vengono alla mente le pa- smo d…esistenziale, dove all’angoscia del Reali-
sciuto la stessa ansia role di un grande successo musicale di Simon smo esistenziale degli anni Cinquanta si è sosti-
Veste, 2006
romantica dei suoi & Garfunkel, The sound of silence: the people tuita la dignitosa accettazione di una sofferta in-
preferiti, la genesi dell’opera come processo in- bowed and prayed to the neon God they made… comunicabilità e naturale impotenza,la cosciente
teriore, al di fuori di schemi pseudo-concettua- La gente si inginocchia e prega il nuovo Dio Be- vanità di ogni inutile sforzo di ingannevole e pa-
li o puramente figurativi. È quanto si legge nel- nessere, illuminato dalle luci di un’abbagliante tetico protagonismo, quasi un gusto di studiata
l’opera del giovane artista bresciano (classe opulenza che ci impedisce di guardare la realtà desistenza nei confronti di una vita che ci offre
1963),il suo sofferto coinvolgimento in una rap- con distacco, di pesarne il vuoto incombente. solo rari assaggi di serenità: non è arrendevole
presentazione di momenti della vita quotidiana, All’opposto l’oscurità protagonista della canzo- lassismo,piuttosto la lettura di una luce che ema-
cose e persone che nella loro equivalente e ne sembra avvolgere gli autori e salutarli quasi na dalle tinte livide ed essenziali di Bordiga,il co-
composta immobilità denunciano un naufragio come una compagna di avventura, l’unica a de- lore di una ginestra leopardiana che ci dona l’i-
annunciato, una condanna accettata con un ur- nunciarne la tragica incomunicabilità. Così le fi- nattesa apertura di un orizzonte di reciproca Grigio e sedia, 2005
lo soffocato. Le pose richiamano quasi la con- gure di Bordiga sono immerse in un’atmosfera tolleranza, un messaggio umanitario più signifi-
torta deformazione delle figure di Francis Ba- di cupa e composta solitudine, fissate con rapi- cativo di qualsiasi stucchevole analisi sociale.Bor- gettività negli anni Venti del Novecento, ma fi-
con, i colori riflettono un temporale imminen- de e precise pennellate, sufficienti a suggerirne diga si dimostra interprete singolare di una Nuo- siologica, insita nella edulcorata consapevolez-
te, un grigiore che non prevede alternative, che il disagio interiore più che la forma, a volte ana- va Oggettività rivisitata alla luce di una umana so- za della banalità e brevità della vita, stupendo
sembra proiettare e tradurre un’anima distor- tomicamente incomplete,quasi am…putati ec- lidale complicità, capace di una disarmante in- esempio di vanitas realizzata con insospettabi-
ta,rifletterne un destino di disgregazione.In Bor- cellenti di un processo d’inevitabile condanna: dagine introspettiva, conquistando con pochi le simbologia. L’opera di Bordiga si configura
diga non si avverte odore di putrefazione esi- muti testimoni appaiono invece gli oggetti rap- tratti essenziali la padronanza psicologica dei dunque come un delicato e convinto addio al-
stenziale, ma la medesima angoscia baconiana presentati, simulacri che sembrano sospesi nel personaggi,scavandone le sembianze fino a de- le armi, sorseggiato come un distillato di dolce
si manifesta in altre forme, in un contenuto liri- vuoto, o appoggiati su piani inclinati in procinto nudarne il destino, a praticarne una delicata eu- rassegnazione, proprio quella che mancò al
smo di apparente equilibrio dove i protagonisti di scivolare, anch’essi, come il dio Neon della tanasia,confortata dalla lucida nozione di un’og- grande Hemingway.
dello scenario sono destinati a scivolare nel nul- canzone, icone di un benessere illusorio e ido- gettiva inconsistenza, non morale o sociale, co-
la, a svelarci la nostra natura di fantasmi del ri- latrato che nulla vale a riscattarci dal comune me denunciò lo storico movimento Nuova Og- Aldo Benedetti

All’origine della
SERGIO BATTAROLA luce le tenebre XANTE BATTAGLIA
Sergio Battarola offre la sua dichiarazione spon- senza porvi rimedio.Apprendere la presenza dei Scrivere qualcosa su Xante Battaglia non è
tanea alla guerra umana. Rimpiange, forse, le ar- propri stimoli primordiali, trovare i segni sui vol- un compito facile. Critici d’ arte del calibro
mi; quelle stesse che da autentici martiri l’uomo ti che ci rimandano ai luoghi più remoti in cui di Pierre Restany, Gregory Battcock, Michel
ha sempre modificato nella forma ma non ne- abbiamo imparato a respirare, a vivere (soprav- Tapiè, Thomas M. Messer, Carlo Franza,
gli effetti. Il ritorno al mito, inteso come origine vivere), guardare e trovare i confini. Non ci toc- Giulio Carlo Argan, Luigi Carluccio, Franco
di ogni cosa, vive nella pittura figurativa di Bat- chino i costrutti sociali in cui nell’ambiente più Passoni, Rossana Bossaglia, Caterina Coluccio,
tarola che dall’atmosfera della sua terra, mai ci- vicino vive il rispetto, lo stesso ossequio che a Bruno Zevi, Genevieve Olivier, William
vilizzata, ritrova gli splendori di un istinto puro, distanza diviene odio,ostilità,accanimento e ran- Zimmer, Gabriele Mandel hanno scritto
reale, plasmabile attraverso le visioni sincere di core. La scelta dei Titani e quella di rimediare al- libri e recensioni sulla sua opera.
animali trasformati, nell’esigenza, in enormi be- la coscienza di un popolo che non pensa alla sua Comunque accetto la sfida e cercherò di
stie:l’uomo.Tutto parte dall’origine,dal moto del- fede e nemmeno coglie la radice dell’esistenza. leggere il lavoro del maestro, titolare della
la sua esistenza in cui tutto sembra rivelarsi at- Affronta la morte con il giusto coraggio.Lo scon- prima cattedra di pittura all’ Accademia di
traverso il sigillo della pura specie.Oggi gli schie- tro è ampio e pronto ad eludere ogni falsa iden- Belle Arti di Brera a Milano, in una manie-
rati battaroliani attendono l’inizio, la loro fede è tificazione. Sergio Battarola avvia la sua indagine ra un po’ diversa. La mia formazione psico-
l’origine, il loro supporto è la vittoria che ad es- in un mondo che mai ha conosciuto ma, certo, logica mi spinge sempre a cercare di coglie-
si natura concede.Alieni incontrano la storia an- sempre sentito.Chi deciso è a rivedersi nella sua re il vissuto di ogni artista, soprattutto pen-
cestrale dell’uomo rimanen- origine matura con l’ambiente e in quello non sando alla pittura come ad una catarsi del-
done affascinati; estranei che soggiace perchè stanche educazioni lo costrin- l’anima di chi dipinge. Capisco che alle volte
scrutano i segni religiosi, i gono a vivere senza la capacità di sopravvivere? cercare di capire perché un pittore crei un
simboli di antiche civiltà S’inizia con la riconquista degli angeli, esseri so- quadro piuttosto che un altro sia un eser-
senza linguaggio, senza vrumani,sull’uomo.Il racconto di Battarola esor- cizio inutile, ma nel caso di Xante Battaglia
concessioni oltre quel- disce subito dopo il peccato dell’origine. Sguar- mi sembra che si possa dare alla sua opera
la più vera dell’esi- di fissi, increduli, lotte tra demoni e spiriti celesti una valenza sociologica, se non addirittura La grande madre, 2000
stenza. Ciò che la vi- per la conquista della landa. Poi all’uomo la scel- politica. Ho sempre pensato che in alcuni
sione di Battarola of- ta di schierarsi. Quindi l’ideologia dei Titani, non artisti si possano ravvisare delle Cassandra,
fre trova la conferma certo uomini; creature lontane nell’immaginario grazie alla loro formidabile capacità di intui-
nel gesto barbaro collettivo, figure antropologiche che ignorano i re quello che nella società esploderà di lì a
che meglio è cono- diletti dell’estetismo per ricercare l’imperfezio- qualche tempo. Battaglia è sempre riuscito
scere piuttosto che ne della specie. Queste le educazioni. Formarci con i suoi lavori a precorrere i tempi e non
seppellire; quel gesto all’immagine di Battarola rievocherebbe l’istinto, solo nell’arte, ma anche nella politica.
che esce nell’istinto riguarderebbe quel luogo lontano della nostra La figura delle sue opere che più rimane
più truce e che memoria: le non paure, le sopravvivenze, le be- impressa nell’immaginario è La grande ma-
deforma la realtà stie feroci che l’uomo ha saputo domare con le dre, archetipo del femminile che ha dato
armi,con la musica e la sottomissione.Ogni vit- origine all’Universo, caratterizzata da un’
toria Battarola la racconta con il silenzio.Al- arcaica immobilità. A partire dalla metà
tre truppe nel suo studio attendono d’u- degli anni sessanta inizia le sue cancellazioni
scire. Nella memoria il primo esercito è che assumono un significato demistificato-
quello del feto.Nella memoria il primo tem- rio ben diverso dai tagli sulla tela di
pio è quello in cui il sangue ha donato la so- Fontana, perché Battaglia compie lo sfregio
pravvivenza. In quel eco si cela nell’attesa di dei miti della nostra società riprodotti sui
scoperta il fondo monocromo di una verità suoi quadri e quindi l’intento di comunica-
assoluta.Cerchio dell’inganno:vita e morte,te- re un forte dissenso è evidente.
Stele con testa nebre e luce.Tenebre.
di animane, 2005 Marcello Riccioni Contratto con gli italiani, 2001 Monica Costa
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DISEGNI DI ARCHITETTURA
Segrete MARZO 2007 05-04-2007 16:17 Pagina 31

ALEXANDRA DE LAZAREFF da che si caratterizza per l’ironia ludica tanto pre-


sente ed esuberante nelle sculture di Alexandra
de Lazareff; al di là del suo aspetto di bète bron-
zea scarnificata e concentrata in sé, della rievoca-
ANTONIO TRAINA
La ricerca condotta da A- lenze solo in apparenza contrapposte di richia- zione attributiva e delle atmosfere strutturali da I quadri di AlessandroTraina sono sculture.E non
lexandra de Lazareff, con mo medievale e sguardo moderno. […] Cele- cabaret Voltaire, essa richiama appunto il dada, il solo perché si conosce l’artista, ormai da più di
la serie di animali mec- berrima l’anitra di Vaucanson, volatile di ferro e cavalluccio giocattolo fornito di ruote che i bam- vent’anni,come scultore,ma proprio perché que-
canici che mostra- cuoio capace di nuotare, starnazzare ed espleta- bini lanciano in un frenetico galoppo. […] Non si sto ciclo di lavori non costituisce una digressio-
no la parte più re diverse funzioni naturali sotto lo sguardo atto- tratta di feticci meccanizzati, ma di una volontà di ne rispetto alla consueta tridimensionalità, ma
interna di se nito della corte di Francia. […] scoperta misterica della verità — tra storia e gio- — al contrario — di questa sua tridimensiona-
stessi, visceri in O i fanciulli programmati dallo svizzero Jacquet co — e della vita con il suo senso del fantastico lità ne è l’essenza.Immaginate una superficie,an-
forma di mecca- Droz per scrivere, disegnare, suonare. È su questi riposto tra le pieghe interiori, gli ingranaggi den- zi, un foglio (per gli scultori vale poco il concet-
nismi dentellati e piani d’impatto storico che possiamo leggere le tellati, le leve intime di una creatura misteriosa-
to: molto meglio parlare in termini concreti, fisi-
sistemi pneumatici sculture di Alexandra de Lazareff. […] Il gallo, al- mente viva e autosufficiente all’intemo del pro-
ci…), tagliatelo in vari pezzi, piegate questi pez-
o idrodinamici tro simbolo sia in occidente che in oriente di un prio miracoloso muoversi, parlare, respirare.
[…] Eccoci giunti all’attualità, al nostro infallibile zi tra di loro,e poi provate a pensare di stenderli
con ipotetici bestiarium quotidiano e leggendario: «Secondo i
vasi sangui- cinesi, il gallo celeste è un uccello dalle piume d’oro oggi in cui il cervello elettronico ha acquisito dignità nuovamente, di spiegarli sino a ricostruire quel
gni fluidifi- che canta tré volte al giorno... È l’antenato dello superiore rispetto a un autentico — magari mo- foglio di partenza.Nei suoi lavori attuali,Traina ci
canti e umo- yang, il principio maschile dell’universo...Tutti i galli desto — agglomerato di neuroni individuali; dove presenta il culmine di questa operazione: tre,
rali, costrui- della terra discendono dal gallo celeste» sottolinea la realtà virtuale ha assunto un ruolo corporale, quattro fogli piegati su se stessi, e una superficie
sce un mon- Borges nel suo Libro degli esseri immaginari. Dun- di sensibilità maggiore nei confronti di tendini, in negativo della misura esatta del piano bidi-
do a parte, e- que anche il gallo della Lazareff è l’archetipo di un muscoli e nervi veri, carnali. mensionale di partenza: la mente, guidata dal-
sclusivo e parziale, elemento universale, creato ossia — per adope- Cibernetica si autodefinisce la nuova scienza; ro- l’occhio, riconosce il processo costruttivo, e in
spalancato sulle regioni rare un lessico più aderente — costruito con botica (termine che deriva dal ceco robota, lavo- questa composizione bianca su fondo nero “ve-
del mito. […] Lazareff è metallo al posto di argilla da un artefice ingegne- ro) è la frontiera del golem millenario. Un bestia- de” in realtà le due polarità, l’inizio e la fine del-
autrice di un be- re meccanico, il quale insufflerà successivamente rio che si rincorre tra le diverse sponde d’Europa l’azione, vale a dire la superficie iniziale e l’ipote-
stiario puro, es- nell’uomo — prototipo di germinazione della e Australia, terre biografiche dell’autrice: queste tica ricostruzione della stessa superficie a parti-
senzialmente coscienza — il proprio soffio vitale comprensivo le radici e le sorgenti dell’universo della Lazareff. re dal dispiegamento di quei frammenti accar-
metamorfico, realistico nella sua di libero arbitrio. Oltre al pesce abissale Ad-hoc, al […] tocciati.In questo processo sostanzialmente sem-
Coq-si-dru, 2006 presa diretta per il riguardante che metaforico Martin-Pécheur e alla composizione plice ma coattivo,cui non si sfugge assolutamente,
si pone dinanzi a esso, in quanto presenta le va- Lui devant tous terrière, è l’opera intitolata Fair-Da- Luigi Marsiglia entrano in campo elementi che al contrario par-
lano della complessità del percepire, e che Trai-
na ha saputo collegare e riempire di tutte le sue

PIETRO SERGIO precedenti esperienze.Lo scultore ha infatti sem-


pre lavorato sulle superfici duttili — la carta, le
fasce di lamiera, i leggeri fogli metallici — che in

ANNIGONI PEDROCCHI qualche modo si autoformano, prendono cioè la


propria forma grazie alla forza di gravità, al pro-
prio peso che li fa piegare naturalmente, senza
(o quasi) intervento da parte dell’autore, il qua-
Disegni le si limita ad evidenziare il processo sostenen-
do la precarietà del foglio curvato, della superfi-
cie che piega verso il basso, attraverso un sup-
porto rigido o con qualcosa — come una cala-
mita sul metallo — che blocca e ferma la cadu-
cità della forma in quell’attimo. In questo atteg-
SpazioBoccainGalleria giamento c’è un’attenzione dinamica — la ma-
martedì 22 maggio 2007 - ore 18,30 teria che, lasciata a se stessa, si muove, varia la
propria forma —, fermata in una tensione: il la-
fino al 5 giugno voro dello scultore è allora quello di arrestare il
processo mentre si va completando.È,cioè,una
piccola violenza, il cui oggetto è un semplice fo-
glio, ma sempre di un atto volitivo e violento si
30 disegni del maestro Pietro Annigoni saranno in mostra alla Libreria Bocca di Milano, tratta.Questo,per l’occhio e la mente che guar-
le opere scelte dal biografo del grande maestro, Gilberto Grilli, fanno parte di un libro da dano, è quasi insopportabile, e anche se tutto si
lui stesso preparato per la grande mostra che si è tenuta ad assisi nel 2006. risolve in un sentimento di sottile inquietudine
e non di angoscia, né di ansia, né a maggior ra-
gione di paura — come potrebbe far supporre
Arte della guerra, 2002
l’insopportabilità di cui abbiamo appena parlato
III PREMIO DI PITTURA Sergio Pedrocchi è un lombardo che da diversi —,nondimeno l’atteggiamento mentale comune
anni vive e lavora in Trentino. è quello della ricostruzione di ciò che era, del ritor-
MOVIMENTO NELLE SEGRETE DI BOCCA 2008 Fra le sue mille esperienze ha anche toccato la
didattica ma credo si possa dire senza molto en-
no all’ordine originario,che ci dice che è esistito un
momento, uno stato in cui il mondo — rappre-
Miniaci Art Gallery e Libreria Bocca indicono il 3° Premio Movimento nelle tusiasmo né da parte sua né da parte degli al- sentato dal foglio intatto — era tutto a nostra di-
Segrete di Bocca dedicato alla pittura. L’iniziativa è aperta a tutti gli artisti. lievi. No, è proprio meglio che non faccia l’inse- sposizione.Come a dire che noi creiamo l’entro-
gnante e piuttosto se ne rimanga nel suo studio pia — frammentiamo l’intero, pieghiamo il di-
ad ascoltare musica, tanta musica, e a fare quel- spiegato, roviniamo la perfezione —, ma vorrem-
GIURIA DI QUALITÀ
lo che sa fare davvero, l’incisore. Quello di Ser- mo poi sempre poter tornare indietro.
Valerio Adami (artista) - Philippe Daverio (critico d’arte) gio è sempre un impegno fortemente gestuale,
altamente pittorico, in cui regna sovrana la va- Marco Meneguzzo
Sara Fontana (critico d’arte) - Antonio Miniaci (gallerista) lenza emotiva dei cromatismi, in cui il rapporto
Giovanni Serafini (collezionista) 3 per 1, 2006
fra segno e colore dà vita a una produzione im-
Tommaso Trini (critica d’arte) - Carlo Vanoni (consulente d’arte) mediatamente espressiva. I suoi quadri sono vi-
vi, energici, epidermici, addirittura aspri. Non in-
cide e non dipinge per farsi capire ma per sé,
Il vincitore riceverà un premio di 1.500,00 euro spinto in ciò dal fuoco che lo rode.Vede le sue
incisioni e in generale i suoi lavori come le im-
Termine di partecipazione 30 maggio 2008 pronte che un viaggiatore lascia sulla neve o sul-
la terra fangosa o sulla sabbia bagnata in riva al
COMITATO PROMOTORE mare: tutte, l’una dall’altra, anche molto varia-
Aldo Benedetti (consulente d’arte) - Rossana Bossaglia (storico dell’arte) mente nitide,distanziate,sofferte,profonde,mar-
cate. L’importante non è d’altronde l’orma ma il
Giorgio Lodetti (libraio) - Ilaria Miniaci (gallerista)
camminare.E Sergio cammina:oh!,quanto cam-
Cristina Muccioli (critico d’arte) - Alessandro Papetti (artista) mina!, sempre così attento a quello che sente
Alessandro Quasimodo (attore) - Cristina Vicamini (gallerista) dentro e nel contempo sempre il primo critico
di se stesso: un lavoratore serio che riflette e ri-
pensa e scarta, che propone una grafica soffer-
Richiedi il bando per partecipare a: ta, espressione di un pensiero introverso e con-
giorgio.lodetti@libreriabocca.com troverso.
Pietro Marsilli
scarica dal sito internet Si pubblica in questa sede uno stralcio del testo integrale
www.miniaciar t.com
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Giorgio Lodetti - 02 86462321 - 02 860806 - 338 2966557 Giovedì 21 giugno - ore 18,30

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ARIEL SOULÉ E SIMON TOPAROVSKY Qui, del dicibile


i miti; luogo ove tutte le storie dell’universo ac- napoletano) e Sol Lewitt (per legarci al mon- gibilità di massa cor-
quistano realtà e vita. Napoli racconta in chia- do americano) hanno teorizzato e praticato i porea: a dimostrare
ve esoterica e in chiave reale; d’altronde non a mondi delle due arti unendole in un afflato ar- che nell’essere uma-
caso viene rimarcato il numero 7 che ha in sé tistico composto. In un suo scritto il Barisani os- no la realtà è impre-
richiami alla cabala. È proprio la città dai mille serva: «… in fondo non c’ è gran differenza tra la scindibile dal sogno,
e violenti contrasti ad attrarre i due artisti che pittura e la scultura… Le idee, l’impostazione, la la magia è insepara-
esprimono tutto ciò anche attraverso un nuo- progettazione, l’invenzione sono comuni. Certe vol- bile dalla concretez-
vo mondo e un nuovo modo di fare arte: una te queste discipline, la pittura e la scultura, con- za della materia. La
totale, intima, metafisica fusione tra pittura e fluiscono in un unico oggetto e, così, le diversità si grande fune che pas-
scultura che fonda un ordine linguistico nuovo placano». E Sol Lewitt incalza il concetto ram- sa attraverso le ope-
in cui le opere devono essere lette unitaria- mentandoci il rischio di «dare troppa importanza re e le collega tutte, le une alle altre, non è al-
mente e non hanno più senso separatamente. alla fisicità dei materiali, tanto da farli diventare tro che il «Qui» materializzato, che rappresen-
Il simbolismo astratto di Soulé e la figurazione l’idea del lavoro (un’altra forma di espressioni- ta e unisce, raccogliendole in sé, tutte le possi-
di Toparovsky, il mezzo pittorico di Soulé e le smo)». Ma nel caso presente c’è un qualcosa di bili storie dell’universo.
sculture di bronzo di Toparovsky si fondono in più significativo e profondo che una mera con- La sua stessa struttura di reticolo di acciaio con-
un unicum che concilia in sé espressioni arti- statazione di possibili unioni di mezzi espressi- cretizza mirabilmente l’intima connessione e gli
stiche solo apparentemente inconciliabili, ma vi diversi. Nel caso presente vi è comparteci- inesorabili intrecci esistenti tra tutte le grandi
che si fondono in una concezione metafisica pazione quasi simbiotica e comunque, sempre storie dell’umanità. La scelta del metallo, infine,
dell’arte e della vita. Le forme solo apparente- anche emotiva, alla ricerca espressiva ed arti- indica una proiezione di queste stesse storie
mente antropomorfiche di Soulé e la figura- stica dell’altro; vi è, per dirla con Soulé, compli- nel futuro e quindi nella storia universale del-
La proposta artistico/interpretativa di Soulé e zione di Toparovsky creano una metamorfosi cità di creazione. l’umanità. Un’indicazione di sopravvivenza che
Toparovsky trova il suo fondamento concet- che deve essere letta in chiave metafisica. L’i- La felice unione dei due mezzi artistici riesce travalica il tempo e serve a proiettare la stessa
tuale nella felice unione del versetto di R.M. conico e il suo contrario, l’aniconico, si trasfor- ad offrire la migliore espressione della centra- umanità nel suo futuro storico. La cruna dell’a-
Rilke tratto dalla nona elegia delle Poesie Dui- mano qui e subito in metafora, vale a dire con lità concettuale dell’opera, tutta incentrata su go attraverso cui passa la fune; è il luogo di con-
nesi: «Qui del dicibile è il tempo, qui la sua Patria», una immagine mentale che per assonanza o una visione dell’Umanità che supera le difficoltà nessione e trattenimento delle storie, elemen-
con la teoria di Christopher Booker secondo per reminiscenza ne produce altra con essa esistenziali sublimando il male (il Mostro) ed to unificatore del tutto, dell’energia che si spri-
cui tutte le storie raccontabili dall’umanità pos- compatibile. D’altronde la intima unione tra pit- estrapolando da esso la positività del vivere. È giona dall’umanità: essa raccoglie e ridistribui-
sono essere contenute e ridursi a sette cano- tura e scultura non è nuova nel mondo artisti- sempre la medesima Umanità ad essere rap- sce questa energia. Napoli come la cruna di un
vacci fondamentali da cui tutto il resto discen- co,sebbene per lo più realizzata e messa in ope- presentata dai due artisti: in Soulé nel segno ago attraverso cui passa tutto il dicibile del mon-
de. I Seven Basic Plots di C. Booker, reinterpre- ra da un solo artista e non da due entità arti- pittorico e nella sua espressione di sogno, nel- do e nulla viene disperso, anzi, tutto viene trat-
tati dagli artisti, si possono raccontare come se- stiche a sé stanti come in questo caso. Artisti la magia, nella intangibilità della metafora: in T. tenuto ed elaborato. Una chiave di lettura del-
gue: la Rinascita: il miracolo del ritorno alla lu- come Renato Barisani (per rimanere in tema nella sua realtà materica scultorea, nella sua tan- l’opera che sottolinei sommamente le sugge-
ce; l’Ascesi: la scoperta di una nuova identità; stioni metafisiche e magiche della creazione ar-
l’Avventura: la ricerca del sé; il Viaggio: proietta- tistica, quasi a voler indicare una strada del fa-
ti in una dimensione sconosciuta;il Mostro:quan- re arte che non prescinda mai e mai si distac-
do il debole sconfigge la minaccia; la Comme- chi dal sacro, dal misterico, dal magico e dal-
dia; tutto è bene quel che finisce bene; la Tra- l’occulto. L’arte trae comunque la propria ori-
gedia: sopraffatti da una passione che devasta. gine dalla magia stessa e deve pertanto proiet-
Nel versetto di Rilke il «Qui» assume una con- tare, riversare a sua volta magia.
notazione spazio/temporale riferita alla funzio- In definitiva l’opera d’arte deve attivare sugge-
ne dell’essere nell’universo e al significato filo- stioni occulte dell’anima che sforano nella ma-
sofico dell’esistenza; Rilke assume e riassume in gia e ci forniscano dell’opera stessa la chiave di
sé tutta l’angoscia dell’indagine conoscitiva del- una molteplicità di possibilità interpretative det-
l’uomo, ponendosi il dilemma del vivere e del- tate sommamente dalle nostre emozioni an-
la valenza dell’esistenza umana. che più recondite o dimenticate. Solo così l’ar-
Con la presente installazione i due artisti ope- te trova se stessa, la sua funzione, la sua entità.
rano una trasposizione del «Qui» rilkiano da La Mostra,patrocinata dalla Sovrintendenza per
una connotazione spazio/temporale riferita al- i Beni Architettonici e il Paesaggio di Napoli e
la condizione umana esistenziale, ad una con- Provincia, dal Comune di Napoli e dal Conso-
notazione più specificamente localizzante del lato degli Stati Uniti d’America,avrà luogo a Na-
«Qui» come luogo fisico identificato nella città poli presso il complesso della Chiesa dell’Inco-
di Napoli come fucina inesauribile di leggende, ronata dal 10 maggio al 20 giugno 2007, a cu-
miti e affabulazioni, legandosi così direttamen- ra di Cynthia Penna.
te alla teoria del Booker. Napoli, quindi, come
luogo privilegiato di tutti i racconti, le leggende, Installazioni, 2006 Cynthia Penna

Associazione
Culturale
Librerie
Libreria Bocca Storiche
e antiquarie
dal 1775
d’Italia

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Segrete MARZO 2007 5-04-2007 19:07 Pagina 29

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“Diavolo con Signora”
2006, tecnica mista
su base fotografica
cm 200 x 120

PER L’ARTE
www.mirexspa.it
email: mirexspa@tin.it
Segrete MARZO 2007 05-04-2007 16:08 Pagina 28

LEW THOMAS Fotografia o arte? lizza Bookspines, una serie di 26


immagini riservate ciascuna alla
riproduzione ingigantita del dor-
so di un libro,serie che viene poi
tempo, con il suo costante fluire. Nel esposta alla celebre Fraenkel
1972 realizza Time Equals 36 Exposu- Gallery e che viene acquisita dal-
res,opera che raccoglie in un’unica cor- la Chase Manhattan Bank, en-
nice 36 immagini di un orologio a mu- trando così a far parte di que-
ro — il suo GraLab da laboratorio — sta celebre collezione.Artista al-
disposte in apparente ordine cronolo- l’avanguardia, vicino alle espres-
gico decrescente (in realtà una sola lan- sioni più radicali dell’arte degli
cetta gira in senso anti-orario, mentre anni ’70,Thomas sviluppa gli stes-
l’altra rimane immobile) e presentate si temi anche nella propria atti-
in una composizione su 6 righe e 6 co- vità curatoriale ed editoriale. Nel
lonne che mima un foglio di provini a 1975 fonda la NFS Press (Not
contatto (36 sono i fotogrammi nor- For Sale Press), con cui pubbli-
malmente impressionabili su una pel- ca alcuni saggi estremamente in-
licola da 35 mm). L’opera si completa fluenti, fra i quali:Photography and
con un secondo pannello in cui, se- Language (1976-1979), catalo-
condo la logica già evidenziata, i bian- go di una mostra organizzata
chi si invertono con i neri. Non ci so- presso il centro d’arte contem-
Perspectives, 1972 no imprevisti: le 72 immagini finali di- poranea LaMamelle di San Fran- Time Equals 36, 1972
L’eterno e sterile dibattito sul ruolo del mezzo chiarano l’ineluttabilità della variabile tempora- cisco e Still Photography:The Problematic Model l’Art Institute di San Francisco (istituzione che
fotografico all’interno dei movimenti artistici cul- le all’interno del procedimento fotografico. Se (1981), che mostra in copertina una delle pri- ha fama di avere un approccio radicale) sotto
mina alla fine degli anni ’60 con l’affermarsi del è lecito tracciare un parallelo pensiamo alle Ve- me immagini pubblicate di Cindy Sherman. Nel forma di pavimentazione, gli studenti di foto-
concettuale,modello espressivo i cui confini ven- rifiche di Ugo Mulas, condotte all’incirca nello 1978 John Szarkowski lo invita a partecipare grafia si rifiutano di andare a vederla, asseren-
gono espansi all’infinito permettendo all’idea di stesso periodo con modalità analoghe. Il tem- alla celebre esposizione Mirrors and Windows, do che quella non poteva essere considerata
prendere il sopravvento sulla forma. Il termine po, le sequenze, il bianco e nero sono tutti ele- che parte dal MOMA di New York per poi gi- fotografia. La produzione dell’artista califor-
arte concettuale viene usato per la prima volta menti che ricorrono negli anni ’70 nell’autore e rare diversi musei americani. Sul catalogo di niano prosegue poi nei decenni successivi, che
nel 1967 da Sol LeWitt nei suoi Paragraphs on la sua ricerca fotografica si esplicita con una se- questa mostra troviamo 9 perspectives, ope- testimoniano il passaggio al colore e infine al
Conceptual Art per indicare quel «genere di arte rie di opere che impongono riflessione, com- ra composta da una serie di 9 scatti che ri- digitale di un artista che continua a rinnovarsi,
in cui l'idea o concetto è l'aspetto più importante prensione e anche una buona dose di ironia.Ru- producono in una sorta di collage una parete e anche se il periodo più affascinante resta il
del lavoro». L'arte è quindi vista come linguag- ler è invece un’opera realizzata nel 1975 e se- di una stanza, frammentata in 9 diverse pro- lavoro realizzato negli anni ’70, riconosciamo
gio, come discorso sull'arte, come conoscenza gna l’introduzione del linguaggio tra i temi prio- spettive. Sempre negli anni ’70,Thomas realiz- in Lew Thomas un indiscusso e brillante inter-
attraverso il pensiero invece che attraverso l'im- ritari della ricerca di Thomas. È la riproduzione za ed espone le prime installazioni fotografi- prete di un momento recente dell’arte carat-
magine, e l'opera diviene solo un mezzo visivo di una riga da disegno in scala 1:1, ma è anche che in assoluto. Le stampe interamente bian- terizzato da un’estrema libertà e voglia di ca-
per comunicare un atto mentale.A declinare le una parodia dell’autorità della fotografia com- che o nere, tutte delle dimensioni di 40 x 50 ricarsi di nuove valenze culturali e politiche.
istanze dell’arte concettuale in fotografia è Lew piuta attraverso il letterale (in lingua inglese il cm, vengono montate su supporti rigidi e suc-
Thomas, che nella sua attività di artista, curato- vocabolo ruler significa anche colui che è al co- cessivamente utilizzate in modo architettoni- Lew Thomas è in mostra presso MiCamera
re ed editore affronta nella fotografia i temi del mando). Sono molteplici e complesse le rela- co per creare degli interni (la prima installa- fino al 29 aprile 2007
rapporto tra immagine e linguaggio da un lato, zioni che possono instaurarsi fra immagine fo- zione si chiama appunto Dutch Interior). Quan-
e dall’altro l’espressione o rappresentazione del tografica e parola scritta; nel 1976 l’artista rea- do l’installazione viene riproposta nel 1976 al- Giulia Zorzi

ESTER NEGRETTI EUGENIO LANFRANCO Zendo


L’elemento creativo nasce quando non ci so- l’oro messo al vertice, i sorridenti onfali
no più le parole: è allora che la necessità d’e- pronti a ridere di noi, del nostro serio ragio-
spressione preme in modo violento per usci- nare, pronti a irridere, in nome del miracolo,
re e soddisfare questa intima vibrazione. Il ma- in nome degli apologhi più noti, le trite con-
gico sguardo della Giornata di pioggia sta ma- fessioni del realismo da cui fuggire come da
turando e diventa magnetico, si volta verso lo grigia peste. Articolato in sette tappe utopi-
spettatore e comincia un dialogo dove le ener- che la barca, obbligatoria al primo passo, ci
gie entrano in osmosi. … Sto imparando ad introduce al barocco arcinuovissimo con i
applicare un filtro artistico alle emozioni pri- piatti riproposti in vetro a sprazzi, le ciotole
ma che queste mi travolgano e sfuggano via come dilatazione alla conoscenza e il vasella-
lasciandomi inerme a terra. Ora le catturo e ci me, come detto in oro, dettato, questo oro,
combatto, a volte le gusto e bevo l'essenza del- a fare da eco alle fusioni e alle effusioni di
la vita. Mi sposto sempre più verso una pittu- ombra. I chiaroscuri degli zendo da viaggio
ra astratta, o meglio, arte figurativa che rap- (che ognuno porti il suo giardino in tasca)
presenta sensazioni e sentimenti anziché co- riducono all’essenza, e in senso ampio, tutte
se. I colori, liberati dall’oggetto, compongono le nostre più alte sensazioni, i prati all’inglese
un suono, vibrano in armonia. Segni primor- Giardino di Nulla, 2003 confinati nelle periferie della memoria.
diali ci dicono che forse, prima di venire al mon- Lanfranco non si è mai posto il problema
do, siamo particelle del flusso cosmico e navi- Vi sono venti che non danno godimento dell’essere o l’avere chiavi estetiche. Come
gando tracciamo i segni di tutti gli orizzonti eccetto al salice. ogni coltivatore dello zen è l’istante immedia-
SpazioBoccainGalleria possibili. Il salice gode di ogni vento o di nessuno. to, qui, a coinvolgerlo. Le carte nere, le spa-
Gibon Sengai (1750-1837) tole dentate, i bianchi stesi dal rastrello
Mercoledì 9 Maggio - ore 18,30
Segni cosmici, 2006 Ester Si è per così tanto tempo, e per tempi lun- immoto, l’ardesia di Chiavari o di Kyoto, i
ghi, parlato di (dello) ZEN che il tanto quan- vetri fusi con la pietra a fare da occhio, i
titativo si è fatto tempo di attesa esplicativa e, coperchi dell’India, nuovo cielo, l’opalina-ori-

FAUSTA DOSSI Seduta d’Autore alla fine, complici gli avventati studiosi occi-
dentali, il significato della parola e i concetti
tenuti nelle due consonanti e la vocale, si
sono confusi in una, da tempo,TANTA con-
gami senza neve, tutto concorre in questo
viaggio esimio a che il sogno fiorisca come
loto, questo in tramonti sopra laghi accesi e
l’altra veglia appesa ad un sorriso. Ronin signi-
In ambito di arti applicate, l’o- tista, ha varcato le frontiere dello stereotipo fusione a detrimento del più semplice segre- fica uomo-onda e sta a rappresentare quel-
riginalità delle idee che un arti- abituale. La Dossi, usa originalità e inventiva, to che narra il più corto termine tra le ter- l’anelito che, goccia dopo goccia alla battigia,
sta mette a fuoco, sfociano, a non snaturando il suo stile, sempre coerente minologie categoriche conosciute. Artefice vorremmo ci trasformasse in pensatori,
volte, nell’interrogativo della nelle sue creazioni pittoriche e scultoree, tor- di modi tra ironici e aniconici Lanfranco si depositari solo dell’istante nella grazia incan-
funzionalità che l’oggetto ha in nando a progettare e realizzare con rara ma- presenta con un percorso che definirei tra i tata del mutei. Esiste un nulla di diecimila voci,
relazione al suo fruitore. Nella nualità, suscitando stupore sempre nuovo... e più liberi se questa parola, libertà, non celas- tante quante le volte in universo, e da Sengai
società odierna regna sovrano di sedia in sedia! E se l’arte serve a farci ri- se, usurata, in arte e altrove, le più disastran- sappiamo le dottrine essere più utili se, a
l’industrial designer, la cui fervi- flettere, lei ci invita a guardare, con occhi aper- ti nefandezze. Per fortuna l’inventore volte, tralasciate. Il viaggio di Lanfranco dice
da radice è il Bauhaus e per chi ti, al fascino della vita e ai suoi giochi con- Lanfranco non necessita, ZEN incarnato e questo: guardate l’apparenza delle cose, non
ha il desiderio di sperimentare centrici, incostanti e inattesi. riproposto singolo, di più della menzione credete ad una pigra verità, transitate tra il
un pezzo unico e creativo Fausta Dossi dal 16 al 24 giugno terrà una benefatto per i suoi manufatti plusmaterici. In concreto e l’astrazione, gradino dopo gradi-
di alto artigianato... personale a Bergamo nella Sala ex Ateneo. questa mostra si allineano percorsi che, man- no, sorridenti, verso l’alto più alto di ogni via.
non rimane altro tenendo il rispetto ai materiali, si allungano, Nel deserto sta la macchina del vento ma il
che sedersi e pen- Antonio D’Amico giardini di più acque, di sabbie umide, di ponente è seminato di torii, al nuovo porto
sare! Fausta Dossi, essenza di volatili, albarelli dei maghi accarez- Rakù abbraccia Tori.
con le sue sedie d’ar- In esposizione alla zati, mutei trasfusi in luci di albe nuove. E il
viaggio vi è proposto, luna nuova, con le pen- Sergio Dangelo
La sedia, 2006
Libreria Bocca tole classiche ALBASOLIS, con i fuochi del- Albissola Marina (Garden) marzo 2003

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Segrete MARZO 2007 05-04-2007 16:03 Pagina 27

RUDY PULCINELLI Reperti del futuro GIACOMO SAMPIERI Giovani donne


Seguendo il progresso di un percorso creativo Sensuali, seducenti, intriganti le giovani donne
che sapientemente perviene all’esperienza astrat- rappresentate da Giacomo Sampieri offrono al
ta dall’elaborazione di un avvio figurativo, e ma- fruitore corpi morbidi e flessuosi, sguardi as-
tura così il fluido interloquio tra indici espressivi suefatti all’incontrastato dominio dell’osserva-
diversi, Rudy Pulcinelli — trentenne, con affer- tore, porzioni di vita che paiono ingannate dal-
mazioni non solo nazionali ma oltre oceano — l’uso del linguaggio patinato. Sono figure fem-
si impone all’attenzione per un linguaggio poe- minili da rivista o da film, le enigmatiche, sco-
ticamente libero, matericamente rigoroso. L’o- nosciute, provocanti fanciulle soggetto-ogget-
pera è infatti il frutto complesso di un laborato- to, accompagnate soltanto dal curioso tentati-
rio in cui l’artista/alchimista combina e stratifica, vo di lettura della loro vita, avvolte da un’aura
strappa e congiunge materiali diversi, carta, juta fatta di combinazione alchemica di luce, di mi-
e certamente altro,inventa misture e plasma ru- stero e di storia. L’obiettivo dell’artista è la nar-
gosità, deformazioni, rilievi plastici, perché altret- razione di una bellezza fuori dal tempo e di-
tanto ricco è il laboratorio delle idee che fruga Alfabet, 2004 rettamente accessibile,osservata sempre in una Motel, 2007
in un bagaglio dove si incontrano simboli uni- sorta di cristallina trasparenza, ove le epider- narrazione e sospinto dal desiderio di pene-
versali e memorie personali, frammenti di cro- presentare.Talvolta la superficie si fa crudo la- midi, i volti, gli sguardi, lo snodarsi dei corpi pro- trare i segreti della pittura, il pittore diventa ar-
naca e frammenti di natura, confluenza e rige- certo di spazio di cui l’autore insinua l’ipotesi di vocanti trovano modo di risplendere nella men- tista-contemplatore di una bellezza senza tem-
nerazione di lezioni storiche, le lacerazioni ma- uno spazio allusivamente tangibile, sul quale il te dello spettatore. Di qui l’intento di un’este- po, nel tentativo di fissare in un tratto sincero
teriche di Burri,l’eleganza e la misura ritmica del- tempo sembra aver lasciato impronte di soffe- tica lirica, dove linea e colore sono finalizzati ad la complessa e fluida realtà.
lo spazio di Santomaso, il geometrismo lirico di renza, certamente memoria di un vissuto; tal- una visione intensamente carnale e fortemen-
Nicholson. E ancora, a nutrimento di una co- volta il lacerto viene oggettualizzato, siglato da te platonica al tempo stesso. Nella fattispecie Elisa Bergamino
municazione che si svolge su più registri e si ren- cifre e numeri di inventario, come reperto e del l’assunto artistico dell’opera pittorica di Sam-
de dunque disponibile a più piani di percezione resto a tale valore sembrano rivolgersi anche le pieri si trasforma in immagini tese verso una
— visibile e tat- superfici dove si fa più evidente la correlazione fresca e contemporanea attualità.Capace di im- SpazioBoccainGalleria
tile, bidimensio- tra più elementi di racconto — la materia, la pit- postare la costruzione del proprio mondo crea- Giovedì 7 giugno - ore 18,30
nale e tridimen- tura e il segno, interagiscono con la citazione fi- tivo nella gioia della rappresentazione e della
sionale — inter- gurativa,con la scrittura — quasi a classificare un
viene anche la repertorio di varianti espressive del medesimo
scrittura nel du-
plice ruolo e-
spressivo di segno
(insieme di segni,
concetto.Più dichiaratamente interpretano il ruo-
lo di reperto le sculture, che solcano la pietra
leccese o il cemento leggero per forme avvol-
genti e arcane ma che trattengono nelle loro fac-
RICCARDO GUSMAROLI Scommettiamo?
in una grafia che ce,nelle loro pieghe,figure allegoriche come sin- successivi avrebbe superato tante firme, allo-
scorre rapida, di- tesi della natura e della cultura per una comuni- ra più importanti. Ritoccava giornali, scarti fo-
namica) e di espli- cazione universale. Su questa via di un’astrazio- tografici di tipografia, le cartine leggere e tra-
cativo, rafforzati- ne fortemente evocativa, inclinata ad accogliere sparenti delle arance, carte di Tutto Città, foto-
vo,di un concet- contaminazioni di altri linguaggi, Pulcinelli com- grafie, santini, fogli di francobolli. Esordì con un
to. Di tante pul- pone tracce di esistenza che conservano co- lavoro che poteva sembrare solo decorativo,
sioni, di tanti sti- scienza emotiva della realtà fisica e temporale ma in effetti questo suo intervenire su ogget-
moli e informa- destinandone i testi a futura memoria. ti preesistenti, soprattutto francobolli, era un
zioni,l’opera rac- lavoro che pur ricordando la serialità di un
Cirillico, 2005 conta senza rap- Roberta Fiorini Andy Warhol effettuava una ricerca esatta-
mente contraria: ogni francobollo che per l’a-
mericano avrebbe significato serialità per lui,

TINO STEFANONI Pittore solitario ritoccandolo e rendendolo unico, significava


diversità. I lavori si presentavano colorati, lu-
minosi e preziosi con dei colori chiari, i profili
più scuri, con trattini e puntini di alleggerimento.
Già dopo pochi anni di attività da sconosciu-
Fontana cucito, 2001
to, quel diavolo di un Toselli ci puntava sopra!
Ho conosciuto i fratelli Lodetti, titolari della Io, come al casinò, gli chiesi se potevo cono-
storica Libreria Bocca di Milano, quando fui lo- scerlo, anche perché, Gusmaroli lavorava solo
ro ospite per la presentazione del libro Il col- con lui e Sperone. Oggi è di grande soddisfa-
lezionista, edito per il trentennale della mia gal- zione, per me, vedere come la seconda e la
leria di Alassio. Dopo una simpatica conversa- terza personale Gusmaroli le fece presso le
zione, sono stato invitato a scrivere quattro ar- mie gallerie di Alassio e di Piacenza. In quegli
ticoli l’anno per la loro rivista.Tema? Libero.Al- anni era un fotografo pubblicitario molto aprez-
lora, a costo di giocarmi la credibilità, ho deci- zato dai suoi clienti internazionali e famosi, gua-
so di affrontare la più difficile, ma la più affa- dagnava un milione di lire a scatto, ma ebbe il
scinante e intrigante delle scommesse: tenta- coraggio di lasciare il certo per l’incerto della
re di proporre i nomi di chi tra dieci, venti o pittura. Prendendo spunto dal lavoro prece-
trent’anni sarà un maestro. Del resto passione dente in cui in un centoventicinquesimo di se-
e fiuto sono le doti del vero collezionista e gal- condo doveva rendere gradevole una bevan-
lerista che solo per un caso non sono artisti: da in lattina, una saponetta o una pasta, riuscì
perché mancano loro doti come umiltà, pa- a poeticizzare oggetti di origine tutt’altro che
zienza e voglia di mettersi in gioco. Ma lo spi- artistica. Contenitori per detersivi, matite o ter-
rito protettore e ispiratore che è in loro rico- mometri, viti o dadi, tazzine da caffè o fili del-
Pittore solitario e quindi non omologabile a tura è miniatura e insieme presagio di quello nosce il genio degli altri. Quali sono le regole, la luce, ferri da stiro o lampadine, oggetti sta-
nessuno dei movimenti artistici dei quali è co- che sarà l’approdo definitivo della sua arte: i parametri, i canoni per intuire la grandezza di tici che sotto le sue mani acquistavano vita e
stellato il firmamento dell’Arte, Stefanoni ela- una rappresentazione onirica dell’ambiente e un artista, tanto da poter dire un giorno: «Hai strappavano un moto di sorpresa e ammira-
bora la sua ricerca tra le anguste vedute della delle cose che sconfina sovente nella metafi- comprato un quadro di X a 45.000 euro? Io l’ho zione. Con il suo tocco paziente e raffinato
sua città natale, Lecco, dove il fare operoso e sica. I contorni sono sfumati, i colori degra- acquistato dieci anni fa quando ne costava 3000!» non ne snaturava l’origine ma la sottolineava
silenzioso della gente è interrotto solo dai sor- danti, come lampi di luce, dall’acceso al tenue, Queste norme non sono mai state scritte e esaltandone non il significato ma l’aspetto este-
di colpi del maglio dal rumore stridente delle in un perdersi di pensieri e maestria. Dal 12 chi le ha trovate, con la sua esperienza, non le tico intrinseco. Il suo itinerario appare ormai
officine. Partito dalle tazze, dagli imbuti, dalle maggio al 10 giugno 2007 presso la galleria divulga. Più uno ne scova più è un grande e chiaro, oltre all’originalità, presenta un continuo
finestre schierate sulla tela in ordine perfetto L’Incontro di Chiari (BS), sarà possibile respi- competente professionista. Posso solo dirvi la rinnovamento di spunti e soggetti, anche se la
come drappelli di militari in parata, bisogno di rare quest’aria rarefatta, rivivere nostalgie lon- prima: un grande artista deve avere e acquisi- sua pittura è forse un po’ troppo elitaria.Testi-
ordine o ordine intrinseco, caratteriale, Stefa- tane in occasione della personale del Maestro. re uno stile originale e riconoscibile. Sembre- monianza di un mercato che si sta sempre più
noni passa attraverso i segnali stradali o le su- rebbe il segreto di Pulcinella, ma vi assicuro che concretizzando è la dozzina di passaggi in asta.
perficie in rilievo, bottoni, dove spesso la pit- Edoardo Caputo artisti che hanno già fatto centinaia di quadri, Attualmente i suoi prezzi si ottengono, som-
talora migliaia, non hanno ancora cominciato mando la base all’altezza e moltiplicando per
Privato vende al miglior offerente opere della propria collezione d’arte di artisti a dipingere. Non hanno capito (né loro, né i 25. Molto più sostenuti sono quelli per le ope-
critici, né i galleristi, né gli acquirenti finali) nep- re degli anni Novanta, introvabili, perché, quin-
contemporanei. Prenotare una visita al 339.6859871 pure la prima di queste regole. Fatta questa dici anni fa, dei famosi fogli di francobolli ne fe-
Opere di Ajmone, Arrivabene, Bacci, Bacon, Baj, Becca, Berrocal, Bertante, premessa non lascerò i miei lettori con un pal- ce solo una trentina, una decina di cartine di
Bonalumi, Borioli, Celada, Colnaghi, Corona, Dangelo, Del Pezzo, Della Torre, Fomez, mo di naso, ma li guiderò verso una possibile Tutto Città e ancor meno di foglietti di arance!
scelta sulle orme di uno dei miei tanti percor- Mercato serio che corrisponde alla serietà con
Lavagnino, Nespolo, Olivieri, Papetti, Petrus, Ercole e Luca Pignatelli, Arnaldo si.A metà degli anni Novanta vidi in galleria da cui l’artista ha sempre affrontato il mercato ita-
Pomodoro, Raciti, Rampinelli, Rognoni, Attilio Rossi, Sanesi, Sangregorio, Sersale, Franco Toselli, a Milano, dei lavori interessanti liano spesso un po’ approssimativo.
Sesia, Tadini, Tiboni, Vago, Valentini, Velasco, Vicentini, Vistosi, Zanon, Zazzeri e altri. di un artista a me sconosciuto, Riccardo Gu-
smaroli, un veronese trentenne, che negli anni Gian Pietro Menzani
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Segrete MARZO 2007 05-04-2007 15:56 Pagina 26

Misteri e segreti dell’Hortus


LUIGI PRESICCE Romantic, anyway... ORTO BOTANICO Botanicus Braidensis
Immaginate un uomo so- diviene giorno e le stelle ci guidano attraver- Correva l’Anno Domini 1171,quando a Milano,
speso tra cielo e terra. Sì, so il nostro errare urbano, finché esausti, fac- la congrega degli Umiliati si costituì in Ordine Re-
un uomo contemporaneo. ciamo ritorno al nostro nido: al sicuro. E da qui ligioso e fondò il proprio Monastero nel cuore
Luigi Presicce: un viaggia- spicchiamo il volo un’altra volta. Il lavoro di Lui- verde che oggi conosciamo come Hortus Bota-
tore del tempo e delle gi Presicce si inserisce nel progetto artistico Av- nicus Braidensis al numero civico 28 di via Brera.
emozioni. La sua ricerca venirismo 3535, che riunisce Artisti che hanno Su questo prato si affacciava una chiesa e vi si
concettuale si perde nella fatto della propria Vita un’Arte. apriva un chiostro: era un luogo di solitudine, di
notte dei tempi, fino a rie- meditazione e di lavoro. Qui finiva la Milano di
vocare antichi riti di inizia- Madonna, 2006 alm fraschetti allora e i frutti della terra erano la principale fon-
zione e di passaggio. Nel- te di sostentamento per i monaci. Nel 1572 i
le sue opere la vita divie- Gesuiti trasformarono questa antica Braida (cam-
ne sogno e le chimere as- po erboso, secondo l’etimologia longobarda) in
sumono sembianze di San- un giardino, adibito alla coltivazione di piante of-
ti dagli occhi di cerbiatto e ficinali,che rifornivano la loro farmacia le cui ori-
La comunione, 2006 la consistenza di anime im- gini si perdono tra i misteri della città e le cui ri- o di un giardino, oppure di un orto botanico.
palpabili, appoggiate sulla tela.Tutto è così de- cette segrete erano rinomate in tutta Europa: Posso solo dire che è un luogo speciale, di rac-
licato eppure in movimento. L’atmosfera è quel- ora et labora. Fu così che per duecento anni que- coglimento e di pace: la location ideale per or-
la di quando il teatro incantava l’umanità, per- sto prato fece germogliare e fiorire le antiche ganizzarvi ogni anno una mostra collettiva open
ché non era possibile distinguere tra ciò che è Arti della Botanica e degli Speziali. L’area a ver- air di Arte Contemporanea, il cui progetto: Av-
frutto di invenzione narrativa e ciò che gli oc- de che noi oggi possiamo ammirare all’interno venirismo 3535,è ora all’attenzione della Fonda-
chi vedono nel mondo reale. Luigi Presicce ha dell’Accademia di Belle Arti deve la propria zione Cariplo.Ringrazio di cuore tutti coloro che
una tensione creativa così potente da riuscire conformazione attuale all’intervento che vi ap- stanno collaborando con passione al concetto
a trasportare lo spettatore al di là dello spec- portò il frate Fulgenzio Witman, su incarico del- di questa esibizione:la Professoressa Maria Cam-
chio. Ciò, nel credere che questo mondo non l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. pitelli,Presidente dell’International Gruppo 78 di
esista di per sé, bensì come osiamo immagi- Nel 1774 l’Orto Botanico Braidense divenne, Trieste/Milano, che insieme a me ne è la Cura-
narlo. Ed ecco che le forme che Luigi imprime infatti,schola per la pratica e la didattica della me- trice,il Professor PasqualeTucci,direttore del Mu-
sul canovaccio o modella attraverso materiali dicina e della botanica officinale, con il beneficio seo Astronomico di Brera e dell’Orto Botanico
di recupero ci ammoniscono di andare oltre di una serra disegnata dal Piermarini, oggi an- Braidense,che ha acconsentito ad aprire al con-
le apparenze, al fine di non farci ingannare da nessa all’Accademia.Contemporaneamente ven- temporaneo questo mitico giardino e Giorgio
sembianze solo in apparenze rassicuranti. Le ne fondato l’Osservatorio Astronomico e due Lodetti, della famiglia Lodetti, proprietaria della
sue opere sono vive e danzano. Così la notte anni dopo nacque l’Accademia di Belle Arti. È Libreria Bocca, locale storico milanese in Galle-
affascinante pensare che un semplice prato del ria Vittorio Emanuele II, che sostiene l’iniziativa. E
XII secolo, oggi sia diventato un complesso mu- ringrazio anticipatamente quanti vorranno col-

PUBLIC ART a Trieste


seale tra i più famosi e importanti del mondo,
comprendente la Pinacoteca, la Biblioteca Na-
zionale Braidense, il Museo Astronomico, l’Os-
servatorio e l’Orto Botanico.Eppure l’antica Brai-
laborare con supporti e sponsorizzazioni con-
crete alla realizzazione della nostra mostra di ar-
te contemporanea e al progetto di salvaguardia
dell’Orto Botanico Braidense, patrimonio stori-
Paola Vattovani
da, a cui si deve cotanto miracolo, oggi è sco- co, culturale e ambientale, non solo della città,
ni ’70,soprattutto in Inghilterra e in Ame- nosciuta ai più. Io stessa l’ho scoperta per puro ma dell’umanità.
rica,quando l’arte ha sentito il bisogno di caso e non certo nelle vesti ufficiali di Curatore
uscire dai luoghi deputati dell’arte, per d’arte contemporanea. Ma me ne sono inna- alm fraschetti
esprimersi in nuove condizioni di aper- morata. Non saprei dire se si tratti di un bosco Per info: cell. 338 8897801
tura, sganciate dal rigido sistema dell’ar-
te a sfondo commerciale. Perciò l’arte
pubblica interviene di norma in spazi abi-
tati da tutti, quali strade, piazze, par-
chi…con lavori site-specific,progettati ad
hoc per quel luogo, come segnali reviva-
ELTJON VALLE Petrol Pax
lizzanti di determinate aree, a funzione Il pozzo dei desideri di Eltjon Valle fende i cie- taccamento di Eltjon al lavoro ed alla speri-
spesso critica,per nuove letture di siti che li e cattura gli sguardi. Gronda petrolio, fatica e mentazione fanno di lui un artista ed un uo-
l’assuefazione ha reso opachi. Negli anni speranze. Si trova nella sua Albania, per la pre- mo impegnato a comprendere ed a rappre-
Trieste ospiterà quest’anno, tra giugno e otto- ’90 la public art, specie in Italia, evolve verso la cisione a Kucova, città in cui l’artista è nato ed sentare il contemporaneo. Ecco perché i con-
bre, un evento d’eccezione, sia per i contenuti cosiddetta arte relazionale, ritenuta la vera arte è vissuto prima di ar- fini critici del nostro pianeta co-
che per le modalità di proposizione. Spalmato pubblica che coinvolge direttamente le perso- rivare in Italia. stituiscono il luogo ideale per la
in un arco di tempo che abbraccia più mesi, Pu- ne rendendole protagoniste dell’evento,con ap- Questo pozzo si collocazione dei suoi pozzi di pe-
blic art a Trieste è il grande progetto che l’asso- procci predisposti dagli operatori artistici verso specchia, al pari di trolio. Questi macchinari sono, in-
ciazione culturale Gruppo 78 I.C.A. offrirà al determinate problematiche, allo scopo di rag- Narciso, in un la- fatti, solo momentaneamente sottratti
pubblico, prendendo in considerazione un mo- giungere il cambiamento.L’operazione Public art go di petrolio. Il alla loro sede lavorativa (il giacimento
do di intendere e fare arte in relazione a spazi a Trieste intende porsi come una prima ricogni- terreno che lo cir- petrolifero albanese Al Petrol), per es-
e realtà pubbliche.Un’arte che si manifesta dun- zione dell’arte pubblica in generale, accoglien- conda trema all’incal- sere installati al confine tra due Paesi. Il
que sul territorio, urbano ed extraurbano, ma do anche una mostra internazionale documen- zare della trivella e del- petrolio diviene opera d’arte in quanto
anche in rapporto all’altro,alla comunità,alla so- tativa e un convegno per mettere a confronto la sonda che estraggono linguaggio universale ed energia
cietà, con interventi che coinvolgono parte di le varie accezioni in cui essa si coniuga.Alla fine l’anima nera dalla terra creativa a livello
essa, in una comunicazione diretta in cui la gen- una pubblicazione raccoglierà tutte le testimo- albanese. I colori ed i planetario.
te diventa protagonista dell’atto creativo, allo nianze accumulate nell’arco di una manifesta- suoni di quest’area Questa opera-
scopo di produrre cambiamenti consapevoli e zione a così vasto raggio. estrattiva sono il giar- zione valorizza
continuativi per la riqualificazione ambientale e dino d’infanzia, il pen- l’impor tanza
il progresso sociale. Il progetto intende avvaler- Elisa Vladilo Maria Campitelli satoio e lo studio privilegiato di delle terre di
si delle nuove forme di comunicazione oggi in Eltjon. Qui l’artista ha iniziato a creare. I giaci- mezzo, come luo-
atto nell’arte cosiddetta relazionale,come work- menti petroliferi di Al Petrol — la più impor- ghi mentali oltre
shop, o altre invenzioni comunicative, in parti- tante e prestigiosa industria estrattiva albane- che fisici, in cui le diversità si incontrano e si me-
colari situazioni periferiche della città, dove esi- se — alimentano la tensione creativa di Valle scolano per poi separarsi ancora. È prevista al-
ste un disagio variamente connotato, oppure, e costituiscono il cuore pulsante di tutto il suo tresì la collocazione di una serie di targhe nu-
con finalità del tutto diverse, intervenendo su- lavoro. L’Albania di Eltjon Valle non può dun- merate, a testimonianza di queste installazioni
gli spazi di affissione pubblicitaria con manifesti que restare in Albania. L’Artista deve seguire il temporanee. Oltre alla realizzazione di un ser-
d’artista, per una diversa visibilità, lungo le stra- proprio fuoco, ovunque questo lo conduca, se- vizio fotografico e di un video-reportage.
de cittadine, di opere di giovani artisti che non condo la definizione di amante, che Aristote-
hanno ancora raggiunto una galleria di soste- le ci diede nell’Eutifrone. La devozione e l’at- alm fraschetti
gno. E poi ci saranno gli interventi site-specific
in determinati punti della città,gangli vitali come N O T A D E L L ’ E D I T O R E
piazza Unità, il Molo Audace, il Canale di Pon-
terosso…, o in periferia, ai confini con la Slove- Per inviti e comunicazioni degli eventi promossi invia una e-mail
nia con l’eccezionale intervento dell’artista al- con nome e cognome a:
banese Eltjon Valle che per questo progetto ha giorgio.lodetti@libreriabocca.com
ideato una singolarissima installazione simboli-
ca, Petrol Pax, ossia un pozzo di petrolio tra- BIANUCCI CINELLI studio La Libreria Bocca è lieta di annun-
comunicazione
ciare la collaborazione con l’ufficio
piantato dalla natia Albania, terra ricchissima di organizzazione eventi
stampa diretto da Francesca e
ufficio stampa
giacimenti petroliferi, a Trieste, città ai margini di Chiara Bianucci Cinelli, per una
un confine storicamente tormentato. via Lambro, 7 - 20129 Milano - Italia maggiore e migliore diffusione
tel. +39 0229414955 delle iniziative culturali promosse.
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Segrete MARZO 2007 5-04-2007 18:52 Pagina 25

Sul filo dell’arte


a cura di Stefano Soddu

DOMANDA SURREALE
di Stefano Soddu
JOSEPH BEUYS - DIFESA DELLA NATURA
Un’artista strapazzata
può vincere la lotteria?
THE LIVING SCULPTURE
Risponde Marilù Cattaneo
A volte mi sento strapazzata ma non
Kassel 1977-Venezia 2007
dalla lotteria, che ignoro. Non ignoro
la fortuna che mi assiste, alla quale vado
incontro volentieri e… se non mi viene
OMAGGIO A HARALD SZEEMANN
incontro la cerco e di conseguenza Spazio Thetis,Venezia, giugno-settembre 2007
la trovo. Sono un’artista fortunata.
Ideatrice e curatrice responsabile dell’Evento: Lucrezia De Domizio Durini
PS: grazie dei numeri che la cicogna
mi ha confidato: 90-60-80 Si svolgerà all'interno della Biennale d'Arte di do dinamico e costruttivo i temi e l'opera av- inconfutabile.
Venezia, dal 10 giugno per 100 giorni, presso viata da Beuys. Molteplici gli argomenti che po- - le aziende, le industrie, le banche, le univer-
GIOCATELI VOI! lo Spazio Thetis, l'evento Joseph Beuys. Difesa tranno attivare la comunicazione interdiscipli- sità, i massmedia.
della Natura.The Living Sculpture. Kassel 1977- nare: problematiche economiche, umanitarie, Video in ciclo continuo e conferenze temati-
Venezia 2007. Il progetto, ideato e curato da ambientali, creative e culturali in tutti i campi, che saranno le modalità di espressione dell’e-
Lucrezia De Domizio Durini, intende ripro- dal sistema pedagogico alle ricerche scientifi- vento, non solo per artisti post beuysiani e as-
porre a Venezia, a trent'anni di distanza e con che, dalle problematiche mondiali della povertà sociazioni, ma anche per chi intende sponso-
gli sviluppi attuali, gli argomenti culturali, am- al degrado ambientale, dalle realtà politiche al- rizzare il progetto.
bientali, sociali, economici, umanitari e politici le situazioni economiche, dalle posizioni religiose
discussi e analizzati da Beuys per 100 giorni a al dibattito multietnico, dal problema delle ac- Sarà inoltre presentata un’importante colle-
Documenta 6 a Kassel. que all’inquinamento, dalla moda alla cucina. zione Archivio di Luigi Bonotto: video proie-
100 giorni in cui come allora, durante la pre- Mi avvarrò inoltre di prestigiosi personaggi del- zione di tutti i Poster del Maestro tedesco dal
sentazione della Free International University, la cultura che negli anni hanno studiato profon- 1956 al 1986, una preziosa raccolta in cui il lin-
in discussioni aperte saranno coinvolti: econo- damente, seguito e proposto il pensiero beuy- guaggio delle immagini decodifica la comuni-
misti, intellettuali, avvocati, educatori, scienzia- siano». cazione del messaggio beuysiano.
ti, stilisti, filosofi, artisti, studenti, musicisti, fon-
dazioni umanitarie, religiose e ambientali con Sono coinvolti nel progetto: Una preziosa pubblicazione dal titolo omoni-
lo scopo primario di discutere le varie possi- - le Associazioni Umanitarie italiane ed estere, mo a quello dell’evento, edito dalla Silvana Edi-
bilità di un miglioramento della vita umana. le Associazioni Ambientaliste e Agrarie, le As- toriale (MI), sarà realizzata nelle due lingue ita-
Una Plastica Sociale, la famosa Living Sculpture, sociazioni per la protezione delle acque e de- liano e inglese. Oltre a Lucrezia De Domizio
il più grande capolavoro artistico umanitario gli animali, le Associazioni che promuovono Durini, parteciperanno gli intellettuali che han-
del XX secolo di Joseph Beuys, uno tra i più progetti di beneficenza per aiuti umanitari, le no collaborato culturalmente e scientificamente
emblematici e significativi personaggi della sto- Fondazioni religiose.Tra le invitate:Amnesty In- negli anni del Post Beuys.
ria dell’arte mondiale del secondo dopoguer- ternational, Banco Alimentare, Caritas Italia,
ra. La Living Sculpture è, nella filosofia beuysia- Croce Rossa Italiana, Emergency, FAI, FAO, For- Ogni intervento e tutti gli allestimenti verranno
na, che si basa sulla protezione dell’ambiente planet, Greenpeace, Legambiente, Medici Sen- fotografati, registrati e video filmati da esperti
e dell’uomo che in esso vive, la solidale e libe- za Frontiere, Terres des Hommes, UNHCR, per produrre documenti che saranno in segui-
ra collaborazione e comunicazione tra uomi- Unicef,WWF Italia. to pubblicati, nella lingua italiana e inglese, per
ni di differenti culture, origini, religioni, stati so- Avranno un proprio spazio allestito per pro- un'analisi comparata dei due periodi storici
ciali, economici e politici. muovere le loro attività e un'area comune per 1977-2007:un documento-appello al mondo per
poter esporre il proprio operato in discussio- un tentativo di rinascita culturale e sociale.
«Ho collaborato in linea diretta con Joseph Beuys ni pubbliche organizzate.
negli ultimi 15 anni della sua vita nella famosa - intellettuali, operatori culturali, gallerie, musei, Direttore culturale: Prof. Antonio d’Avossa
Operazione Difesa della Natura — ha dichia- giornalisti, scrittori, collezionisti, artisti che han- Coordinamento:Arch. Antonietta Grandesso
rato Lucrezia De Domizio Durini — L'evento no partecipato all’espansione del pensiero Collaboratori scientifici: Prof. Massimo Donà
progettato per Venezia è un nuovo capitolo di beuysiano con qualsiasi mezzo dal 1986 al 2007 Prof. Vitantonio Russo, Dr. Pierparide Tedeschi
questo itinerario e sarà, durante i 100 giorni di del Post Beuys.
Conferenza Permanente previsti, una grande ope- Sono invitati ad intervenire con proiezioni vi- Presidente dell’Evento: Ing. Antonio Paruzzolo
ra metaforica finalizzata a rappresentare in mo- deo e con il loro prezioso contributo di verità

CAROSELLO ITALIANO
Rassegna itinerante
di Arte Contemporanea
a cura di Gabriella Brembati

Palazzo Boglietti, Biella


giugno/agosto 2007
Antica Pretura di Castel Arquato (Pc)
ottobre/novembre 2007
Prossima mostra in Galleria Scoglio di Quarto
via Ascanio Sforza, 3 - 20136 Milano
giovedì12 aprile
PAOLO BARRILE
“SCRITTI DI CRONACA”
a cura di Claudio Rizzi - catalogo in galleria Paolo Barrile, 2003, Was...to

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Segrete MARZO 2007 05-04-2007 15:35 Pagina 23

Quando il legno
ARON DEMETZ ha un’anima
tima lettera a chi rimarrà,
continuando a ricevere testi-
monianze di nascite, matri-
moni, insomma dell’anonimo
sapevole di un sacrificio fluire del tempo, come de-
imminente, di un rito da triti che si accumulano a
consumarsi secondo i ca- soffocare un urlo, quello che
noni di una scontata li- le figure del Nostro sembra-
turgia.Si avvertiva un sen- no suggerire a destarci dal
so profondo di antimo- nostro torpore. Ma ecco
numentalità della scultu- scorgere tra le altre immagi- Maren, 2005
ra, di abbandono di re- ni Bianco e Nero, la statuaria
torica celebrativa per of- figura di una donna dal volto candido che si vivente che annovera innumerevoli perso-
ficiare invece una con- stacca da un abito nero e avvolgente le cui naggi, ciascuno un piccolo Cristo, inteso nel
suetudine affettiva, la nar- braccia si stringono conserte in un gesto di sfi- senso ebraico originario di unto, prescelto per
razione di un quotidiano da, una dark lady uscita dal buio della rasse- la testimonianza di un passaggio, del nostro
confronto, preventiva su- gnazione per comunicarci il coraggio di un ri- calvario di affetti e sogni, la ciclicità di una esi-
tura di una ferita ancora scatto, additarci una via di orgogliosa reazione: stenza che ha la stupefacente continuità di un
non aperta. Nelle suc- non è l’atteggiamento mortificato de Il colle- rosone gotico, simbolo di ininterrotto rinno-
cessive opere che ebbi zionapeccati, figura frastornata di un prete pie- vo. È così che ogni volta che lascio Selva os-
modo di ammirare risul- gato dal peso di una noiosa catalogazione del- servo commosso le sagome ammassate dei
tava evidente l’isolamen- le umane debolezze, preciso quanto inutile si- larici, autentica selva di una umanità tumul-
to quasi metafisico dei smografo di una cronica inattività, è al contra- tuosa e in continuo affanno e dentro ognu-
personaggi, un’immobi- rio la vitalità di chi ci invita alla trasgressione di no di essi riconosco una statua di Demetz,
lità pensosa che li chiu- una spenta staticità emotiva. una presenza di vita e di purificazione… pro-
deva in un guscio di vir- Riscopro così lo spirito di queste valli stu- prio come le recenti magiche creature di
ginale incomunicabilità: pende, lo slancio composto di queste figure Aron, levigate da una luce che sembra an-
altra particolarità è pro- che si protendono con una spiritualità degna nunciarne la terrena beatificazione e il pre-
Ogni anno trascorro le mie ferie a Selva di Val Iniziazione, 2003 prio la giovane età dei delle Madonne lignee umbre e toscane del miato riscatto…
Gardena e in ciascuna occasione scopro in que- protagonisti, adolescenti che sembrano ascol- Quattrocento, ne portano una sorta di fran-
sta terra una spiritualità e modernità di senti- tare l’eco del proprio futuro, temendone il di- cescane stimmate: sono statue di un presepe Metamorfosi, 2006 Aldo Benedetti
re che mi allontanano dal clichè stereotipato sagio e l’inconsistenza. Non siamo di fronte al-
del paese dei canederli, delle sfilate in costu- le artificiose pose della scultura classica, al ten-
me, dei mondani rifugi di presunti vip, delle sta- tativo di riscattare la fragilità umana ricompo-
tuette in legno da esibire come souvenir di viag- nendone i frammenti dispersi, cementando la
gio, testimoni di presenza in luoghi di tenden- certezza di una grandezza: Il pensatore di Ro-
za.Tutto accadde quando mi trovai per caso din mostra tutta la sua nudità, non è simbolo
di fronte alla vecchia stazione dei Carabinieri, di romantica esaltazione, diventa umile ripen-
divenuta casa-atelier di Aron Demetz (Vipite- satore del suo ruolo, messaggero di un futuro
no, 1972): nel vecchio ingresso era stata rica- di reiterata disgregazione. Così i protagonisti
vata una vetrina espositiva delle opere dell’ar- sono persone comuni, che fanno parte del
tista e all’interno era ambientata una insolita mondo quotidiano di Demetz, i cui occhi si ve-
cerimonia di carattere quasi surreale. Quattro dono già vecchi, accecati dal lampo breve e in-
sculture lignee di giovinette a grandezza natu- consistente della vita: è come se si specchias-
rale sorreggevano un basamento in legno su sero nelle opere di un altro grande artista con-
cui appoggiava una piccola statua, sempre in temporaneo,Andrea Martinelli di Prato, come
legno, di un’altra fanciulla: era quasi una pro- se accarezzassero con mano le rughe dei suoi
cessione, ma improntata ad un gusto laico, una anziani, solchi di una insostenibile corrosione
sorta di iniziazione alla vita, con gli sguardi del- del tempo, e ne avvertissero l’incombente so-
le ragazze assorti nel vuoto, fissi verso un oriz- litudine, simile a quella della Eleanor Rigby del-
zonte incerto e lontano. Sembrava la materia- la famosa canzone dei Beatles, dove la prota-
lizzazione di un quadro di Casorati, lo stesso gonista passa il proprio tempo a raccogliere il
mistero silenzioso, la medesima sorprendente riso dei matrimoni celebrati in chiesa, aspet-
linearità prospettica in cui il protagonista ri- tando invano il suo, fino al giorno della mor-
mane imprigionato in una specie di rete esi- te, quando nessuno verrà ad assistere alla sua
Muse di ieri
stenziale a cui sa di non potersi sottrarre: men-
tre però nel pittore novarese i personaggi so-
no rassegnati, consci e partecipi di un proces-
so di impotente e geometrica assuefazione ad
sepoltura. È curiosa questa circostanza, l’ansia
dell’adolescente che rifiuta la serenità dell’an-
ziano e si interroga sul significato di un per-
corso sofferente che conduce all’impietosa
GIANLUCA CHIODI e di oggi
un enigmatico e insondabile destino, nello scul- contaminazione degli anni. Così Divano è la fi- Pittura, fotografia, cinema. Muse di ieri e di og-
tore gardenese prevale un senso di inquieta gura di una bimba che affonda in una poltro- gi riunite insieme in opere che, nella realtà, su-
tragicità, costretta in una immobilità che ricor- na in cui in realtà sembra sprofondare e da cui perano i limiti dei singoli linguaggi per diven-
da le scenografie di un Piero della Francesca non tocca i piedi a terra, come ancora delica- tare qualcosa di concettualmente nuovo ed
e il misurato orgoglio plastico delle figure giot- tamente avvolta nella sua innocenza e sospe- inedito. Così è possibile che Caravaggio e Rem-
tesche. Ritrovai su quei volti acerbi la forza sa dalla vita: non sembra guardare un’ipoteti- brandt si ritrovino accostati a Witkin, Map-
espressiva de La piccola ballerina di 14 anni di ca televisione di fronte a lei, ma cercare un ca- plethorpe o Serrano, tutti ammiccanti ad Al-
Degas, vi lessi lo stesso spirito di sfida già con- nale di vita, scorrere la sequenza di immagini modovar e, soprattutto, Greenaway, quasi a vo-
che definirà la sua esistenza, cancellandone ler significare che c’è un ordine possibile nel
Bianco nero, 2005
un’assurda programmazione. La stessa delica- caos che regna sovrano sotto i cieli del mon-
ta esitazione si nota in Maren (Ciao zio Willy), do dell’arte d’oggi. È questa l’impresa che ten-
dove una dubbiosa fanciulla sta per varcare le ta, con risultati insieme affascinanti e sorpren-
soglie della maturità e un timore virginale le fa denti, Gianluca Chiodi. Che, infatti, per auto-ri-
coprire con le mani congiunte il grembo di trarsi ricorre nuovamente alla straordinaria in-
quella vita di cui si sente strumento inconsa- venzione del Merisi, inondandoci di magia e
pevole e involontario di trasmissione: è l’avve- ambiguità, gli stessi che da quattro secoli ren- Caduta libera di G. Chiodi, 2006
nuta iniziazione ad un protagonismo incerto e dono il Caravaggio un irresistibile mistero. Un
forzato. La stessa paura di affrontare la verità, autoritratto che è insieme un omaggio all’an- digitale e del virtuale può così accadere che
di infrangere un sogno che si teme di mate- tico maestro e un manifesto programmatico un fotografo si pieghi davanti all’onnipotente
rializzare, si legge in Altrimenti ti bacio, dove delle proprie scelte artistiche. Nell’epoca del potere evocativo della pittura (encausto per
un’altra adolescente trattiene tra le sue mani la precisione), nascondendo la verità oggetti-
un rospo pronto a trasformarsi, a violentare la va della macchina dietro il mistero fascinoso e
sua innocente purezza, minacciandolo di do- mai uguale a se stesso dell’unico linguaggio
nargli sembianze umane baciandolo, proprio umano in grado di rappresentare l’invisibile. Ed
come nella favola. D’altro canto una stupenda il Barocco trionfa ancora sovrano, prova evi-
immagine di realismo affettivo si ha ne Il ricor- dente di una modernità mai tramontata, di un
do della madre dove un fanciullo piega il capo modo di rappresentare lo spirito del proprio
a fissare quell’ombelico che era un legame di tempo cogliendone, con ironia estrema, le con-
vita e ora è denuncia di una lacerazione, di una traddizioni e le nevrosi.
desolante solitudine che sembra l’unica ere-
dità di un’amara riflessione. Simbolo di questa Gerolamo, particolare, 2005 Alberto Agazzani
corrosione di identità è Perché oggi non arriva
la posta?, immagine allucinata di un postino che
nella mano stringe una pistola con cui sta per SpazioBoccainGalleria
porre termine ai suoi giorni, quasi un messag- Giovedì 19 Aprile - ore 18,30
gio alternativo che vuole consegnare come ul-
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Segrete MARZO 2007 05-04-2007 15:26 Pagina 22

All’alba, 1997

ROSALINDA Forse perché è troppo facile innamorarsi del-


la sua anima. Forse perché di lei è già stato
scritto molto. Per via dei suoi genitori, vere ce-
lebrità. Ma soprattutto per le sue magiche in-
XX secolo. L’eco dei ritratti di Emil
Nolde, Otto Dix, Paula Modersohn-
Becker, Gabriel Münter, Alex von
Jawlensky o Max Beckmann. Le
terpretazioni cinematografiche. La conosco da esplosioni carnali di Egon Schiele o
due anni appena. Eppure con lei ho quella fa- le spigolose sintesi urbane e pae-
miliarità intellettuale tipica di chi ama vera- saggistiche di Heinrich Campen-
mente l’arte e la cultura. Una vicinanza asso- donk. Ma anche le rotanti pennella-
luta. Che ti permette di pensare che la cono- te coloratissime di Edvard Munch.
sci da sempre e per sempre. Rosalinda ha una Le luci radenti di Max Liebermann.
passione sfrenata per l’arte. Si nutre di cultu- I colori vivaci nella drammatica sin-
ra, vive e sogna continuamente accanto alle tesi di Franz Marc. I macabri disegni
opere dei suoi migliori amici: scrittori, poeti, di Alfred Kubin. Gli interni stilizzati
pittori, registi. Ha un’anima romanticissima con e decomposti di August Macke. Sino alle pa- se perché finalmente si è decisa a rendere pub-
un buco grande quanto tutto il Novecento. Il stose e magistrali stesure del bielorusso Chaïm bliche le sue ricerche. Credo che sia un do-
suo dolore non è mai contro gli altri. La sua Soutine. Nomi per la maggior parte presso- vere e non solo per lei. Rosalinda ha un gran-
vertigine è elicoidale. La avvolge continua- ché sconosciuti al grande pubblico, specie quel- de sguardo unito a grandi qualità percettive.
mente. Ovunque vada. Qualsiasi cosa dica o lo italiano più avvezzo alle glorie che alla sto- La sua vera strada è l’arte. Il suo vero amore
faccia. Io credo che Ray — come mi accade ria dell’arte. Provate a cercare immagini di ope- è l’arte. Ben altra cosa rispetto alla fama e al-
di chiamarla — sia una persona di una reli- re degli autori che vi ho citato. E subito dopo lo star-system. Questo amore Rosalinda lo de-
giosità assoluta. E come i mistici appare estra- guardate i quadri della Celentano. I suoi pic- ve solo ed esclusivamente a se stessa. Come
nea a tutti i codici e le comuni interpretazio- coli sofferti ritratti. La crocefissione appesa al- scriveva Shakeaspere: «Coloro che hanno le stel-
ni. Delle mie lunghe passeggiate e le ore pas- le torri metropolitane (dipinta per altro pri- le favorevoli / si vantino pure di pubblici onori e
sate con lei voglio qui ricordare soltanto la sua ma del 2001). Le ombre fugaci delle figure ap- di magnifici titoli, / mentre io, cui la fortuna ne-
visionaria e addolorata passione per il Cristo pese agli sfondi vibranti di rosso. O il caledi- ga un simile trionfo, / gioisco, non visto, di ciò che
crocefisso. Le ho promesso di portarla a Col- scopico e grande autoritratto. Una vera e pro- più onoro. / I favoriti dei grandi principi schiudo-
mar, nel museo di Unterlinden. Davanti a quel- pria magnetica rappresentazione della rabbia, no i loro bei petali / come la calendula sotto l'oc-
Autoritratto, 2005 l’immensa e folle rappresentazione di Mathias della paura, dello sconcerto. Dell’anima. Sof- chio del sole, / e in loro stessi il loro orgoglio gia-
Da un anno a questa parte quando presento Grunewald che purtroppo pochi conoscono. fermatevi a gustare gli accostamenti multipli e ce sepolto, / poiché, a un cipiglio, essi nella loro
un artista contemporaneo utilizzo in preva- Un’esplosione scenica senza precedenti, con cromatici dell’occhio sinistro. Per sentire il pia- gloria muoiono. / Il provato guerriero, famoso per
lenza un linguaggio narrativo. L’analisi critica le carni lacerate e contorte. Minuziosamente cere dello sguardo che osserva uno sguardo. le sue gesta, / sconfitto che sia una volta pur do-
sull’opera prende spunto da un ritratto. L’eco dipinte fin nelle più piccole schegge. Le vere O le pennellate blu sullo sfondo che risaltano po mille vittorie, / è radiato per sempre dal libro
di storie e racconti vissuti in prima persona. radici della pittura di Rosalinda Celentano so- sugli altri colori dando l’effetto di un caleido- dell'onore, / e dimenticato è tutto ciò per cui si
Ricordi dei dialoghi in presa diretta. Luci, con- no il dolore e l’infinito. Il tormento e l’estasi. scopio fermato nell’istante infinito. Rosalinda era impegnato. / Allora felice io, che amo e sono
trasti e fisionomie dei loro volti. Parto da lì per Per queste semplicissime e radicali ragioni la ha sempre amato non solo dipingere ma an- riamato / da chi non posso lasciare, né essere
approdare a esaminare il gesto pittorico, la ste- sua pittura è a mio avviso un’appendice del- che lavorare su reperti fotografici. Gli ultimi lasciato».
sura dei colori e dei volumi nei loro quadri. l’espressionismo tedesco. Il primo, quello ve- suoi lavori sono ancora più limpidi e cristalli-
Di Rosalinda Celentano non saprei che dire. ro, nato e sviluppatosi nei primi decenni del ni, strutturalmente più coscienti e liberi. For- Paolo Manazza

Tra l’archetipo
GRAZIA LAVIA Virginia era bella OCTAVIA MONACO e il mito
Per le misteriose per sempre le pareti di un passato che sono Se è vero, secondo quanto afferma
leggi della sorte, ora il presente, liquido, brillante fondale di te- Amleto nell’omonimo dramma di
si arriva tardi, sori sommersi, cui l’arte di Grazia Lavia dona Shakespeare che il pittore deve reg-
spesso troppo vita con ogni sua opera. Ma chi sono le sue Vir- gere lo specchio alla Natura, nel
tardi, ad afferrare ginie? Virginia Woolf rimane nei silenti e rivolu- Novecento, gli artisti hanno deciso,
il motivo, il tra- zionari retroterra di donne che, dall’inizio del come Alice, di andare al di là di quel-
sparente ma in- secolo scorso, e ancor prima di lei, furono co- l’illusoria superficie speculare, per
gombrante per- ralmente risvegliate dall’intimo,disperato e com- trovare dei nuovi paesaggi e delle
ché, che ha risie- battivo appello ad una libertà intellettuale, da nuove forme, magari invisibili e di
duto per un lun- sempre negata al sesso femminile, e leggerla, ambigua percezione, da rendere pa-
go tratto di stra- equivale ad essere assorbite in una voragine lesi al mondo. Alcuni di questi arti-
da, se non per mentale da cui è quasi impossibile non uscirne sti avventurosi, hanno proposto di
una vita intera, al- stregate. Il moto ondoso, trasparente e vibran- risalire all’alba della pittura, a quella
l’origine del no- te di tensioni ora scure, ora chiare, che avvol- macchia di colore elementare che
stro essere al gono la sua scrittura in una magica nebulosa di ha dato l’innesco a tutta la peripe-
mondo in quella impercettibili e luminosi coriandoli emotivi, ha zia estetica del rappresentare, altri
precisa manie- trascinato con sé il sempre più definito per- hanno portato alla luce la geome-
ra… non un pas- corso artistico-di vita di Lavia, scrosciando nel- tria segreta delle cose, altri ancora,
so in avanti, non le sue intense elaborazioni fotografiche,in strug- ed è una tendenza che, obsoleta, è
uno indietro. E genti installazioni, e in una poesia visiva in cui ritornata attuale sotto la generica
Virginia ed io, 2006
per chi o che co- affiorano in superficie i riflessi abbaglianti di definizione di post moderno, han-
sa ci abbia guidati in questa solitaria danza di quell’instancabile marea. Orlando, Mrs. Dalloway, no optato per la figura o il paesag- La primavera, 2006
passi, a volte nemmeno un grazie; se va bene la signora Ramsey, i ritratti di Virginia e i semi gio, riconoscibili, sì, ma sempre attraverso la la gran madre mediterranea, per esempio e
qualche sonante arrivederci. Grazia Lavia, per ta- della sua follia, si mescolano nei ricordi in bian- lente di una rivisitazione onirica, spesso spae- che, d’altro lato, si configurano come metafo-
lento e per destino, ha incrociato in tempo i co e nero di Lavia, della sua famiglia, fino a una sata e bizzarra. Octavia Monaco è un’illustra- re: la primavera è una donna con una chioma
personaggi che con gesto invisibile, hanno scrit- morbida stretta di mano fra l’artista, bambina, trice che è giunta alla pittura attraverso una d’albero fiorito. Octavia Monaco passa così dal-
to a due, quattro, sei mani, le pagine della sua e un’altra, sino ad ora non focalizzata,Virginia: sorta di sublimazione estetica, di intensifica- la favola al mito, e dal mito all’archetipo, con
storia. E una volta trovato il segno, le è bastato la nonna Gina, ora riscoperta come inconsa- zione empatica, offrendoci un universo fatato una bravura pittorica che riecheggia, come ci-
sfogliarle, in silenzio e col respiro sospeso, fino pevole maestra di danza, fatalmente sovrappo- sospeso nell’equinozio delle metamorfosi, do- tazione e rivisitazione, certe immagini svagate
a che le parole si trasformassero in immagini, i sta alle dita che con la loro scrittura, hanno ac- ve i vegetali, gli animali, e gli esseri umani, dive- e leggere dell’Art Nouveau, se non addirittu-
pensieri si fluidifi- compagnato Grazia Lavia all’incontro con la sua nuti alberi sapienti e vibranti libellule, mettono ra dei preraffaelliti. Le sue opere presentano
Vestito di Virginia, 2006
cassero in coscien- arte: ed ecco le sue due Virginie. Presenze che in discussione la loro identità visiva, mutando- uno sfondo simile a un affresco parietale pro-
za e le voci delle si sdoppiano nel loro inconscio, nel negativo, si in altri da sé, in una confusione ontologica, vato dal tempo e dalle intemperie, superfici sa-
sue Virginie, come nella Medusa che soggiace in ognuno di noi; nei che sfuma, da un lato, in quegli archetipi di sa- pientemente materiche, che suggeriscono qual-
giunte alla comu- personaggi che volano nei secoli sui fili sottili di pore vagamente junghiano, di Demetra o del- cosa di remoto, di archeologico, come il re-
ne foce dei loro un romanzo e sulle correnti che soffiano pa- perto che un pittore del nostro tempo ha in-
fiumi, sciogliesse- role, infrangendosi a volte, in rumorosi schian- travisto sul muro di una chiesa arcaica, o di un
ro le onde di sto- ti di luce, su specchi e vestiti. I vestiti immaginari tempio pagano, e che lei riporta alla luce con
rie e generazioni dell’artista raccolgono queste memorie in lun- tutta la visionaria densità di un restauro vir-
nel mare di un’i- ghe stoffe sospese, in quello spazio di immagi- tuale, inventato di sana pianta. Una pittrice che
dentità scoperta, ne, all’altezza del vento, che filtra silenzioso il ci conduce per mano in quella foresta di sim-
proprio a partire passaggio del tempo. boli di cui parlava Baudelaire, in quell’eterno
da loro.A finestre Grazia Lavia ha recentemente dedicato una presente che vive, universo parallelo e ineffa-
ormai spalancate mostra personale alla sua ricerca sulla Woolf, bile, in ciascuno di noi.
su quell’oceano di presso la Galleria Satura di Genova lo scorso
ricordi, rimandi e giugno.A ottobre è stata ospite della rassegna L’estate, 2006 Giorgio Celli
segrete concor- Virginia Woolf: una stanza tutta per te…, all’in-
danze, è bastato terno degli eventi della Settimana Letteraria nel
un unico, sottile e Castello di Vigevano. SpazioBoccainGalleria
rivelatore raggio Mercoledì 4 Aprile - ore 18,30
di luce, a solcare Viola Lilith Russi
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Segrete MARZO 2007 5-04-2007 18:51 Pagina 21