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FALCONE VENTI ANNI DOPO

Capaci, il terremoto che cambi il corso della politica italiana


Le conseguenze della morte di Giovanni Falcone, osteggiato in vita ed osannato da morto
di GIOVANNI BIANCONI

Giovanni Falcone

PALERMO - Insieme allo scoppio ci fu il terremoto. Lepicentro era l, allo svincolo autostradale per Capaci dove alle 17,58 del 23 maggio 1992 si apr il cratere che inghiott Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta, ma gli effetti arrivarono fino a Roma. Nei palazzi del potere. E proseguirono con la strage che due mesi dopo dilani Paolo Borsellino e cinque agenti che avrebbero dovuto sorvegliare sulla sua sicurezza: la scossa di assestamento. Ventanni fa la mafia ha ucciso Falcone, ma ha pure cambiato il corso della politica italiana. A cominciare dallelezione del nuovo presidente della Repubblica avvenuta quarantotto ore dopo leccidio, e senza lesplosione chiss quanto si sarebbe andati avanti e con quali risultati. Le conseguenze del terremoto, quasi uno tsunami, si trascinano ancora oggi con le polemiche sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia avviata tra una bomba e laltra, e con indagini che anzich chiarire i punti oscuri sembrano indicare ogni volta nuovi buchi neri. Gli esecutori materiali della strage sono stati in gran parte individuati, manca ancora qualche frammento che i magistrati stanno tentando di colmare dopo le ultime dichiarazioni di due nuovi pentiti, e cos i mandanti di Cosa nostra.
Capaci, il luogo della strage

EFFETTI DEL TERREMOTO - A differenza di quello di via DAmelio, dove i depistaggi della prima ora hanno intorbidito le acque e ancora molti aspetti restano misteriosi, quello di Capaci un attentato quasi limpido. Organizzato per regolare i conti tra lorganizzazione criminale forse in quel momento pi potente al mondo e il magistrato che pi di tutti laveva compresa e combattuta, ottenendo risultati giudiziari mai raggiunti prima. Questo sicuro, ma forse c dellaltro. Perch un regolamento di conti si poteva realizzare facendo molto meno scruscio, come dicono in Sicilia, meno rumore, e con conseguenze meno negative per la mafia. Per non parlare di via DAmelio. Invece i boss hanno deciso di agire in quel modo, pagando un

prezzo molto alto: per questo si pu sospettare che oltre alla mafia ci sia stato altro dietro le stragi. Se cos fosse, ci si pu solo augurare che si scopra. Non sar facile, nella patria dei tanti misteri politico-criminali. Laltro dato certo che con il terremoto si realizz un tragico paradosso: la bomba tolse dalla circolazione Giovanni Falcone, ma insieme gli consent di recuperare il rispetto di un Paese che fino a quel momento glielaveva negato. Mostrando nei suoi confronti diffidenza, sfiducia e perfino ostilit. AMARE STRANEZZE - Nel ventesimo anniversario di quel terremoto, sar bene tenere a mente questa amara stranezza. Prima di essere assassinato in un modo che ha fatto capire al mondo intero chi fosse, Giovanni Falcone ha subito molte sconfitte. Troppe. Cominciate subito dopo la sentenza di primo grado al maxi-processo che lui e Borsellino avevano messo in piedi con grande sapienza, scrivendo lordinanza di rinvio a giudizio chiusi nel supercarcere abbandonato dellAsinara perch nella Palermo dove i poliziotti antimafia venivano ammazzati come mosche non era possibile garantire la loro sicurezza. Mentre la corte dassise infliggeva ergastoli e migliaia di anni di carcere agli imputati portati alla sbarra da Falcone, il Consiglio superiore della magistratura decideva che al posto di capo dellufficio istruzione non doveva andare lui ma un altro magistrato, che di mafia sapeva poco o niente. E quando dovette nominare lAlto commissario antimafia il governo non fu da meno, guardandosi bene dallindicare Falcone. Il quale a Palermo, con il nuovo capo, non era pi in grado di lavorare: diede persino le dimissioni dallincarico con una lettera in cui spiegava di non poter sopportare lidea di essere additato come un privilegiato; perch ci, incredibilmente, si dice adesso a proposito di titolari di indagini in tema di mafia, fu costretto a scrivere al Consiglio superiore della magistratura nellestate del 1988, una delle tante estati dei veleni palermitane. Decise allora di candidarsi proprio al Csm, per contribuire allautogoverno della categoria, ma perse anche l: i suoi colleghi non lo elessero.
L'ex ministro della giustizia Claudio Martelli e Giovanni Falcone

MENTI RAFFINATISSIME - Aveva gi subito un attentato nel 1989, quello fallito sugli scogli della villa allAddaura, che lui ascrisse a menti raffinatissime, mafiose o meno che fossero; molti dubitarono dellautenticit di quel progetto, e la repentina nomina a procuratore aggiunto di Palermo fu quasi un collettivo lavaggio delle coscienze. Ma quando da quellufficio contribu alla chiusura di uninchiesta che non soddisfaceva le aspettative di alcuni politici, fu accusato di tenere le prove chiuse nei cassetti; trovandosi ancora una volta davanti al Csm come imputato, per difendere la correttezza del suo lavoro. La scelta di trasferirsi a Roma, al ministero della Giustizia per guidare lufficio Affari penali fu dettata da questa situazione, e la creazione della Procura nazionale antimafia insieme alle Procure distrettuali doveva essere la soluzione per

evitare che in futuro altri magistrati si trovassero nelle sue stesse condizioni. Anche quel progetto fu accompagnato da uninfinit di polemiche sul giudice che sera costruito un ufficio a sua misura, per guadagnare posizioni di potere. CELEBRATO DA MORTO - Con questa giustificazione il Csm si apprestava a indicare un magistrato diverso da lui per guidare la Superprocura, decretandone lennesima bocciatura. Sono stati necessari cinquecento chili di tritolo sotto un pezzo di autostrada per far cessare gli attacchi contro Giovanni Falcone. E bene non dimenticarlo, nelle commemorazioni che giustamente illustreranno i successi del giudice antimafia per eccellenza, e ne tesseranno le lodi. Perch vero che beato quel Paese che non ha bisogno di eroi, ma ancora pi beato sarebbe quel Paese che non ha bisogno di eroi celebrati solo dopo la morte, mentre in vita erano disconosciuti e osteggiati.
5 maggio 2012 (modifica il 15 maggio 2012)