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La vita da cani di uno schizofrenico

Il diario di un pazzo di Gogol


di Carla Solivetti Due idee fisse non possono esistere insieme nella natura morale, cos come due corpi non possono nel mondo fisico occupare lo stesso posto.1 Cos Pukin nella Donna di Picche giustifica la futura pazzia di Hermann, il protagonista. La stessa motivazione applicabile ad Aksentij Ivanovi Popriin, il quarantenne consigliere titolare2 protagonista del Diario di un pazzo pubblicato nel 1835 in Arabeschi.3 Unico racconto di Gogol in prima persona e considerato quasi una cronologia della perdita di senno di un modesto burocrate, il Diario (spesso tradotto con Memorie di un pazzo4), registra il dialogo interiore dellimpiegato mettendone in scena la misera esistenza, la desolante solitudine, il rapporto conflittuale con lambiente e le frustrate aspirazioni a un grado gerarchicamente superiore che gli permetterebbe di conquistare Sophie, figlia del direttore generale e oggetto del suo segreto amore. In un casuale incontro in strada con la fanciulla, Popriin apprende dalla conversazione della cagnetta di lei, Maggie, con unamica a quattro zampe, Fidle, che le due bestiole intrattengono una corrispondenza epistolare. Desideroso di avere notizie sullamata e
Il testo costituisce la prima parte di un saggio in corso di stesura in collaborazione con Olga Revzina. 1 A. S. Pukin, La donna di picche in Tutte le opere di Aleksandr S. Pukin in tre voll., vol. I, Opere in prosa, Milano 1986, Mursia, p. 299. Secondo la Tabella dei ranghi, istituita nel 1722 da Pietro il Grande per classificare i funzionari del servizio civile e di quello militare, il grado (in) pi basso (XIV) attribuito al registratore di collegio corrispondente al grado militare di portinsegna mentre al vertice (I) troviamo il generalissimo-cancelliere (o, nell'esercito, il feldmaresciallo). Il consigliere titolare (IX) si trova in una posizione intermedia, ma pi vicina alla base. Cfr. N. Gogol', Opere, in 2 voll., Milano, 1944, Mondadori, vol. I, Tabella dei ranghi, pp. CXXXVII-CXXXVIII. Scritto tra il 1833-34, appare nel 1935 nella eterogenea raccolta che riunisce saggi e scritti (sulla storia, la geografia, larte e la letteratura) e tre racconti: La prospettiva Nevskij, Il ritratto e, appunto Il diario di un pazzo, spesso tradotto in italiano come Le memorie di un pazzo. Per unampia e dettagliata presentazione della personalit e dellopera gogoliana, cfr. A. dAmelia, Introduzione a Gogol, Roma-Bari 1995, Laterza.
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Cfr. per esempio ledizione Mondadori, N.V. Gogol, Opere, cit., v. I, pp. 800-828.

sulla vita dei signori, il consigliere titolare sottrae a Fidle le lettere di Maggie e dalla loro lettura viene a conoscenza delle prossime nozze della giovane e del disprezzo che questa e il suo altolocato padre nutrono nei suoi confronti. Il poveretto finisce per impazzire, si convince di essere il re di Spagna e di trovarsi a corte quando, invece, internato in manicomio. A differenza dei racconti romantici sulla follia, incentrati sul genioartista5, dilaniato dal contrasto tra lideale e la prosaica realt nella quale costretto a vivere, Gogol6 come gi in precedenza Pukin7 sceglie per protagonista il piccolo impiegato, introverso, alienato, ripiegato su se stesso, prototipo del Sosia dostoevskiano. La follia di Popriin di solito ascritta al conflitto interiore tra la sua effettiva nullit e leccessiva ambizione, tema ricorrente nei racconti di quegli anni e in scritti apparsi sui periodici degli anni Venti del XIX secolo8. Considerata la difficile e contraddittoria personalit dellautore e lefficacia espositiva delle varie fasi dellimpazzimento, la critica ha di solito letto Il Diario in termini psicanalitici e autobiografici9, pur
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Nella Russia del tempo, incarnazione del genio-artista diventa il poeta melancholicus Torquato Tasso la cui tormentata parabola esistenziale costituisce il soggetto di alcune opere del tempo.. Il tema della pazzia, gi presente nelle Veglie della fattoria presso Dikanka di solito come perdita momentanea della ragione per amore o per aver accettato un patto con il demonio, esploder nei Racconti di Pietroburgo come risultato della mercificazione dellarte nel Ritratto, come incapacit di superare la delusione tra lapparenza e la realt nella Prospettiva Nevskij. Cfr. p.e. Il Cavaliere di Bronzo, incentrato sullinfelicit di un povero impiegato che perde la fidanzata durante uninondazione di Pietroburgo e la sua ribellione contro il potere, rappresentato dalla Statua di Pietro I, responsabile di aver creato Pietroburgo in un luogo impervio sfidando la natura. Nella Donna di di picche, invece, Herman un ufficiale russo di origine tedesca, che, irretito dal miraggio della ricchezza, giocher a carte solo quando avr la certezza di vincere. Suggestionato dal sogno di una vecchia contessa defunta che gli rivela il segreto per vincere al gioco, perder tutto e impazzir, ossessionato dalla dama di picche che, uscita al posto dellasso, assume ai suoi occhi il volto beffardo della vecchia. Cfr. V.V. Gippius, Gogol, Providence 1971, pp. 90-93; Cfr. anche O.G. Dilaktorskaja, Chudoestvennyj mir peterburgskich povestej, in N. Gogol, Peterburgskie povesti, SPb, 1995 e, in italiano S. Garzonio, N.V. Gogol. Le memorie di un pazzo, in Poetica della follia ( a cura di A. Carotenuto), Rivista di psicologia analitica, 1984, n. 30, pp. 32-33 e nello stesso volume M. Pignatelli, Umiliazione sociale e malattia, pp. 37-45cit; e G. Strano, Gogol. Ironia. Polemica. Parodia (1830-186), Soveria Mannelli 2004, Rubbettino Editore, pp. 142-158. Non possiamo qui dilungarci sulle differenti interpretazioni, prese tuttavia in considerazione nella stesura del nostro testo. Ci limitiamo a citare la lettura di Vajkopf
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evidenziando i condizionamenti dellideologia sociale del tempo che, in accordo con la Tabella dei ranghi10, definiva rigide norme di comportamento secondo una precisa piramide gerarchica11. Lassunzione da parte del protagonista dellidentit del Re di Spagna sarebbe la risposta megalomane allarroganza e alla prepotenza dei superiori da parte di un borghesuccio, anche lui schiavo della gerarchia e dei pregiudizi del mondo circostante. I dubbi e le certezze del suo ininterrotto dialogo interiore, quando eccessivamente stravaganti, ironiche e grottesche, rappresenterebbero espressioni deliranti di un suo progressivo distaccamento dal reale. Si nega cos a Popriin ogni bench minimo approccio filosofico al problema che lo assilla, n si approfondisce il gioco tipicamente gogoliano col linguaggio che, come quello dei sogni, surreale e intessuto di simboli e spesso ricorre, oltre a modi di dire, proverbi e metafore inusuali, anche al non detto e allimplicito12. Allinterno delle sue opere, infatti, Gogol crea un arabesco di rimandi sia ai propri testi sia ad altri modelli letterari. Intesse, inoltre, un ordito di legami lessicali sui due livelli, letterale e metaforico, che sottolineano la polisemicit e il contenuto associativo di parole comuni, richiedendo al lettore una complessa opera di decodificazione.13 Si ritiene opportuno interpretare questo racconto alla luce della concezione della Grande catena dell'essere (The Great
che ha incentrato il proprio discorso sullinfluenza in Gogol di reminiscenze gnostiche, massonico-teosofiche, sulla parodia della medicina umorale e della fisiognomica mistica (Cfr. M. Vaijskopf, Sjuet Gogolja, Mosca 1993, Radiks, pp. 289-301) e quella di Kova sulla narrazione personale (Cfr. A. Kova, Povest N.V. Gogolja Zapiski sumasedego i problema personalnogo povestvovanija, in Studia Slavica Hungarica, 1987, 33, n. 1-4, pp. 183-206. Cfr. anche D. Ferrari-Bravo, Per una tipologia del personaggio folle, in Letteratura e psicologia Lintrospezione come elemento narrativo nella letteratura russa dellottocento (a cura di R. Platone), Napoli 1990, pp. 87-102 e e nella stessa raccolta A. dAmelia, N.V. Gogol:opacit e trasparenza, pp. 53-86.
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Cfr. nota 2. Cfr. nota n. 3.


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In realt esistono saggi con approcci linguistici piuttosto complessi. In particolare sulletimologia e il significato dei nomi cfr. A. Kova, Popriin, Sofi e Medi (K semantieskoj kontrukcii Zapisok sumaedego), in Gogolevskij sbornik, Sank-Peterburg 1993, pp.123-135. Malgrado lelevata enigmaticit dei suoi testi, Gogol assegna grande importanza allaspetto pragmatico della comunicazione e il suo linguaggio si rivolge innanzitutto alla coscienza linguistica, alle conoscenze e alla capacit di riconoscere e decodificare i suoi giochi di parole di un russo medio. E infatti agli strati profondi della lingua che si rivolge lo scrittore per dare forma artistica allinconscio e tematizzare e universalizzare i suoi problemi esistenziali. Ovviamente, nella lettura in traduzione si perde gran parte dei giochi di parole e associazioni.
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Chain of Being) modello culturale e filosofico di lunga tradizione, indispensabile per comprendere se stessi e il mondo raffrontandola con la citata Tabella dei ranghi. In questottica il nonsense, lungi dallessere privo di significato, risulta invece pregno di allusioni e la carica umana che lautore assegna alla tragica fine di Popriin, si disvela pi dolente e profonda. Specchio delle contraddizioni e delle ossessioni di Gogol, lopera , nello specifico, una chiara indicazione al lettore dellalto compito che lautore poneva agli scrittori, a se stesso, a tutte le cariche dello stato e, in generale, a tutti gli uomini: il dovere di vedere e denunciare i problemi politici e sociali della Russia, lobbligo morale di essere utile alla patria anche a costo dellautoannientamento. La Grande Catena dellessere Nellesposizione di Lakoff e Turner14, la Grande Catena dellessere si articola in tre punti principali: 1. Tutti gli oggetti presenti nel mondo si dividono in classi: uomini, animali, vegetali, artefatti, oggetti fisici naturali. 2. Ognuna delle classi caratterizzata da qualit che definiscono il comportamento dei rispettivi membri. 3. Le classi presentano una gerarchia dal basso verso lalto: ogni classe, superiore gerarchicamente, presenta tutte le propriet della classe inferiore pi una propriet e un comportamento distintivi che caratterizzano solo quella classe. Ne consegue che gli uomini hanno propriet superiori (la ragione, la coscienza) e forme superiori di comportamento, mentre gli istinti e un comportamento istintivo caratterizzano gli animali; i vegetali possiedono qualit biologiche, e il loro comportamento biologico; gli artefatti (oggetti complessi) hanno caratteristiche strutturali che stabiliscono il loro comportamento funzionale; gli oggetti fisici naturali hanno propriet naturali e pertanto un comportamento fisico naturale. Lakoff e Turner aggiungono alla Grande catena dellessere due ulteriori livelli, la societ e il cosmo, che si concettualizzano metaforicamente in termini di forme di essere a livelli inferiori. Si parla cos di societ giusta, di nazione amante della pace, di impero del male come se fossero qualit equivalenti al carattere delluomo15, o
14 Cfr. G. Lakoff e M. Turner, More than Cool Reason. A field Guide to Poetic Metaphor, Chicago-London 1989, pp. 170-171.
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Ivi, p. 204.

ancora in termini di classe di animali o di oggetti naturali. Allo stesso modo noi concepiamo il cosmo: parliamo infatti di universo indifferente, benevolo, malevolo, etc16. Il tratto pi importante della grande catena dellessere il rapporto gerarchico: Le forme dessere pi elevate dominano su quelle inferiori grazie alle loro propriet pi elevate. Questo lordine stabilito dal Signore, questo il modello culturale del macrocosmo e del microcosmo17. Al suo interno, quindi, ogni singolo livello ne riproduce lintera struttura e lo stravolgimento di tale ordine pu portare a conseguenze profonde in quanto la gerarchia non solo quello che , ma quello che deve essere []; alterare o sconvolgere questo ordinamento in un qualsiasi microcosmo significa sfidare lordine giusto del macrocosmo18. Alla luce di questo modello del mondo, ci che accade a Popriin pu spiegarsi con la coesistenza nella sua coscienza di due idee fisse e contrastanti: il rispetto dellordine gerarchico della Tabella dei ranghi e la sfida a tale sistema, nella inconscia esigenza di una scala di valori pi giusta. noto che il Dario di un pazzo strettamente legato ai realia russi dellepoca e non soltanto allirreale, oppressivo mondo di Pietroburgo19 e alla Tabella dei ranghi (entrambe creazioni di Pietro il Grande), che aveva sempre pi burocratizzato il sistema statale riducendo limpiegato a un numero e a una funzione. In un articolo del 1976, Zolotusskij20 ha dimostrato come il racconto pulluli di notizie dattualit apparse sulla rivista Severnaja Pela (lApe del Nord)21 nonch come suggerisce Vajskopf su altri periodici degli anni trenta del XIX secolo22. In fondo, il Diario sarebbe potuto rimanere un pamphlet sul giornalismo e sulla
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Ivi, pp. 204-205.

17 Ivi, p.208.
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Ivi, p. A. dAmelia, Introduzione a Gogol, Roma-Bari 1995, Laterza, pp. 93-94.

I. Zolotusskij, Zapiski sumasedego i Severnaja Pela, S. Boarov (curatore), Gogol v russkoj kritike. Antologija, Mosca 2008, Formula El, pp. 538-553. Gogol non perde occasione per manifestare, in maniera diretta o indiretta, la propria disistima nei confronti dei giornali popolari, e in particolare di questa rivista, sia perch diretta da F. Bulgarin, conformista e interessato principalmente al profitto, sia per il giudizio negativo ivi espresso sulla sua opera giovanile Hans Kchelgarten. M. Vajskopf, Sluaj, kotoryj povtorilsja. K proischodeniju gogolevskich Zapisok sumasedego, in Poetika russkoj literatury. Sbornik statej k 75-letiju professora Ju. Manna, Mosca 2006, RGGU, pp. 124-130.22 21

societ russa del tempo se, al pari del Naso, pi ancora della Mantella 23 e delle Anime morte, non si presentasse come un racconto paradossale, assurdo e criptico, scenario espositivo dei giochi verbali pi estrosi dello scrittore. Dal Diario traspare, come da tutta lopera gogoliana, lironia e la polemica nei confronti dellinformazione giornalistica, della letteratura e della societ russe contemporanee in termini qui pi sottilmente pessimistici e amaramente tragici. Come Il Naso, La Mantella e le Anime Morte, Il Diario di un pazzo ha cos valicato i confini della Russia per entrare a far parte della letteratura mondiale e aprire la strada ai personaggi di Kafka24, Ionesco e, in generale, alluomo comune che, come Popriin , pu dire di s forse non so neanch'io chi sono.25

Uomini-animali
Tutti siamo folli. folle chi non lo riconosce. (Pascal)

La critica ha rilevato labilit di Gogol di rendere sulla carta, in modo espressivo, conseguente e logico, levoluzione progressiva della pazzia, marcata esplicitamente, dal sesto frammento in poi, dal travisamento delle date e dalla prosa delirante. Fino a tale momento le memorie di Popriin sono coerenti, bench lepisodio delle cagnette parlanti e della sottrazione delle lettere, le avvilenti frustrazioni del protagonista, il suo rimuginare sui gradi e sulla fanciulla amata testimonino uninstabilit

Di solito tradotto con Il cappotto, il racconto stato tradotto da N. Marcialis e C. G. De Michelis appunto con La mantella (in russo inel femminile) per sottolineare come lindumento diventi per il protagonista quasi una fidanzata.
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Per un accostamento tra Gogol e Kafka cfr. Ju. Mann, Vstrea v labirinte (Franc Kavka i Nikolaj Gogol), in Ju. Mann, Tvorestvo Gogolja. Smysl i forma, SPb, 2007, pp. 682-704. Vajskopf sottolinea linfluenza sul Diario del Werther goethiano, che serve da commento simbolico al soggetto principale del romanzo, lamore del protagonista per la figlia del suo superiore (M. Vajskopf, Sjuet Gogolja. Morfologija. Ideologija. Kontekst, Mosca 1993, pp. 299).

25 N. Gogol', Il diario di un pazzo in Racconti di Pietroburgo, Milano 1995, Biblioteca Universale Rizzoli, p. 419. Dora in poi le pagine delle citazioni dal Diario saranno riportate tra parentesi nel testo. Per rendere pi chiaro il significato abbiamo, a volte, modificato il testo della traduzione citata. Si ricorda inoltre che le vicende dell'infelice travet, in una variante ironica giocata su un registro basso, sono entrate in una nota canzone di Veindenberg (Lui era un consigliere titolare, lei la figlia di un generale).

psichica che, di fronte al contrasto tra desiderio e realt, tra idealizzazione e sarcasmo distruttivo, esplode nella follia. Parallelamente al progredire del delirio di Popriin, nel Diario di un pazzo si attua un sovvertimento integrale dellordine costituito attraverso la neutralizzazione del rapporto gerarchico fra la classe degli uomini e quella degli animali. Vale notare che laccostamento esplicito uomoanimale si dissolve lentamente dopo l'autoproclamazione del modesto burocrate a re di Spagna e, difatti, nell'ultima pagina del diario, quando lui stesso, sofferente, per un attimo si rivela in tutta la sua umanit, l'ordine gerarchico si ristabilisce. Presente gi dallesordio della narrazione, la somiglianza esteriore uomo-animale, che si estende pi tardi anche al comportamento, costituisce il motivo di fondo del racconto e si esprime sia a livello di lessemi comparativi, similitudini, metafore predicative, sia a livello di fabula gli animali parlano e scrivono lettere. Il lessico del consigliere titolare Proprisin infatti vivacizzato da invettive e appellativi che fanno ricorso a un bestiario familiare per categorizzare, negli uomini, schemi di comportamento, tipologie caratteriali e fisiche sia in positivo sia in negativo. Maledetto uccellaccio (gruaccia in russo) (387) Cos Popriin apostrofa il caposezione che solito rimproverarlo per linesattezza del suo lavoro di copista. E, a proposito di un collega che invece di recarsi al dipartimento corre dietro a una ragazza per guardarle le gambe, esclama: Che bestiaccia il nostro fratello impiegato! (389). Bestiacce sono anche i lacch che non gli mostrano il dovuto rispetto e stanno sempre stravaccati e neanche si sforzano di farti un cenno col capo(397)26. E si imbestialisce lo stesso Popriin ad un ennesimo insulto del caposezione (397). Nellincontro con Sophie, il consigliere titolare usa una similitudine ornitologica che ne mette in luce la grazia e la levit: Un lacch ha aperto lo sportello, e lei volata fuori dalla carrozza come un uccellino(389). Pi tardi, quando la fanciulla irrompe nellufficio cercando il padre, registra nel diario: Santi del paradiso, com'era vestita! Portava un abito bianco come un cigno (395). E a proposito della voce ricorre a un paragone dello stesso genere: Ha salutato e ha detto: Pap non stato qui?. Ahi, ahi, ahi, che voce! Un canarino, davvero, un canarino!( 395).

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In italiano il termine bestia tradotto nel testo da noi citato con cialtroni (397).

Nel parlare dei colleghi che, al contrario di lui, non apprezzano il teatro, Popriin marca la propria superiorit intellettuale che nessuno, peraltro, sarebbe disposto a riconoscergli: Ma ecco, fra noialtri impiegati ci sono certi maiali; a teatro non vogliono andarci, i cafoni (399). In seguito il copista, ormai re di Spagna, rinuncia a servirsi di un artigiano per la confezione di un manto regale con la motivazione che quelli sono dei perfetti somari (27). Su un piano analogo la conversazione di Sophie con l'innamorato, riportata dallaristocratica cagnetta Maggie nella lettera a Fidle: Ah, ma chre, di che sciocchezze parlavano![...] Parlavano [] di un certo Bobov che col suo jabot assomigliava moltissimo a una cicogna... (413)27. Sempre nella stessa missiva la cagnolina accosta, in un ingeneroso paragone, il fidanzato della padrona al suo corteggiatore, il cane Trsor, definito un cavaliere:
Che abisso [] se si paragona il gentiluomo di camera con Trsor! Cielo! Che differenza!| [] il gentiluomo di camera ha una faccia larga completamente liscia [] mentre Trsor ha un musetto fine fine [...] Il vitino di Trsor non si pu neppure paragonare a quello del gentiluomo di camera. E gli occhi, i gesti, le maniere, sono completamente diversi. Che differenza! (413-415).

Di fatto, nella valutazione dei propri corteggiatori, Maggie assegna loro caratteristiche umane28:
Se sapessi che mostri ci sono fra loro. C' uno goffissimo, un bastardaccio, tremendamente stupido...se ne va per la strada tutto tronfio e s'immagina d'essere un gran pezzo grosso [] E che orrendo alano si ferma sotto la mia finestra! Se si alzasse sulle zampe posteriori [] supererebbe di tutta la testa il pap della mia Sophie, [] Questo imbecille dev'essere uno sfrontato tremendissimo ( 411-413).

E a proposito di Propriin, lo definisce una vera tartaruga in un sacco (415) Non sorprende la sufficienza con la quale Maggie parla degli uomini. Lo stesso Popriin riconosce alle cagnette non solo la facolt di parlare e di scrivere, ma intelletto e fiuto politico superiori a quelli degli esseri umani. Nel leggere le comunicazioni epistolari di Maggie, il consigliere
27 In russo aist (cicogna) maschile. Si possono rilevare anche accostamenti indiretti tra uomini e animali, ad esempio quando riferendosi a Sophie Popriin sospira: Guardare quel panchetto su cui posa il suo piedino alzandosi dal letto, come si tende su quel piedino una calza bianca come la neve (403) E pi tardi Maggie scrive di s: []spesso, sollevata la zampetta [in russo piedino] mi fermo per qualche minuto, tendendo lorecchio verso la porta (411).
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titolare commenta il buon senso e la perspicacia dei cani: Da tempo sospettavo che il cane fosse molto pi intelligente delluomo; ero persino convinto che potesse parlare [...]. un politico straordinario: nota tutto, ogni mossa delluomo (403). Tale apprezzamento ribadito qualche riga pi avanti: I cani sono tipi intelligenti [in russo letteralmente un popolo intelligente], conoscono tutti i rapporti politici (405). La valutazione delle capacit mentali (e conseguentemente della pazzia) dei personaggi un motivo che attraversa tutto il racconto dove, in un graduale ribaltamento della normalit, si privilegia lelemento animale rispetto a quello umano, le cui capacit cognitive, peraltro, vengono progressivamente messe in discussione. Inizialmente il caposezione, consigliere di corte, a dubitare delle facolt intellettive di Popriin: Come mai hai tanta confusione in testa, figliolo? (387), e pi tardi sar apertamente insultante:
Be, rifletti bene! Hai gi passato i quaranta: sarebbe ora di mettere la testa a posto.[] Fai la corte alla figlia del direttore, vero? Ma guardati un po, pensa solo: chi sei? Sei uno zero e nientaltro. Non hai il becco di un quattrino. Guardati almeno la faccia allo specchio, come puoi pensare a una cosa del genere! (397).

In un gioco di rimandi che coinvolge di nuovo la testa il consigliere titolare difende la propria dignit di nobile, bench squattrinato, contro il disprezzo del caposezione:
Me ne infischio di lui! Sai che importanza consigliere di corte! [] Io sono un nobile.[] Che ti sei messo in testa, che oltre a te non ci siano persone perbene? Lascia che mi faccia confezionare un frac alla moda da Ru e allora non varrai neppure la suola delle mie scarpe. Non ho mezzi ecco il guaio (399).

La ribellione di Propriin al modello gerarchico del tempo si estende anche al direttore per il quale, dapprincipio, pieno di ammirazione: devessere un uomo molto intelligente []che importanza gli brilla negli occhi! (393-395)29, concetto da lui ribadito qualche pagina avanti in modo sineddochico: Devessere una testa! Tace sempre, ma credo che nella sua testa giudichi tutto. Vorrei proprio sapere a cosa pensa di pi; che cosa macina in quella testa (401).

Nel riferire dello studio pieno di scaffali di libri in francese e tedesco, Popriin riconosce al direttore una cultura cosmopolita e elevata, inaccessibile alla propria classe (393).

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lampante linconfutabilit del precedente apprezzamento di Popriin sullintelligenza dei cani rispetto al carattere ipotetico del giudizio sulluomo di stato suo superiore, che non tarda a essere radicalmente capovolto con il ricorso alla diffusa espressione idiomatica glup kak probka (stupido come un turacciolo). Allinterno della Grande catena dellessere anche la testa rientra in una gerarchia che le assegna il posto pi alto nel corpo umano, posizione che non sempre corrisponde alla sostanza: quando luomo una bottiglia la testa funziona da semplice turacciolo30. Vale ricordare che in russo golova deriva dallantico slavo glava, che oggi indica sia un il capo, colui che sta in testa nella scala gerarchica, sia il capitolo di un libro31. Nel suo monologo interiore Popriin segue, ormai, una personale nuova logica la cui accettazione o rifiuto da parte degli altri personaggi alla base del suo giudizio sulla loro intelligenza. Ci si esplicita nelle concise battute scambiate con la ragazza che gli apre la porta quando lui va a cercare le lettere di Maggie: Che cosa desidera? Ha domandato. Devo parlare con la sua cagnetta. Quanto era stupida la ragazzina. Ho capito subito che era stupida! (405). Un uguale commento lo riserva a Mavra, la domestica, che si stupisce quando le si presenta vestito da re di Spagna: [], ha battuto le mani e per poco non morta dallo spavento. La stupida non aveva mai visto un re di Spagna (423). Stupidi per Popriin sono anche il popolo francese a causa della rivoluzione e delle sue conseguenze , il direttore dellufficio postale dal quale si reca per informarsi se fossero mai arrivati i deputati spagnoli(429)32 , il bottaio zoppo di Amburgo che fabbrica malissimo la luna (431) e infine, persino lodiato Polignac che lo perseguita (Ha giurato di rovinarmi fino alla morte [435]). Considera, invece, molto intelligenti i pazienti del manicomio, dalla testa rasata e da lui scambiati per Grandi (cappuccini) di Spagna. Stupida definita da Popriin anche la cagnetta Maggie, della quale, tuttavia, giudicandola alla stregua di un uomo, mette in discussione non la presenza dellintelletto, bens la sua qualit.

Ma quale direttore? Che io debba alzarmi dinnanzi a lui: mai. Che razza di direttore ? E un turacciolo, non un direttore. Un comune turacciolo, un semplice turacciolo e nientaltro. Di quelli con cui si tappano le bottiglie (425).
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Cfr.

Ivi, p. 429. I Grandi rasati, che ho trovato numerosissimi nella sala del consiglio di stato, erano gente molto intelligente .. (433).

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In tal modo nel Diario di un pazzo lopposizione uomini-animali di fatto annullata. Gli uomini che circondano Popriin sono straordinariamente simili alle bestie e gli animali rivelano prerogative umane: intelletto, parola e scrittura.

Lalternativa di Popriin
Imprigionando i matti non ci togliamo il dubbio di esserlo a nostra volta (Dostoevskij)

La critica ha motivato lintroduzione dei cani parlanti e della loro corrispondenza con lespediente di assicurare a Popriin laccesso a informazioni delle quali altrimenti sarebbe privo. altres ovvio che le stesse informazioni sarebbero potute entrare nel testo in modo meno stravagante se tale artificio non svelasse una funzione essenziale: consentire al protagonista la scoperta di unalternativa al rigido modello gerarchico della Tabella dei ranghi. La liceit di tale opzione convalidata dalle notizie pubblicate dal citato periodico Ape del Nord nella rubrica Smes' (Miscellanea), dalle quali il consigliere titolare trae conforto per sostituire in uninversione tipicamente gogoliana alliniziale sorpresa di sentir parlare dei cani, la constatazione della propria superiorit intellettuale di individuo al corrente dei fatti scientifici:
...quando ho ben considerato tutto quanto, ho smesso di meravigliarmi. Infatti al mondo si sono gi verificati molti casi simili. Dicono che in Inghilterra venuto a galla un pesce che ha detto due parole in una lingua talmente strana, che gli scienziati cercano di individuarla gi da tre anni e non hanno ancora scoperto nulla. Sui giornali ho letto anche di due vacche che sono entrate in un negozio e hanno chiesto una libbra di t.(391)33

A tale proposito, indicativo che il discorso si riferisca allInghilterra, perch nel Diario di un pazzo lalterazione dei parametri comunemente accettati riguarda non solo il piccolo mondo del consigliere titolare e non solo la Russia, ma il mondo intero; e tale globalizzazione sottolineata dalla scomparsa del re di Spagna e dal coinvolgimento nelle faccende iberiche dei vari paesi europei.

33 Ivi, p. 391. Se nel testo le notizie inverosimili riferite dall Apetta (come la chiama ironicamente Gogol) sono unaltra prova della pazzia del mondo, chiaro che nel riportare maliziosamente queste assurdit lo scrittore intende attaccare direttamente la rivista.

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Allammissione del proprio stupore per il fatto, ancora pi insolito, che un cane intrattenga una corrispondenza con un altro cane (In vita mia non avevo mai sentito che un cane sapesse scrivere [393]), Popriin fa seguire unaltra dichiarazione rilevante: Confesso che negli ultimi tempi ho cominciato a udire e vedere talvolta delle cose che nessuno ha ancora mai visto n sentito (393). Le parole offrono diverse letture legate sia al contesto la conversazione delle cagnette sia al soggetto la segnalazione della sua perdita di senno. Nellottica della Grande catena dellessere il ragionamento si legge come la conferma, per lo stesso Popriin, di una superiorit non legata al grado ma a una percezione del mondo da una prospettiva differente. Ci che fa scattare la collera e, quindi, la ribellione del consigliere titolare il peso che il direttore generale d al rango, volendo assolutamente maritare Sophie, come rileva dalla lettera di Maggie, con un generale o un gentiluomo di camera, o un colonnello dellesercito:
Sempre un gentiluomo di camera o un generale. Tutto quello che c di meglio al mondo tocca ai gentiluomini di camera o ai generali. Ti trovi un povero tesoro, credi di toccarlo con la mano e te lo porta via un gentiluomo di camera o un generale. Dannazione! [] Che rabbia! Ho strappato la lettera della stupida cagnetta a pezzettini (417).

Da qui il suo desiderio di salire di grado che , per, solo un moto di rivalsa nei confronti di coloro che lo trattano con alterigia e sono al contempo servili nei confronti dei superiori34:
Vorrei anchio diventare generale: non per ottenere la sua mano e il resto, no, vorrei essere generale solo per vedere quanti salamelecchi farebbero e come ordirebbero tutti quei vari intrighi ed equivoci di corte, e poi dir loro che sputo in faccia a tutti e due (417).

Nellintuire gradualmente linsensatezza umana che giudica una persona dallimportanza del titolo, dai segni ufficiali della funzione
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Commenta Gogol nelle Anime Morte a proposito dellarroganza e del servilismo dei russi: E impossibile enumerare tutte le gradazioni e sfumature del nostro modo di rivolgerci gli uni agli altri.[] Supponiamo per esista un ufficio [] e che in quellufficio ci sia, supponiamo cos un capufficio. Vi prego di osservarlo mentre siede tra i suoi sottoposti: dal terrore non riesci a dire una parola! Alterigia, nobilt, cosa non esprime il suo volto?[] E Prometeo, un vero Prometeo! Volge attorno uno sguardo daquila, incede con eleganza e misura. Quella stessa aquila, non appena esce dalla sua stanza e si avvicina allo studio di un superiore, affretta il passo, zampettando come una pernice con le carte sotto il braccio. In societ e alle serate mondane, se tutti sono di rango non elevato Prometeo resta Prometeo, ma se qualcuno appena superiore a lui, Prometo subisce una metamorfosi che Ovidio neanche se la sogna: un moscerino, ma nemmeno un moscerino, si ridotto a un granello di sabbia N. Gogol, Le anime morte, (trad. di N. Marcialis), Roma 2004, Gruppo Editoriale LEspresso. Divisione La Repubblica, pp. 54-55.

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pubblica (divisa, onorificenze, mostrine), dalla ricchezza, Popriin esprime dubbi, si pone domande e, maniacalmente, si arrovella per giorni sulleffettiva consistenza di quella che per lui unincomprensibile astrazione:
Che significa se un gentiluomo di camera. Non nientaltro che un titolo: non mica una cosa visibile che si possa prendere in mano. Per il fatto che un gentiluomo di camera non gli cresce mica un terzo occhio sulla fronte. []. Gi diverse volte ho cercato di comprendere da dove provengano tutte queste differenze. (417)

Inconsciamente, il modesto consigliere titolare percepisce, senza tuttavia comprendere, che i criteri su cui si basa la gerarchia della Tavola dei ranghi, istituiti per una societ ancora ignorante e violenta, sono del tutto arbitrari e artificiali in quanto non prendono in considerazione il riscontro che dovrebbe esserci tra le effettive qualit e capacit dellindividuo e il grado cui appartiene. Da qui nascono in lui dubbi sulla propria reale identit, a suo parere non corrispondente al titolo, che lo inducono a riflettere sugli esempi della storia, dove persino un contadino si scopre un alto dignitario e talvolta persino un sovrano, chiedendosi perch anche lui non possa, in realt, essere un personaggio importante: Perch io sono consigliere titolare e in che senso sono consigliere titolare? Forse sono un conte o un generale e sembro soltanto un consigliere titolare? Forse non so neanchio chi sono. (417-419) Nel ribaltamento della logica tradizionale, Popriin, scopertosi re di Spagna, vede ormai con assoluta chiarezza tutto quello che allinizio era per lui insolito e strano, mentre strano e incomprensibile gli sembra, invece, tutto ci che nellordine abituale delle cose: Confesso che lilluminazione stata come un lampo. Non capisco come abbia potuto credere e immaginarmi di essere un consigliere titolare. Come potuta saltarmi in mente questidea pazzesca? Fortuna che nessuno ha pensato di rinchiudermi in manicomio. Adesso dinanzi a me tutto chiaro. Ora per me ogni cosa un libro aperto. Mentre prima, non capisco perch, prima vedevo tutto annebbiato. E tutto ci accade, penso, perch la gente simmagina che il cervello umano si trovi nella testa: niente affatto: viene portato dal vento che soffia dal mar Caspio (423). La motivazione addotta dal re di Spagna alla precedente incomprensione sua, e degli uomini in generale, di solito interpretata come il segno inequivocabile del suo delirio. Se consideriamo i precedenti frequenti riferimenti alla testa come sede dellintelletto, non sembra del tutto inverosimile lipotesi prospettata dal folle Popriin

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che il cervello umano [] viene portato dal vento che soffia dal mar Caspio . Associazione e trasformazione delle espressione u nego veter v golove (ha il vento in testa, cio pensa solo a sciocchezze), e di sobaka laet, veter nosit (proverbio tradotto letteralmente il cane abbaia il vento porta via e corrispondente al nostro can che abbaia, non morde) la frase unaccusa di superficialit e frivolezza lanciata al genere umano, che parla a vanvera, non d peso alla sostanza delle cose. 35 A differenza delle bestiacce che lo circondano, Popriin si pone domande, riflette, e arriva pi o meno consciamente a capire che oltre alla testa la ragione, che si pu perdere per ambizione, amore, invidia, brama di denaro esiste anche lanima, il cuore, ci che rende umano lessere vivente, entrambi spesso repressi e soffocati proprio dal raziocinio. Riflettendo sulle lettere di Maggie, e in contrasto con le sciocchezze e le lunghe disquisizioni sul cibo che le caratterizzano,36 Popriin commenta: Che scemenze!...Ma come si fa a riempire una lettera con simili stupidaggini. Mostratemi luomo! Io voglio vedere luomo: esigo un nutrimento che sazi e diletti la mia anima; e invece certe insulsaggini. (413). Il desiderio di capire, di conoscere, lindecifrabile sensazione dellingiustizia imperante nel mondo di Pietroburgo, che differenzia Popricin dagli altri personaggi, si svelano nella reiterazione di espressioni indicanti il suo voler sapere, voler capire ma, purtroppo, non comprendere. Inizialmente limpulso alla conoscenza lamore per Sophie, e lammirazione verso il padre, nonch la curiosit di vedere cosa accade nel loro appartamento, nel salotto, intravisto dalla porta dellufficio e descritto come sfarzoso e pieno di specchi e, soprattutto, di sbirciare nella stanza da letto di Sophie, dove simmagina ci sono meraviglie, l penso, un paradiso come non ce n neppure in cielo. (403) infatti per sapere, per scoprire che intercetta la corrispondenza delle cagnette:

I testi di Gogol cos come le sue lettere abbondano di proverbi e giochi di parole, in particolare, con il vento e con il naso. Io prendo il t e il caff con la panna. Ah, ma chre, devo dirti che non ci trovo alcun gusto in quei grossi ossi spolpati che divora in cucina il nostro Polkan. Sono buoni solo gli ossi di selvaggina, e solo se nessuno ne ha ancora succhiato il midollo. E unottima cosa mescolare salse insieme, purch non ci siano capperi e erbe. []Se non mi dessero il mio fragolino con la salsa o larrsto di alucce di pollo, io::: io non so cosa potrebbe succedermi. E buona anche la kaa con la salsa. Mentre le carote, o le rape, o i carciofi non saranno mai buoni (409-411)
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ora sapr tutto [] L, certo, scoprir qualcosa.[] Ora finalmente conoscer tutti i loro affari e le loro intenzioni, tutti gli ingranaggi, e scoprir finalmente tutto. Queste lettere mi riveleranno ogni cosa. [] L ci sar ogni cosa: tutto il ritratto e le imprese di quelluomo. L ci sar qualcosa anche su colei che niente, silenzio! (403)

La lettura del giornale con le notizie sulle lotte per la successione in Spagna spinge il consigliere titolare a spostare le proprie ossessioni sullimpossibilit che un trono sia vacante o che vi salga una donna. Il fobico dialogo, costruito sempre su domande e risposte a se stesso, sembra interrompersi quando, scopertosi Ferdinando VIII, tutto gli appare chiaro e lampante: Adesso dinnanzi a me tutto chiaro. Ora per me ogni cosa un libro aperto. Mentre prima, non capisco perch, prima vedevo tutto come annebbiato. (421) Ma si tratta solo di uno spostamento: strani e sorprendenti diventano per lui il lentezza dei deputati senza i quali ritiene sconveniente recarsi a corte , la velocit con la quale arriva in Spagna grazie alle nuove strade ferrate -, i pazzi con la testa rasata che prende per i Grandi , la brusca e violenta accoglienza del cancelliere di stato e le sue bastonate ritenute luso cavalleresco nel momento di accedere a unalta dignit, ancora operante in Spagna , nonch limminente schiacciamento della luna da parte della terra, fatto che lo inquieta e addolora, perch cos si ridurranno in farina i [nostri] nasi che abitano lass. Nel riferire delle torture inflittegli in manicomio (hanno cominciato a calarmi acqua fredda sulla testa [433]), il pover'uomo riconosce di essere pronto a montare su tutte le furie (433), cio uscire di senno per la sofferenza. Proprio questa crudelt spinge il sedicente re di Spagna a meditare sulla cecit e dissennatezza dei sovrani che non hanno abolito questa usanza e, quindi, sulla follia del mondo: Non capisco affatto il significato di questa strana usanza. Unusanza stupida, insensata! Per me incomprensibile lirragionevolezza dei re che finora non lhanno abolita (393) Attraverso la sofferenza Popriin acquista uno sprazzo di lucidit, ritrova, paradossalmente, la propria vera identit prima di perdere completamente il lume della ragione. La verit del folle privo ormai di remore e inibizioni disvela aspetti della realt differenti: i sentimenti, il significato autentico di essere uomo, il senso profondo della vita.

Dal diario di Popriin alle lettere canine


Fa dire Asor Rosa alla sua Cana narratrice:

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Quel che io porto agli umani non lessere simili a loro: piuttosto la zona dombra dove non c n umano, n animale, bens le due cose confuse insieme37

I cani parlanti e il loro carteggio rappresentano una manifestazione evidente di un'alternativa alla Tabella dei ranghi. Nellincontro di Propriin con le cagnette, losservatore e losservato vengono a far parte di una strana simbiosi in cui, a un certo punto, si scambiano le proprie marche: di animalit e di umanit38. La metafora animale, che vivacizza il linguaggio tipicamente orale dellautore del Diario, permette allimpiegato di proiettare sui cani il proprio inconscio, di esplicitare e rendere visibili aspetti della realt e di se stesso da lui conosciuti ma rimossi e che la stessa produzione della metafora aiuta a costruire. Attivato il meccanismo metaforico, che si articola secondo una sua rigida logica interna, Popriin non pi in grado di fermarlo. Il mondo animale non funziona soltanto come schermo su cui luomo proietta le proprie passioni, ma si costituisce a sua volta come interpretante che d origine ad un altro processo semiotico, questa volta di ritorno verso luomo39. Da quel momento Popriin comincia a vedere tutto secondo una prospettiva canina. Numerosi sono gli indizi a sostegno della possibilit di attribuire al copista lo stato di cane. Nel Diario di un pazzo si stabiliscono tratti di somiglianza tra la scrittura del consigliere titolare e quella di Maggie. Le considerazioni espresse dal caposezione nel rimproverargli di scrivere in modo disordinato e impreciso, come dire da cani (ingarbugli tanto una pratica [] non scrivi n la data, n il numero[387]), ricadono, infatti, come un boomerang, su una lettera di Maggie. Se Popriinlettore in un primo tempo si meraviglia della correttezza della scrittura della bestiola (La punteggiatura e [...] la lettera jat sono ovunque al proprio posto. Ma cos, davvero, non scrive neanche il nostro caposezione [][407])40, in seguito, deluso dal contenuto della missiva, ne criticher innanzitutto lo stile, trasferendo sulla corrispondenza della cagnolina con lesplicitazione anche del non

37 38

A. Rosa, Storie di animali e di altri viventi, Torino 2005, Einaudi, p. 83.

P. Magli, La metafora animale, in P. Magli, Il volto e lanima. Fisiognomica e passioni, Milano 1995, Bompiani, p. 134.
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Ibidem.

40 Il suono della lettera jat- poi soppressa - dallinizio del XIX secolo non si distingue pi da quello della e creando difficolt nella scrittura.

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detto le rimostranze del proprio superiore: Lo stile oltremodo disuguale. Si vede subito che non l'ha scritta un uomo. Comincia come si deve, e poi finisce in modo canino. Guardiamo un po' un'altra letterina. Hmm! Non c' nemmeno la data. (411) La perdita del normale orientamento temporale il tratto distintivo del protagonista come autore del Diario che, dopo l8 dicembre, prosegue la datazione in maniera sempre pi delirante: Giorno 43 aprile dellanno 2000 (421); 86 martobre. Fra il giorno e la notte (423); Nessuna data. Il giorno era senza data (427); Non ricordo il giorno. Anche il mese non c'era. C'era il diavolo sa che roba (429); Madrid. Trenta februarius. (429) Tipicamente canina la sensibilit olfattiva del consigliere titolare che emerge durante l'incursione di Sophie nello studio: le sue narici aspirano voluttuosamente il fazzolettino caduto alla fanciulla, finissimo [...] ambra, autentica ambra!, che emana proprio un profumo generalesco (429). La strada che conduce all'epistolario delle due cagnette invece una dura prova per il suo naso, pronto a rilevare il disgustoso odore di cavolo proveniente da tutte le bottegucce e da tutti i portoni della via, senza contare una quantit di fuliggine e fumo cos soffocante da rendere impossibile una passeggiata di un gentiluomo come di un cane da quelle parti. Anche nella fase acuta della follia, il sedicente Ferdinando VIII si comporta e viene trattato da cane (come, denuncia Gogol, gli altri internati): il cancelliere di stato lo bastona come un cane e, quando ormai il povero demente crede che si tratti del Grande inquisitore, lo cerca e lo stana con un maledetto bastone da sotto la sedia, dove si era riparato, proprio come fanno i cani e molti fanno con i cani. Su richiesta di Fidle, Maggie descrive gli avvenimenti che si svolgono in casa Zverkov, cio Delle belve41 (i balli ai quali si reca Sophie, il suo fidanzato, lonorificenza concessa al padre etc..), soddisfacendo cos anche il ben noto desiderio di Poprisin di introdursi nella vita sfarzosa di questi signori e, in particolare, in quella intima di Sophie. Qui il punto di vista canino coincide, anticipandola, con lincomprensione da parte del copista dellimportanza attribuita al titolo: a Maggie risulta inspiegabile lesultanza dellambizioso pap-direttore per un nastrino del tutto privo di aroma, e un pochino salato per la sua lingua, cos come Popriin non capisce lalta considerazione
41

In Russia si usava dare il nome del proprietario alledificio di sua propriet. Il Palazzo Zverkov (delle bestie) era allora lunico edificio a cinque piani di Pietroburgo, abitazione di un amico di Gogol.

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comunemente attribuita al grado, al titolo, che non mica una cosa visibile che si possa prendere in mano. Per il fatto che gentiluomo di camera, non gli cresce mica un terzo occhio sulla fronte. E il suo naso non certo fatto doro, ma uguale al mio e a quello di chiunque altro. (417) Rilevante , inoltre, che lespressione preferita dallo stesso Propriin sia kanalstvo (canaglia) - un branco di cani, usata metaforicamente in senso dispregiativo - con la quale limpiegato stigmatizza senza eccezioni lambiente che lo circonda, e testimonia inoltre il gioco di Gogol con la radice latina di cane42. Unultima curiosit: nel gergo dei padroni di cani, almeno ai giorni nostri, in uso un gioco di parole tra i verbi psat (orinare) e pist (scrivere), che si differenziano solo per laccento; cos, spesso, al posto del primo termine si usa leufemismo ostavit pismo (lasciare una lettera, scrivere una noterella) alludendo al fatto che questi animali, prima di lasciare il segno del loro passaggio, annusano (leggono) alla ricerca delle tracce (letterine) dei loro simili. Nel titolo russo importante il termine Zapiski, tradotto solitamente in italiano con Diario o Memorie, che significa anche noterelle, messaggi, e contiene la radice di pisat (scrivere). Gogol infatti allude con questo termine a qualcosa di minuto per collegare lo scrivere il diario, formato da frammenti, annotazioni, con i messaggi-letterine che si scambiano i cani. Se nel mondo gogoliano del Naso tutto giocato sullinversione nasosogno (nos-son) questo dettaglio anatomico, risultato della perdita didentit e della scissione dellio di un assessore di collegio, pu assumere il grado di consigliere di stato, andare in carrozza per Pietroburgo e mostrarsi sprezzante nei confronti del subalterno Akakij Akakevi, lecito considerare le letterine di Maggie come la metafora realizzata del modo di scrivere da cani del povero copista, che oltretutto, privo di mezzi, vive unesistenza miserevole, da cani, solo come un cane, si comporta e viene trattato da cane43. Tale ipotesi trova sostegno nelladagio riportato da Gogol in un frammento dei Passi scelti dalla corrispondenza con gli amici dove,
A questo proposito, ma senza giungere allidentificazione Popriin-cani e proponendo ipotesi alquanto arrischiate, A. Kova dedica un intero paragrafo alla generatio canina Cfr. A. Kova, Poprisin, Sofi i Medi (K semantieskoj interpretacii Zapisok sumasedego, cit., pp. 114-119. Sulla realizzazione della metafora, artificio usato molto spesso, da Gogol cfr. il nostro C. Solivetti, La paura ha gli occhi grandi (ma non vedono nulla), in Il corpo del mostro. Metamorfosi letterarie tra classicismo e modernit ( a cura di E: Ettorre, R. Gasparro, G. Micks), Napoli 2002, Liquori, pp. 5-39.
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parlando dei compiti delle varie cariche dello stato, attacca i segretari e gli scrivani che, nella loro smodata ambizione, pretendono di svolgere mansioni pi elevate rispetto al loro grado e alle loro capacit e si permettono addirittura di scrivere testi al posto dei loro capi. Ne viene fuori cos una carta stupidissima [] uscita da un qualche angoletto di cui nessuno avrebbe sospettato, e come dice ladagio: Lha scritta uno scrivano e botolo lo chiamo .44 Vale sottolineare che le lettere di Maggie, piene di stupidaggini, vengono scovate da Popriin proprio in un angoletto nella cuccia di Fidle, e quando, tra il disprezzo e linvidia, riferisce di un impiegato del tribunale civile dallabbigliamento dimesso, che scribacchia rattrappito in fondo a un angoletto ma vive in una villa sontuosa grazie alle bustarellein fondo il consigliere, titolare descrive se stesso facendo per una differenza sostanziale tra se e laltro per quanto riguarda il denaro. Si ricorda, inoltre, che il termine angolo (ugol) in russo, come in italiano, assume un significato metaforico in espressioni tipo elovek sidit v uglu (persona che sta in un angolo) e indica un individuo silenzioso che si isola, o che nessuno nota, oppure che si nasconde. Infatti, quando Popriin entra in ufficio, il caposezione fa finta di non vederlo, quasi fosse un cane (411); daltra parte lo stesso impiegato si chiude in una sua presunta superiorit quando, convocato al dipartimento, si siede al proprio posto come se non si [mi] accorgesse [accorgessi] di nessuno (423). E non si nasconde, forse, Popriin, vergognandosi, come Akakij Akakievi nella Mantella, del proprio cappotto logoro e fuori moda, quando incontra Sophie davanti al negozio? Mi sono stretto al muro.[]Non mi ha riconosciuto, e poi io stesso cercavo apposta di imbacuccarmi il pi possibile perch avevo addosso un cappotto molto sudicio e inoltre di foggia antiquata [] e anche il panno non era decatizzato. (391)

Le scissioni di Popriin
Scegliendo di introdurre nella narrazione le lettere canine, Gogol opta per un genere simile a quello del diario, che riproduce un tipo reale di comunicazione scritta in prima persona, di solito datata, cos che il testo si suddivide in frammenti ognuno dei quali legato a un tempo

N. Gogol, Passi scelti dalla corrispondenza con amici, in Idem, Opere in 2 voll., Milano 1996, Mondadori, v. II, p. 968.

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definito e organizzato di conseguenza.45 Con linserimento nel diario di ritagli di lettere (non datate), le differenti funzioni dei due generi si interrelazionano, accrescendo lespressivit e la complessit del testo che descrive, anche da punti di vista esterni e straniati (canini), il contrasto totalmente interiorizzato del consigliere titolare tra laccettazione della mentalit gerarchica della Tabella dei ranghi causa del suo complesso di inferiorit e delle aspirazioni a salire di rango e il suo progressivo rifiuto. Poich il diario intimo, quale ricerca della verit su se stessi, non pu essere veridico in quanto, oltre al non detto, non regge lurto della mediazione verbale ed , quindi, in ogni caso e senza eccezioni, il diario di uno sconosciuto46 , Popriin ricorre alla corrispondenza epistolare delle cagnette per proiettare allesterno il proprio conflitto interiore: la divergenza tra limmagine che ha o che vorrebbe avere di se stesso e quella degli altri. Da una parte, ladozione della prima persona permette al copista di sdoppiarsi in scrittore-autore e protagonista del diario, dallaltra le lettere di Maggie che Popriin stesso, per dar loro una parvenza di autenticit, afferma di aver rubato lo trasformano in lettore-commentatore-oggetto del dialogo fra mittente e destinatario. Entrambe le cagnette rappresentano lesteriorizzazione e la concretizzazione simbolica dei suoi contrasti inconsci, il confronto dialettico con i differenti io e con laltro da s, conflitti che Popriin, in realt, ha sempre rimosso. Il suo reiterare il verbo confessare al presente e alla prima persona47, esplicita soltanto le oscillazioni tra lo stupore per avvenimenti straordinari e laccettazione di fatti altrettanto incredibili per la logica comune: le sue reali contraddizioni e il conflitto tra il s e il collettivo, tra lio e il s vengono soffocati. La conoscenza dellio ha dimostrato Bachtin si

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M. Di Fazio, La lettera e il romanzo. Esempi di comunicazione epistolare nella narrativa, I quaderni di Igitur. Testi & Studi, Roma 1996, Nuova Arnica Editrice, pp. 83-91.

Il titolo di Jean Cocteau, citato da Secchieri per contestare lingenua equazione che si stabilisce tra le scritture afferenti al regime autobiografico, cio il parlare di s e la sincerit e veridicit (cfr. F. Secchieri, Segreto e finzione nelle scritture dellio, Strumenti critici, anno XVI (2001), fasc. 1, n. 95, p. 5. Popriin ripete confesso (387, 389, 391, 393, 403, 421, 431) ammettendo circostanze e intenzioni tutto sommato prevedibili in quel contesto, mentre chi realmente mette a nudo la propria anima non una persona, bens la cagnetta Maggie che si confessa con una propria simile come farebbe una signorina della buona societ. Si realizza cos un transfert molto significativo tra il consigliere titolare e il suo alter ego a quattro zampe.
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realizza nellattivit comunicativa e in particolare nel dialogo, quando luomo guarda se stesso con gli occhi dellaltro48. In questo gioco di specchi che prevede lanimale come momento di mediazione49 e insieme personificazione delle classi di un mondo burocratizzato, il consigliere titolare arriva a conoscere e riconoscere se stesso e gli altri. Nella societ canina sembrano vigere le stesse regole gerarchiche del mondo degli uomini che, anche l, generano superficialit, arroganza, umiliazione. In realt la classe dei cani, che tra gli animali dovrebbe trovarsi, secondo la Grande catena dellessere, al livello pi vicino a quella degli uomini, sceglie un solo capobranco e presenta una sua scala gerarchica basata su attitudini comportamentali che distinguono le varie razze. Esiste infatti una differente predisposizione caratteriale tra il cane da salotto (il carlino in Russia), il cane da guardia, da lavoro, da difesa, da caccia, e il molosso. Il cane, in generale, considerato, tra gli animali domestici, il miglior amico delluomo, e oltre alla fedelt si caratterizza per altre qualit fisiche e affettive: abitudinario e istintivo, socievole e soffre la solitudine, abbisogna di affetto e coccole da parte del padrone con il quale entra in empatia e, di solito, pronto a difenderlo anche sacrificandosi per lui. Se la comunicazione dei cani si esplica esclusivamente a livello non verbale a differenza di quella degli uomini, essenzialmente di tipo verbale e solo coadiuvata dalla prossemica queste bestiole, grazie anche allolfatto particolarmente sviluppato, hanno la capacit di decodificare i minimi segni inviati dai loro compagni umani, anche quelli, di natura chimica connessi allo stato danimo. Per sviluppare lattitudine ad adottare atteggiamenti di buona convivenza e a stabilire una comunicazione interspecie efficace, i cani hanno la necessit di conoscere lorganizzazione operativa dei membri del gruppo, cio i diritti e doveri, e a chi fare riferimento. Non abbiamo notizie di Gogol quale cinofilo ma probabile che nella prima giovinezza in Ucraina sia stato a contatto con questi animali, presenti anche in altre opere.50
48 49 50

M. Bachtin, Estetika slovesnogo tvorestva, Mosca 1979, Iskustvo, p. 132. P. Magli, op. cit., p. 134.

Cfr. la descrizione dei cani di Nozdrev : Entrati nel cortile videro una grande quantit di cani di razza e nin di razza, a pelo corto e a pelo lungo, con mantelli e colori di ogni genere: fulvi, tigrati, pezzati di nero, pezzati di rosso, pezzati di bianco, con le orecchie nere, con le orecchie grigieErano l raccolti tutti i nomignoli, tutti gli imperativi venatori: Cartuccia, Linguaccia, Fiamma, Ardito, Frulla, Fruga, Rosola, Brusca, Saetta, Rondine, Campione, Padrona. Nozdrev si muoveva fra loro come un vero oadre di famiglia: e tutti, drizzate le code, che i cinofili chiamano timoni, volarono incontro agli ospiti per dare loro il benvenuto (N. Gogol, Le anime morte, cit., p. 84). Gogol conosceva bene anche i diversi tipi di cavalli, come risulta dalle differenziazioni

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Nellincontro fortuito di Popriin con le cagnette, la prima a far sentire la propria voce per poi non parlare pi Fidle che, evidentemente offesa perch l'amica aristocratica non si curata di rispondere alle sue lettere, apre bocca soltanto per esplodere con un vibrante Vergognati, Maggie! (391). Linveire contro tutto e tutti la consueta reazione segreta di Popriin quando umiliato dai rimproveri o dalla mancanza di rispetto nei suoi riguardi, oppure quando, incapace di manifestare a parole e sulla carta leffettiva natura della propria frustrazione, si trincera dietro la reiterazione di imprecazioni e di espressioni che negano la verbalizzazione: eh, canaglia! niente, niente...silenzio"(401,111). Il consigliere titolare infatti un cane che abbaia e non morde: in russo il verbo lajat (abbaiare) significa anche imprecare, inveire, lanciare insulti e la stessa cosa significa sobait (letteralmente fare come fa il cane). La scelta gogoliana di un nome parlante, Fidele, che evoca la tipica qualit canina di fedelt, allude al monomaniaco attaccamento del consigliere titolare a Sophie e alla sua deferenza verso il padre di lei, il direttore generale, per compiacere il quale il copista si impegna a far la punta a tutte le matite dellufficio. Il susseguente silenzio di Fidele riflette lincapacit di comunicare dello stesso Popriin che ammette: Ho pensato diverse volte di attaccar discorso con sua eccellenza, solo che, accidentaccio, la lingua non vuole obbedirmi: dico solo se fa freddo o caldo fuori, e non riesco a spiccicar nient'altro. (401) Tanto pi il complessato impiegato vorrebbe parlare quando, intento a temperare le matite nel suo ufficio, si trova improvvisamente davanti Sophie: Eccellenza, volevo dire, non mi faccia punire, ma se vuole punirmi, lo faccia con la sua manina generalizia. E invece, al diavolo, non so come, la lingua non mi si mossa (395). La timidezza dellimpiegato, la sua desolante alienazione a casa, in ufficio, nel mondo , lintroversione che lo porta a parlare solo con se stesso, trovano un riscontro, ribaltato, nellammissione di Maggie che ribadisce alla propria corrispondente la necessit del dialogo con i propri simili:
Sono molto contenta che abbiamo avuto lidea di scriverci. Mi sembra che scambiare idee, sentimenti e impressioni con un altro sia uno dei beni pi preziosi a questo mondo. (407)

Maggie, la cagnetta loquace e altezzosa, che quasi si vergogna di avere rapporti con una bestiola dal nome volgare e piccolo borghese di Fidle, e nelle lettere parodia della corrispondenza femminile del tempo spettegola, usa francesismi, schizzinosa nei riguardi del cibo e
a proposito della trojka di iikov, specchio delle caratteristiche dei tre personaggi che trasporta.

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disprezza i corteggiatori rozzi, rappresenta Sophie, laltezzoso, irraggiungibile amore di Poprisin, superficiale e sicura di s, il cui nome francese sottolinea, ironicamente, la sua raffinatezza. In Maggie, peraltro, troviamo anche tracce della presunzione del consigliere titolare ( in realt un atteggiamento di difesa) che crede di meritare una posizione superiore al proprio grado, tale da consentirgli di suscitare lattenzione della fanciulla e la deferenza degli altri impiegati. I commenti di Popriin-lettore ora nelle vesti di censore sulle futilit delle lettere che lo disgustano, esprimono lesigenza di trovare nella corrispondenza qualcosa di pi spirituale. Laccorata richiesta di vedere luomo (Mostratemi l'uomo! Io voglio vedere l'uomo [413]) viene subito esaudita, ma non nel senso sperato. L'uomo descritto da Maggie lui stesso, limpiegato che sta nello studio di pap, una figura patetica che sfiora il ridicolo Sophie non pu proprio trattenersi dal ridere quando lo guarda (415) , definito in termini che non lasciano dubbi: .. se tu sapessi che mostro quello. Una vera tartaruga in un sacco...[...] Ha un cognome stranissimo. Sta sempre l a temperare le penne. In testa ha dei capelli che assomigliano molto al fieno. Pap manda sempre lui a far commissioni al posto del cameriere. (415) E, in effetti, nel suo diario Popriin sottolinea pi volte che ha passato molte ore immobile, sdraiato a letto, una mancanza dazione ascrivibile a uno stato depressivo. Di fronte a una verit, a livello consapevole inaccettabile e insostenibile, il bistrattato impiegato reagisce prendendosela con la linguaccia mendace della cagnolina (Menti, maledetta cagnetta! Brutta linguaccia! [415]) e con l'invidia del caposezione che gli ha giurato un odio implacabile e lo danneggia a ogni pi sospinto (415). Se Popriin rimuove lo sprezzante giudizio di Maggie e di Sophie nei propri riguardi, nonch laccenno allessere usato come sostituto del cameriere, il lettore tenuto ad associare la sua figura sia con il domestico di casa Zverkov, Grigorij, che spazza il pavimento e quasi sempre parla da solo (417), sia con Polkan, il servo-postino delle cagnette. Nello scusarsi con Fidle che le rimprovera di aver interrotto la corrispondenza, Maggie adduce a giustificazione la propria malattia e la scarsa diligenza del servo a quattro zampe: Ti ho scritto, Fidle. Scommetto che Polkan non ti ha portato la mia lettera (391-393). Entra, cos, in scena in questo teatro dellinconscio un'altra figura dimessa, quella del cameriere silenzioso, ma in fondo ribelle come ogni cane maltrattato. O meglio, come un mezzo cane se consideriamo che pol in russo indica una met, e kan riprende l'etimologia latina nel citato

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sostantivo russo kanal'stvo.51 Da Popriin-cane-fedele-non corrisposto (com' Fidle, priva di corrispondenza) a Popricin-servitore-mezzo cane, che, al contrario di Maggie, si deve accontentare di mangiare in cucina ossa gi spolpate. In tal modo, a questo tipico personaggio gogoliano irrisolto, che non viene percepito compiutamente come uomo, non si riconosce nemmeno la dignit di un vero cane, assimilandolo alla figura dimezzata di Polkan, anchesso inaffidabile e incapace di svolgere correttamente il proprio compito. Obiettivamente, lo status del nostro impiegato dipende dalla sua abilit nella copiatura di documenti: se nobile52 lo deve allaccuratezza delle sue trascrizioni. Pi di una volta egli stesso sottolinea questinterconnessione:
S, lo confesso, se non fosse per la nobilt dellimpiego, da un pezzo avrei lasciato il dipartimento.(389) Solo un nobile sa scrivere correttamente. Certo, anche alcuni mercanti e bottegai e persino i servi della gleba scribacchiano qualche volta; ma la loro scrittura per lo pi meccanica: senza virgole, n punti, n stile. (393)

Lo scrivere automaticamente e la mancanza di stile sono proprio i rilievi che il caposezione muove al consigliere titolare, mettendo in discussione la sua efficienza come copista; gli errori non rilevanti (confusione, maiuscole al posto di minuscole, omissione di date e numeri) indicano unassenza della precisione e della metodicit richieste dalle sue mansioni (oltre ad essere segni premonitori di quellincipiente follia che poi si manifester nella datazione del diario). Da qui il pi modesto compito di temperare le penne del direttore, circostanza umiliante, ma che Popriin deve considerare di una certa importanza (nella sua ottica susciterebbe addirittura linvidia del caposezione)53 in modo da sentirsi qualcuno, avere unidentit ufficiale pur se non sufficientemente elevata per ottenere il rispetto altrui. Quella di consigliere titolare , del resto, lunica identit che il lettore conosce di lui, poich se il suo nome, Aksentij Ivanovi pronunciato solo una volta e da un servo che lo invita a lasciare lufficio il cognome compare solo nel finale, insieme a tutti gli altri titoli da lui assunti
Ovviamente questo un altro gioco con il linguaggi in quanto in russo il kan di Polkan legato a kon cavallo, ed il nome di un animaletto per bambini met cavallo e met Il consigliere titolare appartiene alla cosiddetta nobilt personale o a vita, non trasmissibile ai discendenti [linoe dvorjanstvo], conferitagli dalla Tabella dei ranghi. E invidioso perch sto nellufficio del direttore e tempero le matite per sua eccellenza (387)
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quando, nascosto sotto la sedia per paura di altre torture, non risponde, peraltro, ai ripetuti, diversi appellativi usati dal presunto Grande inquisitore:
Visto che non cero si messo a chiamarmi. Allinizio ha gridato: Popriin e io neanche una parola. Poi: Aksentij Ivanov! Consigliere titolare! Nobile! Io sempre zitto. Ferdinando VIII, re di Spagna! Io volevo sporger fuori la testa, ma poi ho pensato: No, caro, non me la fai! Ti conosciamo: mi verserai di nuovo acqua fredda in testa (435).

Popriin, la societ, lo stato


La ragione unaltra forma di follia. Questaltra follia parla il linguaggio spietato della non follia(Foucault) La rigida differenziazione di classi e sottoclassi su base gerarchica propria della Tabella dei ranghi e il suo confronto con la Grande catena dellessere, mette in luce il rapporto di Popriin con lo stato e con la societ. significativo che il racconto, bench piuttosto breve (20 pagine circa), sia popolato da molti personaggi dei quali solo alcuni hanno un nome: Aksentij Ivanovi Popricin, la domestica Mavra, la figlia del direttore Sophie, le cagnette Maggie e Fidle, il mezzo cane Polkan, nonch un certo Bobov e il servo Grigorij. Sono nominati anche Pukin (397), il babbeo russo Filatka (399) che si esibiva a teatro, Filippo II (423), il famoso chimico inglese Wellington54 (sic!) (431), lo stupido Polignac (435). Gli altri, invece, vengono indicati con il titolo loro assegnato nella piramide gerarchica: direttore, consigliere di corte, tesoriere, consigliere titolare, segretario di collegio, intendenti, protocollisti di collegio; (nella gerarchia militare) generale, colonnello, gentiluomo di camere; (nellaristocrazia) czar, conte, dame e infine proprietari terrieri, letterati, giornalisti, farmacisti, attrici, mercanti, bottegai, artigiani, sarti, barbieri, levatrici, cuoche, servi della gleba. Anche nellimmaginata Spagna, intorno a Ferdinando VIII, sovrano, vengono nominati i Grandi, i deputati, il grande inquisitore, il cancelliere.
Wellington stato, in effetti, un chimico inglese ma con il suo nome evoca a ogni lettore russo il famoso duca, vincitore a Waterloo, che a suo tempo aveva messo in fuga i francesi in Spagna nella cos detta guerra peninsulare (1808-1814) mentre regnava Ferdinando VII.
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Il modesto copista ragiona e si comporta secondo i criteri propri della classe impiegatizia cui appartiene: non privo di servilismo (si riferisce al direttore e a Sophie con Eccellenza), n di negligenza, e non pu non invidiare i ricchi altolocati che possono riscuotere lattenzione di Sophie. Popriin, peraltro, esprime giudizi e presenta il mondo burocratico nei suoi aspetti deteriori, denunciandone appunto la corruzione, lavidit, la negligenza, la piaggeria e linvidia. Riconosce infatti:
E tutti quelli l, i loro padri funzionari, tutti loro che intrigano a corte e dicono di essere patrioti e questo e quello: rendite, rendite vogliono questi patrioti! La madre, il padre, Dio venderebbero per denaro, quegli ambiziosi, quei Giuda traditori! (427)

Nelle sue oscillazioni tra moralismo e invidia non risparmia i piccoli impiegati di uffici a diretto contatto con il pubblico, che si arricchiscono con cospicue elargizioni forzose ripulendo il postulante e lasciandogli indosso solo la camicia (389)55. Nella visione oggettiva di tutta la canaglia cancelleresca, Popriin proietta sugli altri anche i propri difetti che percepisce solo dalle lettere delle cagnette. Tuttavia, dallottica del mondo canino che reggendosi su un modello gerarchico allapparenza simile a quello degli uomini produce gli stessi risultati (superficialit, arroganza e disprezzo verso gli inferiori) , gli astratti idoli umani sono incomprensibili. Anche per Popriin diventano man mano inspiegabili limportanza attribuita al rango, ai titoli e i criteri su cui si basano le differenze gerarchiche. Attraverso le lettere, il consigliere titolare riscontra la propria diversit rispetto agli altri impiegati e sente vagamente di condividere con i fedeli amici delluomo altre qualit: sensibilit, fedelt, capacit di amare. Nel suo rovello interiore, le domande che si pone e le conseguenti riflessioni a questo riguardo sebbene in maniera poco chiara perch poco chiare a lui stesso sono le cause della propria rabbia e ribellione svelano una lucidit e un significato pi profondo di quanto non appaia ad una prima lettura del testo. Quando Popriin si chiede: Perch sono consigliere titolare? E perch proprio consigliere titolare?, il modesto impiegato non si riferisce al grado, ma si interroga, piuttosto, se sia giusto valutare una persona dallapparenza, dal titolo, dalle funzioni.

Lossessiva brama di denaro, al pari della sua mancanza, porta, per differenti motivi, molti personaggi gogoliani alla pazzia, alla fuga o alla morte: Petr nella Sera della Vigilia di San Giovanni nelle Veglie, artkov nel Ritratto, icikov nelle Anime Morte.

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Qui entra in gioco unaltra caratteristica di Popriin, la sua nobilt. Tale termine, in russo blagorodie, ripetuto pi volte nel testo e non solo nei suoi riguardi, si riferisce, come in italiano, non solo all'aristocrazia di nascita o per meriti di servizio ma alla nobilt d'animo. Anche in questo caso, non si tratta di essere consigliere titolare cio nobile in senso gerarchico ma di essere nobile danimo, onesto, generoso e solidale. Si annullano cos nel racconto sia lopposizione uomini-animali, sia la gerarchia alla base dell'organizzazione statale russa. Resta, allora, da stabilire perch Popricin dichiari di essere Ferdinando VIII, re di Spagna, e quale sia il suo rapporto con lo stato. Del coinvolgimento nei fatti di Spagna, che diventano per il consigliere titolare unossessione56, sono responsabili gli articoli dell'L'Ape del Nord, che si dilungano sulle ingarbugliate vicende della successione spagnola, sulla lotta tra i sostenitori di Don Carlos e quelli di Donna Isabella, sottolineando anche lintromissione negli avvenimenti di altri paesi, innanzitutto la Francia e lInghilterra, la Russia e lAustria. Il ragionamento di Popriin del tutto conseguente: se sceglie di salire su quel trono, anzich autoproclamarsi zar in patria, lo fa perch la Russia ha gi un sovrano, lui stesso l'ha visto e riverito mentre passeggiava in incognito sulla passeggiata Nevskij57. Il trono spagnolo, invece, vacante e lincoronazione di una donna va contro il rispetto dellordine gerarchico della Grande catena dellessere in quanto se il mondo umano un mondo canino solo un maschio pu essere capobranco. Afferma infatti:
Dicono che una certa doa deve salire al trono. Una doa non pu salire al trono. Sul trono dev'esserci un re. S, dicono che non c' un re: ma impossibile che non ci sia un re. Uno stato non pu stare senza un re. Il re c', solo che si trova da qualche parte in incognito. (419)

Quando decide di essere lui Ferdinando VIII, convinto di immolarsi per la causa e afferma soddisfatto: Oggi un giorno di grandissimo tripudio! La Spagna ha un re. stato ritrovato. Questo re sono io. (421) La lettura della sua autoproclamazione a sovrano di Spagna come sacrificio affinch si ristabilisca la corretta struttura gerarchica, trova
(Mi ero quasi deciso ad andare al dipartimento, ma diversi motivi e considerazioni mi hanno trattenuto. Non mi uscivano proprio dalla testa gli affari spagnoli [421]) E passato sua maest limperatore. Tutta la citt si tolta il cappello e anchio; per non ho lasciato vedere in nessun modo di essere il re di Spagna. Ho ritenuto sconveniente rivelarmi l, dinnanzi a tutti: perch per prima cosa bisogna presentarsi a corte. Mi ha trattenuto solo il fatto che non ho ancora un abito regale (427)
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un sostegno e al contempo giustifica la presenza della parola martire (muenika) nel titolo autografo del racconto (Diario di un martire pazzo), tradizionalmente interpretato come muzykanta (musicista). G. Strano, legge appunto, il termine come martire in quanto pi consono al finale e alla psicopatologia delleroe e fa notare anche la sinonimia tra terzat (torturare, straziare) e muit (tormentare martirizzare), riferendosi per soltanto alle sofferenze psicologiche e fisiche del consigliere titolare-re di Spagna e non al suo eroismo.58 Con la salita al trono di Popriin, e dopo il suo gesto emblematico di tagliuzzare tutta la stoffa della sua nuova uniforme da burocrate per farne un manto regale (come riduce a pezzettini le lettere delle cagnette) si ristabilisce lordine gerarchico, e si risolve il conflitto fra le due idee fisse e contrastanti che lo hanno portato alla follia. Ferdinando VIII accetta l'alta responsabilit di un sovrano che non pu sottrarsi al proprio dovere e, mentre tutti fuggono allentrata del grande inquisitore temendo altre torture, il consigliere titolare costretto a riconoscere: Io, in quanto re, sono rimasto solo (433). Nel nuovo altissimo rango, il presunto Ferdinando VIII incarna il re delle fiabe giusto, compassionevole ed eroico, che come compito primario si prefigge di salvare la luna astro di straordinaria mollezza e fragilit a detta dei giornali destinata a essere schiacciata dalla terra, una materia pesante (431), alterando lordine del cosmo. Il sovrano mostra cos di dare il proprio sostegno ai deboli e agli indifesi contro la prepotenza dei forti e dei violenti. Su questo pianeta opprimente e spietato, sotto le torture che gli infliggono in manicomio, lumanit latente di Popriin si rivela nella definitiva ribellione allalienante realt gerarchica russa, alla pervasiva corruzione e disumanit, agli insani valori del mondo che lo hanno fatto precipitare nella follia. Scopre, cos, l'unica, vera, immutabile gerarchia, quella di chi soffre e di chi fa soffrire. Il nobile Popriin, ovviamente, tra coloro che soffrono e, tra le mura del manicomio, in mezzo ai pazzi, pronti con lui a salvare la luna, ritrova la dignit di uomo ma, al contempo, si rende conto della propria umana debolezza e impotenza, anche come sovrano, a trasformare, da
Sulla lettura di questa parola vi discordanza tra i critici, che rimanderebbero il racconto alle novelle di Hoffmann (Kreisleriana [1813] e I dolori musicali del Maestro di cappella Johannes Kreisler [1815]), nonch allUltimo quartetto di Beethoven, Limprovvisatore e Sebastian Bach di Odoevskij. G. Strano sostiene che le parolechiave muit e terzat permettono di legare la novella gogoliana a tre racconti di Polevoj, usciti fra il 1829 e il 33 (G. Strano, Gogol. Ironia. Polemica. Parodia, cit., pp. 142-143).
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solo, un mondo oppressivo e opprimente in una societ armonica e felice. Popriin sano, bench abbia la testolina malata, ma il suo calvario ormai insopportabile. Il consigliere titolare ha ritrovato la propria vera identit di Aksentij Popriin59, e ha realizzato il destino al quale lo predestinava il suo nome di santo e martire del dovere. Aksentij un nome ricorrente nelle agiografie e il cognome, derivato da poprie (compito, dovere)60, si riscontra in Gogol nei Passi scelti della corrispondenza con gli amici con il significato di alto compito. Si capisce, cos, anche la difficolt dei critici a decifrare il termine del titolo autografo che riflette, forse, lindecisione iniziale dello stesso Gogol. Se non musicista, Popriin tuttavia un artista, uno scrittore, anzi, il re della scrittura: Ispanija (in russo Spagna) lanagramma di pisanija (scrittura) e il modesto consigliere titolare riuscito a rendere sulla carta, attraverso il linguaggio non verbale delle cagnette, la tragedia intraducibile a parole di un ioscisso. Al culmine della disperazione, Popriin implora laiuto della madre, icona dell'amore sacro, il solo autentico, capace di confortare e lenire ogni pena, al contrario di quello di Sophie che, in quanto donna (Oh, perfida creatura, la donna|!), innamorata del diavolo (425).
Salvatemi|! Portatemi via!. Datemi una trojka di cavalli veloci come il vento! Monta, mio postiglione, suona, mia campanella, impennatevi, cavalli, e portatemi via da questo mondo! Lontano, lontano, che non veda pi nulla, nulla. Ecco laggi il cielo vortica davanti a me; una stellina brilla in lontananza; il bosco vola con gli alberi scuri e la luna; una nebbia azzurrina si stende sotto i miei piedi; una corda vibra nella nebbia; da una parte il mare, dallaltra lItalia; laggi si vedono anche delle isbe russe. E' la mia casa quell'ombra azzurra, lontano? E' mia madre che siede alla finestra? Mamma, salva il tuo povero figlio! Versa una lacrima sulla sua testolina malata! Guarda come lo tormentano! Stringiti al petto il tuo povero orfanello! Non c' posto per lui nel mondo! Lo perseguitano! Mamma abbi piet del tuo bambino malato! 61
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E indicativo che tale cognome parlante per altri evochi, qualcosa di umile e ridicolo, ricordando un foruncolo, pri (Cfr. W.W. Rowe, The Diary of a Madman, New York 1976, New York University Press, p. 91) Ci a mio avviso d la possibilit di spiegare, grazie a un gioco di sinonimi e di metafore, la strana frase a proposito del bey di Algeria e il legame di questultimo con Popriin.
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Con questo significato il termine ricorrente nei Passi scelti dalla corrispondenza con amici, cit., v. II, pp. .

61 Ivi, p. 437. Se, come osiamo proporre, il corpo martoriato di Popriin realizza la locuzione povero cristo, conoscendo linclinazione al misticismo di Gogol, al di l di ogni confine temporale, con Iacopone da Todi possiamo trovare nel pianto della madre celeste il controcanto alle invocazioni del povero innocente: Figlio, lalma t uscita, - figlio de la smarrita/Figlio de la sparita, - figlio attossicato!/[.]Figlio bianco e biondo figlio, volto iocondo,/figlio, perch tha el mondo, - figlio, cos

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Si soliti interpretare il grido finale del maltrattato Popriin come il desiderio di fuga dalla sofferenza e da questo mondo, di ritorno allinfanzia: invoca linvio di una trojka veloce come il vento - come quella di iikov - che lo conduca lontano, si libri in alto sullazzurrit della Russia, sorvoli il luogo natio e lo trasporti fino allassolata Italia terra della libert per ogni russo e patria dellanima di Gogol62. In effetti non pu neanche sperare di rifugiarsi sulla luna, perch lastro una palla cos molle che la gente non ci pu vivere e ci vivono solo i nasi. Quelli dei cani insieme a quello di Popriin si sono rifugiati in quel globo per sfuggire ai maleodoranti effluvi della terra (431) e per ritrovare un calore femminile, la tenerezza: la luna fragile, sensibile come il naso canino, con il quale la madre accarezza i cuccioli dopo la nascita. Gli organi olfattivi degli umani, invece, sono l perch inutilizzati da uomini senza fiuto, che oltre che insensati sono anche ciechi: non vedono oltre il proprio naso e, pertanto, se il naso sulla luna non vedono nulla63. Linvocazione del sofferente impiegato esterna i suoi sogni (e quelli di Gogol), mai riconosciuti a se stesso, ci che avrebbe sempre voluto avere nella vita, e laccenno di Popriin a se stesso come povero orfanello chiarisce i motivi dellinsicurezza ontologica che ha segnato il consigliere titolare gi dalla nascita. Come molti orfanelli gogoliani64, il povero impiegato non ha conosciuto la madre, , osiamo dire riprendendo limprecazione pi usata in Russia, un figlio di una cagna (suchin syn); cresciuto, come iikov, senza amore, senza casa, raggiungendo con fatica e sacrifici il grado di consigliere. Quanto al padre, se anche fosse stato presente, si intuisce dal patronimico che era o rigido e violento, come Ivan IV il Terribile, o stolto come Ivan, lo sciocco delle favole
sprezato?/Figlio, dolce e piacente, - figlio de la dolente,/figlio, hatte la gente malamente trattato! Cfr. Jacopone da Todi, Laudi Pianto de la Madonna de la passione del figliuolo Iesu Cristo in L. Russo, I classici italiani, vol. I, Dal Duecento al Quattrocento, Firenze, 1955 Sansoni editore, p. 392. Su Gogol e lItalia, in particolare Roma, cfr. R. Giuliani, La meravigliosa Roma di Gogol, Roma. Per questo a detta di Popriin non possiamo vedere i nostri nasi perch si trovano tutti sulla luna. E quando ho immaginato che la terra una materia pesante e pu, posandovisi, ridurre in farina i nostri nasi, mi ha preso una tale inquietudine, che mi sono infilato calze e scarpe e sono corso nella sala del consiglio di stato, per dare alla polizia lordine di non permettere alla terra di posarsi sulla luna (431-433)
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(dal quale avrebbe potuto ereditare la durezza di comprendonio), o insignificante come un russo qualsiasi, al quale ci si riferisce di solito con questo nome. Nella sua morale, Gogol vuole andare contro i pregiudizi (tale il padre e tale il figlio) e dimostrare che, come per i cani, pi dei geni, lambiente e leducazione che forma il carattere delluomo. Al pari del protagonista del Vij e dello stesso Gogol, Popriin potrebbe essere stato educato in seminario (nel suo caso per orfani, la bursa) e potrebbe aver assorbito gli insegnamenti delle Sacre Scritture, come alluso dal suo rifiuto di farsi rasare perch non ha intenzione di diventare monaco. Schizofrenia la diagnosi fatta al poeta Bezdomnyj dal medico che lo accoglie in manicomio nel romanzo Il maestro e Margherita di M. Bulgakov. Anche lui legato da fili misteriosi alla luna, Bezdomnyj impazzisce davanti alla morte annunciata dellamico Berlioz, e a conclusione della malattia, subisce una radicale trasformazione: smette di scrivere i soliti pessimi versi, si libera per sempre (salvo nelle notti di plenilunio) dei ricordi della sua precedente inconfessabile vita legata al regime, per riprendere il suo vero nome, Ivan Nikolaevi Ponyrev, e diventare uno storico. Anche le questioni che travagliano il consigliere titolare riguardano ci che realmente accade in una rigida societ burocratizzata, che valuta luomo esclusivamente sulla base dellesteriorit, del denaro, dei pregiudizi e non dei valori morali. La follia di Popriin la proiezione della follia del mondo (che, del resto, avanza sempre pi) nella coscienza di un uomo, il quale finalmente capisce che per lui non c' posto su questa terra pesante, in un mondo insano e insensato dal quale, infatti, lo cacciano. Il suo dubitare Forse io stesso non so chi sono non si riferisce al grado gerarchico, ma alla sfera morale. Seguire listinto delle bestiacce o realizzare la propria umanit? Popriin ha fatto la propria difficile scelta, una scelta che prima o poi si pone ad ogni uomo.

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