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5 Quaderni del Dipartimento di Scienze dellAntichit e del Vicino Oriente Universit Ca Foscari Venezia

TEMPORALIA ITINERARI NEL TEMPO E SUL TEMPO


Contributi della Scuola di Dottorato in Scienze Umanistiche Indirizzo in Storia antica e Archeologia

a cura di FRANCO LUCIANI, CHIARA MARATINI, ANNAPAOLA ZACCARIA RUGGIU

S.A.R.G.O.N. Editrice e Libreria Padova 2009

Il volume stato pubblicato con il contributo del Dipartimento di Scienze dellAntichit e del Vicino Oriente Universit Ca Foscari Venezia

S.A.R.G.O.N. Editrice e Libreria Via Induno 18b I-35134 Padova SAR.GON@libero.it I edizione Padova, Dicembre 2009 Propriet letteraria riservata ISBN 978-88-95672-06-9 4227-204540

DISTRIBUZIONE HERDER Editrice e Libreria, Piazza Montecitorio 117-120, 00186 Roma http://www.herder.it CASALINI Libri S.p.A. Via B. da Maiano 3 50014 FIESOLE - Firenze http://www.casalini.it

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INDICE

ANNAPAOLA ZACCARIA RUGGIU Presentazione .................................................................................................................p. I SIGLE E ABBREVIAZIONI ..............................................................................................p. III NICLA DE ZORZI La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa ......p. 1 JULIE PATRIER Temps et alimentation au Proche-Orient ancien: conservation et stockage des denres alimentaires ............................................................................................p. 41 ALESSANDRA BARCARO Augusto e i Fasti Praenestini: il tempo del princeps ................................................. p. 71 ALBERTO ELLERO Sulle re locali e collegiali: due magistratus eponimi a Iulia Concordia?................. p. 95 FRANCO LUCIANI Ultimi minuti di vita: le suddivisioni dellhora nelle epigrafi funerarie latine ........p. 121 CHIARA MARATINI Pulvis et umbra: richiami al memento mori (I a.C. - I d.C.).....................................p. 145 FRANCESCA RAPONE I mercati periodici nellAlto Medioevo ....................................................................p. 169 MARGHERITA FERRI Nature morte: considerazioni sulla vita degli oggetti ceramici ................................p. 179

PRESENTAZIONE
Annapaola Zaccaria Ruggiu Il Volume Temporalia, inserito nella serie dei Quaderni del Dipartimento di Scienze dellAntichit e del Vicino Oriente, rappresenta un contributo della Scuola di Dottorato in Scienze Umanistiche dellUniversit di Venezia e in particolare di quel settore della Scuola costituito dal Dottorato in Storia Antica e Archeologia, Storia dellarte. Per la verit si tratta non del primo, ma del secondo Contributo del nostro Dottorato, preceduto infatti dalla pubblicazione avvenuta nel 2007 sul tema del banchetto nel mondo antico dal titolo Alimentazione e Banchetto. Forme e valori della commensalit dalla preistoria alla tarda antichit, a cura di R. Bortolin e di A. Pistellato, edito dallAteneo di Venezia. Le due pubblicazioni hanno un grande significato per il Dottorato, testimonianza del dinamismo e della pluralit di formazione di questo, e prova tangibile delle capacit degli allievi di misurarsi con lesterno. La decisione del collegio dei docenti di affrontare ad ogni ciclo un argomento particolare che coinvolgesse dottorandi, docenti e specialisti esterni al dottorato intorno a temi di carattere interdisciplinare, ha dato finora buoni risultati, costituendo il motore di altre indagini scientifiche, che ampliano e arricchiscono la formazione degli studenti che si sono confrontati con un tema differente rispetto al personale progetto di ricerca. Si scrive e si parla molto del carattere multidisciplinare del Dottorato, della opportunit di aprire la ricerca a interessi diversi e correlati tra loro, a studiosi ed allievi stranieri, a discussioni critiche che costituiscano occasioni di dibattiti autenticamente interdisciplinari, di aperture verso nuovi orizzonti, pi consapevoli della necessit per la ricerca di misurarsi con altre aree scientifiche che si presumono di solito troppo distanti e lontane, che smuovano anche le nostre abitudini e consuetudini scientifiche per promuovere negli allievi interessi, curiosit, rapporti di scambio culturale anche nei confronti di settori disciplinari diversi. Questo libro sul Tempo composto da contributi prodotti esclusivamente dai dottorandi e dai dottorandi in cotutela, come il precedente raccoglie articoli che spaziano dalla concezione del tempo in Mesopotamia attraverso una lettura delle lettere di Mari (Nicla De Zorzi, La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa) e dalla scansione dei tempi dellalimentazione e dello stoccaggio delle merci nel Vicino Oriente (Julie Patrier, Temps et alimentation au Proche-Orient ancien: conservation et stockage des denres alimentaires), alla periodizzazione dei mercati nellAltomedioevo (Francesca Rapone, I mercati periodici nellAlto Medioevo), alla durata di vita degli oggetti ceramici nel Medioevo (Margherita Ferri, Nature morte:

Annapaola Zaccaria Ruggiu considerazioni sulla vita degli oggetti). Nel mezzo, tra queste parentesi cronologiche estreme, si collocano gli altri articoli che si inseriscono tutti nellet romana. Si tratta degli interventi di Alessandra Barcaro sul ruolo politico delluso del calendario (Augusto e i Fasti Praenestini), di Alberto Ellero sui sistemi di datazione di tipo epigrafico e dei sistemi locali di conteggio delle re con tutte le varianti locali che davano frequentemente adito a indicazioni cronologiche equivoche (Sulle ere locali e collegiali; due magistratus eponimi a Julia Concordia), di Franco Luciani che esplora le iscrizioni funerarie che riportano la data di morte con estrema esattezza comprendente anche lora che tiene conto delle frazioni di tempo pi piccole, come la mezzora e loncia e un dodicesimo dellora attestate prevalentemente su epigrafi funerarie di bambini, per i quali la registrazione puntigliosa del tempo trascorso in vita poteva rappresentare la fugacit stessa del tempo e della vita umana e sottolineava cos il rimpianto per la persona cara scomparsa (Ultimi minuti di vita: le suddivisioni dellhora nelle epigrafi funerarie latine). Sul tema della fugacit dellesistenza si sofferma anche Chiara Maratini nellarticolo che chiude il volume (Pulvis et umbra : richiami al memento mori (I a.C.-I d.C.). Lautrice, nellesaminare gemme, ceramiche e mosaici che rappresentano scheletri, teschi, scheletri a banchetto, anche in formulazioni parodistiche, inserisce questi oggetti nel quadro delle produzioni connesse con la speculazione stoica ed epicurea. Questo volume miscellaneo ci presenta un panorama molto vario di studi sul tempo: durata di vita di uomini e cose, tempi del lavoro delluomo, calcoli e strumenti per misurare il passare del tempo, fugacit del tempo e riflessioni teoriche sullo scorrere ineluttabile di questo. Alla fine rimane il senso dellinafferrabilit del concetto di tempo, malgrado i tentativi di coglierlo nei momenti opportuni, di misurarlo, di rinchiuderlo in un sistema ordinato che ci permetta di organizzare la vita, il lavoro, le relazioni umane. Quanto pi lo si indaga in profondit tanto pi ci sfugge e ne emergono le complessit e le contraddizioni, le percezioni diverse elaborate secondo culture, epoche, civilt differenti.

Annapaola Zaccaria Ruggiu Coordinatore del Dottorato in Storia antica e Archeologia, Storia dellArte Universit degli Studi Ca Foscari, Venezia

Venezia 27-11-2009

II

SIGLE E ABBREVIAZIONI*
AbB AbB VI AE AG AGD AGD I AGD II AGD IV AHw ARM ARM I ARM IX ARM X ARM XXI ARMT ARMT I ARMT II ARMT III ARMT IV ARMT V ARMT VI ARMT X ARMT XI ARMT XII ARMT XIII ARMT XIV ARMT XVIII ARMT XXI ARMT XXIII ARMT XXVI/1 ARMT XXVI/2 ARMT XXVII ARMT XXVIII
*

Altbabylonische Briefe in Umschrift und bersetzung, Leiden 1964R. FRANKENA, Briefe aus dem Berliner Museum, Leiden 1974 LAnne pigraphique, Paris 1888A. FRTWANGLER, Die antiken Gemmen, Berlin 1900 Antiken Gemmen in Deutschen Sammlungen, Mnchen 1970E. SCHMIDT (Hrsg.), Antiken Gemmen in Deutschen Sammlungen, BAND I Teil 2, Staatliche Mnzsammlung Mnchen, Mnchen 1970 E. ZWIERLEIN-DIEHL (Hrsg.), Antiken Gemmen in Deutschen Sammlungen, BAND II, Staatliche Museen Preuischer Kulturbesitz, Antiken-abteilung Berlin, Mnchen 1970 P. ZAZOFF (Hrsg.), Antiken Gemmen in Deutschen Sammlungen, BAND IV, Hannover Kestner-Museum, Hamburg Museum fur Knst und Gewerbe, Wiesbaden 1975 W. VON SODEN, Akkadisches Handwrterbuch, Wiesbaden 1959-1981 Archives Royales de Mari. Planches, Paris 1946G. DOSSIN, Archives Royales de Mari I: Lettres, Paris 1946 M. BIROT, Textes administratifs de la Salle 5 du Palais, Paris 1960 G. DOSSIN, Archives Royales de Mari X: La correspondence feminine, Paris 1967 J.-M. DURAND, Textes administratifs des salles 134 et 160 du palais de Mari, Paris 1983 Archives Royales de Mari, Paris 1950G. DOSSIN, Correspondance de &am^i-Addu, Paris 1950 C.-F. JEAN, Lettres diverses, Paris 1950 J.-R. KUPPER, Correspondance de Kibri-Dagan, Paris 1950 G. DOSSIN, Correspondance de &am^i-Addu, Paris 1951 G. DOSSIN, Correspondance de Yasma~-Addu, Paris 1952 J.-R. KUPPER, Correspondance de Ba~di-Lim, Paris 1954 G. DOSSIN, La correspondance fminine, Paris 1978 M. BURKE, Textes administratifs de la salle 111 du palais, Paris 1963 M. BIROT, Textes administratifs de la Salle 5 du Palais, 2e partie, Paris 1964 G. DOSSIN J. BOTTERO M. BIROT M. L. BURKE J.-R. KUPPER A. FINET, Textes divers offerts Andr Parrot loccasion du XXXe anniversaire de la dcouverte de Mari, Paris 1964 M. BIROT, Lettres de Yaqqim-Addu, gouverneur de Sagartum, Paris 1974 O. ROUAULT, Mukanni^um: ladministation et lconomie palatiales Mari, Paris 1977 J.-M. DURAND, Textes administratifs des salles 134 et 160 du palais de Mari transcrits, traduits et comments, Paris 1983 G. BARDET, Archives administratives de Mari I, Paris 1984 J.-M. DURAND, Archives pistolaires de Mari I/1, Paris 1988 D. CHARPIN F. JOANNES S. LACKENBACHER B. LAFONT, Archives pistolaires de Mari I/2, Paris 1988 M. BIROT, Correspondance des gouverneurs de Qa\\unn, Paris 1993 J.-R. KUPPER, Lettres royales du temps de Zimri-Lim, Paris 1998

Le riviste citate allinterno dei contributi sono abbreviate secondo lArchologische Bibliographie.

Sigle e abbreviazioni
ASV CAD CCT CCT 3 CCT 5 CFA Chronica Permensia CIL CIMRM Codex diplomaticus langobardiae Codice diplomatico del monastero di Bobbio CT CT 41 DA DE DKP Archivio di Stato di Venezia The Assyrian Dictionary of the University of Chicago, Chicago 1956Cuneiform Texts from Cappadocian Tablets in the British Museum, London 1921Cuneiform Texts from Cappadocian Tablets in the British Museum, 3, London 1931 Cuneiform Texts from Cappadocian Tablets in the British Museum, 5, London 1956 J. SCHEID, Commentarii Fratrum Arvalium qui supersunt. Les copies pigraphiques des protocoles annuels de la confrrie Arvale (21 av.-304 ap. J.C.), Roma 1998 L. BARBIERI, Chronica Permensia seculo XI ad exitum seculi XIV, Parma 1858 Corpus Inscriptionum Latinarum, consilio et auctoritate Academiae litterarum regiae Borussicae editum, Berolini 1863M. J. VERMASEREN, Corpus Inscriptionum et Monumentorum Religionis Mithriacae, I-II, Den Haag 1956-1960 G. PORRO LAMBERTENGHI, Codex diplomaticus Langobardiae, Torino 1873 C. CIPOLLA G. BUZZI (a cura di), Codice diplomatico del monastero di Bobbio fino allanno MCCVIII, Roma, 1919 Cuneiform Texts from Babylonian Tablets in the British Museum, London 1896Cuneiform Texts from Babylonian Tablets in the British Museum, 38-41, London 1925 C. DAREMBERG E. SAGLIO (dd.), Dictionnaire des antiquits grecques et romaines, Paris 1877-1919 Dizionario Epigrafico di Antichit Romane, Roma 1895W. SONTHEIMER K. ZIEGLER (Hrsgg.), Der kleine Pauly. Lexikon der Grundlage von Paulys Realencyclopdie der klassischen Altertumswissenschaft unter Mitwirkung zahlreicher Fachgelehrter, Stuttgart 1964-1975 H. CANCIK H. SCHNEIDER (Hrsgg.), Der neue Pauly. Encyclopdie der Antike, Stuttgart-Weimar 1996-2003 Florilegium Marianum, Paris 1992J.-M. DURAND (d.), Florilegium Marianum I. Recueil dtudes en lhonneur de Michel Fleury, Paris 1992 D. CHARPIN J.-M. DURAND (dd.), Florilegium marianum II. Recueil dEtudes la Mmoire de Maurice Birot, Paris 1994 D. CHARPIN J.-M. DURAND (dd.), Florilegium Marianum III. Recueil dEtudes la Mmoire de Marie-Thrse Barrelet, Paris 1997 D. CHARPIN N. ZIEGLER, Florilegium Marianum V. Mari et le ProcheOrient lpoque amorrite. Essai dhistoire politique, Paris 2003 D. CHARPIN J.-M. DURAND (dd.), Florilegium Marianum VI. Recueil dtudes la mmoire dAndr Parrot, a cura di Paris 2002 J.-M. DURAND, Florilegium Marianum VII. Le Culte du Dieu de lOrage dAlep et laffaire dAlahtum, Paris 2002 J.-M. DURAND, Florilegium Marianum VIII. Le Culte des pierre set le monuments commmoratifs en Syrie amorrite, Paris 2005 Hispania Epigraphica, Madrid 1989-

DNP FM FM I FM II FM III FM V FM VI FM VII FM VIII Hep IV

Sigle e abbreviazioni
I diplomi di Berengario I IAM ICUR ILAlg ILCV ILJug. ILLRP ILMN ILS ILTun IMC InscrAq InscrIt IRL LexTL Lex. Top. MGH MGH 1883 MGH 1897 MGH 1900-1903 MGH 1903 MGH 1909 MSR OBTCB OBTR Pais PPM RE RHP L. SCHIPARELLI (a cura di), I diplomi di Berengario I, Roma 1903 Inscriptions antiques du Maroc 2. Inscriptions latines, Paris 1982 I. B. DE ROSSI, Inscriptiones Christianae urbis Romae septimo saeculo antiquiores, Romae 1857-1915 Inscriptions latines dAlgrie, Paris 1922E. DIEHL (cur.), Inscriptiones latinae christianae veteres, I-III, Dublin Zrich 19703; J. MOREAU H.I. MARROU (curr.), IV, Supplementum, Dublin - Zrich 1967 A. AEL J. AEL, Inscriptiones Latinae quae in Jugoslavia inter annos MCMLX et MCMLXX repertae et editae sunt, Ljubljana 1978 A. DEGRASSI (cur.), Inscriptiones Latinae Liberae Rei Publicae, Firenze 1957-1963 G. CAMODECA H. SOLIN (a cura di), Catalogo delle iscrizioni latine del Museo Nazionale di Napoli, I. Roma e Latium, Napoli 2000 H. DESSAU, Inscriptiones Latinae Selectae, Berolini 1892-1916 Inscriptions Latines de la Tunisie, Paris 1944 K. KORHONEN, Le iscrizioni del museo civico di Catania, Helsinki 2004 G. B. BRUSIN, Inscriptiones Aquileiae, Udine 1991 Inscriptiones Italiae, Roma 1931F. ARIAS VILAS P. Le ROUX A. TRANOY, Inscriptions romaines de la province de Lugo, Paris 1979 E. FORCELLINI G. FURLANETTO F. CORRADINI G. PERIN, Lexicon Totius Latinitatis, Patavii 1864-19264 E.M. STEINBY (cur.), Lexicon Topographicum Urbis Romae, Roma 1993Monumenta Germaniae Historica, Hannover 1883A. BORETIUS (cur.), MGH, Legum sectio II, I, Capitularia regum francorum, Hannover 1883 A. BORETIUS (cur.), MGH, Legum sectio II, II, Capitularia regum francorum, Hannover 1897 H. BRESSLAU (cur.), MGH, Diplomatum regum et imperatorum germaniae III, Heinrici II et Arduini diplomata, Hannover 1900-1903 A. DOPSCH (cur.), MGH, Diplomata Karolina, I, Pipini, Carlomanni, Caroli Magni diplomata, Hannover 1903; H. BRESSLAU (cur.), II diplomata, Hannover - Leipzig 1903 MGH, Diplomatum regum et imperatorum germaniae, II, Conradi HannoverLeipzig 1909 F. HULTSCH, Metrologicorum scriptorum reliquiae, I-II, Lipsiae 1864-66 P. TALON, Old Babylonian Texts from Chagar Bazar, Akkadica Supplementum X, Fondation Assyriologique Georges Dossin, Bruxelles 1997 S. DALLEY C. B. F. WALKER J. D. HAWKINKS, The Old Babylonian Tablets from Tell al Rimah, The British School of Archaeology in Iraq, Hertford 1976 E. PAIS, Corporis Inscriptionum Latinarum Supplementa Italica, Roma 1884 I. BRAGANTINI M. DE VOS F. PARISE BADONI, Pitture e Mosaici in Pompei, Repertorio fotografico dellICCD, Roma 1991-1993 A. PAULY G. WISSOWA W. KROLL (Hrsgg.), Real-Encyclopdie der klassischen Altertumswissenwschaft, Stuttgart 1893-1978 B. LRINCZ, Die rmischen Hilfstruppen in Pannonien whrend der Prinzipatszeit. I. Die Inschriften, Wien 2001

Sigle e abbreviazioni
RICIS Roberti Stephani ThLL SIRIS SupplIt ThLL L. BRICAULT, Receuil des inscriptions concernant les cultes isiaques (RICIS), Paris 2005 R. ESTIENNE, Roberti Stephani lexicographorum principis Thesaurus linguae latinae : in 4. tomus divisus, Basilae 1740-1743 L. VIDMAN, Sylloge inscriptionum religionis Isiacae et Sarapiacae, Berlin 1969 Supplementa Italica. Nuova serie, Roma 1981Thesaurus Linguae Latinae, Leipzig 1900-

VI

LA SCANSIONE DEL TEMPO NELLE LETTERE DI MARI: USI RETORICI E PRASSI AMMINISTRATIVA
Nicla De Zorzi Ad Aldo Introduzione La concezione del tempo in Mesopotamia stata oggetto negli ultimi anni di numerosi studi che si sono prevalentemente concentrati sulla visione e la descrizione del passato allinterno della letteratura cosiddetta storiografica1. La scansione del tempo allinterno dei testi giuridici e amministrativi stata a sua volta accuratamente indagata2. Per contro, il contributo della letteratura epistolare alla comprensione della percezione del tempo, pur essendo di primaria importanza, stato analizzato solo in maniera superficiale3. Eppure, le lettere, a ragione dei loro legami con la vita reale, sono indiscutibilmente una fonte privilegiata di conoscenza della mentalit antica e, come vedremo, appaiono a loro volta caratterizzate da un marcato interesse nei confronti del tempo e della sua organizzazione. In questa fase saranno sufficienti alcune osservazioni sullopportunit di studiare la concezione del tempo in Mesopotamia attraverso le lettere.

Desidero ringraziare L. Milano per aver proposto il tema di questo articolo e per aver pazientemente seguito con suggerimenti e correzioni la sua elaborazione. Ringrazio inoltre M. Jursa per avere letto una versione preliminare del testo contribuendo al suo miglioramento con osservazioni e indicazioni bibliografiche. Classici sono gli studi di WILCKE 1982, 31-52; WILCKE 1988, 113-140 e WILCKE 1989, 557-571; KRECHER MLLER 1975, 13-44; HRUKA 1979, 4-14; FALKENSTEIN 1963, 461-472. RENGER 1996, 9-60 propone unampia sintesi sulla visione del passato nella documentazione mesopotamica (con relativa bibliografia). Sulla letteratura storiografica vd. altres HALLO 1983, 9-20 (in particolare sulla documentazione in lingua sumerica) e GLASSNER 1993, 1-47. Sulla visione del passato nella documentazione paleo-babilonese vd. EDZARD 1989, 157-166 e DURAND 2003, 1-12 (Mari). Per lepoca neo-assira vd. recentemente GALTER 2004, 118-135. In generale sulla concezione e la quantificazione del tempo in Mesopotamia vd. ROBSON 2004, 45-90. Vd. MAUER 1992, 339-346 e LIMET 1994, 197-208 sulla visione del tempo nella letteratura giuridica. Sul ruolo del tempo nella documentazione economico/amministrativa vd. ENGLUND 1988, 121-185 e Selz 1999, 465-512. RENGER 1996, 10-11 non approfondisce il ruolo delle lettere, pur citandole come fonti primarie di analisi.

Nicla De Zorzi Lo scambio epistolare, nellantichit cos come oggi, costituisce una particolare situazione comunicazionale. Come osservato da F.M. Fales riguardo alla corrispondenza reale neo-assira, la lettera era ritenuta unespressione di oralit a distanza, in cui la tavoletta serviva a colmare le dimensioni di spazio e di tempo che separavano mittente e destinatario da un colloquio diretto4. Tuttavia, questo legame con loralit non qualifica la lettera come una semplice riproduzione di un discorso orale. Se vero che nella maggior parte dei casi la scrittura di una lettera generata da una necessit contingente, altres innegabile che le potenzialit offerte dalla lingua scritta pianificazione, correzione e (ri)lettura, composizione stilistica determinano in maniera decisiva il prodotto finale5. Il riconoscimento della letterariet della corrispondenza epistolare mesopotamica, oltre a rappresentare una tappa fondamentale nella storia degli studi, costituisce un elemento di primaria importanza nella valutazione della percezione del tempo allinterno di questa documentazione. Come vedremo, la redazione scritta della lettera consente al mittente di manipolare il tempo a fini pragmatici, (ri)costruendo convenientemente gli eventi in funzione del messaggio (implicito e/o esplicito) che intende trasmettere. In questottica saranno oggetto di attenzione anche i meccanismi psicologici che governano lo scambio epistolare: nel caso particolare della corrispondenza tra il re di Mari e i suoi funzionari, una delle pi significative, si dimostrer come la retorica epistolare potesse essere influenzata da una costante preoccupazione nei confronti di unefficiente organizzazione del tempo e come questultima svolgesse un ruolo essenziale nella mentalit burocratica. La scelta di utilizzare come campo di indagine il corpus delle lettere di Mari dovuta essenzialmente a tre motivi: il carattere ufficiale del corpus; la ricchezza e la variet di informazioni che esso fornisce; lassenza di studi specificatamente indirizzati alla retorica epistolare a fronte dellottimo stato di pubblicazione delle lettere6. Il presente contributo stato articolato in tre sezioni: una sezione di sintesi delle caratteristiche formali e dei meccanismi procedurali della corrispondenza epistolare a Mari ( 1); una sezione di presentazione delle espressioni di tempo ricorrenti allinterno delle lettere ( 2); una sezione centrale di analisi della percezione del tempo attraverso esempi concreti ( 3). 1. La corrispondenza epistolare a Mari 1.1. Le caratteristiche formali Se indiscutibile che le lettere presentano legami con la vita reale pi stretti rispetto ad altre categorie documentarie, esse risultano allo stesso tempo caratterizzate da un notevole livello di letterariet. Lepistolografia a Mari, cos come nel resto del Vicino

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Vd.FALES 2001, 122. Per una distinzione tra lingua scritta e lingua parlata con riferimento alla letteratura epistolare mesopotamica vd. SALLABERGER 1999, 10. Per unesauriente presentazione del corpus epistolare di Mari vd. DURAND 1997, 25-40.

La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Oriente, costituisce un genere che si basa in larga misura su convenzioni e che fa ampio uso di formule ed elementi fissi. Questa formularit si concentra soprattutto nella parte iniziale e nella parte finale della lettera. Lincipit prevede unintestazione con indicazione del destinatario e del mittente (nome e/o titolo) presentati sulla base della loro relazione reciproca: ad esempio, nelle lettere dei funzionari di Mari, il sovrano chiamato bl mio Signore, mentre il funzionario si definisce waradka tuo servo. Lintestazione spesso accompagnata da espressioni convenzionali di rassicurazione sullo stato generale delle cose, come lum NG u ~al#um ^alim la citt NG e il distretto stanno bene nel caso delle lettere di funzionari e governatori di provincia al sovrano, oppure bulu\ ^almku ekallaka ^alim salute! io sto bene e il tuo palazzo sta bene nel caso delle lettere spedite al sovrano dai membri della sua famiglia7. La parte centrale della lettera costituita dallindicazione del suo oggetto, generalmente introdotto dalla preposizione a^^um riguardo a e in alcuni casi dalla ripresa verbatim o meno del contenuto di una precedente missiva8. Si veda, ad esempio, lintroduzione di una lettera (ARMT XVIII 15; cfr. Durand 1997, 373, n. 238) inviata da Zimr-Lm, assente da Mari, al suo intendente di palazzo Mukannium9: ARMT XVIII 15: 4-7 [Zimr-Lm a Mukannium]
tup-pa-ka ^a tu-^a-bi-lam e^-me / a^-^um ka-al-gu-uk-ki-im / tim / ^a ta-a^-pu-ra-am ()
na4

ga-bi-i-im li-iq-

Ho ascoltato la lettera che mi hai fatto portare. Riguardo al kalgukkum, alla pietragabm e al liqtum di cui mi hai scritto ()

Viceversa, una lettera (M. 5412) inviata da Mukannium a Zimr-Lm fornisce un esempio di ripresa verbatim di una missiva ricevuta in precedenza: M. 5412: 4-8 (Lafont 2002, 401-402, n. 59) [Mukannium a Zimr-Lm]
a^-^um gi^nu-ba-lim gal ^a k-gi / [a-na pu-u\]-\-ri-im be-l ki-a-am / [i^-pu-ra-am u]m-ma-a-mi i~-zi ^a gi^nu-ba-lim ^a-a-ti / [li-pa-a\-\e4-ru] k-gi-s li-#-du / [-luma l]i-im-~a-#-^u ki-i ()

Nella corrispondenza paleo-babilonese tra privati lintestazione piuttosto corredata da benedizioni indirizzate al destinatario: vd. DALLEY 1973, 79-88. Nella corrispondenza reale neo-assira sono di regola auspici di benedizione da parte di varie divinit, talora sostituiti da informazioni sullo stato delle cose: vd. FALES 1983, 10-11. Il riferimento a una precedente missiva consentiva di mantenere una memoria orale delle varie tappe del processo comunicativo (vd. DURAND 1997, 34). Il medesimo espediente viene utilizzato nella corrispondenza ufficiale neo-assira: vd. FALES 2001, 125-126. La gran parte della corrispondenza di Mukannium stato pubblicata in ARMT XIII e XVIII. Uno studio dinsieme, con la pubblicazione di alcuni nuovi testi, stato recentemente realizzato da LAFONT 2002, 373-412.

Nicla De Zorzi
Riguardo al grande carro in oro da smantellare, il mio Signore mi ha scritto in questi termini: necessario che si smantellino i montanti di questo carro, che si faccia fondere il suo oro, oppure che lo si martelli. Che ne stato?

Alcune lettere trattano argomenti diversi, non necessariamente correlati: in questo caso lespressione ^antam altra questione designa il passaggio da un argomento allaltro. La lettera spesso si conclude invocando un intervento da parte del sovrano o segnalando il carattere informativo del messaggio trasmesso attraverso il ricorso alla formula bl l ide che il mio Signore lo sappia. Il motivo di tale stereotipia sta nella procedura di redazione. Il mittente della lettera nella maggior parte dei casi dettava allo scriba alcune indicazioni di massima sul messaggio da trasmettere, era poi lo scriba stesso ad occuparsi della redazione sulla base di canovacci prestabiliti10. Naturalmente la qualit del testo dipendeva dallabilit dello scriba; inoltre, come vedremo, la personalit del mittente in alcuni casi poteva influenzare lo stile della lettera11. Se lintestazione e la chiusura sono caratterizzate da una rigida convenzionalit, la parte centrale, cio il messaggio vero e proprio, presenta invece una certa variabilit a seconda del tema trattato e dei protagonisti dello scambio epistolare. A ci si aggiungano la laconicit di alcuni messaggi e leventuale assenza di un contesto, che possono complicare o addirittura impedire una reale comprensione da parte del lettore moderno12. Tuttavia, poich questa sezione risulta allo stesso tempo influenzata da strategie retoriche ed espedienti stilistici, che avevano evidentemente lo scopo di contribuire allefficacia della comunicazione, pu essere indagata con gli strumenti propri dellanalisi letteraria13. Analisi di questo tipo sono state sperimentate per il momento solo in maniera limitata e su corpora diversi da quello di Mari14. Tuttavia, gli studi che vi sono stati dedicati hanno dimostrato come essa permetta di penetrare le maglie di un meccanismo comunicativo che altrimenti rischierebbe di rimanere in buona parte oscuro a ragione delle sue caratteristiche intrinseche. Per quanto riguarda Mari, sembra che le strategie retoriche variassero anche in maniera significativa a seconda delle circostanze e dei soggetti coinvolti. Ne sono un chiaro esempio le cosiddette lettere gemelle, missive con il medesimo contenuto che

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Per lutilizzo da parte degli scribi di canovacci prestabiliti nella redazione delle lettere vd. JOANNS 1985, 106-109 e CHARPIN 2008, 163-167. Sullinfluenza di copisti e mittenti sul linguaggio epistolare vd. DURAND 1991, 60, n. 124. Vd. al riguardo le osservazioni di CHARPIN ZIEGLER in FM V, 18. I primi studi in questa direzione sono stati realizzati sul corpus epistolare neo-assiro: vd. FALES 1983, 13-16; PONCHIA 1989, 115-128; FALES 2001, 128-133. In generale sulla questione del rapporto tra lettere e letteratura vd. FARBER 1993, 98-102. Analisi di questo tipo sono state tentate per la corrispondenza ufficiale neo-assira (vd. FALES 1983, 13-16) e per quella paleo-babilonese tra privati (vd. TAMMUZ 1998, 379-388 e SALLABERGER 1999, 213-259, cap. IV Argumentation, questultimo con relativa bibliografia).

La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa un funzionario indirizza a due diversi destinatari, il sovrano e un altro funzionario15. Nelle lettere aventi come destinatari i funzionari, le tensioni vengono confessate con maggiore schiettezza e si fa appello a vincoli di tipo personale (amicizia, fratellanza) a scopo di convincimento. Peculiari sono anche le lettere che il sovrano scambia con i membri della propria famiglia, in particolare quelle che le donne, regine e principesse, gli indirizzano; in queste il richiamo ai vincoli di parentela si accompagna alle continue richieste di rassicurazione e invio di notizie16. Formule ed espressioni cambiano anche in base ai luoghi di provenienza delle lettere, suggerendo lesistenza di veri e propri stilemi regionali17. Parallelamente, espedienti come domande retoriche, discorsi fittizi, pensieri riportati in discorso diretto, precisazioni, dovevano costituire una sorta di arsenale a disposizione del genere epistolografico: ci suggerito dal loro ricorrere uniforme e trasversale ai diversi gruppi di lettere18. Molti di essi verranno analizzati singolarmente nel seguito di questo contributo. 1.2. Le procedure La maggior parte delle lettere di Mari ha come mittente o destinatario il sovrano. Si tratta, in altre parole, di una corrispondenza ufficiale. Il corpus comprende le lettere indirizzate al sovrano da membri della famiglia reale, funzionari provinciali, funzionari di Mari in missione allestero, sovrani stranieri, ecc. Possediamo anche le lettere che il sovrano, assente dalla capitale, indirizza a membri della sua famiglia oppure ai funzionari rimasti a Mari. In pochi fortunati casi ci sono pervenute sia la lettera indirizzata al sovrano sia la risposta di questultimo. Alcune lettere, bench non direttamente indirizzate al sovrano, gli vengono trasmesse da funzionari di provincia o vassalli, a ragione del giuramento di fedelt e dovere di informazione a cui sono sottoposti. Di alcune lettere indirizzate a sovrani stranieri dobbiamo supporre che non siano mai state inviate ovvero che se ne sia voluta conservare una copia negli archivi. Il resto del corpus include le lettere che funzionari scrivono ad altri funzionari oppure ai membri della famiglia reale. Ci pervenuto infine un piccolo lotto di lettere indirizzate a sovrani stranieri, per lo pi in contingenze belliche, da funzionari provinciali, che sono state verosimilmente intercettate e sequestrate ai loro messaggeri prima di arrivare a destinazione. La corrispondenza era dunque fortemente voluta dal sovrano e di fatto dipendeva dal suo desiderio di essere messo al corrente di ogni evento, civile o militare, prodottosi allinterno dei territori da lui controllati. Ne consegue che ai subalterni veniva richiesto di dimostrare la propria fedelt mantenendo il sovrano costantemente informato.
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Per le lettere gemelle aventi come uno dei destinatari unu~ra-~l vd. SASSON 1988, 329-351 e BONECHI CATAGNOTI 1994, 55-56. Un consistente gruppo di lettere gemelle appartiene alla corrispondenza dei governatori di Qa\\unn: vd. ARMT XXVII, 17-18. Sul linguaggio delle donne vd. DURAND 1984, 174-182. Vd. ARMT XXVI/2 51 (corrispondenza di Yam#m); DURAND 1988a, 98-101; CHARPIN 1989, 31 (lettere da Iln-$ur); KUPPER 1992, 79-80 (uarr); CHARPIN 1993b, 94 (usi epistolari delle cancellerie di Enunna, Ekalltum e Mari). Sulla questione anche WASSERMANN 1994, 333, n. 66. Simili espedienti retorici vengono usati nella corrispondenza neo-assira: vd. FALES 1983, 12-14 e FALES 2001, 131.

Nicla De Zorzi Un piccolo gruppo di testi, noti come protocolli giurati, oltre a documentare questa consuetudine, attesta lutilizzo a Mari di una prassi giuridico-amministrativa ampiamente applicata in epoca neo-assira19. Si tratta di documenti nei quali determinate categorie (funzionari reali, divinatori, intendenti del palazzo, governatori) ovvero interi gruppi sociali (stati vassalli e trib nomadi) giurano di agire secondo precise direttive, ovvero di non aver agito in maniera contraria alle suddette20. Lanalisi di questo dossier ha permesso di gettare luce sulle relazioni che il sovrano intratteneva con i suoi subalterni, nonch di indicare quale loro compito principale il dovere di informazione21. Si veda, ad esempio, lincipit del cosiddetto protocollo dei divinatori: ARMT XXVI/1 1: 1-10
[i-na te-re-e-et zi-im-ri-li-im be-l-ia] / [i-na ne-p-e15-tim ma-li i]-a-k[a-nu-ma a-am-ma-ru] / [-lu-ma i-na te-re-et mu-]-ke-nim / [i-na ne-p-e15-tim ma-li i]a-ka-nu-ma a-am-ma-r[u] / [uzu le-em-na-am la da]m-qa-am ma-li a-am-ma-ru / [a-na Izi-im-ri-li-im be-l-ia] lu- a-qa-ab-bi la a-ka-at-ta-mu / uz[u l]e-[em-naam la dam-qa-a]m a i-na te-re-e-et / Izi-im-ri-l[i-im be-l-ia i-n]a uzuiz-bi-im ina uzuiz-mi-im / i-a-ak-ka-nu-ma a-am-ma-ru / a-na dumu a-wi-lu-tim um-u la a-qa-ab-bu- Al momento di prendere i presagi per Zimr-Lm, mio Signore, nel caso di unextispicina, tutto ci che si produrr e che vedr, oppure nel caso di una presa di presagi per un singolo o nel caso di unextispicina, tutto ci che si produrr e che vedr, il cattivo oracolo e non favorevole, tutto ci che vedr, non mancher di dirlo a Zimr-Lm, mio Signore, e non lo nasconder. Loracolo cattivo e non favorevole che si produrr e che vedr al momento di prendere i presagi per Zimr-

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Per i protocolli giurati ritrovati a Mari vd. DURAND 1991, 13-71. Questi protocolli possono essere a ragione considerati i precursori degli ad patti giurati di epoca neo-assira: vd. LAFONT 1997, 34-41. I testi di ad sono stati pubblicati da PARPOLA WATANABE 1988. Tra i numerosi studi che vi sono stati dedicati vd. WATANABE 1987 (Esarhaddon); BRINKMAN 1990, 81-111; LEMAIRE 1997, 125-145 (paragone con la documentazione in ebraico e aramaico); VILLARD 1997, 147-161 (Esarhaddon). 1) Nel protocollo detto degli intendenti del palazzo questi ultimi giurano di non aver utilizzato i tesori del palazzo a fini personali. 2) Il protocollo del governatore riguarda un certo Sm-Had che giura di non aver protetto fuggiaschi e di non aver intrattenuto relazioni con sovrani stranieri di propria iniziativa. 3) Il protocollo dei divinatori prevede il rapporto su tutte le consultazioni divinatorie eseguite, il segreto di stato e la denuncia delle attivit sospette. 4) Il protocollo dei subordinati prevede la denuncia di ogni tentativo di ribellione. 5) Nel protocollo detto di Karan i servitori del re Asqur-Addu di Karan, vassallo di Zimr-Lm, giurano fedelt al loro sovrano, appena salito al trono, e allo stesso Zimr-Lm. 6) Il protocollo dei beduini documenta il giuramento delle trib nomadi di combattere tutti i nemici del sovrano di Mari. Al medesimo dovere rispondevano i funzionari dei sovrani neo-assiri. FALES 2001, 59 e 117-122 individua nel termine ma##artu, lett. veglia, guardia, la designazione del compito fondamentale del funzionario, la cui capacit di vigilanza si manifesta nella pienezza e nella regolarit dellinformazione al sovrano. Il termine attestato anche a Mari. In una sua lettera (ARMT XXVI/2 321) Yam#m rassicura Zimr-Lm in questi termini (ll. 7-8): [i]-na-an-na a-na ma-a#-#a-ar-ti-ia miim-ma / [a]-~u-um -ul na-di Ora non sono stato negligente in nulla di ci che riguarda la mia vigilanza.

La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa
Lm, mio Signore, nel caso di un izbum o di un aborto, non lo riferir a chicchessia.

La fitta corrispondenza epistolare tra il sovrano e i suoi subalterni dunque interpretabile come una conseguenza del dovere di informazione e al tempo stesso come lo strumento principale di adempimento del suddetto. Una lettera di Zakira-@amm, governatore di Qa\\unn, in tal senso eloquente22: ARMT XXVII 45: 6-14 [Zakira-@amm a Zimr-Lm]
[a^-^]um \e4-[e]m ma-a-at ^u-bar-tim \[e4-e]m ha-am-mu-ra-bi / l k]ur-daki [ \]e4em a-tam-ri-[i]m / ^a be-l ki-a-am i[^-p]u-ra-am um-m[a-a-m]i / \e4-ma-am ma-l[i] te-^[e-e]m-mu-{} [ma-a~-r]e-em-ma / [a-n]a [#]e-ri-ia ^[u]-up-ra-am / [du]mum[e^ ^i-i]p-ri / [a-na #e-e]r be-l-ia sa-ad-[r]u / [\e4-ma-am] ma-li ^a i-na i-mi-it-tim / [ ^u-me-li]m e-^e-em-mu-{} ma-a~-r[e-e]m-ma / [a-na #e-er b]e-l-ia a-^a-a[p-paar] Riguardo alle informazioni sul paese di ubartum, Hammurabi di Kurd e Atamrum di cui il mio Signore mi ha scritto in questi termini: Tutte le informazioni che sentirai riferiscimele con priorit. I messaggeri si succedono regolarmente davanti al mio Signore. Tutte le informazioni che sento a destra e a sinistra le riferisco con priorit al mio Signore.

Molte lettere si concludono con lammissione da parte del funzionario di aver adempiuto ai propri obblighi informando il sovrano (^a wardtja ana #r blja a^puram ho scritto al mio sovrano nella mia qualit di servo), a cui si chiede di intervenire in funzione della propria regalit (^arrtum), divinit (iltum) o altezza (eltum), e a cui si rimette la decisione finale su ogni questione (anntam l anntam bl li^puram che il mio Signore mi scriva cos o col)23. Unanalisi delle espressioni formulari utilizzate nella corrispondenza dei funzionari in riferimento alla volont del sovrano consente di percorrere le tappe di un processo allo stesso tempo comunicativo e decisionale: il sovrano, che punto di partenza e di arrivo di tale processo, riceve informazioni spontanee, d ordini e attende rapporti che confermino il loro adempimento. Una parte di queste formule stata schematizzata nella tab. 124:

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Per una sintesi dellattivit di Zakira-@amm vd. LION 2001, 165-167. La gran parte delle lettere dei governatori di Qa\\unn stata pubblicata in ARMT XXVII. Nuove lettere sono state in seguito pubblicate da CHARPIN 1993c, 165-191; DURAND 1994, 83-114; GUICHARD 1994, 235-272; GUILLOT 1997, 271-290; OZON 1997, 291-305. Per queste espressioni, con relative varianti, vd. DURAND 1991, 63-64. Per uninterpretazione della formula anntam l anntam vd. HIRSCH 1987, 45-53. Il catalogo di espressioni formulari qui presentato ha carattere esemplificativo.

Nicla De Zorzi
Informazione bl l ide che il mio Signore lo sappia bl ana awtim anntim liql che il mio Signore presti attenzione a questa questione ana \uppim annm bl mdi^ liql che il mio Signore presti molta attenzione a questa tavoletta bl warkassu liprus che il mio Signore faccia una indagine al riguardo Decisione bl \m^u li#bat che il mio Signore prenda la sua decisione bl li^tal che il mio Signore decida bl ^a el^u \bat lpu^ che il mio Signore faccia ci che desidera Ordine bl danntim li^kun che il mio Signore dia ordini fermi me~er \upptja bl li^abilam che il mio Signore mi faccia portare risposta alle mie tavolette bl uweranni il mio Signore mi ha ordinato bl kiam i^puram il mio Signore ha scritto in questi termini bl kiam pulanni il mio Signore mi ha risposto in questi termini bl udanninamma i^puram il mio Signore ha dato ferme istruzioni Esecuzione kma wrti / na^parti blja secondo le istruzioni del mio Signore ^a qab blja lpu^ che io agisca secondo lordine del mio Signore kma ^a bl i^apparam lpu^ che io agisca come scrive il mio Signore mali ^a bl i^apparam lpu^ che io faccia tutto ci che il mio Signore ha scritto

Queste espressioni standardizzate descrivono la totale adesione del funzionario al sistema sopra delineato. Inoltre, se abilmente utilizzate, possono divenire uno strumento con cui orientare, seppure discretamente, il processo decisionale: formule come ^umma libbi blja se desiderio del mio Signore, ^umma ni\il blja e ^umma n blja ma~rat se piace al mio Signore, vengono spesso impiegate per introdurre suggerimenti. In ogni caso il funzionario non agisce quasi mai di propria iniziativa ed sempre pronto a rimettersi allarbitrio del sovrano (bl ^a el^u \bat lpu^ che il mio Signore faccia ci che desidera). Il funzionario non si limita ad informare, ma si preoccupa allo stesso modo dellesaustivit e della regolarit dellinformazione. Una delle dichiarazioni pi ricorrenti allinterno del corpus epistolare riguarda la necessit di far pervenire al sovrano un rapporto completo (\mum gamrum) su una determinata questione. Altrettanto importante che il flusso di informazioni non pervenga in maniera incontrollata: in alcuni casi preferibile attendere che una notizia venga confermata (takittum conferma) prima di riportarla. Complementari al dovere di informazione sono il mantenimento del segreto di stato (piri^tum) e la delazione di ribellioni, complotti e di ogni tipo di azione sovversiva. Non sorprende dunque che il tema della calunnia (kar#i-^u aklum) sia ampiamente attestato nella letteratura epistolare: molte lettere riportano le lamentele di funzionari, vassalli e capi di trib nomadi per il fatto di essere stati calunniati di fronte al sovrano.

La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Leventuale negligenza riguardo allesecuzione degli ordini rappresenta una delle principali cause scatenanti la calunnia. Il dovere di informazione non riguarda infatti solo gli eventi esterni ma anche loperato stesso dei funzionari. Ne consegue la necessit per questultimi di dare continuamente prova della diligenza con cui si adeguano alla volont del sovrano (mali ^a bl i^apparam lpu^ che io faccia tutto ci che il mio Signore scrive; kma wrti / na^parti blja secondo le istruzioni del mio Signore) e dellefficienza con cui portano a termine i propri incarichi. Questo meccanismo relazionale influisce notevolmente sullorganizzazione retorica delle lettere ed ha importanti implicazioni per la presente indagine. Il tempo, o meglio la sua razionalizzazione, riveste indubbiamente un ruolo fondamentale nella mentalit amministrativa. In Mesopotamia il sorgere di una societ complessa con esigenze di gestione e controllo determina, fin dal quarto millennio, la necessit di sovrapporre al tempo imprevedibile della natura un tempo artificiale, scandito in unit misurabili, utilizzabile a fini pragmatici25. Le lettere, a ragione dei loro legami con la vita reale, forniscono loccasione di scorgere le peculiarit e i risvolti di quello che potremmo chiamare il tempo del funzionario26. Alla luce di quanto detto sulla retorica epistolare, evidente che unindagine di questo genere non si limita solamente allottenimento di informazioni sulleffettiva organizzazione del tempo da parte dei funzionari di Mari, ma si volge anche allindagine delle modalit e dei fini con cui allinterno delle lettere si fa riferimento alla scansione del tempo. Prima di addentrarci in tale analisi dunque opportuno fornire alcune indicazioni sul lessico della temporalit, quale pu essere ricostruito dallanalisi della corrispondenza. 2. Le espressioni di tempo nelle lettere di Mari Lelenco presentato di seguito stato articolato in due sezioni: 2.1) le espressioni che descrivono i diversi momenti della giornata; 2.2) le espressioni che scandiscono intervalli temporali pi ampi (oggi, domani, dopodomani, lanno prossimo), che delimitano le sfere del presente, del passato e del futuro e che fanno riferimento ad indefiniti intervalli di tempo. 2.1. I momenti della giornata Le lettere di Mari forniscono un cospicuo e variegato elenco di espressioni che definiscono i diversi momenti della giornata27. La tabella che segue (tab. 2) riassume in

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Vd. al riguardo e in dettaglio ENGLUND 1988, 183-185, SELZ 1999, 466-467, e ENGLUND 2004, 32-37. Questa definizione mi stata suggerita dalla lettura del saggio di LE GOFF 1960, 417-433 (ringrazio M. Jursa per aver richiamato alla mia attenzione questo testo). Laffinit tra gli amministratori mesopotamici e i funzionari medioevali dal punto di vista della percezione del tempo era gi stata notata da ENGLUND 1988, 181-182. Queste sono state fatte oggetto di uno studio preliminare da parte di KUPPER 1996, 79-85. Lo schema qui di seguito proposto ha a sua volta carattere esemplificativo.

Nicla De Zorzi maniera schematica questi termini, proponendo per ciascuno di essi un breve elenco di attestazioni allinterno del corpus epistolare28:
Parti della giornata Mattino Terminologia ^rtum il mattino II 23:7; IV 51:20-21; VI 67:23; XXVI/1 250:7; XXVII 151:59-60 ka#tum il primo mattino I 103:10; III 16:10; IV 51:13; V 15:22; XVIII 32:10-11; 23:10; XXVI/2 434:25 mu^trtum il primo mattino II 3:14; III 51:13; IV 64:6; VI 13:26; VI 33:39; VI 36:6; VI 69: 3; XIII 33:10; XIV 1:6; XIV 16:16; XIV 115:9; XXIII 94:6; XXVI/1 254:11; XXVI/2 317:12; XXVII 127:8; XXVII 142:17; A. 3935 + M. 7557: 48 in Joanns 1992, 82; FM VIII 46:9 ^i~i\ / ^a~t dutu levarsi del sole III 71:7; VI 76:7; XIV 19:14; XXVI/1, 348; A. 2417:33 in Durand 1988a, 100 mum ma^il mezzogiorno IV 76:49 mum ^a~un il momento della calura III 62:12; IV 35:6 mu#llum il pomeriggio, lora della siesta I 129:15; XIV 37:8; XXIII 102:10; XXVI/1 168:31; XXVI/2 298:42-43; XXVII 115: 15, 19; M. 6669:16 in Durand 1990, 272 kinsig/kum tardo pomeriggio I 67:19; A. 3935 + M. 7557:30 in Joanns 1992, 82 nubattum la sera II 93: 8; II 129:11; III 44:12-13; III 45:13-14; III 46:10-11; VI 25:6; VI 29:25; X 32:13; XIII 103:18; XIV:23; XIV 115:7; XXVI/1 16:7; XXVI/2 424:11 lltum sera; notte XXVI/1 280:10; A. 2983:22 in Dossin 1972, 121 d utu erbet il tramontare del sole I 10:24; IV 45:8; XIV 9:8; XXVI/2 397:20 tirik ^adm lombra della montagna XII 114:7; XXVI/1 210:7; XXVI/2 483:16; A 4314:7 in Joanns 1994, 140 barri alla prima veglia della sera XXVI/1 54:42; XXVI/2 357:35; A. 250:28 in Lafont 1992, 94 m^um la notte I 8:13; II 3:16; II 24:5, 20; II 83:16; IV 31:6; XIII 111:16; XIII 133:6; XIV 45:9; XIV 70:11; XXVI/1 106:10; XXVI/2 317:7; XXVI/2 392:6; XXVI/2 419:9; XXVI/2 454:8; XXVI/2 521:35; XXVII 116:7; A. 250:9 in Lafont 1992, 94; A. 319:46 in Charpin 1993a, 199

Pomeriggio

Sera

Notte

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Se non altrimenti specificato le attestazioni sono rappresentate da un numero romano che si riferisce al relativo volume di edizione delle lettere di Mari nella serie ARMT.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa
m^tum la notte I 97:18; II 24:7; II 50: 4; IV 23:21; IV 29:23; XIII 9:27-28; XXVI/2 358:13; A. 319:29 in Charpin 1993a, 198 m^um ma^il mezzanotte XIII 111:16; XXVI/2 357:34 qabltum la veglia nel mezzo della notte X 91:5; XIV 75:19; XXVI/2 524:6, 10

Per quanto riguarda la prima parte della giornata, il termine ^rtum designa il mattino (vd. CAD &/2, 322a). Ampiamente utilizzato per indicare il primo mattino mu^trtum, che si riferisce propriamente al momento del risveglio (cfr. il verbo rum svegliarsi; vd. CAD M/2, 289a). Il termine ka#tum descrive la frescura delle prime ore del giorno (cfr. il verbo ka#m diventare freddo; vd. CAD K, 263b). Il levarsi del sole, ^i~i\ / ^a~t dutu, pu essere utilizzato in senso temporale per caratterizzare il momento della giornata corrispondente allalba (vd. CAD &/2, 416:3). La met della giornata definita dallespressione m ma^il (vd. CAD M, 380a), composta dal sostantivo mum giorno e dallaggettivo ma^lu mezzo. Lespressione mum ^a~un, lett. il giorno caldo (cfr. il verbo ^a~num diventare caldo, CAD &/1, 78a), sembra potesse essere utilizzata in senso temporale per indicare il momento di maggior calura, cio il primo pomeriggio29. Il termine mu#llum definisce propriamente il sonno di met giornata (cfr. il verbo #allum dormire; vd. CAD M/2, 243b)30. Il termine kinsig/kum indica il tardo pomeriggio (vd. CAD K, 387b). Particolarmente ampio il vocabolario relativo alla sera. Il termine nubattum designa esplicitamente la sera (vd. CAD B 169b), cos come lltum (pl. tantum; vd. CAD L 184b), che i testi lessicali attestano in unione con il sostantivo naptanum pasto nellespressione naptan lltim pasto serale e in opposizione a naptan ^rim o naptan ka#tim pasto del mattino. Il tramontare del sole, dutu erbet (vd. CAD E, 269:2c), analogamente al suo sorgere, caratterizza un intervallo temporale31. Lesatto significato dellespressione tirik ^adm lombra della montagna nelle lettere di Mari discusso ma sembra venga a sua volta utilizzata per definire le ore della sera che accompagnano il calare del sole32. Lavverbio barri si riferisce al momento della veglia serale (cfr. il sostantivo barrtum veglia serale; vd. CAD B, 105) che probabilmente corrispondeva al crepuscolo. Il termine m^um e il corrispondente femminile m^tum indicano la notte (vd. CAD M/2 291a e 271b rispettivamente). Lespressione m^um ma^il, parallela ad m ma^il, definisce la mezzanotte (vd. CAD M/1, 379b). Il sostantivo qabltum definisce la seconda veglia della notte (vd. CAD Q 3b). In unione con i sostantivi ma##rtum veglia notturna (vd. CAD M/1, 338:3d) e mi^lum met (vd. CAD M/2, 126b) compone lespressione ina m^im mi^il ma##rtim durante la notte, nel pieno della veglia (XXIII 102: 4-5).
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Vd. KUPPER 1996, 80-81. Il termine stato ampiamente discusso da LANDSBERGER 1916, 36-39. Vd. DURAND 2000, 137. Vd. al riguardo KUPPER 1996, 81.

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Nicla De Zorzi Dal punto di vista grammaticale laccusativo di tempo il modo pi frequente per indicare la temporalit di un evento, accanto al genitivo preceduto da preposizione33. Nel primo caso, ad esempio: ka#tam di prima mattina, mu#llam di pomeriggio, allora del sonno pomeridiano, m^tam di notte. Nel secondo caso, ad esempio: ana ka#tim / ina ka#tim a prima mattina, adi mu^trtim fino a prima mattina, i^tu mu^trtim da prima mattina, lma ^i~i\ dutu prima del levarsi del sole, (ina / ana) pn m^im allinizio della notte. Molte espressioni di tempo si costruiscono con sostantivi al caso genitivo preceduti da preposizione e con aggiunta di pronome possessivo suffisso, di solito di 3a persona (m.s. -^u; f.s. -^a), che rimanda al soggetto grammaticale della frase34. attestato anche il ricorso allaccusativo di tempo con aggiunta di pronome possessivo suffisso: nubatta^a (XXVI/1 16:7)35. Lespressione ina m^^um in XXVI/2 317:7 costituisce un hapax36. Laccusativo di tempo pu essere accompagnato dallenclitica ma con valore enfatico37: mu^trtamma (FM VIII 46:9) di prima mattina, m^tamma (FM VIII 8:22) di notte. La lettera XIII 9:27-28 documenta un m^tumma che J. Bottro (ARMT XIII, 29) interpreta il faisait nuit. Degna di menzione lespressione m^am m^nma (XXVI/2 419:9; XXVII 116:7), con suffisso avverbiale enclitico ni, interpretata da ARMT XXVI/2, 307 con il significato di in piena notte38. 2.2. Ulteriori locuzioni avverbiali temporali Per quanto riguarda gli avverbi di tempo riferibili alle sfere temporali del presente, passato e futuro (tab. 3)39.

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Vd. FINET 1954, 119-122 e von SODEN 1952, 215-216. Sulle espressioni di tempo precedute da preposizione nella documentazione paleo-babilonese (inclusa Mari) vd. FLEMING 1997, 675-692. Sulle locuzioni avverbiali temporali accompagnate da pronome possessivo suffisso vd. STOL 1996, 413-424. Linterpretazione di nubatta^a come accusativo avverbiale stata proposta da J.-M. DURAND (ARMT XXVI/1, 117, n. b). Vd. al riguardo STOL 1996, 416. CHARPIN 1988, 82 traduce la nuit mme e rimanda allespressione parallela m-^um (von Soden 1952, 111 tglich). KUPPER 1996, 83, n. 16 ipotizza une confusion avec lemploi du suffix adverbial -^um. Vd. al riguardo STOL 1996, 417. Vd. FINET 1954, 279-281 e recentemente COHEN 2001, 85-104. STOL 1996, 417 propone Nacht um Nacht. Sulle formazioni avverbiali con ni vd. FARBER 1982, 37-47. Sulle locuzioni avverbiali temporali nelle lettere di Mari vd. FINET 1956, 118-119; in generale vd. von SODEN 1952, 119 (72a-c) e 215-216 (119a-i).

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa
Presente inanna ora Passato pannu(m) prima pna prima Futuro (w)arknu(m) dopo (w)arka/i dopo ullum dopo IV 5:21; VI 12:56; XIV 16:38; XXVI/1 154:2; XXVI/2 71:10 dri^ per sempre IV 50:8; X 1:12; X 104:14 i^tu pna warki / i^u pna adi/ana u warka per sempre X 3:7; X 84:6; XXVI/2 329: 23-24; FM VIII 33:21 urram domani am^li ieri II 81:26; III 59:7; V 43:17; VI IV 22:22; IV 51:13; IV 64:6; VI 10:8; VI 32:5, 18; VI 36:5; VI 5:14; VI 10:11; VI 11:10; VI 58:6; VI 62:31; VI 67:11; X 12:14; XIII 125; XIII 147; XXVI/2 302:13; XXVI/2 402:25; 171:12; XIII 19:10 XXVII 112:29; XXVII 25:14; ullmtam laltro ieri III 5:17; III 27:8; III 69:9; XIII FM VIII 15:29 ullti^ dopodomani 137:8 IV 22:22; VI 13:13 ^addaqdam lanno scorso I 36:32; I 41:21; II 28:4; II 61:16; VI 43:5; X 39:15; X 156:12; XIV 69:26 matma in un qualche momento nel passato o nel futuro II 39:42; X 65:11; X 83:9; X 179:8; XXVII 161:31; FM VIII 6:21

mam oggi VI 10:9; VI 11:9; VI 12:13; VI 58:15; VI 33:22; XXVI/2 367:6; XXVI/2 368:5; XXVII 116:20, 22

Immediatezza qtam ana qtim II 105:17; III 28:11; III 52:13; III 67:7; III 68:7; III 71:20; IV 65:10; VI 32:7; XIII 26: 13; XIII 111:10; XIII 144:36; XIV 4:13; XIV 6:30; XIV 27:9; XIV 37:10; XIV 45:13; XIV 47:8; XIV 60:24; XIV 84:7; XXVII 61:9; XXVII 71:41; XXVII 72:18; XXVII 73:10; XXVII 83:14; XXVII 93:17; XXVII 168:25; XXVII 177:28; XXVIII 35:16; A. 2801:9 in Dossin 1966, 118

Il momento presente definito dallavverbio inanna ora (vd. CAD I, 142a) che svolge un ruolo fondamentale allinterno dei testi epistolari poich segnala la parte delliniziativa40. Viene spesso utilizzato in congiunzione con lavverbio enunciativo a(n)numma ora (vd. CAD A, 147b) per introdurre ci che il mittente della lettera sta facendo ovvero si dispone a fare nel momento in cui scrive41. Si presenta da solo oppure preceduto da preposizione: (ina) kma inanna proprio ora; nelle attuali circostanze, i^tu inanna da ora, inma inanna in questo momento, adi inanna fino ad ora42. La sfera del passato definita dalavverbio pnnu(m) prima, in precedenza, nel passato (vd. CAD P, 78b). Laggettivo femminile pntum (CAD P, 82a) al caso
40 41 42

Vd. SALLABERGER 1999, 144-146 e LIMET 2003, 326-327. Vd. FINET 1954, 129, VON SODEN 1952, 219 (121a) e LIMET 2003, 324-326. Per le espressioni temporali introdotte dalle preposizioni ana, ina, i^tu, adi, ecc. vd. FLEMING 1997, 676-680.

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Nicla De Zorzi genitivo preceduto da preposizione costituisce la locuzione avverbiale ina pntim in precedenza. Laccusativo avverbiale pntam(ma) prima spesso usato nella locuzione modale qtam pntam(ma) come prima; nello stesso modo di prima (vd. CAD Q, 163a). La forma pna(ma) prima; in passato (CAD P, 76b) ricorre con frequenza preceduta da preposizione: i^tu pna(ma) da (molto) tempo. Significato affine ha anche lespressione i^tu m madtim da molti giorni. La sfera temporale del futuro definita dagli avverbi (w)arknum dopo, pi tardi (vd. CAD A/2, 273a) e (w)arka dopo (vd. CAD A/2, 271a). Lavverbio dri^ per sempre (vd. CAD D, 113a) viene occasionalmente utilizzato a Mari nellespressione ana dri^ m per indicare la durata nel futuro43. Lespressione i^tu pna u warka (varianti: i^tu pna warki, i^tu pna adi warka, i^tu pna ana warka) in ogni tempo definisce una continuit temporale che si estende dal passato al futuro44. Un certo numero di avverbi definisce la scansione ieri-oggi-domani. Lavverbio am^li ieri (vd. CAD A/2, 79a) viene utilizzato da solo oppure in unione con una preposizione (ad esempio: adi am^li fino ad ieri). La forma am^ltam (II 81:26) attestata in sostituzione di am^li45. Oggi indicato dallaccusativo avverbiale del sostantivo mum giorno (vd. AHw 1418b). Spesso nelle lettere compare in opposizione ad urram domani. Preceduto da preposizione e con laggiunta di pronome possessivo suffisso di 3a m.s. -^u, ina m^u, indica quello (stesso) giorno (cfr. inm^u quel giorno). Lavverbio urram domani (vd. AHw 1432b) particolarmente frequente in unione con il sostantivo ^ram il mattino nella locuzione avverbiale urram ^ram, lett. domani, al mattino, con il significato di presto, in futuro46. Sono attestati anche gli avverbi ullti^ dopodomani (vd. AHw 1409b), ullmtam laltro ieri (vd. Durand 1998, 469) e ^addaqdam lanno scorso (vd. CAD &/1, 38b). Questultimo compare come accusativo avverbiale oppure al genitivo preceduto da preposizione (ad esempio: i^tu ^addagdim dallanno scorso). Degna di menzione anche lespressione (ana / ina) r^ war~im che designa tanto la fine quanto linizio di un mese47. Per indicare un intervallo indefinito di tempo nel passato e nel futuro si trova lavverbio matma in un qualche momento (vd. CAD M/1, 409b), da solo oppure preceduto da preposizione (i^tu matma da un po di tempo). Lespressione qtam ana qtim subito, immediatamente (CAD Q, 165b) definisce limmediatezza dellazione48. Questa locuzione avverbiale conosce un ampio utilizzo allinterno dei testi di Mari, in alcuni casi con laggiunta della particella enclitica -ma: qtam ana qtimma, qta ana qtimma e qta qtimma. Sono inoltre attestate le forme abbreviate qtaqti (IV 65:10) e qtamqti (III 67:7). La lettera A. 2801:9 (= LAPO 1

43 44 45 46 47 48

Vd. DURAND 2000, 421 (au fil des jours). Vd. DURAND 1997, 388 (en tout temps) e DURAND 2003, 7. DURAND 1997, 376 osserva: Am^altam est une forme propre lheure Mari au lieu am^ali. Vd. Ibid., 461 (bientt). Vd. DURAND 1987, 39-40, e HEIMPEL 1996, 8-9. AHw 911a sub qtu E 3) traduce qtam ana qtim con Zug um Zug, sofort; VON SODEN 1952, 216 Hand um Hand; FINET 1954, 127 sur-le-champ.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa 268) attesta anche la forma qtam ana qtassumma che rimane per il momento un hapax49. Prima di procedere con lanalisi della funzione di queste espressioni allinterno delle lettere di Mari, sono necessarie alcune precisazioni sulla concezione del tempo in Mesopotamia, in particolare sulla relazione tra passato, presente e futuro. Il termine accadico per definire il passato, pnnu(m), corrispondente al sumerico IGI, etimologicamente connesso allaccadico pnum davanti (al plurale pn volto). Parallelamente il termine accadico per il futuro, cio warktu(m), corrispondente al sumerico EGIR, designa anche ci che sta dietro 50. In questo modo si viene a delineare unidea soggettiva del tempo per la quale il passato, rappresentando ci che lindividuo ha gi vissuto e dunque conosce, sempre davanti ai suoi occhi, mentre il futuro, non ancora oggetto di esperienza e dunque sconosciuto, segue lindividuo, collocandosi dietro di lui. Vedremo nel paragrafo che segue le conseguenze pratiche di questa visione del tempo. 3. La scansione del tempo nelle lettere di Mari 3.1. Il tempo del funzionario Lorganizzazione del tempo costituisce una parte integrante dei meccanismi relazionali propri della corrispondenza ufficiale. Allinterno di questa documentazione il tempo del funzionario appare totalmente vincolato alle esigenze del sovrano, che pretende rapidit (ar~i^ rapidamente) e sollecitudine (qtam ana qtim immediatamente) nellesecuzione degli ordini a partire dal momento o dal giorno stesso della ricezione/lettura della sua missiva (\upp annm ana ^emm non appena ascolterai questa mia lettera; m \upp annm te^emm il giorno in cui ascolterai questa mia lettera). I funzionari, nella maggior parte dei casi, dimostrano di adeguarsi a questo sistema, talvolta addirittura anticipando gli ordini del sovrano. Nella lettera ARMT XXVII 61 Zakira-@amm dichiara: ARMT XXVII 61: 4-20 [Zakira-@amm a Zimr-Lm]
a^-^um lsipa ^a da-ri-i^-li-b[ur ^]a in-na-bi-tu / ^a be-l i^-pu-ra-am la-ma \up-p be-l-ia / i-^a-ka-dam (sic) ltur da-ri-i^-[l]i-bur / ^a i-na za-ar-riki wa-a^-bu il-likam-ma / ki-ma lsipa ^u- ~a-al-q iq-b-em-ma / qa-tam a-na qa-tim-ma a-na \ba-timki / zi-il-~a-anki a-na a-~a-zi ^a g ~a-bu-r / a-[n]a i-[b]a-al-p-an me-er~i-im / ^-ta-pa-ar um-ma a-na-ku-ma / lsipa ^a da-ri-i^-li-bur / in-na-bi-tam / l ^u- sa-mi-sa-ru-um51 / -ul ab-bu-tam ^a-ki-in / l ^u- i-na qa-ti-ku-nu la-a u#-# / an-ni-tam a^-pu-ur-^u-nu-^i-im i-na-an-na / \up-p be-l-ia e^-me-ma qa-tam-[m]a / a^-pu-ur-^u-nu-^i-im
49 50

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Secondo DURAND 1997, 419: La forme qtassum-ma est analogue au distributif ^anassum-ma avec ladjonction mcanique de ana comme marquer du cas oblique. La terminologia metaforica per descrivere le sfere temporali del passato e del futuro stata pi volte fatta oggetto di analisi. Vd. WILCKE 1982, 31-34; MAUL 1997, 109-110; ARCHI 1998, 80-81; STRECK 2003, 424-431. Per una possibile lettura !-ul! sa-ru-um non porta tatuaggi vd. ARMT XXVII, 126, n. c.

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Nicla De Zorzi
Riguardo al pastore di Dri^-Lbur che fuggito, riguardo al quale il mio Signore mi ha scritto, prima che mi arrivasse la tavoletta del mio Signore, un servo di Dri-Lbur che vive a Zarri venuto da me e, appena mi ha detto che questo pastore era sparito, immediatamente ho scritto a |batum, a Zilhn, agli a~~zum delle rive dello @abur, e ad Ibl-p-El, il me~rm, in questi termini: Un pastore di Dri-Lbur fuggito. Questuomo un (?), non porta il marchio di schiavo. Questuomo non deve sfuggirvi. Ecco ci che ho scritto loro. Ora, dopo aver sentito (leggere) la tavoletta del mio Signore, ho scritto loro negli stessi termini.

Si osservi come il governatore evidenzi la solerzia (l. 9 qtam ana qtim) e labilit con cui ha saputo gestire la situazione prima ancora di avere ricevuto un ordine ufficiale (ll. 5-6 lma \uppi blja ika^^adam prima di ricevere la lettera del mio Signore). Il successivo arrivo di una lettera di Zimr-Lm sulla stessa questione (ll. 18-19 inanna \uppi blja e^me ora ho sentito (leggere) la tavoletta del mio Signore), come segnalato nella sezione conclusiva, non viene trascurato, ma la coincidenza di intenti tra il governatore e il sovrano segnalata dallavverbio modale qtamma (l. 19) negli stessi termini, nello stesso modo52. La corrispondenza documenta anche casi eccezionali come quello di Mukannium, intendente del palazzo di Mari, protagonista in negativo di un intenso scambio epistolare nel quale il sovrano si lamenta di continui ritardi e inadempimenti, arrivando ad affermare di aver scritto al funzionario un numero infinito di volte (^^^u, lett. sessanta volte) senza aver mai visto esaudite le proprie richieste (vd. ARMT XVIII 8:6; cfr. Durand 1997, 248-249, n. 111). Viceversa, pu accadere che sia il funzionario a dichiarare di aver invano sollecitato lintervento del sovrano in pi di unoccasione (1-^u 2-^u ana #r blja a^puram una volta, due volte ho scritto al mio Signore): in questo caso dobbiamo pensare che non si volesse rimproverare al sovrano una mancanza, quanto giustificare leventuale sospensione o dilazione di unattivit amministrativa, dimostrando contemporaneamente di mantenere il livello di informazione previsto. Il tempo del funzionario appare in generale costellato di doveri da assolvere e di cui rendere conto in maniera regolare e precisa, al punto che il mancato compimento di una missione pu essere giustificato adducendo a propria difesa la necessit di svolgere altri incarichi. Ad esempio, nella lettera ARMT XIV 27 (cfr. Durand 2000, 145-146, n. 996; ripubblicata in FM VIII 19) Yaqqim-Addu, governatore di Saggartum, spiega il ritardo con cui raggiunger Zimr-Lm a Qa\\unn con queste parole53: ARMT XIV 27: 4-33 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]
t[u]-^a-ma a-n[a qa-a]t-tu-na-anki / al-li-ik t[u]p-p be-l-ia a^-^um gi^m / ^a a-na [n]a4 le-q-e-em i#-ba-tu / a-na ia-s-ad-di-anki il-li-kam / mi-im-ma a-na qa-at-tu52 53

Su qtamma nelle lettere di Mari vd. CHARPIN 1989-90, 100. La gran parte della corrispondenza di Yaqqim-Addu stata pubblicata in ARMT XIV. Nuovi testi sono stati in seguito pubblicati da BONECHI CATAGNOTI 1994, 55-82 e BONECHI CATAGNOTI 1997, 777-780.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa
na-anki -ul al-li-ik / gi^m ^a a-na na4 le-q-e-em qa-tam a-na qa-tim-ma / u^-[t]aa#-bi-it ia-ta-rum / qa-du #a-bi-^u lme^ ga-ni-ba-ta-iki / [a-n]a na4 le-q-e-em a\ru-ud / 1 gi^m ^a 20 a-gr a-na i-[m]a-arki / [u]^-ta-[a]#-bi-it / i^-t[u gi^m] ^i-i / ga-ni-b[a-t]amki i-ti-q / tup-p be-l-ia a^-^um esir / a-na gi^m ^u-ur-ku-bi-im / ik^u-dam ^um-ma-an la-ma #a-ba-at gi^m / tup-p be-l-ia i-ka-a^-^a-d[a]m / esir ^a ki-ma i-na qa-ti-ia i-ba-a^-^u- / u^-ta-ar-ki-ma-an i-na-an-na / a^-^um u4-um ~ada-nim ^a ti-bu-tim / ^a digi-kur q-er-bu a-na qa-at-tu-na-anki / -ul al-li-ik um-ma a-na-ku-ma / a-na qa-at-tu-na-anki a-al-la-ak-ma / #a-bu-um ti-bu-ti a-na digi-kur -~a-ar-ma / be-l mi-nam a-pa-al a^-^u[m k]i-a-am / at-ta-ak-la u4-um tup-p ann-em / a-na #e-er be-l-ia -^a-bi-lam / [n]a?(e*)-p-i^-tam i-na zi-ib-na-timki / apq-id-ma ma-a~-ri-it #a-bi-i[m] / a\-\ar-dam a-na-ku ur-ram a-ka-a^-^a-d[a]m Sembra dovessi andare a Qa\\unn. Ma la tavoletta del mio Signore relativa alla barca che doveva partire per prendere la pietra arrivata a Yasaddi-El, (pertanto) non sono assolutamente andato a Qa\\unn. Immediatamente ho fatto equipaggiare la barca che doveva prendere la pietra ed ho inviato Yatarum insieme con le sue truppe e dei Ganibatei a prendere la pietra. Inoltre, ho fatto partire una barca di 20 ugar verso Imr; dopo che questa barca ha passato Ganibatum, mi arrivata la tavoletta del mio Signore relativa al bitume da far caricare sulla barca. Se la tavoletta del mio Signore fosse arrivata prima della partenza della barca, vi avrei caricato tutto il bitume di cui dispongo. Ora, poich il giorno fissato per la partenza dei lavoratori verso il @abur si avvicina, non sono andato a Qa\\unn. Mi sono detto: Se parto per Qa\\unn la truppa che devo condurre al @abur ritarder. Come potr scusarmi con il mio Signore?. Per questo sono rimasto. Il giorno in cui ho fatto portare questa tavoletta al mio Signore sono passato a distribuire loro viveri a Zibntum, poi ho mandato lavanguardia. Io arriver domani.

Il tema del ritardo nel ricongiungimento con il sovrano, causa di calunnia e discredito, ricorre con una certa frequenza nella corrispondenza dei funzionari. La lettera non si apre con labituale riferimento ad una precedente missiva bens con lindicazione ex abrupto di ci che preoccupa Yaqqim-Addu, limpossibilit di recarsi a Qa\\unn nei tempi previsti: questo sentimento viene comunicato in maniera enfatica, attraverso una frase irreale introdotta dalla particella tu^^ma54. Il seguito della lettera descrive il continuo avvicendarsi di ordini e impegni che Yaqqim-Addu ha portato a termine con sollecitudine (l. 9 qtam ana qtimma immediatamente) e buona volont (ll. 19-22), bench alcuni gli siano stati affidati senza preavviso; essi hanno inevitabilmente ritardato la sua partenza ma non gli impediranno di raggiungere il sovrano quanto prima (l. 33 urram domani).
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Per luso dellenclitica ma con funzione enfatica nella letteratura epistolare paleo-babilonese vd. recentemente COHEN 2001, 85-104. La particella tu^^ viene normalmente utilizzata a Mari per indicare lirrealt (vd. DURAND 1997, 309). In particolare, come osservato da KREBERNIK STRECK 2001, 67: Die Partikel stellt in etwa deutschem scheinbar entsprechend eine Aussage als falsche Meinung oder falschen Anschein hin, worauf die implizite oder explizite Korrektur meist unmittelbar folgt.

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Nicla De Zorzi Il tempo del funzionario appare a questo punto non solo regolare (e regolato), ma anche malleabile e soggetto a pause ed eventi inattesi. Tuttavia, proprio nelle circostanze impreviste egli ha la possibilit di dimostrare la propria abilit salvaguardando il normale funzionamento del sistema amministrativo. In ARMT XIV 37: 8-12 (cfr. DURAND 1997, 283, n. 146) e ARMT XIV 45: 9-15 (cfr. DURAND 1997, 284, n. 148) Yaqqim-Addu riferisce a Zimr-Lm lo svolgimento dei propri compiti in questi termini: ARMT XIV 37: 8-12 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]
[u4]-11?-kam mu-u#-la-lam / [tup-p] be-l-[i]a ik-^u-dam-ma / [qa-tam] a-na qatim ~u-ur-p[a-t]am ^e-t[i] / [a-n]a gi^m-tur -^a-ar-ki-ba-am-ma / [a]s-ki-pa-am Il giorno 11, allora del sonno pomeridiano, mi arrivata la tavoletta del mio Signore. Immediatamente ho fatto caricare questo ~urpatum su una barca e lho fatto partire.

ARMT XIV 45: 9-15 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]


pa-an mu-^i-im / Iki-ib-ri-i^tar / tup-p be-l-ia / -^a-ak-^i-dam-ma / qa-tam a-na qa-tim ku~ ^u-nu-ti / i-na gi^m-tur -^a-ar-ki-ba-am <-ma> / as-ki-pa-am Kibri-I^tar mi ha fatto arrivare la tavoletta del mio Signore allinizio della notte. Immediatamente ho fatto caricare queste corde su una barca e le ho fatte partire.

In entrambi i casi il funzionario evidenzia implicitamente la rapidit (qtam ana qtim immediatamente) con cui ha adempiuto ai propri doveri, nonostante la circostanza temporale avversa (mu#llam lora del sonno pomeridiano e pn m^im linizio della notte) in cui ha ricevuto gli ordini del sovrano. In altri termini: una circostanza temporale reale viene riferita non tanto come coordinata diacronica quanto come strumento di persuasione. 3.2. La retorica del tempo Nella maggior parte delle lettere la temporalit implicita oppure definita dalla contrapposizione tra un prima (ina pntim) e un ora (inanna), ovvero dal riferimento alle tappe dello scambio epistolare; ci avviene evidentemente perch il destinatario non aveva bisogno di ulteriori chiarimenti per contestualizzare in maniera corretta il messaggio ricevuto. Tuttavia, alcune lettere sono caratterizzate da una dovizia di indicazioni temporali: ne consegue che la collocazione degli eventi allinterno di una precisa cornice temporale doveva avere in alcuni casi una particolare importanza nellambito del processo comunicativo, e che probabilmente spettava al mittente il compito di decidere quando e quanto essere esplicito a questo riguardo.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Nella lettera ARMT XXVII 115 (ARMT II 129, cfr. Durand 2000, 237-238, n. 1063) Zimr-Addu, governatore di Qa\\unn, descrive al sovrano le circostanze dellassassinio del gerseqqm (domestico) Bl-a^ard da parte del figlio con queste parole55: ARMT XXVII 115: 5-26 [Zimr-Addu a Zimr-Lm]
dumu be-l-igi-du lgr-s-ga / i-na qa-a\-\-na-anki im-ra-a#-ma / a-na a-bi-^u a-na ma-riki i^-pu-ur / um-ma-a-mi ku-u^-dam be-l[]-igi-du / ik-^u-dam-ma a-di dumu^u {i}-nu-~u / u4-10-kam -^i-ib-ma dumu-^u {i}-nu-u~-ma / nu-ba-tam a-na ra-~atimki nu-[k]u-ri-im / pa-nam i^-ku-un / {i}na u4-mi-im ^a a-na nu-ku-r[i-im] / [p]anam i^-ku-nu / mu-u#-la-lam i-na na-ap-[\-ri-^]u / -^a-ar-bi-im-ma il-KI-ma dumu-^u / ki-^a-as-s i-na gr zabar / ik-ki-s a-na-ku i^-tu a-^[*-li]m* / mu-u#-lalam ak-^u-dam-ma / ^u- ki-ma pa-ni-^u a-na #e-ri-ia / I&-~u-ra-am-ma a-na -tim i-te-er-ba-am / a-na i-ni-^u tu-^a-ma #a-al-la-ku a-na da-ki-ia / pa-n-^u [i]^-kunam a^-~i-i\ / l [^]a-a-tu a#-ba-at-ma / a-na ne-pa-ri-im -^e-ri-i[b-^]u Il figlio del gerseqqm Bl-a^ard si ammalato a Qa\\unn e ha scritto a suo padre a Mari: Vieni da me. Bl-a^ard arrivato ed rimasto 10 giorni, fino alla guarigione di suo figlio. Quando suo figlio guarito, si preparato a partire la sera per Ra~tum. Il giorno in cui si preparato a partire, allora del sonno pomeridiano, si assopito senza forze nel suo ostello, quando suo figlio gli ha tagliato la gola con un coltello di bronzo. Io stesso sono arrivato dal campo allora del sonno pomeridiano, quando quello, nel momento in cui si accorto di me, entrato in casa. Ai suoi occhi avrei dovuto dormire: si apprestava ad uccidermi, (ma) (gli) sono saltato addosso, ho preso quelluomo e lho fatto entrare in prigione.

Lesatta successione degli eventi scandita tramite lutilizzo di avverbi (l. 11 nubattam di sera; l. 15 e l. 19 mu#llam allora del sonno pomeridiano), preposizioni (l. 9 adi; l. 20 kma) ed espressioni temporali (l. 10 u4-10-kam dieci giorni; l. 13 ina mim ^a il giorno in cui). La prima parte della lettera, in cui viene presentato lantefatto, caratterizzata da una certa ripetitivit, che esprime una volont di precisione nel riportare le vicende: l. 8 ku^dam vieni l. 9 ik^udam giunse; l. 9 adi mr^u in~u fino alla guarigione di suo figlio l. 10 mr^u in~ suo figlio guar; ll. 11-12 ana nukkurim pnam i^kun si prepar a partire ll. 13-14 ^a ana nukkurim pnam i^kunu (il giorno in cui) si prepar a partire. Questa scrupolosit pu essere giustificata alla luce di tre fattori reciprocamente collegati: la gravit dellepisodio, il dovere di informazione nei confronti del sovrano, il desiderio di Zimr-Addu di dimostrarsi efficiente nelladempimento di tale dovere. Nella seconda parte della lettera, dalla comparsa in scena di Zimr-Addu fino alla conclusione, viene invece messa in evidenza labilit e la rapidit con cui il funzionario ha saputo risolvere il caso, evitando di venire a sua volta ucciso. Zimr-Addu si
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Per una sintesi dellattivit di Zimr-Addu a Qa\\unn vd. ARMT XXVII, 26-29 e recentemente LION 2001, 167-170. Sulla carica di gerseqqm vd. DURAND 1997, 85-86.

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Nicla De Zorzi dimostra allo stesso tempo abile nellindovinare le intenzioni del patricida e astuto nello sfruttare a proprio vantaggio la circostanza temporale il momento del sonno pomeridiano di cui questultimo aveva a sua volta approfittato per compiere il delitto: si noti a questo riguardo lenfasi con cui viene riportato il particolare aneddotico del finto sonno (l. 23 ana n^u tu^^ma #allku ai suoi occhi avrei dovuto dormire). Esaustivit, solerzia, rapidit e astuzia sono le qualit che Zimr-Addu sembra attribuirsi e voler mettere in luce. I fatti vengono dunque ricostruiti e riferiti in maniera tale da trasmettere, allo stesso tempo, una precisa immagine di s quale scrupoloso ed efficiente esecutore degli ordini. Evidentemente per un funzionario mariota raramente il dovere di informazione si risolve in una semplice, meccanica indicazione dei fatti; al contrario, la scelta delloggetto del messaggio assume unimportanza decisiva quanto quella della modalit di trasmissione, soprattutto quando in gioco la propria credibilit. Un atteggiamento simile si riscontra in ARMT XIV 1 (cfr. Durand 1997, 347-349, n. 215), nella quale Yaqqim-Addu riferisce a Zimr-Lm della cattura di una leonessa nei pressi di Bt-Akkaka e chiarisce le circostanze che hanno portato alla sua morte: ARMT XIV 1: 4-27 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]
1 salur-ma~ i-na ru-ug-bi-[im] / ^a -ak-ka-kaki mu-<^i>-tam i#-#a-b[i-i]t-ma / muu^-te-er-tam a-na #e-ri-ia -[ba-a]r-ru-nim-ma / at-ta-la-a[k a^-^]um la ma-~a[a]# ur-ma~ ^a-a-tu / ka-al u4-mi-im [i-n]a -ak-ka-kaki / [w]a-a^-[b]a-ku um-ma ana-k[u]-ma ba-al-\-us-[s] / [a-n]a #e-er be-l-ia [l]u-^a-ak-^i-is-[s] / [x] x [^a]~? ad-di-^um-ma u^-ta-mi-s-nu-ti-ma / e-zi-ib-^u-nu-ti-[ma] / a-ka-lum-ma -ul i-kuul-^u-[nu-t]i / a-na-k[u] a-na mu-ba-al-li-i\-\im / na-^e-e-em a-na bi-da-~aki / a^pu-ur a-di mu-ba-al-li-i\-\am / -^a-ak-^i-du i-na ^a-ni-i-im / u4-mi-im ur-ma~ imtu-ut / salur-ma~ ^a-a-ti a-mu-ur ^i-ba-at / ~a-la-at as-s-ur-re-e-ma be-l / ki-aam i-qa-ab-bi um-ma-a-mi ur-ma~ [^a]-a-tu / ma-~a-#-um-mi im-~a-# ki-ma asa-ak be-l-ia / ^um-ma ur-ma~ ^a-a-tu ma-am-ma-an / il-pu-ut i-na-an-na ki-ma ur-ma~ ^u- / i-mu-tu ku^-^u ^-ki-i#-ma a-na ^u-ku-lim ad-di-i[n] / [ur]-ma~ ^i-ibma i-na ni-is-sa-tim-ma / [im-t]u x x x-ut x Una leonessa stata catturata di notte in una riserva di Bt-Akkaka. La mattina mi stata riferita la notizia e sono dunque partito. Affinch il leone non venisse abbattuto sono rimasto tutto il giorno a Bt-Akkaka. Mi sono detto cos: Bisogna che lo faccia portare vivo al mio Signore. Gli ho gettato dei(?) maiali, ma dopo averli uccisi, li ha lasciati e non ha voluto mangiarli. Allora ho mandato (qualcuno) a Bida~a affinch mi portasse una gabbia. Ma il giorno dopo, prima che mi facessero arrivare la gabbia, il leone era morto. Ho esaminato questa leonessa. Era vecchia e aveva gi ricevuto una ferita. Temo che il mio Signore dir: Questo leone stato certamente abbattuto. Secondo il divieto del mio Signore, giuro che nessuno ha toccato questo leone. Ora che questo leone morto, lho fatto spogliare della pelle e lho fatto conciare. Il leone era vecchio ed morto perch versava gi in cattive condizioni.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Il tema della cattura dei leoni, motivo di notevole preoccupazione per il sovrano di Mari e i suoi subordinati, viene affrontato anche in altre lettere (ARMT II 106, cfr. Durand 1997, 345-347, n. 214; ARMT XIV 2, cfr. Durand 1997, 349-351, n. 216; ARM XXVI/1 106, cfr. Durand 1997, 351-352, n. 217). In tutti i casi si afferma la volont del sovrano di farsi consegnare ancora vive le bestie catturate. La morte della leonessa costituisce pertanto un ostacolo per Yaqqim-Addu, che tenuto a fare rapporto sullaccaduto. Il rischio di venire accusato di aver fatto abbattere lanimale elevato, tanto pi che il leone mostra una ferita (l. 20 ~allat) che agli occhi del sovrano avrebbe potuto essergli imputata. La successione temporale degli eventi viene riferita in maniera dettagliata: il leone stato catturato di notte (l. 5 m^tam) a Bt Akkaka; appena ricevuta la notizia, il mattino stesso (l. 6 mu^trtam), Yaqqim-Addu si recato sul posto e vi rimasto tutto il giorno (l. 8 kal mim) per evitare che il leone venisse abbattuto (implicitamente, trascurando altri impegni)56; lanomalo atteggiamento del leone nei riguardi del cibo (ll. 11-13) ha indotto Yaqqim-Addu ad adoperarsi per far arrivare da Bida~a una gabbia con cui trasportare lanimale a Mari; il giorno successivo (ll. 17-18 ina ^anm mim), prima dellarrivo della gabbia, il leone era morto. Si noti come il motivo della vecchiaia del leone venga riproposto per ben due volte a breve distanza (l. 19 ^bat; l. 26 ^b), e si ponga laccento sulle cattive condizioni che ne hanno infine determinato la morte (l. 26 ina nissatimma). La diligenza di Yaqqim-Addu viene inoltre enfatizzata attraverso la contrapposizione retorica di due discorsi diretti, luno di Yaqqim-Addu stesso (o meglio della sua coscienza), laltro, immaginario ma realistico, del sovrano, riportati rispettivamente nella sezione iniziale (ll. 9-10) e nella sezione conclusiva (ll. 20-22) della lettera. Yaqqim-Addu teme il rimprovero di ZimrLm (ll. 20-22: Temo che il mio Signore dir: Questo leone stato certamente abbattuto), cerca pertanto di mettersene al riparo anticipandolo e allo stesso tempo contraddicendolo (ll. 9-10: Mi sono detto cos: Bisogna che lo faccia portare vivo al mio Signore)57. dunque evidente che le circostanze possono richiedere a chi scrive una certa attenzione nella progettazione della lettera. In alcuni casi, invece, la retorica epistolare varia a seconda del destinatario. Si confrontino due lettere (ARMT XIV 10-11, cfr. Durand 2000, 135-136, nrr. 988-989) che Yaqqim-Addu scrive rispettivamente a ZimrLm e a &unu~ra-~l: ARMT XIV 10: 5-22 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]
a^-^um a-la-ki-a a-na qa-at-tu-na-anki / be-l a-^a-al-ma um-ma be-l-ma / a-na-ku a-al-la-ak / it-ti-ia-ma a-li-i[k] / i-na-an-na / a-na sa-ga-ra-ti[m]ki / ak-^u-ud-ma 2 gme i-na {}-tim / m!-ta wa-ar-ka-tam a ap!-ru-[]s-ma / um-ma-a-mi a^-^um
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Linterpretazione che DURAND 1997, 347 fornisce delle ll. 7-9 mette in rilievo esattamente questo aspetto: Je devais me mettre en route mais, afin que lon ne frappe pas ce lion, je nai pas boug de tout le jour de Bt-Akkaka. La citazione fittizia un espediente retorico ampiamente utilizzato anche nella corrispondenza epistolare neo-assira: vd. FALES 1983, 13. Per luso della particella assurri nelle lettere di Mari vd. WASSERMANN 1994, 319-335.

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Nicla De Zorzi
sskur / ^a da-mu-ti-i~-ra-anki / ^um-ma li-ib-bi be-l-ia / lu-ul-li-ik-ma dingir ^e-tu lu-pu-ul / a-la-ki a-na ta-ri-ia / u4-5-kam-ma mi-[i]m-ma / a-^a!-ri-i^ / -ul ak-kaal-la-a / i-na sskur ^e-tu / a-na be-l-ia lu-uk-ru-ub Riguardo alla mia partenza per Qa\\unn ho interrogato il mio Signore e il mio Signore (mi ha risposto) in questi termini: Io sono in partenza, vieni con me dunque. Ora, al mio arrivo a Saggartum, 2 serve erano morte in casa. Dopo aver indagato la questione, mi sono detto: () a causa del sacrificio per Amu-Ti~rn. Se piace al mio Signore che io vada a placare il dio. Per andare e tornare (sono necessari) 5 giorni. Non mi attarder assolutamente laggi. Inoltre, tramite questo sacrificio, potr pregare per il mio Signore.

ARMT XIV 11: 4-25 [Yaqqim-Addu a &unu~ra-~l]


i-nu-ma a-na #e-er l-me^~a-na / be-l i^-pu-ra-an-ni z-da / udu~ sskur a-na damu-ti-i~-ra-anki / i-na qa-at-tu-na-anki / e-zi-ba!-am sskur / ka-a-ia-an-tam -~as-s-an-ni / i-na-an-na i-nu-ma i-na ma-riki / at-ta-al-kam / 1** l**tur**-ri** i-na kaskal-a / 1 [ur-ma~ i]-du-uk / a-[n]a [sa-ga-ra]-timki ak-^u-ud-ma / [2 gme m-t]a -ti ka-lu-^u / p[a-r]i-id wa-a[r]-ka-tam ap-ru-s-ma / [um]-m[a]-a-m[i] da-mu-tii~-ra-anki / a[^-^u]m [ssku]r-re-^u / [pa-al-~a-k]u*-ma a-na #e-er be-l-ia / [-ul alli-ik] a-na qa-at-tu-na-anki / [al-li-ik be-l] ^u-q-il-ma / [l]u-ul-li-ik-ma / s[sku]r ^a-a-tu / [lu-uq-q-ma a-n]a be-l-ia / [l]u-u[k-ru-u]b Quando il mio Signore mi ha mandato dai @anei ho lasciato a Qa\\unn della farina e delle pecore per il sacrificio (da offrire) ad Amu-Ti~rn. Ma questo sacrificio mi preoccupava costantemente. Ora, quando sono partito da Mari, un leone ha ucciso uno dei miei servi durante il viaggio. Al mio arrivo a Saggartum due serve erano morte e tutta la casa era spaventata. Dopo aver indagato la questione, mi sono detto: ( a causa del sacrificio per) Amu-Ti~rn. Sono spaventato riguardo al suo sacrificio: (per questo) non sono andato dal mio Signore, ma a Qa\\unn. Attira lattenzione del mio Signore affinch io possa andare ad offrire questo sacrificio e pregare per il mio Signore.

ARMT XIV 10-11 costituiscono un esempio delle gi citate lettere gemelle. Dal confronto dei due testi possibile ricostruire in maniera verosimile il susseguirsi degli eventi: una missione presso i @anei ha costretto Yaqqim-Addu a posticipare un sacrificio al dio Amu-Ti~rn (ARMT XIV 11:4-8)58. La preoccupazione per il mancato sacrificio (ARMT XIV 11:8-9) sembra abbia indotto il funzionario, giunto a Mari, a chiedere a Zimr-Lm il permesso di (ri)partire per Qa\\unn (ARMT XIV 10). ZimrLm, tuttavia, in procinto di partire a sua volta ed ordina a Yaqqim-Addu di seguirlo (ARMT XIV 10: 8 ittjama alik vieni dunque con me). Questultimo, forse mosso da un presentimento, fa comunque ritorno a Saggartum (ARMT XIV 10-11). Lira del dio si manifesta a questo punto nelluccisione di un servo durante il viaggio da Mari a
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Il centro di Ti~rn viene citato anche in ARMT XXVII 33-34 e probabilmente costituiva il limite settentrionale della provincia di Qa\\unn: vd. al riguardo ARMT XXVII, 8 e DURAND 2000, 136.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Saggartum (ARMT XIV 11) e nella morte di due serve nella casa di Yaqqim-Addu a Saggartum (ARMT XIV 10-11). Unindagine indica nel mancato sacrificio ad AmuTi~rn la causa delle tre morti (ARMT XIV 10-11)59. Poich necessario placare il dio, Yaqqim-Addu scrive a &unu~ra-~l e a Zimr-Lm per giustificare il ritardo (5 giorni secondo ARMT XIV 10) con cui raggiunger questultimo. Una sorta di captatio benevolentiae conclude entrambe le lettere: il sacrificio sar unoccasione per pregare il dio in favore del sovrano. Bench loggetto trattato sia pi o meno esplicitamente il medesimo, la formulazione e il tono delle due lettere sono molto diversi. La ricchezza di dettagli della lettera indirizzata a &unu~ra-~l induce a pensare che questi, a differenza di Zimr-Lm (che probabilmente era stato informato a voce dallo stesso Yaqqim-Addu), non fosse a conoscenza della vicenda60. A costui Yaqqim-Addu confida con maggiore sincerit non solo la sua costante preoccupazione (ll. 8-9 niq kajntam u~assasanni il sacrificio mi preoccupava costantemente) ma anche gli effetti dellira del dio (nella lettera a Zimr-Lm curiosamente non si fa accenno alluccisione del servo ad opera del leone). Lo scopo evidentemente quello di convincere &unu~ra-~l a intervenire in suo favore. La lettera indirizzata a Zimr-Lm pi formale ed strutturata in modo tale che lobbligo di seguirlo nel suo viaggio sembra costituire la principale preoccupazione di Yaqqim-Addu. Il dovere di compiacere il sovrano da un lato e la facilit con cui si poteva essere calunniati dallaltro, danno ragione del comportamento del funzionario e spiegano lesatta indicazione del tempo necessario a risolvere la questione (ll. 17-18 alki ana trja ud-5-kam per andare e tornare (sono necessari) 5 giorni), nonch la decisa affermazione della volont di non tardare a raggiungere Zimr-Lm (ll. 18-20 non mi attarder assolutamente laggi). Si noti, infine, come Yaqqim-Addu rimetta convenzionalmente a Zimr-Lm la decisione finale sulla questione (l. 15 ^umma libbi blja se piace al mio Signore), mentre nella lettera a &unu~ra-~l si dia quasi per scontata la sua approvazione (ll. 1921, se la ricostruzione corretta), pur rispettando la prassi che prevede di chiedere aiuto al funzionario di grado superiore (l. 21 bl ^uql attira lattenzione del mio Signore). Le lettere fino a questo momento analizzate hanno dimostrato come lattenzione alla questione del tempo e della sua organizzazione costituisse una parte essenziale della mentalit burocratica a Mari. Alcune lettere hanno inoltre messo in evidenza come il tempo potesse essere ricostruito in maniera soggettiva a fini pragmatici. Ora si cercher
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60

DURAND 2000, 136 interpreta warkatam parsu (XIV 10: 12 e XIV 11: 16) come riferimento ad unindagine oracolare. M. Birot (ARMT XIV, 33-34: Ayant examin laffaire) e SASSON 1988, 346 (I looked into the matter) non si espongono al riguardo. M. Birot (ARMT XIV, 33-34) interpreta i due discorsi diretti che seguono come espressione della coscienza di Yaqqim-Addu. Al contrario, DURAND 2000, 135-136: Aprs enqute, japprends; SASSON 1988, 346: I looked into the matter and (heard) the following. Unaltra possibilit che Yaqqim-Addu si stia adeguando alla convenzione in base alla quale un subalterno deve sempre fingere che il sovrano abbia unampia conoscenza dei fatti: vd. CHARPIN 2008, 167.

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Nicla De Zorzi di indagare come questo comportasse in determinate circostanze lopportunit di interpretare e strumentalizzare la relazione tra passato, presente e futuro. Come evidenziato alla fine del secondo paragrafo di questo contributo, in Mesopotamia il passato, rappresentato dal termine accadico pnnum (sumerico IGI), ci che sta sempre davanti agli occhi, che si conosce e che, attraverso la memoria, pu tornare ad essere attuale. Il richiamo al passato, con lintento di legittimare il presente, costituisce un Leitmotiv della documentazione cosiddetta storiografica, ma non vi limitato: come dimostrato da Charpin 1996, 91-110, il riferimento ad eventi del passato facenti parte della memoria collettiva siano essi considerati modelli da imitare o da respingere pu essere utilizzato a fini retorici allinterno delle lettere. Si veda, ad esempio, la lettera che un certo La.nasm scrive a Zimr-Lm riguardo una pietra di cui questultimo aveva richiesto linvio: FM VIII 15: 5-41 [La.nasm a Zimr-Lm]
be-l ki-a-am i^-pu-ra-am um-ma be-l-ma / na4 ma-at-tum i-na ap-p-im ^a dda-gan / i-ba-[a^]-^i 10 lme^ a-na puzur4-dma-ma tibira / i-di-[i]n-ma na4 ^a-a-ti li-su!(IS)~u-ma / li-ib-lu-ni-i^-<^i> a-na-ku \up-pa-am ^a be-l -^a-bi-lam/e^-me-ma / Iiaan-#-ib-dim dumu la-a-mu-rum / puzur4-dma-ma ltibira ^a be-l i\-ru-dam / it-tiia a-na ap-p-im ^a dda-gan / at-ru-ma siskur2-re ^a be-l -bi-il-ma / na4 ^a-a-ti ni5-ip-pa-li-s-ma / na4 e-li ^a be-l i^-pu-ra-am / ma-a-at-tum-ma i-ba-a^-^i / a-naku wa-ar-ka-a-tam pa-ar-sa-ku-ma / \e4-ma-am ^a qa-qa-ri-im ^a-a-tu / [a]-taam-mu-ra-ku-ma / [qa]-qa-ru-um ^u- da-an / [a-n]a qa-qa-ri-im ^a-a-tu / [maa]m-ma-AM-an mi-im-ma / []-ul i-la-ap-pa-a-at i-nu-ma it-ti / Iia-s-ma-dim \e4-mu-um an-nu-um / it-ta-ab-^i a^-^um \e4-m-im an-ni-im / it-ti ia-s-ma-dim gu-ul-lu-ul-tum / it-ta-ab-^i a-na-ku \e4-ma-am an-n-e-em / i-na li-ib-bi-ia u^-tadi-ir-ma / ak-ki-ma ur-ra-am ^e-ra-am be-l / ki-a-am la i-qa-ab-bi um-ma be-l-ma / \e4-ma-am ^a qa-qa-ri-im ^a-a-tu / a-ta-am-mu-ra-a-ta an-ni-tam / la an-ni-tam am-m-x x-nim / la ta-a^-pu-ra-am i-na-an-na a-na-ku / ^a rme^-ia a-na be-l-ia a^-pu-ra-am / be-l e-li na4 ^a -^a-bi-lam / [t]e-er-tam li-pu-^-ma ma-li be-l i-^apa-/ra-am / [lu-pu]-^ Ipuzur4-dma-ma tibira / [^a] be-l i\-ru-da-am ma-a~-ri-ia-ma / [wa-^]i-ib a-di \e4-e-em be-l / [an]-nu--um -la an-nu-um i-ka-[^]a-dam Il mio Signore mi ha scritto quanto segue: Una grande pietra si trova nel naso di Dagan. Consegna 10 uomini a Puzur-Mamma, il metallurgo, affinch sollevino questa pietra e me la portino. Io, udita la tavoletta che il mio Signore mi ha fatto portare, ho portato con me al naso di Dagan Yan#ib-Addu, figlio di LAmurrum, e Puzur-Mamma, il metallurgo, che il mio Signore mi aveva mandato. Ho portato il sacrificio del mio Signore e abbiamo esaminato questa pietra. La pietra ben pi grande di quanto il mio Signore ha scritto. Sto conducendo unindagine e mi sono informato pi volte sulla condizione di questo terreno. Questo terreno tabou: nessuno mai toccher questo terreno. Quando un simile progetto fu intrapreso per ordine di Yasma~-Addu, ebbene, a causa di questo progetto ne risult un atto sacrilego da parte di Yasma~-Addu. Allora, io ho molto temuto nel mio cuore questa notizia, cos come (spero) che, prima o poi, il mio

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa
Signore non dica: Ti sei preoccupato di informarti sulla condizione di questo terreno. Perch non mi hai scritto cos o col?. Ora io ho scritto al mio Signore, secondo la mia condizione di servitore. Che il mio Signore faccia prendere un oracolo sulla pietra che ho fatto portare, affinch io faccia tutto ci che il mio Signore mi scriver. Puzur-Mamma, il metallurgo che il mio Signore mi ha mandato, risiede presso di me fino a quando mi giunger la decisione del mio Signore, quale che sia.

Dallanalisi della lettera emerge come il valore esemplare del passato risieda in alcuni casi anche nella sua negativit: lempiet di Yasma~-Addu costituisce un esempio da respingere e viene pertanto evocata per evitare che un atteggiamento simile si riproponga. Il funzionario combattuto tra il timore di comunicare una notizia decisamente sfavorevole a Zimr-Lm (ll. 27-28 anku \mam annm ina libbja u^tdir io ho molto temuto questa notizia nel mio cuore) e la preoccupazione che questultimo possa rimproverargli di non aver adempiuto ai suoi doveri informandolo al riguardo (ll. 33-34 anntam u l anntam ammnim l ta^puram perch non mi hai scritto cos o col?). Lespediente della citazione fittizia (ll. 29-33 bl kiam l iqabbi () (spero) che il mio Signore non dica ()), gi osservato in ARMT XIV 1, gli permette dunque di mettersi al riparo da attuali e future recriminazioni. Si noti, inoltre, come La.nasm sottolinei di aver scritto al sovrano in quanto suo servitore (ll. 34-35 anku ^a wardtja ana blja a^puram io ho scritto al mio Signore nella mia qualit di servitore) e dunque sottoposto a un dovere di informazione, e gli rimetta, secondo convenzione, la decisione finale (ll. 37-38 mali bl i^apparam lpu^ che io faccia tutto ci che il mio Signore mi scriver (di fare); ll. 40-41 adi \m bl annm u l annm ika^^adam fino a che mi giunga la decisione del mio signore, quale che sia). Il riferimento ad eventi trascorsi non dunque fine a se stesso, ma piuttosto legato ad unidea dello scorrere del tempo secondo la quale il passato intreccia continue relazioni con il presente fornendo le basi per una sua ottimale organizzazione. Studi recenti sulla corrispondenza tra privati in epoca paleo-babilonese hanno evidenziato come il confronto con situazioni anteriori, descritte allinterno di prologhi storici, spesso assuma una funzione argomentativa61. Nella corrispondenza tra il sovrano di Mari e i suoi funzionari la ricostruzione degli eventi sembra piuttosto subordinata alla necessit di delineare e riaffermare gli effettivi rapporti di potere. In alcuni casi la parte argomentativa della lettera costruita sulla contrapposizione tra una situazione passata nella quale il funzionario ha agito in maniera contraria a quanto richiesto dal suo ufficio, e una situazione presente in cui si ristabilisce, per opposizione, la regolarit delle relazioni di dipendenza. La lettera (FM VIII 6) che un certo Nanna-galzu scrive a Yasma~-Addu riguardo alla realizzazione di un tavolo per il suo pasto permette di illustrare questo argomento62:

61 62

Vd. TAMMUZ 1996, 382, n. 7 e SALLABERGER 1999, 234-235. Una lettera inedita qualifica Nanna-galzu come messaggero di Sams-Addu a Mari. Al riguardo vd. VILLARD 2001, 47.

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Nicla De Zorzi FM VIII 6: 4-16 [Nanna-galzu a Yasma~-Addu]


a^-^um gi^ban^urx ^a i-na -ra-{a}-[a~ki] / a-ka-lim ^a be-l i^-pu-ra-am / i-na pa-nitim-ma gi^ban^urx ^a a-~a-[tu-^u] / ^a gi^bi-nim -^a-a#-bi-it / i-na-an-na [i]^-tu be-l [i]^-pu-ra-[am] / um-ma-mi di-ip-pa-t[u-^u] / lu- gi^e-lam-ma-ak-kum / kaab-la-tu-^u / lu- gi^ka-mi-^u-ru-[um] / i-na [u4-mi-^]u-ma / ap-q-[da-a^-^u] / a-na a-la-a[k be-l-ia] / i-#a-ab-ba-[tu-^u] / ^a-[ni-ta]m a^-^[um gi^gi^immar] / ^a a-na ku-u[n-nim] / i^-tu ka-ra-n[a]-a[ki-ma] / be-l [i]^-pu-ra-am / gi^gi^imm[ar ^u- i]^tu ma-ti-ma/ ga-me-er Riguardo al tavolo che ad Ura~ (servir) per mangiare, di cui il mio Signore ha scritto, prima, feci installare un tavolo le cui estremit erano in legno di tamarisco. Ma ora, dopo che il mio Signore mi ha scritto (dicendo): i suoi pannelli siano in legno-elammakkum e i suoi piedi siano in legno di pero, il giorno stesso ne ho disposto (la realizzazione). Lo prenderanno allarrivo del mio Signore. Altra questione: riguardo al palmeto che il mio Signore, da Karan, mi ha chiesto di installare, questo palmeto pronto da un po di tempo.

La scansione degli eventi pu essere cos ricostruita: il re in una sua prima missiva ordina a Nanna-galzu la realizzazione di un tavolo per la sua mensa (ll. 4-5); Nannagalzu dispone affinch il tavolo abbia le estremit in legno di tamarisco (ll. 6-7); in seguito, larrivo di una seconda lettera nella quale il sovrano fornisce indicazioni precise sui materiali da utilizzare per lopera (ll. 8-12) induce Nanna-galzu ad ordinare che il tavolo venga immediatamente (l. 13 ina m^uma il giorno stesso) realizzato secondo le nuove direttive (ll. 13-14). Ad una prima lettura emerge il contrasto tra una situazione anteriore (l. 6 ina pntimma), a cui corrisponde la realizzazione del tavolo secondo le indicazioni dello stesso Nanna-galzu (se la ricostruzione proposta corretta), e una situazione posteriore (l. 8 u inanna) nella quale il tavolo viene costruito secondo lesatta volont del sovrano. Il dovere di informazione richiede che Nanna-galzu sia esaustivo nel suo rapporto sullo svolgimento della missione. Allo stesso tempo, egli cerca di mettere in luce lo sforzo messo in atto per portare a termine lincarico affidatogli nel pi breve tempo possibile. Unanalisi attenta della retorica della lettera permette infatti di individuare nellaffermazione della solerzia di Nanna-galzu lo scopo implicito del messaggio. Lespediente stilistico utilizzato a tal fine consiste nella ricercata opposizione tra ina pntimma (l. 6) prima e ina m^uma il giorno stesso (l. 13), enfatizzata attraverso il ricorso alla particella enclitica -ma, che nelle lettere di epoca paleo-babilonese non funge solo da connettivo logico-temporale, ma in alcuni casi qualifica come focus semantico della frase la parola che precede63. Lintento persuasivo della lettera trova conferma e ulteriore vigore nellindicazione temporale posta nella sezione conclusiva: il palmeto richiesto dal sovrano pronto i^tu matma da un po di tempo.

63

Vd. COHEN 2001, 90.

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa Se il passato ci che sta sempre davanti agli occhi, il futuro, designato dal termine accadico warktum (sumerico EGIR), ci che sta dietro, che non si conosce, ed pertanto oscuro e indefinito. Tuttavia, necessario ricordare che in Mesopotamia lidea di un tempo che scorre in maniera lineare dal passato al presente verso il futuro complementare a quella di un tempo che procede ciclicamente, nel quale la relazione tra passato, presente e futuro si basa sulla similitudine64. Questidea si manifesta, ad esempio, nei testi divinatori che si fondano sulla relazione instaurata sul piano psicologico tra un passato, da cui si traggono le basi dellesperienza per poter collegare il manifestarsi di un determinato evento con una determinata predizione, e un futuro indagato per fungere da ammonimento, con lintento ultimo di agire sul presente fornendo modelli di comportamento. Il futuro, se non mai pienamente predicabile, pu essere nondimeno controllato sulla base di un meccanismo di tipo analogico65. Il futuro pu riservare delle sorprese ed essere fonte di nuovi ed inattesi contenuti, senza che questo tuttavia scoraggi il tentativo di decodificarli e classificarli. Per gli amministratori di Mari, perennemente sottoposti al giudizio del sovrano e al rischio di calunnia e discredito, la concezione dello scorrere del tempo e la visione del futuro in particolare non sono mai rassicuranti, ma appaiono influenzati dal timore di venire accusati di negligenza o, viceversa, dalla speranza che questo non avvenga. Lampio ricorso allespediente delle citazioni fittizie con cui si anticipano probabili (e temute) situazioni future trova giustificazione allinterno di questo sistema di pensiero. Si veda, ad esempio, una lettera che Zakira-@amm scrive a Zimr-Lm riguardo al proprio operato: ARMT XXVII 25: 5-21 [Zakira-@amm a Zimr-Lm]
[i]^-tu be-l a-na a-lim qa-a\-\[-na-anki] / -wa-e-ra-an-ni a-na qa-a\-\-na-[anki ak-^]u-d[a]m / dingir ^a be-l-ia te-e^-me-em a-na ~a-al-[#-im] / ^a-a-ti i^-ku-unma ~a-al-#[a-a]m -bi-ib-ma / i-na #a-bi-imme^ ^a ki-ma i-ba-a^-^u- / i7 a~-lu-u#x? (IS) me-e -^a-ab-^i ~a-al-#-um ^u- / ^a-at-tam an-ni-tam ^e-em -ul il5-q ^eum ^[u]-ku-ul / l[] da-an-nu-um-ma ^a ki-ma ^e-em i-^u- wa-^i-ib / l mu-^ke-nu-um en6-^u-um ^a ki-ma ^e-em la i-^u- / a-na na-ri-im it-ta-al-kam u as-sur-r[e] / ur-ra-am ^e-ra-am be-l ki-a-am la i-qa-ab-bi / um-ma-a-mi i^-tu ta-ak-^udu ~a-al-#a-am ^a-a-ti / tu-usx(IS)-s-a[p-pa-a]~ la-ma u4-um wa-^a-bi-ia [i-n]a ~a-al-#-im ^a-a-ti / i-ri-ku b[e-l n]-m-tam e-li-ia la i-ra-a^-^u- / be-l a-na [s]a-am-m-e-tar aq-ba-a-~i-im rme^-^u / li-i^-pu-ra-am-ma wa-ar-ka-at ~a-al-#im / ^e-tu li-ip-ru-su-ma \e4-ma-am a-na be-l-ia li-te-ru Dopo che il mio Signore mi aveva nominato per la citt di Qa\\unn, sono arrivato a Qa\\unn. Il dio del mio Signore aveva imposto obbedienza a questo distretto ed io ho recensito il distretto. Con laiuto di tutti i lavoratori disponibili ho pulito il canale e procurato lacqua. Ma questo distretto, questanno, non ha ricevuto del
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Sulla relazione tra tempo lineare e tempo ciclico in Mesopotamia vd. GLASSNER 1993, 24-28. Vd. GUINAN 2002, 19-20.

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grano e (tutto) il grano stato consumato. Cos, mentre il ricco che dispone di grano resta, il povero mu^knum che non ha del grano partito per il fiume. Spero che, presto o tardi, il mio Signore non dica: Dopo il tuo arrivo non hai cessato di rovinare questo distretto. Che il mio Signore non mi rimproveri prima che il mio soggiorno in questo distretto non sia stato pi lungo. Che il mio Signore scriva ai suoi servitori Sammtar e @aqba-a~um di esaminare la situazione di questo distretto e di fare il loro rapporto al mio Signore.

La struttura della lettera prevede una sezione informativa in cui si fornisce lantefatto (= passato) (ll. 5-14) larrivo di Zakira-@amm a Qa\\unn, il suo operato, la mancanza di grano - e una sezione direttiva in cui si sollecita lintervento da parte del re e linvio di due garanti (= futuro) (ll. 18-20)66. Una citazione fittizia della frase che Zimr-Lm potrebbe dire a rimprovero delloperato di Zakira-@amm separa (e unisce) le due sezioni (ll. 14-17 assurr urram ^ram bl kiam l iqabbi spero che presto o tardi il mio Signore non dica ()). Come gi osservato, lespediente della citazione fittizia ha per chi scrive una funzione giustificativa, poich consente di anticipare, bloccandola, uneventuale obiezione da parte del destinatario. Tale obiezione viene qui temporalmente collocata in un futuro prossimo, anzi imminente, come dimostrato dallutilizzo dellespressione urram ^ram, letteralmente domani, di mattina. Questa espressione temporale conosce un ampio utilizzo nella documentazione legale di area siro-anatolica. La ritroviamo, ad esempio, allinterno delle cosiddette formule di non reclamazione tipiche delle contestazioni legali del secondo millennio67. Ma formulazioni affini, seppure proiettate in un momento indefinito del futuro, si trovano nei cosiddetti kudurru babilonesi e nei testi di donazione di epoca neo-assira. Nei kudurru la durevolezza del diritto acquisito tramite il dono sancita dalla formula ana m #ti per il futuro, mentre la formula matma ana warkt m in un qualunque momento, in futuro introduce lelenco delle maledizioni invocate contro chi minaccer tale diritto68. Nelle donazioni neo-assire la formula corrispondente recita ina urki^ ina matma in futuro, in un qualunque momento69. Nel caso delle lettere il ricorso apparentemente convenzionale ad urram ^ram sottintende piuttosto un contesto psicologico intriso di preoccupazioni concrete. In altri termini, non stupisce che i funzionari, a cui si richiedono efficienza e rapidit nel rispondere agli ordini del sovrano, si pongano il problema delle conseguenze delle loro azioni nel presente e nellimmediato futuro. Questo tuttavia non impedisce loro di proiettare lo sguardo, per quanto possibile, al futuro remoto. Si veda, come parallelo, la sezione finale di una lettera (SH 812) appartenente ad un corpus epistolare diverso da quello di Mari la lettera proviene dal sito di &u^arr ma
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Per la terminologia relativa alle sezioni della lettera in epoca paleo-babilonese vd. SALLABERGER 1999, 144-147. Vd. MAYER 1986, 405-406. Ad esempio, un documento recuperato sul mercato antiquario ma verosimilmente proveniente da Emar, riguardante la divisione della propriet paterna tra due fratelli, alle ll. 19-21 sancisce: ur-ra-am ^e-ra-am / ^e^ a-na ^e^ i-ra-gu-mu -ul / i-ra-gu-um in futuro un fratello non reclamer contro (laltro) fratello (SIGRIST 1982, 242-252). Vd. SLANSKI 2003, 115-116. Vd. KATAJA WHITING 1995, 132 (immatma).

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La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa affine a questultimo sia dal punto di vista stilistico che contenutistico70. La lettera, indirizzata a Kuwari, nuldnum vicer di &u^arr71, riguarda le vicende di una guerra che intorno al 1781 a.C. oppose una coalizione di regni situati a est del Tigri ai Gutei72. A Kuwari venne richiesto di indagare le intenzioni di &am^-Adad, a sua volta impegnato in una campagna contro Arrapha e Qabr, e agire di conseguenza per non rischiare di venire accusato di tradimento: SH 812: 53-64 (Eidem Lsse 2001, 134-136, n. 63)
at-ta-a-ma ti-di ka-^u-nu ur-ra-am / ^i-ra-am i-te-bu-ma ki-am i-qa-bu- / um-ma ^u-nu-ma ^u-ma ki-a-am i-te-p-e^ / ^a a-bu-^u a-bi a-bi-^u nu-ul-da-nu-tam / ipu-^u ^a-tu be-el-^u ki-ma na-p-i^-ti-^u / i-ra-mu-^u i-na-an-na be-el-^u i^-tu 3 mu / la-wi-ma ^u- -ul il-li-kam-ma / s-ut be-l-^u -ul -^a-q-il / i-na i-di-ni -ul i-zi-iz / an-ni-a-tim i-qa-bu-ni-kum-ma / a-na wa-ar-ka-at u4-m / p-i^-tum li-ba-ni i-ma-ra-a# Lo sai di certo che (in caso contrario) presto o tardi leveranno le loro voci e diranno cos: Ha agito in questo modo, (lui) il cui padre e il padre di suo padre hanno esercitato nuldntum, lui il cui Signore ha amato come la sua vita. Ora il suo Signore sotto assedio da 3 anni e lui non va e non consegna la rendita del suo Signore e non sta al nostro fianco. Questo diranno di te e sar un insulto per sempre e i nostri cuori (ne) saranno rattristati.

Al di l dello specifico contenuto della lettera interessante osservare come quanto affermato nella citazione fittizia introdotta da urram ^ram (dunque collocata nellimmediato futuro) protragga potenzialmente le proprie conseguenze nel futuro remoto (ana warkt m)73. Non diverse sono le argomentazioni addotte da Yaqqim-Addu nella lettera ARMT XIV 47 (cfr. Durand 1998, 369-372, n. 654) per giustificare al sovrano la propria estraneit ad un caso di diserzione da parte di un gruppo di artigiani: ARMT XIV 47: 5-44 [Yaqqim-Addu a Zimr-Lm]
[i-na pa-ni]-tim a^-^um lnagarme^ / [be-l i^-p]u-ra-am-ma / ki-[m]a [na]-a^-pa-ar-ti be-l-ia / qa-tam a-na q[a-t]im-ma i-ba-al-dim lb-e~-rum / (ll. 9-22: elenco) / ^u-nigin 13 lnagarme^ ^a ~[a]-a[l]-#-im ak-mi-sa-am-ma x / a-na qa-at ia-ar-i[p]an [a]p-q-da-a^-^u-[nu-ti-ma] / a-na #e-er be-l-ia u^-ta-ri-^u-[n]u-[ti] / i-na-an-na tup-p be-l-ia ik-^u-[d]am [u]m-ma-a-m[i] / a^-^um lnagarme^ a^-pu-ra-kum-ma / u[l]! tu-[^]a-re-e-em a-na-ku- / a-na na-a^-pa-ar-t[i be-l-i]a a-~a-am a-na-ad70 71 72 73

Per le lettere provenienti da &u^arr (Tell Shemshar) vd. EIDEM LSSE 2001. Linterpretazione del termine nuldnum incerta (vd. EIDEM 1990, 48-49). EIDEM LSSE 2001, 36-37 lo traducono con duke or viceroy. Per il contenuto e la collocazione storica della lettera vd. EIDEM LSSE 2001, 36-38. Similmente, negli atti regali di donazione trovati ad Ugarit la formulazione che indica la validit permanente dellatto recita: urram ^ram nel(limmediato) futuro adi drti per sempre (vd. HUEHNERGARD 1989, 220-224).

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dima/ a-nu-um-ma ni-pa-[a]t [lnaga]rme^ / ^a a-na <ma>-riki -^a-re-e-em a-na mu-ut-~a-na simug / ap-q-dam-ma a-na #e-er be-l-ia u^-ta-re-e-em / be-l wa-arka-tam li-ip-ru-s-ma / ^a ki-ma wa-a^-bu be-l l[i]-mu-ur / ^a ki-ma a-na-ku a\-ru-da-[a]m-ma / ip!-\-ru ni-pu-us-s / [a]-na -kl-lim li-ka-^i-i^-ma / [wa]-arku-um i-na qa-ti-^u / [l]i-mu-ur -l[a-^]u--ma / i-nu-ma be-l a-na a-wa-at / -klli[m] i-^a-ap-pa-ra-am-[m]a / a-[\]-a[r-r]a-dam-ma / i-pa-[a]\-\-ru-ma a-ia-^i-im / be-l i-zi-za-am Qualche tempo fa, il mio Signore mi ha scritto riguardo i carpentieri e conformemente al messaggio del mio Signore, immediatamente, Ibl-Addu, be~rum, (), in tutto ho radunato 13 carpentieri del distretto. Li ho affidati a Yarip-El e li ho fatti condurre dal mio Signore. Ora, mi arrivata una tavoletta del mio Signore (scritta) cos: Ti ho scritto riguardo i carpentieri ma tu non me li hai fatti condurre. Sar io mai negligente verso un ordine del mio Signore? Ecco che ho affidato a Mut@ana, il fabbro, il garante dei carpentieri che ho fatto condurre a Mari e lho fatto portare al mio Signore. Che il mio Signore indaghi la vicenda e veda chi presente: (per) ciascuno che io ho inviato e che ha disertato, che si prenda il suo garante per il Palazzo, affinch in futuro si disponga di questo precedente. Altrimenti, quando il mio Signore mi scriver per gli affari del Palazzo, se, dopo che avr fatto linvio, ci saranno delle diserzioni, (sar) contro me (che) il mio Signore si adirer.

Nella sezione informativa della lettera (ll. 5-29) viene chiarito lantefatto: il sovrano in una sua prima missiva ordina a Yaqqim-Addu di radunare e far condurre da lui dei carpentieri; lordine viene eseguito, ma alcuni dei carpentieri disertano durante il viaggio; di conseguenza il sovrano scrive una nuova lettera a Yaqqim-Addu, lamentandosi di non aver ricevuto la manodopera richiesta e accusandolo di negligenza. Per contro, Yaqqim-Addu riferisce gli avvenimenti in maniera tale da mettere in evidenza la propria solerzia e fedelt: gli artigiani sono stati radunati immediatamente (l. 8 qtam ana qtim) dopo aver ricevuto la lettera del sovrano e secondo le sue disposizioni (l. 7 kma na^parti blya). Lobiezione del sovrano, riportata in discorso diretto, viene smentita ricorrendo ad una domanda retorica (l. 29 ana na^parti blya a~am anaddi sar io mai negligente verso un ordine del mio Signore?), che introduce liniziativa (ll. 30-32 anumma () ecco che ()) e la sezione direttiva in cui si auspica il suo intervento (l. 33 bl warkatam liprus che il mio Signore indaghi la vicenda): Yaqqim-Addu invia dei garanti a Mari chiedendo a Zimr-Lm di prendere per ciascun disertore un garante al suo posto. La sezione direttiva si conclude con lassicurazione che il comportamento tenuto da Yaqqim-Addu nella presente situazione contribuir a metterlo al riparo da possibili future accuse (ll. 38-39 warkum ina qt^u lmur affinch in futuro si disponga di questo precedente). Il timore del futuro, predetto sulla base della sua analogia con il passato, induce il funzionario ad agire nel presente. Risulta dunque evidente come la ricostruzione degli eventi allinterno delle lettere non risponda quasi mai a una semplice volont narrativa ma venga opportunamente 30

La scansione del tempo nelle lettere di Mari: usi retorici e prassi amministrativa strutturata alla luce di motivazioni concrete, delineando in maniera coerente e funzionale a chi scrive la relazione tra passato, presente e futuro. Conclusioni Negli ultimi anni gli studi sulla corrispondenza epistolare vicino-orientale hanno goduto di una particolare vitalit sia dal punto di vista dellimpegno filologico sui testi che da quello storico-interpretativo74. Su questa base si cercato di mettere in luce allinterno del presente contributo alcuni degli aspetti peculiari dellepistolografia a Mari con particolare attenzione alla scansione del tempo. Gli studi di R.K. Englund e G. Selz75 sul ruolo del tempo nella documentazione amministrativa hanno fornito lo spunto per unanalisi della percezione del tempo allinterno della corrispondenza tra il sovrano e i suoi funzionari. Questanalisi ha evidenziato come linteresse nei confronti del tempo e della sua gestione costituisse una parte integrante della mentalit amministrativa a Mari: il tempo del funzionario appare fortemente condizionato dallesigenza di dimostrare la propria scrupolosit nellesecuzione degli ordini ricevuti. La redazione scritta della lettera consente inoltre di manipolare il tempo a fini pragmatici, (ri)costruendo convenientemente gli eventi in funzione del messaggio che si intende trasmettere. Nella maggior parte delle lettere la temporalit implicita perch il destinatario non ha bisogno di ulteriori chiarimenti per contestualizzare correttamente il messaggio ricevuto. Tuttavia, alcune lettere sono caratterizzate da una dovizia di indicazioni temporali: ne consegue che la collocazione degli eventi allinterno di una precisa cornice temporale doveva avere in alcuni casi una particolare importanza nellambito del processo comunicativo, e che probabilmente spettava al mittente il compito di decidere quando e quanto essere esplicito a questo riguardo. Si dunque concluso che il tempo rivestiva un ruolo fondamentale nelle procedure argomentative proprie della retorica epistolare. A.L. Oppenheim per primo identific nellapparato formulare delle lettere il riflesso dellinfluenza esercitata dal potere decisionale del sovrano sui meccanismi amministrativi e sullo stesso scambio epistolare76. Recentemente le indagini compiute in questa direzione sul corpus delle lettere neo-assire hanno permesso di definire un repertorio uniforme di espressioni formulari e stilemi retorici, suggerendo lopportunit di estendere lanalisi anche ad altri corpora nelleventuale ricerca di caratteristiche e/o varianti legate ai diversi contesti storico-geografici77. A questo proposito, le lettere trovate a Mari, a ragione dellottimo stato di pubblicazione, rappresentano un corpus documentario di facile accessibilit oltre che di primaria importanza.

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Vd. lampia bibliografia citata da SALLABERGER 1999. Vd. ENGLUND 1988, 121-185 e SELZ 1999, 465-512. OPPENHEIM 1968, 173-180. Vd. le osservazioni di FALES 1983, 22 sulle relazioni tra lepistolografia neo-assira e quella neobabilonese. Al riguardo anche PONCHIA 1989, 115-128.

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Nicla De Zorzi Il riconoscimento della letterariet del testo epistolare e la conseguente applicazione ad alcuni corpora, come quelli paleo-babilonese e neo-assiro, di tecniche interpretative usuali per i testi letterari ma innovative per le lettere hanno rappresentato un significativo passo avanti verso una loro migliore comprensione. Lapproccio alla corrispondenza attraverso gli strumenti dellanalisi stilistica e retorica si dimostrato efficace soprattutto nella prospettiva di una valutazione dei procedimenti mentali che presiedono alla scrittura delle lettere. I dati raccolti, lungi dallessere definitivi, hanno peraltro dimostrato lopportunit di proseguire sulla strada dellanalisi stilistico-retorica della corrispondenza vicinoorientale in una prospettiva che piuttosto quella della storia delle mentalit che non di un mero commento filologico ai testi.
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