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ISTITUTO COMPRENSIVO DI MONTALE Scuola elementare Gherardo Nerucci a.s.

2003-2004

ClasseV B Ins. Cristina Fattori

QUI CI VUOLE LA MATEMATICA! Esperienza svolta nelle classi V B e C Della scuola elementare Gherardo Nerucci di Montale a.s. 2003-2004 ins. Fattori Cristina

Premessa
Lesperienza seguente si svolta nei mesi di aprile-maggio 2004 in classe V, quindi a conclusione del ciclo di scuola elementare, nella quale sono state messe in gioco dai ragazzi le competenze acquisite nelle attivit sulle frazioni e sui rapporti tra le grandezze. Lesperienza nata durante unattivit inserita nel progetto di educazione ambientale riguardante le trasformazioni della piazza del paese nel tempo. Il docente ha fatto riferimento ad una parte del documento che riporta gli atti del Convegno dellUMI, tenutosi a Ischia nel novembre 2001. Nel documento si illustra un percorso attuato in seconda media nel quale i ragazzi sono invitati a confrontarsi su un problema di rapporto tra grandezze prendendo spunto dallosservazione di una foto di un bambino a cinque anni. Il problema era scoprire laltezza del bambino al momento della foto. La proposta attuata in classe quinta si inserita naturalmente nellattivit di osservazione di una foto antica della piazza del paese ed stata sviluppata dalle classi con molta partecipazione di tutti. Il problema, che allinizio sembrava senza soluzione, stato preso come sfida da molti che hanno intuito che la soluzione bisognava trovarla utilizzando conoscenze matematiche, come ha ben espresso Alberto R. esclamando: Qui ci vuole la matematica!. I ragazzi avevano gi lavorato sui rapporti tra grandezze ad esempio tra circonferenza e diametro del cerchio, tra lato e apotema dei poligoni regolari come problema formulato : Quante volte sta? In questa occasione alcuni bambini hanno utilizzato il procedimento che si riferisce alla domanda :Quante volte sta, cio Quante volte laltezza delluomo sta nellaltezza dellalbero? e sono velocemente giunti alla soluzione. Il procedimento spiegato alla classe dai bambini che lo avevano intuito per primi, stato compreso, ci viene dimostrato dal fatto che i ragazzi, dopo aver ascoltato i compagni, lo hanno saputo spiegare individualmente. Si ritiene perci che lattivit svolta in classe V non sia stata una forzatura ma che la proposta abbia rappresentato uno stimolo significativo e loccasione per mettere alla prova le capacit intuitive e logiche dei ragazzi.

Descrizione dellattivit
Prerequisiti Rappresentare lo spazio in scala, ricavare misure reali utilizzando la carta topografica. Analizzare oggetti e fenomeni scegliendo le grandezze da misurare e gli strumenti opportuni Stimare grandezze in modo diretto e indiretto Essere consapevoli degli errori nelle misurazioni Calcolare il rapporto tra grandezze proporzionali: circonferenza e diametro, apotema e lato dei poligoni regolari. Obiettivi Osservare unimmagine fotografica, analizzare, ipotizzare, problematizzare. Riconoscere grandezze proporzionali e figure simili in contesti concreti.

Utilizzare e consolidare lidea di scala Stabilire relazioni tra elementi analizzati, tra grandezze. Misurare, calcolare il rapporto tra misure. Scoprire operativamente la formula inversa per trovare il diametro, data la circonferenza

I FASE Osservazione della foto della piazza di Montale nel primo 900, posizione del problema
Durante le attivit riguardanti la piazza e la sua trasformazione nel tempo, i ragazzi hanno osservato e analizzato la seguente foto:

In essa si vede la piazza con i tigli che ci sono ancora oggi e la differenza che salta agli occhi quella della loro altezza. In particolare si vede un tiglio che sembra secco, poich spoglio, mentre gli altri hanno la chioma. Accanto al tiglio c un uomo, diritto, in piedi. Lins. chiede: Quanto sar alto il tiglio che ha vicino luomo? Quanto saranno alti i tigli oggi? I ragazzi parlano tra loro, qualcuno dice che non si pu sapere, Lorenzo G. afferma che bisognerebbe sapere la scala di riduzione della foto. Siccome si intende di macchine fotografiche dice che bisognerebbe saper con quale obiettivo stata scattata la foto. Questa per uninformazione che non potremmo avere e la pista abbandonata. Insegnante si accerta che lintuizione di Lorenzo sia condivisa dalla classe con la domanda: Siete convinti anche voi che la foto rappresenta in scala la realt? Nessuno sembra aver dubbi, qualcuno precisa che gli oggetti della foto e quelli reali sono simili, rimpiccioliti secondo la stessa regola. La discussione si concentra sullaltezza delluomo in confronto a quella dellalbero. Alberto R. si mostra sicuro di riuscire ed esclama: Qui ci vuole la matematica! Alessandro: Mi sembra che lalbero sia il doppio delluomo. Altri bambini fanno lipotesi che luomo sia alto da 1,60 m a 1,70m. Alberto allora ha unintuizione: Maestra devo dirlo veloce se no mi scappa : misuro col righello laltezza delluomo e laltezza dellalbero, poi divido laltezza dellalbero per laltezza delluomo e

trovo quante volte luomo sta nellalbero. Quando ho trovato quante volte luomo sta nellalbero moltiplico laltezza reale delluomo per il numero trovato e trovo laltezza dellalbero. Alberto ha parlato velocissimo ma gi altri compagni hanno intuito il procedimento e lo ripetono. Si lavora su una fotocopia ingrandita della foto, si misurano le altezze, si fanno i calcoli e si trova che il tiglio, se luomo fosse alto 1,60 m, dovrebbe essere alto 2,83 metri.

II FASE Laltezza del tiglio oggi


Laltezza del tiglio trovata solo ipotetica poich non possediamo laltezza reale delluomo. I ragazzi propongono di calcolare con lo stesso sistema laltezza del tiglio oggi. Occorre fare un sopralluogo in piazza, individuare il tiglio in base alla posizione utilizzando come punto di riferimento il portone della canonica, le finestre, il campanile, fotografare il tiglio con accanto un bambino. Bisogna poi misurare laltezza del bambino e del tiglio nella foto, calcolare il rapporto, moltiplicare per laltezza reale del bambino .. e il gioco fatto. Quando ho trovato laltezza del tiglio oggi posso trovare la differenza con la foto del 1929 (circa), posso dividere per gli anni trascorsi e trovare la media di quanto cresciuto in un anno. Per, quante cose posso sapere da una fotografia! La classe si quindi recata in piazza, ha individuato il punto di vista dal quale stata scattata la foto, ha notato che il tiglio di oggi che si trova nello stesso punto di quello secco, ha il tronco pi piccolo degli altri, ha quindi formulato lipotesi che quello secco sia stato sostituito da uno pi giovane che quindi ha il tronco pi piccolo. Laltezza per oggi uguale per tutti poich i tigli vengono potati in modo che siano alti uguali. Viene scattata la foto, dal punto di vista della foto antica, per riprendere bambino ed albero.

La discussione in classe porta a individuare due procedimenti risolutivi. PRIMO PROCEDIMENTO Si osserva la foto e si discute sul rapporto tra il bambino della foto e il bambino reale. Tutti sono consapevoli del fatto che sono figure simili. Ins: Se le due figure sono simili, si pu trovare la scala di riduzione? La risposta affermativa. La classe si attiva per misurare laltezza sulla foto. Poich i ragazzi sono coscienti che anche un minimo errore di misura porta a risultati molto diversi, ripetono la misura per 5 volte, con righelli diversi, e scelgono la misura che si ripetuta pi volte. Si procede quindi con una divisione per trovare quante volte laltezza del bambino della foto sta nellaltezza del bambino reale. Si ottiene un numero con un resto. I bambini intuiscono che con un numero del genere non si arriva poi a un risultato esatto, cos come era successo per il 3,14. Il numero trovato rappresenta la scala di riduzione, quindi per calcolare laltezza del tiglio di oggi bisogna moltiplicare laltezza del tiglio della foto per il numero trovato

Il risultato 9,563 metri.


SECONDO PROCEDIMENTO I ragazzi misurano laltezza del tiglio nella foto applicando il metodo delle 5 misurazioni con righelli diversi, applicano poi il procedimento seguito per la foto antica: Dobbiamo dividere laltezza del tiglio per laltezza del bambino, troviamo cos il numero delle volte che il bambino sta nellalbero. Poi dobbiamo moltiplicare laltezza reale del bambino che conosciamo per il numero trovato e otteniamo laltezza del tiglio reale.

La misura ottenuta 9,646 metri.


La differenza nelle misure ottenute secondo noi sta nel fatto che sia nel primo che nel secondo procedimento abbiamo ottenuto numeri che sono il risultato di divisioni che hanno un resto, quindi i risultati finali non sono precisi. Possiamo concludere per con certezza che laltezza del tiglio tra i 9 e i 10 metri. Per quanto riguarda la media di crescita in un anno, si ritiene di non poterla trovare perch i tigli vengono potati e mantenuti sempre alla stessa altezza. Si riflette sul fatto che gli alberi, come i bambini, hanno un periodo di crescita in altezza e poi si fermano. Quindi il problema della crescita media di un albero in un periodo cos lungo, 75 anni circa, va affrontato in altro modo, ad esempio con la grandezza del tronco. Bisognerebbe tagliare il tiglio per leggere let contando i cerchi ma questo non certamente possibile! Si ripiega misurando la circonferenza. Ins. : Sapendo la misura della circonferenza, si pu trovare il diametro? Anche questa volta nessuno ha dubbi che si possa trovare, basta ricorrere alla matematica! In situazione i ragazzi scoprono quindi la regola per trovare il diametro conoscendo la circonferenza. Eseguono gli opportuni calcoli e trovano il diametro del tiglio utilizzato per calcolare laltezza e di un altro tiglio con la circonferenza maggiore.

III FASE Applicazione del metodo trovato per calcolare laltezza del monumento ai caduti
Utilizzando la seguente foto con Lucrezia davanti al monumento ai caduti stata calcolata, in un lavoro individuale, laltezza del monumento: 3 metri.

Il lavoro ha appassionato i ragazzi e li ha coinvolti emotivamente. E stato importante il momento nel quale stata deciso collettivamente il modo per reperire i dati necessari per calcolare le altezze, e cio come doveva mettersi il bambino davanti alloggetto da fotografare e dove doveva porsi il bambino che faceva la fotografia. Lattivit individuale stata svolta con seriet da tutti i ragazzi che sembra abbiano compreso, al momento, il senso dei calcoli che stavano facendo. E servita anche come momento di riflessione sugli errori di misurazione e sui risultati delle divisioni che danno numeri non esatti quelli che hanno infinite cifre decimali, che nel loro futuro di studenti impareranno a chiamare col nome di numeri irrazionali.