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Sommario

di Don Roberto Provera Il punto


Don Roberto Provera

il punto

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A Roma da papa Francesco


Tommasini e novizie della Piccola Casa

Figure cottolenghine
Iole Zanella

Le mani silenziose della Provvidenza


Redazione

Periodico della Famiglia Cottolenghina e degli ex Allievi e Amici della Piccola Casa n. 3 settembre 2013
Periodico quadrimestrale Sped. in abb. postale Comma 20 lett. C art. 2 Legge 662/96 Reg. Trib. Torino n. 2202 del 19/11/71 Indirizzo: Via Cottolengo 14 10152 Torino - Tel. 011 52.25.111 C.C. post. N. 19331107 Direzione Incontri Cottolengo Torino Direttore Onorario Don Carlo Carlevaris Direttore responsabile Don Roberto Provera Amministrazione Avv. Dante Notaristefano Segreteria di redazione nuovo indirizzo mail redazione.incontri@cottolengo.org Redazione Salvatore Acquas - Mario Carissoni Collaboratori Mauro Carosso - Fr. Beppe Gaido Nadia Monari Progetto grafico Salvatore Acquas Stampa Tipografia Gravinese Corso Vigevano 46 - Torino - Tel. 011 28.07.88 La Redazione ringrazia gli autori degli articoli e foto, particolarmente quelli che non riuscita a contattare.

I nostri giardini
Mario Carissoni

Luce
D

Pi

Razzismo
Fr. Beppe Gaido

Leggere un libro
Redazione

GTT
Tommaso Geraci

La piccola casa di North Paravur


don Shony Mathew Perumpallil

Quando la musica porta verso il trascendente 20-21


Adriana Chieregato Doglione

David Manogar Raj Un nuovo diacono Cottolenghino


Redazione

22-23 24-25 26-27 28 29 30

Chi ho ascoltato?
Antonio Armentano

Ama, soffri, offri


Laura

Associazione Amici del Cottolengo


Redazione

Ritrovarsi a Mocalieri
Caudia Molino

Sono entrati nella vita...


Redazione

Associazione ex allievi e amici del Cottolengo Il Convegno annuale 31


Dante Notaristefano

Incontri consultabile su: www.cottolengo.org entrate a cuore aperto http://chaariahospital.blogspot.com/ Questa rivista ad uso interno della Piccola Casa Cottolengo

Lettera di un pap
Redazione

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a Il risveglio popolare del 18 luglio 2013 apprendo che lo Stato della Citt del Vaticano sar lospite di onore del Salone internazionale del libro, che si terr a Torino dall8 al 12 maggio 2014. Il Paese Ospite donore presenta un proprio stand cui offre unesposizione completa della propria produzione editoriale e delle proprie eccellenze artistiche e culturali e propone un ricco programma di convegni, dibattiti, tavole rotonde con i propri autori di maggior rilievo. la prima volta che ci accade. Forse finalmente si va dissipando lostinato pregiudizio, che considera la Chiesa cattolica come sinonimo di oscurantismo, perch nemica della scienza, della tecnologia, della ragione. Ma, se pure queste accuse non sono del tutto infondate storicamente, ora certo non pi cos. La fede non ostile alla ragione, entrambe infatti tendono alla verit. Ciascuna con le sue possibilit. Mi spiego con un esempio. Ci accingiamo a una camminata in montagna con lobiettivo di raggiungere unalta vetta. Saliamo in auto e raggiungiamo il punto di partenza, parcheggiamo, ci attrezziamo e cominciamo a salire. Il percorso da Torino al punto di partenza ci era ben noto, ma di qui innanzi ci affidiamo a una guida esperta, che conosce litinerario per la vetta ambita. Cos la nostra ragione con le sue immense risorse abilmente ci conduce nel mondo, ma solo fino a un certo punto, poi costretta ad arrestarsi, perch non riesce a distinguere il sentiero che conduce alla pienezza della Verit, cio non solo a quella verit che misurabile o funzionale o individuale, ma a quella Grande Verit, che assoluta, eterna, splendente e illuminante. Solo la fede conosce la via per avvicinarsi a questa Verit. E la fede, da buona sorella, prende per mano la ragione e la conduce su, in alto, sempre pi in alto, mostrandole un cammino altrimenti nascosto. Altro esempio. Locchio umano non in grado di percepire i raggi infrarossi, n lorecchio gli ultrasuoni, ma ci non significa che i raggi infrarossi o gli ultrasuoni non esistano, semplicemente occorrono alluomo ausili idonei, supplementari rispetto alla sue naturali capacit. La fede quindi non rinnega la ragione, ma dischiude alluomo orizzonti ancora pi vasti, lo apre a spazi immensi, lo innalza ad altezze vertiginose, lo guida verso la pienezza della Verit. Allora non temiamo, lasciamoci illuminare dalla luce della fede, anzi da quella luce, che la fede. 3

testimonianze
Siamo sempre stati accolti a braccia aperte in ogni posto tappa e abbiamo avuto modo di fare anche un bellissimo incontro presso il Santuario Madonna del Sorbo, vicino a Campagnano di Roma, dove siamo stati accolti con grande cordialit da Padre Gustavo appartenente ad un Ordine di Missionari Contemplativi.

A Roma da papa Francesco

Sutri

al 4 al 7 luglio scorso si tenuto a Roma un grande incontro con il Papa, rivolto a tutti i seminaristi, i novizi, le novizie e tutti i giovani in ricerca vocazionale; anche il Cottolengo era presente con un gruppetto di novizie guidate da Suor Anna Maria e con i seminaristi cottolenghini (= i Tommasini) guidati da Don Paolo. Per vivere con maggiore intensit levento Don Paolo ha proposto a noi Tommasini di percorrendo a piedi un tratto di circa 75 km in tre giorni lungo la via Francigena. Dopo una prima tappa di avvicinamento in pulmino da Torino fino al Monastero di Manziana, con sosta intermedia a Pisa, dove siamo stati accolti e rifocillati egregiamente, il giorno seguente, accompagnati dalle preghiere delle suore del monastero abbiamo iniziato il nostro cammino con gli zaini in spalla. Le giornate sono state scandite dalla preghiera mattutina delle lodi, dalla messa celebrata da Don Paolo e da una riflessione giornaliera, a cui seguivano ore e ore di cammino immersi nella bellissima campagna laziale.

Al tramonto del primo giorno

Nel borgo di Sutri

Partenza da Capranica

Abbiamo avuto la possibilit di attraversare campagne dorate, boschi verdeggianti, ammirare fiori e bellissimi cavalli, contemplare immensi cieli dal mattino al tramonto del sole. Nonostante il peso degli zaini, che avevamo cercato di contenere senza successo sotto i 10 kg, e nonostante i chilometri giornalieri, che nel corso della prima tappa erano stati circa trentacinque, al mattino si sempre verificato il miracolo ed eravamo tutti in grado di riprendere il cammino, nonostante le inevitabili bolle ai piedi e le spalle indolenzite.

Posto tappa a Campagnano

Verso Monterosi

testimonianze
Non sono naturalmente mancati gli imprevisti, che in alcuni casi hanno fatto allungare un po il cammino, ma abbiamo sempre potuto sperimentare la provvidente e tenera mano del Signore che ci ha condotti nei tre giorni di cammino, senza farci mai mancare nulla, e ci ha permesso di giungere a Roma sereni e gioiosi, anche se provati nel fisico. A Roma abbiamo soggiornato presso il Cottolengo dove siamo stati benissimo e abbiamo avuto modo di incontrare il gruppo di Novizie guidate da Suor Annamaria, con cui abbiamo condiviso i giorni seguenti. Il programma a Roma ha avuto inizio con un pellegrinaggio di tutti i giovani da Castel SantAngelo alla Basilica di S. Pietro dove ognuno ha potuto rinnovare la Professione di Fede. Il giorno successivo vi erano le catechesi nelle varie lingue. Noi abbiamo deciso di partecipare alla riflessione tenuta da Mons. Parmeggiani, Vescovo di Tivoli, nella Chiesa del Ges, dove sono conservate le reliquie del corpo di S. Ignazio di Loyola e del braccio di s. Francesco Saverio. Alla meditazione seguita la celebrazione eucaristica. Alla sera un programma di testimonianze e musica condotto niente meno che da Carlo Conti nella suggestiva cornice della piazza del Campidoglio. Il giorno seguente, sabato mattino, Don Paolo, in modo fortuito, ha avuto modo di scambiare due parole con Monsignor Fisichella accennando al pellegrinaggio a piedi, e il pomeriggio stesso, nel corso delludienza con il Papa, Monsignor Fisichella presentando al pontefice i giovani presenti, ha testualmente citato un gruppetto che da tre giorni stato in cammino verso Roma. Ludienza stata lincontro di un buon padre con i suoi figli in cui Papa Francesco, senza fare sconti a nessuno, ha ricordato i punti essenziali per vivere la nostra vocazione nella gioia vera. Alludienza seguito un altro splendido evento che stata la recita del s. Rosario lungo i viali dei Giardini Vaticani, occasione unica per scoprire questaltra bellezza della Citt del

testimonianze

Al riparo sotto la tenda Arrivo in piazza San Pietro

Verso larrivo della 2a tappa a La Storta

Verso la basilica di San Pietro per la professione di fede

Presso le suore delle Poverelle

Lungo la via Trionfale

Vaticano, arricchita dalla presenza nascosta ma reale dellamatissimo papa emerito Benedetto XVI che sicuramente ha pregato con noi e per noi. La domenica, dulcis in fundo, abbiamo partecipato alla S. Messa con il Papa nella Basilica di S. Pietro e alla recita dellAngelus. L, nella piazza gremita di gente, sotto il sole cocente, a salutare il Papa, un gruppetto di cottolenghini sventolava lo striscione con scritto Il Cottolengo ti aspetta - Deo gratias. Nellattesa che si compia questo desiderio, il Deo gratias sale davvero dai nostri cuori per tutto quello che abbiamo vissuto in questi giorni. Tommasini e Novizie della Piccola Casa

Rosario nei giardini vaticani Angelus del papa

Una figura Cottolenghina

esperienza
istruita, dandomi tutte le cure sanitarie, compresi i vari interventi chirurgici per ricuperare un minimo di mobilit. Cos tra lOspedale Maria Vittoria e la Piccola Casa trascorsi la mia giovinezza. Purtroppo si addensavano in Europa e sul mondo intero le prime nubi della seconda guerra mondiale. Cos aggravandosi il conflitto, nel 1943 la Piccola Casa, si trov a decidere di avvisare i nostri famigliari del pericolo che sovrastava, per i continui bombardamenti che colpivano Torino. Furono avvisati i miei genitori che a loro volta avevano deciso il mio rientro in famiglia. Il 21 luglio 1943, giovane diciottenne rientrai nella mia famiglia e fu unoccasione bellissima per poterla finalmente conoscere di persona. Fu unesperienza meravigliosa conoscerci, ma soprattutto la figura di mia madre mi ha segnato in un modo indimenticabile! Donna forte, intelligente, volitiva, affettuosa, dintensa religiosit. Nelle lunghe serate al buio, per via del coprifuoco, pregavamo insieme, e lei, immersa nella preghiera scompariva e trovava conforto in Dio, per limmenso dolore che provava per i suoi figli in guerra. Posso affermare che vedere mia madre pregare, mi ha insegnato a pregare. Alla fine della guerra ritornarono uno dopo laltro i tre fratelli, con il grande problema di trovare un lavoro. Rimasi con loro in famiglia, sino ad agosto 1945. Il rientro alla Piccola Casa di Torino, stato da me voluto, pensato e pesato in piena consapevolezza, sapendo che avrei dovuto porre in questa decisione, grande distacco alla dolcezza della famiglia. Ero conscia della mia grave non autosufficienza fisica, che vedo come successivo aggravamento, nella vita quotidiana della mia famiglia gi cos provata dalle ferite della guerra. Tre fratelli erano partiti in cerca di lavoro in Francia, un altro fratello in Svizzera, la mia sorella sposata con un italiano si trasfer pure lei in Svizzera cercando lavoro. In casa sarei rimasta io con i due fratelli pi piccoli e i miei genitori. Non mi sono mai pentita della scelta che ho fatto. Durante le vacanze rientravo in famiglia. Parenti e amici facevano di tutto per rendermi contenta, accompagnandomi a visitare tanti luoghi diversi, il mare, le montagne. Portandomi a teatro gustavo con loro cose belle, e mi sentivo gioiosa, serena per quanto avevo ricevuto. Pi di tutto ero contenta perch poi finite le vacanze rientravo a casa mia. E ora avanti negli anni, rendo grazie al Signore di questa grazia che mi stata concessa e che tuttora continua. Sono curata, assistita, rispettata, non mi manca nulla. Lauspicio che porgo a chiunque legga questo mio scritto di rendere grazie con me alla Divina Provvidenza. Iole Zanella
Padiglione Annunziata, 87 anni

Dal 1931 ospite della Piccola Casa


Lauspicio che porgo a chiunque legga questo

Iole Zanella
oglio parlarvi un po di me. Mi trovo nella Piccola Casa sin dal lontano 1931, perch madre natura non stata benevola con me. Sono venuta alla luce a Vicenza il 2 giugno 1925, con gravi problemi fisici che mai mi avrebbero permesso di vivere come una persona sana. Il problema si present ai miei genitori di una gravit senza scampo, anche perch prima di me cerano altri tre bambini, di cui il pi grande aveva quattro anni. Come risolvere questo problema? A quei tempi i miei genitori cercarono molto un posto di accoglienza che mi prestasse le dovute cure, e nella mia Regione non si trov un posto adatto per la mia condizione. La Provvidenza venuta in soccorso ai miei cari e si servita nientedimeno dellinteressamento

mio scritto di rendere grazie con me alla Divina Provvidenza.

del Principe ereditario Umberto di Savoia. Egli venendo in visita dai suoi amici Marchesi di Doville, incontr il Prefetto di Vicenza, che conosceva la situazione della mia famiglia e al quale venne la felice idea di parlargli del mio caso; sapendo che il Principe era a conoscenza del Cottolengo. Il Principe non disse una parola, ma nel giro di otto giorni arriv una persona con la bella notizia che cera un posto alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. La stessa persona aveva lincarico di accompagnare me e mia madre a Torino, rassicurando i genitori che la retta sarebbe stata pagata per tutta la decorrenza della mia vita. Non intendo scrivere la cronistoria della mia vita, dico solo che sono stata accolta, curata e

testimonianze

Le mani silenziose della Provvidenza


A cura della redazione
proprio durante una delle missioni di chirurgia povera, in quegli ospedaletti di fango e paglia a cui aveva dato dignit di ospedali. Nel suo libro, Africa Malata, ci lascia scritto: Letica del volontariato internazionale offerta di vita dura e pericolosa. A differenza di altre professioni qui non ci sono avanzamenti di carriera, sicurezza, guadagni. uno di quei mestieri in cui si rischia la salute e talvolta la vita, una di quelle attivit in cui si impegnano le proprie responsabilit [] noi siamo chiamati a camminare e a rischiare qualcosa, pronti alle sofferenze e alle sconfitte. [] LAfrica ci pu consegnare un ideale pieno di dignit, qualcosa di pi grande di noi per cui vivere. Percorrer questa strada una sola volta, che questa mia vita abbia un minimo di senso, anche se nascosto a molti. Spero di aver fatto sentire lo spessore delle questioni, che la mia testimonianza non le abbia rimpicciolite, di aver trasmesso la consapevolezza che la materia importante, che c da lavorare ancora, ma la via duscita c, alla portata se non nostra, dei nostri figli o pi probabilmente dei nostri nipoti.

Anche se il lavoro non vicino alla fine non spetta a te portare a termine il lavoro, ma non sei libero di esimerti da esso
Con queste brevi note, raccolte da chi lha conosciuto e con Lui ha diviso molti momenti della sua intensa esistenza, voglio ricordare la figura di un medico volontario, che ha donato tutta la sua vita ai poveri tra i poveri dellAfrica, nelle martoriate regioni del Sudan. Noi labbiamo visto qui nella Piccola Casa, quando tra un breve periodo di riposo e laltro tornava in Italia, ma comunque non interrompeva la sua attivit benefica. Da buon cristiano prima di iniziarla, aveva il tempo della preghiera e passava qui da noi nella Piccola Casa, per assistere alla Santa Messa celebrata alle otto nella cappella dellAddolorata; sempre negli ultimi banchi, silenzioso e raccolto. Forse possibile che vedendo la sua foto, alcune delle suore presenti a quelle celebrazioni possano riconoscerlo. Si chiamava Pino Meo e faceva parte del Comitato di Collaborazione Medica. Si spento nel mese di gennaio 2013 allet di 75 anni. Il suo stato un viaggio intenso ricco di emozioni, di azioni, libero da norme, guidato dai valori. Medico con specializzazioni in Chirurgia, Psicologia, Medicina del lavoro, e Malattie dellApparato Respiratorio, la sua attivit in Africa fu continua, profonda e basata sul rispetto; negli anni esegu circa 3400 operazioni chirurgiche, in condizioni difficili. Ricorda Silvio Galvagno, vice presidente del CCM: Ha insegnato il rispetto dei poveri dovunque essi siano, nelle sperdute savane africane come nel deserto del suo amato Sudan. La malattia lo ha sorpreso

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Si resta al loro fianco confortando amorevolmente, cercando nella preghiera la forza e le capacit interiori, necessarie per raggiungere il cuore e lanima degli afflitti.
stiva che ci porta a Ges. Chi ha possibilit motorie ci va e seppur lentamente da solo, altri arrivano accompagnati o in carrozzella. Nella chiesetta poi li ritrovi tutti, raccolti e silenziosi in attesa del celebrante con gli occhi che rivolti allaltare, inviano i sussurri dellanima a chi tutto vede, raccoglie, perdona. Dabitudine, ai degenti viene rivolto linvito di fare qualche lettura della Messa e alcuni acconsentono. Il pi delle volte, per questi nostri amici quasi certamente la loro prima esperienza e laffrontano con un qualche timore, ma poi, superato lattimo di incertezza ritornano felici, pieni di gioia per laver offerto un servizio nella celebrazione; felici di una gioia diversa, frutto di emozioni forse sino ad allora sconosciute. Giunto il momento dellincontro con lEucaristia i degenti sono invitati a rimanere seduti; ma il momento tanto solenne che alcuni lo vogliono vivere con tutta la devozione che possono esprimere e donare; cos anche se con fatica, si alzano e in piedi attendono. Con ansia, il loro cuore ha bisogno di Ges, Lui solo sapr dare consolazione e pienezza di vita. Il Sacerdote porger il pane del cielo, loro ricevuta lOstia si ricompongono, silenziosi, capo chino, per contenere il subbuglio dellanima colma di preghiere e di grazia; su di loro si steso il velo del paradiso! Terminata la distribuzione in cappella, il celebrante lascia laltare, il pane consacrato percorre la corsia e raggiunge le creature allettate; loro la celebrazione lhanno seguita via radio. Ora sono in attesa di questo momento di grazia, per quietare il desiderio dincontro con Ges, portato vicino al loro letto di malattia e di sofferenza. Sofferenza che ha messo a dura prova il loro animo e lo percepisci dai loro occhi, quando incrociano i tuoi sino a farsi leggere nel profondo del cuore, dai movimenti incerti, dal richiamo

spiritualit
delle loro braccia tremanti. A chi ne fa richiesta il Sacerdote porta il Sacramento dellUnzione degli Infermi; un lampo che ti astrae dalla realt temporale e ti porta sulla soglia delleternit, di fronte a verit assolute fai lesperienza della tua impotenza, dei tuoi limiti, della tua finitezza. Quanto bene fa questo Sacramento a chi lha ricevuto, ma quanto e forse ancor pi a chi presente vi assiste consapevole e partecipe. Fanno corona a tutti questi momenti, le presenze del nostro personale: discrete, benevole, fondate sullumilt che non fa distinzione di persone, ma con stima profonda e accoglienza, in ogni circostanza si prende cura e combatte quanto pi possibile la sofferenza; sino a quando non si pu pi fare niente. Cambia limmagine ma nessuno viene lasciato solo, si resta al loro fianco confortando amorevolmente, cercando nella preghiera la forza e le capacit interiori, necessarie per raggiungere il cuore e lanima degli afflitti loro affidati. Giunge la notte e nei reparti cala la pace, con ancora un ultimo tenue sussurro: la musica dolce dellAve Maria, che grano dopo grano, percorre tutta la corona del Rosario. La Mamma che porta la buona notte ai suoi figli!

I nostri giardini

di Mario Carissoni
Mi sta a cuore sollevare i poveri nelle miserie corporali, ma molto pi liberarli dalle miserie dellanima. Lideale del Santo Cottolengo. Un seme sparso nella Piccola Casa per unimpegno che tutti i suoi figli raccolgono e perpetuano; orizzonte dei loro pensieri, avvertibile ovunque ci sia una creatura affidata alle loro cure. Si manifesta in forme diverse, ma una presenza che fa della Piccola Casa un luogo benedetto, dispensatore di beni; preziosi per chi li sa cogliere e ne trae nutrimento per la vita piena indicata da Ges nel suo Vangelo. In questa prospettiva, sicuramente privilegiata la Casa di Cura, che ha un elevato livello di accoglienza e cura delle persone, noto a tutti, testimoniato dal grande afflusso di persone che desiderano beneficiarne. Nei diversi reparti ai nostri operatori, laici o religiosi che siano, si aprono grandi spazi di fattibilit, di incontri con i bisogni delle anime, occasioni di accoglienza delle tante mani tese, che cercano guarigione, ma anche altri aiuti nascosti nel profondo dei loro cuori, a volte soffocati da un vissuto, che per molto tempo ha anestetizzate le loro esistenze. (Unanziana signora gi sotto ossigeno, chiede ad una suora di portarle la Comunione e la buona suora con parole piene di amore la prepara Ges viene, non pu schiodarti dalla croce, ma non ti abbandona qui per t Il figlio della donna presente, chiede la comunione possibile, ma nellOstia c Ges, bisogna avere lanima in pace, essere pentiti La suora prende lOstia destinata alla madre, la spezza in due parti, una per la madre, una per il figlio la mamma scoppia in lacrime figlio mio erano ventanni che pregavo e aspettavo la tua conversione) Quotidianamente nelle cappelle allestite nelle infermerie o in quella di San Pietro si celebrano Sante Messe. Cercheremo di descriverne qualche momento. Giunge lora della Santa Messa e vediamo degenti che si dirigono verso il luogo della celebrazione, una piccola processione, quasi unimmagine sugge-

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testimonianze
di). Fin qui niente di strano: normale avere una baby sitter. La cosa tristissima stata che essi si sono seduti ed hanno ordinato il pasto, mentre la ragazzina che accudiva il bambino stata mandata nel prato antistante con il biberon. Hanno mangiato solo loro due, mentre la baby sitter ha digiunato. Che brutto! Che male cera ad offrire il pranzo anche alla loro dipendente? I miei amici kenioti, alla vista di questo nuovo scempio, mi hanno chiesto se potevamo alzarci subito, magari fermandoci poi in un locale popolare di Meru per una birra tra gente normale che non tratta gli altri con superiorit ed autosufficienza. Cos abbiamo fatto senza dire una parola. Nella bettola di Meru nessuno mi ha apostrofato per la mia pelle chiara! Forse, pi si ricchi e potenti e pi si razzisti, ha commentato con dolore la nostra Naomi. E poi ha aggiunto: comportarsi cos e disprezzare gli altri non pu dare loro felicit! Ma non lo sanno che, bianchi o neri, siamo tutti figli di Dio? Io tacevo, quasi vergognandomi del colore della mia pelle, e sentendomi in quel momento come oppresso da secoli di storia in cui noi bianchi ci siamo macchiati di crimini disdicevoli verso lumanit (dalla tratta degli schiavi, al colonialismo, allapartheid). Ma davvero c ancora gente che puo classificare una persona a partire dal colore della sua pelle? Gli europei e gli americani ci accusano tanto di essere tribalistici, ma non il razzismo

Razzismo
di Fr. Beppe Gaido

Ma davvero c ancora gente che puo classificare una persona a partire dal colore della sua pelle?

r. Giancarlo ed il Dr. Ogembo hanno voluto farmi un regalo, visto che ultimamente i miei ritmi di lavoro sono stati estremi. Mi hanno offerto la possibilit di uscire per pranzo, mentre loro avrebbero coperto lospedale, come al solito pienissimo anche di domenica. Ho contattato alcuni amici kenioti; mi sono preso insieme Naomi, e ci siamo recati un un posto veramente carino, in mezzo al verde, con tante scimmie che giocavano sugli alberi mentre sedevamo nel ristorante allaperto. Siamo arrivati presto e nei tavoli attorno al nostro non cera nessuno: abbiamo mangiato sereni, e i figli dei miei amici giocavano senza problemi. Poi il locale si riempito poco alla volta, tanto che alle 2 del pomeriggio era completamente affollato. La cosa che mi ha impressionato che i clienti erano bianchi o asiatici per il 99%... un locale di alta classe quindi! Poi, qualcosa successo che ha rovinato un po la nostra serenit. Il ragazzo di un nostro amico stava ascoltando musica con il telefonino di Naomi mentre noi discorrevamo tranquillamente. Il volume era del tutto accettabile, e mentre parlavo con gli altri, non avevo neppure fatto caso alla musica per nulla assordante. Poi di colpo, dal tavolo dei nostri vicini, occupato per la totalita da bianchi, si alzata una donna che in malo modo mi ha

apostrofato dicendo: fa spegnere quella radio al ragazzo! Quasi sotto shock, noi abbiamo fatto cenno al bambino di obbedire, e poi siamo rimasti senza parole, considerando che lo schiamazzo che quel gruppo faceva era ben pi evidente del disturbo della radiolina, tanto che quasi non ci sentivamo quando parlavamo luno con laltro. Dallaspetto e dallabbigliamento era gente molto ricca! Volevo lamentarmi con i camerieri, chiedendo loro dove fosse lavviso di non usare la radiolina, dato che si era allaperto; i miei amici per mi hanno detto di stare zitto e di andarcene al pi presto: chi ricco sfondato, sembra non avere il dovere di essere gentile hanno commentato. Bastava che ce lo chiedesse per favore, e di sicuro avremmo capito: magari a loro la nostra musica africana non piace! Ma questi modi sgarbati non li possiamo accettare! Ho acconsentito a non dire nulla n ai clienti n al gestore del locale, anche se mi vergognavo profondamente in cuor mio dellaccaduto, essendo lunico bianco del mio gruppo. Mentre ancora la mia tristezza mi ribolliva dentro, abbiamo visto unaltra scena proprio brutta dipanarsi ad un tavolo poco lontano: arrivata una coppia di sposi non di colore, seguita a poca distanza da una ragazzina Africana, la quale portava in braccio un pupo dallaspetto assolutamente europeo (pelle bianchissima e capelli bion-

un atteggiamento molto simile e forse peggiore? ha continuato il mio amico Joakim. Io sono rimasto quasi sempre in silenzio. Non sapevo cosa dire. Ricordavo i macchinoni SUV di quella gente, e mi domandavo se la ricchezza a renderti cos ottuso, oppure se il razzismo e il senso di superiorit siano quasi scritti nei geni dei bianchi come me. Mi chiedevo come si fa a trattar male delle persone che non conosci solo perch ti senti migliore o pi importante, mentre noi a loro non avevamo fatto alcun male e continuavamo ad essere contenti al nostro tavolo. Mi domandavo come si fa ad avere una ragazza in casa e ad affidarle anche il proprio figlio, quando poi la si disprezza cos tanto che non la si ritiene degna di sedere al proprio tavolo. Sono cose che non comprendo e che a volte, vivendo qui in Africa, mi fanno stare malissimo. Sensazioni simili le ho provate quando per esempio ho guardato il film Amistad insieme ai contratelli africani: ma come facciamo noi bianchi ad essere cos? Non lo so. Quelllo che posso dire che odio il razzismo e che istitivamente mi sento dalla parte degli africani ogni volta che succedono cose del genere, quasi a voler chiedere loro scusa di un atteggiamento di cui mi sento complice per il semplice colorito della mia pelle.

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recensione

ricordi

Leggere un libro...
...il mondo e gli affetti lasciati alle spalle, la solitudine di certi momenti, un dolore acuto che diventa anche fisico, ad aiutarlo a guardare sempre avanti per soccorrere chi soffre e costruire un futuro... (dalla prefazione del libro)
Chaaria un sogno da realizzare giorno per giorno. Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati. Vorrei poter fare di pi per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi. Vorrei smetterla di dire vai altrove, perch non possiamo curarti. Anche perch andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno gi camminato per giorni interi. E poi, andare dove? Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi. Ecco perch penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sar tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, limpossibile. Quello che mi muove, che ci muove, la carit verso laltro, verso tutti. Nessuno escluso. Ges ci ha detto di essere presenti nel pi piccolo e nel pi diseredato. Questo quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido, torinese di nascita, classe 1962, un religioso nella comunit dei Fratelli di San giuseppe Cottolengo dal 1981. laureato in medicina e Chirurgia e ha un diploma in Igiene e Malattie Tropicali. Come religioso ha prestato a lungo il suo servizio in Italia. Ha poi studiato a Londra ed in Africa dal 1997, dapprima in Tanzania e poi in Kenya. Lavora a Chaaria dal 1998, dove piano piano ha trasformato un dispensario in un ospedale, di cui il direttore.

GTT
di Tommaso Geraci

Addio vecchio saluto


... e son passati gli anni ma tornano alla mente il lavoro, le fatiche e gli affanni. Si riaffacciano le prime luci del mattino, i primi assonnati incontri con i colleghi, il primo scambio del saluto: Ciao! Ciao Nino! E questo saluto si ripete in ogni incontro, in ogni cambio di turno, in ogni serale, in ogni notturna e, dalla prima tradotta risenti leco allultima tradotta: Ciao Nino! Un saluto semplice, infantile, ma pieno di calore fraterno, un saluto semplice, gentile: Ciao Nino! Oggi questo saluto superato, dimenticato ed io che lo noto dico: peccato!. Il mio mondo di Ciao Nino che faceva di mille tranvieri, di mille operai, tanti gemelli, un momento di ieri, non torner mai pi, rimarr tra i ricordi pi belli.

Un saluto antico
Quanto antico il tram ma tanto, tanto amico. Il mondo in cui ho lavorato un mondo scomparso, sorpassato, un mondo antico che i colleghi doggi non potranno mai comprendere, mai capire, cosa significasse sentirsi dire alle primissime luci del mattino o a notte fonda in un buio a volte umido, nebbioso, fondo: Ciao Nino! Addio vecchio mondo, addio caro, dolce saluto dei tranvieri di Torino. Addio saluto della mia giovent, sei diventato vecchio anche tu!

Sabato 28 settembre 2013 alle ore 10 presso la sala Nasi Cottolengo in Torino verr presentato, con la partecipazione della giornalista Mariapia Bonanate, condirettore del settimanale il nostro tempo il libro Ad un passo dal cuore di Fr. Beppe Gaido Editrice San Paolo.

Le sue giornate sconfinano nelle notti. Le notti nelle giornate. Sempre in prima linea. Con una continuit che ha cancellato il tempo cronologico, sostituito da quello di una donazione totale di se stesso, senza intervalli e senza riposi. Verso quellumanit nella quale incontra ogni giorno il volto del Cristo sofferente. Quel Dio che, giovane studente liceale, aveva incontrato nel reparto di un ospedale torinese, dove assisteva suo padre. Nel silenzio della notte, interrotto soltanto dal respiro ansante e faticoso dei tracheotomizzati. Questo diario africano che mette in discussione le nostre certezze, ancor pi i nostri privilegi, nato in quel reparto. Anche se lui, fratel Beppe Gaido, non poteva allora immaginarlo. Fu quellincontro giovanile con unumanit dolorante a decidere, alcuni anni dopo, la sua entrata nella grande famiglia del Cottolengo. A fargli scegliere di diventare infermiere per stare accanto agli ammalati giorno e notte. Quando poi, dopo la laurea in Medicina, venne inviato a Chaaria, in Kenya, fu ancora quellincontro a fare da filo conduttore. A sorreggerlo, a dare un significato alle sue giornate estreme. A dargli il coraggio di ricominciare dopo ogni sconfitta, anche quando tutto sembra perso.

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notizie

La Piccola Casa di North Paravur


di don Shony Mathew Perumpallil

orth Paravur una municipality (comune) di 30.056 abitanti, situata nel distretto di Ernakulam, nello Stato del Kerala. unantica citt dellIndia e porta verso il Malabar. A 2 km da N. Paravur si trova lantico porto di Muziris, cos chiamato dai Romani. Il porto fu distrutto da unalluvione nel 1341 e fu dimenticato fino al 1980. Nel 1983 gli archeologi vi rinvennero tante monete romane provenienti da Pattanam (il nome attuale dellantica Muziris). Oggi questo luogo uno dei pi importanti siti archeologici nel sud dellIndia. Il Muziris Papyrus, ritrovato in Egitto nel 1980, testimonia lesistenza di contatti tra i commercianti indiani ed egiziani. Esistevano anche rapporti commerciali fra India e Roma e Muziris si trova sulla strada che aveva come destinazione finale Roma. Secondo gli studiosi Muziris comprendeva Kodungalloor e N. Paravur. Il governo del Kerala ha iniziato un Muziris Heritage Project, per conservare e restaurare le antichit di Paravoor. Il Kerala Council for Historical Society a Pattanam sta conducendo scavi archeologici.Paravur una citt multireligiosa.

Ci sono Hindu, Mussulmani, Cristiani e Ebrei. Gli storici dicono che cera una forte presenza di Buddisti e Jainisti in questo luogo fino al nono secolo. I loro templi si sono trasformati al tempo del nono secolo. Lantica sinagoga di Paravur si trova nella parte antica della citt. I cristiani sono Jacobiti, Syro Malabaresi, Latini e Cristiani di diverse denominazioni. Nella citt di Paravur si trova il Cottolengo con una casa per i disabili affidata alla comunit dei Fratelli cottolenghini, una comunit di Suore cottolenghine, una parrocchia intitolata a San G. B. Cottolengo, un seminario (Cottolengo Seminary), una comunit dei sacerdoti (comunit Madonna del Rosario) e un centro occupazionale per i disabili e altre attivit di utilit sociale (Cottolengo social service centre).

Mons. Francis Kallarakal ha proceduto allerezione della nuova parrocchia intitolata a San G. B. Cottolengo e lha affidata ai Sacerdoti cottolenghini. Ha comprato un terreno per la costruzione della nuova parrocchia il 19-101993. La costruzione della prima chiesa parrocchiale (cappella) stata realizzata in 7 giorni per opera di don John Thattumkal. Il 31 ottobre del 1993 venne benedetta da Mons. Francis Kallarakal, Vescovo di Kottapuram. Il 31 ottobre del 1994 la stessa viene eretta in parrocchia smembrandola dalla parrocchia di Don Bosco di N. Parur. Era presente Padre Franco Bertini in quello storico momento. La nuova parrocchia fu affidata alla Societ dei Sacerdoti di San G.B. Cottolengo. Don John Thattumkal venne nominato parroco. Un accordo con la Diocesi di Kottapuram prevede che la cura della parrocchia dedicata al nostro Santo sia affidata ai sacerdoti della Piccola Casa. Don John Thattumkal fu poi ordinato vescovo della diocesi di Cochin il 25 giugno 2000. I sacerdoti che hanno servito come parroci sono stati don Joseph Koottumkal SSC, don Bosco Padmattumel, donBabu Muttikkal, don Joseph Olattupuram e don Joseph Cocheril SSC. La prima pietra della nuova chiesa fu posata da Mons. John Thattunkal il 27-6-2000 e la costruzione fu iniziata il 15-8-2007 da don Joseph Olattupuram. I lavori terminarono a cura di don Joseph Cocheril. La nuova chiesa stata costruita con laiuto economico della Piccola Casa. Estata benedetta Mons. Francis Kallarakal, larcivescovo di Varapuzha l11-92010 alla presenza di Padre Aldo Sarotto.

La Parrocchia di San G.B. Cottolengo oggi


Il parroco attuale don Xavier Varghese. La parrocchia comprende 203 famiglie che sono divise in 10 nuclei familiari (Family Units). I nuclei familiari si incontrano una volta al mese con la partecipazione del parroco per condividere la parola di Dio. Le varie unit attive in parrocchia sono i Comitati di servizi diversi: unit catechistica, movimento giovanile, Kerala Latin Catholic Association, societ Vincenzo de Paoli e amici del Cottolengo. I giovani sincontrano con il parroco ogni sera. Gli amici del Cottolengo collaborano con il Cottolengo Social Centre nella distribuzione del cibo della domenica allospedale civile di Paravur. La parrocchia nel suo 20 anniversario ha risparmiato i soldi evitando celebrazioni e con questi soldi aiuta una famiglia povera a costruire la casa. Questi piccoli gesti formano la gente alla cultura della carit. Padre Lino Piano ha donato la reliquia del Beato Francesco Paleari alla parrocchia. Cinque comunit religiose stanno lavorando nella parrocchia: i Sacerdoti

Cottolenghini, i Fratelli Cottolenghini, le Suore Cottolenghine, i Padri Carmelitani e le Suore Catechiste. La parrocchia in collaborazione con le comunit Cottolenghine ha organizzato la giornata degli ammalati nel giorno 9 di febbraio. Hanno partecipato 150 ammalati provenienti da diverse parrocchie e istituti. La messa stata presieduto da Padre Prince OSJ e hanno concelebrato don Taj, don Xavier, don Jobin, don Shony, don Damian. Il vescovo di Kottapuram, mons. Joseph Karikassery, ha benedetto la parrocchia con la sua visita pastorale nel giorno 19 febbraio 2013. Ha presieduto la santa messa e hanno concelebrato i sacerdoti Cottolenghini e altri sacerdoti della parrocchia. Ha incontrato il consiglio parrocchiale e i giovani. La festa del Cottolengo una festa multireligiosa a Paravoor. Partecipano i Cristiani di varie denominazioni, hindu e musulmani. La festa ha iniziato il 21 aprile con novena del Santo. I sacerdoti cottolenghini hanno predicato la novena. Il primo maggio la Messa stata presieduta dal cancelliere dalla curia don George Eleanjikkal in lingua latina. Mons. Francis Kallarakal, larcivescovo di Varapuzha ha presieduto la messa nel giorno della festa. Le celebrazioni sono terminate con la processione e lincontro culturale nel giorno 5 maggio. Questanno la Cottolengo Educational Charitable Society in collaborazione con le case Cottolenghine in India organizza una mostra, Cottolengo Expo. La parrocchia Cottolengo di Paravur esprime tutta la realt della Piccola Casa per la presenza dei tre istituti religiosi cottolenghini, degli amici del Cottolengo e per lattivit caritatevole della parrocchia. Congratulazioni vivissime al parroco don Xavier Varghese.

La Parrocchia di San G.B. Cottolengo


Per volont di Padre Francesco Gemello e del successore Padre Franco Bertini, don John Thattumkal, membro della Societ dei Sacerdoti Cottolengo, il 12 ottobre 1993 acquista un terreno con una casa a N. Parur per il Seminario Cottolenghino. Questo Seminario viene benedetto da Mons. Francis Kallarakal, Vescovo di Kottapuram, il 31 ottobre 1993. In questa casa ha iniziato i primi passi la parrocchia del Cottolengo. Il vescovo

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musica

Quando la musica porta verso il trascendente


La musica pu donare ali ai vostri pensieri ed illuminare la vostra anima di una luce eterna
di Adriana Chieregato Doglione Ascolta e la tua anima vivr
luomo a contatto con la sua natura pi profonda, intrinseca si capisce bene come questo possa avvenire. importante per che la musica noi lascoltiamo veramente per meglio capirla ed integrarla nel nostro essere divenendo un tuttuno con la stessa. Dandole voce ed aprendo il cuore ci immergeremo nelle sue vibrazioni e potremo innalzarci verso il trascendente. Quando, ad esempio, si ascolta il soave Ave Verum di Mozart o il suo drammatico, toccante Requiem, cos come la solenne, gioiosa Messa per lIncorona-

er il musicologo Joachim E. Berendt la chiave al mistero dellascolto. Nellascolto la nostra anima riceve nutrimento. Si riconosce, avendo una particolare affinit con la musica, ed incomincia a vivere, a vibrare. Si solleva al di l di quanto terreno e superficiale. Bellissimo! Se lanima ha unintima affinit con la musica anima intesa come mondo interiore dellessere umano, ossia spazio circoscritto in cui

zione, non si resta indifferenti perch si sentono dentro quelle parole e quelle armonie. Cos ci si riscopre in preghiera, anzi in dolce dialogo con Lui. A volte lemozione intenerisce lanimo sino alla commozione. Ma non solo la musica sacra ad avere sulla nostra anima questo splendido risultato. Riferendoci a Mozart, chi pu sottrarsi allincanto del Concerto per clarinetto K622 (che sicuramente molti di voi conosceranno) o del Concerto per corno ed orchestra K495? Provate ad ascoltarli! Mi accorgo a questo punto di aver citato solo opere di W. A. Mozart e chiedo venia. Tutti i grandi Maestri: Bach, Handel, Schubert, Haydn, Beethoven, Vivaldi ed altri ancora toccano il cuore. Personalmente devo ammettere tuttavia, che il genio salisburghese ha profondamente ammaliato il mio spirito con la sua musica. Come Hans Kiing, dico che i suoi movimenti lenti hanno spesso le caratteristiche del raccoglimento, dellamore spiritualizzato, della meditazione e della preghiera. Rigenbach aggiunge che Mozart dona quiete interiore; non invadente ma libera, non ci tiene a distanza ma ci prende per mano e ci porta... altrove. Ecco il segreto: ci porta via, in alto. Come non essere daccordo! Ogni volta che ci mettiamo in ascolto della grande Musica non si pu fare a meno di pensare che essa un raggio della bellezza stessa di Dio. Dono gratuito e felice a noi Sue creature. Ascoltiamola dunque e facciamola ascoltare; ascoltiamola secondo la nostra individuale sensibilit, iniziando magari con brani di pi facile comprensione o con quelli che pi ci aggradano, se ancora dobbiamo acquisire confidenza con essa, senza mai

Ludwig Van Beethoven

Wolfgang Amadeus Mozart

scoraggiarci. Platone ci sprona dicendoci: La musica pu donare ali ai vostri pensieri ed illuminare la vostra anima di una luce eterna. Dunque non abbiamo scoperto nulla di nuovo, ma sappiamo con certezza che possiamo, se lo vogliamo, appropriarci del piacere di questarte fatta di lucente bellezza, ogni volta che il nostro cuore e la nostra anima lo desiderino, innalzando sempre pi il nostro spirito. Anche con la musica!

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spiritualit
Ringrazio le suore cottolenghine di vita contemplativa e di vita attiva per la loro preghiera e per la loro presenza. Ringrazio i fratelli cottolenghini per il loro servizio fraterno. Grazie al coro per aver animato questa celebrazione con i canti ben eseguiti. Un ringraziamento particolare va al Cottolengo di Pisa dove vivo da quasi un anno. In modo speciale ringrazio la comunit delle Suore, Fratelli e Sacerdoti che mi hanno accolto con tanta fraternit e mi hanno aiutato nel mio cammino vocazionale. Grazie a Don Piero e a Don Lorenzo, che qui presente, per lamorevole accoglienza nella loro unit pastorale in Pisa, dove sto facendo esperienza di vita parrocchiale. Con loro ringrazio anche le Suore e i Parrocchiani per la

David un nuovo Manogar diacono Raj cottolenghino


Sabato 18 maggio 2013, vigilia della solennit della Pentecoste DAVID MANOGAR RAJ stato ordinato diacono da mons. Guido Fiandino, Vescovo ausiliare dellarchidiocesi di Torino. La concelebrazione, partecipata da molti confratelli cottolenghini e dal viceparroco giunto da Pisa, dove Manogar presta servizio pastorale, ha avuto luogo nella chiesa centrale della Casa madre ed stata animata da diversi canti in lingua tamil e malayalam. Deo gratias per questo preziosissimo dono alla Chiesa e alla Piccola Casa. Auguri di generoso e fecondo ministero al neo diacono. Ecco il suo ringraziamento al termine della celebrazione.

loro cordiale fraternit e preghiera. Grazie a tutti e a tutte coloro che in un modo o in un altro hanno collaborato a preparare e rendere festosa questa celebrazione. Grazie di nuovo a tutti voi presenti qui a questa celebrazione, per le vostre preghiere e i vostri auguri. DEO GRATIAS

oglio ringraziare Dio per questo dono, per avermi accompagnato con la Sua Divina Provvidenza nei momenti di gioia come in quelli di difficolt. Grazie a Dio per il Suo amore misericordioso e la Sua grazia perch mi concede di mettere la mia vita al Suo servizio. Ringrazio San Giuseppe Benedetto Cottolengo per la fondazione della Piccola Casa della Divina Provvidenza dove ho svolto il cammino formativo verso il sacerdozio cottolenghino. Voglio esprimere il mio ringraziamento a sua eccellenza Rev.ma Monsignor Guido Fiandino; per suo mezzo, Dio Padre mi d la grazia di accedere al ministero del diaconato.

Esprimo la mia gratitudine ai miei genitori che non sono presenti a questa celebrazione fisicamente, ma mi sento accompagnato dalle loro preghiere e dal loro affetto. Grazie a padre Lino, ai suoi consiglieri e a tutti i sacerdoti cottolenghini per avermi accompagnato e sostenuto, in modo particolare, con la loro preghiera. Voglio ringraziare tutti i formatori che mi hanno seguito durante il periodo della mia formazione. Ringrazio in modo speciale gli ospiti della Piccola Casa per le loro preghiere e la loro amicizia.

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testimonianze
Ci si chiede se Dio ha un volto? Non solo uno, ha pi volti il volto di mia moglie, degli anziani soli e malati, del povero padre di famiglia che non riesce ad arrivare a fine mese, di un bambino che piange o di una donna seduta a terra che chiede lelemosina, il Volto del Signore ovunque Oggi non sono qui per insegnare, perch io stesso ho imparato e sto continuando a imparare, sono qui per dare la mia testimonianza. La vita ci mette spesso di fronte a situazioni che sembrano insormontabili, ma bisogna rimboccarsi le maniche e avere fede; dura, ci sono momenti in cui non riesci a reagire, ma devi trovare la forza, quella stessa forza di cui Dio ci ha fatto dono e credere, vivere! Angela il 7 dicembre dello scorso anno mancata, il cuore mio e di mia figlia si spezzato, ma allo stesso tempo ci siamo sentiti sollevati, perch il tempo delle sue sofferenze finito e vogliamo credere che sia ora lass in Cielo, al posto che le spetta dopo tanto penare Portiamo con noi il suo ricordo costantemente, quello sguardo, quel bel viso, e oggi continuo a recarmi fra queste anime, perch questa diventata la mia casa; non mi sento solo un volontario, ma parte integrante di questa quotidianit e ringrazio ancora ogni giorno tutte queste persone e il Signore, perch qualcosa di buono c ancora in questo mondo, sta solo a noi portare la luce dove c loscurit.

Ci si chiede se Dio ha un volto? Non solo uno, ha pi volti

Chi ho ascoltato?
accolti con calore e rispetto e questa stata la cosa che da subito mi ha colpito, oltre al posto in s pulito e organizzato Angela stata curata molto bene, amata e coccolata, questa stata la sua casa, la nostra casa il calore umano delle Sorelle, delle OSS e delle infermiere, i medici presenti e attenti, nonch gli altri volontari hanno dato sollievo alle mie perplessit iniziali Ma la mia attenzione si focalizza soprattutto sugli ospiti, su quelle persone che sono colpite nel corpo, non possono parlare o muoversi, Persone prima di tutto e poi malati, donne e uomini che hanno bisogno di sostegno e di aiuto, ma soprattutto bisogno di una parola di conforto, di un sorriso, di armonia, allegria e una mano tesa queste persone mi hanno fatto sorridere in alcuni momenti, e pensare in altri, a quanto fuori di qui ci stiamo perdendo, il loro bisogno coincide con il nostro voler essere utili, vicini come fratelli, senza pregiudizi, senza intolleranze, con il cuore e le braccia aperte alla solidariet e allaffetto, quellaffetto che trovi solo in una famiglia

di Antonio Armentano Testimonianza offerta da Antonio Armentano nella giornata dei giovani, tenutasi nella Casa madre il 14 aprile 2013.

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i chiamo Antonio e sono un volontario del Cottolengo. Il mio percorso in questa realt per me nuova nato nel settembre 2010, quando mia moglie Angela si aggravata a causa della sua patologia, una demenza fronto-temporale, che lha portata gradualmente al declino di mente e corpo Nel 2004 ha iniziato a dare sintomi di qualcosa che non andava e anno dopo anno il suo deterioramento psico-fisico diventava sempre pi evidente... In pochi mesi ha iniziato a dimenticare cose e

persone, a non parlare pi, faticava a mangiare e bere e non riusciva pi a farci capire se aveva dolori o meno, fino a non reggersi pi in piedi e man mano negli ultimi tempi era allettata Il suo e il nostro percorso non stato facile e quando siamo arrivati qui (reparto Carit del Padiglione Annunziata) non nego che ero preoccupato, agitato. Avrei voluto a tutti i costi continuare a tenere a casa Angela fino alla fine, ma la sua condizione si era aggravata in maniera esponenziale e cos siamo approdati su questa terra della Misericordia siamo stati

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testimonianze
stare servizio presso la Piccola Casa trascorrendo mattine e pomeriggi in compagnia degli ospiti. Io sono stata indirizzata verso la famiglia dei Santi Innocenti, dove, come mi stato ripetuto pi volte e ho avuto poi la possibilit di constatare, vivono le perle della Piccola Casa; donne con disabilit psichica, ma con un cuore e una voglia di vivere strabilianti. Un grazie speciale a tutte loro che mi hanno accolto calorosamente facendomi sentire come a casa dissipando ogni paura e dubbio inizialmente sorti in me.

Ama, soffri e offri


di Laura

na parte del mio cuore ancora alla Piccola Casa e una parte della Piccola Casa sar sempre nel mio cuore. Non so descrivere come sia successo, forse perch tutto troppo grande per poter essere ridotto a un semplice articolo assoluta verit ci che si impara ai piedi della croce: Lamore non si spiega a parole. Sarebbe quindi inverosimile il poter spiegare come un gruppo di giovani dalle et pi disparate e dalle diverse provenienze, sia diventato in soli dieci giorni cos unito; assurdo cercare di rendere anche solo lidea di come, anche il pi piccolo gesto, pu essere in s un grande miracolo e riempire di vita un cuore vuoto. Questo articolo non sveler quindi nulla della Piccola Casa, poich, per riuscire a cogliere anche solo un briciolo dellamore che impregna quei muri, necessario vedere con i propri occhi; pu essere solo un invito, un po come quello che Filippo rivolge a Natanaele nel capitolo 1 del Vangelo

di Giovanni: Vieni e vedi. Fatta questa premessa posso solo limitarmi a descrivere ci che concretamente ho fatto durante il mio soggiorno. I primi tre giorni sono stati dedicati alla conoscenza reciproca e alla meditazione sul tema principale del campo servizio: il miracolo; attor-

no a cui giravano tre concetti fondamentali: la conversione personale, intesa come discesa in noi stessi alla ricerca della verit e alla conversione al bene (a questo proposito mi molto cara una frase del Vangelo di Luca La bocca parla dalla pienezza del cuore); il servizio, contrapposto alla schiavit che costrizione e mancanza di libert, consiste nellaprirsi allaltro, ultimo e grande tema, ossia amare dello stesso amore con il quale Ges ci ha amato. La restante settimana abbiamo avuto la possibilit di preIntenso rimane il ricordo di ognuna di loro; in particolare di Edda, che ogni giorno mi ricordava il suo motto: Ama, soffri e offri. Mi sembra doveroso anche dedicare alcune righe alle persone con cui ho vissuto in quei dieci giorni e che hanno condiviso con me questa esperienza, un grazie sicuramente alle suorelle e ai loro fantastici sorrisi (soprattutto quello di suor Rita che brilla nella notte), ringrazio particolarmente i miei compagni di bans, Paolo e don Mauro (al quale dedico un FICO), e i cluedisti dal Vneto! Ovviamente non mi sono dimenticata di tutti gli altri, che mi hanno sempre fatto sentire a casa e ricordato in ogni momento limportanza di un sorriso.

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notizie dalla Piccola casa


Un gruppo di amici ha emesso la promessa di adesione allAssociazione: Rocco Scoglietti Donata Morsillo Luigina Piretto Mario Roscio Patrizia Pellegrino

notizie dal Cottolengo

ASSOCIAZIONE AMICI DEL COTTOLENGO

Ritrovarsi a Moncalieri
Domenica 26 Maggio 2013 terminato il ciclo degli appuntamenti mensili per lanno 2012-2013. In occasione della proclamazione dellanno della Fede, gli incontri hanno approfondito alcuni aspetti della fede, tema fondamentale del vivere cristiano.

Domenica 16 giugno 2013


Mosso/a dalla grazia dello Spirito Santo, in risposta alla chiamata del Padre e alla vostra presenza, fratelli e sorelle, sinceramente prometto a Dio di tendere alla Perfezione Evangelica seguendo Ges Cristo nello spirito del carisma cottolenghino, secondo la regola di vita dellassociazione Amici del Cottolengo espressa nel suo statuto. affido filialmente questa mia promessa alla Vergine Maria, regina della Piccola Casa, al Santo Cottolengo e a tutte le anime che hanno vissuto qui la loro sofferenza e il loro servizio ed ora risplendono nella gloria del Padre. Amen.

itrovarsi al Cottolengo di Moncalieri in Casa

Immacolata, da Novembre a Maggio, nella seconda Domenica di ogni mese, diventata una consuetudine che, per noi, dura da pi di quindici anni. Non si tratta solo di giornate di preghiera e di riflessione, sono momenti privilegiati per prendere le distanze dai propri problemi personali ed incontrare persone che, come noi, vivono la stessa esperienza. Non si tratta semplicemente di incontri occasionali; nel corso del tempo si sono instaurati dei rapporti pi profondi che vanno oltre la semplice conoscenza ed hanno contribuito a formare un gruppo di persone molto diverse tra loro, ma affiatate e capaci di accogliere e coinvolgere in un rapporto di amicizia quanti per la prima volta giungono desiderosi di fare questa esperienza. La giornata organizzata in modo tale da equilibrare i momenti di preghiera, i momenti di riflessione ed i momenti conviviali. I momenti di riflessione sviluppano, nel corso dellanno, un tema prestabilito nelle sue varie articolazioni e sono proposti dagli interventi di relatori che si susseguono incontro dopo incontro. I relatori provengono da ambienti diversi e sono scelti in base alle loro specifiche competenze: teologi, biblisti, filosofi, giornalisti, ecc. Gli argomenti trattati sono molto vari, a titolo di esempio: la povert, i Padri della Chiesa, gli atteggiamenti di Ges, le virt, ecc. Per chi intende trascorrere lintera giornata, il momento conviviale cen-

trale costituito dal pranzo consumato in allegra compagnia. Chi coordina tutto Sr. Giuliana Galli suora cottolenghina effervescente, dalle mille risorse, impegnata in mille attivit con inspiegabile energia ed eccezionale capacit di coinvolgimento. Limpegno necessario per offrire una partecipazione attiva ha fatto s che questi incontri non siano per noi una semplice abitudine, ma occasione preparata e attesa di arricchimento personale per cercare di vivere pi intensamente la nostra fede. Gli incontri sono aperti a tutti. Oltre ad offrire occasione di confronto e scambio di esperienze tra i volontari, essi sono anche una bella occasione per allacciare nuove amicizie e per alimentare amicizie gi esistenti. Sono volontaria da diversi anni alla Piccola Casa, e come successo a tanti di noi, mi sento far parte di una grande famiglia. Quindi ho ricevuto e ricevo un grande dono, che vuol dire condividere bisogni, dare e ricevere attenzioni, relazionarsi con gli altri e creare legami che aiutano a vivere interiormente. Il tutto sotto la protezione del buon Dio. Per quanto mi riguarda, il mio attaccamento e il legame nato e cresciuto verso la Piccola Casa passato anche attraverso la partecipazione agli incontri che da anni si svolgono a Moncalieri, dove trovi formazione, accoglienza, amicizia, preghiera. opportunit di crescita personale. Nellautunno prossimo ci ritroveremo per unaltra serie di incontri il cui programma verr tempestivamente pubblicato. Arrivederci a tutti dopo le vacanze.

Claudia Molino

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Sono entrati nella vita...


a cura della Redazione

notizie
Associazione ex allievi e amici del Cottolengo

Fratel Romualdo entrato nella Piccola Casa Del Cielo


Il 25 marzo deceduto nel reparto Consolata della Casa madre fratel ROMUALDO DALLA CAMINA. Nato il 9 agosto 1918 a Monte di Malo (VI), entr nella Piccola Casa il 18 febbraio 1946; emise la prima professione religiosa il 31 dicembre 1947 e la professione perpetua il 5 gennaio 1966. Alpino della Compagnia Vicenza, aveva partecipato alla campagna di Albania, durante la quale il freddo gli aveva causato il congelamento dei piedi, per cui venne rimpatriato. Dopo la guarigione era stato rimandato al fronte, in Grecia. Fatto prigioniero, era stato tradotto in Germania, ove era rimasto fino alla fine della guerra. Nel1967 gli era stata conferita la Croce al merito bellico. Entrato nella Piccola Casa, fr. Romualdo ha prestato servizio in vari reparti della Casa madre, e dopo la prima professione stato trasferito come infermiere allOspedale Cottolengo di Pinerolo, ove rimasto fino al 1960. Rientrato nella Casa madre, ha prestato servizio fino al 1999 nellOspedale Cottolengo, specializzandosi in ambito urologico, da tutti apprezzato per la sua competenza e la sua pazienza.Dal 1966 al 1990 stato Consigliere generale e dal 1972 al 1983 Vicario generale. Nel febbraio 1978 stato nominato Superiore della Comunit di Torino.Per motivi di salute dal 25 gennaio 2006 fr. Romualdo era ricoverato presso il reparto Consolata.Le esequie sono s tate celebrate il 27 marzo nella chiesa centrale della Casa madre ed stato sepolto nel cimitero generale di Torino. Deo gratias, caro fr. Romualdo, per la tua pazienza e la tua mitezza. Arrivederci in paradiso.

Tarcisio Di Gleria
Il 4 marzo 2013 deceduto un uomo buono: Tarcisio Di Gleria, da una vita apprezzato Consigliere della nostra Associazione. Ci mancher molto la sua discreta, ma importante presenza e purtroppo non lo vedremo pi ogni anno, nel giorno del nostro Convegno, in funzione di giovane chierichetto, servire la Santa Messa celebrata dal Sig. Padre, non lo vedremo pi, come abile cameriere aiutare velocemente ai tavoli durante il pranzo sociale o come preciso esattore a riscuotere le relative quote e non lo sentiremo pi rispondere presente! per qualsiasi esigenza dellAssociazione in cui credeva fortemente. Il Signore lha voluto con s per un disegno che a noi sfugge, ma sia pur con tanta tristezza non possiamo che dire sia fatta la Tua volont! Alla moglie e alla figlia Luisella, di cui era orgoglioso non solo per la conseguita laurea, ma anche per la bella nipotina regalatagli, la nostra affettuosa vicinanza e lassicurazione di cristiani suffragi per lanima bella dellindimenticabile buon Tarcisio. Dante Notaristefano

Il convegno annuale
Il 13 giugno si svolto il nostro convegno annuale e pur in quella alternanza tra sole e pioggia che ha caratterizzato la stranissima primavera 2013 ci siamo ritrovati puntuali alla Piccola Casa nel cortile avanti la chiesetta Casa di Dio. stato un ritrovo velato di tristezza per la recente scomparsa dellunanimemente compianto Tarcisio Di Gleria, da tantissimi anni Consigliere della nostra Associazione in virt dello speciale attaccamento e della grande disponibilit che lo ha sempre contraddistinto. Conseguentemente nella santa messa che Padre Lino Piano ha celebrato per noi stato particolarmente evidenziato il ricordo di Tarcisio, al quale si potuto abbinare quello della ex Orsolina Letizia Simonello, deceduta nel 2012 esattamente il 9 giugno. Una particolare preghiera veniva riservata anche per il nostro Tesoriere Beppe Mattiotto, le cui condizioni di salute sono purtroppo preoccupanti. La funzione veniva vissuta da tutti con intensa partecipazione e lomelia del Padre veniva seguita con particolare attenzione per i preziosi spunti che offriva alla meditazione. Alluscita dalla chiesa una breve sosta per il tradizionale gruppo fotografico e quindi nel Reparto Santi Innocentiper lassemblea che iniziava con la constatazione del Presidente sul ridotto numero di presenti rispetto agli anni scorsi e con la considerazione, pi volte espressa, circa linarrestabile declino dellAssociazione, purtroppo non controbilanciato da adesioni di giovani che sarebbero quanto mai necessarie per assicurarne il futuro. Erano presenti comunque Padre Piano, Padre Gemello e Don Carlevaris che continuavano a conferire adeguata importanza alla nostra riunione. Interessantissime risultavano le notizie sullattivit, le realizzazioni e le prospettive della Piccola Casa, oltre che sui nostri santi, che Padre Lino ci esponeva con il solito garbo e con particolare tono amichevole che conquistava tutti. Lincontro con Padre Gemello non era che il seguito di tanti graditissimi incontri, caratterizzati da affettuosa partecipazione, che datano ormai da oltre un trentennio e la presenza di Don Carlevaris era la testimonianza della continuit del nostro sodalizio e della rivista Incontri, molto apprezzata per i contenuti e per la bella veste tipografica. Dopo alcuni interventi dei partecipanti e la fissazione della Festa della Famiglia per domenica 15 dicembre prossimo, lassemblea aveva termine. Superfluo esprimere giudizi sul pranzo comunitario che seguiva; sufficiente appare laffermazione che ancora una volta Sr. Maria Pia si superata, tanto che il gradimento, espresso anche con un caloroso applauso, stato unanime. Il cronista deve invece evidenziare il clima di fraterna amicizia in cui si svolto e la grande gioia di ritrovarci per scambiarci, come sempre, notizie, confidenze, rimpianti, propositi e speranze. Ma la vera gioia stata quella di ritornare ancora una volta nella nostra Piccola Casa per riacquistare il pi possibile di quello spirito cottolenghino che ci ha sempre aiutato e continua ad aiutarci ad affrontare con serenit le varie incombenze quotidiane. Ripetiamo pertanto il pi sentito Deo gratias! Dante Notaristefano

Grazie prof. OPERTI!


Il 29 gennaio 2013 sono stati celebrati i riti esequiali in suffragio del prof. FRANCO
OPERTI. Alla cerimonia, che si svolta nel Tempio Valdese di Torino, hanno partecipato padre Lino Piano, fr. Giuseppe Meneghini e alcune Suore Cottlenghine. Nel sermone il Pastore ha detto che la preghiera davanti a un defunto di monito ai viventi: in lui, come in uno specchio, essi vedono come saranno anche loro un giorno pi o meno lontano, perci quello che conta vivere e operare bene. Franco Operti, che ha provato il dolore per essere stato colpito in tenera et dalla poliomielite, ha vissuto con pienezza la sua vita umana e professionale, permettendo a molti bambini colpiti dalla stessa malattia di potersi muovere con pi autonomia, ritrovare il gusto di stare in piedi e saltare: con la sua competenza di chirurgo ortopedico ha aiutato per molti anni il povero Cristo presente nei bambini del Cottolengo Centre di Tuuru (Kenya) a camminare. Il Signore gli conceda di sperimentare il suo amore eterno nella casa del Padre. Deo gratias.

ASSOCIAZIONE EX ALLIEVI E AMICI DEL COTTOLENGO FESTA DELLA FAMIGLIA - 15 dicembre 2013 ore 16 Domenica 15 dicembre prossimo, alle ore 16, si terr la tradizionale festa della Famiglia. Lincontro avverr, come negli ultimi anni, nel locale sotto la Chiesa Madre. Oltre al solito scambio di notizie sulla vita dellAssociazione e sulle novit della Piccola Casa, si affronter largomento del Convegno annuale per il 2014 e se ne fisseranno la data e le modalit di svolgimento.Sar un piacevole momento di festa per i partecipanti e loccasione per porgere gli auguri in vista delle imminenti festivit al Sig. Padre, a tutti i superiori e alla comunit della Piccola Casa. IL PRESIDENTE Dante Notaristefano

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Fondato nel 1948

Lettera di un pap
Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione, ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri... Per ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo, anche solo qualche minuto per dirmi "ciao"... Per eri troppo occupato... Per questo ho acceso per te il cielo, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se cos mi ascoltavi, per nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa. Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un p perch l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perch cos tu avresti pensato un p a me, ma ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome; io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo... Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la tv, hai cenato e ti sei dimenticato ancora di parlare con me... non mi hai rivolto il minimo pensiero... Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e cos ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verit era bellissimo ma tu non eri interessato a vederlo... Al momento di dormire credo che tu fossi distrutto, cos dopo aver dato la "Buonanotte" alla famiglia sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato... TI AMO tanto che aspetto tutti i giorni una tua preghiera... Il paesaggio che faccio solo per te!!! Bene, ti stai svegliando e ancora una volta io sono qui che aspetto senza niente altro che il mio Amore per te, sperando che almeno oggi tu possa dedicarmi un po' del tuo tempo... Buona giornata figliolo!

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Anno 65 n. 3 settembre 2013

il Tuo pap... Dio

CHI HO ASCOLTATO? RAZZISMO

A ROMA DA PAPA FRANCESCO