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I MESTIERI DELLA POLITICA : Lezioni zero di consulenza politica .

Il convegno 'I mestieri della politica : storie , attori e tecniche per la gestione del consenso ' , stato un ciclo di incontri con studiosi di fenomeni politici e professionisti di comunicazione politica, organizzato dal dipartimento di Scienze politiche e sociali dell Universit di Catania, insieme allassociazione italiana di sociologia (Ais) e al laboratorio sulle campagne elettorali , curato da Rossana Sampugnaro, docente di Sociologia dei fenomeni politici dellateneo catanese. La prima sessione stata dedicata alle lezioni zero di consulenza politica, col nome di ' Vecchi arnesi , nuovi strumenti , a scuola di consulenza'. A introdurre la prima giornata di convegno stato l'organizzatore Mario Grasso che, spiegando le finalit del ciclo di incontri, afferma che andremo ad analizzare i mestieri della politica , approfondendo teorie e pratiche di alcune nuove figure , come quelle dei consulenti politici . Il primo intervento stato quello di Riccardo Rudelli, consulente politico milanese che ha parlato dellanalisi del collegio elettorale mostrando alcuni esempi tratti dalla sua esperienza lavorativa . Afferma Rudelli che politica e letteratura sono fonte d 'ispirazione l'una dall'altra e che la politica praticata come letteratura una forma d'arte , una tecnica e non una scienza ; infatti, riprendendo Aristotele, egli afferma che : l'oggetto di ogni forma d'arte ci che pu essere differente da ci che . Rudelli inizia a parlare del ruolo che ha il consulente politico nell'analisi del collegio elettorale , come porzione di territorio in cui viene eletto un candidato. Il consulente pu essere ingaggiato da un candidato al governo o da qualsiasi altro candidato e ha il compito di convincere gli elettori che la realt potr cambiare . Il consulente politico, per dare inizio alla sua analisi del collegio , utilizza uno strumento di fondamentale importanza che la mappa dei collegi elettorali (mapping geografico), uno strumento scientifico creato da un'agenzia di consulenza politica nata con l'avvento del marketing politico italiano , che ha cambiato la politica e la storia italiana. Rudelli sostiene che la prima regola che il consulente deve seguire per un'analisi ampia quella di cercare di trovare sulla porzione di territorio quelle associazioni molto grandi in proporzione alla popolazione , come i sindacati , che essendo un veicolo di comunicazione politica, permettono di avere numerosi contatti. Il leader politico non sceglie personalmente il suo consulente politico , pu capitare che il candidato e il consulente si incontrino in un collegio , ma non sempre cos. L'analisi del collegio, i sondaggi elettorali e i relativi comportamenti, spiega Rudelli, sono strumenti fondamentali per la comprensione della storia elettorale in una determinata porzione di territorio. Ci rappresenta l'attivit pi difficile e complicata quando ci si cala in una campagna elettorale per stilare delle previsioni. Si deve tener conto di numerose variabili , come per esempio che esistono due tipi di voto , uno rivolto al partito e uno rivolto al candidato personalmente. La vera analisi del collegio elettorale si fa sulla lista dei candidati di chi il consulente segue, tenendo conto di molteplici informazioni riguardo al proprio candidato o rispetto agli altri. La seconda regola da seguire , afferma Rudelli attraverso la sua videoconferenza , la lista dei candidati nel collegio elettorale , cio come inserire una persona nella storia elettorale del collegio , tenendo conto del suo aspetto psicologico e culturale . Il candidato racconta al suo consulente la propria vita , i propri aneddoti , le citazioni fatte , le proprie esperienze di

vita quotidiana e di vita politica , fino a quando il consulente politico non avr tutte le expertise necessarie per stilare un sunto della vita del suo candidato. Infine la terza importante regola per un consulente politico l'analisi socio-economica dell'elettorato che tiene conto di indicatori demografici quali per esempio la quantit di stranieri , i tassi di occupazione e disoccupazione e la percentuale di lavoratori autonomi o dipendenti. Il consulente politico , afferma Rudelli, si occupa di una specifica parte della comunicazione politica , durante l'importantissimo periodo di campagna elettorale. Rudelli fa parte di quella categoria di consulenti che reputano la consulenza pi come professione artigianale che scientifica. Egli conclude citando Hannah Arendt : La politicit delle parole non consiste nel comunicare qualcosa ma consiste nell'ideare l'unicit del candidato. Successivamente l'intervento di Rudelli viene seguito dall'intervento di Luigi Pulvirenti, giornalista e pubblicitario che ha analizzato la figura del portavoce prendendo spunto dalle sue precedenti collaborazioni col Ministero dellAmbiente. Quella del portavoce, dice Pulvirenti , una figura professionale ancora relativamente nuova , almeno in Italia e dunque di difficile definizione/connotazione. Il portavoce , cita espressamente la legge , colui a cui spetta il ruolo di diretta collaborazione con l'organo di vertice dell'amministrazione ,ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con i mezzi di informazione. colui che parla per nome e per conto del candidato in sua assenza , poich negli uffici stampa , quando il candidato molto occupato nelle campagne elettorali e non potendosi rapportare direttamente con i mezzi di comunicazione , utilizza il filtro del portavoce che assume il ruolo di un vero e proprio gatekeepers. In linea di massima il portavoce il rappresentante del candidato eletto. Luigi Pulvirenti sostiene che il portavoce debba esprimere totalmente la posizione del candidato prescelto sulla base delle capacit e della padronanza di linguaggio del suo candidato. Il portavoce pu svolgere il suo operato o in modo statico o in modo dinamico; nella staticit si limita ad essere un regolatore tramite l'ufficio stampa , mentre dinamicamente il suo ruolo sta fuori dall'ufficio stampa e dai relativi comunicati ed infatti i suoi interventi potranno essere pi divertenti , pi funzionali rispetto all'obbiettivo che naturalmente accrescere consenso e fornire interpretazioni autentiche. Il portavoce continua Pulvirenti , riuscir ad avere esiti positivi soltanto avendo uno stabile rapporto fiduciario con il suo candidato. Infine Pulvirenti conclude il suo intervento elencando le molteplici possibilit che offre il web ai giorni d 'oggi ; si pensi ad esempio ai social network e a tutti gli altri strumenti presenti nel web. Quest ultimo diventa per un rischio per il candidato che ,non riuscendo a gestire il tutto , esagera con le dichiarazioni , non distinguendo la folla dal popolo. Spesso i candidati elaborano delle vere e proprie operazioni di marketing dove tutto strategicamente calcolato ed organizzato attraverso la scelta di target caratterizzati da interessi differenti. Successivamente l'intervento di Pulvirenti viene seguito dall'intervento di Francesco Pira, docente dellUniversit di Messina, che ha analizzato la comunicazione politica digitale sui social network e in particolare i limiti e le potenzialit dei nuovi media. Pira introduce il suo discorso parlando dello sbagliato atteggiamento che gli italiani hanno nei confronti della professione di portavoce, argomento approfondito in una delle sue pubblicazioni scientifiche 'La net comunicazione politica' . Francesco Pira stato un portavoce provinciale di un consigliere della Lega Nord candidato alla Camera dei Deputati . Nel suo libro Pira afferma che i politici utilizzano al giorno d'oggi molto pi frequentemente i social network , a volte senza neanche saperli gestire. Pira afferma che assistiamo sempre di pi ad uno sviluppo della societ a due velocit. La distanza che divide

proprio le nuove generazioni: quelli che sono oggi comunemente definiti digitali nativi e il mondo degli adulti considerati come immigrati digitali o coloni digitali. Per i digitali nativi le nuove tecnologie rappresentano un ambiente relazionale, un luogo naturale , mentre per gli adulti arrivati tardi al processo di tecnologizzazione , difficile apprendere le regole e adattarsi. Secondo Pira finita l'era della comunicazione di massa ed iniziata l'era dell'autocomunicazione di massa , poich comunichiamo diversamente rispetto al passato. Afferma che la politica non ha ancora capito che stare continuamente connessi e interagire attraverso social network non significa creare forti relazioni con l'elettorato , non a caso la prova stata data dalla vittoria dell'antipolitica e della disaffezione partitica. Pira inoltre continua parlando di alcuni social network come facebook e sostiene che quest'ultimo un mondo dove noi tutti tiriamo fuori il peggio di noi stessi , poich dalle indagini fatte il riscontro quello di non aver subto danni qualitativi ma danni quantitativi. Dobbiamo fare sempre attenzione a ci che la rete ci offre e valutare tutte le opportunit presenti , senza dare mai nulla per scontato. Pira continua parlando della strategia comunicativa intrapresa dal Presidente Obama durante le ultime elezioni in Usa e afferma che egli ha vinto per la sua capacit di ascolto e non per la sua capacit nel comunicare; poich la comunicazione politica ha capacit di ascolto e di interazione diretta con l'elettore , completamente diversa dall'amata propaganda dei totalitaristi. Infine Francesco Pira conclude dicendo che tre sono le parole chiavi per un'ottima comunicazione politica : valori , contenuti e strategia , senza questi tre elementi non si pu fare comunicazione politica ne con mezzi tradizionali ne con nuovi mezzi di comunicazione. Nella comunicazione politica tradizionale (comunicazione di massa) e innovativa (autocomunicazione) , oggi quello che conta far valere le emozioni in termini valoriali per raggiungere un mondo pi reale e meno spersonalizzato. Il quarto intervento durante il Convegno stato sostenuto da Salvo Mica, formatore di Eludo Lab , che ha spiegato le dinamiche dei persuasive games e come questi possono essere utilizzati in campagna elettorale. Il suo obiettivo quello di creare progetti di sperimentazione nel campo della ludologia, mettendo a frutto le nuove forme sociali, comunicative, mediali, rituali, organizzative che il mondo dei nuovi media sta creando con inesauribile creativit. Mica introduce il suo intervento parlando della relazione tra persuasive games e comunicazione politica , prendendo in riferimento il contesto sociale e culturale di fondamentale importanza per questa tipologia di analisi. Mica afferma che la cultura intesa come realt che ci rappresenta , il complesso delle attivit e dei prodotti manuali e intellettuali dell'uomo in una data societ. Mica sostiene che Il videogioco non solo entertainment", infatti un media, unespressione culturale, un generatore di emozioni , di visioni del mondo,di idee e storie. Il videogioco contamina la pedagogia, la comunicazione, la pubblicit, lintera iconografia dellimmaginario contemporaneo e anche larte. Definisce cosa siano i 'Nuovi Media' , intesi come qualsiasi media che per essere fruito o prodotto ha la necessit di un sistema digitale di supporto. I media digitali hanno bisogno di certi paradigmi di riferimento , infatti i giochi inseriti all'interno dei social network sono strumenti dicomunicazione politica e di propaganda indiretta. Mica continua parlando di Decostruzione del videogioco , e afferma che la struttura esterna di un videogioco pu essere rappresentata graficamente per mezzo di semipiani intersecati : piano ludico , piano narrativo e piano ludo-narrativo . In questi aspetti forte il conflitto tra la scuola americana

del gioco e la scuola giapponese del gioco , per le prospettive , gli interessi e gli input da emanare; naturalmente la battaglia stata vinta dalla scuola giapponese che ha incentrato il suo interesse nell'elaborare una storia all'interno del gioco , che abbia un inizio e una fine e dunque un significato. Parla di Meccanica di gioco : 1)Stato iniziale : la situazione di partenza ; 2)Stato obiettivo: la situazione di gioco che si vuole raggiungere ; 3)Strumenti : elementi o azioni a disposizione del giocatore ; 4)Condizioni : le regole del gioco ; 5)Pattern : elementi o azioni che il giocatore deve eseguire. Un videogioco per avere successo utilizza paradigmi gi acclamati da tempo da altri media . Salvo mica continua ancora nel suo intervento parlando infatti del c.d. Modello Pars (problema- azione- risoluzione- -soddisfazione) , classificando le pulsioni base del gioco come la fortuna , la vertigine e l'identificazione forse tra le pi importanti. I Persuasive games afferma Mica hanno a che fare con la politica (politics) , con la pubblicit (advertising) e con l'apprendimento (learning). I videogiochi sono mediatori espressivi e persuasivi , che rappresentano sistemi reali e allo stesso tempo immaginari , invitano i giocatori ad interagire con i suddetti sistemi e a formare giudizi su di essi. Infatti formano dei veri e propri giudizi in chi li utilizza e portano con se una vera 'retorica procedurale' . I persuasive games grazie alla sua rappresentazione basata sulle modalit procedurali , aprono un nuovo dominio di persuasione , realizzando una nuova forma di retorica. Chiamiamo 'retorica procedurale', afferma Mica ,la pratica che usa persuasivamente i processi , inserisce regole di comportamento e rende possibile la costruzione di un modello dinamico. Le regole del gioco riflettono la retorica procedurale Meccanica , mentre la sessione di gioco la retorica procedurale dinamica che pu essere Aesthetics-emozionale , cio rivolta alla comprensione delle sensazioni del giocatore durante l'atto di gioco. In base a questi elementi si constatato che pu aumentare il coinvolgimento dei giocatori e se questi sono di buon umore saranno pi disposti a farsi persuadere . Infine afferma Mica i persuasive games hanno creato una 'critical games' una vera e propria molle industria nata come opposizione ai giochi persuasivi . Chi appartiene alla 'critical games' crede che i videogames mandino messaggi non neutri a chi ne usufruisce. Il 'critical games' come spiega il nome stesso , viene creato da Gonzalo Frasca e Ian Bogot per criticare la societ e i suoi messaggi indottrinanti in maniera scherzosa , giocando attraverso un videogames. Essi hanno creato gli 'Osgon one session game of narration' , che a differenza delle strutture tipiche di gioco , rimangono in rete solo per un breve lasso di tempo , in un certo senso sono limited edition. L'ultimo intervento che ha concluso la I sessione del seminario 'I mestieri della Politica' stato quello di Matteo Albania , consulente politico all'European Parliament , nello specifico spin doctor e ghost writer , esperto in analisi politica, strategia politica e social media strategy. Albania introduce il suo intervento parlando dell'istituzione del Parlamento Europeo , come unica istituzione eletta direttamente dai cittadini e composta al suo interno da 754 parlamentari. Il PE ha due sedi formali , una a Bruxelles e l'altra a Strasburgo e ha avuto un ampliamento delle sue funzioni come organo legislativo dopo il Trattato di Lisbona firmato il 13 Dicembre 2007. I deputati si riuniscono in gruppi politici non in base alla loro nazionalit ma in funzione delle loro affinit politiche. Attualmente vi sono 7 gruppi politici al Parlamento europeo: gruppo del partito popolare europeo , gruppo dell'alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici, gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei

Liberali per l'Europa , gruppo Verde/Alleanza libera europea , Conservatori e Riformisti europei , il gruppo confederale della Sinistra unitaria europea e il gruppo Europa della Libert e della Democrazia. Per ci che concerne la comunicazione politica italiana del PE , Matteo Albania , parla di una sorta di barriere all'ingresso , nel senso in cui parla di una scarsa importanza attribuita al parlamento anche dopo il Trattato di Lisbona , inoltre parla della distanza geografica e politica che vi tra le istituzioni italiane e quelle europee . come se per lungo tempo il PE si sia presentato come una sorta di 'casa di riposo per i politici nazionali' a fine carriera , come un incarico di parcheggio per tutti i candidati nazionali. Inoltre Albania concentra la sua attenzione sulla poca chiarezza dei media, su ruoli e funzioni delle istituzioni europee , che non facilitano per niente l'opinione pubblica ad interessarsi di questioni rilevanti quali le funzioni e i ruoli che le istituzioni europee svolgono influenzando quotidianamente la vita di tutti noi. In effetti il PE percepito come poco influente nell'attivit politica , causa di un livello scarso di informazione sull'attivit che lo stesso PE svolge, come se avesse scarsa capacit di entrare nell'agenda setting nazionale perch manca un vero e proprio coinvolgimento dei cittadini sia a livello culturale che a livello politico e sociale. Si parla infatti di crisi dell'Unione Europea percepita come 'matrigna' e non come 'madre'. Per afferma Albania ci sono dei punti di forza istituzionali, come per esempio l'alto livello di trasparenza , che si tratta dell'unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini e delle molteplici opportunit dei progetti europei, molto utili anche per far 'tuffare' i giovani nel mondo del lavoro e degli affari. Successivamente Albania elenca gli strumenti e le strategie delle vie comunicative del PE affermando che essi si servono sia di media tradizionali quali la stampa locale , le televisioni locali e i media nazionali , ma allo stesso tempo usufruiscono dei new media quali i social-network come Facebook , Twitter, Blog e siti personali. Essi dovrebbero per utilizzare un linguaggio pi semplificato e accessibile a tutti e dovrebbero inoltre rendere facilmente comprensibile le dinamiche politico-istituzionali europee , poich anche i giornalisti fanno fatica a comprendere le dinamiche e i processi. Per una serie di ragioni dunque aumenta a dismisura la disaffezione e la sfiducia nelle istituzioni europee e si ha poca considerazione dell'importanza del PE. Infine Matteo Albania conclude il suo interessantissimo intervento elencando le possibili vie d'uscita che porterebbero ad una ripresa funzionale del PE , come il capovolgimento del frame negativo del'UE e dell'Europa , una maggiore concertazione e dunque collaborazione tra PE e Governo , un rafforzamento dell'attivita' di comunicazione del PE in Italia , un miglioramento dell'efficacia nella comunicazione sui new media e l'affidamento al PE di maggiori poteri politici , poich essa l'unica istituzione eletta direttamene dai cittadini , l'unica istituzione di rappresentanza di tutti i cittadini europei capace di ricostruire quel sentimento di fiducia oramai calpestato. Il Convegno I Mestieri della politica stato organizzato con lo scopo di costruire un terreno dincontro tra professionisti e mondo universitario: un passaggio fondamentale per la formazione, ma anche uno scambio da cui possono nascere progetti interessanti, spiega lorganizzatrice Rossana Sampugnaro.