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è

29-05-2009, C.S. Iseo, Milano, ore 19. Triplice fischio dell’arbitro Treossi, che manda tutti
a prendere un tè freddo e i ragazzi di Lorenzo Ottone ad alzare la coppa!
Per il secondo anno consecutivo la cavalcata di “Al Bar a bere (con Lorenzo Ottone)” si
conclude con una grande vittoria nel torneo primaverile del Politecnico Bovisa!
Tante cose sono cambiate: la squadra è sicuramente diversa, il torneo stesso è diventato
nettamente più competitivo, i soliti infortuni non sono mancati anche quest’anno… ma
nonostante tutto il titolo è stato difeso con successo!
Al termine di una finale “thrilling”, i ragazzi in maglia bianca possono gioire grazie a un
grande gol di Salerno (quello piccolo, il bomber) che scongiura l’incombenza dei terribili
rigori.
Gli avversari del “Calciopoli” (dicono che giocasse il figlio di Lippi) si dimostrano avversari
tenaci e compatti, dalla difesa lenta ma solida e con un portiere in grado di fare la
differenza. Pronti via, il tempo di mettere in chiaro chi sono i campioni in carica con una
punizione al fulmicotone del solito Marinovich (e conseguente angolo su cui sfioriamo il
vantaggio) e si va subito sotto nell’immediata ripartenza: incursione del difensore
avversario lasciato libero come un fringuello (sembrava Pasqual in Udinese-Cagliari) e palla
in rete per l’1-0. Qualche cambio azzeccato e un pressing massiccio portano il risultato
sull’1-1 grazie a Di Paola e un diagonale dei suoi, da bravo terzinaccio che sa anche far gol.
La grinta e la convinzione salgono, ma arriva subito la doccia fredda: 1-2 subito su errore
difensivo dopo rimessa laterale! Ingenuità che potrebbe abbattere chiunque, ma non
Salerno che non ci sta e con una grande finta mette a sedere difensore e portiere in una
volta sola, e scarica di sinistro sotto l’incrocio: 2-2 e intervallo.
Il secondo tempo è una guerra: Bordiga sventa 2 bombe in diagonale e un pericolosissimo
1 contro 1 (con l’aiuto del palo, stile Pagliuca a Usa ’94), ma i nostri sono sempre più
pericolosi e il portiere avversario sembra Teo Sellers, parando di gambe, braccia, faccia e
culo. La lotteria dei rigori sembra inevitabile, quando a 5 minuti dalla fine Salerno, sempre
lui, decide di giocare d’astuzia e prova il colpo di fino: “er cucchiaio”, Teo Sellers a terra e
palla che sbatte beffarda sulla traversa… Salerno non ci crede, si tuffa di testa stile beach
soccer e palla in rete! L’entusiasmo è a mille, timeout concesso dall’arbitro Treossi e ultime
indicazioni di Bordiga ai suoi. Si rientra in campo, Salerno (l’altro, il difensore) spende alla
grande l’ultimo fallo disponibile prima del tiro libero con una falciata epocale (in ricordo
del vecchio nome della squadra: Falcialo). Il presidente Ottone dà coraggio ai suoi a gran
voce, trattiene non so quante bestemmie e il fortino regge senza troppi problemi… I
CAMPIONI DI BOVISA SIAMO ANCORA NOI!

Ma questa finale è stata preceduta da svariate altre battaglie, vediamole brevemente dalla
prima all’ultima:

AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – BOVISA LEVERKUSEN 3-2


Esordio coi brividi per i campioni in carica, frenati da un campo ai limiti della praticabilità e
da un’intesa ancora non ritrovata per via dei sostanziosi cambiamenti all’organico.
Memorabili gli scivoloni di Pacelli con tanto di aquaplaning e culate a terra; il bomber
Salerno non trova la sua vena realizzativa e si trasforma in uomo assist. Ci pensano il nuovo
acquisto Menoni (esordio con gol), il roccioso Di Paola e il granatiere Marinovich a segnare
quel tanto che basta a garantire la vittoria. Rischio di rimonta agli ultimi minuti, ma gli
avversari non si dimostrano all’altezza e Bordiga si fa trovare pronto.

AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – LOS SHOROS DE SAN ROCCO 4-2
Forse la partita più temuta: i campioni (in evidente difficoltà e crisi di gioco) incontrano
l’outsider terribile del torneo, una squadra sudamericana di cileni e spagnoli che ha dato
spettacolo nella prima partita, umiliando per 8-1 la squadra che ne aveva date 11 ai primi
nostri avversari (quelli del risicato 3-2). Grazie alla profonda concentrazione, ai riti vudù
pre partita e alle mail di capitan Bordiga, i nostri ritrovano la grinta giusta: il gioco arioso e
rapido degli Shoros non fa che infrangersi contro la “muraglia Bianca”, e negli altri casi il
nervoso dei cileni viene alimentato dalle parate di Bordiga. Ripartenze micidiali e palloni
rubati all’incerta difesa sudamericana sono gli ingredienti della vittoria: Salerno ritrova il
gol, ma poi troppi sprechi sono puniti dall’1-1 su punizione beffarda. Finalmente Pacelli, il
nostro ariete, decide di fare la differenza e realizza lo splendido 2-1 liberatorio; Marinovich
sigilla il 3-1 e il match, da quel momento ormai chiuso, terminerà sul 4-2.

AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – CHIUDIME 5-1


La qualificazione ai quarti è ormai cosa fatta, ma sull’entusiasmo della partita precedente i
nostri vogliono stravincere il girone per classificarsi tra le prime 2 migliori del torneo e
saltare direttamente in semifinale! Gli avversari, sull’orlo della crisi di nervi per essere
costretti a vincere contro i campioni in carica, riescono addirittura a passare
fortunosamente in vantaggio, ma passano un paio di minuti e il risultato è già ribaltato.
Perso Pacelli per infortunio, ci pensano i due Salerno, Marinovich e Di Paola a mandare a
casa gli arroganti “Chiudime”, che tentano di buttarla sulla rissa ma prendono botte e
basta! Solo noia per Bordiga, mentre è da segnalare la clamorosa traversa colta dal
presidente Ottone, il centro sportivo stava per venire giù!

Quarti di finale dunque per gli “Shoros”, arrivati secondi, e altre due squadre degli altri
gironi. “Al Bar a bere (con Lorenzo Ottone)” e “Calciopoli” accedono direttamente alle
semifinali.
Il giorno della partita, i nostri arrivano giusto in tempo per vedere “Calciopoli” che schianta
gli Shoros, privi del loro uomo migliore e con la difesa ormai allo sbando. Il campo attende
l’altra finalista…

Semifinale: AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – APRIME 3-1


Manco a dirlo gli amici di “Chiudime”, questi “Aprime” si dimostrano subito l’avversario più
coriaceo mai incontrato, e non vedono l’ora di vendicare i colleghi sconfitti. La partita
promette male prima ancora di cominciare: entrambe le squadre sono in maglia bianca,
ma il presidente Ottone perde il lancio della monetina e ci toccano le pettine puzzolenti!
Tuttavia troppa fretta di mettersi in mostra e troppa sicurezza di sé fanno sì che gli
“Aprime” cadano lentamente nella trappola messa in atto dai nostri amici del Bar, che nel
primo tempo si limitano a contenere e a far correre e pressare gli avversari, giocando al
rimpiattino con azioni rapide e uno-due devastanti. L’inizio di partita è agevolato da un
rigore generosamente concesso ai nostri dall’arbitro Treossi, che Di Paola trasforma senza
problemi. Da quel momento il possesso palla è quasi tutto degli Aprime, che però là
davanti sembrano svanire al momento cruciale, grazie all’ottima difesa degli uomini in
maglia bianca e a un Bordiga in giornata di grazia: il capitano si ripete su 1 contro 1,
conclusioni da fuori e punizioni, non ce n’è per nessuno oggi.
Nel secondo tempo gli Aprime continuano col possesso palla, ma le azioni e le conclusioni
davvero pericolose vengono sempre dai ragazzi di Ottone, che però non trovano i gol che
meriterebbero. Salerno finalmente sigla il 2-0, ma poco dopo Marinovich si lascia sfuggire
un avversario sulla fascia che segna con un bel diagonale, insultandolo pure (screzi
precedenti tra i due). Marinovich sta zitto, un minuto dopo prende palla e scarica nel sette
il 3-1! A fine partita gli dirà “ci vediamo in finale giovedì”.

LE PAGELLE

I protagonisti del torneo

(niente voti per chi ha giocato perché ovviamente avendo vinto siamo tutti da 10!)

BORDIGA Cominciamo proprio dal portiere della compagine alcolica, nonché capitano.
Tempi di riscossa per lui: dopo i dolorosi 9 mesi di sosta ai box per infortunio (un parto
praticamente) rinasce giusto in tempo per il nuovo torneo. Un paio di partite per ritrovare
la condizione ed è pronto per difendere il titolo. Galvanizzato dal rientro in campo (e dalle
nuovissime maglie della squadra) mostra la sua solita sicurezza e concentrazione, facendosi
trovare sempre pronto. In semifinale gioca la partita migliore: le sue sono le tipiche parate
non appariscenti ma che danno l’impressione che la porta sia veramente chiusa, facendo
salire il nervoso a mille nella squadra avversaria. Nella finalissima, nonostante venga
impegnato molto meno del suo collega, risponde presente nei momenti più importanti del
secondo tempo, quando subire gol sarebbe stato una mazzata pesantissima. Non perde
occasione inoltre per dispensare consigli tattici e incoraggiamento agli amici (anche via
mail), fino ai limiti della sopportazione! Che il suo segreto sia caricarsi con le canzoni degli
AC/DC prima delle partite?
HARDER THAN A ROCK
(Petr Cech in Barcellona-Chelsea ‘09)
Ecco Bordiga la sera prima della finale mentre trova la giusta concentrazione jammando al
Rock n’Roll di Milano.

SALERNO ANGELO Immancabile baluardo difensivo fin dai tempi di Mexico ’70,
quando si piazza in mezzo alla difesa passare diventa difficile per tutti! Un tempo affetto
anche dal vizio del gol, ultimamente ha deciso di concentrarsi più sul suo ruolo di barriera
impenetrabile, pur non disdegnando qualche conclusione su passaggio da calcio d’angolo
(fu suo il gol che sbloccò la finale dell’anno scorso). Il nostro centrale proveniente
dall’entroterra del sud Italia gioca un ottimo torneo, senza sbavature e trovando una
buona intesa con i compagni dalla seconda partita in poi (come è stato per tutti). La sua
storia è fatta di tante esperienze sul campo, brutti infortuni e rinascite… e come ogni eroe
dei manga giapponesi che si rispetti, ha avuto persino un incidente contro un camion! Ma
da allora è tornato più forte di prima… Contiamo su di lui per la prossima fondamentale
partita.
CLIFFORD YUMA
(Fabio Grosso a Germania ’06)
Nella finalissima dell’anno scorso, ecco Angelo sul punto di lanciare in orbita i “gemelli del
gol” Costantini e Cassani, che segneranno il gol partita con un tiro combinato.

DI PAOLA Una delle scoperte del nostro A.D. Costantini (arriveremo anche a lui), il
buon Dipo (o Gipo) è diventato ormai colonna portante della squadra. Abituato a partire
dalla panchina e ad entrare quando il gioco si fa duro, porta in campo il numero 2 con
classe e sicurezza, adattandosi senza problemi a qualunque posizione fra i tre dietro. La
grande esperienza fa di lui il classico terzino arcigno e insormontabile, capace però anche
di supportare la manovra offensiva e dotato in una cannonata invidiabile: timbra infatti
molto spesso il tabellino dei marcatori e prende in consegna rigori e tiri liberi. Memorabili
le sue facce da culo con cui chiede scusa agli avversari dopo averli ammazzati con fallacci
clamorosi, guadagnandosi il rispetto dell’arbitro Treossi che gli risparmia sempre
l’ammonizione! Attento che alla prossima partita ci sarà un altro arbitro!
O LA PALLA O LA VITA
(Tarcisio Burgnich a Messico ’70)

MENONI Un’altra bellissima favola si realizza nel Bar di Lorenzo Ottone. Mentre l’anno
scorso dominavamo il campionato, a ogni partita non mancava mai una figura seduta a
bordo campo ad osservare con ammirazione e fare il tifo per i ragazzi in maglia bianca: si
trattava del buon Meno, tifoso di questa squadra sin dalle sue prime uscite. Le defezioni di
quest’anno hanno aperto dei posti liberi in squadra, e il suo ingaggio non si è fatto certo
attendere. Bordiga gli assegna subito la maglia n.11 pensando al nuovo Giggirriva! Il Meno
realizza così il sogno di giocare al fianco dei suoi idoli di sempre, si piazza nella fascia
sinistra e dà tanta sostanza e concretezza al gioco dei Whites: sicuramente meno fantasia
ed estro rispetto al partente Cassani (non quello del Palermo!), ma più corsa e muscoli… i
due hanno anche un modo di giocare completamente diverso. Grande esordio per il Meno
che inaugura le segnature della stagione con un beffardo tiro sotto le gambe del portiere:
da là in poi tanti palloni recuperati e suggerimenti per i compagni caratterizzeranno il suo
torneo. Promosso!
CAMPIONI: IL SOGNO
(Giuffrida con Ciccio Graziani)

MARINOVICH Dalle giovani promesse alle pedine irrinunciabili: il turco Andrea


Marinovich è ormai una di queste. Non si avevano più notizie di lui dall’incredibile sconfitta
ai rigori dell’anno scorso, ma come se niente fosse risponde con entusiasmo alla mail del
capitano per le convocazioni al nuovo torneo. Tutti nel panico quando il patito di
motocross nell’amichevole pre torneo annuncia “ragazzi mi sono dimenticato come si
gioca a pallone”… e in effetti i suoi primi minuti sono disarmanti, ma per fortuna si
rinfresca la memoria in fretta. Al torneo gioca come suo solito sulla fascia
(occasionalmente anche da centrale), mazzulando con successo le caviglie avversarie;
cerca spesso il gol inquadrando la porta col mirino(vich) e scagliando i suoi proverbiali
siluri. Gol che arrivano eccome, e anche importanti: il turco si impone come “l’uomo del
tre”, segnando sempre il terzo gol, quello che dà tranquillità alla squadra. Consiglio: allena i
tuoi siluri sui rigori, dovessero toccarci di nuovo non potrai più tirarti indietro!
OTTOBRE ROSSO – SOTTOMARINOVICH
(Hakan Sukur agli Europei 2000)

Ecco inquadrato Marinovich che si prepara a tirare una punizione.


SALERNO PIERO Eccoci giunti a chi doveva difendere, oltre al titolo di campione,
anche quello di capocannoniere del torneo. Bene, vi diciamo subito che… non c’è riuscito!
Stagione strana per lui, caratterizzata spesso da giocate da uomo-assist più che da bomber
spietato: spedisce in gol diverse volte i compagni provenienti dalle fasce, mandando fuori
giri facilmente le difese avversarie. Sotto porta sembra più intimorito del solito e spreca
alcune buone occasioni. Si sblocca solo alla seconda partita, ma proprio al momento
decisivo. Gioca una grandissima finale, condita da un gol eccezionale segnato beffando
difensore e portiere in una volta sola, ma anche da una brutta botta rimediata al secondo
tempo. Sta fuori quasi 10 minuti e tutti temono il peggio, ma proprio quando la partita non
vuole sbloccarsi rientra in campo e con una splendida accoppiata cucchiaio-colpo di testa
mette al sicuro la coppa!
THE PUNISHER
(Didier Drogba contro la Juve in Champions ‘09)

Piero in finale, incazzato nero dopo la botta ricevuta e sul punto di rientrare in campo per
fargliela pagare.

Ecco il bellissimo gol del 2-2 in finale, finta sul destro e tiro di sinistro:
http://www.youtube.com/watch?v=ClAYQ1a0SJ0

Sempre dalla stessa partita, ecco il gol vittoria del 3-2, unite l’azione e il pallonetto di
questo:
http://www.youtube.com/watch?v=qpc8wnDAX_E

con la craniata in porta di “Martin Salerno”:


http://www.youtube.com/watch?v=azaVSY7Gd7o

(un ringraziamento all’eterno Lifoda per questi ultimi due video)


PACELLI Le sue toste giornate filavano così, tra un tiro a canestro e un film di Spike
Lee… Peccato che in uno di questi tiri a canestro abbia lasciato per strada una caviglia,
proprio nel bel mezzo del torneo. Si trattava di una manifestazione sportiva al Politecnico,
tali Poligames (con campi di basket e calcio 3vs3 pericolosissimi). Salerno dà la tragica
notizia a un Bordiga in quel momento concentrato al tavolo del poker texas hold’em, che
per la rabbia quasi fa un instant re-raise all-in…
Stagione finita per il povero Pacio, che aveva appena trovato la forma ottimale con uno
strepitoso gol contro gli Shoros: i ragazzi del Bar dovranno fare a meno del loro ariete di
sfondamento. Dopo l’incidente, ha chiamato un’ambulanza col suo fischio collaudato…
“IL PRINCIPE” (rotto) DI BEL-AIR
(Diego Milito al Genoa ‘08-‘09)

Ecco Pacio, felice e spensierato ai tempi del viaggio a Monaco, che si diverte a trovare
strade col suo nome.
Ecco qua invece Pacio, notevolmente abbronzato dal sole preso ai Poligames, un attimo
prima del fatale tiro a canestro.

OTTONE Siamo giunti infine al presidente, colui che con la sua abnegazione alcolica ci
ha trascinato nelle nostre imprese. L’inizio della sua fama mondiale risale a un Botellon
pre-mondiali 2006, in cui venne convinto a partecipare a tale manifestazione bevereccia
pur essendo appena tornato da una grigliata accompagnata da almeno 3 bottiglie di vino e
una decina di birre da 66 (solo per lui si intende): inutile dire che il Botellon è finito con lui
sobrio (dopo aver ri-bevuto l’impossibile) e Costantini devastato dentro un carrello della
spesa. Quest’anno si presenta all’esordio con una forma fisica invidiabile, sfoggiando una
linea mai vista prima che suscita l’ammirazione persino dell’arbitro Treossi: “quest’anno
avete il presidente atletico!”.
La prima partita, viste le condizioni terribili del campo (e del suo ginocchio), preferisce farsi
da parte, ma esordisce addirittura da titolare nella difficile sfida contro gli Shoros, dicendo
“entro a prendere qualche calcio e poi esco”: invece tenta un tiro, viene anticipato da un
difensore e gli colpisce direttamente tibia e perone spedendolo agonizzante oltre la linea
laterale. Le sue sincere scuse vengono soffocate dal boato di pubblico e compagni, che
inneggiavano al presidente per la sua manovra!
Gioca gran parte della terza partita, sfiorando il gol con una clamorosa traversa che ancora
sta vibrando e grida vendetta… Scampoli di partita per lui in semifinale e in finale, fa
rifiatare Piero facendo muro a centrocampo.
C’È SOLO UN PRESIDENTE
(Paul Gascoigne “Gazza” al pub)
Ecco il presidente che sfodera tutto il suo fascino con le vogliose fan della squadra dopo la
vittoria finale.

La notorietà del presidente Ottone è evidente dalle ovazioni che riceve alle feste, in
particolar modo in quella dell’A.D. Costantini che lo accoglie con la birra già pronta:
http://www.youtube.com/watch?v=AwOs47tPXEw

Alla fine della suddetta festa, eccolo notevolmente paonazzo in volto e provato dall’alcool.

Imperdibile infine il presidente che canta l’inno ufficiale della squadra:


http://www.youtube.com/watch?v=iZ1J7h4g6jk
SPECIALI EXTRA-TIME
Chi non è sceso in campo ma è stato a modo suo importante

COSTANTINI Come non iniziare con il nostro A.D. che in questi anni tanto si è
impegnato per rinforzare la squadra in ogni reparto, completandola meticolosamente.
L’unico, insieme a Bordiga, ad aver partecipato finora a TUTTI i tornei insieme a questa
compagine sin dal lontano 2004, peccato non averlo avuto con noi anche stavolta. Le
sirene di mercato della scorsa estate l’hanno infatti portato nell’Alemannia Aachen,
squadra di seconda divisione tedesca (2.Bundesliga), dove rimarrà in prestito fino al
termine della stagione. Ormai dato per disperso in terra crucca, pare abbia perso i contatti
col resto del mondo dopo aver esaurito il credito telefonico con un messaggio lungo
200sms mandato per congratularsi per la vittoria nel torneo, lo riportiamo integralmente.
“[ANSA] Costantini, in prestito all’Alemannia Aachen, accoglie con estrema soddisfazione la
notizia della vittoria dei compagni: <Lo sapevamo, ma questa è la grande conferma. S’è
aperto un ciclo, e finchè ci saranno i fumi alcolici del Presidente a guidarci, non molleremo
mai! E ora spaccate il culo alle merde, PoliSaints o Italy che siano! OT-TO-NE OT-TO-NE!> A
seguire performance del pres.Ottone, che trangugerà 15 litri di Augustiner per festeggiar
gli adepti”.
Voto 10 (come gli euro che ha speso per questo sms)
TEUTONICO
(Torsten Frings in coppa Uefa col Werder)

Ecco Costantini in festa subito dopo aver firmato il contratto con l’Alemannia Aachen.
Eccolo invece, con molta più esperienza crucca sulle spalle, che sfodera il suo miglior look
con tanto di maglietta che esprime al massimo la più profonda filosofia di vita Erasmus.

CASSANI Per uno che vola in Crucchia, eccone un altro che cerca gloria in Europa. Rifiuta
le invitanti offerte provenienti dal Velez Sarsfield, che voleva portarlo in Argentina insieme
a Larrivey per un tandem d’attacco da sogno, ma decide di far tappa verso Delft, città dei
Paesi Bassi che probabilmente nemmeno ha una squadra di calcio. Lui la fonda da solo e
millanta varie imprese calcistiche nel campionato universitario, vantando gol a grappoli,
innumerevoli assist e gioco spumeggiante degno del miglior George Best. Ma sarà vero?
Manderemo Bisteccone Galeazzi a controllare… Fatto sta che lascia da sola la n.7 che lo
aspettava con ansia… fai sempre in tempo a prendere il primo volo e tornare per la
partitissima di martedì 9! O hai già programmato il tuo trasferimento dai Paesi Bassi a
qualche altro club europeo?
Voto 7
OLANDESE…. VOLANTE? NO, IMBRIACO!
(Zlatan Ibrahimovic all’Ajax)
Ecco il Cassa immortalato mentre spiega agli olandesi il suo credo calcistico.

ARBITRO TREOSSI Sempre lui presente a dirigere le partite del torneo Bovisa,
l’instancabile arbitro Treossi non fa una piega e sembra sicuro del fatto suo. Alle prese
quest’anno con partite sicuramente più aggressive e tirate, è chiamato a una condotta più
severa per calmare gli animi ed evitare che le partite degenerino. La situazione in alcuni
frangenti pare sfuggirgli di mano, quando dimentica di avere i cartellini a disposizione, ma
a parte questo è sempre chiaro nel regolamento, di cui dimostra buona conoscenza. Molto
dubbia la punizione con cui gli Shoros ci hanno momentaneamente pareggiato, ma
altrettanto dubbio il rigore concesso in semifinale... 1-1 e palla al centro. Intervistato
dall’emittente universitaria Poli.Radio nel corso del torneo, per la vittoria finale punta tutto
sui cileni degli Shoros… meglio non si dia al calcio scommesse! Fatto sta che con lui
continua la striscia positiva…
Voto 11 (come le vittorie consecutive sotto la sua direzione)
AMULETO
DRAGONE Dirigente e responsabile del torneo Bovisa, subentra quest’anno al factotum
(o facnihilum) Ignazio Belluardo e ha il compito di non far rimpiangere il suo operato.
Inizialmente sembra preoccupato di far bene il suo lavoro, si sincera coi rappresentanti
delle squadre dei loro giorni disponibili e organizza gli orari delle partite di conseguenza.
Tuttavia non è mai presente ai match e compare solo in finale, quando decide di aiutare
l’arbitro Treossi facendo il guardalinee dal lato opposto!
Importante il suo contributo quando ha provveduto a spostare le due semifinali almeno 87
volte per concomitanza di altre gare dei campionati universitari (in realtà voleva solo
vedersi la finale di coppa Uefa Werder-Shakhtar in santa pace!). C’è chi giura di averlo visto
trafficare con almeno 15 schede telefoniche contemporaneamente per organizzare tutto,
speriamo non l’abbiano intercettato i vertici del CUS.
Voto 8
LUCKY LUCIANO

Ecco Dragone un anno fa mentre si candida a Presidente supremo dei rappresentanti degli
studenti. Finirà a lavorare al Cus Point con Belluardo…

BELLUARDO Non è più il responsabile del torneo, ma non possiamo dimenticarlo in


questa rassegna. Il buon Ignazio (sempre mister del calcio a 11 Bovisa), visto l’insuccesso
del suo schema a farfalla e l’uscita prematura dal campionato, non rinuncia a cercare
gloria altrove e si butta (questa volta a pesce) nel calcio femminile, andando a caccia di
medaglie nei campionati Nazionali di Lignano, in rappresentanza del Cus Milano. Tornato
nuovamente a mani vuote, la sua ultima speranza stagionale è portare la sgangherata
selezione di Bovisa (presidente, capitano e Menoni provenienti dalla squadra campione più
altri non identificati) alla vittoria nel torneino intersedi di calcio a 5 di sabato prossimo.
Riuscirà a sfatare la maledizione?
Voto 0 come i suoi TITULI
IGNAZIO CANÀ
(Carlo Ancelotti al Milan ’08-’09)
CATTANEO Estraneo all’ambiente calcistico, ma sempre pronto a difendere i colori della
Brigata Ottone, il Catta dà il suo contributo con le proverbiali mangiate (e sbronze) del
giovedì dal Gianni, noto ristorante VIP esclusivo in pieno quartiere Brera, centro della
Milano da Bere. Peccato che il presidente Ottone (che cercava invano di rimandare le
partite del giovedì) e il resto della squadra siano costretti a saltare ripetutamente questo
sacro appuntamento, proprio a causa delle partite di torneo che erano sempre di giovedì!
Il Catta, dispiaciuto per l’assenza degli amici, non rinuncia alla sbroffata settimanale e non
manca un colpo nella movida milanese.
Voto 4
PACCATO
(Adriano in Brasile)

Ecco il Catta all’Hollywood che brinda allegramente al successo della squadra di Ottone.
LIFODA Non tutti i lettori lo conosceranno: maestro indiscusso nell’arte delle Pagelle,
arrivato a questo punto si sarà già incazzato avendo visto che del suo stile ho rubato pure il
font! Del resto l’ho già omaggiato creando un gruppo su Facebook con tutte le sue pagelle
(iscrivetevi!), quindi non rompa le balle. Dedica ai campioni di Bovisa un divertente
trafiletto nelle sue ultimissime pagelle. Ma ora, più teso della corda del violino di Gilardino,
è in trepida attesa della semifinale (per lui la prima, storica) del Carioca, il più grande e
importante torneo di calcio a 7 di Cagliari (in cui recentemente giocò anche Magic Box
Gianfranco Zola). Finita la pausa per leggere queste lunghissime pagelle, tornerà
immediatamente ad allenarsi con i compagni, i forti Red Devils del Murgia Infissi, per
andare a prendersi questa finalissima.
Voto 1,15 come l’interlinea multipla di word: ti ho copiato pure quella
ANDATE A BERLINO!
(Beppe Bergomi in Germania ’06)

Ecco Bordiga insieme all’amico “aeroplanino” Lifoda sullo sfondo, che aspetta di decollare
verso Berlino.
Eccoci giunti alla fine di questa interminabile rassegna… Spero con queste mega-pagelle di
aver allietato le vostre ultime 8 ore e mezzo (perché leggerle in meno tempo è impossibile)
e invito tutti alla partitissima di martedì 9 giugno ore 21 al palacus Idroscalo (posto
demmerda per la sfiga che ci porta) a fare il tifo tutti insieme per AL BAR A BERE (CON
LORENZO OTTONE)!

Alla prossima!

Davide