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si ringrazia Biasetti Piero

LISTRUTTORE DI II LIVELLO
DEFINIZIONE DELLA FIGURA
Oltre i normali compiti svolti dallistruttore di I livello, prepara larciere alla pratica agonistica. In definitiva la sua formazione dovr permettergli di svolgere i seguenti punti:
1)

Insegnare un gesto tecnico, facilmente riproducibile in maniera

fluida ed adatta alla struttura, alle capacit motorie e mentali del singolo atleta; 2) Capacit di trasferire le conoscenze tecniche acquisite in campo

agonistico.
3)

Perfezionare e consolidare il gesto tecnico soprattutto in

situazioni difficili; 4) Saper programmare le varie attivit tecniche, mentali, fisiche

alfine di portare latleta ad un livello pi alto;


5)

Saper scegliere, montare, smontare e mettere a punto tutto il

materiale.

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TECNICA DI TIRO
LA SEQUENZA DI TIRO PUO ESSERE SCOMPOSTA IN:
a) Preparazione allazione b) Fase di produzione dello sforzo c) Momento critico d) Prosecuzione dellazione (FOLLOW TROUGH)

Preparazione allazione:
Affrontare il tiro con lo stesso stato mentale Assumere la stessa postura Azione la pi efficace possibile Corpo stabilmente posizionato Presa di contatto con larco stabile Posizione globalmente equilibrata

Fase di produzione dello sforzo


linsieme delle azioni riferite alla trazione ovvero tirare la corda, mantenere larco aperto, mirare. Larciere deve trovare corrispondenza tra ci che vede e quello che percepisce..

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FONDAMENTALE E CHE LA FASE DI APERTURA DELLARCO E QUINDI DELLA FASE DI MIRA SIA CONTINUA E QUINDI

PROGRESSIVA
Momento critico
il momento del rilascio della corda, ovvero la corrispondenza fra ci che si vede e ci che si percepisce. Evitando possibili interferenze.

Prosecuzione dellazione (FOLLOW TROUGH)


Il tiro non termina con il rilascio ma con la prosecuzione di tutte le fasi dello sforzo fisico. Larciere deve continuare a trovare corrispondenza fra ci che vede e ci che percepisce.

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LA SEQUENZA DI TIRO
LA SEQUENZA DI TIRO VIENE COMUNEMENTE SUDDIVISA IN MOMENTI CHE DEVONO CONDURRE AD UNA SEQUENZA RIPETITIVA 1) POSIZIONAMENTO 2) INCOCCO
3)

POSIZIONAMENTO DITA O SGANCIO MECCANICO

4) POSIZIONAMENTO DELLA MANO DELLARCO 5) SOLLEVAMENTO 6) CONTATTO DELLA CORDA SUL VISO (ALLINEAMENTO CORDA) 7) TRAZIONE

8) MIRA

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9) RILASCIO 10)-FOLLOW TROUGH

ERRORI PIU COMUNI NELLA FASE DI TIRO


1) Posizionamento: spostare il baricentro diverso allineamento in fase posturale 2) Incocco: incoccare la freccia con la penna indice colorata diversamente
3) Stringere la cocca: posizionamento dita, variare lapertura delle dita, non

rilassare il dorso 4) Posizionamento mano arco: variazione angolo del dorso della mano Grip pi alta o pi bassa Irrigidimento del polso 5) Sollevamento: alzare la spalla 6) Contatto corda viso: non avere gli stessi punti di contatto Non allineare la corda 7) Trazione: trazione non in linea (trazione verso il basso o laterale) Trazione non progressiva Spostamento della spalla sinistra verso lalto 8) Mira: dentatura non chiusa o apertura della bocca spostare il corpo in avanti Fase di stop: non mantenimento tensione muscolare Mira con locchio sbagliato

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9) Rilascio: non rilassamento delle dita non rilassare i muscoli delle dita quando

lazione ancora in fase dinamica. Rilascio fermo (rigidit braccia) Rilascio in avanti (perdita tensione) Caduta gomito (trazione non lineare Braccio arco verso linterno (prevalenza) 10)-Follow Trough: considerare finita la sequenza al rilascio. Rottura della concentrazione.

TIRO ARCO NUDO


TIPOLOGIA DI TIRO
1) Utilizzo di un solo riferimento sul viso e di presa della corda 2) Utilizzo di pi riferimenti sul viso e punti di presa della corda (String Walking)

Utilizzo di un solo riferimento:


in questo caso verr adottato il sistema del dislivello pretrazione o post trazione, che consiste nel posizionare la freccia pi in basso rispetto al centro del bersaglio

Dislivello pretrazione:

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sollevamento dellarco e quindi mirare con la punta della freccia un punto intorno ai 20 sotto il centro. Riportare la visione al centro del bersaglio quindi iniziare la trazione senza pi spostare in alcun modo i riferimenti di tiro. Utile soprattutto sulle brevi distanze. Il dislivello si annulla in base alla potenza dellarco intorno ai 30 - 35 mt. FRECCIA BASSA: diminuire il dislivello FRECCIA ALTA: aumentare il dislivello.

Dislivello post trazione:


Viene utilizzato sopratutto con archi di buona potenza. Sollevare larco, eseguire la trazione quindi mirare un punto che presumibilmente Sar avanti il bersaglio. Riportare quindi gli occhi al centro del bersaglio e rilasciare. In entrambi i casi lo scopo creare un braccio dellarco educato e con la pratica il dislivello verr visto come visione periferica.

STRING WALKING
Il principale vantaggio quello di utilizzare un unico punto di mira (solo alle brevi distanze potrebbe rendersi necessario utilizzare un dislivello). In rapporto alle distanze si potr variare laltezza della presa sulla corda. Molto al di sotto cocca per le brevi, poco al di sotto per le lunghe

Fondamentale nel tiro ad arco nudo la regolazione del punto dincocco.


Esso pu variare da 1/8 fino a al fine di compensare la diversa presa sulla corda. Nel caso di basse potenze tirando alle lunghe distanze potrebbe rendersi necessario mirare con il piatto di finestra immediatamente al di sotto della freccia. In casi estremi utilizzare: 1- linfradito

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2- ancoraggio basso (mandibola)

TIRO ISTINTIVO
a) utilizzo di un solo ancoraggio b) infradito
La mira viene presa in modo istintivo ed il dislivello calcolato in modo inconscio. Necessita di una lunga pratica e di un allenamento costante.

LESECUZIONE DEL GESTO TECNICO

Lesecuzione di un gesto tecnico concreto la base di lavoro di un istruttore di I livello. Listruttore di II livello, in base alla sua esperienza tecnica, dovr valutare e se necessario e senza mezzi termini migliorare il gesto tecnico nella sua globalit.

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Un gesto tecnico approssimativo difficilmente porter latleta a migliorare le proprie prestazioni, ma in particolare difficilmente si supereranno alcuni scalini

LA POSTURA
Una buona posizione fondamentale ai fini del tiro in quanto permette di assumere una direzionalit e una stabilit indispensabile a livello del singolo tiro e pi in generale della totalit dei tiri che vengono eseguiti durante una competizione.

DISTANZA IDEALE DEI PIEDI


Larghi pressappoco quanto la larghezza delle spalle, possibile in caso di vento aumentare un po la larghezza, ma con linconveniente di una facile ricerca del baricentro che preferibilmente deve cadere in mezzo ai piedi.

POSIZIONE DEI PIEDI

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1) paralleli
(poche controindicazioni)

2) punte lievemente divaricate allesterno


(pu generare spostamenti in avanti o indietro)

3) punte lievemente divaricate allesterno


(si evitano cambiamenti nella postura ma pu generare spostamenti laterali)

4) obliqui paralleli
(ottimale con lunica controindicazione che pu provocare fastidi alle ginocchia in soggetti deboli)

5) obliqui con piede sinistro rivolto al bersaglio


(ottima stabilit ma non utilizzabile da tutti)

6) chiusa con punte divergenti


(buona per latleta con un avambraccio molto corto).

PREPARAZIONE ALLA FASE DI TIRO


Respirazione naturale diaframmatica alfine di favorire un naturale rilassamento e una concentrazione mentale Incocco della freccia fatto sempre nello stesso modo. Presa delle dita sulla corda salda e sicura e che avvenga sempre con la stessa sequenza di chiusura delle stesse.

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Una presa non perfetta, specialmente a fine gara, provoca una diversa risposta delle dita che facilmente slittano sulla corda provocando una diversa posizione rispetto ai tiri precedenti.

POSIZIONE DELLA MANO


Presa a polso alto Presa a polso medio Presa a polso basso
Da utilizzare quella pi adatta alla conformazione della mano purch si rispetti la spinta sul punto pivot.

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Fondamentale in ogni caso non stringere limpugnatura alfine di non indurre movimenti non desiderati. La presa deve essere profonda e sicura. Rimane essenziale la morbidezza, ma nel contempo mano, polso, avambraccio, gomito e spalla devono sentirsi un tuttuno ma nel modo pi rilassato che sia possibile. Esistono , in ogni caso, tre tipi di grip: