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Usha

- Aurora Simbolica
Anno I n. 2 21 febbraio 2011 DallAgenda - messaggi di Mre, in occasione dei suoi compleanni. 1954 - Se avete paura della morte, la morte vi ha gi sconfitti. 1958 - Celebrare la nascita di un corpo transitorio pu soddisfare una certa sensibilit di fede. Celebrare il manifestarsi delleterna Coscienza una cosa che si pu fare in qualsiasi momento della storia universale. Ma celebrare lavvento di un mondo nuovo, del mondo sopramentale, uno stupendo ed eccezionale privilegio. 1959 - Conoscere una buona cosa; vivere meglio; essere, perfetto. ( SRI AUROBINDO) 1964 - Sa volont solitaire affront la loi du monde. Pour arreter la roue fatale, cette Splendeur se leva... Savitri, Libro 1, Canto 2 1968 - Il mezzo pi sicuro per affrettare la Manifestazione dellAmore Divino di collaborare al trionfo della Verit.

Auroville Matrimandir

Auroville Banyan

RIVISTA DIGITALE DEDICATA A SRI AUROBINDO E MRE yoga integrale esperienze - traduzioni articoli
usha.aurorasimbolica@libero.it

Indice Editoriale Petali di yoga rubrica di Jayanti Sri Aurobindo - Sapta Chatusthaya -Traduzione di Maurizio Mingotti Il mito del Paradiso Perduto. Unesperienza di Mre di Vivashvan Da Prires et Mditations de la Mre - traduzione di Tanya Venusti Il corpo medita se la mente non lo impedisce - di Roberto Maria Sassone Il mantra del Reale di Tommaso Iorco Dal verticale all'orizzontale - di Zaira Sri aurobindo - Savitri - Libro I - Canto 3 - Trad. di Bruno Petris Buddhismo e Yoga integrale - di Nicola Mancuso Il corpo tempio nello yoga integrale di Miranda Vannucci Attimi di consapevolezza - Rubrica di Teresa Cesari 3 - amore e libero arbitrio Advancing on the sunlight path Riflessioni e commenti di Jayanti sullAgenda di Mre La consapevolezza dellEnergia nello yoga integrale di Claudio Tolomelli Appunti per una pratica integrale. Rubrica di Pino Landi - 3 - Il vitale nello yoga integrale Bacheca pag. 2 pag. 6 pag. 9 pag. 16 pag. 23 pag. 26 pag. 32 pag. 37 pag. 39 pag. 43 pag 49 pag. 53 pag. 55 pag. 57 pag 62 Pag. 66

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Indice per sezioni Editoriale....pag. 2

Traduzioni Sri Aurobindo - Sapta Chatusthaya -Traduzione di Maurizio Mingottipag. 9 Da Prires et Mditations de la Mre - traduzione dal francese di Tanya Venusti....pag. 23 Sri aurobindo - Savitri - Libro I - Canto 3 - traduzione di Bruno Petris....pag. 39 Estratti da libri Il corpo tempio nello yoga integrale da Yoga integrale e psicoanalisi 3 di M. Vannucci...pag. 49 Pratica Petali di yoga rubrica di Jayanti ..pag. Il corpo medita se la mente non lo impedisce - di Roberto Maria Sassone..pag. Il mantra del Reale di Tommaso Iorco.pag. Dal Verticale allorrizzontale di Zaira...pag. Appunti per una pratica integrale. Rubrica di Pino Landi - 3 - Il vitale nello yoga integrale.pag. 6 26 32 37 62

Commenti ai testi Advancing on the sunlight path Riflessioni e commenti di Jayanti sullAgenda di Mre pag. 55 Articoli Il mito del Paradiso Perduto. Unesperienza di Mre di Vivashvanpag. 16 Buddhismo e Yoga integrale - di Nicola Mancuso .pag. 43 La consapevolezza dellEnergia nello yoga integrale di Claudio Tolomelli ..pag. 57 Testimonianze Attimi di consapevolezza Rubrica di Cesari Teresa - 3 - amore e libero arbitrio ...pag. 53

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Editoriale
di Pino Landi Cari lettori, questa pubblicazione sta diventando uno strumento di riferimento e collegamento tra tutti coloro che in Italia sono interessati allinsegnamento di Sri Aurobindo e Mre ed alla pratica dello yoga integrale. Nella corrispondenza giunta in redazione stato particolarmente apprezzato lindirizzo editoriale di lasciare ampio spazio a tutte le diverse tendenze operative che si sono sviluppate tra coloro che hanno il comune riferimento a Sri Aurobindo e Mre, evitando nel contempo ogni disputa di carattere mentale e speculativo. Continuiamo quindi su questa linea, che pu essere ben sintetizzata nelle parole gi utilizzate nel numero precedente e che non superfluo ripetere, perch restino ben impresse sulla pagina iniziale della rivista quale intenzione istitutiva e finalit essenziale della stessa: questo lavoro svolto da praticanti per lutilizzo da parte di altri praticanti, consapevoli gli uni e gli altri dei limiti della parola e del ragionamento mentale.. consapevoli gli uni e gli altri della necessit di un nuovo modo di esprimersi e di comunicare, un modo da inventare assieme nella vera sintesi ed integralit, che non pu che avere la sua base nella pratica nellesperienza esperita e vissuta. Nella continuit con la nostra pur brevissima tradizione, questo nuovo numero verr pubblicato nella giornata di Darshan del 21 febbraio: giorno del compleanno della Madre. Dice Mre sul significato del COMPLEANNO: veramente un giorno speciale nella vita .E' uno di quei giorni nell'anno in cui il Supremo scende in noi - o in cui ci troviamo faccia a faccia con l'Eterno - uno di quei giorni in cui la nostra anima viene a contatto con l'Eterno , e , se rimaniamo un po' consci , possiamo sentire la Sua Presenza dentro di noi . Se noi facciamo un piccolo sforzo in quel giorno , possiamo realizzare il lavoro di molte vite in un attimo di Luce. Ecco perch do cos tanta importanza al compleanno - perch ci che si pu raggiungere in un giorno veramente qualcosa d'incomparabile . Ed per quello che lavoro anche per aprire la coscienza verso l'alto, cos che la persona possa venire davanti all'Eterno. Bambino mio, un giorno molto molto speciale , perch il giorno della decisione, quello in cui ci si pu unire con la Coscienza Suprema . Perch il Signore ci solleva , in quel giorno alla pi alta regione possibile cosicch la nostra anima che una porzione della Fiamma Eterna , possa essere unita e identificata con la sua Origine. Questo giorno veramente un'opportunit nella vita . Si cos aperti e recettivi che si pu assimilare tutto quello che viene dato . Io posso fare molte cose, ecco perch importante. uno di quei giorni in cui il Signore Stesso ci apre le porte completamente . E come se ci stesse invitando a riaccendere sempre di pi la fiamma dell'aspirazione . E' uno di quei giorni in cui Egli ci d . Noi anche , con il nostro sforzo personale , possiamo ottenere questo , ma sarebbe molto lungo, difficile . E questa , questa una reale chance nella vita , il giorno della Grazia. ******* E un fenomeno occulto che succede invariabilmente , senza che noi ne abbiamo la conoscenza , in questo particolare giorno dell'anno . L'anima lascia dietro di s il corpo e vola su finch s'immerge nella Sorgente per riempirsi e assorbire dal Supremo la sua Luce , Potere ed Ananda ( felicit ) e ridiscende caricata per passare un anno intero . Poi ancora e ancora ... continua cos anno dopo anno.

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Nel giorno del suo compleanno il discepolo, o il devoto presente allAsham pu accedere alla stanza di Sri Aurobindo, e nel giorno del compleanno della Madre alla stanza della Madre stessa. Un modo concreto per tenere viva e manifestare la visione che del compleanno aveva la Madre. Continuiamo a leggere le Sue Parole: Recettivit nel compleanno D: Mi piacerebbe sapere il vero significato del compleanno. R: Dal punto di vista della natura interiore , l'individuo pi recettivo il giorno del suo compleanno , anno dopo anno e cos un momento opportuno che lo aiuta a fare qualche nuovo progresso ogni anno . D:Come si dovrebbe passare il proprio compleanno ? R: ... nel trovare lo scopo della vita . D:Oggi il mio compleanno . Voglio che questo giorno sia l'inizio di una vita pi spirituale e dunque devo fare qualcosa . Per favore , dimmi che cosa posso fare . R: Non con la mente che si dovrebbe decidere che cosa fare . Dovrebbe essere un movimento spontaneo che si forma in un'aspirazione costante e sincera . D: Qual il significato della propria nascita , a parte il suo carattere commemorativo? Come si pu usufruire di quest'occasione ? R: A causa del ritmo delle forze universali , si suppone che una persona abbia una recettivit speciale il giorno del suo compleanno ogni anno . Si pu usufruire di questa recettivit facendo delle buone risoluzioni e progressi sul sentiero dello sviluppo integrale.

SAVITRI - Libro 4, Canto I,vv.199,206


Outlined by the pressure of this new descent A lovelier body formed than earth had known. As yet a prophecy only and a hint, The glowing arc of a charmed unseen whole, It came into the sky of mortal life Bright like the crescent horn of a gold moon Returning in a faint illumined eve.
Con i contorni definiti dalla pressione di questa nuova discesa fu formato il corpo pi bello che mai la terra avesse conosciuto. Fino ad allora solo profezie e barlumi, luminoso arco di un magico ed invisibile tutto, giunto nel cielo della vita mortale, splendente come la nascente falce di una luna doro che ritorna nella debole luce del crepuscolo. Il mio solo un piccolo semplice omaggio alla figura di Mre nel suo compleanno, e consiste nellevidenziare qualche passo di quelli da Lei tracciati sulla sabbia di questo mondo. Spero sia un utile stimolo per letture di ben altro profilo, in primo luogo della parole che Mre e Sri Aurobindo hanno scritto su loro stessi.

MIRRA ALFASSA Bambina

Le righe che seguono non vogliono certo essere una biografia, prima di tutto perch molti altri, certamente pi esperti e qualificati del sottoscritto ne hanno prodotto pi di una, poi perch di certi Esseri fuori dal comune non ha molto senso cercare di tracciare la storia fisica e materiale. Gli accadimenti della loro vita procedono su piani di cui noi possiamo avere solamente piccole intuizioni.

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MIRRA ALFASSA, colei a cui Sri Aurobindo diede il nome di Mre, LA MADRE, nacque a Parigi il 21 febbraio 1878. Mirra ricevette un'educazione di impronta positivista e materialistica. Dir di s stessa: "Ero atea fino al midollo" "Avevo la pi solida delle basi: niente immaginazioni, niente atavismo mistico" "Per c'era in me una volont di perfezione, il senso di una coscienza senza limite". Aveva grande attitudine allarte: studi musica e pittura, impar a suonare il pianoforte. Fin dall'infanzia Mirra speriment, in modo assolutamente spontaneo e naturale, esperienze non comuni, quelle che vengono chiamate paranormali ( abbandono del corpo materiale, viaggi nelle dimensioni sottili, chiaroveggenza ecc). A diciannove anni si spos con Henry Morrisset. Insieme al marito, che faceva il pittore, frequent Rodin, Renoir, Degas ed altri pittori impressionisti. Lei stessa racconta che incontr Sri Aurobindo (che le era assolutamente sconosciuto) in sogno verso il 1904: questi sogni si ripetevano di frequente, senza che Mirra potesse dare loro una spiegazione. Nello stesso periodo Mirra incontr Max Theon, esperto esoterista che pubblicava la Rivista Cosmica", che riusc a spiegarle, per la prima volta, il senso delle sue esperienze. Soggiorn per tre anni a Tlemcen in Algeria con Thon e la moglie. In questo periodo si dedic allo studio dell esoterismo ed alla pratica, sotto la guida esperta di Thon, che era dotato per altro di notevoli poteri. Per circa cinque anni, a Parigi, Mirra collabor alla "Rivista Cosmica", scambiando esperienze ed intuizioni in piccoli gruppi di lavoro esoterico. Dopo il divorzio da Morrisset (1908), conobbe il filosofo Paul Richard, che spos nel 1910. Nel 1914 lo segu a Pondicherry, dove egli si rec per banali motivi di carriera (era candidato alle elezioni in quel collegio doltremare). In questa occasione Mirra, il 29 marzo 1914, incontr di persona Sri Aurobindo e lo riconobbe come Colui che vedeva la notte nei suoi sogni, e che aveva pensato potesse essere Krisha. Mirra e Paul Richard fondarono nel 1914 la rivista bilingue "Arya", a disposizione di Sri

Aurobindo, per far conoscere il pensiero, le esperienze e rivelazioni del Maestro, anche in traduzione francese. Per un intero anno, ogni giorno, Mirra frequent Sri Aurobindo; poi, il 22 febbraio 1915 ripart con il marito. Dopo aver trascorso un anno in Francia si imbarc per il Giappone, dove rimase 4 anni. Il 24 aprile 1920 Mirra ritorn definitivamente a Pondicherry, rester accanto a Sri Aurobindo, per proseguire insieme a lui la sua opera, fino allabbandono del corpo materiale. Sri Aurobindo non aveva lintenzione di fondare un Ashram, ma si era formato spontaneamente un gruppo di discepoli: in quel periodo una decina, poi 24 nel 1926, e poi sempre di pi fino a diventare centinaia. "La totalit della trasformazione non pu essere raggiunta attraverso un solo corpo. Se si vuole avere un'azione generale, ci vuole almeno un minimo di persone fisiche." Cos Sri Aurobindo enuncia la ragione del formarsi dell' ashram, che si stava costituendo. Sri Aurobindo affid a Mre, come da quel momento chiam Mirra, la direzione quotidiana e concreta dell'Ashram. Era il 24 novembre 1926, Sri Auribindo si ritir nella propria stanza, senza praticamente uscirne pi. Senza di Lui io non esisterei, senza di me Lui sarebbe immanifesto Cos diceva Mre. E Sri Aurobindo: "Tutte le mie realizzazioni sarebbero rimaste teoriche, se la Madre non avesse indicato il modo di dar loro una forma pratica." Il lavoro pratico organizzativo crebbe notevolmente allashram, che durante la guerra aveva accolto numerosi bambini e donne, Mre comunque continu, con Sri Aurobindo, nel lavoro di realizzazione della nuova Coscienza. Quella Coscienza superiore che egli aveva raggiunto oltre i piani della mente e della Sopramente, la "Coscienza di Verit", attraverso un nuovo potere di coscienza, da lui chiamato "Supermente", che avrebbe segnato una nuova tappa evolutiva; "L'uomo" diceva infatti Sri Aurobindo " un essere di transizione. L'evoluzione continua ed egli sar superato". Il 5 dicembre 1950 Sri Aurobindo lasci il corpo e Mre, a 72 anni, rimase 'sola' a svolgere il lavoro.

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Sri Aurobindo e Mre avevamo individuato all'interno del corpo una "mente delle cellule", una "mente solare e immortale" capace di aprire la strada ad un altro essere dopo l'uomo". Lobiettivo era quello di superare la loro "mortale memoria genetica" in cui si cela il "nodo della vita con la morte", "Disfare la memoria delle cellule" Questo sarebbe divenuto il lavoro di Mre, nel proprio corpo. Proseguiva il suo lavoro in quel laboratorio evolutivo che l'ashram rappresentava, ma soprattutto continuava l'immersione nella "nuova specie", attraverso il proprio corpo, che cessava di essere un corpo individuale, ma diveniva il corpo stesso della Terra. " nella frontiera cellulare che si trova la chiave, ovvero il passaggio della morte. E se la trasformazione possibile in un corpo possibile in tutti i corpi". "Sar proprio il corpo a gettare un ponte tra la vita fisica quale noi la conosciamo e la vita sovramentale che si manifester". Nel 1952 fond il Centro Universitario Internazionale Sri Aurobindo con la finalit di sviluppare un nuovo modo di educare, senza certificati, lauree, diplomi. Uno

sviluppo educativo non finalizzato alla carriera e al denaro. Il 9 dicembre 1958 la Madre fu costretta ad interrompere le attivit esterne e a ritirarsi nella propria stanza. Ad 80 anni il suo lavoro, il suo "yoga delle cellule" affrontava lultimo nodo. Dallo stesso anno le sar vicino quotidianamente Satprem, che registrer per quindici anni, su nastro magnetico, tutte le considerazioni, i commenti, gli sviluppi attorno al suo lavoro, espressi dalla viva voce di lei. Da queste registrazioni, successivamente trascritte, nata "L'agenda di Mre", dove , in tredici volumi, scritto una sorta di diario del Suo lavoro alla ricerca di un nuovo modo di essere. Nel 1968 pone la prima pietra di Auroville, citt nata da una visione che Mre aveva avuto qualche anno prima. E questo un esperimento, ancora oggi vitalmente in corso di attuazione, per fornire alla terra intera un laboratorio in cui concentrare i problemi dellintera umanit, affinch venga cercata la loro soluzione. Nel pomeriggio del 17 novembre 1973, il suo respiro cess. Aveva 95 anni

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- Rubrica di Jayanti

Risposte brevi al pragmatico di strada


NON CREDO CHE DIO ESISTA Quale Dio? Verrebbe da chiedere allagnostico o allateo prima di sostenere qualunque tesi contraria con altrettanta convinzione e fiducia. Quale Dio? Un essere trascendente, onnipotente, creatore del cielo e della terra come altro da s? Un essere onniscente che sta nei cieli o chiss dove e che un giorno giudicher i vivi e i morti secondo il criterio di una fede in lui buona o cattiva o secondo laltro criterio di una condotta morale altrettanto buona o cattiva? Quale Dio? Un Dio padre che ti da una vita valle di lacrime, con tante prove da superare e poi giudicher tutti dopo la morte, in un aldil non ben definito, elargendo premi o punizioni, paradisi di pace eterna o inferni di tormento basati sulla negazione della sua presenza? Quale Dio? Un essere che pu casualmente affacciarsi alla coscienza quando hai peccato e hai bisogno di perdono per lenire i tuoi sensi di colpa? Quale Dio? Quello a cui si ricorre per chiedere aiuto quando non sai dove sbattere la testa e vorresti il suo miracolo? Quale Dio?

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Tutte queste affermazioni sono spesso quelle che spingono lateo ad essere tale e lagnostico a decidere che lesistenza di Dio non lo interessa. Io non voglio convincere lateo che si sbaglia e neppure distogliere lagnostico dai suoi pi veri interessi. Non voglio perch anche le loro idee hanno un valore positivo nellorizzonte della Conoscenza e poi non amo le dissertazioni intellettuali: la mia mente sarebbe uno strumento troppo limitato per formulare delle Verit che non possono essere espresse a parole. Posso solo parlare delle mia esperienza personale e dire che fino quasi allet di venticinque anni non conoscevo che il Dio della religione cattolica, il Dio come lhanno fatto gli uomini e troppe cose non mi convincevano. Poi conobbi linsegnamento di Sri Aurobindo e Mre, scoprii il Dio interiore, il Divino amante, lUno nel Tutto; un nuovo orizzonte si apr e tutto divent molto pi chiaro. Oggi, allo scettico che non crede in Dio, posso solo contrapporre una verit del cuore, e affermare con profonda convinzione e fiducia: CREDO CHE DIO ESISTE. Ma quale Dio? Dio, o meglio il Divino, come pi esattamente lha definito la Madre, non qualcosa di distante, esterno alluomo, ma tuttuno con la sua coscienza: un tuttuno da scoprire non con la testa, ma da sentire, al centro del petto, come una sensazione, unaspirazione, una fiamma che ti spinge a conoscerlo e realizzarlo. Queste le sue parole:

Per chi ha paura della parola Dio, ecco cosa Tutta la conoscenza che dobbiamo acquisire, tutto il potere che dobbiamo ottenere, tutto lamore che dobbiamo diventare, tutta la perfezione che dobbiamo raggiungere, tutto larmonioso e progressivo equilibrio che dobbiamo manifestare nella luce e nella gioia, tutti i nuovi e sconosciuti splendori che devono realizzarsi.

intendiamo

per

Divino:

Divino come aggettivo e non Dio come soggetto, perch Tutto il Divino (o Brahman come detto nella tradizione indiana), luniverso intero, il mondo, la natura, lo spirito e la materia.Tutto il Divino e solo il Divino esiste. Molto efficaci nel rendere lidea di chi sia il Bramhan o Signore Supremo sono alcuni pensieri e aforismi di Sri Aurobindo:

Vedi Dio dovunque e non lasciarti spaventare da maschere. Sappi che ogni menzogna una verit in costruzione o una verit in demolizione, ogni insuccesso una efficacia nascosta, ogni debolezza una forza che si cela alla propria vista; ogni dolore una segreta e violenta estasi. Se lo crederai fermamente e instancabilmente, vedrai alla fine lOnnipotente, il TuttoVerit e il Tutto-Felicit e ne avrai lesperienza.

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Quando si ha la visione nel cuore, tutto la Natura, il Pensiero e lAzione, le idee, le occupazioni, i gusti e gli oggetti divengono lAmato e sono fonte destasi. Possiamo parlare del Supremo come di un matematico che traduce in numeri un calcolo cosmico, o come di un pensatore che risolve con lesperimento un problema di rapporti di principi ed equilibri di forze. Ma dovremmo anche parlare di lui come dellamante, del musicista delle universali e particolari armonie, come del bambino, del poeta. Non basta capire il suo aspetto di pensiero; bisogna afferrare interamente anche il suo aspetto di gioia. Le idee, le forze, le esistenze, i principi sono stampi vuoti, a meno che non siano riempiti con il soffio della gioia di Dio. Il pensiero non essenziale per lesistenza e neppure ne la causa, ma uno strumento per il divenire: divento ci che vedo in me stesso. Tutto ci che il pensiero mi suggerisce posso farlo; tutto ci che il pensiero rivela in me posso divenirlo. Questa dovrebbe essere lincrollabile fede delluomo in se stesso, perch Dio dimora in lui. Gli altri si vantano del loro amore per Dio. Il mio vanto che non amavo Dio: fu Lui ad amarmi, a cercarmi e a costringermi ad appartenerGli.

Sri Aurobindo aveva il genio dellumorismo e ha scritto decine e decine di aforismi usando immagini e paradossi in forma meravigliosa per comunicarci la sua visione del Divino Amante. A questi si rimandano coloro che sono interessati ad approfondire la visione. Jayanti

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[In questa seconda puntata pubblichiamo la prima parte di Sapta Chatusthaya, la cui Introduzione (indispensabile per la piena comprensione del testo) apparsa nel numero precedente di Usha. N.d.T.]

SRI AUROBINDO
I. SHANTI CHATUSTHAYA Traduzione di Maurizio Mingotti Samat nti sukham hsyam iti nticatu SAMATA Fondamento della pace interiore samat, la capacit di ricevere con mente calma ed equanime tutti gli attacchi e le apparenze delle cose esteriori, piacevoli o spiacevoli che siano, della buona e della cattiva fortuna, del piacere e della pena, dellonore e della disgrazia, della lode e del biasimo, dellamicizia e dellinimicizia, i contatti del peccatore e del santo, o, fisicamente, del caldo e del freddo e via dicendo. Esistono due forme di samat, passiva e attiva, la samat nel ricevere le cose del mondo esterno e la samat nel reagire ad esse. ayam

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1. SAMATA PASSIVA La samat passiva consiste di tre elementi: Titik , udsnat, natih iti samat. TITIKSHA Titik il sostenere con fermezza tutti i contatti, gradevoli o sgradevoli, senza essere sopraffatti da ci che penoso, senza essere trascinati da ci che gradevole. Riceverli tutti con calma e fermezza e sostenerli come chi pi forte, pi grande e pi vasto di ogni attacco del mondo la disposizione di titik . UDASINATA Udsnat lindifferenza ai dvandva o dualit; letteralmente significa lessere assisi in alto, superiori a tutti i contatti fisici e mentali. Ludsna, libero dal desiderio, pu sia non sentire il contatto della gioia e del dolore, del piacere e della pena, delle simpatie e antipatie, sia sentire che queste cose toccano la sua mente e il suo corpo ma non lui stesso, essendo egli diverso dalla mente e dal corpo e assiso in alto sopra di essi. NATI Nati la sottomissione dellanima alla volont di Dio, la sua accettazione di tutti i contatti come suoi contatti, di tutte le esperienze come Suo gioco con lanima delluomo. Nati pu essere associata a titik , sentire il dolore ma accettarlo come volont di Dio, o ad udsnat, sollevarsi in una posizione superiore e contemplare la gioia e il dolore allo stesso modo, come operazioni di Dio negli strumenti inferiori; oppure pu associarsi con nanda, e ricevere ogni cosa come il gioco di Krishna, in s stesso sempre pieno di gioia. Questultimo lo stato dello yoghin completo, poich attraverso questo continuo namaskra gioioso, o nandamaya, a Dio, si arriva infine alla completa eliminazione della sofferenza, del dolore e via dicendo, allintera libert dai dvandva, e si trova Brahmananda in tutti i pi piccoli, banali, i pi apparentemente discordanti particolari della vita e dellesperienza in questo corpo umano. Ci si libera cos completamente della paura e della sofferenza: nandam brahma o vidvn na bibheti kutacana [colui che possiede la gioia del brahman non teme alcuna cosa al mondo Tayttiria Upanishad, 2,4]. Possiamo dover cominciare con titik e udsnat, ma questo lAnanda in cui dovremo giungere al compimento della siddhi di samat. Lo yoghin accoglie la vittoria e la sconfitta, il successo e linsuccesso, il piacere e la pena, lonore e linfamia con un nanda uguale, sama nanda, allinizio mediante buddhi-yoga, separandosi dalle sue abituali reazioni mentali e nervose, ed insistendo mediante vicra [riflessione intellettuale, pensiero della mente] sulla natura vera dellesperienza stessa e della sua anima che segretamente Anandamaya, colma di sama nanda. Giunge cos a cambiare tutti gli ordinari valori dellesperienza; ama gala [cattiva fortuna] gli si rivela come ma gala [buona fortuna], la sconfitta e linsuccesso come il compimento dellimmediata volont di Dio e un passo verso la vittoria suprema, il dolore e la sofferenza come - pag 10 -

forme nascoste e corrotte della gioia. Arriva persino lo stadio in cui lo stesso dolore fisico, la cosa pi dura da sopportare per la persona fisica, cambia natura nellesperienza e diviene Ananda fisico; avverr per soltanto alla fine, quando questo essere umano imprigionato nella materia e soggetto alla mente emerger dalla propria soggezione, conquister la mente e liberer se stesso in modo completo nel corpo, realizzando il suo reale s nandamaya in ogni parte delldhra [mente, vita, corpo, il ricettacolo e veicolo della coscienza].

2. SAMATA ATTIVA Questo universale o sama nanda in tutte le esperienze costituisce la samata attiva, che ha tre parti o stadi: Rasa , prti , nanda . Rasa lapprezzativa percezione di quel Guna, quellsvda, gusto e qualit, che lIshwara della Lila percepisce in ciascun oggetto dellesperienza (vi aya), e per il godimento del quale Egli crea loggetto nella Lila. Prti il piacere della mente in tutti i Rasa, piacevoli o spiacevoli, dolci o amari.

nanda il divino bhoga superiore a qualsiasi piacere mentale, mediante il quale Dio gode del rasa; in Ananda lopposizione delle dualit cessa del tutto.

SHANTI Solo quando la samat completa, nti pu essere resa perfetta nellessere. Se nella mente presente il sia pur minimo fastidio o turbamento possiamo essere del tutto certi che esiste una perturbazione o un difetto nella samat. La mente delluomo infatti complessa, e persino quando nella buddhi ci si completamente stabiliti in udsnat o in nati possono esserci rivolte, sensi di disagio, ripensamenti in altre parti. La buddhi, il manas, il cuore, i nervi (pr a), lo stesso involucro fisico devono essere sottomessi alla legge della samat. nti pu essere sia una calma vasta e passiva fondata su udsnat sia una calma vasta e gioiosa fondata su nati. Il primo tipo pu avere la tendenza ad associarsi con linazione, quindi il nostro Yoga deve trovare la sua culminazione nel secondo.

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SUKHA Sukham il totale sollievo, la completa liberazione da du kha [dolore], da vi da [depressione], che discende dal compimento di samat e di nti. Lo Yoghin perfetto non ha mai la minima traccia di dolore in s, la minima tendenza alla depressione, allottenebramento o alla lamentela e alla stanchezza, ma sempre pieno di luce e di ampiezza sattviche. HASYA Hasyam laspetto attivo di sukham; consiste in un attivo stato interiore di felicit e di allegria che nessuna esperienza avversa, mentale o fisica, pu turbare. La sua perfezione il sigillo e lo stampo di Dio sulla Siddhi della samat. , nel nostro essere interiore, limmagine di Sri Krishna che suona il flauto, blavat, quale eterno blaka [bambino] e kumra [ragazzo] nel giardino del mondo.

[Quella che segue unaltra versione autografa, incompleta, del testo di Shanti Chatusthaya, che Sri Aurobindo scrisse diversi anni dopo la prima stesura. Egli voleva forse rivedere e completare Sapta Chatusthaya, ma per qualche motivo anche questa seconda stesura fu presto interrotta. Eccone comunque il testo, che amplia certi punti solo toccati nella prima versione. N.d.T.]

SAMATA CHATUSTHAYA La Samata pu essere negativa o positiva:

Negativa Titiksha, Udasinata, Nati. Positiva Samarasa, Samabhoga, Sama Ananda. SAMATA NEGATIVA Titik . Il potere di sopportare con calma e costanza tutti gli sparsa, piacevoli o penosi che siano, senza alcuna reazione nella parte centrale dellessere. La mente o il corpo possono desiderare o soffrire, ma il Purusha che osserva rimane esente da attrazione e turbamento, limitandosi a osservare in qualit di Sakshi [testimone] mentre, in qualit di Ishwara, regge lorganismo tutto con mano ferma e una calma volont di far cessare i dvandva. Il Purusha non brama i piaceri e non ne chiede. Non rifiuta la sofferenza. Anche quando il piacere o sofferenza sono troppo grandi, la sua volont che la mente e il corpo non se ne ritraggano e non li respingano, ma li sopportino con calma. Si comporta nello stesso modo verso tutti i dvandva, la fame e la sete, il caldo e il freddo, la - pag 12 -

salute e la malattia, il fallimento e il successo, lonore e linfamia, e via dicendo. Si astiene sia dallaccogliere e dal gioire sia dallevitare e dalladdolorarsi. Si libera di ogni jugups, paura, ritrarsi, ripiegarsi, dolore, depressione ecc., tutti mezzi cio che la Natura (bhtaprak ti) usa per metterci in guardia contro quanto ci ostile al fine di proteggerci. Il Purusha non incoraggia tali mezzi; non cerca nemmeno di interferire a tutti i costi con essi, in quanto potrebbero essere necessari per prevenire i contatti avversi; e neppure rifiuta fisicamente, se non come una disciplina temporanea, i contatti piacevoli; interiormente, per, presenta un fronte uguale di resistenza verso tutte queste cose. Il risultato udsnat o indifferenza. Udsnat. Lindifferenza pu essere di quattro tipi, tamasica, rajasica, sattwica e trigu tta [sopra od oltre i tre guna]. Lindifferenza tamasica associata con vairgya, disgusto, delusione, stanchezza nello sforzo, riluttanza a continuare nello sforzo. Non in realt una vera udsnat, poich tenta di evitare tutto considerando ogni cosa quale causa diretta o indiretta di sofferenza; una generalizzazione di jugups e non deriva da titik ma dal suo contrario. A volte . chiamata rajasica, in quanto, sebbene sia di natura tamasica, la sua spinta rajasica: il desiderio deluso. La udsnat tamasica utile al vairg che desideri sbarazzarsi del mondo con ogni mezzo, ma per chi ricerca la perfezione una pietra dinciampo. utile solo nello scoraggiare la persistenza del rajogu a, e a tal fine deve essere accettata quando si presenta. Ma almeno tanto di danno quanto di beneficio, e, finch non potremo farne a meno, il nostro progresso sar probabilmente lento, con una serie di oscillazioni tra limpeto rajasico e la stanchezza tamasica nascente dalla delusione, con la udsnat tamasica quale occasionale liberazione dallazione logorante di questi opposti. Trovare il proprio punto darrivo finale nella udsnat tamasica cosa fatale alla perfezione. La udsnat rajasica lindifferenza imposta con lo sforzo, sostenuta da una decisione, resa stabile attraverso una lunga disciplina di s. lindifferenza delleroe morale, dello stoico. E pi utile di quella tamasica, ma, persistendo in essa, lanima diviene sempre pi dura e ristretta, meno flessibile, meno capace di gioia. La udsnat rajasica, qualora se ne faccia uso, devessere sempre superata. E infatti uno strumento che pu mutarsi facilmente in un ostacolo. La udsnat sattvica lindifferenza che nasce dalla conoscenza. Arriva insieme alla percezione del mondo come illusione o gioco, e di tutte le cose come uguali al Brahman. calma, luminosa, libera da sforzo, tollerante di tutte le cose, indifferente con un sorriso a tutto ci che succede, attenta nel rifiutare le reazioni tamasiche e rajasiche. Lindifferenza sattvica di grande aiuto e, a un certo stadio, quasi inevitabile, ma ha le sue limitazioni. Rimane separata dal mondo ed una preparazione per mok a, per il ritrarsi dalla Lila. Non indicata come luogo di riposo finale per il sadhaka della perfezione. La trigu tta udsnat quella che prende tutte le cose nello stesso modo, senza fare differenza tra reazioni sattviche, tamasiche e rajasiche, ma, conservandosi nellanima estranea a tutti questi movimenti e questi dvandva, li osserva innanzi tutto con una imparzialit assoluta e, con un costante rifiuto di prendervi parte, li elimina dalla mente e dal pra a. Essa non gioisce e non saddolora quando vengono o quando se ne vanno, na ocati, na nandate. Essa considera tutte queste cose come opera di Prakriti e le loro cause come la volont dellIshwara. Questo tipo di - pag 13 -

udsnat costituisce la preparazione per il terzo elemento della samat, Nati. Nati. Nati lequanime sommissione alla volont dellIshwara. Essa vede in tutte le cose lespressione di quella volont e si rifiuta di addolorarsene o ribellarvisi interiormente solo perch i desideri egoistici, le preferenze, le opinioni personali ecc. possono esserne scossi. La sua disposizione interamente fondata sulla percezione di Dio in tutte le cose e in tutti gli avvenimenti. Essa accetta piacere e sofferenza, salute e malattia, cattiva e buona fortuna, onore e vergogna, lode e biasimo, azione e inazione, fallimento e vittoria, ma non si attacca a nessuna di queste cose. Nati non unacquiescenza tamasica allinazione, una sottomissione al fallimento, una indifferenza alla vita: quella sarebbe la udsnat tamasica. Nati una condizione attiva; accetta la vita e lo sforzo come parte di Dio e del Suo essere, ma preparata con animo eguale a ogni risultato. Non ha desiderio per i frutti, ma opera per raggiungere i risultati che le vengono indicati nello spirito di kartavya karma [lazione che deve essere compiuta], senza tensioni rajasiche n indifferenza tamasica. anti. La pienezza della samat si misura con il saldo fissarsi di santi in tutto lessere. Se c una calma e serenit assoluta nel cuore e nel prana, esente da reazioni e turbamenti, sensi di fastidio, brame, dolore, depressione e cos via, allora si pu essere sicuri che la samat negativa completa. Se presente un qualunque turbamento del genere un segno che c qualche imperfezione di titik , di udsnat o di nati. Tale imperfezione pu non interessare la parte centrale dellessere, ma le sole parti esteriori. Avremo allora una calma stabile al centro, con qualche turbamento alla superficie. Queste perturbazioni superficiali possono anche essere violente e velare la stabilit interiore della nti, ma questultima torna sempre a prevalere. In seguito il disturbo perde sempre pi peso e diventa sempre pi debole. Come ultima manifestazione si pu presentare sotto la forma di una occasionale depressione della forza, del coraggio, della fede e della gioia dellanima, negativa e spesso priva di causa apparente; poi sparisce del tutto. La samat e la nti negative sono la preparazione indispensabile per la samat positiva e lAnanda. Senza tale fondamento lAnanda sempre passibile dincertezza nella sua durata e dimperfezione nella sua pienezza completa. Tutte queste cose quindi la resistenza a tutti i contatti, lindifferenza a tutte le dualit, la sottomissione a tutti i movimenti della Volont divina, la pace e la tranquillit interiore perfetta, sono i primi passi verso la perfezione. La samat e la nti negative sono il risultato della uddhi [purificazione] e la condizione della mukti [liberazione].

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SAMATA POSITIVA Sulla base di nati si avanza verso la samat positiva, vale a dire verso Sama Ananda. Il suo fondamento Atmajnana o Brahmajnana, mediante il quale si percepisce tutto luniverso come un unico essere che si manifesta in una moltitudine di forme e di attivit. Quest Uno quindi lunico S di tutti gli esseri, il mio S cosi come il S di tutti gli altri, degli amici e dei nemici, dei santi e dei peccatori, di uomini, uccelli e bestie, alberi e pietre, tutte le cose nella manifestazione sono le forme e le attivit del mio stesso S. Non solo, ma questo S nello stesso tempo il Signore del Cosmo, il Purushottama [La suprema Persona divina], il divino Vishnu, Shiva o Krishna, di cui ogni anima individuale un centro cosciente, consapevole della propria unit con Lui nellessere e anche della propria diversit nelluniverso; e la manifestazione una Lila o gioco del Signore che, nel Suo essere, tutto gioia; il gioco stesso, quindi, non solo un gioco di Esistenza e Coscienza, ma anche di Beatitudine. Sono le dualit nate dal senso dellego nel cuore, nella mente e nel corpo a creare il dolore e la sofferenza. Dobbiamo unirci a questo S, Signore e Uno e a tutte le cose in Lui, vedendo tutte le cose come il nostro stesso S; potremo allora liberarci del dolore e godere del divino Ananda. Ma, prima, necessario che accettiamo senza ribellarci e in modo equanime la Lila in tutti i suoi particolari avvenimenti. Questo avviene attraverso nati. Titik la disposizione di equanime accettazione da parte della mente sensoriale e del corpo, udsnat la disposizione di equanime accettazione da parte della mente e del cuore, nati la disposizione di equanime accettazione propria dellanima. Lanima accetta tutte le cose come gioco del Signore che tutto-Beatitudine, come Volont del supremo S e dellIshwara. Accetta lazione insieme ai suoi risultati, senza attaccamento. Ma anche cos distaccata, essa deve apprendere ad avere gioia in tutte le cose, proprio come il Signore. La prima gioia quella del Sakshi o Testimone, che, osservando lintera azione delluniverso e anche la propria come chi osserva una rappresentazione teatrale, prova il rasa o gusto completo della cosa attraverso lintelletto, i sensi e la facolt estetica. Tutte le cose, tutti gli avvenimenti sono la manifestazione di certi gu a o qualit nellessere universale; Dio anantagu a, Qualit infinita. La rosa una manifestazione della forma, del colore, dellodore e di altre qualit meno evidenti, ciascuna avente la propria impronta del rasa, della Gioia divina. (2. continua) Traduzione di Maurizio Mingotti Copyright www.savitri.info

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Il mito del Paradiso Perduto. Unesperienza di Mre


di Vivashvan

Aforisma 58 "Lanimale, prima di venire corrotto, non ha ancora assaggiato il frutto della conoscenza del bene e del male. Il dio non ha toccato quel frutto, preferendo lalbero della vita eterna. L uomo sta in bilico fra il cielo superiore e la natura inferiore."
(Sri Aurobindo)

Ogni vivente ha un proprio linguaggio di specie, formato da innumerevoli e disparati segnali e segniPosizioni nello spazio emissione di odori, suoni o altro sono gli strumenti attraverso cui questo linguaggio si articola. Luomo ha perduto il contatto con gli altri viventi raffinando sempre di pi il solo linguaggio dei suoni, articolandoli secondo la logica mentale. La traduzione in segni scritti di questo tipo di linguaggio non ne modifica la sostanza e ne radicalizza sempre di pi laspetto mentale. Il linguaggio mentale se da un lato ha ampliato alcune delle possibilit delluomo ed uno dei mezzi attraverso cui si espandendo ed ha materialmente dominato tutto il pianeta, daltra parte per lha impoverito, rafforzando il suo senso di isolamento dalla totalit degli altri esseri e dal cosmo intero. Il linguaggio verbale e

mentale diventato anche fattore di separativit e di visione utilitaristica, come, viceversa queste caratteristiche umane hanno contribuito a produrre un linguaggio mentale. Ma il linguaggio universale non si perduto per sempre per luomo. E solamente disceso sotto il livello della coscienza ordinaria, l dove giace tutta la storia evolutiva delluomo. Emerge di tanto in tanto sia a livello individuale che collettivo e prende la forma di ci che chiamiamo sogno, visione, immaginazione, oppure simbolo e mito. I miti sono uno dei pi grandi tesori che lumanit possieda: contengono in s, sotto la loro forma, una sostanza che insegnamento, conoscenza e saggezza trascendendo tempi e culture. Occorre solo avere la sincera volont di percepire questo insegnamento, farlo vivere in se stessi, perch nessuna conoscenza esterna.

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Il mito della cacciata dal paradiso terrestre uno dei suddetti patrimoni delluomo, compare a pi riprese in paesi e tempi lontanissimi tra di loro. Molti Saggi lhanno utilizzato per trasmettere un antico insegnamento, qualche religione ne ha deformato la percezione dellessenza attraverso interpretazioni parziali e inadeguate. Ma questo mito resta l come una pietra preziosa per chi voglia goderne la bellezza ed assorbirne le vibrazioni di luce Mre: In effetti quella storia che sembra cos puerile, la storia della Genesi, contiene una verit. Nelle antiche tradizioni del tipo della Genesi come nei Veda: ogni lettera era un simbolo di conoscenza, il riassunto immaginoso di una conoscenza tradizionale; proprio come i Veda sono la sintesi immaginosa della conoscenza di quei tempi. Ma a parte questo, anche il simbolo aveva una sua realt, nel senso che davvero esistito un periodo sulla terra (corrispondente al primo manifestarsi in forme umane della Materia mentalizzata) in cui la vita si trovava ancora in perfetta armonia con tutto quello che cera stato prima. solo pi tardi che... Mre, come riportato nellAgenda del 11 marzo 1961, viene interrogata da Satprem proprio sul vero significato di questo mito, e Lei spiega non cosa ne pensa, ma come ha vissuto ed esperimentato la cosa. Mre: Hai qualche domanda? [in riferimento allaforisma di Sri Aurobindo citato allinizio dellarticolo] Satprem: vero che esistito un paradiso terrestre? Perch luomo ne stato cacciato? Mre: Dal punto di vista storico non psicologico: storico basandomi sui miei ricordi... Anche se non posso provarlo: non si pu provare niente, io penso che non esistano prove davvero storiche, cio giunte fino a noi; oppure, se ne esistono, non le hanno ancora trovate. Per stando ai miei ricordi... (Mre chiude gli occhi, come andandosene alla ricerca della sua antica memoria continuer a parlare ad occhi chiusi)... di sicuro, in un dato momento della storia della terra, esistito una specie di paradiso

terrestre, nel senso di una vita perfettamente armoniosa e naturale. Vale a dire che c stato un tempo in cui la manifestazione della Mente si trovava in accordo ANCORA in completo accordo e in totale armonia col procedere ascendente della Natura, senza ancora nessuna perversione e deformazione. Era il primo stadio del manifestarsi della Mente in forme materiali.

La prima cosa importante definire cosa sia questo paradiso terrestre questa condizione edenica. Mre non ci racconta cosa ne pensa, ma quale esperienza ne ha fatto. Lesperienza di Mre si svolge in una coscienza, certamente non accessibile per i comuni umani, ed anche per questo le sue parole sono utili per una comprensione non intellettuale, ma olistica; ben pi utile di studi storici, che non possono che basarsi su teorie mentali, pareri ed illazioni, ed anche dei trattati teologici, che altro non sono che un altro modo della mente di elucubrare. Lesperienza di Mre parla di una fase dellevoluzione umana di transizione. Un periodo in cui gi si era manifestata la Mente sul piano della materia e degli accadimenti, ma ancora non si era sviluppata pienamente e quindi ancora persisteva una armonia completa, quanto inconsapevole, delluomo con il suo ambiente. Luomo non aveva ancora piena coscienza della propria individualit, e lunione con il Tutto era un istinto, non una scelta.

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In altre parole si potrebbe dire che iniziava allora lavventura della coscienza che avrebbe dovuto imparare ad individualizzarsi pienamente, prima di superare la separazione e ritornare ad identificarsi con il Tutto, questa volta per in modo del tutto consapevole e volontario. Iniziava insomma un lungo e faticoso giro di spirale Mre: Quanto durato? Difficile dirlo. Ma per luomo si trattava di una vita che era quasi la prosecuzione della vita animale. Il mio ricordo quello di una vita in cui il corpo si adattava in modo perfetto allambiente naturale, il clima ai bisogni del corpo e il corpo alle esigenze del clima. La vita era qualcosa di assolutamente spontaneo e naturale, come potrebbe esserlo una vita animale pi luminosa e pi cosciente; ma non aveva nulla di quelle complicazioni e deformazioni che lo sviluppo della Mente avrebbe aggiunto pi tardi. Il mito mantiene inalterata la sua sostanza, ma trova ogni volta le forme adatte per la cultura e la psiche delluomo, si potrebbe anche dire che in fondo il mito ricordo. Se cos non fosse allora non sarebbe strumento per procedere verso la reale conoscenza, che sempre svelamento e che non potremmo raggiungere se gi non fosse completa in noi. Anche questo del Paradiso Perduto un ricordo. Ricordo di uno stato particolare di cui luomo comune pu percepire riflessi. Per esempio molte persone hanno un riflesso di ricordo in quella reverenza silenziosa che provano di fronte ai grandi spettacoli della natura, agli alberi millenari, ai paesaggi maestosi, oppure nella compassione, intesa come partecipazione alla comune condizione, nei confronti degli esseri senzienti e viventi.Certo non tutti gli uomini hanno questo tipo di sensibilit, ma daltra parte non tutti gli uomini sono eguali, anzi si potrebbe dire che ciascuno posizionato su un diverso gradino di crescita e quindi di diverso grado di ricordo. Il ricercatore spirituale che sia avanzato abbastanza lungo un sentiero di conoscenza e trasformazione, avr bagliori e visioni sempre pi precisi e nitidi in proporzione al suo livello ed ampiezza di coscienza.

Mre ne aveva perci un ricordo perfettamente nitido e preciso, una esperienza luminosa, essendo parte, in una sola coscienza con lEnergia esecutiva del Divino, la Madre. Mre: A dire la verit, quando rivivi quei momenti non ti viene la curiosit di individuare particolari del genere, perch ti trovi in unaltra condizione di spirito, non hai curiosit per queste precisazioni materiali: tutto si trasforma in dati psicologici Di quel periodo mi rimasto il ricordo. Mi tornato e lho rivissuto quando ho preso coscienza dellintera vita della terra. Ma non posso dire quanto sia durato, n quale fosse il luogo questo non lo so. Ricordo solo la condizione, lo stato: che cosera la Natura materiale, che coserano la forma umana e la coscienza umana in quel momento. E quella specie di altri elementi della terra: armonia con la vita animale, e unarmonia cos grande con la vita vegetale, una specie di conoscenza spontanea di come usare le cose della Natura, della qualit delle piante, dei frutti e di tutto quanto la Natura vegetale pu offrire. E nessuna aggressivit, nessuna paura, niente contraddizioni n attriti, NESSUNA perversione: la mente era pura, semplice, luminosa, priva di complicazioni Era.., era qualcosa di cos... semplice, pieno di luce, armonioso, estraneo a tutte quelle preoccupazioni che abbiamo oggi assolutamente fuori da qualunque preoccupazione di tempo e di spazio. Era una vita spontanea, estremamente bella, e cos vicina alla Natura! Come un espandersi naturale della vita animale. E non esistevano contrapposizioni, contraddizioni, niente tutto andava nel migliore dei modi. LEden come simbolo di una condizione di coscienza, condizione che si materialmente perduta perch nulla stabile sul piano della materia e degli accadimenti. Solo nel Divino trascendente e privo di qualificazioni c la stabilit e leterna immutabile realt, il resto Emanazione e tutto ci che Emanato tende a riassorbirsi.

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Ma la via del riassorbimento passa attraverso la medesima Volont, Verit ed Amore che determin lEmanazione medesima. Quella volont non pu esprimerla lanimale, che ha la coazione degli istinti e neppure gli dei, che sono limitati dalla loro medesima perfezione. Gli animali e gli Dei non possono evolvere, e quindi non possono scegliere: solo luomo evolve e quindi pu scegliere. Luomo ponte tra la materia e lo Spirito, nelluomo la coscienza si trasforma, nelluomo la materia acquisisce coscienza di s stessa, nelluomo la coscienza pu espandersi fino a percepire il Divino che involuto in ogni cosa, pu riconoscere la sua stessa origine Divina e sapere al Divino ritornare. Luomo svolge pienamente il suo ruolo umano come strumento della manifestazione della mente ed incarnando una coscienza di individualit. Ma pu scegliere di trascendere luna e laltra identificandosi nella sua reale essenza che il Divino. In fondo la storia del Cristo non forse il racconto di tutto ci? Quel Cristo che altro non che il Divino fatto uomo per insegnare alluomo la via del ritorno, per riconquistare quella condizione edenica che doveva perduta per poterla poi ritrovare con piena consapevolezza e piena volont e pieno amore.

Mre: E lalbero della conoscenza simboleggia un tipo di conoscenza non pi divina, perch ormai derivata dal senso della separazione. E stato questo tipo di conoscenza che ha cominciato a rovinare tutto.

Per un certo tempo, sia di notte che di giorno, in una certa trance, ritrovavo una vita che avevo vissuto ed ero pienamente cosciente che si trattava del diffondersi della forma umana sulla terra delle prime forme umane in grado dincarnare lessere divino superiore. Era il ricordo della prima volta in cui avevo potuto manifestarmi in una forma terrestre, in una forma particolare, individuale (non in una vita in generale, ma proprio in una forma individuale), cio la prima volta che era avvenuta una congiunzione fra lEssere superiore e lessere inferiore grazie al mentalizzarsi di questa sostanza materiale. una cosa che ho vissuto tante volte, ma sempre in un quadro dinsieme analogo, e con la sensazione assolutamente analoga di una sem-pli-ci-t cos gioiosa, priva di complicazioni, di problemi, senza tutti questi interrogativi: non cera niente, ma niente di niente del genere! Solo lespandersi di una gioia di vivere, nientaltro In un amore generale, unarmonia generale: i fiori, i minerali, gli animali, tutto si intendeva alla perfezione. Solo MOLTO TEMPO DOPO (ma unimpressione personale), stato solo molto dopo che le cose si sono guastate. Forse perch levoluzione generale ha reso necessarie, inevitabili, certe cristallizzazioni mentali, affinch la mente potesse prepararsi a passare ad altro. E stato a quel punto che Mah! come precipitare in un buco, in una laidezza, in unoscurit. Dopo di allora tutto diventa cos oscuro, cos brutto, cos difficile, cos penoso. Davvero.., d proprio limpressione di una caduta. Il serpente allora non rappresenta affatto la negativit, la forza contraria, bens proprio la Forza Evolutiva che porta luomo verso il proprio compimento: prima levoluzione mentale, che significa conoscenza, seppure conoscenza di divisione, ma implica consapevolezza e quindi libert di scelta, che prima mancava. Come pu luomo superare s stesso se prima non giunge a realizzare pienamente la sua umanit?. Questo vale sia a livello individuale che dellintera umanit.

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Il tempo una dimensione soggettiva, ormai un concetto acquisito anche dalla scienza fisica: si potrebbe allora aggiungere che quindi strettamente connesso al livello di coscienza. La visione lineare del tempo quella pi funzionale alla dinamica mentale ed alla comune coscienza di veglia, ma non lunica. Luomo primordiale pi armonico alla terra ed al cosmo aveva sviluppato una concezione circolare del tempo e probabilmente quello era il tempo che scorreva nellEden. Il tempo della specie che incarner la Supermente, la Gnosi Divina, sar compreso in un attimo eterno in cui tutto presente. Per noi che siamo gli esseri di transizione che faticosamente stanno procedendo per trasformare la propria capacit percettiva e coscienziale, si pu proporre una visione a spirale che unisca i vantaggi della concezione ciclica, con quelli della visione rettilinea, superandone i rispettivi limiti.Allora dai recessi del nostro inconscio, in cui giacciono accanto passato e futuro evolutivi, ecco ricomparire la identica figura spiraliforme del rettile che eravamo e del tempo che dobbiamo conquistare In una visione del tempo siffatta il prossimo giro della spirale prevede il ritorno ad un Paradiso Perduto, ad una Et dellOro, conservando ci che stato faticosamente guadagnato durante la caduta e la risalita: la consapevolezza e la libert della scelta. Luomo come specie si trova ad un bivio e non scontato per nessuno quale strada imboccher. Le caratteristiche distintive delluomo come tale e che gli hanno consentito il predominio materiale su questa terra sono divenute ipertrofiche e quindi pericolose per lintero pianeta. I grandi sauri dominarono il pianeta grazie ad una loro caratteristica peculiare: l'enorme mole. Quando questa caratteristica non serv pi ad assicurare loro la sopravvivenza ed il dominio sulle altre specie fu completo, essa divenne una specificit priva di qualunque utilit, obsoleta e poi dannosa, fino a determinare probabilmente l'estinzione stessa dei dinosauri. La specie uomo si trova in una condizione molto simile. Le caratteristiche che hanno determinato il suo "successo" sulle altre specie sono state il senso della individualit ( gli animali hanno una coscienza di branco e non individuale) da cui deriva la capacit di utilizzare ogni cosa

per i propri fini ed una notevole aggressivit, oltre al pieno sviluppo dell'intelligenza e della mente logica e pensante. Ora queste caratteristiche sono diventate obsolete, il che non significa che vanno rigettate, ma purificate, cio superate, nei loro aspetti di sopraffazione. Occorre essere levatrici e balie di nuove caratteristiche che definiranno la specie oltre l'uomo. Ciascuno pu scegliere di essere l'incubatrice del nuovo, oppure il conservatore del vecchio, ma occorre la consapevolezza che ci che non evolve e non si trasforma porta inevitabilmente alla distruzione ed alla morte. L'uomo non fuori dalla natura, ma con l'uomo possono essere superati i tempi ed i modi di evoluzione della natura medesima: l'evoluzione non riguarder pi il solo aspetto materiale e pu diventare un processo consapevole e cosciente. Mre: In fondo hanno guastato la terra. Lhanno rovinata - hanno inquinato latmosfera, hanno guastato tutto. Ecco perch bisogna che ridiventi qualcosa di simile [al paradiso terrestre]. Ah, per bisogna fame di strada! In senso psicologico, soprattutto. Ma anche questa, anche la struttura della Materia (Mre palpa laria intorno a s), con le loro bombe e i loro esperimenti e tutto il resto... ah, ne hanno fatto un tale pasticcio!... Hanno ridotto la Materia a un vero guazzabuglio! Probabilmente - anzi, non probabilmente: assolutamente certo la Materia era necessario triturarla, rimescolarla, prepararla, perch fosse in grado di ricevere la COSA, la nuova cosa che non si ancora manifestata. Prima era qualcosa di molto semplice,armonioso e pieno di luce ma non abbastanza complesso. E stata proprio questa complessit a rovinare tutto, ma... questa stessa complessit che porter a una realizzazione INFINITAMENTE pi cosciente - infinitamente di pi. E allora, quando la terra diventer altrettanto armoniosa, altrettanto semplice, altrettanto luminosa, altrettanto pura - semplicemente e puramente divina - da tutta questa complessit se ne potr ricavare qualcosa.

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Satprem- da "Il materialismo Divino" :"La grande Transizione all'altra specie comincia con una sguardo. Passare da una specie a un'altra non consiste in un cambiamento di struttura, ma in cambiamento di coscienza: il bruco e la farfalla guardano un solo identico mondo. E quando alcuni avranno cominciato a vedere nell'altro modo, sar il contagio della visione sovramentale; usciremo dall'incubo mentale, sentiremo altrimenti, respireremo altrimenti e costruiremo altrimenti il nostro mondo, perch lo vedremo altrimenti. E infine la Coscienza stessa prender questo corpo per rifarlo secondo la propria visione di immortale bellezza." C una domanda che vene spesso ripetuta quando si accenna allevoluzione: Come sar l'uomo del futuro? L'uomo nel futuro sar eguale a quello odierno e a quello del passato. Dovremo piuttosto chiederci cosa ci sar oltre l'uomo. L'umanit nelle condizioni in cui si trovarono i pesci qualche centinaia di milioni di anni fa, quando quelli di loro pi avanzati, che meno sopportavano di essere imprigionati in un universo d'acqua, si gettarono fuori sulla spiaggia, per scoprire nuove verit e modalit di vita, un nuovo piano ed un universo diverso. I primi soffocarono, poi impararono a resistere

sempre un po' di pi, finch si trasform anche la materia, a seguito della loro forza di volont e la loro aspirazione: le branchie divennero polmoni, adatti per farli vivere all'aria e loro divennero anfibi. Gli anfibi non erano pi pesci, ma i pesci hanno continuato ad esistere e a trascorrere la loro vita come sempre. Oppure come quando le scimmie pi irrequiete ed insofferenti della loro situazione, cominciarono ad utilizzare mani e strumenti e a guardare in alto il cielo, con lampi nella loro grezza mente embrionale, di cui non si rendevano pienamente conto, perch non sapevano cosa fosse il pensiero e non avevano strumenti per definirlo o meglio comprenderlo. Cos per l'uomo. L'umanit tradizionale, mentalizzata, egoista, aggressiva esister ancora e sempre, ma il ruolo della mente esaurito e costringe l'uomo in un universo ristretto. Per coloro che non sopportano pi i limiti imposti dalla coscienza di separazione, dalla percezione dei sensi e dalle elaborazioni mentali, c' la possibilit di slanciarsi sulla "spiaggia" di un nuovo mondo. Costoro sono le avanguardie dell'uomo nuovo, della nuova entit che star al vecchio uomo, cos come l'uomo sta al vecchio scimmione, governato da istinto ed abitudine. Come l'uomo stato veicolo per la manifestazione della mente, cos il "superuomo" sar strumento di manifestazione della "Supermente". Non un uomo con caratteristiche umane enfatizzate, con superpoteri come i personaggi dei fumetti, ma un nuovo essere per il quale conoscenza e volont coincideranno. Sar attraverso questo essere Supermentale, che trasformer assieme a s stesso tutto il piano della materia e degli accadimenti, che si instaurer nuovamente sulla terra quel Paradiso che era stato Perduto

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EVOLUZIONE PASSAI IN UNA DIMORA LUMINOSA E SERENA E VIDI COME IN UNO SPECCHIO DI CRISTALLO SALIRE UNANTICA FORZA SERPENTINA DALLE SPIRALI ASCENDENTI DELLA VIA DEL TEMPO. LA TERRA ERA UNA CULLA PER LA VENUTA DEL DIO E LUOMO SOLTANTO UNA TRACCIA NON OSCURA E NON LUMINOSA DEL PASSAGGIO DEL DIVINO VELATO ALLA LUCE DELLO SPIRITO DAL SONNO DELLA MATERIA E DAL FARDELLO DI PENA DELLA VITA CHE NON SA E DELLA MORTE. LA MENTE LIBERATA NUOTAVA NELLA VASTIT OCEANICA DELLA LUCE, E LA VITA SFUGGIVA AL SUO GRIGIO CONFINE DI TORTURA; IO VEDEVO LA MATERIA ILLUMINARE LA NOTTE SUA GENITRICE. LANIMA POTEVA SENTIRSI PROIETTARE ALLINFINITO, ETERNA BEATITUDINE DIVINA IL CUORE ROSSO VIVO.
Sri Aurobindo (Last Poems)

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Da Prires et Mditations de la Mre


traduzione dal francese di Tanya Venusti LE 5 FVRIER 1913
Comme un chant mlodieux, Ta voix se fait entendre dans le silence de mon cur ; et dans mon cerveau il se traduit par des mots imparfaits qui sont pourtant encore tout imprgns de Toi. Et ces mots sadressent la Terre et lui disent : Pauvre Terre douloureuse, souviens-toi que je suis prsent en toi et ne perds pas lespoir ; chaque effort, chaque souffrance, chaque allgresse et chaque angoisse, chaque appel de ton cur, chaque spiration de ton me, chaque renouveau de tes saisons, tout, tout sans exception, ce qui te prait triste comme ce qui te prait joyeux, ce qui te prait laid comme ce qui te prait beau, tout te mne vers Moi infailliblement, et Je suis la Paix sans fin, la Lumire sans ombre, lHarmonie parfaite, la Certitude, le Repos et la Bndiction Suprme. coute, Terre, la voix sublime qui slve. coute et reprens courage.

5 FEBBRAIO 1913
Come un canto melodioso, la Tua voce si fa spazio Nel silenzio del mio cuore; e nel mio cervello si Traduce attraverso parole imperfette che sono tuttavia Ancora totalmente impregnate di Te. E quelle parole si rivolgono alla Terra dicendole : Povera Terra addolorata, ricordati che sono viva in te e non perdere la speranza; ogni sforzo, ogni sofferenza e ogni angoscia, ogni richiamo del tuo cuore, ogni aspirazione della tua anima, ogni rinnovarsi delle stagioni, tutto, tutto senza eccezione, ci che ti appare triste come ci che ti appare gioioso, ci che ti sembra brutto come ci che ti sembra bello, tutto ti conduce infallibilmente a Me, e Io sono la Pace senza fine, la Luce senza ombra, lArmonia perfetta , la Certezza, il Riposo e la Benedizione suprema.

Ascolta, o Terra, la voce sublime che si eleva. Ascolta e riprendi coraggio.

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LE 22 FVRIER 1914
Lorsque jtais enfant vers lge de treize ans et pendant un an environ- tous les soirs ds que jtais couche, il me semblait que je sortais de mon corps et que je mlevais tout droit au-dessus de la maison, puis de la ville, trs haut.Je me voyais alors vtue dune magnifique robe dore, plus longue que moi ; et mesure que je montais, cette robe sallongeait en stendant circulairement autour de moi pour former comme un toit immense au-dessus de la ville. Alors je voyais de tous cts sortir des hommes, des femmes, des enfants, des vieillards, des malades, des malheureux ; ils sassemblaient sous la robe tendue, implorant secours, racontant leurs misres, leurs souffrances, leurs peines.En rponse, la robe, souple et vivante, sallongeait vers eux individuellement, et ds quils lavaient touches, ils taient consols ou guris, et rentraient dans leurs corps plus heureux et plus forts quavant den tre sortis. Rien ne me paraissait plus beau, rien ne me rendait plus heureuse ; et toutes mes activits de la journe me semblaient ternes et grises, sans vie relle, ct de cette activit de la nuit qui tait pour moi la vie vritable. Souvent pendant que je mlevais ainsi, je voyais ma gauche un vieillard silencieux et immobile, qui me regardait avec une bienveillante affection et mencourageait de sa prsence. Ce vieillard, vtu dune longue robe dun violet sombre, tait la personnificationje lai su plus tard--, de celui que lon appelle lHomme De Douleur. Maintenant lexprience profonde, la ralit presque inexprimable, se traduit dans mon cerveau par dautres notions que je puis dfinir ainsi : Bien des fois dans la journe et dans la nuit il me semble que je suis, ou plutt que ma conscience est concentre tout entire dans mon cur, qui nest plus un organe, ni mme un sentiment, mais lAmour Divin, impersonnel, ternel ; tant cet Amour, je me sens vivre au centre de toute chose sur toute la terre, et en mme temps il me semble mtendre en des bras immenses, infinis, et envelopper dune tendresse sans limite tous les tres serrs, groups, blottis sur ma poitrine plus vaste que lunivers...Les mots sont pauvres et malhabiles, divin Matre, et les traductions mentales sont toujours enfantines... Mais mon aspiration vers Toi est costante, et A dire vrai, cest bien souvent Toi- mme et Toi seul qui vis en ce corps, imparfait moyen de Te manifester. Que tous les tres soient heureux dans la paix de Ton illumination !

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22 Febbraio 1914
Quando ero bambina- intorno ai tredici anni e per circa un anno- ogni sera dopo che mi ero coricata, mi sembrava di uscire dal corpo e di sollevarmi dritta al di sopra della casa, poi della citt, molto in alto. Mi vedevo, in quel momento, indossare una veste dorata, pi lunga di me ; e mano a mano che salivo, la veste si allungava estendendosi circolarmente attorno e a formare quasi un tetto sopra la citt. Allora vedevo uscire da tutte le parti uomini,donne, bambini, vecchi, malati, derelitti; si riunivano sotto la veste distesa, implorando aiuto, raccontando le loro disgrazie, le loro sofferenze e le loro pene. In risposta, la veste, morbida e viva, sallungava verso di loro individualmente , e nel momento in cui ne era toccato, ciascuno era consolato o guarito, e rientrava nel corpo pi felice e pi forte di quando ne era uscito. Nulla mi sembrava pi bello, nulla mi rendeva pi felice; e tutte le attivit della giornata mi apparivano tristi e grigie, senza vita reale, se paragonate allattivit della notte che per me era la vita reale. Spesso mentre mi sollevavo in quel modo, vedevo alla mia sinistra un vecchio silenzioso e immobile, che mi guardava con affetto benevolo e mincoraggiava con la sua presenza. Quel vecchio, dalla lunga veste viola scuro, era la personificazionel ho saputo pi tardi, di quello che vien chiamato l Uomo Di Dolore. Adesso lesperienza profonda, la realt quasi inesprimibile, si traduce nella mia mente attraverso altri modi che posso dire cos : Spesso durante la giornata e la notte mi sembra che ci sia, o piuttosto che la mia coscienza sia concentrata completamente nel cuore, che non pi un organo, n un il luogo del sentimento, ma lAmore Divino, impersonale, eterno; essendoci quest Amore, mi sento vivere al centro di ogni cosa sulla terra, e nello stesso tempo mi sembra di estendermi con braccia immense, infinite, che avvolgono con una tenerezza senza limiti tutti gli esseri raccolti, raggruppati, immersi nel mio petto pi vasto delluniverso. Le parole sono scarne e inadatte, o divino Maestro, e le traduzioni mentali sono sempre infantili.. Ma la mia aspirazione verso di Te costante, e a dire la verit, sei spesso Tu e Tu solo che vivi in questo corpo, canale imperfetto per manifestarti. Che tutti gli esseri siano felici nella pace della Tua luce!

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Il corpo medita se la mente non lo impedisce


di Roberto Maria Sassone

Negli ultimi anni la richiesta di spiritualit diventata sempre pi evidente e naturalmente, secondo la logica che caratterizza il nostro secolo, questa esigenza sfruttata come bene di consumo. E dovere del ricercatore sincero approfondire questo argomento per restituire ad esso la sua nobilt e la sua importanza fondamentale, riconducendolo anche allattuale paradigma sistemico della scienza. Il titolo di questo intervento contiene volutamente una piccola provocazione perch, secondo lapproccio sistemico, anche la mente una funzione del corpo, intendendo per corpo la totalit dellindividuo. Quando si parla di ricerca spirituale la pratica della meditazione quella che immediatamente viene presa in considerazione. Il problema per consiste nel fatto che essa diventato un argomento cos consueto da essere adoperato spesso a sproposito; oppure viene commercializzata da una certa mentalit new age, alla stregua del Prozac, confondendola col pensiero positivo o con un rituale mistico che allontana dai mali del mondo e consente di vivere in una nuvoletta rosa. Ma le cose non stanno cos perch dietro la meditazione c un substrato profondissimo di saggezza millenaria che non pu essere trascurato e che pu invece essere integrato con il pensiero olistico di cui si portatrice anche la scienza. Desidero fare a questo punto unaffermazione semplice, ma che spesso viene dimenticata: non bisogna confondere le tecniche di meditazione dalla meditazione vera e propria. Le pratiche di meditazione hanno lo scopo di creare dei cambiamenti nellassetto del sistema-uomo per renderlo in grado di funzionare in maniera armonica e quindi di recuperare uno stato che i maestri chiamano in vari modi, tra i quali scelgo il nome di Presenza. Definisco la Presenza, come lo stato di piena esperienza del Reale a cui partecipa lindividuo totale. Questo stato cosiddetto spirituale considerato da alcuni ricercatori uno stato naturale dellessere umano che si realizza quando il sistema individuale umano funziona in maniera coerente. Le antiche tradizioni sapienziali conoscevano tutto ci per cui basavano le loro discipline e le loro pratiche sulle funzioni corporee per ottenere questa nuova ristrutturazione del sistema. Basti pensare allhatha yoga con le sue asanas, posizioni del corpo aventi lo scopo di

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influenzare persino lattivit ghiandolare, oppure alle tecniche del pranayama in cui il respiro veniva usato anchesso per procurare dei cambiamenti significativi della coscienza. Unaltra tradizione, quella del Tantra, aveva come fulcro della trasformazione della coscienza tutte le funzioni corporee, compresi i cinque sensi e lenergia sessuale e vitale, ed aveva la concezione della sacralit del corpo, come espressione della Shakti, ovvero dellaspetto dinamico del Divino. Il limite di alcune tradizioni semmai nel considerare il corpo solo come uno strumento per ottenere uno stato di dissoluzione in una dimensione trascendente. Fu Sri Aurobindo in maniera autorevole a rimarcare questo limite della concezione vedantina che considerava la materia espressione di maya e non dellaspetto dinamico del Divino. Cito le sue parole: Lo yogi tende a ritirarsi dallesistenza comune. () Se conquista Dio, sembra perdere la vita, mentre se dirige i suoi sforzi verso lesterno per conquistare la vita, corre pericolo di perdere Dio. Cos si venuta formandosi in India unacuta incompatibilit fra la vita del mondo e la perfezione spirituale. (La Sintesi dello yoga, pag 15) Ma questa concezione sta gradualmente mutando da quando il pensiero orientale inizia a fondersi con il meglio della scienza occidentale. In ogni caso il corpo il crogiolo in cui avviene il processo alchemico che conduce alla produzione delloro, ovvero alla produzione di quello stato di coscienza in cui luomo percepisce la sua unit ed il suo collegamento con la sostanza che sottende ad ogni manifestazione della vita. Quindi nel corpo il segreto, nella sua possibilit di sviluppo e di trasformazione. Nella prima met del 900 vissuto Wilhelm Reich, uno psichiatra speciale, allievo di Freud, che stato un vero precursore in molti campi, ma soprattutto il suo grande contributo stato quello di inserire nella psicoterapia il corpo, completamente ignorato dalla psicoanalisi. Egli colse lintimo collegamento tra psiche e corpo, pi esattamente tra emozioni rimosse, blocchi muscolari cronici e strutture cognitive ed ideologiche. Da lui nasce la visione delluomo come sistema complesso in cui le diverse funzioni interagiscono continuamente. Il carattere di ogni individuo si forma in base a come le funzioni biologiche, istintuali, emozionali e cognitive si strutturano. Ogni sistema ha una sua coscienza che la conseguenza dellintelligenza del sistema stesso. In tal modo egli svincol il concetto di coscienza dalla concezione metafisica ed astratta che si aveva di essa e la rese immanente nellunit corpo-mente. Il substrato che sottende ogni processo delluomo lenergia vitale che pulsa in esso; questa pulsazione , secondo Reich, la stessa pulsazione delluniverso. Lessere umano quindi intimamente collegato al cosmo nella sua natura pi essenziale. Ma proprio questa natura essenziale che viene congelata, deviata e mortificata, a causa della repressione delle pulsioni spontanee dellindividuo. Nella nostra cultura ognuno di noi costretto a formare una corazza caratteriale che ci imprigiona e che fa morire il contatto profondo con il nostro nucleo vitale e di conseguenza rende distorto il contatto con gli altri e con ogni manifestazione della vita. Poich la coscienza degli esseri umani strettamente dipendente dal loro funzionamento, c anche un offuscamento della coscienza, se il sistema non coerente.

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Successivamente un altro grande uomo, Alexander Lowen, esplor altri aspetti della inesauribile ricchezza del corpo e della sua intelligenza. Nacque cos la bioenergetica che nel significato del termine racchiude lintimo contatto tra energia e vita. Da loro venne un grande contributo, che poi la teoria dei sistemi ha approfondito: ovvero che se modifichi la relazione tra le parti del sistema e le rendi pi funzionali, il sistema si riorganizza e quindi si modifica anche lintelligenza del sistema, che alcuni chiamano la mente del sistema e che a me piace chiamare coscienza. Tutto questo avviene, senza invocare nessuna dottrina spirituale, senza aderire a nessun maestro. Eppure accade una cosa sorprendente, che continua a commuovermi. Quando i miei pazienti, dopo un percorso di scioglimento della corazza caratteriale che consiste, semplificando molto, nella liberazione delle emozioni represse nel corpo, unita alla comprensione storica del processo, iniziano a sentire la loro pulsazione vitale, non pi irrigidita dalle resistenze psicoemozionali, entrano in uno spazio di coscienza che ritroviamo identico in molte descrizioni di maestri spirituali. In quei momenti e in quello stato la mente tace e diventa complice dellintero sistema, assaporandolo come silenziosa testimone. E uno stato di meditazione, uno stato di Presenza. Il corpo stesso cosciente ed coscienza. Diceva Sri Aurobindo che il corpo una forma di coscienza. Mre, la sua compagna spirituale, diceva che solo il corpo pu veramente comprendere. Da queste osservazioni si pu capire cosa intendo dire quando affermo che il corpo medita. Ora per vorrei spiegare la seconda parte del titolo del mio intervento: se la mente non lo impedisce. Detto in questo modo pu sembrare che io stia sancendo la separazione tra mente e corpo, contraddicendo ci che ho espresso precedentemente, ovvero che la mente parte del sistema corpo. La contraddizione presto sciolta precisando che la mente che impedisce la mente disfunzionale, ancorata ai pregiudizi, ai condizionamenti del passato, alle rimozioni dei contenuti libidici ed emozionali, alle sublimazioni, alle razionalizzazioni. E evidente che la corazza caratteriale di cui parlano Reich e Lowen contemporaneamente una gabbia percettiva, emotiva, mentale e cognitiva, ed in base ad essa la mente sviluppa una rappresentazione del mondo che traduce lesperienza sottostante del sistema. Non dimentichiamo che il cervello rettile e quello limbico si sono sviluppati precedentemente in un periodo molto pi lungo rispetto al sistema corticale e che quindi hanno una presa maggiore sulle funzioni mentali che evolutivamente rappresentano una fase ancora giovane. Luomo un essere di transizione, diceva Sri Aurobindo. La sua evoluzione non ancora terminata. Questa mente, incrostata dalla repressione dei movimenti vitali repressi e deviati, diventata uno schermo. Avendo perso il contatto con le funzioni vitali naturali, luomo si rifugia nelle funzioni mentali; se ne va nella testa. In questo modo non viviamo pi la vita, ma la pensiamo. Diventa una vita virtuale. Certamente non casuale che siano aumentate le relazioni tramite web, in cui ognuno pu rappresentare se stesso secondo le sue fantasie, diventando un simulacro.

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Non riuscendo pi ad avere presa sulla vita per mezzo della percezione, cerchiamo di averne con la mente, creando costruzioni, illusioni, false spiegazioni. Cos la mente si ipertrofizzata ed invece di essere uno strumento che traduce la nostra creativit, diventa la nostra aguzzina. Non siamo noi a pensare, ma la mente che ci pensa. Leffetto di questa invasivit della mente che ormai noi ci identifichiamo con essa. Invece di avere la percezione dellidentit, lesperienza di esserci, sentiamo unidentit fittizia fatta di rappresentazioni. Ormai la mente in ogni nostra azione, persino nella sessualit. Non vediamo un fiore, un albero, uno sguardo, ma ce lo rappresentiamo. Mentre guardiamo, facciamo delle osservazioni, delle interpretazioni. Cos ci sfugge lesperienza diretta delloggetto. Ecco perch la mente impedisce al corpo di meditare! Il corpo nella sua dimensione vitale, cellulare, vegetativa pi vicino alla natura. Infatti, quando ci apriamo alle sensazioni, al respiro, alla pulsazione, la mente perde la sua presa e gradualmente si destruttura ed acquista una sua funzionalit naturale. Non dobbiamo dimenticare infatti che anche la mente una funzione naturale dellevoluzione. Quindi non la mente di per s ad essere un ostacolo, ma la sua disfunzionalit. Reich and constatando che, quando si scioglie la corazza caratteriale, appare nellindividuo un nuovo modo di funzionare; questo nuovo assetto della personalit lo chiam carattere genitale. Ma la cosa pi sorprendente che nei pazienti avvenivano delle modificazioni sostanziali. La nuova struttura psichica -dice Reich- sembrava ubbidire a leggi che non avevano nulla in comune con gli abituali dettami e concezioni della morale. Essa obbediva a leggi che mi erano nuove e di cui non avevo mai sospettato lesistenza. Emergevano atteggiamenti morali che, pur essendo perfettamente validi sul piano sociale, erano in netto contrasto con le concezioni abituali. (La Funzione dellOrgasmo, pag 190). La profonda contraddizione tra <io voglio ed io non posso> veniva superata. Ad essa si sostituiva un ragionamento che vorrei quasi chiamare vegetativo() Le azioni si ordinavano secondo un principio autoregolatore. Questa autoregolazione comportava a sua volta una certa armonia poich eliminava e rendeva superflua la lotta contro una pulsione frenata, ma che continuava a farsi sentire. (Ibidem, pag 191). Lautoregolazione sottrae energia ad un desiderio insoddisfabile, trasferendola su altri oggetti o partner. (Ibidem, pag 193). Reich afferma quindi che lindividuo, ricondotto al contatto autentico con s, sviluppa spontaneamente una morale naturale che lo pone in una relazione amorevole con gli altri e con la natura e sviluppa inoltre un non attaccamento alloggetto di desiderio e una coscienza ecologica. Ma le sue ricerche lo portarono molto oltre, fino al punto di dire che in principio cera lenergia cosmica. Questa energia si organizza in maniera speciale e produce tutti gli esseri viventi, compreso luomo. Luomo un frammento di essa. Nellessere umano questa energia cosmica produce un livello pi avanzato di evoluzione, lio, la consapevolezza di s. In questa visione dellindividuo vi sono dei chiari richiami ad alcune concezioni orientali che riguardano lo sviluppo delle qualit etiche a cui fanno riferimento gli yogasutra di Patanjali ed il

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sentiero del Buddha come la compassione, lamorevolezza, lequanimit e la discriminazione, e riguardano anche la dimensione cosmica delluomo, considerato particella divina. Da queste considerazioni emerge evidente come, partendo da un approccio prettamente corporeo, si giunge spontaneamente a toccare esperienze e temi che sono ancora considerati di esclusiva pertinenza spirituale. Prende forma cos una tendenza nuova e molto proficua che sana la scissione tra mente e corpo, tra materia e spirito, che appartiene alla visione giudaicocristiana. In un libro di grande rilievo, La Spiritualit del Corpo, Alexander Lowen dice testualmente nellintroduzione: Quando mente e corpo sono separati la spiritualit diventa un fenomeno intellettuale una fede anzich una forza vitale mentre il corpo diventa semplice carne, o un laboratorio biochimico come nella medicina moderna. Il corpo despiritualizzato caratterizzato da una relativa insensibilit e mancanza di grazia. (pag 8). La vera grazia non simpara: un dono di natura che luomo riceve in quanto creatura di Dio. Ma quando la si perde la si recupera soltanto a patto di ristabilire la spiritualit del corpo. (pag 9). Anche Lowen quindi recupera il corpo alla spiritualit che non pi intesa come qualit metafisica, ma che nellessere umano coincide con il ritrovamento del contatto con lenergia vitale. Egli infatti aggiunge: Una prospettiva energetica ci dar modo di comprendere la vera natura della grazia e della spiritualit del corpo, senza tuttavia diventare mistici. (Ibidem, pag 9). Lultima svolta della scienza il paradigma quantistico che apre un nuovo capitolo della scienza che recupera fisica e metafisica, spirito e materia e che rivoluziona la conoscenza del meraviglioso fenomeno uomo. Un fruttuoso prodotto di ci la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia. In un suo articolo Francesco Bottaccioli, dice che loriginalit della PNEI consiste nellidea che non sia possibile studiare, efficacemente, lattivit dei grandi sistemi biologici e della psiche, separandoli tra di loro. Nella realt del vivente, essi sinfluenzano reciprocamente, dialogano tra loro, attraverso molecole che, spesso, solo artificiosamente, vengono assegnate a questo o a quel sistema e quindi a questa o a quella specializzazione medica. Con la teoria dei sistemi si afferma che ogni sistema soggetto a trasformazione e che tale trasformazione si esprime nei progressivi cambiamenti di assetto del sistema. Modificando il sistema si modifica lintelligenza stessa del sistema, per cui la coscienza contemporaneamente causa ed effetto del sistema. Forma, struttura, organizzazione e coscienza coincidono in una visione olistica ed integrata. Compare un nuovo elemento che diventa un codice essenziale: linformazione. Dice Candace B. Pert : Le informazioni, ecco la tessera mancante che ci consente di superare la scissione tra corpo e mente della concezione cartesiana; perch le informazioni per definizione non appartengono n al corpo n alla mente, anche se riguardano entrambi. (Molecole di Emozioni, pag 313) Linformazione connette ogni elemento della struttura e determina quindi la relazione, altro aspetto fondamentale. Ogni sistema riceve informazioni ed attraverso di esse si autoregola. Contemporaneamente invia informazioni ad altri sistemi che si autoregolano in base ad esse. Luniverso una danza di informazioni e di relazioni e luomo ne immerso. Tutto ci la mente delluniverso, non la mente che intendiamo noi, relativa ai processi cognitivi, ma come la intende Gregory Bateson, ovvero la struttura che connette. Egli infatti sostiene lesistenza di una sacra unit della biosfera per la quale tutte le manifestazioni viventi sono collegate. E una mente che un non-luogo, molto simile alla concezione buddista del vuoto che per non mancanza di qualsiasi cosa, ma un pieno di significato e non di sostanza. Le parole non sono adeguate a definire queste intuizioni e queste esperienze. Diventa evidente che questa concezione rende impossibile continuare a parlare di corpo, di mente, di organi, di anima, con le stesse categorie meccanicistiche, riduzionistiche, mistiche risalenti soltanto a qualche decennio f. Ed anche il titolo del mio intervento dovrebbe diventare: Il corpo medita se ha le giuste informazioni, ovvero se il sistema uomo ripristina una rete pi funzionale di informazioni e di relazioni tra le sue parti. A questo punto cambia anche lottica con cui osservare la meditazione, per cui si pu affermare che essa sia un processo attraverso il quale si riorganizza il sistema-uomo. Dice Candace Pert: La meditazione, anche senza la nostra collaborazione cosciente, permette il rilascio di emozioni rimaste cristallizzate sotto forma di blocchi che sovvertono il sano fluire delle sostanze biochimiche nellunit mente-corpo. (Ibidem, pag 351). Anche Bottaccioli, dice che la meditazione produce () un rilassamento profondo che non ottunde lattenzione, anzi

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la potenzia; un maggiore controllo dei circuiti neuroendocrini e specificamente di quello dello stress; una maggiore coerenza cerebrale, una migliore comunicazione tra gli emisferi, una maggiore capacit di adattamento. (Psiconeuroendocrinoimmunologia, pag 266). Pu sembrare un discorso poco romantico, senza afflati mistici, ma forse sono proprio questi afflati suggestivi, condizionati da un idealismo preconfezionato, che impediscono allindividuo di meditare con il giusto atteggiamento, in maniera pulita, senza preconcetti ed attese. Mentre appare pi chiaro che lidea trascendente della spiritualit, toglie sacralit allindividuo corporeo, immanente, con i suoi misteriosi processi biologici che sono continuamente sostenuti da una saggezza sconosciuta. Possiamo mai pensare che la coscienza che sottende questi processi non sia la stessa coscienza che muove i pianeti, le stelle e le galassie? Sono fermamente convinto che proprio il paradigma olistico della scienza, la fisica quantistica e la PNEI saranno lo strumento per ricondurre luomo ad una concreta spiritualit perch nel corpo il segreto della nuova evoluzione, nelle cellule. Dice Sri Aurobindo in un suo sonetto: Luce che freme destasi nei nervi! Luce, Luce creatrice! Ogni cellula ardente, infiammata in una vampa di muto rapimento, conserva un senso vivo dellImperituro. (Light, da Sonnets, vol 5). E Mre, sua compagna di avventure, cos aggiunge: Le cellule sono capaci di vibrare al contatto della gioia divina (Satprem -La Mente delle cellule pag 178) Roberto Maria Sassone intervento al convegno del 12, 13 novembre, presso l'Universit Bicocca di Milano.

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Ora che gli amici dellassociazione culturale aria nuova hanno felicemente completato la pubblicazione dell'Opera poetica di Sri Aurobindo tradotta in versi italiani (in sette volumi con testi originali a fronte), si pu dare il via a un incontro incentrato su quello che lo stesso Sri Aurobindo ha definito "il Mantra del Reale" (the Mantra of the Real), di cui la Sua produzione di poesia mistica costituisce un sublime punto d'arrivo, inesauribile fonte di illuminazione e fiamma rivelatrice. Levento avr luogo domenica 10 luglio 2011 presso l'agriturismo Lilaurora di Motrano (in provincia di Siena) e sar interamente condotto dal poeta Tommaso Iorco, artefice delle traduzioni in versi italiani dei sette volumi (e dellarticolo che segue). Sappiamo tutti che non si pu leggere poesia utilizzando i medesimi crismi che regolano la lettura della prosa: l'universo poetico richiede un approccio completamente diverso, come pure alcune conoscenze senza le quali la musicalit e il ritmo poetico restano preclusi, e la poesia stessa rimarr oscura, 'difficile' da penetrare. Per chiarimenti e prenotazione occorre contattare via mail lassociazione aria nuova che, nella persona di Gaia Ambrosini, risponde al seguente indirizzo di posta elettronica: info@arianuova.org

IL MANTRA DEL REALE


di Tommaso Iorco
Lascesa al monte Parnaso (dimora delle Muse dellispirazione) avviene per gradi successivi. Tuttavia, forte la tentazione di bruciare le tappe per giungere il pi in fretta possibile alla vetta Ed proprio questa fretta la responsabile di tanti fallimenti e del fatto che i pi, confrontandosi con la grande poesia immortale, si sentono come persi nel vuoto, inabili a immergersi nella Bellezza sovrasensibile che pervade i versi per intero, incapaci di coglierne la vera essenza, arrivando perci a percepire lincanto poetico come un prodigio illuminativo che abbaglia pi che rischiarare e irradiare la coscienza e risplendere in noi. Oppure, peggio ancora, si illudono di aver colto il senso della poesia mediante una semplice operazione intellettiva, esaminando il testo ricorrendo allanalisi logica e illudendosi che, avendo afferrato il giro sintattico e il senso
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compiuto delle parole e dei versi, nullaltro resti da cogliere Purtroppo, cos facendo, costoro si perdono la parte pi importante del verbo poetico: lanima di pura Bellezza, Verit e Gioia, unitamente a quellautentico prodigio di alchimia sonora che pu condurci nel dominio stesso delle Muse e oltre ancora, ai confini dellineffabile, in quella sublime Meraviglia (camat) che lestetica indiana pone al sommo dellestasi artistica e spirituale insieme. Allora, come possiamo accostarci efficacemente alla poesia mantrica, per riceverne autentica illuminazione e forza creativa? Gradus ad Parnassum, esortavano gli antichi misura bene ogni singolo passo e non saltare a casaccio, non scavalcare quei primi gradini che costituiscono la base imprescindibie di tutto il successivo percorso di ascesa. E quali sono questi primi gradini? Avventurarsi nel dominio del ritmo e della musicalit, padroneggiando sufficientemente la metrica. Il ritmo scrive Sri Aurobindo nel suo The Future Poetry rappresenta la necessit principale dellespressione poetica, perch il movimento sonoro che trasporta nel suo flusso il movimento di pensiero nella parola; ed il suono-immagine musicale che maggiormente contribuisce a colmare, ampliare, rendere pi sottile e pi profonda limpressione del pensiero, o limpressione della sfera emozionale o vitale e a trasportare il senso al di l di se stesso in una espressione di ci che intellettualmente inesprimibile e questo , da sempre, il potere peculiare della musica (Style and Substance, IV). Ma ecco che un brivido freddo percorre immediatamente il lettore che, memore dei penosissimi ricordi scolastici, teme di doversi inoltrare in un ginepraio di tediose teorie, costretto a mandare a memoria una serie
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pressoch infinita di artificiose figure di costrutto, ardue modalit del linguaggio traslato, complicatissime regole di astrusa prosodia In realt, avviene esattamente lopposto: ci si introduce nel regno della semplicit e dellevidenza, dove tutto regolato dal pi autentico spirito di armonia sovrarazionale. E quelli che sembravano misteri impenetrabili, riservati esclusivamente agli iniziati della Parola, si rivelano essere semplici canoni di buon senso e di grazia poetica. Un solo ingrediente si rivela in realt necessario: disertare le trattazioni tediose degli accademici e trovare invece un poeta capace di trasferire quelle semplici avvertenze che permettano al lettore attento di trasformarsi in un vivo e gioioso ricettacolo della rivelazione poetica. Il nostro primo scrupolo nellaccostarci a unopera poetica, infatti, dovrebbe essere quello di leggere i versi con la stessa cadenza musicale e lo stesso ritmo con cui il Poeta li ha ricevuti e trascritti per noi! Perci, rispondendo alla richiesta di quanti, negli ultimi anni, mi hanno sollecitato un approfondimento in tal senso, ecco una giornata tutta dedicata alla Poesia di Sri Aurobindo, dal titolo IL MANTRA DEL REALE. Se nel passato ho sempre declinato linvito, perch mi premeva anzitutto riuscire a concludere la realizzazione del corpus poetico di Sri Aurobindo in italiano ne sono nati sette volumi con testi originali a fronte Unimpresa non facile, per unassociazione culturale no-profit come aria nuova, lontana da ogni logica di mercato e decisa a non fare compromessi di sorta con lo spietato mondo delleditoria. Ma ora che lopera felicemente compiuta, i tempi sono finalmente maturi per un incontro di approfondimento, avendo a nostra disposizione tutto il materiale di cui abbiamo bisogno: poesia lirica, poesia epica, poesia
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drammaturgica di Sri Aurobindo lirica: Poesie; epica: Savitri / Ilio; drammatica: Perseo il liberatore / I visir di Bassora / Erik / Vasavadatta / Rodogune. Si tratta, in buona sostanza, di un evento para-teatrale costruito su tre fasi distinte ma complementari: 1. Lopera dinchiostro (un recital su poesie di Sri Aurobindo, lette sia in traduzione sia nelloriginale inglese e commentate a braccio in modo da fungere da introduzione ideale nel dominio del mantra, per gradi successivi, per lappunto, volti a illustrare le tre principali differenze espressive del linguaggio poetico; le Muse, infatti, attraverso la poesia, possono limitarsi a veicolare un messaggio vibrante, recante echi dellinfinito, oppure possono tradurre la fascinosa melodia delle loro arpe celestiali in rime e ritmi poetici di magica bellezza sonora, o, al massimo grado dellespressione poetica, possono inglobare questi due poteri per trasportarci pi in alto ancora, nellestasi del supremo linguaggio poetico-rivelatorio: il mantra, per lappunto); 2. La poesia di Sri Aurobindo nelloriginale inglese (individueremo, con esempi pratici, le accortezze da seguire nellaffrontare la lettura dei testi originali per coglierne il ritmo e la musicalit e mi preme sottolineare che anche quanti non conoscono linglese avranno modo di percepire la sublime armonia mantrica che sprigiona dai versi di Sri Aurobindo, avendo peraltro il vantaggio di non farsi irretire dal significato verbale e potendo in tal modo abbandonarsi appieno alla loro sublime musicalit); 3. La poesia di Sri Aurobindo in traduzione italiana (facendo anche in questo caso ricorso a esempi concreti, scopriremo il giusto modo di rapportarci a una traduzione poetica nella fattispecie, si
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tratter delle mie traduzioni, ma le indicazioni fornite permetteranno di approcciare qualunque altra traduzione e, in seguito, se lo desidereremo e per nostro conto, saremo pure in grado di rivalutare i capolavori della nostra poesia italiana che, con quella inglese, una delle pi ricche in assoluto che lumanit abbia saputo canalizzare nel corso dei secoli). In definitiva, i pochi (ma fondamentali) elementi teorici si troveranno inseriti nel modo pi naturale e spontaneo nel contesto eminentemente PRATICO dei nostri approfondimenti, sempre supportati dai versi sublimi e dalle liriche radiose di Sri Aurobindo. Su questi presupposti, vi invito a trascorrere insieme una giornata allinsegna del mantra, nel mezzo della bella natura toscana. , tra laltro, unoccasione per stare insieme tra fratelli privi di pretese guruesche, in compagnia del mantra rivelatore di Sri Aurobindo e, ne sono certo, della Presenza Sua e di Mre. A presto!
TOMMASO IORCO (breve traccia biografica) Poeta e drammaturgo, grazie alla sua formazione teatrale (e cinematografica) lavora come regista e attore. Nel 1989 ha fondato aria nuova, associazione culturale, compagnia teatrale, casa editrice, centro studi. Cinque i testi poetici di Tommaso finora pubblicati: Circe (2011), Dana (2009), Lopera della fenice (2004), Alkesti (2001), Amritagni (1996), suscitando il plauso dei maggiori critici di poesia italiana (da Edoardo Sanguineti a Giorgio Brberi Squarotti). Recentemente, il compositore classico Filippo Santoro ha musicato sue poesie, creando opere (per soprano e orchestra, o per trio di archi e soprano) accolte favorevolmente negli USA. Tra i suoi spettacoli teatrali, segnaliamo in particolare Una stagione allinferno (1993), Pangea (1994), Magna Mater (2000), La luce della memoria (2002), Laurora di una nuova specie (2005), Kaligone (2009). Nel 1995 ha realizzato il video Kaosmos, accolto presso la Galleria dArte Moderna di Torino e recentemente rimasterizzato (il trailer su YouTube). Nel 2003 ha pubblicato il saggio Dai Veda a Kalki, riscuotendo notevoli apprezzamenti (fra gli altri, il prof. Mauro Maggi dell'universit La Sapienza di Roma, la prof.ssa Marilia Albanese dell'Ismeo di Milano e alcuni tra i pi anziani residenti dello Sri Aurobindo Ashram, da M. Lidchi-Grassi a Suprabha Nahar). Tommaso uno dei massimi esperti mondiali di Mre e Sri Aurobindo (una passione che in realt un puro atto d'amore) e ha tradotto in versi lintera opera poetica di Sri Aurobindo.

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DAL VERTICALE ALL'ORIZZONTALE


di Zaira
Una volta che si sia a buon punto nella sadhana di affinamento e purificazione interiore, si sentir di dover integrarla con una sadhana esterna, appartenente alla dimensione dello Karma Yoga. Questo il passaggio cruciale in cui tutto ci che si era appreso viene messo alla prova. In questa verifica si ha la reale misura se la purificazione stata tale da riuscire a superare le difficolt della concretizzazione condivisa o meno. Perch le cose potessero funzionare si dovrebbe essere a buon punto circa la formazione, l'equilibrio e in controllo dei tre corpi. Si dovrebbe cio avere coscienza che, nel settore mentale le difficolt di arrivare ad una condivisione reale dell'idea pur essendo dure possono tuttavia approdare ad un accordo in tempi anche relativamente brevi, ove ci si attenga a dei principi di verit e sincerit, oltre che di logica, a causa del fatto dell'immaterialit del pensiero. Ma in seguito, passando al piano emotivo/vitale, passaggio peraltro indispensabile per caricare il progetto della necessaria energia realizzatrice, le difficolt tenderanno ad allargarsi a macchia d'olio, per le caratteristiche precipue di quel piano, sommate al fatto che in questo settore la densit, pur rimanendo sottile tuttavia gi pi pesante di quella del settore mentale. In altre parole, l'attrito aumenta, e con esso le possibilit di entrare in contrapposizione. C' da considerare che per quest'aumento di densit oltre che di energia, le persone sentiranno di avere molto di pi da perdere o guadagnare che sul piano antecedente, e quindi la prova che dovr affrontare l'idea per rimanere somigliante all'origine e a non venire del tutto deformata a seconda delle varie e diverse pressioni sar pi ardua. Per quanto in antecedenza le persone abbiano potuto credere sinceramente di volere una realizzazione dell'idea ad un livello impersonale, perch era stato assodato essere giusto ed utile che cos fosse, arrivati al livello vitale la reazione immediata verr ad essere: "Quanto mi rappresenta?quale livello di visibilit comporter per ME?quale utilit reale ne potr trarre?" Questi interrogativi di per s possono essere legittimi, perch se fin dall'inizio se l'idea non avesse dovuto comportare un vantaggio collettivo, sarebbe stato assurdo pensare di attuarla. Il problema che scendendo dalla dimensione dell'immateriale a quella concreta, l'impulso ad appropriarsi in termini individuali dei frutti dell'idea sempre in agguato. La cosa potr venire superata solo ove ci si renda conto che lasciando spazio a queste reazioni arcaiche la luminosit dell'idea si offusca completamente, e perder quindi quelle qualit innovative che rendevano desiderabile la sua attuazione. In altre parole, il legame verticale deve essere saldamente mantenuto per garantire la purezza del concetto originale, che, al di sopra delle parti, ritorna ad essere uguale per tutti. E' per questo che il legame verticale individuale dei partecipanti dovrebbe essere saldo prima di sperimentare quello orizzontale in termini operativi. Ove vi sia questa condizione, le persone avranno perso in gran parte l'abituale bramosia del possesso, dell'avidit e del desiderio all'assimilazione individuale coatta, per il semplice motivo che un legame saldo a livello verticale gi di per s una fonte di nutrimento continuo. E la condizione presenta un duplice aspetto; nel momento in cui si optasse per i vecchi appetiti, la capacit di assimilazione dalla nuova fonte energetica cesserebbe all'istante. Al di l di questo piano ci si ritrover in quello della materia, in cui, anche qualora si fossero superate positivamente le difficolt inerenti gli altri due piani, ci si trover difronte all'ultima e pi difficile sfida; e per quanto le problematiche affrontate precedentemente ci fossero sembrate ostiche e dure, al confronto di quelle di quest'ultimo piano ci sembreranno lievi e leggere. La difficolt di rivestire qualcosa di materia stata da sempre un processo doloroso; partendo da un punto di piacere ineffabile dato da un istante di unione totalizzante, che fornisce una spinta irresistibile alla discesa, questa, una volta che prenda a concretizzarsi e venire successivamente partorita provocher inevitabilmente dei dolori direttamente proporzionali alla grandezza della idea stessa.

Nelle foto: cuccioli ad Auroville e Pondicherry

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E, per la legge che spinge ad essere inevitabilmente legati a ci che si crea, sar difficile che il prodotto del parto, pur essendo stato comune, non venga rivendicato come proprio in termini individuali. A questo punto, perfino il legame verticale pu essere soppesato, in quanto con tutti i vantaggi che comporta, pu essere vissuto tuttavia come cosa troppo poco consistente a fronte della tentazione di essere padroni di una creazione concreta, con possibilit di sviluppo e dominio reali nella dimensione fisica. Come restare indifferenti, se da questo possesso dipendessero le possibilit di vivere facendo quello che pi piace, e cio in condizioni di creativit individuale indiscussa, costante e forse anche remunerata?E' per questo che la competizione per divenire artisti quotati talmente accesa; in pratica, chi vi riesca pu vivere al suo massimo livello essendo per di pi pagato per farlo. In questa dimensione, il fare distinzioni di principio serve a poco perch, dato che si creato, si vuole essere certi che ne sia valsa la pena. Le soluzioni a questo dilemma dovranno necessariamente essere graduali, dato che non si pu sperare di pervenire alla perfezione di primo acchito. Vi pu essere la tendenza filantropica; dato che si possono avere dei mezzi di sussistenza indipendenti, l'attaccamento alla creazione pu essere pi distaccato, e vi pu anche essere la tendenza a delegare a terzi la sua espansione. Vi pu essere l'impulso alla rinuncia; una volta fatto il percorso di creazione, anzich entrare in competizione per

sovrintendere all'espansione, si pu allontanarsi per non correre il rischio di vedere deformato l'ideale che si era voluto realizzare. Vi pu essere una fiera posizione di difesa a quelle che si pensa possano essere le qualit peculiari della concretizzazione; ma tutte queste tendenze hanno in s il germe del fallimento dell'idea. Il fatto che non si pu abbandonare la creazione, una volta che si sia realizzata, allo stesso modo in cui non ce ne si deve appropriare in termini individualistici. Per quanto sia duro vedere con distacco ci che si percepisce come una parte di s, bisogna riuscire a fare mente locale che tale creazione fin dall'inizio non ci apparteneva, ma era di pertinenza della forza discesa per realizzarla. Tuttavia, come superare queste dinamiche?Il metodo pi sicuro consiste nella prevenzione, come del resto in qualsiasi campo. Presupponendo di imparare dagli errori, sar bene che, qualora i partecipanti abbiano fatto gi delle esperienze di queste dinamiche nella realt abituale, le visualizzino con raddoppiata attenzione in merito ad un obiettivo di stampo spirituale. In pratica, lo sviluppo della creativit e dell'espressivit di ognuno dovr essere favorita e sviluppata in termini tali da far scaturire la comprensione concreta che il bene individuale dipende dallo sviluppo generale, che, particolarmente in questo caso non pu essere requisito o posseduto egoicamente. Questo render la crescita globale del gruppo pi lenta, ma gli potr dare una possibilit di successo. La differenza fondamentale rispetto al mondo abituale che in quest'ultimo si sempre pressati dall'attesa del risultato; un investimento deve fruttare a breve termine, dato che ci si aspetta del profitto. Nei nuovi termini di azione si dovrebbe avere sempre presente che il profitto consiste nel MODO in cui si procede, pi che nel risultato finale, che seguir in automatico se la modalit seguita sar appunto quella nuova, o svanir nel nulla ove ci si riadagi in quella vecchia. Qualora si consolidassero diversi gruppi, si potrebbe ipotizzare uno scambio collaborativo e di sostegno secondo modalit nuove tra di loro, e questo, se fosse portato avanti nei termini giusti, potrebbe costituire il fulcro di una contrattualit pi elevata circa il mondo abituale. C' anche un'altra variabile; nell'ultima met dello scorso secolo le persone che sono state conquistate dall'insegnamento di Sri Aurobindo e Mre sono andate sempre aumentando e molte di loro si avviano ormai all'et pensionabile. Contemporaneamente, l'attesa di vita aumentata di molto. Si prospetterebbe quindi una fascia abbastanza consistente di persone che, arrivate alla pensione e cio in grado di essere garantite a livello di sussistenza, potrebbero utilizzare le loro risorse lavorando a tempo pieno per la concretizzazione della sadhana nelle modalit dello Karma Yoga. Sempre che riescano a contattarsi e ad organizzarsi su basi non egoiche, avendo auspicabilmente effettuato l'indispensabile purificazione negli anni antecedenti. Non si tratta infatti di agire per filantropia, o per interesse individuale, o per sentirsi 'virtuosi'; ma per fare qualcosa che essenziale realizzare per trasformare il mondo concreto in un luogo in cui vi possa essere un senso, e quindi poterci vivere non da schiavi, ma da vincitori.

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traduzione inedita di Bruno Petris.


Continua la traduzione iniziata nel numero 1 della rivista Usha http://it.calameo.com/books/000403637c4c9f04a17cf

Bruno Petris arrivo' in India,a Pondichry, nel 1966. Venne accolto all'Ashram,dove resto'per circa 25 anni. Si stabili' poi nelle vicinanze di Auroville,continuando il suo lavoro di scrittoretraduttore. Ci ha lasciati pochi anni fa. La sua traduzione di alcuni canti di Savitri era in continua elaborazione,dal momento che era consapevole della difficolta' o...dell'impossibilita' dell'impresa. Mimma Anna Saia

SRI AUROBINDO The Yoga of the King: The Yoga of the Souls Release

SAVITRI Book I - Canto 3 - vv. 297 - 436 Lo yoga del re Yoga della liberazione dell'anima
tutto vi era svelato di quello che quaggiu' era inesprimibile; visione e sogno erano favole raccontate dal vero, simboli piu' veridici dei nostri accadimenti quotidiani, da sigilli divini confermate ed ingiunte verita'. occhi immortali lo accostarono e guardarono negli occhi, esseri di molti universi gli furono vicini e gli parlarono: i sempre vivi che chiamiamo morti lasciarono la gloria al di la' della morte e della vita per pronunciare verbo di saggezza che eccede ogni parola: i re del male ed i re del bene appellandosi al seggio giudice della ragione proclamarono il loro vangelo degli opposti e ognuno credeva essere il portavoce del divino: le divinita' della luce, e i titani della tenebra, combatterono per il premio prezioso di quell'anima. ogni ora che scoccava la faretra del tempo portava la canzone di una nuova scoperta intonata dal vibrare dell'arco a vergine esperienza. in ogni sua giornata viveva una leggenda spirituale, nascita allo splendore di un altro nuovo mondo; incontro gli balzava l'avventura, un'amica inattesa, pungente dolce aculeo di gioia era il pericolo; ogni avvenimento segnava una profonda esperienza:

All was revealed there none can here express; Vision and dream were fables spoken by truth Or symbols more veridical than fact, Or were truths enforced by supernatural seals. Immortal eyes approached and looked in his, And beings of many kingdoms neared and spoke: The ever-living whom we name as dead Could leave their glory beyond death and birth To utter the wisdom which exceeds all phrase: The kings of evil and the kings of good, Appellants at the reasons judgment seat, Proclaimed the gospel of their opposites, And all believed themselves spokesmen of God: The gods of light and titans of the dark Battled for his soul as for a costly prize. In every hour loosed from the quiver of Time There rose a song of new discovery, A bow-twangs hum of young experiment. Each day was a spiritual romance, As if he was born into a bright new world; Adventure leaped an unexpected friend, And danger brought a keen sweet tang of joy; Each happening was a deep experience.

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There were high encounters, epic colloquies, And counsels came couched in celestial speech, And honeyed pleadings breathed from occult lips To help the heart to yield to raptures call, And sweet temptations stole from beautys realms And sudden ecstasies from a world of bliss. It was a region of wonder and delight. All now his bright clairaudience could receive; A contact thrilled of mighty unknown things. Awakened to new unearthly closenesses, The touch replied to subtle infinities, And with a silver cry of opening gates Sights lightnings leaped into the invisible. Ever his consciousness and vision grew; They took an ampler sweep, a loftier flight; He passed the border marked for Matters rule And passed the zone where thought replaces life. Out of this world of signs suddenly he came Into a silent self where world was not And looked beyond into a nameless vast. These symbol figures lost their right to live, All tokens dropped our sense can recognise; There the heart beat no more at bodys touch, There the eyes gazed no more on beautys shape. In rare and lucent intervals of hush Into a signless region he could soar Packed with the deep contents of formlessness Where world was into a single being rapt And all was known by the light of identity And Spirit was its own self-evidence. The Supremes gaze looked out through human eyes And saw all things and creatures as itself And knew all thought and word as its own voice. There unity is too close for search and clasp And love is a yearning of the One for the One, And beauty is a sweet difference of the Same And oneness is the soul of multitude. There all the truths unite in a single Truth, And all ideas rejoin Reality. There knowing herself by her own termless self, Wisdom supernal, wordless, absolute Sat uncompanioned in the eternal Calm, All-seeing, motionless, sovereign and alone.

incontri a sommo vertice, colloqui d'epopea, consigli formulati in linguaggi celestiali, labbra occulte esalanti nettaree persuasioni col richiamo dell'estasi il cuore seducevano alla resa, tentazioni soavi sfuggite da reami di belta', felicita' improvvise in arrivo dai mondi della gioia. regno di meraviglia e beatitudine giungeva ora all'ispirata chiarezza del suo udire, esaltante contatto di ignota portentosa realta'. destandosi a un nuovo avvicinarsi del soprannaturale il tatto rispondeva a infinita' impalpabili, e tra grida argentine di porte che si schiudono il lampo della visione folgoro' nell'invisibile. sempre, la sua coscienza, la veggenza cresceva; con un piu' ampio slancio, in volo piu' elevato, varcava egli i confini segnati dal dominio materiale e oltrepassava la zona ove alla vita fa seguito il pensiero. fuori da questo mondo di segni sopraggiunse all'improvviso in un silenzio d'essere, ove mondo non era, e affronto' con lo sguardo l'immensita' ineffabile. la' queste figure simbolo cessarono di avere diritto all'esistenza, scaduto era quanto il nostro senso poteva riconoscere; il cuore al contatto col corpo piu' non palpitava ne' gli occhi piu' osservavano figure di belta'. in rari luminosi intervalli di silenzio riusci' a elevarsi in una regione intatta da ogni segno e densa dei profondi contenuti di cio' che non ha forma, dove il cosmo era assorto nell'estasi dell'uno, tutto riconosceva luce di sola identita', e lo spirito irradiava la propria autoevidenza, lo sguardo del supremo osservava attraverso occhi umani, scorgeva in ogni cosa, ogni creatura, il se', sentiva in ogni pensiero, ogni parola, la sua propria voce. l'unione, la', e' troppo intima per volerla cercare ed abbracciare e l'amore e' anelito dell'uno verso l'uno, bellezza e' un dolce variare dell'uguale e unita' e' l'anima dell'essere molteplice: la', tutte le verita' si fondono in un unico vero, tutte le idee raggiungono una stessa realta'. la', conoscendo se' nel suo se' illimitabile, la saggezza superna, silente ed assoluta, il suo seggio remoto stava di eterna calma, immobile, sovrana, onniveggente, sola.

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There knowledge needs not words to embody Idea; Idea, seeking a house in boundlessness, Weary of its homeless immortality, Asks not in thoughts carved brilliant cell to rest Whose single windows clipped outlook on things Sees only a little arc of Gods vast sky. The boundless with the boundless there consorts; While there, one can be wider than the world; While there, one is ones own infinity. His centre was no more in earthly mind; A power of seeing silence filled his limbs: Caught by a voiceless white epiphany Into a vision that surpasses forms, Into a living that surpasses life, He neared the still consciousness sustaining all. The voice that only by speech can move the mind Became a silent knowledge in the soul; The strength that only in action feels its truth Was lodged now in a mute omnipotent peace. A leisure in the labour of the worlds, A pause in the joy and anguish of the search Restored the stress of Nature to Gods calm. A vast unanimity ended lifes debate. The war of thoughts that fathers the universe, The clash of forces struggling to prevail In the tremendous shock that lights a star As in the building of a grain of dust, The grooves that turn their dumb ellipse in space Ploughed by the seeking of the worlds desire, The long regurgitations of Times flood, The torment edging the dire force of lust That wakes kinetic in earths dullard slime And carves a personality out of mud, The sorrow by which Natures hunger is fed, The oestrus which creates with fire of pain, The fate that punishes virtue with defeat, The tragedy that destroys long happiness, The weeping of Love, the quarrel of the Gods, Ceased in a truth which lives in its own light. His soul stood free, a witness and a king. Absorbed no more in the moment-ridden flux Where mind incessantly drifts as on a raft Hurried from phenomenon to phenomenon, He abode at rest in indivisible Time.

la conoscenza, la', per incarnare l'idea non ha bisogno di parole; cercando luogo ove abitare in spazio sterminato l'idea sazia della sua eternita' senza dimora asilo non richiede alla brillante cella incisa dal pensiero, cui esigua mozza le ali allo sguardo feritoia, solo spiraglio al vasto cielo dell'infinito. l'immenso, la', si sposa con l'immenso; l'essere, la', si estende oltre al cosmo; la', esistere e' trovare la propria infinita'. piu' non era il suo centro nella mente terrena; silenzio di chi vede pervase di potere le sue membra; sorpreso da una bianca, silente epifania, era giunto a visione che trascende le forme, a vivere esistenza che trascende la vita, intimo alla coscienza immobile su cui riposa il tutto. la voce che soltanto con la parola puo' muovere la mente divenne conoscenza che taceva nell'anima; la forza che solo nell'azione sentiva di esser vera si stabili' in muta, onnipossente pace. momento di quiete nel travaglio dei mondi, pausa a una ricerca tra la gioia e l'angoscia, la tensione della natura ristoro' nella calma di dio. vasta unanimita' pose fine alle controversie della vita. la guerra dei pensieri, madre dell'universo, lo scontro delle forze in lotta a prevalere nell'urto formidabile cui si accende la luce delle stelle e si forgiano i minuti granelli del pulviscolo, i solchi giranti dello spazio in muta ellisse scavata dal cercare del desiderio cosmico, i rigurgiti lunghi del diluvio del tempo, il tormento che pungola l'implacabile forza della lussuria a risvegliare l'energia nella torpida melma della terra e plasmare col fango la personalita', la fame di una natura nutrita dal dolore, l'assillo della creazione nel fuoco della sofferenza, il destino che castiga con la sconfitta la virtu', tragedia che distrugge lunga felicita', il pianto dell'amore, la guerra degli dei, si estinsero in una verita' che vive sola nella propria luce. l'anima era libera, spettatrice, sovrana. non piu' assorbito dall'agitato flusso dei momenti dove la mente senza tregua e' portata alla deriva travolta da un fenomeno verso un altro fenomeno, egli trovo' il riposo nel tempo indivisibile:

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As if a story long written but acted now, In his present he held his future and his past, Felt in the seconds the uncounted years And saw the hours like dots upon a page. An aspect of the unknown Reality Altered the meaning of the cosmic scene. This huge material universe became A small result of a stupendous force: Overtaking the moment the eternal Ray Illumined That which never yet was made. Thought lay down in a mighty voicelessness; The toiling Thinker widened and grew still, Wisdom transcendent touched his quivering heart: His soul could sail beyond thoughts luminous bar; Mind screened no more the shoreless infinite. Across a void retreating sky he glimpsed Through a last glimmer and drift of vanishing stars The superconscient realms of motionless Peace Where judgment ceases and the word is mute And the Unconceived lies pathless and alone. There came not form or any mounting voice; There only were Silence and the Absolute. Out of that stillness mind new-born arose And woke to truths once inexpressible, And forms appeared, dumbly significant, A seeing thought, a self-revealing voice. He knew the source from which his spirit came: Movement was married to the immobile Vast; He plunged his roots into the Infinite, He based his life upon eternity.

come una storia scritta in epoche remote ma messa in scena allora, coglieva nel presente il passato e il futuro: sentiva in un secondo passare gli anni innumerevoli, e vedeva le ore come punti su una pagina bianca. un aspetto dell'ignota realta' ora alterava il senso alla scena del cosmo. questo immenso universo materiale diventava piccolo risultato di una forza prodigiosa: trascendendo il momento, il raggio eterno illuminava quanto ancora mai era stato creato. il pensiero si spense in un silenzio portentoso: il pensare estese la sua azione fino a giungere all'immobilita'; sovrumana saggezza accarezzo' il suo cuore palpitante: l'anima salpava oltre alle sbarre luminose del pensiero; la mente piu' non schermava la sconfinata immensita'. attraverso un cielo vuoto che si ritraeva egli intravvide tra un ultimo bagliore e una deriva di stelle che svanivano, i reami superconsci di pace che non muta dove cessa il giudizio e tace la parola: dell'io non concepibile, solitudine impervia. la' non giungeva forma, e non saliva voce; la' era solo il silenzio e l'assoluto. da quella calma immobile la mente rinasceva ridestandosi a veri un tempo inesprimibili e forme apparvero pregne di muto senso e pensieri che vedono e voci che rivelano. alla sorgente donde scese il suo spirito, era giunto: vasta immobilita' in lui ora sposava il movimento: le radici egli affondava nell'essere infinito, la sua vita basava sull'eterno.

Savitri stata tradotta integralmente in Italiano da Tommaso Iorco ( edizioni Aria Nuova ) lavoro di grande qualit, che avr una particolare attenzione su questa rivista. Questa nuova traduzione si affianca a quella storica della Paola De Paolis (edizioni Meditarranee). C anche una traduzione integrale, scritta a mano e non editata, della Judi Crozzi Si possono trovare traduzioni parziali nel web, in particolare sul sito http://www.savitri.info/ bellissimo spazio, pieno di commenti ed articoli di grande interesse. Vi si pu trovare anche una testimonianza, per diretta conoscenza, piena di amore relativa alla traduzione di Bruno oggetto dellarticolo : http://www.savitri.info/?page_id=2068#comment-34

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Articolo di Nicola Mancuso

BuddhismoeYogaintegrale
Parallelismiedivergenzesostanziali Nel nostro yoga il Nirvana l'inizio della Verit superiore, giacch il passaggio dall'Ignoranza alla Verit superiore. L'Ignoranza dev'essere estinta affinch possa manifestarsi la Verit.
Sri Aurobindo - Lettere sullo yoga

L'idea di questa piccola dissertazione nata in seguito alla richiesta fattami da un amico a proposito della comparazione tra il Buddhismo e il pensiero di Sri Aurobindo. Prima di esporre le mie considerazioni, ritengo utile precisare e chiarire le peculiarit fondanti e le conseguenti differenze fra il buddhismo e lo yoga in generale per poi fare l'ulteriore raffronto con lo Yoga di Sri Aurobindo. In estrema sintesi, come tutti ben sappiamo, lo Yoga un insieme di tecniche o meglio un impianto filosofico ed una via tradizionale dell'induismo che vuole ottenere l'unione (yoga) tra l'uomo, composto da corpo, mente, anima e Dio. Quindi l'obiettivo finale dello Yoga e suo nucleo centrale di riferimento Dio, il Divino. La visione induista dello Yoga vedanta ci dice che siamo fondamentalmente anime individuali e che stiamo facendo un viaggio distinto da Dio, verso Dio e con Dio come compagno nella pienezza della Gioia. Krishna dice ad Arjuna che lessenza di una persona non pu essere uccisa n annullata, non pu morire, quindi nessuno pu essere "ucciso". Il suo swadharma di guerriero quello di difendere e combattere, non potendosi tirare indietro. Se si rifiutasse, Arjuna verrebbe deriso e additato come un codardo per cui dovr combattere, senza alcuna paura di essere ucciso in quanto nessuno potrebbe uccidere la sua essenza immortale, la sua anima. - pag 43 -

Il Buddhismo nasce in India successivamente all'induismo; con la sua diffusione in Tibet, Sri Lanka, Cina e Giappone acquis caratteri diversi a seconda delle culture che ebbe a contattare, tanto da rendere alquanto complessa e articolata lestrapolazione dei suoi principi fondanti originari. Questa intricata complessit testimoniata dalla differenziazione del suo "testo" sacro rappresentativo detto Canone, di cui riportiamo a titolo di esempio la classificazione nei suoi tre tipi, ognuno per ogni parte del mondo dove praticato:
Canone buddhismo Pali: tipico del (Asia Theravada C

Meridionale e Sud-est asiatico, in modo particolare in Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Myanmar e Laos), o Tipitaka cio composto da tre parti o canestri:

canestro della disciplina, con le regole di vita dei monaci canestro della dottrina, con i sermoni del Buddha canestro della fenomenologia che raccoglie gli approfondimenti del canestro precedente.

Canone Cinese: tipico del buddhismo praticato in Cina, Corea e Giappone, composto da 2184 testi con laggiunta di 3136 supplementi raccolti in 85 volumi.

Canone Tibetano: caratteristico dellAsia Centrale, in particolare Tibet e Mongolia, diviso in due raccolte:

Kangyur: composto da 600 testi che comprendono i discorsi del Buddha Shakyamuni Tanjur: composto da 3626 testi riguardanti commentari e insegnamenti.

Per lo pi la visione buddhista non parla di anima nell'uomo, n prevede l'esistenza di un Dio a cui mirare, si concentra con decisione sull'uomo e le sue problematiche terrene. - pag 44 -

Questa centralit dell'uomo dimostrata difatti dagli insegnamenti di base di Siddhrtha Gautama che si basavano sulle sue famose quattro nobili verit:

La Verit del dolore La Verit dellorigine del dolore La Verit della cessazione del dolore La Verit della via che porta alla cessazione del dolore.

Il buddhismo afferma che tutti possono diventare un "Buddha" cio un risvegliato, uno che ha raggiunto l'illuminazione, la felicit e la liberazione dai drammi dell'esistenza. Oggi il Buddha di conseguenza considerato un modello ideale di uomo saggio che ha risolto alla radice le problematiche e linfelicit dell'esistenza umana. Proprio a seguito dell'adattamento alle culture ospitanti il buddhismo nelle sue varie scuole , secondo me, divenuto una intricata e stratificata ragnatela concettuale, complicata e contorta, difficile da approcciare ai pi, e a comprova di ci porto ad esempio delle comparazioni fra due delle principali scuole buddhiste. Per il buddhismo Theravada, lobiettivo del ricercatore quello di raggiungere il Nirvana attraverso la perdita della sua individualit. Il Buddhismo Mahayana, in contrasto con il Buddhismo Theravada, crede che il pensiero Theravada della completa perdita della personalit per raggiungere il Nirvana sia banale ed egoista. Daltro canto il Buddhismo Mahayana crede che il Vuoto sia la verit assoluta!?. Questo vorrebbe significare che tutto Vuoto, ad esempio anche i pensieri. Quindi i monaci Mahayana credono nel Vuoto e nei loro testi descrivono cos questo stato Il piacere non lo diverte, il dolore non lo infastidisce . colui che mantiene la dottrina del Vuoto non ha ne cose che gli piacciono ne cose che non gli piacciono. Sa solo cosa gli piace, il Vuoto e lo vede in questa maniera. ! A proposito della molteplicit delle vie interpretative, anche contrastanti tra loro, in cui il buddhismo si riconosciuto, Sri Aurobindo illustra la questione: Il Buddhismo di molti tipi e il
tipo interamente nichilista non che una variet. Molte scuole buddhiste ammettono un Permanente al di l del regno del Karma e dei Samskara. Anche lo Shunya* degli Shunyapanti definito, come il Tao di Lao Tse, un Nulla che Tutto. Cos, siccome ammette uno stato superiore 'sopra la mente' che si cerca di raggiungere con una potente disciplina della coscienza, lo si pu qualificare di spiritualit. - Sri Aurobindo: Lettere sullo Yoga
Nota: * La parola sanscrita shunya sta per nulla, assenza, vacuit

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Ed ancora: Quanto allUno dei Buddhisti esistono diverse versioni. Ho appena letto da qualche parte
che lUno buddhista un Superbuddha da cui provengono tutti i Buddha ma mi sembra un rifacimento del Buddhismo in termini vedantini nato in una mente moderna. Si sempre supposto che il Permanente del Busddhismo fosse Supercosmico e Ineffabile per questo Buddha non ha mai cercato di spiegare che cosa fosse; logicamente, infatti, come possiamo parlare dellIneffabile? Esso non ha in realt niente a che fare con il Cosmo, che fatto di Samskara e di Karma.

*
Le impressioni nellavvicinarsi allInfinito o nellentrarvi non sono sempre proprio le stesse; molto dipende dal modo in cui la mente gli si avvicina. Da alcuni esso percepito prima di tutto come infinito al di sopra, da altri come infinito circostante in cui la mente scompare (in quanto energia) perdendo i suoi limiti. Alcuni non avvertono questo assorbimento dellenergia mentale nellinfinito, ma una sua caduta in una inazione totale; altri lo sentono come unassenza o una scomparsa dellenergia nella sua pura Esistenza. Alcuni sentono soprattutto linfinito come una vasta esistenza in cui tutto affonda o scompare, () Se certe scuole di Buddhisti lo sentono nella loro esperienza come uno Shunyam* senza limiti, i Vedantini, al contrario, lo vedono come positiva Esistenza in s, senza forma e assoluta. Senza dubbio, sulle varie esperienza sono state costruite varie filosofie, ciascuna proponendo la propria concezione come definitiva; ma dietro ciascuna concezione cera unesperienza simile.(). Sri Aurobindo: Lettere sullo Yoga

Debbo comunque specificare, ad onor del vero, che con una analisi pi approfondita si potranno individuare molte similarit fra buddhismo e yoga in quanto bisogna tener presente che il Buddha storico era induista e come tale assorb sicuramente le fondamentali influenze dello yoga. Possiamo riassumere quindi che pur trovando nelluomo il medesimo punto di partenza, yoga e buddhismo si differenziano peculiarmente per il fatto che mentre lo Yoga vuole conseguire lunione delluomo con il Divino, il buddhismo punta essenzialmente alluomo ed alla sua felicit terrena senza il bisogno di alcun Divino a cui aspirare. A proposito dellesistenza o meno della divinit trascendente, noto lapologo del Buddha e dei suoi discepoli che lo interpellavano circa lesistenza di Dio. Al primo, che gli aveva chiesto: Maestro, vero che Dio non esiste?, egli rispose: No, non esiste. Al secondo, che lo aveva interpellato dicendo: Maestro, Dio esiste,non vero?, egli replic: Certo, Dio esiste. E a un terzo, che osservata la scena gli aveva chiesto ragione di quelle due risposte cos diametralmente antitetiche, egli disse: A ciascuno di essi ho detto quello che egli desiderava sentirsi dire. Ma chi vuole trovare la risposta a tale interrogativo, non deve attenderla da altri, bens cercarla in s stesso.
Nota: * Shunyam da shunya

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Ed ora veniamo al confronto con lo yoga di Sri Aurobindo. Il Maestro accetta in buona parte limpostazione dello yoga classico rispetto a Dio, la Natura e luomo con la sua anima, e, pur riconoscendo la bont degli intenti del buddhismo, ne definisce in modo chiaro ed inequivocabile gli ambiti, i limiti intrinseci e tecnici, specialmente per quello che attiene a questa specie di cancellazione, annichilazione o annullamento delluomo e della sua soggettivit a cui il buddhismo mira, o a quel vuoto o nulla indeterminato o, nella migliore delle ipotesi, a quella specie di immobilit amorfa che chiama nirvana e liberazione, la liberazione di un uomo considerato solo in un universo privo di una qualsiasi divinit trascendente. E, relativamente alla liberazione ed ai limiti tecnici menzionati, eccone un esempio dellanalisi di Sri Aurobindo: Lego e la sua
continuit, dicono i buddhisti, sono unillusione, il risultato del continuo fluire denergie e di idee in una determinata corrente. Non esiste alcuna reale formazione di un ego. Quanto alla liberazione, essa per liberarsi da duhkha ecc un doloroso flusso di energie e per liberarsi dal dolore devessere interrotta la loro continuit. Questo giustissimo, ma come cominciato questo flusso, perch mai dovrebbe completamente cessare e come pu la liberazione giovare a qualcuno se nessuno esiste, se c solo una massa di idee e di azioni? Questi sono misteri insolubili.()
Sri Aurobindo: Lettere sullo Yoga

Il buddhismo in ultima analisi prevede un perfezionamento delluomo volto al miglioramento del suo status umano, mentre lo yoga integrale, non contemplando assolutamente nessun tipo di annullamento, prevede contrariamente il superamento dello status umano mediante la trasformazione delluomo e della realt materiale con la conseguente immortalit del corpo per divinizzazione, una mente e unanima liberate grazie allunione con il Divino. Nello Yoga integrale tutto il Divino, tutto un Pieno divino. Lo Yoga integrale ritiene luomo non un mero portatore di dolore e infelicit, ma lospite di unanima piena di ananda e prema, cio di gioia e amore. Lo Yoga integrale non prevede questa affannosa lotta per la spersonalizzazione delluomo ed il suo annullamento in un Vuoto morto e immobile, piuttosto il raggiungimento della ricchezza di una personalit divinizzata e lassorbimento nella pienezza vivente della realizzazione divina nel Divino. Resta a noi scegliere se dedicare la nostra vita alla solitaria corsa verso lannichilazione e la pace in un Vuoto senza alcun senso promessi dal buddhismo o il cammino del Sole, lo Yoga integrale, in compagnia dellAmico divino fuori e dentro di noi.

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Il buddhismo un eccellente strumento di lavoro psicologico come ci dice Sri Aurobindo, ma lo scopo e l'obiettivo finale del ricercatore dovranno essere diversi da ci che il buddhismo ritiene essere le verit o realt ultime. Concludo quindi a tal riguardo con le parole del Maestro: Il Nirvana non pu essere allo stesso tempo il termine del Sentiero, oltre il
quale niente pi resta da esplorare, e un semplice luogo di riposo o piuttosto l'inizio del Sentiero superiore dove tutto ancora da esplorare... Si potrebbe conciliare le due cose considerando il termine del Sentiero inferiore attraverso la Natura inferiore e l'inizio dell'Evoluzione superiore. In questo caso si accorderebbe esattamente con l'insegnamento del nostro yoga.
Sri Aurobindo: Lettere sullo yoga

Nicola Mancuso

AUROVILLE PADIGLIONE TIBETANO


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Il corpo tempio nello yoga integrale.


da YOGA INTEGRALE E PSICOANALISI- vol 3 sullAmore di Miranda Vannucci

Abbiamo accennato a come il corpo da un punto di vista psicologico pu essere sede di scarico di bisogni e mancanze, conflitti, tensioni, per esempio nelliper- sessualit; nellammalarsi psicosomatico e nellammalarsi in genere, -in quanto si ritiene ormai che in ogni malattia ci sia anche, oltre alla predisposizione costituzionale, una componente e causa psichica; e come il corpo sede delle tempeste ormonali adolescenziali. Nello yoga integrale il corpo uno dei veicoli e strumenti del lavoro, quindi intanto da conservare il pi possibile intatto, sano e forte, da purificare e da amare per questo motivo.

commuove e che suscita in me, sempre un grande rispetto. Satprem:Bellezza danima ? Mre: S, che traspare dal viso: una specie di dignit, di bellezza , di armonia della realizzazione integrale. Quando lanima traspare nel fisico d questo aspetto di dignit, di bellezza, di maest: una maest che viene dallessere Tabernacolo. Allora anche le cose che non hanno particolare bellezza si rivestono di un senso di bellezza eterna anzi DELLA bellezza eterna . (Satprem . LAgenda di Mre. Vol 1, pag 202) In tutte le iniziazioni religiose.. ci sono prescrizioni molto dettagliate del rituale delle diverse cerimonie: ogni parola da pronunciare e ogni gesto da fare ha una sua importanza, per cui la minima infrazione alla regola o il minimo sbaglio pu avere conseguenze funeste. Nella vita materiale lo stesso: se uno fosse iniziato alla vera maniera di vivere, potrebbe trasformare lesistenza fisica. Se consideriamo il corpo come tabernacolo del Signore, la scienza medica, per esempio diventa il rituale iniziatico del servizio del tempio e i medici di tutti i generi diventano officianti dei diversi riti del culto. La medicina diventa cos un sacerdozio e come tale deve essere considerata. La stessa cosa pu dirsi della cultura fisica e di tutte le scienze che si occupano del corpo e del suo funzionamento. Se consideriamo luniverso materiale come rivestimento esterno e manifestazione del Supremo, allora possiamo dire in via generale che tutte le scienze fisiche sono rituali di culto.

Le parole della Madre al discepolo Satprem: Mre:Per fare questo yoga , bisogna avere almeno un po di senso della bellezza . Chi non ce lha perde uno degli aspetti pi importanti del mondo fisico. La bellezza danima, la dignit danima, una cosa a cui sono molto sensibile. E una cosa che mi

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Rieccoci sempre allo stesso punto: la necessit assoluta di una sincerit perfetta, di unonest perfetta, la necessit del senso della dignit di quello che facciamo, proprio per poterlo fare come si deve. Se potessimo davvero conoscere perfettamente tutti i particolari della cerimonia della vita, del culto del Signore nella vita fisica, sarebbe stupendo: sapere e non fare pi sbagli, non farne mai pi. Compiere la cerimonia al modo perfetto di uniniziazione (Satprem LAgenda di Mre .Vol 1, pag 229) Ancora le parole della Madre che spiega la disciplina e il lavoro da fare nello yoga sulle varie parti, mente, vitale e corpo. Infine dobbiamo per mezzo di uneducazione fisica, razionale e lungimirante, rendere il nostro corpo abbastanza forte e abbastanza elastico perch diventi nel mondo materiale lo strumento appropriato della Forza di Verit che vuole esprimersi attraverso di noi. Bisogna sottrarlo a questa tirannia (di mente e vitale) e ci pu essere fatto soltanto tramite lazione costante con il centro psichico dellessere. .Il corpo possiede una notevole capacit di adattamento e di resistenza. E capace di fare molte pi cose di quanto solitamente si pensi. Se invece di essere governato da padroni ignoranti e dispotici, sar retto dalla verit centrale dellessere , ci si meraviglier di vedere ci di cui capace.

..In questa vita equilibrata e sana, una nuova armonia si manifester in esso , che rifletter larmonia delle regioni superiori e gli dar la perfezione delle proporzioni e la bellezza ideale delle forme. Questarmonia sar progressiva, perch la verit dellessere non statica; il continuo dispiegarsi di una perfezione crescente, sempre pi totale e onnicomprensiva. Appena il corpo avr imparato a seguire questo movimento di armonia progressiva, esso potr , per mezzo di una trasformazione ininterrotta, sfuggire alla necessit della disintegrazione e della distruzione. Allora lirrevocabile legge della morte non avr pi ragion dessere I quattro attributi della verit si esprimeranno spontaneamente nel nostro essere. Lo psichico sar il veicolo dellamore vero e puro, la mente quello della conoscenza infallibile, il vitale manifester il potere e la potenza invincibili e il corpo sar lespressione di una bellezza e di unarmonia perfette. Questa una cosa poco nota tra i mistici e le persone religiose: in ogni parte dellessere, il Divino si manifesta diversamente. Nelle parti superiori, Egli si manifesta in quanto Potere, Amore ecc, ma , nel fisico , Egli si manifesta in quanto Armonia e Bellezza. Il problema dellespressione della bellezza fisica quindi un problema di ordine spirituale. (La Madre . Le Conversazioni 195051. Pag 86 e segg )

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Infine, importante ricordare che il corpo sede del lavoro yogico fatto da Sri Aurobindo e dalla Madre verso la trasformazione supermentale della specie umana. Le parole di Sri Aurobindo: La perfezione supermentale significa che il corpo diventa cosciente, viene riempito di coscienza, e siccome questa la Coscienza di Verit, tutte le sue attivit, i suoi funzionamenti ecc, diventano, per il potere della coscienza in esso, armoniosi, luminosi, giusti e veri, privi di ignoranza o di disordine. Nei Veda si parla di un corpo luminoso posseduto dagli esseri dei piani superiori. Certe scuole di yoga in Oriente e in Occidente, ritengono che nella trasformazione finale sulla terra luomo svilupper un corpo provvisto di queste qualit. Veniva chiamato il corps glorieux-corpo di gloria dal primo istruttore spirituale della Madre. (Sri Aurobindo. Lettere sullo Yoga. Vol 4, pag 291)

Naturalmente necessaria una certa trasformazione preliminare, proprio come la trasformazione psichica e spirituale precede quella supermentale. Ma questo un cambiamento della coscienza fisica gi fino alla coscienza sommersa delle cellule, in modo che esse possano rispondere alle forze superiori, accettarle e, in una certa misura, accettare un cambiamento o per lo meno una maggiore plasticit nei processi. Le regole riguardo al cibo ecc hanno lo scopo di favorire tali processi riducendo gli ostacoli.Non posso dire fino a che punto questo porti ad un cambiamento nella costituzione chimica del corpo. Mi sembra tuttavia che quali che possano essere i cambiamenti preparatori, solo lazione della Forza supermentale pu consolidarli e completarli . (Ibidem, pag 293) E ancora le parole della Madre a proposito della trasformazione supermentale , ad una delle lezioni tenute il mercoled al Playground dellAshram , a bambini , discepoli, visitatori: E una promessa fatta da tanto tempo, annunciata da tanto tempo-e non qui soltanto: dallinizio della terra .Sono state fatte predizioni di ogni genere, da parte di ogni genere di profeti.Hanno detto: Ci saranno nuovi cieli e una nuova terra , nascer una razza nuova , il mondo sar trasformato Tanti profeti ne hanno parlato , in tutte le tradizioni. ...

sar la supermente a creare la propria base fisica.I processi dovranno ovviamente essere cambiati. In quale misura la costituzione del corpo verr mutata e in quale direzione, un altro problema. Come ho detto, esso pu divenire, come voi suggerite , radioattivo: Theon (il maestro della Madre) ne ha parlato come di un corpo luminoso , le corps glorieux. Ma tutto ci non impedisce alla supermente di agire nel corpo attuale per trasformarlo. E ci a cui miro attualmente.

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La razza nuova ?Aspetta un certo numero di migliaia di anni e la vedrai ! Quando la mente scesa sulla terra, tra il momento in cui si manifestata nellatmosfera terrestre e quello in cui comparso il primo uomo passato pi o meno un milione di anni. Adesso le cose andranno pi alla svelta: perch luomo sta aspettando, ha unidea , anche se vaga; aspetta in qualche modo larrivo del dopo-uomo. Mentre le scimmie non stavano certo l ad aspettare la nascita delluomo, non ci avevano mai pensato. Forse per la buona ragione che non sono tanto abituate a pensare ! Luomo invece ci ha pensato e se lo aspetta: ecco perch le cose andranno pi veloci . Pi veloci vuol dire comunque ancora migliaia di anni, probabilmente.Ne riparleremo tra qualche migliaio di anni ! (silenzio) Gli esseri umani pronti interiormente, aperti e in contatto con le forze superiori, che abbiano avuto un contatto personale pi o meno diretto con la Luce e la Coscienza sopramentali, loro s sono in grado di percepire la differenza nellatmosfera terrestre. Ma quanto a questo Solo il simile pu conoscere il proprio simile.. In un individuo solo la Coscienza sopramentale pu percepire lazione sopramentale nellatmosfera terrestre. Quelli che per una qualsiasi ragione hanno sviluppato questa percezione possono vederla. Ma quanti non sono neppure coscienti di un essere almeno un poco interiore, quanti avrebbero una bella difficolt a dire com la loro anima, questi non sono certo pronti a percepire la differenza nellatmosfera terrestre. Per arrivare a percepirla hanno da fare ancora un bel po di strada. Infatti per chi ha una coscienza pi o meno incentrata sullessere esteriore- mentale, vitale e fisicobisogna che i fatti abbiano un aspetto assurdo ed inatteso per poterli riconoscere: e allora li chiamano miracoli. . ADESSO LUOMO PUO COLLABORARE. Cio pu prestarsi al processo, con

buona volont, con aspirazione- pu fare del suo meglio per dare una mano. Ecco perch ho detto che le cose andranno pi veloci. Il movimento universale , cio, va in questo senso (vi ho fatto una lettura qualche giorno fa ): certi individui che potremmo chiamare i pionieri , lavanguardia-grazie al loro sforzo e al loro progresso interiore entrano in comunicazione con la Forza nuova che deve manifestarsi e la ricevono dentro di s. Appunto perch esiste qualcuno che chiama la cosa, la cosa diventa possibile ed arriva let, lepoca, il momento, in cui essa possa manifestarsi. E cos che successo, che avvenuta la Manifestazione. E quindi tutti quelli che erano pronti hanno dovuto riconoscerla. .. Quella che io chiamo discesa il movimento individuale in una coscienza individuale. E quando un mondo nuovo a manifestarsi in un vecchio mondo come quando, ecco lanalogia, quando la mente si propagata sulla terra- allora parlo di manifestazione. (Sartprem . LAgenda di Mre.Vol 1, pag 93 e segg )

(Per approfondire il lavoro di Sri Aurobindo e della Madre sul corpo e la trasformazione supermentale si veda, tra le altre opere dei Maestri : Sri Aurobindo . La Manifestazione Supermentale sulla Terra. Lettere sullo Yoga Satprem . LAgenda di Mre Satprem Sri Aurobindo. LAvventura della Coscienza )

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ATTIMI DI CONSAPEVOLEZZA
Rubrica di Teresa Cesari
*************************** Questa rubrica ci porter ogni volta la condivisione di alcuni momenti significativi della vita di Terry. Questa condivisione contestualmente una indicazione ed un dono: per chi sapr entrare in sintonia con le vibrazioni che contiene e per chi vorr essere illuminato dai bagliori della luce che contiene. Dice Sri Aurobindo che tutta la vita yoga *************************** Ricordati perch sei venuto (Savitri pag 476)

Scopri la tua anima, ritrova il tuo s nascosto (Savitri pag 476) .il problema del libero arbitrio o determinazione il pi intricato di tutti i problemi metafisici e nessuno stato capace di risolverlo, e ci per un buon motivo, che sia il destino sia la volont esistono, ed esiste anche da qualche parte un libero arbitrio: la difficolt solo come arrivarci e renderlo effettivo. (Sri Aurobindo lettere dallo yoga volume XIII)

3 - AMORE E LIBERO ARBITRIO

In seguito ad una certa esperienza che ho avuto tanti anni fa e che ha cambiato completamente la mia vita, ho scritto questa poesia:

Fermare il tempo nellattimo, sempre adesso. Non esiste passato e futuro, tutto immobile nel tempo. La Verit mi attira nella sua Luce, nel suo flusso. Io piccola rimango nel mio io Immobile e mobile nel tempo che non esiste. La grande risposta alla mia solitudine l che mi chiama, mi trascina, so che mi vuole liberare, dalla prigione. Tutti gli anni passati erano senza senso, proprio perch ero dietro alle sbarre della mia vanit.

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Dovr perdere tutto di me, non avrei mai creduto, ma lamore cos immenso e semplice. Grande Amore, ti ho intravisto, puro Vero al di l di ogni limite e condizione, anche se ora vedo come sei inaccessibile per me che non ho fiducia, chiusa nel mio grande egoismo. Quando toccavo la terra e la sentivo viva, quando guardavo il mio volto e lo vedevo vecchio, quando ascoltavo i miei pensieri ed erano falsi quando sondavo il mio cuore e lo sentivo vuoto quando cercavo.. Tu eri l che aspettavi che io ti trovassi.

Dovr perdere tutto di me credo che solo allora si possa scegliere veramente, perdere se stessi proprio riuscire a liberarsi di tutto quello che c in pi donare quella parte che ci impedisce di essere liberi e di amare. Ma appena si entra nel sentiero della vita spirituale, questo vecchio destino predeterminato comincia a ritirarsi. Interviene un fattore nuovo, la Grazia Divina, laiuto di una forza Divina Superiore. (Sri Aurobindo lettere dallo yoga volume XIII).

Teresa

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di Jayanti Chi intraprende lo yoga integrale incontra normalmente delle difficolt lungo il sentiero perch la vita ordinaria rimane sempre, per tutti, un susseguirsi di ostacoli, conflitti, dolori, sofferenze, delusioni, frustrazioni e fallimenti di ogni genere. Difronte a queste difficolt il ricercatore dello yoga integrale che cerca di praticare con sincerit il surrender e laspirazione, pu vedere dietro alle apparenze anche oscure e negative, una Forza segreta che opera, la Forza della Grazia Divina che opera comunque e sempre e nei momenti di sconforto e inadeguatezza peggiori, la Madre ci indica il tono di un appello e la ricerca di una vibrazione interiore SIGNORE, IO NON POSSO FARE NIENTE, FALLO TU PER ME

L Agenda di Mre 28 marzo 1964)


...Ma quando c unaspirazione sincera, una volont sincera... Sai, io faccio di continuo cos (gesto di offrire): Signore, io non posso far niente, fallo Tu per me. Signore, io non posso far niente, fallo Tu per me.... Beh, Sri Aurobindo diceva appunto che se le persone attorno a me non si trovano in contatto diretto col Signore (io lo sono stata fin dalla nascita e ne sono diventata via via pi cosciente il Contatto c'era fin dall'inizio di quest'esistenza terrestre), il contatto possono sempre averlo attraverso un rapporto cosciente con me. E facile, dato che si tratta di qualcosa di visibile, di tangibile insomma, che ha una sua esistenza reale; cos, basta che uno si metta in uno stato di offerta, e senza bisogno di tante parole e tante frasi, si dica semplicemente, con sentimento sincero: No, io da solo non so proprio cosa combinare, come potrei fare una cosa del genere? talmente enorme, come potrei?... Come potrei neanche distinguere bene un movimento vero da uno che non lo , o tra ci che porta alla Verit e ci che non... No, non lo so proprio e allora affido tutto a Te, fallo Tu per me! E poi ripeterselo ventiquattr'ore su ventiquattro, anzi per tanti millesimi di secondo quanti ce ne sono in una giornata, in modo spontaneo, sincero, totale (gesto di offerta): Ecco, lo affido a Te!. Ah, ecco una difficolt!... Ah, la tal persona in cattive acque!... Ah, la situazione tremenda! Ah... E allora: Tieni, tieni, tieni! Io non posso farci niente con la conoscenza che ho, fa' Tu quello che ci vuole, fallo Tu; fa' Tu quello che occorre, lo affido a Te. - pag 55 -

Un gesto di ogni minuto, di ogni secondo. Allora dopo un po' ti viene una Risposta TANTO EVIDENTE, sul serio, ma tanto chiara che tutto quello che nutre dubbi e incomprensioni sulle prime si trova costretto a starsene tranquillo e poi finisce per abdicare...........

L Agenda di Mre 15 luglio 1964)

Mre traduce dallinglese la risposta che aveva scritto a un discepolo, in particolare dove dice:

essere riconoscenti, non dimenticare mai questa Grazia meravigliosa del Supremo che conduce ciascuno alla sua meta divina per la strada pi corta, suo malgrado e malgrado la sua ignoranza e le sue incomprensioni, malgrado l'ego con tutte le sue proteste e le sue ribellioni.
un'esperienza cos vera quella trascritta qui! Mai dimenticare questa Grazia meravigliosa del Supremo che ci porta dritti dritti verso la vera meta, nonostante tutte le ribellioni, tutte le incom: prensioni direttamente, imperturbabilmente. Possiamo metterci a gridare, a piangere, a protestare, a ribellarci... Ti condurr fino in fondo malgrado te stesso. Al momento in cui l'ho scritto era cos meraviglioso!... Siamo tutti cos imbecilli, cos ignoranti, cos stupidi, non facciamo che lamentarci e dire: Ah, com' crudele Dio! (quelli che credono a 'Dio'). Che giudice implacabile ! e non capiscono niente! Perch invece tutto il contrario! Una bont, una grazia infinita che vi porta l, cos, fino alla fine, prrr! dritti dritti.

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La consapevolezza dellEnergia nello yoga integrale


di Claudio Tolomelli

Il tema dellEnergia costituisce uno dei principali aspetti di tutti i sistemi di yoga, insieme a quello della Coscienza. Naturalmente, a seconda delle scuole e tradizioni, a questo aspetto viene assegnata una maggiore o minore importanza. Anche Mre e Sri Aurobindo hanno trattato diffusamente, nei loro scritti, questo tema, sottolineando come gli esseri umani siano costantemente immersi in campi di forze e flussi di energie, con cui hanno uno scambio costante, di cui, per, non ne sono quasi mai coscienti. Per questo motivo, per Mre e Sri Aurobindo un passaggio molto importante della pratica dello yoga integrale consiste proprio nel divenire capaci di percepire il nostro stato energetico, nel diventare consapevoli dei diversi flussi di energia con cui entriamo in contatto e che ci attraversano, nellimparare a riconoscere i differenti piani da cui la traiamo. In sostanza, occorre sviluppare una sempre maggiore consapevolezza dellenergia di cui si dispone, di quella di cui si ha bisogno (sia nelle attivit ordinarie che nella sadhana), di come riceverla, di come

trattenerla, di come usarla. Questa consapevolezza riguarda sia i livelli di energia dei piani inferiori, quella fisica, vitale e mentale, sia gli aspetti sottili ed occulti, sia dei piani pi elevati, di natura spirituale. Sri Aurobindo ci ricorda inoltre che, a mano a mano che si sale nella scala della coscienza, il lavoro sullenergia tende a convergere progressivamente con quello sui piani di coscienza psichici e spirituali, fino a giungere al contatto con quella che la tradizione indiana chiama Shakti, che presenta al tempo stesso i caratteri di una corrente di Forza e di un potere di Coscienza, e che Sri Aurobindo individua come la Forza della Madre divina. Nello yoga di Sri Aurobindo questa Shakti che, dopo averci permeato ed illuminato, assume il comando della nostra sadhana e ne permette le pi alte realizzazioni. La strada maestra dello yoga integrale consiste quindi nellaprirsi alla Forza della Madre divina, nel lasciare che il Suo potere operi in noi, ci trasformi, ci sollevi ad una pi alta coscienza, trasmuti il nostro essere.

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Al proposito, si riportano di seguito alcuni brani di Mre e Sri Aurobindo. 23 DICEMBRE 1950 Tutti sanno che per risolvere un problema o imparare una lezione occorrono molta concentrazione e molta attenzione, una attenzione ed una concentrazione intellettuali. Ma la concentrazione non soltanto prerogativa dellintelletto; pu trovarsi in ogni attivit dellessere, anche nelle attivit del corpo. Il controllo sui vostri nervi devessere tale da permettervi di potervi concentrare totalmente su ci che fate e di riuscire, grazie allintensit stessa della vostra concentrazione, a rispondere immediatamente agli urti che vengono dallesterno. Per pervenire ad una tale concentrazione dovete sapere controllare coscientemente le energie. Siete coscienti delle energie che ricevete e che spendete? Si pi o meno coscienti delle energie che si spendono, soprattutto se se ne spendono troppe! Si tratta qui di uno scambio costante tra la ricezione e il dispendio delle energie. Prima dellet della ragione, i bambini ricevono molte energie e le spendono abbondantemente, senza pensare, e ci fa s che possano giocare per ore senza stancarsi. Ma, a mano a mano che il pensiero si sviluppa, si comincia a misurare e a calcolare il proprio dispendio di energie, anche se, generalmente, ci non serve a niente poich, a meno che non si conosca il procedimento che permette di ricevere le energie, meglio spendere liberamente quelle ricevute piuttosto che lasciarle stagnare dentro di s. Innanzitutto dovete divenire coscienti delle energie che penetrano in voi, del loro passaggio nellessere e del loro dispendio. Poi dovete possedere una specie distinto superiore che vi faccia sentire da dove provengono le energie pi favorevoli; allora vi mettete in contatto con esse tramite il pensiero, il riposo, o qualsiasi altro procedimento - ve ne sono molti. Bisogna sapere quale energia si vuole,

da dove viene e in che cosa consiste. Dopo, viene il controllo sullenergia ricevuta. Il novanta per cento degli esseri umani non assorbe sufficiente energia, o ne assorbe troppa, o ancora non assimila quella che assorbe: appena ne riceve una certa quantit, la butta immediatamente al di fuori, agitandosi, parlando, gridando, ecc. Dovete sapere conservare lenergia dentro di voi e concentrarla interamente sullattivit voluta, e non su altre cose. Se vi riuscirete, non avrete bisogno di ricorrere alla volont. Per fare ci che si vuole basta raccogliere tutte le energie ricevute, utilizzarle coscientemente e concentrarsi con la maggiore attenzione possibile. Ma bisogna sapere attribuire un valore reale a ci che si vuole fare, a ci che la parte superiore dellessere vuole fare, poich fare ci che si desidera fare non difficile. (Mre, Conversazioni 1950-51, Ed. Arka, pagg. 16-17)

NON SPRECARE LENERGIA Gli esseri umani non sanno come conservare lenergia. Quando succede loro qualcosa, un infortunio o una malattia, vi una richiesta di aiuto e viene fornita una dose doppia o tripla di energia. Essi si sentono ricettivi e la ricevono. Questa energia viene data per due ragioni: porre rimedio al disordine causato dallincidente o dalla malattia e dare la forza per la trasformazione, per curare, per eliminare la causa vera della malattia o dellinfortunio.

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Invece di utilizzare lenergia in questo modo, immediatamente gli esseri umani la gettano allesterno. Cominciano a muoversi, ad essere attivi, a lavorare. Cominciano a parlare, cominciano a dire che si sentono pieni di energia e gettano ogni cosa verso lesterno. Essi non riescono a tenere nulla. Allora naturalmente, poich lenergia non era stata data per essere sprecata in quel modo, ma per un uso interiore, essi si sentono svuotate. E questo universale. Non sanno come fare quel movimento: andare dentro di s, utilizzare lenergia - non tenerla, essa non pu essere conservata - per rimediare al danno fatto al corpo e andare in profondit fino a scoprire le ragione dellinfortunio o della malattia, e in quel punto mutarla in unaspirazione, in una trasformazione interiore. Invece di fare questo la gente comincia immediatamente a chiacchierare, ad andare in giro, a lavorare, a fare una cosa o laltra. In verit la grande maggioranza degli esseri umani sente di essere viva solo quando spreca energia, altrimenti non si sente viva. Non sprecare energia significa utilizzarla per gli scopi per cui stata data. Se lenergia data per la trasformazione, per la sublimazione dellessere, essa deve essere usata per quello; se lenergia viene data per rimettere a posto qualcosa che si era disorganizzato nel corpo, essa deve essere usata per quello. Non appena una persone si sente piena di energia, essa si precipita immediatamente nellazione. O altrimenti, coloro che non hanno il senso di fare cose utili, si mettono a spettegolare. Peggio ancora, coloro che non hanno alcun controllo su loro stessi divengono intolleranti e cominciano a trovare da dire. Se vengono contraddetti, si sentono pieni di energia e vengono colti da un sacro furore. Mre, Bullettin agosto 1949 pag. 4142)

ENERGIA INESAURIBILE Uno degli aiuti pi potenti che la disciplina yogica pu dare ad una persona che pratichi lo sport di insegnargli come rinnovare le sue energie traendole dalla sorgente inesauribile dellenergia universale. La scienza moderna ha compito grandi progressi nellarte dellalimentazione che uno dei mezzi meglio conosciuti per recuperare le proprie energie. Ma la procedura , quando va bene, precaria e soggetta a ogni genere di limitazione. Noi non tratteremo qui di questo, poich esso un soggetto di cui si gi molto parlato. Si sa comunque, che da quando il mondo e gli uomini sono ci che sono, il cibo un fattore indispensabile. La scienza yogica conosce altri mezzi per acquisire energie; noi ne menzioneremo due fra i pi importanti. Il primo consiste nel mettere s stessi in relazione con le energie accumulate nei mondi materiali e terrestri e nel trarre liberamente da questa sorgente inesauribile. Queste energie materiali sono oscure e semi incoscienti; esse incoraggiano lanimalit nelluomo, ma allo stesso tempo stabiliscono una sorta di relazione armoniosa fra il corpo umano e la natura materiale. Coloro che conoscono come ricevere ed usare queste energie generalmente hanno successo nella vita e raggiungono tutto ci che intraprendono. Tuttavia essi dipendono ampiamente dalle condizioni della loro vita e dallo stato della loro salute fisica.

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Larmonia creata in loro non sicura da tutti gli attacchi, essa generalmente viene meno quando le circostanze divengono avverse. Il bambino riceve spontaneamente queste energia dalla natura materiale quando getta allesterno tutte le sua forze senza limite, felicemente e liberamente. Ma nella maggior parte degli esseri umani, quando crescono, questa facolt si perde a causa delle preoccupazioni della vita e del posto predominante che le attivit mentali vengono ad occupare nella coscienza. Tuttavia c una sorgente di energia che, una volta scoperta, non si inaridisce mai, quali che siano le circostanze esteriori e le condizioni fisiche della vita. E quellenergia che si pu definire spirituale, che non pi ricevuta dal basso, dalle profondit incoscienti, ma dallalto, dallorigine suprema delluomo e delluniverso, dagli splendori sovracoscienti, onnipotenti ed eterni. Essa qui, ovunque intorno a noi, impregnante ogni cosa; per entrare in contatto con essa e riceverla basta aspirare sinceramente, aprirsi ad essa con fede e fiducia fino ad ampliare la propria coscienza per identificarla con la coscienza universale. Allinizio ci pu apparire difficile se non impossibile. Tuttavia se si guarda al fenomeno un po pi da vicino si pu vedere che non cos estraneo, cos distante dalla coscienza umana normalmente sviluppata. Peraltro, sono molto pochi coloro che non hanno sentito, almeno una volta nella vita, come se fossero sollevati oltre s stessi, colmati da una forza inattesa e fuori dal comune che gli ha resi per un momento in grado di fare qualsiasi cosa; in tali momenti nulla sembra troppo difficile e la parola impossibile perde di significato. Questa esperienza, per quanto fugace possa essere, d un barlume del tipo di contatto con lenergia superiore che la disciplina yogica pu assicurare e mantenere. Il metodo per ottenere questo contatto pu difficilmente essere dato

qui. Inoltre si tratta di una cosa individuale, per ognuno a modo suo, che dipende dal livello in cui si trova, adattando s stesso al proprio bisogno personale e aiutandolo a fare i passi in avanti successivi. La strada lunga lenta allo stesso tempo, ma il risultato vale la pena di intraprenderla. Noi possiamo facilmente immaginare quale potrebbe essere leffetto di questo potere di attingere a volont e in tutte le circostanze dalla sorgente illimitate di unenergia onnipotente nella sua luminosa purezza. Fatica, esaurimento, malattia, vecchiaia ed anche la morte divengono semplici ostacoli sulla strada che una volont pronta sicura di superare. (Mre, Bullettin, agosto 1949, pp. 41-42)

Come si vede, Mre d consigli pratici su come orientare il proprio sforzo personale per lavorare bene sulle energie e non disperderle, sottolineando quanto sia importante non agitarsi, non essere stressati, non arrabbiarsi. E, ancora una volta, richiama limportanza della consapevolezza dei nostri movimenti interiori e degli scambi che abbiamo con lesterno. Il tutto da compiersi in uno stato di calma, di equanimit, di aspirazione tranquilla e costante, di dono di s alla Madre divina, alla Shakti. Vediamo, al proposito, un bellissimo brano, tratto dalla famosa opera di Sri Aurobindo La Madre.

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LA SHAKTI DIVINA Attraverso la sua Shakti il Divino presente in ogni azione, in tutto ci che nelluniverso viene fatto, ma velato dalla sua Yoga Maya opera nella natura inferiore attraverso lego del Jiva. Anche nello yoga, il Divino il sadhaka e la sadhana. La Shakti rende possibile la sadhana mediante la sua luce, il suo potere, la sua conoscenza, la sua coscienza, il suo ananda agenti sullessere fisico e, quando questo si apre a lei, riversando in esso quelle forze divine che rendono la sadhana possibile. Ma fin tanto che la natura inferiore rimane attiva, lo sforzo personale del sadhaka necessario. Lo sforzo personale che viene richiesto il triplice lavoro di aspirazione, di rifiuto e di dono di s. Unaspirazione vigilante, costante, incessante, la volont dello spirito, la ricerca del cuore, il consenso dellessere vitale, la volont di aprire e di rendere plastiche la coscienza e la natura fisica. ll rifiuto dei movimenti della natura inferiore; il rifiuto delle idee, delle opinioni, preferenze, abitudini e costruzioni della mente, affinch la vera conoscenza possa trovare il campo libero in una mente silenziosa.

Il rifiuto dei desideri, delle richieste, delle sensazioni e delle passioni della natura vitale, del suo egoismo, del suo orgoglio, della sua arroganza, della sua lussuria, della sua avidit, della sua gelosia, della sua invidia e della sua ostilit verso la Verit, affinch gli autentici potere e gioia possano riversarsi dallalto in un essere vitale calmo, grande, forte e consacrato. Il rifiuto della stupidit, del dubbio, dellincredulit, delloscurit, dellostinazione, della meschinit, della pigrizia, della cattiva volont di cambiare e del Tamas della natura fisica, affinch la vera stabilit della Luce, del Potere, dellAnanda prenda dimora in un corpo sempre pi divino. Il dono di s al Divino e della Shakti, di tutto ci che si , di tutto ci che si ha, di ogni piano della coscienza e di ogni movimento. In proporzione al dono e alla consacrazione di s, il sadhaka diviene consapevole che la Shakti divina che fa la sadhana e penetra in lui sempre pi, stabilendovi la libert e la perfezione della Natura Divina. Quanto pi questa operazione, svolta in piena consapevolezza, sostituisce il suo sforzo, tanto pi rapido e vero diviene il progresso. Ma la necessit dello sforzo personale non pu essere totalmente eliminata che al momento in cui la sottomissione e la consacrazione, in tutte le parti dellessere, sono divenute pure e complete. Notate che una sottomissione tamasica che rifiuti di adempiere alle condizioni e richieda al Divino di fare tutto risparmiandovi le difficolt e tutte le lotte, un inganno che non conduce n alla libert n alla perfezione. (Sri Aurobindo La Madre, cap II)

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Appunti per una pratica integrale.


Rubrica di Pino Landi 3 - Il vitale nello yoga integrale
Luomo insiste su vari piani di esistenza; anche se per la comune coscienza sensoriale e mentale si ha consapevolezza del solo piano fisico, ci non significa che gli altri piani non esistano e che non vi sia possibilit alcuna di accesso conscio ad essi. Sostenerne lirrealt sarebbe come sostenere lirrealt dei soli e dei pianeti da un lato o degli atomi e degli elettroni dallaltro, solamente perch i nostri sensi comuni non possono averne contezza. Basta ampliare di un poco le capacit percettive per sentire in un qualche modo le radiazioni sottili che il nostro corpo materiale emette: non solo il calore corporeo, ma anche piccole forze magnetiche ed elettriche; ed anche energia pi sottile connessa ai sentimenti ed ai pensieri. Quante volte entrando in una stanza abbiamo sentito latmosfera che si era instaurata tra le persone presenti, oppure sentiamo lumore o la predisposizione nei nostri confronti da parte di un interlocutore che non conosciamo e con cui non abbiamo ancora neppure parlato. Tra le finalit della sahdana c anche quella di allargare le capacit di percezione e di consentire alluomo di lavorare su ogni parte di s stesso; una sadhana integrale opera su ogni parte delluomo, sui fisico, cos come sui piani che sono i pi prossimi al fisico, cio il vitale ed il mentale. Una parte essenziale del lavoro consiste nel prendere sempre pi coscienza di ci che accade sui diversi piani e di intervenire sul piano pi adatto per il tipo di operazione che si intende portare avanti, di non trascurare alcun aspetto dellessenza umano per procedere in armonia, nulla trascurando e lasciando indietro nel processo di trasformazione. In effetti lo yoga integrale procede anche in modo pi complessivo, sotto e sopra i piani suddetti, tutto utilizzando al fine della crescita e della trasformazione e, viceversa, ha come finalit la trasformazione integrale, senza trascurare nessun corpo, pi o meno sottile, condividendo od estendendo consapevolezza e Luce dal piano in cui la coscienza pi involuta fino a quello in cui si apre alle qualit Divine. In particolare abbiamo visto, nella rubrica precedente, come ogni movimento del mentale , ogni realizzazione mentale possono essere usati, dopo che stato compiuto il lavoro di purificazione della mente stessa, vedremo, in questo articolo, come, in modo del tutto analogo, occorre non rifiutare i movimenti del vitale, ma osservarli, indagarli e conoscerli, al fine di purificarli ed utilizzare la grande quantit di energia che ingabbiano e stringono, il pi delle volte facendola dissipare in movimenti contrapposti e contradditori. Ogni essere vivente partecipa a movimenti, molto simili alle emozioni umane. Anche scientificamente si dimostrato che le piante provano gioia di essere nutrite o annaffiate, paura se si avvicina loro un paio di forbici (specialmente se gi hanno provato l'esperienza di un taglio) e cos via. Chi accudisce o ha responsabilit della vita e del benessere delle piante, ha potuto notare come risentano dellumore e della qualit della intenzione di chi si occupa di loro. Cos come chi convive con animali sa molto bene quale gamma di sentimenti siano capaci di provare.

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Il vitale come un bozzolo che circonda ogni creatura vivente, ed in particolare luomo materiale e che contiene gli istinti, le pulsioni che si sono sviluppati assieme alla vita e che contribuiscono alla sua permanenza e diffusione. E altres un involucro di sensazioni, di tutta la gamma di sensazioni, da quelle pi corporee a quelle pi eteree, dal fastidio di un prurito al senso di grandezza che ci coglie nellosservare il cielo stellato. E una sorta di atmosfera che contiene anche i sentimenti che con la loro intensit colorano in un certo qual modo quellatmosfera stessa, ne determinano cio la qualit.

La vita scesa e si instaurata su questo pianeta ben prima della mente e di conseguenza nel vitale racchiusa, nei meandri del subconscio delluomo, tutta la storia evolutiva della terra, dalla coscienza oscura della pietra, attraverso gli istinti pi primordiali e brutali della vita che vuole imporsi e diffondersi, fino ai desideri ed alla volont indotti da una coscienza di separazione, che si affermata con la comparsa e la dominazione delluomo. Facile comprendere che sul piano del vitale che si focalizzano le energie pi potenti ed intense e che queste energie possono essere utilizzate dalle parti scisse e separate della coscienza, ingabbiate tra nodi inconsci. Sono sostanzialmente formazioni energetiche che sul piano vitale hanno acquisito una esistenza autonoma, sono divenute energivore, elementi di disgregazione, fattori di separatezza. In altri termini si pu dire che gli abitanti del piano vitale sono forti e potenti, quanto inaffidabili e pericolosi. Gli esseri del vitale sono pi antichi di quelli del mentale e provengono da caverne pi buie e nascoste, pi lontane dalla luce della coscienza... Occorre affinare in estremo grado la capacit di discriminazione per scoprire quando forti aggregazioni del piano

vitale si travestono da abitanti di piani superiori... Il lavoro di purificazione del vitale indispensabile per togliere energia alle parti scisse interiori e quindi procedere verso la loro eliminazione e allassorbimento di questa energia, per procedere nel lavoro di trasformazione e crescita coscienziale. Ogni volta che si toglie energia ad una porzione di coscienza che credeva reale la sua separatezza, contestualmente la si afferisce e si rafforza la consapevolezza dellunit e della totalit. Anche dal punto di vista delle realizzazioni meramente umane, coloro che riescono ad impedire un frazionamento dellenergia vitale, a conservare la concentrazione dei loro movimenti su un unico obbiettivo, sono destinati al successo, ed appaiono con immense capacit di lavoro e forniti di una energia inesauribile. Ovviamente il lavoro del praticante deve prescindere da basse finalit che, pur imponendosi come centralizzanti delle energie, sono pur tuttavia legate alle pulsioni egoiche e separative del vitale medesimo. Lopera di purificazione del vitale inizia utilizzando le energie del vitale stesso per fini superiori, sotto il controllo della parte pi elevata dell'intelletto. Come gi spiegato per i pensieri, anche i movimenti del vitale devono essere osservati, nella condizione di silenzio. Non rifiutati, ma neppure accettati, senza concedere loro alcun giudizio, alcuna preferenza, poich farlo significherebbe dare loro alimento. Osservarli per comprendere da dove provengono e poi lasciarli andare, senza identificarsi con essi in alcun modo. La condizione di equanimit rispetto ai movimenti del vitale non significa affatto che ci si debba trasformare in robot privi di sentimenti, ma semplicemente che non ci si deve lasciare dominare e comandare da essi. Al proposito c una bella analogia con i movimenti delle onde del mare.

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La superficie marina sempre mossa dalle onde che a volte, a causa della forza dei venti, sono anche molto forti e alte; ma gi a pochi metri sotto la superficie le acque sono calme e tranquille e non risentono affatto dei movimenti di superficie. La condizione ottimale del nostro vitale quella delle acque che sono sotto la superficie: immote e stabili a prescindere dai movimenti anche convulsi della superficie stessa. Nellosservazione appare evidente come le emozioni, i sentimenti e gli stati d'animo non giungono tutti dalla medesima fonte. Alcuni nascono dall'inconscio, provengono dal mondo interiore, attraverso dinamiche che sono per i pi totalmente estranee alla coscienza. Altri paiono provenire dal di fuori, quasi un contagio, una suggestione, anche questa in modo del tutto inconsapevole. In ogni caso, qualunque sia la provenienza, salgono come la nebbia, in modo involontario e a poco a poco assorbono tutta la nostra attenzione, invadono, a volte totalmente, il nostro paesaggio interiore. Vi sono vere e proprie entit, a cui poi diamo energia e forza ulteriore con le nostre preferenze ed i nostri pensieri, nel momento in cui interviene la mente, senza farci realmente comprendere, ma aggiungendo confusione a confusione, coazione a coazione. Per essere realmente liberi occorre non consentire alcun collegamento ed alcuna energia, a movimenti che avvengono al di fuori della nostra coscienza. Certamente le capacit di percepire devono essere allenate, allargate e non comuni. Occorre dunque percepire e comprendere da dove questi movimenti giungono, cosa o chi li ha destati e sviluppati e perch. Occorre passarli al vaglio di una retta discriminazione, sottoporli alla gravit di un Centro Permanente interiore, osservali con l'occhio del Testimone... Emozioni, stati d'animo e sentimenti in fondo sono energia: come la luce bianca, passando attraverso un prisma, si colora di tutti i colori dell'iride, cos l'Energia, passando di piano in piano e manifestandosi attraverso le individualit, si colora di ci che quell'individualit esprime...sapremo manifestare energia pi pura e sincera, attraverso i nostri

sentimenti e stati d'animo, quanto pi saremo entit pure e sincere...Non un caso che questo punto diventi il crocevia di diversi equivoci, diversi a volte nella forma, ma derivanti da identica inconscia pulsione indotta dalla mente che dal vitale trae energia e che teme tutto ci che sfugge al suo controllo. Dir quindi ancora e pi esplicitamente che del tutto negativo e fuorviante evitare le emozioni, rifuggirle, oppure rimuoverle o negarle; dal punto di vista energetico ci ha il medesimo valore che il tentare di controllarle, oppure quello di cedere loro senza ritegno. In un caso e nellaltro si d loro alimento energetico con la nostra attenzione e si consente loro nel contempo di dominarci completamente, quanto inconsciamente. Come per un fiume ogni occlusione dellalveo crea bacini di energia compressa che sfocia inevitabilmente in unalluvione disastrosa, cos come la piena che procede inesorabile senza argini che la delimitano. Ci che occorre innanzitutto prendere atto e conoscere questa parte della struttura umana, comprendere appieno la dinamica che la regge e le energie che sono connesse ed implicate. Occorre poi utilizzare lo strumento della discriminazione per individuare cosa c' e si nasconde dietro alle emozioni, al fine non di sopprimerle o di controllarle, ma di sciogliere le energie che le tengono aggrovigliate come nodi. Il passaggio finale del lavoro quello di trasformare e purificare tutto il proprio mondo vitale ed utilizzare queste energie per la crescita e la trasformazione coscienziale. Far un esempio che spero sia esplicativo.

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L amore una potente emozione di cui tanti parlano, spesso senza sapere effettivamente a cosa si riferiscono. Amore dovrebbe in effetti essere un sentimento di apertura e unione, di accettazione e di ampliamento, ma la grande maggioranza degli umani chiama invece in questo modo qualcosa di particolare e separativo. E completamente condizionata, nella propria vita, azioni, pensieri da un amore per il suo proprio partner, i suoi propri figli, la sua propria famiglia, la sua propria patria ecc...Questo amore si presenta in una veste accettabile, per la morale comune, ma, comunque si definisca, soltanto un volgare sentimento di propriet, una pulsione vitale, un vortice di energia controllato da un ego, da una porzione di coscienza separativa e ignorante. La

soluzione non sfuggire l'amore per il partner, i figli ecc... ma togliere il torbido senso di possesso, eliminare il timore della solitudine, lansia di garantirsi affetto ed attenzioneoccorre cio purificare questo sentimento perch riacquisti l'originale limpidezza originaria, utilizzare l'energia interiore per risalire alla fonte da cui il raggio proviene: la fonte d'Amore, senza aggettivi possessivi... Anche per la purificazione del vitale, cos come per il mentale, occorre un Aiuto che non pu che venire dai piani ad essi superiori: in altri termini, la condizione ottimale per lo yoga integrale quando consentiamo alla Madre di fare lo yoga attraverso di noi. Ma lAiuto pu giungere solamente se c' la volont ed il lavoro, la sincera aspirazione che consentono di ottenere l'aggancio con questi piani.

Questa rubrica alla terza uscita. Chi interessato pu trovare gli argomenti precedenti 1 Pratica integrale. Sul n. 0 della rivista Usha: http://it.calameo.com/books/00040363767e96bd34fd9 2 Lavoro sulla mente. Sul n. 1 della rivista Usha: http://it.calameo.com/books/000403637c4c9f04a17cf

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BACHECA
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Questi sono gli indirizzi relativi a gruppi che operano e lavorano avendo come riferimento lo yoga e linsegnamento di Sri Aurobindo e Mre. La redazione si limita a riportare gli indirizzi segnalati declinando ogni ulteriore responsabilit. Piemonte: ro.v@libero.it jiotis@fastwebnet.it Lombardia : rosassone@hotmail.com Liguria: miranda.vannucci@virgilio.it Veneto: http://www.supramentalyoga.org/ Friuli: http://www.associazionealba.it/ Emilia Romagna: vivashvan@hotmail.it Toscana : lilaurora@motrano.it

Nel week end dal 4 al 6 marzo 2011 si terr a Pescia un incontro di studio e meditazione incentrato sulle conversazioni di Sraddal sui Commenti di Sri Aurobindo alla Isha Upanishad. L'incontro si terr presso l'Albergo VILLA DELLE ROSE, via del Castellare 21 , nei pressi della Stazione Ferroviaria di Pescia -(Pistoia). Tel 0572-451301 E ancora possibile prenotarsi, telefonando all'Albergo o scrivendo una e_mail a Miranda o al sottoscritto. miranda.vannucci@virgilio.it landipi@libero.it

IL MANTRA DEL REALE una giornata dedicata al VERBO MANTRICO DI SRI AUROBINDO (a cura di Tommaso Iorco) domenica 10 luglio 2011

(a Motrano, nella bella campagna senese)


- 09:30/10:30 - registrazione partecipanti - 10:30/12:30 - recital L'Opera d'inchiostro (su poesie di Sri Aurobindo) - 13:00/14:00 - pranzo (vegetariano) - 14:30/16:30 - La poesia di Sri Aurobindo nell'originale inglese - 17:00/19:00 - La poesia di Sri Aurobindo in traduzione italiana - 19:30/20:30 - cena (vegetariana) e saluti N.B.: prenotazione obbligatoria (a causa dei posti limitati)

per informazioni e prenotazioni:

info@arianuova.org

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