Sei sulla pagina 1di 2

Ettore Bignone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ettore Bignone (Pinerolo, 17 dicembre 1879 Firenze, 11 agosto 1953) stato un filologo italiano. Biografia Nato da Carlo e da Anita Matteucci, Ettore Bignone si laure a Torino in Lettere classiche, con una dissertazione su Lucrezio, nel 1901 e in Filosofia nel 1902. Iniziato il suo tirocinio di insegnante, da un ginnasio di Sicilia al liceo Manzoni di Milano, consegu la libera docenza nell'Universit di Pavia dinanzi a Giuseppe Fraccaroli e a Carlo Pascal. Il 1 gennaio 1922 venne nominato titolare di Letteratura greca nell'Universit di Palermo. Quando giunse alla cattedra universitaria la sua autorit di studioso si era gi affermata con i suoi scritti: nel 1916 un'opera su Empedocle, maturo frutto di una preparazione di anni, premiato dall'Accademia delle Scienze di Torino, seguita nel 1920 da un importantissimo studio analitico su Epicuro che testimoniava la sua salda preparazione filologica e che lo rese noto negli ambienti filosofici. L'anno dopo furono pubblicati: Eros, il libro d'amore della poesia greca e l'Epigramma greco e nel 1924 gli Idilli di Teocrito, a cui si aggiunse dieci anni dopo un prezioso studio critico. Preceduto dalla fama di uomo esperto, nel 1925 fu chiamato a Firenze in qualit di professore di Filologia classica e poi di Letteratura greca e latina; e come tale continu il suo insegnamento fino al suo collocamento fuori ruolo, che avvenne nel 1950. Assunta la direzione della rivista Atene e Roma nel 1933, il Bignone ebbe anche modo di ritornare in Sicilia allorch allest con molto successo la rappresentazione delle tragedie sofoclee Le Trachinie (1933), l'Edipo a Colono (1936), l'Aiace (1939), da lui tradotte in versi. Prima di un infelice periodo di "ufficialit" (ebbe nel 1938 il Premio Mussolini, fu nominato "Accademico d'Italia" nel 1939) diede alle stampe nel 1936 la sua opera maggiore L'Aristotele perduto e la formazione filosofica di Epicuro, che rimane tra le pi significative acquisizioni della filologia del secolo XX. Nel 1937 pubblic gli studi su Sofocle, Euripide e Orazio raccolti nel volume Poeti apollinei e nel 1938 gli Studi sul pensiero antico contenenti, ampliati, alcuni saggi precedentemente pubblicati su Antifonte. Del 1940 Il libro della letteratura greca e degli anni successivi un Libro della letteratura latina per le scuole. Da allora si dedic quasi completamente, oltre che alla ristampa di sue opere ormai esaurite, ad una grande Storia della letteratura latina iniziata nel 1942 e giunta nel 1950 al terzo volume. Malato, colpito negli ultimi mesi nell'affetto pi caro quando la sua compagna d'universit e di tutta la sua vita, Angioletta Coscia, mor, continu infaticabile a lavorare sui suoi studi di letteratura latina. Stava preparando il materiale per il quarto volume, sorretto e aiutato dalla sorella Adelina, quando sopraggiungeva la morte a liberarlo da atroci dolori. Le Opere Il pensiero platonico e il Timeo (1910)

I poeti filosofi della Grecia: Empedocle (1916) Epicuro (1920) Eros, il libro di amore della poesia greca (1921) L'Epica di Omero e Virgilio. (1926) Teocrito - Gli Idilli (1924) Sofocle - Le Trachinie (1933) Aristotele perduto e la formazione filosofica di Epicuro (1936) I poeti apollinei (1937) Le tragedie di Sofocle (1937 - 1938) Studi sul pensiero antico (1938) Le tragedie di Eschilo (1939) Il libro della letteratura greca (1940) Libro della letteratura latina Storia della letteratura latina (incompiuto)