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La rivista digitale italiana dedicata alla formazione innovativa

Anno 1 Numero 2

Ti leggo la mente...
Da Lie to me ai mentalisti
Coaching: Istruzioni per luso
La METODOLOGIA CHE MIGLIORER LA VOSTRA EFFICACIA PERSONALE E PROFESSIONALE

Dal telefonino allo Smart Phone


LA NUOVA ERA DELLA COMUNICAZIONE COMINCIATA

Forum della comunicazione 2011: perch chi non comunica scompare

Editoriale

Eccoci giunti al secondo numero! Intanto un grazie a tutti i lettori per i tanti complimenti ricevuti su Facebook e Twitter e per lincredibile opera di passaparola spontaneo che ci ha portato a centinaia e centinaia di abbonati in pochissimi giorni! Continuate cosi, anche perch non sar FREE per sempre, anzi ;) In questo seconda cover story ho voluto affrontare un tema molto caldo e direi anche di moda: quello delle dimostrazioni di poteri particolari a fronte di capacit e conoscenze scientifiche o pseudotali. Non sono passati molti giorni dal blitz di Striscia la Notizia al corso di Supermemoria di Gianni Golfera, n dalla performance di Francesco Tesei a Il senso della vita con P. Bonolis ed in molti si chiedono c il trucco? Se si dov? Aggiungete il successo planetario di Lie to me e di The Mentalist (due fiction in cui si vedono allopera uno psicologo lies detector ed un mentalista) e linteresse diventa quasi morboso Lintento del nostro articolo non naturalmente quello di svelare trucchi o di sfatare miti, ma di comprendere meglio cosa c di scientifico e tecnico alla base, e cosa, dunque, potrebbe essere rimodellato nella vita quotidiana, senza diventare mentalisti o lies detector professionisti.

Buona lettura a voi ed alle persone cui avete esteso lopportunit!

Stefano Santori

So mm ar io
Canale Formazione Magazine (rivista in corso di registrazione) propriet intellettuale (tutti i diritti riservati) di Wikicom Srl Via U. de Carolis, 34 00136 Roma P.I./C.F. 11328411001 Si ringrazia il team, senza il quale questa rivista non sarebbe mai arrivata alla luce: Mario Bellisario, Patrizio Bonini, Giacomo Bruno, Fabio Carnevali, Claudia Di Matteo, Amadeo Furlan, Fabrizio Elviretti, Raffaele Galasso, Eleonora Geria, Salvatore Gaziano, Federica Marucci, Stefano Santori, Irene Villa Santa

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Ti leggo la mente Da Lie to me ai mentalisti di Stefano Santori

Management

Coaching: Istruzioni per luso di F. Marucci Venditori si nasce o si diventa? di A. Signorelli


Soldi e finanza

Trappole per investitori! [2] di S. Gaziano


Comunicazione 2.0 marketing

Dal telefonino allo Smart Phone di F. Carnevali Marketing, che passione! di C. Di Matteo
sviluppo personale

Musica, musicisti e PNL di F. Elviretti


La parola ai formatori

Parola dordine: flessibilit di P. Sciacca


formatori a confronto Guida alla lettura Impresa

Dialoghi fra Eccellenze di S. Santori Pensa in grande a cura di E. Geria Forum della Comunicazione 2011 Le aziende sono pronte alla Generazione Y? di E. Geria
Eventi

Calendario Corsi Master in PNL Io Inside Out a cura di I. Villa Santa

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cover story

Da Lie to me ai mentalisti: funzionano davvero le tecniche di lettura e influenza occulta della mente?
IMMAGINATE DI APRIRE UN LIBRO A CASO, di leggerne mentalmente (senza muovere nemmeno le labbra) una pagina anzi una piccola parte di una pagina aperta a caso.
autore: StefanoSANTORI
Consulente e formatore aziendale e NLP trainer con licenza USA, autore di libri, audiocorsi e video corsi, CEO di Enoxi societ di consulenza, specializzata nel settore del management e delle vendite (Marketing & Sales), fondatore di Canaleformazione
stefanosantori@enoxi.it

TI LEGGO LA MENTE...

Ora immaginate di sentirvi dire, da una persona che vi ha solo osservato A DISTANZA (non era dunque in grado di leggere le parole), i contenuti della pagina che avete appena letto nella mente!!! Come definireste questo potere? Chiaroveggenza, lettura della mente, magia mentale? Fino a qualche anno fa sarebbe stato difficile trovare un termine adatto e sarebbe stato facile indulgere verso spiegazioni vicine al paranormale, attribuendo a quella persona poteri magici ed ESP (Extra Sensorial Perception). Oggi possiamo invece tranquillamente ricorrere ad un termine tecnico perfettamente adatto e calzante: mentalismo. Le persone in grado di leggere la mente e/o di influenzarla esistono e vengono per lappunto denominate Mentalisti: sono grandissimi esperti di psicologia, di PNL, di Ipnosi, di CNV (Comunicazione Non Verbale), allenatissimi nellosservare anche i pi piccoli, minimi, impercettibili, segni che il nostro corpo inevitabilmente invia ed emette e che sono decodificabili solo con le opportune conoscenze e capacit. Se volete comprendere appieno, guardatene uno in azione (F. Tesei), con ottimi risultati, andando qui: http://www.youtube.com/watch?v=X6LKHTpRyic .

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le persone in grado di leggere la mente esistono davvero e vengono denominate Mentalisti

Come ha fatto? Partiamo da una netta distinzione: nel primo numero (quando viene bendato, lo dico per chi sta leggendo ma non ha visto o non pu vedere il video) non utilizza labilit di leggere quanto piuttosto quella di scrivere, ovvero di influenzare in maniera subliminale le scelte del presentatore (in questo caso Cecchi Paone), che dunque, pur convinto di aver scelto liberamente, sta rispondendo ad una abile e subliminale operazione di induzione. In questo caso dunque, pi che leggere la mente, si tratta di portarla a compiere scelte volute dal mentalista, che potr poi dimostrare al pubblico di aver letto la mente della vittima. Nel secondo caso (ovvero individuare le parole chiave della pagina letta a caso), il mentalista (molto probabilmente) legge ci che per le persone normali quasi invisibile ed impercettibile, ovvero i microsegni, le microespressioni facciali, i microcambiamenti neurofisiologici del presentatore, MENTRE legge la pagina scelta a caso, mostrando unabilit fuori dal comune nellanalisi della comunicazione non verbale. Un altro esempio di Tesei in azione (questa volta con Dario Argento) qui: http://www.ilmentalista.com/index.php?/video/pauradargento/

cover story

cover story

Volete provare se avete la giusta stoffa per diventare mentalisti (ricordate che la capacit di osservazione FONDAMENTALE per un mentalista)? ANDATE SU: http://www.livevideo.com/video/97B5 64DC280E439688B1D57E68823C13/ the-mentalist-guards-awareness.aspx

Fotografalo con il tuo smartphone!

LIE TO ME La storia e il personaggio del dottor Lightman, protagonista di Lie to Me, sono ispirati agli studi del dottor Paul Ekman, psicologo studioso del comportamento umano ed esperto di rilievo sul linguaggio del corpo e sulle espressioni facciali. Le tecniche utilizzate rispondono scientificamente ai nomi di cinesica, prossemica, semiotica.

Linteresse per questo genere di argomenti ha radici lontane: negli anni 70 ed 80 divenne famoso un personaggio dai poteri ambigui (e mai ufficialmente verificati a livello scientifico, ovviamente) che affermava di poter piegare i cucchiaini con il potere della mente e di poter scattare fotografie di s stesso utilizzando macchine fotografiche con lobiettivo oscurato. Il suo nome Uri Geller, israeliano, divenuto poi ricco (a suo dire) con la scoperta di giacimenti petroliferi utilizzando i poteri medianici della sua prodigiosa mente (famosa anche la sua causa, a dir poco bizzarra, contro la Nintendo, negli anni 90, in cui affermava che un pokemon malvagio era stato creato rubando la sua identit ed il suo nome). In Italia, negli anni novanta soprattutto, abbiamo anche assistito alle performances, pi o meno eclatanti, del nostrano Giucas Casella, ipnotista ed esperto di tecniche psicologiche non ortdosse, che ci ha abituato a sedute di ipnosi, camminate sulle braci, trances profonde con tarantole sul corpo, esprimenti di sepolture senza ossigeno. In questa prima ondata erano gli show a far la parte del leone, fino allavvento della prima fiction interamente basata sugli studi di comunicazione non verbale, intitolata Lie to Me ed incentrata sulle gesta del dottor Lightman, esperto studioso di CNV (comunicazione non verbale) abilissimo nella scoperta delle menzogne e degli inganni, magistralmente interpretato dal bravo Tim Roth. Visto il successo di Lie to Me nata poco dopo anche la serie, anche se meno fortunata, The Mentalist, dove il protagonista, manco a dirlo, un Mentalista che offre le sue abilit alla polizia per aiutarla nelle indagini. Coshanno in comune mentalisti e lies-detector (scopritori di bugie)? Il minimo comune denominatore senzaltro la grandissima conoscenza degli aspetti pi sottili ed impercettibili del comportamento umano: entrambi sanno cogliere, con una acuit sensoriale fuori dal comune, piccoli segni rivelatori, microespressioni nella faccia cos come microcambiamenti nella voce e pi in generale nel comporta-

Lattore Tim Roth, il lies detector

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mento, utili per comprendere il vissuto pi profondo e, in taluni casi, intimo delle persone osservate. La differenza principale tra i due nella parte attiva: mentre gli esperti scopritori di inganni attraverso la CNV si limitano a studiare il soggetto per decodificarne il comportamento, i mentalisti sono pi proattivamente impegnati ad influenzare i comportamenti per poi poter affermare e dimostrare lavevo gi previsto!, dando cos la sensazione di essere davvero chiaroveggenti. Unaltra sfumatura, soprattutto nei mentalisti pi spettacolari e proiettati verso il palcoscenico, lutilizzo, a supporto, anche di strumenti e trucchi da veri prestigiatori. Paradossalmente sono pi onesti e trasparenti i mentalisti in azione, che i lies detector: mentre questi ultimi hanno bisogno che il soggetto sia pi ignaro possibile, nellemettere i suoi segnali mentre comunica, i mentalisti (onesti!) dichiarano palesemente la loro abilit mista (psicologi e prestigiatori), facendo capire da subito che c trucco e c inganno... ma fa parte dello show! Mentalisti: Strumenti e capacit da sviluppare Ma il momento di addentrarci allinterno del loro armamentario, del loro bagaglio tecnico: che strumenti utilizzano e quali sono le capacit da sviluppare per diventare abili come loro e per arrivare a fare ci che fanno? Quali sono le basi teorico-scientifiche su cui si muovono e da cui proviene lefficacia dei loro strumenti? Partiamo dalla prima domanda, la pi importante in termini formativi. In entrambi i casi indispensabile una conoscenza approfondita non solo dei meccanismi, anche quelli pi reconditi, con cui la mente genera i comportamenti, ma anche una consolidata e rodata conoscenza della comunicazione non verbale, declinata come labilit di leggere e decodificare i microsegnali non verbali emessi, in pieno automatismo inconsapevole, da parte del soggetto studiato. Quindi, per essere pi specifici, il bagaglio minimo da possedere dato dalla capacit di: leggere e decodificare i segnali non verbali minimi (mi-

LA PAROLA A WIKIPEDIA MENTALISTA: il mentalista il mago che pone, maggiormente rispetto ad altri, laccento sulla componente psicologica dei suoi effetti (che non vengono mai chiamati giochi), legandosi il meno possibile allabilit manuale e ai trucchi troppo complicati. per questo che spesso gli operatori dellocculto si avvalgono di tecniche proprie del mentalismo per simulare fenomeni paranormali. La sola differenza lo scopo (nella seire The Mentalist lo scopo del mentalista diventa aiutare la giustizia).

Lattore Simon Baker, il mentalista

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croespressioni, microsegnali, scarichi di tensioni, segnali di accesso oculare, ecc.); calibrare i propri messaggi in virt delle reazioni del soggetto (ogni persona si comporta e reagisce in modo diverso agli stessi stimoli: calibrare significa capire in che modo tali reazioni avvengono e come sono collegate a quali stimoli); comprendere gli schemi di pensiero sottostanti al linguaggio: bench le persone credano che parlare litaliano sia una abilit oggettiva, collegata semplicemente alla cultura generale, in realt possibile leggere dietro le righe, capendo anche in che modo le persone organizzano i loro pensieri; utilizzare il linguaggio subliminale per indurre ed influenzare pensieri e comportamenti: si tratta della famosa (per gli addetti al lavoro naturalmente) ipnosi conversazionale che, come si evince dal nome, si basa sullabilit di veicolare messaggi ipnotici nel bel mezzo di una apparentemente semplice e banale conversazione; modificare i propri parametri di comunicazione nonverbale (i propri gesti, le proprie posture, i propri comportamenti, persino il proprio modo di utilzzare le corde vocali per pronunciare parole) per inviare (alla stregua dellipnosi conversazionale) messaggi subliminali nonverbali, percepibili solo in modo inconsapevole da parte del soggetto bersaglio. Mi fermo qui solo per amore di sintesi: in realt, volendo, si potrebbe aggiungere ancora molto e soprattutto declinare le capacit di cui sopra in sotto-capacit specifiche, ma non lo scopo di questo articolo. Un p di teoria Per quanto riguarda le basi scientifiche e teoriche mi limiter ad elencarvi qui di seguito i modelli, ed in taluni casi anche i testi di riferimento, pi specifici (ricordandovi che una buona cultura di base sullo studio della psicologia e della neurofisiologia umana fondamentale): 1. Gli studi di Paul Ekman sono, insieme a tutto lo scibile precedentemente accumulatosi circa lo studio del Non Verbale, alla base della scoperta degli inganni e

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utilizzare il linguaggio subliminale per indurre ed influenzare pensieri e comportamenti

della lettura dello stress interiore del soggetto: fu proprio Ekman infatti, in un progetto di ricerca insieme al Dr. Maureen OSullivan, denominato Progetto Wizards a scoprire le microespressioni facciali, le quali possono dare un contributo a rivelare se una persona mente o meno. Dopo aver testato un totale di 20.000 persone provenienti da tutti i ceti sociali, trov solo 50 persone che avevano la capacit di individuare linganno, senza alcun addestramento formale. Questi talenti naturali sono tuttora noti anche come Truth Wizards, o maghi di rilevazione inganno. Va ricordato che Ekman ha condotto e pubblicato ricerche su una vasta gamma di argomenti nellambito generale del comportamento non verbale: il suo lavoro sulla menzogna, per esempio, non era limitato al viso, ma anche allosservazione del resto del corpo. Attualmente nel Consiglio Editoriale della rivista Greater Good, pubblicato dalla Greater Good Science centro della University of California, Berkeley. Per iniziare il viaggio nelle sue affascinanti scoperte si legga lottimo I Volti della menzogna, editore Giunti. 2. fondamentale anche la conoscenza accurata di buona parte degli strumenti di PNL (programmazione neurolinguistica), disciplina nata su basi neuroscientifiche che pone al centro del modello lo studio della strettissima interconnessione esistente tra linguaggio delle persone (sia verbale che non) e sistema nervoso e neurologico completo. Da qui la nascita di una serie di strumenti concreti, utilizzabili per fini tanto terapeutici (furono allorigine della PNL) quanto commerciali e di spettacolo: dalla lettura della mappa mentale dellindividuo (ovvero del suo modello soggettivo di costruzione della realt e delle sue reazioni ad essa) fino al ricalco (ovvero alla creazione di un senso di profonda empatia e fiducia, ottenuto grazie alla messa in opera di precise e concrete strategie) fino alle tecniche per influenzare la suddetta mappa del mondo con un sapiente uso del linguaggio e delle sue immense ed infinite sfumature. Per avere unidea generale della PNL si legga Manuale di PNL di J. OConnor e I. Mc Dermott.

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3) Infine, last but not least, fondamentale padroneggiare lipnosi conversazionale nata dallo studio delle tecniche utilizzate dallinnovativo e rivoluzionario ipnotista americano, Milton Erickson. Lanalisi delle stupefacenti abilit di Erickson stata anche alla base della PNL: uno dei suoi pilastri fondamentali proprio il rimodellamento delleccellenza e non a caso studiare un vero mago in azione ha rappresentato una delle pi solide basi per lo sviluppo di questa disciplina. Richard Bandler e John Grinder ebbero dunque modo di sezionare ed analizzare le specifiche abilit di Erickson, fino a coglierne la straordinaria abilit dinfluenza di tipo conversazionale: ovvero il potere di ipnotizzare (e curare) le persone attraverso induzioni nascoste allinterno del linguaggio pi semplice, quello che potremo definirie al di l di ogni sospetto (la conversazione di tipo relazionale). La missione di spiegare in poche righe il segreto dellipnosi conversazionale impossible ma posso senzaltro dirvi su cosa si basa: su un mix tra la calibrazione della comunicazione (sia verbale che non) e luso sapiente di sfumature del linguaggio in grado di bucare i vari buchi della nostra mente cognitivo-consapevole, portando dunque i messaggi dritti allobiettivo. Vi consiglio lottimo libro, edito da F. Angeli DallIpnosi Ericksoniana alle Neuroscienze. A proposito di fiction: mentre andiamo in stampa (digitale sintende) ho avuto modo di vedere online la prima demo del videogioco L.A Noir (per PS3, XBOX, PC, ecc.) e sono rimasto sorpreso nel leggere una delle sue caratteristiche pi peculiari: parte del successo del vostro personaggio, il detective della squadra omicidi, dipender dalla vostra abilit di comprendere le menzogne sui volti (abilmente e perfettamente riprodotti in digitale, simulando le microespressioni facciali reali umane) dei vari indiziati, di volta in volta interrogati! Che dire... Volevate allenarvi senza rischi? Eccovi la soluzione!

Testo di approfondimento: DallIpnosi Ericksoniana alle Neuroscienze G. De Benedittis, E. Del Castello, C. Valerio Franco Angeli

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Mi auguro che la lettura di questarticolo non abbia istigato nessuno a tentare di influenzare i propri vicini di casa con frasi ipnotiche conversazionali o, peggio, a fare il terzo grado al proprio partner o al proprio collaboratore di fiducia per leggere i segni dellinganno: vi ricordo che non solo occorre una grande preparazione ed un grandissimo allenamento ma, come lo stesso Ekman ha sottolineato parlando di lie to me, individuare le menzogne molto pi difficile, lento e molto meno certo di come si vede in TV! <

LA PAROLA A WIKIPEDIA Milton Hyland Erickson (Nevada, 5 dicembre 1901 Arizona, 25 marzo 1980) stato uno psichiatra statunitense. stato presidente e fondatore della Societ Americana di Ipnosi Clinica e membro della Associazione Americana di Psichiatria, della Associazione Americana di Psicologia, e della Associazione Americana di Psicopatologia. Erickson ricordato per: Il suo approccio originale alla psicoterapia e al rapporto con il paziente. Il suo ampio utilizzo della metafora terapeutica, delle narrazioni e dellipnosi. La sua concezione dellinconscio come di qualcosa che completamente distinto e separato dalla mente conscia, con la sua specifica consapevolezza, i suoi interessi, le sue risposte e il suo apprendimento. Secondo Erickson, la mente inconscia creativa, generatrice di soluzioni e ha come obiettivo il bene della persona. La sua capacit di utilizzare qualsiasi processo del paziente per aiutare il cambiamento: convinzioni, parole preferite, estrazione culturale o sociale, storia personale, e perfino le abitudini nevrotiche. Erickson uno dei pi autorevoli teorici dellipnosi clinica e della cosiddetta psicoterapia breve del secolo scorso. Da lui deriva principalmente lutilizzo pi moderno dellipnosi, non legato esclusivamente alla cura di problemi psichici e della nevrosi. Erickson ha sviluppato una forma di ipnoterapia chiamata ipnosi ericksoniana, che permetterebbe di comunicare con linconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi molto simile ad una normale conversazione, ed induce una trance ipnotica nel soggetto.

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Management

Coaching: Istruzioni per luso

la metodologia che migliorer la vostra efficaciA personale e professionale


il coach lavora affianco del coachee o del team per migliorare la performance, potenziando le risorse ed eliminando le interferenze che si oppongono al raggiungimento degli obiettivi.

autore: FedericaMARUCCI
NLP Licensed Trainer da Richard Bandler, Life Coach certificata alla NLP Italy Coaching School, Vocal Coach diplomata presso lUniversit della Musica e laureata in Filosofia allUniversit degli studi La Sapienza di Roma
federicamarucci@enoxi.it

ll Coach parte da unanalisi della situazione attuale del cliente il quale, fissato un obiettivo, metter in atto il piano dazione per raggiungere una situazione desiderata.

Il coaching un processo attraverso il quale si aiutano le persone, i gruppi o i singoli individui, ad arrivare ai massimi livelli delle proprie performance. Questo avviene attraverso leliminazione delle interferenze, sia interne che esterne e attraverso il potenziamento delle risorse, anche in questo caso, sia interne che esterne. Per interferenze interne si intendono tutti quegli auto-sabotaggi mentali, che mettiamo in atto pi o meno inconsapevolmente. Vi mai capitato, per esempio, di dover affrontare un importante colloquio di lavoro e di ripetervi, mentalmente, che non ce lavreste fatta? Oppure vi successo, prima di un intervento ad una conferenza, di vedere voi stessi piccoli piccoli su uno sfondo scuro, davanti ad una platea di persone enormi ed arrabbiate? Ecco queste sono le interferenze interne da eliminare, perch fungono da ostacolo alla vostra performance! Le interferenze esterne sono invece quelle che dipendono meno da noi, ma che almeno in parte possiamo influenzare attraverso il nostro comportamento. Passiamo ora alle risorse: quelle interne sono le nostre qualit migliori (migliori nel senso che sono pi funzionali rispetto allobiettivo). Il fatto che non sempre ci rendia-

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la nozione di coaching legata per tradizione allo sport

mo conto di quello che siamo in grado di fare. come se avessimo sempre il freno a mano tirato ed per questo che le risorse vanno potenziate attraverso delle tecniche specifiche. Nel momento in cui il nostro Coach ci metter nello stato emotivo giusto, vedremo infatti risorse che non pensavamo di avere; questo perch erano deboli o nascoste abilmente, dietro alle nostre paure. Le risorse esterne possono essere rappresentate invece da persone, cose, strumenti, denaro e tutto ci che ci pu essere di aiuto nel raggiungimento di un obiettivo. Purtroppo, quando siamo focalizzati sul problema abbiamo una visuale ristretta, che non ci permette di vedere tutto ci che offre una risorsa, sia interna sia esterna. Il Coach parte da unanalisi della situazione attuale del cliente il quale, fissato un obiettivo, metter in atto un piano dazione per raggiungere una situazione desiderata. La stessa parola, coach, significa in inglese carrozza, vettura, che sta a indicare la sua funzione: portare le persone da un punto di partenza a un punto di arrivo. La nozione di coaching legata per tradizione allo sport. Il coach sportivo , infatti, lallenatore per eccellenza, colui che accompagna la squadra o il singolo atleta ad un livello di performance ottimale attraverso la guida, il caretaking, il mentoring, la sponsorship. Ecco, queste sono le stesse funzioni di un Coach aziendale o privato ed per questo che alla parola Coach si affiancano parole come: allenatore mentale, facilitatore di cambiamenti, motivatore etc. Come un vero allenatore, il Coach, si mette infatti al fianco del cliente, sia esso azienda o individuo e lo aiuta a diventare consapevole delle proprie risorse, mettendo in atto un vero e proprio processo auto rigenerativo e rendendolo, nel minor tempo possibile, autosufficiente. Il cliente in questo modo, sar in grado di affrontare in maniera pi efficace le situazioni che si presenteranno anche in futuro. Proprio perch il Coach si posiziona a fianco e non davanti al cliente, egli non fornisce risposte, ma lavora

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management

Management

Esistono due tipi di coaching: BUSINESS COACHING: lavora sullo sviluppo professionale in linea con gli OBIETTIVI DELLAZIENDA LIFE COACHING: lavora su tematiche personali mettendo il cliente in contatto con le PROPRIE EMOZIONI

sul presupposto secondo il quale ogni individuo possiede gi in s la soluzione migliore. Attraverso un metodo quasi socratico, il Coach far dunque quelle domande specifiche, che genereranno le risposte giuste allinterno di un processo gi in atto. In questo caso, parlo di processo gi in atto perch quando si decide di affidarsi ad un Coach, si gi fatto il primo passo: decidere di risolvere. Oggi esistono diversi tipi di Coaching, che in questo primo articolo sul tema , comprendo in due 2 macro-categorie: Business e Life. Il Business coaching lavora su diverse tematiche: lo sviluppo professionale degli individui in linea con gli obiettivi dellazienda, la pianificazione di una strategia efficace per mantenere alta la competitivit rispetto al mercato, la qualit della comunicazione interna ed esterna, la consapevolezza di team, i cambiamenti organizzativi, la motivazione e i cali di performance etc. il life coaching finalizzato, invece, alla risoluzione di tematiche personali anche indipendenti dal lavoro e mette il cliente in contatto con le proprie emozioni. Nello specifico, si rivolge al life Coach chi in un momento di passaggio della propria vita, chi deve prendere delle decisioni importanti, chi pensa di vivere una vita lontana da quella che sente pi giusta e in linea con la propria identit e i propri valori, chi pensa di meritarsi di pi o chi, pi semplicemente, ha perso di vista i propri obiettivi. In conclusione, mio desiderio condividere con voi le parole di Yogi Berra per chiudere questa prima panoramica sul Coaching, parole che io stessa come Coach amo ricordare spesso: Se non sai dove stai andando, potresti arrivare da qualche altra parte. Buon coaching a tutti! <

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ESCI DAI TUOI SCHEMI

Scopri come con la PNL

Videocorso completo di PNL


(in 5 DVD)

LOpera della PNL, PNL in Azione riesce nellimpresa di portare direttamente sui vostri schermi le pi moderne tecniche di Programmazione Neurolinguistica, allo Stato dellArte, spiegate da Stefano Santori. Lintera Opera si compone di 5 Volumi che, trattando argomenti specifici, possono essere acquistati e seguiti anche separatamente: 1. Gli strumenti di base della PNL; 2. Visivo, Uditivo o Cinestesico? Il Ricalco e la Guida; 3. La Magia del linguaggio; 4. La scoperta dei filtri mentali; 5. Il linguaggio del cambiamento.

per informazioni:

www.canaleformazione.com/prodotti-di-autoformazione

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Venditori si nasce o si diventa?


Le principali caratteristiche di un venditore efficace
opinione diffusa che venditori si nasca. Bastano solo le doti naturali per avere successo nelle vendite o bisogna sviluppare capacit e conoscenze?
autore: ArielSIGNORELLI
Direttore Commerciale di Aemme Comunicazioni, formatore ed esperto in Comunicazione Efficace e Tecniche di Vendita
a.signorelli@aemmecomunicazioni.it

Un bravo venditore deve saper leggere 4 il mercato Il venditore eccellente parte da se stesso per 4 arrivare agli altri

Avete mai ascoltato affermazioni del tipo: sono nato per fare il venditore; ho una parlantina cos sciolta che quasi quasi mi metto a vendere qualcosa; nato per vendere, ama viaggiare e stare in contatto con la gente; non trovo lavoro quindi, faccio il venditore; sono timido e non riuscir mai a vendere nulla; e tanti altri luoghi comuni? Per capire se queste affermazioni possono essere plausibili, analizziamo quali caratteristiche deve avere e quali capacit e conoscenze deve sviluppare un venditore di successo. Il venditore di successo, oggi, deve essere soprattutto un consulente. Una persona in grado di dialogare e rispondere a tutti i quesiti che il cliente gli pone. Un venditore dauto, per esempio, non deve necessariamente essere un tecnico, un meccanico o un ingegnere, ma una persona che conosce perfettamente tutte le caratteristiche del mezzo che vuole vendere; egli deve capire lesigenza del suo potenziale cliente e deve razionalizzare le informazioni, per esaltare quelle che sono pi gradite e utili al suo interlocutore. Esaltare la forte velocit che pu raggiungere un modello specifico dauto a un padre di famiglia, che la utilizza

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il venditore di successo, oggi, deve essere soprattutto un consulente

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solo nei fine settimana per portare a spasso i propri figli, ritenete possa essere efficace? O sarebbe pi opportuno soffermarsi su un modello che possa essere comodo e spazioso per i bimbi? Il venditore di successo deve essere un professionista competente, deve conoscere il mercato in cui opera, deve comunicare in modo efficace, deve pianificare il proprio lavoro, deve saperlo organizzare per ottimizzare tempi e costi, deve conoscere le tecniche di vendita base ma, soprattutto, deve imparare a comunicare prima con luomo e poi col cliente. Se volesse vendere solo al cliente, senza preoccuparsi di conoscere prima e di comunicare dopo con luomo, avrebbe infatti scarsissime possibilit di successo. Avete visto quanti deve? Certo, potremmo anche vendere senza tener conto di tutti quei deve, ma non potremmo certo affermare di essere dei consulenti alle vendite. Saremmo dei venditori occasionali e faremmo vendite sporadiche. E non certo questo lobiettivo che un venditore di qualit deve porsi. vero, bisogna avere delle doti imprescindibili dallattivit di vendita: spiccate propriet di linguaggio, predisposizione ai rapporti interpersonali, capacit di creare subito empatia col prossimo, ma tutte queste qualit, se non sono innate, possono tranquillamente essere sviluppate con la formazione e con lo studio specifico. In ogni caso, c sempre bisogno di una forte componente motivazionale. Gi, il venditore deve essere motivato a farlo, deve volerlo. E si sa: volere potere! Egli deve avere un forte equilibrio, non deve esaltarsi dopo una vendita andata a buon fine e non deve deprimersi e demotivarsi se il suo copia commissioni, rimane inutilizzato per giorni e giorni. La madre dellequilibrio, nella vendita, ritengo sia la giusta fusione tra: autostima, competenza, miglioramento continuo e costante, fiducia. Fiducia in se stessi, nellazienda che si rappresenta e nel prodotto da vendere. Senza autostima e fiducia, il venditore navigher a vista. Non avr mai un punto fermo che, soprattutto nei momenti di difficolt, lo terr in vita.

IL VENDITORE DI SUCCESSO DEVE: Essere un professionista competente Avere una forte componente motivazionale

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Management

Senza competenza, il venditore non trasmetter mai quella preparazione adeguata, che oggi richiesta dal mercato e senza il miglioramento continuo, sar il mercato stesso che decider di rivolgersi a un venditore pi adeguato. Un bravo venditore, quindi, deve anche avere un occhio attento e vigile nei confronti di queste evoluzioni, se vuole essere il protagonista del suo mercato di riferimento. A questo punto fermiamoci un attimo e poniamoci una semplice domanda: bastano le capacit innate, legate alle caratteristiche di una buona comunicazione, unite alla sola volont di applicarle allattivit di vendita, per rispettare tutte quelle componenti che abbiamo descritto? Io direi proprio di no. Cos com altrettanto vero che un venditore non pu esserne sprovvisto! Che fare per capire se abbiamo le caratteristiche per svolgere nel migliore dei modi il pi bel mestiere che possa esistere? Possiamo partire analizzando noi stessi, migliorando le doti che gi possediamo e lavorando per acquisire le competenze che ci mancano, aumentando le credenze potenzianti ed eliminando quelle limitanti. Parlate molto bene, pi del vostro interlocutore, velocemente e senza incepparvi? A questo punto pensate di poter essere degli ottimi venditori, nati per fare questo lavoro? Oggi vero il contrario. Il venditore di successo quello che parla meno! quello che fa domande (chi domanda guida), ma soprattutto quello che ascolta e non quello che sente. Ascoltare significa capire, dalle parole del nostro cliente, le sue primarie esigenze. Spesso sentiamo quello che le persone ci dicono, ma non ascoltiamo quello che realmente vogliono trasmetterci. Ci fermiamo al primo strato della comunicazione, non scendendo in profondit. Solo ascoltando possiamo scendere in profondit ed essere utili al nostro cliente. E spesso le esigenze dei nostri clienti sono proprio l,

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parlate molto bene, pi del vostro interlocutore, velocemente e senza incepparvi?

in profondit. Tocca a noi raggiungerle, se vogliamo che questi siano nostri clienti per sempre. Un cliente non si trova, si costruisce e, per farlo, dobbiamo ascoltarlo col cervello e comunicare col cuore. Spesso accade il contrario! Questo lerrore ricorrente che riscontro nei venditori: si concentrano su se stessi e sul prodotto da vendere, invece che concentrarsi sul cliente e sui suoi bisogni. Partire da se stessi per arrivare agli altri, questo che oggi lattivit di vendita richiede. Le abilit, le competenze, la preparazione, la volont, lazienda, il prodotto, la conoscenza del mercato e le personali predisposizioni da sole non bastano. Bisogna partire da se stessi. Pensateci un attimo: la cosa pi difficile conoscere se stessi, a prescindere dallambito in cui si opera; non solo nella vendita. In essa per diventa pi importante perch, spesso, siamo da soli davanti ad un mercato in continua evoluzione, che a volte fatichiamo a capire. Pensate se non puntassimo al miglioramento costante e continuo! Ecco perch, secondo me, non bastano solo alcune caratteristiche di base. In questo numero ho voluto evidenziare alcune delle caratteristiche che un venditore deve avere: possono essere naturali o acquisite o la somma di entrambe le cose ma, in ogni caso, dobbiamo tener presente che se vogliamo fortemente raggiungere un obiettivo, niente e nessuno pu fermarci. E il venditore vive di obiettivi. Nei prossimi numeri entreremo nella didattica. Analizzeremo i clienti, parleremo di come impostare una trattativa efficace, di come superare le obiezioni e arrivare alla chiusura di un contratto. Affronteremo argomenti che, mi auguro, saranno utili a chi fa della vendita la propria attivit quotidiana. Venditori si nasce o si diventa? Forse sarebbe pi giusto affermare: VENDITORI BISOGNA VOLERLO ESSERE. <

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Soldi e finanza

Trappole per investitori!


Riconoscerle ed evitare di farsi male
[seconda parte]
Lo scorso mese, abbiamo pubblicato la prima parte dellarticolo di Salvatore Gaziano, che ha illustrato come eliminare le trappole o pensare di non commettere errori sia unillusione, ma come cercare di limitare i rischi, evitando le buche pi grosse, sia qualcosa di tutto sommato alla portata di tutti quei risparmiatori, che siano disposti ad usare un po di sano buon senso e qualche minima nozione di conoscenza dei mercati finanziari.

autore: SalvatoreGAZIANO
Direttore di OneMinuteClub.it, Giornalista professionista, autore di libri e direttore di MoneyReport.it, Direttore investimenti e amministratore di BorsaExpert.it
s.gaziano@borsaexpert.it

Nel precedente numero della Rivista, lautore ha fornito la prima parte di un elenco sintetico dei pi importanti errori e delle trappole pi comuni da evitare, quando si parla di investimenti. Di seguito riassumiamo la prima parte dei suggerimenti forniti, rimandandovi, per una lettura pi approfondita, al primo numero di Canale Formazione: 1. Investire senza strategia, seguendo soprattutto le mode; 2. Darsi al trading esasperato; 3. Fidarsi delle voci e delle dritte; 4. Concentrare troppo gli investimenti; 5. Investire in qualcosa che non si conosce; 6. Non guardare ai costi e fare linteresse del vostro intermediario.

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Ecco il seguito delle potenziali trappole da evitare: 7. Puntare tutto sulle perfomance passate Uno degli specchietti per le allodole tipici del mondo del risparmio quello di promuovere i prodotti finanziari dal rendimento passato migliore, facendo credere allinvestitore che tale miracolo possa essere realizzato quasi allinfinito. Questo argomento di vendita sovente utilizzato dai venditori di illusioni, omettendo di fare unanalisi dettagliata di tali risultati. Su un paniere di 100 fondi che operano su mercati diversi altamente probabile, infatti, che annualmente qualche mercato vada meglio degli altri e mostri risultati superiore alla media. Ma questo non basta certo per dire di essere di fronte a dei maghi dei mercati. Ogni anno ha infatti il suo mercato campione dei rendimenti sulla base dei rendimenti passati. Dal punto di vista statistico vero che sui mercati finanziari stata osservata una certa persistenza dei rendimenti e che le strategie momentum hanno dimostrato di funzionare nel tempo in modo anche egregio ma non certo in modo statico poich dopo un certo tempo i mercati pi forti tendono a ritornare ineluttabilmente verso la media e solo una strategia flessibile (ma basata su un metodo e non di vendita) in grado, nel tempo, di generare i risultati pi interessanti. Conta, invece, la capacit nel tempo (misurabile in lustri e non in mesi) di fare realmente meglio del mercato di riferimento, riuscendo a cavalcare le tendenze al rialzo, ma soprattutto a tagliare le perdite nelle fasi di inversione. 8. Procastinare allinfinito le decisioni dinvestimento Analizzare per decidere saggio, ma rimandare allinfinito la scelta di come investire il proprio patrimonio pu essere deleterio. Prima si inizia a investire (e possibilmente bene) meglio . Vivere (finanziariamente) alla giornata pu essere, infatti, molto pericoloso e dannoso. Occorre, infatti, pensare per tempo e con i giusti mezzi

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e le giuste strategie a come crearsi un capitale di scorta a cui attingere quando non si sar pi nellet lavorativa, ma che servir anche nel corso della propria vita a finanziare le esigenze familiari pi importanti (la casa, gli studi dei figli). E se nel passato si sono commesse delle scelte sbagliate, attendere che le cose si mettano a posto (aspetto che i titoli tornino ai prezzi di carico) potrebbe costituire un errore di prospettiva che potrebbe costare molto caro. Nellesempio citato, se un titolo trattato a meno della met del prezzo a cui labbiamo acquistato, forse una ragione ci sar e occorrerebbe indagare senza farsi condizionare dal prezzo di carico. Non solo lavidit, infatti, uno dei nemici degli investitori ma anche (e ugualmente) la paura. Queste emozioni, alla base della natura umana, sono forse il pi grande nemico per investire con successo. Al contrario, un approccio disciplinato e consapevole assolutamente fondamentale per fare dei profitti ed consigliabile disporre di un piano per ogni investimento che si vuole effettuare. 9. Farsi convincere sotto pressione a sottoscrivere un qualsiasi prodotto Se qualcuno cerca di vendervi qualcosa facendovi pressione sotto la spinta dellofferta esclusiva e riservata oppure a tempo limitato bene alzare al massimo le difese, poich questa una classica tecnica di vendita utilizzata per rifilare spesso i peggiori pacchi. E non solo finanziari. Qualsiasi decisione finanziaria dobbiate prendere, un buon consulente dovrebbe darvi tutto il tempo necessario per valutarne pro e contro, senza mettervi sotto pressione pur di strappare una firma. Ci che dovete valutare se il prodotto finanziario fa veramente al caso vostro, quali sono i costi e i rischi e se chi vi sta vendendo un prodotto glissa su questi aspetti, puntando tutto sui pro o sulla fiducia (facendo leva magari su qualche affinit) bene essere scettici.

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di sistemi sicuri per moltiplicare quattrini non ne esiste nessuno

10. Credere ai guadagni sicuri, costanti e a due cifre, credendo che sia possibile mettere il turbo ai guadagni Molti investitori, stufi di rendimenti miseri o negativi, prima o poi cadono nella tentazione di voler bruciare le tappe, puntando su investimenti molto alternativi, oppure sulleffetto leva. Se gi difficile accettare una perdita del 20-25% del valore del proprio portafoglio senza scoraggiarsi, figuratevi per un crollo del 40-50%, frutto di un rapporto di indebitamento doppio. Occorrerebbe, invece, avere unestrema diffidenza per tutti quei prodotti e quelle pratiche che promettono un percorso facile verso la ricchezza. Di sistemi sicuri (e senza qualche controindicazione) per moltiplicare i quattrini non ne esiste nessuno e se qualcuno vi presenta un qualsiasi prodotto, strumento finanziario o programma senza parlarvi anche dei rischi, fareste bene a scappare a gambe levate. Basterebbe sempre, preliminarmente ricordarsi della banale regola rischio/rendimento, per evitare molti tranelli. A un maggior rendimento possibile, corrisponde sempre un maggiore rischio di perdere interessi e capitale. Si dice che la mamma degli stupidi sempre incinta, ma questo vale anche per quella dei truffatori, capaci di captare sempre le storie pi attraenti per accalappiare gli investitori pi ingenui. Per dare una base di seriet allaffare, basta fare leva sulla moda finanziaria del momento, prospettando ai malcapitati un qualche sistema infallibile per moltiplicare i quattrini. Dalle valute alloro, dalle energie rinnovabili alle scommesse sportive, dal petrolio ai mercati emergenti, dalle opzioni agli hedge fund, c sempre una bella storia dietro da raccontare. Ma quello che conta (e di questo dovrebbero tenere conto gli investitori) se ci si pu veramente fidare ciecamente di chi alla fine di tutto il giro ha materialmente in mano i soldi. Si sicuri che i riscatti dei primi non siano pagati con i versamenti degli ultimi? chiaro chi fa i controlli e dove sono investiti materialmente i soldi? La strategia che consente i guadagni prospettata real-

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mente replicabile senza controindicazioni e senza rischi e su larga scala e allinfinito? Il caso Madoff dovrebbe insegnare 11. Non esistono sistemi perfetti (nemmeno seri) per guadagnare in qualsiasi condizione di mercato I mercati e le condizioni cambiano nel tempo. Purtroppo raro vedere nella realt delle curve dei profitti sempre allins. Arriva il momento dei trend laterali e pure quello delle correzioni brusche e occorre essere preparati anche a queste fasi. Se una strategia o un mercato che hanno dato grandi soddisfazioni nel passato inizia ad andare in palla, un segnale che necessario rottamarla e passare ad altro? Rispondere a questa domanda non facile, perch dipende in primo luogo da come stata costruita questa strategia. Se si dimostrata robusta nel passato, fisiologico un certo appannamento (magari il mercato richiede un certo aggiornamento) e cambiare drasticamente strategia potrebbe essere anche deleterio. Si pensi a quante volte nella sua carriera lo stesso Warren Buffett stato dato per superato o al tramonto come ai tempi della New Economy (1999-2000), ma anche pi recentemente nel 2008 quando le azioni della Berkshire erano scese del 50% dai massimi, con sempre pi analisti e giornali che ne celebravano il funerale. Esistono quindi sistemi o strategie pi o meno robuste e capaci nel tempo di generare risultati interessanti (migliori dellandamento del mercato), ma nessuna strategia in grado di guadagnare in ogni condizione di mercato, come raccontano gli acchiappa-risparmi pi disinvolti. Un certo grado di rischio sempre associato a qualsiasi tecnica e se esistesse veramente un sistema perfetto, in grado di guadagnare sempre, ben difficilmente il fortunato possessore lo vorrebbe condividere con altri investitori. Diffidate, quindi, di chi vi parla solo di rendimenti e non vi parla di rischi...

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diffidate, quindi, di chi vi parla solo di rendimenti e non vi parla di rischi

12. Avere una fede smisurata nelle proprie credenze come ad esempio mediare i titoli allinfinito quando i prezzi sprofondano certo importante avere delle proprie opinioni, ma nei mercati finanziari una certa elasticit necessaria, laddove emergano dei fatti che contraddicano in modo evidente le nostre certezze. Avere una mente aperta significa valutare eventuali errori ed essere disposti a rimettere in discussione le proprie credenze quando il caso. Attribuire un potere smisurato alle proprie opinioni (tipo questo titolo lho pagato 1000 e lo tengo fino a quando non torna a quel prezzo oppure questo titolo o mercato pu solo salire) pu costare altrimenti molto caro, come arrivare a conclusioni affrettate, dando un peso esagerato solo a poche informazioni. Un esempio tipico di errore, commesso da molti investitori, mediare in perdita i titoli, che equivale spesso a dire non ammetto di perdere su unoperazione e comprando altri titoli sar pi facile tornare in guadagno, poich abbasso il prezzo di carico. In questo modo si corre per il rischio concreto di aumentare invece la propria esposizione su un titolo, incrementando la propria vulnerabilit finanziaria se il titolo andr invece nella direzione opposta di quella sperata. Una strategia non dovrebbe, infatti, basarsi sulla speranza, ma su dati e strategie pi misurabili e oggettive. E occorrerebbe, invece, esaminare tutte le prove con lo stesso rigore, piuttosto arruolando persone indipendenti, pronte a discutere con voi i pro e i contro di ogni decisione e libere da condizionamenti. 13. Fidarsi troppo del gregge (esperti compresi) La saggezza del mondo insegna che cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anzich riuscire in modo anticonvenzionale ha scritto John Maynard Keynes nella sua Teoria generale delloccupazione, dellinteresse e della moneta e questa considerazione sempre attuale nel mondo degli investimenti.

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LE 15 TRAPPOLE DA EVITARE IN CAMPO FINANZIARIO


1. Investire senza strategia, seguendo soprattutto le mode. 2. Darsi al trading esasperato. 3. Fidarsi delle voci e delle dritte. 4. Concentrare troppo gli investimenti. 5. Investire in qualcosa che non si conosce. 6. Non guardare ai costi e fare linteresse del vostro intermediario. 7. Puntare tutto sulle perfomance passate. 8. Procastinare allinfinito le decisioni dinvestimento. 9. Farsi convincere sotto pressione a sottoscrivere un qualsiasi prodotto. 10. Credere ai guadagni sicuri, costanti e a due cifre, credendo che sia possibile mettere il turbo ai guadagni. 11. Non esistono sistemi perfetti (nemmeno seri) per guadagnare in qualsiasi condizione di mercato. 12. Avere una fede smisurata nelle proprie credenze come ad esempio mediare i titoli allinfinito quando i prezzi sprofondano 13. Fidarsi troppo del gregge (esperti compresi). 14. Caricarsi eccessivamente di meriti propri quando si guadagna mentre quando si perde 15. Non esistono nuove epoche e le bolle prima o poi finiscono.

il famoso effetto gregge, dove molte persone mettono in campo dei comportamenti perch cos fanno o dicono gli altri, alimentando spesso delle bolle, come insegna la storia finanziaria. Basta vedere, ex post, il comportamento di alcune certezze vendute agli investitori in questultimo decennio: il boom della New Economy, le azioni biotecnologiche, il mattone che non pu scendere, i titoli green Temi dinvestimento certo interessanti, ma che la maggior parte dei risparmiatori rischia spesso di rincorrere proprio quando il ciclo si sta invertendo, confortati nelle loro decisioni soprattutto dal fatto che molte altre persone hanno seguito quella direzione, guardando tutti le stellari performance del passato. Ma senza avere poi una strategia per gestire linvestimento futuro. E in questo istinto del gregge, un ruolo importante svolto anche dai cosiddetti esperti e dalla stampa finanziaria, che spesso tende a fare da grancassa al sentiment del momento, come stato dimostrato in numerosi studi dellultimo decennio. Un ruolo gregario che spesso associabile alleffetto gregge, ma che spesso nasconde evidenti conflitti di interesse fra lindustria dellintermediazione finanziaria e il mondo dei risparmiatori. 14. Caricarsi eccessivamente di meriti propri quando si guadagna mentre quando si perde Per descrivere questo fenomeno gli esperti della finanza comportamentale parlano di self-attribution bias,quel processo mentale (in verit molto diffuso non solo fra i risparmiatori ma anche fra i promotori, i consulenti dinvestimento e i gestori) per cui ci si attribuisce il merito delle decisioni di investimento di successo mentre, quando le cose vanno male, colpa della sfortuna o di eventi esterni o di altre persone Come i noti studi sullargomento di Barber e Odean, che hanno dimostrato come loverconfidence porti spesso a movimentare troppo il portafoglio, con conseguente sotto-performance, a causa degli alti costi di transazio-

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attribuire un potere smisurato alle proprie opinioni pu costare molto caro

ne. Ma un eccessivo ottimismo sulle proprie capacit pu costare caro. 15. Non esistono nuove epoche e le bolle prima o poi finiscono La tendenza anche tra gli investitori di maggior successo, quella di credere che, quando le cose si stanno muovendo in loro favore, i profitti siano infiniti e si sia trovato magari il metodo giusto per moltiplicare i soldi. Pu accadere che i giornali, gli analisti e gli esperti del settore vi dicano che questa volta diverso e che una nuova fase di prosperit e di rialzi permanenti alla portata, ma la storia finanziaria ci dice che, inevitabile prima o poi, arriva la correzione. Tanto maggiore quanto pi era stata gonfiata la bolla precedente. In proposito, il recente libro di Carmen Reinhart, professoressa di Economia alla University of Maryland, e Kenneth Rogoff, professore di Economia a Harvard nel libro Questa volta diverso. Otto secoli di follia finanziaria (Il Saggiatore) ci riporta con i piedi per terra, ricordandoci come otto secoli di storia (di follia finanziaria come rincarano gli autori), dalle svalutazioni medievali delle monete alla catastrofe attuale con i subprime, ben poco abbiano insegnato alla maggior parte dei governanti, ma anche degli investitori. <
Testo di riferimento: Questa volta diverso di C.M. Reinhart, K.S. Rogoff Il Saggiatore

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Comunicazione 2.0

Dal telefonino allo Smart Phone


la nuova era della comunicazione Cominciata
autore: FabioCarnevali
Giornalista, addetto stampa e consulente aziendale, esperto di editoria e comunicazione digitale, fondatore e CEO di Promo Press e Digikom
fabiocarnevali@enoxi.it

Mobile Internet, Applicazioni, Geolocalizzazione: sono queste le nuove tecnologie che stanno cambiando il modo di connettersi e di comunicare.
NON C ALCUN DUBBIO CHE IL 2010 sia da considerare lanno del grande lancio del mobile internet. Un vero e proprio boom che coinvolge non solo il mercato degli smartphone, in continua competizione per arricchire i propri prodotti con funzionalit sempre nuove, ma anche quello delle applicazioni. Siamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica, che vede come protagonisti gli iPhone, gli Android, i Blackberry e tutte le altre marche e modelli di mobile devices che oggi possiamo acquistare in qualunque negozio, a prezzi sempre pi accessibili e competitivi. Essi sono infatti destinati a diventare uno strumento di uso quotidiano per comunicare con gli amici, per navigare in internet ed essere sempre connessi al mondo, in qualunque posto ci troviamo. Si prevede che nel prossimo anno lutilizzo di smartphone superer di gran lunga quello dei telefoni tradizionali. La connessione mobile Con la crescente diffusione di questa nuova generazione di cellulari e con lesplosione delle applicazioni disponibili, infatti, nellultimo anno linternet mobile cresciuto quasi del 30% negli Stati Uniti, conquistando quasi 10 milioni di navigatori, mentre per il mercato globale delle

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connettersi con il mondo grazie agli smart phone...

applicazioni per smartphone, si prevede che nel 2013 arriver a valere fino a 15 miliardi di dollari. Anche nel nostro paese questo fenomeno in crescita: infatti la navigazione internet da mobile il servizio pi utilizzato dai possessori di smartphone, con pi di 9 milioni di navigatori mobile. La societ americana Markets and Markets ha appena pubblicato unanalisi esaustiva sul fiorente mercato delle applicazioni, rivedendo al rialzo le pur ottimistiche stime che erano gi circolate gli scorsi mesi. Stando a quanto si apprende da World Mobile Applications Market (20102015), tra quattro anni il comparto sar passato dal corrente valore globale di 6,8 miliardi di dollari a 25 miliardi di dollari, ovvero oltre 3,5 volte la sua dimensione attuale. La tendenza alla crescita di quelle importanti, con un CAGR (compound annual growth rate) calcolato in misura del 29,6% tra il 2009 e il 2014; ancora superiore la crescita se riferita al solo continente europeo, che, da fanalino di coda, dovrebbe essere protagonista di un rialzo annuo del 33,6%, che porter la quota del vecchio continente a rappresentare circa il 35% del totale tra quattro anni.

IL MERCATO ITALIANO I dati del mercato italiano ci danno lesatta portata di un business destinato, nei prossimi tre anni, ad esplodere anche nel nostro Paese: - 5 milioni di utenti italiani navigano in rete con il cellulare; - il 35% della navigazione web italiana da smartphone, nel 2013 previsto un superamento del mobile rispetto al pc; - 50 milioni di utenze mobile web attive in Italia; - il 35% della popolazione italiana, tra i 25 e i 34 anni, ha almeno uno smartphone; - sono 8,5 milioni gli utenti unici da Mobile grazie a tariffe flat di connettivit.

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Comunicazione 2.0

Lo scenario disegnato dal rapporto edito da Markets and Markets colloca Apple, come era prevedibile, nel ruolo di leader: si stima infatti che lapp store di Cupertino varr il 20,5% del mercato complessivo. Secondo la societ di analisi, i principali fattori di crescita del mercato delle applicazioni sono riconducibili ad una sempre pi capillare penetrazione degli smart phone, ad un calo progressivo dei costi di connessione in mobilit ed alla sempre maggiore adozione delle apps. Ma cosa cercano gli utenti dellinternet mobile? Principalmente visitano portali generalisti e motori di ricerca, ma anche social media e siti di notizie online, alla ricerca di informazioni di utilit immediata, come le mappe stradali o il meteo, o dellindirizzo del proprio hotel o del nome di un buon ristorante. Insomma, come dice una nota pubblicit PER OGNI COSA C UNAPP! <

I PRINCIPALI NEGOZI DI APPS Android BlackBerry OS iOS Symbian WebOs Windows Phone 7 + Android Market + App Store + App Store + Ovi Store + Market Palm + Windows Market Place

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non basta avere un bel sorriso, una bella presenza, ci vuole molto di pi

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comunicazione

MARKETING

Marketing, che passione!


Che cos oggi il marketing, quali strumenti e quali innovazioni?
Oggi il marketing avvolge a tal punto la nostra vita quotidiana, da esserne diventato parte integrante. Quali sono le strategie pi utilizzate oggi? E quali saranno gli scenari futuri?
DARE UNA DEFINIZIONE esatta del marketing non effettivamente una cosa semplice. Potremmo dire che il marketing anche, banalmente, buon senso. Perch in fondo, riflettere con buonsenso su cosa possa essere adatto per presentare un servizio o un prodotto, ad una certa clientela, nel contesto pi opportuno e con il budget disponibile, fare marketing. Si potrebbe paragonare il marketing al rossetto nella borsetta delle donne, sempre presente, ma con molta discrezione, adattabile alle varie esigenze e capace di aumentare la fiducia. Fondamentalmente, il marketing un insieme di strategie che si pongono come obiettivo la soddisfazione del cliente. Naturalmente moltissime sono state le sue evoluzioni. Oggi ci sono nuove tecniche, nuove tecnologie (come il viral marketing, lexperience marketing, il guerriglia marketing ecc.); eppure, in fondo, lo strumento resta sempre un insieme complesso e permeabile di varie influenze, tanto teoriche quanto pratiche, in grado di offrire esperienze e sensazioni positive. La vera novit, che rende il marketing di oggi pi umano e sensibile, credo che sia dovuta al fatto che, in questa nostra epoca, tutti noi abbiamo voglia di conoscerci, di

autore: ClaudiaDIMATTEO
Pubbliche Relazioni, Customer relationship management, selezione e gestione del personale, coordinamento special events, Ghost writer e redazionali per riviste
playalalla@gmail.com

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relazionarci, di sentirci vivi e presenti intorno a passioni comuni e ritengo che sar questo, dunque, il terreno in cui crescer ulteriormente il marketing del futuro. Mi sento di affermare che il marketing di oggi simile a noi: vive di connessioni e quindi le relazioni diventano un pilastro fondamentale di uno strumento, che lavora per le persone e si fonda spesso sulla parola condivisione. Oggi il marketing diventato infatti qualcosa che appartiene a tutti noi, un amico sempre presente in ogni giorno della nostra vita, perch tutto ci che osserviamo, mangiamo, tocchiamo marketing. Tutto, in fondo, frutto di marketing ed quindi creazione di valore. un po la fata che trasforma in realt i desideri, sebbene i nostri desideri siano sempre pi complessi. Il marketing infatti un mezzo che permette di decifrare il linguaggio codificato del consumatore, che, inevitabilmente cambia continuamente, seguendo levolversi della societ dei consumi. Il marketing inoltre il mezzo attraverso il quale lazienda trova la sua identit, esso pu anticipare le tendenze e soddisfare i bisogni dei suoi potenziali clienti (senza commettere un errore molto frequente: quello di confondere il marketing con le vendite. La missione delle vendite infatti quella di aumentare il fatturato, mentre quella del marketing quella di individuare il mercato, di costruire unimmagine aziendale forte e di promuovere il prodotto). La verit che sono possibili infinite definizioni del marketing, eppure c una sua definizione che vale su tutte: Non c marketing senza strategia, n strategia senza marketing. Ed ora una breve panoramica su alcune declinazioni interessanti del marketing di oggi. IL NEUROMARKETING Merita la nostra attenzione il Neuromarketing, che nasce dalla fusione di due mondi diversi, quello scientifico e quello del business. La medicina offre la possibilit di scandagliare sempre con maggiore accuratezza i processi decisionali delluomo, lutilizzo di tecniche avanzate ci permette, infatti, di osservare le reazioni

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marketing

MARKETING

dei diversi soggetti quando vengono sottoposti a diversi simboli. Oggi, lo studio della mente umana non interessa solamente gli studiosi di medicina, ma anche gli uomini di marketing, da sempre, evidentemente interessati ai meccanismi decisionali umani. Come saprete, questo argomento gi stato ampiamente trattato nello scorso numero della rivista da Stefano Santori, al quale vi rimando per un ulteriore approfondimento sul tema. IL NON-CONVENTIONAL MARKETING C poi il non-conventional marketing: una forma di marketing che raggruppa tutte quelle forme di comunicazione che esulano dai classici canoni del fare marketing. Questultimo utilizza messaggi originali e mete alternative per veicolare il messaggio di marketing, puntando soprattutto sulla creativit e sulloriginalit del messaggio. Esso raggiunge il suo potenziale cliente mentre questo impegnato nelle sue regolari attivit quotidiane, quindi, quando la sua mente pi rilassata e quando ha abbassato la guardia nei confronti delle pubblicit. Il cliente, essendo in questo momento pi vulnerabile, recepisce meglio il messaggio che si intende far passare. Le classiche tecniche di marketing non convenzionali sono molteplici, tra queste possiamo annoverare le note word of mouth, buzz ecc. questa una sezione importante del marketing di oggi, perch il pubblico non vuole pi seguire la pubblicit, ma vuole parteciparvi, anzi spesso vuole esserne protagonista. Gli addetti al marketing, oltre ad essere sicuri del fatto che questi nuovi metodi di comunicare saranno pi efficaci sul pubblico, concordano sul fatto che gli investimenti per questo tipo di pubblicit avranno un deciso incremento. Si stima infatti, che nei prossimi cinque anni le aziende triplicheranno i loro investimenti nel marketing interattivo, puntando sui nuovi canali di marketing, quali e-mail, video on-line, social networks, comunicazione

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il marketing si nutre di sentimenti perch riflettano limmaginario collettivo

mobile, tutto questo al fine di coinvolgere il cliente, integrando il marketing tradizionale con campagne di marketing on-line. I punti di forza del marketing non convenzionale, sono la creativit, linnovazione, la sorpresa e spesso la trasgressione, oltre ad essere una forma di comunicazione che fa molta leva sulle emozioni. IL RUOLO DELLE EMOZIONI NEL MARKETING A questo proposito, terminerei con due parole sullimportanza che rivestono le emozioni nel marketing. Oggi la sfida non pi tra prodotti, ma tra le percezioni attorno ai prodotti. Il marketing emozionale fa infatti ricorso ai sentimenti, alle emozioni pi intime del consumatore. Il suo scopo quello di coinvolgere ogni singola persona, offrendole unesperienza memorabile, che superi le sue aspettative, anticipando i suoi desideri inconsci e soddisfacendoli. Diventa prioritario, dunque, il fattore emotivo nella decisione del consumatore: limpatto, le sensazioni, i sentimenti creano stimoli capaci di coinvolgere il consumatore e sono alla base di un processo relazionale, finalizzato alla sua fidelizzazione. Il marketing si nutre dunque di sentimenti perch riflettano limmaginario collettivo, si rivolge a pubblici sempre pi attenti, alle piccole grandi cose intangibili, cio alla parte pi dolce della vita, quella che ha a che fare, appunto, con le emozioni, i sensi, il piacere. Il marketing cambia dunque, come cambiano le regole dei mercati. Oggi si passati dalla filosofia del voler sconfiggere il concorrente a quella del voler conquistare il cliente, che diventato importante fidelizzare. Per muoversi nel giusto modo in questa nuova epoca, importante perci essere flessibili, attenti, attivi e proattivi. Le fasi storiche si susseguono. Superare la crisi di questi anni ci render necessariamente pi forti e consapevoli. Questo implica che anche il nostro bagaglio di esperienze, inevitabilmente, si rafforzer e ci render pi saggi e capaci, pronti ad affrontare nuove sfide e nuove innovazioni! <

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sviluppo personale

Musica, musicisti e PNL

VANNO IN SCENA gli STRUMENTI DI CONSAPEVOLEZZA PER POTENZIARE LE VOSTRE PERFORMANCE!


PROBABILMENTE SE STATE LEGGENDO QUESTO ARTICOLO SIETE MUSICISTI; NON NECESSARIAMENTE PROFESSIONISTI, ma comunque persone che per passione, o altro, hanno modo di confrontarsi con uno strumento musicale.
Quindi, se vi parlo di quelle sensazioni che in alcuni giorni non vi hanno permesso di dare il meglio, nei momenti di studio dello strumento, in un evento live, o durante una sessione di registrazione, sapete di cosa parlo! Tutti sappiamo quanta dedizione e quante energie richieda lapplicazione seria nel campo della musica: ore passate in solitudine con il proprio strumento, lunghissime sessioni di prove condivise con altri musicisti tutto per arrivare ad ottenere quellequilibrio, quella simbiosi con la musica stessa, che prima di ogni altra cosa deve soddisfare chi la fa. Sono un batterista non professionista, ma con la passione per questo strumento che mi accompagna dallet di dodici anni; faccio parte di un gruppo con il quale condivido la voglia di esibirci nei vari locali di Roma... quando gli impegni professionali me lo consentono! ...Gi gli impegni professionali!... Sono un formatore, da circa 15 anni mi occupo di aspetti comportamentali ed proprio in questa veste che ho trovato la voglia di condividere con il mondo della musica, la conoscenza di strumenti, che negli anni ho avuto modo di acquisire e applicare.

autore: FabrizioELVIRETTI
Consulente aziendale, formatore esperto di PNL, Outdoor Trainer e Business coach
fabrizioelviretti@enoxi.it

LA PNL OFFRE STRUMENTI EFFICACI PER GESTIRE CONSAPEVOLMENTE DINAMICHE, SPESSO INCONSCE, CHE LIMITANO LA PERFORMANCE

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Quante volte avete suonato di fronte ad altri (pubblico, amici), riscuotendo anche apprezzamenti, ma dentro di voi avete avuto la percezione di non aver dato il massimo? La spiegazione a tutto ci potremmo ricercarla nel fatto stesso di essere umani e, in quanto tali, influenzati da numerosissimi fattori, emotivi e non. Questo basterebbe a mettere tranquilla la nostra coscienza; ma non tutte le persone si accontentano di tranquillizzare la coscienza! Oggi finalmente, anche nel campo della musica si comincia a prendere in considerazione limportanza dellapproccio psicologico. Se normale, gi da qualche anno, sentir parlare di consulenti psicologici nel campo dello sport, in primis, ma anche nelle aziende, nel settore della musica si stanno registrando solo ora, i primi segnali di apertura. Sicuramente, la PNL pu offrire strumenti efficaci per gestire con consapevolezza quelle dinamiche, spesso inconsce, che limitano le vostre performance. Vi capitato di passare ore a studiare e poi vi siete resi conto che in realt la vostra mente per la maggior parte del tempo era stata impegnata in altri pensieri? Prima di un evento live vi siete sentiti troppo agitati, quasi paralizzati da un eccessivo stato di ansia? (non

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Sviluppo Personale

sviluppo personale

sto parlando di quella sana emotivit che ci deve essere!). Sapete riconoscere cosa vi impedisce di trasferire sullo strumento tutto ci che nella mente avete cos chiaro? Avete chiari quali siano i valori e le motivazioni che vi spingono a studiare musica o a salire su un palco? Il raggiungimento di obiettivi pensate che dipenda solo dal desiderio di raggiungerli o siete in grado di pianificare una strategia efficace? Sono certo che almeno una di queste domande vi ha fatto riflettere su alcuni vostri specifici comportamenti! Per correttezza voglio precisare che non stiamo parlando della possibilit di diventare dei fenomeni di tecnica o dei performer infallibili, ma solo di imparare ad utilizzare quelle risorse che ognuno di noi possiede e che normalmente (almeno da un punto di vista di consapevolezza) vengono trascurate. Ci, evidentemente, permetter di esprimere al meglio, quello che ogni musicista in grado di trasferire, ovviamente in base al livello tecnico posseduto. Per cui, la brutta notizia che le tecniche di cui stiamo parlando non sono trucchi per evitare le lunghe ore di studio! Per capire meglio di cosa vi sto parlando, vi propongo un semplice esercizio, che, se svolto con regolarit, vi permetter di testare lefficacia di queste tecniche. Si tratta di un semplice esercizio di visualizzazione; cio immaginare con gli occhi della mente una determinata situazione o evento. State tranquilli, non si tratta di magia o di effetti speciali, ma solo di guidare consapevolmente la mente in alcune procedure che compie continuamente, in modo inconscio. PRONTI? Al lavoro! Trovatevi un angolo tranquillo dove potervi dedicare un po di attenzione. Cercate di rilassarvi, meglio se ad occhi chiusi (qualunque tecnica pu andare bene, ad esempio potete seguire il ritmo del vostro respiro).

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tutti sappiamo quanta dedizione e quante energie richieda lapplicazione seria nel campo della musica

Ora concentratevi su un comportamento che non ritenete funzionale o che vi pesa in particolare (un pezzo che non vi piace suonare, un passaggio sullo strumento che vi sempre risultato ostico, o qualunque altra cosa); visualizzate la scena nel modo pi dettagliato possibile: lambiente, i rumori, i suoni, le luci, i colori, e soprattutto ci che provate a livello emozionale, (fastidio tensione, rabbia, disagio ecc). Ora immaginate davanti a voi un apparecchio fornito di manopole (esattamente come quelle degli amplificatori), con le quali potete variare a vostro piacimento la scena che state visualizzando. Sulla prima manopola c scritto FERMO IMMAGINE. Bene, attivatela e immaginate che improvvisamente tutto si fermi e che la scena si trasformi in una foto! Sulla seconda manopola c scritto COLORE. Portatela a zero e la foto diventer in bianco e nero! Su unaltra manopola c scritto DIMENSIONE. Riducete limmagine fino a non distinguere bene il contenuto della foto stessa! A questo punto, notate come lo stato emotivo presente allinizio abbia avuto un cambiamento, ovviamente in positivo, nei confronti del comportamento sul quale avete lavorato. Se la prima volta che proverete questo esercizio non noterete apprezzabili cambiamenti, non vi preoccupate; avete bisogno solo di prendere dimestichezza con questi nuovi strumenti. Una considerazione: se con un semplice esercizio come questo si possono gi provocare cambiamenti sullo stato emotivo, in che misura siamo responsabili degli stati danimo con cui DECIDIAMO di affrontare i vari impegni? Se pensate che approfondire questi argomenti possa aiutarvi nella vostra attivit di musicisti (e non solo!), o se solo ne siete incuriositi o addirittura scettici, continuate a seguirci: nei prossimi numeri della rivista vi annuncer delle sorprese decisamente interessanti!! Buona musica a tutti! <

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Sviluppo Personale

LA PAROLA AI FORMATORI

Parola dordine: flessibilit


INTERVISTA A RAFFAELE GALASSO, consulente aziendale, formatore esperto di PNL, Business e Life Coach.

autore: PatriziaSCIACCA
CEO e Sales Manager di Comteam srl, autrice di vari testi specifici sulla formazione e sulla crescita personale
patriziasciacca@comteam.it

1. In un epoca in cui gli scenari mutano velocemente, quale quella in cui ognuno di noi vive oggi la propria realt lavorativa, che valore aggiunto pu portare la formazione?

Non credo sia solo uno il valore aggiunto che la formazione pu portare. Sia a livello aziendale che a livello personale, la formazione pu essere lo strumento per cavalcare il cambiamento richiesto da una societ in continua evoluzione, come quella di oggi. La maggior parte delle persone pensa al cambiamento come a qualcosa di negativo, mentre in realt esso potrebbe essere visto come opportunit, come occasione per ricominciare. La formazione ha quindi unimportanza fondamentale, in quanto consente di fornire strumenti e modelli che aiutino le aziende a cavalcare il cambiamento e nello stesso tempo essa fornisce alle persone strumenti per essere sempre pi consapevoli delle loro capacit e potenzialit.

2. Quali sono le metodologie e gli strumenti oggi pi utilizzati?


Strumenti 4 Cambiamento 4 Valore aggiunto 4 Consapevolezza 4

La formazione in aula rimane ancora la pi quotata, per il rapporto diretto tra il formatore ed i partecipanti e per il coinvolgimento che si innesca in aula. Ma sono ormai anche molto utilizzati la formazione outdoor, specialmente per determinati argomenti, il coaching e le-learning. Le metodologie sono sempre pi orientate su modelli e strumenti di testata efficacia, verificati on the job e che possano fornire la garanzia del risultato.

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non esiste una metodologia efficace in assoluto, la risorsa pricipale la FLESSIBILIT

3. Quali sono quelle pi efficaci e perch?

In 20 anni di esperienza, ho imparato che non esiste una metodologia pi efficace in assoluto. Forse la risorsa pi efficace la flessibilit delle aziende di consulenza. In un mondo in costante cambiamento, come abbiamo detto prima, vinceranno le societ, che come la nostra, saranno sempre pi in grado di cucire gli interventi formativi su misura. Uscendo dalle mode del momento ed innovando le metodologie. La chiave oggi essere in grado di valutare la reale esigenza formativa dei clienti e di conseguenza lessere in grado di fornire gli strumenti pi efficaci, secondo la tipologia di azienda ed il tipo di popolazione che parteciper ai corsi. La cosa pi importante essere in grado di individuare il gap esistente tra stato attuale e stato desiderato, che le aziende o le persone vogliono raggiungere. La vera sfida utilizzare metodologie capaci di testare lefficacia della formazione, in modo che le persone possano valutare oggettivamente il raggiungimento del risultato atteso.

Testo consigliato: Magicamente di R. Galasso e F. Albanesi Franco Angeli

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la parola ai formatori

LA PAROLA AI FORMATORI

4. Le diverse metodologie da Lei citate possono essere utilizzate in maniera integrata?


Come dicevo, DEVONO, essere usate in maniera integrata. Pensare che una metodologia formativa possa essere la soluzione a tutti i tipi di esigenze un errore imperdonabile.

5. In un panorama in cui lofferta formativa ormai vastissima, come orientarsi nella scelta di percorsi che possano incontrare i reali fabbisogni di una azienda?

Lazienda dovrebbe orientarsi su societ che svolgono unattenta analisi dei fabbisogni prima di erogare i percorsi formativi. I consulenti, da parte loro, devono sviluppare, come noi stiamo facendo, sempre pi la capacit di ascolto e di osservazione dei reali fabbisogni aziendali. Una efficace analisi preventiva delle esigenze la chiave del successo di una societ di consulenza e formazione.

6. Che cosa rende un percorso formativo inefficace?

Questo un reale problema. Una societ troppo autocentrata o con poca esperienza o poca innovazione, sar portata probabilmente a non adattare lintervento alle esigenze aziendali, ma piuttosto ad adattare le esigenze alle metodologie disponibili.

7. Qual il fattore X che rende un percorso formativo efficace?


La passione e lesperienza sul campo.

8. Come misurare il ritorno sullinvestimento?

Esistono oggi ricerche tese ad identificare il cosiddetto roi della formazione. Attualmente, con una azienda nostra cliente, stiamo testando una valutazione orientata sui comportamenti attesi. Limportante stabilire chiaramente e a priori lobiettivo che lazienda vuole realizzare.

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9. Chi sono i soggetti interessati dalla formazione?
Potenzialmente tutti, soprattutto se parliamo di comunicazione e self coaching.

10. Che peso darebbe alla formazione comportamentale rispetto a quella tecnica, lungo il percorso di crescita professionale che va da giovane Neoassunto a Manager?

Non esprimo percentuali ma solo un mio punto di vista. Oggi si parla sempre pi di persone piuttosto che di risorse umane. Il sapere, la conoscenza e lo sviluppo di comportamenti efficaci formano la persona e una persona consapevole sar pi agevole da formare sul lato tecnico.

11. Che consigli darebbe a chi vuole crescere professionalmente oggi?

Quello di lavorare molto sulla consapevolezza di se stessi e dei propri comportamenti. La professionalit dovrebbe essere un passo successivo nella vita di un individuo. Si forma e si trasforma con il tempo, ma la base, ci che accompagner lindividuo nelle sue varie fasi, la sua consapevolezza rispetto a chi vuole essere. Per me consapevolezza = libert. <

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la parola ai formatori

FORMATORI A CONFRONTO

Dialoghi fra Eccellenze


STEFANO SANTORI INTERVISTA MAX FORMISANO, consulente aziendale e formatore, NLP
trainer esperto di sviluppo e di crescita personale, Business e Life Coach, autore del libro Se solo potessi...
autore: StefanoSANTORI
Consulente e formatore aziendale e NLP trainer con licenza USA, autore di libri, audiocorsi e video corsi, CEO di Enoxi societ di consulenza, specializzata nel settore del management e delle vendite (Marketing & Sales), fondatore di Canaleformazione
stefanosantori@enoxi.it

Testo consigliato: Se solo potessi di M. Formisano Franco Angeli

1. Max, che cosa vuol dire per te essere formatori oggi? Essere formatori oggi vuol dire essenzialmente due cose, la prima essere formatori in senso lato, cio una persona che guida la propria vita. Questo un concetto al quale tengo particolarmente, perch un formatore, una persona che insegna agli adulti, non pu essere una persona che non ha la guida della propria vita e questo un concetto molto pi importante di quello che segue, infatti una persona che non ha i mezzi per guidare la propria vita verso gli obiettivi che desidera e perseguendo i valori che ha dentro, una persona che non vivr in definitiva mai bene. Il concetto numero due quello che riguarda lessere formatore in senso tecnico, cio il professionista della formazione per adulti, colui che conosce le tecniche di formazione e di motivazione delladulto, dato che davvero differente formare e motivare un adulto o un bambino. Il formatore dunque colui che conosce le tecniche di insegnamento e di public speaking, che sa attirare lattenzione, che sa motivare, colui che conosce sia il contenuto che deve insegnare che la forma, questo ci su cui ci focalizziamo nei nostri corsi. Ognuno dei partecipanti porta, infatti, nelle aule del nostro master Formazione formatori, il contenuto che gi padroneggia o che vuole padroneggiare e noi gli insegniamo a trasferirlo nella forma giusta ed a usare la forma giusta in unaula di formazione.

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per essere formatori eccellenti bisogna padroneggiare il contenuto e la forma

2. Come sei diventato un formatore? Sono barese, laureato in giurisprudenza a Bari e nel 1995 sono stato fortemente attirato da una locandina alluniversit di Giurisprudenza che pubblicizzava un master in PNL, in cui imparare a guidare la propria vita ed a formulare i propri obiettivi. Mi sono iscritto a questo corso e chi trovo come docente? Il qui presente Stefano Santori, che gi lavorava come formatore da un bel po di anni, ho avuto la possibilit di vederlo in aula e di pensare questo bravo! Voglio diventare bravo anchio!. Ed eccoci qui, quindici anni dopo: oggi siamo qui a dialogare sul mestiere del formatore ed abbiamo iniziato a collaborare da pochissimo tempo. Conosco quindi Stefano e conosco il mondo della PNL, decido di lasciare Bari per Roma e di iniziare una serie di avventure che mi porteranno nel 2003 ad aprire la Max Formisano Training, ma gi nel 2001 do il via alla prima edizione del master Formazione formatori, che poi con una/due edizioni allanno, ha fatto s che oggi abbiamo superato ampiamente la tredicesima. 3. Che cosa serve per essere formatori? Non servono titoli, non serve essere laureati, non serve essere iscritti a nessun albo, ma serve saperlo fare e attenzione: per saperlo fare serve impegnarsi e serve saper padroneggiare bene sia il contenuto che si vuole trasferire agli altri, che la forma, come dicevo prima. Si pu fare il formatore in tutti i campi, non solo in quello della PNL, si pu diventare formatori di lingue, di cucina, di marketing, di privacy, di sicurezza, di turismo in qualsiasi campo ci sia una nicchia di persone interessate a quellargomento e pronte ad investire del tempo a formarsi, ecco che la formazione ha un senso. 4. Che cosa deve imparare un formatore? Deve imparare a stabilire empatia con la sua aula, deve imparare a parlare in pubblico, ad attirare lattenzione, ad usare bene la propria gestualit e la propria voce per trasmettere il giusto messaggio, deve imparare ad andare in qualsiasi azienda o organizzazione sapendo formulare unintervista per capirne i bisogni e deve saper strutturare un progetto di formazione, deve saperlo realizzare in

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formatori a confronto

FORMATORI A CONFRONTO

aula e deve saper valutare il proprio lavoro. Questa una parte di quello che serve per fare il formatore in senso tecnico, inoltre per me essere formatore significa essere in grado di capire quali siano le leve che permettono alle persone vincenti e che hanno risultati nella vita, di performare, di non fermarsi di fronte ai problemi, ma di superarli con slancio. Il formatore eccellente deve inoltre saper essere un coach in certe situazioni, deve saper essere leader nella gestione delle relazioni, deve saper motivare le persone e deve saper formulare bene gli obiettivi, oltre a tutto ci egli deve conoscere il marketing e deve sapere come promuoversi, sia sul web del quale ormai non si pu fare a meno che attraverso i canali tradizionali. 5. Parlaci del master numero uno in Italia per chi vuole diventare formatore: il master Formazione formatori Come gi detto, tanti anni che siamo leader di mercato e adesso laccordo con Canale Formazione consolida il nostro posizionamento, visto che entriamo in partnership con Stefano Santori e con Giacomo Bruno, due nomi di primo piano in Italia della formazione e della crescita personale. Dalle nostre aule sono passati tanti formatori conosciuti anche a livello nazionale, come Mario Furlan, che ha creato i City Angels, lo stesso Giacomo Bruno nel 2003, Michele Tribuzio, Maurizio Fiammetta, che fa formazione in Sicilia, nomi conosciuti che hanno attraversato il master Formazione formatori. 6. Cosa vi ha portato ad essere cos conosciuti su questo master e in questa particolare nicchia, diventando cos i numeri uno della formazione formatori? Ovviamente la qualit di quello che facciamo in aula, che impatta direttamente sulla vita delle persone, perch le persone imparano a guidarla. Per devo dire che ci sono molti altri motivi che ci portano ad essere veramente molto ricercati sul mercato, per esempio la ri-frequenza gratuita a vita, il fatto che sup-

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portiamo i nostri corsisti con la formazione multimediale, gli accordi con case editrici come Bruno Editore per lanciare i nostri partecipanti attraverso e-book o audio corsi e la partnership con altre scuole di formazione. Infine, c il fatto che sia io che i nostri trainers facciamo coaching personalizzato e c la formula giubbotto anti proiettile, che garantisce il soddisfatti o rimborsati al 100%, tutte queste cose, che nessuno dei players del mercato ha, contribuiscono a renderci unici ed inimitabili. 7. Chi interessato a questo percorso formativo? Manager, liberi professionisti, imprenditori, ogni tanto studenti. Soprattutto il target quello del professionista, che gi lavora o che sta intraprendendo una carriera e che vuole avere degli strumenti di efficacia personale e professionale. 8. Vogliamo chiudere con dei consigli utili a chi voglia intraprendere la strada della guida della propria vita? Chiuderei con limportanza dello sviluppo di tre abilit fondamentali. Una delle tre abilit pi importanti che ci siano il saper gestire la relazione con gli altri in pubblico, cio il saper parlare in pubblico, ma se non si sa gestire labilit di comunicare individualmente e di gestire la relazione con laltro nel rapporto one to one, la relazione in pubblico sar falsata. Ancora di pi, se si vuole arrivare a gestire bene la terza abilit il parlare in pubblico necessariamente bisogna diventare un campione nella prima abilit: gestire la relazione con se stessi; i propri stati emotivi, la propria determinazione, il saper formulare obiettivi. Ecco perch dico che una persona deve prima guidare la propria vita: se io con me stesso non ho una buona relazione, se non ho sviluppato quella determinazione e quelle capacit che mi portano a raggiungere quello che cerco nella vita, la relazione con gli altri sar falsata e sar falsata anche la relazione con gli altri in pubblico, ecco perch mi piace dire che un formatore eccellente prima guida la propria vita e poi guida, anche, quella degli altri.<

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formatori a confronto

Guida alla lettura

Pensa in grande
a cura di: EleonoraGERIA

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Forum della Comunicazione 2011


Perch chi non comunica scompare
IL 7 E 8 GIUGNO 2011 PRESSO LAUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA si tenuta la
quarta edizione del principale evento italiano dedicato alla comunicazione dimpresa e pubblica. Il Forum della Comunicazione 2011 si espanso ed ha allargato i suoi orizzonti ai temi dellInternazionalizzazione, del Green e della Democrazia dei Media.

I TEMI DELLEDIZIONE 2011 DEL FORUM DELLA COMUNICAZIONE

La comunicazione come chiave strategica di successo e come strumento di ripresa dalla crisi economica. Le nuove tecnologie al servizio dei media contemporanei. La crossmedialit. I social network e Il mobile. Le grandi tematiche legate allo sviluppo sostenibile e allinternazionalizzazione.

SULLA SCIA DEGLI OLTRE 3000 MILA PARTECIPANTI E DELLA GRANDE ATTENZIONE MEDIATICA GENERATA NELLE EDIZIONI PASSATE, COMUNICAZIONE ITALIANA, il primo Business Social Media in Italia che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 45.000 top manager e professionisti della comunicazione, ha organizzato il Forum della Comunicazione 2011. La quarta edizione del principale evento italiano dedicato alla comunicazione dimpresa e pubblica, si tenuto il 7 e 8 giugno 2011 presso lAuditorium Parco della Musica di Roma. Nella due giorni capitolina, che ha raccolto ladesione di oltre 800 partecipanti e la collaborazione di importanti partner istituzionali, alcuni tra i principali imprenditori, top manager, comunicatori e opinion leader italiani e stranieri, hanno avuto la possibilit di incontrarsi dal vivo per affrontare i temi legati ai cambiamenti, alle direzioni e alle forme che sta assumendo la comunicazione nella societ e nelleconomia contemporanei.

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Seguendo in pieno lo spirito crowdsourcing, che anima la folta Business Community di Comunicazione Italiana, gli organizzatori dellevento hanno raccolto le idee e le proposte provenienti direttamente dal proprio pubblico, per organizzare la ricca agenda del Forum. La comunicazione come chiave strategica di successo e come strumento di ripresa dalla crisi economica, sono stati i temi con i quali si aperta ledizione 2011 del Forum il quale, seguendo anche il trend evolutivo che negli ultimi tempi ha interessato dal vivo il mondo della comunicazione, ha aquisito anche una forte impronta rivolta alle nuove tecnologie al servizio dei media contemporanei, alla crossmedialit, ai social network e al mobile, senza dimenticare le grandi tematiche legate allo sviluppo sostenibile e allinternazionalizzazione, gi al centro delle precedenti edizioni. Forti dellentusiasmo e dellattenzione che abbiamo ricevuto negli ultimi anni, abbiamo organizzato la quarta edizione del Forum convinti del fatto che la comunicazione, oggi pi che mai, rivesta un ruolo fondamentale nello sviluppo delle attivit economiche, sia a livello locale che internazionale, oltre ad essere la leva fondamentale attraverso la quale si esprimono gli stili e i valori delle diverse parti sociali che compongono la societ contemporanea. Una societ che inizia ad esprimersi attraverso nuovi linguaggi e nuove forme mediatiche, che ci spingono ad approfondire ancora di pi e ad espandere le diverse argomentazioni che riguardano il mondo della comunicazione, afferma Fabrizio Cataldi, Amministratore & Managing Director di Comunicazione Italiana. Di seguito le ultime novit in scena nella due giorni romana dedicata al mondo della comunicazione dimpresa e pubblica. Il primo ospite internazionale di questanno stato Laurent Delaporte, Vice President, Microsoft Advertising EMEA, intervenuto nella sessione Convergenza e Multimedialit: potenzialit di una strategia integrata. Invitalia, RAI e RIM/BlackBerry hanno partecipato in qua-

Fabrizio Cataldi

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lit di official partner, insieme ad altri importanti esponenti del mondo della tecnologia e dellinnovazione quali Philips, Banzai e la stessa Microsoft, mentre MIP Politecnico di Milano stato associated business school dellevento. Dal punto di vista media, tra i partner anche lAnsa e Mark Up, si sono aggiunti ad altri noti partner media come Panorama Economy, Telesia, Pubblicit Italia, Business People, ADVexpress e Daily Media. Anche lelenco delle partnership istituzionali si allargato grazie alla la Regione Puglia e alla Fondazione Sistema Toscana, continuando cos a percorrere la strategia del fare sistema, unendosi a Fondazione Musica per Roma. LIstituto Piepoli ha curato un sondaggio dopinione per rilevare le considerazioni degli italiani sulla comunicazione come leva strategica di sviluppo. Nel programma dellevento anche la sessione Partecipazione e Democrazia: il giornalismo tra sfide e nuovi orizzonti. La tavola rotonda nata dalle considerazioni degli organizzatori del Forum 2011 su come i canali all news, il citizen journalism e i social media inizino a rispondere ad un bisogno sempre pi pressante di informazione, nellepoca della convergenza totale dei media e delle tecnologie. In questo nuovo scenario, il giornalismo ridisegna il suo ruolo, rimanendo lo strumento garante di un diritto fondamentale: linformazione, cartina al tornasole della democrazia di un Paese. Infine i temi e i protagonisti della tavola rotonda Parola chiave Sostenibilit. Il futuro Green. Sviluppo sostenibile, energia, CSR: come si sposano i nuovi imperativi green oriented con il business. I responsabili comunicazione di Philips, Ambasciata Britannica in Italia, Federutility, TNS Italia e Fondazione Sistema Toscana si sono confrontati sui principali temi legati al Green quali le citt eco-sostenibili, lambiente, lenergia, letica, la Corporate Social Responsibility, etica, ricerca e innovazione e Green Economy. Inoltre, questanno il nuovo video-spot del Forum della Comunicazione 2011 prodotto da Zeranta Edutainment,

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per la regia di Domencio Ciolfi, che esprime come la comunicazione sia unesperienza umana imprescindibile, in sostanza lambiente in cui siamo immersi sin dalla nascita. Tutto questo dunque e molto di pi nellevento di questanno come ha sottolineato Fabrizio Cataldi: Il Forum della Comunicazione si confermato, anche questanno, levento pi importante in Italia nel campo della comunicazione pubblica e dimpresa. Anche per ledizione 2011, abbiamo chiamato a raccolta tutti i professionisti italiani coinvolti direttamente o indirettamente con il mondo dei media, perch ritenevamo fondamentale diffondere sempre pi la cultura della comunicazione, soprattutto oggi, in un periodo in cui il mercato tende a disconoscerla da attivit fondante dellesistenza umana e da strategia vincente per aziende e istituzioni. <

CONTATTI PER LA STAMPA Edelman Italia Leonardo Valente leonardo.valente@edelman.com Livio Tarallo livio.tarallo@edelman.com Tel. 02 63 116 285 Comunicazione Italiana Felice dEndice dendice@comunicazioneitaliana.it

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Le aziende sono pronte per la Generazione Y?


SI SVOLTO IL 4 MAGGIO IL CONVEGNO dal
titolo: Generazione Y: siamo pronti per loro? organizzato da CRF Institute, nellambito dei Top Employers Seminars, in collaborazione con il COSP (Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni) dellUniversit degli Studi di Milano. IN UN MERCATO IN CONTINUA EVOLUZIONE COSA DEVE FARE UNAZIENDA PER NON RIMANERE INDIETRO E AFFRONTARE LE SFIDE DEL CAMBIAMENTO? Questa la classica domanda che ogni azienda, con scadenze ben precise, si pone davanti ai cambiamenti tecnologici ed economici del mercato. Ma in questo ultimo decennio, a spaventare le aziende, oltre la crisi, non sono solo i cambiamenti tecnologici o economici, ma il totale cambio di rotta della cultura lavorativa. Mai come in questo ultimo decennio, levoluzione del mercato ha avuto delle ripercussioni notevoli sulle aziende e soprattutto sul modo di lavorare. Lintroduzione di Internet, ha aperto nuove opportunit prima sconosciute e ha cambiato la cultura e il modo di lavorare, introducendo non solo nuove figure professionali, ma anche un nuovo stile lavorativo, basato su valori che prima aleggiavano solo nella mente dei lavoratori, ma che era impensabile mettere in pratica. Lo scenario attuale, invece, impone questo cambiamento! Il vecchio modo di fare business non pi efficace in questa era, quella della economia 2.0 e della generazione Y (i nati tra il 1977 e il 1990). Se si vuole restare nel mercato, bisogna essere flessibili ed essere disposti anche a collaborare con gli altri e, soprattutto, non sprecare tempo ad aspettare il momento giusto; la parola chiave lazione cos come hanno fatto aziende come Apple, Google e Toyota.
autore: EleonoraGERIA
Consulente aziendale e formatrice, specializzata in tecniche di comunicazione (PNL e Analisi Transazionale). Product manager di Oneminuteclub e autrice di libri
eleonorageria@enoxi.it

LA GENERAZIONE Y I nati tra il 1977 e il 1990 si affacciano al mondo del lavoro con valori e motivazioni del tutto nuovi, che possono diventare fattori di crescita per le aziende.

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Google, ad esempio, nasce dallidea geniale di due giovani laureati statunitensi, debutta online nel 1999 e oggi il motore di ricerca pura pi popolare. Facebook stato creato, nel febbraio del 2004, da Mark Zuckeberg a soli 19 anni, mentre studiava nella prestigiosa universit di Harvard.Fu creato con lintento di mettere in comunicazione le universit di tutto il mondo. Agli inizi, infatti, potevano iscriversi solo persone con un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario.Dal 27 febbraio 2006, date le sue evidenti potenzialit, Facebook si esteso alle scuole superiori e alle pi importanti aziende.A partire dall11 settembre 2006, Facebook si esteso dando la possibilit a chiunque di iscriversi al sito, unendo tutti gli utenti di internet.Il progetto diventato talmente popolare che Zuckerberg, nel 2008, stato nominato dalla rivista Forbes Il pi giovane miliardario del mondo, con un patrimonio di circa un miliardo e mezzo di dollari, destinato a crescere.

Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google

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LE RISPOSTE DELLE AZIENDE ALLE 5 PRIORIT EVIDENZIATE DAI GENERATION Y:


1. Uno stile di vita appagante. 2. La realizzazione professionale. 3. Il lavoro in team. 4. Il work Life balance. 5. La possibilit di cambiare frequentemente mansioni, lavoro, nazione e persino continente.

LE DOMANDE CHE LE AZIENDE DOVREBBERO PORSI:

Come sta cambiando il mondo del lavoro con lingresso della Generazione Y i nati tra il 1977 e il 1990? Quali le nuove modalit di questi giovani nel rapportarsi con leadership, colleghi e clienti? Ci si pu incontrare tra generazioni, dando vita a nuovi modelli di rapporto tra persone e organizzazione?

Questa la generazione Y e le aziende, se vogliono stare al passo con i tempi, non possono non considerare ci che la caratterizza per poter trarre vantaggio da essa. Lo scenario del mercato attuale si distingue dal passato grazie a degli elementi che sono entrati a far parte della nostra cultura e che hanno modificato radicalmente il modus operandi: La dimensione spazio-temporale, legata alla percezione da parte delle persone della sempre maggiore riduzione di questi due elementi. Con il progresso tecnologico, infatti si avverte la necessit di avere tutto nel minor tempo possibile. Oltre a quella del tempo, anche la percezione dello spazio molto cambiata. Oggi gli spazi sembrano davvero essersi ristretti, soprattutto grazie ai sempre pi avanzati mezzi di trasporto e di comunicazione. Grazie ad essi, infatti, le distanze si riducono: basti pensare che solo 50-60 anni fa, per raggiungere laltro capo del mondo, ci volevano settimane di viaggio, mentre oggi basta un giorno di volo o addirittura qualche secondo, se si utilizza internet. Grazie alluso di questultimo, infatti, oggi si resa meno necessaria la presenza fisica in un determinato posto: basta creare una comunicazione con il proprio interlocutore e si pu trattare con esso anche a migliaia di chilometri di distanza. La ricchezza delle informazioni. Oggi, grazie alla vastit delle informazioni che si hanno a disposizione, le aziende hanno molte possibilit di farsi vedere e farsi conoscere, ma avere tante informazioni significa anche avere pi scelte e ci potrebbe portare unazienda ad un punto di stallo, perch potrebbe non riuscire a prendere la decisione giusta. La complessit della tecnologia. Oltre alla vastit delle scelte, a far crescere la complessit il diffondersi di una tecnologia sempre pi sofisticata la quale, se da un lato agevola la comunicazione e il lavoro delle aziende, dallaltro pu rivelarsi un problema perch le imprese che acquistano uno strumento tecnologico, non fanno in tempo a renderlo operativo che esso ha gi bisogno di aggiornamenti. Grazie allevoluzione

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tecnologica, le persone possono disporre di un crescente numero di informazioni e ci fa s che esse pretendano un atteggiamento trasparente e responsabile da parte delle aziende. Le aspettative elevate: le persone si aspettano sempre qualcosa di pi. Oggi si ha una sola chiave per aprire e accendere la macchina e al suo interno c un pulsante per aprire il serbatoio del carburante. Le aziende sono dunque orientate a creare prodotti/servizi in grado di rispondere alle esigenze dei clienti, le aziende cercando di semplificare sempre di pi la vita delle persone. Gli elementi descritti, che caratterizzano lo scenario del mercato attuale hanno delle ripercussioni sulle risorse umane, che ne rappresentano i principali attori, ossia la generazione Y. necessario considerare questa generazione con le sue caratteristiche per comprendere quali siano gli elementi che stanno cambiando, in modo tale da poter agire per sfruttarli a proprio vantaggio. Ma come sono dunque gli appartenenti alla Generazione Y? E cosa hanno di diverso rispetto alle generazioni precedenti? Basta osservare con quale padronanza un bimbo di due anni utilizza lIphone per capire che molto cambiato! Gli appartenenti alla Generazione Y sono: Ipertecnologici, flessibili, immersi nella rete, life-oriented. Dalla consapevolezza di come questo tema sia diventato ormai molto importante, nata lesigenza di riunire le pi grosse aziende del mercato attorno allargomento, in un convegno dal titolo: Generazione Y: siamo pronti per loro? organizzato da CRF Institute, nellambito dei Top Employers Seminars, in collaborazione con il COSP (Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni) dellUniversit degli Studi di Milano, che si svolto il 4 maggio 2011. Introdotto da Gabriella Pravettoni, professore Ordinario di Psicologia Generale e Presidente del COSP e moderato da Luca Solari, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale allUniversit degli Studi di Milano, il convegno ha visto la partecipazione di Antonella Lozzi, Delivery and

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Capabilities Director, Avanade; Simona Pietrasanta, HR Avanade; Elena Panzera, Direttore Risorse Umane, SAS Institute; Cesarina Budetta, Head of Human Resources, Unicredit Business Partner; Mario Gastaldi, Consulente internazionale e fondatore, Brain Team Consulting, oltre ad Alessio Tanganelli, Country Manager Italia di CRF Institute che ha presentato alcuni risultati di ricerche internazionali su identit, aspettative e stereotipi della Generazione Y. I dati raccolti da CRF Institute, mostrano che, mentre i cosiddetti baby boomers, cio i molti nati negli anni 60, vanno gradualmente in pensione, i giovani talenti destinati a sostituirli sono decisamente meno numerosi: ecco dunque la necessit per le aziende di trovare nuovi modi per attrarli e trattenerli, facendo leva sulle loro motivazioni e aspettative, spesso diverse da quelle dei loro padri, ha spiegato Alessio Tanganelli. In che modo? Innanzitutto con la flessibilit. A livello internazionale, il 97% delle aziende offre il part-time, il 92% lorario flessibile, l83% il telelavoro, il 43% congedi parentali oltre i termini di legge e il 40% concorda addirittura con i dipendenti un programma di gestione del tempo. Fino ad oggi le esigenze del business venivano prima di quelle delle persone, ha osservato Luca Solari, ma il panorama sta cambiando e non pi pensabile chiedere alla generazione Y di fermarsi in ufficio fino a tardi o rinunciare al week end solo in nome della dedizione al lavoro. arrivato il momento di ripensare al modello organizzativo e di trovare nuove strade di dialogo tra persone e organizzazione. Un terreno ancora sconosciuto e un tema finora dimenticato anche dalle ricerche scientifiche. Impensabile dunque chiedere a Mark Zuckeberg (creatore di Facebook) o a Larry Page e a Sergey Brin (creatori di Google) di timbrare un cartellino o di fare una pausa di unora per consumare il pranzo o di seguire lunghe procedure aziendali. Non ci resta dunque che RESETTARE il vecchio modo di gestire le aziende per fare largo a concetti quali flessibilit, creativit e libert! <

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eventi

In collaborazione con

Calendario Corsi
Per informazioni e prenotazioni:

Percorso Formazione Formatori


EDIZIONE LIFE Public Speaking in azione 3 giorni 8-9-10 Luglio 2011 Roma Apprendimento in azione 3 giorni 7-8-9 Ottobre 2011 MILANO EDIZIONE PROFESSIONAL Coaching in azione 3 giorni 16-17-18 Settembre 2011 Roma

www.canaleformazione.com/catalogo-corsi
WORKSHOP
Diventare conciliatore: come cogliere lopportunit e trasformarla in una professione di successo 3 ore serali 7 Luglio 2011 Roma Professione Formatore 3 ore serali 14 Luglio 2011 Roma

CORSI DI FORMAZIONE
SEAL SEMINAR 3 giorni 2-3-4 Settembre 2011 TORRE BURCHIO (Umbria) NEuroeconomia in azione 2 giorni 8-9 Ottobre 2011 roma

EVENTI GRATUITI
Neuroeconomica 2 giorni 24-25 settembre 2011 Roma
CANALE FORMAZIONE SEGNALA:

MASTER PNL
Corso per Mediatori Civili organizzato da Concormedia Dall8 al 23 luglio ROMA
Per info rivolgersi a:

info@canaleformazione.com tel. 06.40044545

master pnl 1 livello Practitioner 2 Step da 3 giorni 30 Ottobre - 1-2 Novembre 2011 ROMA 28-29-30 Novembre 2011 roma

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eventi

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Eventi

Primo livello practitioner


STEP 1!
Finalmente inizia il Master in PNL Pratictioner. Le aspettative e le domande dei partecipanti sono tante: potr veramente cambiare in meglio la mia vita? Potr avere uno spirito pi vincente e mettere in pratica comportamenti che mi aiuteranno a raggiungere i miei obiettivi? Ebbene possiamo dichiarare a gran voce che, anche se solo dopo il primo step, la risposta si! Quando il tema da trattare siamo noi stessi, quando si ha la possibilit di mettersi in gioco per migliorare, quando si accompagnati e sostenuti da un docente e dei tutor che sanno creare un connubio tra un clima confortevole e una conduzione professionale, non possibile rispondere altrimenti. Questo primo step si apre sabato 7 Maggio 2011 presso lhotel Marriott Courtyard a Roma con laccoglienza dei partecipanti e la presentazione dello Staff. Il calcio dinizio spetta a Stefano Santori, fondatore di Canale Formazione, che ci conduce, durante il corso della giornata, attraverso la magia della PNL: dai presupposti della comunicazione, alle tecniche di ricalco e guida, con tanti esempi e tanto coinvolgimento dei partecipanti. Tutto questo ci porta a riflettere: come mai uno degli ambiti pi presenti della nostra vita, una parte cos considerevole di noi stessi, cos fortemente trascurata?. Forse questa disattenzione guidata dal paradigma che enuncia le cose pi evidenti sono quelle che passano maggiormente inosservate. Lentusiasmo comincia a diffondersi tra i partecipanti, messi in gioco fin da subito e in prima persona. Attraverso i momenti didattici, si intuisce quanto il comportamento, limitazione sociale, losservazione, influenzino la nostra vita e quanto giovamento sia possibile

Master in PNL

autore: VitoSIRACUSA
Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche, Specializzando in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso L.U.M.S.A, Roma
vitosr@hotmail.it

GIORNO 1 4

autore: AlbertoVENUTI
Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche Specializzando in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso L.U.M.S.A, Roma
venutialberto@gmail.com

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trarre dalla loro cura. La giornata si conclude quindi con la prima esperienza pratica, per cominciare fin da subito a sperimentare gli strumenti appresi e a guardare il mondo da una nuova prospettiva. Il secondo giorno del primo step il docente Raffaele 3GIORNO 2 Galasso, esperto di PNL, a condurre il gruppo. Interviene anche Federica Marucci, NLP Licensed Trainer e Stefano Santori chiude la giornata. Si scende ancora pi a fondo, alla ricerca della mappa attraverso cui ognuno di noi guarda il mondo: lobiettivo quello di conoscerla senza correre il rischio di interpretarla, ovvero saper uscire da s ed entrare in una relazione autentica con laltra persona. Questo permette, qualora rientri nellobiettivo comunicativo, di guidare linterlocutore attraverso strade alternative, verso nuovi punti di vista. Ritenere la propria mappa come lunica esistente pu occludere la vista verso strategie pi vincenti. Certo, non sempre facile acquisire il punto di vista di unaltra persona, soprattutto se si ha a che fare con Calogero, un burbero signore dellentroterra siciliano interpretato da Raffaele Galasso, che, se in un primo momento ha potuto suscitare una certa ilarit, si rivelato un formidabile strumento didattico: lascolto e la voglia di comprenderlo sono stati indispensabili per stabilire un primo contatto. Dopo questo primo step di PNL, come si torna a casa, al lavoro, alla vita di tutti i giorni? Sicuramente con la voglia di sperimentare quanto appreso, con una maggiore consapevolezza e di conseguenza col cominciare a fare attenzione a tutto ci che in passato avevamo trascurato. Diventa importante saper dare il giusto nome alle cose che prima soltanto sentivamo. Si ha voglia di pesare tutto ci che costituisce il proprio s pi intimo e si sente il bisogno di dare maggiore valore alla relazione con gli altri. Questo risulta assolutamente fondamentale per vivere bene i nostri affetti, le nostre emozioni e le nostre azioni. Lapproccio della PNL sembra contenere in s gli strumenti pi potenti, efficaci e concreti per farlo; luomo, fin dalla notte dei tempi, si servito di strumenti per raggiungere i propri obiettivi: co-

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noscerli pu significare fare la differenza tra chi ce la far e chi no.

TESTIMONIANZE 6 Di seguito riportiamo alcuni feedback dei partecipanti al nostro primo step: Ariel Signorelli Direttore Commerciale Aemme Comunicazioni Un percorso formativo deve essere: chiaro, semplice (anche se si trattano argomenti importanti), piacevole ed efficace nei suoi contenuti didattici. Il Master in PNL Primo Livello Practitioner che si sta svolgendo a Roma con Canale Formazione tutto questo e di pi! Docenti eccellenti che trasmettono in aula tutta la loro competenza, esperienza e simpatia! Grazie a: Stefano Santori, Raffaele Galasso, Federica Marucci e tutto lo staff di Canale Formazione, leccellenza nella formazione in Italia. E non finisce qui Daniele Zaborra Promotore Finanziario ed Intermediario Assicurativo Ho trovato questo primo step estremamente interessante e ricco di contenuti (che dovr cercare di mettere in pratica nella quotidianit dei rapporti interpersonali e di lavoro). un percorso di crescita che voglio sicuramente portare avanti. Complimenti agli oratori, veramente bravi, ed un saluto particolare a Calogero (mi sono reso conto di averne incontrati tanti nella vita e di aver perso moltissime occasioni per poter entrare in sintonia e parlare con loro!!!). Un saluto a tutti. Grazie. Giampaolo Auria Consulente dazienda Flash cinestesico ma anche un po visivo. Fine settimana da ricordare in localit per me irraggiungibile nei giorni feriali (ingorgo infinito dallAurelia in poi) Ben spiegati (e forse capiti) i concetti di base, finora mal appresi da esperienze libresche.

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Applicazione pratica immediata e divertente con esercizi singolari e inaspettati. Grazie a Stefano, Raffaele ed a Federica Marucci che ha presentato i LEM. Claudia di Matteo Scrittrice Sono stata molto interessata dai contenuti ed estremamente coinvolta dal ritmo vivace e dal brillante sense of humor dei nostri fantastici conduttori, ho goduto del valido spirito di gruppo che si creato, danzando tra teorie interessanti ed una pratica efficace. stato sinceramente bello passare con delle teste tanto affini uno splendido week end formativo. Questione di feeling...! Elisa Pagin Consulente e formatrice Sono contenta di poter partecipare a questo corso poich credo che le tematiche affrontate siano molto utili sia per fini lavorativi che personali. Lo stile di Raffaele si confermato energico e coinvolgente ed ho trovato Stefano molto gradevole, misurato e attento a fornire i tempi giusti per incamerare le varie informazioni fornite. Ho anche molto apprezzato il fatto che i formatori si siano alternati nelle giornate e che non uno solo abbia tenuto lintero modulo. Peccato che a Federica sia stato affidato, almeno per ora, poco spazio.Vi ringrazio e vi saluto, al prossimo incontro! Antonio Scicchitano Promotore Finanziario e Product Manager di MPS - Promozione Finanziaria Il primo appuntamento del Pnl pratictioner pur trattando argomenti nel mio caso gi noti, stato ricco di spunti molto interessanti e soprattutto immediatamente applicabili nella sfera professionale. Io svolgo la professione del promotore finanziario e lattenzione allascolto, al ricalco e alla guida sono aspetti da migliorare sempre e con costanza. Grazie, a presto! <

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Imparare le tecniche della felicit


IL 16 E 17 LUGLIO SI TERR A SAN MARINO, al
Palace Hotel, un Evento di formazione personale, organizzato da Performance Strategies, davvero particolare: IO Inside Out, una full immersion di due giorni dedicata al tema della felicit.
a cura di: IreneVILLA SANTA
Consulente aziendale, Coach, Progettista e Trainer in Outdoor, Assessor, Psicologa e Psicoterapeuta
irenevillasanta@enoxi.it

Io Inside Out

LO SCOPO DELLEVENTO QUELLO, INFATTI, DI INSEGNARE AI PARTECIPANTI come raggiungere e mantenere uno stato di benessere mentale, chiarezza e pace interiore che permetta di migliorare i propri risultati. scientificamente dimostrato, da innumerevoli studi e trattati, che ansia, stress, focalizzazione sui problemi e conseguenti pensieri ossessivi, determinano calo di concentrazione, difficolt di relazionarsi, e di pianificarsi, arrivando a volte a generare disturbi e persino malattie psicofisiche. necessario quindi partire dal dentro (Inside) per ottenere risultati che si esprimano al di fuori (Outside). Il principio formativo dellevento IO INSIDE OUT che dal nostro modo di ESSERE dipende il nostro modo di AGIRE. Durante IO Inside Out, quindi, i partecipanti impareranno ad allineare la propria mente in uno stato di felicit per conseguire pi facilmente i propri obiettivi. Sul palco dellevento formativo IO Inside Out due mostri sacri della psicoterapia, psicologia ed esperti di PNL di fama internazionale, coordinati dal trainer Max Damioli.

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Giorgio Nardone, Psicologo psicoterapeuta, autore di saggistica internazionale insegner al IO INSIDE OUT concetti come lautoinganno strategico e luso degli STRATAGEMMI per uscire dalle trappole mentali e gestire le proprie percezioni, emozioni ed azioni, superando gli ostacoli. Il suo contributo scientifico e applicativo rappresenta una vera e propria Scuola di pensiero, alla quale si ispirano studiosi, terapeuti e managers di tutto il mondo. Altro relatore di spicco sar Gabriel Guerrero.

Gabriel Guerrero

Giorgio Nardone

Master Trainer di PNL e DHE, creatore e sviluppatore di programmi di certificazione quali Advanced Hypnosis and NLP Specialist e Advanced NLP Therapeutic Specialist; insegna assieme a Richard Bandler dal 2002 ed a John La Valle dal 2001. DISEGNANDO IL TUO DESTINO: questo il tema dellintervento di Guerrero, che insegner ai partecipanti dellIO INSIDE OUT a mettersi in contatto con il proprio inconscio per sprigionare lenergia e la forza per concretizzare i propri sogni. Levento full immersion IO INSIDE OUT avr come ospite deccezione Barbara Alberti. Scrittrice, giornalista e sceneggiatrice, intelligente e provocatoria presenza femminile sui media nazionali, dalla Stampa alla TV. Pungente, ironica e mai banale, condivider con i partecipanti di IO INSIDE OUT le sue riflessioni sui grandi temi del vivere, che ne hanno fatto una icona moderna. IO Inside Out una esclusiva di Performance Strategies, societ di formazione specializzata nella realizzazione di grandi eventi e percorsi formativi orientati al risultato, guidata da Marcello Mancini. <

Barbara Alberti Max Damoli

Levento IO Inside Out verr presentato con un roadshow nelle principali citt italiane a partire dal 16 maggio. Info e Iscrizioni sul sito ufficiale dellevento: www.ioinsideout.it

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