Sei sulla pagina 1di 12

Capitolo 3

Le cinquanta galee veneziane avevano dato fondo alle ancore a un centinaio di metri dal molo principale di S Giovanni dAcri. In quel punto erano al riparo dal mare, perch coperte da un piccolo promontorio, e le ancore tenevano bene sul fondo basso, di non pi di dieci metri. Erano allineate ordinatamente, a breve distanza, i remi alzati per non incastrarsi una con laltra, le vele ammainate. Sui castelli di prua e poppa cerano marinai della Serenissima, riconoscibili per le vesti comode e larghe e i berretti calcati sulla testa. Le tolde, invece, erano gremite di uomini vestiti con cotte di maglia, corazze, tuniche con linsegna della croce. Crociati. In tutta la otta ce ne saranno stati almeno diecimila. Se qualcuno si fosse soffermato a guardare i loro visi e il loro portamento avrebbe visto chiaramente che non si trattava di Crociati di alto rango, ma di soldataglia, una masnada di brutti cef accozzati male, con vesti sporche e facce patibolari. Mercenari. Quelle truppe di fanteria, i turcopoli, erano utili nei combattimenti con i saraceni perch consentivano di controllare gli arcieri arabi, che altrimenti avrebbero inferto

15

16

CAPITOLO 3.

gravi perdite alla cavalleria pesante. Le Crociate avevano sempre contato su forti contingenti di quella marmaglia, che se era utile in battaglia, era per micidiale per i saccheggi, stupri e violenze della popolazione araba che seguivano. Gli Ordini cavallereschi condividevano regole e principi comuni con i cavalieri arabi e si rispettavano a vicenda. Negli intervalli tra le Crociate la situazione in Terra Santa era relativamente tranquilla: i cavalieri di ambo i lati si limitavano a scortare e proteggere i propri pellegrini senza scontrarsi mai tra loro, e la tregua era solida e duratura. Poi qualche re o qualche vescovo invasato lanciava una nuova Crociata, reclutava la marmaglia, e riportava il caos. Gli Ordini cavallereschi non vedevano certo di buon occhio quelle invasioni di cavallette, che provocavano la reazione saracena e riaprivano le ostilit. Sebastiano Mocenigo, magro, con il naso aquilino, imbarcato da almeno venti anni, comandava quella otta di galee. Era partito da Venezia un paio di settimane prima, su un impegno di pagamento di tremila pezzi doro che era inteso gli sarebbe stato versato alla consegna della merce, cio di quella fetida marmaglia di cui non vedeva lora di liberarsi. Il viaggio era stato tranquillo quanto a vento e mare, ma i mercenari lo avevano fatto dannare, con proteste, richieste continue di vino, risse, provocazioni dei marinai, e mal di mare. La massa di mercenari, affollata alle paratie, guardava ora verso terra, ondeggiando e mormorando minacciosamente. Un soldataccio con una lunga cotta di maglia arrugginita e un grosso spadone appeso a una tracolla di cuoio si fece avanti e sal i primi gradini della scaletta che portava al castello di prua, dove Mocenigo stava scrutando terra con un cannocchiale.

17 Che si fa, capitano ? Dobbiamo stare qui a cuocere al sole no a che non ci secchiamo ? Perch non ci sbarcate ? Vi sbarcher quando sar stato pagato. I patti sono molto chiari. Tra poco andr a terra e se mi pagano il dovuto vi sbarcher in giornata E se per caso non vi pagano ? domand il soldataccio Non vi sbarco: restiamo qui alla fonda no a che non arrivano i soldi disse Mocenigo Ma voi siete matto disse il mercenario Bada come parli, sgherro sibil Mocenigo Io sono un mercante e i mercanti hanno delle regole. Vi ho portato indenni a destinazione e devo essere pagato: pensate che lo faccia gratis ? Non potete tenere un esercito alla fonda allinnito disse il soldato ci ribelleremo. Siamo combattenti e ci apriremo la strada con le armi no a terra I miei uomini sanno combattere anche meglio di voi disse Mocenigo e se le cose volgessero a vostro favore hanno ordine di allagare le stive e affondare le navi. Vanno gi in cinque minuti, sai ? E si d il caso che mentre noi marinai sappiamo tutti nuotare, lo stesso si pu dire solo di pochissimi di voi, e fareste quasi tutti la morte dei topi. In pi quelli che riuscissero ad arrivare a riva non verrebbero accolti tanto bene. Gli abitanti di Acri vedono come il fumo negli occhi una soldataglia come voi, che promette solo di portare violenza, risse, furti e stupri. E inoltre Acri fedele alla Serenissima, vive dei commerci con Venezia. Se si accorgessero che vi siete rivoltati, e che ci avete sopraffatto, penso proprio che quelli di voi che arrivassero al molo verrebbero passati a l di spada Maledetto disse il soldataccio con una smora, sputando per terra in segno di disprezzo Me lo avevano detto

18

CAPITOLO 3.

che i veneziani sono dei serpenti S, serpenti e per giunta velenosi sorrise Mocenigo bene rispettarci, credi a me. Ora scendi da quella scala e d ai tuoi compagni che si mettano calmi, se no ti faccio impiccare. Dubito che si farebbero uccidere per te. Spargi la voce che sto andando a terra per organizzare il vostro sbarco Dicendo cos fece un cenno ai marinai accanto a lui, che si diressero a poppa e manovrarono carrucole e pulegge, facendo scendere in acqua una scialuppa, che tennero accostata al bordo con delle cime. Quattro rematori vi presero posto, calandosi con scale di corda. Per ultimo scese Mocenigo che si mise al timone. A un suo ordine i rematori cominciarono a vogare e la scialuppa si diresse velocemente verso la cima del molo, doppiato il quale spar alla vista. Con una mossa quasi sincrona i marinai volsero le tre spingarde con cui era armato ogni castello, a prua e a poppa, verso la tolda di ogni galea. Erano caricate a chiodi e pezzi di vetro e avrebbero spazzato la tolda con fuoco incrociato, massacrando almeno met dei soldati che vi erano assiepati. Che si ribellassero, se volevano.

Capitolo 4

Bertrand e la Commanderia francese Quando dallalto della collina aveva visto il grande nastro dargento del Rodano subito a sud di Tarascon Bertrand de Bellign aveva fatto i suoi calcoli: non ce lavrebbe mai fatta a scendere il sentiero che calava dalla cima della collina e arrivare allimbarcadero in tempo per prendere il traghetto. Avrebbe dovuto aspettare una mezzoretta sul pontile dimbarco, in attesa che il traghetto tornasse indietro . Ma gli andava bene, non aveva grande fretta quella mattina, era una bella giornata di sole, e la strada no alla Commanderia era lunga: si sarebbe riposato, e anche il cavallo. Quando giunse al pontile il piccolo traghetto era gi quaranta braccia nella forte corrente del ume, e i traghettatori lavoravano di gran lena per far scorrere sulle carrucole la pesante corda che, tesa tra le due rive, consentiva allo zatterone di non essere portato via dalla corrente. Bertrand scese da cavallo, leg le briglie a un ramo di una grossa quercia, e si mise seduto sullerba, con la schiena appoggiata al tronco coperto di muschio, liberando le

19

20

CAPITOLO 4.

gambe dalla lunga tonaca bianca da cavaliere Templare, e sganciando la guaina della spada dal cinturone. Mentre guardava la corrente veloce del Rodano gli venne in mente quella altrettanto veloce della Loira. Quante volte laveva guardata, quante volte ci aveva fatto il bagno, nellansa verso cui digradava la collina su cui sorgeva il piccolo castello di famiglia. La famiglia de Bellign apparteneva alla nobilt minore, ma abbastanza importante da averlo avviato agli studi di legge. Bertrand destate tornava sempre a casa a godersi quella splendida campagna e il ume. Almeno fu cos no a che il padre non mor: da allora tutto and a scatafascio. Se non fosse stato per lo zio, che aiut come pot la sua famiglia e gli trov un posto alla Commanderia di St. Gilles-du-Gard, chiss che ne avrebbe fatto il giovane de Bellign. In quei bei giorni spensierati lungo la Loira, tornando a casa, si fermava sempre alla bottega di Gounod, il fabbro. Fin da piccolo era stato affascinato dal fuoco, dai mantici, dal martellare e dalle scintille che solcavano latmosfera fumosa della fucina. E Gounod era diventato amico di quel bambino: era stupito dalla sua curiosit e chiacchierava spesso con lui, cercando di insegnargli tante cose, e non solo sulla fucina. Gli aveva insegnato che una spada non una sbarra di ferro a cui si fa il lo, ma unamalgama di sottili lamine di acciaio che il martello fonde martellandole con grande fatica: solo cos la spada diventa essibile e resistente allo stesso tempo. Gounod era stato soldato, e anche un passabile schermidore: quando Bertrand era cresciuto un po Gounod gli aveva insegnato i primi rudimenti della scherma, in nti duelli con spade di legno. Poi, quando si era fatto adolescente, era venuto il tempo di esercitar-

21 si con una spada vera, la lunga spada piatta dei Crociati, tuttaltro che facile da maneggiar e da gestire. Tienila su quella spada grid Gounod se no quando arriva il fendente la puoi salutare la tua testa! Ma pesante, Gounod si lament il giovanetto cercando di sollevare lo spadone con le due mani E pesante perch tu pensi che lo sia: sai che pesa, ti concentri sullelsa, la tua forza va tutta sul tuo polso e la spada diventa una incudine Gli disse Gounod avvicinandosi Devi pensare alla punta e basta, invece, e pensare che tu e la spada siete leggeri e la punta qualcosa che vola al bersaglio. La forza ti deve uscire dalla pancia, passare per il cuore, poi gi lungo le braccia, come un ume impetuoso, e attraverso lelsa arrivare alla punta, senza mai fermarsi in un punto preciso. Tu non stai tenendo una spada, Bertrand, tu sei la punta Il giovanetto aggrott le ciglia e si sforz di seguire quei consigli. La punta della spada si sollev sensibilmente. Vai Bertrand, vai avanti. Vedi quel querciolo accanto alla grande quercia ? Vagli proprio davanti. . . , cos. Tu non vuoi tagliarlo, tu vuoi solo che tutta la forza che sta scorrendo da te no alla punta si fermi a un palmo dal tronco della grande quercia. Se il querciolo sta nel mezzo sono fatti suoi. Non pensare al querciolo. Tu sei la punta e sai dove devi andare. Vai, vai per Dio ! Il bambino si fece avanti. La punta ora era levata in alto, tenuta dalle due magre braccia, sollevate per un fendente. Ora ! grid Gounod Finalmente Bertrand fu la punta. E la punta cal, veloce, sicura. E si ferm a un palmo dal tronco della grande quercia, senza tremare n oscillare: semplicemente si ferm dove doveva stare. Il fusto del querciolo, segato di

22

CAPITOLO 4.

netto a un metro di altezza, cadde con uno strano scroscio nellerba alta. Io. . . Gounod, hai visto ?...lho tagliato ! lho tagliato Gounod ! il giovanetto guardava il mozzicone di tronco con gli occhi spalancati Finch riuscirai ad essere la punta della spada, Bertrand, saranno gli altri a stupirsi, credimi borbott Gounod con un sorrisetto. Bertrand prese la guaina accanto a lui e sl la lunga spada piatta, impugnando lelsa a forma di croce. Era una bella spada, ben fatta. Certo, non unarma soprafna, Non una spada di Damasco, che Gounod gli aveva decantato come un vero miracolo, ma era una buona spada. Non che lavesse usata molto. Alla Commanderia di St Gilles si era soprattutto occupato dellamministrazione, dato che gli studi in legge, anche se incompleti, lo rendevano il pi colto. Nei suoi frequenti viaggi nella campagna, per controllare le rendite delle terre della Commanderia, non cera motivo di usare la spada. Lo zatterone sbatt contro il pontile di attracco con un tonfo sordo. Bertrand sobbalz. Si alz, cinse nuovamente la spada al anco e, prese le redini del cavallo, si avvi lungo il pontile. Dopo pochi minuti lo zatterone aveva ripreso lennesimo viaggio nella corrente. Bertrand guardava come rapito la forza tumultuosa ma liscia di quelle acque. Chiss cosa avr da dirmi di tanto urgente il Comandante da mandarmi a chiamare da un messo riett Bertrand in n dei conti sarei tornato per conto mio tra due giorni, alla ne del giro Quando la sera arriv a St Gilles, Bertrand non and subito alla Commanderia ma si ferm alla chiesa, per ringraziare che anche quel viaggio fosse andato a buon ne.

23 Solo dopo aver pregato usc, rimont a cavallo e si avvi alla meta. La Commanderia di St Gilles era un centro di abbastanza importante, e come Bertrand entr nel grande cortile lo trov brulicante di persone e fervente di attivit, come sempre. Attravers lo spiazzo in diagonale, tenendo il cavallo al passo, salutando quelli che conosceva, e scansando i carri e i barrocci, carichi di sacchi e botti, che avanzavano cigolando. Arrivato davanti al Comando smont e, legato il cavallo alla sbarra, entr nella palazzina. Il Comandante era un uomo di mezza et, che si era fatto venti anni di guerra come mercenario e poi aveva capito che uccidere per denaro non faceva per lui ed era entrato nellOrdine, con lidea che se proprio si doveva uccidere era meglio farlo per Dio. Non che gli fosse capitato di dover uccidere, da allora, dal momento che la Commanderia era tutto sommato un posto tranquillo. Ma la frequentazione di tanta morte aveva comunque fatto di lui un uomo pacato, riessivo e, a modo suo, saggio. Bertrand gli era stato subito simpatico, e gli aveva dato incarichi di una certa importanza, elevandolo al livello di sergente portastendardo, e afdandogli la verica dellamministrazione. Quando vide Bertrand comparire sulla porta gli fece subito cenno di sedersi e disse ai due servitori che stavano armeggiando intorno alla sua scrivania di levarsi dai piedi. Siediti disse con un tono un po preoccupato era ora che arrivassi Sono venuto prima che ho potuto, quando ho sentito il messo disse Bertrand ma sarei comunque tornato tra due giorni, come previsto. Forse bastava. . . Non bastava disse secco il Comandante Non hai tutto quel tempo

24

CAPITOLO 4.

Ma che volete dire ? disse Bertrand che cominciava a preoccuparsi come sarebbe a dire non ho tempo ? che successo ? I miei commilitoni mercenari di un tempo, che non si potevano certo dire ni dicitori, ti direbbero che hai pestato una merda. Io ti posso dire che hai pestato i piedi al Vescovo, che poi, considerando lo spessore morale del Vescovo, come dire la stessa cosa Il Vescovo ? Ma io ho solo indagato come mi avete detto voi Quando tu mi hai rivelato di aver scoperto ammanchi nella cassa, io ti ho detto di indagare sugli ammanchi Appunto disse Bertrand, agitato e io quello ho fatto, e ho scoperto che dietro agli ammanchi cera il drappiere, il responsabile delle divise dei cavalieri, che tutti sanno un inltrato del Vescovo, e che gli riferisce tutto quello che succede qui E tu hai continuato a indagare continu il Comandante e hai scoperto che il drappiere i soldi che rubava in cassa li portava proprio al suo capo, il Vescovo, che evidentemente non se la passa troppo bene e ha bisogno di denaro Esatto disse Bertrand a voce bassa E, non contento, tu hai continuato a indagare, e hai scoperto che i soldi al Vescovo, tra le tante cose, servivano per certi suoi vizietti, diciamo. . . un tantino carnali Ma di tutto questo vi ho puntualmente riferito protest Bertrand E questo il punto. Tu non mi hai riferito dei dettagli, per: non mi hai detto che hai fatto un appostamento nella residenza di campagna del Vescovo, e che hai scoperto che i vizietti non includevano solo delle signore compia-

25 centi, ma anche dei bambini: lho dovuto scoprire io dal tuo aiutante, questo dettaglio... Non ve lho riferito, il dettaglio, perch lo ritenevo non rilevante alla causa. . . E invece rilevante. E rilevante che tutti sanno che tu sei tenuto a riferirmi tutto. E rilevante che anche il Vescovo sappia del tuo appostamento. E rilevante che lui pensi che tu mi abbia riferito tutto. E il risultato che ho saputo da fonti sicure che tra due giorni (cio quando si aspettano che tu torni qui come da programma) qui ci saranno ad aspettarti gli uomini del Vescovo per portarti al suo cospetto e interrogarti. E dubito che, qualsiasi cosa riescano a farti dire, ti consentano di dire altro in vita Sono perduto, quindi disse Bertrand, alzandosi in piedi e tormentando lelsa della spada Se resti qui direi di si, ma esistono alternative disse il Comandante con aria misteriosa Devo fuggire disse Bertrand con decisione Fuggire sarebbe come ammettere una colpa che non hai. Il Vescovo farebbe spiccare una grida per la tua cattura, e probabilmente anche una taglia, ovviamente vivo o morto, preferibilmente la seconda E allora combatter ringhi Bertrand Ottenendo lo stesso risultato fece il Comandante scuotendo la testa No, ho pensato a qualcosa di diverso. Tu domattina ti imbarchi ad Aigues Mortes e te ne vai a Gerusalemme Gerusalemme ?! Ma il Vescovo mi raggiunger anche l ! Se tu ci scappassi, forse. Ma se ci vai chiamato dal Vescovo Eraclio e dal Re, penso proprio di no. Io non riveler quello che tu mi hai riferito delle tue indagini: il Vescovo ti lascer perdere, si concentrer sul negare ogni

26

CAPITOLO 4.

legame con il drappiere, che si beccher cento scudisciate, e la cosa verr dimenticata E perch il Re di Gerusalemme dovrebbe chiamarmi ? Pare che ci sia stata una morte poco chiara, a Gerusalemme, e siccome si sospetta di un intrigo interno, le autorit preferiscono che a condurre le indagini sia un Inquisitore Templare di fuori, uno non sospetto, e che sia un buon investigatore. La richiesta arrivata ieri ad Aigues Mortes, ed stata inoltrata a me come Comandante della Commanderia importante pi vicina. E io, invece di passare la richiesta a Nimes, siccome so che hai le qualit richieste, scelgo te e ti rimando indietro con la stessa nave Non so come ringraziarvi, Comandante Aspetta a ringraziarmi Che volete dire ? Gerusalemme non il Paradiso, in questo momento, e non detto che il tuo incarico sia un sentiero coperto di rose e ori Sapr farmi onore disse Bertrand fermamente Non ne dubito disse il Comandante guardandolo con laffetto di un padre Ma vedi di evitare che mi riportino le tue ossa per seppellirle nel cimitero della Commanderia. Diciamo che per il momento questa una buona soluzione per sbrogliare la faccenda pi urgente. Ma se sia veramente la soluzione migliore lo sapremo solo a conti fatti. Ora muoviti, prepara le tue cose, poche mi raccomando, lessenziale, e poi riposa un po. La tua nave parte prima dellalba, per sfruttare le maree, e Aigues Mortes non dietro langolo