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3000 km di volo in un fine settimana

quanto ha fatto Sebastiano Caristia (detto Nuccio) con il suo Tecnam P92 Echo da S. Agata dei Goti (BN) a Odessa in Ucraina. Nove ore di volo allandata, ed altrettante al ritorno, per raggiungere il campo di volo di Gidroport (UKOE), a pochi km dallaeroporto internazionale di Odessa (UKOO), dove si teneva il raduno aeronautico Aviafestival 2012 (http://www.aviafestival.org/ ). Limpresa stata possibile grazie ad un intenso lavoro di preparazione iniziato alcuni mesi prima che ha consentito di ottenere le necessarie autorizzazioni per lingresso in Ucraina con un aereo ultraleggero. Tutto ci grazie anche allintervento del Presidente dell AOPA Ukraine, il Dott. Gennadji Khazan che, tra laltro, ha permesso di limitare a soli 300$ le esose tasse di atterraggio che solitamente vengono richieste nei Paesi dellEst. Nuccio Caristia decollato alle 7.00 ore locali di venerd 7 settembre 2012 per atterrare sei ore dopo nellaeroporto Beneasa di Bucarest in Romania. La sosta si limitata al disbrigo delle formalit doganali in uscita dalla Comunit Europea dopodich altre tre ore di volo hanno consentito al nostro intrepido aviatore di raggiungere la meta finale. Il volo si sviluppato in un ottimale contesto meteorologico grazie allalta pressione che ha insistito per tutto il fine settimana su tutti i Paesi lungo la rotta. Sono state sorvolate ben sei Nazioni: Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Bulgaria, Romania, e Ucraina e consumati circa 280 litri di carburante volando ad una velocit indicata media di 100 nodi. Lattraversamento dellAdriatico, il sorvolo delle montagne del Montenegro, lattraversamento della Serbia evitando accuratamente il Kosovo, le pianure Rumene ed il delta del Danubio sono stati gli scenari che hanno caratterizzato un volo destinato a rimanere nella storia del volo ultraleggero italiano. Una particolare accoglienza stata riservata al nostro connazionale dagli organizzatori della manifestazione aerea a Gidroport. Infatti Nuccio stato lunico pilota occidentale a partecipare allevento aviatorio e la notizia del suo arrivo stata trasmessa anche nel telegiornale Ucraino.
(http://podrobnosti.ua/podrobnosti/2012/09/08/857043.html)

La manifestazione ha registrato una notevole partecipazione di pubblico e di aeromobili. Grande risalto stato dato alla ricostruzione volante di un biplano Farman. Dopo aver trascorso piacevoli momenti in compagnia di piloti ucraini ed aver visitato lincantevole citt di Odessa, alle ore 6.00 locali di domenica 9 settembre il nostro pilota ha staccato le ruote dal suolo ucraino alla volta dellItalia ripercorrendo in senso inverso la rotta effettuata solo due giorni prima. Alle ore 17 del pomeriggio dello stesso giorno, il Tecnam P92 Echo equipaggiato con un motore Rotax da 80 CV atterrava felicemente nel campo di volo di S. Agata dei Goti. Nuccio Caristia non nuovo a questo tipo di voli avendo egli gi toccato mete esotiche come le Canarie, Capo Nord, Libia, Egitto, Marocco e tutti i Paesi Europei. Complimenti a Nuccio che interpreta il volo ultraleggero nello spirito pi sano e divertente che quello di raggiungere mete lontane e conoscere realt aviatore di altri Paesi.

Certo che quando cominciai a volare con il deltaplano a motore nel 1996 a Caiazzo non potevo immaginare che un giorno avrei potuto effettuare un volo in solitaria di pi di 3000 km in un fine settimana. Tutto ci stato possibile grazie al mio Tecnam P92 Echo 80 CV, ultraleggero avanzato, e ad una ormai incontenibile passione per il volo che con il passare del tempo si consolida sempre pi. La meta da sola giustificava limpresa: Odessa, Ucraina. Ero venuto a conoscenza sui forum in internet che nel campo di volo Gidroport (UKOE), a pochi km dallaeroporto internazionale di Odessa, si svolgeva una manifestazione aerea (http://www.aviafestival.org/) ; allora, quale migliore occasione ci poteva essere per salire sul mio destriero alato e andare a conoscere una nuova realt aviatoria. Volare da solo non una mia vocazione ma ci sono circostanze nelle quali gli amici non possono seguirti e allora sono costretto a far di necessit virt. I preparativi sono stati alquanto complessi infatti per ottenere i necessari permessi di ingresso in Ucraina ho dovuto scomodare il Presidente AOPA Ucraina, Gennadji Khazan, un pilota e appassionato di volo come noi. I contatti sono avvenuti via email e la mia maggiore preoccupazione stata quella di farmi confermare che non avrei pagato le esorbitanti tasse di atterraggio in cui altri piloti italiani di aviazione generale erano incappati ad Odessa qualche mese prima; si parlava di qualcosa tipo 600$ a velivolo! Gennadji intercede per me e riesce a spuntare un maxi sconto per cui alla fine pagher solo 300$. Venerd 7 settembre, imbottisco il mio ultraleggero avanzato della benzina necessaria e mi preparo a partire. Mi aspetta un volo impegnativo sotto ogni profilo. Dal punto di vista burocratico sono a posto grazie al nuovo decreto DPR 133/10 che consente agli ULM Avanzati di fare il piano di volo come gli aeromobili di AG, per cui inoltro a Roma Fiumicino il mio FP diretto per Bucarest, Romania. E li che dovr fermarmi per fare le pratiche doganali per luscita dalla Comunit Europea ed l che arriver dopo un volo ininterrotto di circa sei ore. Ma andiamo per gradi. Per quanto riguarda il punto di vista tecnico il mio ultraleggero dotato di un equipaggiamento da far invidia ai fratelli maggiori dellaviazione generale. La strumentazione standard ovviamente completa e a questa si aggiungono due GPS, un autopilota su due assi, un traffic watch, un Elt a 406 Mhz e, udite udite, uno stormscope! Lequipaggio per la sopravvivenza in mare include oltre al giubbotto e battellino monoposto autogonfiabili, un Personal Locator Beacon sulla 406 Mhz, una Grab Bag con tutto il necessaire per una felice sopravvivenza in mare ed infine uranina e polvere anti squalo! La mattina del 7 settembre laria calma e appena alzatomi in volo chiamo Grazzanise per cominciare le danze. I breve mi stabilizzo sui 7500 piedi che manterr fino ad entrare nella TMA di Bucarest dove il VFR schiacciato sotto i 2000 piedi. Attraversare lAdriatico da Bari a Dubrovnik non cosa facile. Il sole in faccia e una certa foschia rendono indistinguibile il mare dal cielo. Ho la sensazione di volare in IMC. Lautopilota in queste circostanze molto di aiuto. Spalato Radar mi passa a Sarajevo Control e sono gi sulle montagne bosniache al confine con il Montenegro. Zone daltura veramente desolate. Mi chiedo chi mai verrebbe a prendermi se dovessi avere unemergenza da queste parti. Nel fare questi pensieri intravedo un fiume in una sorta di canyon e

decido di non togliermi il giubbotto di salvataggio perch per certi casi estremi lacqua mi sembra la soluzione migliore. Sono costretto ad entrare in Serbia evitando di qualche miglio il Kosovo che risulta essere ancora ingabbiato dalla Air Safety Zone di Pristina sotto il controllo NATO. Belgrado Approach mi accompagna fino ai confini con la Bulgaria; la mia rotta prevede infatti un breve tratto nello spazio aereo di Sophia. Da qui entro in Romania e Bucarest Information mi avverte subito che nella TMA dovr scendere ad una quota massima di 2000 piedi. E qui finisce la pacchia perch lasciata laria calma dei 7500 mi ritrovo a volare come in una pentola che bolle e vi potete immaginare che balletto! La Romania si presenta come una sterminata pianura dal colore marrone con qualche sprazzo di verde. Bucarest Beneasa(LRBS) mi accoglie con molta cordialit e professionalit. Pernotter l perch ormai sono le tre del pomeriggio e dopo circa sei ore di volo non mi va di andare a sfidare le effemeridi ucraine. Bucarest una citt piuttosto austera ma il centro storico, pieno di locali e ristoranti, la sera si riempie di ragazzi e turisti. Lalta pressione insister per tutto il fine settimana ed il giorno dopo ritrovo le stesse condizioni. Approssimandomi al confine con lUcraina sorvolo lo stupendo delta del Danubio. Laccento russo inconfondibile nella voce del controllore ucraino che mi prende in consegna. Lo stesso mi chiede se ho il METAR di Odessa. La cosa mi sorprende un po e me lo faccio dire. Strabuzzo le orecchie quando sento la parola Shower. Piovaschi? Come possibile. Accendo lo stormscope ma non rilevo niente di che. Per un attimo penso che mi abbiano voluto scoraggiare a venire ma poi faccio ammenda perch in effetti qualche nuvoletta da fronte caldo la incontro poco prima di arrivare e qualche goccia dacqua bagna il mio parabrezza. Ad Odessa (UKOO) il manager dellaeroporto appare piuttosto confuso sul preparare le carte di ingresso al punto di chiedermi se potevo rivolgermi ad una societ di handling. Manco a pensarci gli dico perch non ho alcuna intenzione di spendere molto anzi gli ricordo che il Presidente AOPA mio amico Finisce tutto dopo unora mezza quando, alleggerito di 150$, e dopo aver ricevuto lautorizzazione dei militari al volo VFR, mi ritrovo a decollare alla volta di Gidroport (UKOE) che dista solo 5 minuti di volo. Qui c subito aria di festa in frequenza dove Costantin Oborin, lorganizzatore della manifestazione Aviafestival 2012, mi accoglie trionfalmente. C molta gente e una trentina di aerei parcheggiati tra cui la splendida ricostruzione di un biplano Farman 1. Un Antonov AN2 e un R44 fanno la spola su e gi per portare la gente in volo. Due cose mi hanno colpito particolarmente: la fila di persone che attendevano di pagare il biglietto per essere portate in volo e la mancanza assoluta di stand commerciali. Queste due cose mi hanno dato un senso di genuinit che poi ho ritrovato in tutte le persone che ho conosciuto. Piloti ucraini, appassionati, gente che si voleva far fotografare vicino al mio aereo, le simpatiche ragazzine hostess in divisa azzurra. Gli stranieri della manifestazione erano, oltre al sottoscritto, tre piloti lituani giunti in volo accompagnati dalle rispettive signore. Durante il rifornimento sono stato preso dassalto da una troupe di giornalisti che hanno voluto insistentemente intervistarmi. Lintervista stata poi trasmessa nel telegiornale ucraino! Lalba del giorno dopo la ricorder per la vista della bandiera ucraina con il sole nascente dietro. E domenica e devo rientrare. Mentre accendo il motore so che la missione quella di arrivare a casa per sera. Allaeroporto internazionale di Odessa questa volta sono pi sbrigativi perch ormai

sanno cosa fare e quantofarmi pagare! Altrettanto veloci saranno a Bebeasa dove mi fermo giusto il tempo di un caff. A proposito, per le formalit aeroportuali ho dovuto sborsare solo 27. La rotta del ritorno uguale al giorno prima e ritrovo gli stessi paesaggi; lo stesso balletto sulla pianura rumena, le minacciose montagne bosniache e limmobilit dellaria nellattraversamento delladiatico. E domenica e nove ore della giornata le ho passate in volo. Arrivo a SantAgata dei Goti alle 17.30 del pomeriggio, fresco come una rosa. Mi chiedono tutti, piloti e non, come possa io volare cos a lungo. Rispondo che non un problema tecnico. Il volo per me un gioco e la mia filosofia che come quando eravamo bambini, non ci si stanca mai mentre si gioca!