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SERVIRE DIO CON PERSEVERANZA

Daniele 6:16-24

16 Allora il re ordin che Daniele fosse preso e gettato nella fossa dei leoni. E il re parl a Daniele e gli disse: Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sar lui a liberarti. 17 Poi fu portata una pietra e fu messa sull'apertura della fossa; il re la sigill con il suo anello e con l'anello dei suoi grandi, perch nulla fosse mutato riguardo a Daniele. 18 Allora il re ritorn al suo palazzo e digiun tutta la notte; non fece venire nessuna delle concubine e non riusc a dormire. 19 La mattina il re si alz molto presto, appena fu giorno, e si rec in fretta alla fossa dei leoni. 20 Quando fu vicino alla fossa, chiam Daniele con voce angosciata e gli disse: Daniele, servo del Dio vivente! Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, ha potuto liberarti dai leoni? 21 Daniele rispose al re: Vivi per sempre, o re! 22 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso la bocca dei leoni; essi non mi hanno fatto nessun male perch sono stato trovato innocente davanti a lui; e anche davanti a te, o re, non ho fatto niente di male. 23 Allora il re fu molto contento e ordin che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa; Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trov su di lui nessuna ferita, perch aveva avuto fiducia nel suo Dio. 24 Per ordine del re, gli uomini che avevano accusato Daniele furono presi e gettati nella fossa dei leoni con i loro figli e le loro mogli. Non erano ancora giunti in fondo alla fossa, che i leoni si lanciarono su di loro e stritolarono tutte le loro ossa. Nel testo biblico citato, il re Ciro dice a Daniele unaffermazione che da fare risaltare per limportante verit che in essa contenuta Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sar lui a liberarti riferita non tanto alla bella affermazione di fede sar lui a liberarti, ma al fatto che Daniele serviva Dio con perseveranza. Daniele viene insignito di appellativi uno pi bello dellaltro come in lui vi era uno spirito straordinario6:3 oppure egli era fedele 6:4, ovvero ancora uomo molto amato 9:23 ma non meno importante e sicuramente motivo di riflessione quel che tu servi con perseveranza, perch ci permette di comprendere appieno la personalit di Daniele e perch viene tanto apprezzato da Dio stesso. Ma andando per ordine fondamentale comprendere il significato del termine PERSEVERANZA, questo quanto tiriamo fuori dal dizionario elettronico Wikipedia - caratteristica di chi persevera, non si arrende di fronte alle difficolt per il raggiungimento di un obiettivo -. Riportato al cristiano quanto detto, possiamo dire che per ottenere le promesse di Dio, cio di vivere leternit vicino a Ges, non si arrende di fronte a nessuna difficolt. Ci sono tre aspetti della vita di Daniele che ci mostrano e ci insegnano quanto egli sia perseverante nel servire il suo Dio: 1) PERSEVERANZA NELLA SANTITA Alinizio del libro di Daniele (1:8) ci viene raccontato di come egli decide insieme ai suoi amici Anania, Misael e Azaria di non contaminarsi con i cibi e le bevande che il re metteva a loro disposizione dalla sua tavola, preferendo cibarsi solo di legumi e acqua. La storia ci dice che Dio benedisse oltremodo la loro decisione: A questi quattro giovani Dio diede di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni saggezza. Daniele aveva il dono di interpretare ogni specie di visioni e di sogni. Giunto il momento della loro presentazione, il capo degli eunuchi condusse i giovani da Nabucodonosor. Il re parl con loro; ma fra tutti quei giovani non se ne trov nessuno che fosse pari a Daniele, Anania, Misael e Azaria, i quali furono ammessi al servizio del re. Su tutti i punti che richiedevano saggezza e intelletto, sui quali il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i magi e astrologi che erano in tutto il suo regno. Daniele continu cos fino al primo anno del re Ciro Daniele 1:17-21. Perseverare nella via della santificazione ci in cui ogni cristiano dovrebbe cimentarsi giornalmente se vuole vedere Dio, infatti sta scritto Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedr il Signore Ebrei 12:14.

2) PERSEVERANZA NELLA FEDELTA Allinizio del capitolo 6, ci viene raccontato come degli uomini gelosi e malvagi, decidano di trovare unoccasione per accusare Daniele davanti al re circa lamministrazione del regno, ma restarono delusi quando si resero conto che avevano a che fare con un uomo fedele che non si lasciava corrompere ed era irreprensibile sotto ogni aspetto, talch decisero che potevano trovare un escamotage solo nella legge del suo Dio. Quello su cui vale la pena mettere laccento ma non potevano trovare alcuna occasione n alcun motivo di riprensione, perch egli era fedele e non c'era in lui alcuna mancanza da potergli rimproverare Daniele 6:4. Daniele era fedele, fedele al compito che gli era stato assegnato ma principalmente era fedele a Dio. Se vogliamo piacere a Dio, dobbiamo imparare la fedelt cominciando a valutare di presentarci irreprensibili nella societ in cui viviamo, ma principalmente fedeli e irreprensibili agli occhi di Dio. Dio apprezza questa qualit nelluomo in quanto Lui stesso viene chiamato IL FEDELE All'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio: Apocalisse3:14. Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perch giudica e combatte con giustizia Apocalisse 19:11 3) PERSEVERANZA NELLA PREGHIERA Un altro aspetto della vita di Daniele che non possiamo trascurare la sua dedizione a Dio pregandolo giornalmente e pi volte al giorno. Ritornando alla storia raccontata al cap. 6, vediamo che gli uomini che volevano accusare Daniele, non trovando come accusarlo circa lamministrazione del regno, trovano il modo di incastrarlo proponendo al re di firmare un decreto per cui si vietava ad ogni uomo, per un periodo di trenta giorni, di rivolgere richieste a qualunque Dio o uomo che non forre il re in persona, pena la morte gettandolo nella fossa dei leoni. Al verso 10 ci viene detto come reag Daniele a tale notizia: Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, and a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima. Daniele poteva evitare di cadere nella trappola dei suoi nemici, poteva evitare di mettersi in preghiera, oppure poteva chiudere le finestre, ma proprio perch non tiene conto del pericolo imminente ci dimostra come Daniele era perseverante nella preghiera, e ancor di pi che non provava nessuna vergogna a mostrarsi inginocchiato davanti al suo Dio. La preghiera nel credente non solo importante ma fondamentale, Ges stesso ce lo ha insegnato, molta della sua vita terrena la trascorreva in preghiera e sicuramente aveva i suoi buoni motivi. pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi Efesini 6:18 CONCLUSIONE Alla fine della storia vediamo come Dio opera una grande liberazione verso il suo fedele servo Daniele, infatti Egli manda un angelo per chiudere la bocca ai leoni perch, come lui stesso afferma, era innocente davanti a Dio e anche davanti al re. Misera fine fecero i suoi nemici che morirono subito dopo per mano degli stessi leoni che avrebbero dovuto sbranare Daniele. Impariamo da Daniele e non solo da lui, come dobbiamo perseverare nella santit, nella fedelt e nella preghiera e certamente piaceremo a Dio. GIACOMO ACETO