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FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO; 00198 ROMA - VIA GREGORIO ALLEGRI, 14 - CASELLA POSTALE 2450

COMUNICATO UFFICIALE N. 82/A Il Consiglio Federale, sentita la relazione del Presidente Federale in ordine agli incontri avuti con le varie componenti interessate, sul tema della riforma dei Campionati della Lega Pro e sulle misure da adottare nella fase di avvio ed attuazione della medesima riforma; ritenuto opportuno, pur mantenendo lassetto della disciplina degli anni passati, fissare sin dora alcuni ulteriori principi cardine ai quali dovr ispirarsi, per il prossimo triennio, la normativa in materia di Licenze Nazionali e di controllo delle societ partecipanti ai campionati della Lega Pro; considerati maturi i tempi per poter varare, allesito degli approfondimenti effettuati, il progetto condiviso tra le suddette componenti; visto lart. 27 dello statuto Federale delibera A) di stabilire sin dora, per le prossime tre stagioni sportive, i seguenti ulteriori principi da recepirsi nelle disposizioni sulle Licenze Nazionali e sul controllo delle societ professionistiche partecipanti ai campionati della Lega Pro: [] Equilibrio competitivo Ai fini di salvaguardare lequilibrio competitivo dei Campionati dei due gironi di Prima Divisione e dei due gironi di Seconda Divisione, la Lega Pro adotter, nel rispetto in ogni caso di quanto disposto dal D.Lgs. 9/2008, un sistema, sia premiale che disincentivamente, di carattere economico prevedendo peculiari forme di distribuzione delle risorse, in funzione del posizionamento in classifica.

PUBBLICATO IN ROMA IL 21 NOVEMBRE 2012

IL SEGRETARIO Antonio Di Sebastiano

IL PRESIDENTE Giancarlo Abete

NORME ORGANIZZATIVE INTERNE DELLA F.I.G.C. N.O.I.F. Parte I: I SOGGETTI

TITOLO I.- LA F.I.G.C.; Art. 1: Organizzazione Federale: La Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) realizza le proprie finalit istituzionali per mezzo degli organi ed enti indicati dallo Statuto e dalle altre norme organizzative o costituiti per particolari determinate funzioni, con deliberazione del Consiglio Federale; TITOLO III. - LE LEGHE; Art. 24: Le Leghe: Nell'esplicazione dei compiti ad esse demandate dalla F.I.G.C., a norma dell'art. 6 dello Statuto, le Leghe operano secondo le disposizioni ed i principi direttivi stabiliti nelle presenti norme organizzative interne e ad essi conformano la rispettiva autonomia normativa ed organizzativa.

STATUTO DELLA F.I.G.C. DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA N. 797.1 DEL 23 OTTOBRE 2012 APPROVATO DALLA GIUNTA NAZIONALE DEL CONI CON DELIBERAZIONE N. 432 DEL 29 NOVEMBRE 2012 5. La costituzione del Consiglio federale si perfeziona con lelezione del Presidente da parte dellAssemblea federale. Le riunioni del Consiglio federale, sono convocate dal Presidente federale e si svolgono validamente, anche utilizzando strumenti di video e teleconferenza, con la presenza della maggioranza dei componenti il Consiglio federale aventi diritto di voto. Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti aventi diritto di voto. Le deliberazioni a maggioranza qualificata sono adottate con il voto favorevole dei due terzi dei componenti il Consiglio federale aventi diritto di voto. 6. Nel caso in cui venga meno per qualsiasi causa la maggioranza dei componenti il Consiglio federale aventi diritto di voto, il Consiglio federale ivi inclusi il Presidente e i VicePresidenti decade, rimanendo in carica ai soli fini della ordinaria amministrazione. LAssemblea convocata dal Presidente federale per procedere a nuove elezioni entro novanta giorni. La decadenza per qualsiasi causa del Consiglio federale non si estende agli organi dellAIA, agli Organi della giustizia sportiva, al Collegio dei revisori dei conti, alla COVISOC e agli altri organismi del Sistema delle Licenze UEFA e delle Licenze Nazionali. Art. 27 Funzioni del Consiglio federale: 1. Il Consiglio federale, fatte salve le funzioni attribuite allAssemblea, lorgano normativo e di indirizzo generale della FIGC. Il Consiglio Federale preposto alla verifica della corretta esecuzione del programma tecnicosportivo, alla valutazione dei risultati sportivi conseguiti e alla vigilanza sul buon andamento della gestione federale; 2. Il Consiglio federale emana: le norme organizzative interne; il Codice di giustizia sportiva e la disciplina antidoping, da trasmettere alla Giunta nazionale del CONI, per lesame di cui allo Statuto del CONI; le norme per il controllo delle societ; il manuale delle licenze FIGC per la partecipazione ai campionati professionistici; il manuale delle Licenze UEFA per la partecipazione alle competizioni europee; il regolamento sullattivit degli agenti di calciatori; le norme interne di amministrazione e contabilit e le norme organizzative per il funzionamento degli uffici della FIGC; ogni altra norma necessaria per lattuazione del presente Statuto. Emana i principi informatori per i regolamenti delle Leghe e dellAIA e ne controlla il rispetto. Svolge ogni altra funzione prevista dal presente Statuto e dalle norme organizzative federali; 3. Su proposta del Presidente federale: a) approva i

programmi di carattere nazionale e internazionale della FIGC e ne segue lo svolgimento; b) approva il bilancio preventivo e le eventuali variazioni, nonch il bilancio consuntivo corredato della relazione sulla gestione; c) delibera gli atti di straordinaria amministrazione; d) coordina lattivit agonistica demandata alle Leghe e delibera dintesa con le Leghe interessate, sentite le componenti tecniche, con la maggioranza di tre quarti dei componenti aventi diritto di voto, sullordinamento dei campionati e sui loro collegamenti, con particolare riferimento ai meccanismi di promozione e retrocessione; e) esamina i ricorsi delle societ concernenti linquadramento delle stesse nelle Leghe, adottando i provvedimenti del caso; f) esercita il controllo della gestione amministrativa dellAIA, nonch, attraverso il conto consuntivo annuale, delle Leghe per quanto riguarda le risorse derivate dalla FIGC;

STATUTO DELLA F.I.G.C. DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA N. 797.1DEL 23 OTTOBRE 2012 APPROVATO DALLA GIUNTA NAZIONALE DEL CONI CON DELIBERAZIONE N. 432 DEL 29 NOVEMBRE 2012: g) nomina i componenti della Commissione di garanzia della giustizia sportiva con le modalit previste dallart. 34; h) nomina i componenti o collaboratori degli Organi della giustizia sportiva;i) nomina i Presidenti del Settore tecnico e del Settore perlattivit giovanile e scolastica; j) nomina i componenti degli organismi tecnici di cui allart. 19, commi 3 e 4; k) approva gli Statuti e i regolamenti delle Leghe, dellAIA, del Settore tecnico e del Settore per lattivit giovanile e scolastica; l) designa i candidati italiani perle cariche presso gli organismi internazionali della FIFA e dellUEFA; m) pu dichiarare la decadenza dei dirigenti preposti a tutti gli organismi operanti nellordinamento definito dal presente Statuto ed eventualmente nominare commissari stabilendone i poteri; n) riconosce le associazioni di calciatori e di tecnici comparativamente pi rappresentative nellambito delle rispettive categorie; o) delibera sulla distribuzione delle risorse secondo criteri di mutualit calcistica; p) riconosce, per delega del CONI, le societ che intendono affiliarsi alla FIGC; q) approva, per delega del CONI, gli statuti delle societ che intendono affiliarsi alla FIGC; r) assume ogni determinazione di natura organizzativa e istituisce gli organismi, le commissioni o gli uffici previsti dal presente Statuto o comunque utili al funzionamento della FIGC e del suo ordinamento; s) in caso di mancata ratifica di provvedimenti assunti dal Presidente federale ai sensi dellart. 24, delibera in merito agli effetti che ne derivano; t) svolge ogni funzione prevista dallart. 3 del presente Statuto; 4. Il Consiglio federale, inoltre, pu esprimere, su richiesta del Presidente o su proposta di un suo componente, indirizzi in merito a ogni situazione che comunque interessi lattivit tecnicosportiva della FIGC e lo svolgimento del giuoco del calcio; 5. Il Consiglio federale pu delegare ciascuno dei propri componenti, per un periodo di tempo determinato, a seguire specifici programmi e obiettivi di interesse federale. Ogni componente del Consiglio federale, inoltre, pu rivolgere interrogazioni, anche in forma scritta, al Presidente federale. Questi tenuto a rispondere non oltre la prima seduta successiva del Consiglio.

STATUTO DELLA F.I.G.C. DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA N. 797.1 DEL 23 OTTOBRE 2012 APPROVATO DALLA GIUNTANAZIONALE DEL CONI CONDELIBERAZIONE N. 432 DEL 29 NOVEMBRE 2012 6. Le fonti dellordinamento federale sono nellordine: 1) lo Statuto federale; 2) le Norme organizzative interne federali, il Codice di Giustizia Sportiva e le altre disposizioni emanate dal Consiglio Federale; 3) gli Statuti e i regolamenti delle Leghe, delle Componenti Tecniche, dellAIA, del Settore Tecnico e del Settore Giovanile; Art. 3. Funzioni e obiettivi della FIGC: 1. Al fine di promuovere e disciplinare il giuoco del calcio, la FIGC esercita, in particolare, le seguenti funzioni: a) la cura delle relazioni calcistiche internazionali anche al fine dellarmonizzazione dei relativi calendari sportivi; b) la disciplina sportiva e la gestione tecnicoorganizzativa ed economica delle squadre nazionali; c) le funzioni regolatrici e di garanzia, con particolare riferimento alla giustizia sportiva, agli arbitri e ai controlli delle societ; d) la promozione della scuola tecnica nazionale e dei vivai giovanili, anche attraverso la disciplina e la fissazione degli obiettivi programmatici del Settore tecnico e del Settore per lattivit giovanile e scolastica; e) la tutela medicosportiva e la prevenzione e repressione delluso di sostanze o di metodi che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti; f) la disciplina dellaffiliazione alla FIGC di societ e associazioni nonch la disciplina del tesseramento delle persone; g) la determinazione dellordinamento e delle formule dei campionati dintesa con le Leghe interessate, sentite le Componenti tecniche; h) la determinazione dei requisiti e dei criteri di promozione, di retrocessione e di iscrizione ai campionati e, in particolare, ladozione di un sistema di licenze per la partecipazione ai campionati professionistici in armonia con i principi dellUEFA in materia di licenze perle competizioni europee, stabilendo sistemi di controllo, anche attraverso appositi organismi tecnici, dei requisiti organizzativi, funzionali, economicogestionali e di equilibrio finanziario delle societ; i) lemanazione, previo parere motivato delle Leghe e delle associazioni rappresentative delle Componenti tecniche, delle norme in materia di tesseramento e allineamento in campo di atleti non utilizzabili perla formazione delle squadre nazionali; j) la determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse attribuite alla FIGC e la tutela del principio di solidariet finanziaria tra calcio professionistico e dilettantistico; k) lemanazione di principi informatori per i regolamenti delle Leghe e dellAssociazione italiana arbitri (AIA), in armonia con le norme dello Statuto federale, con gli indirizzi del CONI, della FIFA, della UEFA, e con la normazione vigente, e il controllo sul loro rispetto; l) il riconoscimento, al fine dellorganizzazione delle procedure elettorali per gli organi federali e dellesercizio delle altre funzioni previste dal presente Statuto, delle associazioni di atleti e tecnici comparativamente pi rappresentative, per numero di iscritti e articolazione territoriale e di categoria, ferma restando la libert associativa delle due categorie; m) la disciplina delle situazioni di conflitto di interessi; n) tutte le funzioni previste dalla legge o dal presente Statuto, nonch dalle disposizioni dellordinamento sportivo nazionale e internazionale, e ogni altra funzione che rivesta un interesse generale per la FIGC; 2. Le Leghe delle societ affiliate alla FIGC

svolgono, salvo quanto disposto dal precedente comma, le funzioni di interesse delle societ ad esse appartenenti in condizioni di autonomia funzionale.

- La Costituzione della Repubblica Italiana, nei suoi Principi Fondamentali, allArticolo 3 recita: Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. - La Costituzione della Repubblica Italiana, Titolo III, Rapporti Economici, allArticolo 38 recita: Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e allassistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidit e vecchiaia, disoccupazione involontaria - Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (in Suppl. Ord., n. 159, alla Gazzetta Ufficiale, 09 ottobre 2003, n. 235), Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla Legge 30 del 14 febbraio 2003, allArticolo 10 Divieto di indagini sulle opinioni e trattamenti discriminatori, recita: fatto divieto alle agenzie per il lavoro e agli altri soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati di effettuare qualsivoglia indagine o comunque trattamento di dati ovvero di preselezione di lavoratori, anche con il loro consenso, in base alle convinzioni personali, alla affiliazione sindacale o politica, al credo religioso, al sesso, all' orientamento sessuale, allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza, alla et, all'handicap, alla razza, alla origine etnica, al colore, alla ascendenza, all'origine nazionale, al gruppo linguistico, allo stato di salute nonch ad eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro, a meno che non si tratti di caratteristiche che incidono sulle modalit di svolgimento della attivit lavorativa o che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell' attivit lavorativa. altres fatto divieto di trattare dati personali dei lavoratori che non siano strettamente attinenti alle loro attitudini professionali e al loro inserimento lavorativo. - Il Decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 (in Gazz. Uff. 13 agosto 2003, n. 187), Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parit di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, recita: - AllArticolo 1 Oggetto: Il presente decreto reca le disposizioni relative all'attuazione della parit di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dagli handicap, dall'et e dall'orientamento sessuale, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni di lavoro, risponendo le misure necessarie affinch 3 tali fattori non siano causa di discriminazione, in un'ottica che

tenga conto anche del diverso impatto che le stesse forme di discriminazione possono avere su donne e uomini. - Allarticolo 2 Nozione di discriminazione, comma 1: Ai fini del presente decreto e salvo quanto disposto dall'articolo 3, commi da 3 a 6, per principio di parit di trattamento si intende l'assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell'et o dell'orientamento sessuale. Tale principio comporta che non sia praticata alcuna discriminazione diretta o indiretta, cos come di seguito definite: a) discriminazione diretta quando, per religione, per convinzioni personali, per handicap, per et o per orientamento sessuale, una persona trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un' altra in una situazione analoga; b) discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata religione o ideologia di altra natura, le persone portatrici di handicap, le persone di una particolare et o di un orientamento sessuale in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. - AllArticolo 3 Ambito di applicazione, comma 1: Il principio di parit di trattamento senza distinzione di religione, di convinzioni personali, di handicap, di et e di orientamento sessuale si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato ed suscettibile di tutela giurisdizionale secondo le forme previste dall' articolo 4, con specifico riferimento alle seguenti aree: a) accesso all' occupazione e al lavoro, sia autonomo che dipendente, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione; - La Legge 246 del 28 novembre 2005 (in Gazzetta Ufficiale N. 280 del 1 Dicembre 2005), Semplificazione e riassetto normativo per lanno 2005, Articolo 6, Riassetto normativo in materia di pari opportunit, comma 1 recita: Il Governo delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o pi decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di pari opportunit, secondo i principi, i criteri direttivi e le procedure di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonch nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: - a) individuazione di strumenti di prevenzione e rimozione di ogni forma di discriminazione, in particolare per cause direttamente o indirettamente fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'et e l'orientamento sessuale, anche al fine di realizzare uno strumento coordinato per il raggiungimento degli obiettivi di pari opportunit previsti in sede di Unione europea e nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione; - La Carta Europea dei Diritti Fondamentali, allart. 21 Non discriminazione, comma 1) recita: vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'et o le tendenze sessuali.

- La Carta Europea dei Diritti Fondamentali, allart. 34 Sicurezza sociale e assistenza sociale, comma 1) recita: L'Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternit, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalit stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali; comma 3) recita: Al fine di lottare contro l'esclusione sociale e la povert, l'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti. - La Raccomandazione UE Nr. 441, 24 giugno 1992 (e successive) in tema di Sistemi di Protezione Sociale afferma: - Al punto 1: considerando che per il rafforzamento della coesione sociale nella Comunit occorre favorire la solidariet nei confronti delle persone pi svantaggiate e vulnerabili; - Al punto 2: considerando che il rispetto della dignit umana costituisce uno dei diritti fondamentali su cui basato il diritto comunitario, riconosciuti nel preambolo dellatto unico europeo; - Al punto 3: considerando che nellultimo decennio si sono potenziati e diversificati i processi di emarginazione sociale ed i rischi di caduta in condizioni di precariet, soprattutto a seguito dellevoluzione combinata, da un lato, del mercato del lavoro, con particolare riguardo allaumento della disoccupazione protratta e, dallaltro, delle strutture familiari, con particolare riguardo al moltiplicarsi delle situazioni disolamento; - Al punto 6: considerando che coloro che soffrono di penuria, irregolarit e precariet delle risorse non sono in grado di partecipare attivamente alla vita economica e sociale della societ in cui vivono n dinserirsi con possibilit di riuscita nel processo dintegrazione economica e sociale e che di conseguenza ai soggetti pi svantaggiati, nellambito di una politica globale e coerente di sostegno al loro inserimento, va riconosciuto il diritto a risorse sufficienti, stabili e prevedibili.