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Detective

Quando vivevo ancora a Milano mi successa una cosa strana. Era estate, faceva caldo e le strade erano piene di gente. Sedevo in un bar di via Manzoni. Sul tavolo avevo posato un romanzo tedesco in lingua originale che avevo appena comprato. Gi da qualche tempo, infatti, studiavo il tedesco. Ad un certo punto si avvicinato a me un signore. Mi scusi se la disturbo, mi ha detto in tedesco, vedo che Lei conosce la mia lingua! S, certo!, gli ho risposto, qui in vacanza? A dir la verit, no. Sono venuto per una questione privata. Forse Lei potrebbe aiutarmi. Io non parlo litaliano ed ho bisogno di qualcuno che conosca la mia lingua. Di che cosa si tratta?, ho chiesto incuriosito. Mi chiamo Burmeister e sono di Dusseldorf. Mia moglie morta qualche anno fa in un incidente stradale. Ho ununica figlia che ha 17 anni. Io lavoro tutto il giorno e ho ben poco tempo da dedicare a lei. Quando la sera torno a casa ceniamo insieme, chiacchieriamo un po e poi, inevitabilmente, accendiamo la televisione, finch, dopo un paio dore, stanchi andiamo a letto. Non so quasi nulla di quello che lei fa o pensa, dei suoi amici, dei suoi sogni, desideri. La morte della madre stata sicuramente anche per lei uno choc. Allora aveva 12 anni, era quasi una bambina, ma gi in grado di rendersi conto della gravit della tragedia che aveva colpito la nostra famiglia. Dopo la disgrazia diventata anche piuttosto chiusa, persino con le sue amiche parla raramente di s. Di sabato siamo andati spesso in una pizzeria italiana che vicino a casa nostra. Il proprietario e i camerieri di questo locale sono italiani, molto simpatici e allegri. Quando ci vedono ci vengono sempre incontro. Entrate, amici, benvenuti nella nostra pizzeria! Abbiamo le migliori pizze della citt, dovete ammetterlo!, dicono sempre. Negli ultimi tempi mia figlia, che si chiama Renate ed una attraente ragazza, voleva andare spesso in quel locale. Da circa sei mesi era venuto a lavorare l un giovanotto di 27 anni, originario di Milano. Naturalmente, come ogni giovane uomo, faceva gli occhi dolci a mia figlia, che, come ho detto, una ragazza molto carina. Io, quando sono in giro con lei, noto come i giovanotti le fanno la corte, ci sono abituato. Quasi sempre, quando si accorgono che insieme al padre, si limitano a guardarla, senza andare oltre. Cos, appunto, anche nel caso del cameriere, non mi sono insospettito. Dieci giorni fa sono tornato come al solito dal lavoro verso le sette e mezzo e a casa non ho trovato mia figlia. Sul tavolo della cucina cera un biglietto, sul quale era scritto: Pap, mi sono innamorata di Sandro, il cameriere della pizzeria <Bella Italia>. Vado a Milano, voglio vivere con lui. Pu immaginarselo, una notizia del genere arrivata come un fulmine a ciel sereno, sono stato preso dal panico. Sono corso subito nella pizzeria dove il giovanotto lavorava. L mi hanno detto che da circa un mese era tornato a Milano, e che non aveva lasciato nessun indirizzo. Anche la polizia non ha saputo darmi nessuna informazione. Si sono limitati a registrare la mia denuncia contro questo Sandro, e mi hanno promesso di mettersi in contatto con i colleghi italiani. Come impazzito sono andato da un posto allaltro della citt, alla ricerca duna qualche traccia che potesse essermi daiuto. Finalmente ho trovato un Italiano che conosceva questo Sandro. Dopo un paio di telefonate riuscito a ottenere lindirizzo del padre in Italia. Ieri sono arrivato a Milano e due ore fa sono stato a casa di questo signore. Con molte difficolt, perch non parla il tedesco, ho cercato di spiegargli che cosa era successo. Credo di aver capito che non ne sapeva nulla. Alla fine mi ha dato lindirizzo del figlio. Ora ho bisogno urgentemente di qualcuno che parli bene litaliano e mi aiuti. A questo punto lho interrotto:

Guardi, signore, credo che Lei abbia scelto la persona sbagliata, io non sono un detective privato! No, non si preoccupi, faccio tutto io, Lei deve solo tradure e accompagnarmi per la citt. Le offro 300 in anticipo, e se ritrovo mia figlia Le prometto un extra. Cos mi sono lasciato convincere. Per prima cosa andiamo a casa di questo Sandro. Con la metropolitana siamo arrivati in un quartiere di periferia e abbiamo bussato alla porta del ragazzo. Prego?, ha detto, che cosa desiderate? Ve lo dico subito, non ho bisogno di un aspirapolvere, n voglio sottoscrivere un abbonamento. Poi si interrotto un attimo, ha guardato il signore chera che con me e ha detto: Ma io La conosco, Lei veniva spesso nella pizzeria di Dsseldorf, dove ho lavorato per qualche mese. Posso immaginarmelo perch venuto. Prego, accomodatevi! Ci siamo seduti ed io ho cominciato a spiegargli quanto era successo. Sandro, ci dica la verit! Lei lo vede, ha davanti a s un padre disperato che cerca lunica sua figlia, una minorenne! Io non voglio nascondervi nulla, ha detto Sandro, anzi ho cercato di telefonare a Dsseldorf per mettermi in contatto con il signor Burmeister.Purtroppo conosco troppo male il tedesco, nessuno mi ha capito. 8 giorni fa mi sono trovato improvvisamente davanti al portone questa Renate. Lho riconosciuta subito. Al momento ho pensato che fosse in vacanza a Milano e si trovasse solo per caso l. Sandro, devo parlarti, mi ha detto. salita a casa mia, le ho offerto una Coca Cola. Aveva in mano un biglietto scritto in italiano dove diceva che mi amava e che voleva vivere per sempre con me. Naturalmente ho capito che quello ero il comportamento tipico duna adolescente al suo primo amore. Che si fosse invaghita di me a Dsseldorf non me ne ero mai accorto. Io sono fidanzato da pi di tre anni con una ragazza italiana che amo. Fra sei mesi vogliamo sposarci. Mai e poi mai mi verrebbe in mente di cominciare una relazione con una giovane donna che conosco appena e che, per di pi, minorenne. In quel momento non sapevo proprio che cosa fare, era una situazione estremamente imbarazzante. Nel mio cattivo tedesco ho cercato di spiegarle che la sua decisione di venire a Milano era una vera e propria follia. La ragazza piangeva, forse cominciava a capire di aver fatto una sciocchezza. Mentre cercavo di tranquillizzarla entrata nel mio appartamento la mia fidanzata. Ha infatti le chiavi di casa. Quando Sandra lha vista ha capito tutto. Senza dir niente si alzata e se ne andata via. Questo tutto, vi assicuro che la pura verit. Dopo non lho vista pi. Ho tradotto accuratamente ogni parola che Sandro diceva. Sembrava sincero, anche il signor Burmeister era della mia stessa opinione. Oddio, dov adesso mia figlia?, ha detto in un tono sconsolato, sar finita in un qualche bordello tenuto da Russi o dalla Mafia!. Abbiamo lasciato lappartamento del giovanotto, pregandolo di telefonarci se avesse avuto notizie di Renate. Avevo davanti a me un padre disperato e non sapevo che cosa fare per aiutarlo. Poi ho avuto unidea. Ho copiato da Internet una lista di tutti gli hotel di Milano e Provincia e lho stampata. Dopo ho preso a noleggio unauto e insieme al signor Burmeister siamo andati da un hotel allaltro, mostrando ai portieri una foto di Renate. Dopo tre giorni di estenuanti ricerche, quanndo ormai sembrava che non ci fossero pi speranze, a Saronno il cameriere di un piccolo albergo ci ha detto che la ragazza aveva preso una camera l. Abbiamo aspettato tutto il giorno davanti a questo albergo. Poi, finalmente, verso le otto di sera abbiamo vista Renate che a testa bassa si dirigeva verso la porta dingresso. Nel vederla il padre uscito di scatto dalla macchina e, con le braccia aperte, corso verso la figlia gridando come un pazzo Renate, Renate, sono io!. Anche mentre labbracciava ripeteva sempre di nuovo il suo nome.

Quello stato per me un momento di grande commozione. Ero anche un po fiero daver contribuito alla riunificazione dun padre con la sua unica figlia. Per festeggiare lavvenimento siamo andati tutti e tre in uno dei migliori ristoranti di Milano. Il signor Burmeister era tanto felice di aver ritrovato la sua pecorella smarrita che per tutta la sera non ha mai rivolto una parola di rimprovero a sua figlia, anzi ha scherzato e riso con lei, come se non fosse successo niente. Per molti anni sono rimasto in contatto con questa famiglia, sono stato spesso loro ospite a Dsseldorf. Il signor Burmeister non ha mai dimenticato che lho aiutato in una situazione quasi disperata. Ora Renate sposata, ha due bei bambini e ricorda quella sua passione di giovinezza come un assurdo atto di follia. Berlino, 29 gennaio 2007