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Secondo Ray Kurzweil, noto futurologo e tecno-imprenditore di successo, e Terry

Grossman, autori del libro “Fantastic Voyage: The Science Behind Radical Life
Extension”, chi arriverà alla soglia dell'anno 2020 potrà usufruire del più efficace
elisir tecnologico di lungavita: i nanorobot intelligenti.

Un misto di nanotecnologia e intelligenza artificiale. Dei robot microscopici,


infinitesimali - attualmente in via di sperimentazione - in grado di viaggiare nei
flussi sanguigni e intervenire per distruggere agenti patogeni, rimuovere scorie
nocive, correggere gli errori del DNA, invertire il processo di invecchiamento.

Una visione esageratamente tecno-positivista quella dei due autori, che


tralasciano di valutare i naturali effetti trascendenti e catastrofici di ogni
innovazione tecnologica. Perché, se veramente questi nanorobot diverranno
intelligenti, finanche ad acquistare una propria coscienza, chi ci assicura che
vorranno renderci immortali e non magari eliminarci dalla faccia della Terra?

A cercare di stemperare i toni dell'entusiasmo immortalista, ci sta provando uno dei due “padri fondatori”,
assieme a William Gibson, della letteratura cyberpunk, giornalista e saggista in prima linea in molte battaglie
per la difesa della libertà e della democrazia in rete (basti citare il celebre “Giro di vite contro gli hacker”,
pubblicato in Italia dalla Shake), oggi consulente di importanti società high tech in veste di futurologo: Bruce
Sterling.

In un suo articolo, apparso su Wired, Sterling ha commentato sarcasticamente l'imminente avvento di quella
soglia di mutamento evolutivo definita col termine di “singolarità”. Una soglia al di là della quale la velocità
dell'evoluzione tecnologica diviene tale da sfuggire a qualsiasi comprensione e controllo umani.

Il termine, introdotto dallo scrittore di fantascienza Vernor Vinge all'inizio degli anni '90 e successivamente
adottato da ricercatori e studiosi di tecnologia, viene associato ad un salto evolutivo verso una sorta di
“superumanità” che usufruirà di menti capaci di interfacciarsi direttamente alle intelligenze artificiali, e di corpi
cyborg tecnologicamente e geneticamente manipolati, superpotenziati e dotati di protesi sensoriali.

La stessa visione abbracciata con tanto vigore da Kurzweil e da tutti i decantatori del trans-postumano.
Mentre i più scettici e i catastrofisti - che si riconoscono nello scrittore Samuel Butler - prefigurano invece un
salto involutivo dell'essere umano, destinato a soccombere in uno stato di schiavitù di fronte alla prossima
generazione di macchine intelligenti incomparabilmente più evolute.

“A mio parere, la superumanità è l'essenza stessa della singolarità. In sua assenza, ci ritroveremo sommersi
da una montagna di ricchezze tecnologiche di cui non sapremo farci nulla”. Così sentenzia Vinge, citato da
Sterling, che poi commenta ironicamente: “Basta togliere la minaccia dell'intelligenza artificiale dalla profezia
di Vinge per ottenere una brillante descrizione del nostro presente: una montagna di ricchezze tecnologiche
di cui non sappiamo farci nulla. Invece di trasformare i nostri cervelli in supercomputer spirituali, abbiamo
ottenuto una Internet soffocata dalla spazzatura”.

Secondo Sterling: “È possibile che ci si trovi sulla soglia di una sconvolgente svolta, oppure è possibile che
ci si trovi all'inizio di un nuovo medioevo caratterizzato da epidemie, fame e catastrofi climatiche. Ma è più
verosimile che si stia già vivendo in una sorta di noioso, squallido vortice storico di autocompiacimento, in
cui ci aggiriamo avendo perso qualsiasi senso del progresso e di direzione temporale. Non abbiamo alcuna
idea di cosa vogliamo dalle nostre vite e dalla società. E nessuna legge di Moore riuscirà a elevarci
spiritualmente finché mancherà qualsiasi volontà, visione e appetito per la spiritualità”.

(Pubblicato su Ecplanet 03-12-2004)

http://www.fantastic-voyage.net/

The Evolution Will Be Mechanized


Inside the unfathomable superhuman future after the "singularity" Wired settembre 2004
Technological singularity - Wikipedia
Ibernato nel 1973, all'età di 35 anni, il clarinettista e proprietario di un
ristorante per vegetariani, Mike Monroe, si risveglia due secoli dopo in
un mondo irriconoscibile governato da un leader tirannico. La trama
dello spassoso film di Woody Allen «Il Dormiglione» presto potrebbe
diventare realtà. Un'equipe di esperti del Massachusetts General
Hospital di Boston ha annunciato che presto inizierà i primi test di
ibernazione su esseri umani.

Fino ad oggi la tecnica è stata sperimentata su almeno 200 maiali con


un tasso di successo del 90%. Tutti gli animali sottoposti al trattamento
non hanno evidenziato alcun tipo di reazione negativa. «Credo che
tecnicamente possiamo riuscire a fare lo stesso anche sull'uomo», ha spiegato a New Scientist Hasan Alam,
il chirurgo che guida l’equipe statunitense, «il nostro obiettivo è arrivare, un giorno, a operare pazienti in
condizioni critiche, che hanno perso molto sangue e rischiano di morire, eseguendo l'intervento sul loro
corpo ibernato».

La tecnica di ibernazione usata dall'equipe di Boston s'ispira ai


metodi usati con successo nella chirurgia dei trapianti, per
preservare gli organi in attesa di impiantarli nel paziente che ne ha
bisogno. I medici terrebbero il paziente in un limbo fisiologico, in
bilico tra la vita e la morte, portando il suo organismo a bassissime
temperature, per tutte le ore necessarie all'intervento. Ciò
diminuirebbe il suo bisogno di ossigeno, perché tutti i processi
metabolici si arrestano temporaneamente o rallentano al massimo,
offrendo al chirurgo il tempo necessario per riparare le ferite.

L'unico scoglio, secondo Alam, è di natura etica. “Bisognerebbe


ottenere il previo consenso dei soggetti da ibernare”, spiega il
professore, “ma non puoi certo sederti a tavolino con un paziente in fin di vita”. Per ovviare al problema i
ricercatori di Boston vogliono elaborare un documento
medico-legale simile a quello adottato in molti paesi
per la donazione degli organi.

In realtà non si tratta di una vera e propria novità: il 12


gennaio del 1967, a Los Angeles, California, il primo
“paziente” veniva trattato con speciali agenti protettivi
e congelato immediatamente dopo la morte, nella
speranza che future tecnologie ne permettessero il ritorno in vita ed il ringiovanimento. Tale procedura è
chiamata “crionica” (oppure ibernazione, ibernazione umana, criopreservazione, biostasi o sospensione
crionica).

Negli Stati Uniti esiste una società, la Alcor Life Extension Foundation, che
dal 1997 si occupa di ibernare persone subito dopo la loro morte (come nel
film “Vanilla Sky” di Cameron Crowe). L'idea è quella di mantenere i corpi
intatti finché la scienza non trovi il modo di riportare in vita i morti. Ad oggi,
questa azienda dell'Arizona ha già provveduto a stipare in contenitori 145
corpi, conservati a 195 gradi sotto lo zero. Più
di mille, e tra questi anche degli italiani, hanno
già fatto richiesta per essere sottoposti al
trattamento al momento della loro morte.

Non solo, vogliono anche lasciare tutti i propri


averi in eredità a se stessi, convinti che un
giorno potranno tornare in vita. Secondo il
Wall Street Journal, la cosa in più di venti stati
degli Usa è perfettamente legale. Dodici
ricconi, attualmente stipati nei depositi della
Alcor avrebbero già provveduto alle pratiche
necessarie. Il caso, per quanto può sembrare strano, non è poi così assurdo: basti pensare che in Francia,
pochi giorni fa, è stata negata a un certo Rémv Martinot la possibilità di ibernare i propri genitori.

Ibernazione, al via i primi test sugli uomini Corriere della Sera 30 gennaio 2006

Race to be first to ‘hibernate’


human beings 27 maggio 2007
Alcor Life Extension Foundation

Padre, madre e due figli sono pronti a farsi ibernare in attesa di un futuro in cui la scienza medica sia in
grado di restituire loro la vita.

Il Ministero della Sanità australiano ha concesso allo scienziato Philip Rhoades, 54 anni, l'autorizzazione a
costruire un apposito centro sotterraneo a Cowra, 300 chilometri a ovest di Sydney, che sarà «inaugurato»
proprio dalla famiglia dello studioso, fondatore della Cryonics Association of Australia (CAA), composta di 30
soci, 16 dei quali hanno già firmato il contratto per essere ibernati negli Usa, pagando fino a 250.000 dollari
ciascuno. Rhoades e soci sono dei devoti della nuova religione transumanista, “credenti” tecno-gnostici,
convinti che il progresso della genetica e delle nanotecnologie un giorno potrà renderli immortali.

Rhoades ci crede così tanto da aver già investito 650mila dollari nel
progetto di costruzione del centro sotterraneo (il terzo del genere al
mondo dopo i due statunitensi) che si estenderà per 60 ettari nel
sottosuolo. Una volta completati i lavori (in circa sei mesi), Philip, il
padre Gerald, 79 anni, ex chimico, la madre Dorothy 74 anni, ex
insegnante di scienze, e la sorella Jocelyn, potranno, quando sarà
venuto il momento, entrare in un sarcofago tecnologico pieno di azoto
liquido a 150 gradi sotto zero.

La pratica dell'ibernazione, d'altronde, negli ultimi anni ha conosciuto


un'accelerazione grazie al miglioramento della medicina, e in particolare
delle terapie geniche, che rendono il procedimento più semplice: “Lo
può eseguire un qualunque imbalsamatore”, ha spiegato Rhoades,
“inoltre, gli impianti sono facili da gestire”.

Il risveglio resta per ora una lontana chimera, «ma la scelta - si rincuora lo scienziato - è tra una morte
permanente e irrimediabile subito, o l'alternativa di un possibile ritorno in vita nel futuro». Del gruppo non
farà parte però la fidanzata dello scienziato, che ha gentilmente declinato l'invito. Philip Rhoades ha
commentato sconsolato: «È una cosa molto triste, lei mi mancherà molto nel futuro».

Ibernazione umana, via libera dal Ministero della Sanità australiana

Cryonics Association of Australia (CAA)

Un gruppo di ricercatori del Salk Institute di La Jolla, California, ha annunciato di aver scoperto il “gene della
longevità” all'interno di vermi nematodi (lo studio è stato pubblicato su Nature, Telegraph e The
Independent). La scoperta, ritengono gli scienziati, potrebbe fornire indicazioni decisive sul modo in cui lo
stimolo persistente alla fame possa favorire una vita più lunga. Il team ha dimostrato che uno dei geni, il
“pha-4”, sarebbe in grado di regolarizzare il consumo alimentare, e che, aumentando il numero di questi geni
all'interno dei vermi, si riesca ad aumentarne anche la longevità. Gli uomini possiedono tre geni molto simili
al pha-4 e il prossimo passo della ricerca consisterà proprio nello studio di questi geni e delle loro reazioni
alla mancanza di cibo.

In precedenza, era stata annunciata la scoperta della “molecola della longevità”, l'ossido di azoto (siglato
“NO”), una molecola gassosa già conosciuta per le sue proprietà vasodilatatrici (è uno dei componenti del
viagra, ndr), che potrebbe procedere negli anni al riparo dalle malattie tipiche della terza età. Secondo Enzo
Nisoli, professore Associato di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, NO sarebbe un mediatore
chimico dei noti effetti “allunga-vita” della cosiddetta restrizione calorica, cioè il mantenimento dell'organismo
con una dieta a basso contenuto di calorie. Inoltre, pare che l'ossido di azoto accenda il gene che produce
una sostanza chiamata “sirtuina 1”, un'altra proteina allunga-vita.

Poi era venuta fuori la “proteina dell'invecchiamento”, la “p16INK4”, già nota per il suo ruolo anti-cancro, che
causerebbe quel processo di senescenza cellulare che rende le staminali incapaci di proliferare e produrre
nuove cellule. L'invecchiamento, dunque, sarebbe provocato da una molecola che, con gli anni, impedirebbe
via via alle cellule progenitrici dei vari tessuti - le staminali adulte - di compiere
quel ricambio cellulare necessario alla loro manutenzione. Senza queste
“cure”, hanno spiegato i tre gruppi di ricerca - rispettivamente l' Harvard Stem
Cell Institute di Boston, la University of North Carolina (UNC) presso Chapel
Hill e la University of Michigan presso Ann Arbor - noi invecchiamo. Ma se un
giorno si riuscisse a modificare la quantità di p16INK4a, in modo che tale
intervento non ci metta a rischio di cancro, la “molecola della vecchiaia”
potrebbe divenire un bersaglio di nuove terapie per rallentare i segni del
tempo.

La scienza improntata all'estensione radicale della vita umana (medicina


rigenerativa, nutrigenomica, ingegneria genetica, bionica, bionanotecnologia,
ecc.) sta alimentando una vera e propria industria, destinata ad un mercato
enorme di miliardi di dollari. In “Merchants of Immortality”, Stephen S. Hall,
storico della scienza, indaga questa affascinante e al tempo stesso inquietante
ricerca, in particolare clonazione e cellule staminali, al centro del dibattito bio-
etico, facendo luce su come la legislazione abbia creato un business retto
sostanzialmente da privati. Guardando all'intersezione tra l'antica paura della morte e la scienza neo-
faustiana contemporanea, che si dichiara in grado di sconfiggerla.

Scoperto il gene che associa dieta e longevità La Stampa 03 maggio 2007

Gene clue to longevity uncovered BBC News 02 maggio 2007

Ossido di azoto: la molecola della longevità 16 ottobre 2005

Resveratrol May Be a Longevity Molecule

Merchants of immortality: chasing the dream of human life


extension
«Criminali e malati di mente devono essere umanamente ed economicamente eliminati in piccoli istituti per
l'eutanasia, forniti di gas adatti. L'eugenetica è indispensabile per perpetuare la forza. Una grande razza
deve propagare i suoi migliori elementi. L'eugenetica può esercitare una grande influenza sul destino delle
razze civilizzate; l'espandersi di pazzi e deboli di mente deve essere prevenuta perché è peggiore di
qualsiasi fattore criminale. L'eugenetica chiede il sacrificio di molti
singoli esseri umani».

Nel 1930, Alexis Carrel, francese, premio Nobel nel 1912 e direttore
della Divisione di Chirurgia sperimentale del Rockfeller Institute for
Medical Research di New York, scrisse un libro dal titolo “L'Uomo
questo Sconosciuto”, che ebbe molta fortuna in tutto il mondo. In
quest'opera, Carrel auspicava la nascita di una scienza basata su
una visione mistico-religiosa della forza vitale, sostenendo che la
vita biologica è potenzialmente immortale e che la scienza di allora
nulla stava facendo per prolungarla. Egli affermava di aver già delle
prove sperimentali sulla veridicità della propria teoria. Lavorando su
culture di cellule embrionali di cuore di pollo, aveva scoperto che
queste si riproducevano incessantemente senza mostrare segni di
decadimento e ciò confermava la sua ipotesi che “l'invecchiamento e la morte sono solo fenomeni
contingenti e non necessari”. Gli altri scienziati però non riuscirono ad ottenere i suoi stessi risultati, e il suo
lavoro fu criticato e abiurato.

La leggenda di Carrel nasce dal fatto che le sue cellule di embrione sopravvissero per ben 34 anni filati, fino
al 1946, cioè due anni dopo la sua morte (1944), e questo solo perché qualcuno interruppe la coltura. Nel
1961 si dimostrò che il tipo di cellule utilizzate sono in grado di sopravvivere al massimo trenta settimane,
poiché anch'esse sono soggette a invecchiamento. Ma allora come fecero a sopravvivere per ben 34 anni?
Si suppone che Carrel sia stato vittima inconsapevole di una truffa da parte di un tecnico del suo laboratorio
che odiava lo scienziato per le sue simpatie fasciste: le cellule venivano periodicamente sostituite,
all'insaputa dello stesso Carrel, con altre contenute in un estratto embrionale di pollo dello stesso tipo.

Alexis Carrel - Wikipedia

È con Leonard Hayflick e la sua linea di cellule umane chiamata


WI-38 - ottenuta da Hayflick e dal suo collega Moorehead al
Wistar Institute di Philadelphia da feti abortiti - usata per
sviluppare un vaccino contro la polio (oggi largamente usata in
versioni modificate anche per la produzione dei vaccini contro
rubella, rosolia, varicella, parotite, rabbia, adenovirus e epatite
A), che si è aperta ufficialmente la corsa della ricerca biomedica
verso l'immortalità. Hayflick è noto anche per aver scoperto, nel
1965, il cosiddetto “Hayflick limit”, cioè il numero massimo di
volte che le cellule si dividono - circa 50 volte - prima di morire:
più si avvicinano a questo limite e più noi invecchiamo.

Un limite che è stato


osservato in tutti i tipi di
cellule umane pienamente
differenziatesi, così come
anche in altri organismi, e
che è stato ricondotto
all'accorciamento dei
telomeri, quella una regione
terminale del cromosoma
composta di DNA altamente
ripetuto che non codifica alcuna proteina, ma che ha un ruolo
determinante nell'evitare la perdita di informazioni durante la
duplicazione dei cromosomi. Si ritiene che se si riuscisse a rallentare o
prevenire l'accorciamento dei telomeri, l'aspettativa di vita potrebbe
estendersi. L'unico modo finora sperimentato di eludere l'Hayflick limit, si
è ottenuto con l'enzima telomerasi, che rigenera i telomeri durante la
replicazione del DNA. Una eccezione al limite di Hayflick è costituita
dalle cellule staminali, ancora non completamente differenziate, che
producono telomerasi, e dunque teoricamente sono in grado di
rigenerarsi per l'intero periodo di vita dell'organismo. Un'altra eccezione
è costituita dalle cellule cancerogene: nell'uomo, ad esempio, numerosi
tumori sono in grado di aumentare l'attività della telomerasi, ottenendo
una capacità di replicazione pressoché infinita. Altri tipi di carcinoma,
invece, sono in grado di avviare modi alternativi di allungamento dei telomeri (noti come Alternative
Lengthening of Telomeres), anche se il loro meccanismo di attivazione non è ancora chiaro. Alcuni ritengono
che certi tipi di cancro derivino da cellule staminali geneticamente danneggiatesi durante la loro lunga vita.

Leonard Hayflick - Wikipedia

Hayflick limit - Wikipedia


Le cellule che non incorrono nel limite di Hayflick sono chiamate
“immortali”: possono anche morire, ma il gruppo di cellule prodotte dalla
loro divisione può replicarsi senza alcun limite. Questo tipo di cellule può
anche essere prodotto artificialmente in laboratorio (il processo si
chiama “immortalizzazione”).

Ad esempio, nel 1951 è stata coltivata HeLa (il nome si riferisce alle
sillabe iniziali del nome e del cognome della donna da cui fu asportato
un tumore, Henrietta Lacks), una linea cellulare “immortalizzata” ottenuta
da cellule di un carcinoma della cervice uterina. Data la sua capacità di
replicarsi indefinitamente al di fuori dell'organismo e in terreni di coltura
molto poveri, HeLa è stata addirittura considerata una nuova specie di
organismo unicellulare, denominato “Helacyton gartleri”.

Michael West, definito da Hall un idiosincratico “decadente creazionista,


rinato Darwinista”, capace di unire la fede spirituale allo spirito
scientifico-capitalistico, ha fondato una delle più grandi
compagnie biotech, la Geron, proprio con l'intento di studiare e
mettere in commercio qualsiasi scoperta che potesse ritardare
l'invecchiamento. Alla fine degli anni '90, ha lasciato la Geron per
diventare direttore esecutivo della Advanced Cell Technology
(ACT), la compagnia che da tempo si cimenta nella clonazione di
cellule staminali embrionali. West si è anche distinto per il suo
impegno politico a favore della ricerca sulle staminali.

Nel 1998, la Geron Corporation mise a punto tecniche in grado di


estendere i telomeri, in modo da rallentare notevolmente la
senescenza delle cellule. Ciò sarebbe in linea di principio
possibile attraverso l'induzione delle telomerasi,
temporaneamente (per via farmacologica) o permanentemente
(attraverso la terapia genica). Tali approcci, in ogni caso, non
sono stati confermati da studi indipendenti sull'uomo, sebbene,
nel 2006, la Geron corporation abbia annunciato lo sviluppo di
due possibili farmaci in grado di attivare la telomerasi.

Nel 2003, i ricercatori hanno individuato per la prima volta un


organismo i cui telomeri si estendono in maniera via via maggiore
con l'invecchiamento dell'organismo. Tale organismo è l'uccello delle tempeste coda forcuta (“Oceanodroma
leucorhoa”), che in effetti può vivere molto a lungo. Anche uno studio condotto sul verme nematode
“Caenorhabditis elegans” ha indicato che l'estensione dei telomeri può allungare la vita. Sono infatti stati
realizzati due gruppi di vermi, aventi come unica differenza la lunghezza dei telomeri. Il verme con i telomeri
più lunghi ha mostrato, in media, una aspettativa di vita superiore del 20% a quello con telomeri non
modificati.

Le principali perplessità della comunità scientifica riguardo a questo tipo di approccio, riguardano l'eventuale
rischio cancerogeno che tali farmaci potrebbero comportare: l'allungamento della vita di ogni cellula, infatti, è
intrinsecamente correlato ad un aumento della vulnerabilità al cancro. Tecniche sicure di estensione dei
telomeri, in ogni caso, potranno essere utili soprattutto nel campo dell'ingegneria tissutale, dal momento che
permetterebbero di produrre grandi quantità di cellule sane e non cancerogene da utilizzare per sostituzioni
di tessuti danneggiati (ad esempio tessuto cutaneo in seguito ad ustioni).

HeLa cells

'Elixir of youth' drug could fight HIV and ageing New Scientist 13
novembre 2008
L'industria antinvecchiamento già fattura ogni anno 56 miliardi di dollari. Molti
studiosi dichiarano che alla fine di questo secolo, grazie al miglioramento del
tenore di vita e alle scoperte scientifiche, le persone potranno vivere
tranquillamente oltre i cent'anni.

Al California Healthspan Institute, clinica specializzata nel curare


l'invecchiamento con cure non riconosciute dalla medicina ufficiale, guidata
da Ron Rothenberg, un dottore di sessant'anni in perfetta forma fisica, si
propongono «cure su misura a base di pillole dietetiche e di ormoni che
faranno sentire immediatamente più giovani e garantiranno una vita più
lunga». In pratica, oltre a un numero incredibile di vitamine e di pozioni
dietetiche, la clinica prescrive l'assunzione di testoterone gelatinato e
iniezioni di ormoni.

«Invecchiamo perchè i nostri ormoni diminuiscono, ma non è vero che i nostri ormoni declinano perché noi
diventiamo vecchi», assicura il dottor Rothenberg. «Possiamo far tornare il valore degli ormoni al livello
giovanile sostituendoli con pratiche mediche e ciò ci manterrà giovani, in salute, forti e pieni di vigore».
Alcune persone che si sono sottoposte alle cure della clinica antinvecchiamento si dichiarano entusiasti delle
medicine del dottor Rothenberg: Howard Benedict, un pensionato sessantenne, afferma che, dopo una cura
a base di ormoni e vitamine, che gli è costata circa 10.000 dollari l'anno, la sua vita è completamente
cambiata e i suoi dolori dovuti all'artrite sono scomparsi: «mi sento come se avessi 20 anni e mi diverto
molto».

Il dottor Rothenberg, che ha anche pubblicato il libro «Per Sempre Eterni»,


fa parte dell'organizzazione American Academy of Anti-Aging Medicine
(A4M), che rilascia un certificato di specializzazione a quei medici che
vogliono dedicare la loro attività professionale unicamente alle cure
sperimentali antinvecchiamento. L'organizzazione vende libri e dvd che
parlano della lotta contro la vecchiaia e informa i pazienti di tutte le cliniche
che curano questi problemi. Molto spesso però, queste cure non sono
accettate dalla medicina ufficiale e non sono sottoposte al controllo della
Food & Drug Admistration, l'agenzia ufficiale americana che supervisiona gli
alimenti e le medicine. Alcuni esperti hanno accusato l'industria
antinvecchiamento di mettere a rischio la salute dei pazienti: i rischi
maggiori sono malattie cardiache e il cancro. Ma, come ha affermato
l'autorevole rivista The Scientist, che ha pubblicato un servizio sulla clinica
californiana, quando si tratta la questione della vecchiaia, «i consumatori se
ne infischiano della scienza. Migliaia di persone muoiono dalla voglia di
prendere medicine che assicurano il rallentamento della vecchiaia. I cittadini
spendono milioni di dollari per prodotti che non esistono o che non sono
riconosciuti dalla scienza. Spesso - conclude la rivista - essi non sanno
nemmeno quello che prendono».

CHI - California Healthspan Institute

American Academy of Anti-Aging


Medicine - Wikipedia

A settembre del 2004, il biogerontologo Aubray de Grey,


dell'Università di Cambridge, intervenuto a Londra alla
Conferenza Internazionale contro l'Invecchiamento, ha dichiarato
che i grandi passi avanti della scienza potrebbero allungare la
vita da un minimo di 130 anni a un massimo di cinque millenni.

Ha dato manforte a de Grey, Robert Goldman, presidente


dell'A4M: “In futuro - ha dichiarato l'esperto - l'ingegneria
genetica, la clonazione e la miniaturizzazione dei farmaci, la pelle sintetica, i muscoli artificiali e perfino
l'intelligenza artificiale faranno parte degli strumenti per combattere gli effetti dell'età ed ampliare la durata e
la qualità della vita ben oltre i limiti attuali. La medicina anti-invecchiamento non è una pillola magica, una
pozione o un rimedio di breve termine, ma rappresenta un'evoluzione altamente tecnologica che già adesso
aiuta a migliorare la qualità della vita”.

Keith Grimaldi, della società di ricerche mediche inglese Sciona, ha parlato di un nuovo tipo di dieta, la
“nutrigenomica”, basata sullo studio del DNA dell'individuo per stabilire quali sono gli alimenti più adatti al
suo organismo, che potrebbe aiutare milioni di persone a vivere più a lungo. Grimaldi ha detto di averla
sperimentata su se stesso: “I risultati del test del mio DNA hanno indicato che ho ereditato un alto rischio di
infarto, ictus e trombosi venosa profonda - ha commentato al tabloid britannico Daily Express - Io ho un
cognome italiano e il 50% degli italiani, come circa il 5-10% dei britannici, ha un gene che li rende ad alto
rischio. Per ridurlo, devo mangiare alimenti ad alto contenuto di acido folico e vitamine B6 e B12, come
spinaci, fegato e cereali”.

International Anti-Aging Conference

Nutrigenomics - Wikipedia

Il pioniere della medicina americana, Michael DeBakey, una volta disse:


“Ho visto un Eden dove l'uomo, immortale e sempre giovane, volava
sulle ali degli angeli. Ho trovato la chiave di quel giardino, l'ingegneria
genetica”. John Harris - uno degli scienziati britannici che hanno
decifrato il 97% del codice genetico umano - ha annunciato al mondo
che l'uomo è sul cammino dell'immortalità. Ha spiegato che un giorno,
forse non troppo lontano, un umano potrà sperare di vedere l'alba del
suo milleduecentesimo anno di vita.

Il fondatore del movimento transumanista, Nick Bostrum, un famoso


ricercatore dell'Università di Yale, ha profetizzato l'avvento di una
“generazione di centocinquantenni”. Gregory Stock, autore del fortunato
“Redesigning Humans”, è un decano della facoltà di medicina della Ucla.
Quest'ultimo vorrebbe fare
agli uomini quello che il
suo predecessore, Roy
Walford, negli anni
Settanta fece con il topo:
allungargli la vita da 40 a
56 settimane. Il
transumanista Max More, fondatore dell'Extropy Institute, alla
Cnn ha spiegato i vantaggi dell'ingegneria genetica e ha detto
che “la morte è un'imposizione sulla razza non più tollerabile”.

Nel 2002, a Newport Beach, in California, organizzata dalla


Alcor, società impegnata nello sviluppo di tecnologie crioniche,
si è svolta la “Extreme Life Extension Conference”. Uno
sparuto gruppetto di convinti immortalisti e transumanisti,
scienziati, filosofi, letterati, ecc., si è ritrovato a discutere di
come nanotecnologie, clonazione, intelligenza artificiale
consentiranno in un prossimo futuro l' “estrema estensione
della vita”. Michael West, direttore esecutivo della Advanced
Cell Technology, la maggiore celebrità, ha ribadito le strabilianti
possibilità offerte dalle tecnologie di clonazione. Per evitare il
processo di naturale rigetto da parte del sistema immunitario,
che impedisce al momento l'impianto di cellule staminali
nell'organismo dei “pazienti”, si stà cercando il modo di creare embrioni clonati, per produrre le staminali da
cellule del corpo dello stesso paziente. Nessuno sa ancora se questo servirà ad eliminare il problema,
soprattutto sul medio e lungo termine.

Alcor 2002 Conference

Extreme Life Extension


Le cellule staminali sono oggi il simbolo dell'Ultimo Prometeo. Secondo William
Haseltine, che dirige la Human Genome Sciences, a Rockville, nel Maryland,
saranno le protagoniste assolute della nuova medicina, perché prolungheranno e
rigenereranno i corpi delle persone con cellule più giovani. Ronald McKay, dei
National Institutes of Health, a Bethesda, è ignaro di come si possa costruire un
cuore, ma è fermamente certo che disponendo di cellule staminali che si
trasformano in muscolo cardiaco, sarà alla fine semplice costruirlo. Man mano
che si scopriranno cose più raffinate sui segnali biochimici delle cellule e sui loro
recettori, diventerà routine ricostruire organi come fegato e pancreas, rigenerare
muscoli cardiaci, restituire neuroni al cervello, e via dicendo.

Questo tipo di ricerche promettono, quantomeno in termini economici, un vero e


proprio Eldorado della nano-biotecnologia. La Geron, che ha come sussidiaria la
scozzese Roslin Bio-med, famosa sponsor della povera Dolly, è stata la prima ad
avventurarsi nel mondo delle cellule staminali embrionali. Altre aziende biotech
hanno fatto grossi investimenti soprattutto nelle staminali adulte, con l'idea di
creare linee cellulari di ricambio per ogni tipo d'intervento.

D'altronde, la nuova longevità è un dato indiscutibile. Oggi, un anziano su quattro ha più di 80 anni. Carlo
Vergani, direttore della cattedra di gerontologia all'università di Milano, dice che nei paesi industrializzati la
vita media, dal 1950 a oggi, si è allungata grazie al miglioramento di alimentazione, igiene, vaccini,
prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro, controllo delle infezioni, e via dicendo. Il sogno di
superare i 100 anni con un corpo continuamente rinnovato sembra a portata di “cellule”.

Ray Kurzweil ha coniato il concetto di “actuarial escape velocity”, sostenendo che lo sviluppo delle
tecnologie di estensione della vita raggiungeranno il punto in cui supereranno il tasso con cui gli uomini
invecchiano. Spalancando un cancello verso l'immortalità.

Indefinite lifespan - Wikipedia

(Pubblicato su Ecplanet 08-05-2007)

LINKS

Geron

Telomerase.org

Human Genome Sciences

Advanced Cell Technology

The Harvard Stem Cell Institute

National Institutes of Health (NIH)

Salk Institute for Biological Studies

The World Health Network - Anti-Aging and Longevity

CHI - Preventive Medicine, Anti Aging, Human Growth Hormone

NASCITA DELL'UOMO NUOVO

Nel XXII secolo sarà possibile creare un uomo totalmente sintetico. Lo


ha affermato Craig Venter, lo scienziato americano noto per aver
annunciato la creazione di un cromosoma artificiale, durante
un'intervista alla rete televisiva inglese BBC.
«La creazione di un intero genoma umano in una
provetta sarà possibile già in questo secolo - ha
affermato Venter - ma non credo che succederà,
perché tutti noi scienziati siamo contrari ad
esperimenti di questo tipo sugli uomini. Questo non
esclude però che nel prossimo secolo qualcuno lo
faccia, oppure cerchi di cambiare singole parti del Dna
per migliorare alcune caratteristiche fisiche». Venter
ha anche escluso che le sue ricerche, specie quelle
sulla creazione di batteri sintetici, possano essere
usate per fabbricare armi batteriologiche: «Il nostro
laboratorio ha chiesto il controllo di un comitato etico
fin dai primi esperimenti - ha spiegato il genetista - e
anche adesso tutte le nostre ricerche sono esaminate
attentamente da un comitato bioetico statale. Esperimenti simili ai nostri sono svolti nei laboratori di tutto il
mondo, l'importante è che siano sempre controllati e resi pubblici».

"Questo non esclude però che qualcuno, prima o poi, lo faccia, oppure cerchi di cambiare singole parti del
DNA per migliorare alcune caratteristiche fisiche", ha
detto Venter.

Patent sought on 'synthetic life' BBC


News 08 giugno 2007

Synthetic life - Wikipedia

Recentemente, ricercatori italiani dell'Istituto San


Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET)
hanno modificato un DNA difettoso grazie alla tecnica
del “gene targeting”, una forma di modificazione
genetica mirata, messa a punto da Mario Capecchi,
premiato questanno con il Nobel, che si basa su modelli
di malattia genetica sperimentali costruiti
mediante animali da laboratorio geneticamente
modificati, di cui si studia l'evoluzione pere verificare
l’efficacia di potenziali terapie.

Le metodiche per la realizzazione di un gene targeting


variano a seconda dell'organismo utilizzato. Su "Mus musculus" (il comune topo), ad esempio, si seguono i
seguenti passaggi: realizzazione a partire da batteri di un costrutto di DNA da bersagliare, che contiene
tipicamente parte del gene target, un gene reporter ed un marker di selezione; inserimento di questo
costrutto all'interno di cellule staminali embrionali di topo in coltura; selezione delle cellule che presentano
un'inserimento corretto, e loro iniezione all'interno dei tessuti di un embrione di topo; nascita dei topi
chimera, con corredo genetico modificato o meno, e selezione degli animali geneticamente modificati.

La prima scoperta importante di Capecchi risale al 1980, quando dimostrò che mediante la tecnologia del
DNA ricombinante (sequenze di DNA artificiale ottenuto mediante combinazione di materiale genetico
proveniente da organismi diversi) era possibile introdurre molecole di DNA nel nucleo di cellule di mammiferi
utilizzando un ago di vetro molto sottile. Questa metodologia, detta "microiniezione", risultò molto efficiente e
consentì di inserire e studiare la funzione di nuovi geni nelle cellule coltivate in laboratorio e suggerì ad altri
ricercatori di utilizzarla per produrre animali geneticamente modificati introducendo i nuovi geni nello zigote,
che è la cellula da cui si origina un embrione.

Successivamente, Capecchi dimostrò che i geni introdotti nelle cellule si inserivano in maniera casuale nel
genoma cellulare, ma sempre con lo stesso orientamento. Egli ipotizzò quindi che nelle cellule può esistere
un meccanismo che determina la cosiddetta "ricombinazione omologa" tra molecole di DNA con sequenza
uguale e usò questo meccanismo per sostituire un gene-malattia (mutato) con un gene sano.
Capecchi usò la ricombinazione
omologa anche per introdurre mutazioni
o modificazioni in punti specifici di
qualsiasi gene e decise di sperimentare
questa tecnica su cellule staminali
embrionali di topo. Nel 1984 iniziò a
collaborare con Martin Evans per
imparare come coltivare le cellule
embrionali geneticamente modificate e
generare topi chimera geneticamente
modificati. In quegli stessi anni,
Smithies dimostrò che utilizzando la
ricombinazione omologa era anche
possibile eliminare un gene dal
patrimonio genetico di una cellula
("knock-out genico"). Iniziava così l'era
del gene targeting. L'uso di questa
procedura per valutare la funzione di
singoli geni in un organismo vivente è
diventata routine, e oggi è utilizzata in
centinaia se non migliaia di laboratori in
tutto il mondo. Negli ultimi venti anni è
stata analizzata la funzione di oltre 7mila
geni attraverso la tecnologia del gene targeting associata alle cellule staminali embrionali.

Nobel Medicina, premiato un italo-americano La Stampa 08 ottobre 2007

Gene-targeting pioneer Mario Capecchi shares 2007 Nobel Prize in Medicine 08


ottobre 2007

Gene targeting - Wikipedia

Proprio di recente, ricercatori della Stanford School of Medicine, in California, basandosi su esperimenti
condotti su topi transgenici, hanno annunciato di aver isolato una proteina responsabile dell'invecchiamento
della pelle, la "NF-kappa-B", e che, limitando la sua presenza, le cellule epidermiche si riproducono più
velocemente donando alla pelle maggiore spessore (i risultati sono stati pubblicati sull'ultimo numero di
Genes and Development).

Howard Chang, responsabile dello studio, sostiene che il fenomeno dell'invecchiamento della pelle sia
dunque reversibile. «Abbiamo rilevato sorprendenti prestazioni di riparazione e di crescita della pelle», ha
commentato il dottor Chang. Ma bloccare la proteina NF-kappa-B potrebbe produrre anche effetti collaterali
incontrollabili. Per il momento, dunque, i ricercatori puntano alla scoperta di tecniche che agevolino la
rigenerazione dei tessuti dopo gli interventi chirurgici e in caso di ferite, soprattutto per i meno giovani.

Sempre recentemente, un equipe di ricercatori statunitensi ha creato una nuova razza di topi in cui è stato
introdotto un gene che sembra averli resi immuni al tumore (la ricerca è stata pubblicata sul Journal of
Cancer Research). L'equipe USA ha selezionato alcuni esemplari di una razza di topo con alta probabilità di
sviluppare il cancro in cui ha introdotto il gene "Par-4", creando così una mostruosa nuova stirpe che, a
differenza dei genitori, non sviluppa cellule tumorali e vive più a lungo. Gli scienziati ritengono che il gene
Par-4, noto dai primi anni '90, abbia un ruolo nell'attivare il sistema di "morte programmata delle cellule", il
sistema utilizzato dal corpo per eliminare gli esemplari vecchi o danneggiati.

L'idea che si possa manipolare eugeneticamente l'organismo umano, al folle scopo di bloccare
l'invecchiamento (come se si potesse fermare il tempo), tuttavia, continuerà a produrre mostruosità anti-
scientifiche che aspirano, del tutto irrazionalmente, a conseguire l'immortalità fisica.

Isolata la proteina che invecchia la pelle Corriere della Sera 30


novembre 2007
Cancer-resistant Mouse
Developed By Adding
Tumor-suppressor Gene

ScienceDaily, 28
novembre 2007

Stanford Researchers
Uncover Link Between
Two Aging Pathways in
Mice 08 gennaio 2009

Durante TransVision 2007, la conferenza annuale della World Transhumanist Association, si è parlato delle
ultime novità in fatto di crionica, estensione delle capacità fisiche e cognitive, intelligenza artificiale, mind
uploading. I transumanisti sono convinti di poter arrivare a vivere anche fino a mille anni, trasferendo la
coscienza in nuovi corpi.

L’autore e regista Francesco Patierno ha dedicato il documentario "Nascita del Superuomo” proprio
all'Associazione Transumanisti. Come dice lui stesso: "Il punto di vista transumanista è a metà tra la filosofia
e la medicina, porta interrogativi etici oltre che medici. Stabilire i limiti è molto difficile, ma la sensazione è
che non si possa tornare indietro dopo certe scoperte".

I transumanisti sostengono la neo-eugenetica, l'idea cioè che l'uomo debba poter modificare la natura a
proprio piacimento, in particolare per combattere malattie, invecchiamento e morte, grazie alle possibilità
offerte dalle nuove tecnologie (ingegneria genetica, bio-nanotecnologia, bionica ecc.). Vorrebbero addirittura
liberare l'umanità da emozioni come la paura, lo stress, l’insicurezza. I transumanisti sembrano già aver
deciso che cosa è buono e cosa è meglio per l'umanità. Riguardo ad esempio la possibilità di interconnettere
il cervello con computer e macchine, alla Matrix, attualmente in via di sperimentazione, non è per niente
scontato che ci condurrà ad un vero miglioramento, anzi.

Il fine che si pongono i transumanisti ricorda il folle progetto nazista della soluzione finale. Anche se si
spaccia come liberale, il progetto transumanista va decisamentete verso una presunta nuova "razza
superiore", metà uomo e metà macchina, immortale grazie alla medicina rigenerativa e agli innesti
cibernetici, che dominerà sulle altre. E se in futuro la nostra Terra non potrà più ospitarci, il nostro corpo
potrà adattarsi alla vita su altri pianeti dove saremo liberi di essere perfetti e felici.

Negli USA, la World Transhumanist Association punta ad allungare a dismisura la vita e intanto invita a
ibernarsi in attesa dei progressi della biologia. Alla modica cifra di 150mila dollari per l'intero corpo e di
appena 80mila per "surgelare" il solo cervello. Fondata nel Connecticut da Nick Bostrom, attualmente
ricercatore all'Università di Oxford, ha già succursali sparse in tutto il mondo, Italia compresa. Sono quasi
mille le persone che hanno chiesto di essere crioconservate per poi essere "scongelate" in un futuro anche
lontanissimo, quando sarà possibile essere rianimati e resuscitati.

La ricerca scientifica transumanista è orientata esclusivamente al perseguimento del benessere fisico dei più
abbienti e facoltosi, mediante la medicina rigenerativa, mentre trascura urgenze umanitarie come quella
dell'Aids o dei cambiamenti climatici. Basti pensare che le industrie farmaceutiche dedicano solo il 15% dei
loro fondi per la ricerca e tutto il resto al marketing, all'esplorazione biomedica, alla ricerca (patologica) del
profitto economico. Alcune pillole anti-invecchiamento che verranno messe in commercio per allungare la
vita di qualche anno costeranno circa 100.000 dollari l'una.

La tecnofilia transumanista è di fatto una perversione "cyborghese": si producono in laboratorio topi con
cervello umano, banche di cellule staminali, si consumano embrioni in modo selvaggio, mentre nei paesi in
via di sviluppo si muore per dissenteria e non si curano malattie da tempo debellate negli stati ricchi.
Lee M. Silver, in "Remaking Eden", dichiara che l'ingegneria genetica
umana è inevitabile perché "il mercato globale regna sovrano". Egli
afferma che questo condurrà a una maggiore stratificazione sociale e
alla fine a specie umane separate, i "Gen Rich" e i "Natural". I Gen Rich
controlleranno l'economia, i media e l¹istruzione, mentre i Natural
faranno i lavori servili (e comprenderanno il 90% della popolazione).

I fautori delle nuove tecnologie genetiche, d'altronde, riconoscono


apertamente che l'uso di queste ultime condurrà a disuguaglianze
maggiori tra gli abitanti del mondo. Dicono che dovremo semplicemente
abituarci.

Si va affermando un nuovo credo religioso: la fede


nella neo-tecnologia, in cui si ripone la speranza di
sconfiggere il dolore, la sofferenza, perfino la morte.

In "Rapture: How Biotech Became the New Religion",


il giornalista scientifico Brian Alexander ha indagato il
mondo dell'ingegneria genetica concentrando
l'attenzione su quei scienziati che stanno provando
ad estendere radicalmente la vita umana e su quelli
che credono fermamente che l'immortalità sarà
presto alla portata di tutti.

Miller Quarles è colui che ha fondato la Cure Old Age


Disease Society che è poi diventata la Geron,
società biotech californiana che sostiene la ricerca
delle cellule staminali. John Sperling, il miliardario
fondatore della University of Phoenix, ha creato una
clinica anti-invecchiamento chiamata Kronos.
Cynthia Kenyon, scienziata seria, critica, scettica,
che è riuscita ad estendere la vita di animali da
laboratorio, ha ispirato una nuova compagia che
creerà farmaci allunga-vita. Nel 2003, si è cominciato
a lavorare sull'ingegneria genetica della linea
germinale, cioè l'alterazione genetica delle cellule
che compongono lo sperma, con lo scopo di
eliminare le malattie dalla linea ereditaria. William
Haseltine, CEO della Human Genome Sciences, ha
dichiarato che "l'obiettivo è vivere per sempre", e che
ciò sarà reso possibile dalla medicina rigenerativa.

L'uso di farmaci a base di statine per abbassare il


colesterolo, ad esempio, sono figlie di questa cultura, e, effettivamente, gli attuali 70enni o 80enni prendendo
regolarmente questi farmaci camperanno fino a 122 anni. La terapia genica, che già si pratica da diversi
anni, tuttavia, non ha dato finora grossi frutti. Il caso di un bambino, in Francia, che soffriva di una grave
immuno-deficienza - "bubble-boy defect" – curato con una terapia genica, ha dimostrato tutta l'inefficacia e
l'estrema pericolosità di cure di questo tipo: il veicolo usato per inserire nell'organismo il gene curativo ha
attivato un gene che causa il cancro.
"La nuova religione transumanista promette una vita eterna, esseri perfetti, felicità e benessere permanenti,
una sorta di Eden sulla Terra creato dalla scienza e dalle nuove tecnologie. Non sono solo i 'bio-utopiani' a
riporre questa fede nelle biotecnologie, ma, oramai, chiunque legga un quotidiano viene indotto a credere
che il miracolo sia effettivamente dietro l'angolo. I promotori del bio-nanotech, della genomica, le
corporations, devono pur giustificare in qualche modo gli enormi investimenti nel campo. E quale miglior
modo se non quello di illudere i consumatori che esisteranno cure per ogni malattia, che sarà possibile
debellare il dolore e addirittura vincere la morte?".

È in questo modo che si configura una vera e propria religione, un culto del tutto irrazionale che arriva a
trascendere la stessa logica scientifica, fornendo al mondo globalizzato e secolarizzato una nuova fede: non
più nell'aldilà, ma solo nell'aldiquà.

Nascita del super-uomo

L'immortalità che si compra al mercato

Rapture: How Biotech Became the New Religion

(Pubblicato su Ecplanet 31-01-2008)

Transvision 2007 - Transforming Humanity

MERCANTI DI IMMORTALITA' 3

Commercio di cellule
BABY BUSINESS

Gene targeting

The Fountain

Creazione Senza Dio

Bambini artificiali

Discriminazione genetica

BIOLOGIA SINTETICA

Biologia Sintetica 4.0

Biopunk

INVASIONE MOLECOLARE

IL SECOLO DEL GENE

IL NOSTRO FUTURO POSTUMANO

VIAGGIO ALLUCINANTE

STORIA DELLA MORTE DI DIO 4

NATURA VS. CULTURA