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SABATO 10 AGOSTO 2013

linchiesta
Solo il grande calcio, la Serie A, contiene le perdite derivate dagli sponsor a circa un -10%. Il resto del pianeta Sport vede societ, anche storiche, che sono destinate a chiudere, marchi prestigiosi che lasciano i club in gravi difficolt e campioni costretti a fuggire allestero

ATLETICA
Fari spenti sulla Notturna di Milano

PALLANUOTO
Premio scudetto: un panino e una coca

BASEBALL
Nettuno ha rischiatto il collasso

PALLAMANO
I giocatori pagano 400 euro per fare la B

le altre storie

i di 50 anni di gare e di sfide con la Pasqua alle ceneri di quella squadra femminile di l Nettuno baseball club, 17 titoli nazionali ogliamo partecipare al campionato P D I V dellAtleta, meeting organizzato allArena di Recco nata quella del Rapallo e vittorie anche in campo europeo, ha di serie B? Allora dovete pagare. I Milano dallAtletica Riccardi che ha fatto la storia Pallanuoto, la cui avventura sa tanto di fiaba. seriamente rischiato di rimanere fuori dei ragazzi della Pallamano Seregno per portare dellatletica italiana e non solo. Nel 98 ne coglie leredit la Notturna di Milano, competizione che salvo ledizione 2006 sempre andata regolarmente in scena. Dirette tv, tanti campioni in pista come il mitico Haile Gebreselassie, infine nel luglio 2012 lannuncio choc: la Notturna non si far. Crisi o non crisi, vero o non vero, i fondi del Comune di Milano che sempre hanno dato manforte agli organizzatori per far quadrare il bilancio che prevede una spesa organizzativa di almeno 300mila euro non ci sono pi. Solo sei ragazze della vecchia formazione della Pro Recco hanno accettato di proseguire con Rapallo. Contratti pi che solidali e laccordo di un rimborso spese simbolico. Unico sponsor, un ristorante di Rapallo che ha garantito alle ragazze un pasto al giorno. Dalla miseria pi nera, allapoteosi di maggio: primo scudetto conquistato da Rapallo. La festa tricolore? Un panino a testa e una coca, in treno, dopo la finale vinta contro Imperia. giochi. Preoccupazioni alimentate a marzo, dopo lannuncio del disimpegno da parte dello storico sponsor. La societ rimasta a galla grazie anche ad un accordo con la Banca di credito cooperativo: Sar un sostegno adeguato a fronteggiare lemergenza ha spiegato Luciano Eufemi, direttore della Bcc di Nettuno . Non lasceremo in balia degli eventi la squadra che ha portato il nome di Nettuno oltre i confini locali. avanti la loro passione si sono autotassati: 400 euro a testa per coprire le spese della societ brianzola (pulizie della palestra, arbitri, medico). In 23 hanno aderito al campionato fai da te, niente stipendio, ma lorgoglio di non aver mollato neppure dinanzi alla crisi e a una cassa della societ rimasta vuota. Unesperienza che li ha resi pi forti in campo e ha cementato ancora di pi lamicizia e quello che al Seregno davvero si pu chiamare spirito di squadra.

IL GRANDE CRACK

Una gara della Virtus Roma nellultimo campionato di Serie A1

Vincenzo Nibali quando correva per la Liquigas

basket Roma povera, rinuncia allEuropa Treviso senza Benetton affondata


DI LORENZO GALLIANI

inale scudetto 2005-2006: la Fortitudo Bologna crolla sotto i colpi della Pallacanestro Treviso. Di l a poco, entrambe vengono spazzate via dal basket che conta: gli emiliani, dopo laddio dellimprenditore Giorgio Seragnoli (Sono felice. Non ne potevo pi...), scivolano debiti su debiti nelle serie inferiori, subendo perfino lonta di una radiazione. Questanno ripartir dalla Dnb, la quarta serie. Per i veneti, luscita di scena nel 2012 del patron Gilberto Benetton (Continuiamo limpegno nel settore giovanile, il resto diventato troppo costoso) ha significato laddio al professionismo di uno dei club pi titolati dItalia. Chi riesce a non crollare, comunque trema: dai campioni di Siena sette titoli consecutivi, ma le casse non sono pi quelle dei tempi doro e a giugno 2013 scadr la sponsorizzazione di Monte dei Paschi fino alla Virtus Roma. Finalista scudetto lo scorso anno, la squadra della Capitale ha rinunciato a partecipare allEurolega per problemi economici. E anche Cant altro storico club sta stringendo i denti pur di non alzare bandiera bianca: Non vogliamo mollare, ma se da qui a un anno le cose non cambieranno, cederemo la societ ha detto la presidente Anna Cremascoli Luscita di scena di Bennet nellaprile 2012 ha minato le nostre certezze. E sono molte le societ costrette negli ultimi anni a pagare il conto della crisi: dalla Virtus Bologna a Biella, da Firenze a Napoli, che lo scorso anno ha giocato solo le prime tre partite in LegaDue per il mancato pagamento della prima rata di contributi obbligatori previsti. C chi prova a

risollevare la testa coinvolgendo i tifosi nelle propriet del club (come il Consorzio Aquila Basket, a Trento), ma lo stato di salute della pallacanestro italiana resta critico. Una crisi economica ma anche di coraggio e di idee, spiega Gianni Corsolini, una vita spesa per il basket, anche come presidente di Lega: Spesso i presidenti dei club italiani non valorizzano i vivai e non hanno unidea di programmazione del lavoro. E, almeno allinizio, fanno i conti senza loste: Se persino uno come Mennea, che lo sport lo amava eccome, ha detto che lorganizzazione delle Olimpiadi a Roma non sarebbe sostenibile per lItalia, credo che anche le societ di basket debbano studiare bene cosa fare con i budget a disposizione, per non scoprire troppo tardi di dover affrontare spese fuori portata. A perdere pezzi anche la pallacanestro femminile. Due casi su tutti: Comense e Club Atletico Faenza. Da una parte cerano i costi fissi, tra iscrizioni e visti per giocatrici stranieri, cresciuti a dismisura. Dallaltra gli sponsor che non arrivavano racconta Claudio Bagnoli, ex general manager della societ romagnola Negli ultimi tempi, perfino le trasferte erano a rischio: faticavamo a pagare la benzina per il pullmino. un peccato, anche perch a Faenza il basket era come una piccola azienda: garantiva un lavoro, direttamente e non, ad almeno 20-30 persone. Cos, la crisi ha finito per rimbalzare anche sulle giocatrici: Ce ne sono molte che in A1 non sfigurerebbero chiude Bagnoli disposte ad accettare un ingaggio da 700-800 euro mensili. Campionesse e precarie, ai tempi della crisi.
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Sport in crisi Lo sponsor scappato


DI MASSIMILIANO CASTELLANI

ciclismo Il fine corsa della Liquigas Kazaki e taiwanesi in pista


DI PIER AUGUSTO STAGI

nnus horribilis 2013, su tutto il pianeta Sport si assiste al fenomeno della fuga di massa degli sponsor. Tranne la quarta industria di Stato, il calcio di Serie A che perde globalmente il 10% dellindotto (che va ad alimentare un buco da 300milioni) derivato dalle sponsorizzazioni delle 20 societ della massima serie, il resto dello Sport patisce tutti gli effetti collaterali della crisi economica mondiale. Lo scenario da allarme rosso, come i conti e i bilanci dei club di tutto il movimento sportivo nazionale. Limpoverimento del vertice naturalmente fa pi notizia, ma le ricadute a pioggia che da questo derivavano sullo sport olimpico e quindi sul grane bacino del dilettantismo e che fino a qualche anno fa avevano un loro peso, adesso si sono tramutate in miseria. Un esempio per tutti il crack della Banca Monte dei Paschi di Siena, ha ridimensionato la squadra omonima di basket da 7 anni in qua sempre campione dItalia. Il valore della sponsorizzazione della maglia della formazione senese fino alla passata stagione era di 7 milioni di euro, cifra diventata impossibile dopo il dissesto seguito allo scandalo di uno dei pi antichi istituti bancari del mondo. Con il basket a Siena, ex oasi dello sport piccolo

bello, crollato anche lindotto finanziario della societ di calcio, prontamente retrocessa in serie B. Ma sono tante le ex cattedrali dello sport e i piccoli e grandi borghi della provincia italiana che nellarco di pochi anni sono passati dalle stelle alle stalle. Basket e pallavolo le galassie pi colpite, ma londa anomala degli sponsor in fuga si estende come si legge in questa nostra inchiesta al ciclismo, al tennis e a tutte quelle discipline che fino a ieri se non prosperavano, ma almeno riuscivano a stare ancora a galla. La situazione per fortuna non ancora precipitata ai livelli della Grecia fanalino di coda tra le pericolanti della Ue, ma comincia a subentrare la paura di uno spettro vicino come quello della ex florida Spagna. A Madrid nel 2013 hanno appena denunciato il dissesto finanziario di 63 enti federativi nazionali e 25 di questi (quasi il 40%) versano in condizioni di fallimento tecnico. Il ciclismo spagnolo ha un debito da 2.5 milioni di euro, circa la met del budget annuale e assieme al canottaggio le rispettive federazioni sono gi in amministrazione controllata. Da noi per ora siamo solo alla fuga degli sponsor . Ma fuga parola che comincia per f come fallimento, il vero spettro da evitare dallo Sport italiano tutto.
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n una cosa noi italiani non temiamo confronti: nella crisi siamo i numeri uno. Il ciclismo, che vive da anni crisi di vocazioni e risultati (lunico atleta di livello mondiale davvero il solo Vincenzo Nibali, in attesa delle nuove generazioni) e dopo essersi reso protagonista di azioni di pulizia in materia di doping, ora sta vivendo uno dei momenti pi bassi anche dal punto di vista sponsorizzativo. Aziende che se ne vanno, corridori costretti ad emigrare. Abbiamo gi citato il nostro pezzo pregiato, Vincenzo Nibali, vincitore questanno della Tirreno-Adriatico e del Giro dItalia, che dalla Liquigas (che ha cessato la propria attivit di sponsor alla fine dellanno scorso) passato alla kazaka Astana, nella quale esiste un vero e proprio enclave italiano gestito da Beppe Martinelli, il tecnico che port al successo anche Marco Pantani prima, e Garzelli, Cunego e Simoni dopo. Il gruppo Liquigas, portato avanti da Paolo Zani e da Roberto Amadio stato salvato dagli americani: la Cannondale. In questo team che attualmente affiliato in Italia ci sono Ivan Basso, Moreno Moser, Elia Viviani, e anche quel prodigio di nome Peter Sagan. Il prossimo anno, con ogni probabilit, lo spin-off sar completato, con laffiliazione della societ di gestione del team in Irlanda o Lussemburgo. La pressione fiscale italiana non sopportabile. Gli altri team fanno campagna acquisti con un 30% di margine in pi rispetto a noi. Altra squadra di

matrice italiana salvata dai soldi stranieri la Lampre-Merida di Beppe Saronni e soprattutto della famiglia Galbusera. Main sponsor brianzolo, di Usmate per la precisione (Lampre, lamiere preverniciate, ndr), partner tecnici taiwanesi, giapponesi e di Hong Kong. La Lampre ha infatti trovato questanno un marchio di biciclette taiwanese, la Merida, un vero e proprio colosso delle due ruote: investimento di quasi 6 milioni di euro. Dietro a Merida sono arrivati la Champion System, azienda di Hong Kong, leader mondiale nel campo dellabbigliamento tecnico personalizzato. E, infine, Samsung, senza dimenticare i caschi Kabuto, marchio giapponese. In Italia saltano corse e chiudono squadre. Cannondale e Lampre sono i soli due team di World Tour (la Champions League del ciclismo) che battono bandiera tricolore, anche se questi sono ormai sempre pi sbiaditi. I team di seconda fascia, che per regolamento devono essere invitati dagli organizzatori alle corse pi importanti come il Giro dItalia, faticano come pochi. Il ciclismo italiano ha le ruote sgonfie, ma i segnali di crisi ci sono anche allestero: Vacansoleil in Olanda, Euskaltel in Spagna, chiuderanno i battenti. Squadroni lussemburghesi e americani hanno dovuto rivedere al ribasso i propri impegni sponsorizzativi. Insomma, anche nel ciclismo la crisi globale, ma in Italia la crisi pi crisi. Nessuno come noi: sono soddisfazioni.
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Le ragazze del volley di Villa Cortese

pallavolo Il trasloco forzato della Sisley a Belluno Laddio delle ragazze di Villa Cortese
risorse potevo basarmi per la prossima stagione, mi sono ritrovato solo e senza certezze. E dire che non molto tempo prima, si parlava di lui come limprenditore che avrebbe potuto rilanciare Treviso. Non se la passa affatto bene neppure la pallavolo femminile. Il Chieri Torino Volley, per ora, resta fuori dal campionato di A1 per mancati pagamenti alle giocatrici. Per lo stesso motivo le campionesse dellUniversal Volley Modena, lo scorso gennaio, sono scese in campo oscurando col nastro isolante i nomi degli sponsor principali. Clamoroso il tentativo di fusione tra le storiche rivali Novara e Villa Cortese. Questultima ha poi ceduto il titolo sportivo a Modena, che per iniziare il nuovo corso alla grande ha ingaggiato Francesca Piccinini. Abbandona la A1 anche Pesaro, tre scudetti consecutivi tra il 2008 e il 2010: da quando il marchio Scavolini si fatto da parte, non stato pi possibile restare in corsa ad alti livelli. Lorenzo Galliani
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tennis Pi miseria che nobilt fra le racchette Tanti tornei annullati e partner virtuali
DI DAVIDE RE

i ha ripensato solo allultimo. Ma, a maggio, Vibo Valentia aveva annunciato luscita di scena dal campionato di A1: Il gruppo non pu pi mettere a disposizione le risorse adeguate a fronteggiare un campionato dignitoso, la dichiarazione di resa. Chi invece ha salutato da tempo il massimo campionato Treviso, che ha sofferto come la squadra di volley il passo indietro della famiglia Benetton. Cos il 2011 la Sisley Treviso trasloca e diventa Sisley Belluno. Una

citt che dagli anni 90 collezionato fior di campioni (da Pierpaolo Lucchetta a Lorenzo Bernardi, da Andrea Gardini a Samuele Papi), si vede invece costretta a ripartire dalla B2. Problemi anche per la M.Roma Volley, che nel 2012 non si iscrive al campionato di serie A: Lattuale situazione economica, purtroppo, non mi consente di distogliere risorse dalla mia attivit, spiega il presidente e costruttore Massimo Mezzaroma, al timone anche del Siena calcio: Al momento di capire su quali

a crisi economica non risparmia nessuno, nemmeno uno sport ritenuto ricco come il tennis. Le aziende non hanno soldi e quindi investono di meno nei tornei dei circuiti Atp e Itf. Negli ultimi anni, in Italia, il calendario del circuito Challenger Atp contava almeno 25 tornei. Questanno in agenda ce ne sono poco pi della met. Quelli spariti sono stati annullati per motivi economici e perch mancano gli sponsor. Un problema, come spiega Marco Crugnola (che da una vita gioca fra i professionisti), si riflette anche sui giocatori. Se non ci sono tornei in Italia spiega

Crugnola, gi 165 Atp in singolare e 118 in doppio bisogna considerare al momento della programmazione un maggior numero di trasferte allestero, che comportano un aggravio dei costi per i giocatori. Cos si scopre che rispetto a due decenni fa dove i soldi nel tennis giravano anche a livello si serie C e B, i paperoni della racchetta non sono poi cos tanti. Per chiudere una stagione in pari bisogna per forza entrare tra i primi 250 giocatori del mondo. Stanno bene solo quelli nei primi 90 posti del ranking, perch possono giocare i tornei pi ricchi del circuito Atp e gli Slam. Ma non finita: i giocatori di oggi tranne chi assicura alle aziende una certa visibilit, ovvero i primi al mondo (co-

me Rafael Nadal e Maria Sharapova, per esempio), raramente possono contare su sponsor personali, che aumentano le entrare che arrivano gi dai montepremi dei tornei. Io per esempio non ho mai avuto uno sponsor personale, dice ancora lex 165 al mondo. Una volta era diverso, case italiane di abbigliamento (ora di propriet di multinazionali straniere) come Fila, Sergio Tacchini ed Ellesse spesso e volentieri aiutavano con sponsorizzazioni anche giocatori non di prima fascia. Ora non pi cos. Lanno scorso Sara Errani prima di vestirsi con la nota griffe Nike, ha fatto fatica a trovare uno sponsor tecnico.
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