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Carla Borri Angelo Antonio Fierro

IL METODO STELLA MARIS


PERCORSO DI ARTETERAPIA DEL COLORE
elaborato secondo Lessenza dei colori di Rudolf Steiner

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Volume a cura di Daniela DAlessandro Progetto graco di Paolo Catalani Disegni di Erika Celotti Si ringraziano: Maria Luisa Bergianti, Elisa Ferrini, Viviana Loiacono, Armandina Milani, Manuela Elsa Matteazzi, Marinella Collina, Laura Gilberti, Anna Mazzanti, Mara Medri, Daniela Vallin, Carlo Catalani. 2010 Editrice CambiaMenti Ia edizione ISBN 978-88-96029-09-1 editrice CAMBIAMENTI sas 40125 Bologna Via A. Quadri, 9 tel. 051 522 440 Fax 051 553 857 www.cambiamenti.com Tutti i diritti di riproduzione o di adattamento sono riservati in tutti i Paesi. vietata la riproduzione dellopera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresa la stampa, copia fotostatica, microlm e memorizzazione elettronica, se non espressamente autorizzata dalleditore Leditore a disposizione degli aventi diritto con i quali non stato possibile comunicare.

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Carla Borri, Pasqua

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PREFAZIONE
Gli autori del metodo Stella Maris, qui descritto, propongono un libero accostamento alla terapia antroposoca del colore e allestiscono un chiaro e ponderato percorso di esercizi traendolo dalla scienza dellessere umano di Rudolf Steiner e dagli sviluppi delle sue meditazioni sul colore. Il risultato si mostra stimolante non solo per la formazione degli arteterapeuti, ma anche per i profani che vogliano intraprendere un percorso di arteterapia oppure impegnarsi ad approfondire lessenza dei colori. E anche per gli educatori terapeutici e per gli insegnanti questo pur circoscritto contributo pu costituire una appropriata fonte di ispirazione. Auguro a questo giovane metodo, che sta formandosi in Italia, di inserirsi organicamente in Germania e in Olanda nel gi differenziato campo dellarteterapia. Esso non pu certo sostituire gli insegnamenti e le pratiche svolte da Margherethe Hauschka, Liane Collot dHerbois, Gerard Wagner, Eva Mess-Christeller e da altri, ma li pu bene integrare. Michaela Glckler Sezione Medica presso il Goetheanum Pasqua 2010

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NOTE DEGLI AUTORI


Il testo frutto dellesperienza maturata no al momento della pubblicazione. La ricerca nel campo dellarte terapia del colore in continuo cammino e prevediamo di far seguire a questo, un secondo volume con la presentazione di esercizi pittorici adatti alla terza fase del metodo Stella Maris. Teniamo a precisare che loriginalit del presente lavoro consiste nellelaborazione del metodo e nellapprofondimento degli aspetti terapeutici del percorso pittorico, attraverso anche lutilizzo di esercizi che rappresentano il patrimonio di anni di studio e lavoro nellambito dellarteterapia. Per questa ragione, lapprendimento del metodo non pu essere acquisito solo attraverso la lettura di questo libro, ma deve essere accompagnato dalla frequentazione del corso di arteterapia ad esso correlato.

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I RETROSCENA MISTERICI DELLA NASCITA DEL METODO STELLA MARIS NELLANIMA DI POPOLO ITALIANA

ualunque cosa, qualunque evento del mondo, ed anche qualunque comportamento delluomo, tutto ha due lati e presenta, direi quasi, una polarit fra due contrari.
Rudolf Steiner

Da una serie di coincidenze, unitesi nel tempo alla pratica clinica di esercizi pittorici gi condotti col proposito di pervenire ad un metodo unitario, sono prima aforate, poi si sono gradualmente denite, immagini appartenenti alleredit mitologico-misterica dell essere umano. In particolare, sono emerse le gure chiave di uno dei grandi Misteri meridionali dellera postatlantica, quelle relative al dio Mitra, del cui culto Plutarco testimonia la nascita intorno al II secolo a. C., identicando nella citt di Tarso, in Cilicia (oggi nellattuale Turchia), la sede della primitiva religio mitraica. In quel periodo (che coincide anche con la scoperta, da parte di Ipparco, della precessione degli equinozi: evento che, a sua volta, segna un punto di svolta spirituale) oriva a Tarso unimportante scuola losoca legata allo Stoicismo, corrente di pensiero che, nonostante lassimilazione del Logos alla Natura, risente, in alcuni suoi esponenti, degli oracoli caldaici e della teologia egizia e insieme a questi di motivi metasici dorigine platonica. Cosicch i misteri mitraici echeggiano sia gli inussi tardo-persiani, derivanti dallo zoroastrismo, sia quelli del platonismo, evidenti nella gura del Deus creator o Demiurgo, nel noto mito della caverna (sulle cui pareti vengono proiettate, a ignari spettatori, solo le ombre delle cose) e nel viaggio interplanetario dellanima da e per lEmpireo, il Cielo di tutti i cieli (tessuto della sostanza ignea pi sottile), in preparazione dogni incarnazione terrestre, corrispondente alla scala a pioli a sette gradini iniziatici del mitraismo. Nella citt di Roma e no agli estremi conni dellimpero romano (in Britannia, lungo il Danubio, il Reno e in tutta lAsia Minore) i misteri mitraici trovarono una massa crescente di adepti, per poi eclissarsi al fallimento della riforma religiosa promossa dallimperatore Giuliano Flavio (detto lApostata), che si era voluto far iniziare ai Misteri caldaici e al culto solare egizio, e che non a caso volle essere sepolto a Tarso. La citt di Tarso, secondo la tradizione mitologica, era stata fondata da Perseo, leroe divino, il leone alato, il quale, nella volta celeste, rinvenibile nellomonima costellazione vicina al Toro, che, seguendo certi sentieri osservativi dal Cielo boreale allaustrale, risulta connessa anche al Canis minor, al Serpente-Hydra, alla Coppa, al Corvo e allo Scorpione, ossia alle gure presenti nella rappresentazione dei Misteri di Mitra, Signore del Cosmo ed artece della tauroctonia (luccisione del toro). Levento misterico centrale infatti il sacricio che Mitra compie uccidendo un toro bianco in una caverna: inizia cos la creazione del mondo visibile, la genesi dei sette pianeti e dei sette metalli, dei colori, degli alberi e delle piante; e il dato temporale dellevento, lalba del 16 giorno (in cui la luna piena tramonta esattamente quando sorge il sole) del 7 mese (che coincide con lequinozio di autunno), ci apre due scenari: uno antico, costituito dal rapporto di Mitra-Sole con il Toro-Luna (testimoniato anche dalla presenza della triplice dea femminile Ecate nei mitrei romani e del sistro, strumento di Iside-Luna, tra i simboli del quarto grado iniziatico del Leone); e uno nuovo, costituito

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dal nesso fra Mitra-Sole e lArcangelo Michele-e-il Drago: ch la metamorfosi cristianizzata del mito, con la differenza che Michele ingge la lancia (o la spada), senza conccarla, nella regione del collo, ove risiede nelluomo la tiroide, il cervello dellanima senziente. La via interiore coltivata nei misteri mitraici, che avevano inizio e svolgimenti rituali nella caverna del Sol invictus (il sole invincibile) rende cos piena ragione del loro riemergere nellattuale epoca post-atlantica, in cui luomo pu farsi strada verso il suo Io superiore, a partire dalla propria caverna istintivo-animale, grazie alle forze solari cristiche. Infatti: chi inizi a dipingere gli esercizi artistici ritrover nellesercizio del blu la grotta mitraica; nellesercizio del giallo il manto cosmico del dio, da cui partono i raggi solari; nellesercizio del rosso la luce sottile dellEmpireo; nellesercizio dellarcobaleno la nascita dei sette colori; inne negli esercizi degli alberi nelle quattro stagioni il ritmo cosmico-terrestre. A fondamento di ciascun esercizio si pone la relazione Sole-Luna, intessuta nei misteri mitraici, che testimonia, inoltre, lincrocio coi misteri egizi di Iside e Osiride, e ci conferma nella scelta di nominare Stella Maris il nostro metodo nellarteterapia del colore. Stella Maris, infatti, come ricorda Massimo Scaligero nella sua opera dedicata al Graal, rappresenta la meta delloperazione solare, lEssere del Sacro Amore, la vita perenne della luce, la luce che domina le acque , la luce marina. Il riverbero della luce solare nella miriade di specchi argentei del mare ridona infatti unimmagine di profondit e di senso al dialogo tra lanima lunare e lo spirito solare nel percorso di autocoscienza guidato dallarteterapeuta, in cui il grigio-argento vela i colori dello spettro visibile e ove laudace ricercatore del terzo millennio dopo Cristo chiamato a sollevare il velo della conoscenza sulla base di una rinnovata volont accesa dallincontro con la materia taurina-lunare del colore, la cui sublimazione avviene nella formazione del color rosa or di pesco: apparizione eterea dellincontro fra il bianco, colore immagine animica dello spirito, e il nero, colore-immagine spirituale della morte, come nella veste del Cristo risorto di Piero della Francesca, che suggella la vittoria del novello artece solare, in veste di paziente, nel cammino iniziatico della malattia: dal suo colore alla luce della guarigione. Il riferimento a Piero della Francesca segnala anche un decisivo punto di contatto con lanima di popolo italiana, che, nel Rinascimento, ha potuto ritrovare molti legami con la cultura tardoantica, rimettendone in uso, bench segretamente, alcuni culti. Nella Villa medicea di Careggi, presso Firenze, si trova un grottino decorato che ricorda un mitreo, e la pratica della pittura da parte di grandi maestri, da Leonardo a Michelangelo a Raffaello, ha sempre caratteri cosmologici, che ne fanno un consapevole viaggio iniziatico dalla Terra al Cielo, caratteri nei quali sono state colte sovente anche fonti dellantico Egitto. perci importante menzionare come Rudolf Steiner abbia indicato proprio nellultima fase del periodo rinascimentale, intorno al 1530, il sorgere dellepoca dellanima cosciente, e con essa la nascita del carattere nazionale del popolo italiano (cfr. Rudolf Steiner, Il mistero della morte, O.O.159, 14/3/1915). In un altro contesto egli attribuisce inoltre allanima di popolo italiana le qualit adatte allo sviluppo dellanima emozionale senziente nellio attraverso larte (cfr. Rudolf Steiner, La missione di singola anima di popolo, O.O. 121, 16/6/1910): appare cos la feconda peculiarit di un dialogo artistico intessuto a lemniscata fra lanima emozionale-senziente e lanima cosciente. Su questa scia pensiamo anche al riverbero rivivicato, nellattuale epoca di cultura, degli impulsi della cultura egizio-caldaica; o ancora al fatto che nel terzo millennio, quindi nel pieno dello sviluppo dellanima cosciente, tutta lumanit, da un punto di vista biograco, si trovi nellet dellanima emozionale-senziente (cfr. Rudolf Steiner, Lo studio dei sintomi storici, O.O.185, 3/11/1918) e dunque sia predisposta a fare delle peculiarit spirituali dellanima italiana, sviluppate attraverso la terapia del colore, una conuenza verso la guarigione.

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I COLORI E IL SORGERE DELLE IMMAGINI NELLANIMA


di Daniela DAlessandro

i saluta in perpetue mutazioni, quaggi, la forza segreta dun canto, l, benedice la terra in pace eterna, mentre qui, come giovent, ci avvolge. lei che versa la luce nei nostri occhi, che ci ha dato il gusto dogni arte, e che gode dei cuori dei lieti e degli stanchi, in unebbra orazione prodigiosa.
Novalis

Secondo linsegnamento di Rudolf Steiner lessere umano stato generato da un universo di colori e le immagini che in lui si creano corrispondono alla condizione che egli speriment allinizio della sua esistenza terrestre, nella primissima coscienza di s stesso e del mondo. Gi tale coscienza, aggiunge Rudolf Steiner, per quanto riguarda i colori e le immagini, si mostra per notevolmente ridotta rispetto ad altre precedenti fasi evolutive: sulla terra egli dichiara a differenza dellantica luna, luomo diventato neutrale nella sua gura rispetto alloceano uente del colore (cfr. Lessenza dei colori, Milano, Ed. Antroposoca, 1997, p. 146). Inoltre, proprio sulla terra, il procedere dellevoluzione individuale comporta una serie di ulteriori separazioni, ossia di squilibri unilaterali, che producono loblio delle immagini primitive, alle quali subentrano stati di coscienza molto pi limitati. In tali stati la riessione intellettuale nisce anche per soverchiare le sensazioni prodotte dalle percezioni sensibili, impedendo a queste di portare alcunch di nuovo alla coscienza. Ed per tale ragione che ancora Rudolf Steiner, affermando che il compito delluomo di riprendere lantico cammino, risalendo alla coscienza primitiva, riacquistata sul terreno della coscienza dello spirito (ibidem), cinvita a riguadagnare in modo cosciente loriginario legame con i colori e con le immagini, cos da rendere alla nostra evoluzione individuale quel carattere armonioso impeditole dallegoit, la quale altro non che il congurarsi della nostra esistenza secondo la legge universale del karma. Ci pu essere fatto ricorrendo alluniverso delle immagini viventi cos come reso possibile dalla terapia artistica, che mira a sciogliere ogni stato di coscienza ristrettosi al mero ego, facendo agire sullego stesso, attraverso il colore, una pi profonda realt di percezione. La strada sar dunque quella di unire la sensibilit allesperienza animica del colore, in modo che il colore divenga veicolo di superamento dei limiti egoici e insieme di graduale apertura alla coscienza del S spirituale. Oltre allIo nelle sue quattro manifestazioni (cfr. Rudolf Steiner, I quattro aspetti dellIo, in Antroposoa [anni 1946 e 1948], Milano, Ed. Antroposoca, 1996, vol. II, pp. 68-81), opera infatti, nellessere umano, un Io superiore, il S, che linvolucro spirituale al cui interno agisce limpulso del Cristo. Un impulso che, nellepoca micheliana in corso, Rudolf Steiner associa alletere di calore attivo nella luce, il quale si pu cogliere nella relazione tra il nervo e il sangue. Il sistema nervoso costituisce lo strumento della coscienza ed la manifestazione del corpo astrale, il sangue lo strumento della vita e la manifestazione dellIo(a). Il sistema nervoso si

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estende nellorganismo differenziandosi, estrinsecandosi in vari modi, mentre il sangue si mostra ovunque di natura unitaria. Allo stesso modo si pu descrivere la vita variegata dellanima (pensieri, sensazioni, sentimenti, impulsi di volont) come contrapposta allIo, il quale si pone come un elemento unitario, e porta in s le immagini e i colori primitivi indipendenti dallanima. LIo compenetra tutto lorganismo, venendo a contatto con la vita differenziata dellanima; come il sangue scorre in tutto lorganismo entrando in contatto col sistema nervoso differenziato. Il sangue e lIo si rivolgono, da un lato, al mondo esterno, dallaltro, al mondo interno. Si pu allora produrre nellorganismo la condizione per cui, attraverso la meditazione e la concentrazione su rappresentazioni morali o intellettuali in forma di immagini e colori, il sangue si ritiri dal nervo, ossia si separi dallattivit nervosa che ci porta incontro il mondo esterno. Grazie alla meditazione e allintensa concentrazione possibile astrarsi dalle impressioni esterne, a cui ci si abbandona durante la coscienza di veglia, ed essendo in questo modo presente nellanima solo ci che nella coscienza nasce dallIo, e che impegna ora il sistema nervoso, possibile interrompere la connessione nervo-sangue. Il nervo allora risulta come liberato, ossia temporaneamente distaccato dal sistema sanguigno e dalle sue abituali funzioni per lIo. Lattivit di meditazione diventa in tal modo un cosciente sollevarsi dellIo dalla sfera di azione del corpo astrale, e ci fa sentire in un Io macrocosmico. Le impressioni esterne giungono infatti soltanto no al punto in cui le terminazioni offrono in s una resistenza, rimbalzando poi indietro. In sintesi si pu dire che possiamo entrare nel mondo sovrasensibile isolando il sistema sanguigno, ed evolvere no alluomo superiore. Nel distacco del sistema nervoso dal sangue ci si solleva dal proprio Io soggettivo, e il mondo spirituale (con cui siamo sempre congiunti) viene a noi grazie al sistema nervoso per la via indiretta delle impressioni sensoriali. Luomo dunque in grado di liberare in un certo senso i suoi nervi, in quanto rivolti solo al mondo dei sensi, liberarli dallazione che il mondo esterno esercita sul sangue. E nella direzione opposta che cosa succede? Si visto che, mediante esercizi di concentrazione del pensiero e del sentimento, possiamo separare i nervi dal sangue. Con la concentrazione rivolta alla vita organica interna (concentrazione mistica) penetriamo tanto a fondo in noi stessi che, di necessit, dobbiamo coinvolgere lIo e il suo strumento: il sangue. Si verica cio unimmersione nella nostra essenza divina, nella spiritualit che vive e opera nelluomo: e non si tratta di sollevarsi dallIo, ma di immergersi nellIo. Fisiologicamente si stabilisce allora una connessione molto stretta tra sangue e sistema nervoso simpatico. Ora, si inserisce qualcosa nel sangue solo per linterazione tra sangue e nervo. Quindi anche il mondo degli organi vitali deve poter agire sul sistema nervoso; il tramite per poter trasferire sul sangue i suoi effetti il sistema simpatico, che si estende a tutte le cavit interne dellorganismo. Esso sta rispetto al mondo organico interno e al circolo sanguigno in una direzione inversa rispetto a quella in cui si trova il sistema nervoso centrale (cerebro-spinale) tra il mondo esterno e la vita umana (circolazione). Se, per mezzo del sistema nervoso cerebro-spinale, conosciamo il mondo esterno, col sistema simpatico ci viene incontro, allinverso, lesperienza del mondo interno (tenuto sotto il livello della coscienza). Nella testa si osserva, dice Rudolf Steiner, che il sangue, scorrendovi, subisce delle modicazioni, impressionato da fuori ad opera degli organi di senso e da dentro per lazione degli organi vitali. Va ricordato comunque che il sistema nervoso simpatico ha il compito di impedire il contatto del sangue con i processi del mondo interno cio di mantenere inconscia lesperienza di questultimo. Bisogna ritrovare allora lelemento animico nelle attivit sensorie, e divenire coscienti di una relazione pi sottile con il mondo esterno. Dobbiamo cio considerare il processo sensorio pervaso di anima, analogamente a come si viveva il processo respiratorio. Possiamo dire in un certo senso che in tutte le percezioni sensorie ha luogo un processo di inspirazione ed espirazione. E dalle impressioni non dobbiamo trarre solo percezioni ma aggiungervi lelemento spirituale, come ci consente la terapia artistica attraverso la pratica del colore e delle immagini: solo cos ritroveremo il punto dincrocio tra mondo interno e mondo esterno (cfr. il disegno di Rudolf Steiner che rappresenta il processo di percezione nella V epoca di cultura in id., La missione di Michele, Milano Ed. Antroposoca, 1997, p. 97).

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Acquisire tale consapevolezza limpegno ispirato allumanit dallArcangelo Michele (cfr. Rudolf Steiner, La missione di Michele, cit., p. 98-103, passim). Dice ancora Rudolf Steiner: Ci che nella pittura viene sperimentato per cos dire il libero muoversi dellanima nel cosmo. Non ha importanza se noi sperimentiamo limmagine interiormente o se la vediamo fuori di noi, quando astraendo dallimperfezione del mezzo esteriore del colore la vediamo colorata (cfr. Lessenza dei colori, Milano, Ed. Antroposoca, 1997, p. 167). Infatti quando la percezione sensibile riette una realt immaginativa pi ampia dello stato di coscienza e di memoria di chi percepisce, lIo si affranca dal processo percettivo in senso materiale e si fa vaso del S secondo limmagine della Coppa del Graal. Al tempo stesso esso diviene il punto di incontro centrale della lemniscata tra anima senziente e anima cosciente, assumendo la posizione del cuore eterico, che trova la propria sede fra il cuore sico e la coscienza riettente. Andare verso il futuro signica cos connettere ogni avanzamento allordine di coscienza preesistente e modicarlo con sempre maggiore consapevolezza della propria biograa: della propria origine e del proprio destino. La nostra anima afferma Rudolf Steiner partecipe di quanto dal passato continua a uire nel futuro e dal futuro ci viene incontro (cfr. Psicosoa in Antroposoa - Psicosoa Pneumatosoa, Milano, Ed. Antroposoca, 1991, 4 conferenza, p. 171). Ed aggiunge poi: le rappresentazioni emergono a coscienza quando una nuova impressione risveglia il ricordo dellantica rappresentazione che aveva continuato a vivere in noi . Dunque, la antica immagine cos si rispecchia nella nuova (ibid., pp. 174-175 passim). Fig. 1 LIo nella lemniscata aperta

Fig. 1

Vi infatti un processo di sintesi che, nellessere umano, si sviluppa incessantemente dal contatto immaginativo fra linterno e lesterno, un processo che fa ritrovare in noi ci che ritroviamo nelle cose, proprio come ritroviamo nel mondo esterno lo spazio che sperimentiamo in noi e che troviamo facente parte di noi, quando di nuovo ci osserviamo. Come abbiamo in noi il mondo spaziale, avremmo intorno a noi un mondo di colori e di suoni che si interpenetrano tra loro. Parleremmo quindi di un oggettivato mondo di colori e suoni, un uente mondo colorato e risonante, come parliamo dello spazio intorno a noi (Cfr. Rudolf Steiner, Cultura e antroposoa, Milano, Ed. Antroposoca, 1996, p. 36). Soggettivit e oggettivit si completano a vicenda:

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limmaginazione dice Steiner un essere intessuti nelle cose (ibid., p.37). Il che evoca la funzione dellaffresco e della pittura in genere, che creano coi colori una realt autonoma, ma al tempo stesso contessuta nello spazio che li accoglie. Lesperienza del colore ha questa capacit rivelatrice, che ci lega attivamente alla natura; e proprio questa relazione sembra essere il carattere dellanima di popolo italiana, che, in Toscana, in specie nella regione orentina, trova nel legame con larte una modalit la quale investe le attivit umane nel loro complesso. Il paesaggio toscano stato ricordato un capolavoro darmonia. E, se lo si confronta con gli sfondi dei quadri del Quattro e del Cinquecento, vien da chiedersi se sono stati i pittori a copiare i contadini, o i contadini i pittori (Indro Montanelli, La mia Firenze, Fucecchio, FM edizioni, 2005, p.26). Il che conferma che il compito dellanima di popolo italiana di dare un carattere vivente alla cultura, carattere che si trasforma in un piacere disinteressato secondo i principi rosminiani adorare, tacere, godere (cit. in Claudio Gregorat, Lanima di popolo italiana, Milano, Ed. Antroposoca, 2006, p. 99). Il piacere disinteressato, infatti, una relazione diretta con il divino, secondo quanto hanno affermato Hammann e Herder, ispiratori di Goethe, e trova nellarte la sua massima suggestione e la pi adeguata via di realizzazione(b).

(a)

NOTE La terminologia adottata in questo scritto, per le parti relative alla siologia occulta, deriva, per citazione diretta o per parafrasi concettuale, da Rudolf Steiner Una siologia occulta, Milano, Ed. Antroposoca, 2005, pp. 34-52 passim.

Per quanto riguarda il godere nei termini in cui esso considerato nel presente testo, Hans R. Jauss scrive: Il pi antico signicato fondamentale di godimento (Genieen), vale a dire luso o lutilit di un oggetto, viene ancora oggi percepito soltanto in un uso linguistico obsoleto o di linguaggio tecnico [..]. ma anche il signicato culminante determinatosi storicamente [..] ha mantenuto no al classicismo tedesco lo specico senso, da quello derivato, di trarre piacere da una cosa. Nella poesia religiosa del XVII secolo, godere poteva essere lequivalente di partecipare alla grazia di Dio; con il pietismo i due signicati della parola godere e partecipare si trovano riuniti in un atto in virt del quale il fedele si rende immediatamente conto della presenza di Dio; la poesia di Klopstock passa ad unidea di piacere pensante (Denkend Genu); il concetto di Herder di piacere spirituale pone i fondamenti della certezza di s (Selbst-Gewienheit) come di un aurorale possedersi (Sich-Haben) al quale segue altrettanto auroralmente un possedere il mondo (lesistenza piacere Existenz ist Genu); nalmente nel Faust di Goethe il concetto di piacere poteva essere esteso a tutti i gradi della esperienza, no alle pi alte richieste di conoscenza (dal piacere della vita individuale LebensGenu der Person e il piacere accompagnato dalla consapevolezza Genu mit Bewutsein -, no al piacere dellatto creativo Schpfungs-Genu secondo il noto schema presente nel Faust . cfr. Apologia dellesperienza estetica, Torino, Einaudi, 1985, pp. 6-7.)
(b)

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LA MODALITA TERAPEUTICA DEL METODO STELLA MARIS

Il colore lanima della natura e dellintero cosmo,

e noi prendiamo parte a questanima in quanto partecipiamo, sperimentando, alla vita del colore
Rudolf Steiner

Il metodo congurabile negli esercizi artistici fa appello ai sostrati profondi dellanima nellinconscio. Gli esercizi sono scelti dapprima in base al criterio di apertura codicata e nel progredire degli incontri secondo il caso individuale; grazie allopportuna e dosata successione, emergono a coscienza i sentimenti nascosti, i contenuti emozionali rimossi, che vengono stemperati, ammorbiditi, alleggeriti e trasformati nellimmersione dellesperienza di colore. Attraverso lesperienza dei colori, vissuta interiormente, senza perci limitarsi a un rapporto esteriore, il paziente prende a poco a poco contatto cosciente con la forza divino-spirituale (sommersa nellinconscio) che lo guida nelle vicissitudini biograche. Lesperienza artistica si fa terapeutica poich evoca in un primo tempo un sentimento di meraviglia (sentimento chiave dellanima emozionale-senziente) nella stesura del colore e nellosservazione delle sue modicazioni nellincontro con altri colori. In un secondo tempo, nel corso e al termine dellesecuzione degli esercizi, fa sorgere i sentimenti di venerazione e devozione (sentimenti chiave rispettivamente dellanima affettiva e cosciente), accompagnamento necessario alla presa di coscienza del s, per ritrovare, nello smarrimento della sofferenza, la forza di progredire nella propria interiorit ed evolvere come richiede la comprensione della prova che la vita porta incontro. La ripetizione a casa degli stessi esercizi imprime nelleterico il messaggio terapeutico sotteso, lo conferma nel tempo e rinforza i passaggi evolutivi attraversati. Il paziente ritrova cos nella vita del colore, nella sua essenza, lAnima Mundi, vi si rappacica e ne diventa testimone vivente. Gli esercizi artistici attingono alle stesse sorgenti delle abe, riposte nei fondali dellanima umana, nella sua tenebra, in quella componente emozionale-senziente, dormiente alla coscienza e la pi aderente al corpo, che il custode dei misteri della volont umana. In questo metodo, a differenza di altri validamente operanti gi da tempo, viene suscitata, di fatto, la corrente dellIo che passa attraverso il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo sico per poi risalire incontro allaltra corrente dellIo, che compenetra direttamente il corpo sico. La corrente stimolata strettamente legata alla forza del sangue, sigillo della volont trasformatrice (intendiamo riferirci alle indicazioni siologiche presentate da Rudolf Steiner in Luomo invisibile in noi, O.O. 221, 11/2/1923). Difatti fa appello al rapporto nervo-sangue presente particolarmente nel sistema del ricambio, in cui la lavagna del sangue imprime nel sistema neurovegetativo simpatico le sue impressioni. Luomo deve trovare la possibilit di spiritualizzare di nuovo il corpo astrale, di compenetrarlo nuovamente con ci che lio si elabora. E in quanto luomo spiritualizza il corpo astrale, e ritrova cos la via del ritorno, egli deve di nuovo trovare il uttuante ondeggiare e interpenetrarsi dei colori, dal quale egli emerso per lo sviluppo dellio (cfr. Rudolf Steiner, Verso un nuovo stile architettonico, O.O. 286, 26/7/1914). LIo-artista del paziente disincanta il suo animale e re della aba della propria vita, il fedele angelo buono che lo accompagna in ogni vicissitudine, in ogni colpo inaspettato del destino, in ogni tempesta o successo. Cresce cos pian piano il germe del s spirituale delluomo.

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Come ci ha insegnato Goethe, i colori sorgono dallinterazione di due forze: la luce e la tenebra. Nella luce irradia dal passato la forza del pensare, nella tenebra ltra dal futuro la forza del volere. Il colore steso nella sua tenuit, nella sua leggerezza vela la luce. Nel metodo Stella Maris il colore stesso viene steso a partire dalla sua componente materica; questo il lato esteriore della volont: la materia. Vista da dentro, la materia volont, cos come la luce, vista da dentro pensiero (cfr. Rudolf Steiner, Il ponte fra la spiritualit del cosmo e lelemento sico delluomo, O.O. 202, 5/12/1920). La tenebra respinge la luce visibile, che solo il riesso della luce; in realt lascia ltrare la luce invisibile e ne accoglie il sole spirituale, il sole di mezzanotte. La volont connaturata alla tenebra il sole spirituale che irradia sommessamente nellanima in attesa di essere svelata. Il paziente viene condotto nelle miniere dellanima alla ricerca di quelle pietre preziose che dovr riportare alla luce diurna, alla luce della coscienza. Potremmo caratterizzare tale forza terapeutica in senso dionisiaco (una polarit, quindi, rispetto alla forza apollinea che traspira, ad esempio, dal metodo di Collot dHerboit). Essa fa riferimento agli dei inferi, alle divinit ctonie, quelle stesse a cui si rivolge la poesia drammatica. Ma c ancora unaltra derivazione che pu essere attinta dallambito misterico. Intendiamo riferirci ai misteri di Mitra, che abbiamo gi illustrato precedentemente, in cui veniva utilizzato lo strumento di conoscenza dellepoca egizio-caldaica: il corpo animico, per sviluppare lanima senziente-emozionale. Mitra, lessere solare, luomo-toro, luomo superiore che deve governare la propria natura inferiore e puricarla, la natura annessa al sistema del ricambio e del torace, che deve stemperarsi nel cuore, organo dodecuplice di percezione subconscia del sangue e dei processi vitali. Tale immagine delluomo superiore sul toro trapassa, dopo levento del Golgota, in quella dellArcangelo Michele sul drago. La ne sensibilit viene cos ereditata, a distanza di millenni, dal metodo Stella Maris, e cristicata dallimpulso di Michele-Mitra, portatore dellintelligenza solare, che accende la luce del pensare a partire dal cuore puro.

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