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David Irving 325

il punto. Questa Hitler: quello vero, in came e ossa, capace di impressionare le segre-
Il, come una tela tarie con titoli di studio elevati, e quello falso, «di Madison Avenue e
per me proprio di Hollywood», come se la came e le ossa dei cinquanta milioni di
. que persone di morti provocati dalla guerra hitleriana fossero state un'invenzione
Quando avevano di Hollywood e di Madison Avenue. Per descrivere meglio I'«altro-
che non saresti Hitler non si dovrebbero chiamare in causa Hollywood e Madison
E pensavano di Avenue, ma semmai Dachau e Auschwitz. La slealta del modo di
impostare il problema si rivela nell'allusione all'«alito cattivr» di
Hitler. Irving vorrebbe farci credere di non essere un servile ammi-
ratore del suo eroe, bensi di saper cogliere in tutta Ia loro crudezza i
vizi di cui Hitler era colpevole: non i massacri, s'intende, ma la sua
scarsa cura per l'igiene orale.
Sorge ancora una volta una domanda: Irving crede davvero alla
falsa logica delIa tesi dei due Hitler, ne e intimamente convinto? Op-
pure e un cinico manipolatore, un saltimbanco? Ecco una riedizione
del caso Bullock contro Trevor-Roper, questa volta non a proposito
di Hitler, ma della visione del mondo sottoscritta da chi nel dopo-
guerra ne e stato il principals patrocinatore. E stato proprio a questa
punto che Irving mi ha raccontato un aneddoto su Hitler che non di-
mentichero piu, un aneddoto che potrebbe meglio di qualunque al-
rro permettere di comprendere Irving e, forse, 10 stesso Hitler. La
sua fonte e Christa Schroeder, colei che aveva fomito a Irving la
cniave di accesso al Cerchio magico, e la storia descrive il modo in
cui Hitler si lavava il sangue di dosso.
«Una notte, verso le due 0 le tre del mattino, Christa Schroeder e io
ce ne stavamo a chiacchierare, in compagnia di una bottiglia di vino, e
lei mi disse: "Sa, [Hitler] poteva essere davvero crudele. 10 non credo
che lei abbia ragione riguardo al rapporto fra Hitler e il problema
ebraico. Poteva essere malta crudele". In questi casi uno sente che c'e
una storia in arrivo ... Ora, il problema con Christa Schroeder era che
non si potevano prendere appunti. Se ti vedeva tirar fuori un pezzo di
carta, diventava subito muta come un pesce. Dopo dovevo scendere
nel caffe sotto casa, a scaricarmi il cervello riempiendo fogH e fogli,
per ore. Con l'esercizio, alla fine ci si puo riuscire» mi disse Irving.
«E lei mi disse: "Bene, si ricorda la Notte dei lunghi coltelli, nel
. gno 1934? 10 ero a Berlino, e il capo [10 chiamava cosi, oppure «A.
»] mi telefono per dirmi che dovevo partire immediatamente, per
ggiungerlo in Renania. COStpresi l'aereo per la Renania. C'era an-
il dottor Goebbels. Lungo il percorso, quella stessa notte volam-
fino a Monaco e poi proseguimmo con la sua auto verso Bad
. ee, e io ero con Iui quando arresto Ernst Rohm e tutti i capi del-