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Montenegro, presidenziali nel caos

Lo scandalo Assunzioni scoppiato in piena campagna elettorale gioca a sfavore del partito di governo e del suo candidato, Filip Vujanovic. In piena campagna elettorale per le presidenziali del prossimo 7 aprile, in Montenegro scoppiato lo scandalo Snimak (Assunzioni). Alcune registrazioni audio di una seduta interna al partito del premier Milo ukanovi, DPS, hanno fatto luce sul malaffare della politica: Diamo lavoro prima ai nostri. Quello che tutti in Montenegro sapevano adesso confermato da prove. Il quotidiano indipendente Dan per giorni ha pubblicato le trascrizioni della seduta del Comitato centrale del Partito democratico socialista (DPS) del premier Milo ukanovi, tenutasi il 30 giugno 2012, qualche mese prima delle elezioni parlamentari. Non si sa in che modo il quotidiano sia entrato in possesso di questo materiale, che ha messo in subbuglio tanto la politica quanto la societ montenegrina e la cui autenticit non stata smentita da nessuno. Lopinione pubblica del Paese, oltre agli stenogrammi pubblicati, ha potuto anche ascoltare l'audio nel quale i pi alti funzionari del DPS, molti dei quali rivestono importanti incarichi anche nellapparato statale, in modo esplicito parlano di come dare lavoro ai propri sostenitori e di come sfruttare le risorse statali per poter vincere le elezioni parlamentari poi tenutesi lo scorso ottobre. Cos, per esempio, il deputato del DPS Zoran Jeli, fino a poco tempo fa direttore dellUfficio di collocamento nazionale (incarico che ora ricopre sua moglie), durante la seduta del vertice del partito ha dichiarato: Con due progetti daremo posti di lavoro prima di tutto ai membri del DPS. Abbiamo rapporti quotidiani con i presidenti del comitato del DPS in tutti i comuni, perch prima di tutto vogliamo dare occupazione ai nostri sostenitori. Durante una delle sedute si persino nominata la possibilit di usare per gli scopi di partito i mezzi provenienti dai fondi europei. Queste e altre dichiarazioni sono state valutate dai leader dellopposizione come una grave violazione dei diritti umani e discriminazione su base politica, affermando che su queste basi vengono posti in discussione gli stessi risultati elettorali di ottobre. Lopposizione ha chiesto che il Procuratore di stato avvii dufficio un procedimento

contro tutte le persone che hanno presumibilmente agito in modo illegale. Oltre a ci hanno chiesto che venga istituita unindagine parlamentare sul caso. Ma, quattro giorni dopo lo scandalo, la Procuratrice capo del Montenegro, Ranka arapi, ha reso noto di aver ascoltato le registrazioni in questione e di aver tratto la conclusione che non vi sia nulla di problematico. Per questo motivo lopposizione ha concluso che le istituzioni in Montenegro non fanno il proprio lavoro e uno dei leader del Fronte democratico di opposizione, Neboja Medojevi, ha portato lintero caso a conoscenza degli alti funzionari europei di Bruxelles. Alcuni giorni dopo in Montenegro piombato il capo dellUnit per la Croazia e Montenegro della Direzione allargamento, Dirk Lange, il quale dopo aver colloquiato con i pi alti funzionari statali e politici di Podgorica, e con la procuratrice arapi, ha concluso che necessario quanto prima indagare sullo scandalo attraverso unudienza parlamentare. La coalizione di governo ha reagito in modo positivo alla proposta di Lange, anche se in prima battuta si era opposta fortemente, mentre lopposizione ha chiesto che venga istituita una commissione parlamentare di inchiesta. stato persino proposto il boicottaggio da parte dell'opposizione dei lavori del Parlamento. Sarebbe la mossa migliore per attirare lattenzione sullenorme importanza delle conseguenze negative delle attivit delle persone coinvolte nello scandalo Snimak per tutta la societ montenegrina, hanno precisato i membri del pi giovane partito sulla scena montenegrina, Montenegro positivo. Intanto i media locali annunciano che la procuratrice di stato gi dal mese prossimo potrebbe andare in pensione. La 60enne arapi potrebbe quindi essere la prima vittima di questo caso. Ad entrambi gli schieramenti, tuttavia, manca tempo. Il governo desidera mostrare un atteggiamento cooperativo verso Bruxelles, perch in aprile dovr comunicare all'Ue i risultati ottenuti dal Montenegro nella lotta alla criminalit organizzata e alla corruzione. In una situazione in cui il Paese rischia la bancarotta, lunica cosa di cui pu vantarsi il governo un progresso notevole nellintegrazione europea. Il Montenegro nel giugno scorso ha aperto i negoziati di adesione con lUe. Secondo il sito internet Balkan Insight, anche lopposizione ha fretta: lesplosione dello scandalo "Snimak in piena campagna elettorale per le presidenziali gioca a sfavore del partito di governo e del suo candidato, Filip Vujanovi. Ma le elezioni sono alle porte:

il prossimo 7 aprile. Contro Vujanovi sceso in campo Miodrag Leki, gi ministro degli Esteri montenegrino e ambasciatore a Roma dellex Unione statale di Serbia e Montenegro.

Bosnia-Ue, Bucarest con Sarajevo


Il presidente della Romania ha sgombrato il campo da ogni dubbio: lappoggio alladesione comunitaria del Paese continuo e senza riserve. La Romania appoggia senza riserve l'avvio del processo dadesione della Bosnia all'Unione europea. Lo ha detto il presidente della Romania, Traian Basescu, alla fine del colloquio avuto con l'omologo bosniaco, Nebojsa Radmanovic, oggi in visita a Bucarest. Dobbiamo riconoscere per che questo processo non possibile senza il raggiungimento di alcuni obbiettivi che riguardano i criteri del Trattato di Copenaghen ha detto Basescu -. Ribadiamo comunque che la politica delle porte aperte, sia nella Nato che nell'Ue, un elemento di sicurezza nazionale per la Romania e penso che possiamo ricordarci tutti come stato difficile attirare investitori stranieri nel nostro paese quando era in corso il conflitto iugoslavo. Il capo dello Stato romeno ha affermato che Bucarest pronta a fornire alla Bosnia-Erzegovina qualunque assistenza necessaria e la sua esperienza per la preparazione del processo dei negoziati per l'adesione all'Unione europea. E' difficile fare previsioni per l'adesione ma con l'appoggio dei nostri amici, fra cui contiamo anche la Romania, speriamo che questa si possa concludere fra cinque-sei anni, ha affermato il presidente bosniaco. Radmanovic ha inoltre precisato che un ritardo dell'adesione della Bosnia Erzegovina all'Unione europea creerebbe uno stato di scetticismo riguardo al blocco comunitario.

Xhaferi in Bosnia: nuove polemiche


La comunit albanese in Macedonia continua a bersagliare il nuovo ministro della Difesa: questa volta il nodo della contesa riguarda la visita a Sarajevo guidata proprio dal capo del dicastero.

In un clima surriscaldato dallo stato di allerta per il timore di nuove proteste a sfondo etnico da parte degli albanesi, il nuovo ministro della Difesa macedone, Talat Xhaferi, rimane nell'occhio del ciclone. Secondo il quotidiano Dnevnik, la comunit albanese ha diramato mercoled mattina un aspro comunicato contro la decisione di mettere a capo della delegazione diretta in Bosnia proprio il nuovo ministro. Comunque la delegazione del governo macedone diretta dal ministro arrivata mercoled in Bosnia-Erzegovina per una visita ufficiale. Xhaferi ha gi avuto colloqui con lomologo bosniaco, Zekerijah Osmic, con cui ha discusso degli ottimi rapporti dei due Paesi e della fruttuosa cooperazione, in particolare nel settore della difesa, come riferisce il dicastero della Difesa macedone in un comunicato stampa. Il capo del dicastero ha detto che Skopje pronta a condividere lesperienza acquisita nel processo di riforma per soddisfare le condizioni per adesione alla Nato. Il ministro ha quindi visitato il campo militare di Butmir, dove ha incontrato le forze di pace macedoni della missione militare Eufor-Althea. In un incontro con il comandante di Eufor, generale Jozsef Szpisjak, il ministro Xhaferi ha affermato che la Macedonia si trasformata in breve tempo in un paese contributore di tutto rispetto per l'instaurazione della pace e della democrazia a livello globale. Xhaferi ha altres sottolineato che l'integrazione della regione dei Balcani occidentali nella Ue e la Nato un presupposto fondamentale per la stabilit e la prosperit economica. Durante la visita la delegazione macedone ha deposto una corona di fiori sul monumento dei militari macedoni caduti in un incidente aereo a Katlanovsko Blace il 12 gennaio 2008, mentre tornavano dalla missione Althea. Sono in totale 11 i militari macedone in forze alla missione militare Eufor-Althea.