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“Biopunk” (un neologismo che combina insieme le parole

“biologia” e “punk”) è un termine che descrive il lato nichilistico e


sotterraneo della società biotecnologica che ha cominciato a
prendere forma dall'inizio di questo secolo. Lo si è cominciato ad
usare per descrivere un filone letterario post-cyberpunk, in
quanto, più che concentrarsi sulla tecnologia informatica
preferisce i risvolti tecnologici della biologia: dinamiche cellulari,
DNA, RNA, clonazione, ingegneria genetica. Nei racconti
biopunk, gli individui non vengono potenziati con mezzi
meccanici o elettronici o cibernetici, ma attraverso la
manipolazione genetica dei loro stessi cromosomi. Spesso,
biopunk diventa “nanopunk”, quando tratta della bio-
nanotecnologia.

Tra i pionieri del genere, si possono annoverare Wells (“The Island of Dr. Moreau”), Julian Huxley (“The
Tissue Culture King”), Aldous Huxley (“Il Mondo Nuovo”), Damon Knight (“Natural State”), Ira Levin (“I
Ragazzi Venuti dal Brasile”), Frank Herbert (“Gli Occhi di Heisenberg”), Bruce Sterling (“Shismatrix”).

Un esempio di biopunk cinematografico è il film “Gattaca, La Porta dell'Universo” (Andrew Niccol, 1997) che
prospetta una società orwelliana fondata sulla manipolazione eugenetica a cui ci si può opporre solo con la
pirateria genetica. Rispetto al cyberpunk, che ancora era fantascienza (l'ultima in ordine di tempo), il biopunk
e il nanopunk parlano di un futuro molto prossimo, che è poi il nostro presente.

GLI OCCHI DI HEISENBERG


(Frank Herbert, Mondadori, 1966)

Il profetico romanzo breve "Gli Occhi di Heisenberg" di Frank Herbert, tratta il


tema dell'ingegneria genetica legata al tema dell'immortalità. Il mondo è dominato
dal regime totalitario degli Optimati, individui potenziati geneticamente ed
immortali che soggiogano il resto dell'umanità, cui non è nemmeno concesso il
diritto di procreare se sprovvisti di alcune peculiari caratteristiche genetiche
(chiaro riferimento all'eugenetica, ndr).

LA MATRICE SPEZZATA
(Bruce Sterling, Editrice Nord, 1985, tit. or. "Shismatrix", 1982)

In un lontano futuro, il sistema solare colonizzato dall'umanità è un brulicante


intreccio di bizzarre e sofisticate
forme tecnologiche e culturali, una
miriade di aggregazioni politiche e
sociali, sparse dalla cintura degli asteroidi agli anelli di Saturno:
colonie orbitali, astronavi-stato, mondi e habitat artificiali. Questa
civiltà multiforme, prodotto di un vertiginoso progresso
scientifico, è conosciuta come Shismatrix: una “matrice
spezzata”, fisica e sociale, che genera molteplici possibilità, dove
due fazioni rivali si contendono la supremazia politica e
tecnologica: i Plasmatori (Shapes), maestri delle biotecnologie,
dell'ingegneria genetica e della psicologia avanzata, e i
Meccanisti (Mechs), padroni della cibernetica, della bionica e
dell'intelligenza artificiale. Tra queste due correnti opposte è tutto
un fiorire di identità evolutive e comunità marginali in lotta per la
sopravvivenza, che di volta in volta giocano un ruolo
fondamentale nel grande conflitto della matrice spezzata, che
passa attraverso una radicale trasformazione e ridefinizione del
concetto di umanità.

Nel quadro di questa civiltà postumana, emerge una singolare


figura di eroe: Abelard Lindsay, diplomatico e rivoluzionario della
Repubblica Corporativa Circumlunare Mare Serenitatis. Lindsay,
di volta in volta ribelle, esule, impresario teatrale, pirata spaziale,
mercante, scienziato, ambasciatore presso una razza aliena, è protagonista di emozionanti avventure.
Sempre al centro dei vorticosi mutamenti scientifico-culturali della Matrice, Lindsay è l'ispiratore di ogni
nuova fase di espansione e l'abile manipolatore di destini individuali e collettivi, deciso a costruire un nuovo
futuro per l'umanità.

RIBOFUNK
(Paul Di Filippo, 1998)

Tra i principali autori del genere biopunk vi è Paul Di Filippo, che ha


denominato una sua collezione di storie “ribofunk”, alludendo all'RNA,
ovvero l'acido ribonucleico, e al ritmo afroamericano, per indicare una
narrativa post-moderna che parla di microbiologia e manipolazioni
genetiche in modo divertente e originale. I personaggi protagonisti delle
varie storie sono collocati in un mondo transgenico in cui gli avanzamenti
della biologia molecolare hanno trasformato tutto: ecosistemi, industrie,
macchine, strutture politiche, sociali, e anche gli individui, la loro mentalità,
la loro sessualità, i loro fenotipi.

Forme di vita chimeriche, ibridi umano-animali, amanti geneticamente


modificati, entità senzienti, alghe ribelli. Masse semi-intelligenti di nano-
microbi, prodotti dal nano-inquinamento, che, dal di sotto della crosta
terrestre, minacciano di distruggere il pianeta. Cervelli collegati a internet
infestati da programmi neurali che trasformano il linguaggio ordinario in fluenti rime hip-hop. Forze di “Protein
Police” (Polizia Proteica) in cerca di pirati genetici, creature marine in parte umane che vivono in laghi
contaminati da sostanze tossiche.

Eroi post-umani come Krazy Kat, un ibrido umano-felino creato dal Cultivar Liberation Front che porta avanti
un'attività terroristica in nome della “splice liberation”.

THE MOREAU SERIES


(S. Andrew Swann, 1993 - 1999)

Più simili al noir/hard-boiled, con trame alla Raymond Chandler,


i romanzi della “Serie Moreau” di S. Andrew Swann, raccontano
dei “Moreau” (termine derivato dal romanzo “L'isola del Dottor
Moreau” di Herbert George Wells), una sottoclasse oppressa di
ibridi umano-animali creati per mezzo dell'ingegneria genetica
per essere i supersoldati del XXI secolo.

THE CULTURE

La Serie della Cultura di Iain M. Banks dipinge un futuro nel


quale la nostra galassia è dominata da una civilizzazione
chiamata “La Cultura”, una perfetta società utopica e
democratica nella quale ogni membro ha l'abilità di alterare il
proprio corpo e la propria genetica attraverso la tecnologia,
arrivando persino a sviluppare “ghiandole medicinali”.

Organi transumani permettono alla gente di produrre ed


utilizzare all'interno dei loro cervelli e a proprio vantaggio
migliaia di combinazioni di sostanze psicoattive.

(Pubblicato su Ecplanet 29-04-2006)

XENOGENESIS

Nei tre volumi che compongono la trilogia “Xenogenesis”, della scrittrice afroamericana Octavia Butler, la
trasformazione dell'umanità è ottenuta mediante biotecnologia aliena, fornita da ingegneri genetici chiamati
“ooloi”, intenti a far accoppiare gli umani con la specie aliena degli Oankali.
Nel primo volume della trilogia, “Dawn” (1987), la razza umana è stata quasi
completamente distrutta da una guerra nucleare, un “umanicidio”, come lo
chiama la Butler (un destino che era del tutto plausibile al tempo in cui il volume
è stato scritto, negli anni Ottanta, ndr). I pochi esseri umani sopravvissuti sono
stati catturati dagli Oankali, una specie aliena nomade che viaggia nell'universo
in cerca di specie partner con cui “scambiare” i propri geni. La storia è narrata dal
punto di vista di Lilith Iyapo, una donna umana che viene adottata dagli Oankali e
usata per reclutare altri umani. Lilith è combattuta tra l'accettare i benefici medici
e le advance sessuali degli Oankali e l'aiutare altri umani a fuggire.

Gli Oankali hanno sviluppato organi specializzati e


strutture subcellulari che manipolano i propri geni per
adattarsi al meglio a diversi ambienti, e anche una
astronave che si auto-ripara, che è una sorta di
organismo vivente. Ma, paradossalmente, questa
particolare abilità degli Oankali nell'ingegneria
genetica li fà tendere verso una morte evoluzionaria, perché, perdendo ogni
diversità genetica, perdono anche l'abilità di adattarsi al cambiamento. L'unico
modo che hanno per recuperare la diversità genetica è di congiungersi con
nuove specie.

Nella seconda parte della trilogia, “Adulthood Rites”


(1988), il figlio mezzo alieno e mezzo umano di Lilith
sceglie di vivere a parte insieme con la “resistenza”
umana, coloro che hanno scelto di la sterilità piuttosto
che l'accoppiamento con gli Oankali. Riuscirà anche
a convincere gli Oankali a dare ai “resisters” una nuova casa dove ricongiungersi
e rigenerare la specie umana: si tratta del pianeta Marte, ristrutturato per essere
abitato, ma si tratta di una sorta di grande riserva,
come quelle date agli indiani americani. Il figlio di
Lilith rischia la sua vita per dare agli umani la
possibilità di rigenerarsi, mentre lui tornerà tra gli
Oankali.

Nella terza e ultima parte, “Imago” (1989), la razza


ibrida umano-aliena degli ooloi, post-colonialisti e
consumati ingegneri genetici, prelevano campioni
genetici di tutti i differenti organismi per soddisfare i
propri gusti, come fossero ad un ristorante etnico. Il fatto che tutte le specie
terrestri siano in via di estinzione mentre gli Oankali “consumano” il pianeta non li
disturba affatto (è chiaro qui il riferimento al “consumo genetico” perpetuato dalle
compagnie biotech, ndr).

(Pubblicato su Ecplanet 03-07-2006)

BIOPUNK REVOLUTION

Biopunk - Wikipedia

Biologia Sintetica 4.0

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