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La storia di Abgar

Il mistero della lettera di Abgar a cura di Pino Cangemi


Secondo i Vangeli Apocrifi, questo documento storico. Sembra essere lunico documento conosciuto dagli studiosi che fu scritto di proprio pugno dal Cristo durante la sua vita in Palestina. Un piccolo proprietario terriero di Edessa (oggi citt turca), venuto a conoscenza delle gesta di Ges, mand un messo con una lettera a chiedere una benedizione per la propria famiglia insieme ad una richiesta di aiuto per un parente malato. Ges si commosse per cos grande fede che dett la lettera qui riportata siglandola di proprio pugno con dei sigilli. Riportiamo fedelmente il testo integrale, poich oltre a dare un grosso spunto per meglio comprendere lo spirito del Cristo, pu essere usata a scopo terapeutico. Non sfuggir senzaltro la semplicit della missiva, ma ci auguriamo che non sfuggir neanche lenorme profondit del mistero. Possa ogni cuore di buona volont usarla per spandere lamore sulla terra. Te beato Abgar, e cos pure la tua citt di nome Edessa, perch hai creduto senza avermi visto. Quanto poi a ci che mi hai scritto chiedendomi di venire da te, sappi che necessario che il figlio di Dio sia consegnato nelle mani dei peccatori, sia crocifisso, sepolto e risorga il terzo giorno. Devo dapprima compiere ci che mi stato ordinato da chi mi mand. Alla fine sar assunto dal padre che mi invi. Dopo la mia assunzione verr da te uno dei miei discepoli di nome Taddeo, questi curer il tuo male e accorder per mio la vita eterna e la pace a te, voi tutti. Riguardo alla tua citt che mi hai descritto piccolissima, ecco che io la ingrandir e far in modo che nessuno dei tuoi nemici se ne impadronisca fino alla fine del mondo. Sta scritto a mio riguardo: Beati quelli che mi hanno visto e creduto, ma tre volte pi beati quelli che han creduto senza avermi visto. Ti sar accordata una salute diuturna per lanima e per il corpo e parimenti alla tua famiglia a salvezza di chi ti vede. Io infatti ho piegato i cieli e sono disceso per causa del genere umano, ho preso dimora in un seno verginale per cancellare la trasgressione avvenuta in paradiso. Mi sono umiliato per fare grandi voi. Questa mia lettera ovunque venga esposta durante un processo, in tribunale, in casa o al mare, sulle persone congelate, sui febbricitanti, su chi preso da brividi, su coloro che gettano la bava, legati da un nodo magico, ribollenti, ammalati o simili, essa scioglier tutti costoro dai loro mali. Chi per la porter con s deve starsene lontano da ogni cattiva azione e deve dire: "Questa lettera mi servir sicuramente per guarire e per una gioia sicura". Ci che scritto stato scritto di mia mano e vi ho apposto il mio sigillo. I sette sigilli sotto elencati sono tratti da un antico manoscritto ritrovato in Turchia secoli dopo insieme alla lettera.